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	<title>Cacciatorpediniere Archives - InsideOver</title>
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	<title>Cacciatorpediniere Archives - InsideOver</title>
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		<title>Contrordine marinai: il Senato USA vuole nuovi cacciatorpediniere insieme alle corazzate di Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/contrordine-marinai-il-senato-usa-vuole-nuovi-cacciatorpediniere-insieme-alle-corazzate-di-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 04:40:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cacciatorpediniere]]></category>
		<category><![CDATA[Corazzata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1846" height="1168" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022.jpeg 1846w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-300x190.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-1024x648.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-768x486.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-1536x972.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-600x380.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1846px) 100vw, 1846px" /></p>
<p>Il senato USA chiede alla marina di continuare con la progettazione dei nuovi cacciatorpediniere insieme alle corazzate "Trump".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/contrordine-marinai-il-senato-usa-vuole-nuovi-cacciatorpediniere-insieme-alle-corazzate-di-trump.html">Contrordine marinai: il Senato USA vuole nuovi cacciatorpediniere insieme alle corazzate di Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1846" height="1168" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022.jpeg 1846w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-300x190.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-1024x648.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-768x486.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-1536x972.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-600x380.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1846px) 100vw, 1846px" /></p>
<p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> potrebbero fare inversione di rotta sulla decisione di non continuare con la progettazione di una nuova classe di cacciatorpediniere (<strong>DDG(X)</strong>) che andrebbero a sostituire l&#8217;attuale linea composta dagli Arleigh Burke entro il 2035/2040. Secondo quanto appreso da <a href="https://news.usni.org/2026/06/18/sasc-wants-navy-to-develop-new-ddgx-destroyer-in-tandem-with-trump-battleship">USNI News</a>, la Commissione per le forze armate del senato USA ritiene che la <strong>U.S. Navy debba continuare a sviluppare il cacciatorpediniere</strong> di nuova generazione, oltre alle nuove corazzate comunemente conosciute come “classe Trump”. Il testo della relazione della commissione senatoriale afferma che la marina USA ha bisogno del DDG(X) per avere una piattaforma in grado di sostituire i cacciatorpediniere Arleigh Burke Flight I quando inizieranno a essere dismessi dalla flotta negli anni 2030. La commissione ha effettuato questa valutazione anche in base al peso economico del <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-u-s-navy-vuole-le-corazzate-classe-trump.html">progetto delle nuove corazzate</a>, denominato BBG(X). “Le stime iniziali del costo unitario del BBG(X) si aggirano tra i <strong>12 e i 13 miliardi di dollari</strong>”, si legge nella relazione, e “a questo prezzo, la marina non può permettersi di sostituire i DDG-51 in fase di dismissione con le corazzate BBG(X) con un rapporto di uno a uno”. La U.S. Navy prevede di acquistare la prima corazzata nell&#8217;ambito della proposta di bilancio per l&#8217;anno fiscale 2028, che verrà presentata la prossima primavera. Le attuali previsioni di bilancio quinquennale del Pentagono indicano che la marina statunitense richiederà 17 miliardi di dollari di finanziamenti per l&#8217;acquisizione di questo programma nel 2028. “La progettazione e la costruzione della BBG(X) non dovrebbero soppiantare l&#8217;importante lavoro che deve proseguire sul DDG(X)”, si legge nel rapporto della commissione del Senato, con l&#8217;invito alla marina a rispettare la tempistica del DDG(X) stabilita lo scorso anno. </p>



<p>La proposta di bilancio della marina per lo scorso anno prevedeva finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo della progettazione preliminare del DDG(X) e affermava che si stava definendo il percorso di acquisizione del programma. <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cantieristica-nazionale-e-un-disastro-la-marina-usa-compra-navi-da-giappone-e-corea-del-sud.html">Nella proposta di bilancio di quest&#8217;anno</a>, per l&#8217;anno fiscale 2027, il programma è stato decurtato in favore delle BBG(X) seguendo la volontà della Casa Bianca. Continuare con il DDG(X) costringerebbe la U.S. Navy a fare compromessi in termini di capacità, secondo il piano trentennale di costruzione navale per l&#8217;anno fiscale 2027, pubblicato a maggio. Tale piano affermava che il BBG(X) “non è destinato a sostituire un cacciatorpediniere”.</p>



<p>Nella bozza del <em>National Defense Authorization Act </em>per l&#8217;anno fiscale 2027, la Commissione per gli Affari speciali del Senato non ha imposto restrizioni al programma BBG(X), ma ha scelto di non autorizzare il miliardo di dollari di finanziamento anticipato richiesto dalla maarina per la corazzata. “Riteniamo che fosse prematuro valutare la necessità di quel programma”, ha dichiarato un funzionario della maggioranza del Senato ai giornalisti la scorsa settimana. Allo stesso tempo, la Commissione Affari speciali auspica che la marina USA stipuli un altro contratto pluriennale di fornitura per il programma Arleigh Burke Flight III, in modo da poter continuare ad acquistare i cacciatorpediniere mentre sviluppa i DDG(X) e le BBG(X).</p>



<p>Nel <strong>2021</strong>, la U.S. Navy aveva dichiarato di voler acquistare il primo DDG(X) nell’anno fiscale 2028 e nel 2022 aveva presentato il concept per il nuovo cacciatorpediniere destinato a succedere ai classe Arleigh Burke. L&#8217;avvento di Trump e il suo desiderio, assecondato dalla marina, di volere nuove corazzate, aveva inizialmente interrotto la progettazione dei cacciatorpediniere. La prima corazzata è attualmente prevista nel piano quinquennale di bilancio per l’anno fiscale 2028 e sarà un’unità da 30mila tonnellate di dislocamento il cui armamento principale sarà di tipo missilistico, <strong>con 128 celle di lancio verticali </strong>(VLS) – più 12 per <em>Conventional Prompt Strike</em> – in grado di accomodare vettori antinave, antiaerei e da attacco terrestre in profondità anche a carica nucleare. Insieme a questo armamento missilistico, le BBG(X) avranno anche artiglierie tra cui un pezzo “<em>railgun</em>” nonché armi laser.</p>



<p>La dismissione degli Arleigh Burke di prima serie avrebbe però <strong>compromesso la scalabilità e l&#8217;efficienza dei gruppi navali</strong> statunitensi, compresi quelli incentrati sulle portaerei, in ragione della non paritaria sostituzione con le future nuove corazzate. Soprattutto, una nave come le BBG(X) si adatta poco ad alcuni teatri che gli Stati Uniti considerano secondari rispetto alle immense distese del Pacifico ma che comunque sono importanti e potrebbero richiedere la presenza di unità come i cacciatorpediniere. <strong>L&#8217;esempio è dato dalla recente crisi nel Golfo Persico, in cui gli Arleigh Burke sono stati protagonisti</strong> sia delle azioni offensive contro l&#8217;Iran, sia di azioni difensive – nel Mediterraneo orientale – per intercettare i missili balistici iraniani. Oggettivamente, un&#8217;unità di grandi dimensioni andrebbe poi adeguatamente scortata, e la marina statunitense in questo momento – e almeno per i prossimi 10 anni – non dispone di risorse sufficienti, non avendo ancora avviato un programma per la costruzione di nuove fregate che si integrerebbero nei gruppi navali di scorta, dopo aver <strong>cancellato il programma Constellation</strong>.</p>



