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	<title>Bija Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 03 Sep 2024 12:53:57 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Bija Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Chi era Bija, il trafficante di esseri umani ucciso a Tripoli</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/chi-era-bija-il-pericoloso-trafficante-ucciso-a-tripoli.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Sep 2024 12:53:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="891" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti in Libia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-768x356.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-1024x475.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ha destato scalpore la morte di Bija, famoso per essere nello stesso tempo trafficante e membro della Guardia Costiera libica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/chi-era-bija-il-pericoloso-trafficante-ucciso-a-tripoli.html">Chi era Bija, il trafficante di esseri umani ucciso a Tripoli</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="891" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti in Libia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-768x356.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-1024x475.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una divisa della<strong> Guardia Costiera libica</strong>, un blocchetto degli appunti poggiato sul tavolino e una penna tenuta a fatica con la mano destra, menomata a causa dello scoppio di un ordigno durante la guerra contro Gheddafi. Davanti alle telecamere, nell&#8217;ottobre del 2019, <strong>Abdel-Rahman Milad</strong>, meglio noto come <strong>Bija</strong>, si presentava così. E provava a mostrare, <a href="https://www.la7.it/propagandalive/video/esclusivo-lintervista-di-francesca-mannocchi-a-bija-25-10-2019-289737">di fronte alle incalzanti domande della giornalista italiana Francesca Mannocchi</a>, il suo volto più &#8220;presentabile&#8221;. Quello cioè, per l&#8217;appunto, di membro della Guardia Costiera impegnato contro il traffico di esseri umani. </p>



<p>Ma il suo era un <strong>doppio ruolo</strong>: con quella divisa giocava a fare il controllore, quando in realtà era lui a essere in cima alla lista dei potenziali controllati. Un gioco contorto, su cui l&#8217;<strong>Onu</strong> da tempo aveva messo gli occhi: in diversi rapporti infatti, Bija viene presentato come uno dei più pericolosi trafficanti di esseri umani. Nei giorni scorsi, la sua parabola si è interrotta bruscamente: qualcuno, all&#8217;uscita dall&#8217;accademia navale di Janzour, lo ha centrato con una raffica di pallottole mentre era a bordo di un fuoristrada. E la sua morte sta già destando clamore, non soltanto in Libia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il suo viaggio in Italia </h2>



<p>Il volto di Bija nel nostro Paese era noto ben prima dell&#8217;intervista dell&#8217;ottobre del 2019. Pochi mesi prima, <strong>Nello Scavo</strong> su <em>Avvenire</em> aveva infatti<a href="https://www.avvenire.it/attualita/pagine/migranti-armi-e-petrolio-tre-mesi-di-misteri-su-bija"> pubblicato altre sue immagini risalenti al 2017</a>. Scatti che Bija non aveva affatto gradito. Lo si intuisce dalle minacce fatte pervenire allo stesso giornalista italiano, costretto per diverso tempo a farsi accompagnare da una scorta. E del resto, quelle foto svelavano dei legami su cui ancora adesso non è stata fatta ampia luce.</p>



<p>Le immagini lo ritraevano all&#8217;interno di alcune riunioni organizzate, nell&#8217;ambito della collaborazione tra Roma e Tripoli al contrasto all&#8217;immigrazione irregolare, in <strong>Sicilia</strong>. Bija era in giacca e camicia, al tavolo con ufficiali e rappresentanti sia italiani sia libici. Gli incontri si erano tenuti al <strong>Cara di Mineo</strong>, ma in quegli stessi giorni Al Milad è stato immortalato anche tra le banchine del<strong> porto di Catania</strong>. Sempre su Avvenire, si è parlato all&#8217;epoca anche di viaggi a <strong>Roma</strong> dove avrebbe partecipato ad altri colloqui all&#8217;interno degli uffici della nostra Guardia Costiera.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prima con Roma poi con Ankara</h2>



<p>&#8220;Ero stato invitato dall&#8217;Italia e dall&#8217;Oim (l&#8217;agenzia per i rifugiati dell&#8217;Onu, ndr)&#8221;, ha dichiarato nel 2019 durante l&#8217;intervista condotta da Francesca Mannocchi. Tutto regolare quindi? Non proprio. Le immagini pubblicate da Nello Scavo hanno suscitato clamore proprio perché il nome di Bija, a livello internazionale, era già famoso e non certo per nobili motivi. </p>



<p>La Corte Penale Internazionale de L&#8217;Aja ha ancora un fascicolo aperto su di lui per accuse molto gravi: si va dal <strong>traffico di esseri umani </strong>a presunte <strong>torture</strong> contro i migranti. Gli investigatori di diverse procure siciliane, in base alle testimonianze dei migranti sbarcati a Lampedusa, hanno accertato contatti tra Bija e almeno tre soggetti in carcere con l&#8217;accusa di aver procurato ferite mortali a diversi migranti.</p>



