Nursultan Nazarbaev è presidente del Kazakistan dal 1991, anno dell’indipendenza del Paese, fino al 20 marzo 2019. Si tratta del primo presidente della repubblica kazaka, nonché di uno dei più longevi capi di Stato a cavallo tra XX e XXI secolo.

Nazarbaev ha una formazione comunista data sia dall’appartenenza al partito ai tempi dell’Urss, sia dalla sua origine umile e dal lavoro per anni all’interno delle acciaierie.

Gli anni dell’adolescenza di Nursultan Nazarbaev

Nursultan Nazarbaev nasce il 6 luglio 1940 nella regione di Chemolgan, nel sud dell’allora repubblica sovietica del Kazakistan. La sua infanzia, come quella di tutti i suoi connazionali nati in quegli anni, viene contrassegnata dalla guerra. Questa porzione centro – orientale dell’Unione Sovietica diventa il retrovia ideale in cui convogliare imprese ed industrie distrutte dall’invasione della Germania nazista del 1941. Al tempo stesso, il Kazakistan diviene terreno da cui far ripartire l’economia bellica e programmare la riconquista del territorio perduto.

Le famiglie di questa vasta repubblica sovietica conducono quindi una vita vocata allo sforzo dell’intero paese impegnato in guerra. Anche la famiglia di Nazarbaev non è da meno: diversi membri sono richiamati al fronte come soldati, chi rimane affronta una dura austerità. Terminato il conflitto, il padre del futuro presidente kazako ritorna a pieno ritmo nel lavoro che tradizionalmente occupa anche i suoi antenati da diverse generazioni: quello cioè di pastore ed agricoltore.

Lo stesso Nursultan, nel periodo dell’adolescenza, aiuta il padre soprattutto nella coltivazione delle mele. Quest’ultimo è il prodotto più caratteristico della regione dove vive la sua famiglia, tanto da dare il nome anche alla vicina città di Almaty (“posto delle mele” in kazako), vecchia capitale del paese.

Il lavoro nel settore metallurgico

Dopo aver compiuto la maggiore età, Nursultan Nazarbaev decide di intraprendere la carriera nel settore metallurgico. Il futuro presidente kazako riesce a completare gli studi ed a finire il liceo, è forse il primo della sua famiglia a poter vantare questo risultato. Successivamente, opta per inseguire il sogno industriale del Kazakistan, erede a sua volta del parziale spostamento degli impianti durante la seconda guerra mondiale.

Si trasferisce quindi a Temirtau, la città polo metallurgico della repubblica sovietica kazaka. Qui Nazarbaev cambia completamente vita: dopo aver alternato studio e lavoro nei campi, adesso lavora all’interno di una grande acciaieria dove inizia a far carriera.

Si è all’inizio degli anni ’60: Nazarbaev da semplice operaio, inizia a conseguire una serie di specializzazioni anche grazie ad alcuni periodi trascorsi nelle fabbriche ucraine per aumentare la formazione. Nel periodo in cui vive a Temirtau, Nazarbaev incontra anche Sara, la sua futura moglie. I due si sposano nel 1962, dalla loro unione nascono poi tre figlie: Dariga, Dinara ed Alina, quest’ultima nata nel 1980.

I primi passi in politica di Nazarbaev

Nursultan Nazarbaev inizia la sua carriera politica proprio all’interno delle acciaierie. Iscritto al Partito Comunista, scala i ranghi locali della formazione politica che guida l’Urss. Viene notato soprattutto per l’ottima oratoria e per la capacità di dialogo ed interlocuzione sia con i lavoratori che con i vertici dell’industria in cui continua a lavorare.

Intorno ai primi anni ’70, lascia definitivamente il lavoro in fabbrica per occuparsi a tempo pieno della sua attività politica. Nel 1977 diventa segretario del Partito Comunista della regione di Karaganda, la stessa dove al cui interno si trova la città di Temirtau.

Nazarbaev nel comitato centrale del partito comunista in Kazakistan

Da qui agli incarichi di rango nazionale il passo è breve. Ed in effetti Nazarbaev entra nelle segreteria del Partito Comunista kazako nei primi anni ’80. Si stabilisce dunque ad Almaty, qui inizia ad avere le prime responsabilità di governo all’interno della Repubblica sovietica del Kazakistan.

Nel 1984, a 44 anni, diviene primo ministro del Kazakistan. Si tratta del più giovane capo di un esecutivo sovietico. Ma nel corso del suo mandato arrivano le prime critiche rivolte sia a Mosca che alla linea generale del partito. Proprio in questa fase, Nazarbaev avverte la necessità di dare sempre maggior peso alla componente nazionale kazaka, nei suoi discorsi sembrano esserci riferimenti non tanto velati alla necessità di riscoperta e rinascita dell’identità kazaka.

