Roma non si è costruita in un giorno, come ci viene ricordato da un celebre proverbio, ma per chi crede in un’energia nucleare diversa dal passato c’è una buona ragione per festeggiare. In Canada è stata poggiata la prima pietra per la costruzione del primo Small Modular Reactor (SMR ) – la punta di diamante della nuova generazione di reattori nucleari in termini di standard costruttivi e di fabbisogno di combustibile – nel mondo occidentale.
Nei vicini Stati Uniti, invece, pare che sia stata brevettata una miscela con una componente di torio in grado di alimentare in modo più continuativo i reattori, producendo una quantità di energia superiore alle centrali tradizionali.
Due novità che possono rimodellare il panorama del nucleare in un’epoca dove la produzione energetica è un asset su cui tutti i Paesi vorrebbero avere il controllo.
Le nuove fondamenta del futuro atomico in Canada
Gli SMR sono dei reattori modulari di dimensioni modeste le cui componenti sono prodotte in fabbrica ma assemblate nel luogo in cui sorgerà il futuro impianto nucleare. Nel mondo, queste strutture sono un progetto molto ambizioso a cui Governi guardano con trepidante attesa per poter assistere al loro battesimo, ma gli elevati costi di ricerca e la scarsa produzione industriale dei vari pezzi, fanno di tali reattori una chimera da inseguire a diverse latitudini. Fino a oggi, soltanto Cina e Russia sono state in grado di partorirne qualcuno lasciando l’Occidente qualche posizione indietro in questa corsa, ma il Canada ha ridotto il distacco.
In Ontario è stata poggiata la base del futuro reattore, incastonata a circa 35 m sotto terra. La piattaforma è stata realizzata con materiale Diagrapham Plate Steel Composite, un composto di acciaio e calcestruzzo in grado di dare forte resistenza alla struttura da erigere. I moduli prefabbricati sono stati poi assemblati presso il sito nucleare di Darlington dove dovrebbero sorgere ben quattro reattori di tipo GE Hitachi BWR-300, fondati su tecnologia ad acqua bollente.
Il Governo dell’Ontario, nel frattempo, ha anche annunciato che più di 100 aziende canadesi hanno firmato contratti dal valore di 500 milioni di dollari per partecipare al processo di costruzione degli SMR. Un primato che senz’altro pochissimi altri Paesi possono vantare.
Una nuova miscela per l’usato sicuro: il combustibile ANEEL
L’altro gigante nordamericano che potrebbe segnare una pietra miliare nel campo dell’energia atomica sono gli Stati Uniti. La Clean Core Torium Energy ha presentato una nuova formula miscellanea la quale ha superato il banco di prova per divenire elemento di alimentazione dei reattori nucleari: il combustibile ANEEL. Il materiale della fonte è composto dauranio e torio e, attenendosi ai test condotti all’Idaho National Laboratory ha dimostrato una capacità di combustione, e dunque di produzione energetica, di gran lunga superiore a quella dei combustibili tradizionali, ovvero pari a 60 GWd/MTU.
Il dato saliente di questa nuova miscela è che sarebbe compatibile con le centrali atomiche già in funzione evitando, almeno per il momento, la costruzioni di nuovi reattori su misura con l’implicazione di costi finanziari e burocratici non facilmente sostenibili. I benefici, sfruttando gli impianti già esistenti, sarebbero tangibili in poco tempo come la maggiore produzione energetica ma anche una minore quantità di scorie radioattive grazie alla presenza del torio.
Tutto questo segna un nuovo inizio per il nucleare verso un’era segnata da strutture più futuristiche e combustibili meno inquinanti.
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