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	<title>Terre rare Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 26 Feb 2026 10:19:31 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Terre rare Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>FORGE, scorte strategiche e la nuova guerra dei minerali</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/forge-scorte-strategiche-e-la-nuova-guerra-dei-minerali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 10:19:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Terre rare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="terre rare" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Il FORGE (Forum per l’impegno geostrategico sulle risorse), l'iniziativa Usa per recuperare l'iniziativa su terre rare e  minerali critici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/forge-scorte-strategiche-e-la-nuova-guerra-dei-minerali.html">FORGE, scorte strategiche e la nuova guerra dei minerali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="terre rare" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A Washington <strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/terre-rare-e-metalli-critici-la-romania-vuole-diventare-la-miniera-della-democrazia.html">si è messo in scena un doppio obiettivo</a></strong>: ricomporre un fronte di Paesi inquieti dopo mesi di frizioni commerciali e, nello stesso tempo, costruire un dispositivo di potere sulla filiera delle materie prime critiche. La ministeriale del 4 febbraio, guidata politicamente dal segretario di Stato <strong>Marco Rubio</strong> e presidiata dal vicepresidente J.D. Vance, ha convocato delegazioni da decine di Paesi, con la Commissione europea in platea. Non è un dettaglio: quando gli Stati Uniti organizzano un summit su un tema apparentemente tecnico, di solito stanno preparando un meccanismo di comando.</p>



<p>La platea era eterogenea, ma proprio per questo utile. Da un lato produttori o potenziali produttori (<strong>Africa centrale, Asia interna, Sud-Est asiatico</strong>), dall’altro consumatori industriali avanzati (Paesi del gruppo dei sette, economie dell’area dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), più investitori e fornitori già strutturati come Canada e Australia. Il vero elemento politico, però, è un altro: una parte consistente dei presenti mantiene accordi o intese con la Cina sulla Via della Seta. È il convitato di pietra: non perché quei Paesi abbiano già “scelto” Pechino in modo irreversibile, ma perché nessuno può fingere che la mappa delle dipendenze si cancelli con un discorso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il mercato “fallito” e la leva dei prezzi</h2>



<p>La tesi americana è semplice e brutalmente politica: <strong>il mercato dei minerali critici non funziona perché i prezzi sono instabili e spesso troppo bassi </strong>per rendere bancabili investimenti in Paesi “amici”. Tradotto: la catena di valore resta nelle mani di chi può permettersi di comprimere i margini, finanziare perdite, sostenere costi geopolitici. <strong>Il bersaglio implicito è la capacità cinese di dominare estrazione, trasformazione e raffinazione</strong>, e soprattutto di usare questa posizione per spostare i prezzi sotto la soglia di convenienza degli investitori occidentali.</p>



<p>Qui sta il punto: se la battaglia si combatte sui prezzi, allora la risposta non è soltanto scavare nuove miniere. È costruire un sistema di regole, incentivi e protezioni che renda “naturale” investire dove Washington vuole che si investa. <strong>È una politica industriale travestita da politica di sicurezza.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal partenariato al forum: la semantica del comando</h2>



<p>La sostituzione del precedente partenariato sui minerali con <strong>FORGE, il Forum per l’impegno geostrategico sulle risorse, </strong>è più che un cambio di insegna. Un partenariato suggerisce reciprocità; un forum suggerisce selezione, gerarchia, ingresso condizionato. E l’idea di “impegno” richiama una diplomazia muscolare: non basta aderire a principi generali, bisogna rendersi utili, portare progetti, autorizzazioni, quote di capitale, velocità amministrativa.</p>



<p><strong>La promessa è operativa: cooperazione su singoli progetti, </strong>partecipazioni dirette, accelerazione dei permessi. In pratica, un tentativo di trasformare l’alleanza in cantieri, contratti, concessioni. <strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/terre-rare-e-metalli-critici-la-romania-vuole-diventare-la-miniera-della-democrazia.html">Il nodo europeo è immediato:</a></strong> un memorandum con Washington sulle catene di approvvigionamento potrebbe arrivare in poche settimane, con una tabella di marcia entro l’estate. Ma l’Unione Europea si muove già con una propria legge sulle materie prime critiche, in ritardo sugli obiettivi, e con un problema di fondo: come conciliare la sovranità industriale dichiarata con una nuova dipendenza regolata dagli Stati Uniti?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scenari economici: il prezzo minimo, e poi chi paga</h2>



<p>L’idea del prezzo minimo garantito è seducente: se i prezzi sono troppo bassi, lo Stato interviene e rende profittevoli gli investimenti. Ma è anche una trappola. Un prezzo minimo alza i costi a valle, cioè per chi costruisce automobili, batterie, elettronica. E qui gli interessi divergono: <strong>l’industria europea dell’auto vive di margini sottili ed è ipersensibile ai costi dei materiali</strong>; settori tecnologici giapponesi, in alcuni comparti, possono assorbire meglio variazioni. Il rischio è un cortocircuito: proteggere chi estrae penalizzando chi produce.</p>



<p>Inoltre, una tutela basata su tariffe coordinate o su meccanismi di compensazione selettiva richiede risorse pubbliche e disciplina politica. Chi mette i soldi? Per quanto tempo? E con quali controprestazioni industriali? Senza una integrazione verticale tra miniere, raffinazione e manifattura, il beneficio si disperde. La materia prima “amica” rischia di diventare semplicemente più cara, senza costruire davvero catene alternative.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scorte come munizioni dell’economia</h2>



<p>Lo stoccaggio strategico, il cosiddetto <strong>Progetto Cassaforte</strong>, è la parte più rivelatrice: dieci miliardi in prestiti a lungo termine, gestione in parte privata, <strong>scorte di terre rare e metalli strategici a disposizione di grandi gruppi industriali.</strong> È un’idea mutuata dal vecchio arsenale energetico: creare una riserva che permetta continuità produttiva durante shock esterni. In una competizione di potenza, la scorta non è un magazzino: è una capacità di resistere, quindi di decidere.</p>



<p>Ma anche qui emergono i limiti. Una riserva che copre circa due mesi di domanda compra tempo, non risolve la dipendenza. <strong>Se il collo di bottiglia è la raffinazione, lo stoccaggio è un cerotto.</strong> E se l’approvvigionamento passa da operatori commerciali che cercano margini, non da criteri strategici, allora l’interesse nazionale diventa una variabile, non la regola.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’alleanza contro il monopolista</h2>



<p>L’analogia con la crisi petrolifera degli anni Settanta ha un senso: allora il potere era nel rubinetto del petrolio, oggi è nella geografia industriale dei minerali e nella capacità di trasformarli. Ma c’è una differenza decisiva: il petrolio aveva mercati più liquidi e standardizzati; <strong>i minerali critici sono frammentati, con fondamentali diversi e filiere opache.</strong> Governare questa complessità richiede istituzioni, non solo annunci.</p>



<p>FORGE sembra voler essere il dispositivo politico per tenere insieme produttori e consumatori in una “zona preferenziale”, riducendo l’esposizione alla Cina. Però una zona preferenziale funziona se offre vantaggi superiori a quelli garantiti dal sistema che si vuole sostituire. E qui riemerge la contraddizione: se il principale vantaggio cinese è il costo, e la risposta occidentale è alzare i prezzi per rendere redditizia l’estrazione altrove, allora l’industria manifatturiera rischia di spostarsi dove i costi restano bassi, anche pagando dazi, se il saldo resta favorevole.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una mossa di potere, non una soluzione tecnica</h2>



<p>FORGE e lo stoccaggio strategico segnano un cambio di fase: <strong>gli Stati Uniti vogliono trasformare la sicurezza economica in architettura di alleanze</strong>, e le alleanze in disciplina industriale. È una mossa di potere coerente con l’idea che la competizione con la Cina si giochi sulle catene di approvvigionamento.</p>



<p>Ma la partita vera è questa: costruire alternative senza far collassare la competitività delle industrie alleate. <strong>Se il prezzo minimo salva le miniere ma indebolisce chi produce, l’alleanza si sfilaccia.</strong> Se lo stoccaggio compra tempo ma non crea capacità di raffinazione, la dipendenza resta. E se il “club” pretende fedeltà senza offrire un equilibrio di benefici, molti Paesi continueranno a tenere un piede in due scarpe, perché è così che si sopravvive quando la geoeconomia diventa guerra fredda.</p>
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		<title>Terre rare e metalli critici, la Romania vuole diventare la &#8220;miniera della democrazia&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/terre-rare-e-metalli-critici-la-romania-vuole-diventare-la-miniera-della-democrazia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 13:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Terre rare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1184" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260218081239238_e4321c3bb6e21ec933c97438e8d031b0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260218081239238_e4321c3bb6e21ec933c97438e8d031b0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260218081239238_e4321c3bb6e21ec933c97438e8d031b0-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260218081239238_e4321c3bb6e21ec933c97438e8d031b0-1024x631.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260218081239238_e4321c3bb6e21ec933c97438e8d031b0-768x474.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260218081239238_e4321c3bb6e21ec933c97438e8d031b0-1536x947.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260218081239238_e4321c3bb6e21ec933c97438e8d031b0-600x370.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Terre rare e metalli critici, la Romania vuole diventare la "miniera della democrazia". Gli scenari per Bucarest.</p>
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<p>La <strong>Romania vuole puntare</strong> sulla fame occidentale di <strong>terre rare e metalli critici</strong> per espandere il suo ruolo come potenziale fornitore di Europa e Stati Uniti, in una fase cruciale per la competizione geoeconomica e industriale con la Cina. Il ministro dell&#8217;energia Bogdan Ivan ha dichiarato nella giornata del 16 febbraio che Bucarest detiene sul suo territorio<strong> 16 dei 32 materiali primi critici</strong> indicati dal Clean and Raw Materials Act europeo come decisivi per la competitività comunitaria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ambizioni della Romania</h2>



