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	<title>Programma nucleare iraniano Archives - InsideOver</title>
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	<title>Programma nucleare iraniano Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;Iran sta ripristinando i siti nucleari sotterranei</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/liran-sta-ripristinando-i-siti-nucleari-sotterranei.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 06:06:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[AIEA]]></category>
		<category><![CDATA[Programma nucleare iraniano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="864" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251203071008845_b68ea30742fdb89a23e8aaa1bf555055-e1764742240791.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251203071008845_b68ea30742fdb89a23e8aaa1bf555055-e1764742240791.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251203071008845_b68ea30742fdb89a23e8aaa1bf555055-e1764742240791.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251203071008845_b68ea30742fdb89a23e8aaa1bf555055-e1764742240791.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251203071008845_b68ea30742fdb89a23e8aaa1bf555055-e1764742240791.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251203071008845_b68ea30742fdb89a23e8aaa1bf555055-e1764742240791.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251203071008845_b68ea30742fdb89a23e8aaa1bf555055-e1764742240791.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quali danni hanno subito gli impianti nucleari iraniani? A che punto il loro ripristino? Dov'è l'uranio arricchito?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/liran-sta-ripristinando-i-siti-nucleari-sotterranei.html">L&#8217;Iran sta ripristinando i siti nucleari sotterranei</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="864" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251203071008845_b68ea30742fdb89a23e8aaa1bf555055-e1764742240791.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251203071008845_b68ea30742fdb89a23e8aaa1bf555055-e1764742240791.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251203071008845_b68ea30742fdb89a23e8aaa1bf555055-e1764742240791.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251203071008845_b68ea30742fdb89a23e8aaa1bf555055-e1764742240791.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251203071008845_b68ea30742fdb89a23e8aaa1bf555055-e1764742240791.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251203071008845_b68ea30742fdb89a23e8aaa1bf555055-e1764742240791.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251203071008845_b68ea30742fdb89a23e8aaa1bf555055-e1764742240791.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono passati più di 5 mesi dal bombardamento statunitense effettuato sui siti nucleari iraniani, durante quella che è stata definita la “<strong>Guerra dei 12 giorni”</strong> tra <strong>Iran </strong>e <strong>Israele</strong>. </p>



<p>Sebbene quell&#8217;azione aerea abbia impiegato assetti importanti come i bombardieri strategici <strong>B-2A</strong>, dotati di bombe “<em>bunker buster</em>” (GBU-57A/B MOP), la quantificazione dei danni è stata molto difficile per la natura stessa dei siti, localizzati in strutture sotterranee all&#8217;interno delle montagne. </p>



<p>Qual è quindi la situazione dei siti che contenevano uranio arricchito, in particolare <strong>uranio altamente arricchito</strong> al 60%, ma anche scorte di uranio arricchito al 20% e fino al 5%? Inoltre, qual è la situazione di due siti chiave non attaccati a giugno, il complesso di <strong>Pickaxe</strong> vicino a Natanz e <strong>Taleghan 2</strong> a Parchin, il primo destinato ad attività legate alle centrifughe o potenzialmente in possesso di scorte di uranio arricchito e il secondo che presenta il rischio di essere collegato allo sviluppo di armi nucleari? </p>



<p>Dalle <strong>immagini satellitari</strong>, sappiamo che, nel complesso, i danni causati dai raid aerei a numerosi siti nucleari sono stati ingenti e, in molti casi, catastrofici. I principali siti nucleari di <strong>Fordow</strong>, <strong>Natanz </strong>ed <strong>Esfahan </strong>sono stati in gran parte distrutti e hanno visto poca attività significativa dalla guerra dello scorso giugno. </p>



<p>L&#8217;entità dei danni alla porzione di tunnel del complesso montuoso di Esfahan rimane <strong>sconosciuta</strong>, ma potrebbe essere grave. Le attività a Fordow, per quanto visibili, sembrano essere state principalmente legate alla valutazione dei danni e a una bonifica minima. A Natanz, le attività puntano anche a proteggere i servizi rimanenti del sito da futuri attacchi. </p>



<p>Recenti immagini satellitari, del <strong>20 novembre</strong> scorso, mostrano però attività in almeno due siti: a ridosso degli ingressi in galleria al complesso sotterraneo di Esfahan si sono notati dei lavori, in particolare due dei tre tunnel di ingresso sono stati ripuliti dei detriti. Molti ritengono che questo complesso sotterraneo contenga gran parte delle scorte iraniane di uranio altamente arricchito al 60%. Ancora una volta la valutazione dei danni è stata impossibile da effettuare, e in attesa delle ispezioni dell&#8217;AIEA – che non ha ancora il via libera per effettuarle – possiamo solo effettuare delle deduzioni in base a quanto si osserva. All&#8217;esterno dei due ingressi, l&#8217;Iran ha installato due <strong>barriere per missili da crociera</strong>, progettate per impedire a un missile di questo tipo di colpire direttamente l&#8217;ingresso del tunnel. Queste barriere, a <em>chicane</em>, hanno solo una limitata capacità di difesa passiva contro futuri attacchi missilistici e non sono in grado di neutralizzare un attacco missilistico in arrivo con una traiettoria più ripida. </p>



<p>L&#8217;impianto di <strong>Pickaxe</strong>, che non è stato toccato dagli attacchi, è in costante costruzione dal 2020 e recenti immagini satellitari mostrano che i lavori sono ancora in corso. Si presume che quel sito ospiterà un impianto avanzato di assemblaggio di centrifughe in grado di produrne diverse migliaia all&#8217;anno, se l&#8217;Iran riuscirà a ripristinare la capacità di produzione di componenti per centrifughe. Negli ultimi mesi sono stati osservati <strong>nuovi sviluppi</strong>, tra cui il completamento di un perimetro di sicurezza attorno all&#8217;intero complesso e lavori per rafforzare e rinforzare diversi ingressi dei tunnel ricoprendoli con maggiori quantità di terra. </p>



<p>A differenza dei siti di arricchimento attaccati, alcuni siti di produzione di armi nucleari mostrano ampi sforzi di bonifica. Sempre grazie a immagini satellitari, almeno <strong>tre siti di produzione di armi nucleari</strong> attaccati sono stati sottoposti ad attività di ripristino che sembrano includere il recupero delle attrezzature rimanenti e potrebbero quindi essere il preludio alla ricostruzione. Inoltre, il sito di produzione di armi nucleari Taleghan 2, non attaccato a giugno ma colpito duramente da Israele nell&#8217;autunno del 2024, ha subito un&#8217;importante attività di costruzione nell&#8217;ultimo anno: ora sembra quasi completato. </p>



<p>Il destino e lo stato delle <strong>scorte di uranio arricchito</strong>, in particolare delle scorte di uranio altamente arricchito al 60%, rimangono non confermati. L&#8217;Iran ha rifiutato di consentire all&#8217;AIEA di verificare queste scorte, le quali rappresentano una minaccia costante, in particolare i circa <strong>440 chilogrammi</strong> di uranio arricchito al 60%. Prima della guerra, Fordow, Natanz ed Esfahan detenevano quantità di uranio arricchito in varie percentuali in diverse strutture all&#8217;interno delle strutture sotterranee. Alla fine di ottobre 2025, il direttore generale dell&#8217;AIEA Rafael Grossi aveva dichiarato che gli ispettori avevano rilevato movimenti intorno ai siti nucleari dove sono immagazzinate le scorte di uranio arricchito, tuttavia, al 19 novembre, la valutazione dell&#8217;Agenzia riteneva che le scorte di uranio arricchito non fossero state spostate dai siti in esame, sebbene ciò non significhi che non fossero state spostate all&#8217;interno dei siti. </p>



<p>L&#8217;Iran ha annunciato pubblicamente che intende <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/quello-ce-sapere-sul-programma-nucleare-delliran.html">ricostruire il suo programma nucleare pacifico</a></strong>, tuttavia dovrà investire tempo, risorse e denaro significativi per ricostruire quanto distrutto o danneggiato durante il recente conflitto. Teheran dovrà quindi necessariamente importare una grande varietà e quantità di beni attualmente sotto sanzioni internazionali, che potrà avvenire solo tramite il contrabbando o la triangolazione con <strong>Paesi amici</strong> (ad esempio Cina, Russia e Corea del Nord), o stabilendo canali diretti con essi, soprattutto con la Russia che storicamente è il Paese fautore del nucleare iraniano. </p>



<p>Dopo quasi sei mesi dall&#8217;attacco, stando alle immagini satellitari, l&#8217;Iran sembra aver compiuto <strong>progressi minimi</strong> nella ricostituzione delle sue capacità distrutte, ma non è chiara la sorte dell&#8217;uranio arricchito che era già stato prodotto prima del conflitto.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/liran-sta-ripristinando-i-siti-nucleari-sotterranei.html">L&#8217;Iran sta ripristinando i siti nucleari sotterranei</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Francesco Ferrante: da Spider Web a Midnight Hummer, così l&#8217;intelligence sceglie gli obiettivi militari</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/francesco-ferrante-da-spider-web-a-midnight-hummer-cosi-lintelligence-sceglie-gli-obiettivi-militari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2025 06:14:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Bombardieri nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="750" height="373" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/f-14-iraniani-distrutti-dalle-forze-aeree-israeliane.jpg-e1751307806135.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/f-14-iraniani-distrutti-dalle-forze-aeree-israeliane.jpg-e1751307806135.webp 750w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/f-14-iraniani-distrutti-dalle-forze-aeree-israeliane.jpg-e1751307806135-600x298.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/f-14-iraniani-distrutti-dalle-forze-aeree-israeliane.jpg-e1751307806135-300x149.webp 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<p>Pianificatore con vasta esperienza operativa sul campo, Francesco Ferrante analizza aspettative e risultati in Ucraina e in Iran.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/francesco-ferrante-da-spider-web-a-midnight-hummer-cosi-lintelligence-sceglie-gli-obiettivi-militari.html">Francesco Ferrante: da Spider Web a Midnight Hummer, così l&#8217;intelligence sceglie gli obiettivi militari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="750" height="373" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/f-14-iraniani-distrutti-dalle-forze-aeree-israeliane.jpg-e1751307806135.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/f-14-iraniani-distrutti-dalle-forze-aeree-israeliane.jpg-e1751307806135.webp 750w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/f-14-iraniani-distrutti-dalle-forze-aeree-israeliane.jpg-e1751307806135-600x298.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/f-14-iraniani-distrutti-dalle-forze-aeree-israeliane.jpg-e1751307806135-300x149.webp 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<p>Le azioni militari degne di nota alle quali stiamo assistendo, nell&#8217;acuirsi dei conflitti attivi che stanno sfruttando, sempre più frequentemente, la combinazione di <strong>nuovi elementi tecnologici</strong> come risorsa essenziale per la pianificazione e il successo di operazione che attingono alle <strong>rodate tattiche del sabotaggio</strong>, devono sempre porci di fronte a una serie di riflessioni: quale è il loro reale impatto nello scenario bellico? E quanta &#8220;<em>intelligence</em>&#8221; c&#8217;è dietro a queste nuove &#8220;<em>operazioni combinate</em>&#8220;? Abbiamo intervistato <strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=uuk2xxos8n8">Francesco Ferrante</a></strong>, che è stato un ufficiale dell&#8217;<strong>Esercito Italiano</strong> con una lunga esperienza operativa e di pianificazione interforze, ha partecipato a numerose missioni operative in teatri complessi, tra i quali Iraq, Afghanistan, Libia, Libano, Bosnia, Repubblica Centrafricana, Burkina Faso e Mozambico, e ci risponde da Doha, dove continua a insegnare <strong>pianificazione operativa</strong> e <strong>targeting</strong> date le grandi competenze strategiche e analitiche.</p>



<p><strong>Dottor Ferrante, in un suo recente contributo ha dichiarato che è “difficile sopravvalutare la natura teatrale dell’ultima operazione di droni ucraina all’interno del territorio russo, denominata Spider Web &#8211; l’operazione condotta dell’intelligence ucraino (Sbu), contro obiettivi russi &#8211; e che il “vantaggio strategico della Russia rimane intatto”. Ma l’obiettivo dell’operazione è stato raggiunto?</strong></p>



<p>&#8220;Quando si parla di obietivi, in ambito militare, si deve sempre tenere a mente il “livello” di pertinenza relativo agli obiettivi stessi. Questo perché la Nato, come del resto ogni singolo Stato nella sua individualità,&nbsp; ha un tipo di struttura organizzativa “multistrato”. Mi spiego un po’ meglio usando proprio l’esempio Nato. Esiste un<strong> livello strategico-politico</strong> (che è il livello dei decisori politici, rappresentato dal North Atltantic Council); sotto di esso c’è il <strong>livello strategico-militare</strong> (per quanto attiene le operazioni Nato, esso è rappresentato da Shape /Allied Command Operations, a Mons, Belgio); poi quello operativo rappresentato da 3 diversi Joint Force Command (rispettivamente Napoli, Brunsumm e Norfolk); e in ultimo, il&nbsp; <strong>livello “tattico”</strong>, che noi chiamiamo Component Commands, ovvero sia quei comandi responsabili delle operazioni nel loro specifico dominio (Land Component Command ad Izmir, Turchia – Air Component Command, a Reimstein, Germania, Maritime Component Command in Gran Bretagna e il <strong>Special Operations Component Command</strong> in Belgio). Proprio questi ultimi sono i comandi addetti a “<em>gestire</em>” gli specifici assetti nel loro rispettivo <strong>dominio di competenza</strong>. <br><br>Questa premessa è necessaria per cercare di capire meglio quali possano essere stati gli effettivi obiettivi ucraini perseguiti con l’<a href="https://it.insideover.com/guerra/george-beebe-quincy-institute-con-loperazione-spider-web-lucraina-preme-sugli-usa.html">Operazione Spider Web</a>. Per i livelli tattici e operativo, quel tipo di operazione non ha un senso, così come <strong>non porta ad alcun tipo di vantaggio</strong> per chi sta combattendo in Ucraina. Da pianificatore, non intravedo alcun tipo di obiettivo operativo logico ottenibile nell’attaccare la triade nucleare russa. Gli unici ipotizzabili obiettivi conseguiti con Spider Web, che sono in grado di intravedere, facendo tuttavia qualche fatica nel cercarne di logici/sensati,&nbsp; sono di tipo strategico-politico. Obiettivi, in buona sostanza, più volti ad <strong>&#8220;<em>ïnfluenzare</em>&#8221; la percezione dei russi e degli occidentali</strong> circa il conflitto in corso, che volti a creare i presupposti per un qualche tipo di vantaggio reale su terra, mare, aria o cyber lungo tutta la linea del fronte o nelle retrovie. Queste considerazioni, insieme ad altri fattori, non ultimo il modus operandi, rinforzano <strong>la mia convinzione che gli ucraini siano stati aiutati </strong>nella pianificazione e condotta dell’operazione da attori appartenenti a uno o più Paesi della Nato&#8221;.</p>



