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	<title>Politicamente corretto Archives - InsideOver</title>
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	<title>Politicamente corretto Archives - InsideOver</title>
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		<title>La sinistra, il woke e la paura della propria ombra</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-sinistra-il-woke-e-la-paura-della-propria-ombra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 04:53:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Conte]]></category>
		<category><![CDATA[Politicamente corretto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1321" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giuseppe-conte.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="woke" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giuseppe-conte.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giuseppe-conte-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giuseppe-conte-1024x705.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giuseppe-conte-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giuseppe-conte-1536x1057.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giuseppe-conte-600x413.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una sinistra che abbia fiducia nelle proprie idee non avrebbe difficoltà a tenere insieme l'autocritica e i principi. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1321" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giuseppe-conte.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="woke" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giuseppe-conte.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giuseppe-conte-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giuseppe-conte-1024x705.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giuseppe-conte-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giuseppe-conte-1536x1057.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giuseppe-conte-600x413.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La polemica italiana sul “woke”, tutta interna alla sinistra, inizia dopo <a href="https://www.youtube.com/watch?v=SFwAnMLBSOw" type="link" id="https://www.youtube.com/watch?v=SFwAnMLBSOw">un’intervista</a> del 9 agosto ad <strong>Alexandria Ocasio-Cortez</strong>. È il volto più famoso, dopo <strong>Bernie Sanders</strong>, della corrente socialista del Partito Democratico, nonché quello più <em>pop,</em> più fotogenico e <em>social media-friendly</em>. Torniamoci un attimo, su quell&#8217;intervista, perché è da lì che sono nati molti malintesi: alcuni in buona fede, altri opera di annebbiatori professionali. Parlando con l&#8217;emittente Abc delle posizioni controverse della candidata progressista <strong>Francesca Hong,</strong> una che voleva abolire la festa del Ringraziamento e che descrive il suo avere un figlio bianco e metà asiatico come &#8220;essere in prossimità della bianchezza&#8221;, Ocasio-Cortez, insomma, si è resa conto di avere davanti un disastro in arrivo (Hong perderà, seppur di poco). Così ha citato un consigliere di Brooklyn, Chi Ossé, che aveva definito il “Woke 1” folle. Ha usato parole d&#8217;altri, dunque, ma facendole evidentemente sue.</p>



<p>Chi ha seguito o vissuto, come il sottoscritto, la realtà statunitense sa che la versione <em>beta</em> di quel modello di rivendicazione identitaria caratterizzata da un certo fanatismo puritano, dalle gogne e dalle tempeste di merda online &#8211; il cosiddetto <em>wokismo</em>, appunto &#8211; ha origini già negli anni di <strong>Barack Obama</strong>, nel post-<em>Occupy Wall Street</em>. Ma lo scopo con cui <strong>AOC </strong>sposta in avanti le lancette del fenomeno è molto preciso, e lo coglie bene, con <a href="https://www.leparoleelecose.it/sognando-un-woke-2/?fbclid=IwY2xjawT7AiFwZG9mAWV4dG4DYWVtAjEwAGJyaWQRMVlPeExheWpuWjJKbGI2Q1lzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEe-Nj-SiNY1W6sFlslMVZlYaxxVpyrJcWbDBgKp2hgoqp-Mptpa5ByXoxDDTQ_aem_AwrRxM-oK-KjMmnOm_NgFQ" type="link" id="https://www.valigiablu.it/dibattito-woke-italia-conte-ocasio-cortez/">molta carità</a>, il filosofo <strong>Mimmo Cangiano</strong>: l&#8217;espressione <strong><em>Woke</em> 1</strong> contiene una periodizzazione, perché presuppone un <strong><em>Woke</em> 2</strong>, cioè una ripartenza. Un salvataggio del proverbiale bambino dopo lo scarico dell&#8217;acqua sporca.</p>



<p>Quello di Ocasio-Cortez (da ora in poi: AOC) era un riferimento ironico, ma non troppo, agli <strong>eccessi del solo periodo 2020-21</strong>, ossia quello delle proteste dopo l’uccisione di <strong>George Floyd </strong>nel bel mezzo della pandemia di coronavirus, con Donald Trump a picco nei sondaggi: il periodo in cui hanno iniziato a diffondersi lo slogan <em>Defund the police</em> e la moda degli inginocchiamenti degli sportivi contro il razzismo sistemico.</p>



<p>Capite: AOC non può permettersi di dire esplicitamente che dieci anni di <em>woke</em> contengano errori madornali. Non può allargare troppo le maglie della sua ironia. E, del resto, non dice neppure che quelle battaglie dell&#8217;epoca del Covid fossero tutte sbagliate. Però le sminuisce: le definisce &#8220;dibattito accademico&#8221;. E spiega che in quel periodo si era ampliata la cosiddetta <strong>finestra di Overton</strong>, cioè l’insieme delle idee considerate accettabili nel dibattito pubblico, e che da quella fase erano nate anche discussioni e proposte politiche troppo radicali o impopolari, poi riviste dai candidati.</p>



<p>La frase &#8220;Woke 1 was crazy&#8221; è, di fatto, una piccola abiura dell&#8217;intero <em>wokismo</em>. Ma non è certo un&#8217;abiura di tutte le idee progressiste che si sono accompagnate a quel movimento. È un riposizionamento politico: Ocasio-Cortez ha cercato di comunicare che il Partito Democratico del 2026 non è quello del 2020, anche in vista delle sue ambizioni future, forse presidenziali.</p>



<p>Il fatto che in Italia la frase sia spesso riportata in modo più drastico, andando al succo in modo brutale (<em>Repubblica</em> l’ha trasformata in un presunto &#8220;dietrofront a sinistra&#8221;, mentre <strong>Matteo Renzi</strong> l&#8217;ha associata all’idea di scegliere tra diritti civili ed economia: un tema che nell’intervista non era stato posto in questi termini) ha spinto molti commentatori progressisti a un atteggiamento tutto reattivo, tutto sulla difensiva. Addirittura alcuni hanno sostenuto che quella frase AOC non l&#8217;avesse mai pronunciata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il woke all&#8217;italiana</h2>



<p>Una particolare dose di malafede si è vista quando nel dibattito si è inserito <strong>Giuseppe Conte</strong>, oggi leader di un Movimento 5 Stelle post-populista e decisamente più socialdemocratico di quello di Grillo delle origini. Con una lettera sul <strong><em>woke</em></strong> pubblicata da <em>Repubblica</em> e poi con un&#8217;intervista al <em>Foglio</em>, l&#8217;ex due volte premier è riuscito per la prima volta dopo mesi a svincolare l&#8217;opposizione dal dibattito sull&#8217;Ucraina. È un testo rozzo per chi si occupa di queste cose da anni con il gergo accademico della propria bolla, ma usa un linguaggio molto meno reazionario rispetto al M5S delle origini o alla media dell&#8217;elettorato italiano.</p>



<p>Si potrebbe persino dire che sia un intervento molto più conciliatorio sull&#8217;<strong><em>identity politics</em></strong> di quanto lo sia stato quello di <strong>Alexandria Ocasio-Cortez</strong>, nonostante sopravviva una forma di rancore progressista che si ostina a negare che <strong>AOC</strong> quella frase l’abbia detta davvero, o a sostenere che il <strong><em>woke</em></strong> in Italia non sia mai esistito. Come se un tentativo di adattare il linguaggio della sinistra americana alla fase politica attuale fosse un tradimento di qualsiasi istanza di lotta o il segno della trasformazione di chi ne parla in un opportunista.</p>



<p>Il <strong><em>debunking</em></strong> viene usato come <strong><em>gotcha moment</em></strong> per provare a chiudere la discussione. Secondo <a href="https://www.valigiablu.it/dibattito-woke-italia-conte-ocasio-cortez/" type="link" id="https://www.valigiablu.it/dibattito-woke-italia-conte-ocasio-cortez/">un articolo</a> del sito di giornalismo <em>Valigia Blu</em>, per esempio, le dichiarazioni di <strong>Alexandria Ocasio-Cortez</strong> sarebbero state gravemente distorte da una stampa italiana in malafede (che si presume abbia condizionato persino i <a href="https://x.com/Davide/status/2092004194328678519" type="link" id="https://x.com/Davide/status/2092004194328678519">titolisti</a> del <em>Guardian</em> o del <em>New York Times</em>) e la lettera di <strong>Giuseppe Conte</strong> non sarebbe altro che una variazione degli argomenti di <strong>Vladimir Putin</strong>. E come si fa a dire che il dibattito sullo schwa, i conduttori inginocchiati per George Floyd o i contratti editoriali a quattro zeri per certi &#8220;influattivisti&#8221; non siano stati una forma italiana, certo derivativa e forse limitata, di woke? Che certo convive, da noi, con i busti a casa La Russa o con <em>La Zanzara</em> di Cruciani e Parenzo: ma come si fa a sostenere che non ci sia stata, e non ci sia tuttora, un&#8217;ondata di quel tipo anche in Italia?</p>



<p>La verità è che una sinistra che abbia fiducia nelle proprie idee, che ricordi ancora come si dibatte e che non abbia paura persino della propria ombra non avrebbe difficoltà a tenere insieme l&#8217;autocritica e i principi. Basterebbe riconoscere che la sinistra identitaria degli ultimi anni aveva difetti strutturali gravissimi, i cui disastri possono essere superati senza diventare <strong>Diego Fusaro</strong>. Proprio come fa capire <strong>Alexandria Ocasio-Cortez</strong>, seppur con una buona dose di faccia tosta.</p>



<p></p>
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		<title>Starmer cede: perché ora il Regno Unito vuole davvero indagare sulle grooming gang</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/starmer-cede-perche-ora-il-regno-unito-vuole-davvero-indagare-sulle-grooming-gang.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2025 17:09:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sessuali]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sulle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1100" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tre ucraini arrestati per gli strani attentati contro Starmer" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-600x344.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-1024x587.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-768x440.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-1536x880.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo anni di silenzi e minimizzazioni, la Gran Bretagna si trova costretta a leccarsi una delle sue ferite più profonde: lo sfruttamento sistematico di minori da parte delle cosiddette “gang di adescamento” (grooming gangs in inglese) formate perlopiù da uomini di origine pakistana. La recente pubblicazione del rapporto Casey ha squarciato il velo dell’ipocrisia su &#8230; <a href="https://it.insideover.com/criminalita/starmer-cede-perche-ora-il-regno-unito-vuole-davvero-indagare-sulle-grooming-gang.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1100" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tre ucraini arrestati per gli strani attentati contro Starmer" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-600x344.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-1024x587.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-768x440.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-1536x880.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo anni di silenzi e minimizzazioni, la Gran Bretagna si trova costretta a leccarsi una delle sue ferite più profonde: lo <strong>sfruttamento sistematico di minori da parte delle cosiddette “gang di adescamento” (<em>grooming gangs </em>in inglese) formate perlopiù da uomini di origine pakistana</strong>. La recente pubblicazione del <a href="https://www.gov.uk/government/speeches/baroness-caseys-audit-of-group-based-child-sexual-exploitation-and-abuse">rapporto Casey </a>ha squarciato il velo dell’ipocrisia su un dramma durato troppo a lungo, tanto che il Governo di <strong>Keir Starmer </strong>non ha esitato ad annunciare l’avvio di un’indagine pubblica per consegnare i colpevoli alla giustizia. <a href="https://it.insideover.com/criminalita/uk-la-vera-storia-dei-violentatori-pakistani-che-il-governo-non-ha-voluto-indagare.html">In passato su queste colonne </a>vi avevamo raccontato dell’oliato meccanismo tramite il quale centinaia di ragazzine sono state prese per la gola con l’offerta di un passaggio fuori da scuola o il regalo di un vestito alla moda da orchi che le hanno poi rese <strong>schiave del sesso</strong>. L’opinione pubblica e le opposizioni, però, puntano il dito contro i laburisti in quanto accusati di aver sempre sminuito il fenomeno criminoso, vista l’origine straniera degli aguzzini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rapporto Casey: lo Stato e le vittime&nbsp;</h2>