<p>Una caratura criminale confermata anche da altri rapporti dell&#8217;Onu, tanto che il Consiglio di Sicurezza a un certo punto ha chiesto al governo di Tripoli l&#8217;allontanamento di Al Milad da ogni ruolo all&#8217;interno della Guardia Costiera. Ma lui, alla fine, era sempre lì. E questo grazie soprattutto ai contatti politici che riusciva a costruire: &#8220;Dopo il 2020 &#8211; commenta su X l&#8217;analist<strong>a Jalel Harchaoui</strong> &#8211; Bija era diventato una risorsa preziosa per la Turchia. In precedenza, tra il 2017 e il 2018, risultava più allineato all&#8217;Italia&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">In the years following 2020, <a href="https://twitter.com/hashtag/Bidja?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Bidja</a> had become a valuable asset for Turkey. He helped with <a href="https://twitter.com/hashtag/security?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#security</a> for Turkey’s naval base in Janzur, which houses hundreds of Syrian mercenaries.<br><br>Previously, during 2017-2018, Bidja had been more closely aligned with the Italian state. However,… <a href="https://t.co/dFnndiTVag">https://t.co/dFnndiTVag</a> <a href="https://t.co/NBXgkv1rDY">pic.twitter.com/NBXgkv1rDY</a></p>&mdash; Jalel Harchaoui جلال حرشاوي (@JMJalel_H) <a href="https://twitter.com/JMJalel_H/status/1830336156736819625?ref_src=twsrc%5Etfw">September 1, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un miliziano diventato boss</h2>



<p>Viene da chiedersi, a questo punto, come mai Bija era riuscito ad acquisire così tanto potere. Del resto, si trattava di uno dei tanti giovani miliziani <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/a-che-punto-e-la-guerra-in-libia.html">saltati fuori dopo la caduta di Gheddafi nel 2011</a>. La risposta va cercata proprio nel contesto della Libia del dopo Rais. Ogni milizia ha iniziato a governare il proprio territorio e Bija, nativo di <strong>Zawiya</strong>, è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante tra i miliziani attivi lungo le coste a Ovest di Tripoli.</p>



<p>Lo scatto decisivo probabilmente è stato dato dalla <strong>gestione del traffico di migranti</strong>, capace di fargli piovere soldi in tasca e accrescere il suo prestigio a Zawiya come nella stessa Tripoli. Prestigio che ha potuto investire sul piano politico, considerando soprattutto la<strong> debolezza delle istituzioni libiche</strong> e la necessità per i vari governi post 2011 di agganciarsi alle milizie locali per garantire ordine almeno in Tripolitania.</p>



<p>Ed è così dunque che Bija ha potuto incunearsi in quella <strong>zona grigia</strong> dove, il più delle volte, controllori e controllati coincidono. Da miliziano ha potuto gestire il traffico di esseri umani e, al contempo, presentarsi con la divisa della Guardia Costiera libica per regolare il flusso dei migranti a seconda delle proprie convenienze. Il suo matrimonio, celebrato in pompa magna nel 2021 con tanto di corteo di auto al centro di Zawiya, testimonia il prestigio acquisito nel tempo. Ma tanto prestigio ha favorito anche l&#8217;emersione di una lunga lista di nemici. Ed è per questo che, al momento, è molto difficile capire chi ha premuto il grilletto per eliminarlo.</p>
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		<title>Torna libero Bija, il guardiacoste che imbarazza l’Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/torna-libero-bija-il-guardiacoste-che-imbarazza-litalia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Apr 2021 17:53:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Missione Irini]]></category>
		<category><![CDATA[traffico di esseri umani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/migranti-Abdel-Rahman-Milad-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="migranti Abdel Rahman Milad" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/migranti-Abdel-Rahman-Milad-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/migranti-Abdel-Rahman-Milad-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/migranti-Abdel-Rahman-Milad-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/migranti-Abdel-Rahman-Milad-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/migranti-Abdel-Rahman-Milad-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/migranti-Abdel-Rahman-Milad-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le autorità di Tripoli hanno liberato “Bija”, alias Abdel-Rahman Milad, l’ufficiale della Guardia costiera libica accusato di traffico di esseri umani e contrabbando di carburante. L’ufficiale di Zawiya – che con i soldi per pattugliare il Mediterraneo e gestire i centri di detenzione dei migranti avrebbe acquistato ville e perfino cavalli da corsa – era &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/torna-libero-bija-il-guardiacoste-che-imbarazza-litalia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/torna-libero-bija-il-guardiacoste-che-imbarazza-litalia.html">Torna libero Bija, il guardiacoste che imbarazza l’Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/migranti-Abdel-Rahman-Milad-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="migranti Abdel Rahman Milad" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/migranti-Abdel-Rahman-Milad-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/migranti-Abdel-Rahman-Milad-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/migranti-Abdel-Rahman-Milad-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/migranti-Abdel-Rahman-Milad-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/migranti-Abdel-Rahman-Milad-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/migranti-Abdel-Rahman-Milad-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le autorità di Tripoli hanno <a href="https://www.nova.news/libia-festeggiamenti-a-zawiya-rilasciato-bija/">liberato</a> “<strong>Bija</strong>”, alias Abdel-Rahman Milad, l’ufficiale della Guardia costiera libica accusato di traffico di esseri umani e contrabbando di carburante. L’ufficiale di Zawiya – che con i soldi per pattugliare il Mediterraneo e gestire i centri