<p>Ivan, uomo di spicco del governo del presidente <strong>Nicosur Dan</strong> e del premier <strong>Ilie Bolojan</strong>, parlando con <a href="https://stirileprotv.ro/stiri/financiar/ministru-16-din-cele-32-de-elemente-critice-pentru-europa-se-gasesc-doar-in-romania-prelucram-metale-rare-din-groenlanda.html?mc_cid=a06baea2b8&amp;mc_eid=cd1f92f96c" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ProTV</a> ha aggiunto che &#8220;questo ci posiziona al primo posto in termini di risorse del sottosuolo, terre rare e materiali rari. Quindi abbiamo la metà di ciò di cui l&#8217;Europa ha bisogno qui&#8221;, ha aggiunto. <a href="https://www.romania-insider.com/energy-minister-romania-critical-minerals-feb-2026">Romania Insider</a> aggiunge che ci sarebbero dei progetti già attivi per potenziare lo sfruttamento da parte del Paese balcanico dei suoi giacimenti e ha parlato di un consorzio in via di costituzione tra l&#8217;azienda energetica statale <strong>Nuclearelectrica e il fondo statunitense Critical Metals Corp,</strong> capace di dare slancio. alla ricerca estrattiva.</p>



<p>Il miliardario di origini romene <strong>Frank Timis</strong>, 63 anni, oggi titolare della cittadinanza australiana, è dato come possibile sostenitore del progetto. Timis, fondatore della compagnia <em>Gabriel Resources </em>e protagonista della fase post-comunista delle privatizzazioni degli asset strategici romeni, è da tempo attivo in più progetti estrattivi in Africa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalle miniere all&#8217;industria</h2>



<p>Si va dalle terre rare al rame, passando per i metalli semiconduttori e altre risorse critiche. Ma la sfida chiave per la Romania sarà anche quella di potenziare la sua capacità industriale. Non solo di <strong>estrazione di minerali critici strategici si parla,</strong> ma di costruire una filiera integrata nella raffinazione e nello sbocco all&#8217;industria degli asset così solida da permettere robustezza e tenuta delle catene d&#8217;approvvigionamento occidentali.</p>



<p><strong>GeoInsider ricorda</strong>, infatti, che l&#8217;ambizione di Bucarest non è solo quella di promuovere il suo ruolo come &#8220;miniera della democrazia&#8221; ma anche la spinta a &#8220;creare una filiera occidentale completamente integrata, dall&#8217;estrazione nel giacimento di Tanbreez in Groenlandia alla raffinazione e all&#8217;utilizzo industriale finale in Europa e negli Stati Uniti&#8221;. Nella discussione tra <strong>Nuclearelectrica e Cmc</strong>, infatti, rientrerebbe anche il progetto di un impianto di lavorazione delle terre rare in Transilvania, nella regione di Brasov, che potrebbe ottenere un finanziamento nel quadro del piano comunitario da 3,5 miliardi di euro.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">NEW: Romania is moving to become a strategic player in the rare earth supply chain, as state-owned Nuclearelectrica and U.S.-listed Critical Metals Corp (CRML) signed a term sheet to form a joint venture for a rare earth processing plant in Feldioara, near Brașov.<br><br>According to… <a href="https://t.co/OWioahQvyv">pic.twitter.com/OWioahQvyv</a></p>&mdash; GeoInsider (@InsiderGeo) <a href="https://twitter.com/InsiderGeo/status/2023353424641720776?ref_src=twsrc%5Etfw">February 16, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">La Romania si rafforza agli occhi degli Usa</h2>



<p>La visione di sistema c&#8217;è, ora bisognerà tradurla in realtà con investimenti e strategie. <em><a href="https://seenews.com/news/romania-aims-to-become-global-player-in-rare-metals-sector-energy-min-1289861">SeeNews</a></em> sottolinea che Bucarest è già attenzionata dall&#8217;Ue in tal senso: &#8220;nell&#8217;aprile 2025, tre progetti locali che coinvolgono materie prime critiche sono stati riconosciuti di importanza strategica dall&#8217;Ue&#8221;, con Bucarest che riceverà <strong>300 milioni di euro per un impianto di raffinazione del rame a Hunedoara,</strong> nell&#8217;Ovest del Paese, più 315 per altri due progetti, rivolti rispettivamente all&#8217;estrazione di magnesio e grafite a Bihor, Nord-Ovest della Romania, e Gorj, a Sud-Ovest. </p>



<p><strong>Imponenti capitali americani potrebbero prendere la via di una Romania</strong> che dopo le controverse dinamiche politiche del 2025 ha ritrovato il suo ruolo come cerniera tra Europa e Usa in nome della rilevanza del suo settore metallico e estrattivo. Curiosamente, il governo di Dan, ritenuto baluardo europeista dopo l&#8217;esclusione del candidato populista Calin Georgescu e la sconfitta del leader di <a href="https://it.insideover.com/politica/romania-scandalo-finale-calin-georgescu-eliminato-dal-voto.html">destra George Simion</a>, si <strong>rende utile all&#8217;amministrazione Usa di Donald Trump</strong> che aveva, tramite il vice J.D. Vance, contestato la presunta ingerenza comunitaria. L&#8217;asse minerario degli Usa è la priorità geoeconomica di Washington. E Bucarest si &#8220;emenda&#8221; agli occhi degli Usa prestandosi attivamente alla causa.</p>



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		<title>Sulle terre rare è partita la guerra economica mondiale</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/sulle-terre-rare-e-partita-la-guerra-economica-mondiale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 05:57:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Terre rare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="terre rare" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p> La mappa delle materie prime ridisegna le alleanze. Africa, America Latina e Asia centrale diventano territori chiave per gli investimenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/sulle-terre-rare-e-partita-la-guerra-economica-mondiale.html">Sulle terre rare è partita la guerra economica mondiale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="terre rare" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La nuova iniziativa lanciata a<strong><a href="https://it.insideover.com/economia/australia-cambogia-malesia-thailandia-giappone-trump-doriente-e-gli-accordi-commerciali-tra-dazi-e-metalli-critici.html"> Washington da Stati Uniti, Unione Europea e Giappone sui minerali essenziali</a></strong> non è un semplice progetto industriale. È un passaggio della competizione strategica globale. Quando oltre cinquanta Paesi si riuniscono per parlare di terre rare, magneti permanenti, gallio o tungsteno, <strong>il tema reale è il potere. </strong>Chi controlla queste risorse controlla la tecnologia, la difesa, la transizione energetica e quindi una parte della sovranità altrui.</p>



<p><strong>Oggi la Cina produce circa due terzi delle terre rare mondiali e ne lavora quasi la totalità. </strong>Questa concentrazione non è solo economica: è uno strumento politico. Pechino ha già mostrato di poter usare il commercio delle materie prime come leva di pressione. Per Washington e per i suoi alleati questo significa vulnerabilità strategica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla dipendenza alla diversificazione</h2>



<p>L’obiettivo dichiarato della nuova alleanza è costruire catene di approvvigionamento sicure, dalla miniera al prodotto finale. Gli Stati Uniti hanno firmato numerosi accordi bilaterali e messo sul tavolo <strong>finanziamenti miliardari tramite la propria banca per il credito alle esportazioni</strong>, con l’idea di garantire forniture stabili alle industrie nazionali. L’iniziativa si lega anche alla sicurezza tecnologica e allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, settori che richiedono grandi quantità di minerali critici. Il messaggio è chiaro: ridurre la dipendenza dalla Cina prima che una crisi politica o militare la trasformi in ricatto economico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I limiti della strategia occidentale</h2>



<p>Aprire miniere, costruire impianti di raffinazione e reti di trasporto richiede anni, autorizzazioni ambientali, capitali pazienti e stabilità politica nei Paesi produttori. <strong>Non basta una dichiarazione congiunta per cambiare gli equilibri. </strong>Anche le stime più ottimistiche prevedono solo un lento calo della quota cinese entro il prossimo decennio.</p>



<p>Inoltre l’Occidente scopre un paradosso: vuole più autonomia ma resta legato a modelli di consumo elevati e a una domanda in crescita. <strong>Senza riciclo, riuso e sostituzione dei materiali</strong>, la corsa ai minerali rischia di diventare una nuova dipendenza, solo geograficamente più dispersa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La posizione europea</h2>



<p>L’Unione Europea accelera perché questi minerali sono indispensabili sia per la neutralità climatica sia per il rafforzamento della difesa. Bruxelles ha moltiplicato gli accordi commerciali sulle materie prime, ma le analisi interne mostrano che gli obiettivi di autosufficienza sono lontani. <strong>La dipendenza dalla Cina resta marcata.</strong></p>



