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	<title>Nursultan Nazarbaev Archives - InsideOver</title>
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	<title>Nursultan Nazarbaev Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Kazakistan, il curioso protagonista del Festival del cinema di Roma</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/kazakistan-il-curioso-protagonista-del-festival-del-cinema-di-roma.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Oct 2021 06:09:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1366" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Nursultan-Nazarbaev-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Nursultan-Nazarbaev-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Nursultan-Nazarbaev-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Nursultan-Nazarbaev-1024x728.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Nursultan-Nazarbaev-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Nursultan-Nazarbaev-1536x1093.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Nursultan-Nazarbaev-2048x1457.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 14 ottobre ha avuto inizio l&#8217;edizione 2021 del Festival del cinema di Roma, il secondo appuntamento cinematografico più seguito e prestigioso del Bel Paese – superato soltanto dalla Mostra internazionale del cinema di Venezia –, e tra i grandi ospiti che sfileranno prossimamente sul tappeto rosso, curiosamente, si trova quella potenza in ascesa che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/kazakistan-il-curioso-protagonista-del-festival-del-cinema-di-roma.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/kazakistan-il-curioso-protagonista-del-festival-del-cinema-di-roma.html">Kazakistan, il curioso protagonista del Festival del cinema di Roma</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1366" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Nursultan-Nazarbaev-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Nursultan-Nazarbaev-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Nursultan-Nazarbaev-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Nursultan-Nazarbaev-1024x728.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Nursultan-Nazarbaev-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Nursultan-Nazarbaev-1536x1093.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Nursultan-Nazarbaev-2048x1457.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il 14 ottobre ha avuto inizio l&#8217;edizione 2021 del Festival del cinema di Roma, il secondo appuntamento cinematografico più seguito e prestigioso del Bel Paese – superato soltanto dalla Mostra internazionale del cinema di Venezia –, e tra i grandi ospiti che sfileranno prossimamente sul tappeto rosso, curiosamente, si trova quella potenza in ascesa che è il <strong>Kazakistan</strong>.</p>
<h2>Più di un semplice documentario</h2>
<p>La potenza-guida dell&#8217;Asia centrale, <a href="https://it.insideover.com/politica/kazakistan-trentanni-di-indipendenza.html">di cui quest&#8217;anno ricorre il trentennale dell&#8217;indipendenza dall&#8217;Unione Sovietica</a>, monopolizzerà l&#8217;attenzione degli spettatori e dei critici del Festival del cinema di Roma per circa due ore il prossimo mercoledì. Quel giorno, infatti, a partire dalle ore 16, presso l&#8217;Auditorium della Sala Sinopoli, verrà proiettato l&#8217;episodio pilota del documentario <em>Qazaq. History of the Golden Man</em>.</p>
<p>Il documentario introdurrà il pubblico alla storia del Kazakistan e, non meno importante, alla figura di <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-chi-e-nursultan-nazarbaev.html">Nursultan Nazarbaev</a>, l&#8217;uomo che lo ha reso indipendente,<a href="https://it.insideover.com/politica/kazakistan-il-caso-semipalatinsk-compie-trent-anni.html"> emancipandolo dalla piaga del nucleare</a> e seguendolo dai primi passi fino alla maturità. Composto da otto puntate, che sono state girate nell&#8217;arco di diciannove mesi, il documentario è una produzione Global Tree Pictures e porta la firma di un mostro sacro di Hollywood: il regista pluripremiato <strong>Oliver Stone</strong>.</p>
