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	<title>proteste in Iraq Archives - InsideOver</title>
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	<title>proteste in Iraq Archives - InsideOver</title>
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		<title>Allawi si dimette e l&#8217;Iraq non esce dal baratro</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/allaw-si-dimette-e-liraq-non-esca-dal-baratro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2020 07:02:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Iraq]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="980" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Proteste-in-Iraq-Allawi-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iraq, nuovi scontri durante proteste antigovernative" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Proteste-in-Iraq-Allawi-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Proteste-in-Iraq-Allawi-La-Presse-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Proteste-in-Iraq-Allawi-La-Presse-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Proteste-in-Iraq-Allawi-La-Presse-1024x669.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Sono passati cinque mesi dall’inizio delle proteste, eppure l&#8217;Iraq non è ancora riuscito a formare un nuovo governo e a dare risposta alle richieste dei propri cittadini scesi in strada all’inizio di ottobre. Un punto di svolta sembrava fosse stato raggiunto un mese fa, con la nomina di Mohammed Allawi alla carica di premier. L’ex &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/allaw-si-dimette-e-liraq-non-esca-dal-baratro.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/allaw-si-dimette-e-liraq-non-esca-dal-baratro.html">Allawi si dimette e l&#8217;Iraq non esce dal baratro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<h2>Dalla candidatura alla rinuncia di Allawi</h2>
<p>La nomina di Allawi come primo ministro dell’Iraq aveva suscitato non poco malumore. Secondo quanto rivelato da <em>Middle Est Eye</em>, la decisione di affidare un simile incarico politico all’ex ministro delle Comunicazioni era stata presa a seguito di <a href="https://it.insideover.com/politica/laccordo-segreto-per-la-nomina-del-premier-iracheno.html" target="_blank" rel="noopener">un accordo tra al Sadr e Amiri, leader del blocco sciita Fatah e capo della milizia Badr, firmato nella città iraniana di Qom</a>. Un dettaglio molto importante che aveva messo in luce il ruolo giocato ancora una volta dall’Iran nelle questioni di politica interna del vicino Iraq. Teheran infatti non ha alcuna intenzione di ridurre la propria influenza su Baghdad e l’uccisione proprio in Iraq del generale Qassem Soleimani per mano degli Usa non ha fatto altro che rafforzare la presa degli Ayatollah sul vicino iracheno.</p>
<p>Ma la premiership di Allawi era già debole ancora prima di nascere proprio a causa di questo accordo tra le forze sciite. Secondo indiscrezioni riportate sempre da <em>Mee</em>, il compito reale di Allawi doveva essere quello di traghettare il Paese a nuove elezioni, senza poter quindi prendere decisioni di particolare rilevanza. Stando così le cose, sarebbe stato molto difficile per il futuro premier attuare le <strong>riforme promesse</strong> ai manifestanti in tema di lotta alla corruzione e di riforma del sistema politico in vigore dal 2003. Allawi però non è riuscito nemmeno ad<a href="https://www.reuters.com/article/us-iraq-protests-parliament/iraqi-prime-minister-candidate-allawi-quits-as-vacuum-looms-idUSKBN20O1SQ" target="_blank" rel="noopener"> avere l’appoggio necessario per diventare primo ministro</a>. Nella notte tra domenica 1 e lunedì 2 marzo l’ex ministro ha rassegnato le sue dimissioni accusando alcuni partiti – di cui ha preferito non fare nomi – di pensare unicamente ai propri interessi anziché al bene dell’Iraq. Nel dare l’annuncio della sua rinuncia, Allawi ha rilasciato una breve dichiarazione: “Alcuni partiti non avevano davvero intenzione di portare avanti le riforme che loro stessi avevano promesso al popolo. Se avessi fatto delle concessioni adesso sarei premier, ma ho cercato di fare il possibile per salvare il Paese dalla crisi che sta vivendo”.</p>
<p><strong>Adesso la palla passa nelle mani del presidente Saleh</strong>, cui spetta il compito di indicare un nuovo candidato per la carica di primo ministro: secondo quanto riportato da AFP, il capo di Stato avrebbe intenzione di proporre il capo dell’intelligence Mustafa al-Kazimi.</p>
<h2>Le proteste</h2>
<p>La mancata formazione del nuovo Governo continua ad aggravare la delicata situazione politica e sociale che l’Iraq sta vivendo ormai da ottobre, mese in cui sono iniziate le proteste che tuttora interessano quasi interamente il Paese. Ad oggi,<strong> circa 500 manifestanti hanno perso la vita</strong> a causa della <a href="https://it.insideover.com/politica/il-doppio-gioco-di-al-sadr.html" target="_blank" rel="noopener">repressione portata avanti dalle milizie legate ai diversi partiti politici</a>, come spiegato in questo articolo di <em>InsideOver</em>. La nomina di Allawi in realtà non aveva placato le piazze, che chiedono la formazione di un Governo di tecnici in grado di presentare delle riforme serie del sistema politico iracheno. Adesso però il rischio è che la tensione continui a salire, come dimostrano i due missili che hanno colpito la Green Zone nelle stesse ore in cui Allawi rassegnava le sue dimissioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/allaw-si-dimette-e-liraq-non-esca-dal-baratro.html">Allawi si dimette e l&#8217;Iraq non esce dal baratro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il fronte di protesta iracheno si spacca sulla nomina di Allawi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-fronte-di-protesta-iracheno-si-spacca-sulla-nomina-di-allawi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2020 07:52:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Iraq]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iraq-si-spacca-fronte-proteste-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iraq proteste (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iraq-si-spacca-fronte-proteste-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iraq-si-spacca-fronte-proteste-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iraq-si-spacca-fronte-proteste-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iraq-si-spacca-fronte-proteste-La-Presse-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Nonostante la designazione del nuovo primo ministro del Paese, Mohammed Allawi, non si sono ancora placate le proteste che dallo scorso ottobre stanno interessando l&#8217;Iraq. Tuttavia, mentre precedentemente sciiti e semplici oppositori del governo sostenevano la stessa linea, il fronte delle proteste che si riconosce nella guida spirituale sciita Moqtada al-Sadr ha assunto una posizione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-fronte-di-protesta-iracheno-si-spacca-sulla-nomina-di-allawi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-fronte-di-protesta-iracheno-si-spacca-sulla-nomina-di-allawi.html">Il fronte di protesta iracheno si spacca sulla nomina di Allawi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iraq-si-spacca-fronte-proteste-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iraq proteste (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iraq-si-spacca-fronte-proteste-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iraq-si-spacca-fronte-proteste-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iraq-si-spacca-fronte-proteste-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iraq-si-spacca-fronte-proteste-La-Presse-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Nonostante la designazione del nuovo primo ministro del Paese, <strong>Mohammed Allawi</strong>, non si sono ancora placate le proteste che dallo scorso ottobre stanno interessando l&#8217;Iraq. Tuttavia, mentre precedentemente sciiti e semplici oppositori del governo sostenevano la stessa linea, il fronte delle proteste che si riconosce nella guida spirituale sciita <strong>Moqtada al-Sadr</strong> ha assunto una posizione allineata con il nuovo esecutivo, data la sua vicinanza con le posizioni dell&#8217;Iran. Dopo l&#8217;appoggio del chierico iracheno al nuovo esecutivo, il fronte sciita ha deciso di fermare le proteste, attendendo quali siano gli indirizzi che saranno intrapresi dal governo di Allawi; mentre il resto degli oppositori del ceto politico attuale del Paese continua a rivendicare nuove elezioni che scongiurino ingerenze esterne.</p>
