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	<title>Disoccupazione Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 03 May 2025 23:05:22 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Disoccupazione Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Il Pil cala, le Borse recuperano, il numero degli occupati sale: l&#8217;economia Usa tra alti e bassi</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-pil-cala-le-borse-recuperano-il-numero-degli-occupati-sale-leconomia-usa-tra-alti-e-bassi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 May 2025 23:05:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Pil]]></category>
		<category><![CDATA[Tassi d&#039;interesse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/usa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/usa.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/usa-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/usa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/usa-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Pil giù, le Borse recuperano, i posti di lavoro salgono: l'economia Usa tra alti e bassi ma senza ancora un giudizio definitivo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-pil-cala-le-borse-recuperano-il-numero-degli-occupati-sale-leconomia-usa-tra-alti-e-bassi.html">Il Pil cala, le Borse recuperano, il numero degli occupati sale: l&#8217;economia Usa tra alti e bassi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/usa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/usa.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/usa-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/usa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/usa-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Il <strong>calo del Pil statunitense</strong> dello 0,3% nel primo trimestre è stato presentato come un segno delle problematiche indotte all&#8217;agenda di Washington dalle scelte di politica economica <strong>del presidente Donald Trump</strong>, visto che l&#8217;aumento delle importazioni e il calo degli investimenti hanno segnalato indubbiamente un momento di tensione. Ma al contempo lo stato del sistema a stelle e strisce non può esser definito in completo declino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;economia Usa tra alti e bassi</h2>



<p>A poco più di tre mesi dall&#8217;<strong>insediamento della nuova amministrazione</strong>, che ha da poco superato i primi <strong>cento giorni,</strong> e a un mese dal &#8220;Liberation Day&#8221; che ha segnato l&#8217;annuncio del <strong>più ampio pacchetto di dazi americano nel post-Seconda guerra mondiale</strong>, con annessa guerra commerciale con la Cina, alti e bassi si compenetrano nel giudizio dell&#8217;economia americana. Il Pil cala, è vero, ma negli stessi giorni in cui venivano annunciati i dati sulla produzione gli Usa hanno vissuto una <strong>ripresa dei listini azionari dopo la brusca correzione del 15%</strong> imposta dal varo dei dazi di Trump.</p>



<p>L&#8217;indice S&amp;P500 è cresciuto per nove sessioni consecutive, record dal 2004, e nella giornata del 2 maggio ha superato i livelli che aveva toccato nel &#8220;Liberation Day&#8221;. Segno tanto della ritirata (probabilmente temporanea) della Casa Bianca dal piano più<a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-dazi-usaid-in-100-giorni-trump-ha-cambiato-il-mondo.html"> ambizioso del consigliere <strong>Stephen Miran</strong></a> per spostare dall&#8217;equity al debito Usa gli investimenti per effetto dei dazi, quanto dell&#8217;effetto positivo degli annunci di un possibile allentamento delle tariffe. Ma anche della solidità di un <strong>mercato del lavoro che ad aprile ha aggiunto 177mila posti di lavoro</strong>, secondo i dati del Bureau of Labour Statistics, il 31% in più dei 135mila previsti da una recente analisi di Bloomberg.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida di Trump sui tassi</h2>



<p>L&#8217;economia americana, al netto delle difficoltà, non è dunque al palo. Trump spera che <strong>gli annunci di nuovi investimenti industriali,</strong> i tagli fiscali e una rinnovata stabilità nei rapporti economici interni spingano gli Usa a una nuova crescita sostenuta. L&#8217;amministrazione punta al fatto che le scorte fatte prima dei dazi siano in grado di proteggere le industrie dalle tariffe nel trimestre in corso. <strong>A decidere se l&#8217;economia potrà tornare a veleggiare</strong> a pieno ritmo saranno due indicatori. </p>



<p>Innanzitutto, il costo del denaro. E su questo fronte si registra lo scontro tra <strong>Donald Trump e la Federal Reserve</strong> di Jay Powell, pressato dalla Casa Bianca per tagliare i tassi. <a href="https://www.ft.com/content/5ab8bce3-e3d9-48b8-a3a3-d8a563447ca8">Nota il Financial Times che</a> &#8220;dopo i dati sull&#8217;occupazione di venerdì, il rendimento dei titoli del Tesoro a due anni, che segue le aspettative sui tassi di interesse e si muove inversamente ai prezzi, è salito di 0,13 punti percentuali al 3,83%, poiché gli investitori hanno scommesso che la Federal Reserve statunitense avrebbe mantenuto i costi di prestito elevati per un periodo più lungo&#8221;. Il Governo vuole tassi più bassi e più margini di spesa e leva fiscale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo dei consumi privati</h2>



<p>Al contempo, il secondo fronte da monitorare sarà la <strong>tenuta dei consumi interni</strong> di fronte all&#8217;avvio dei dazi, che potrebbero condizionare i prezzi di molti prodotti. <a href="https://edition.cnn.com/2025/04/30/business/us-pce-inflation-consumer-spending-march">A marzo la <strong>spesa per i consumi è aumentata dello 0,7%</strong> dopo un +0,1%</a> a febbraio e bisognerà aspettare i dati di aprile per capire se i cittadini americani stiano <strong>anticipando i dazi</strong> o abbiano invece piena capacità di investimento e spesa.</p>



<p><a href="https://fred.stlouisfed.org/series/DPCERE1Q156NBEA">Rappresentando quasi il 69% del Pil,</a> i consumi privati sono il vero driver della <strong>crescita americana. Se da un lato il calo del Pil</strong> getta un faro sul loro andamento, dati come quelli sull&#8217;occupazione danno segnali inversi rispetto a un trend declinista spesso dominante nella stampa. <strong>La realtà è che è ancora molto presto</strong> per giudicare appieno le politiche di Trump. Ma che non sarà un meccanismo unilaterale a guidare lo sviluppo americano nei prossimi mesi è un fatto ormai chiaro ed assodato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-pil-cala-le-borse-recuperano-il-numero-degli-occupati-sale-leconomia-usa-tra-alti-e-bassi.html">Il Pil cala, le Borse recuperano, il numero degli occupati sale: l&#8217;economia Usa tra alti e bassi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Italia e lavoro femminile: più donne manager ma l&#8217;ingiustizia salariale resta</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/italia-e-lavoro-femminile-piu-donne-manager-ma-lingiustizia-salariale-resta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2025 11:24:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[salari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=457352</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/istockphoto-1768405675-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/istockphoto-1768405675-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/istockphoto-1768405675-612x612-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/istockphoto-1768405675-612x612-1-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Una ricerca della Rome Business School ci aiuta a comprendere meglio, dati alla mano il mondo del lavoro femminile in Italia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/italia-e-lavoro-femminile-piu-donne-manager-ma-lingiustizia-salariale-resta.html">Italia e lavoro femminile: più donne manager ma l&#8217;ingiustizia salariale resta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/istockphoto-1768405675-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/istockphoto-1768405675-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/istockphoto-1768405675-612x612-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/istockphoto-1768405675-612x612-1-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>L’Italia resta indietro sul fronte dell’<strong>occupazione femminile </strong>e della <strong>parità salariale</strong>, nonostante alcuni segnali di miglioramento nei ruoli dirigenziali. Queste tra le conclusioni del <a href="https://romebusinessschool.com/wp-content/uploads/2025/02/RBS_Report_Donne-e-mercato-del-lavoro.pdf">report “Donne e lavoro in Italia” </a>di <strong>Rome Business School</strong>, a cura di <strong>Carlo Imperatore</strong>, Direttore Generale Federmanager Roma Lazio, e <strong>Valerio Mancini</strong>, Direttore del Centro di Ricerca Divulgativo di Rome Business School, con il quale abbiamo potuto approfondire alcuni aspetti della ricerca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Occupazione e divario salariale tra Nord e Sud</h2>



<p>In Italia, il <strong>tasso di occupazione femminile</strong> è fermo al 51%, contro il 69% degli uomini, con percentuali che nel <strong>Mezzogiorno</strong> scendono sotto il 40%, mentre il part-time involontario colpisce quasi la metà delle lavoratrici (49,2% contro 27,3% degli uomini). Il Sud Italia è svantaggiato non solo per le donne in generale, ma soprattutto per le giovani, con minimi occupazionali che scendono al di sotto del 30% in alcuni casi: bandiera nera, a questo proposito, per <strong>Calabria</strong>, <strong>Campania </strong>e <strong>Sardegna</strong>. Sono le stesse fasce ad essere interessate, sottolinea Mancini, da una fortissima <strong>fuga di cervelli</strong>, perché sono le donne che più di tutti emigrano, lasciando il proprio territorio per un lavoro migliore, meglio pagato o per un&#8217;offerta di lavoro che possa in qualche modo essere legata a quanto studiato.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" 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</div>


<p>Anche il <strong>divario salariale</strong> rimane significativo: le donne guadagnano in media il 10,7% in meno rispetto agli uomini, ma nei ruoli dirigenziali la forbice si allarga fino al 27,3%, con una retribuzione oraria di 33,6 euro contro 46,2 euro degli uomini. Inoltre, il lavoro povero interessa il 18% delle donne, tre volte più degli uomini, e il 16% delle lavoratrici lascia il lavoro dopo la <strong>maternità</strong> (contro appena il 2,8% degli uomini), un fenomeno aggravato dalla carenza di servizi per l’infanzia e l’assistenza agli anziani. Come sottolinea Mancini, &#8220;<em>ci troviamo nella situazione in cui parlare di dati è relativo perché dobbiamo andare a vedere situazione per situazione. Questo porta infatti ad un altro problema endemico italiano che è il crollo demografico, questa emorragia strettamente legata al gender gap e soprattutto dal gender salary gap, ovvero le differenze salariali uomo-donna</em>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Donne manager e stereotipi di genere</h2>