<p><a href="https://www.inform.kz/en/qazaq-history-of-the-golden-man-documentary-premieres-in-kazakhstan_a3809091">Proiettato per la prima volta lo scorso 6 luglio</a>, in occasione del compleanno dell&#8217;ex presidente kazako, Qazaq è rapidamente diventato un fenomeno attrattivo dentro e fuori il Kazakistan. L&#8217;approdo al Festival del cinema di Roma, alla luce di ciò, era più che pronosticabile: era inevitabile. E non è (soltanto) Oliver Stone il motivo per cui questo documentario va magnetizzando la luce dei riflettori e ha convinto gli organizzatori dell&#8217;evento cinematografico nostrano ad inserirlo nel palinsesto. Il motivo, invero, è molto più profondo ed antropologico. Il motivo è che oggi, 2021, al grande pubblico non è più concesso il lusso dell&#8217;ignoranza, del non avere conoscenza di quella macroscopica realtà che è il Kazakistan.</p>
<p>Il documentario del due volte premio Oscar Oliver Stone, forse, sta avendo successo appunto perché ha il pregio di informare il pubblico su una storia poco conosciuta alla maggioranza dell&#8217;opinione pubblica occidentale. Una storia che parte dall&#8217;era degli uomini d&#8217;oro del perduto popolo scita e giunge fino ai giorni nostri, traversando le fasi della dominazione russa e dell&#8217;oppressione sovietica. Una storia che quest&#8217;anno compie trent&#8217;anni ma che, in realtà, ne ha più di seicento. Una storia che è entrata in una nuova fase nel 1991, grazie alla lotta per l&#8217;indipendenza di Nursultan Nazarbaev, e che ci riguarda da vicino, oggi più che mai.</p>
<h2>Scoprire il Kazakistan</h2>
<p>Lo spettatore verrà condotto da Oliver Stone, nel corso di otto puntate, alla scoperta del Kazakistan di ieri e di oggi e, per la prima volta in assoluto, alla scoperta di un Nazarbaev diverso, meno politico e più uomo, meno caricaturale e più intimo. L&#8217;ex presidente kazako, infatti, oltre a raccontare, ha voluto soprattutto raccontarsi. Raccontare come ha impedito che il neonato Kazakistan subisse una balcanizzazione, <a href="https://it.insideover.com/religioni/kazakistan-dove-si-combatte-contro-lo-scontro-di-civilta.html">diventando un crocevia di fedi e culture</a>, e ripercorrere la lunga strada che lo ha portato dalle campagne di Ushkonyr (ex Chemolgan) al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite.</p>
<p>Qazaq, in breve, è quello che in inglese definirebbero un &#8220;<em>must-watch</em>&#8220;, ovverosia un film da vedere, perché, politica a parte, è anche e soprattutto un lavoro di esplorazione antropologica, indagine storica e ricerca introspettiva. E poco importa che alcuni critici lo abbiano bocciato perché firmato da Oliver Stone, un regista che ha fatto la storia di Hollywood e la cui (unica) colpa è quella di aver realizzato il controverso<em> The Putin Interviews</em> nel 2017. Le loro critiche, invero, non cambiano la realtà dei fatti: il Kazakistan del 2021 è una potenza in ascesa, <a href="https://it.insideover.com/economia/kazakistan-e-uzbekistan-trainano-la-creazione-della-grande-eurasia.html">centrale elettrica dell&#8217;integrazione eurasiatica</a> e<a href="https://it.insideover.com/politica/semipalatinsk-dove-si-e-scritta-la-storia-del-kazakistan.html"> testa del movimento mondiale contro il nucleare</a>, del cui successo è stato responsabile, fra tutti, Nursultan Nazarbaev.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pace, stabilità e sviluppo economico: i segreti del modello kazako</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/pace-stabilita-e-sviluppo-economico-i-segreti-del-modello-kazako.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2021 07:43:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="699" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/230d425ecacb1686d7dfec3fb4e2fe93.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/230d425ecacb1686d7dfec3fb4e2fe93.