<p>Il suggerimento del Senato statunitense, che sembra essere più di un suggerimento, a prima vista potrebbe apparire come una mossa politica contro la Casa Bianca, ma <strong>riflette una reale considerazione operativa</strong>: andare a coprire una lacuna che si sarebbe presentata nel prossimo decennio e che avrebbe dovuto tardivamente essere riempita.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Più grandi e multiruolo: ecco come stanno cambiando le navi da guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/piu-grandi-e-multiruolo-ecco-come-stanno-cambiando-le-navi-da-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cacciatorpediniere]]></category>
		<category><![CDATA[Fregate Fremm]]></category>
		<category><![CDATA[Marina miliare italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare americana (Us Navy)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1374" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00-1024x733.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00-768x550.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00-1536x1099.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00-2048x1465.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se paragoniamo una fregata della Seconda guerra mondiale con una odierna, quest&#8217;ultima ci sembrerà molto più simile a un incrociatore leggero per quanto riguarda le dimensioni, e quindi il dislocamento. Il disegno delle navi da guerra di superficie è infatti cambiato radicalmente a partire dall&#8217;immediato secondo dopoguerra per supportare l&#8217;avvento di nuove tecnologie, come i &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/piu-grandi-e-multiruolo-ecco-come-stanno-cambiando-le-navi-da-guerra.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1374" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00-1024x733.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00-768x550.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00-1536x1099.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00-2048x1465.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se paragoniamo una fregata della Seconda guerra mondiale con una odierna, quest&#8217;ultima ci sembrerà molto più simile a un incrociatore leggero per quanto riguarda le dimensioni, e quindi il dislocamento. Il disegno delle <strong>navi da guerra</strong> di superficie è infatti cambiato radicalmente a partire dall&#8217;immediato secondo dopoguerra per supportare l&#8217;avvento di nuove tecnologie, come i missili e i radar. </p>



<p>Sostanzialmente, per “fare spazio” a missili e relativi sistemi di puntamento/scoperta, le dimensioni di una fregata o di un cacciatorpediniere del secondo conflitto mondiale non bastavano più. Questa tendenza è valida ancora oggi sebbene viviamo ormai stabilmente in un periodo storico in cui le innovazioni si sono dilatate nel tempo: le nuove fregate per la <strong>Us Navy</strong> della <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-la-marina-usa-ha-scelto-le-fregate-fremm-italiane.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">classe “Constellation”</a> (progettate da Fincantieri), e i piani per il nuovo cacciatorpediniere (il Ddgx) sono lì a dimostrarlo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le caratteristiche</h2>



<p>La nuova fregata è lunga circa 150 metri e avrà un dislocamento di 7.400 tonnellate. Rispetto alla classe precedente, quella delle “Oliver Hazard Perry”, le nuove navi sono più lunghe di circa 30 metri e dislocano circa tremila tonnellate in più. </p>



<p>La nuova classe di cacciatorpediniere per la marina statunitense è stata descritta come <strong>più grande</strong> del 39% rispetto agli “Arleigh Burke” <em>flight </em>III, pertanto si stima che il dislocamento sia di 13 mila tonnellate. La lunghezza non è stata ancora determinata, ma “voci di cantiere” riferiscono che la nave sarà più lunga dei “Burke” per ospitare nuovi sistemi. </p>



<p>Per fare un paragone, una fregata della Seconda guerra mondiale aveva un dislocamento che si aggirava intorno alle 1.400 tonnellate, mentre un cacciatorpediniere intorno alle 2.100 e un incrociatore della serie “Trattati” dislocava circa 10 mila tonnellate. Il nuovo Ddgx dovrebbe avere un dislocamento di circa 13 mila tonnellate, ovvero più di un incrociatore classe “Ticonderoga”, e sarà secondo – per tonnellaggio – solo ai 3 classe “Zumwalt”, da più di 15mila tonnellate. </p>



<p>La maggior parte del “<strong>peso</strong>” delle due nuove unità è nascosto alla vista, ovvero nell&#8217;opera viva della nave, ed è costituito da tubi del sistema di lancio verticale (Vls) per missili montati quasi a filo con il ponte principale e, con ogni probabilità, da generatori di potenza e raffreddamento per il possibile (e probabile) imbarco di sistemi a energia diretta. </p>



<p>Un tempo, i ponti erano occupati principalmente dalle <strong>artiglierie</strong>, ora relegate a compiti secondari (la difesa di punto o il bombardamento terrestre in caso di munizionamento a gittata migliorata come il tutto italiano “Vulcano”) e nelle viscere della nave, oltre ai sistemi di propulsione, c&#8217;erano i depositi di munizioni e cariche di lancio. </p>



<p>Oggi le artiglierie hanno lasciato principalmente il posto ai <strong>missili</strong> e ai <strong>ponti di volo</strong>: tutte le unità maggiori (dai pattugliatori in su) hanno a poppa uno spazio, più o meno grande, per far atterrare gli elicotteri con la possibilità anche di ospitarli stabilmente in hangar, sempre ricavati nella parte posteriore dell&#8217;unità navale: in totale, questo spazio, occupa circa un terzo della lunghezza di molte navi da guerra moderne. </p>



<p>Navi come il nuovo cacciatorpediniere statunitense oppure, per stare in Italia, le nostre <strong>fregate classe “Bergamini”</strong> (che sono state il progetto che ha dato vita alle “Constellation”), sono equipaggiate per la lotta <strong>antisom</strong>, quindi necessitano di avere un sonar a prua o trainato a profondità variabile che richiedono spazi diversi rispetto ad altre unità e più sistemi di supporto rispetto al passato. </p>



<p>Una fregata moderna (o un cacciatorpediniere) deve generare molta più elettricità rispetto a 30 anni fa, pertanto anche il disegno delle navi da guerra è cambiato perché, come accennato, più elettricità per più elettronica richiede anche più sistemi di raffreddamento. L&#8217;avvento dell&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/i-sistemi-ipersonici.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ipersonico</a></strong>, probabilmente, richiederà molto altro spazio a bordo a meno di non scegliere un sistema “tutto razzo” come il russo 3M22 “Zircon” invece di un vettore ad <em>air breathing</em>. </p>



<p>Un cacciatorpediniere moderno, poi, è chiamato a ricoprire <strong>ruoli diversi</strong> che spaziano dalla difesa di un gruppo navale (quindi da minacce aeree e di superficie) sino all&#8217;attacco terrestre (quindi necessita di poter lanciare missili da crociera). Anche questo significa dover avere maggior spazio a bordo per armi e i relativi sistemi elettronici di puntamento, tracciamento e acquisizione dei bersagli. Senza considerare che molte unità moderne prevedono ancora di imbarcare siluri, quindi serve sia lo spazio per alloggiarli, sia spazio per lanciarli. </p>



<p>Pertanto la crescita delle dimensioni di cacciatorpediniere e fregate si è verificata sin dall&#8217;avvento di questi tipi di navi e quasi sempre in risposta al cambiamento della missione, delle armi e dell&#8217;equipaggiamento necessari per supportare la tipologia di guerra sui mari, che è cambiata, e i compiti assegnati.</p>



<p>Una trattazione a parte meriterebbe la <em>Voenno Morskoj-Flot</em> (Vmf), la <strong>marina russa</strong>. Dalle parti di Mosca il “gigantismo” ha raggiunto parossismi nella costruzione degli incrociatori della classe “Kirov”, che hanno dimensioni comparabili con quelle delle corazzate giapponesi della classe Yamato risalenti alla Seconda guerra mondiale, ma con un dislocamento di circa 28 mila tonnellate a pieno carico. I “Kirov” – di cui ne sono rimasti due in servizio, uno si trova in cantiere – sono unità a propulsione nucleare che svolgono compiti antinave e di protezione della flotta a lungo raggio (grazie alla versione imbarcata del sistema missilistico antiaereo S-300), quindi necessitano di molta energia e di dimensioni adeguate. In linea generale, tutte le unità russe sono pesantemente armate, anche le più piccole, come vuole la loro dottrina navale che è imperniata più alla protezione dei bastioni marittimi che alla proiezione di forza in alto mare, pur restando una <em>blue water navy</em>: tale principio si ritrova nell&#8217;assenza, nella Vmf, di portaerei maggiori come quelle statunitensi (o francesi). </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa cambia per la Marina italiana</h2>



<p>Oggi, in particolare, i cacciatorpediniere sono diventati l&#8217;<strong>unità da guerra di superficie standard</strong> tanto quanto lo erano la corazzata o l&#8217;incrociatore tra la fine del XIX secolo e l&#8217;inizio del XX, e guardando in casa nostra questa evoluzione è tanto più evidente: i <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/nuovi-dettagli-sul-futuro-cacciatorpediniere-per-la-marina-militare.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nuovi Ddx</a></strong> per la Marina Militare Italiana saranno unità molto più grandi rispetto ai “Luigi Durand de la Penne” e rispetto ai moderni classe “Doria”. Essi, infatti, si prevede che dislocheranno circa 11mila tonnellate contro, rispettivamente, le 5.400 e le 7 mila delle altre unità precedenti. </p>