La tensione con Mosca si ha nel dicembre 1986, quando dal Cremlino viene inviato il russo Gennady Kolbin quale nuovo primo segretario del Partito Comunista in Kazakistan. Nelle città kazake si organizzano massicce proteste, vi è la cosiddetta “primavera kazaka”, passata alla storia anche come “Jeltoqsan“, che nella lingua locale vuol dire dicembre. Nazarbaev viene visto come trascinatore di questo movimento, il quale però viene ridimensionato dagli interventi delle autorità centrali.

Pur tuttavia, il sentimento di rivalsa nazionale rimane vivo nei kazaki e rimane latente all’interno della società. Spinto dal favore popolare, Nazarbaev viene nominato nel 1989 primo segretario del Partito Comunista in Kazakistan. Sembrano, da questo momento in poi, maturi i tempi per l’indipendenza.

L’indipendenza del suo paese
Come gran parte delle Repubbliche ex sovietiche, il Kazakistan ottiene l’indipendenza nel 1991. Il 16 dicembre di quell’anno viene dichiarata dal consiglio supremo, pochi giorni dopo viene riconosciuta a seguito dello scioglimento dell’Urss. Nazarbaev viene eletto primo presidente della storia del Kazakistan indipendente. Nelle prime elezioni post sovietiche, si presenta come indipendente appoggiato da una vasta coalizione che permette di consolidare il potere.

Gli anni di presidenza di Nazarbaev

Soltanto nelle elezioni legislative del 1994 si ha una situazione di confusione, generata dalle proteste delle opposizioni le quali riescono ad ottenere la non convalida di quel voto e la ripetizione nel 1995. Per il resto però, Nursultan Nazarbaev riesce a mantenere più o meno agevolmente il potere ed a risultare eletto nelle varie consultazioni con percentuali quasi assolute.

Negli anni ’90 la sua figura viene vista dai kazaki come l’unica in grado di guidare il neonato paese verso una certa stabilità, evitando invece quanto sta accadendo nell’ex madrepatria russa. Sotto il profilo politico, Nazarbaev attua importanti riforme di natura economica che non smantellano però del tutto l’impalcatura del controllo statale. A livello internazionale, il suo governo appare molto vicino a quello di Mosca, specialmente da quando nel 2000 si insedia Vladimir Putin al Cremlino. Pur tuttavia, il suo Kazakistan guarda anche alla vicina Cina ed ha ottimi rapporti con l’Europa.

Nel 1997 sposta la capitale da Almaty ad Astana, ritenuta più centrale. Il suo manifesto politico viene elaborato soprattutto a partire dal 1999, quando diventa presidente del partito “Nur Otan”, “luce della patria” in kazako. Qui si manifestano le indicazioni politiche di Nazarbaev: da un lato la riscoperta dell’identità nazionale kazaka, dall’altro un’economia non più comunista ma dove il controllo dello Stato appare centrale.

Un mix che pone in essere importanti riforme in grado di far avanzare, specialmente negli anni ‘2000, il Kazakistan a ritmi molto importanti. Sotto quest’ottica viene anche rilanciato il ruolo della religione musulmana nella cultura kazaka, con Nazarbaev che diventa sostenitore della lotta culturale prima ancora che militare all’integralismo islamico.

L’economia viene incoraggiata a crescere anche grazie allo sfruttamento delle enormi risorse del sottosuolo: gas, petrolio, minerali su tutti, pongono il Kazakistan come uno dei paesi più ricchi del centro Asia. Negli ultimi anni aumentano comunque le privatizzazioni e gli investimenti stranieri, anche se il ruolo dello Stato non viene ridimensionato.

Non mancano critiche a livello internazionale circa la mancanza di una vera democrazia. Anche le ultime elezioni presidenziali, tenute nel 2011, vedono Nazarbaev vincitore con il 97%. Secondo l’Ocse manca pluralismo ed un clima tale da poter potenziare la democrazia. A queste critiche, lo stesso presidente kazako risponde affermando che nel suo paese convivono pacificamente più di 20 etnie e che questo ne fa un modello per la regione euroasiatica.

Nel 2017 Astana ospita l’Expo, permettendo al Kazakistan di poter annoverare il primo importante grande evento internazionale all’interno del proprio territorio. Negli ultimi anni di presidenza, Nazarbaev incoraggia la diffusione della cultura kazaka ed un’immagine del paese maggiormente distaccata dal passato sovietico.

Le dimissioni

Il 20 marzo 2019 Nursultan Nazarbaev lascia ufficialmente l’incarico. Considerando anche i due anni di primo segretario del Partito Comunista del Kazakistan, sono in tutti 30 gli anni di presidenza. Le dimissioni vengono annunciate dallo stesso Nazarbaev in un discorso televisivo. Al suo posto viene designato ad interim, fino alle elezioni del 2020, il presidente del senato Kassym-Jomart Tokayev.

Nazarbaev conserva comunque il proprio ruolo di leader del partito Nur Otan. Questo indica come l’oramai ex presidente kazako voglia gestire da una posizione privilegiata la sua successione.