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/230d425ecacb1686d7dfec3fb4e2fe93-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/230d425ecacb1686d7dfec3fb4e2fe93-768x524.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Pace e armonia come fondamenta imprescindibili sulle quali costruire uno Stato votato allo sviluppo economico e alla continua ricerca del benessere dei cittadini. La ricetta adottata dal Kazakhstan ha funzionato alla grande, visto che il Paese si è trasformato, nel giro di un paio di decenni, da un anonimo Stato dell&#8217;Asia centrale ad hub commerciale &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/pace-stabilita-e-sviluppo-economico-i-segreti-del-modello-kazako.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/pace-stabilita-e-sviluppo-economico-i-segreti-del-modello-kazako.html">Pace, stabilità e sviluppo economico: i segreti del modello kazako</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="699" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/230d425ecacb1686d7dfec3fb4e2fe93.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/230d425ecacb1686d7dfec3fb4e2fe93.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/230d425ecacb1686d7dfec3fb4e2fe93-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/230d425ecacb1686d7dfec3fb4e2fe93-768x524.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p><strong>Pace</strong> e <strong>armonia</strong> come fondamenta imprescindibili sulle quali costruire <a href="https://it.insideover.com/economia/la-trasformazione-economica-del-kazakhstan.html">uno Stato votato allo sviluppo economico</a> e alla continua ricerca del benessere dei cittadini. La ricetta adottata dal <strong>Kazakhstan</strong> ha funzionato alla grande, visto che il Paese si è trasformato, nel giro di un paio di decenni, da un anonimo Stato dell&#8217;Asia centrale<a href="https://it.insideover.com/economia/perche-il-ruolo-strategico-del-kazakhstan-e-unoccasione-per-litalia.html"> ad hub commerciale strategico di livello globale</a>. Ricordiamo che nel 1991, anno dell&#8217;indipendenza dall&#8217;Unione Sovietica, c&#8217;era l&#8217;enorme rischio che potessero esplodere violenti conflitti interetnici all&#8217;interno dell&#8217;allora società kazaka. A peggiore la situazione, c&#8217;era poi il fatto che la nazione post-sovietica aveva ereditato il quarto più grande arsenale nucleare del mondo.</p>
<p>Vari analisti ritenevano che ci fossero tutte le condizioni per il verificarsi di <strong>gravi tensioni sociali</strong>. Queste previsioni, <a href="https://www.euractiv.com/section/central-asia/opinion/kazakhstan-is-eager-to-share-its-model-for-interethnic-accord/">come ha evidenziato</a> Aiman Zhussupova , esperto dell&#8217;Istituto di economia e politica mondiale (IWEP) sotto la Fondazione Nursultan Nazarbayev (Kazakistan), non erano affatto infondate. Il motivo è presto detto: la popolazione del Kazakhstan era divisa da <strong>linee etniche</strong> e <strong>linguistiche</strong>. Basti pensare che nel 2011 la società kazaka era stata classificata dal ricercatore statunitense PhilipG. Roeder come &#8220;società particolarmente diversificata&#8221; nell&#8217;Indice di frazionalizzazione etnolinguistica.</p>
<h2>La creazione dell&#8217;Assemblea del popolo del Kazakhstan</h2>
<p>Ricapitolando, all&#8217;alba dell&#8217;indipendenza, il <strong>Kazakhstan</strong> non si era soltanto attraversato da pericolose divisioni etniche e linguistiche. Doveva fronteggiare pure la cosiddetta &#8220;teoria della sovrapposizione di linee di divisione&#8221;, secondo la quale le probabilità dello scoppio di un conflitto violento sarebbero aumentate a dismisura nel caso in cui una di queste linee di frattura &#8211; appunto quella etnica e sociale &#8211; si fossero sovrapposte l&#8217;una sull&#8217;altra. È in un simile scenario che, all&#8217;inizio degli anni &#8217;90, il primo presidente del Kazakhstan, <strong>Nursultan Nazarbayev</strong>, delineò le idee chiave alla base della nuova <strong><em>nation building</em></strong> del Paese.</p>