<p>A gennaio 2025, la baronessa <strong>Louise Casey</strong> era stata incaricata di redigere un rapporto che facesse luce sulla vicenda delle gang di adescamento che dagli anni Novanta infestano i comuni nel Nord dell’Inghilterra. Oggi, Casey ha lanciato un grido d’allarme parlando di una <strong>cultura intrisa di “cecità, </strong><strong>ignoranza e pregiudizio&#8221;</strong> che ha contribuito alla spirale di violenze e al fallimento di ogni iniziativa potenzialmente in grado di proteggere giovani vite da quel mondo di orrori. La baronessa ha dichiarato di aver riscontrato, nei dati raccolti a livello locale in aree come Greater Manchester, West Yorkshire e South Yorkshire, una presenza significativamente elevata di sospetti di origine pakistana. Proprio sulla questione dell’etnia ha specificato: “Abbiamo scoperto che l&#8217;etnia dei responsabili viene tenuta nascosta e non viene ancora registrata per due terzi di loro, quindi non siamo in grado di fornire alcuna valutazione accurata sulla base dei dati raccolti a livello nazionale”. Il timore di condurre indagini riguardanti cittadini stranieri, secondo alcuni, comporterebbe il proliferare delle accuse di razzismo nella cui infamia nessuno degli inquirenti vorrebbe incappare.&nbsp;</p>



<p>Casey per sollecitare le autorità ad assumere un atteggiamento più risoluto ha elaborato una <strong>dozzina di raccomandazioni </strong>che prevedono l’introduzione dell’obbligo di registrare l’etnia e la nazionalità degli indagati nei casi di abusi su minori; un inasprimento della legge affinché qualsiasi rapporto sessuale con minori di 16 anni sia perseguito automaticamente come stupro; lo sviluppo di ricerche approfondite sulle cause dello sfruttamento, compresi i fattori culturali e l’influenza dei social media.&nbsp;</p>



<p>Dinanzi a uno spaccato di realtà così agghiacciante, l’autrice del rapporto ha aggiunto che che l<strong>e istituzioni pubbliche dovrebbero essere chiamate a rispondere per eventuali responsabilità</strong> nell&#8217;aver permesso che questi abusi venissero ignorati e restassero impuniti, al fine di saldare il debito che la società britannica ha nei confronti delle vittime.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La svolta (tardiva) di Starmer e le critiche delle opposizioni</h2>



<p>Il clamore dell’investigazione condotta dalla Casey non ha lasciato indifferenti i laburisti che fino a qualche tempo fa hanno sempre visto malamente un’indagine nazionale, preferendo che ad occuparsene fossero i consigli locali. A segnare il cambio di rotta ci ha pensato il premier Starmer che dal <a href="https://it.insideover.com/politica/g7-dietro-le-scintille-macron-trump-un-occidente-senza-strategia-dalliran-allucraina.html">G7 in Canada</a> ha dichiarato: “Ho letto ogni parola del rapporto di Casey, che rispetto profondamente, e accetto la sua raccomandazione. È la cosa giusta da fare”. A fargli eco sono state le parole della ministra dell’Interno Yvette Cooper, la quale ha annunciato che tutte le raccomandazioni del rapporto saranno accolte e si darà luogo a&nbsp; un’<strong>investigazione imperniata sulle mancanze delle istituzioni</strong>.&nbsp;</p>



<p>Nonostante i proclami, i conservatori di Kemi Badenoch e i sovranisti di Nigel Farage hanno accusato Downing Street di essersi mosso solo sotto pressione dell’opinione pubblica e in più ci si domanda come l’esecutivo possa reperire un ingente ammontare di risorse per far fronte agli oltre 1000 casi da esaminare.&nbsp;</p>



<p>L’inchiesta potrebbe portare un po’ di luce in fondo al tunnel degli orrori, con una risposta istituzionale forte e delle responsabilità da assumersi. Tuttavia, non si può ignorare che questa tragedia è figlia di decenni di complicità passiva, alimentata da un politicamente corretto strisciante che ha paralizzato le istituzioni nonostante i gravi crimini. L&#8217;incapacità di nominare il problema per ciò che era – un abuso sistemico – ha permesso che migliaia di giovani donne venissero sacrificate sull’altare della convenienza politica. Ora che le uova nel paniere della verità si sono rotte, la Gran Bretagna ha l’occasione di ricostruire la fiducia delle sue comunità, ma le ferite aperte da questa storia orribile ci metteranno del tempo a cicatrizzarsi.</p>



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		<title>Chi è Mark Carney, il nuovo premier tecnocrate, woke e anti-Trump del Canada</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/chi-e-mark-carney-il-nuovo-premier-tecnocrate-woke-e-anti-trump-del-canada.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 13:13:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra dei dazi]]></category>
		<category><![CDATA[Politicamente corretto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Canada ha un nuovo premier paladino del green, del woke e del capitalismo liberale che vuole fare l'anti-Trump.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-mark-carney-il-nuovo-premier-tecnocrate-woke-e-anti-trump-del-canada.html">Chi è Mark Carney, il nuovo premier tecnocrate, woke e anti-Trump del Canada</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;L&#8217;America non è il Canada. E il Canada non farà mai, mai, parte dell&#8217;America in alcun modo, forma o aspetto&#8221;. Con queste parole <strong>Mark Carney</strong>, nuovo primo ministro del Canada dal 14 marzo, ha salutato i militanti del Partito Liberale dopo le dimissioni di <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/canada-il-capolinea-di-justin-trudeau-progressista-di-facciata.html">Justin Trudeau</a></strong> dalla guida del Paese. Uomo d’affari, banchiere centrale e infine rappresentante delle istituzioni, Carney giunge a tenere le redini del Governo di Ottawa senza aver mai ricoperto una carica elettiva prima d’ora e dopo un’ondata di impopolarità che ha travolto i liberali i quali, per evitare <strong>il tracollo alle elezioni generali</strong> che si celebreranno in autunno, necessitavano di un cambio della guardia.&nbsp;</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/politica/il-tramonto-di-trudeau-dopo-dieci-anni-di-governo-il-canada-verso-il-voto.html">Dopo dieci anni di governo</a>, la stella di Trudeau della galassia liberal-progressista nordamericana ha cominciato a brillare meno dopo l’implementazione di una serie di leggi che hanno avuto un impatto negativo sulle classi popolari come la <em>carbon tax</em>. Punto di non ritorno per una rinnovata luna di miele tra Trudeau e la sua gente, secondo diversi analisti, è stato <strong>il blocco dei conti correnti dei camionisti scesi in piazza a protestare contro gli obblighi vaccinali</strong>, che ha dato l’immagine di un leader disposto a promuovere iniziative molto stridenti con l’idealtipo di democrazia. Date le circostanze, per i liberali Carney può essere un cavallo da corsa più performante per tagliare il traguardo delle elezioni, ma secondo i più scettici il neo premier sarebbe l’incarnazione di istanze ancora più radicali di quelle sposate da Trudeau e che hanno suscitato <strong>la reazione populista in Europa e in America</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla finanza alla politica, chi è Mark Carney</h2>



<p>Nato a Fort Smith, nei Territori del Nord-Ovest, Mark Carney si è laureato in Economia ad Harvard nel 1988, per poi proseguire gli studi a Oxford, ottenendo un master nel 1993 e un dottorato nel 1995. Il suo percorso professionale ha preso slancio con <strong>un’esperienza di oltre dieci anni in Goldman Sachs dove ebbe un ruolo chiave nella gestione della crisi finanziaria russa del 1998</strong>, un episodio che suscitò polemiche per il duplice coinvolgimento della banca d’affari come consulente e, al contempo, speculatore sul debito di Mosca.</p>



<p>Nel 2003, Carney ha fatto il suo ingresso nella <strong>Banca del Canada</strong> come vice governatore e dopo una breve parentesi al ministero delle Finanze è diventato presidente dell’istituzione nel 2008, proprio agli albori della crisi economica da cui gran parte del mondo non si è ancora ripreso. All’epoca Carney assurse agli onori della cronaca per essere il più giovane governatore della Banca centrale di uno dei Paesi del G20. Il suo prestigio internazionale crebbe ulteriormente quando, nel novembre 2012, fu scelto per guidare la Banca d’Inghilterra, diventando <strong>il primo governatore non nativo del Regno Unito</strong>. Durante il suo mandato si scagliò con veemenza contro la campagna a favore della Brexit.</p>



<p>Dopo l’esperienza britannica, Carney è tornato sulla sponda dell’Atlantico che gli ha dato i natali e qui è diventato prima consigliere per il clima alle Nazioni Unite per poi essere accolto alla corte di Trudeau come possibile sostituto dell’ex ministra delle Finanze <strong>Chrystia Freeland</strong>, dimessasi in polemica con l’allora premier proprio sulla postura da tenere rispetto alla <strong>guerra commerciale</strong> che gli Usa si apprestavano a inaugurare. Non sarà diventato ministro, ma Corney è riuscito in qualcosa di meglio espugnando il partito e giurando come 24esimo primo ministro di Carlo III (il Canada è membro del <em>Commonwealth</em> britannico).&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il contraltare a Trump&nbsp;</h2>



<p>Il rapporto tra il presidente degli Stati Uniti e il premier canadese non è mai stato idilliaco neanche in passato e non solo ora per via dell’<a href="https://it.insideover.com/economia/dopo-lacciaio-ecco-lalluminio-trump-alla-guerra-dei-dazi-per-rilanciare-lindustria-usa.html">introduzione dei dazi</a>. Nel 2018, un anno dopo l’insediamento di Trump e i primi effetti delle tariffe doganali, Carney dichiarò: &#8220;C&#8217;è una crescente possibilità che l&#8217;incertezza commerciale possa cristallizzare i rischi di lunga data di un brusco ritorno dei tassi di interesse a lungo termine, di una maggiore avversione al rischio e di un generale inasprimento delle condizioni finanziarie globali&#8221;.&nbsp;</p>