<p><strong>Perché è convinto che qualcuno abbia aiutato gli uomini di Kiev?</strong></p>



<p>&#8220;L’Operazione Spider Web non può essere unicamente farina del sacco ucraino per tutta una serie di motivi militari, logistici, tecnologici e geopolitici. Il <strong>primo fattore</strong> che mi viene in mente è la sua complessità tecnologica e operativa. Operazioni come questa, che comprendono incursioni coordinate, cyber-attacchi, sabotaggi a infrastrutture critiche e attacchi in profondità dentro il territorio russo, richiedono capacità tecnologiche avanzate, incluse:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Intelligence</strong> in tempo reale (satelliti, segnali elettronici, intercettazioni)</li>



<li><strong>mezzi</strong> per la guerra elettronica e cyber,</li>



<li><strong>logistica</strong> per infiltrare e mantenere in azione gruppi speciali in territorio ostile</li>
</ul>



<p>L’Ucraina, sebbene altamente capace e resiliente, non dispone autonomamente di tutte queste capacità — soprattutto in profondità nel territorio russo.</p>



<p>Il secondo fattore è legato al <strong>supporto d’intelligence occidentale</strong>. È noto che Stati Uniti, Regno Unito, Polonia e altri Paesi Nato forniscono <strong>supporto in tempo reale</strong> all’Ucraina. Stiamo parlando di <strong>Sigint </strong>(intelligence elettronica), <strong>Imint</strong> (intelligence da immagini satellitari), supporto cyber (attraverso strumenti della Nsa, Gchq, ecc.), tracciamento di High Value Target e High Pay-Off Target, in breve <strong>target militari</strong> di alta priorità. Questo tipo di operazioni richiede integrazione stretta tra i pianificatori militari ucraini e fonti Nato. Da soli, gli ucraini non potrebbero mai portare avanti un’operazione così sofisticata in Russia.</p>



<p>Un altro fattore è l<strong>&#8216;addestramento e know-how occidentale</strong>. Non è un segreto che dalla guerra in Crimea del 2014 in poi, le<strong> forze speciali ucraine </strong>sono state<strong> </strong>addestrate in modo sistematico da Regno Unito, Stati Uniti e Canada. Alcuni operatori ucraini hanno ricevuto formazione avanzata in Inghilterra per quanto riguarda, ad esempio, ambienti marittimi e urbani, per operazioni non convenzionali e da dietro le linee nemiche. Tutto è ben documentato e facilmente reperibile in rete. Se <em>SpiderWeb</em> ha implicato sabotaggi, attentati mirati e incursioni coordinate in profondità, <strong>questa firma operativa rispecchia il know-how occidentale</strong>, in particolare quello britannico. A questo fattore si possono collegare le capacità logistiche “<strong>nell’ombra</strong>”. Per operazioni complesse servono <strong>reti logistiche clandestine</strong>, possibilmente basi di appoggio in Paesi terzi (ad esempio Georgia, Estonia, Kazakhistan, etc.), capacità di esfiltrazione. L’Ucraina ha mezzi limitati per costruire una tale infrastruttura da sola: è probabile che ci sia<strong> supporto di intelligence e logistica</strong> da parte di Paesi alleati&#8221;.</p>



<p><strong>E tutto questo è plausibile e privo di conseguenze?</strong></p>



<p>&#8220;<strong>Interesse strategico e “plausibile deniability”,</strong> nella nostra lingua &#8220;negabilità plausibile&#8221;, riguarda una questione delicata quanto interessante. L’Occidente ha evidenti interessi strategici nel danneggiare le capacità russe — anche sul suolo russo — ma <strong>senza coinvolgimento ufficiale</strong>. Appoggiando l’Ucraina e “<em>rimanendo nascosti</em>”, il Regno Unito o altri attori possono così &#8220;<em>testare</em>&#8221; capacità avanzate e valutare/testare/misurare quale possa essere la risposta russa, il tutto restando nella&nbsp; “<strong>zona grigia</strong>” sotto il livello di guerra aperta. Questo spiega anche perché operazioni sofisticate come <em>SpiderWeb</em> potrebbero essere ufficialmente <strong>Made in Kiev </strong>ma con cervello e muscoli occidentali dietro le quinte.</p>



<p>Ci sono dei<strong> precedenti storici </strong>e <strong>pattern già noti</strong>. Alcuni attacchi in Crimea e Belgorod, tra il 2022 e 2024, sono stati condotti da unità con<strong> equipaggiamento occidentale. </strong>Le azioni dei gruppi partigiani russi anti-Cremlino, come la <em>Legione Libertà della Russia</em>, sono state molto probabilmente coordinate da intelligence occidentali, secondo vari analisti. E se <em>SpiderWeb</em> segue lo stesso schema, è improbabile che sia un progetto “puro” ucraino. In estrema sintesi, è difficile per me credere che un’operazione simile&nbsp;sia stata interamente pianificata e condotta dalle sole forze ucraine, senza supporto straniero. Le impronte operative, l’impatto strategico, la sofisticazione tecnica e la logistica rimandano a un coinvolgimento significativo &#8211; anche se <strong>non dichiarato</strong> &#8211; da parte di potenze come Regno Unito, Stati Uniti o altri partner Nato&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="512" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/2025-06-06-ukraine-russia-spiderweb-attack-2217960197_0-1024x512.jpg" alt="" class="wp-image-476155" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/2025-06-06-ukraine-russia-spiderweb-attack-2217960197_0-1024x512.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/2025-06-06-ukraine-russia-spiderweb-attack-2217960197_0-600x300.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/2025-06-06-ukraine-russia-spiderweb-attack-2217960197_0-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/2025-06-06-ukraine-russia-spiderweb-attack-2217960197_0-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/2025-06-06-ukraine-russia-spiderweb-attack-2217960197_0-1536x768.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/2025-06-06-ukraine-russia-spiderweb-attack-2217960197_0.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Immagine satellitare dei bombardieri strategici russi distrutti dall&#8217;attacco condotto dall&#8217;Sbu nell&#8217;Operazione Spider Web</em></figcaption></figure>



<p><strong>A fronte tutto questo, crede che la reazione/azione dei russi proseguirà?</strong></p>



<p>&#8220;Mosca ha di fatto già reagito intensificando gli attacchi missilistici sul territorio ucraino. I russi stanno continuando ad avanzare lungo tutta la linea del fronte, mantenendo sotto forte pressione diverse zone del fronte. Non si tratta più di<strong> una questione di rappresaglia</strong> sul campo di battaglia.<strong> </strong>Quando uno Stato con capacità nucleare vede la sua <strong>posizione</strong> <strong>deterrente presa di mira</strong>, l&#8217;escalation diventa un<strong> imperativo politico</strong>. Putin ha ancora diverse carte da giocare, e la<em> risposta</em>&nbsp;più intelligente è stata puntare a dare un duro attacco missilistico nelle susseguenti 96 ore, mirando ad infrastrutture critiche di Kiev&#8221;.</p>



<p><strong>Ma questo può &#8220;bastare&#8221; a calmare gli animi dei falchi in Russia?&nbsp;I nuovi raid e le nuove manovre indicano una tendenza differente</strong>&#8230;</p>



<p>&#8220;Nessuno può dare una risposta credibile, seria e precisa a questa domanda, ad eccezion fatta della leadership al Cremlino. Tuttavia, molti, incluso il sottoscritto, si aspettavano una risposta ancora più “esemplare” da parte di Mosca. La ritorsione potrebbe arrivare con <strong>tempistiche e modalità diverse da quelle che immaginiamo</strong> in Occidente. Non faccio il &#8220;<em>tifo</em>&#8221; per questo, ovviamente. Ma a mio modesto parere, l&#8217;Ucraina ha oltrepassato un<strong> limite pericoloso</strong>. La stessa cerchia ristretta di <strong>Donald Trump</strong> aveva avvertito: &#8220;<em>Dopo l&#8217;attacco agli aeroporti russi, Kiev non è più un alleato, ma un attore imprevedibile</em>&#8220;.</p>



<p>Le dichiarazioni di generali e consiglieri americani suonano come una &#8220;macchia &#8221; per il presidente Zelensky. <strong>L&#8217;attacco agli aeroporti russi è stato una vittoria tattica per l&#8217;Ucraina, ma un fallimento strategico</strong>, almeno agli occhi della cerchia ristretta del leader americano Donald Trump. La retorica statunitense stessa era cambiata radicalmente. Kiev non è più un alleato per gli Usa, ma una potenziale minaccia alla sicurezza globale. Tra coloro che sono convinti che Kiev abbia <strong>commesso un errore</strong> e non abbia messo a rischio solo se stessa c&#8217;è anche il generale in pensione dell&#8217;aeronautica militare statunitense Blaine Holt. In diretta sul canale televisivo <em>Newsmax,</em> aveva sottolineato che l&#8217;attacco dei droni ucraini agli aeroporti in Russia ha colpito i bombardieri strategici coperti dal Trattato di riduzione delle armi strategiche del 2010. Il generale è sicuro che nessuno al comando militare russo creda che <strong>Kiev abbia agito senza l&#8217;aiuto dell&#8217;Occidente</strong>.<br><br>Le dichiarazioni di <strong>Holt non sono un caso isolato</strong>. In precedenza, l&#8217;ex consigliere di Trump <strong>Michael Flynn, Steve</strong> <strong>Bannon</strong> e il Rappresentante Speciale degli Stati Uniti per l&#8217;Ucraina Keith Kellogg avevano parlato di una <strong>brusca escalation</strong> e di <strong>&#8220;imperdonabile autoiniziativa di Kiev&#8221;</strong>. Flynn considera la possibilità che Washington non fosse stata avvisata dell&#8217;imminente attacco. &#8220;<em>Se è vero che il nostro presidente non è stato consultato e informato, allora non si tratta solo di una violazione del protocollo. È un insulto geopolitico. Se l&#8217;Ucraina è disposta a colpire con conseguenze strategiche senza avvisare la Casa Bianca, non siamo più alleati con problemi di coordinamento: siamo rivali</em>&#8220;. Il contesto teso è rafforzato da un recente articolo del<em> New York Times</em> che, citando l&#8217;entourage di Trump, sostiene che il presidente degli Stati Uniti definisce il capo del regime di Kiev, <strong>Volodymyr Zelensky</strong>, &#8220;un &#8220;badmen&#8221; che sta spingendo per una &#8220;guerra nucleare&#8221;. Tutto questo è una &#8220;macchia nera&#8221; diretta su Kiev. Gli Stati Uniti non perdoneranno nessuno che possa trascinarli in un&#8217;escalation nucleare, soprattutto a loro insaputa&#8221;.</p>



<p><strong>Nonostante l&#8217;ammassarsi di truppe russe attorno alla città di Sumy, e il proseguire dei raid su tutta l&#8217;Ucraina che potrebbero purtroppo avvalorare quanto appena detto e temuto, passiamo all&#8217;altro &#8220;fronte caldo&#8221;. Trova che ci siano delle analogie tra l’operazione Spider Web e la fase dell’operazione Rising Lion condotta dal Mossad in Iran?</strong></p>



<p>&#8220;Sì, ovviamente. Entrambe segnano una <strong>evoluzione della guerra asimmetrica</strong> moderna e ci sono diverse interessanti analogie tra&nbsp;l&#8217;operazione Spider Web&nbsp;condotta dall&#8217;Sbu e la parte dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/guerra/siti-nucleari-scienziati-ufficiali-dei-pasdaran-tutti-i-bersagli-delloperazione-leone-sorgente.html">operazione Rising Lion </a>affidata al <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/il-messaggio-spettrale-del-mossad-per-intimorire-i-generali-iraniani.html">Mossad</a>. A cominciare dalle <strong>infiltrazioni pazienti e clandestine</strong>: droni acquisiti (assemblati?) sul luogo e basi pre-posizionate dentro i due Paesi oggetto degli attacchi. Un altro elemento, conseguenza logica del primo, è principalmente l’<strong>uso di droni commerciali a basso costo</strong> per l’effetto sorpresa e per neutralizzare asset altamente strategici. Un terzo elemento comune è rappresentato dall<strong>’</strong>innovazione in termini di tattica e procedure: attacchi chirurgici su infrastrutture critiche <strong>senza ricorrere a forze convenzionali</strong> pesanti.</p>