<p>In una recente intervista, il capo di Stato maggiore della Marina Militare Italiana, l&#8217;ammiraglio Enrico Credendino, ha infatti reso noto che i nuovi Ddx saranno unità in grado di esprimere avanzate capacità di combattimento in un ambiente bellico multidominio specialmente nel settore della difesa antiaerea integrata e antimissile, inclusa quella balistica. Senza considerare che si parla, con sempre più insistenza, della possibilità per la Mm di avere <strong>vettori da crociera</strong>, che quindi sarebbero quasi sicuramente imbarcati sulle nuove unità e che potrebbero essere utilizzati, tramite retrofit, anche da quelle (di superficie o sottomarini) attualmente in servizio. </p>



<p>Risulta quindi chiaro che, in fase progettuale, la cantieristica italiana abbia seguito la stessa tendenza verso l&#8217;ingrandimento delle unità per non imporre una scelta dei sistemi d&#8217;arma imbarcati e quindi dare il più ampio spettro di capacità di combattimento. La vera questione non è quindi la crescita dimensionale, ma piuttosto la <strong>tipologia di missione</strong>. Più missioni da dover eseguire e maggiore efficienza di combattimento significheranno nuovo equipaggiamento e in molti casi verrà richiesto più spazio a bordo, il che significa navi più grandi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/piu-grandi-e-multiruolo-ecco-come-stanno-cambiando-le-navi-da-guerra.html">Più grandi e multiruolo: ecco come stanno cambiando le navi da guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Gli Stati Uniti rinforzano la loro presenza navale in Europa meridionale</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/gli-stati-uniti-rinforzano-la-loro-presenza-navale-in-europa-meridionale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2022 06:01:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cacciatorpediniere]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare americana (Us Navy)]]></category>
		<category><![CDATA[Sesta Flotta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1179" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-1024x629.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-768x472.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-1536x943.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-2048x1257.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti intendono rinforzare la loro presenza navale in Europa meridionale inviando due cacciatorpediniere della classe Arleigh Burke a Rota, in Spagna, come annunciato martedì dalla Casa Bianca. La decisione è stata presa in concomitanza col vertice Nato di Madrid e, come affermato dal consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan, permetterà di implementare la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-stati-uniti-rinforzano-la-loro-presenza-navale-in-europa-meridionale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-stati-uniti-rinforzano-la-loro-presenza-navale-in-europa-meridionale.html">Gli Stati Uniti rinforzano la loro presenza navale in Europa meridionale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>La decisione è stata presa in concomitanza col <strong>vertice Nato</strong> di Madrid e, come affermato dal consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan, permetterà di implementare la presenza degli Usa e dell&#8217;Alleanza in tutti i domini marittimi rilevanti dell&#8217;area euro-atlantica.</p>
<p>Non sono stati resi noti i nomi delle unità che salperanno per Rota, andando ad unirsi ai quattro cacciatorpediniere già presenti nel porto spagnolo: l&#8217;Uss Ross (Ddg-71), l&#8217;Uss Roosevelt (Ddg-80), l&#8217;Uss Porter (Ddg-78) e l&#8217;Uss Arleigh Burke (Ddg-51) che fanno parte della Forward Deployed Naval Force-Europe.</p>
<p>Prende così corpo <a href="https://www.defensenews.com/naval/2020/03/03/push-to-base-six-us-navy-destroyers-in-spain-could-be-gaining-steam/" target="_blank" rel="noopener">una possibilità che era stata ventilata già due anni fa</a>, quando a marzo 2020 siamo venuti a sapere che il Pentagono stava spingendo perché la forza complessiva di cacciatorpediniere basata in Spagna fosse composta da sei unità. Nonostante le perplessità di alcuni ufficiali superiori della U.S. Navy, legate alla disponibilità delle navi per far parte dei <em>Carrier Strike Group</em>, l&#8217;idea aveva trovato l&#8217;appoggio del comitato per i servizi armati del Senato Usa. La richiesta, a ben vedere, era arrivata direttamente dal comandante in capo delle forze Nato in Europa, il generale <strong>Tod Wolters</strong>, che riteneva che due unità in più avrebbero potuto potenziare l&#8217;attività di sorveglianza, comando e controllo nel teatro del Mediterraneo.</p>
<p>La missione primaria degli Arleigh Burke nel Mediterraneo, così come nella Sesta Flotta in generale, è la <strong>difesa antimissili balistici</strong>. Il sistema <strong>Aegis</strong> imbarcato sulle unità, infatti, permette di intercettare i missili balistici a raggio medio e intermedio usando i missili “Standard” SM-3 Block 1B, 1A, e ha anche <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-missile-standard-intercetta-un-icbm-nello-spazio.html" target="_blank" rel="noopener">qualche possibilità di colpire quelli intercontinentali (Icbm)</a> grazie alla versione 2A.</p>
<p>Nel 2010 l’Alleanza Atlantica decide di sviluppare una <a href="https://it.insideover.com/difesa/a-che-punto-e-lo-scudo-antimissile-europeo.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>capacità Bmd</strong></a> (<em>Ballistic Missile Defense</em>) territoriale per perseguire il compito principale della Nato di difesa collettiva. La Nato Bmd si basa su contributi nazionali volontari, compresi intercettori e sensori finanziati a livello nazionale e accordi di hosting. Gli Stati Uniti contribuiscono alla Bmd attraverso l’<em>European Phased Adaptive Approach</em> (Epaa). La Turchia ospita un radar di avvistamento statunitense tipo AN/TPY-2 a Kürecik, in Romania invece esiste un sito americano del sistema <strong>Aegis Ashore</strong>, derivato da quello navale imbarcato sui cacciatorpediniere, presso la base di Deveselu mentre un secondo è situato in Polonia presso la base di Redzikowo. Sempre nel contesto dell’Epaa, in Spagna, oltre agli Arleigh Burke, è presente un radar di scoperta e tracciamento che si integra nella catena di avvistamento situata alle Hawaii, in Alaska (Clear Afb), in California ( Beale Afb), a Capo Cod, a Thule (Groenlandia), in Israele, in Qatar, a Shariki e Kyogamisaki (Giappone) e nell’isola Shemya (Aleutine). In Germania, a Ramstein, è situato invece il centro di comando.</p>
<p>Questo dispositivo, insieme alle infrastrutture militari che ospitano la presenza navale statunitense in Europa, è stato rinforzato a partire dal 2014 tramite l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/guerra/arrivo-pioggia-dollari-le-basi-nato-europa-dellest.html" target="_blank" rel="noopener"><em><strong>European Deterrence Initiative</strong></em></a>, un vasto programma statunitense inteso a rafforzare la propria presenza in tutto il continente dopo l&#8217;annessione della Crimea da parte della Russia.</p>
<p>Tornando al futuro schieramento navale statunitense, basare sei cacciatorpediniere a Rota significherà una maggiore capacità di effettuare missioni di deterrenza contro la Russia, specialmente nel Mar Nero, grazie alla possibilità di sfruttare meglio la turnazione delle unità navali. La mossa rappresenta anche un <strong>segnale di sostegno</strong> all&#8217;Europa, e una maggiore attenzione verso il “Fronte sud”, anche se, come sappiamo, l&#8217;attenzione dell&#8217;Alleanza si è forzatamente spostata – purtroppo – ancora verso quello orientale.</p>
<p>L&#8217;annuncio dell&#8217;amministrazione Biden arriva quando l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina entra nel suo quinto mese e gli Usa, già diverse settimane prima dell&#8217;invasione, avevano inviato in Europa quattro cacciatorpediniere con sede sulla costa orientale facenti parte del nuovo comando in seno alla Seconda Flotta – <a href="https://it.insideover.com/difesa/nuovo-task-group-usa-in-atlantico-per-contrastare-la-minaccia-russa.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Task Group Greyhound</strong></a>. A dicembre il Csg della portaerei Harry Truman è passato sotto il comando Nato ed è stato prolungato il suo periodo di presenza in zona di operazioni nel Mediterraneo.</p>