<p>A generare attrito tra i due non ci sono solo le differenze sui temi economici ma anche altro come le <strong>politiche <em>green</em></strong>. Durante un discorso a una conferenza sul clima a Glasgow, Carney affermò che tutte le decisioni finanziarie dovevano essere prese tenendo conto del cambiamento climatico in corso, mentre Trump aveva firmato l’uscita degli Stati Uniti dagli accordi di Parigi.&nbsp;</p>



<p>Se poi si parla di <strong>cultura <em>woke</em></strong>,&nbsp; i due sono su posizioni del tutto inconciliabili. L’amministrazione Usa sta conducendo una vera e propria <a href="https://it.insideover.com/politica/crisi-climatica-femminismo-diversita-tutte-le-parole-che-con-trump-non-devi-usare.html#google_vignette">crociata contro l&#8217;armamentario ideologico e lessicale del politicamente corretto</a>, Carney ha recentemente asserito che il Canada promuoverà sempre le politiche di inclusività a differenza di quanto accade al di là del confine.</p>



<p>Dato il retroterra ideologico di Carney, per i detrattori si tratta di un semplice tecnocrate prestato alla politica che sposa temi cari alle élite neoliberali ma piuttosto impopolari nella popolazione e dunque destinato a fare la stessa fine di Trudeau. Intanto, però, <strong>il Partito Liberale con la sua leadership sta risalendo nei sondaggi </strong>e accorcia la distanza con il  Partito Conservatore che rimane tuttavia il favorito. Il motivo? Le recenti esternazioni di Trump relative all’<strong>annessione del Canada come 51esimo Stato della federazione a stelle e strisce</strong> sono salite <a href="https://it.insideover.com/politica/con-i-suoi-dazi-trump-ha-fatto-nascere-una-forza-nuova-il-nazionalismo-canadese.html">in cima alla classifica delle preoccupazioni dei canadesi</a> e su di esse Carney sta facendo leva per racimolare consenso accusando gli Usa di voler distruggere il loro stile di vita.</p>
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		<title>Non si può più dire niente: come funziona la dittatura del politically correct nei media</title>
		<link>https://it.insideover.com/academy/non-si-puo-piu-dire-niente-come-funziona-la-dittatura-del-politically-correct-nei-media.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinapiumatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2023 09:07:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[cancel culture]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Politicamente corretto]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ehimetalor-akhere-unuabona-72doRdFx-Lo-unsplash-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ehimetalor-akhere-unuabona-72doRdFx-Lo-unsplash-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ehimetalor-akhere-unuabona-72doRdFx-Lo-unsplash-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ehimetalor-akhere-unuabona-72doRdFx-Lo-unsplash-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ehimetalor-akhere-unuabona-72doRdFx-Lo-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ehimetalor-akhere-unuabona-72doRdFx-Lo-unsplash-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ehimetalor-akhere-unuabona-72doRdFx-Lo-unsplash-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ehimetalor-akhere-unuabona-72doRdFx-Lo-unsplash-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Abbatte statue, censura favole, riscrive la Storia. Epura scrittori, professori, scienziati, comici non in linea con i suoi dettami. La mannaia del politically correct non risparmia nessuno. Nemmeno i giornalisti. Alfieri della nuova “religione” laica o vittime sacrificali, e sacrificabili, quando osano non essere conformi. L’autocensura politicamente corretta che ha travolto i media progressisti americani &#8230; <a href="https://it.insideover.com/academy/non-si-puo-piu-dire-niente-come-funziona-la-dittatura-del-politically-correct-nei-media.html">[...]</a></p>
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<p>Abbatte statue, censura favole, riscrive la Storia. Epura scrittori, professori, scienziati, <a href="https://www.theguardian.com/culture/2023/aug/15/edinburgh-venue-cancels-graham-linehan-event-complaints" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comici non in linea </a>con i suoi dettami. La mannaia del <em><strong>politically correct</strong></em> non risparmia nessuno. Nemmeno i giornalisti. Alfieri della nuova “religione” laica o vittime sacrificali, e sacrificabili, quando osano non essere conformi.</p>



<p>L’autocensura politicamente corretta che ha travolto i <strong>media progressisti</strong> americani culmina nel 2020, dopo l’omicidio dell’afroamericano George Floyd per mano della polizia. E non si ferma. Quello &#8211; dice<strong> Ruy Teixeira</strong>, politologo e fondatore di “The Liberal Patriot” &#8211; è servito solo come esempio del “razzismo strutturale” dell’America a “supremazia bianca”. “Le élite progressiste e le loro istituzioni si sono affrettate ad abbracciare l&#8217;idea che la razza sia il motore principale della disuguaglianza sociale e che tutti i bianchi debbano essere visti come privilegiati e tutte le &#8220;persone di colore&#8221; come oppresse”. Da risarcire per secoli di soprusi. Anche quando delinquono. Una narrazione con cui è vietato dissentire, altrimenti si è fuori.</p>



<p>Le teste che cadono sono tante e sono tutte illustri. A cominciare da James Bennet, capo della sezione “opinioni” del <em>New York Times</em>, costretto a dimettersi per aver pubblicato un editoriale del senatore Tom Cotton, favorevole all’impiego dell’esercito contro le frange violente delle <strong>rivolte pro neri </strong>che stavano devastando mezza America. Ad essere fatale a Stan Wischnowski, caporedattore del <em>Philadelphia Inquirer</em>, è un titolo: “Buildings Matter, Too” (anche gli edifici contano, ndr), che fa il verso a “Black Lives Matter”, vessillo delle rivendicazioni antirazziste.</p>



<p>Una <a href="https://harpers.org/a-letter-on-justice-and-open-debate/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lettera&nbsp;contro la <em><strong>cancel culture</strong></em></a>, firmata dalla giornalista del<em> N</em>YT <strong>Bari Weiss</strong>, segna la sua condanna. Assunta nel tempio del progressismo per riequilibrarne gli eccessi perché di centro-sinistra, si è dimessa <a href="https://www.bariweiss.com/resignation-letter" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stremata dal “clima tossico”</a> di una redazione che per essere “inclusiva” bullizza a colpi di tweet (“razzista”, “nazista”) chi non si prostra alla “nuova ortodossia” liberal.&nbsp;Donald G. McNeil, giornalista scientifico di punta, sempre del <em>New York Times</em>, viene linciato per una parola detta (l’epiteto tabù per eccellenza “nigger”), ignorando contesto e intenzioni dell’”oltraggio”. Si dimette. E questi sono soltanto i casi che hanno fatto più rumore riguardanti la questione razziale, sentita negli States più che altrove. </p>



<p>Autocensura ed <strong>epurazione</strong> dell’’”eretico” sono la norma anche quando si toccano le altre categorie “santificate” dall’ideologia <em>woke</em> (propria di chi si è risvegliato, <em>woke</em> in inglese, ed è consapevole dei propri privilegi e pregiudizi razziali da espiare): donne, appartenenti alla comunità LBGTQ+, disabili, migranti. Il punto di vista deve essere uno solo: a favore, incondizionato e acritico. Pena: la gogna. Che addita e fa terra bruciata attorno ai dissidenti, dall’ondata di purghe inflitte dalla dittatura del <em>politically</em> <em>correct</em>.</p>



<p>In un panorama mediatico in cui &#8220;il dibattito &#8211; dice <strong>Michael Lind</strong>, giornalista e cofondatore del think tank New America &#8211; è stato sostituito dall&#8217;assenso obbligatorio e le <a href="https://www.tabletmag.com/sections/news/articles/the-end-of-progressive-intellectual-life" target="_blank" rel="noreferrer noopener">idee sono state sostituite da slogan</a> che possono essere recitati ma non messi in discussione”, ad essere via via sacrificata è l’obiettività giornalistica. Al punto che un fatto diventa notizia se avvalora la narrazione <em>woke</em>, altrimenti viene bannato. </p>



<p>È il caso, sollevato da <strong>Federico Rampini</strong> in “Suicidio occidentale”, del giovane ricercatore piemontese Davide Giri, ucciso a New York da un pregiudicato afroamericano appartenente a Ebk, una delle gang più feroci del Queens. La notizia, nonostante la rilevanza, viene censurata dal <em>New York Times </em>perché stona con la retorica antirazzista sposata dalla testata. “L’interesse del quotidiano e il vigore investigativo messo in campo &#8211; scrive Rampini &#8211; sarebbero stati diversi se le parti fossero state rovesciate. Se cioè la vittima fosse stata afroamericana e l’omicida un bianco; […]. La tragedia sarebbe finita in prima pagina”.</p>



<p>Anche il principio dell’<strong>obiettività</strong> alla base di ogni giornalismo credibile<a href="https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/14648849231160997" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> si immola in nome del “grande risveglio” </a>e diventa “un concetto problematico che ha contribuito a emarginare i giornalisti non bianchi, escludendo le comunità di colore e nascondendo strutture di potere che giustificano lo status quo”.</p>



<p>Ora, però, la dittatura del <em>politically</em> <em>correct</em> sembrerebbe mostrare qualche crepa. Molti si sono resi conto che gran parte di ciò che facevano per compiacere l’<strong>ideologia <em>woke</em></strong> non aveva senso, o era dettato più dalla paura di essere epurati che da una reale convinzione. Non solo. “È diventato sempre più ovvio &#8211; nota Teixeira &#8211; che le persone che dovrebbero beneficiare del “risveglio” collettivo non sono d&#8217;accordo con alcune delle iniziative correlate”. Dalla campagna “Defund the police&#8221; per tagliare i fondi stanziati per la polizia (non apprezzata dagli elettori neri delle comunità infestate dalla criminalità) all’appello del giornalista afroamericano del <em>Wall street journal </em>Jason Riley, che ci ha scritto un libro: “Per favore, smettetela di aiutarci: come i liberali rendono più difficile il successo dei neri”.</p>



<p>Se il <a href="https://www.aei.org/op-eds/ruy-teixeira-asks-whether-america-has-reached-peak-woke/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“picco del wokismo”</a> pare passato almeno nella società, qualcosa si muove anche nel contesto di “morte cerebrale” del giornalismo Usa, polarizzato tra <em>woke </em>a tutti i costi e no <em>woke</em> a prescindere. “Ciò che sopravvive &#8211; <a href="https://www.tabletmag.com/sections/news/articles/the-end-of-progressive-intellectual-life" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rileva Lind </a>&#8211; oggi è costituito da un numero crescente di esiliati su Substack dal <strong>wokismo dell&#8217;establishment</strong> e da un numero crescente di dissidenti di sinistra, conservatori e populisti, alcuni dei quali si sono riuniti in nuove pubblicazioni come <em>American</em> <em>Affairs</em>, <em>Compact</em>, <em>The Bellows</em>, o più stravaganti come <em>Tablet</em>”.</p>