<p>Un report cinese (EstremaRatioNews) ha coniato il termine <strong>“<em>Parasitic Warfare</em>”</strong>, descrivendo operazioni in cui opponent systems civili/infrastrutturali vengono convertiti, dalle <strong>spie</strong>, in piattaforme di attacco: in <strong>Spider Web</strong> i camion civili sono stati trasformati in lanciatori di droni all’interno della Russia; in <strong>Rising Lion</strong> è stato invece utilizzato un network di agenti Mossad per infiltrare droni e armi all’interno dell’Iran. Alcuni analisti suggeriscono che gli israeliani abbiano fatto loro il modello “<em>infiltrazione + attacco a distanza</em>” sperimentato con successo da Spider Web. Io credo invece che l’attacco israeliano sia stato pre-pianificato molto <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/dietro-loperazione-impossibile-mossad-iran-profili-uomini-2497734.html">tempo addietro</a>&#8220;.&nbsp;</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="465" height="372" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/1350.jpg" alt="" class="wp-image-475590" style="width:639px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/1350.jpg 465w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/1350-300x240.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 465px) 100vw, 465px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Commando del Mossad arma sistemi di precisione per colpire obiettivi sul territorio iraniano</em></figcaption></figure>
</div>


<p><strong>Per lei gli obiettivi strategici iraniani e la loro rete di difesa aerea sono stati sufficientemente compromessi dagli attacchi israeliani?</strong></p>



<p>&#8220;Dipende cosa si intende con “<em>obiettivi strategici iraniani</em>”. Se, cioè, questi obiettivi includono lo sviluppo del nucleare e/o di un&#8217;<strong>arma nucleare</strong>. Ma cominciamo dalla difesa aerea. Nel corso dell&#8217;attacco preventivo condotto nella notte tra il 12 e il 13 giugno, l’Israeli Air Force ha cercato la <strong>soppressione sistemica</strong> e il <strong>degradamento delle capacità di difesa aerea iraniane</strong>, conseguendo largamente una certa superiorità aerea operativa sull’intero teatro. Secondo quanto avevano riferito proprio i vertici militari israeliani, le fasi iniziali dell’operazione <em>Rising Lion</em> hanno previsto l&#8217;impiego coordinato di circa <strong>200 velivoli da combattimento</strong> che hanno condotto simultaneamente <strong>oltre 330 sortite </strong>su più di <strong>100 target ad alta valenza strategica ed operativa</strong>, dislocati in profondità sul territorio iraniano.</p>



<p>I target ingaggiati includevano: il <strong>complesso di arricchimento dell’uranio</strong> di <strong>Natanz</strong>, postazioni di comando e controllo delle forze armate iraniane, <strong>batterie radar a lungo raggio</strong> integrate nel sistema Iads, e <strong>lanciatori SAM</strong> appartenenti a piattaforme Sa5, Sa15 e sistemi autoctoni Bavar373.</p>



<p>L&#8217;operazione è stata coordinata tramite personale presente su suolo iraniano&nbsp;ma anche tramite l’attacco asimmetrico ad infrastrutture critiche di cui abbiamo parlato prima. L’intera manovra ha evidenziato un elevato livello di sincronizzazione tra asset per ciò che concerne l&#8217;<strong>Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione</strong> (Isr), piattaforme letali e assetti <strong>Elettronic Warfare</strong> (Ew), garantendo il degrado delle capacità di reazione e la proiezione di potenza a lungo raggio con profondità operativa&#8221;.</p>



<p><strong>Da veterano &#8220;operativo&#8221; sta descrivendo un&#8217;operazione di &#8220;successo&#8221;..</strong></p>



<p>&#8220;Secondo il mio parere, è molto probabile che la difesa aerea iraniana abbia subito un &#8220;bel colpo&#8221;. Ciò viene confermato anche dal quantitativo di <em>Full Motion Video</em>, <em>Weapon System Video</em> e<em> Cockpit Video </em>reso pubblico dall’Idf. Nessuno lascia volare i propri assetti aerei volentieri se la difesa aerea ostile non è considerevolmente degradata. Sparare numeri nel tentativo di <strong>quantificare in termini statistici il livello </strong>di quanto alcuni dei Target Set siano stati azzerati o degradati<strong> è compito difficile e richiede tempo</strong>. Chi ha gli strumenti e i sensori per stilare un’analisi precisa e dettagliata possibile, in genera <strong>lavora per i Governi interessati</strong>. Ne consegue che molte di quelle informazioni rimarranno senza dubbio classificate . C’è comunque un ultimo fattore da considerare:&nbsp;molti dei sistemi di lancio e i missili balistici iraniani vengono tenuti al riparo all’interno di tunnel scavati per anni all’interno delle montagne.&nbsp;</p>



<p>Per quanto riguarda il discorso dei siti iraniani usati per lo sviluppo della capacità nucleare, è diverso. Per <strong>Natanz, </strong>gli attacchi hanno molto probabilmente causato una <strong>significativa battuta d&#8217;arresto</strong> alla capacità dell&#8217;Iran di condurre attività di arricchimento in quello specifico sito.</p>



<p>Fino a prima dell’attacco statunitense su<strong> Fordow, </strong>dalle immagini in alta definizione acquisibili su Web (Maxar, Planet Lab), c’era evidenza di soli danni di lieve entità all&#8217;esterno del sito. Come sappiamo Fordow ospita un importante impianto per l’arricchimento dell’uranio.&nbsp;</p>



<p>I successivi <strong>attacchi lanciati dagli Stati Uniti</strong> nell&#8217;<strong>Operazione Midnight Hammer</strong> il 23 giugno, seguiti il giorno dopo da ulteriori attacchi israeliani, hanno molto probabilmente <strong>compromesso in modo significativo le capacità di conversione dell&#8217;uranio</strong>, di produzione di combustibile per reattori e di lavorazione dell&#8217;uranio arricchito dell&#8217;Iran in quel sito.</p>



<p>Occorre però <strong>giudicare con cautela</strong>: il semplice fatto che americani e israeliani abbiano voluto re-ingaggiare lo stesso sito diverse volte, evidenzia l’<strong>assoluta<a href="https://it.insideover.com/guerra/lintelligence-usa-sui-danni-inflitti-al-programma-nucleare-iraniano.html"> mancanza di dati incontrovertibili</a> </strong>per stilare una valutazione attendibile sulla funzionalità del<em> target</em>. Nessun analista BDA, acronimo di Battle Damage Assessment, il ruolo tecnico che si occupa proprio di questa parte essenziale della missione, suggerirebbe ad un decisore di <strong>re-ingaggiare un target</strong>, a meno che non diventi evidente di non aver alcun elemento/informazione/sensore utile a valutare che tutto sia andato come pianificato&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="582" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-30-alle-15.56.30-1024x582.jpg" alt="" class="wp-image-476165" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-30-alle-15.56.30-1024x582.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-30-alle-15.56.30-600x341.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-30-alle-15.56.30-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-30-alle-15.56.30-768x436.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-30-alle-15.56.30.jpg 1306w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Uno degli obiettivi iraniani selezionati dal Mossad durante l&#8217;Operazione Rising Lion</em></figcaption></figure>



<p><strong>Come esperto di procedure di &#8220;targeting</strong>&#8221; <strong>gli obiettivi selezionati dagli americani in Iran nell’operazione Midnight Hammer sono stati raggiunti e compromessi?</strong></p>



<p>&#8220;Se l’operazione americana mirava alla distruzione sistemica delle capacità nucleari iraniane colpendo i tre siti Fordow, Natanz e Isfahan la risposta è &#8220;<strong>No</strong>&#8220;. <strong>Natanz e Isfahan</strong> presentano entrambe danni alle strutture, ma mancano evidenze circa la distruzione totale delle centrifughe, spostate prudentemente in anticipo. Per quanto per ora emerso, e scevro dalla propaganda dell’uno o dell’altro, è molto probabile che il programma iraniano abbia incassato un altro &#8220;brutto colpo&#8221;. Quello senza dubbio. </p>



<p>Ma anche la<strong> <a href="https://it.insideover.com/guerra/lintelligence-usa-sui-danni-inflitti-al-programma-nucleare-iraniano.html">Defence Intelligence Agency</a></strong> ha immediatamente corretto il tiro, stimando in mesi, non anni come inizialmente riportato, la “<em>tempistica di recupero</em>” del programma nucleare iraniano nel suo complesso. Ripeto, stimare e quantizzare questo degrado in termini percentuali, è<strong> impresa impossibile</strong> ora, anche ai più esperti degli analisti.&nbsp;A meno che, qualcuno non abbia “<strong>risorse/fonti</strong>” giudicate attendibili all’<strong>interno dell’Iran</strong>&#8230;&#8221;.</p>



<p><strong>Se non lo sono stati, si attenderebbe “altri attacchi” da parte dei bombardieri americani, o possiamo concludere che d’ora in poi ci saranno solo “telefonate”?</strong></p>



<p>&#8220;Dal punto di vista militare, un <strong>secondo attacco</strong> è del tutto fattibile: lo avranno già pianificato come <strong>opzione di continuità operativa</strong>. Da pianificatore, posso dire con matematica certezza che i planner statunitensi terranno in piedi, e miglioreranno, in base agli eventi recenti, i <em>contingency plans</em> (piani di contingenza) sviluppati per l’Iran. Si tratta poi di capire, dal mio punto di vista, come evolveranno alcuni fattori&#8221;.</p>



<p><strong>Quali sono i fattori che ci avvicinano o allontano da questa opzione?</strong></p>



<p>&#8220;Principalmente 3. Quanto entusiasmo politico ci sia nel farsi ritirare dentro la questione iraniana dagli israeliani;&nbsp;se&nbsp;gli iraniani veramente hanno intenzioni di sviluppare e dotarsi di un’arma nucleare, e in ultimo, ad essere molto attenti circa l’attendibilità di una informazione come questa. In entrambi gli scenari, la volontà politico-strategica e intelligence giocheranno un ruolo chiave&#8221;.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/669293-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-476178" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/669293-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/669293-600x338.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/669293-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/669293-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/669293-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/669293.webp 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Immagini satellitari del sito nucleare iraniano di Fordow con evidenziati i possibili punti d&#8217;impatto delle bombe Mop</em></figcaption></figure>
</div>


<p><strong><em>Lo spionaggio e il ruolo svolto dall’intelligence sono sempre stati elementi affascinanti quanto decisivi per gli equilibri regionali e globali. Conoscere, analizzare, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei processi della diplomazia e nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa e dello Spionaggio, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;intelligence Usa sui danni inflitti al programma nucleare iraniano</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lintelligence-usa-sui-danni-inflitti-al-programma-nucleare-iraniano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2025 11:53:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[B-2 Spirit]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[Programma nucleare iraniano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=475629</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1272" height="872" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/B-2_Spirit_3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/B-2_Spirit_3.jpg 1272w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/B-2_Spirit_3-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/B-2_Spirit_3-768x526.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/B-2_Spirit_3-1024x702.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1272px) 100vw, 1272px" /></p>
<p> Secondo l'intelligence militare americana il programma nucleare iraniano sarebbe stato rallentato ma non bloccate. È credibile? </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lintelligence-usa-sui-danni-inflitti-al-programma-nucleare-iraniano.html">L&#8217;intelligence Usa sui danni inflitti al programma nucleare iraniano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1272" height="872" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/B-2_Spirit_3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/B-2_Spirit_3.jpg 1272w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/B-2_Spirit_3-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/B-2_Spirit_3-768x526.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/B-2_Spirit_3-1024x702.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1272px) 100vw, 1272px" /></p>
<p>Il programma nucleare iraniano è stato &#8220;rallentato&#8221; per diversi di mesi ma non &#8220;annullato&#8221;. Sarebbe questa la <strong>prima stima</strong> fatta da analisti e funzionari della <strong>Defense Intelligence Agency</strong>, l&#8217;agenzia di intelligence militare statunitense che ha studiato l&#8217;esito del raid condotto sui siti iraniani di <strong>Fordow</strong>, <strong>Natanz</strong> e<strong> Isfahan</strong>, tutti colpiti nella notte tra il 21 e il 22 giugno nell&#8217;<strong>Operazione Midnight Hammer</strong>.</p>



<p>Secondo il primo rapporto<em> classificato</em> che è stato redatto dall&#8217;intelligence statunitense, gli attacchi ordinati dal presidente <strong>Donald Trump </strong>contro gli impianti nucleari iraniani &#8211; un&#8217;operazione che, secondo il giornalista d&#8217;inchiesta Seymour Hersh, era <a href="https://mail.google.com/mail/u/0/?ogbl#inbox/FMfcgzQbfpMSLbxHsZvbGdsnpNzLzHZC">già sulla scrivania</a> del suo predecessore <strong>Joe Biden</strong> &#8211; avrebbero solo &#8220;<em>rallentato il programma di Teheran</em>&#8220;, forse di mesi, ma non lo hanno annullato, contraddicendo, secondo quanto scritto dal <em>Washington Post</em>, le roboanti affermazioni dell&#8217;inquilino della Casa Bianca che già nelle prime ore successive allo sgancio delle potenti bombe <strong>bunker buster</strong>, le 14 Massive Ordnance Penetrator sganciate dai bombardieri strategici, aveva definito la missione un &#8220;<em>grande successo militare</em>&#8220;. Mentre Trump parlava, <strong>i B-2 erano ancora sull&#8217;Atlantico</strong>, di ritorno alla loro base nel Missouri dopo un totale di 37 ore di viaggio: andata, sgancio e ritorno.</p>



<p>La prima valutazione del Defense Intelligence Agency sostiene la tesi che i danni provocati dalle <strong>14 bombe Gbu-57 Mop</strong> sganciate sui siti nucleari di Fordow, Natanz e Isfahan insieme a <strong>30 missili da crociera Tomahawk</strong> lanciati da un sottomarino emerso nel Mar Arabico hanno colpito con successo tutti gli obiettivi, ma non &#8220;<em>hanno distrutto i componenti principali del programma nucleare iraniano e probabilmente lo hanno rallentato di diversi mesi, non di anni</em>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rapporti d&#8217;intelligence, dubbi, ipotesi e fughe di notizie </h2>