<p>Il documento congiunto inviato da Italia e Germania alla Commissione segnala la volontà di costruire filiere più sicure per l’industria europea. Tuttavia alcune voci critiche avvertono che affidarsi troppo alla cooperazione con Washington rischia di <strong>ridimensionare l’autonomia strategica europea.</strong> La vera indipendenza, secondo questa linea di pensiero, passa anche dall’economia circolare e dal riciclaggio avanzato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Valutazione strategica militare</h2>



<p>I minerali critici sono ormai parte integrante della potenza militare. Missili guidati, radar, satelliti, motori elettrici, sistemi digitali: tutto dipende da componenti che richiedono terre rare e metalli speciali. Ridurre la dipendenza dalla Cina significa per gli Stati Uniti e per i loro alleati assicurarsi continuità produttiva in caso di crisi su Taiwan o di scontro prolungato con Pechino. In questo senso l’alleanza mineraria è una misura preventiva di sicurezza nazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Valutazione geopolitica e geoeconomica</h2>



<p>La mappa delle materie prime ridisegna le alleanze. <strong>Africa, America Latina e Asia centrale diventano territori chiave,</strong> corteggiati da investimenti e diplomazie. I Paesi ricchi di risorse acquisiscono peso negoziale, ma anche il rischio di diventare campi di competizione tra potenze.</p>



<p><strong>La Cina, dal canto suo, difende un modello di mercato aperto solo in apparenza</strong>: la sua forza sta nell’integrazione tra estrazione, lavorazione e industria manifatturiera. Smontare questo sistema richiederà tempo e coordinamento politico.</p>



<p>Nel medio periodo assisteremo a investimenti massicci in miniere, logistica e lavorazione fuori dalla Cina. I costi iniziali saranno alti e i prezzi dei minerali potrebbero restare volatili. Le imprese cercheranno contratti di lungo termine e protezioni statali. La competizione per assicurarsi le risorse aumenterà.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione: la nuova guerra delle risorse</h2>



<p>Dietro il linguaggio tecnico dei minerali critici si muove una vera guerra economica. Non fatta di dazi, ma di accesso alle risorse fondamentali. L’Occidente prova a costruire un sistema meno vulnerabile, <strong>la Cina difende il vantaggio accumulato in decenni di investimenti.</strong> Il risultato sarà un mondo più frammentato, dove le materie prime torneranno a essere strumento di potenza. Chi controllerà miniere e impianti di lavorazione controllerà una parte decisiva del futuro tecnologico e strategico globale.</p>
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		<title>Trump prova a ricucire con gli alleati: gli Usa propongo l&#8217;asse sui metalli critici</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/trump-prova-a-ricucire-con-gli-alleati-gli-usa-propongo-lasse-sui-metalli-critici.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 04:04:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[G7]]></category>
		<category><![CDATA[Terre rare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Gli Usa convocano gli alleati più fedeli per far fronte comune su un dossier di vitale importanza: terre rare e metalli critici. </p>
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<p>Dopo un gennaio di fratture, sarà un febbraio di ricomposizione? <strong>Washington, questa settimana, ospiterà una riunione dei ministri dell&#8217;Economia</strong> dei Paesi occidentali più vicini agli Usa per provare a fare <strong>fronte comune su un dossier </strong>fondamentale per la sicurezza economica e nazionale di molti Stati: l&#8217;approvvigionamento di <strong>terre rare e altri metalli critici</strong> vitali per la prosperità di vari sistemi produttivi. <a href="https://www.theguardian.com/business/2026/feb/01/us-uk-eu-australia-critical-minerals-rare-earths-g7-minimum-price">Lo riporta il <em>Guardian</em> </a>sottolineando la presenza di esponenti <strong>dei Paesi dell&#8217;Unione Europea, del Regno Unito, dell&#8217;Australia, della Nuova Zelanda e del Giappone</strong> in un consesso esteso a <strong>India, Corea del Sud, Messico e, in prospettiva, Argentina</strong></p>



<p>Un &#8220;direttorio&#8221; di Paesi ritenuti affidabili che si è già riunito, su invito del Segretario al Tesoro Usa Scott Bessent, il 12 gennaio scorso per discutere proprio di queste filiere e che è presentato come di Stati <em>like-minded</em>, che <strong>condividono la stessa visione del mondo e del commercio, oltre che le medesime prospettive</strong> sulla crescita industriale del campo economico che vede un attore in particolare, la Cina, come rivale. </p>



<p><em>Like-minded partners</em> e <em>Friendshoring</em>, ovvero costruzione di catene del valore condivise con attori dalla medesima visione del mondo, sono termini a lungo dominanti nel discorso politologico internazionale. Gli attori che converranno a Washington dovranno però capire in che misura gli <strong>Stati Uniti del presidente Donald Trump, desiderosi di diversificare le forniture</strong> di asset critici rispetto alla Cina, intenderanno cercare di costruire un fronte comune in materia di approvvigionamento di minerali come <strong>terre rare, rame, litio, argento, palladio, nichel</strong> senza cercare di accaparrarsi tutti i vantaggi di questo sistema. Scrive il <em>Guardian</em>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Un argomento di discussione saranno le richieste agli Stati Uniti di garantire un prezzo minimo per i minerali essenziali e le terre rare. La notizia di questa settimana&nbsp;<a href="https://www.reuters.com/world/asia-pacific/us-moves-away-critical-mineral-price-floors-sources-say-2026-01-28/">secondo cui Washington si sarebbe opposta all&#8217;idea</a>&nbsp;ha fatto crollare le azioni dell&#8217;Australia, che si è posizionata come alternativa alla Cina per i minerali essenziali con la decisione di accumulare scorte di elementi come antimonio e gallio.</p>



<p>Segue le orme del Giappone, che da anni accumula attivamente riserve per rafforzare la propria resilienza di fronte alla volontà della Cina di interrompere le forniture per promuovere la propria politica estera.</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Le grandi manovre nel settore estrattivo</h2>



<p>L&#8217;asse che si va costituendo dovrà cercare un <strong>punto di caduta politico comune</strong> su questi scenari e consolidare la possibilità di esplorare delle capacità d&#8217;azione congiunte. Gli Usa, dal 2025 in avanti, hanno fatto dello strumento dei patti minerari e industriali con attori come Ucraina, Congo, Thailandia, Cambogia, Giappone, Corea del Sud e Taiwan una leva per espandere la loro capacità di approvvigionamento, ma ci sono capitoli come quello delle terre rare dove aggirare la primazia cinese è davvero complicato. </p>



<p><strong>Mentre nel mondo aggregazioni private e scenari industriali</strong> parlano di grandi manovre in atto<a href="https://it.insideover.com/economia/glencore-rio-tinto-verso-la-nascita-di-un-gigante-mondiale-dellestrazione-mineraria.html"> in materia di settore estrattivo</a>, i Paesi occidentali devono trovare un framework comune su cui lavorare. Una chiave di lettura può essere data dall&#8217;alleanza nata a dicembre in materia di <strong>intelligenza artificiale:</strong> &#8220;Nel dicembre 2025, gli Stati Uniti hanno lanciato&nbsp; <a href="https://www.state.gov/pax-silica" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pax Silica</a>&nbsp;, un&#8217;iniziativa volta a costruire catene di approvvigionamento sicure e resilienti per le tecnologie fondamentali dell&#8217;intelligenza artificiale, in particolare silicio e minerali critici&#8221;, nota <a href="https://www.iiss.org/online-analysis/online-analysis/2026/01/us-critical-minerals-diplomacy-from-america-first-deals-to-pax-silica/">l&#8217;International Institute for Strategic Studies (IISSS), sottolineando</a> che &#8220;Pax Silica riflette la consapevolezza che la sola espansione nazionale non può risolvere il problema della sicurezza, mentre gli accordi bilaterali possono essere frammentati e di lenta implementazione&#8221;.</p>