<p>Recentemente, invece, la Casa Bianca ha reso noto il <strong>nuovo schieramento di forze</strong> statunitensi in Europa, nel quadro dell&#8217;aumento della presenza sul fronte orientale (si parla di 300mila effettivi a fronte degli attuali 40mila), che vedrà la nascita di un quartier generale permanente del Quinto Corpo d&#8217;Armata Usa in <strong>Polonia</strong>, l&#8217;arrivo di una nuova Brigata in <strong>Romania</strong> (3mila soldati), il dispiegamento di due gruppi di F-35 nel <strong>Regno Unito</strong>, il potenziamento delle forze terrestri su base rotazionale nella <strong>regione baltica</strong>, i già citati due nuovi cacciatorpediniere in Spagna e l&#8217;implementazione della difesa aerea insieme ad “altre capacità” non meglio specificate in <strong>Germania</strong> e <strong>Italia</strong>.</p>
<p>Il nostro Paese, qualche giorno fa, ha emesso la direttiva “Strategia di sicurezza e difesa per il Mediterraneo” che individua le criticità nel <em>Mare Nostrum</em>, e della sua area estesa che va dal Golfo di Guinea sino al Persico, in cui si afferma a chiare lettere che “l&#8217;aggressione russa all’Ucraina, che porta comprensibilmente il nostro sguardo a Est conferisce tuttavia una rinnovata centralità al Mediterraneo, mare caldo d’Europa e Fianco Sud della Nato, avendo un’influenza significativa sulle sue dinamiche. In primo luogo, evidenzia la necessità di diversificare le fonti di approvvigionamento energetico. Inoltre, minaccia di avere ripercussioni sul commercio mondiale delle derrate alimentari, con conseguenze particolarmente negative sulle realtà economicamente più fragili, a partire dall’Africa”.</p>
<p>Questo importante documento ribadisce l&#8217;importanza del Fronte Sud dell&#8217;Alleanza che non deve essere dimenticato ora che l&#8217;attenzione si è spostata nuovamente verso oriente a causa del conflitto, anche in considerazione dell&#8217;attività di Mosca in Africa Settentrionale e in quella Subsahariana.</p>
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		<title>L&#8217;U.S. Navy dà il via al programma DDG(X) per i nuovi cacciatorpediniere</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/lu-s-navy-da-il-via-al-programma-ddgx-per-i-nuovi-cacciatorpediniere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jun 2021 10:10:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cacciatorpediniere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1153" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1446205851-nave-guerra-usa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1446205851-nave-guerra-usa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1446205851-nave-guerra-usa-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1446205851-nave-guerra-usa-768x461.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1446205851-nave-guerra-usa-1024x615.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La U.S. Navy ha ufficialmente stabilito il programma di costruzione per introdurre nella flotta la prossima classe di cacciatorpediniere. Il progetto DDG(X), o PMS 460, è stato lanciato il 4 giugno, dopo che Jay Stefany, assistente segretario ad interim della Marina per la ricerca, lo sviluppo e l&#8217;acquisizione, ha approvato formalmente l&#8217;istituzione del nuovo ufficio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/lu-s-navy-da-il-via-al-programma-ddgx-per-i-nuovi-cacciatorpediniere.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1153" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1446205851-nave-guerra-usa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1446205851-nave-guerra-usa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1446205851-nave-guerra-usa-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1446205851-nave-guerra-usa-768x461.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1446205851-nave-guerra-usa-1024x615.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong>U.S. Navy</strong> ha ufficialmente stabilito il programma di costruzione per introdurre nella flotta la prossima classe di cacciatorpediniere. Il progetto <strong>DDG(X)</strong>, o PMS 460, è stato lanciato il 4 giugno, dopo che Jay Stefany, assistente segretario <em>ad interim</em> della Marina per la ricerca, lo sviluppo e l&#8217;acquisizione, ha approvato formalmente l&#8217;istituzione del nuovo ufficio di progettazione.</p>
<p>L&#8217;esigenza nasce da una duplice motivazione: da un lato l&#8217;U.S. Navy ha dovuto annullare il programma per un nuovo incrociatore, designato CG(X), nel 2010 per una questione legata alla lievitazione dei costi, dall&#8217;altro le attuali unità classe <strong>Arleigh Burke</strong>, la cui versione Flight III è attualmente in costruzione con la prima unità presto consegnata alla flotta, hanno raggiunto il limite di miglioramento e gli eventuali futuri aggiornamenti che vanno oltre l&#8217;attuale standard Aegis Baseline 10 con radar AN/SPY-6 dovranno per forza appoggiarsi a un nuovo design che dovrà prevedere uno scafo più grande per avere maggiore spazio, potenza installata e nuovi livelli di capacità di raffreddamento per imbarcare anche armi a energia diretta.</p>
<p>Le prime navi DDG(X) si prevede che arriveranno a partire dal <strong>2032</strong> col primo ordine effettuato nel 2027, pertanto l&#8217;ufficio di progettazione in questa prima fase supervisionerà lo sviluppo di una strategia di acquisizione e in seguito sarà responsabile dello sviluppo del pacchetto tecnologico, della costruzione, dei test, nonché dell&#8217;introduzione in servizio dei nuovi cacciatorpediniere con relativi piani di sostegno.</p>
<p>L&#8217;U.S. Navy, per quanto riguarda i piani dei sistemi “<strong>Future Surface Combatant</strong>”, ha intrapreso la strada che porterà ad avere una classe di unità con equipaggio di grandi e piccole dimensioni e una senza equipaggio grande e media, tutte attualmente in fase di test o in costruzione ad eccezione della grande unità con equipaggio, come riferisce <a href="https://www.defensenews.com/naval/2021/06/04/navy-creates-ddgx-program-office-after-years-of-delays-for-large-combatant-replacement/" target="_blank" rel="noopener"><em>Defense News</em></a>.</p>
<p>Dalla <a href="https://crsreports.congress.gov/product/pdf/IF/IF11679" target="_blank" rel="noopener">documentazione ufficiale del Congresso</a>, apprendiamo che i il programma DDG(X) prevede di dotare la Marina Usa di una classe di cacciatorpediniere missilistici di nuova generazione (definiti DDG) per sostituire i vecchi incrociatori <strong>Ticonderoga</strong>, di cui sono state costruite 27 unità entrate in servizio tra il 1983 ed il 1994. Il budget iniziale per il nuovo progetto proposto dalla Marina richiede un finanziamento di 121,8 milioni di dollari che andranno in ricerca e sviluppo. Per quanto riguarda la tempistica dell&#8217;approvvigionamento degli Arleigh Burke, invece, il Servizio Navale statunitense prevede che terminerà all&#8217;incirca nel momento in cui cominceranno ad arrivare i nuovi DDG(X): la U.S. Navy, nella presentazione del budget per l&#8217;anno 2021, ha reso noto che l&#8217;ultimo cacciatorpediniere dovrebbe essere acquistato intorno al 2027.</p>
<p>La Marina statunitense ha approvato i requisiti di massima delle nuove unità a dicembre 2020. Il nuovo caccia dovrà avere un nuovo design dello scafo evoluto dagli Arleigh Burke e dagli <strong>Zumwalt</strong>. un sistema di propulsione integrato di nuova generazione sviluppato proprio a partire dalle esperienze maturate con gli Zumwalt e dai sottomarini lanciamissili balistici di classe <strong>Columbia</strong>, e inizialmente, sarà equipaggiamento col sistema di combattimento simile a quello installato sulla versione Flight III dei Burke, ovvero con il radar SPY-6 AMDR e il sistema di combattimento Aegis Baseline 10, con spazio sufficiente per incorporare nuovi sistemi man mano che verranno sviluppati radar più potenti.</p>