di detenzione dei migranti avrebbe acquistato ville e perfino <a href="https://www.facebook.com/photo?fbid=3493042294133941&amp;set=ecnf.100019112761242">cavalli da corsa</a> – era stato <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/la-guerra-delle-milizie-dietro-larresto-di-bija.html">arrestato</a> lo scorso ottobre dalle potenti milizie <strong>Rada</strong> facenti capo all’allora ministro dell’Interno, <strong>Fathi Bashagha</strong>. Ma in Libia ora c&#8217;è un nuovo governo e la procura generale di Tripoli ha ordinato la scarcerazione, ufficialmente per mancanza di prove, nonostante Milad sia ricercato dall’Interpol e sia sotto sanzioni da parte delle Nazioni Unite. Il nome di Bija è noto in Italia perché le sue “imprese” sono state ampiamente documentate nelle inchieste dei giornalisti <strong>Nancy Porsia</strong> e <strong>Nello Scavo,</strong> che hanno fatto luce sul contrabbando di petrolio e il traffico di esseri umani, nonché sull’imbarazzante <a href="https://www.avvenire.it/attualita/pagine/dalla-libia-al-mineo-negoziato-boss-libico">incontro</a> riportato da <em>Avvenire </em>con il governo italiano avvenuto nel Cara di Mineo di Catania nel 2017.</p>
<h2>Tempistica sospetta</h2>
<p>La tempistica del rilascio di Abdel-Rahman Milad, accolto a Zawiya <a href="https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.6435-9/172262066_558496355542643_8045655348145180030_n.jpg?_nc_cat=108&amp;ccb=1-3&amp;_nc_sid=8bfeb9&amp;_nc_ohc=QSTZlGPMrwYAX-LqZUc&amp;_nc_ht=scontent-mxp1-1.xx&amp;oh=fee909c751acf897928a9402ee987a4a&amp;oe=609B8EF1">come un eroe</a>, è singolare. Pochi giorni fa, il quotidiano <em><a href="https://www.editorialedomani.it/fatti/inchiesta-ong-trapani-minniti-libia-intercettazioni-giornalisti-avvocati-n84sacdp">Domani</a></em> ha rivelato come la Porsia (benché non indagata) sia stata intercettata per mesi dagli inquirenti nel 2017 proprio mentre lavorava sugli ufficiali coinvolti nel traffico di esseri umani. Vale la pena ricordare che le <a href="https://www.trtworld.com/magazine/libya-human-trafficking-mafia-in-zawiya-301505#:~:text=The%20human%20trafficking%20kingpin,trade%2C%22%20the%20source%20says.">inchieste</a> in lingua inglese della giornalista italiana del 2016 sono state incluse nel <a href="https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/N1711623.pdf">report</a> del Comitato sanzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite: di fatto, è stata la giornalista a spingere l’Onu a includere Bija nella lista nera. In un post su Facebook (ancora oggi consultabile), Milad aveva poi <a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=434792313834524&amp;set=a.100903743890051&amp;type=3&amp;theater">minacciato</a> la donna e la sua famiglia. La scarcerazione di Bija, in altre parole, avviene mentre in Italia è scoppiato il bubbone dell’inchiesta della procura di Trapani sulle partenze dalla Libia e i salvataggi nel Mediterraneo. Non solo. Il rilascio del presunto trafficante potrebbe inserirsi nel contesto del <a href="https://it.insideover.com/politica/draghi-allassalto-di-erdogan-cosa-ce-dietro-laffondo-del-premier.html">duello a distanza</a> tra il presidente del Consiglio italiano, <strong>Mario Draghi</strong>, e il presidente turco, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan</a>.</p>
<h2>Possibile ritorsione turca</h2>
<p>Con Bija a piede libero, il rischio di un aumento delle partenze dei <strong>migranti</strong> dalla Libia con lo zampino dei turchi è concreto. I flussi migratori illegali via in mare lungo la rotta del Mediterraneo centrale sono già aumentati del +185,69% anno su anno nel 2021: si è passati da 2.977 a 8.505 arrivi in Italia alla mattina del 9 aprile. La rotta, per la verità, non riguarda solo la Libia, ma anche l’Algeria e soprattutto la <strong>Tunisia</strong>. Ma non bisogna dimenticare che la Turchia sta <a href="https://it.insideover.com/politica/la-turchia-mette-le-mani-sulla-guardia-costiera-libica.html">fornendo addestramento</a> alla Guardia costiera libica facente capo al ministero dell’Interno. Al contrario, l’operazione aeronavale europea <strong>EuNavFor Med – “Irini”,</strong> guidata dall’Italia, ha sospeso il programma di addestramento dei guardiacoste affiliati al dicastero della Difesa. La città di <strong>Zawiya</strong> è peraltro cruciale nei delicati equilibri in Tripolitania. È tra i punti principali delle partenze dei migranti e snodo delle esportazioni petrolifere. Inoltre, le milizie di Zawiya sono state schierate in prima linea a Tripoli contro il generale <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">Khalifa Haftar</a>: il loro peso potrebbe farsi sentire nella campagna elettorale per le elezioni di dicembre.</p>
<h2>Dabaiba vola da Erdogan</h2>
<p>Mentre la <strong>Libia</strong> è stata la prima tappa estera del premier italiano Draghi, il capo del governo libico unitario <strong>Abdelhamid Dabaiba</strong> ha scelto la Turchia per la prima, importante visita di Stato a capo di una folta delegazione di cui fanno parte ben <strong>14 ministri</strong> e il capo di stato maggiore, Mohammed al Haddad. Come riportato dall’<em><a href="https://www.nova.news/la-turchia-invia-nuovi-mercenari-siriani-in-libia/">Agenzia Nova</a></em>, poco dopo la visita di Draghi a Tripoli è ripreso l’afflusso di <strong>mercenari</strong> siriani in Libia tramite la Turchia. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, organizzazione non governativa con sede a Londra, Ankara avrebbe deciso di inviare <strong>380 mercenari</strong> in Libia nei giorni scorsi. Il ritiro dei combattenti stranieri è previsto nell’accordo di cessate il fuoco mediato dalle <strong>Nazioni Unite</strong> lo scorso 23 ottobre: il termine per il ritiro è scaduto da circa tre mesi, ma gli stivali di Turchia e Russia restano ben piantati sulla sabbia libica.</p>
