Terrorismo, deforestazione, epidemie: un solo luogo, molte sfide
ECCO DOVE VOGLIAMO ANDARE
Guerra /

L’esercito degli Stati Uniti prevede di equipaggiare, in poco più di 200 giorni, la sua prima unità dotata di armi ipersoniche.

Come riporta Defense News, secondo il generale Neil Thurgood, direttore del Rapid Capabilities and Critical Technologies Office (Rccto), l’esercito ha già iniziato a inviare l’attrezzatura necessaria per preparare un rigoroso programma di addestramento.

Mentre l’U.S. Army ha lavorato con l’industria per gettare le basi del C-Hgb (Common-Hypersonic Glide body), un programma per missili ipersonici che condivide con la U.S. Navy, ha anche attivato la linea di produzione di lanciatori, camion, rimorchi e il centro operativo di comando e controllo campale necessari per mettere insieme una batteria per armi ipersoniche basata a terra.

In particolare il centro di controllo, l’Advanced Field Artillery Tactical Data System, è già in servizio da alcuni anni.

“Entro la fine dell’anno fiscale in corso, posta a settembre, tutte le apparecchiature di cui l’unità ha bisogno incluse quelle per l’addestramento saranno consegnate all’unità” ha detto Thurgood in un’intervista dell’8 febbraio.

La società che si occupa dell’integrazione dei sistemi è la Lockheed Martin, e sappiamo che il C-Hgb sarà lanciato da un sistema ruotato che utilizzerà i rimorchi MH70 quando la prima batteria di missili ipersonici entrerà in servizio, ovvero entro il 2023 secondo le più ottimistiche previsioni.

Tuttavia, l’esercito dovrà costruire ex novo un Tel (Transporter Erector Launcher) in grado di trasportare due missili contemporaneamente. La Dynetics invece è stata scelta per costruire la parte del missile “planante”, ovvero il glider ipersonico vero e proprio.

Sebbene Thurgood abbia rifiutato di identificare quale sarà l’unità dell’U.S. Army scelta per diventare la prima dotata di una batteria di missili ipersonici, ha detto che la compagnia, il battaglione e i comandanti di brigata sono già stati tutti selezionati.

L’unico elemento che non verrà consegnato all’unità fino all’anno fiscale 2023 sono le testate belliche. Sempre il generale ha detto che il prossimo 8 marzo consegnerà personalmente i primi due canister da addestramento all’unità da utilizzare per l’attività end-to-end della kill chain.

Una volta che l’unità avrà le attrezzature di cui ha bisogno, inizierà l’addestramento vero e proprio, previsto per il prossimo ottobre, che sarà propedeutico alla campagna di test di volo effettuata congiuntamente con la Marina. Le due forze armate, oltre a condividere la progettazione del C-Hgb, ne condividono anche lo sviluppo: per l’anno in corso sono stati pianificati, infatti, tre test di volo. Nella tabella di marcia sono stati inseriti anche test nel quarto trimestre dell’anno fiscale 2022 e nel secondo trimestre del 2023.

Il primo test del C-Hgb si è svolto nel marzo 2020, quando un missile è stato lanciato dalla Pacific Missile Range Facility a Kauai, nelle Hawaii, e ha colpito il suo obiettivo con una precisione centimetrica.

I missili ipersonici sono in grado di volare a velocità superiori a Mach 5 – ovvero cinque volte la velocità del suono – e sono in grado di effettuare manovre e cambi di rotta, variando altitudine e azimut, rendendo più difficile il rilevamento e l’intercettazione da parte dei sistemi difensivi. Il Dipartimento della Difesa statunitense ha sviluppato il sistema C-Hgb espressamente per essere la base per i sistemi ipersonici della Marina e dell’Esercito. Il test di marzo ha segnato un importante passo avanti degli Usa nella gara per l’ipersonico, che in questo momento vede al primo posto la Russia che è l’unico Paese a schierare un sistema operativo, il Kh-47M2 Kinzhal, e uno in via di ingresso in servizio, il 3M22 Zircon, seguita dalla Cina.

Il sistema C-Hgb, per quanto sappiamo, è costituito dalla testata dell’arma, dal sistema di guida, dal cablaggio e dallo scudo di protezione termica, ma attualmente non ci sono altri dati a riguardo. Sappiamo però che si tratta di una sistema planante, simile quindi agli Hgv (Hypersonic Glide Vehicle) che andranno a equipaggiare i missili balistici intercontinentali russi tipo Rs-28 Sarmat e che sono già stati testati dalla Russia nel recente passato: i sistemi Avangard.

Gli Stati Uniti stanno colmando il divario che li separa dai loro avversari nell’ipersonico nonostante siano stati tra i primi, in via sperimentale, a sviluppare tali sistemi. La corsa all’ipersonico, che presto assumerà le caratteristiche di una vera e propria dottrina militare e pertanto parleremo di Hypersonic Warfare così come parliamo di Cyber Warfare o Antisom Warfare, richiede uno sforzo industriale non indifferente. Sempre il generale Thurgood, a tal proposito, ha riferito che “la transizione (industriale n.d.r.) sta andando bene” e che questo sforzo produttivo “non è così facile come la gente potrebbe percepirlo”.

L’altra sfida per l’industria, nelle costruzioni ipersoniche, è rappresentata dal creare un’intera catena di approvvigionamento, nonché quella di creare i giusti supporti logistici, e non concentrarsi solo sull’ultimo livello, ovvero sul corpo planante dotato di testata, come fa la Dynetics. Thurgood ha anche ammesso che c’è parecchia “pressione” su questo sistema innovativo, ed è stato necessario, pertanto, muoversi rapidamente ed effettuare un programma anticipato di test di volo.

Del resto il dossier ipersonico, per quanto riguarda i nuovi armamenti, è forse quello più temuto dal Pentagono stante il vantaggio accumulato dalla Cina, ma soprattutto dalla Russia.

Qual è il crocevia del mondo di domani?
È lì che vogliamo portarvi