<p>Tutto doveva ruotare attorno alla conservazione dell&#8217;<strong>armonia interetnica</strong>, alla diversità etnica e all&#8217;<strong>uguaglianza</strong> dei cittadini, indipendentemente dalle loro affiliazioni etniche e religiose. Per rafforzare il concetto di armonia interetnica, nel 1995 fu creata l&#8217;<strong>Assemblea del popolo del Kazakhstan</strong>, un&#8217;organizzazione unica della società civile in grado di riunire i rappresentanti di 130 gruppi etnici. Tale Assemblea si è poi sviluppata nel corso degli anni, tanto che la sua autorità è adesso riconosciuta internazionalmente. Sono state create diverse sue strutture pubbliche, tra cui consigli di pubblico accordo, consigli di mediazione, un club di giornalisti, un consiglio di esperti scientifici, un movimento giovanile e un&#8217;associazione di imprenditori. A partire dal 2007, la stessa Assemblea ha ricevuto il potere di delegare nove dei suoi rappresentanti alla Mazhilis, cioè la camera bassa del parlamento kazako.</p>
<h2>Un esempio di caratura internazionale</h2>
<p>Il Kazakhstan è riuscito là dove molti altri Paesi avevano fallito: ha creato, mantenuto e migliorato, anno dopo anno, l&#8217;armonia interetnica nazionale. Un traguardo del genere, unito al mantenimento della pace e dell&#8217;armonia, ha attirato l&#8217;interesse di organizzazioni internazionali e altri Stati. Il &#8220;<strong>modello kazako</strong>&#8220;, al netto delle specificità presenti in ogni singolo Stato sovrano, ha dimostrato la sua fattibilità ed è preso come spunto da molti attori globali. Nazioni Unite e OSCE hanno già elogiato il modello creato da Nazarbayev, sottolineandone le capacità di incoraggiare le relazioni interetniche basate sul rispetto reciproco, mentre il Consiglio europeo sulla tolleranza e la riconciliazione (ECTR) ricalca i ruoli della suddetta Assemblea. In quest&#8217;ultimo caso, stiamo parlando di una ONG fondata in Francia del 2008 per monitorare la tolleranza in Europa, ovvero di un&#8217;entità creata, seppur in un contesto diverso, per perseguire i medesimi obiettivi dell&#8217;Assemblea del popolo kazaka.</p>
<p>Al momento i kazaki rappresentano circa il <strong>68,5%</strong> della popolazione del Kazakistan, mentre gli altri gruppi etnici costituiscono il 31,5%. Scendendo nel dettaglio, troviamo il 18.9% di russi, il 3.3% di uzbeki, l&#8217;1.5% di uiguri, l&#8217;1.4% di ucraini, l&#8217;1% di tedeschi, lo 0.6% di turchi, di azeri e di coreani, oltre a un 3.6% di &#8220;altri&#8221;.  Per quanto riguarda la coesistenza pacifica, ecco altri due dati interessanti: in Kazakhstan troviamo 3.738 associazioni religiose e 18 confessioni rappresentate. La politica delle relazioni interetniche e del rafforzamento della pace e dell&#8217;armonia è proseguita e sviluppata dall&#8217;attuale presidente del Paese, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-qasym-jomart-toqaev-il-presidente-del-kazakistan.html">Kassym-Jomart Tokayev</a>. Giusto per fare un esempio, nella pubblica amministrazione del Paese, autentico ponte tra l&#8217;Occidente e l&#8217;Oriente, non vengono utilizzati termini come &#8220;minoranza etnica&#8221; o &#8220;diaspora&#8221;. Nel frattempo il Kazakhstan, grazie al <em>modus operandi</em> del governo, è riuscito non solo a preservare, ma anche a rafforzare in modo significativo la sua <strong>stabilità socio-politica</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/pace-stabilita-e-sviluppo-economico-i-segreti-del-modello-kazako.html">Pace, stabilità e sviluppo economico: i segreti del modello kazako</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Kazakistan sulle orme di Giovanni Paolo II</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-kazakistan-sulle-orme-di-giovanni-paolo-ii.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2021 08:05:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1255" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Giovanni-Paolo-II-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Giovanni-Paolo-II-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Giovanni-Paolo-II-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Giovanni-Paolo-II-1024x669.