<p>Se la situazione generale resta critica, la presenza femminile ai <strong>vertici aziendali</strong> mostra segni di crescita: nel 2024, <strong>il 36% dei manager in Italia è donna</strong>, superando per la prima volta la media dell’Eurozona (35%), un dato più che raddoppiato rispetto al 2004 (18%). Tuttavia, il progresso è ancora lento e, al ritmo attuale, la parità di genere nel <em>senior management </em>sarà raggiunta solo nel 2053. Il Global Gender Gap Report 2024 del World Economic Forum conferma il ritardo italiano: il Paese è scivolato all’87° posto, perdendo 24 posizioni in due anni, mentre la parità di genere completa è proiettata addirittura al 2158, ben oltre gli obiettivi dell’<strong>Agenda 2030 dell’ONU</strong>, ai quali dovrà adattarsi anche l&#8217;Italia. Guardando anche i dati europei, risaltano agli occhi le <strong>ottime performance in Europa di Germania, Francia, Spagna</strong>, assieme ad alcuni Paesi dell&#8217;ex Unione Sovietica, tra cui la Polonia e la Repubblica Ceca che registrano ottimi risultati. A questo proposito, sottolinea Mancini, “<em>bisogna analizzare il contesto, perché ovviamente sono Paesi con una forte crescita rispetto all&#8217;Italia che invece è in una situazione di quasi decrescita, se non crescita vicino allo zero e quindi ciò riguarda il problema del lavoro in generale</em>”.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://agente0011.it/wp-content/uploads/2021/03/stereotipi-genere.jpg" alt=""/></figure>
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<p>Il nuovo contratto collettivo dei dirigenti firmato nel 2024 introduce misure concrete per incentivare la leadership femminile, tra cui finanziamenti per l’accesso delle donne ai ruoli apicali, certificazione della parità di genere, maggiore supporto alla genitorialità condivisa con 15 giorni di congedo matrimoniale retribuito e rafforzamento delle tutele contro molestie e violenze nei luoghi di lavoro. Ma permane <strong>un problema culturale</strong>: come sottolinea Mancini, &#8220;<em>In Italia una donna, prima di essere assunta con un ruolo di manager, subisce una certa reticenza da parte delle aziende, nonostante sia statisticamente provato che le donne manager portano dei risultati migliori. Sul ruolo di manager persiste uno stereotipo: una donna è vista male per questioni legate all’età, a quello che può chiedere in termini di flessibilità. Ricordiamo che poi le categorie che sono più reticenti a assumere donne sono proprio le persone con un’età molto avanzata e l &#8216;Italia ha anche questo problema, ossia la maggior parte dei manager italiani ha un&#8217; età molto elevata</em>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le politiche sull&#8217;inclusione: funzionano?</h2>



<p>E quanto all&#8217;<strong>inclusione</strong>? Se da un lato le aziende stanno investendo su <strong>Diversity, Equity &amp; Inclusion </strong>(DEI), in Italia la gestione di queste politiche è ancora affidata prevalentemente alle Risorse Umane (42%), mentre in altri Paesi è guidata direttamente dai CEO, con effetti più incisivi. “<em>Creare ambienti di lavoro equi e meritocratici è essenziale per garantire un’occupazione femminile di qualità</em>” afferma Mancini. Guardando al resto del mondo, ci sono dei dati sorprendenti, ad esempio in Paesi che hanno degli alti livelli di performance di crescita economica, come ad esempio quelli che si stanno avvicinando alla crescita dei cosiddetti <strong>BRICS</strong>: da questo punto di vista, si nota che le nazioni che hanno una crescita economica molto prospera, fanno registrare livelli di occupazione femminile molto elevati. Paesi come <strong>Filippine </strong>e <strong>Thailandia</strong> hanno una presenza femminile molto elevata, fornendo una spinta fortissima a un incremento economico: il <strong>microcredito </strong>ha avuto un ruolo fondamentale in questa evoluzione.</p>


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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://impm.org/wp-content/uploads/2024/04/DEI.jpg" alt="" style="width:464px;height:auto"/></figure>
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<p>Il tema della precarietà delle imprese femminili in Italia, tuttavia, fornisce dati molto discordanti, secondo Mancini. <strong>Le donne che creano impresa sono aumentate dal 22 % al 32 % </strong>nell&#8217;ultimo anno, ma creare un&#8217;impresa, fare un &#8216;impresa familiare, significa aprire una <strong>partita IVA</strong> ma non significa necessariamente avere un lavoro. Questi dati che ci ricordano l &#8216;aumento delle donne manager è legato all&#8217;aumento della partite IVA, perché l &#8216;unico modo per molte donne è lavorare ogni tanto, quando hanno tempo e con delle piccole consulenze. Spesso bisogna rinunciare a un lavoro stabile perché, se si va a mettere sulla bilancia il salario dell&#8217;uomo comparato con il salario della donna, il 90 % delle volte quello della donna è più basso, quindi a quel punto una famiglia cosa fa? Rinuncia al salario più basso e questo ovviamente non fa che ostacolare ulteriormente la carriera di una donna, di una giovane madre o di una donna anche non madre che in qualche modo deve rinunciare alla propria carriera per la famiglia. </p>



<p>Numeri in crescita, ma il divario resta un macigno. Finché il talento femminile sarà soffocato da salari più bassi, precarietà e barriere invisibili, la parità resterà solo uno slogan. Servono fatti, non promesse: senza un cambiamento strutturale, il progresso resterà solo di facciata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/italia-e-lavoro-femminile-piu-donne-manager-ma-lingiustizia-salariale-resta.html">Italia e lavoro femminile: più donne manager ma l&#8217;ingiustizia salariale resta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>INSHALLAH</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/academy/inshallah.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicolas Brunetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2024 14:46:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Disoccupazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="799" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-7-72dpi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-7-72dpi.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-7-72dpi-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-7-72dpi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-7-72dpi-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-7-72dpi-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Questo reportage è tra i vincitori della masterclass in fotografia con Antonio Faccilongo presso The Newsroom Academy Ceuta, insieme a Gibilterra, è conosciuta come una delle due colonne d’Ercole, che secondo gli antichi greci indicavano il limite del mondo conosciuto: l’estremità oltre cui non era possibile spingersi, perché dominata da pericolo e ignoto. Eppure, all’apparenza &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/academy/inshallah.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/academy/inshallah.html">INSHALLAH</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="799" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-7-72dpi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-7-72dpi.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-7-72dpi-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-7-72dpi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-7-72dpi-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-7-72dpi-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p><div
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                <h1 class="article__title">
                    INSHALLAH
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                        Questo reportage è tra i vincitori della masterclass in fotografia con Antonio Faccilongo presso The Newsroom Academy Ceuta, insieme a Gibilterra, è conosciuta come una delle due colonne d’Ercole, che secondo gli antichi greci indicavano il limite del mondo conosciuto:&#8230;
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<h2 class="wp-block-heading">Questo reportage è tra i vincitori della masterclass in fotografia con Antonio Faccilongo presso <a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-foto-e-videogiornalismo"><strong>The Newsroom Academy</strong></a></h2>



<p>Ceuta, insieme a Gibilterra, è conosciuta come una delle due colonne d’Ercole, che secondo gli antichi greci indicavano il limite del mondo conosciuto: l’estremità oltre cui non era possibile spingersi, perché dominata da pericolo e ignoto. Eppure, all’apparenza sembra una città tranquilla, circondata da spiagge con acqua cristallina, un sole battente per la maggior parte dell’anno e da abitanti felici di avere gli stipendi più alti di tutta Spagna.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="684" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-15-72dpi-1024x684.jpg" alt="" class="wp-image-415699" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-15-72dpi-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-15-72dpi-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-15-72dpi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-15-72dpi-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-15-72dpi.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ceuta è conosciuta come una delle due Colonne di Ercole, insieme a Gibilterra. L&#8217;immagine sembra dare l&#8217;impressione di un Ercole che con la sua forza cerca di tenere in piedi le colonne. Un pò come Ceuta, la città con il tasso di disoccupazione più alto d&#8217;Europa, riuscirà a resistere?</figcaption></figure>
</div>


<p><br>I primi giorni a Ceuta, passeggiando tra le strade del centro sempre brulicanti di gente sorridente che fa shopping ed i profumi invitanti delle pasticcerie presenti nella via principale, fanno riflettere: questa è davvero la città con il tasso di disoccupazione più alto d’Europa?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Luglio 2023</h2>



<p>Il sole splende tutti i giorni, le nuvole sono solo ricordi lontani, il caldo e l’umidità estrema presente fino a sera obbligano le persone a recarsi in spiaggia per godersi un bagno rinfrescante. Proprio qui, nella più gettonata Playa de la Ribera, verso il tramonto ragazzini dai lineamenti marocchini si avvicinano alla struttura di calisthenics posta nella spiaggia adiacente, chiamata Fuente Caballo. Tra di loro ci sono Hassan e Aissa, che con gentilezza raccontano le loro storie e con preoccupazione parlano del futuro e delle poche prospettive presenti in città.</p>


<div class="wp-block-image is-style-default">
<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-1-72dpi.jpg" alt="" class="wp-image-415691" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-1-72dpi.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-1-72dpi-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-1-72dpi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-1-72dpi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-1-72dpi-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption class="wp-element-caption">Issa si concede un bagno rilassante e rinfrescante dopo un allenamento al parco della spiaggia La Ribera.</figcaption></figure>
</div>