<p>I rapporti diffusi dalla stampa statunitense, che si avvale di fonti anonime vicine agli apparati della difesa e dell&#8217;intelligence, affermano inoltro che &#8220;<em>l&#8217;Iran ha spostato diverse partite del suo uranio altamente arricchito dai siti nucleari prima che gli attacchi si verificassero e che le scorte di uranio non sono state toccate</em>&#8220;. Le centinaia di chili di <strong>uranio arricchito</strong> dall&#8217;Iran per quello che si ritiene essere un programma nucleari con scopi prettamente militari, e non civili, sarebbero dunque intatti e ben nascosti in altri siti segreti. Secondo l&#8217;<strong>Agenzia Internazionale per l&#8217;Energia Atomica</strong> si parla di &#8220;<em>400 kg di uranio arricchito al 60% di purezza</em>&#8220;. Una scorta comunque adeguata alla realizzazione di un&#8217;<strong>arma atomica</strong>. Aggiungendo che le componenti essenziali del programma nucleare di Teheran sarebbero<strong> distribuite in 30 siti </strong>&#8220;<em>alcuni riconosciuti e soggetti a ispezione da parte dell&#8217;AIEA, altri no</em>&#8220;.</p>



<p>Ora il dubbio è se le fonti stiano rivelando <strong>informazioni top-secret affidabili</strong> o <strong>viziate da interessi legati alla diffusione di dati fuorvianti</strong> per l&#8217;opinione pubblica statunitense e mondiale. Questo dal momento che è estremamente &#8220;difficile&#8221; constatare i danni di un sito sotterraneo con un altissimo livello di segretezza interna ed esterna. Anche per l&#8217;intelligence.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/maxar20after.jpg-1024x683.webp" alt="" class="wp-image-475632" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/maxar20after.jpg-1024x683.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/maxar20after.jpg-600x400.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/maxar20after.jpg-300x200.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/maxar20after.jpg-768x512.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/maxar20after.jpg.webp 1404w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Immagine satellitare reperibile in Open Source del sito di Fordow</em></figcaption></figure>
</div>


<p>La portavoce della Casa Bianca ha dichiarato:&nbsp;&#8220;<em>La fuga di notizie di questa presunta valutazione è un chiaro tentativo di sminuire il Presidente Trump e screditare i coraggiosi piloti da caccia che hanno condotto una missione perfettamente eseguita per annientare il programma nucleare iraniano</em>&#8220;. Aggiungendo: &#8220;<em>Tutti sanno cosa succede quando si sganciano quattordici bombe da 30.000 libbre perfettamente sui loro obiettivi: l&#8217;annientamento totale</em>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fordow sito impenetrabile o tomba?</h2>



<p>Per molti esperti e analisti, tuttavia, è da ritenersi &#8220;<em>quasi impossibile eliminare</em>&#8221; un&#8217;infrastruttura nucleare come <strong>Fordow</strong> &#8220;<em>solo bombardandola</em>&#8220;. Per questo, già la scorsa settimana si era parlato dell&#8217;ipotesi inauspicabile, e per certi versi impraticabile: un&#8217;operazione &#8220;<em>Boots on the ground</em>&#8220;. </p>



<p>Ciò che sembra essere confermato, è che i raid hanno comunque causato &#8220;<strong>danni immensi</strong>&#8221; al sito di Fordow, e che l&#8217;Iran non dovrebbe avere la capacità di rimettere in piedi il suo programma nucleare in tempi brevi. Secondo alcuni osservatori, primo il senatore democratico <strong>Mark Kelly</strong>, &#8220;l<em>&#8216;attacco potrebbe essere stato un successo tattico nel ritardare lo sviluppo nucleare dell&#8217;Iran</em>&#8221; ma potrebbe avere anche <strong>risvolti negativi</strong>. L&#8217;impiego delle bombe Mop potrebbe aver rivelato a Teheran &#8220;<em>cosa si può ottenere con le bombe &#8220;bunker-buster&#8221; statunitensi e, soprattutto, dove potrebbero rivelarsi inefficaci</em>&#8220;. Consentendo ai funzionari &#8220;<em>come fortificare al meglio le future installazioni</em>&#8220;.</p>



<p>Un&#8217;ipotesi anche questa, certo, ma non una certezza. Un&#8217;ipotesi da considerare come quella presentata da <strong>Seymour Hersh</strong>, che sostiene (e spesso non sbaglia) che il piano del Pentagono è sempre stato un altro, e che il programma nucleare iraniano potrebbe essere stato &#8220;<strong>sigillato</strong>&#8221; sotto un cumulo di macerie senza via di fuga. Né annullato, né rallentato dunque. Ma seppellito, come la <strong>tomba impenetrabile </strong>di un antico faraone e con la sua maledizione.</p>



<p><strong><em>Lo spionaggio e il ruolo svolto dall’intelligence sono sempre stati elementi affascinanti quanto decisivi per gli equilibri regionali e globali. Conoscere, analizzare, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei processi della diplomazia e nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa e dello Spionaggio, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lintelligence-usa-sui-danni-inflitti-al-programma-nucleare-iraniano.html">L&#8217;intelligence Usa sui danni inflitti al programma nucleare iraniano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Midnight Hammer: anatomia dell&#8217;attacco USA all&#8217;Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/midnight-hammer-anatomia-dellattacco-usa-alliran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Programma nucleare iraniano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1147" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/060430-F-5588D-949-633145915.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/060430-F-5588D-949-633145915.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/060430-F-5588D-949-633145915-600x358.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/060430-F-5588D-949-633145915-300x179.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/060430-F-5588D-949-633145915-1024x612.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/060430-F-5588D-949-633145915-768x459.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/060430-F-5588D-949-633145915-1536x918.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cerchiamo di spiegare dal punto di vista militare e politico l'attacco statunitense ai siti nucleari dell'Iran</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/midnight-hammer-anatomia-dellattacco-usa-alliran.html">Midnight Hammer: anatomia dell&#8217;attacco USA all&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1147" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/060430-F-5588D-949-633145915.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/060430-F-5588D-949-633145915.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/060430-F-5588D-949-633145915-600x358.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/060430-F-5588D-949-633145915-300x179.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/060430-F-5588D-949-633145915-1024x612.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/060430-F-5588D-949-633145915-768x459.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/060430-F-5588D-949-633145915-1536x918.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella notte tra il 21 e il 22 giugno, gli <strong>Stati Uniti</strong> hanno lanciato l&#8217;operazione “<strong><a href="https://theaviationist.com/2025/06/22/operation-midnight-hammer/">Midnight Hammer</a></strong>” per colpire tre installazioni nucleari iraniane. </p>



<p>Il capo di Stato maggiore della Difesa USA, generale <strong>Dan Caine</strong>, nella giornata di domenica 22 ha <a href="https://apnews.com/video/top-us-military-officer-describes-how-they-struck-iranian-nuclear-sites-a9a413e083a8412ea52759931b0c75e2">rilasciato una conferenza stampa</a> in cui, a grandi linee, ha spiegato come è avvenuta l&#8217;operazione militare. “Ieri sera, intorno alle 17:00 ora standard orientale (Eastern Standard Time), e poco prima che il pacchetto d&#8217;attacco entrasse in Iran, un sottomarino statunitense nell&#8217;area di responsabilità del U.S. Central Command (il comando per Asia Centrale e M.O. n.d.r.) ha lanciato più di due dozzine di missili da crociera d&#8217;attacco terrestre Tomahawk contro obiettivi chiave delle infrastrutture di superficie a Isfahan”, ha spiegato Caine. “Mentre il pacchetto d&#8217;attacco dell&#8217;operazione Midnight Hammer entrava nello spazio aereo iraniano, gli Stati Uniti hanno impiegato diverse tattiche di inganno, inclusi falsi allarmi, mentre gli aerei di quarta e quinta generazione si spingevano davanti al pacchetto d&#8217;attacco ad alta quota e ad alta velocità, sorvolando la zona per intercettare caccia nemici e minacce missilistiche terra-aria”. “Alle 18:40 ora standard orientale (Eastern Standard Time) &#8211; le 2:10 ora iraniana &#8211; il B-2 di testa ha sganciato due armi GBU-57 Massive Ordnance Penetrator (MOP) sul primo di diversi punti di mira a Fordow”, ha continuato il generale. “Come ha affermato il Presidente ieri sera, anche i bombardieri rimanenti hanno colpito i loro obiettivi, con un totale di 14 MOP sganciate contro due aree bersaglio nucleari (Fordow e Natanz n.d.r.)”. </p>



<p>Gli Stati Uniti hanno utilizzato in totale “<strong>più di 125 aerei</strong>” tra cui “bombardieri stealth B-2, numerose squadriglie di caccia di quarta e quinta generazione, decine e decine di aerei cisterna per il rifornimento in volo, un sottomarino lanciamissili e una gamma completa di velivoli da intelligence, sorveglianza e ricognizione, oltre a centinaia di professionisti addetti alla manutenzione e alle operazioni”. Nella fattispecie, sono stati usati <strong>7 B-2</strong>, <strong>30 aerei cisterna</strong> preposizionati lungo la rotta dei bombardieri nei giorni precedenti, <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-il-caccia-f-22-raptor.html">10 F-22</a></strong>, <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/programma-f-35.html">12 F-35</a></strong> e <strong>12 F-16</strong> che erano stati schierati di concerto con gli aerei cisterna nei giorni scorsi, così come F-15E e altri F-16 (tenuti in riserva). È possibile che i velivoli imbarcati sul CSG (Carrier Strike Group) della portaerei USS “Carl Vinson” che incrocia nelle acque del Mare Arabico/Golfo di Aden possano aver preso parte all&#8217;operazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quantificare i danni</h2>



<p>“Midnight Hammer” ha richiesto “<strong>mesi di preparazione</strong>” per una missione di bombardamento lunga 18 ore (i B-2 sono decollati dalla loro base Whiteman in Missouri) che ha richiesto diversi rifornimenti in volo lungo la rotta (dalle isole Azzorre sino al Mediterraneo), e il Pentagono riferisce che in totale sono state sganciate circa 75 armi a guida di precisione, tra queste <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/cose-e-come-funziona-la-mop-la-bomba-americana-distruggi-bunker.html">14 GBU-57 MOP</a></strong>. Considerando le 14 MOP e i 24-30 missili da crociera lanciati dal sottomarino incrociante nelle acque arabiche, ciò indicherebbe che i caccia del pacchetto d&#8217;attacco hanno impiegato tra le 31 e le 37 munizioni a guida di precisione per scopi <strong>SEAD/DEAD</strong> (<em>Suppression Enemy Air Defenses/Destruction Enemy Air Defenses</em>), contribuendo così a disarticolare il sistema di difesa aerea iraniano dopo gli attacchi israeliani, e probabilmente contribuendo alla sua totale eliminazione. </p>



<p>Ancora il generale Caine riferisce che “ci vorrà del tempo per quantificare i danni finali causati, ma le prime valutazioni dei danni indicano che tutti e tre i siti hanno subito danni e distruzioni estremamente gravi”. Osservando le foto satellitari Open Source diffuse su internet nelle ultime ore, sul sito di <strong>Fordow</strong> si notano almeno <strong>6 punti di impatto</strong> nella montagna che ospita al suo interno il secondo principale sito di arricchimento dell&#8217;uranio iraniano. Difficilmente si riesce a capire l&#8217;entità effettiva dei danni, ma si nota come uno dei versanti del rilievo sia leggermente deformato rispetto alle riprese effettuate precedentemente, segno di esplosioni sotterranee. Le strutture a <strong>Isfahan</strong> sono state duramente colpite e gli accessi all&#8217;impianto nucleare sotterraneo appaiono distrutti, come confermato domenica dall&#8217;Agenzia Internazionale per l&#8217;Energia Atomica (AIEA). Il sito di <strong>Natanz</strong>, il più importante sito iraniano di arricchimento dell&#8217;uranio, aveva già subito attacchi israeliani e sembra essere altrettanto duramente colpito, probabilmente dalle restanti MOP portate dai B-2. </p>



<p>Il BDA (<em>Battle Damage Assessment</em>) è però ancora problematico e sarà più chiaro solo nelle prossime settimane/mesi. Sappiamo che gli iraniani, dall&#8217;inizio della campagna aerea israeliana, hanno operato diversi camion sul sito di Fordow almeno 16 camion (tra il 19 e il 20 giugno). Sebbene non sia chiaro il motivo di questa movimentazione – potrebbero semplicemente aver portato terra per rinforzare il sito – alcuni ritengono che possano aver trasportato altrove materiale sensibile (centrifughe e/o uranio arricchito). In ogni caso, sebbene non si conosca la reale entità dei danni dell&#8217;attacco USA e dei bombardamenti israeliani, da quanto osservato possiamo affermare che il programma nucleare iraniano ha subito un duro colpo che potrebbe ritardarlo di mesi/anni, in quanto per mettere temporaneamente fuori uso un sito indurito come quello di Fordow, basterebbe colpire le prese d&#8217;aria del sistema di ventilazione, dei generatori, oppure gli ingressi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le frasi a effetto di Trump</h2>



<p>L&#8217;operazione “Midnight Hammer” ha mobilitato molte preziose risorse militari statunitensi: oltre ai 30 aerei cisterna, impiegare 7 bombardieri strategici B-2 significa aver impegnato <strong>quasi la metà della flotta da bombardamento strategico nucleare USA disponibile</strong> (7 su 17), senza considerare i due bombardieri usati come esca che sono volati verso le Hawaii e Guam. La lunga missione di bombardamento, la più lunga della storia dell&#8217;U.S. Air Force, sarebbe di per sé un forte segnale politico, ma è proprio l&#8217;aver impiegato tutte queste importanti e numerose risorse a chiarire che gli Stati Uniti intendono risolvere l&#8217;annosa questione del nucleare iraniano, e collateralmente il sostegno degli Ayatollah ai vari <em>proxy </em>in Medio Oriente, come gli <strong>Houthi</strong>, in tempi realisticamente brevi. </p>