<p>Potranno un accordo del genere e uno spirito di cooperazione come quello vistosi a gennaio a Washington riproporsi dopo che Trump ha messo in campo le sue mire sulla Groenlandia, con fini estrattivi tra le motivazioni principali, ha minacciato la rottura del campo occidentale e ha subito la fuga in avanti del Canada di Mark Carney, che ha invocato una rottura con l&#8217;ordine internazionale? Gli alleati degli Usa saranno pronti a una nuova progettualità comune con gli Usa? Una cartina tornasole della prospettiva in questione sarà la presenza a Washington di<strong> François-Philippe Champagne, Ministro delle Finanze e del Reddito Nazionale del Canada, </strong>che un mese fa parlava degli Usa come di partner <em>like-minded</em>, prima che Carney invocasse l&#8217;alleanza delle medie potenze come alternativa al tradizionale campo guidato dagli Usa. Passare dalla rottura alla ricomposizione è un passaggio critico. E in cui gli Usa devono mostrare una credibilità spesso messa in discussione nell&#8217;ultimo mese.</p>
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		<title>Usa, India e Cina: perché il Grande Gioco delle Terre Rare passa dalla guerra in Myanmar</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/usa-india-e-cina-perche-il-grande-gioco-delle-terre-rare-passa-dalla-guerra-in-myanmar.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2025 17:17:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile]]></category>
		<category><![CDATA[Terre rare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251118110959707_c8c96075644a761668e05c74950f7c2f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251118110959707_c8c96075644a761668e05c74950f7c2f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251118110959707_c8c96075644a761668e05c74950f7c2f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251118110959707_c8c96075644a761668e05c74950f7c2f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251118110959707_c8c96075644a761668e05c74950f7c2f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251118110959707_c8c96075644a761668e05c74950f7c2f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251118110959707_c8c96075644a761668e05c74950f7c2f-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nelle ultime settimane il Myanmar ha fatto parlare di sé per tre ragioni. La prima riguarda la guerra civile che dal 2021 continua a devastare il Paese: le forze governative stanno strappando al controllo dei ribelli svariate città e autostrade strategiche. La seconda notizia viene dagli Stati Uniti, dove l&#8217;amministrazione Trump ha annunciato che interromperà &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-india-e-cina-perche-il-grande-gioco-delle-terre-rare-passa-dalla-guerra-in-myanmar.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251118110959707_c8c96075644a761668e05c74950f7c2f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251118110959707_c8c96075644a761668e05c74950f7c2f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251118110959707_c8c96075644a761668e05c74950f7c2f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251118110959707_c8c96075644a761668e05c74950f7c2f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251118110959707_c8c96075644a761668e05c74950f7c2f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251118110959707_c8c96075644a761668e05c74950f7c2f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251118110959707_c8c96075644a761668e05c74950f7c2f-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nelle ultime settimane il <strong>Myanmar </strong>ha fatto parlare di sé per tre ragioni. La prima riguarda la <strong>guerra civile</strong> che dal 2021 <a href="https://it.insideover.com/guerra/myanmar-perche-quella-tra-ribelli-e-governativi-e-diventata-una-guerra-di-logoramento.html">continua a devastare il Paese</a>: le forze governative stanno strappando al controllo dei ribelli <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-la-giunta-militare-ha-ribaltato-le-sorti-della-guerra-in-myanmar.html">svariate città e autostrade strategiche</a>. </p>



<p>La seconda notizia viene dagli Stati Uniti, dove l&#8217;<strong>amministrazione Trump</strong> ha annunciato che interromperà presto lo status legale temporaneo per i <strong>cittadini birmani</strong> negli Usa. Cosa significa? Semplice: citando le <strong>elezioni </strong>pianificate per la fine di dicembre dalla giunta militare come segnale di miglioramento, il governo statunitense ritiene che queste persone possono tranquillamente tornare in sicurezza nella loro terra di origine. </p>



<p>Arriviamo così al terzo punto: l&#8217;Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha espresso preoccupazione per il fatto che il governo birmano stia esercitando pressioni sulla popolazione affinché partecipi al <strong>voto</strong>. Il timore è che la giunta guidata dal generale <strong>Min Aung Hlaing</strong> possa schedare gli oppositori usando <strong>strumenti di sorveglianza</strong> dotati di intelligenza artificiale. </p>



<p>In attesa di capire cosa accadrà sul fronte politico, ci sono almeno tre grandi potenze che hanno dirottato i loro sforzi diplomatici nel <strong>Grande Gioco birmano</strong>: <strong>Stati Uniti</strong>, <strong>India </strong>e <strong>Cina</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="689" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251016100923621_f4d64eb079557b4c5fa865ba7299d412-1024x689.jpg" alt="" class="wp-image-489942" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251016100923621_f4d64eb079557b4c5fa865ba7299d412-1024x689.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251016100923621_f4d64eb079557b4c5fa865ba7299d412-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251016100923621_f4d64eb079557b4c5fa865ba7299d412-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251016100923621_f4d64eb079557b4c5fa865ba7299d412-1536x1033.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251016100923621_f4d64eb079557b4c5fa865ba7299d412-600x403.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251016100923621_f4d64eb079557b4c5fa865ba7299d412.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Obiettivo Myanmar (per le Terre Rare)</strong></h2>



<p>Il minimo comune denominatore degli interventi diplomatici in Myanmar di Usa, Cina e India coincide con le <a href="https://it.insideover.com/schede/energia/che-cosa-sono-le-terre-rare-e-perche-sono-cosi-importanti.html">Terre Rare</a> che abbondano nel sottosuolo del Paese falcidiato dalla guerra civile. </p>



<p>Per quanto riguarda Pechino, nonostante possa vantare il ruolo di principale produttore mondiale di questi prodotti strategici, il gigante asiatico continua a importare dall&#8217;estero le materie prime contenenti i metalli tanto ambiti. Nel 2024, per esempio, il Myanmar ha rappresentato circa il<strong> 57%</strong> delle importazioni totali di <strong>Terre Tare</strong> della Cina. Secondo i dati della dogana cinese, le loro esportazioni sono aumentate nel 2018, per poi raggiungere un picco di quasi 42.000 tonnellate prima del 2023 e calare di nuovo. </p>



<p>Le Terre Rare estratte dai minatori in Myanmar vengono ovviamente spedite oltre la Muraglia principalmente sotto forma di &#8220;ossidi di terre rare&#8221; per ricevere lì ulteriori lavorazioni e raffinazioni; in cambio, va da sé, di <strong>denaro</strong>, <strong>armamenti </strong>o <strong>sostegno diplomatico</strong>. </p>



<p>Nel 2024, un report dell&#8217;ong <em>Global Witness</em> sosteneva che il Dragone avesse di fatto esternalizzato gran parte della sua estrazione di Terre Rare in Myanmar “a un costo terribile per l’ambiente e le comunità locali” (critiche sempre rispedite ai mittenti dalla Cina).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="645" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_202412231529278_9c1c29bb7cbc021561b7610fae3cfdb2-1024x645.jpg" alt="" class="wp-image-450257" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_202412231529278_9c1c29bb7cbc021561b7610fae3cfdb2-1024x645.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_202412231529278_9c1c29bb7cbc021561b7610fae3cfdb2-600x378.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_202412231529278_9c1c29bb7cbc021561b7610fae3cfdb2-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_202412231529278_9c1c29bb7cbc021561b7610fae3cfdb2-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_202412231529278_9c1c29bb7cbc021561b7610fae3cfdb2-1536x968.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_202412231529278_9c1c29bb7cbc021561b7610fae3cfdb2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lo zampino di Usa e India</strong></h2>



<p>Il Myanmar è silenziosamente diventato il <strong>terzo produttore mondiale</strong> di Terre Rare, dopo Cina e Stati Uniti, con una produzione totale stimata nel 2024 intorno alle 31.000 tonnellate. </p>



<p>Attenzione alla geografia: come spiega il <em>Pacific Forum</em>, l&#8217;epicentro della loro estrazione si trova nello <strong>Stato di Kachin</strong>, nel nord del Myanmar, ossia una regione segnata da una guerra prolungata e sempre più coinvolta nella competizione tra grandi potenze. </p>



<p>Della strategia della Cina abbiamo detto. Gli Usa, invece, stanno valutando due opzioni per mettere le mani sui preziosi materiali birmani: raggiungere un accordo con la giunta o aggirare il governo e negoziare direttamente con l&#8217;<strong>Esercito per l&#8217;Indipendenza Kachin (KIA)</strong>, che controlla la maggior parte delle aree minerarie. L&#8217;attività mineraria è infatti concentrata a <strong>Chipwi </strong>e <strong>Pangwa</strong>, con attività minori a <strong>Nhkawng Pa</strong>, vicino al confine cinese. E ancora: il governo birmano non controlla le più importanti zone minerarie del Kachin, né i terreni circostanti necessari per garantire la sicurezza delle vie di trasporto, che sono invece nelle mani di gruppi ribelli. </p>



<p>Non a caso l&#8217;India, l&#8217;altro attore interessato alla faccenda, ha incaricato sia le sue aziende statali che quelle private a considerare opzioni di <strong>approvvigionamento diretto dal KIA</strong>. Allo stesso tempo Delhi intende però mantenere i colloqui con l&#8217;esercito del Myanmar, visto che l&#8217;accesso globale a qualsiasi infrastruttura o fornitura commerciale di grandi volumi di Terre Rare richiederebbe il transito attraverso regioni governate dalla giunta. </p>