<p>A Ceuta la percentuale di disoccupazione si aggira attorno al 30%. Su circa 83.000 persone, sono pressappoco 29.000 quelle che possiedono un impiego. Di queste più di un terzo lavorano nel settore pubblico. Hassan e Aissa vivono nel barrio Principe Alfonso, conosciuto come uno dei quartieri più pericolosi d’Europa, posizionato su una collina a pochi passi dalla frontiera marocchina e formato da case tutte colorate che ricordano le favelas brasiliane. </p>


<div class="wp-block-image is-style-default">
<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-18-72dpi-1.jpg" alt="" class="wp-image-415701" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-18-72dpi-1.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-18-72dpi-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-18-72dpi-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-18-72dpi-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-18-72dpi-1-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption class="wp-element-caption">Luogo dentro al barrio Principe Alfonso dove si trovano auto abbandonate, rubate, bruciate e dove le persone del quartiere provano a recuperare pezzi di ricambio da rivendere.</figcaption></figure>
</div>


<p>Nel quartiere ci sono circa 20.000 persone, tutti musulmani e tra di loro parlano il “darija”, un dialetto arabo presente in Marocco. Hassan ha 19 anni, sogna di fare il personal trainer, spera di rimanere a Ceuta tutta la vita, ma per ora non vede prospettive in questa città. Abita nel bel mezzo del barrio, dalla terrazza della casa della sua famiglia si possono ascoltare i romantici richiami alla preghiera dei molteplici minareti presenti nel quartiere e vedere le persone sorseggiare the moruno, un tipico the alla menta marocchino, godendosi il tramonto. I residenti si conoscono tutti, infatti chi non ci abita e si trova nei dintorni, viene notato e notificato subito.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-11-72dpi-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-415693" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-11-72dpi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-11-72dpi-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-11-72dpi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-11-72dpi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-11-72dpi.jpg 1066w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Hassan si riposa sotto l&#8217;ombra di una palma dopo l&#8217;allenamento di palestra nella spiaggia La Ribera.</figcaption></figure>
</div>


<p>Aissa ha 22 anni, studia ingegneria informatica all’Università di Granada a Ceuta e spera un giorno di progettare qualcosa per migliorare la situazione economica della sua città, in modo da viverci per sempre. I giovani del Principe Alfonso spesso non possono accedere nemmeno ai sussidi dello Stato, perché le unità abitative “abusive” fioccano in strutture considerate unitarie, anche quando sono composte da più appartamenti. Basta un padre o un fratello che abbia un reddito per far saltare le graduatorie: il nucleo familiare viene considerato lo stesso. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Ottobre 2023</h2>



<p>Nell’aria ancora estiva, ma accolta finalmente da un desiderato vento, riecheggiano spari di pistola provenienti dal barrio Principe Alfonso. Il quartiere ha una storia complessa e un presente assai problematico: negli ultimi venti anni è passato da guerre fra narcotrafficanti a una fase di radicalizzazione islamica e legami col jihadismo. Il problema odierno è la criminalità giovanile, meno organizzata ma altrettanto pericolosa: ci sono sparatorie quasi ogni settimana. </p>



<p>Nella via più pericolosa del barrio vive Mariam con la sua famiglia. Lei ha 20 anni, sogna di diventare una professoressa d’inglese ed avere una famiglia tutta sua a Ceuta. </p>


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<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-6-72dpi.jpg" alt="" class="wp-image-415695" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-6-72dpi.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-6-72dpi-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-6-72dpi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-6-72dpi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-6-72dpi-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mariam si presta per un ritratto in un punto panoramico che offre il barrio Principe Alfonso.</figcaption></figure>
</div>


<p>Nel quartiere c’è una scuola primaria, le secondarie sono a cinque chilometri di distanza. Il tasso di abbandono scolastico prima della fine del ciclo della scuola dell’obbligo si aggira intorno al 24% a Ceuta, ma all’interno del barrio Principe Alfonso supera il 56%. Mariam è determinata a raggiungere il suo obiettivo e spera che questo si realizzi a Ceuta, dove i professori più prestigiosi della città sono però tutti uomini.</p>


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<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-14-72dpi.jpg" alt="" class="wp-image-415696" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-14-72dpi.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-14-72dpi-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-14-72dpi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-14-72dpi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-14-72dpi-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mariam è seduta fuori dall&#8217;aula dove si svolgono gli esami e sulla parete ci sono le foto dei professori più prestigiosi di Ceuta. Sta aspettando con ansia il suo turno, ma determinata a raggiungere il proprio sogno.</figcaption></figure>
</div>


<p>Nel pomeriggio, uscendo dal quartiere in direzione centro città, è possibile ascoltare le grida di bambini dentro ai campetti di calcio. I ragazzi per giocare preferiscono spostarsi parecchio, perché impauriti dalla criminalità. Durante una partita agguerrita di calcetto, a dirigere una squadra c’è Hadil, che con tenacia cerca di motivare i suoi giocatori. </p>


<div class="wp-block-image is-style-default">
<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1200" height="801" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-17-72dpi.jpg" alt="" class="wp-image-415697" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-17-72dpi.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-17-72dpi-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-17-72dpi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-17-72dpi-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-17-72dpi-768x513.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption class="wp-element-caption">Hadil si rilassa e fissa il cielo dopo avere fatto la preghiera del pomeriggio nel suo posto preferito, dove viene sempre con la nonna a passeggiare.</figcaption></figure>
</div>


<p>Lui ha 22 anni, vive nel barrio Principe Alfonso e sogna di diventare un allenatore di calcio professionista. Il verde intenso della sua camera da letto ed i trofei vinti, rendono l’idea della speranza immensa che regna in questo ragazzo. L’anello con la corona del Principe e la pistola, invece, ricordano la pericolosità del quartiere; infatti, quasi tutti i residenti sono in possesso di armi. Hadil sa che per raggiungere i suoi obiettivi dovrà lasciare la città, ma spera che in futuro si trovino progetti per far diventare Ceuta una città turistica, tranquilla e piena di opportunità lavorative.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-12-72dpi-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-415698" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-12-72dpi-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-12-72dpi-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-12-72dpi-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-12-72dpi-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-12-72dpi-1.jpg 1066w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Passaporto di Hadil. La scritta del paese quasi cancellata con il tempo rendono la situazione in cui si sentono gli abitanti del Principe Alfonso: sono spagnoli, europei, in Marocco, ma non sentono di avere gli stessi diritti di nessuno dei paesi e quindi si trovano quasi ad essere senza nazionalità.</figcaption></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Gennaio 2024</h2>



<p>L’inverno sembra non esistere a Ceuta, ma solo per quanto riguarda le temperature. Gli abitanti del barrio Principe Alfonso convivono con la consapevolezza di essere considerati dai propri compaesani e da tutta Spagna gente pericolosa, povera e disposta a tutto per sopravvivere. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-3-72dpi-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-415717" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-3-72dpi-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-3-72dpi-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-3-72dpi-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-3-72dpi-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-3-72dpi-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Hassan si riscalda prima del suo allenamento giornaliero al parco della spiaggia La Ribera, vicino al centro della città.</figcaption></figure>
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<p>Provano una sensazione di esclusione sociale fin da piccoli, quando chiedono in regalo giocattoli per sognare di vivere come gli altri bambini della città che non vogliono giocare con loro. Mentre da ragazzi si comprano vestiti firmati contraffatti per far credere di poterseli permettere ed essere accettati dalla società.</p>


<div class="wp-block-image is-style-default">
<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-19-72dpi.jpg" alt="" class="wp-image-415704" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-19-72dpi.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-19-72dpi-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-19-72dpi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-19-72dpi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Inshallah-19-72dpi-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption class="wp-element-caption">Issa, dopo la preghiera del pomeriggio, si sposta nel salotto di casa sua meditando e guardando fuori dalla finestra.</figcaption></figure>
</div>


<p> Dopo quasi tre mesi passati a Ceuta è normale sentirsi come gli abitanti del barrio Principe Alfonso, con questa sensazione di sospensione, di attesa, incastrati in un quartiere senza via d’uscita. Sono spagnoli, europei, in Marocco, ma non sentono di avere gli stessi diritti di nessuno dei paesi; quindi, si trovano ad essere quasi senza nazionalità. </p>


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                                    Nicolas Brunetti
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/academy/inshallah.html">INSHALLAH</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>La Casa Bianca dem è in affanno: perché Biden non riesce a far parlare di sè</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/la-casa-bianca-dem-e-in-affanno-perche-biden-non-riesce-a-far-parlare-di-se</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Aug 2023 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[Joe Biden]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-9.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-9-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-9-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-9-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-9-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-9-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>La Bidenomics non decolla. Colpa di una comunicazione confusa, di un ciclo mediatico nuovamente assorbito da Trump, di risultati tiepidi. Ad un anno dalle elezioni, Biden è già di rincorsa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/la-casa-bianca-dem-e-in-affanno-perche-biden-non-riesce-a-far-parlare-di-se">La Casa Bianca dem è in affanno: perché Biden non riesce a far parlare di sè</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-9.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-9-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-9-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-9-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-9-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-9-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-9.jpg" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/08/Bidenomics.mp4"></video></figure>