<p>Il Segretario alla Difesa, <strong>Pete Hegseth</strong>, domenica sera <a href="https://www.politico.com/news/2025/06/22/severe-damage-pentagon-iran-strikes-00416557">ha dichiarato</a> che l&#8217;operazione militare si è conclusa, che gli Stati Uniti reagiranno a qualsiasi attacco diretto alle loro installazioni, e che Washington non intendeva perseguire un cambio di regime a Teheran. Il vice presidente J.D. Vance ha ribadito che gli USA non sono in guerra con l&#8217;Iran ma “col <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/quello-ce-sapere-sul-programma-nucleare-delliran.html">programma nucleare iraniano</a>” nella stessa giornata, ma oggi il presidente Donald Trump <a href="https://www.msn.com/en-us/news/world/trump-says-iran-may-need-regime-change/ar-AA1He2Ny">ha sibillinamente fatto intendere</a> altro quando dal social Truth ha detto che “non è politicamente corretto usare il termine &#8216;cambio di regime&#8217;, ma se l&#8217;attuale regime iraniano non è in grado di rendere l&#8217;Iran di nuovo grande, perché non dovrebbe esserci un cambio di regime???”.</p>



<p>Chi scrive ritiene quella di Trump semplicemente una delle tante <strong>frasi a effetto</strong> dettate dallo stile comunicativo dell&#8217;uomo, che ricordiamo non è un politico di professione ed è sempre stato abituato a una gestione molto personale dei rapporti internazionali, anche con gravi infrazioni del protocollo diplomatico. Gli USA, come accennato, non intendono, stante le attuali circostanze, impegnarsi in un lungo conflitto in Medio Oriente dovendo per forza aumentare la loro presenza – e influenza – nell&#8217;immenso <strong>scacchiere indo-pacifico</strong> al fine di contenere l&#8217;espansionismo e l&#8217;aggressività della Repubblica Popolare Cinese. Probabilmente, l&#8217;aver deciso di attaccare l&#8217;Iran in un unico, poderoso raid aereo, 8 giorni dopo l&#8217;inizio delle operazioni israeliane &#8211; e non immediatamente dopo o in concomitanza &#8211; è un altro segnale politico inviato a Teheran riguardante la volontà di non procedere nell&#8217;escalation e di tornare al tavolo delle trattative.</p>
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		<title>Raid di Israele e finte dell&#8217;Iran. Il conflitto è (anche) messa in scena</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/raid-di-israele-e-finte-delliran-il-conflitto-e-anche-messa-in-scena.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Apr 2024 09:27:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aviazione israeliana]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Programma nucleare iraniano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="904" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9945189-e1714352561444.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9945189-e1714352561444.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9945189-e1714352561444-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9945189-e1714352561444-768x361.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9945189-e1714352561444-1024x482.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9945189-e1714352561444-1536x723.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9945189-e1714352561444-2048x964.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo diverse fonti, l'Iran avrebbe nascosto i veri danni subiti dal raid israeliano. Gli attacchi dell'uno e dell'altro come test delle reciproche difese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/raid-di-israele-e-finte-delliran-il-conflitto-e-anche-messa-in-scena.html">Raid di Israele e finte dell&#8217;Iran. Il conflitto è (anche) messa in scena</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="904" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9945189-e1714352561444.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9945189-e1714352561444.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9945189-e1714352561444-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9945189-e1714352561444-768x361.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9945189-e1714352561444-1024x482.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9945189-e1714352561444-1536x723.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9945189-e1714352561444-2048x964.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Iran ha cercato di &#8220;coprire&#8221; gli effetti del raid israeliano del 19 aprile. Nel mirino erano radar e apparati suggerendo la tesi che Israele volesse &#8220;<em>saggiare</em>&#8221; le difese messe a protezione delle basi e degli impianti  dove Teheran porta avanti il suo temuto programma nucleare.</p>



<p>L&#8217;escalation in <strong>Medio Oriente</strong> non c&#8217;è stata. Neanche dopo l&#8217;attacco condotto da Israele per rispondere all&#8217;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/israele-deve-decidere-accontentarsi-difesa-eccellente-o-2309352.html">attacco missilistico</a> lanciato dall&#8217;Iran per &#8220;vendicare&#8221; l&#8217;uccisione del generale della <em>Forza Quds</em> individuato ed ucciso insieme al suo staff mentre si trovava nell&#8217;ambasciata iraniana di Damasco. I missili e i droni iraniani, lanciati da basi dislocate su territorio iraniano, ma anche in Iraq, Yemen, Libano e Siria, sono stati abbattuti nella loro quasi totalità prima di colpire i loro obiettivi, non provocando danni alle strutture civili e militari in Israele ad eccezioni di una base area nel Negev. Lo stesso, secondo le fonti iraniane, sarebbe stato l&#8217;effetto dell&#8217;attacco sferrato dagli israeliani la notte del 19 aprile. Delle immagini satellitari, tuttavia, dimostrerebbe il contrario.</p>



<p>Alcune<strong> </strong>immagini scattate da satellite prima e dopo pubblicate dall&#8217;<em>Economist</em> mostrerebbero però un evidente tentativo di <a href="https://www.economist.com/middle-east-and-africa/2024/04/24/how-iran-covered-up-the-damage-from-israels-strikes">nascondere i danni</a> dell&#8217;attacco israeliano, che avrebbe &#8220;attivato&#8221;, sempre secondo fonti iraniane, i sistemi di difesa aerea più sofisticati ma non avrebbe provocato danni e reazioni. Le immagini rivelano come l&#8217;Iran abbia sostituito il sistema di difesa aerea danneggiato nella base di Isfahan poco dopo l&#8217;attacco attribuito a Israele, con l&#8217;obiettivo di <strong>minimizzare l&#8217;entità dei danni</strong> e poter affermare che il raid israeliano era andato a vuoto. Rimane il dubbio sul perché i sistemi di difesa &#8220;attivati&#8221; non abbiano soppresso la minaccia imminente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un obiettivo non casuale</h2>



<p>Come <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/israele-ha-colpito-obiettivi-iran-ora-pericolo-escalation-2311260.html">risposta all&#8217;attacco</a> sferrato dagli iraniani pochi giorni prima Israele avrebbe lanciato &#8220;diversi missili balistici&#8221; dall&#8217;aria. I missili dovevano colpire una base aerea vicino al complesso nucleare di Natanz, a Sud di Teheran. Il sito in questione è stato descritto come parte fondamentale nel programma nucleare iraniano, ragione per cui è stata innalzata una rete di difese incentrate sul sistema antiaereo<strong> S-300</strong>, sistema missilistico di fabbricazione russa antecedente al più noto e temuto S-400, del quale si è spesso <a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-lincursione-israeliana-liraq-pensa-agli-s-400.html">parlato</a> negli scorsi anni. Nonostante lo schieramento dei sistemi difensivi, i missili israeliani sarebbero andati a segno e i <em>vettori</em> di lancio sarebbero tornati alla loro basi.</p>



<p>&#8220;Nuove immagini satellitari mostrano come l’Iran abbia salvato la faccia&#8221; facendo &#8220;marcia indietro&#8221;, hanno scritto sull&#8217;<em>Economist</em>, il noto settimanale d&#8217;informazione politico-economica&nbsp;britannica che spiega come gli iraniani, per minimizzare l&#8217;effetto dell&#8217;incursione, si siano &#8220;semplicemente&#8221; limitati a <strong>sostituire </strong>un<strong> radar della difesa aerea</strong> distrutto durante l&#8217;attacco con un apparato nuovo.</p>



<p>Nel giorno successivo l’attacco l’Iran aveva affermato di essere &#8220;stato attaccato da piccoli droni israeliani&#8221;. Droni che, secondo quanto riferito, sono stati &#8220;intercettati&#8221; e non avrebbero causato alcun danno. Secondo l&#8217;ex-funzionario dell’intelligence statunitense C. Biggers, ora impegnato presso la <em>National Geospatial-Intelligence Agency</em>, l’Iran ha &#8220;deliberatamente nascosto l’impatto del presunto attacco israeliano&#8221; al fine lasciar passare l&#8217;idea che il raid aereo &#8211; sia stato limitato all&#8217;impiego di droni, e non di <strong>aerei da combattimento</strong> come alcuni dati impliciti lasciano ipotizzare &#8211; non ha avuto successo. “È un caso di negazione e inganno suggerire che il sito sia ancora operativo”, ha detto l&#8217;esperto all’Economist. Dalle pagine del <em>Telegraph</em> viene invece reso noto che l’Iran ha spostato le sue batterie missilistiche lontano dal sito subito dopo l’attacco in previsione di un secondo attacco israeliano. Attacco che potrebbe essere lanciato al termine dell&#8217;importante ricorrenza ebraica della <em>Pèsach</em>, la pasqua ebraica che ricorda la liberazione del&nbsp;popolo ebraico&nbsp;dall&#8217;Egitto&nbsp;e l&#8217;esodo&nbsp;verso quella che venne definita la&nbsp;<em>Terra Promessa</em>; o che potrebbe non avvenire mai, lasciando il &#8220;regolamento&#8221; di conti per il raid di Damasco, con lo scambio di attacchi privi di grandi conseguenze del 14 e del 19 aprile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa può significare?</h2>



<p>Si ritiene che l&#8217;attacco israeliano, a lungo ponderato nella sua intensità e negli obiettivi da colpire con una forza &#8220;commisurata&#8221; all&#8217;attacco subito, sia stato appositamente orchestrato per dimostrare la capacità di Israele di &#8220;neutralizzare efficacemente i sistemi di difesa missilistica iraniani da una distanza considerevole&#8221;. Fungendo da <strong>avvertimento</strong> più che da vera azione offensiva. Il fatto che l&#8217;Iran abbia attivato i propri sistemi di difesa aerea collegati ai radar dimostra inoltre che la minaccia non potesse essere limitata a &#8220;piccoli droni&#8221; che non sono comunque stati abbattuti, dimostrando l&#8217;apparente &#8220;inefficacia&#8221; dei sistemi di difesa iraniani che non hanno mostrato nessuna prova di alcun tipo di abbattimento.</p>



<p>La decisione di colpire obiettivi attraverso un attacco chirurgico in un sito militare strategico come la base aerea di Isfahan, dove si ritenevano essere aerei ed elicotteri da combattimento dei Guardiani della Rivoluzione, parrebbe esser stata una specie di test: la dimostrazione della capacità di attaccare un sito ben protetto ed estremamente vicino ad un altro <strong>obiettivo strategico</strong> come il complesso nucleare di Natanz.</p>



<p>In questi giorni l&#8217;attenzione è tornata a focalizzarsi sul sanguinoso conflitto che si sta consumando all&#8217;interno della Striscia di Gaza, con l&#8217;assembramento di unità corazzate delle <strong>Forze di Difesa Israeliane</strong> (Idf) nei dintorni di Rafah come segnale di una imminente <a href="https://www.nytimes.com/2024/04/24/world/middleeast/israel-hamas-rafah-invasion.html">offensiva</a>. Per questo lo scontro Iran-Israele, dove non si sono manifestate ulteriori ostilità, è tornato dormiente. Ma ciò non vuole dire che le parti abbiano rinunciato a colpire l&#8217;avversario dopo aver effettuato quelle che per alcuni sono solo mere azioni dimostrative, e per altri azioni lanciate appositamente per rilevare dati sulle capacità di difesa del nemico, e colpire più duramente quando i vertici militari e politici lo riterranno necessario. La tensione in Medio Oriente resta alta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/raid-di-israele-e-finte-delliran-il-conflitto-e-anche-messa-in-scena.html">Raid di Israele e finte dell&#8217;Iran. Il conflitto è (anche) messa in scena</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Iraq 1981, bombe israeliane sulla centrale di Saddam. E domani in Iran&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/un-raid-sulle-centrali-nucleari-delliran-e-comunque-possibile-non-dimentichiamoci-di-osirak.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Apr 2024 05:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aviazione israeliana]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Programma nucleare iraniano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9945187.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9945187.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9945187-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9945187-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9945187-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel 1981 Israele bombardò una centrale nucleare in Iraq. Ecco come opererebbe se volesse farlo domani in Iran, con vantaggi e rischi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-raid-sulle-centrali-nucleari-delliran-e-comunque-possibile-non-dimentichiamoci-di-osirak.html">Iraq 1981, bombe israeliane sulla centrale di Saddam. E domani in Iran&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9945187.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9945187.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9945187-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9945187-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9945187-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pianificata con l&#8217;obiettivo di distruggere il reattore nucleare iracheno di Osiraq, l&#8217;<strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Babilonia">Operazione Babilonia</a></strong>, forse tra le più audaci missioni aeree del dopoguerra, venne lanciata sotto gli occhi dello stesso <strong>Iran</strong> che domani o tra una settimana potrebbe vedere i suoi siti nucleari finire nel mirino dei cacciabombardieri israeliani di ultima generazione. Gli stessi che potrebbero essere entrati in azione la notte tra il 18 e 19 aprile per &#8220;saggiare&#8221; le difese aeree nemiche e rispondere in qualche modo all&#8217;aggressione missilistica subita lo scorso 14 aprile.</p>



<p>I piloti che vi presero parte non hanno mai dimenticato come e quanto l’Iran avesse inavvertitamente giocato una parte fondamentale nel raggiungimento del<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Babilonia?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR3KPJ7kG9WDzNzlFZ8RadVn0gsKuuaF7yVO10JCW8g4PErOJJJNTfTOEGo_aem_AcSSrGawiU3BH25WPYFEQyMQSz7ks96VRr5DKVClKkW6_YrRBALHUJBgP5oNvFDnjsEtOqqe5jcEh8g04hzehlum#/media/File:Raidsuosiraq.gif"> successo del raid</a> che distrusse il sito nucleare di Saddam Hussein; e ancora oggi le intenzioni dello Stato Ebraico &#8211; almeno sulla carta &#8211; sembrano essere rimaste le stesse: eliminare sul nascere le capacità nucleare di ogni potenza avversaria che potrebbe cambiare gli equilibri del <strong>Medio Oriente</strong> e rappresentare una minaccia per Gerusalemme.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La strana questione degli aerei</h2>