<p>Il cambio di passo si avverte anche negli avamposti della battaglia progressista. La <em>Cnn</em>, per smarcarsi dalle accuse di essere di parte e tornare a un approccio più obiettivo, si sta ricalibrando con programmi e <a href="https://www.theguardian.com/media/2022/jun/21/cnn-shifts-gears-from-partisanship-news-political-center" target="_blank" rel="noreferrer noopener">conduttori spostati più al centro</a>. Mentre <em>The Atlantic</em> ha pubblicato un articolo che mette in crisi uno dei <strong><a href="https://www.theatlantic.com/ideas/archive/2023/08/addiction-drug-policy-language-harm-evidence/674907/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dogmi della crociata liberal </a></strong>contro le parole: non ci sono prove &#8211; <a href="https://www.theatlantic.com/ideas/archive/2023/08/addiction-drug-policy-language-harm-evidence/674907/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si legge </a>&#8211; che un termine considerato “equo” o “offensivo” lo sia anche per quelle categorie che si vogliono tutelare. La <a href="https://nymag.com/intelligencer/2022/04/political-correctness-is-losing.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">conferma arriva da Ruben Gallego</a>, membro democratico del Congresso: &#8220;Quando noi politici latini usiamo il termine “latinx” (scelto dai liberal per definire gli americani di origini latine, <em>ndr</em>) è in gran parte per compiacere i progressisti ricchi e bianchi convinti che lo usiamo anche tra di noi&#8221;.&nbsp;</p>