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Giovanni-Paolo-II-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Giovanni-Paolo-II-1536x1004.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Giovanni-Paolo-II-2048x1338.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il panorama etno-religioso del Kazakistan è il più eterogeneo e variegato dell&#8217;Asia centrale: diciotto milioni di abitanti, oltre centotrentacinque gruppi etnici e più di diciotto confessioni censite; una miscela potenzialmente esplosiva e da maneggiare con cautela che, però, contrariamente a quanto accaduto nel resto dello spazio postsovietico, non ha mai dato luogo a fenomeni incendiari particolarmente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-kazakistan-sulle-orme-di-giovanni-paolo-ii.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-kazakistan-sulle-orme-di-giovanni-paolo-ii.html">Il Kazakistan sulle orme di Giovanni Paolo II</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1255" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Giovanni-Paolo-II-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Giovanni-Paolo-II-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Giovanni-Paolo-II-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Giovanni-Paolo-II-1024x669.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Giovanni-Paolo-II-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Giovanni-Paolo-II-1536x1004.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Giovanni-Paolo-II-2048x1338.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il panorama etno-religioso del <strong>Kazakistan</strong> è il più eterogeneo e variegato dell&#8217;Asia centrale: diciotto milioni di abitanti, oltre centotrentacinque gruppi etnici e più di diciotto confessioni censite; una miscela potenzialmente esplosiva e da maneggiare con cautela che, però, contrariamente a quanto accaduto nel resto dello spazio postsovietico, non ha mai dato luogo a fenomeni incendiari<span style="font-size: 1rem;"> </span><span style="font-size: 1rem;">particolarmente gravi.</span></p>
<p>Il Kazakistan indipendente, in effetti, si è tradizionalmente distinto, e continua a distinguersi, per una peculiarità: l&#8217;assenza di fratture sociali promananti da moventi etnici o fideistici. A differenza degli altri –stan, dove il graduale ritorno dei popoli all&#8217;islam ha determinato il sorgere di processi di radicalizzazione religiosa estesi e perniciosi per la sicurezza nazionale, <a href="https://it.insideover.com/politica/kazakistan-trentanni-di-sfide-e-cambiamenti.html">qui gli indicatori di pericolo non hanno mai superato la soglia della criticità</a> e, anzi, con il passare del tempo si è assistito alla nascita di una cultura della tolleranza riconosciuta a livello internazionale.</p>
<p>È a Nur-Sultan, del resto, che si trova una delle massime espressioni del dialogo intercivilizzazionale, il <strong>Palazzo della Pace e della Riconciliazione</strong>, dove si riunisce <span style="font-size: 1rem;">periodicamente</span><span style="font-size: 1rem;"> </span><span style="font-size: 1rem;">il </span><span style="font-size: 1rem;">Congresso dei leader delle religioni tradizionali e mondiali, un evento a cadenza triennale, fondato nel </span><span style="font-size: 1rem;">2003, che promuove la cooperazione tra fedi e culture</span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Il percorso che ha condotto la nazione kazaka ad abbracciare e a valorizzare la diversità, preferendo la costruzione di ponti nell&#8217;epoca dell&#8217;innalzamento dei muri, è la dimostrazione che la diplomazia culturale è capace di risultati parimenti solenni e tangibili a quelli che si potrebbero ottenere attraverso le vie della <em>realpolitik</em>. Nel caso in questione, l&#8217;attore che ha dato impeto al proposito della dirigenza kazaka di trasformare Nur-Sultan nella casa mondiale della tolleranza – anticipando di oltre un decennio<a href="https://it.insideover.com/religioni/gli-elementi-piu-significativi-della-visita-di-papa-francesco-ad-abu-dhabi.html"> le agende di Egitto ed Emirati Arabi Uniti</a> – è stato il <strong>Vaticano dell&#8217;era Wojtyła</strong>.</span></p>