<h3>L&#8217;attacco al campo di proteste di Najaf</h3>
<p>Nella giornata di mercoledì i manifestanti sciiti a <strong>Najaf</strong> hanno preso d&#8217;assalto uno degli avamposti occupati dai manifestanti contro l&#8217;attuale governo insediato, provocando secondo le fonti mediche otto morti e circa una ventina di feriti. La notizia, riportata dall&#8217;agenzia di stampa <a href="https://www.reuters.com/article/us-iraq-protests/clashes-in-iraqs-najaf-kill-8-after-clerics-followers-storm-protest-camp-medics-idUSKBN1ZZ2RW"><em>Reuters</em></a>, ha quindi evidenziato la sostanziale rottura tra i due blocchi delle proteste, che in questo momento hanno intrapreso posizioni divergenti ed in conflitto tra loro. Durante l&#8217;assalto, compiuto con ordigni molotov ed al quale ha fatto seguito la risposta armata dei manifestanti, si è assistito a scene di guerra civile, che hanno rievocato il passato ancora ben conosciuto dalla popolazione dell&#8217;Iraq.</p>
<p>Al-Sadr ha preso le distanze dall&#8217;accaduto, evidenziando come sia legittima per la fronda anti-governativa l&#8217;intenzione di portare avanti le proteste. Tuttavia, la sua presa di distanza dalle proteste ed il suo momentaneo sostegno all&#8217;esecutivo guidato da Allawi suggeriscono come la <strong>rottura</strong> del fronte delle proteste sia ormai definitiva e potrebbe causare nuovi scontri in futuro.</p>
<h3>Allawi ha il sostegno dei partiti filo-iraniani</h3>
<p>Allawi è potuto salire al potere del Paese grazie al sostegno dei partiti filo-iraniani, allineati con le posizioni di <strong>Teheran</strong>; in uno scenario che gli ha garantito anche il sostegno della popolazioni sciita allineata con la figura del religioso al-Sadr. Tuttavia, lo stesso allineamento con le posizioni dell&#8217;Iran ha provocato delle nuove proteste sul fronte contrario alle ingerenze estere nel Paese, alimentando una nuova serie di sommosse popolari che hanno raggiunto il proprio apice nello scontro cittadino di Najaf.</p>
<p>Pronti via, Allawi si trova dunque costretto a gestire dei nuovi sviluppi delle proteste civili, che mai come in questo momento potrebbero portare verso la guerra civile il sud del Paese. Accantonato il rischio di manifestazioni in grado di paralizzare completamente l&#8217;apparato statale, adesso la paura è quello che nelle strade di Najaf si assista a nuovi scontri urbani, calando la città nella guerra civile (con il rischio di derive dovute alle differenti confessioni).</p>
<p>In questo scenario, Allawi è costretto ad iniziare il proprio lavoro con cauti piedi di piombo, rischiando di rallentare il <strong>programma di ripresa</strong> dell&#8217;Iraq che con la sua elezioni poteva apparire ben avviato anche grazie al sostegno di al-Sadr. Tuttavia, l&#8217;evolversi della vicenda ha sottolineato ancora una volta come la popolazione irachena sia quanto mai spaccata, soprattutto per quanto riguarda la gestione politica del Paese; con una parte della popolazione che gradirebbe l&#8217;avvicinamento a Teheran, mentre l&#8217;altra vorrebbe gli interessi stranieri definitivamente fuori dal Paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-fronte-di-protesta-iracheno-si-spacca-sulla-nomina-di-allawi.html">Il fronte di protesta iracheno si spacca sulla nomina di Allawi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;accordo segreto per la nomina del premier iracheno</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/laccordo-segreto-per-la-nomina-del-premier-iracheno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2020 10:45:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Iraq]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iraq-continuano-le-proteste-antigovernative-a-Baghdad-La-Presse-e1580985719659.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iraq, proteste a Baghdad (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iraq-continuano-le-proteste-antigovernative-a-Baghdad-La-Presse-e1580985719659.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iraq-continuano-le-proteste-antigovernative-a-Baghdad-La-Presse-e1580985719659-300x144.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iraq-continuano-le-proteste-antigovernative-a-Baghdad-La-Presse-e1580985719659-768x369.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iraq-continuano-le-proteste-antigovernative-a-Baghdad-La-Presse-e1580985719659-1024x492.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Le principali piazze dell’Iraq continuano ad essere occupate dai manifestanti che da ottobre chiedono migliori condizioni di vita e un cambiamento politico che porti alla fine della dipendenza del Paese da Stati Uniti e Iran, nonché il superamento del sistema settario in vigore in Iraq dal 2003. Le proteste avevano portato a novembre 2019 alle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/laccordo-segreto-per-la-nomina-del-premier-iracheno.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/laccordo-segreto-per-la-nomina-del-premier-iracheno.html">L&#8217;accordo segreto per la nomina del premier iracheno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iraq-continuano-le-proteste-antigovernative-a-Baghdad-La-Presse-e1580985719659.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iraq, proteste a Baghdad (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iraq-continuano-le-proteste-antigovernative-a-Baghdad-La-Presse-e1580985719659.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iraq-continuano-le-proteste-antigovernative-a-Baghdad-La-Presse-e1580985719659-300x144.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iraq-continuano-le-proteste-antigovernative-a-Baghdad-La-Presse-e1580985719659-768x369.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Iraq-continuano-le-proteste-antigovernative-a-Baghdad-La-Presse-e1580985719659-1024x492.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Le principali piazze dell’Iraq<a href="https://www.aljazeera.com/news/2020/02/iraqi-students-rally-pm-designate-mohammed-allawi-200202174504474.html" target="_blank" rel="noopener"> continuano ad essere occupate dai manifestanti</a> che da ottobre chiedono migliori condizioni di vita e un cambiamento politico che porti alla fine della dipendenza del Paese da Stati Uniti e Iran, nonché il superamento del sistema settario in vigore in <strong>Iraq</strong> dal 2003.</p>
