Diventa fotoreporter IMPARA DAI PROFESSIONISTI

Una città ipermoderna, ricca di grattacieli progettati dalle migliori archistar del mondo, illuminata dai led dei centri commerciali e proiettata nel futuro. La capitale del Kazakhstan, Nur-Sultan (Astana fino al 2019) assomiglia molto a un’astronave. Moltissimi osservatori utilizzano questo paragone per descrivere il cuore del Paese più esteso e ricco dell’Asia centrale. In effetti, le trasformazioni avvenute negli ultimi decenni all’interno della nazione kazaka hanno rimodellato una regione vastissima.

Il governo locale, guidato da Kassym-Jomart Tokayev, ha reso il Kazakhstan un crocevia fondamentale per tutto il flusso commerciale che dall’Oriente transita verso l’Occidente (e viceversa). Leggiamo qualche dato: Nur-Sultan rientra nella top ten dei dieci più grandi produttori di petrolio e in quella dei Paesi con più riserve di oro, acciaio e carbone. Qui troviamo fino al 3% delle riserve mondiali comprovate di idrocarburi. Presenti anche riserve di uranio, piombo, zinco e cromo (secondo posto nella top ten mondiale), magnesio (terzo posto) e rame (quinto posto). L’economia kazaka è cresciuta di ben 21 volte dal 1991 a oggi: segno che, oltre al potenziale, il governo kazako ha attuato misure chiare volte ad accelerare lo sviluppo nazionale. Nello stesso lasso di tempo, inoltre, sono stati attirati oltre 300 miliardi di dollari di investimenti stranieri.

I record del Kazakhstan

Non è un caso, dopo i numeri che abbiamo elencato, che il Kazakhstan sia incluso nelle classifiche che prendono in considerazione i 50 Paesi più sviluppati al mondo e addirittura nella top 30 per le graduatorie che registrano la migliore operatività aziendale. Anche se i settori economici più importanti fanno rima con l’energia elettrica, la metallurgia ferrosa e i prodotti chimici/petrolchimici, l’economia di Nur-Sultan si sta differenziando in altri terreni, come l’agroalimentare (impiega oltre l’80% del proprio territorio di 220 milioni di ettari in ambito agricolo ed è tra i primi dieci esportatori al mondo di grano a livello globale) e la logistica (c’è stata un’accelerazione dopo l’adesione del Paese alla Belt and Road Initiative cinese). Per quanto riguarda l’innovazione, dal 2017 in poi, il Kazakhstan ha sposato il programma denominato “Digital Kazakistan“, con l’obiettivo di digitalizzare tutti i settori dell’economia.

Nurly Zhol

Se il Kazakhstan continua a innovarsi, gran parte del merito lo si deve anche al cosiddetto Nurly Zhol, un piano di stimolo economico nazionale dal valore di 9 miliardi di dollari pensato appositamente per modernizzare e sviluppare infrastrutture – quali strade, porti, ferrovie – istruzione e servizi civili vari. Il piano è stato annunciato dal predecessore di Tokayev, il presidente Nursultan Nazarbayev. Nurly Zhol ha l’obiettivo di trasformare il Kazakhstan in un importante hub di trasporto eurasiatico, con la previsione di realizzare oltre 40 miliardi di dollari di progetti entro il 2020 e creare più di 200mila nuovi posti di lavoro.

Nel 2016, il piano ha creato 105mila posti di lavoro e contribuito a far crescere il pil dell’1%. Nello stesso anno, sono stati costruiti 611 chilometri di strade. Fin dal momento del suo lancio, Nurly Zhol è stato definito l’inizio di una “complessa trasformazione globale”. Per quanto riguarda il programma di Nurly Zhol nel periodo compreso tra il 2020 e il 2025, il progetto si concentra prevalentemente sullo sviluppo di infrastrutture stradali. L’obiettivo? Riparare 27mila chilometri di strade locali, ricostruirne 10mila e ripararne 11mila nazionali. A piccoli passi, il cammino del Kazahkstan verso il futuro va avanti.

.
Sogni di diventare fotoreporter?
SCOPRI L'ACADEMY