<h2>Papa Francesco in Kazakistan?</h2>
<p>Fra quattro mesi, a giugno, il Palazzo della Pace e della Riconciliazione di Nur-Sultan dovrebbe ospitare <span style="font-size: 1rem;">– pandemia permettendo –</span> la settima edizione del <span style="font-size: 1rem;">Congresso dei leader delle religioni tradizionali e mondiali, e il governo kazako anela ferreamente ad ottenere la partecipazione del pontefice regnante, <a href="https://it.insideover.com/persone/papa-francesco">Francesco</a>.</span></p>
<p>La dirigenza <a href="https://www.catholicnewsagency.com/news/ambassador-kazakhstan-expects-visit-from-pope-francis-in-2021-11009">ha lasciato che il desiderio venisse espresso da Alibek Bakayev</a>, l&#8217;ambasciatore del Kazakistan presso la Santa Sede, che, di recente, ha parlato della possibile visita dell&#8217;erede di Pietro ai microfoni dell&#8217;Eternal Word Television Network. Secondo Bakayev, il 2021 sarebbe, o meglio è, l&#8217;annata ideale per lo sbarco del papa a Nur-Sultan per due ragioni: avrà luogo il Congresso <span style="font-size: 1rem;"> dei leader delle religioni tradizionali e mondiali, e ricorrerà il ventesimo anniversario dello storico viaggio apostolico di <strong>Giovanni Paolo II</strong> in terra kazaka.</span></p>
<p>Partecipando al Congresso, inoltre, il pontefice avrebbe anche l&#8217;occasione di (re)incontrare <strong>Cirillo</strong>, il patriarca di Mosca e di tutte le Russie, e, secondo<em> Asia News</em>, uno dei siti-megafono della Santa Sede, dell&#8217;allestimento di una loro possibile bilaterale a Nur-Sultan si starebbe discutendo da più di un anno.</p>
<p>Bakayev ha lasciato trapelare un certo ottimismo nel corso dell&#8217;intervento, spiegando che &#8220;speriamo grandemente che nell&#8217;agenda papale ci sarà l&#8217;opportunità per un viaggio in Kazakistan&#8221;. Le sensazioni positive sarebbero (in parte) scaturite dall&#8217;<a href="https://it.insideover.com/religioni/i-dubbi-e-le-speranze-sulla-visita-del-papa-in-iraq.html">annuncio della visita apostolica in Iraq</a>, programmata per marzo e prova che anche in Vaticano vi è volontà di tornare alla normalità, ergo a viaggiare.</p>
<h2>L&#8217;impatto di Giovanni Paolo II</h2>
<p>I cattolici rappresentano una minoranza nella minoranza <span style="font-size: 1rem;">– circa 250mila su una comunità cristiana di 4 milioni –, ma la loro influenza culturale (e politica) è di gran lunga superiore a quella che dovrebbe determinare il loro numero. La ragione per cui la piccola Chiesa cattolica kazaka risulta capace di prodezze diplomatiche di spessore, e non patisce le limitazioni tipiche delle confessioni minoritarie, è una: il Vaticano.</span></p>
<p><a href="https://www.euractiv.com/section/central-asia/opinion/kazakhstan-and-pope-john-paul-ii/">Come hanno ricordato recentemente su Euractiv</a> l&#8217;europarlamentare <strong>Ryszard Czarnecki</strong> e il direttore del Centro Nazarbaev per lo sviluppo del dialogo tra fedi e civiltà, <strong>Altai Abibullaev</strong>, &#8220;nell&#8217;arena politica, Kazakistan e Vaticano sono <span style="font-size: 1rem;">attivi</span><span style="font-size: 1rem;"> </span><span style="font-size: 1rem;">sostenitori del disarmamento, della non proliferazione di armi nucleari e del divieto globale degli esperimenti nucleari [&#8230;] e, sin dai primi giorni, il Vaticano è stato un partecipante attivo, consistente e di alto livello del Congresso [dei leader delle religioni tradizionali e mondiali]&#8221;.</span></p>