<p>Le proteste avevano portato a novembre 2019 alle dimissioni del primo ministro Mahdi, accusato di essere troppo vicino all’Iran e di rappresentare quel sistema politico contro cui i cittadini sono scesi in strada. Dopo mesi di colloqui, i principali partiti iracheni sono riusciti a trovare un candidato comune per la premiership del Paese, ma la loro scelta non ha soddisfatto le aspettative delle piazze, che hanno quindi deciso di continuare a manifestare. Come primo ministro infatti è stato scelto <a href="https://it.insideover.com/politica/liraq-ha-un-nuovo-governo-ma-continuano-le-proteste.html" target="_blank" rel="noopener">Mohammed Tawfiq Allawi</a>, già ministro delle Comunicazioni nel 2006 e nel 2010, e vicino tramite legami di parentela tanto ad al-Sadr quanto all’ex premier Mahdi. Allawi ha promesso di portare avanti le riforme richieste dalla popolazione, a partire dalla lotta alla corruzione, ma difficilmente riuscirà a mantenere fede alla parola data. La sua investitura, frutto di un accordo segreto tra Sadr e Amiri (leader del blocco Fatah), serve proprio a garantire che nulla in Iraq cambi.</p>
<h2>L’accordo segreto</h2>
<p>Secondo quanto rivelato da <em><a href="https://www.middleeasteye.net/" target="_blank" rel="noopener">Middle East Eye</a></em>, a decidere il nome del nuovo primo ministro sono stati Sadr e Amiri, leader tanto del blocco sciita Fatah quanto della milizia Badr. L’accordo tra i due è stato raggiunto dopo otto settimane di negoziati avvenuti a Qom, in Iran, mettendo così in evidenza l’importanza che tuttora riveste l&#8217;Iran nelle questioni interne dell’Iraq. Sadr e Amiri hanno anche stabilito a tavolino quali saranno i compiti che il nuovo primo ministro dovrà realmente portare a termine: ripristinare il prestigio dello Stato, rendere il Paese nuovamente sicuro, creare le condizioni perché si vada a nuove elezioni nel giro di un anno e integrare le milizie <strong>Hashd al-Shaabi</strong> nell&#8217;esercito. Come confermato a <em>Mee</em> da alcune fonti che hanno partecipato ai negoziati, Allawi “non può aprire nessun fascicolo sulla lotta alla corruzione né prendere decisioni strategiche come la rimozione della truppe straniere dal Paese”. Nella lista dei compiti che Allawi dovrà portare a termine mancano quindi tutte quelle riforme che i manifestanti chiedono da mesi e non a caso le proteste non si sono ancora fermate. È in questo scenario che entra in gioco Sadr: le sue milizie, note anche come “cappelli blu”, hanno il compito di ripristinare l’ordine nel Paese e costringere i manifestanti a tornare alla vita di tutti i giorni. Da settimane giungono infatti notizie di <a href="https://www.aljazeera.com/news/2020/02/killed-sadr-followers-storm-protest-camp-iraq-200205211840660.html" target="_blank" rel="noopener">aggressioni nelle principali piazze dell’Iraq ai danni di chi ancora protesta contro il governo</a> e portate avanti proprio dai saadristi.</p>
<h2>La posizione di Sadr sulle proteste</h2>
<p>La posizione di Sadr nei confronti dei manifestanti ha subito notevoli cambiamenti nel corso del tempo. Inizialmente il leader sciita esprime <strong>il suo sostegno verso le proteste</strong>, condannando egli stesso il sistema politico iracheno ed esprimendosi in favore della lotta alla corruzione. A gennaio però qualcosa cambia: Sadr ritira il suo appoggio ai manifestanti, costringendo quindi i suoi sostenitori ad abbandonare le proteste. Il passo indietro dura solo alcune settimane, passate le quali chiede ai suoi di ritornare a occupare le piazze e a manifestare contro il Governo di Baghdad. Con la nomina di Allawi a primo ministro la posizione di Sadr cambia per l’ennesima volta. I manifestanti rifiutano la candidatura dell’ex ministro delle Comunicazioni e il leader sciita richiama i suoi, passando inoltre all’azione: le milizie sotto il suo comando iniziano ad attaccare i manifestanti e a distruggere le strutture da loro erette nelle piazze e nelle strade. Come prevede l’accordo siglato tra lui e Amani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/laccordo-segreto-per-la-nomina-del-premier-iracheno.html">L&#8217;accordo segreto per la nomina del premier iracheno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Iraq ha un nuovo governo. Ma continuano le proteste</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/liraq-ha-un-nuovo-governo-ma-continuano-le-proteste-2.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2020 07:59:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Iraq]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Proteste-in-Iraq.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Iraq (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Proteste-in-Iraq.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Proteste-in-Iraq-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Proteste-in-Iraq-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Proteste-in-Iraq-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Dopo quasi due mesi di interrogazioni parlamentari e dopo quattro di incessabili proteste che hanno destabilizzato Baghdad e i territori meridionali del Paese, l&#8217;Iraq ha finalmente un nuovo primo ministro in grado di prendere in mano le redini della situazione. Il suo nome è Mohammed Allawi: rappresentante della popolazione sciita e veterano della politica irachena &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/liraq-ha-un-nuovo-governo-ma-continuano-le-proteste-2.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/liraq-ha-un-nuovo-governo-ma-continuano-le-proteste-2.html">L&#8217;Iraq ha un nuovo governo. Ma continuano le proteste</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Proteste-in-Iraq.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Iraq (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Proteste-in-Iraq.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Proteste-in-Iraq-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Proteste-in-Iraq-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Proteste-in-Iraq-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Dopo quasi due mesi di interrogazioni parlamentari e dopo quattro di incessabili proteste che hanno destabilizzato Baghdad e i territori meridionali del Paese, l&#8217;Iraq ha finalmente un nuovo primo ministro in grado di prendere in mano le redini della situazione. Il suo nome è <strong>Mohammed Allawi</strong>: rappresentante della popolazione sciita e veterano della politica irachena post destituzione di <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-storia-di-saddam-hussein.html">Saddam Hussein</a>, nella sua carriera ha ricoperto due volte l&#8217;incarico di ministro alle comunicazioni. Tuttavia, nessuna delle due volte l&#8217;incarico è durato sino alla scadenza del mandato a causa delle sue dimissioni, dovute ai contrasti con il resto del gabinetto e causate dalle nomine dei collaboratori, scelti a suo dire per conoscenza e non per le loro reali capacità. La nomina della sua figura è stato un chiaro segnale lanciato dal presidente del Paese, <strong>Barham Saleh</strong>, nei confronti della popolazione dell&#8217;Iraq.</p>
<h3>Lotta alla corruzione ed elezioni anticipate</h3>
<p><a href="https://www.theguardian.com/world/2020/feb/02/iraq-protesters-unconvinced-after-mohammed-allawi-named-pm" target="_blank" rel="noopener">Come affermato nella conferenza stampa televisiva e riportato dalla testata giornalistica <em>The Guardian</em></a>, il perno al quale ruota il suo incarico è identificato nella <strong>stabilizzazione</strong> dell&#8217;attuale situazione del Paese che, con il suo iterarsi, sta danneggiando anche l&#8217;economia stessa dell&#8217;Iraq. Per fare questo, secondo Allawi, è necessario combattere la <strong>corruzione</strong> che tedia il Paese da oltre 15 anni, cercare il dialogo con la popolazione manifestante per far rientrare la crisi e soprattutto mettere il Paese nelle condizioni di andare al voto nel più breve tempo possibile. Il suo compito, dunque, è quello di <strong>traghettatore</strong> verso la prossima consultazione elettorale che potrà definire una figura più vicina alle volontà della popolazione irachena.</p>