<p>Al tempo, l&#8217;operazione ordinata dalla Knesset appena tre settimane prima delle nuove elezioni, fu condotta grazie all&#8217;acquisizione dei caccia <strong>F-16</strong>. Ottenuti da Israele per inattesa ironia del destino. Venendo considerata un vero e proprio atto di coraggio da parte dei piloti che non potevano contare su rifornimenti in volo e sistemi Gps che li guidassero sull&#8217;obiettivo nel cuore di uno stato avversario. Allora un solo errore di calcolo nella rotta, nella fase di attacco o di rientro, sarebbe stato fatale. Ma secondo gli israeliani: &#8220;I veri eroi dell&#8217;operazione non sono stati i piloti, ma coloro che presero quella decisione, una decisione molto difficile&#8221;. Contestualizzando quel momento, non molto diverso dall&#8217;attuale, il comandante della missione disse che&#8221;l’intero Medio Oriente era ostile&#8221; non minimizzando &#8220;il danno diplomatico&#8221; che poteva essere enorme. Ora la storia rischia di ripetersi con un livello di <strong>rischio</strong> analogo se non addirittura superiore a quello corso in passato?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Babilonia a Ocrchard, Israele non si è mai fermato</h2>



<p>L&#8217;attacco al reattore nucleare del tipo Osiride, frutto di un <strong>accordo con la Francia</strong> che Saddam Hussein aveva annunciato come &#8220;il primo passo concreto verso la produzione dell&#8217;<strong>arma atomica&nbsp;araba</strong>&#8220;, fu reso essenzialmente possibile da un colpo di fortuna raccolto da Israele: l&#8217;acquisizione dei moderni caccia di produzione statunitense <a href="https://it.insideover.com/guerra/f16-falco-israele.html">F-16 Fighting Falcon </a>che Washington avrebbe dovuto fornire all&#8217;Iran, se solo la rivoluzione islamica guidata dall’Ayatollah Khomeini non avesse rovesciato, nel 1979, la reggenza dello Scià dell’Iran Mohammad Reza Pahlavi, fedele alleato degli Stati Uniti. La salita al potere dell&#8217;ayatollah portò gli americani ad annullare l&#8217;accordo che prevedeva la fornitura di 75 aerei da combattimento F-16 che vennero presi <em>al volo</em> dallo Stato ebraico, guidato dal premier <strong>Menachem Begin</strong>. &#8220;Il fatto che i jet siano arrivati da noi a causa della rivoluzione iraniana è una delle più grandi ironie della storia&#8221; commentò anni dopo il pilota che aveva guidato il raid quel 7 giugno 1981.</p>



<p>Non era affatto chiaro se i caccia, una volta decollati dalla base di Etzion, sarebbero stati in grado di raggiungere un settore all&#8217;estremo oriente dell&#8217;Iraq, quasi al confine con l&#8217;Iran, dopo aver volato attraverso l&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>, per poi tornare sani e salvi. Le capacità di carburante degli otto F-16 e dei sei F-15 di scorta non garantivano al 100% la copertura di 1.600 chilometri di viaggio in volo radente (sotto i 45 metri di altitudine) con una corsa finale a massima velocità sull&#8217;obiettivo e ritorno. Il tutto da svolgere nello spazio aereo nemico. Eppure la missione raggiunse il suo obiettivo senza registrare perdite.<br><br>La distruzione del sito di Osirak e del sogno nucleare di Saddam Hussein venne <strong>condannata duramente</strong> dalla <strong>comunità internazionale</strong> e dall&#8217;Onu. In particolare modo dalla Francia, furiosa per aver perso il suo investimento nella costruzione della centrale nucleare irachena. La decisione di &#8220;agire&#8221; divenne nota come la <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-sansone-begin.html">dottrina Begin</a> &#8211; ancora oggi osservata &#8211; fondata sulla massima risolutezza nei confronti di ogni &#8220;leader arabo&#8221; che desiderando la &#8220;distruzione di Israele&#8221;.</p>



<p>La <strong>dottrina Begin</strong> riguardo alla soppressione di ogni minaccia rappresentata da un programma nucleare, fosse allo stato embrionale o avanzato, promosso da uno nemico di Israele è stata impiegata nuovamente con l&#8217;<strong>Operazione Orchard</strong>. Obiettivo: la distruzione di un reattore nucleare in <strong>Siria</strong>. La notte del<strong> 6 settembre 2007</strong> una formazione di dieci cacciabombardieri israeliani formata da versioni aggiornate di F-16 e F-15, questa volta scortati e supportati da velivoli spia per il comando, il controllo e il disturbo dei segnali elettronici, decollò per distruggere il sito nucleare di Al Kibar, dove il Mossad sospettava fosse stato avviato un programma per l&#8217;ottenimento di un&#8217;arma nucleare con il supporto della Corea del Nord. Al tempo entrò in azione l&#8217;<strong>Unità 8200</strong>, reparto speciale della servizio d&#8217;intelligence israeliano che entrerebbe in azione anche ora, secondo le opzione sul tavolo del Gabinetto di Guerra israeliano, riunitosi negli scorsi giorni per decidere come rispondere all&#8217;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/l-attesa-dell-iran-vendetta-israele-2309946.html">attacco</a> con droni e missili lanciato dall&#8217;<strong>Iran</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli obiettivi iraniani secondo la dottrina Begin </h2>



<p>Oggi un&#8217;operazione che mettesse nel mirino i siti nucleari iraniani dove secondo Israele è già arricchita una quantità di uranio sufficiente a produrre dalle 3 alle 5 bombe atomiche rudimentali, punterebbe tutto su un attacco chirurgico che coinvolgerebbe  una formazioni mista di <strong>caccia stealth</strong> di ultima generazione <strong>F-35 Adir</strong> scortati dalle ultimo aggiornamento del longevo quanto letale caccia F-15 Ra&#8217;mas. Ovviamente con l&#8217;appoggio di piattaforme per la guerra elettronica e conseguente disturbo di ogni segnale elettronico nemico.</p>



<p>I siti nucleari del programma nucleare iraniano, posti a oltre 2.000 km dal territorio israeliano (previa accoglienza di basi aeree alleate o conniventi,<em> ndr</em>) potrebbero essere <a href="https://www.nti.org/education-center/facilities/bushehr-nuclear-power-plant-bnpp/">Bushehr</a>, dove sono due reattori, l&#8217;impianto di conversione di Rudan o <strong><a href="https://www.corriere.it/speciale/esteri/2020/iran-natanz/">Natanz</a></strong>, dove sono gli impianti per<strong> l&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio</strong> e per la ricerca sulle tecnologie nucleari che rappresenta il nerbo del programma nucleare dell&#8217;Iran, a lungo monitorato delle intelligence internazionali e oggetto di interesse dell&#8217;Agenzia internazionale dell’Energia atomica (Aiea). Secondo i falchi di guerra israeliani l&#8217;aggressione missilistica lanciata dall&#8217;Iran &#8211; sebbene fallimentare &#8211; è stata &#8220;senza precedenti&#8221; e ha richiesto una reazione immediata che non ha riguardato alcun sito collegato al programma nucleare iraniano &#8211; sebbene la base aerea di Isfahan sia nelle vicinanze di un importante centro di ricerca e sviluppo.</p>



<p>L&#8217;idea che la finestra di tempo per fermare il programma nucleare iraniano che sta per ottenere la <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/liran-vicino-allatomica-unarma-nucleare-nelle-mani-degli-2309624.html">bomba atomica</a> &#8211; ragione per cui il governo israeliano dovrebbe &#8220;approfittare&#8221; per distruggere l&#8217;ennesima minaccia nucleare che potrebbe mettere in pericolo l&#8217;esistenza di Israele secondo la vecchia dottrina Begin non è stato ascoltata, almeno nella prima risposta di Israele all&#8217;attacco del 14 aprile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I rischi di un raid sul nucleare</h2>



<p>Accantonando per un attimo la reazione della comunica internazionale e dell&#8217;opinione pubblica, due enormi dubbi dovrebbero essere sottolineati e sollevati nell&#8217;ipotesi di questo scenario: il prima è che il rischio di impiegare <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/lf-35-azione-dallimpiego-anti-missile-israele-conferma-2235968.html">velivoli di ultima generazione</a> come l&#8217;F-35, unico <em>asset</em> furtivo capace di ingannare i radar avversari grazie alle sue capacità stealth, rappresenta un &#8220;rischio&#8221; nel caso gli iraniani riuscissero ad abbatterne uno senza distruggerlo nella sua interezza, poiché potrebbero &#8220;catturarne&#8221;<a href="https://it.insideover.com/guerra/parte-la-caccia-allf-35-nel-pacifico-ora-gli-stati-uniti-tremano.html"> segreti e tecnologie</a>. La seconda, strettamente connessa alla prima, è che la rete di difesa antiaerea dell&#8217;Iran, che può contare su sistemi d&#8217;arma di fabbricazione russa come l&#8217;S-300, rappresenterebbe un avversario valido quanto temibile per tutti gli altri caccia israeliani inviati in profondità nello spazio aereo nemico.</p>



<p>In ultimo avviso, che vengano impiegate bombe a caduta libera Mk.84 come nel caso di Osiraq, bombe guidate Gbu-27 come nel caso di Al Kibar, o nuovi <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-colpisce-ancora-la-siria-raid-a-su-di-damasco.html">missili da crociera</a> aviolanciabili della massima precisione, il bombardamento di un sito che abbia immagazzinato al suo interno un grande quantitativo di combustibile atomico rappresenta comunque una preoccupazione che va al di fuori dei concetti più volte espressi su <a href="https://www.nytimes.com/2024/04/17/world/middleeast/iran-israel-attack.html">azione-reazione</a> e riguardo le proiezioni di <strong>escalation</strong>, dal momento che isotopi e <strong>materiali radioattivi</strong> estremamente nocivi per non dire &#8220;letali&#8221; potrebbero essere rilasciati nell’atmosfera nell&#8217;immediato e in quantità maggiori a quelle fuoriusciti nella nota catastrofe di Chernobyl del 1986. Questo nonostante gli obiettivi in questione possano trovarsi in settori desertici e &#8220;isolati&#8221; rappresenta una grave minaccia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-raid-sulle-centrali-nucleari-delliran-e-comunque-possibile-non-dimentichiamoci-di-osirak.html">Iraq 1981, bombe israeliane sulla centrale di Saddam. E domani in Iran&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Sale la tensione tra Iran e Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/sale-la-tensione-tra-iran-e-israele</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Sep 2023 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[misure antiterrorismo Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Programma nucleare iraniano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-17.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-17.png 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-17-600x338.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-17-300x169.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-17-1024x576.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-17-768x432.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-17-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Tra un botta e risposta infuocate, le ostilità tra Tehran e Tel Aviv iniziano a preoccupare</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/sale-la-tensione-tra-iran-e-israele">Sale la tensione tra Iran e Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-17.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-17.png 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-17-600x338.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-17-300x169.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-17-1024x576.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-17-768x432.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-17-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-17.png" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/09/Tensione_tra_Iran_e_Israele.mp4"></video></figure>



<p>Sale di nuovo la tensione tra&nbsp;<strong>Iran&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>Israele</strong>, mentre il dossier nucleare continua a essere al centro di faticose, intense e sotterranee trattative tra Teheran e Washington con l’ausilio dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Scopri di più: <a href="https://it.insideover.com/guerra/lallarme-dei-servizi-israeliani-sulliran-puo-colpire-al-livello-piu-alto.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sale la tensione tra Iran e Israele</a></li>
</ul>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La mossa segreta degli Usa per fermare l&#8217;escalation nucleare in Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/mossa-segreta-usa-escalation-nucleare-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jun 2023 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa)]]></category>
		<category><![CDATA[denuclearizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Programma nucleare iraniano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1337" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615175629325_7cd196f759bb4f9c63fec62968a883ad-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615175629325_7cd196f759bb4f9c63fec62968a883ad-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615175629325_7cd196f759bb4f9c63fec62968a883ad-scaled-600x418.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615175629325_7cd196f759bb4f9c63fec62968a883ad-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615175629325_7cd196f759bb4f9c63fec62968a883ad-1024x713.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615175629325_7cd196f759bb4f9c63fec62968a883ad-768x535.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615175629325_7cd196f759bb4f9c63fec62968a883ad-1536x1070.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615175629325_7cd196f759bb4f9c63fec62968a883ad-2048x1426.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le trattative indirette e informali in corso tra Stati Uniti e Iran potrebbero scongiurare il rischio di una guerra nucleare – almeno per ora. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1337" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615175629325_7cd196f759bb4f9c63fec62968a883ad-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615175629325_7cd196f759bb4f9c63fec62968a883ad-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615175629325_7cd196f759bb4f9c63fec62968a883ad-scaled-600x418.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615175629325_7cd196f759bb4f9c63fec62968a883ad-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615175629325_7cd196f759bb4f9c63fec62968a883ad-1024x713.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615175629325_7cd196f759bb4f9c63fec62968a883ad-768x535.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615175629325_7cd196f759bb4f9c63fec62968a883ad-1536x1070.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615175629325_7cd196f759bb4f9c63fec62968a883ad-2048x1426.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Entrambi i governi negano apertamente di aver intavolato trattative per un accordo sul nucleare. Tuttavia, ufficiali iraniani, americani e israeliani confermano che gli incontri avvenuti nel corso della primavera nel Sultanato dell&#8217;Oman tra rappresentanti diplomatici di Washington e Teheran vertono proprio sul <strong>dossier nucleare</strong>. Sul tavolo molte carte: percentuali di arricchimento dell&#8217;uranio, revoca delle sanzioni, rilascio di prigionieri, minacce e ricatti. I nervi sono tesi su entrambi i fronti, e il rischio di un confronto militare a tutto campo non alletta nessuna delle due parti. Un <strong>negoziato informale</strong> potrà rimediare una distensione, almeno temporanea?  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un rapporto ad alta tensione</h2>