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		<title>La guerra delle milizie dietro l&#8217;arresto di Bija</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/la-guerra-delle-milizie-dietro-larresto-di-bija.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2020 09:09:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="891" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti in Libia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-768x356.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-1024x475.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È stato arrestato in Libia &#8220;Bija&#8220;, al secolo Abd al Rahman Milad, ufficiale della Guardia costiera libica accusato di traffico di esseri umani e di contrabbando di carburante che mette in imbarazzo l’Italia. L’impresentabile comandante della Guardia costiera di Zawiya era corrotto fino al midollo: con i soldi per pattugliare il Mediterraneo e gestire i &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/la-guerra-delle-milizie-dietro-larresto-di-bija.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="891" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti in Libia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-768x356.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-1024x475.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>È stato arrestato in Libia &#8220;<a href="https://it.insideover.com/guerra/chi-e-bija-il-trafficante-accolto-dal-governo-gentiloni.html"><strong>Bija</strong></a>&#8220;, al secolo Abd al Rahman Milad, ufficiale della Guardia costiera libica accusato di traffico di esseri umani e di contrabbando di carburante che mette in imbarazzo <strong>l’Italia</strong>. L’impresentabile comandante della Guardia costiera di Zawiya era <strong>corrotto</strong> fino al midollo: con i soldi per pattugliare il Mediterraneo e gestire i centri di detenzione dei migranti si era comprato ville e perfino cavalli da corsa. Un trafficante in piena regola le cui nefandezze sono state ampiamente documentate nelle inchieste dei giornalisti Nancy Porsia, Francesca Mannocchi e Nello Scavo che hanno fatto luce sul ruolo di “Bija” nel contrabbando di petrolio e nel traffico di esseri umani, nonché sull&#8217;imbarazzante <a href="https://www.avvenire.it/attualita/pagine/dalla-libia-al-mineo-negoziato-boss-libico">incontro</a> riportato da <em>Avvenire </em>con il governo italiano avvenuto nel Caro di Mineo di Catania nel 2017. L’uscita di scena di “Bija” rappresenta un vero e proprio terremoto non tanto in Italia, bensì in Libia. Milad è infatti uno dei leader chiave delle potenti milizie di <strong>Zawiya</strong>, città costiera dove partono i migranti e dove viene raffinato il petrolio estratto in Fezzan, schierate in prima linea nella rivoluzione contro <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-di-muammar-gheddafi.html">Muammar Gheddafi</a> nel 2011 e contro le forze del generale <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">Khalifa Haftar</a> nel 2019.</p>
<h2>Chi c’è dietro l’arresto di Bija?</h2>
<p>&#8220;Bija&#8221; è l’ultima vittima &#8211; e finora la più illustre &#8211; della campagna anti-corruzione portata avanti dal ministro dell’Interno del Governo di accordo nazionale (Gna) della Libia, <strong>Fathi Bashaga</strong>. Finora erano finiti nel mirino del potente politico di Misurata, ex pilota di aerei oggi considerato tra gli uomini più potenti del Paese nordafricano, solo dei pesci piccoli: viceministri, segretari particolari, funzionari di compagnie statali. Fonti libiche hanno spiegato ad <em><a href="https://www.agenzianova.com/a/5f8860a75d3977.81367262/3144001/2020-10-15/libia-bija-vittima-del-giro-di-vite-di-bashaga-il-possibile-successore-di-fayez-al-sarraj">Agenzia Nova</a></em> che “l&#8217;arresto di Bija potrebbe essere il primo di una lunga serie con l&#8217;obiettivo di accreditare Bashaga come uomo forte della Tripolitania e successore affidabile di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html"><strong>Fayez al Sarraj</strong></a>, in quanto capace di contenere lo strapotere e gli abusi delle milizie armate”. Secondo il riferisce il sito informativo libico &#8220;<a href="https://www.alsaaa24.com/">al Saa 24</a>&#8220;, considerato vicino alle istanze del generale Haftar, la prossima preda di Bashaga potrebbe essere <strong>Salah Badi</strong>, capo delle milizie islamiste <strong>Al Sumud</strong>. Proprio come Bashaga, anche Badi è originario di Misurata, la &#8220;città-Stato&#8221; della Libia occidentale dove la Turchia sta costruendo una <a href="https://it.insideover.com/politica/la-turchia-pronta-a-stabilire-una-base-militare-a-misurata.html">base navale</a>. Un&#8217;altra possibile preda di Bashaga potrebbe essere <strong>Ahmad Dabbashi</strong>, detto &#8220;Al Ammu&#8221; (lo zio), potente &#8220;boss&#8221; del clan Dabbashi di Sabrata accusato di traffico di armi e munizioni, traffico di carburante, trasporto di immigrati irregolari in cambio di denaro, rapimenti ed estorsioni. Ankara sembra aver puntato le sue <em>fiches</em> su Bashaga, non su Badi (come “Bija” sanzionato dalle Nazioni Unite, dunque impresentabile) né tantomeno su <strong>Ahmed Maiteeq</strong>, ambizioso vicepresidente autore <a href="https://www.agenzianova.com/a/5f886baecf2394.93736335/3106773/2020-09-19/libia-generale-osama-jawili-rifiutiamo-l-accordo-haftar-maiteeq-sul-petrolio/linked">dell’accordo con l’est</a> che fatto riaprire i pozzi di petrolio (ma non quelli dell&#8217;Eni, ancora bloccati dai mercenari al soldo di Haftar) ma anche arrabbiare i <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-sono-i-fratelli-musulmani.html">Fratelli musulmani</a>.</p>