<p>Il distacco tra i rappresentanti politici e la popolazione è infatti aumentato notevolmente negli ultimi anni, con il 2019 che, sotto il governo di Adel Abel Mahdi, ha segnato il culmine dei malumori della popolazione. La nomina della figura di Allawi, dato anche il suo passato non sempre allineato neppure con i suoi compagni di partito, è stata un tentativo di <strong>apertura</strong> nei confronti della popolazione: ipotesi che è stata comunque respinta a gran voce dai partecipanti alle proteste, che non vedono in lui una figura di svolta.</p>
<p>Dopo quattro mesi di proteste, Allawi si ritrova un&#8217;Iraq profondamente diverso rispetto a quello scorso anno, con il rischio che la situazione continui a peggiorare ulteriormente. In assenza di misure drastiche e repentine per far rientrare la proteste, la quasi totalità dell&#8217;apparato pubblico dei territori confinanti con l&#8217;Iran e l&#8217;economia della regione rischiano la totale distruzione, con l&#8217;orizzonte di lunghi anni di lavoro per riportare la situazione allo stadio iniziale.</p>
<h3>Le richieste del popolo iracheno</h3>
<p>Dopo la destituzione di Saddam e la crisi legata alla nascita dello <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/storia-isis-ascesa-caduta.html">Stato islamico</a> nel Nord del Paese, il popolo iracheno ha vissuto perennemente sotto la presenza di forze militari straniere, interpretata a tutti gli effetti come un&#8217;occupazione militare. L&#8217;appoggio governativo alle mosse militari estere nei confini dell&#8217;Iraq hanno spinto il popolo a vedere il governo centrale come complice degli interessi stranieri, allontanando il ceto politico dalla popolazione del Paese. In questo scenario, le recenti escalation di tensioni tra <strong>Stati Uniti d&#8217;America</strong> e <strong>Iran</strong> hanno peggiorato ulteriormente i rapporti tra il governo centrale e la fazione sciita, rendendo la spaccatura ormai inconciliabile.</p>
<p>Le richieste del popolo sono tanto semplici quanto chiare: gli Usa devono andarsene dalla regione ed insieme a loro tutto l&#8217;attuale ceto politico dirigente, invischiato con gli interessi di Washington in <strong>Medio Oriente</strong>. Una qualsiasi soluzione intermedia, allo stato attuale, non può essere interpretata come un&#8217;apertura verso le richieste dei manifestanti, aumentando le possibilità che anche il governo di Allawi alla fine non possa che avere vita molto breve.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/liraq-ha-un-nuovo-governo-ma-continuano-le-proteste-2.html">L&#8217;Iraq ha un nuovo governo. Ma continuano le proteste</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Iraq ha un nuovo governo. Ma continuano le proteste</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/liraq-ha-un-nuovo-governo-ma-continuano-le-proteste.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2020 06:15:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Iraq]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Proteste-in-Iraq.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Iraq (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Proteste-in-Iraq.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Proteste-in-Iraq-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Proteste-in-Iraq-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Proteste-in-Iraq-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Dopo quasi due mesi di interrogazioni parlamentari e dopo quattro di incessabili proteste che hanno destabilizzato Baghdad e i territori meridionali del Paese, l&#8217;Iraq ha finalmente un nuovo primo ministro in grado di prendere in mano le redini della situazione. Il suo nome è Mohammed Allawi: rappresentante della popolazione sciita e veterano della politica irachena &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/liraq-ha-un-nuovo-governo-ma-continuano-le-proteste.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Proteste-in-Iraq.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Iraq (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Proteste-in-Iraq.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Proteste-in-Iraq-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Proteste-in-Iraq-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Proteste-in-Iraq-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Dopo quasi due mesi di interrogazioni parlamentari e dopo quattro di incessabili proteste che hanno destabilizzato Baghdad e i territori meridionali del Paese, l&#8217;Iraq ha finalmente un nuovo primo ministro in grado di prendere in mano le redini della situazione. Il suo nome è <strong>Mohammed Allawi</strong>: rappresentante della popolazione sciita e veterano della politica irachena post destituzione di <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-storia-di-saddam-hussein.html">Saddam Hussein</a>, nella sua carriera ha ricoperto due volte l&#8217;incarico di ministro alle comunicazioni. Tuttavia, nessuna delle due volte l&#8217;incarico è durato sino alla scadenza del mandato a causa delle sue dimissioni, dovute ai contrasti con il resto del gabinetto e causate dalle nomine dei collaboratori, scelti a suo dire per conoscenza e non per le loro reali capacità. La nomina della sua figura è stato un chiaro segnale lanciato dal presidente del Paese, <strong>Barham Saleh</strong>, nei confronti della popolazione dell&#8217;Iraq.</p>
<h3>Lotta alla corruzione ed elezioni anticipate</h3>
<p><a href="https://www.theguardian.com/world/2020/feb/02/iraq-protesters-unconvinced-after-mohammed-allawi-named-pm" target="_blank" rel="noopener">Come affermato nella conferenza stampa televisiva e riportato dalla testata giornalistica <em>The Guardian</em></a>, il perno al quale ruota il suo incarico è identificato nella <strong>stabilizzazione</strong> dell&#8217;attuale situazione del Paese che, con il suo iterarsi, sta danneggiando anche l&#8217;economia stessa dell&#8217;Iraq. Per fare questo, secondo Allawi, è necessario combattere la <strong>corruzione</strong> che tedia il Paese da oltre 15 anni, cercare il dialogo con la popolazione manifestante per far rientrare la crisi e soprattutto mettere il Paese nelle condizioni di andare al voto nel più breve tempo possibile. Il suo compito, dunque, è quello di <strong>traghettatore</strong> verso la prossima consultazione elettorale che potrà definire una figura più vicina alle volontà della popolazione irachena.</p>
<p>Il distacco tra i rappresentanti politici e la popolazione è infatti aumentato notevolmente negli ultimi anni, con il 2019 che, sotto il governo di Adel Abel Mahdi, ha segnato il culmine dei malumori della popolazione. La nomina della figura di Allawi, dato anche il suo passato non sempre allineato neppure con i suoi compagni di partito, è stata un tentativo di <strong>apertura</strong> nei confronti della popolazione: ipotesi che è stata comunque respinta a gran voce dai partecipanti alle proteste, che non vedono in lui una figura di svolta.</p>