<p>Nel quadro generale fatto di pochi dati certi, molte variabili e diversi scenari illustrato dal <em>New York Times</em>, l&#8217;obiettivo urgente da parte americana è di raggiungere un accordo informale e non scritto – da alcuni denominato “<strong>cessate il fuoco politico</strong>” – per placare le tensioni tra i due Paesi nell&#8217;ottica di scongiurare il rischio nucleare. Infatti, la <a href="https://it.insideover.com/politica/occidente-stallo-iran-armi-nucleeari.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recente accelerazione </a>dell&#8217;Iran nell&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio ha avvicinato ulteriormente la potenza mediorientale alla creazione di una bomba atomica; la <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-via-piu-sicura-per-mosca-le-armi-iraniane-attraverso-il-mar-caspio.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fornitura di droni</a> armati avanzati a Mosca ha garantito alla Russia uno strumento fondamentale nella guerra intrapresa in Ucraina; il finanziamento di gruppi armati come Hamas e Hezbollah è costato numerose vittime tra le fila delle Idf israeliane, e la <a href="https://it.insideover.com/politica/proteste-iran-rivolte-repressione.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">brutale repressione delle proteste</a> popolari contro il governo scaturite dall&#8217;uccisione di Mahsa Amini ha fatto registrare un incremento senza precedenti di condanne a morte emesse contro i dissidenti politici e un inasprimento delle condizioni di vita della popolazione civile iraniana. </p>



<p>Tutti questi fattori hanno progressivamente <strong>isolato</strong> la Repubblica Islamica politicamente, e la dura condanna della Casa Bianca per queste iniziative ha reso ancora più tesa la relazione tra i due Stati, da lungo tempo ostili. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://it.insideover.com/iscriviti-alla-newsletter" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="150" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/strip_io_newsletter_digest.jpg" alt="" class="wp-image-393134" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/strip_io_newsletter_digest.jpg 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/strip_io_newsletter_digest-300x56.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/strip_io_newsletter_digest-768x142.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<p>I vaghi contorni delle trattative tracciati da tre ufficiali maggiori israeliani, uno iraniano e uno americano riflettono ora una tiepida <strong>ripresa dei rapporti diplomatici</strong> tra gli Stati Uniti e l’Iran ad un anno dalla fallimentare chiusura delle trattative per recuperare il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/tutto-quello-che-ce-da-sapere-sul-51-il-trattato-sul-nucleare-iraniano.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jcpoa</a>, l&#8217;accordo sul nucleare iraniano saltato nel 2018 per via del ritiro unilaterale degli Stati Uniti nel corso della presidenza Trump. In vigore, l’accordo aveva marcatamente limitato il programma nucleare iraniano in cambio della revoca di alcune sanzioni.</p>



<p>Proprio nel corso dei negoziati per recuperare l’accordo del 2015, l’Iran si era definitivamente rifiutato di incontrare direttamente ufficiali statunitensi. Solo alla fine del 2022, l&#8217;inviato speciale americano per l’Iran ha incontrato l’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite Amir Saeid Iravanil, mentre a inizio maggio il coordinatore per il Medio Oriente della Casa Bianca Brett McGurk si è recato a Mascate per partecipare alle <strong>trattative indirette</strong> mediate dagli Omaniti. Il ministro degli Esteri iraniano ha confermato che la delegazione inviata a Mascate includeva il capo negoziati nucleari di Teheran, Ali Bagheri Kani. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;interesse americano </h2>



<p>Secondo i diplomatici israeliani, che descrivono l&#8217;intesa come <strong>imminente</strong>, l’Iran potrebbe aderire ad un patto che preveda la sospensione delle attività di arricchimento oltre l’attuale livello di produzione, già pericolosamente vicino a quel fatidico 90% necessario a costruire un’arma nucleare (i dati comunicati ufficialmente da Teheran attestano un arricchimento al 60%, mentre a febbraio i tecnici dell&#8217;Aiea hanno rinvenuto prove di uranio arricchito all&#8217;83%). L&#8217;eventuale ottenimento del 90% vedrebbe la Casa Bianca obbligata a scatenare una risposta immediata, decisa e forte. </p>



<p>In aggiunta, l&#8217;Iran dovrebbe impegnarsi a porre fine agli <a href="https://it.insideover.com/guerra/bombe-stradali-attacchi-letali-iran-studia-offensiva-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>attacchi letali</strong></a> che mettono in pericolo il personale dell&#8217;esercito americano in Siria e in Iraq per mano dei <em>proxy </em>regionali di Teheran. Dovrebbe inoltre garantire di permettere un maggior controllo agli <strong>ispettori internazionali </strong>dell&#8217;Agenzia per il nucleare, e sospendere immediatamente la vendita di missili balistici e Uav alla Russia. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il tornaconto iraniano</h2>



<p>In cambio, l’Iran guadagnerebbe la garanzia di un <strong>allentamento delle sanzioni</strong> imposte dagli Stati Uniti, che da anni soffocano l&#8217;economia iraniana. Washington e i suoi alleati dovrebbero inoltre smettere di sequestrare il carico delle petroliere in uscita dal Golfo che trasportano <strong>petrolio iraniano</strong>, e dovrebbero impegnarsi a non cercare soluzioni punitive presso le Nazioni Unite o l’Aiea contro l’Iran per il suo programma nucleare.</p>



<p>Teheran potrebbe pretendere che gli Stati Uniti <strong>scongelino </strong>miliardi di dollari di <strong>asset iraniani</strong> depositati all&#8217;estero – il cui uso sarebbe limitato ad obiettivi umanitari –  in cambio del rilascio di tre <strong>prigionieri </strong>iraniani-americani, che secondo Washington sono ingiustamente incarcerati (con accuse di spionaggio e reati contro la sicurezza nazionale). Gli ufficiali americani sentiti dal <em>Nyt</em> non solo non hanno confermato il legame tra la scarcerazione dei prigionieri e lo sblocco dei fondi, ma hanno anche negato connessioni tra i prigionieri e gli affari nucleari. </p>



<p>È di questa settimana tuttavia un segnale che potrebbe indicare uno sviluppo in questo senso: gli Stati Uniti hanno concesso al governo dell&#8217;<strong>Iraq</strong> una <strong>deroga</strong> alle sanzioni per pagare 2,76 miliardi di dollari di debiti accumulati nei confronti dell&#8217;Iran per le forniture di gas ed energia elettrica. Rimane necessaria grande cautela: quando nel 2016 l&#8217;amministrazione Obama pagò 400 milioni di dollari all&#8217;Iran per rilasciare dei prigionieri americani e allentò la pressione delle sanzioni, il Presidente fu accusato da più parti di aver permesso il finanziamento di attività terroristiche. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La distensione a tutti i costi</h2>



<p>Alla conferenza stampa del 14 giugno Matthew Miller, il portavoce del dipartimento di Stato americano, ha affermato che “le voci su un accordo nucleare, temporaneo o meno, sono false e <strong>fuorvianti</strong>. La nostra policy primaria è assicurarci che l’Iran non ottenga mai un’arma nucleare. Siamo convinti che la <strong>diplomazia</strong> sia il modo migliore per raggiungere questo obiettivo, ma ci prepariamo a tutte le possibili evenienze&#8221;. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="668" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615180434417_7efe11e9c9bb965c0e40ccc84274c46b-1-1024x668.jpg" alt="" class="wp-image-400008" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615180434417_7efe11e9c9bb965c0e40ccc84274c46b-1-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615180434417_7efe11e9c9bb965c0e40ccc84274c46b-1-scaled-600x392.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615180434417_7efe11e9c9bb965c0e40ccc84274c46b-1-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615180434417_7efe11e9c9bb965c0e40ccc84274c46b-1-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615180434417_7efe11e9c9bb965c0e40ccc84274c46b-1-1536x1003.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615180434417_7efe11e9c9bb965c0e40ccc84274c46b-1-2048x1337.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230615180434417_7efe11e9c9bb965c0e40ccc84274c46b-1-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Parlando ad un gruppo di scienziati e ufficiali iraniani nel corso di una mostra sui risultati dell&#8217;industria nucleare a Teheran, la scorsa settimana l&#8217;ayatollah Ali Khamenei ha dichiarato che sarebbe pronto ad <strong>avallare</strong> un accordo con l’Occidente, a patto che l’infrastruttura nucleare iraniana venga mantenuta intatta. Il leader supremo ha poi aggiunto che è giusto che l&#8217;Iran conceda almeno un livello minimo di cooperazione con ispettori nucleari internazionali.</p>



<p>La riattivazione delle trattative potrebbe aver turbato gli osservatori di Tel Aviv, preoccupati dall&#8217;idea che nuove intese potrebbero ridurre la pressione economica occidentale sull’Iran o addirittura traghettare i due Paesi verso un più ampio accordo nucleare. Israele teme che una simile iniziativa garantirebbe nuova linfa vitale all’economia iraniana <strong>senza danneggiare</strong> le sue attività nucleari.</p>



<p>Nel breve periodo, l&#8217;obiettivo primario è quello di arginare un trend intimidatorio che sta mettendo le parti in conflitto in una posizione tale da obbligarle a rivalersi sull&#8217;avversario in una maniera drastica, che destabilizzerebbe lo status quo. <strong>Temporeggiare </strong>ora con un accordo lasco e flessibile concederebbe la possibilità di avvicinarsi senza l&#8217;acqua alla gola al tavolo delle trattative ufficiali, che dovrà – forse, un giorno – produrre un accordo sul nucleare solido, autorevole e duraturo. Inoltre, un accordo che abbia la forma di un&#8217;intesa piuttosto che di un trattato potrebbe bypassare la necessità di approvazione da parte di un congresso americano che è profondamente ostile all’Iran. </p>
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		<title>Il nucleare iraniano e il gioco del pollo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/occidente-stallo-iran-armi-nucleari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Apr 2023 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa)]]></category>
		<category><![CDATA[Programma nucleare iraniano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=393094</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230420162455594_db7b4c3c231f884d422a775e42f4e7ee-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230420162455594_db7b4c3c231f884d422a775e42f4e7ee-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230420162455594_db7b4c3c231f884d422a775e42f4e7ee-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230420162455594_db7b4c3c231f884d422a775e42f4e7ee-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230420162455594_db7b4c3c231f884d422a775e42f4e7ee-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230420162455594_db7b4c3c231f884d422a775e42f4e7ee-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230420162455594_db7b4c3c231f884d422a775e42f4e7ee-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel corso dell&#8217;ultimo mese, il tema del nucleare iraniano è tornato a preoccupare la comunità internazionale in seguito al rilevamento di nuovi livelli di arricchimento dell&#8217;uranio nei laboratori della Repubblica Islamica. Con l&#8217;accordo del 2015 sconfessato dall&#8217;ex presidente americano Donald Trump e mai più ripristinato, la collisione che si profila tra l&#8217;Iran e l&#8217;Occidente ricalca &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/occidente-stallo-iran-armi-nucleari.html">[...]</a></p>
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<p>Nel corso dell&#8217;ultimo mese, il tema del <strong>nucleare iraniano </strong>è tornato a preoccupare la comunità internazionale in seguito al rilevamento di nuovi livelli di arricchimento dell&#8217;uranio nei laboratori della Repubblica Islamica. Con l&#8217;accordo del 2015 sconfessato dall&#8217;ex presidente americano Donald Trump e mai più ripristinato, la collisione che si profila tra l&#8217;Iran e l&#8217;Occidente ricalca alla perfezione la dinamica del &#8220;<strong>gioco del pollo</strong>&#8221; delle relazioni internazionali, ma a ben vedere la situazione interna attuale apre nuove possibilità.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Teheran sempre più vicina all&#8217;arma nucleare</h2>



<p>Già a fine febbraio scorso, gli ispettori dell&#8217;Agenzia internazionale per l&#8217;energia atomica (Iaea) avevano individuato un quantitativo non specificato di <strong>uranio arricchito all&#8217;84%</strong>, il livello più alto mai trovato in Iran e di poco minore a quello necessario per realizzare un&#8217;arma nucleare (ovvero il 90%). Pochi giorni dopo la dichiarazione, l&#8217;Iran ha riconosciuto le accuse rivolte dall&#8217;agenzia tramite un canale media affiliato alle più alte sfere della teocrazia. Meno di un mese dopo si è pronunciato sulla questione anche il generale Milley, capo di stato maggiore degli Stati Uniti, dichiarando che &#8220;l&#8217;Iran potrebbe produrre materiale fissile sufficiente per una bomba in meno di due settimane, e un&#8217;arma nucleare<strong> entro alcuni mesi</strong>&#8220;. </p>



<p>Questi avvertimenti ravvicinati hanno ricordato nuovamente all&#8217;Occidente l&#8217;urgenza di affrontare il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/quello-ce-sapere-sul-programma-nucleare-delliran.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">programma nucleare di Teheran</a>, che era stato contenuto dall&#8217;accordo sul nucleare raggiunto a Vienna nel 2015 nel corso della presidenza Obama – il <strong>Piano di azione congiunto</strong>, Jcpoa&nbsp;– e dal quale gli Stati Uniti sono stati <strong>ritirati unilateralmente</strong> nel 2018 da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Donald Trump</a> per imporre nuove sanzioni a centinaia di aziende iraniane. In risposta all&#8217;iniziativa americana, l&#8217;Iran aveva a sua volta violato i termini dell&#8217;accordo, considerato a quel punto nullo, ricostituendo scorte di uranio e centrifughe ultra tecnologiche per accelerare la produzione e l’arricchimento di materiale fissile. </p>