<p>Le relazioni diplomatiche sono state stabilite il 17 ottobre 1992, a poco meno di un anno dall&#8217;indipendenza del Kazakistan, e sei anni dopo, nel 1998, in territorio vaticano, ha avuto luogo il primo incontro tra Giovanni Paolo II e l&#8217;allora presidente kazako, <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-chi-e-nursultan-nazarbaev.html">Nursultan Nazarbaev</a>. Fra i due statisti, da quel momento, sarebbe nato un legame molto forte, travalicante i confini della mera sfera politica, che il 22 settembre 2001 avrebbe condotto alla materializzazione di una storica quattro-giorni in Kazakistan.</p>
<p>Fu nel contesto del viaggio apostolico, curato in ogni particolare per massimizzare l&#8217;impatto culturale e incoraggiare il dialogo cristiano-musulmano, che, spiegano Czarnecki e Abibullaev, nella mente di Nazarbaev sarebbe nata, germogliata e maturata la decisione di dare vita ad un evento internazionale per promuovere l&#8217;ecumenismo.</p>
<p>Il pontefice aveva invitato musulmani e cristiani a costruire una &#8220;civiltà basata sull&#8217;amore&#8221;, spiegando alla gioventù che il 21esimo secolo non avrebbe dovuto essere come il precedente, ovvero caratterizzato dai conflitti, &#8220;e che i popoli del mondo intero avrebbero dovuto unirsi e perdonarsi a vicenda&#8221;. Un appello struggente, ricco di significato, che <span style="font-size: 1rem;">Wojtyła aveva deciso di lanciare in Kazakistan – tra Piazza dell&#8217;Indipendenza e le aule dell&#8217;università nazionale eurasiatica Gumilyov – da lui descritto come &#8220;un Paese nobile, senza confini [&#8230;] e aperto all&#8217;incontro e al dialogo&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Il Congresso avrebbe preso forma due anni dopo, nel 2003, curiosamente allestito in occasione del secondo anniversario del viaggio apostolico, ovvero fra il 23 e il 24 settembre. Dato che la politica è una questione di minuziosità, ovvero di cura del dettaglio, e di simboli, e i numeri sono tra i simboli più potenti ed espressivi, è legittimo supporre che la data fondativa di uno degli eventi ecumenici più importanti del globo non sia il riflesso di una coincidenza ma l&#8217;omaggio ad uno statista che in soli quattro giorni avrebbe lasciato un ricordo indelebile dietro di sé.</span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Oggi, l&#8217;era Nazarbaev è finita e al trono di Pietro siede un nuovo pontefice, ma il Congresso è sopravvissuto fino ai giorni nostri e il nuovo presidente kazako, <strong>Qasym-Jomart Toqaev</strong>, sta dimostrando linearità, continuità e sintonia con il predecessore, dal quale ha ereditato l&#8217;onere-onore di portare avanti una missione delicata: quella di concretare i sogni ecumenici di Giovanni Paolo II (e Nazarbaev) attraverso la &#8220;diplomazia spirituale&#8221;.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-kazakistan-sulle-orme-di-giovanni-paolo-ii.html">Il Kazakistan sulle orme di Giovanni Paolo II</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>In Kazakistan finisce l’era di Nursultan Nazarbaev</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/in-kazakistan-finisce-lera-di-nursultan-nazarbaev.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2019 16:40:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1505" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8668250-1505x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8668250-1505x1080.jpg 1505w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8668250-1505x1080-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8668250-1505x1080-768x551.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8668250-1505x1080-1024x735.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1505px) 100vw, 1505px" /></p>
<p>Finisce un’epoca importante non solo per la sua durata, ma anche per quanto significa per la storia di questo giovane Stato del centro Asia: Nursultan Nazarbaev annuncia infatti nelle scorse ore le dimissioni da presidente del Kazakistan. Una carica che l’uomo forte di Astana ricopre da quando ancora la nazione indipendente non esiste ed il suo Paese è compreso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/in-kazakistan-finisce-lera-di-nursultan-nazarbaev.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/in-kazakistan-finisce-lera-di-nursultan-nazarbaev.html">In Kazakistan finisce l’era di Nursultan Nazarbaev</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<h2>L’annuncio delle dimissioni</h2>