<p>Dopo quattro mesi di proteste, Allawi si ritrova un&#8217;Iraq profondamente diverso rispetto a quello scorso anno, con il rischio che la situazione continui a peggiorare ulteriormente. In assenza di misure drastiche e repentine per far rientrare la proteste, la quasi totalità dell&#8217;apparato pubblico dei territori confinanti con l&#8217;Iran e l&#8217;economia della regione rischiano la totale distruzione, con l&#8217;orizzonte di lunghi anni di lavoro per riportare la situazione allo stadio iniziale.</p>
<h3>Le richieste del popolo iracheno</h3>
<p>Dopo la destituzione di Saddam e la crisi legata alla nascita dello <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/storia-isis-ascesa-caduta.html">Stato islamico</a> nel Nord del Paese, il popolo iracheno ha vissuto perennemente sotto la presenza di forze militari straniere, interpretata a tutti gli effetti come un&#8217;occupazione militare. L&#8217;appoggio governativo alle mosse militari estere nei confini dell&#8217;Iraq hanno spinto il popolo a vedere il governo centrale come complice degli interessi stranieri, allontanando il ceto politico dalla popolazione del Paese. In questo scenario, le recenti escalation di tensioni tra <strong>Stati Uniti d&#8217;America</strong> e <strong>Iran</strong> hanno peggiorato ulteriormente i rapporti tra il governo centrale e la fazione sciita, rendendo la spaccatura ormai inconciliabile.</p>
<p>Le richieste del popolo sono tanto semplici quanto chiare: gli Usa devono andarsene dalla regione ed insieme a loro tutto l&#8217;attuale ceto politico dirigente, invischiato con gli interessi di Washington in <strong>Medio Oriente</strong>. Una qualsiasi soluzione intermedia, allo stato attuale, non può essere interpretata come un&#8217;apertura verso le richieste dei manifestanti, aumentando le possibilità che anche il governo di Allawi alla fine non possa che avere vita molto breve.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/liraq-ha-un-nuovo-governo-ma-continuano-le-proteste.html">L&#8217;Iraq ha un nuovo governo. Ma continuano le proteste</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Un nuovo lancio di razzi minaccia la stabilità l&#8217;Iraq</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/un-nuovo-lancio-di-razzi-minaccia-la-stabilita-liraq.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2020 12:40:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Iraq]]></category>
		<category><![CDATA[Tensione Usa-Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="686" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Iraq-proteste-nel-centro-di-Baghdad-La-Presse-e1580215196315.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iraq proteste (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Iraq-proteste-nel-centro-di-Baghdad-La-Presse-e1580215196315.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Iraq-proteste-nel-centro-di-Baghdad-La-Presse-e1580215196315-300x137.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Iraq-proteste-nel-centro-di-Baghdad-La-Presse-e1580215196315-768x351.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Iraq-proteste-nel-centro-di-Baghdad-La-Presse-e1580215196315-1024x468.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Tre razzi hanno colpito, nella giornata di domenica,  il compound dell&#8217;ambasciata americana a Baghdad causando il leggero ferimento di una persona. Negli ultimi mesi si sono registrati diversi lanci di questo genere verso la Green Zone della capitale irachena, dove hanno sede le ambasciate di Washington e di altri Paesi occidentali. Il Dipartimento di Stato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/un-nuovo-lancio-di-razzi-minaccia-la-stabilita-liraq.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/un-nuovo-lancio-di-razzi-minaccia-la-stabilita-liraq.html">Un nuovo lancio di razzi minaccia la stabilità l&#8217;Iraq</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="686" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Iraq-proteste-nel-centro-di-Baghdad-La-Presse-e1580215196315.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iraq proteste (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Iraq-proteste-nel-centro-di-Baghdad-La-Presse-e1580215196315.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Iraq-proteste-nel-centro-di-Baghdad-La-Presse-e1580215196315-300x137.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Iraq-proteste-nel-centro-di-Baghdad-La-Presse-e1580215196315-768x351.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Iraq-proteste-nel-centro-di-Baghdad-La-Presse-e1580215196315-1024x468.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Tre razzi hanno colpito, nella giornata di domenica,  il compound dell&#8217;<strong>ambasciata americana a Baghdad</strong> causando il leggero ferimento di una persona. Negli ultimi mesi si sono registrati diversi lanci di questo genere verso la Green Zone della capitale irachena, dove hanno sede le ambasciate di Washington e di altri Paesi occidentali. Il Dipartimento di Stato americano non ha direttamente accusato Teheran di aver avuto un ruolo in questo ultimo episodio ma ha comunque fatto riferimento alla minaccia iraniana nella regione ed agli attacchi condotti da milizie filo-iraniane, in passato, contro gli interessi americani. Il deputato repubblicano Michael McCaul, membro del Comitato Affari Internazionali della Camera dei Rappresentanti, ha affermato, in un tweet e come riportato dalla<a href="https://edition.cnn.com/2020/01/26/politics/rocket-hits-us-embassy-compound-baghdad/index.html"> Cnn,</a> di monitorare i rapporti che riferiscono di lanci di razzi contro la sede diplomatica ed ha definito come semplicemente inaccettabili questi assalti violenti.  Il Primo ministro iracheno Adel Abdul Mahdi, dimissionario, ha condannato l&#8217;attacco missilistico, come riportato da <a href="https://www.aljazeera.com/news/2020/01/iraq-rockets-hit-baghdad-green-zone-anti-gov-protests-200126195616176.html">Al Jazeera</a>, definendolo &#8220;un&#8217;aggressione&#8221; che &#8220;può trasformare l&#8217;Iraq in una zona di guerra&#8221;.</p>
<h2>Un&#8217;area problematica</h2>
<p><strong>L&#8217;esacerbarsi della crisi</strong> tra Stati Uniti ed Iran ha avuto riflessi sull&#8217;Iraq, che ha risentito pesantemente della tensione nella regione. Teheran e Washington, per motivi diversi, hanno interessi strategici in Iraq e nessuno dei due contendenti può accettare che il Paese venga del tutto sottratto alla propria sfera di influenza. La nazione, inoltre, è segnata dalle proteste popolari, che proseguono da ormai molto tempo e che mirano ad una riforma del sistema politico statale e canalizzano il dissenso popolare, tra le altre cose, nei confronti della corruzione, dei salari bassi e della disoccupazione.  Le manifestazioni hanno travolto anche l&#8217;esecutivo Mahdi, costretto alle dimissioni nel mese di novembre ed in attesa di essere sostituito da un nuovo governo.</p>