<p>La U.S. Navy prevede che i DDG(X) saranno più grandi dei Flight III da 9700 tonnellate di dislocamento, ma più piccoli degli Zumwalt da 15700 tonnellate. Il punto medio tra queste due cifre sono <strong>12700 tonnellate</strong>, anche se il valore finale potrebbe essere leggermente maggiore o minore. Non è ancora stato specificato il numero totale di unità che si vogliono acquisire: se ne fossero costruite 11 ce ne sarebbe una per ciascuna delle grandi portaerei Usa. L&#8217;acquisizione di 22 navi, invece, darebbe la possibilità di sostituire i Ticonderoga in un rapporto di uno a uno. Si pensa comunque di mantenere aperta la linea di produzione dei DDG(X) in modo da sostituire almeno alcuni degli Areligh Burke più vecchi, in quanto è previsto che le unità più anziane della classe vengano ritirate dal servizio a partire dai primi anni del 2030.</p>
<p>Questi dati, così come il nuovo piano trentennale di costruzioni navali della Marina Usa, suggeriscono un potenziale <strong>tasso di approvvigionamento</strong> di una o due navi all&#8217;anno. Per quanto riguarda i <strong>costi</strong>, stando ai dati risalenti al piano navale dell&#8217;amministrazione Trump pubblicato il 9 dicembre 2020, il costo medio di un DDG(X) “chiavi in mano” è stimato oscillare tra i 2,4 e i 2,9 miliardi di dollari, rispetto agli 1,9 miliardi per un Arleigh Burke Flight III. Il Servizio prevede comunque che, come sempre accade, i costi si ridurranno nel corso del programma di acquisizione.</p>
<p>Ai DDG(X) verrà probabilmente richiesto di imbarcare anche i <a href="https://it.insideover.com/guerra/lesercito-usa-comincia-a-equipaggiare-la-sua-prima-unita-con-missili-ipersonici.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>nuovi missili ipersonici</strong></a> o altre armi a lungo raggio che sono troppo grandi per adattarsi ai tubi del sistema di lancio verticale (Vls &#8211; Vertical Launch System) <strong>Mk 41</strong> attualmente montato sui Burke e Ticonderoga. Per quanto riguarda proprio la dotazione missilistica non sappiamo quanti saranno i pozzi di lancio, ma dovrebbero essere sicuramente più di quelli dei Burke (90/96) e aggirarsi intorno al numero di quelli dei Ticonderoga (122) per fare fronte alla nuova minaccia portata dai cacciatorpediniere cinesi <strong>Type 055</strong>: unità dal dislocamento di più di 12mila tonnellate con 112 pozzi Vls.</p>
<p>Abbiamo già affermato che i nuovi caccia dovranno ospitare armi a energia diretta, e anche altri strumenti di guerra elettromagnetica che consumano una grande quantità di energia. L&#8217;energia prodotta, insieme alla necessaria capacità di raffreddamento, è stato uno dei fattori chiave che ha portato il Pentagono ad optare per le <strong>Fremm</strong> costruite da Fincantieri per la nuova classe di fregate dell&#8217;U.S. Navy, che prendono il nome di <a href="https://it.insideover.com/difesa/via-libera-dagli-usa-a-fincantieri-per-la-costruzione-della-seconda-fremm.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>classe Constellation</strong></a>. In questo caso di tratta di unità più grandi e meglio armate rispetto alle Lcs, il cui programma di acquisizione è stato sostanzialmente bloccato.</p>
<p>Ci chiediamo, a questo punto, che senso abbia definire ancora cacciatorpediniere una unità dal dislocamento e armamento paragonabile a quello di un incrociatore, facendo al contempo notare come sia definitivamente archiviata la “moda” di dotarsi di piccole unità mediamente armate: la capacità di proiezione di forza oceanica richiede, oggi, di avere un gran numero di vettori missilistici per attacchi in profondità, anche di tipo ipersonico, ed in questo senso i requisiti della U.S. Navy per i DDG(X) riflettono proprio le ultime costruzioni navali cinesi.</p>
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		<title>Nuovi dettagli sul futuro cacciatorpediniere per la Marina Militare</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/nuovi-dettagli-sul-futuro-cacciatorpediniere-per-la-marina-militare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Mar 2021 06:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Cacciatorpediniere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=311590</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="9921" height="7017" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/DDX-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>Sono stati diffusi nuovi dettagli di quello che sarà il nuovo cacciatorpediniere della Marina Militare Italiana. Lo scorso novembre vi avevamo già anticipato di come nell’ultimo Dpp Difesa, il Documento Programmatico Pluriennale che stabilisce quali siano gli indirizzi e soprattutto i programmi ed i finanziamenti previsti per le Forze Armate italiane nel prossimo triennio, comparisse &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/nuovi-dettagli-sul-futuro-cacciatorpediniere-per-la-marina-militare.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/nuovi-dettagli-sul-futuro-cacciatorpediniere-per-la-marina-militare.html">Nuovi dettagli sul futuro cacciatorpediniere per la Marina Militare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="9921" height="7017" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/DDX-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p><p>Sono stati diffusi nuovi dettagli di quello che sarà il nuovo <strong>cacciatorpediniere</strong> della <strong>Marina Militare Italiana</strong>. Lo scorso novembre <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-come-saranno-i-nuovi-cacciatorpediniere-per-la-marina-militare.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vi avevamo già anticipato</a> di come nell’ultimo Dpp Difesa, il Documento Programmatico Pluriennale che stabilisce quali siano gli indirizzi e soprattutto i programmi ed i finanziamenti previsti per le Forze Armate italiane nel prossimo triennio, comparisse – finalmente – il progetto per una nuova classe di unità navali di questo tipo che dovranno sostituire i due caccia della classe Ammiragli (nave Durand de la Penne D 560 e nave Mimbelli D 561), unità varate tra il 1989 ed il 1991, e che si affiancheranno ai due classe Orizzonte: l’Andrea Doria (D 553) e il Caio Duilio (D 554), consegnati alla Marina rispettivamente nel 2007 ed nel 2009.</p>
<p>Il programma riguardante lo studio per lo sviluppo e l’acquisizione di due nuove unità di questo tipo, definite <strong>Ddx</strong> in questa fase, e comprensivo del relativo armamento, è stato finanziato nel bilancio ordinario della Difesa per un importo di 4,5 milioni di euro che andranno in studi di de-risking (che potremmo tradurre come “riduzione del rischio”) distribuiti nei prossimi due anni.</p>
<p>I nuovi cacciatorpediniere avranno un <strong>dislocamento</strong> di circa 11mila tonnellate per una <strong>lunghezza</strong> di 175 metri, una <strong>larghezza</strong> di 23 ed un pescaggio di circa 9. I requisiti sono per una <strong>velocità</strong> massima sarà superiore a 30 nodi e un&#8217;<strong>autonomia</strong> di 7mila miglia nautiche a 18 nodi. La <strong>propulsione</strong> sarà del tipo <strong>Codogal</strong> (Combination of Diesel or Gas and Electric) per una <strong>potenza</strong> complessiva di 42,5 Mw distribuita su due gruppi propulsori con i conseguenti due assi e due eliche.</p>
<p>Saranno quindi delle unità molto grandi. Per dare un termine di paragone gli incrociatori classe Slava russi sono lunghi 186 metri per circa 11mila tonnellate a pieno carico.</p>
<p>Il <strong>sistema di combattimento</strong> di bordo sarà imperniato, molto probabilmente, sul radar a facce fisse tipo Aesa di Leonardo Kronos 3000, che lavora in doppia banda (X e C) per il tracciamento, la guida missili e la scoperta a corto raggio, e sul Kronos Power Shield (in banda L) per la scoperta a lungo raggio che darà, insieme ai missili della famiglia Aster (i tipo 15, 30 e 30 block 1Nt) le capacità antiaeree ma soprattutto <strong>Abm</strong> (Anti Ballistic Missile). I cacciatorpediniere avranno sei sistemi lanciamissili tipo Vls (Vertical Launch System) Sylver A50 a otto celle (per un totale di 48) a centro nave per il lancio dei vettori della famiglia Aster, mentre altri 2 Vls dello stesso tipo, sempre a otto celle (16 in totale), saranno a prua e si prevede che saranno destinati al lancio del missile da crociera da attacco terrestre <strong>Scalp Naval</strong>. Una dotazione, questa, che è sempre mancata alla nostra Marina e che va a colmare una lacuna non più tollerabile stante il quadro della situazione internazionale.</p>