<p>Per i kazaki è il padre della patria. Anche se le elezioni tenute dall’anno dell’indipendenza ad oggi vengono considerate “falsate” e non del tutto limpide (e di certo percentuali intorno mediamente al 98% a favore del presidente non aiutano a pensare diversamente), al tempo stesso però Nazarbaev gode sempre di un grande sostegno popolare. È lui che nel 1986 guida la cosiddetta “Jeltoqsan“, la rivolta di dicembre che per tre giorni tiene l’allora soviet kazako in subbuglio per la nomina di un russo quale presidente della nazione federata. Alla fine Nazarbaev nel 1989 viene promosso al rango di primo segretario del Partito comunista kazako e, quando il paese ottiene l’indipendenza, è lui a prendere definitivamente il timone. Guida quindi il Kazakistan durante tutte le varie ere attraversate dall’ex repubblica sovietica. Per questo i suoi cittadini, pur nel pieno della crescita economica e culturale del paese, non sembrano ricercare alternative al potere autoritario di Nazarbaev.</p>
<p>Ma qualcosa negli ultimi giorni sembra cambiare. In primo luogo, con una mossa quasi a sorpresa, rimuove dal suo incarico il primo ministro Bakhytzhan Sagintayev. Nella forma e nella sostanza della mossa, emergono significative novità: in primis, un licenziamento in tronco di un fedelissimo è evento molto raro nei quasi trent’anni di presidenza di Nazarbaev. In secondo luogo, è lo stesso presidente ad ammettere che qualcosa a livello economico non sta funzionando ed è proprio questa circostanza ad averlo indotto al cambio di governo. Un’autocritica anch’essa inusuale nel panorama politico kazako. Adesso, in tempi non certo pronosticabili alla vigilia, arriva l’annuncio delle dimissioni.</p>
<p>Nazarbaev passa già dalle prossime ore il timone, nessuna transizione: a partire dal 20 marzo, il presidente ad interim sarà l’attuale presidente del Senato Kassym-Jomart Tokayev.</p>
<h2>Gli scenari futuri</h2>
<p>“Ho preso la decisione di rinunciare al mio incarico di presidente – è l’annuncio ufficiale di Nazarbaev – Non è stato semplice maturare questa scelta”. Comunicazioni che fanno comprendere un certo lungo travaglio prima di giungere al commiato dal palazzo presidenziale. Cosa c’è alla base di questa scelta al momento non è dato saperlo. Come detto in precedenza, indubbiamente i risultati economici attuali non sono soddisfacenti, tanto da portare ad un cambio di governo, ma nessuno crede che tutto questo possa aver influito sulla rinuncia al mandato. Le presidenziali sono previste nel 2020 e Nazarbaev ha 78 anni: forse, di fondo, c’è la sua volontà di non correre più per la carica di capo di Stato vista l’età. Dunque, piuttosto che lasciare a poche settimane dalla fine naturale del mandato, l’oramai ex presidente kazako vuole dare un anno di tempo al suo partito ed al paese per organizzare una più serena transizione.</p>
<p>Assicuratosi l’interim per dodici mesi dell’attuale presidente del Senato, Nazarbaev può pianificare al meglio la sua successione. E lo fa comunque da una posizione privilegiata. Questo perché  la fine della presidenza non coincide con la definitiva uscita di scena. Al contrario, Nazarbaev continua ad avere nelle sue mani l’incarico di segretario del consiglio di sicurezza nazionale e di leader del partito Nur Otan. In tal modo, il padre della patria kazaka ha la possibilità di guidare la transizione ed evitare eccessivi e repentini contraccolpi agli equilibri dell’entourage del paese. La corsa alla pesante eredità di Nazarbaev è già iniziata, ma la gara ha nell’ex presidente un arbitro d’eccezione. Ed è questo, forse, che tranquillizza a molti sia all’interno che all’esterno del Kazakistan.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/in-kazakistan-finisce-lera-di-nursultan-nazarbaev.html">In Kazakistan finisce l’era di Nursultan Nazarbaev</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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