<p><strong> Più di cinquecento manifestanti</strong> sono comunque stati uccisi, a partire dal mese di ottobre ed i gruppi per i diritti umani hanno accusato le forze di sicurezza di agire con una violenza eccessiva nei loro confronti. Il raid americano del 3 gennaio, che ha portato all&#8217;uccisione del Generale iraniano Qassem Soleimani, ha anche causato un nuovo esacerbarsi delle proteste, che mirano anche a ridurre le ingerenze straniere in Iraq.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p><strong>Le tensioni e la mancanza di stabilità</strong> in Iraq rischiano di avere pesanti ricadute sulla regione: la minaccia del terrorismo jihadista, infatti, è ancora presente e potrebbe trarre beneficio dalle incertezze di un sistema politico in crisi. Le prospettive, dunque, non sembrano affatto buone ed i cronici problemi di un Iraq segnato dal settarismo sembrano di difficile risoluzione senza pensare a profonde riforme costituzionali. Una risoluzione della crisi tra Stati Uniti ed Iran, al momento pura fantapolitica, potrebbe forse servire a migliorare il quadro complessivo e la prognosi di Baghdad che, purtroppo senta a guarire dai suoi problemi ricorrenti. Il futuro, dunque, potrebbe essere segnato da un ritorno del terrorismo jihadista su larga scala che, per estensione, potrebbe poi finire per minacciare gli altri Stati della regione. Le operazioni di anti-terrorismo potrebbero dunque non rivelarsi sufficienti a sventare un pericolo che ha radici ben più profonde e legate agli assetti politici locali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/un-nuovo-lancio-di-razzi-minaccia-la-stabilita-liraq.html">Un nuovo lancio di razzi minaccia la stabilità l&#8217;Iraq</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le milizie sciite guidano le proteste in Iraq</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-milizie-sciite-guidano-le-proteste-in-iraq.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Cianciarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2020 07:21:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Milizie sciite]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Iraq]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=254858</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="696" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Iraq-2-e1579850563476.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Iraq (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Iraq-2-e1579850563476.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Iraq-2-e1579850563476-300x109.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Iraq-2-e1579850563476-768x278.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Iraq-2-e1579850563476-1024x371.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una nuova ondata di protesta sta per scuotere l&#8217;Iraq. Questa volta, tuttavia, non si tratta delle manifestazioni antigovernative che da mesi occupano le strade del Paese. Per oggi, venerdì 24 gennaio, Muqtada Al Sadr &#8211; leader del movimento sadrista &#8211; ha indetto a Baghdad la &#8220;Marcia di un milione&#8220;, che sarà sostenuta anche dalle milizie &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-milizie-sciite-guidano-le-proteste-in-iraq.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="696" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Iraq-2-e1579850563476.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Iraq (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Iraq-2-e1579850563476.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Iraq-2-e1579850563476-300x109.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Iraq-2-e1579850563476-768x278.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Iraq-2-e1579850563476-1024x371.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Una nuova ondata di protesta sta per scuotere l&#8217;<strong>Iraq</strong>. Questa volta, tuttavia, non si tratta delle manifestazioni antigovernative che da mesi occupano le strade del Paese. Per oggi, venerdì 24 gennaio, Muqtada Al Sadr &#8211; leader del movimento sadrista &#8211; ha indetto a Baghdad la &#8220;<a href="https://www.reuters.com/article/us-usa-iran-iraq/soleimani-killing-adds-dangerous-new-dimension-to-iraq-unrest-idUSKBN1ZL28K">Marcia di un milione</a>&#8220;, che sarà sostenuta anche dalle milizie sciite legate all&#8217;Iran.</p>
<h2>Le manifestazioni antigovernative</h2>
<p>Il primo ottobre scorso, i giovani iracheni sono insorti contro il malgoverno e la corruzione dell&#8217;élite al potere, incapace &#8211; a detta dei manifestanti &#8211; di garantire alla popolazione i <strong>servizi di base</strong> e di combattere l&#8217;alto tasso di <strong>disoccupazione</strong>. Altro motivo di malcontento che ha guidato le proteste è stato l&#8217;ingerenza estera nel Paese, rappresentata dalla presenza di truppe straniere, in particolare soldati statunitensi e milizie sciite.</p>
<p>A nulla sono valse le dimissioni (30 novembre) del primo ministro iracheno,<strong> Adel Abdul Mahdi</strong>, che rimarrà alla guida dell&#8217;Iraq fino alla nomina di un successore. Il popolo iracheno ha continuato a manifestare chiedendo a gran voce l&#8217;allontanamento di tutto l&#8217;establishment politico, come preludio di un vero e proprio rovesciamento del sistema in vigore dal 2003.</p>
<h2>La &#8220;Marcia di un milione&#8221;</h2>
<p>Oggi, tuttavia, le cose sono diverse. La nuova marcia indetta da Al Sadr, infatti, si configura come una sorta di manifestazione parallela, indipendente da quella dei giovani iracheni. A essere chiamati in piazza, questa volta, sono i sostenitori delle milizie sciite, mobilitati con il duplice scopo di forzare gli Stati Uniti a ritirare le truppe dall&#8217;Iraq e di eclissare le proteste antigovernative che minacciano il loro potere nel Paese.</p>
<p>Le proteste antigovernative degli ultimi mesi, infatti, non si sono scagliate soltanto contro il malgoverno della classe al potere, ma anche contro l&#8217;<a href="https://www.bbc.com/news/world-middle-east-50595212">influenza dell&#8217;Iran</a> negli affari interni del Paese, rischiando di minare il ruolo delle milizie e dei leader politici sciiti.</p>
<h2>Contro gli Stati Uniti</h2>
<p>Al centro delle tensioni potrebbero trovarsi ancora una volta gli Stati Uniti. Focalizzandosi sul &#8220;nemico americano&#8221;, si teme, infatti, che i manifestanti assaltino l&#8217;ambasciata statunitense a Baghdad &#8211; rappresentanza del potere di Washington nel Paese &#8211; per la <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-stanno-perdendo-terreno-in-iraq.html">seconda volta</a> nel giro di un mese.</p>
<p>Già il 31 dicembre scorso, infatti, in seguito ai raid americaniste avevano colpito tre basi delle Kataib Hezbollah &#8211; un gruppo paramilitare iracheno sciita sostenuto dall&#8217;Iran e addestrato da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/il-partito-di-dio-storia-e-futuro-di-hezbollah.html" target="_blank" rel="noopener">Hezbollah</a> -, centinaia di manifestanti, fomentati dalle milizie sciite, si erano scagliati contro l&#8217;ambasciata Usa a Baghdad, in un gesto estremo di protesta contro l'&#8221;ingerenza americana&#8221; nel Paese.</p>
<p>A peggiorare la situazione, il recente incontro bilaterale tra il presidente iracheno, Barham Salih, a margine del Forum economico mondiale di Davos (22 gennaio). La decisione condivisa dai due capi di Stato di consolidare la partnership militare ed economica tra Baghdad e Washington, infatti, potrebbe amplificare la protesta contro la permanenza delle truppe statunitensi in Iraq.</p>
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<p>In un video pubblicato dopo il meeting di Davos, il leader della <a href="https://www.aljazeera.com/news/2020/01/iraqi-shia-armed-groups-condemn-salih-trump-meeting-200122165314447.html">Rete Khazali</a> &#8211; un gruppo paramilitare sciita iracheno -, Qais Al Khazali, ha esortato il popolo iracheno a unirsi alla marcia e ha ammonito gli Stati Uniti sulle conseguenze che ci saranno qualora decidano di &#8220;continuare a ignorare la volontà politica e pubblica dell&#8217;Iraq di espellere le truppe americane&#8221;.</p>
<p>Stesso messaggio da parte di Nasser Al Shammari, vice segretario generale del movimento iracheno Harakat Hezbollah Al Nujaba: &#8220;Ci aspettiamo un&#8217;affluenza senza precedenti. Riaccenderà la fiamma della resistenza, che non si spegnerà fino a quando non li avremo espulsi tutti dall&#8217;Iraq&#8221;.</p>