<p>La capacità antinave sarà data dal missile Teseo Mk2 Evolved (2 lanciatori per 4 missili) mentre le navi avranno – finalmente – una dotazione di artiglieria di tutto rispetto: oltre ad un cannone da 127/64 di Leonardo che utilizza il nuovo munizionamento guidato Vulcano, i cacciatorpediniere avranno due o tre pezzi da 76/62 a tiro rapido in grado di utilizzare anche le munizioni guidate Dart (Driven Ammunition Reduced Time Of Flight) di cui uno posizionato a poppa e uno a centro nave. Per la difesa ravvicinata sembra sia stato scelto l’affusto Oto Melara 25/80 “Spallaccia”. Saranno presenti anche lanciatori trinati per siluri Antisom B515/3.</p>
<p>La <strong>gestione del fuoco</strong> delle nuove navi sarà affidata al sistema di combattimento fabbricato da Leonardo: il Combat Management System di nuova generazione ad architettura aperta, modulare e riconfigurabile, progettato per essere un sistema C4I (Comando, Controllo, Comunicazione, Computer e Intelligence) completo con accesso ai servizi di rete della Nato e dei suoi partner così come a quelli strategici nazionali. Verosimilmente i nuovi cacciatorpediniere avranno la capacità di comunicare con i caccia di nuova generazione che utilizzano il sistema Link 16. Dipendenti da questo sistema saranno anche il radar di sorveglianza e navigazione Gemini DB, i sistemi di contromisure elettroniche Zeus oltre al sistema di controllo del fuoco <a href="https://www.leonardocompany.com/it/products/na-30s-mk2" target="_blank" rel="noopener noreferrer">NA-30S Mk2</a>, sempre della società italiana.</p>
<p>Nella plancia è previsto una postazione di controllo ad “abitacolo” integrato: un innovativo sistema che consentirà per la prima volta la gestione integrata delle operazioni relative sia alla conduzione della nave sia al sistema di combattimento, impiegando un numero ridotto di addetti, grazie anche all’utilizzo di tecnologie di realtà aumentata. A completare le dotazioni dei nuovi cacciatorpediniere ci sarà un ponte di volo e un hangar per elicotteri a poppa, che potranno ospitare due EH101 o due SH90 ma potranno atterrare anche velivoli più grandi, come il convertiplano Boeing CV-22 ed un CH-47. A poppa è previsto l&#8217;alloggiamento e le strutture per filare un<a href="https://www.leonardocompany.com/en/products/black-snake-1" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> sonar rimorchiato Black Snake</a>, di Leonardo.</p>
<p>Ovviamente, trattandosi di un progetto in fieri, che ha visto il suo primo finanziamento relativo agli studi di rischio, è passibile di variazioni, anche molto significative.</p>
<p>In ogni caso si tratta di un progetto moderno e avveniristico, soprattutto considerando la possibile introduzione dei missili da crociera da attacco terrestre, qualcosa che si attendeva da decenni. Se proprio vogliamo trovare una pecca all&#8217;attuale configurazione, è quella che riguarda la dotazione missilistica: i Ddx, stante questi disegni che, lo ricordiamo, sono preliminari quindi passibili di modifiche, in totale avranno <strong>64 celle Vls</strong>, che se rapportate ad altre moderne unità straniere sono un po&#8217; poche.</p>
<p>Guardando agli Stati Uniti, infatti, i cacciatorpediniere classe <a href="https://www.19fortyfive.com/2020/12/arleigh-burke-class-destroyer-flight-iii-future-of-the-navy/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Arleigh Burke Flight III</a> hanno a disposizione un totale di <strong>96 celle</strong> del sistema Vls tipo Mk 41, mentre la Cina, sui suoi nuovissimi cacciatorpediniere <a href="https://www.naval-technology.com/projects/type-055-class-destroyers/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">classe Type 055</a>, monta addirittura un totale di <strong>128 celle</strong> (due sezioni da 64), quindi il doppio delle nostre unità.</p>
<p>La <strong>potenza</strong>, data dal sistema di propulsione, rappresenta invece il giusto compromesso per avere un&#8217;unità in grado di esprimere un&#8217;eccellente autonomia e una buona capacità di combattimento. Scelta diversa, invece, quella cinese, che sui Type 055 ha due sistemi di propulsione tipo Cogag (quindi “tutto gas”) per una potenza complessiva di 56 Mw, ma che va a discapito dell&#8217;autonomia, che è ridotta a 5mila miglia nautiche. Stessa scelta quella americana, che sui Burke usa una propulsione tutto gas che eroga circa 76 Mw (4 turbine da 19 Mw ciascuna) ed infatti hanno un&#8217;autonomia di 4400 miglia nautiche alla velocità di 20 nodi. La dotazione elettronica, soprattutto del sistema di combattimento, è all&#8217;avanguardia e permetterà ai Ddx di avere anche una qualche capacità Abm grazie ai missili Aster 30 così come avviene per i Burke dotati del sistema Aegis utilizzante i missili Standard.</p>
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		<title>Ecco come saranno i nuovi cacciatorpediniere per la Marina Militare</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ecco-come-saranno-i-nuovi-cacciatorpediniere-per-la-marina-militare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2020 13:49:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Cacciatorpediniere]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1167" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Manovra-Marina-italiana-Durand-de-la-Penne-e-Marina-turca-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Difesa: Turchia, attività addestrativa tra fregate turche e cacciatorpediniere italiano" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Manovra-Marina-italiana-Durand-de-la-Penne-e-Marina-turca-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Manovra-Marina-italiana-Durand-de-la-Penne-e-Marina-turca-La-Presse-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Manovra-Marina-italiana-Durand-de-la-Penne-e-Marina-turca-La-Presse-1024x623.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Manovra-Marina-italiana-Durand-de-la-Penne-e-Marina-turca-La-Presse-768x467.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Manovra-Marina-italiana-Durand-de-la-Penne-e-Marina-turca-La-Presse-1536x934.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Manovra-Marina-italiana-Durand-de-la-Penne-e-Marina-turca-La-Presse-2048x1245.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nell&#8217;ultimo Dpp Difesa, il Documento Programmatico Pluriennale che stabilisce quali siano gli indirizzi e soprattutto i programmi ed i finanziamenti previsti per le Forze Armate italiane nel prossimo triennio, compare – finalmente – il progetto per una nuova classe di cacciatorpediniere per la nostra Marina Militare. Il programma riguardante lo studio per lo sviluppo e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-come-saranno-i-nuovi-cacciatorpediniere-per-la-marina-militare.html">[...]</a></p>
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<p>Il programma riguardante lo studio per lo sviluppo e l&#8217;acquisizione di due nuove unità di questo tipo, definite <strong>Ddx</strong> in questa fase, e comprensivo del relativo armamento, è stato finanziato nel bilancio ordinario della Difesa per un importo di <strong>4,5 milioni di euro</strong> che andranno in studi di <em>de-risking</em> (che potremmo tradurre come “riduzione del rischio”) distribuiti nei prossimi due anni.</p>
<p>La Marina Militare punta a definire i requisiti finali entro il <strong>2022</strong> e a siglare il contratto di produzione l&#8217;anno successivo, che dovrebbe portare, se l&#8217;afflusso di denaro non subirà modifiche o interruzioni, ad avere la prima unità pronta per il <strong>2028</strong>. Le future unità andranno a sostituire i due caccia della <a href="https://www.marina.difesa.it/noi-siamo-la-marina/mezzi/forze-navali/Pagine/Caccia.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>classe Ammiragli</strong></a>: nave Durand de la Penne (D 560) e nave Mimbelli (D 561), varate tra il 1989 ed il 1991, che si apprestano quindi a toccare i 30 anni di servizio attivo essendo entrate in squadra nel 1993.</p>