<p>Svariati tentativi di resuscitare l&#8217;accordo sono stati promossi dai governi occidentali: in particolare l&#8217;Unione Europea, che <a href="https://www.tehrantimes.com/news/482500/Restoring-JCPOA-is-the-only-way-for-us-EU-s-Mora" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ritiene</a> che lo Jcpoa rimanga <strong>&#8220;l&#8217;unica via&#8221; </strong>per trattare il programma nucleare iraniano, ma anche gli Stati Uniti stessi con l&#8217;amministrazione Biden (la riapertura dei negoziati sul tema è stato un punto forte della campagna elettorale dell&#8217;attuale presidente) che pur dichiarando di aver de-priorizzato il dossier si rifiutano di dichiarare ufficialmente estinto l&#8217;accordo. I tentativi dell&#8217;Occidente non hanno tuttavia dato frutti a causa delle richieste massimaliste del governo di Ebrahim Raisi: prima tra tutte, l&#8217;immediata <strong>revoca di tutte le sanzioni</strong>, ma anche la richiesta di <strong>rimuovere</strong> il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica dalla lista americana delle <strong>organizzazioni terroristiche</strong> e la garanzia che nessun altro presidente americano seguirà i passi di Trump<strong> uscendo dal trattato</strong>. </p>



<p>Pur in assenza di un accordo, negli ultimi anni il programma nucleare di Teheran ha subito un&#8217;<strong>accelerazione notevole</strong>, di cui i mullah non fanno poi gran segreto.<em> Asia Times</em> riporta che recentemente, un media affiliato alle guardie della rivoluzione ha dichiarato che “per motivi razionali, l&#8217;Iran non può chiudere le porte ai metodi scientifici per dotarsi di una bomba”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il gioco del pollo </h2>



<p>Proprio la razionalità ha un ruolo fondamentale nel cosiddetto &#8220;gioco del pollo&#8221;, spesso utilizzato per inquadrare questioni nucleari. Fa parte della più ampia &#8220;<strong>teoria dei giochi</strong>&#8220;, utilizzata nell&#8217;ambito della politica internazionale per interpretare – e possibilmente prevedere – i comportamenti degli attori coinvolti prendendo in considerazione le loro preferenze, i vincoli strategici e la necessità di cooperare o competere tra loro. In particolare, il gioco del pollo prevede una competizione tra due giocatori antagonisti; per vincere devono indurre la controparte ad adottare un certo comportamento senza fare altrettanto. </p>



<p>L&#8217;esempio più utilizzato per dimostrare la dinamica è quello di una <strong>gara di coraggio </strong>tra due ragazzi che guidano la macchina sulla stessa strada, l&#8217;uno contro l&#8217;altro, e il primo che sterza perde. L&#8217;unico modo per vincere la gara è indurre l&#8217;altro a sterzare esercitando una <strong>minaccia credibile</strong>, ovvero <strong>fingersi irrazionali </strong>e disposti a morire nell&#8217;incidente pur di vincere. Ovviamente, se l&#8217;avversario non crede al bluff e continua a guidare dritto, entrambi i guidatori moriranno; l&#8217;unica speranza di vittoria sta proprio nel convincere l&#8217;altro della propria sicurezza, spaventandolo (di qui il <em>pollo</em>). La <strong>credibilità</strong> della minaccia è quindi fondamentale, e un modo per aumentarla è <strong>limitare la propria autonomia decisionale</strong>. Se uno dei due giocatori quindi blocca lo sterzo e lo fa sapere all&#8217;altro, questo potrà razionalmente scegliere di sterzare e perdere la gara (che è comunque meglio di morire). Chi ha bloccato lo sterzo a quel punto non potrà più scegliere se girare, e dovrà confidare nella razionalità dell&#8217;altro per non morire. </p>



<p>Il gioco del pollo è quindi riconducibile alla <strong>politica nucleare</strong> utilizzata dai Paesi che hanno a disposizione armi che potrebbero potenzialmente distruggere l&#8217;avversario. Lanciarsi dritti l&#8217;uno contro l&#8217;altro significa sviluppare il proprio programma nucleare e minacciare di utilizzarlo; bloccare lo sterzo e comunicarlo significa sospendere l&#8217;arricchimento e dare accesso ad ispettori internazionali per certificare la situazione, avvantaggiando però l&#8217;avversario, che potrebbe attaccare e distruggere i laboratori e compromettere la sicurezza del Paese. Riconducendo questa logica alla realtà, va però tenuto in conto che gli attori <strong>non agiscono</strong> in maniera <strong>perfettamente razionale</strong> e che normalmente in situazioni che comportano questo tipo di rischi i negoziati tendono a produrre compromessi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Guardare alla storia per prevedere le mosse dell&#8217;Iran</h2>



<p>Fin dalla rivoluzione del 1979, nei processi decisionali su questioni vitali, la leadership iraniana ha dimostrato di avere un <strong>approccio lento e cauto</strong>, seppur risoluto, anche a causa delle <strong>molteplici minacce</strong> interne ed esterne che ha dovuto affrontare in queste quattro decadi (la guerra con l&#8217;Iraq, le sanzioni internazionali). Già la decisione di sedersi al tavolo delle trattative con gli americani e altre potenze occidentali per siglare un accordo sul nucleare ha richiesto agli ayatollah dieci anni di attenta riflessione. Fino ad oggi, la lentezza del processo decisionale e la leadership restia a sviluppare un&#8217;arma nucleare &#8220;di nascosto&#8221; o completamente al di fuori di un accordo hanno giocato un ruolo importante nell’<strong>impedire la militarizzazione del programma nucleare</strong>. </p>



<p>Questi stessi limiti potrebbero aprire <strong>nuove opportunità</strong> per le potenze occidentali ora che si sovrappongono alle <strong>proteste interne</strong> scatenate dalla morte di Mahsa Amini sotto custodia della Polizia morale di Teheran nel 2022, ma anche alla rabbia del blocco occidentale per l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/guerra/droni-ai-russi-e-raid-a-isfahan-i-pasdaran-nel-mirino.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">invio di droni</a> in Russia per la guerra in Ucraina. Le insurrezioni interne represse duramente e le pressioni esterne hanno accelerato il declino della legittimità del regime nel Paese, e in particolare hanno causato l&#8217;imposizione di <strong>nuove sanzioni </strong>da parte della comunità internazionale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Nuovi scenari richiedono nuovi negoziati </h2>



<p>Se i leader dell&#8217;Occidente prendessero atto del fatto che un <strong>revival dell&#8217;accordo del 2015</strong> non godrebbe mai dei livelli di fiducia di quell&#8217;epoca (in cui aveva rappresentato una svolta epocale di apertura e distensione, oggi non più verosimile) e approfondissero invece il <strong>supporto economico e diplomatico</strong> alla popolazione civile iraniana, questo costituirebbe un chiaro segnale per Raisi: il regime degli ayatollah è minacciato non solo militarmente dall&#8217;esterno, ma anche dall&#8217;interno. </p>



<p>Come sottolinea<em> Asia Times</em>, a più riprese gli ufficiali iraniani hanno sottolineato che l&#8217;accordo sul nucleare non è carta straccia e che<strong> i negoziati proseguono</strong> (nonostante gli elementi più radicali chiudano totalmente al compromesso con l&#8217;Occidente): questo significa che la leadership iraniana <strong>non è disposta ad assumersi le responsabilità del ritiro dalle trattative,</strong> poiché questo danneggerebbe ulteriormente la vita economica del Paese, inasprendo di conseguenza l&#8217;opposizione interna. </p>



<p>L&#8217;occasione storica è unica: più si protraggono le contestazioni e l&#8217;instabilità del regime, più è probabile che questo sia disposto a prendere una <strong>decisione sul programma nucleare</strong>. Ma non per forza nella direzione di un nuovo accordo, perché i partecipanti a questo gioco sono umani, non perfettamente razionali. </p>
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		<title>L&#8217;Iran: &#8220;Possiamo avere l&#8217;atomica&#8221;. Ma ora si torna a parlare di negoziati</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/liran-possiamo-avere-latomica-ma-ora-si-torna-a-parlare-di-negoziati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Aug 2022 15:48:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Programma nucleare iraniano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220801174546132_1600597c215f02165a224837b96c47c3-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220801174546132_1600597c215f02165a224837b96c47c3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220801174546132_1600597c215f02165a224837b96c47c3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220801174546132_1600597c215f02165a224837b96c47c3-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220801174546132_1600597c215f02165a224837b96c47c3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220801174546132_1600597c215f02165a224837b96c47c3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220801174546132_1600597c215f02165a224837b96c47c3-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Iran può costruire la bomba atomica ma non ha, al momento, l&#8217;intenzione di farlo. Questo il messaggio lanciato da Mohammed Eslami, vertice dell&#8217;Organizzazione per l&#8217;energia atomica iraniana. Una dichiarazione che può essere letta sotto una duplice lente: da una parte come avvertimento nei confronti degli avversari regionali e internazionali, a partire da Israele, dall&#8217;altro lato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/liran-possiamo-avere-latomica-ma-ora-si-torna-a-parlare-di-negoziati.html">[...]</a></p>
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<p>Sotto il primo punto di vista, è chiaro che Teheran abbia tutto l&#8217;interesse, specialmente in questa fase, a mostrarsi in grado di produrre un proprio <strong>arsenale nucleare</strong>. Lo Stato ebraico ha più volte confermato la possibilità di colpire il territorio iraniano in caso di concreta minaccia di realizzazione di quest&#8217;arma. E l&#8217;ultima <a href="https://it.insideover.com/politica/biden-sbarca-in-medio-oriente.html">visita di Joe Biden in Medio Oriente</a> ha testimoniato la vicinanza degli Stati Uniti all&#8217;agenda israeliana pur ribadendo la volontà da parte dell&#8217;amministrazione democratica di trovare la via di un accordo. Ribadire il fatto di avere le capacità tecniche di possedere la bomba è comunque un segnale di potenziale minaccia.</p>
<p>Tuttavia, e qui c&#8217;è la seconda chiave di lettura, l&#8217;apertura sul fatto di non volere andare a fondo con il programma nucleare ha un significato particolarmente importante alla luce di alcuni eventi subito successivi. Il portavoce del ministero degli Esteri, <strong>Nasser Kanani</strong>, ha detto, come riporta <em>Irna</em>, che l&#8217;Iran ha &#8220;studiato attentamente&#8221; la bozza proposta da Josep Borrell per riprendere il negoziato. Ha parlato di speranza, che &#8220;è possibile che nel prossimo futuro saremo in grado di giungere a una conclusione sulla scaletta temporale dei negoziati&#8221;. E ha aggiunto che &#8220;probabilmente assisteremo a <strong>un nuovo giro di trattative</strong>&#8221; il cui esito però &#8220;dipende totalmente dalla determinazione della parte americana ad evitare discussioni divaganti&#8221;. Per l&#8217;Iran, almeno secondo le aspettative di Kanani, c&#8217;è ottimismo: &#8220;Non consideriamo i colloqui come una tattica ma come una seria strategia che porterà benefici a tutti i partecipanti&#8221;. Un approccio ribadito anche dal più importante negoziatore iraniano sul nucleare, Ali Bagheri Kani, che, <a href="https://www.al-monitor.com/originals/2022/08/iran-ready-conclude-nuclear-talks">come riportato da <em>Al Monitor</em></a>, ha scritto su Twitter di avere condiviso proposte &#8220;per aprire la strada a una rapida conclusione dei negoziati di Vienna che miravano a risolvere la complicata situazione causata dal ritiro unilaterale e illegale degli Stati Uniti&#8221;.</p>
<p>Insomma, di fronte alla minaccia rappresentata dalla possibilità di costruire un ordigno nucleare, l&#8217;obiettivo dell&#8217;Iran, in questo momento, è comunque dimostrare di essere pronto a giungere a un compromesso. La strada non è facile. I colloqui di Vienna sono in un pantano, eppure qualcosa si è mosso. E forse non casualmente proprio dopo la visita di Biden in Israele e Arabia Saudita e la visita di Vladimir Putin, qualche giorno dopo, a Teheran. La <strong>Russia</strong>, al pari di altre potenze, è coinvolta direttamente nei colloqui sul programma nucleare della Repubblica islamica. E se per un certo periodo il dialogo si è interrotto è anche stato dovuto all&#8217;ostilità crescente tra Washington e Mosca palesata durante il conflitto in Ucraina.</p>
<p>È stato proprio Biden, attraverso una nota pubblicata in queste ore dalla <strong>Casa Bianca</strong>, a dare delle indicazioni sul rinnovato impegno americano nel trovare un&#8217;intesa sul programma nucleare iraniano. &#8220;Attraverso la diplomazia &#8211; in coordinamento con i nostri alleati e partner regionali &#8211; abbiamo sviluppato una proposta per garantire un ritorno reciproco alla <strong>piena attuazione del piano d&#8217;azione globale congiunto</strong> per garantire che l&#8217;Iran <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2022/08/01/biden-usa-impegnati-per-evitare-iran-abbia-armi-nucleari_74107a69-eb1b-48ca-926c-a0a130bd0515.html">non acquisisca un&#8217;arma nucleare</a>&#8220;, ha detto Biden. Ma è chiaro che tutto questo comporta una premessa: per gli Stati Uniti, l&#8217;impegno è che l&#8217;Iran non arrivi a possedere l&#8217;atomica. Cosa che le parole di Eslami non esclude certo a priori. E per questo il segnale lanciato da Teheran è che in questo momento non si tratti più di discutere delle tecnologie per non avere la bomba, ma semplicemente di non metterle in atto.</p>
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