<p>Ad un anno dalle prossime elezioni, la Casa Bianca sta cercando in ogni modo di vendere <strong>Joe Biden</strong> e la <strong>filosofia economica</strong> che ha implementato negli ultimi anni, la Bidenomics. Il complesso di leggi approvate comprende l’<em>American Rescue Plan</em>, l’<em>infrastructure and Jobs Act</em>&nbsp;e l’<em>inflation Reduction Act</em>, e ha già riscosso dei tiepidi <strong>successi</strong> come il rallentamento dell&#8217;inflazione, la diminuzione della disoccupazione e la crescita dei salari. Tuttavia, la <strong>comunicazione poco chiara</strong> e diretta che Washington ha allestito su questi temi non ha passato il messaggio: gli americani non accreditano questi meriti alla presidenza Biden, e al contrario hanno una pessima opinione di quanto fatto dall&#8217;amministrazione dem in ambito economico. In più, ora che <strong>Donald Trump</strong> è <strong>tornato nell&#8217;arena</strong> e si è ripreso il ciclo dei media con i suoi tre processi in corso, lo spazio riservato a Biden e i suoi provvedimenti si contrae sempre più.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Scopri di più:</strong> <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-si-prende-i-media-e-la-bidenomics-non-decolla-perche-la-casa-bianca-e-in-affanno.html?preview=true&amp;_thumbnail_id=406571" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Trump si prende i media e la Bidenomics non decolla: perché la Casa Bianca è in affanno</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/la-casa-bianca-dem-e-in-affanno-perche-biden-non-riesce-a-far-parlare-di-se">La Casa Bianca dem è in affanno: perché Biden non riesce a far parlare di sè</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quelle promesse non mantenute di Macron</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/quelle-promesse-non-mantenute-di-macron.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Apr 2022 05:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[Disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni presidenziali]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220202124958889_23e28e2a443b8509cf774efea1dd9e16-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220202124958889_23e28e2a443b8509cf774efea1dd9e16-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220202124958889_23e28e2a443b8509cf774efea1dd9e16-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220202124958889_23e28e2a443b8509cf774efea1dd9e16-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220202124958889_23e28e2a443b8509cf774efea1dd9e16-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220202124958889_23e28e2a443b8509cf774efea1dd9e16-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220202124958889_23e28e2a443b8509cf774efea1dd9e16-2048x1362.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mercoledì 20 aprile, a meno di una settimana dallo scontro decisivo, si è tenuto un acceso dibattito tra la candidata di estrema destra Marine Le Pen e l’uscente presidente Emmanuel Macron. I due candidati si sono ritrovati come cinque anni fa, finalisti delle elezioni presidenziali e opposti su tutto. Le accuse rivolte reciprocamente sono state &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/quelle-promesse-non-mantenute-di-macron.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220202124958889_23e28e2a443b8509cf774efea1dd9e16-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220202124958889_23e28e2a443b8509cf774efea1dd9e16-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220202124958889_23e28e2a443b8509cf774efea1dd9e16-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220202124958889_23e28e2a443b8509cf774efea1dd9e16-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220202124958889_23e28e2a443b8509cf774efea1dd9e16-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220202124958889_23e28e2a443b8509cf774efea1dd9e16-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220202124958889_23e28e2a443b8509cf774efea1dd9e16-2048x1362.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Mercoledì 20 aprile, a meno di una settimana dallo scontro decisivo, si è tenuto un acceso dibattito tra la candidata di estrema destra Marine Le Pen e l’uscente presidente Emmanuel Macron. I due candidati si sono ritrovati come cinque anni fa, finalisti delle elezioni presidenziali e opposti su tutto. Le accuse rivolte reciprocamente sono state molte. Dal tema delle pensioni a quelle del clima. Un botta e risposta continuo.</p>
<p>La Le Pen si è riferita al presidente definendolo “<i>climato-hypocrite</i>” in quanto non davvero volenteroso di risolvere tutti questi problemi. Infatti il presidente Macron non è riuscito ad adempiere a tutte le promesse annunciate nel 2017 che aveva decantato come le più importanti. Ricordiamo infatti le grandi promesse su azioni necessarie riguardo il cambiamento climatico. Ricordiamo le proposte fatte sulle pensioni e quelle sul combattere la disoccupazione. Tutte promesse e proposte che hanno visto rallentamenti gravi. Alcune per mancanza di lungimiranza altre per casi straordinari come la crisi sanitaria da Covid-19. E il clima rappresenta solo uno dei diversi fronti riformisti che il presidente uscente è stato costretto a rivedere pesantemente.</p>
<h2>Lotta al cambiamento climatico</h2>
<p>&#8220;Finanzieremo lo sviluppo delle energie rinnovabili: entro il 2022, puntiamo a raddoppiare la capacità eolica e solare fotovoltaica&#8221;. La promessa è stata mantenuta a metà. L’energia eolica è stata aumentata del 62% mentre quella solare del 90%. Il presidente Macron aveva promesso di ridurre il nucleare ma negli anni ha fatto marcia indietro sull’argomento concentrando le energie per affrancarsi dagli idrocarburi proprio grazie all&#8217;energia atomica. Inoltre aveva annunciato di aumentare il prezzo del prezzo del diesel in modo tale da renderlo meno vantaggioso per i francesi ma il programma, in corso dal 2014, si è fermato dopo le grandi manifestazioni dei Gilet Gialli e della Francia profonda che lo hanno portato a bloccare la misura. Per ultima la promessa di imporre il divieto di utilizzare interferenti endocrini e pesticidi è rimasta in sospeso a causa della mancanza di alternative ritenute sufficienti.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h2>Pensioni: una riforma fermata dalla pandemia</h2>
<p>Anche sul fronte della previdenza Macron si è rimangiato parte delle promesse. &#8220;Creeremo un sistema pensionistico universale dove un euro versato dà gli stessi diritti, indipendentemente da quando è stato versato, indipendentemente dallo status della persona che ha contribuito&#8221;, prometteva nel 2019. Il piano prevedeva l’instaurazione di un fondo pensionistico nazionale universale e una &#8220;età cardine&#8221; al di sotto della quale chi va in pensione subisce uno sconto sulla pensione. A causa della pandemia questa riforma è in stato di attesa. Il presidente ha aggiunto che “questa riforma è indispensabile” ma non è detto che debba essere messa in atto come previsto.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h2>Lotta alla disoccupazione: i meriti del predecessore</h2>
<p>&#8220;Un ritorno a un tasso di disoccupazione del 7% (o 1,3 milioni di posti di lavoro) pienamente documentato&#8221;. Nonostante la disoccupazione sia comunque diminuita durante il suo mandato, non è scesa abbastanza o comunque non secondo i piani delineati nel 2017. Allora, all&#8217;inizio del suo mandato, il tasso di disoccupazione era del 9,5%, ma nel tempo si è attestato al 7% nel 2021 ma va considerato come la traiettoria del mercato del lavoro, e la curva discendente del tasso, fossero cambiate già durante la presidenza di François Hollande e che quindi l&#8217;impatto del leader di En Marche sia stato al quanto limitato.</p>
<h2>Creazione di uno statuto per l’indipendenza giornalistica</h2>
<p>&#8220;Creare un nuovo statuto di società di stampa, basato sul modello anglosassone, per garantire l&#8217;indipendenza editoriale e giornalistica&#8221;. Statuto del quale la Francia ha un grande bisogno soprattutto dopo il gran trambusto sorto dalle violente manifestazioni dei <em>Gilets Jaunes</em> dove molti giornalisti sono stati attaccati dalle forze di polizia. Ricordiamo anche che dal novembre 2020 il parlamento ha approvato una legge che vieta di riprendere caratteri distintivi e di riconoscimento di agenti in servizio. Legge molto controversa che ha provocato la rabbia di molti. Alla fine il provvedimento non ha mai visto la luce e lo statuto delle imprese di stampa è rimasto immutato.</p>
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		<title>Tunisia, anche l&#8217;Eni scappa dal &#8220;pianeta Tatooine&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/tunisia-anche-leni-scappa-dal-pianeta-tatooine.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Apr 2021 06:16:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Eni-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Eni-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Eni-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Eni-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Eni-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Eni-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Eni-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non solo i migranti. Ora anche Eni scappa dalla Tunisia, ex culla della primavera araba al centro di una acuta crisi politica, economica, sociale e ora anche sanitaria che l&#8217;Europa sembra ignorare. Dopo ben 60 anni di attività, il Cane a sei zampe ha deciso di non rinnovare le concessioni in scadenza e, sostanzialmente, di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/tunisia-anche-leni-scappa-dal-pianeta-tatooine.