<p>Se il fervore <a href="https://nymag.com/intelligencer/2022/04/political-correctness-is-losing.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>politically</em> <em>correct</em> sembra perdere i colpi</a>, <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-alla-sinistra-woke-non-scalda-il-gop-cosi-trump-ha-fermato-lascesa-di-desantis.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la guerra alla cultura <em>woke</em> non tira più </a>neanche a destra, dove è chi punta sul <a href="https://nymag.com/intelligencer/2022/04/political-correctness-is-losing.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tema sicurezza a guidare i sondaggi</a>. Tutti segnali che in America, con la campagna per le presidenziali in corso, ci penserà la paura di perdere consenso a smorzare l’ideologia. Della politica, e dei media.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/non-si-puo-piu-dire-niente-come-funziona-la-dittatura-del-politically-correct-nei-media.html">Non si può più dire niente: come funziona la dittatura del politically correct nei media</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;ideologia woke contagia anche i libri per bambini</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/lideologia-woke-contagia-anche-i-libri-per-bambini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2022 14:52:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[cancel culture]]></category>
		<category><![CDATA[Politicamente corretto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220603165215788_2831d409260087fcf57a9b5d257d3121-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220603165215788_2831d409260087fcf57a9b5d257d3121-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220603165215788_2831d409260087fcf57a9b5d257d3121-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220603165215788_2831d409260087fcf57a9b5d257d3121-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220603165215788_2831d409260087fcf57a9b5d257d3121-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220603165215788_2831d409260087fcf57a9b5d257d3121-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220603165215788_2831d409260087fcf57a9b5d257d3121-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I cari vecchi libri per bambini, soprattutto nel mondo anglosassone, vengono sostituiti dai nuovi prodotti &#8220;woke&#8221;, pensati per allevare una nuova classe di liberal-progressisti. Basta con la vecchia letteratura per ragazzi, che riportava i vecchi schemi della società &#8220;patriarcale&#8221; del razzismo &#8220;strutturale&#8221; e sistemico della nostra società. Ora i nuovi libri per bambini esaltano l&#8217;ambientalismo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/lideologia-woke-contagia-anche-i-libri-per-bambini.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/lideologia-woke-contagia-anche-i-libri-per-bambini.html">L&#8217;ideologia woke contagia anche i libri per bambini</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220603165215788_2831d409260087fcf57a9b5d257d3121-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220603165215788_2831d409260087fcf57a9b5d257d3121-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220603165215788_2831d409260087fcf57a9b5d257d3121-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220603165215788_2831d409260087fcf57a9b5d257d3121-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220603165215788_2831d409260087fcf57a9b5d257d3121-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220603165215788_2831d409260087fcf57a9b5d257d3121-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220603165215788_2831d409260087fcf57a9b5d257d3121-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I cari vecchi libri per bambini, soprattutto nel mondo anglosassone, vengono sostituiti dai nuovi prodotti &#8220;woke&#8221;, pensati per allevare una nuova classe di liberal-progressisti. Basta con la vecchia letteratura per ragazzi, che riportava i vecchi schemi della società &#8220;patriarcale&#8221; del razzismo &#8220;strutturale&#8221; e sistemico della nostra società. Ora i nuovi libri per bambini esaltano l&#8217;ambientalismo gretino, il <strong>progressismo meticcio e multiculturale</strong>, la &#8220;diversità&#8221; Lfgbtq: chi non si piega ai nuovi dogmi, soprattutto negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, viene emarginato, e così gli editori fanno gara a pubblicare il prodotto più progressista e politically correct possibile. Basti pensare che, negli Usa, i libri per bambini tra più noti sono, ad esempio W<em> is for Welcome: A Celebration of America&#8217;s Diversity &#8211; </em>libro che celebra l&#8217;immigrazione in America &#8211; e a <em>One of a Kind, Like Me / Único Como Yo</em>, che esalta invece la diversità di genere.</p>
<h2>I libri per bambini? Sempre più woke e progressisti</h2>
<p>Come si legge nella descrizione pubblicata sul web, quest&#8217;ultimo racconta come Danny, alla viglia della parata della scuola, &#8220;sappia esattamente cosa sarà: <strong>una principessa</strong>. La mamma lo sostiene al 100% e corrono al negozio dell&#8217;usato per trovare il suo costume. È quasi l&#8217;ora di chiusura: Danny troverà il costume dei suoi sogni in tempo? <em>One of A Kind, Like Me / Único como yo</em> è una dolce storia sull&#8217;amore incondizionato e sulla bellezza dell&#8217;individualità. È un libro unico che solleva i bambini che non si adattano agli stereotipi di genere e riflette il potere di una comunità amorevole e solidale&#8221;. C&#8217;è poi <em>A for Activist</em>, il manuale del futuro progressista: libro &#8220;scritto e illustrato per la prossima generazione di progressisti: famiglie che vogliono che i loro figli crescano in uno spazio che non si scusa per l&#8217;attivismo, la giustizia ambientale, diritti civili, diritti Lgbtq e tutto ciò in cui gli attivisti credono e per cui combattono&#8221;.</p>
<p>Oltre a questi titoli evidentemente pregni di ideologia, negli ultimi anni c&#8217;è stata anche una proliferazione di biografie politiche dedicate a un pubblico giovanissimo, inclusi libri illustrati su <strong>Obama o Mandela</strong>, oltre a quello sul giudice latino Sonia Sotomayor e persino sulla ex senatrice di estrema sinistra, Elizabeth Warren. E quelli dedicati ai politici conservatori? Non esistono o sono difficili da trovare. È un dato che la dice lunga su chi sta vincendo questa vera e propria &#8220;guerra culturale&#8221; fra liberal e conservatori.</p>
<ul>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3N6VAnm">La cancel culture esiste, ed è un problema</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3lXmBh7">La furia della cancel culture contro i Padri Fondatori</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3lYsR8g">I crociati del politicamente corretto</a></strong></li>
</ul>
<h2>Antirazzismo e diversità di genere</h2>
<p>La &#8220;razza&#8221; è uno dei temi prediletti dagli scrittori &#8220;woke&#8221;. Nel suo libro del 2019 <em>How To Be an Antiracist</em>, lo storico Ibram X. Kendi spiega cosa significa essere &#8220;antirazzisti”&#8221;nell’America di oggi. &#8220;L’unico rimedio alla discriminazione razzista è la discriminazione antirazzista. L’unico rimedio alla discriminazione passata è la discriminazione presente. L’unico rimedio alla discriminazione attuale è la discriminazione futura&#8221; scrive Kendi. Nel 2020 lo studioso dell&#8217;antirazzismo ha pubblicato <em>Antiracist Baby, </em>testo nel quale afferma che ai bambini viene &#8220;insegnato a essere razzisti o antirazzisti, non c&#8217;è neutralità&#8221;. In tutto il libro, Kendi suggerisce ai lettori di &#8220;concentrarsi sulla razza, parlare di razza e persino assicurarsi di &#8220;confessare le idee razziste che a volte esprimiamo&#8221;.</p>
<p><a href="https://capitalresearch.org/article/woke-childrens-books-indoctrinating-the-next-generation-of-radicals/">Come nota Scott Walker</a>, mentre i libri progressisti per bambini degli anni &#8217;70 &#8220;cercavano di promuovere la <strong>tolleranza</strong> di diversi punti di vista, razze, religioni e orientamenti&#8221;, quelli di oggi vogliono riscrivere completamente la cultura occidentale. &#8220;Il marito di Babbo Natale di <strong>Daniel Kibblesmith</strong> è un ottimo esempio. Nella sua storia di Natale, Babbo Natale è gay con un marito di nome David, il Polo Nord si sta riscaldando a causa del riscaldamento globale, Rudolf ha restrizioni dietetiche e gli elfi godo dei sindacati. Con riferimenti woke in quasi ogni pagina, l&#8217;agenda dell&#8217;autore è chiaramente la protagonista di questa storia, con qualsiasi tipo di spirito natalizio che assume un ruolo minore&#8221;.</p>
<h2>E i vecchi classici? Vittime della cancel culture</h2>
<p>E mentre i nuovi titoli &#8220;woke&#8221; conquistano le librerie, dall&#8217;altra i vecchi classici finiscono nel tritacarne della cancel culture. Per fare spazio al &#8220;progresso&#8221; serve liberarsi di ciò che è vecchio e vetusto e non rispecchia più i canoni della modernità. Come nota <em>Il Foglio</em>, In Canada, ad esempio, <em>Asterix il Gallo, Tintin il belga</em> e <em>Lucky Luke il cowboy</em> americano sono stati dati alle fiamme nelle scuole dell&#8217;Ontario. Sempre in America, il libro della serie di <em>Capitan mutanda</em> (80 milioni di copie vendute in tutto il mondo) è stato di recente ritirato dalle vendite in America e l&#8217;autore per bambini Dav Pilkey si è scusato per i suoi &#8220;dannosi stereotipi razziali&#8221;. Ma le cose in Inghilterra non vanno di certo meglio: qui, infatti, dalle biblioteche stanno scomparendo i libri per l&#8217;infanzia di <strong>Roald Dahl</strong> e classici come <em>Ali Babà e i quaranta ladroni</em>.</p>
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		<title>Così il mondo dell&#8217;intrattenimento si ribella alla dittatura &#8220;woke&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/cosi-il-mondo-dellintrattenimento-si-ribella-alla-dittatura-woke.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jun 2022 06:35:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Politicamente corretto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1412" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602083437290_9ac40513869a1aadeaecfe547dea55d5-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602083437290_9ac40513869a1aadeaecfe547dea55d5-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602083437290_9ac40513869a1aadeaecfe547dea55d5-300x221.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602083437290_9ac40513869a1aadeaecfe547dea55d5-1024x753.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602083437290_9ac40513869a1aadeaecfe547dea55d5-768x565.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602083437290_9ac40513869a1aadeaecfe547dea55d5-1536x1130.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602083437290_9ac40513869a1aadeaecfe547dea55d5-2048x1507.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le grandi società statunitensi si stanno rendendo sempre più conto che seguire i dormi dell&#8217;ideologia &#8220;woke&#8221; non conviene. Accontentare una piccola fetta di spettatori fortemente ideologizzati, con la paura di finire nel mirino della cancel culture e dei relativi boicottaggi, non convince quella maggioranza silenziosa di americani che non intendono bersi la propaganda progressista sulle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/cosi-il-mondo-dellintrattenimento-si-ribella-alla-dittatura-woke.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/cosi-il-mondo-dellintrattenimento-si-ribella-alla-dittatura-woke.html">Così il mondo dell&#8217;intrattenimento si ribella alla dittatura &#8220;woke&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1412" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602083437290_9ac40513869a1aadeaecfe547dea55d5-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602083437290_9ac40513869a1aadeaecfe547dea55d5-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602083437290_9ac40513869a1aadeaecfe547dea55d5-300x221.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602083437290_9ac40513869a1aadeaecfe547dea55d5-1024x753.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602083437290_9ac40513869a1aadeaecfe547dea55d5-768x565.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602083437290_9ac40513869a1aadeaecfe547dea55d5-1536x1130.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602083437290_9ac40513869a1aadeaecfe547dea55d5-2048x1507.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le grandi società statunitensi si stanno rendendo sempre più conto che seguire i dormi dell&#8217;ideologia &#8220;woke&#8221; non conviene. Accontentare una piccola fetta di spettatori fortemente ideologizzati, con la paura di finire nel mirino della cancel culture e dei relativi boicottaggi, non convince quella maggioranza silenziosa di americani che non intendono bersi la propaganda progressista sulle minoranze. Il caso di <strong>Netflix</strong> è emblematico: &#8220;troppo woke&#8221; e &#8220;inguardabile&#8221; secondo Elon Musk, che aveva così definito la piattaforma streaming lo scorso aprile, quando il titolo azionario è crollato del 35,1% sulla borsa di New York a causa degli ultimi dati diffusi circa il calo delle sottoscrizioni ai servizi di streaming dell&#8217;azienda, pari a 200 mila unità in meno tra gennaio e marzo. Certo, il problema principale è &#8211; soprattutto &#8211; l&#8217;affiorare di una concorrenza sempre più spietata, partendo da Disney+ ed Amazon Prime Video fino a per Apple Tv, ma di sicuro i titoli &#8220;inclusivi&#8221; non hanno aiutato Netflix a superare le turbolenze (basti pensare al <a href="https://www.thesun.co.uk/tvandshowbiz/5782956/troy-fall-of-a-city-flops-as-just-1-6m-tune-in-to-bbcs-16million-bonkbuster/">flop fragoroso di Troy, Fall of a city&#8221;</a>, con il famoso Achille nero).</p>
<h2>Netflix sfida l&#8217;ideologia &#8220;woke&#8221;</h2>