<p>Una rara unione tra i gruppi sciiti presenti in Iraq, che si è già verificata una volta dopo l&#8217;uccisione del generale iraniano <a href="https://it.insideover.com/guerra/misteri-morte-soleimani.html" target="_blank" rel="noopener">Qassem Soleimani</a> per mano americana (3 gennaio) e che, in un momento così delicato per il Paese, potrebbe precipitare l&#8217;Iraq nel caos dello scontro tra Stati Uniti e Iran.</p>
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		<title>Le proteste infiammano l&#8217;Iraq</title>
		<link>https://it.insideover.com/gallery/le-proteste-infiammano-liraq.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2020 07:16:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Iraq]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="910" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/10936279_small.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/10936279_small.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/10936279_small-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/10936279_small-768x499.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/10936279_small-1024x666.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Inizia la "Marcia di un milione", indetta da Muqtada Al Sadr e sostenuta dalle milizie sciite. L'Iraq si trova sempre in uno stato di perenne conflitto</p>
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		<title>Iraq ancora in fiamme: vittime e feriti nelle ultime manifestazioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iraq-ancora-in-fiamme-vittime-e-feriti-nelle-ultime-manifestazioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2020 08:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Iraq]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Iraq-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Iraq (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Iraq-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Iraq-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Iraq-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Iraq-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Strade occupate, barricate in pieno centro e poi il nuovo tragico aggiornamento nel conteggio di feriti e vittime. L&#8217;Iraq, a due settimane dal raid che a Baghdad ha ucciso il generale iraniano Soleimani, si è riscoperto ancora una volta in preda a proteste e manifestazioni che potrebbero determinare nuovi e più complessi scenari. Nelle ultime &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/iraq-ancora-in-fiamme-vittime-e-feriti-nelle-ultime-manifestazioni.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Iraq-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Iraq (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Iraq-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Iraq-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Iraq-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Iraq-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Strade occupate, barricate in pieno centro e poi il nuovo tragico aggiornamento nel conteggio di feriti e vittime. L&#8217;Iraq, <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucciso-il-generale-soleimani.html">a due settimane dal raid che a Baghdad ha ucciso il generale iraniano Soleimani</a>, si è riscoperto ancora una volta in preda a proteste e manifestazioni che potrebbero determinare nuovi e più complessi scenari. Nelle ultime ore nella sola capitale irachena sarebbero rimasti uccise almeno sei persone. Ma è in tutto l&#8217;Iraq, specialmente nelle province meridionali, che la <strong>tensione</strong> giorno dopo giorno diventa sempre più pesante.</p>
<h2>Bloccate molte strade principali</h2>
<p>La strategia scelta dai manifestanti adesso sembra essere quella di imporre delle barricate nelle più importanti arterie di collegamento, tanto a Baghdad quanto nel sud dell&#8217;Iraq. I <strong>blocchi stradali</strong>, specialmente da domenica in poi, sono diventati il mezzo più usato dai gruppi di attivisti che vogliono far sentire in maniera ancora più pesante la propria voce. Gli episodi di maggior tensione si sono verificati nei pressi della tangenziale denominata &#8220;<em>Mohamed al Qasim</em>&#8220;, una strada vitale per il traffico di Baghdad visto che collega i quartieri settentrionali con quelli meridionali. I manifestanti hanno provato ad occuparla ed a chiuderla, ma hanno subito la risposta delle forze di sicurezza e negli scontri generati successivamente un ragazzo sarebbe rimasto ucciso. Sempre a Baghdad, così come ha riportato <em>AgenziaNova</em>, si è registrata la morte di un cameramen che stava riprendendo una fase degli scontri accaduti in piazza Al Gilani. L&#8217;operatore, stando a fonti locali, sarebbe rimasto vittima delle inalazioni dei gas lacrimogeni sparati dalla Polizia.</p>
<p>Più a sud, i manifestanti hanno bloccato per diverse ore l&#8217;autostrada che collega Baghdad con <strong>Nassiriya</strong>. Blocchi stradali anche nelle zone vicine al confine con l&#8217;Iran e nei dintorni di <strong>Bassora</strong>. Soltanto in questo martedì pomeriggio le forze di sicurezza sono riuscite a riaprire i collegamenti con il vitale porto di <strong>Umm Al Qasr</strong>, da cui parte buona parte delle esportazioni di petrolio dell&#8217;Iraq. Il governo di Baghdad vuole evitare altri blocchi, i quali a loro volta rischierebbero di creare ulteriori danni alla già martoriata economia irachena. Le proteste delle ultime ore hanno mostrato maggiore <strong>insofferenza</strong> da parte dei manifestanti, i quali adesso sono disposti ad azioni sempre più eclatanti.</p>
<h2>Nessun nuovo governo all&#8217;orizzonte</h2>
<p>A pesare su questa situazione, è in primo luogo lo stallo politico imperante in Iraq dallo scorso mese di novembre, <a href="https://it.insideover.com/politica/in-iraq-si-dimette-il-premier-mahdi.html">da quando cioè il premier Mahdi ha decretato le sue dimissioni</a>. Da allora, il paese non ha più avuto un governo e l&#8217;azione amministrativa e politica è risultata paralizzata. In un momento contraddistinto dalle <strong>tensioni internazionali</strong> che inevitabilmente soffiano sulla stabilità dell&#8217;Iraq, come dimostrato dal raid americani contro Solemaini <a href="https://it.insideover.com/guerra/operazione-soleimani-martire.html">e dalla risposta iraniana che ha colpito con dei razzi le basi Usa in territorio iracheno</a>, una situazione del genere potrebbe ben presto portare il paese a diventare ancor di più una <strong>polveriera</strong> nel cuore del medio oriente. E per il momento non si vedono significative novità in avvicinamento.</p>
<p>Sono infatti proseguiti anche in questi giorni i colloqui e le consultazioni tra le varie principali forze politiche sedute in parlamento, tuttavia non è emerso alcun nome per poter prendere la carica di nuovo primo ministro. Nelle ultime ore<a href="https://www.agenzianova.com/a/0/2775280/2020-01-20/iraq-fonti-nova-mohammad-tawfiq-allawi-ricevera-incarico-di-formare-governo"> era stata avanzata la candidatura dell&#8217;ex ministro delle telecomunicazioni</a> <strong>Mohammad Allawi</strong>, cugino di Ayad Allawi e dunque del primo premier dell&#8217;era post Saddam Hussein. Tuttavia, anche il suo nome sarebbe stato in seguito accantonato. E così, mentre il paese continua a protestare e ad essere al centro delle gravi tensioni internazionali, a Baghdad si fatica a trovare una certa normalità. E questo vale sia per la situazione interna ai palazzi del potere, che per quella inerente le piazze e le strade sempre più colme di manifestanti.</p>