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Eni-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Eni-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Eni-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Eni-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Eni-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Eni-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Eni-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Non solo i migranti. Ora anche <strong>Eni</strong> scappa dalla <strong>Tunisia</strong>, ex culla della primavera araba al centro di una acuta crisi politica, economica, sociale e ora anche sanitaria che l&#8217;Europa sembra ignorare. Dopo ben 60 anni di attività, il Cane a sei zampe ha deciso di non rinnovare le concessioni in scadenza e, sostanzialmente, di ritirarsi del Paese, almeno per quanto riguarda il settore <em>oil &amp; gas</em>. Ad <a href="https://allafrica.com/stories/202104010996.html">annunciarlo</a> è stato il direttore generale per gli idrocarburi presso il ministero dell’Energia tunisino, Rachid Ben Dali, una conferenza stampa che ha avuto ampio spazio sulla stampa tunisina e che in Italia è stata riportata dall’<a href="https://www.agenzianova.com/a/6065f0ac270090.95757283/3384967/2021-04-01/energia-dirigente-ministero-tunisia-annuncia-eni-vuole-lasciare-il-paese/linked">Agenzia Nova</a>. Il comparto degli idrocarburi, dopo anni di incuria e proteste sociali, è diventato un <strong>incubo</strong> per le compagnie internazionali. Bassa produzione, alti costi e soprattutto troppi rischi legati alle continue sommosse popolari non valgono l’investimento. Il dirigente tunisino ha spiegato che la decisione dell’azienda italiana &#8220;rientra nel quadro della sua scelta di abbandonare le attività nel settore degli idrocarburi a vantaggio di energie alternative e non inquinanti, puntando anche sui giacimenti più redditizi del mondo” come la zona offshore di <strong>Zohr</strong>, al largo delle acque dell’<strong>Egitto</strong>.</p>
<h2>A.A.A. cercasi compratori</h2>
<p>Secondo <a href="https://it.finance.yahoo.com/notizie/eni-e-shell-cercano-di-154452356.html">Reuters</a>, l’anglo-olandese <strong>Royal Dutch Shell</strong> avrebbe incaricato Rothschild &amp; Co. di <strong>vendere</strong> gli asset in Tunisia, che includono due giacimenti di gas offshore e un impianto produttivo onshore rilevato nel 2016. Shell aveva già provato a sbarazzarsi degli asset tunisini nel 2017, ma ha abbandonato il processo a causa di dispute legali con il governo del Paese rivierasco. Sempre secondo le stesse fonti, Eni si sarebbe affidata alla banca di investimento Lazard per la vendita degli asset tunisini. Ben Dali ha dichiarato che Eni dovrebbe cedere le proprie quote in Tunisia “a un soggetto di pari livello tecnico e finanziario”, ma al momento “nessuna alternativa a Eni è stata finora formalmente presentata”. L’azienda italiana detiene in Tunisia partecipazioni in nove titoli minerari regolati da contratti di concessione e il permesso esplorativo Borj el Khadra. In Tunisia produce circa 2 milioni di barili di petrolio, più 1 milioni di barili di petrolio e condensati e 0,1 miliardi di metri cubi di gas: un’attività assolutamente <strong>marginale</strong> a fronte di una produzione complessiva di 634 milioni di barili di petrolio, 307 milioni di barili di petrolio e condensati e 49,0 miliardi di metri cubi di gas. L’importanza della Tunisia risiede semmai nel potenziale dell’energia solare (proteste permettendo) e soprattutto nel passaggio dello strategico <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/transmed-algeria-gas-italia.html">gasdotto TansMed</a> che porta in Italia il <strong>gas</strong> algerino.</p>
<h2>Il ritorno delle proteste</h2>
<p>La situazione sociale, con la disoccupazione al 17,4 per cento, è sempre più <strong>esplosiva</strong>. La città di <strong>Tataouine</strong>, cuore petrolifero del Paese rivierasco, noto al grande pubblico per essere “il pianeta Tatooine&#8221; della fortunata saga cinematografica Star Wars, è stata di nuovo <a href="http://kapitalis.com/tunisie/2021/04/01/el-kamour-routes-fermees-a-tataouine-pour-appeler-a-la-liberation-des-six-jeunes-maintenus-en-detention/">teatro di proteste</a> e scontri tra manifestanti e polizia. Il coordinamento del sit-in di El Kamour, picchetto permanente che tiene in scacco la già scarsa produzione tunisina di idrocarburi, ha annunciato l’intenzione di riprendere le dimostrazioni e i blocchi. Tutto questo mentre il ministro dell&#8217;Economia, Ali Kooli, ha ammesso che l’economia del Paese versa in una situazione “<a href="https://www.swissinfo.ch/spa/t%C3%BAnez-crisis_la-situaci%C3%B3n-es--extremadamente-cr%C3%ADtica--en-t%C3%BAnez--avisa-ministro-de-econom%C3%ADa/46498884">estremamente critica</a>”. Secondo il <a href="https://www.imf.org/en/Publications/WEO">World Economic Outlook</a> pubblicato dal Fondo monetario internazionale (Fmi), il Pil ha registrando nel 2029 un tasso di crescita negativo <strong>senza precedenti</strong> del -8,8 per cento. Per l’anno in corso, l’Fmi prevede una crescita del +3,8 per cento, ma tutto dipende dal prolungamento o meno della pandemia. E il Paese nordafricano è nel pieno della terza ondata di <strong>coronavirus</strong>, mentre la campagna di vaccinazione procede a rilento. Le autorità hanno prolungato il cessate il fuoco in vista del Ramadan, ma non è escluso che il divieto venga usato come pretesto per scatenare nuove proteste e scontri.</p>
<h2>Rischio ondata migratoria</h2>
<p>Nel frattempo, i flussi migratori illegali via in mare lungo la rotta del Mediterraneo centrale sono aumentati del +<strong>185,69 per cento </strong>nel 2021: da 2.977 a 8.505 ingressi via mare alla mattina del 9 aprile. La rotta, per la verità, non riguarda solo la Tunisia, ma anche la Libia e l’Algeria. Ma i tunisini guidano la classifica delle nazionalità dichiarate allo sbarco con <strong>1.239 arrivi</strong>, davanti a 1.109 ivoriani, 915 bengalesi, 752 guineani, 465 sudanesi, 430 eritrei, 362 egiziani, 361 maliani, 317 marocchini e 316 algerini (per altre 2.000 persone circa sono ancora in corso le attività di identificazioni). Sarebbe opportuno cominciare a guardare alla Tunisia con maggiore attenzione: i segnali che arrivano dalla “perla rara” del Mediterraneo (come è stata definita da più di un ministro degli Esteri dell&#8217;Italia) sono tutt’altro che rassicuranti. E&#8217; auspicabile che Roma solleciti l&#8217;Europa ad evitare il collasso dell&#8217;unica democrazia sopravvissuta alle primavere arabe. Il vuoto lasciato nell&#8217;Ue da Emmanuel Macron &#8211; alle prese con le elezioni &#8211; e da Angela Merkel &#8211; che si ritirerà a breve &#8211; fornisce un&#8217;ottima occasione per <strong>Mario Draghi</strong> di prendere la leadership dell&#8217;Unione e di spostare il focus dell&#8217;Europa verso gli interessi strategici dell&#8217;Italia nella &#8220;sponda sud&#8221; del Mediterraneo.</p>
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		<title>Come l&#8217;Italia può reagire alla catastrofe economica in corso</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/come-litalia-puo-reagire-alla-catastrofe-economica-in-corso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Apr 2021 14:31:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=313943</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1206" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="economia italia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-300x188.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-1024x643.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-768x482.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-1536x965.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-2048x1286.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A marzo 2020, quando la pandemia di Covid-19 iniziava a mordere duramente e a seminare morte tra le province di Lodi, Bergamo, Brescia e Cremona, per tutta Italia all&#8217;emergenza sanitaria iniziò a sommarsi l&#8217;inizio di una fase di acutissima vulnerabilità economica. Il governo Conte II fu costretto a mettere in campo misure emergenziali di garanzia alla liquidità &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/come-litalia-puo-reagire-alla-catastrofe-economica-in-corso.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1206" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="economia italia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-300x188.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-1024x643.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-768x482.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-1536x965.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-2048x1286.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>A marzo 2020, quando la pandemia di Covid-19 iniziava a mordere duramente e a seminare morte tra le province di <strong>Lodi, Bergamo, Brescia e Cremona, </strong>per tutta Italia all&#8217;emergenza sanitaria iniziò a sommarsi l&#8217;inizio di una fase di acutissima vulnerabilità economica. Il governo Conte II fu costretto a mettere in campo misure emergenziali di garanzia alla liquidità delle imprese, a dare sostegno alla <strong>cassa integrazione</strong> e a progettare il rafforzamento dei sussidi anti-disoccupazione e anti-povertà. Il 10 marzo 2020, a poche ore di distanza dalla prima misura di confinamento valida per tutto il territorio nazionale, il <strong>ministro dell&#8217;Economia <a href="https://www.ilmessaggero.it/video/politica/coronavirus_gualtieri_nessuno_perdera_lavoro-5104895.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Roberto Gualtieri </a></strong>dichiarò: &#8220;nessuno perderà il lavoro per il coronavirus&#8221;. A un anno di distanza, <a href="https://www.iltempo.it/a-fil-di-spada/2020/04/25/video/bugia-ministro--roberto--gualtieri-aveva-detto-nessuno-perdera-posto-lavoro-un-mese-fa-ora-corregge-saltano-492-mila-lavoratori-per-crisi-coronavirus-1320443/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la previsione è stata clamorosamente disattesa</a>: negli ultimi dati Istat è segnalato il fatto che l&#8217;anno della pandemia ha mandato in fumo quasi <strong>un milione </strong>di posti di lavoro, 945mila per la precisione.</p>
<h2>La catastrofe occupazionale</h2>