<p>E così la società ha deciso di cambiare rotta, prima difendendo il celebre <strong>Dave Chappelle</strong> dalle accuse di &#8220;transfobia&#8221;, poi invitando i dipendenti a licenziarsi, se non gradiscono la nuova &#8220;linea editoriale&#8221; della piattaforma, che ora vuole premiare la libertà artistica, contro l&#8217;oppressione woke. Come già sottolineato dal <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/netflix-invita-ai-dipendenti-andarsene-se-si-sentono-offesi-2034439.html"><em>Giornale.it</em></a>, infatti, il gigante dello streaming  ha invitato i suoi dipendenti a lasciare l&#8217;azienda se si sentono offesi dai contenuti che Netflix sta producendo. L&#8217;azienda osserva che intrattenere il mondo è &#8220;un&#8217;opportunità straordinaria&#8221; e anche una sfida perché gli spettatori hanno &#8220;gusti e punti di vista&#8221; molto diversi. Il gigante dello streaming offre dunque una &#8220;varietà di programmi TV e film, alcuni dei quali possono essere provocatori&#8221;, si legge nella nuova sezione. &#8220;Per aiutare gli utenti a fare scelte informate su cosa guardare, offriamo valutazioni, avvisi sui contenuti e controlli parentali facili da usare&#8221;.</p>
<ul>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3N6VAnm">La cancel culture esiste, ed è un problema</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3lXmBh7">La furia della cancel culture contro i Padri Fondatori</a></strong></li>
<li><a href="https://bit.ly/3lYsR8g"><strong>I crociati del politicamente corretto</strong></a></li>
</ul>
<h2>La visione di Ted Sarandos in difesa della libertà</h2>
<p>L&#8217;ultimo a finire sulla graticola della correttezza politica<a href="https://variety.com/2022/tv/news/ricky-gervais-trans-jokes-netflix-special-supernature-1235275966/"> è il geniale Ricky Gervais</a>, che nel suo spettacolo <em>Supernature</em> in onda su Netflix ha deciso di non risparmiare nessuno dal suo caustico umorismo. Nemmeno quelle minoranze &#8211; transgender, Lgbtq- che si sentono intoccabili e non ammettono che un comico possa scherzare su di loro, per nessun motivo. Le battute di Gervais, manco a dirlo, sarebbero &#8220;transfobiche&#8221; e intolleranti, quando l&#8217;unica grave forma di intolleranza sembra essere proprio quella delle minoranze. Anche in questo caso <strong>Netflix</strong> ha deciso di difendere l&#8217;artista, segnando un&#8217;ulteriore inversione di tendenza rispetto al passato. In un&#8217;intervista rilasciata al <a href="https://www.nytimes.com/2022/05/28/style/ted-sarandos-netflix.html"><em>New York Times</em></a>, il ceo di Netflix, <strong>Ted Sarandos</strong>, ha affermato che i comici possono testare i confini solo &#8220;attraversando il limite ogni tanto&#8221;. Ha poi aggiunto: &#8220;Credo che sia molto importante per la cultura americana in generale garantire la libertà di espressione. Abbiamo in programma prodotti per molte persone diverse che hanno opinioni diverse e gusti e stili diversi. Vogliamo qualcosa per tutti, ma non tutto sarà per tutti&#8221;.</p>
<p>Il capo di Netflix ha aggiunto che la decisione di continuare a lavorare con Chappelle non è stata difficile. &#8220;Dave è, in ogni caso, il comico della nostra generazione, sicuramente il comico più popolare di Netflix&#8221;, ha detto entusiasta. &#8220;Nessuno direbbe che quello che fa non è premuroso o intelligente. Semplicemente puoi non essere d&#8217;accordo con lui&#8221;. Una presa di posizione fondamentale a difesa della libertà d&#8217;espressione, sempre più minacciate dalla follia progressista, quella dei libri spediti al rogo, delle statue che vengono vandalizzate e buttate giù, del totalitarismo della cultura della cancellazione. &#8220;Se censuriamo negli Stati Uniti, come difenderemo i nostri contenuti in medio oriente?&#8221; si chiede infatti Sarandos. Una questione di libertà di espressione e di parola perché come scrive Andrea Indini su <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/difendere-oggi-chappelle-e-gervais-significa-difendere-2039005.html?fbclid=IwAR2fy60O0oRci4czYCBz51eYyPHB0tdJa9klwPhhgyjzlsWFihc_FRmxLms"><em>IlGiornale.it</em></a>, difendere oggi comici, come <strong>Dave Chappelle</strong> o <strong>Ricky Gervais</strong>, significa difendere la nostra libertà di domani.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La statua di Margaret Thatcher bersaglio della cancel culture</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/la-statua-di-margaret-thatcher-bersaglio-della-cancel-culture.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2022 11:18:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[cancel culture]]></category>
		<category><![CDATA[Politicamente corretto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=359335</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30798885-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30798885-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30798885-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30798885-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30798885-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30798885-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30798885-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Primo ministro britannico dal 1979 al 1990, Margaret Thatcher può piacere o meno ma la sua rimane una delle figure più significative del secolo scorso. La sua politica liberista e libertaria volta alla deregulation del settore finanziario e alla privatizzazione delle società statali, oltre alla riduzione dell&#8217;influenza dei sindacati, la rendono, ancora oggi, una figura &#8220;divisiva&#8221; &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/la-statua-di-margaret-thatcher-bersaglio-della-cancel-culture.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30798885-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30798885-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30798885-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30798885-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30798885-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30798885-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30798885-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Primo ministro britannico dal 1979 al 1990, <strong>Margaret Thatcher</strong> può piacere o meno ma la sua rimane una delle figure più significative del secolo scorso. La sua politica liberista e libertaria volta alla <em>deregulation</em> del settore finanziario e alla privatizzazione delle società statali, oltre alla riduzione dell&#8217;influenza dei sindacati, la rendono, ancora oggi, una figura &#8220;divisiva&#8221; agli occhi di molti, ma nessuno può negare il carisma senza tempo della &#8220;Lady di Ferro&#8221; nata a Grantham il 13 ottobre 1925 e morta l&#8217;8 aprile 2013.</p>
<p>Ed è proprio nel cuore della sua città natale, Grantham, che ora sorge una statua che ricorda la figura di &#8220;Maggie&#8221;. La statua si trova nel parco di St Peter&#8217;s Hill, a pochi metri da quella dedicata a Sir Isaac Newton, e a due passi da un museo dove una sezione è dedicata proprio all&#8217;ex Primo ministro e dal market un tempo di proprietà della sua famiglia. Per una città industriale come Grantham, nel Lincolnshire, il museo è l&#8217;attrazione principale e attira turisti da tutto il mondo, giunti in città per conoscere la storia e le radici di &#8220;Maggie&#8221;.</p>
<h2>La statua dedicata alla Lady di Ferro vandalizzata nella sua città Natale</h2>
<p>Eretta poco lo scorso 15 maggio, nella giornata del 30 maggio la scultura dedicata alla <strong>Thatcher</strong> da 300 mila sterline è stata <strong>imbrattata con vernice rossa </strong>e una falce e martello, dipinta sulla recinzione che la proteggeva. È solo l&#8217;ultimo, <a href="https://www.bbc.com/news/uk-england-lincolnshire-61625497">come riferisce la <em>Bbc</em></a>, degli episodi di vandalismo registrati in poco meno di due settimane contro il monumento dedicato alla Lady di Ferro. Poche ore dopo la sua installazione, <strong>Jeremy Webster</strong>, 59 anni, vicedirettore dell&#8217;Attenborough Arts Centre dell&#8217;Università di Leicester, è stato multato per aver lanciato delle uova contro la statua. Commentando la notizia, la figlia di Margaret Thatcher, Carol, che vive fuori dal Regno Unito, ha detto di non aver visto la scultura, ma ha osservato che &#8220;non è un buon momento per essere una statua da nessuna parte in questi giorni, a quanto pare&#8221;.</p>
<p>Neil Kinnock, che ha guidato il partito laburista tra il 1983 e il 1992, ed è stato uno dei grandi rivali di Maggie, <a href="https://www.bbc.com/news/uk-england-lincolnshire-61464388">ha condannato senza appello i vandalismi</a>: &#8220;La statua dovrebbe essere rispettata, punto e basta&#8221;. Il monumento è stato offerta alla città di  Grantham dopo che il Consiglio di Westminster ha rifiutato di farsene carico nel 2018 tra i timori di &#8220;disobbedienza civile e vandalismo&#8221;. La fastosa inaugurazione del monumento dedicato alla Lady di Ferro nella sua città natale, inizialmente pianificata nel 2020, ha attirato numerose critiche, compreso un gruppo Facebook che ha promosso una &#8220;gara di lancio delle uova&#8221; alla quale hanno aderito 13 mila persone.</p>
<hr />
<ul>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3N6VAnm">La cancel culture esiste, ed è un problema</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3lXmBh7">La furia della cancel culture contro i Padri Fondatori</a></strong></li>
<li><a href="https://bit.ly/3lYsR8g"><strong>I crociati del politicamente corretto</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<h2>&#8220;Figura divisiva&#8221;: l&#8217;isteria woke contro Maggie</h2>
<p>A Grantham, come riporta il <a href="https://www.theguardian.com/politics/2022/may/22/margaret-thatcher-statue-splits-birthplace-of-grantham"><em>Guardian</em></a>, gli abitanti hanno opinioni diverse sulla figura dell&#8217;ex Primi ministro. &#8220;È molto divisiva, ho letto così tanti commenti a riguardo sui social media&#8221;, ha detto la 25enne <strong>Mollie Topham</strong>, passando davanti alla statua mentre andava al lavoro. &#8220;Non credo che meritasse di essere vandalizzata, ma ognuno deve esprimere i propri sentimenti. Posso capire perché è lì, è stata la prima donna primo ministro ed è di Grantham. Ma i soldi avrebbero potuto essere spesi meglio?&#8221;. &#8220;Ho due adolescenti e sono felice che la statua sia lì per fargliela vedere. Fa parte della storia di Grantham&#8221;, ha sottolineato Katrina Glover, che stava visitando la statua con la sua amica Joy Brown, un&#8217;ex attivista del partito conservatore. &#8220;Penso che sia giusto che Grantham la celebri&#8221;, ha osservato Les Large, 72 anni, della vicina Stamford. &#8220;Lei è la prima leader donna che abbiamo mai avuto. Non credo che dovrebbe essere vandalizzata&#8221;.</p>
<p>L&#8217;opposizione al governo della <strong>Thatcher</strong>, negli anni&#8217;80, fu forte anche sul <strong>fronte socio-culturale</strong>: artisti come Pink Floyd, Morrissey, Billy Bragg, scrissero canzoni contro la sua visione del mondo e del lavoro e soprattutto contro la guerra per il controllo delle isole Falkland-Malvine tra Gran Bretagna ed Argentina. Era un&#8217;opposizione dura, ma ragionata. Oggi la &#8220;cancel culture&#8221; non ammette né ragionamenti né dibattiti: la storia va cancellata, senza se e senza ma, e riscritta secondo i canoni della (post)modernità e del politicamente corretto. Per questo la statua di Maggie, nella Gran Bretagna contemporanea, difficilmente troverà mai pace.</p>
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		<title>&#8220;Commemora un omofobo&#8221;: il politicamente corretto contro la Nasa</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/commemora-un-omofobo-il-politicamente-corretto-contro-la-nasa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Aug 2021 14:29:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Nasa]]></category>
		<category><![CDATA[Politicamente corretto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/nasa-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/nasa-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/nasa-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/nasa-la-presse-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/nasa-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/nasa-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/nasa-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Può un telescopio spaziale essere un simbolo di omofobia? E soprattutto, nel caso lo fosse può esserlo diventato venti anni dopo la sua realizzazione e intitolazione? Nell&#8217;America del politicamente corretto imperante e degli eccessi può davvero aprirsi un dibattito del genere. Vittima involontaria il James Webb Space Telescope, il successore designato dello storico telescopio Hubble che è pronto ad essere &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/commemora-un-omofobo-il-politicamente-corretto-contro-la-nasa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/nasa-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/nasa-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/nasa-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/nasa-la-presse-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/nasa-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/nasa-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/nasa-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Può un <strong>telescopio spaziale </strong>essere un simbolo di omofobia? E soprattutto, nel caso lo fosse può esserlo diventato venti anni dopo la sua realizzazione e intitolazione? Nell&#8217;America del <strong>politicamente corretto </strong>imperante e degli eccessi può davvero aprirsi un dibattito del genere. Vittima involontaria il <strong>James Webb Space Telescope, </strong>il successore designato dello storico telescopio Hubble che è pronto ad essere lanciato il 31 ottobre prossimo per permettere alla Nasa un rafforzamento della sua capacità di esplorazione dello spazio profondo.</p>
<p>Costato oltre 8 miliardi di dollari nel corso di un programma che complessivamente è andato oltre i 10 miliardi, sviluppato nell&#8217;arco di due decenni con il supporto dell&#8217;<strong>Agenzia Spaziale Europea</strong>, dotato di uno specchio dal diametro di 6,5 metri, molto più grande di quello di Hubble da 2,4 metri, e di sensori di ultima generazione il Jwst è un vero e proprio capolavoro di ingegneria e scienza. Ma secondo molti ha un vulnus: è intitolato a James Webb, secondo amministratore della Nasa, nominato da John Fitzgerald Kennedy alla guida dell&#8217;agenzia nel 1961 e in carica fino al 1969 negli impetuosi anni della <strong>corsa alla Luna</strong>. Ex maggiore dei Marines, esponente delle burocrazie strategiche americane, con alle spalle una carriera nell&#8217;ufficio budget del Tesoro, consigliere del Segretario di Stato Dean Acheson nei primi Anni Cinquanta Webb fu regista dei programmi Apollo, Pioneer e Mariner durante le presidenze Kennedy e Johnson. Ma a detta dei suoi critici <a href="https://www.express.co.uk/news/science/1473186/nasa-james-webb-telescope-anti-lgbt-claims-space-probe-investigation-science-news-scn" target="_blank" rel="noopener">ha avuto nel corso della sua vita un grave problema</a>: l&#8217;<strong>omofobia</strong>.</p>