<h2>Bashaga successore di Sarraj?</h2>
<p>Bashaga può contare sull’appoggio delle sue potenti milizie <strong>Rada</strong>, del procuratore generale <strong>Sadiq al Sour</strong> e dal neo nominato ministro della Difesa, <strong>Salah Din Ali Namroush,</strong> anch’egli come &#8220;Bija&#8221; di Zawiya ma al contrario del trafficante molto apprezzato in <strong>Turchia</strong>. L’obiettivo del ministro di Misurata sembra essere quello di indebolire o quantomeno dividere le milizie più “irriducibili” (come quelle di Zawiya) per poi assorbirle nelle future forze regolari libiche, come da anni richiesto dalla Comunità internazionale. Un’impresa difficile tentata – senza successo – dal premier dimissionario del Gna, Fayez al Sarraj. Quest’ultimo, sfiancato dai continui ricatti delle stesse milizie che ha tentato di addomesticare, ha promesso di lasciare il potere a una nuova autorità esecutiva entro ottobre, ma le trattative per un nuovo governo si protrarranno almeno fino alla prima metà di <strong>novembre</strong>. La prassi vuole che Sarraj lasci l’incarico a uno dei sue due vice: Abdel Salam Kajman<em><strong>, </strong></em>uomo della Fratellanza musulmana ed esponente di spicco del Sud libico; oppure Ahmed Maiteeq, che però si è fatto molti nemici in Tripolitana dopo l’apertura ad Haftar sui pozzi di petrolio. Il destino della Libia sembra essere, ancora una volta, nelle mani della Comunità internazionale che Bashaga sta cercando di ingraziarsi consegnando le teste dei ricercati, tra cui appunto quella &#8220;Bija&#8221;.</p>
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		<title>L&#8217;arresto di Bija potrebbe far ripartire l&#8217;immigrazione in Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/l-arresto-di-bija-potrebbe-far-ripartire-l-immigrazione-verso-l-italia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2020 10:55:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-su-barcone-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti in fuga dalla Libia nel Mediterraneo (L aPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-su-barcone-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-su-barcone-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-su-barcone-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-su-barcone-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-su-barcone-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-su-barcone-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Bija è quel personaggio che meglio può sintetizzare la Libia post Gheddafi, lì dove il ruolo di controllore e controllato spesso si confondono e dove il più delle volte è impossibile distinguere tra figure istituzionali e figure criminali. Abdou Rahman, questo il suo vero nome, è stato indicato in molte inchieste, sia giornalistiche che delle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/l-arresto-di-bija-potrebbe-far-ripartire-l-immigrazione-verso-l-italia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-su-barcone-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti in fuga dalla Libia nel Mediterraneo (L aPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-su-barcone-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-su-barcone-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-su-barcone-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-su-barcone-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-su-barcone-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-su-barcone-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Bija</strong> è quel personaggio che meglio può sintetizzare la Libia post Gheddafi, lì dove il ruolo di controllore e controllato spesso si confondono e dove il più delle volte è impossibile distinguere tra figure istituzionali e figure criminali. <strong>Abdou Rahman</strong>, <a href="https://it.insideover.com/guerra/chi-e-bija-il-trafficante-accolto-dal-governo-gentiloni.html">questo il suo vero nome</a>, è stato indicato in molte inchieste, sia giornalistiche che delle Nazioni Unite, come uno dei più pericolosi <strong>trafficanti</strong> di esseri umani. Eppure in svariate occasioni ha indossato l&#8217;uniforme della <strong>Guardia Costiera libica</strong>, come ad esempio nell&#8217;ottobre del 2019 quando si è presentato con tanto di divisa addosso<a href="https://www.la7.it/propagandalive/video/esclusiva-tv-propaganda-live-lintervista-di-francesca-mannocchi-a-bija-24-10-2019-289460"> davanti le telecamere della giornalista Francesca Mannocchi</a>. Lui, inconfondibile per via di una menomazione alla mano destra procurata durante la guerra anti Gheddafi del 2011, è stato immortalato invece in giacca e cravatta nel maggio del 2017 direttamente in Italia. All&#8217;interno del Cara di Mineo rappresentava la Guardia Costiera di <strong>Zawiya</strong>, sua città natale e feudo economico della sua tribù. La scoperta del suo passaggio in Sicilia è arrivata grazie a un reportage, <a href="https://www.avvenire.it/attualita/pagine/dalla-libia-al-mineo-negoziato-boss-libico">pubblicato esattamente un anno fa su <em>Avvenire</em></a>, di Nello Scavo. Per quel focus il giornalista vive adesso sotto scorta, minacciato da Bija al pari di come successi alcuni anni fa a un&#8217;altra giornalista italiana, Nancy Porsia. Elementi che dimostrano l&#8217;assoluta ambiguità (e pericolosità) del personaggio, circostanze che ben descrivono l&#8217;attuale andamento della situazione in Libia.</p>