<p>&#8220;Le ripetute flessioni congiunturali dell’occupazione , registrate dall’inizio dell’emergenza sanitaria fino a gennaio 2021 – spiega l’istituto di statistica – hanno determinato<b> un crollo dell’occupazione del 4,1%</b>. La diminuzione coinvolge uomini e donne, dipendenti (-590mila) e autonomi (-355mila) e tutte le classi d’età. Il tasso di occupazione scende, in un anno, di 2,2 punti percentuali toccando il 56,5%&#8221;.</p>
<p>La metodologia usata dall&#8217;Istat nei calcoli macroeconomici vede il tasso di occupazione come il rapporto tra gli occupati e il totale della <strong>forza lavoro </strong>nella fascia 15-64 anni; quindi non deve stupire il fatto che il crollo dell&#8217;occupazione non si rifletta simmetricamente in un aumento speculare del tasso di disoccupazione, a febbraio pari al 10,2% (+0,5% su un anno prima), dato che quest&#8217;ultimo è calcolato avendo al denominatore la somma tra gli occupati e coloro che cercano attivamente lavoro. Il dato più drammatico è quindi l&#8217;aumento esponenziale di persone che, espulse dal mercato del lavoro per la chiusura delle attività da loro condotte o per l&#8217;esaurimento di contratti a termine di varia natura, sono entrati nella categoria dei <strong>lavoratori sfiduciati </strong>e negli inoccupati. Il tasso di inattività tra i<b> 15 e i 64 anni è al 37%</b>, in crescita di 2,1 punti rispetto al periodo pre-pandemia (+717mila unità), e questo preoccupa fortemente in vista del proseguo del 2021, anno in cui il Paese si avvia verso scadenze economiche decisive.</p>
<p>Diverse analisi calcolano in almeno 200-300 mila i posti di lavoro che avrebbe temporaneamente salvato il <strong><a href="https://www.adnkronos.com/decreto-sostegno-2021-blocco-licenziamenti-fino-a-quando_6uz8zHiQa7NumbLyeIBYqn?refresh_ce" target="_blank" rel="noopener noreferrer">blocco dei licenziamenti</a> </strong>introdotto a marzo 2020 e prorogato, in varie forme più selettive, fino al prossimo autunno dal governo Conte II e dal governo Draghi; inoltre, sull&#8217;economia italiana aleggia, ad esso legato,<a href="https://it.insideover.com/economia/leredita-rischiosa-del-covid-unondata-di-fallimenti-di-imprese.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> lo spettro di un&#8217;<strong>ondata di fallimenti </strong>nel mondo</a> delle imprese all&#8217;esaurimento delle misure di sostegno economico alla liquidità e di rimborso di cassa integrazione e strumenti di sostegno simili. Ritorna a gravare sulla nostra società, in prospettiva, il <strong>fantasma della povertà </strong>e dell&#8217;esclusione sociale, che secondo uno studio di Unimpresa riferito a fine 2020 minaccia oltre 10 milioni di italiani.<a href="https://www.agi.it/economia/news/2021-04-04/allarme-unimpresa-10milioni-italiani-rischio-poverta-12043435/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Il perimetro della minaccia riguarda oltre 1,2 milioni di soggetti in più</a> rispetto a un&#8217;analoga rilevazione relativa al 2015, con una crescita significativa del 13%.</p>
<h2>Le risposte insufficienti del governo giallorosso</h2>
<p><strong>Gualtieri </strong>aveva dunque ampiamente torto. Lungi da noi voler addossare sullo storico romano ed <a href="https://it.insideover.com/economia/la-spoon-river-delleconomia-italiana-dopo-lera-giallorossa.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">esponente del Pd e sull&#8217;ex premier <strong>Giuseppe Conte </strong>la colpa esclusiva</a> di questa catastrofe occupazionale e della violenza di uno shock sistemico più duro di tutti quelli che il Paese ha affrontato dalla Seconda guerra mondiale in avanti. Ma il mix di politiche poste in essere ha creato una situazione doppiamente rigida che rischia di ripercuotersi sulle risposte politiche del governo attualmente in carica.</p>
<p>In sostanza le politiche economiche del governo Conte II, escludendo le necessarie misure di sostegno alla liquidità, hanno creato un triplice problema:</p>
<ul>
<li>In primo luogo, lo strumento della <strong>cassa integrazione </strong>anti-Covid ha portato sullo Stato i costi del sostentamento di svariate imprese destinate a cessare l&#8217;attività alla fine delle misure pubbliche di sostentamento.</li>
<li>In secondo luogo, il <strong>blocco dei licenziamenti </strong>da doveroso antemurale a una catastrofe sociale quale era stato pensato nei primi mesi è diventato l&#8217;alibi dietro cui nascondere l&#8217;incapacità politica di pensare un&#8217;agenda veramente al servizio di politiche di creazione strategica di posti di lavoro e di spinta al pieno impiego.</li>
<li>Trasversalmente a ciò, non è stato analizzato se non in minima parte, sulla scia delle politiche di preparazione al Recovery Fund, l&#8217;impatto del Covid sulla trasformazione del lavoro e non sono state poste in essere manovre volte a garantire una riqualificazione delle competenze e delle prospettive di lavoratori le cui imprese o i cui settori si trovano ad affrontare crisi potenzialmente irreversibili.</li>
</ul>
<p>Questa somma di rigidità rischia di mandare il Paese addosso a un iceberg quando le misure verrano gradualmente ad esaurirsi, col risultato di non riuscire a tutelare né le prospettive di sopravvivenza di decine di migliaia di imprese né centinaia di migliaia di posti di lavoro, particolarmente concentrati nel settore delle Pmi.</p>
<p>Con il pretesto dell&#8217;equità si è dunque navigato a vista sul breve periodo dimenticando che esisterà anche una fase post-pandemica in cui l&#8217;economia cambierà profondamente. <a href="https://www.lavoce.info/archives/71912/la-crisi-del-lavoro-in-uneconomia-da-covid/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L&#8217;economista <strong>Tommaso Monacelli </strong>ha scritto su <em>La Voce </em>che</a> a questo scenario si dovrebbero contrapporre tre misure ben precise: &#8220;una riforma della cassa integrazione, strumento ideale in presenza di shock esogeni alle imprese (come il Covid), ma che non permette al lavoratore di assumere altri impieghi temporanei [&#8230;], una riattivazione dei contratti di lavoro temporanei&#8221; e la creazione di &#8220;programmi di formazione e ampliamento delle competenze che favoriscano la riallocazione verso i settori essenziali (e in espansione), un processo fortemente carente in Italia&#8221;. Misure complementari tra loro se portate avanti in maniera sistemica con un obiettivo di lungo periodo. Il governo Draghi ha seguito l&#8217;orientamento strategico del premier e si prepara a varare nuovi round di ristori e aiuti alle imprese più targettizati, i<a href="https://it.insideover.com/economia/lavoro-imprese-zombie-e-bad-bank-le-prime-sfide-di-draghi.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">n grado di non sussidiare tutti i settori ma di focalizzarsi su quelli più produttivi e capaci di riprendersi.</a></p>
<h2>Scenari di ripartenza</h2>
<p>Cetti Galante, ad di  Intoo (Gi Group), ha dichiarato al <em>Corriere della Sera </em>di ritenere &#8220;’ fondamentale capire come avvicinare le persone che lavorano su mansioni in declino a ruoli che sono invece sempre più ricercati, favorire il fluire da un settore all’altro, la creazione di impresa, riformare il sistema degli ammortizzatori sociali, mettendo a fianco della politica passiva massicci investimenti sulla ripartenza, sulla riqualificazione&#8221; e definendo <strong>settori di pertinenza</strong> ben precisi per le aree di destinazione di questi processi: &#8220;energie pulite, edilizia sostenibile, mobilità elettrica, web e comunicazione digital, chimica-farmaceutica, salute e medicina, servizi per gli anziani, benessere e sicurezza delle persone, telecomunicazioni, pulizie e sanificazione, e-commerce e customer service, delivery, logistica e trasporti&#8221;.</p>
<p>I campi in cui, insomma, si trovano maggiori prospettive occupazionali e scenari più limpidi per ipotizzare un rafforzamento del <strong>sistema Paese</strong> negli anni a venire e che in alcuni casi coincidono con quei settori ad alto valore strategico o su cui i governi occidentali stanno iniziando a valutare politiche di <em>reshoring.<a href="https://www.studiocataldi.it/articoli/41562-entro-il-2025-serviranno-quasi-4-milioni-di-nuovi-posti-di-lavoro.asp" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> </a></em>A cui si andrà ad aggiungere la pubblica amministrazione che secondo i dati di Unioncamere nei prossimi cinque anni, avrà bisogno di oltre 740mila nuovi occupati, più di 690mila dei quali per il naturale turnover dei dipendenti e i pensionamenti anticipati.</p>
<p>Il mercato del lavoro italiano si trova dunque nella fase di valle classicamente studiata dai teorici dell&#8217;economia come <strong>John Maynard Keynes, </strong>in una fase in cui è necessario promuovere attive politiche in grado di mobilitare investimenti pubblici e privati al servizio della ripresa del Paese. La distruzione di posti di lavoro e i problemi sociali causati dalla <strong>catastrofe occupazionale </strong>potranno essere affrontati e vinti solamente pensando il lungo periodo, dando fiato ai settori di punta dell&#8217;economia, rafforzando la rete di protezione per coloro che si trovano in settori a maggior rischio di esclusione dal mercato. Serve un vero progetto nazionale che il governo Conte II non è stato in grado di sviluppare, complici anche situazioni esterne alle sue competenze e alla natura catastrofica dell&#8217;emergenza pandemica e<a href="https://it.insideover.com/economia/la-dottrina-draghi-contro-la-crisi-del-covid-19.