<p>I due nuovi Ddx affiancheranno, pertanto, i due <a href="https://www.marina.difesa.it/noi-siamo-la-marina/mezzi/forze-navali/Pagine/Cacciatorpedinierelanciamissili.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>classe Orizzonte</strong></a>: l&#8217;Andrea Doria (D 553) e il Caio Duilio (D 554), consegnati alla Marina rispettivamente nel 2007 ed nel 2009.</p>
<p>“I cacciatorpediniere sono fondamentali per una <em>blue water navy</em> come quella italiana, che deve essere in grado di proiettare capacità in mare e dal mare operando su tutto lo spettro delle operazioni marittime e congiunte”, ha dichiarato l&#8217;ammiraglio <strong>Aurelio De Carolis</strong>, vice capo di Stato maggiore della Marina Militare Italiana a <a href="https://www.defensenews.com/global/europe/2020/11/09/italy-plans-new-destroyers-for-2028-delivery/?fbclid=IwAR1H7x3qVvh_lXnX8GW7Yqy906TfoT62DontGnExVdzScqbxRl5fEqqG6lA" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Defense News</em></a>. “Oltre a portaerei, navi anfibie e sottomarini, c&#8217;è bisogno di cacciatorpediniere con capacità di attacco a terra e protezione di gruppi navali” ha aggiunto.</p>
<p>Le nuove unità dovranno avere elevate capacità di contrasto alla minaccia di superficie e subacquea, nonché avere spiccate caratteristiche per la protezione d&#8217;area di gruppi navali contrastando la minaccia aerea e missilistica avversaria di tipo convenzionale e balistica. I caccia avranno quindi un ruolo simile a quello dei Ddg classe Arleigh Burke della U.S. Navy e si parla anche della possibilità di imbarcare <strong>missili da crociera</strong> come lo <strong>Scalp Naval</strong>, quindi fornendo alla nostra Marina, per la prima volta, una capacità di attacco terrestre a corto/medio raggio che mai ha avuto prima, ma ancora non c&#8217;è una decisione definitiva in tal senso.</p>
<p>I Ddx avranno un dislocamento a pieno carico di circa 10mila tonnellate, uno scafo a bassa osservabilità e sensori particolarmente avanzati. La loro lunghezza sarà orientativamente di 175 metri per una larghezza di 24 ed un pescaggio di nove, facendone delle unità molto più grandi delle classi Ammiragli ed Orizzonte, e rasentando le dimensioni ed il dislocamento di un incrociatore: per dare un termine di paragone gli Slava russi sono lunghi 186 metri per circa 11mila tonnellate a pieno carico.</p>
<p>Il <strong>sistema di combattimento</strong> di bordo sarà imperniato, molto probabilmente, sul radar a facce fisse di Leonardo Kronos 3000, che lavora in doppia banda (X e C) per il tracciamento, la guida missili e la scoperta a corto raggio, e sul Kronos Power Shield (in banda L) per la scoperta a lungo raggio che darà, insieme ai missili della famiglia Aster (i tipo 15, 30 e 30 block 1Nt) le capacità antiaeree ma soprattutto Abm (Anti Ballistic Missile). I cacciatorpediniere avranno sei sistemi lanciamissili tipo Vls (Vertical Launch System) <strong>Sylver A50</strong> a otto celle (per un totale di 48), con due lanciatori a prua (davanti al ponte) e il resto a centro nave.</p>
<p>La <strong>capacità antinave</strong> sarà data dal missile <strong>Teseo</strong> <strong>Mk2 Evolved</strong> (2 lanciatori per 4 missili) mentre le navi avranno – finalmente – una dotazione di artiglieria di tutto rispetto: oltre ad un cannone da 127/64 di Leonardo che utilizza il nuovo munizionamento guidato Vulcano, e due pezzi da 76/62 a tiro rapido in grado di utilizzare anche le munizioni guidate Dart (Driven Ammunition Reduced Time Of Flight). Per la difesa ravvicinata sembra sia stato scelto l&#8217;affusto Oto Melara 25/80 “Spallaccia”.</p>
<p>La gestione del fuoco delle nuove navi sarà affidata al sistema di combattimento fabbricato da Leonardo: il <strong>Combat Management System</strong> di nuova generazione ad architettura aperta, modulare e riconfigurabile, progettato per essere un <a href="https://www.leonardocompany.com/it/news-and-stories-detail/-/detail/c4i-importanza-informazione-c4i-importance-information" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sistema C4I</a> (Comando, Controllo, Comunicazione, Computer e Intelligence) completo con accesso ai servizi di rete della <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-la-nato.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nato</a> </strong>e dei suoi partner così come a quelli strategici nazionali. Verosimilmente i nuovi cacciatorpediniere avranno la capacità di comunicare con i <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/programma-f-35.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">caccia di nuova generazione</a> che utilizzano il sistema Link 16.</p>
<p>Nella plancia è previsto una postazione di controllo ad “abitacolo” integrato: un innovativo sistema che consentirà per la prima volta la gestione integrata delle operazioni relative sia alla conduzione della nave sia al sistema di combattimento, impiegando un numero ridotto di addetti, grazie anche all’utilizzo di tecnologie di realtà aumentata. A completare le dotazioni dei nuovi cacciatorpediniere ci sarà un ponte di volo e un hangar per elicotteri a poppa, che potranno ospitare due <strong>EH101</strong> o due <strong>SH90</strong>.</p>
<p>I cacciatorpediniere sono fondamentali per la protezione dei gruppi navali e andranno a effettuare la scorta, insieme alle <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-la-marina-usa-ha-scelto-le-fregate-fremm-italiane.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">fregate tipo Fremm</a></strong> (o classe Bergamini) e ai sottomarini <a href="https://it.insideover.com/guerra/marina-militare-nuovi-sottomarini-u-212.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>U-212 Nfs</strong></a>, del nostro “Csg” (Carrier Task Group) imperniato sulle due nuove unità: nave <strong>Cavour</strong> e nave <strong>Trieste</strong>. Anche quest&#8217;ultima, infatti, sebbene ufficialmente designata come Lhd (Landing Helicopter Dock) <a href="https://www.analisidifesa.it/2019/05/la-lhd-trieste-sara-equipaggiata-con-ski-jump-per-limpiego-degli-f-35b/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">avrà la possibilità di imbarcare gli F-35B</a>, la versione a decollo corto e atterraggio verticale del caccia della Lockheed-Martin.</p>
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		<title>Il supercacciatorpediniere &#8220;Lider&#8221;: ecco il prototipo della Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/supercacciatorpediniere-lider-prototipo-della-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jul 2018 12:14:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Cacciatorpediniere]]></category>
		<category><![CDATA[Classe Lider]]></category>
		<category><![CDATA[Classe Shkval]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_1819782.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_1819782.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_1819782-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_1819782-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_1819782-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Il progetto è ambizioso e se ne sta parlando da almeno tre anni, ma ora sembra che si sia giunti &#8211; finalmente &#8211; al traguardo: la Russia ha infatti annunciato ufficialmente che la costruzione del nuovo &#8220;supercacciatorpediniere&#8221; della classe &#8220;Lider&#8221; comincerà nel 2020.  A darne l&#8217;annuncio è stato lo stesso vice-comandante in capo della Flotta &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/supercacciatorpediniere-lider-prototipo-della-russia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/supercacciatorpediniere-lider-prototipo-della-russia.html">Il supercacciatorpediniere &#8220;Lider&#8221;: ecco il prototipo della Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_1819782.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_1819782.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_1819782-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_1819782-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_1819782-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Il progetto è ambizioso e se ne sta parlando da almeno tre anni, ma ora sembra che si sia giunti &#8211; finalmente &#8211; al traguardo: la <strong>Russia</strong> ha infatti annunciato ufficialmente che la costruzione del nuovo &#8220;supercacciatorpediniere&#8221; della <strong>classe &#8220;Lider&#8221;</strong> comincerà nel 2020. </p>