<h2>&#8220;Importante valutare l&#8217;andamento dei flussi migratori&#8221;</h2>
<p>Mercoledì 14 ottobre dalla Libia una notizia ha iniziato lentamente ad attraversare il Mediterraneo. Bija, lo scafista diventato a fasi alterne guardiano delle coste, è stato arrestato. Trattandosi di un Paese in guerra e di una nazione non più tale da almeno 9 anni, la prudenza non è mai troppa. Ma ora dopo ora le indiscrezioni sono diventate conferme e, per chi negli ultimi mesi in Italia ha dovuto vivere con la scorta a causa delle sue minacce, anche timidi ma significativi sospiri di sollievo. Tuttavia andare a valutare la portata di queste arresto è alquanto difficile. E una fonte diplomatica a <em>InsideOver</em> in qualche modo percorre una via molto prudente: &#8220;Ancora è presto per dire cosa realmente è successo &#8211; ha tenuto a rimarcare la fonte &#8211; Non sappiamo se Bija sia stato arrestato per mero volere di Tripoli oppure se è stato venduto dalla sua tribù&#8221;. Vero è che nelle ore immediatamente successive all&#8217;arresto alcuni miliziani di Zawiya a lui vicini hanno raggiunto Tripoli, ingaggiando scontri con la <strong>Rada</strong>, la forza di interposizione al soldo del ministero dell&#8217;Interno del governo del <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html">premier Al Sarraj</a>. É però altrettanto vero che l&#8217;azione potrebbe essere stata messa a punto in modo isolato solo da pochi fedelissimi.</p>
<p>L&#8217;unico termometro della situazione in tal senso potrebbe essere rappresentato dall&#8217;andamento dell&#8217;<strong>immigrazione</strong>: &#8220;Lo vedremo nei prossimi giorni &#8211; ha dichiarato la fonte vicina alla Farnesina da noi contattata &#8211; Basterà notare se ci sarà un repentino aumento nel numero delle partenze di barconi verso l&#8217;Italia. In tal caso vuol dire che la tribù di Bija vorrebbe imporre uno sgarbo a Tripoli&#8221;. Ma non solo: se Bija da controllato è diventato controllore è perché un&#8217;operazione del genere a lui e alla sua milizia di Zawiya è convenuta sotto il profilo economico. Se Bija adesso è in carcere per volontà del governo di Tripoli, allora i suoi uomini potrebbero tornare a vedere più remunerativo il business del traffico di esseri umani e dismettere i panni di controllori.</p>
<h2>Il possibile aumento di partenze verso l&#8217;Italia</h2>
<p>A prendere piede in queste ore è soprattutto la pista secondo cui lo scafista libico è stato tradito da uno dei suoi uomini di fiducia. Ad avanzare questa tesi è la giornalista Nancy Porsia, una delle croniste minacciate da Bija, in un articolo pubblicato su <em>Domani</em>. Dunque, da Tripoli sarebbero stati trovati agganci tra le persone più vicine al trafficante per trarlo in inganno e tradurlo in galera. Una mossa però che non avrebbe avuto l&#8217;avallo di altri membri della sua milizia: &#8220;Il ministero degli Interni parla di arresto &#8211; specifica infatti Nancy Porsia &#8211; Mentre i suoi parlano di rapimento&#8221;. Chiaro dunque come tra il governo di Al Sarraj e le milizie di Zawiya (o comunque una buona parte di esse) si potrebbe arrivare allo scontro. E quindi allo scenario paventato da alcune fonti diplomatiche, ossia un aumento di partenze verso il nostro Paese.</p>
<p>Un potenziale grattacapo in più per l&#8217;esecutivo giallorosso. Il 2020 ha segnato un enorme balzo in avanti nel numero degli sbarchi di migranti lungo le nostre coste, tuttavia la rotta libica non ha segnato cifre record: &#8220;Rispetto agli anni passati &#8211; ha confermato un funzionario della Guardia Costiera al <em>Giornale.it</em> &#8211; non vediamo grossi cambiamenti nel flusso migratorio proveniente dalla Libia. Il vero problema quest&#8217;anno è stato rappresentato dalla <strong>Tunisia</strong>&#8220;. E dunque, dopo il fronte tunisino tutt&#8217;ora non chiuso dopo l&#8217;arresto di Bija potrebbe aprirsi anche il fronte libico.</p>
<h2>La fragilità degli accordi con i libici</h2>
<p>A prescindere da quale sarà l&#8217;andamento relativo ai flussi migratori dopo le vicende legate a Bija, è da evidenziare come questo episodio abbia messo nuovamente alla luce le tante perplessità relative alla gestione del fenomeno migratorio tramite meri accordi economici con Tripoli. L&#8217;Italia di fatto dipende unicamente dalle vicende interne alla Libia, profondamente variabili vista l&#8217;attuale situazione nel Paese nordafricano. Pagare il governo di Al Sarraj vuol dire essere direttamente esposti al fragile contesto libico: può bastare una lotta interna a una milizia che controlla un determinato territorio (come accaduto a <strong>Sabratha</strong> nel 2017) oppure l&#8217;arresto di un trafficante per scardinare gli equilibri lungo le coste della Tripolitania e, di conseguenze, rivedere barconi e gommoni in navigazione nel Mediterraneo. L&#8217;Italia, da qualche anno a questa parte, ha preferito aspettare gli eventi in Libia piuttosto che provare a gestirli e a incidere sul dossier. Roma ha quindi delegato molti aspetti di suo interesse ad attori interni o esterni al Paese. E oggi si deve affidare agli umori di uomini vicini a un personaggio come Bija per sperare di controllare il fenomeno migratorio.</p>