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> che ora il <strong>governo Draghi </strong>sarà chiamato a completare</a>. Solo rimettendo il lavoro al centro del discorso, infatti, l&#8217;economia potrà riprendersi degnamente dai danni di un anno di pandemia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/come-litalia-puo-reagire-alla-catastrofe-economica-in-corso.html">Come l&#8217;Italia può reagire alla catastrofe economica in corso</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Adesso sta scoppiando la bolla della disoccupazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/adesso-sta-scoppiando-la-bolla-della-disoccupazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2020 09:47:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Disoccupazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Ufficio-vuoto-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Ufficio-vuoto-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Ufficio-vuoto-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Ufficio-vuoto-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Ufficio-vuoto-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Ufficio-vuoto-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Ufficio-vuoto-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Era stato preannunciato già all&#8217;inizio della scorsa estate: i danni maggiori provocati dalla recessione economica causata dal passaggio della pandemia di coronavirus si sarebbero sentiti soltanto con l&#8217;inizio dell&#8217;autunno. In parte a causa dell&#8217;estinguersi del piano d&#8217;aiuti volti a sorreggere le imprese e i lavoratori nei difficili mesi segnati dal lockdown e in parte per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/adesso-sta-scoppiando-la-bolla-della-disoccupazione.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/adesso-sta-scoppiando-la-bolla-della-disoccupazione.html">Adesso sta scoppiando la bolla della disoccupazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Ufficio-vuoto-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Ufficio-vuoto-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Ufficio-vuoto-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Ufficio-vuoto-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Ufficio-vuoto-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Ufficio-vuoto-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Ufficio-vuoto-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Era stato preannunciato già all&#8217;inizio della scorsa estate: i danni maggiori provocati dalla<strong> recessione</strong> economica causata dal passaggio della <a href="https://it.insideover.com/scheda/societa/che-cose-il-coronavirus.html">pandemia di coronavirus</a> si sarebbero sentiti soltanto con l&#8217;inizio dell&#8217;autunno. In parte a causa dell&#8217;estinguersi del piano d&#8217;aiuti volti a sorreggere le imprese e i lavoratori nei difficili mesi segnati dal lockdown e in parte per una caratteristica endemica del mercato occidentale, ottobre sarebbe diventato il mese da tenere sotto controllo.</p>
<p>Anche questa volta, purtroppo, le stime sembrano essere state corrette e con l&#8217;arrivo dell&#8217;autunno ecco che una delle grandi piaghe preannunciate, quella della<strong> disoccupazione</strong>, sembra essersi manifestata quasi contemporaneamente sia nel mondo americano sia nel mondo europeo. E in questa situazione, lo scenario che da qui ai prossimi mesi ci potremmo trovare davanti rischia di essere ancora peggiore del previsto, considerando come l&#8217;aumento della disoccupazione sia la causa scatenante di un crollo dei consumi e, di conseguenza, di una nuova contrazione produttiva.</p>
<h2>Stati Uniti: la piena occupazione è ormai lontana</h2>
<p>Negli ultimi mesi del 2019 e con l&#8217;inizio del 2020, gli Stati Uniti stavano vivendo quel periodo arcadico che in Economia si può definire come &#8220;piena occupazione&#8221;. Con un tasso di disoccupati ai minimi storici e le società cavalcanti sul mercato, Washington stava vivendo con <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> uno dei periodi di maggiore espansione economica dal Dopoguerra in avanti. Tuttavia, con l&#8217;arrivo della <strong>pandemia</strong> questa tendenza si è bruscamente invertita, riportando il tasso dei disoccupati al di sopra del 10%.</p>
<p>Nonostante il bazooka messo in campo dal governo federale, le società non sono state infatti in grado di continuare a garantire tutti i precedenti posti di lavoro, con la crisi che si è rivelata in tutta la sua forza già nel mese di agosto, <a href="https://www.reuters.com/article/usa-economy-idUSKBN25V0HB">quando il piano d&#8217;intervento economico ha iniziato a perdere potenza</a>. Adesso, con l&#8217;autunno iniziato e ottobre alle porte, la sensazione è che il <strong>crollo</strong> dell&#8217;occupazione subirà un&#8217;ulteriore crescita &#8211; anche a causa del finire dei contratti stagionali. E in questo scenario, dunque, la situazione potrebbe uscire fuori anche dal controllo stesso di Washington.</p>
<h2>Anche l&#8217;Europa rischia la stessa fine</h2>
<p>Esattamente come nel mondo americano, <a href="https://it.euronews.com/2020/09/01/effetto-covid-aumenta-la-disoccupazione-nell-eurozona">anche in Europa l&#8217;arrivo dell&#8217;autunno coincide con il rischio di un nuovo aumento della disoccupazione</a>. Come negli Stati Uniti, infatti, le stagioni autunnali ed invernali sono segnate da un crollo degli occupati nel settore primario &#8211; a tutti gli effetti considerati attivi nelle stime attuali relative all&#8217;estate nonostante i <strong>contratti a breve termine </strong>&#8211; e dovranno fare i conti con delle assunzioni nei settori secondario e terziario non in linea con gli anni precedenti.</p>
<p>Nonostante gli aiuti promessi dall&#8217;Europa, infatti, i piani messi in campo dai paesi sono destinati ad <strong>esaurirsi</strong> nel giro di pochi mesi. E le stesse società, dal canto loro, non si trovano attualmente nelle condizioni di poter garantire una piena occupazione, non potendo effettuare stime adeguate riguardo alla domanda aggregata futura.</p>
<p>Il crollo dell&#8217;occupazione, però, è destinato ad avere conseguenze anche nei confronti stessi dell&#8217;economia: abbattendo la domanda interna, infatti, anche le produzioni andranno a rilento, rischiando di innescare un colpo di coda della crisi che si potrebbe trascinare avanti sino alla prossima primavera. In uno scenario che, nonostante le belle parole di Bruxelles, rischia di essere ben <strong>peggiore</strong> dell&#8217;atteso.</p>
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		<title>Disoccupazione, Italia maglia nera d&#8217;Europa: il fallimento di Conte-Gualtieri</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/disoccupazione-italia-maglia-nera-deuropa-il-fallimento-di-conte-gualtieri.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2020 15:37:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Disoccupazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1014" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Giuseppe-Conte-e-Roberto-Gualtieri-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Giuseppe-Conte-e-Roberto-Gualtieri-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Giuseppe-Conte-e-Roberto-Gualtieri-1-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Giuseppe-Conte-e-Roberto-Gualtieri-1-768x519.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Giuseppe-Conte-e-Roberto-Gualtieri-1-1024x692.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Sul fronte della disoccupazione, guardando ai dati registrati nel periodo compreso tra il primo lockdown di aprile alla fine dello scorso luglio, l&#8217;Italia è maglia nera dell&#8217;Unione europea. Basta leggere gli ultimi numeri diffusi dall&#8217;Eurostat per rendersi conto di cosa stiamo parlando. È vero, in generale il tasso di disoccupazione destagionalizzato all&#8217;interno dell&#8217;Eurozona è salito &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/disoccupazione-italia-maglia-nera-deuropa-il-fallimento-di-conte-gualtieri.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/disoccupazione-italia-maglia-nera-deuropa-il-fallimento-di-conte-gualtieri.html">Disoccupazione, Italia maglia nera d&#8217;Europa: il fallimento di Conte-Gualtieri</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1014" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Giuseppe-Conte-e-Roberto-Gualtieri-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Giuseppe-Conte-e-Roberto-Gualtieri-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Giuseppe-Conte-e-Roberto-Gualtieri-1-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Giuseppe-Conte-e-Roberto-Gualtieri-1-768x519.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Giuseppe-Conte-e-Roberto-Gualtieri-1-1024x692.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Sul fronte della <strong>disoccupazione</strong>, guardando ai dati registrati nel periodo compreso tra il primo lockdown di aprile alla fine dello scorso luglio, l&#8217;<strong>Italia</strong> è maglia nera dell&#8217;Unione europea. Basta leggere gli ultimi numeri diffusi dall&#8217;Eurostat per rendersi conto di cosa stiamo parlando. È vero, in generale il tasso di disoccupazione destagionalizzato all&#8217;interno dell&#8217;Eurozona è salito un po&#8217; ovunque. Ma la situazione peggiore, in attesa di capire cosa è successo in Grecia, Estonia e Ungheria, Paesi per i quali mancano ancora le cifre e che potrebbero aver fatto peggio di Roma, è quella italiana.</p>
<p>In Italia la disoccupazione è passata da un tasso pari al 7,3% di aprile al <strong>9,7%</strong> di fine luglio. Scendendo nel dettaglio, come ha evidenziato <a href="https://www.italiaoggi.it/news/l-istat-dopo-4-mesi-torna-a-salire-l-occupazione-il-tasso-di-disoccupazione-sale-al-9-7-202009011021432217"><em>Italia Oggi</em></a>, in appena quattro mesi il tasso di disoccupazione italiano è cresciuto del 32,87%. Hanno fatto peggio, per il momento, soltanto i Paesi Bassi guidati da Mark Rutte (+32,35%) e il Portogallo (+28,57%). Ombre lunghe anche sul resto d&#8217;Europa, con la media continentale passata dal 6,7% al 7,2%, mentre la media inerente all&#8217;area euro è cresciuta dal 7,4% al 7,9%.</p>
<p>Nell&#8217;Ue, nel suo insieme, il tasso è passato dal 7,1% al 7,2%. Sempre guardando ai dati preoccupa la <strong>disoccupazione giovanile</strong>, che si sta facendo particolarmente sentire in Spagna (41,7%), Italia (31,1%) e Svezia (28,9). Stoccolma, nonostante il lockdown morbido, non ha potuto evitare del tutto l&#8217;impatto provocato dalla pandemia di Covid.</p>