<p>Il Grande Gioco birmano è nelle mani cinesi. Ma Trump e l&#8217;India sono lì con il fiato sul collo di Pechino, pronti a rientrare in partita.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250711122217464_c94d7d07f84f13119873c84f56018c6a-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-477465" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250711122217464_c94d7d07f84f13119873c84f56018c6a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250711122217464_c94d7d07f84f13119873c84f56018c6a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250711122217464_c94d7d07f84f13119873c84f56018c6a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250711122217464_c94d7d07f84f13119873c84f56018c6a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250711122217464_c94d7d07f84f13119873c84f56018c6a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250711122217464_c94d7d07f84f13119873c84f56018c6a.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-india-e-cina-perche-il-grande-gioco-delle-terre-rare-passa-dalla-guerra-in-myanmar.html">Usa, India e Cina: perché il Grande Gioco delle Terre Rare passa dalla guerra in Myanmar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I metalli critici e un cuneo tra Russia e Cina: ecco perché Trump convoca gli &#8220;Stan&#8221; dell&#8217;Asia Centrale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-metalli-critici-e-un-cuneo-tra-russia-e-cina-ecco-perche-trump-convoca-gli-stan-dellasia-centrale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Asia Centrale]]></category>
		<category><![CDATA[Terre rare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="416" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TRUMP-TOKAYEV-e1762027705368.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TRUMP-TOKAYEV-e1762027705368.webp 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TRUMP-TOKAYEV-e1762027705368.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TRUMP-TOKAYEV-e1762027705368.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TRUMP-TOKAYEV-e1762027705368.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>I metalli critici e Un cuneo tra Russia e Cina: Trump convoca a Washington gli "Stan" asiatici in cerca di accordi strategici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-metalli-critici-e-un-cuneo-tra-russia-e-cina-ecco-perche-trump-convoca-gli-stan-dellasia-centrale.html">I metalli critici e un cuneo tra Russia e Cina: ecco perché Trump convoca gli &#8220;Stan&#8221; dell&#8217;Asia Centrale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="416" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TRUMP-TOKAYEV-e1762027705368.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TRUMP-TOKAYEV-e1762027705368.webp 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TRUMP-TOKAYEV-e1762027705368.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TRUMP-TOKAYEV-e1762027705368.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TRUMP-TOKAYEV-e1762027705368.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Un summit inedito, nell&#8217;ampiezza e nell&#8217;ambizione, quello in programma per il <strong>6 novembre alla Casa Bianca, dove Donald Trump </strong>ospiterà i presidenti dei 5 Paesi ex sovietici dell&#8217;Asia Centrale: Kazakstan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan. Attori strategici nel confronto geopolitico contemporaneo per il controllo dell&#8217;Eurasia, in graduale passaggio dalla sfera d&#8217;influenza russa alla crescente presenza cinese ma comunque desiderosi di mantenere <strong>rotte autonome per i propri interessi</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il maxi-vertice tra gli Usa e gli &#8220;Stan&#8221;</h2>



<p>E così il kazako Kassym-Jomart Tokayev, il kirghizo Sadir Japarov, il tagiko Emomalī Rahmon, il turkmeno Serdar Berdimuhamedow e l&#8217;uzbeko Shavkat Mirziyoyev avranno l&#8217;occasione di confrontarsi con Trump nel più alto vertice mai convocato nel <strong>formato C5+1, storicamente condotto dalle diplomazie dei cinque Stati asiatici e dal Dipartimento di Stato</strong>.</p>



<p>I grandi spazi euroasiatici interessano profondamente agli Usa. Un piede a terra nella regione può consentire agli Usa di <strong>marcare a uomo la Via della Seta cinese</strong>; apre la strada a supervisionare da vicino l&#8217;Afghanistan, dove i Talebani hanno risposto picche alla richiesta di Trump di riavere sotto il controllo Usa la base di Bagram; garantisce una maggior <strong>forma di coordinamento con autorità decisive</strong> per osservare il superamento delle sanzioni da parte della Russia tramite <a href="https://it.insideover.com/economia/il-boom-delle-cripto-in-russia-ovvero-la-guerra-finanziaria-ibrida-per-eludere-le-sanzioni.html">criptovalute con exchange </a>in Asia centrale o triangolazioni commerciali; può consolidare un percorso già avviato di inserimento nell&#8217;estero vicino degli avversari iniziato con la mediazione tra<a href="https://it.insideover.com/politica/la-mossa-del-cavallo-di-trump-tra-armenia-e-azerbaijan-un-messaggio-alla-russia.html"> Armenia e Azerbaijan e l&#8217;annuncio della <strong>Trump Route for International Peace and Prosperity</strong></a> nel già conteso corridoio di Zangezur. </p>



<p>Infine, apre a grandi accordi commerciali. I leader dell&#8217;Asia Centrale avrebbero preferito, inizialmente, mostrare le loro ricchezze di persona a The Donald, sul modello di quanto fatto dai Paesi del Golfo. &#8220;Da mesi, funzionari kazaki e uzbeki cercano di convincere Donald Trump a diventare <strong>il primo presidente degli Stati Uniti a  <a href="https://eurasianet.org/uzbekistan-vies-for-trump-visit-as-us-president-seems-to-float-kazakhstan-trip">visitare l&#8217;Asia centrale</a></strong><a href="https://eurasianet.org/uzbekistan-vies-for-trump-visit-as-us-president-seems-to-float-kazakhstan-trip">&#8220;, </a>nota <em><a href="https://www.intellinews.com/what-central-asia-wants-out-of-the-upcoming-washington-summit-409009/?source=kazakhstan">Bne Intellinews,</a></em> che aggiunge il fatto che &#8220;Trump apparentemente vuole il vantaggio di giocare in casa, continuando a impegnarsi per garantire agli Stati Uniti un ampio accesso alle abbondanti risorse minerarie critiche dell&#8217;Asia centrale e a controllare <a href="https://eurasianet.org/us-losing-ground-to-china-in-competition-over-central-asias-critical-minerals">l&#8217;influenza</a>  di Russia e Cina  nella regione&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Asia centrale, una miniera &#8220;geopolitica&#8221;</h2>



<p><strong>Il Central Asian Bureau for Analytical Reporting (Cabar)</strong> segnala che &#8220;l&#8217;Asia centrale&nbsp; <a href="https://www.academia.edu/94863578/Central_Asia_is_a_missing_link_in_analyses_of_critical_materials_for_the_global_clean_energy_transition?uc-sb-sw=50126783">vanta</a>&nbsp;una quota significativa dei minerali essenziali del mondo, con il 38,6% del minerale di manganese, il 30,07% di cromo, il 20% di piombo, il 12,6% di zinco e l&#8217;8,7% di titanio&#8221;, a cui si aggiunge il potenziale kazako sulle <strong>terre rare. </strong></p>



<p><strong><a href="https://cabar.asia/en/central-asia-s-critical-raw-materials-the-next-frontier-in-global-power-rivalry">Parliamo di prodotti decisivi per molte filiere,</a> dalla difesa alle nuove tecnologie</strong>, su cui Washington ha messo gli occhi nel quadro di una contesa globale con la Cina che si è sostanziata con la ricerca di <strong>profondi e continui accordi</strong> come quelli conclusi per l&#8217;accesso alle filiere o la cooperazione con <strong>Ucraina, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda, <a href="https://it.insideover.com/economia/australia-cambogia-malesia-thailandia-giappone-trump-doriente-e-gli-accordi-commerciali-tra-dazi-e-metalli-critici.html">Australia, Malesia, Thailandia, Cambogia e Giappone</a></strong> dall&#8217;inizio del Trump 2.0. I Paesi centroasiatici seguiranno? Trump ci spera e <a href="https://trendsresearch.org/insight/eu-central-asia-cooperation-on-critical-minerals-within-a-global-geopolitical-race/?srsltid=AfmBOoq4CDYiKKAfwzT6XvN0GxU96vTL6luP2ldsuKHvJUaKEkzqeXq5">secondo Trends Research and Advisory </a>il Paese chiave da corteggiare è il Kazakstan, uno dei più rilevanti sul piano strategico della regione e, soprattutto, il più vasto e ricco di risorse minerarie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un do ut des strategico</h2>



<p>Ai Paesi centroasiatici gli Usa possono offrire risorse economico-finanziarie e copertura politica per progetti congiunti, oltre che una <strong>nuova alternativa di investimento e partnership</strong> capaci di farli uscire dal dualismo russo-cinese e consentire loro di trattare accordi e cooperazioni con i due riluttanti alleati nel pieno del potere contrattuale.</p>



<p>Per Trump e gli Usa si tratta invece di <strong>consolidare la strategia geoeconomica di rilancio dell&#8217;influenza americana</strong> e di potenziare gli accordi mirati con cui la superpotenza vuole tutelare i suoi approvvigionamenti critici e, dunque, la sua capacità di competere proprio con Cina e Russia su scala globale. Poterlo fare direttamente dal cortile di casa dell&#8217;Eurasia profonda aggiungerebbe un ulteriore, ghiotto dividendo a questo investimento politico. Il summit della Casa Bianca si avvicina dunque con grandi aspettative e potenziali cambi di scenario all&#8217;orizzonte.</p>