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		<title>Anche Bija tra i responsabili di crimini a Sabratha</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/libia-bija-criminali-sabratha.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2020 15:44:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="902" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Estremisti-a-Tripoli-in-Libia-La-Presse-e1581677177425.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libia, Tripoli" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Estremisti-a-Tripoli-in-Libia-La-Presse-e1581677177425.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Estremisti-a-Tripoli-in-Libia-La-Presse-e1581677177425-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Estremisti-a-Tripoli-in-Libia-La-Presse-e1581677177425-768x361.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Estremisti-a-Tripoli-in-Libia-La-Presse-e1581677177425-1024x481.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Impiegati fatti scendere dagli uffici ed obbligati ad inginocchiarsi per terra con mani dietro la nuca, mentre un gruppo di giovani dalla barba lunga attorno a loro urla &#8220;Allah Akbar&#8221; esplodendo colpi di mitra in aria. È questo uno dei tanti video pervenuti da Sabratha a partire dal giorno di Pasquetta, quando cioè miliziani vicini al &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-bija-criminali-sabratha.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="902" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Estremisti-a-Tripoli-in-Libia-La-Presse-e1581677177425.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libia, Tripoli" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Estremisti-a-Tripoli-in-Libia-La-Presse-e1581677177425.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Estremisti-a-Tripoli-in-Libia-La-Presse-e1581677177425-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Estremisti-a-Tripoli-in-Libia-La-Presse-e1581677177425-768x361.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Estremisti-a-Tripoli-in-Libia-La-Presse-e1581677177425-1024x481.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Impiegati fatti scendere dagli uffici ed obbligati ad inginocchiarsi per terra con mani dietro la nuca, mentre un gruppo di giovani dalla barba lunga attorno a loro urla &#8220;Allah Akbar&#8221; esplodendo colpi di mitra in aria.<a href="https://www.youtube.com/watch?time_continue=8&amp;v=10IbnVHH3LU&amp;feature=emb_title"> È questo uno dei tanti video</a> pervenuti da <strong>Sabratha</strong> a partire dal giorno di Pasquetta, quando cioè miliziani vicini al governo di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html">Al Sarraj</a> hanno <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-al-sarraj-torna-ad-avanzare-ripresa-sabratha.html">ripreso</a> la città lungo la costa occidentale della Libia. Il <strong>Gna</strong>, l&#8217;insieme delle forze cioè a sostegno del governo di Tripoli, ne ha rivendicato la conquista ai danni dell&#8217;esercito del<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html"> generale Haftar</a>. Poche ore dopo, sono arrivate diverse immagini che hanno documentato l&#8217;orrore successivo all&#8217;ingresso dei gruppi legati al governo: case date alle fiamme e razziate in quanto occupate da persone sospettate di essere vicine al nemico, membri dell&#8217;esercito di Haftar uccisi a sangue freddo, assalti alle <strong>carceri</strong> con conseguente liberazione di centinaia di criminali e jihadisti. Ed è questo lo specchio di una Libia sempre più in fiamme, sempre più devastata da una guerra che sta proseguendo nonostante i riflettori siano proiettati alla pandemia da coronavirus.</p>
<h2>Rispunta Bija, il trafficante invitato nel 2017 al Cara di Mineo</h2>
<p>Tra le tante immagini arrivate dal Paese nordafricano in questi giorni, <a href="https://specialelibia.it/2020/04/15/crimini-spaventosi-in-libia-durante-la-liberazione-di-sabratha-ed-altre-citta/#jp-carousel-10290">c&#8217;è quella che ritrae due giovani</a> a bordo in un selfie con alle spalle decine di ragazzi trucidati a sangue freddo lungo una strada. Una foto straziante, che ha mostrato i livelli di crudeltà di un conflitto spesso ritenuto &#8220;a bassa intensità&#8221; e che invece dal 2011 non ha mai smesso di provocare fratricidi massacri a due passi dal nostro Paese. E tra le foto di giovani barbuti ed esultanti per il loro ingresso a Sabratha, è emerso anche un volto molto familiare all&#8217;Italia: è quello di <strong>Abdou Rahman Milad</strong>, conosciuto come <a href="https://it.insideover.com/guerra/chi-e-bija-il-trafficante-accolto-dal-governo-gentiloni.html">Bija</a>. Se pronunciato lungo le coste nordafricane, questo nome potrebbe suscitare reazioni di paura soprattutto tra le persone che aspettano di imbarcarsi verso l&#8217;Italia. Bija è uno dei più pericolosi trafficanti di esseri umani, così come segnalato in diversi rapporti delle Nazioni Unite ed in diverse inchieste giornalistiche.</p>
<p>Sul <em>The Post Internazionale</em>, l&#8217;italiana Nancy Porsia ha spiegato come l&#8217;appartenenza di Bija alla potente tribù di <strong>Zawiya</strong> degli <strong>Abu Hamyra</strong> ha fatto sì che il giovane entrasse prima nelle forze delle <em>Petroleum Facilities Guard</em>, successivamente poi nel giro del traffico di migranti. Ma, come spesso accaduto nella Libia post Gheddafi, i ruoli di ladro e controllore ad un certo punto si sono unificati in una sola persona. Bija ha infatti fatto valere la sua posizione di uomo potente di Zawiya per diventare membro della <strong>Guardia Costiera</strong> libica e controllare le partenze dei barconi. In veste di ufficiale libico, <a href="https://www.avvenire.it/attualita/pagine/dalla-libia-al-mineo-negoziato-boss-libico">come rivelato da Nello Scavo su <em>Avvenire</em> lo scorso ottobre</a>, ha partecipato ad un incontro con alcuni funzionari italiani all&#8217;interno del Cara di <strong>Mineo</strong> nel maggio del 2017. In quelle settimane erano in corso, quando il Viminale era guidato da Marco Minniti, le prime trattative con Tripoli per provare ad arginare una crisi migratoria che stava riversando migliaia di migranti ogni mese lungo le nostre coste.</p>