<h2>Italia maglia nera</h2>
<p>Nella sciagurata classifica che mette in fila i Paesi nei quali la disoccupazione è cresciuta di più l&#8217;Italia occupa il primo posto, ovvero il peggiore possibile. E questo nonostante le famigerate misure di sostegno avanzate dal <strong>governo giallorosso</strong>, tra il blocco dei licenziamenti, l&#8217;intervento per garantire liquidità alle aziende (i 400 milioni per lo più rimasti in canna) e gli altri 100 miliardi stanziati con altri tre decreti.</p>
<p>Insomma, l&#8217;esecutivo italiano si è affidato a una marea di <strong>interventi</strong>, molti dei quali anche costosi, che non hanno evitato alcuna debacle. Diversi analisti erano rimasti scettici di fronte alla road map giallorossa per uscire dalla crisi. I loro dubbi sono stati confermati dai fatti: le politiche economiche proposte dal presidente del Consiglio, <strong>Giuseppe Conte</strong>, e dal ministro dell&#8217;Economia, <strong>Roberto Gualtieri</strong>, sono state ben poco efficaci. O, nel migliore dei casi, hanno semplicemente rimandato un&#8217;emergenza.</p>
<p>L&#8217;esempio più lampante riguarda i <strong>licenziamenti</strong>: fin qui non c&#8217;è stato alcun salasso ma, in un futuro non troppo lontano, non appena terminerà il provvedimento inerente ai blocchi, sarà difficile immaginarsi uno scenario rose e fiori. L&#8217;aspetto più bizzarro è che nessuno, né dal governo né dalla maggioranza, ha commentato un simile scenario.</p>
<h2>Il confronto con gli altri Paesi</h2>
<p>Abbiamo visto come la pandemia abbia scosso l&#8217;economia del mondo intero. Eppure, anche se nel resto d&#8217;Europa la situazione è complessa, nessuno ha macinato i record negativi raggiunti dall&#8217;Italia. Per quale motivo? La risposta più ovvia da dare è che le <strong>politiche economiche</strong> adottate dagli altri esecutivi sono risultate più efficaci rispetto ai bonus a pioggia proposti dai giallorossi.</p>
<p>Giusto per fare un confronto: in <strong>Germania</strong> abbiamo assistito a un aumento della disoccupazione pari al 10%, dal 4% al 4,4% mentre in Spagna del 3,22% (dal 15,3% al 15,8%). Secondo quanto riferito dal quotidiano <em>Handelsblatt</em>, a Berlino, ad agosto, il tasso è aumentato di 0,1 punti su base mensile, con 45mila disoccupati in più rispetto a luglio. Anche se in questo periodo il valore tende a salire per via dei contratti di lavoro e di apprendistato che terminano prima delle ferie estive.</p>
<p>In <strong>Francia</strong>, invece, c&#8217;è stato un trend opposto. A Parigi e dintorni il tasso di disoccupazione è diminuito dell&#8217;11,5%, passando dal 7,8% al 6,9%. Perfino Bulgaria, Cipro e Malta hanno avuto meno disoccupati dell&#8217;Italia. Certo è che nell&#8217;Ue nessuno tra i governi più importanti si è avvicinato ai disastrosi numeri ottenuti dal tandem Conte-Gualtieri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/disoccupazione-italia-maglia-nera-deuropa-il-fallimento-di-conte-gualtieri.html">Disoccupazione, Italia maglia nera d&#8217;Europa: il fallimento di Conte-Gualtieri</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Così il la pandemia ha sconvolto i piani dei sovranisti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosi-il-la-pandemia-ha-sconvolto-i-piani-dei-sovranisti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2020 14:58:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Jari-Bolsonaro-mascherina-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bolsonaro coronavirus Brasile (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Jari-Bolsonaro-mascherina-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Jari-Bolsonaro-mascherina-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Jari-Bolsonaro-mascherina-La-Presse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Jari-Bolsonaro-mascherina-La-Presse-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La pandemia da Sars-Cov2 si è abbattuta pure sui leader sovranisti e sui loro piani. La rielezione di Donald Trump, prima del &#8220;cigno nero&#8221;, sembrava scontata. Boris Johnson si sarebbe dovuto occupare della Brexit e basta. Jair Bolsonaro è stato costretto ad affrontare un gigantesco imprevisto all&#8217;interno di una nazione che non può, per via &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-il-la-pandemia-ha-sconvolto-i-piani-dei-sovranisti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-il-la-pandemia-ha-sconvolto-i-piani-dei-sovranisti.html">Così il la pandemia ha sconvolto i piani dei sovranisti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Jari-Bolsonaro-mascherina-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bolsonaro coronavirus Brasile (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Jari-Bolsonaro-mascherina-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Jari-Bolsonaro-mascherina-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Jari-Bolsonaro-mascherina-La-Presse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Jari-Bolsonaro-mascherina-La-Presse-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La pandemia da Sars-Cov2 si è abbattuta pure sui leader sovranisti e sui loro piani. La rielezione di Donald Trump, prima del &#8220;cigno nero&#8221;, sembrava scontata. Boris Johnson si sarebbe dovuto occupare della Brexit e basta. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/jair-bolsonaro-brasile.html">Jair Bolsonaro</a> è stato costretto ad affrontare un gigantesco imprevisto all&#8217;interno di una nazione che non può, per via delle condizioni economico-sociali del popolo, tutelarsi attraverso lo strumento del lockdown. Al netto delle critiche sulla gestione di questa situazione straordinaria da parte dei tre leader nominati, è innegabile che la pandemia abbia intaccato un percorso che sarebbe dovuto andare in un&#8217;altra direzione politica. La strada intrapresa dal sovranismo era un&#8217;altra.</p>
<p>I sovranisti, con le dovute differenze, erano per esempio impegnati a criticare alcuni effetti della globalizzazione. L&#8217;uscita dall&#8217;Ue del Regno Unito e la stipulazione di accordi bilaterali con gli Stati Uniti trumpiani avrebbero dovuto garantire un rimescolamento del quadro geopolitico, con un asse in grado di mettere in discussione il trionfo del multilateralismo diplomatico. Oggi sembra che quel disegno possa scomparire a novembre, con la ventilata sconfitta di Trump alle presidenziali. Nella stessa misura, i leader sovranisti avevano iniziato a gestire i fenomeni migratori, invertendo l&#8217;impostazione dei progressisti e privilegiando l&#8217;economia interna. La pandemia, in termini politico-mediatici, sembra aver restituito la palla tra i piedi dei progressisti. Trump, Johnson e Bolsonaro risultano, ad oggi, i tre presidenti più criticati nel consesso occidentale.</p>
<p>In questa storia dimora un paradosso: il Sars-Cov2 &#8211; affermano da più parti &#8211; ha messo in crisi il sistema economico derivante dalla globalizzazione. &#8220;Nulla sarà come prima&#8221;, <a href="https://twitter.com/ilariacapua/status/1252743786788159489">afferma da tempo</a> Ilaria Capua. Come se il mondo aperto e denso di spostamenti cui siamo stati abituati stesse per tornare indietro, in una condizione precedente. Eppure, i leader che vengono sottoposti a critiche con maggiore incidenza, sono proprio quelli che hanno criticato la globalizzazione nel corso dei loro mandati. Gli stessi leader che, a conti fatti, potrebbero presto inciampare: Trump potrebbe perdere le elezioni in favore di Biden; Johnson potrebbe avere delle difficoltà in più a realizzare il suo progetto d&#8217;autonomia; Bolsonaro potrebbe perdere il polso sociale della nazione che governa.</p>
<p>I dati sull&#8217;economia americana, prima dell&#8217;avvento del &#8220;cigno nero&#8221;, facevano registrare un trionfo a tutto tondo. Poi la pandemia ha ribaltato le statistiche sui tassi occupazionali. Tralasciando la narrativa di Trump sul virus, non si può non notare come il presidente che più di tutti ha messo in crisi alcune architravi della globalizzazione possa essere costretto a salutare per via di un virus destinato a sconvolgere la risalita dell&#8217;economia interna, che è stata il fiore all&#8217;occhiello di questi cinque anni targati tycoon. Sempre prima della pandemia, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/boris-johnson.html">Boris Johnson</a>, con la vittoria alle elezioni parlamentari, poteva dire di aver definitivamente convinto i britannici della bontà della Brexit, trattando con l&#8217;Ue in una posizione di forza. Non è più così. Anzi, ora è l&#8217;Ue che ha fretta di chiudere, magari al ribasso, con tutto quello che comporterebbe per &#8220;Bo-Jo&#8221;, in specie nel caso a vincere negli States fosse <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Biden</a>. L&#8217;ordine promesso da Bolsonaro, infine, non può essere garantito con un problema sanitario di così vasta portata.</p>
<p>A scomparire, più che la globalizzazione, potrebbe essere la nota &#8220;ondata sovranista&#8221;. Come si deduce con facilità, molto di questo scenario dipende dall&#8217;esito delle presidenziali americane. Un colpo di reni di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Trump</a> spariglierebbe le previsioni sulla crisi del sovranismo in tempo di pandemia. Ma per ora le rilevazioni sono statistiche sono impietose: persino Trump, in alcuni suoi discorsi pubblici, sembrerebbe aver buttato la spugna. La sensazione è che, per paradosso appunto, i sovranisti stiano subendo gli effetti peggiori, da un punto di vista squisitamente politico, di un fenomeno alimentato da quel mondo globalizzato (si pensi alla velocità di trasmissione dovuta ai confini aperti ed alla mancanza di frontiere) che tanto hanno provato, almeno in parte, a scardinare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-il-la-pandemia-ha-sconvolto-i-piani-dei-sovranisti.html">Così il la pandemia ha sconvolto i piani dei sovranisti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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