<p>Da diversi mesi quattro prominenti scienziati che hanno lavorato in importanti programmi astronomici e astrofisici portano avanti una battaglia contro Webb chiedendo che il telescopio sia rinominato per non offendere la comunità Lgbt: Chanda Prescod-Weinstein, Sarah Tuttle, Lucianne Walkowicz e Brian Nord <a href="https://www.scientificamerican.com/article/nasa-investigates-renaming-james-webb-space-telescope-after-anti-lgbt-claims/">sul prestigioso <em>Scientific American </em>a marzo hanno aperto il dibattito  </a>che è stato preso seriamente dalla comunità scientifica. Oltre 1.500 fisici, matematici, astronomi e studiosi hanno sottoscritto una petizione che mira alla re-intitolazione del telescopio; Webb sarebbe stato complice della <em>lavander scare, </em>la &#8220;caccia alle streghe contro la comunità gay americana&#8221;<a href="https://indianexpress.com/article/explained/key-nasa-telescope-in-centre-of-lgbt-debate-7425601/" target="_blank" rel="noopener"> che avrebbe portato alla &#8220;rimozione di migliaia di dipendenti&#8221; dalle amministrazioni americane.</a></p>
<p>Cape Canaveral vuole vederci chiaro: non ha potuto ignorare le pressioni provenienti dall&#8217;opinione scientifica americana e<a href="https://www.nature.com/articles/d41586-021-02010-x" target="_blank" rel="noopener"> ha incaricato <strong>Brian Odom, </strong>storico dell&#8217;agenzia, di indagare negli archivi per capire</a> se Webb ha ordinato negli otto anni alla guida della Nasa delle epurazioni anti-Lgbt. Una presa di posizione pilatesca, ma fondamentale per prender tempo di fronte al dibattito crescente che si è scatenato. Certo, è ironico che la Nasa debba indagare per capire meglio cosa ci sia ancora da scoprire sul conto dell&#8217;uomo che l&#8217;ha diretta nel periodo più impetuoso della sua storia, contribuendo a organizzare 75 missioni e a porre le basi per l&#8217;allunaggio del 1969. <a href="https://it.insideover.com/societa/i-dannati-del-politicamente-corretto.html" target="_blank" rel="noopener">Ma di fronte al <strong>politicamente corretto </strong>ogni argine cede</a> e l&#8217;accusa di omofobia diventa uno stigma postumo per chi ha scritto la storia della corsa allo spazio.</p>
<p>L&#8217;intitolazione a Webb, del resto, risale al 2002 ed è sintomatico del clima del dibattito americano dell&#8217;era presente il fatto che la polemica sia arrivata allo scoperto quasi vent&#8217;anni e tre amministrazioni <a href="http://www.jwst.nasa.gov/whois.html" target="_blank" rel="noopener">dopo il varo del programma.</a> La questione non è certamente solo di carattere mediatico: il Jwst deve andare in orbita entro un paio di mesi e un&#8217;eventuale reintitolazione comporterebbe anche un aggiornamento di programmi, software, strumenti di calcolo oggi orientati sul nome odierno dello strumento. E soprattutto metterebbe eccessivamente nel ciclone dei media e dell&#8217;opinione pubblica in una fase in cui la sua delicata condizione richiede sicurezza e basso profilo:<a href="https://www.ilpost.it/2021/03/30/james-webb-space-telescope-jwst/" target="_blank" rel="noopener"> il Jwst sarà lanciato da Kourou, base nella Guyana Francese</a>, e dovrà essere portato fin lì in nave nel corso di una missione su cui la Nasa vuole mantenere il massimo riserbo. Troppo costoso il telescopio per permettersi il rischio di sabotaggi, troppo preziosi determinati materiali presenti nella sua struttura (oro in primis) per esporlo al rischio furti, troppo il ritardo accumulato su un lancio inizialmente previsto per il 2007 per subire nuovi contrattempi.</p>
<p>La questione del nome complica il tutto e riporta la Nasa nell&#8217;occhio del ciclone: nel 2017 e 2018 la nomina di <strong>Jim Bridesteine, </strong>deputato repubblicano dell&#8217;Oklahoma, come suo amministratore aveva <a href="https://www.politico.com/story/2017/09/13/gay-rights-nasa-nominee-bridenstine-242680">suscitato polemiche proprio per il presunto stigma anti-Lgbt dell&#8217;esponente del Grand Old Party.</a> Inutile sottolineare che queste dinamiche poco centrano con un&#8217;istituzione scientifica che molto ha fatto per il progresso tecnologico e umano degli Stati Uniti negli ultimi decenni e che ora si ritrova con la principale missione della sua storia recente sotto attacco, a decenni dall&#8217;avvio, per il clima da caccia alle streghe imperante nell&#8217;era del politicamente corretto. Ormai arrivato a espandersi letteralmente fino agli spazi orbitali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/commemora-un-omofobo-il-politicamente-corretto-contro-la-nasa.html">&#8220;Commemora un omofobo&#8221;: il politicamente corretto contro la Nasa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Colpevoli di un&#8217;idea</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/colpevoli-di-unidea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2021 11:58:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politicamente corretto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=303322</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Supporte-di-Trump-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Supporter di Trump (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Supporte-di-Trump-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Supporte-di-Trump-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Supporte-di-Trump-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Supporte-di-Trump-La-Presse-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L&#8217;immagine degli Stati Uniti è stata deturpata irrimediabilmente nel pomeriggio del 6 gennaio 2021, data in cui gruppi di quella White America dei disillusi, degli arrabbiati e dei dimenticati ha assaltato il Campidoglio per provare al proprio messia, Donald Trump, che c&#8217;è chi crede devotamente e con cieca convinzione alla tesi della frode elettorale. La &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/colpevoli-di-unidea.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Supporte-di-Trump-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Supporter di Trump (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Supporte-di-Trump-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Supporte-di-Trump-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Supporte-di-Trump-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Supporte-di-Trump-La-Presse-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>L&#8217;immagine degli <strong>Stati Uniti</strong> è stata deturpata irrimediabilmente nel pomeriggio del 6 gennaio 2021, data in cui gruppi di quella <em>White America</em> dei disillusi, degli arrabbiati e dei dimenticati <a href="https://it.insideover.com/politica/lassalto-al-campidoglio-e-stato-un-tentativo-di-colpo-di-stato.html">ha assaltato il Campidoglio</a> per provare al proprio messia, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a>, che c&#8217;è chi crede devotamente e con cieca convinzione alla tesi della frode elettorale.</p>
<p>La storicizzazione della presa (simbolica) della Bastiglia in salsa americana è già in atto: le città sono in fermento, <a href="https://it.insideover.com/politica/proud-boys-boogaloo-e-qanon-ecco-chi-sono-i-manifestanti-pro-trump.html/amp">gli ambienti QAnon tentano di approfittare del caos per condurre all&#8217;insurrezione</a> e Trump,<a href="https://it.insideover.com/politica/la-crisi-didentita-degli-usa-nelle-immagini-choc-di-washington.html"> scaricato dal Partito Repubblicano</a>, dismette i panni di uomo per trasformarsi nell&#8217;epifania per quell&#8217;America profonda che non vuole arrendersi all&#8217;ineluttabilità di un futuro dominato dal politicamente corretto, dall&#8217;imposizione coercitiva del pensiero unico e dalla fine della supremazia dei WASP (<em>White, Anglo-Saxon, Protestant</em>).</p>
<p>Perché Trump, in verità, mai è stato semplicemente l&#8217;aspirante <strong>giustiziere</strong> della classe media impoverita dalla pauperizzazione, del ceto operaio distrutto dalle delocalizzazioni e dei puritani travolti dalla secolarizzazione. Trump è stato, anche e soprattutto, colui che ha portato alle urne gli ultimi fra gli ultimi,<a href="https://www.npr.org/2016/09/06/492183406/a-resurgence-of-redneck-pride-marked-by-race-class-and-trump?t=1610059600596"> come i reietti <em>redneck</em></a>, e che ha dato voce al malessere di quella &#8220;maggioranza silenziosa&#8221; degli Stati Uniti nei confronti dell&#8217;egemonia culturale liberal. E, proprio perché il presidente uscente ha tentato di accreditarsi come il <em>catéchon</em> contro la fine dei tempi – i tempi della White America –, <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-i-sovranisti-europei-rischiano-di-restare-carbonizzati-dai-fatti-di-washington.html">il conto (salatissimo) verrà fatto pagare</a> a tutti coloro che, in minima o in larga parte, ne hanno sostenuto le battaglie.</p>
<h2>Trump censurato</h2>
<p><strong>Mark Zuckerberg</strong>, proprietario dell&#8217;impero social più esteso e popolato del pianeta, ha emesso il proprio verdetto incontrovertibile sui fatti del 6 gennaio: Trump, accusato di essere il mandante morale degli scontri (e dei morti), <a href="https://www.nytimes.com/2021/01/07/technology/facebook-trump-ban.html">è stato punito con l&#8217;esilio da Facebook e Instagram</a>, del cui spazio non può più avvalersi. La censura, di natura straordinaria e senza precedenti storici – è la guerra di una piattaforma sociale contro un capo di Stato –, durerà sino all&#8217;avvenuto insediamento di Biden alla Casa Bianca.</p>
<p>Misure restrittive basate sulla sospensione temporanea dei profili ufficiali di Trump sono state adottate anche da <a href="https://www.hdblog.it/mobile/articoli/n531931/trump-social-blocco-twitter-facebook/">Twitter</a> e <a href="https://www.axios.com/snapchat-locks-trump-account-violence-capitol-95d9a9da-8e79-4185-b418-6c69c25c7716.html">Snapchat</a>, i quali hanno legittimato il ricorso alla <strong>censura</strong> in termini medesimi: il presidente uscente sarebbe il mandante morale dell&#8217;assalto al Campidoglio e un&#8217;ulteriore permanenza potrebbe comportare il protrarsi del clima di scontro.</p>
<p>La vera novità, rispetto alle schermaglie degli scorsi mesi fra Casa Bianca e grandi realtà della nuova comunicazione, è data dal fatto che, questa volta, al boicottaggio nel nome della verifica dei fatti (<em>fact-checking</em>) e <a href="https://www.cnet.com/news/facebook-removed-hundreds-of-fake-accounts-tied-to-right-wing-groups/">alla caccia ai profili di destra</a>, è stata preferita l&#8217;adozione della censura totale. Ad essere silenziato, però, non è un <em>troll</em>, non è un cittadino ordinario, ma il presidente degli Stati Uniti – un fatto che crea un precedente gravissimo e spiana la strada all&#8217;<strong>eutanasia del pensiero libero</strong>.</p>
<h2>La criminalizzazione delle idee</h2>
<p>L&#8217;assalto al Campidoglio sta venendo magistralmente strumentalizzato dal mondo liberal, sia europeo che di oltreoceano, per screditare e demonizzare un intero universo politico – la destra – colpevole di aver visto nel trumpismo l&#8217;occasione per rivitalizzare il discorso sugli stati-nazione, sul patriottismo, sul protezionismo, su fede e identità, e sulla lotta alla dittatura del politicamente corretto.</p>
<p>Lo spettro dell&#8217;equazione &#8220;destra=Campidoglio&#8221; ha già iniziato ad essere agitato. <strong>Laura Boldrini</strong>, ad esempio, <a href="https://twitter.com/lauraboldrini/status/1346924223114084352">commentando i fatti del 6 gennaio</a>, ha scritto su Twitter che il &#8220;sovranismo populista è una minaccia per la democrazia&#8221;, veicolando esplicitamente l&#8217;idea che il possesso di talune convinzioni non possa che condurre a simili scenari. I paladini della<a href="https://it.insideover.com/societa/i-dannati-del-politicamente-corretto.html"> cultura della cancellazione</a>, forti dell&#8217;uscita di scena di Trump e del conseguente indebolimento dell&#8217;internazionale conservatrice, si stanno preparando ad elevare il tono dello scontro, il cui obiettivo finale è l&#8217;abolizione definitiva del pensiero indipendente.</p>
<p>Avere delle idee proprie – non conformi, in controtendenza, peculiari e frutto di percorsi squisitamente personali di maturazione intellettuale – non è mai stato così rischioso e passibile di colpevolizzazione e criminalizzazione. Contrariamente ai grandi utopismi coercitivi del Novecento (nazismo e comunismo), dove la trasformazione degli individui raziocinanti in automi spoliati della loro identità e proni al pensiero unico era la norma, il fondamento basico e distintivo delle società democratiche d&#8217;Occidente è stata la libertà: libertà di parola, di pensiero, di stampa, di riunione.</p>
<p>Il problema – per la realtà liberal, le grandi corporazioni politicizzate, il mondo dello spettacolo, i salotti intellettuali e la stampa schierata – non è mai stato Trump, ma ciò che egli incarna(va): la manifestazione di un ideale politico che si vorrebbe cancellare dai libri di storia e dalla mente della gente, facendo leva sull&#8217;influenza culturale degli Stati Uniti per uniformare il mondo intero alla propria visione.</p>
<p>È nel nome di questo disegno orwelliano, il cui capolinea sarà l&#8217;eutanasia del pensiero autonomo, che il mondo liberal ha mutuato dagli utopismi coercitivi gli strumenti per la soppressione del dissenso: autocensura, <em>damnatio memoriae</em>, congiure del silenzio, epurazioni, sorveglianza, manipolazione dell&#8217;opinione pubblica, cacce alle streghe, scrematura delle fonti su basi politiche.</p>