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		<title>Perché l&#8217;Iraq è così importante per gli ayatollah</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-liraq-e-cosi-importante-per-gli-ayatollah.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2020 08:47:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Iraq]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Manifestanti-protestano-in-Iraq.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Manifestanti protestano in Iraq (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Manifestanti-protestano-in-Iraq.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Manifestanti-protestano-in-Iraq-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Manifestanti-protestano-in-Iraq-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Manifestanti-protestano-in-Iraq-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Iraq è stato usato, nel corso della grave crisi tra Stati Uniti ed Iran, come un vero e proprio campo di battaglia tra le parti che, utilizzando il territorio di questo Stato sovrano, si sono sfidate a colpi di uccisioni e bombardamenti. Il raid americano che ha provocato la morte del generale iraniano Qassem Soleimani, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-liraq-e-cosi-importante-per-gli-ayatollah.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Manifestanti-protestano-in-Iraq.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Manifestanti protestano in Iraq (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Manifestanti-protestano-in-Iraq.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Manifestanti-protestano-in-Iraq-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Manifestanti-protestano-in-Iraq-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Manifestanti-protestano-in-Iraq-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;Iraq è stato usato, nel corso della grave crisi tra Stati Uniti ed Iran, come un vero e proprio <strong>campo di battaglia</strong> tra le parti che, utilizzando il territorio di questo Stato sovrano, si sono sfidate a colpi di uccisioni e bombardamenti. Il raid americano che ha provocato la morte del generale iraniano <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/soleimani-generale-iran.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qassem Soleimani</strong></a>, infatti, ha avuto luogo a Baghdad mentre la risposta missilistica di Teheran per vendicarne l&#8217;uccisione ha colpito le basi militari con presenza americana e della Coalizione internazionale ad Erbil e nel governatorato di Al-Anbar. Il rischio è che i contrasti tra le parti possano provocare gravi danni al già fragile tessuto politico, sociale e religioso della nazione che, tra l&#8217;altro, è stata anche recentemente colpita da una lunga ondata di proteste popolari causate dalle difficili condizioni economiche e dalla corruzione.</p>
<h2>L&#8217;influenza di Teheran</h2>
<p>La caduta del regime di <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-storia-di-saddam-hussein.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Saddam Hussein</strong></a> nel 2003 ha portato, nel corso degli anni, ad un progressivo<strong> riavvicinamento tra Baghdad e Teheran</strong>. L&#8217;Iraq, infatti, è una nazione a maggioranza sciita (circa il 70% degli abitanti) e pertanto l&#8217;Iran, con cui condivide una lunga frontiera, rappresenta un <strong>partner strategico ed economico</strong> di primaria importanza per il Paese.</p>
<figure id="attachment_252003" aria-describedby="caption-attachment-252003" style="width: 850px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-252003" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/sunniti-sciiti-iraq.png" alt="Come sono divisi i sunniti e gli sciiti in Iraq (Alberto Bellotto)" width="850" height="850" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/sunniti-sciiti-iraq.png 850w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/sunniti-sciiti-iraq-150x150.png 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/sunniti-sciiti-iraq-300x300.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/sunniti-sciiti-iraq-768x768.png 768w" sizes="auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px" /><figcaption id="caption-attachment-252003" class="wp-caption-text">Come sono divisi i sunniti e gli sciiti in Iraq (Alberto Bellotto)</figcaption></figure>
<p>Nel <a href="https://www.cnbc.com/2019/03/20/iran-just-struck-several-deals-with-iraq-and-washington-isnt-happy.html">corso</a> della prima<strong> visita ufficiale</strong> in Iraq del presidente iraniano <strong>Hassan Rouhani</strong>, svoltasi nel marzo del 2019, le parti hanno firmato una serie di accordi destinati ad espandere la cooperazione, le infrastrutture trans-frontaliere ed il commercio tra le parti. Il volume degli scambi commerciali tra Baghdad e Teheran ammonta a 12 miliardi di dollari annui ed i due Stati hanno espresso l&#8217;intenzione di portare questa cifra a 20 miliardi nel prossimo futuro. Bisogna però segnalare come, in realtà, i rapporti economici tra le parti siano sbilanciati in favore dell&#8217;Iran che esercita, in tal senso, un ruolo di dominanza. Questi sviluppi hanno chiaramente suscitato la preoccupazione di Washington, che teme un&#8217;espansione dell&#8217;influenza di Teheran nella regione e potrebbero provocare un&#8217;esacerbazione della tensione, oltre il punto di non ritorno, con la comunità dei musulmani sunniti, ex elite dominante negli anni della presidenza di Saddam Hussein e non di certo amici dell&#8217;Iran.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>La<strong> strutturale fragilità</strong> della nazione irachena è stata messa a dura prova da oltre un decennio di gravi tensioni interne che l&#8217;hanno portata, spesso e volentieri, sull&#8217;orlo del disfacimento. La lunga guerriglia dello Stato Islamico, che ha portato il Paese vicino al collasso ed ha causato gravi danni materiali e significative perdite umane è solo un esempio di queste problematiche che, peraltro, potrebbero riemergere con facilità qualora l&#8217;esecutivo al potere non riesca ad imprimere un orientamento programmatico deciso alle priorità del Paese.</p>
<p>Il<strong> ginepraio iracheno</strong> rischia di allontanare, nel lungo termine, gli <strong>Stati Uniti</strong> e di ridimensionare l&#8217;influenza di Washington all&#8217;interno della nazione mediorientale: la complessità dello scenario, la vicinanza geografica e politica di Teheran e le altre priorità sullo scacchiere mondiale porteranno, probabilmente, le amministrazioni americane a mantenere una presenza sempre più ridotta a Baghdad e questo andrà a tutto vantaggio dell&#8217;Iran che, in Medio Oriente, non può contare su molti alleati eccezion fatta per la Siria di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html" target="_blank" rel="noopener">Bashar al Assad</a>, il movimento sciita libanese di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/il-partito-di-dio-storia-e-futuro-di-hezbollah.html" target="_blank" rel="noopener">Hezbollah</a> e pochi altri elementi. Il futuro dell&#8217;Iraq, dunque, sembra sempre più legato all&#8217;Iran.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-liraq-e-cosi-importante-per-gli-ayatollah.html">Perché l&#8217;Iraq è così importante per gli ayatollah</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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