<p>A darne l&#8217;<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://tass.com/defense/1010343" target="_blank">annuncio</a> è stato lo stesso <strong>vice-comandante in capo della Flotta Viktor Bursuk</strong> la scorsa settimana. &#8220;Il design preliminare (del cacciatorpediniere n.d.a.) è stato fatto. A seguito di ciò stiamo prendendo tutte le scelte necessarie e il lavoro sul design tecnico comincerà a breve, la costruzione pertanto comincerà dopo il 2020&#8221; sono state le parole del contrammiraglio Bursuk. </p>
<p>Il progetto del supercacciatorpediniere &#8220;Lider&#8221;</p>
<p>Il <em>projekt 23560E</em> &#8220;Lider&#8221; (anche noto come &#8220;Shkval&#8221;) nasce dall&#8217;esigenza russa di sostituire le vecchie classi di cacciatorpediniere in forza nella Flotta eredità del periodo sovietico: gli <strong>&#8220;Udaloy&#8221;</strong> nati per la guerra antisom (o Asw) e i <strong>&#8220;Sovremennyy&#8221;</strong> con compiti antinave/antiaereo (ASuW e Aaw). Più che un progetto nato per contrastare i nuovi cacciatorpediniere americani dalle caratteristiche stealth molto spinte &#8220;Zumwalt&#8221;, di cui per il momento sono entrati in servizio solo due esemplari ed un terzo è in fase di costruzione, la Russia sembra essersi posta sul piano di avere un&#8217;unica grande unità dalle caratteristiche multiruolo.</p>
<p></p>
<p>I cacciatorpediniere &#8220;Lider&#8221; saranno infatti della grosse unità con un <strong>dislocamento compreso tra le 10 mila e le 15 mila tonnellate standard</strong>, più grandi quindi degli incrociatori classe &#8220;Slava&#8221; attualmente in servizio nella Flotta. A tutti gli effetti quindi si tratterebbe più di una nuova classe di incrociatori, o, se vogliamo, si possono indicare come dei &#8220;supercacciatorpedinere&#8221;. </p>
<p>Le linee generali ricordano solo apparentemente quelle dei più grandi incrociatori <strong>classe &#8220;Kirov&#8221;</strong>, con un pronunciato castello di prua sede dei lanciatori verticali di missili (Vls) e dell&#8217;unico pezzo di artiglieria di grosso calibro. La prua stessa è filante e pronunciata, dotata di bulbo. A differenza dei &#8220;Kirov&#8221; i &#8220;Lider&#8221; avranno una torre molto alta dalle inconfondibili linee stealth date dai pannelli diversamente inclinati che saranno sede dei vari sistemi radar del vascello. Il mast poppiero è di forma piramidale e annegato nella sagoma dei locali poppieri che terminano in un hangar per gli elicotteri. </p>
<p>I &#8220;Lider&#8221; <strong>misureranno circa 200 metri di lunghezza per 23 di larghezza</strong> con un pescaggio intorno ai 6,6 metri. Per fare un paragone i nostri caccia della classe &#8220;Orizzonte&#8221; misurano rispettivamente 153x20x7,6 mentre gli incrociatori classe &#8220;Kirov&#8221; (da 28 mila tonnellate di stazza) 248x28x9,9. L&#8217;unità quindi sarà più simile, per dimensioni, agli incrociatori classe &#8220;Slava&#8221; (184x20x8,4) sebbene questi, come già detto, abbiano un dislocamento inferiore che si aggira intorno alle 10 mila tonnellate standard. L&#8217;<strong>equipaggio sarà di circa 250/300 uomini</strong> e la <strong>propulsione sarà nucleare</strong>, levando così dall&#8217;impaccio la cantieristica russa ancora alle prese con la scarsità di turbine a gas navali. </p>
<p>L&#8217;armamento, per quanto ancora non vi sia nulla di definitivo, è di tutto rispetto: i &#8220;Lider&#8221; saranno dotati di <strong>più di 200 missili</strong> inclusi 70 missili da crociera e 132 Sam (Surface-to-Air-Missile) insieme a 16 missili antisom a cui si aggiunge un pezzo di artiglieria da 130 mm. In particolare le nuove unità imbarcheranno gli ultimi sistemi missilistici russi: i missili da crociera &#8220;Kalibr-NK&#8221;, i missili &#8220;Oniks&#8221; e gli ultimi ipersonici <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/il-nuovo-missile-ipersonico-russo-zircon-dispiegato-nel-sistema-bastion/" target="_blank">&#8220;Zirkon&#8221;</a>; alla difesa aerea provvederanno i sistemi S-300PS e PT oltre che, ovviamente, agli S-500 ora in fase di sviluppo avanzato, per la difesa di punto ci sarà la versione navale del sistema &#8220;Pantsir&#8221; ed infine il sistema <a href="http://roe.ru/eng/catalog/naval-systems/shipborne-weapons/paket-e-nk/" target="_blank">&#8220;Paket-NK&#8221;</a> per la difesa antisom / antisiluro.</p>
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<p>I &#8220;Lider&#8221; quindi, anche per quanto riguarda l&#8217;armamento, si configurano come qualcosa di più di un semplice cacciatorpediniere avendo una dotazione maggiore di quella degli stessi &#8220;Kirov&#8221; se pur con dimensioni inferiori. Orientativamente quindi, le nuove unità &#8211; di cui si prevede saranno costruiti 12 esemplari &#8211; andranno non solo a sostituire i nove caccia classe &#8220;Udaloy&#8221; e  gli otto classe &#8220;Sovremennyy&#8221; rimasti nella flotta, ma verosimilmente anche i tre incrociatori classe &#8220;Slava&#8221; e, in futuro, anche i &#8220;Kirov&#8221; sebbene questi ultimi siano ai lavori di rimodernamento. </p>
<p>Problematiche e controversie del progetto &#8220;Lider&#8221;</p>
<p>La prima unità non è ancora stata impostata che già alcuni esperti occidentali hanno sollevato <strong>alcune problematiche</strong> per quanto riguarda i nuovi supercaccia &#8220;Lider&#8221;. I <strong>cantieri di Severnaya Verf di San Pietroburgo</strong>, dove le nuove unità saranno costruite, dovranno infatti far fronte ad una <strong>distribuzione di pesi anomala</strong> e potenzialmente limitante: l&#8217;altezza considerevole della torre che alloggerà il ponte di comando e gli impianti elettronici potrebbe causare, in caso di mare mosso, un pericoloso rollio che potrebbe inficiare sulla velocità della nave e sulle qualità di tenuta del mare. </p>
<p>Altri addirittura portano il caso degli incrociatori dell&#8217;era sovietica <strong>classe &#8220;Kynda&#8221;</strong> che, a causa di mast dalla forma piramidale estremamente alta e complessa, aggiungevano ulteriore peso in alto durante l&#8217;inverno nella navigazione nei mari artici, causando notevoli problemi di stabilità. Come risultato i &#8220;Kynda&#8221; sono state le uniche unità navali della Flotta Rossa a non servire nella Flotta del Nord. Pertanto è ragionevole supporre che l&#8217;alta torre a tre diamanti dei &#8220;Lider&#8221; potrebbe causare gli stessi problemi già avuti negli anni &#8217;60 con i &#8220;Kynda&#8221;. </p>
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<p>Un altro problema avanzato dagli esperti riguarda le <strong>caratteristiche stealth</strong> della nave, che, a causa di un&#8217;<strong>ampia apertura nella sovrastruttura</strong> per alloggiare e mettere a mare le scialuppe, potrebbe non essere così efficace come propagandato da Mosca. Tali aperture nelle linee dello scafo rappresentano infatti un potente riflettore radar che potrebbe essere eliminato semplicemente dotando la nave di una porta scorrevole come accade su altre unità occidentali, ma al momento sembra che questa scelta non sia stata presa in considerazione dai progettisti russi.</p>
<p>Anche l&#8217;imponente dotazione missilistica sembra essere esagerata rispetto al numero dei lanciatori verticali visti sul modello presentato da Mosca: i Vls dispongono infatti di sole 72 celle di lancio per missili a fronte dei 132 Sam, 60-70 cruise da attacco terrestre e 16-24 missili antisom. Se fosse confermato quanto visto, una tale dotazione di missili unita a così poche celle di lancio implicherebbe un <strong>rateo di fuoco inferiore</strong> a quello di altre unità occidentali o cinesi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/supercacciatorpediniere-lider-prototipo-della-russia.html">Il supercacciatorpediniere &#8220;Lider&#8221;: ecco il prototipo della Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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