Il segretario della marina statunitense, John Phelan, poco prima di essere rimosso dall’incarico, ha confermato che la U.S. Navy sta procedendo per acquisire una nuova classe di corazzate – note come BBG(X) – auspicate direttamente dal presidente Donald Trump nei mesi scorsi. Il progetto è stato inserito nella proposta di bilancio del prossimo anno, secondo un cronoprogramma che consentirebbe di completarne l’acquisto prima della fine del mandato trumpiano. È stata così pressoché rispettata la tempistica di progettazione iniziale della nuova classe di navi, affidata a Hungtinton Ingalls Industries, di 60/90 giorni avviata l’8 gennaio scorso, che a sua volta segue l’indirizzo presidenziale espresso a dicembre 2025.
Il programma BBG(X), noto anche come corazzata “di classe Trump”, costituisce pertanto il pilastro centrale del concetto di Golden Fleet, che mira ad espandere la flotta di superficie della marina statunitense e a rilanciare la costruzione di navi da guerra di grandi dimensioni. Il segretario della U.S. Navy ha poi confermato quello che ci si attendeva dato il nascente progetto per le nuove corazzate: il programma DDG(X) per una nuova serie di cacciatorpediniere lanciamissili è stato abbandonato, essendo stato sostanzialmente assorbito – nei compiti – dall’avvio del progetto BBG(X). Nel 2021, la U.S. Navy aveva dichiarato di voler acquistare il primo DDG(X) nell’anno fiscale 2028 e nel 2022 aveva presentato il concept per il nuovo cacciatorpediniere destinato a succedere ai classe Arleigh Burke. Con questo programma assorbito dal BBG(X), è molto probabile che la U.S. Navy si troverà ad affidarsi agli Arleigh Burke Flight IIA e III per ancora molti anni a venire.
La prima corazzata è attualmente prevista nel piano quinquennale di bilancio per l’anno fiscale 2028 e sarà un’unità da 30mila tonnellate di dislocamento il cui armamento principale sarà di tipo missilistico, con 128 celle di lancio verticali (VLS) – più 12 per Conventional Prompt Strike – in grado di accomodare vettori antinave, antiaerei e da attacco terrestre in profondità anche a carica nucleare. Il principio però non è di un’unità “tutta missili” come alcuni progetti – rimasti solo sulla carta – emersi nei decenni passati: secondo quanto emerso dai primi disegni, le BBG(X) avranno anche artiglierie tra cui un pezzo “railgun” nonché armi laser.
Secondo il vice assistente segretario per il bilancio della U.S. Navy, il contrammiraglio Ben Reynolds, le nuove corazzate permetterebbero alla marina statunitense di evitare i compromessi che avrebbe dovuto affrontare se avesse optato per una nave più piccola. In particolare il contrammiraglio ha specificato che “questa nave sarà in grado di fare molte cose che i nostri cacciatorpediniere non possono fare, proprio come la fregata colma una lacuna che i nostri cacciatorpediniere non riescono a colmare”, aggiungendo che “ora, con la dismissione degli incrociatori, ci rimane un solo tipo di nave”.
Le perplessità sul programma
Nella proposta di bilancio presentata ufficialmente martedì al Dipartimento della Guerra, la U.S. Navy ha richiesto per la corazzata 1 miliardo di dollari di finanziamenti anticipati per l’approvvigionamento, attingendo al fondo per la costruzione navale. La marina USA ha chiesto inoltre al Congresso 837 milioni di dollari di finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo del programma. Reynolds ha anche reso noto che si stanno utilizzando i primi 134 milioni di dollari per la progettazione, e che verranno chiesti ulteriori fondi, tramite una riprogrammazione al di sopra della soglia di spesa, per quest’anno da impiegare per la ricerca e lo sviluppo. Questi fondi saranno poi utilizzati per l’approvvigionamento anticipato e la ricerca e sviluppo il prossimo anni, per poter iniziare la costruzione nel 2028 ovvero entro la fine del mandato del presidente Trump. Secondo il contrammiraglio, nell’ambito del programma quinquennale la U.S. Navy prevede di spendere 43,5 miliardi di dollari per l’acquisto delle BBG(X), in particolare prevedono una spesa di 17 miliardi per la prima unità, 13 per la seconda (da finalizzare nel 2030) e 11,5 per la terza (2031).
Il programma è ambizioso (e lungo). La U.S. Navy prevede da 10 a 25 corazzate e le uniche tempistiche attualmente indicate per la nave capoclasse, che dovrebbe chiamarsi USS Defiant (BBG-1), indicano una fase di progettazione che si estende all’incirca dal 2026 al 2031-2032, l’inizio della costruzione nei primi anni 2030, un periodo di varo tra la metà e la fine degli anni 2030 e la messa in servizio verso la fine degli anni 2030 o intorno al 2040, senza date fisse o formalmente programmate.
Sicuramente il programma BBG(X) risponde – in parte – alla necessità di colmare la lacuna delle progressiva dismissione degli incrociatori classe Ticonderoga (122 VLS ciascuno), ma presenta a nostro giudizio delle perplessità di carattere tecnico e tattico.
Partendo dal presupposto che sia una nave pensata per la proiezione di forza a lunghissimo raggio, come da caratteristica principale della U.S. Navy, e che si troverà a operare negli immensi spazi marittimi del Pacifico, il suo armamento missilistico appare scarso se rapportato a unità attualmente in servizio come i Ticonderoga. Reynolds ha affermato che con le BBG(X) un comandante non dovrà più scegliere “cosa caricare” per una missione, trovandosi ad avere una panoplia di missili per compiti diversi, ma non si capisce per quale motivo il progetto attuale veda la presenza di artiglierie che potrebbero lasciare spazio a più celle di lancio verticali, anche in considerazione che una capital ship di questo tipo opererebbe con una forte scorta data da unità più piccole, che già possono offrire un’adeguata difesa contro le minacce ravvicinate di superficie. Dal punto di vista strettamente tattico, se la multifunzionalità è sicuramente una buona soluzione, la decisione di montare su un’unica nave tutto il panorama di missioni di attacco è rischiosa, proprio perché trattandosi di una grossa unità sarebbe il bersaglio principale di un attacco nemico. All’U.S. Navy sono coscienti di questo particolare, e forse proprio per questo recentemente hanno avviato l’integrazione dei Patriot PAC-3 sugli Arleigh Burke.
A sollevare perplessità sulla bontà del progetto è soprattutto la tempistica: la prima corazzata verrebbe consegnata alla fine degli anni 30 o all’inizio degli anni 40 nella più ottimistica delle previsioni, che quindi non calcola la ormai cronica difficoltà della cantieristica statunitense. Un po’ troppo tardi considerando che l’avversario strategico degli USA, la Repubblica Popolare Cinese, prevede di avere nove portaerei entro il 2035 e sta sfornando altre unità navali a un ritmo serrato, compresi i nuovi cacciatorpediniere Type 055 che rassomigliano più a un incrociatore per dislocamento e armamento (112 VLS). Forse il progetto DDG(X) è stato archiviato troppo presto, e forse quest’ultimo ha pagato la cattiva esperienza fatta con le fregate classe “Constellation” cancellate per i costi diventati esorbitanti e i ritardi accumulati, ma come sempre “chi è causa del suo mal pianga sé stesso”.
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