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		<title>Rifiuti elettronici, una miniera da non sottovalutare per l&#8217;economia circolare</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/rifiuti-elettronici-una-miniera-da-non-sottovalutare-per-leconomia-circolare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 11:48:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[Metalli critici]]></category>
		<category><![CDATA[Terre rare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1349" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Rifiuti-elettronici-una-miniera-da-non-sottovalutare-per-leconomia-circolare.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Rifiuti-elettronici-una-miniera-da-non-sottovalutare-per-leconomia-circolare.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Rifiuti-elettronici-una-miniera-da-non-sottovalutare-per-leconomia-circolare-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Rifiuti-elettronici-una-miniera-da-non-sottovalutare-per-leconomia-circolare-1024x719.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Rifiuti-elettronici-una-miniera-da-non-sottovalutare-per-leconomia-circolare-768x540.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Rifiuti-elettronici-una-miniera-da-non-sottovalutare-per-leconomia-circolare-1536x1079.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Rifiuti-elettronici-una-miniera-da-non-sottovalutare-per-leconomia-circolare-600x422.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In un contesto di cronica necessità per l&#8217;industria di materiali primi critici l&#8217;Italia ha la possibilità di trasformare il riciclo dei rifiuti elettrici ed elettronici (Raee) in un volano per l&#8217;economia circolare e il suo sviluppo. Il Paese sta manifestando vivacità su questo versante. Il recente rapporto del Centro Coordinamento Raee indica un aumento della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/rifiuti-elettronici-una-miniera-da-non-sottovalutare-per-leconomia-circolare.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/rifiuti-elettronici-una-miniera-da-non-sottovalutare-per-leconomia-circolare.html">Rifiuti elettronici, una miniera da non sottovalutare per l&#8217;economia circolare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1349" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Rifiuti-elettronici-una-miniera-da-non-sottovalutare-per-leconomia-circolare.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Rifiuti-elettronici-una-miniera-da-non-sottovalutare-per-leconomia-circolare.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Rifiuti-elettronici-una-miniera-da-non-sottovalutare-per-leconomia-circolare-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Rifiuti-elettronici-una-miniera-da-non-sottovalutare-per-leconomia-circolare-1024x719.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Rifiuti-elettronici-una-miniera-da-non-sottovalutare-per-leconomia-circolare-768x540.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Rifiuti-elettronici-una-miniera-da-non-sottovalutare-per-leconomia-circolare-1536x1079.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Rifiuti-elettronici-una-miniera-da-non-sottovalutare-per-leconomia-circolare-600x422.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In un contesto di cronica necessità per l&#8217;industria di materiali primi critici l&#8217;Italia ha la possibilità di trasformare il riciclo dei <strong>rifiuti elettrici ed elettronici</strong> (Raee) in un <strong>volano per<a href="https://it.insideover.com/economia-circolare/ecomondo-2025-rimini-capitale-delleconomia-circolare-nel-mediterraneo.html"> l&#8217;economia circolare</a></strong> e il suo sviluppo. Il Paese sta manifestando vivacità su questo versante. Il recente rapporto del Centro Coordinamento Raee indica un aumento della raccolta di circa il 2,4% nel periodo gennaio-febbraio dal 2024 al 2025, con una crescita a quasi 270.700 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una miniera chiamata Raee</h2>



<p><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/economia-circolare-aumenta-raccolta-rifiuti-elettrici-AHjiA0RD">Come nota <em>Il Sole 24 Ore</em></a><em>,</em> trainano la crescita &#8220;IT, elettronica di consumo e Ped con il +5,8%&#8221;, che manifestano un &#8220;trend positivo con oltre 3.533 tonnellate in più rispetto ai primi nove mesi del 2024&#8221; su 6.300 di incremento complessivo. Un aumento considerevole, che riflette la crescita della disponibilità di una base di prodotti a fine ciclo che possono rappresentare una fonte di asset strategici per la nostra industria. </p>



<p>Il fatto che siano state inserite nel ciclo dell&#8217;economia circolare prodotti per un peso paragonabile a quello di <strong><a href="https://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/il-dominio-europeo-nei-cieli-come-airbus-sta-ridefinendo-il-mercato-globale-dellaviazione/">1.100 Airbus A330</a></strong> nel solo sistema-Italia mostra la reale profondità di quello che è un settore importante per procacciarsi risorse. <a href="https://it.insideover.com/economia/il-ritorno-delle-miniere-litalia-scava-alla-ricerca-di-asset-strategici.html">Mentre l&#8217;Italia sta studiando il <strong>ritorno delle miniere</strong></a>, è bene ricordare che sostenendo il del <a href="https://it.insideover.com/economia/energia-commercio-sfide-geopolitiche-leuropa-alla-prova-delle-crisi-globali.html"><strong>Critical Raw Materials Act</strong></a> dell&#8217;Unione Europea l&#8217;Italia ha posto l&#8217;obiettivo di soddisfare almeno il 15% dei consumi<strong> tramite il riciclo</strong> in diversi campi di metalli critici.</p>



<p><a href="https://economiacircolare.com/sperimentazione-coop-erion-raee-supermarket-lombardia/"><em>EconomiaCircolare.com</em> </a>ricorda che i Raee &#8220;contengono al loro interno <a href="https://economiacircolare.com/glossario/materie-prime/">materie prime</a> riciclabili importantissime tra cui <strong>ferro, rame, alluminio</strong>, ma anche <strong>litio</strong>, <strong>cobalto</strong> e <strong>terre rare</strong>. <a href="https://economiacircolare.com/glossario/materie-prime/">Materie prime</a> sempre più preziose perché rappresentano le gambe sulla quale si muove la transizione energetica, che possono essere recuperate da questi rifiuti e reimmesse nei cicli produttivi solo attraverso appropriati processi di riciclo, eseguiti in impianti di trattamento qualificati&#8221; dei Raee.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I progetti di riciclo finanziati dall&#8217;Ue</h2>



<p> A tal proposito è bene sottolineare come la <a href="https://circularity.com/riciclo-delle-terre-rare-i-4-progetti-italiani/">Commissione Europea abbia indicato 4 progetti italiani tra i 47 che saranno finanziabili </a>per produrre da<a href="https://circulareconomynetwork.it/2025/03/27/materie-prime-critiche-progetti-europei/"> prodotti esausti dei metalli critici</a>. Un progetto Glencore sul litio a Portovesme, in Sardegna, si sommerà al piano Alpha Project sul palladio alla Solvay di Rosignano, in Toscana, all&#8217;iniziativa di <strong>Circular Materials, con sede in Veneto,</strong> per il recupero di rame, nichel e altri metalli, e alla strategica progettualità della frusinate Itelyum Regeneration per ottenere terre rare da prodotti elettronici non più utilizzati nello <strong>stabilimento di Ceccano</strong>.</p>



<p>La filiera, dunque, è attiva e dinamica. <strong>I valori economico-industriali in ballo sono importanti.</strong> Nei 47 progetti, l&#8217;Ue investirà 22 miliardi di euro e una quota parte di risorse arriverà anche in Italia. Ciò deve fungere da stimolo al Paese: la <strong>più grande miniera di metalli critici, nella Penisola, si chiama riciclo.</strong> E questo è doveroso tenerlo a mente.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/rifiuti-elettronici-una-miniera-da-non-sottovalutare-per-leconomia-circolare.html">Rifiuti elettronici, una miniera da non sottovalutare per l&#8217;economia circolare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Australia, Cambogia, Malesia, Thailandia, Giappone: Trump d&#8217;Oriente e gli accordi commerciali tra dazi e metalli critici</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/australia-cambogia-malesia-thailandia-giappone-trump-doriente-e-gli-accordi-commerciali-tra-dazi-e-metalli-critici.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 10:31:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra commerciale]]></category>
		<category><![CDATA[Terre rare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Australia-Cambogia-Malesia-Thailandia-Giappone-Trump-dOriente-e-gli-accordi-commerciali-tra-dazi-e-metalli-critici.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Australia-Cambogia-Malesia-Thailandia-Giappone-Trump-dOriente-e-gli-accordi-commerciali-tra-dazi-e-metalli-critici.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Australia-Cambogia-Malesia-Thailandia-Giappone-Trump-dOriente-e-gli-accordi-commerciali-tra-dazi-e-metalli-critici-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Australia-Cambogia-Malesia-Thailandia-Giappone-Trump-dOriente-e-gli-accordi-commerciali-tra-dazi-e-metalli-critici-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Australia-Cambogia-Malesia-Thailandia-Giappone-Trump-dOriente-e-gli-accordi-commerciali-tra-dazi-e-metalli-critici-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Australia-Cambogia-Malesia-Thailandia-Giappone-Trump-dOriente-e-gli-accordi-commerciali-tra-dazi-e-metalli-critici-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Australia-Cambogia-Malesia-Thailandia-Giappone-Trump-dOriente-e-gli-accordi-commerciali-tra-dazi-e-metalli-critici-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Australia, Cambogia, Malesia, Thailandia, Giappone: Trump d'Oriente e gli accordi commerciali tra dazi e metalli critici.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Australia-Cambogia-Malesia-Thailandia-Giappone-Trump-dOriente-e-gli-accordi-commerciali-tra-dazi-e-metalli-critici.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Australia-Cambogia-Malesia-Thailandia-Giappone-Trump-dOriente-e-gli-accordi-commerciali-tra-dazi-e-metalli-critici.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Australia-Cambogia-Malesia-Thailandia-Giappone-Trump-dOriente-e-gli-accordi-commerciali-tra-dazi-e-metalli-critici-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Australia-Cambogia-Malesia-Thailandia-Giappone-Trump-dOriente-e-gli-accordi-commerciali-tra-dazi-e-metalli-critici-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Australia-Cambogia-Malesia-Thailandia-Giappone-Trump-dOriente-e-gli-accordi-commerciali-tra-dazi-e-metalli-critici-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Australia-Cambogia-Malesia-Thailandia-Giappone-Trump-dOriente-e-gli-accordi-commerciali-tra-dazi-e-metalli-critici-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Australia-Cambogia-Malesia-Thailandia-Giappone-Trump-dOriente-e-gli-accordi-commerciali-tra-dazi-e-metalli-critici-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>Donald Trump d&#8217;Oriente</strong> è giunto nella regione asiatica e pacifica con il chiaro intento di preparare il <strong>decisivo vertice di giovedì con Xi Jinping</strong> con accordi e dialoghi in grado di puntellare la sicurezza economica e strategica degli Stati Uniti sul piano degli <strong>approvvigionamenti critici</strong> per l&#8217;industria e i settori dominanti dell&#8217;economia.</p>