<p>La traduzione di questi metodi in realtà implica, fra le varie cose, che i presentatori televisivi scelgano che cosa gli spettatori debbano vedere – <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/cos-tv-censurano-diretta-trump-1901563.html">interrompendo il discorso di Trump</a> –, che i filosofi dell&#8217;eutanasia del pensiero decidano quali opere debbano essere studiate nelle scuole e vendute nelle librerie – un rogo di libri, ma senza fuoco, in stile Fahrenheit 451 –, e che la difesa della democrazia venga utilizzata come pretesto per abolire la libertà.</p>
<p>È scritto nel libro dell&#8217;Esodo che le iniquità dei padri ricadono sui figli. Similmente, le colpe e le mancanze di Trump verranno pagate a caro prezzo dai suoi sostenitori e simpatizzanti e da coloro che, a torto, verranno identificati nel trumpismo in quanto identitari, conservatori e nazionalisti, o perché, più semplicemente, avversi al politicamente corretto. L&#8217;internazionalismo liberale sta per tornare alla Casa Bianca, agguerrito e armato di un nuovo strumento da utilizzare in patria e all&#8217;estero, la cultura della cancellazione, e per le destre di tutto l&#8217;Occidente si prospettano anni bui.</p>
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		<title>I dannati del politicamente corretto</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/i-dannati-del-politicamente-corretto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2020 06:16:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Politicamente corretto]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Statua-di-Colombo-decapitata-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Statua-di-Colombo-decapitata-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Statua-di-Colombo-decapitata-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Statua-di-Colombo-decapitata-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Statua-di-Colombo-decapitata-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Statua-di-Colombo-decapitata-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Statua-di-Colombo-decapitata-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non si ferma la caccia alle streghe degli alfieri del politicamente corretto, che ha ripreso vigore dopo che le proteste seguite negli Usa alla morte di George Floyd sono state deviate dai loro fini sociali e egemonizzate da movimenti in cui prosperano i fautori della cancel culture e delle culture war contro tutte le figure storiche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/i-dannati-del-politicamente-corretto.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Statua-di-Colombo-decapitata-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Statua-di-Colombo-decapitata-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Statua-di-Colombo-decapitata-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Statua-di-Colombo-decapitata-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Statua-di-Colombo-decapitata-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Statua-di-Colombo-decapitata-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Statua-di-Colombo-decapitata-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Non si ferma la caccia alle streghe degli alfieri del <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/non-tutti-si-piegano-alla-dittatura-del-politicamente-corretto.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">politicamente corretto</a></strong>, che ha ripreso vigore dopo che le proteste <a href="https://it.insideover.com/societa/tutte-le-faglie-sociali-degli-stati-uniti-floyd-incubo.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">seguite negli Usa alla morte di George Floyd</a> sono state deviate dai loro fini sociali e egemonizzate da movimenti in cui prosperano i<a href="https://it.insideover.com/societa/perche-i-manifestanti-se-la-prendono-con-le-statue-del-passato.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> fautori della <em>cancel culture</em> e delle <em>culture war</em></a> contro tutte le figure storiche che possono anche solo essere sospettate di non aderire ai canoni del progressismo contemporaneo. La fattispecie più preoccupante è constatare la presenza di un ampio movimento mediatico e d&#8217;opinione dietro questa marea montante di proteste. L&#8217;ultimo a finire nel tritacarne<a href="https://foreignpolicy.com/2020/08/31/voltaire-spread-darkness-not-enlightenment-france-should-stop-worship-paris-statue-racism-black-lives-matter/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> è stato <strong>Voltaire</strong>.</a> Il grande filosofo francese del XVIII secolo è stato fustigato sulle prestigiose colonne di <em>Foreign Policy, </em>dal cui palcoscenico la giornalista freelance franco-algerina <strong>Nabila Ramdani </strong>ha sottolineato che Voltaire avrebbe diffuso &#8220;oscurantismo, non illuminismo&#8221;, invitando la Francia a smettere di &#8220;venerare&#8221; un &#8220;razzista anti-semita che ha ispirato Hitler&#8221;.</p>
<p>Fermo restando che la generica accusa di aver &#8220;ispirato Hitler&#8221; è senza senso (si dovrebbero per questo distruggere tutti i dischi di Wagner perché il Fuhrer ne era amante? Bruciare in pubblica piazza i libri di Hegel e Nietzsche di cui il nazismo diede una lettura deviata?) l&#8217;articolo della Ramdani è un esempio da manuale dell&#8217;ideologia riduzionista e faziosa che anima gli iconoclasti del <strong>politicamente corretto</strong>. Fondata su un sostanziale narcisismo, sull&#8217;assioma secondo cui se le figure e gli avvenimenti del passato non si sono conformati ai dettami della religione civile progressista odierna è la storia ad essere necessariamente sbagliata. A cui si aggiunge quel <strong>vittimismo </strong>di fondo di cui nel 1993 <strong>Robert Huges </strong>aveva scritto descrivendo la nascente egemonia politicamente corretta in <em>La cultura del piagnisteo</em>. In nome del progresso e del rispetto della sensibilità di minoranze e gruppi ritenuti necessariamente più deboli, il politicamente corretto si fa impositivo, pretende di riscrivere la storia e di piegare a sè la narrazione. Le proteste estive hanno segnato un&#8217;impennata nella campagna frontale di manifestanti e protestanti contro un ampio novero di figure storiche, di cui Voltaire rappresenta solo l&#8217;ultimo esempio.</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti </strong>il primo bersaglio è stato un <a href="https://it.insideover.com/societa/colombo-salvo-politicamente-corretto-non-sta-tanto-bene.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">classico nemico dei fautori della <em>cancel culture</em></a>: <strong>Cristoforo Colombo</strong>. Il grande navigatore genovese è stato considerato il simbolo del colonialismo e dell&#8217;oppressione che hanno seguito la scoperta europea delle Americhe e dunque potenziale mandante morale dell&#8217;omicidio di George Floyd. La guerra a Colombo è stata spietata: <a href="https://www.bostonglobe.com/2020/06/10/metro/statue-christopher-columbus-vandalized-north-end/"><strong>statue decapitate</strong></a>, come a Boston, rimozioni preventive per evitare vandalismi, come accaduto a Chicago<strong>, </strong>monumenti smantellati come tributo pagato da amministrazioni e governi locali ai manifestanti e a <strong>Black Lives Matter</strong>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_monuments_and_memorials_removed_during_the_George_Floyd_protests#Christopher_Columbus" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sono almeno trentacinque i monumenti a Colombo rimossi negli Usa da giugno a oggi.</a> E a molte altre figure non è andata meglio: Thomas Jefferson, Ulysses S. Grant e Theodore Roosevelt, tre presidenti Usa del passato, sono finiti nel mirino come &#8220;razzisti&#8221; e i loro monumenti messi al tappeto dalla Georgia alla California. Un nemico meno noto dei politicamente corretti è stato San Junipero Serra, il frate e missionario spagnolo vissuto dal 1713 al 1784 celebre per aver evangelizzato la California, canonizzato nel 2015 da papa Francesco in una cerimonia a Washington che fu ritenuta un importante evento di valorizzazione dell&#8217;anima latina degli States. Ma per Junipero Serra, purtroppo, questo non basta: non va giù ai cacciatori di streghe il fatto che egli abbia espresso in vita considerazioni negative sulla cultura dei nativi americani. <a href="https://www.kcra.com/article/junipero-serra-statue-taken-down-protesters-capitol-chp-says/33208771" target="_blank" rel="noopener noreferrer">E sono almeno sette i suoi monumenti smantellati in tutta la California.</a></p>
<p>La religione è stata attaccata frontalmente anche alle sue fondamenta. Il 23 giugno scorso l’attivista Shaun King, uno tra i leader del movimento Black Lives Matter (Blm) ha esortato ad abbattere tutte le statue e distruggere qualunque rappresentazione di Gesù e della Vergine come “bianchi europei”, che a suo dire rappresentano una forma di “suprematismo bianco”. Ha dei richiami con l&#8217;ondata globale di proteste, a proposito, quanto sta accadendo in <strong>Polonia, </strong>dove gli attivisti pro-Lgbt da settimane assaltano chiese e l<a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/polonia-lgbt-politicamente-corretto/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">uoghi simbolo del cattolicesimo nazionale</a>, costringendo le autorità a imprre un controllo serrato con le forze di polizia sui luoghi di culto.</p>
<p>Da <em>Vox.com </em>invece è nata la guerra a una figura centrale per la letteratura americana del Novecento, <strong>Howard Philips Lovecraft</strong>. Il grande autore di racconti dell&#8217;orrore, influente su una vasta gamma di scrittori che ha in S<strong>tephen King </strong>il suo volto più noto, morto nel 1935 è nel centro del mirino per aver <a href="https://www.vox.com/culture/21363945/hp-lovecraft-racism-examples-explained-what-is-lovecraftian-weird-fiction" target="_blank" rel="noopener noreferrer">espresso in vita considerazioni razziste.</a> Fino alla prima metà del Novecento, in ogni caso, era organico alla concezione della <a href="https://www.irishtimes.com/culture/tv-radio-web/the-hatred-of-hp-lovecraft-racist-anti-irish-bigot-and-horror-master-1.4326744" target="_blank" rel="noopener noreferrer">maggioranza Wasp</a> (bianco, protestante, anglo-sassone) della popolazione Usa un senso di superiorità, molto spesso deviato, verso gli altri gruppi etnici: ma entrare nel terreno scivoloso dell&#8217;<strong>identificazione </strong>tra pensieri dell&#8217;autore e valore oggettivo dell&#8217;opera è sempre un rischio. <em>Il Foglio </em>ci ricorda che a Londra sono finiti nel calderone nientemeno che <a href="https://www.ilfoglio.it/cultura/2020/09/08/news/darwin-e-beethoven-a-londra-sono-razzisti-e-suprematisti-333192/?underPaywall=true" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Charles Dickens e Ludwig Beethoven</strong>;</a> in passato era stato il cantore dell&#8217;India britannica <strong>Rudyard Kipling </strong>a far discutere di sé.</p>
<p>Da una sponda all&#8217;altra dell&#8217;Atlantico, non possiamo non citare quello che per i protestanti europeo è il nemico per eccellenza: <strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/societa/churchill-lultimo-leone-dellimpero.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Winston Churchill</a>, </strong>il primo ministro britannico che &#8220;<a href="https://it.insideover.com/politica/razzista-imperialista-lattacco-politicamente-corretto-churchill.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">era solamente un razzista&#8221;</a>. Le immagini del vandalismo subito dalla statua dell&#8217;ex primo ministro di fronte al Parlamento inglese hanno aperto a molti gli occhi sulla deviazione delle proteste verso l&#8217;iconoclastia. Analogo destino per l&#8217;esploratore Cecil Rhodes, mentre ben più certosina e dettagliata è stata la caccia alle statue dei finanziatori o degli investitori sulla <strong>tratta degli schiavi </strong>che l&#8217;Inghilterra coloniale portò avanti nell&#8217;età moderna. La ricerca ha, inspiegabilmente, trascurato il suo più famoso investitore: Isaac Newton, che a fine Seicento fu attivo operatore finanziario che scommesse molto denaro sulle fortune imperiali di Londra. Attendiamo i politicamente corretti negare, per coerenza, la validità della <strong>legge di gravitazione universale</strong>.</p>
<p>In <strong>Italia</strong> il fenomeno è arrivato in via incidentale, colpendo le statue di Indro Montanelli a Milano e di Vittorio Emanuele II a Torino. Ma attendiamo un revival: se lo scontro si sposterà dai monumenti fisici a quelli intellettuali, ad esempio, aspettiamoci di vedere Dante Alighieri assorbito dalle proteste per l&#8217;insito razzismo, antisemitismo e tradizionalismo della Divina Commedia; Torquato Tasso e Ludovico Ariosto messi al bando per la rappresentazione caricaturale dei popoli mediorientali; Giuseppe Verdi finire nel centro del mirino come poeta sovranista.</p>
<p>Ragioniamo per assurdo, ma vogliamo avvertire della follia a cui può condurre la <em>cancel culture</em>. <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/il-trionfo-dell-iconoclastia-antirazzista-ADJrI3X" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Il Sole 24 Ore </em>ricorda che per</a> il professore della Columbia University <strong>David Freedbergg </strong>&#8220;le controversie iconoclaste viaggiano attraverso le culture e le religioni e sono un fenomeno ciclico e ricorrente. Dal grande movimento iconoclasta di Bisanzio, passando per la Riforma protestante, la Rivoluzione francese, quella russa, fino all&#8217;abbattimento della statua di Saddam Hussein a Baghdad nel 2003&#8221;. L&#8217;iconoclastia politicamente corretta, però, aggiunge un elemento di problematicità: mira a smantellare senza proporre di edificare alcunchè al posto delle macerie lasciate a terra. Siamo alla <em><strong>damnatio memoriae </strong></em>e al tentativo di impadronirsi con la forza del passato, con l&#8217;aggravante che tutto questo, formalmente, è fatto in nome di un<a href="https://it.insideover.com/politica/lamerica-e-in-fiamme-ma-ecco-chi-sono-i-piromani.html"> uomo vittima dell&#8217;arbitrio della polizia nella provincia statunitense</a>. Il cui ricordo è ora usato come grimaldello per battaglie che con le rivendicazioni sociali e personali degli emarginati di tutto il mondo hanno ben poco a che fare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/i-dannati-del-politicamente-corretto.html">I dannati del politicamente corretto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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