<p>In un clima di maggior dialogo con la Cina, la competizione resta il focus principale di Washington e Pechino, e così come la Repubblica Popolare <a href="https://it.insideover.com/politica/terre-rare-cina.html"><strong>da tempo lavora per sanare le dipendenze</strong> che la vincolano al rivale di oltre Pacifico </a>(ad esempio sui chip avanzati e le tecnologie Ia), anche la Casa Bianca intende muoversi su un sentiero di questo tipo. Il nodo da sciogliere è quello della <strong>dipendenza dai metalli critici e dalle terre rare</strong> il cui export è stato &#8220;militarizzato&#8221; dalla <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-cina-stabilizzare-la-rivalita-e-possibile-parola-della-rand-corporation.html">Cina</a> in risposta alla guerra tariffaria statunitense.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli accordi di Trump sulle due sponde del Pacifico</h2>



<p>Il controllo della filiera dei materiali decisivi per l&#8217;industria tecnologica e della Difesa da parte della Cina è stato da Trump affrontato in Asia con una<strong> serie di accordi commerciali a tutto campo</strong>. Anticipati la scorsa settimana dal <em>deal</em> con l&#8217;Australia formalizzato dal premier <strong>Anthony Albanese alla Casa Bianca</strong>. Washington e Canberra hanno annunciato piani di investimento da <strong>1 miliardo di dollari ciascuno</strong> nel quadro del settore minerario australiano. Come<a href="https://www.nytimes.com/2025/10/21/world/australia/rare-earths-us-partnership.html"> segnalato dal <em>New York Times</em>:</a></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Albanese&nbsp;<a href="https://www.pm.gov.au/media/historic-critical-minerals-framework-signed-president-trump-and-prime-minister-albanese" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha annunciato impegni finanziari</a>&nbsp;in due progetti sulle coste australiane. Uno è una miniera di terre rare nel Territorio del Nord che, secondo il suo ufficio, contribuirà fino al 5% della fornitura globale. L&#8217;altro è un investimento in un progetto per la produzione di gallio nell&#8217;Australia Occidentale, che dovrebbe produrre un decimo della fornitura mondiale di questo metallo, utilizzato in semiconduttori specializzati necessari per la trasmissione di dati lungo le linee in fibra ottica.</p>
</blockquote>



<p>Una mossa strategica che ha aperto la strada a <strong>due accordi conclusi con Thailandia e Cambogia</strong> in Malesia a margine del trattato per il cessate il fuoco tra Bangkok e Phnom Pen, che hanno strappato dazi inferiori dagli Usa in cambio di concessioni minerarie. Analogo l&#8217;accordo con Kuala Lumpur, che ha barattato un dazio al 19% sulle sue merci in cambio della rimozione di qualsiasi controllo all&#8217;export di terre rare, di cui <a href="https://www.straitstimes.com/asia/se-asia/trump-strikes-deals-on-trade-critical-minerals-in-south-east-asia">possiede ingenti risorse messe nel mirino anche dalla Cina.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il patto Usa-Giappone sulle filiere</h2>



<p>Infine, <strong>Trump ha <a href="https://it.insideover.com/politica/decolla-lasse-usa-giappone-cosi-trump-e-takaichi-preparano-la-sfida-alla-cina.html">incontrato a Tokyo la neo-premier giapponese Sanae Takaichi,</a></strong> aprendo la strada a un quinto accordo sul tema degli approvvigionamenti critici. &#8220;Takaichi aveva aperto la strada a un vertice senza intoppi con Trump, annunciando nel suo primo discorso al <strong>Parlamento da primo ministro </strong>che avrebbe anticipato di almeno un anno la tempistica del Giappone per aumentare la spesa per la <strong>difesa al 2% del Pil,</strong> una mossa accolta con favore dagli Stati Uniti&#8221;,<a href="https://www.ft.com/content/84e962b4-c8b1-43b6-9fc1-c040808fd703"> nota il <em>Financial Times</em>.</a> Questo ha promosso una crescente sinergia bilaterale tra la neo-premier e il presidente Usa.</p>



<p><strong>Il Giappone è già presente nel cuore della strategia di economia per la sicurezza nazionale</strong> degli Usa col ruolo radicato di <strong>SoftBank,</strong> il fondo del magnate <strong>Masayoshi Son, in progetti</strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/son-altman-lalleanza-tra-finanza-e-ia-per-spingere-stargate.html"><strong> come Stargate</strong> sull&#8217;Ia</a> e <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/softbank-oggi-liri-a-stelle-e-strisce-domani-il-patto-son-trump-per-rilanciare-intel.html">nel capitale di Intel.</a> Ora l&#8217;accordo tra governi alza l&#8217;asticella della partnership. </p>



<p>Nel quadro dell&#8217;impegno a cercare un <em> modus vivendi</em> con la Cina, gli Usa non lesinano le risorse per aumentare la velocità del disaccoppiamento. Questi accordi dureranno, e daranno leve negoziali agli Usa verso Pechino se riusciranno a produrre i frutti sperati. Un decoupling non si fa dall&#8217;oggi al domani. Ma gli Usa stanno cercando di accelerarlo a tappe forzate.</p>



<p><strong><em>Le grandi partite economiche e tecnologiche plasmano il mondo di oggi. Su InsideOver le commentiamo con attenzione e curiosità. Per contribuire a sostenere una testata che vuole leggere il mondo di domani mentre è in elaborazione,&nbsp;</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati e sostieni il nostro lavoro.</a></p>
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		<title>Cina, le terre rare come arma per colpire le catene di rifornimento della difesa USA</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/cina-le-terre-rare-come-arma-per-colpire-le-catene-di-rifornimento-della-difesa-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 16:27:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra commerciale]]></category>
		<category><![CDATA[Terre rare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1028" height="675" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/cina.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/cina.jpeg 1028w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/cina-300x197.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/cina-1024x672.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/cina-768x504.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/cina-600x394.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1028px) 100vw, 1028px" /></p>
<p>La stretta cinese sull'esportazione di terre rare è una sfida agli Usa e anche una rivendicazione del nuovo ruolo della Cina.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1028" height="675" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/cina.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/cina.jpeg 1028w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/cina-300x197.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/cina-1024x672.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/cina-768x504.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/cina-600x394.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1028px) 100vw, 1028px" /></p>
<p>Alla vigilia dell’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping previsto per la fine del mese in Corea del Sud,<strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-militarizza-le-terre-rare-il-pentagono-militarizza-le-aziende-strategiche.html"> la Cina ha annunciato l’inasprimento più severo mai adottato sul controllo delle esportazioni di terre rare</a></strong> e magneti permanenti. Con l’Annuncio n. 61/2025, il ministero del Commercio cinese introduce un regime di autorizzazioni che vincola ogni esportazione contenente materiali o tecnologie di origine cinese a una preventiva approvazione di Pechino. Si tratta di una mossa che <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/usa-cina-torna-il-gelo-tra-due-sistemi-commerciali-che-si-somigliano-sempre-di-piu.html">rafforza la posizione negoziale cinese</a></strong> nei colloqui con Washington e che allo stesso tempo mira a indebolire la base industriale statunitense, in particolare quella legata alla difesa e alla tecnologia avanzata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un’arma geoeconomica a effetto globale</h2>



<p>Per la prima volta la Cina applica la regola del “foreign direct product” (FDPR) al settore delle terre rare. Questo significa che <strong>anche i prodotti fabbricati all’estero, ma che contengono materiali o tecnologie di origine cinese, non potranno essere esportati senza il nulla osta di Pechino</strong>. Una misura particolarmente significativa considerando che la Cina controlla circa il 70% dell’estrazione, il 90% della raffinazione e il 93% della produzione mondiale di magneti a base di terre rare. Da dicembre 2025, le aziende collegate a forze armate straniere, in particolare quelle statunitensi, si vedranno negare le licenze di esportazione. Ogni richiesta per uso militare sarà automaticamente respinta.</p>



<p>L’obiettivo è evidente: impedire che componenti o tecnologie di origine cinese continuino ad alimentare le filiere strategiche della difesa occidentale. Radar, missili, caccia, sottomarini e munizionamenti di precisione statunitensi dipendono in modo critico da questi materiali. La mossa di Pechino, dunque, non è solo commerciale: è uno strumento di pressione strategica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Difesa americana in difficoltà strutturale</h2>



<p>Già prima di questo annuncio la base industriale militare americana era in affanno. Gli Stati Uniti producono poco e faticano a scalare rapidamente la capacità industriale per soddisfare la crescente domanda. <strong>La Cina, al contrario, sta ampliando la propria produzione di munizioni e sistemi d’arma</strong> a un ritmo stimato tra cinque e sei volte superiore a quello statunitense. L’introduzione di nuove licenze e controlli, con revisione caso per caso, darà alle autorità cinesi un potere discrezionale enorme per rallentare, condizionare o bloccare forniture critiche, con conseguenze dirette sulle capacità operative statunitensi e dei loro alleati.</p>



<p><strong>Il controllo sulle esportazioni si estenderà anche ai materiali utilizzati per semiconduttori avanzati,</strong> chip di memoria di nuova generazione e apparecchiature di produzione. Le aziende saranno obbligate a fornire documentazione dettagliata su specifiche tecniche, utenti finali e destinazione d’uso. Una burocrazia strategica che si trasforma in arma di pressione globale.</p>



<p>La Cina non si limita ai materiali. Il nuovo pacchetto normativo <strong>vieta ai cittadini cinesi di partecipare a progetti esteri di esplorazione, estrazione, lavorazione e produzione</strong> di magneti senza autorizzazione preventiva. È un modo per blindare la proprietà intellettuale e impedire la dispersione del know-how che ha consentito a Pechino di conquistare la leadership mondiale nel settore. Una strategia iniziata con il blocco dell’esportazione di tecnologie di raffinazione nel dicembre 2023 e ora portata a un livello superiore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La leva negoziale prima dell’incontro con Trump</h2>



<p>Il tempismo della mossa cinese non è casuale. <strong>Pechino sa che la questione delle terre rare sarà centrale nei colloqui con Washington</strong>. Nella sua dichiarazione ufficiale, il ministero del Commercio ha sottolineato che la Cina resta aperta al dialogo multilaterale e bilaterale per promuovere un commercio “conforme e stabile”, ma ha chiarito che il controllo strategico non sarà allentato. È la classica tattica negoziale: aumentare la pressione per ottenere concessioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un’escalation di lungo corso</h2>



<p>La nuova misura rappresenta un salto di qualità nella “weaponization” delle terre rare. Già nel dicembre 2023 la Cina aveva vietato l’esportazione di tecnologie estrattive e di separazione, e nell’aprile 2025 aveva introdotto restrizioni su sette elementi in risposta ai nuovi dazi americani. <strong>Una tregua temporanea era stata raggiunta nei colloqui di maggio in Svizzera</strong>, ma è durata poco: Pechino ha ritardato il rilascio delle licenze e costretto molte aziende statunitensi a ridurre la produzione. Questo ha portato a un nuovo scontro diplomatico e a un accordo fragile, firmato a Londra l’11 giugno, che non ha risolto le divergenze strutturali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli USA corrono ai ripari ma restano indietro</h2>



<p>Gli Stati Uniti cercano di ricostruire la loro filiera interna. Noveon Magnetics è oggi l’unico produttore di magneti a terre rare nel Paese e ha firmato un accordo strategico con Lynas Rare Earths per potenziare la produzione domestica. Il Department of War (nuova denominazione del Dipartimento della Difesa) <strong>ha investito 400 milioni di dollari in MP Materials</strong>, diventandone il principale azionista e garantendo un prezzo minimo di acquisto per dieci anni. Ha inoltre concesso un prestito da 150 milioni per espandere l’impianto di Mountain Pass, in California, e ha siglato un contratto decennale per l’intera produzione del nuovo impianto “10X Facility”. Ma questo sforzo richiederà anni per produrre risultati concreti. Nel frattempo, la Cina conserva un potere di influenza considerevole sulle catene di approvvigionamento strategiche di Washington.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un’arma economica con effetti geopolitici</h2>



<p>La strategia di Pechino è chiara: usare la propria supremazia tecnologica e industriale come leva geopolitica. In un contesto segnato dalle tensioni nell’Indo-Pacifico, controllare l’accesso alle terre rare significa poter condizionare la capacità di risposta militare statunitense e dei suoi alleati. Non si tratta solo di materiali strategici, ma di potere. Questa mossa è un messaggio diretto a Washington: senza alternative credibili e tempestive, l’architettura della difesa occidentale resta vulnerabile a una pressione economica calibrata e crescente.</p>
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		<title>A cosa mira la grande strategia cinese sulle terre rare</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/a-cosa-mira-la-grande-strategia-cinese-sulle-terre-rare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2025 04:30:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Terre rare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=478942</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/cina-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/cina-2.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/cina-2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/cina-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/cina-2-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La Cina intensifica i controlli sui metalli delle terre rare, denunciando operazioni di intelligence straniere.</p>
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<p>La Cina ha recentemente intensificato i controlli sui <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-militarizza-le-terre-rare-il-pentagono-militarizza-le-aziende-strategiche.html">metalli delle terre rare, </a></strong>denunciando operazioni di contrabbando orchestrate da agenzie di <em>intelligence </em>straniere. Secondo Pechino, queste attività, che includono l’uso di etichette false e sistemi postali sofisticati, rappresentano una minaccia diretta alla sicurezza nazionale. Le autorità cinesi hanno dichiarato di aver già sventato tentativi di accumulo strategico di queste risorse da parte di un Paese straniero, evidenziando come le terre rare siano diventate <strong>un’arma cruciale nelle dinamiche geopolitiche</strong> e geoeconomiche globali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le terre rare: il cuore della tecnologia moderna</h2>



<p>Le terre rare, un gruppo di diciassette elementi chimici, sono indispensabili per la produzione di tecnologie avanzate: <strong>dai semiconduttori ai veicoli elettrici, dalle turbine eoliche ai sistemi d’arma</strong>. La Cina domina questo settore, controllando circa il sessanta per cento della produzione mondiale e una quota ancora maggiore della raffinazione, un processo complesso e costoso che pochi Paesi possono replicare. Questo monopolio virtuale conferisce a Pechino un’enorme influenza sulle catene di approvvigionamento globali, rendendo le terre rare un’arma strategica in un contesto di crescenti tensioni internazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un allarme che riflette timori geopolitici</h2>



<p>L’allarme lanciato dalla Cina non è isolato, ma si inserisce in un clima di competizione globale per le risorse critiche. Negli ultimi anni Stati Uniti, Unione Europea e Giappone hanno intensificato gli sforzi per ridurre la dipendenza dalla Cina, sviluppando riserve strategiche e investendo in miniere alternative in Paesi come <strong>Australia, Canada, Congo e Madagascar.</strong> Tuttavia, la raffinazione rimane un collo di bottiglia. Anche se nuove fonti di estrazione vengono sviluppate, la capacità di trasformare i minerali grezzi in materiali utilizzabili è ancora in gran parte nelle mani cinesi.</p>



<p>Il sospetto di Pechino di attività di spionaggio e contrabbando potrebbe riflettere la paura che potenze straniere stiano cercando di accumulare scorte per proteggersi da possibili restrizioni cinesi. La Cina ha già dimostrato di essere disposta a usare le terre rare come leva politica, come nel caso delle restrizioni all’export di gallio e germanio, imposte in risposta alle sanzioni occidentali sulle tecnologie avanzate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sicurezza nazionale e sicurezza integrata</h2>



<p>Per la Cina, il controllo delle terre rare non è solo una questione economica ma un pilastro della sua strategia di sicurezza nazionale. La leadership cinese considera il settore minerario e la filiera dei metalli critici <strong>come parte integrante della sicurezza integrata</strong>, un concetto che unisce economia, tecnologia e difesa per garantire la resilienza del Paese. Le autorità hanno intensificato i controlli doganali e incoraggiato la popolazione a segnalare attività sospette, un segnale della crescente attenzione verso potenziali minacce esterne.</p>



<p>Questa strategia si inserisce in un contesto più ampio di competizione tecnologica, in cui la Cina cerca di mantenere il suo vantaggio competitivo in settori strategici come i semiconduttori, l’intelligenza artificiale e le energie rinnovabili. Le terre rare sono un tassello fondamentale di questa visione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La risposta dell’Occidente</h2>



<p>Per Stati Uniti, Unione Europea e Giappone la dipendenza dalla Cina rappresenta una vulnerabilità strategica. Gli Stati Uniti hanno varato incentivi per l’estrazione interna e stanno investendo in riserve strategiche, mentre l’Unione Europea ha classificato le terre rare come materie prime critiche, promuovendo progetti di diversificazione e riciclo. Tuttavia, la costruzione di filiere alternative è un processo lungo e costoso, reso ancora più complesso dalla difficoltà di replicare le capacità di raffinazione cinesi.</p>



<p>Paesi come Australia e Canada stanno emergendo come potenziali alternative per l’estrazione, mentre l’Africa, in particolare Congo e Madagascar, attira l’attenzione di multinazionali e governi. Anche con queste iniziative, la dipendenza globale dalla Cina per la raffinazione rimane un ostacolo significativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un nuovo fronte di guerra ibrida</h2>



<p>Le tensioni attorno alle terre rare potrebbero trasformarsi in un nuovo terreno di scontro, dove spionaggio industriale, restrizioni commerciali e disinformazione diventano strumenti per indebolire gli avversari. Per l’Occidente la sfida non è solo garantire l’accesso a queste risorse, ma anche sviluppare tecnologie di riciclo e filiere autonome per ridurre la vulnerabilità. <strong>Per la Cina, l’obiettivo è proteggere un vantaggio competitivo</strong> che le consente di influenzare il mercato globale e le strategie industriali di altri Paesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una battaglia per la sovranità tecnologica</h2>



<p>Il controllo delle terre rare non riguarda solo la produzione di beni di consumo come smartphone o auto elettriche. <strong>È una questione di sovranità tecnologica e di potere geopolitico.</strong> La Cina, con il suo dominio sulla produzione e raffinazione, mantiene un vantaggio strategico che usa per consolidare la sua posizione nel sistema internazionale. Nel frattempo le potenze occidentali devono affrontare la sfida di costruire filiere indipendenti in un contesto di crescente competizione. Le terre rare rappresentano non solo una risorsa ma un simbolo della lotta per il controllo del futuro tecnologico globale.</p>
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