<p>Bija, riconoscibile grazie anche ad una ferita alla mano procurata dall&#8217;esplosione di un ordigno nel 2011, era seduto assieme alla delegazione libica mentre interloquiva con gli italiani. Intervistato pochi mesi fa dalla giornalista Francesca Mannocchi, il giovane si è fatto trovare in divisa all&#8217;interno di un ufficio della Guardia Costiera. Adesso invece <a href="https://specialelibia.it/2020/04/15/crimini-spaventosi-in-libia-durante-la-liberazione-di-sabratha-ed-altre-citta/">è possibile riconoscerlo</a> assieme ai miliziani che hanno preso Sabratha. Il suo volto è apparso tra i combattenti, molti dei quali appartenenti ai gruppi islamisti siriani portati da Erdogan in Libia, che a bordo dei pick up hanno assaltato caserme e prigioni e contribuito alle stragi emerse nelle ultime ore da questi martoriati territori.</p>
<h2>Centinaia di prigionieri liberi</h2>
<p>La presenza di Bija tra i combattenti che hanno preso Sabratha ed altre città limitrofe, non sarebbe casuale. Infatti, come specificato su <em>SpecialeLibia</em>, anche le milizie di Zawiya, di cui il trafficante fa parte, si sono unite ai gruppi islamisti ed alle fazioni legate al Gna per espandersi lungo la fascia costiera occidentale del Paese. Durante la loro avanzata, le forze filo Al Sarraj oltre ad essersi macchiate di gravi crimini contro civili e fazioni avversarie, hanno anche preso possesso di diverse carceri liberando centinaia di detenuti. Secondo fonti del ministero della giustizia di Tripoli, <a href="https://specialelibia.it/2020/04/16/aperte-le-prigioni-crescono-le-preoccupazioni-per-atti-di-vendette-nella-libia-occidentale/">sarebbero almeno 384 i criminali adesso in libertà</a>. Tra questi alcuni erano detenuti per reati minori, ma molti di loro in realtà si trovavano in carcere per crimini molto gravi: dall&#8217;appartenenza alle cellule jihadiste, fino al coinvolgimento nel traffico dei migranti.</p>
<p>E queste non sono certo buone notizie per l&#8217;Italia: a Sabratha sono comparsi soggetti con le bandiere dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html">Isis</a> e di altre organizzazioni terroristiche, segno di come numerosi terroristi potrebbero adesso essere in libertà a pochi passi dalle nostre coste. La <strong>tensione</strong>, in questa parte occidentale della Libia, è sempre più forte: in particolare, in tanti adesso temono un aumento della violenza e delle azioni di vendetta tra clan rivali.</p>
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		<title>Il caso Bija emblema della Libia di oggi</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/il-caso-bija-emblema-della-libia-di-oggi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Nov 2019 10:49:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="891" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti in Libia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-768x356.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-1024x475.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quanto emerso dalla Libia sul caso Bija non è confusione, bensì specchio di quella che appare come l&#8217;attuale situazione nel paese nordafricano. Da un lato c&#8217;è un soggetto, Bija per l&#8217;appunto, accusato da più parti di essere un trafficante, quest&#8217;ultimo però si presenta nelle più recenti interviste rilasciate con la divisa della Guardia Costiera libica. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/il-caso-bija-emblema-della-libia-di-oggi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/il-caso-bija-emblema-della-libia-di-oggi.html">Il caso Bija emblema della Libia di oggi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="891" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti in Libia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-768x356.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-1024x475.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Quanto emerso dalla Libia sul <a href="https://it.insideover.com/guerra/chi-e-bija-il-trafficante-accolto-dal-governo-gentiloni.html">caso Bija</a> non è confusione, bensì specchio di quella che appare come l&#8217;attuale situazione nel paese nordafricano. Da un lato c&#8217;è un soggetto, Bija per l&#8217;appunto, accusato da più parti di essere un <strong>trafficante</strong>, quest&#8217;ultimo però si presenta nelle più recenti interviste rilasciate con la divisa della <strong>Guardia Costiera</strong> libica. In ballo, c&#8217;è anche un mandato di cattura nei suoi confronti emanato dal procuratore generale di Tripoli lo scorso 23 aprile, confermato poi nei giorni scorsi dallo stesso ministro dell&#8217;interno<strong> Fathi Pashaga</strong>. Eppure Bija sarebbe nuovamente a capo della Guardia Costiera di Zawiya, sua città di origine. Qual è dunque la situazione?</p>
<h2>Le notizie contraddittorie delle ultime ore</h2>
<p>Venerdì sera su <em>Propaganda Live</em> è andata in onda<a href="http://www.ilgiornale.it/news/cronache/verit-bija-nel-2017-sono-stato-anche-roma-1775078.html"> un&#8217;intervista curata da Francesca Mannocchi</a> allo stesso Bija. Lui a quell&#8217;appuntamento si è presentato con la divisa della Guardia Costiera. Non solo: alle spalle della telecamera, Bija era accompagnato da <strong>Ayoub Qassim</strong>, portavoce della Guardia Costiera libica. In poche parole, il presunto trafficante era da considerare a pieno organico all&#8217;interno del corpo militare (o pseudo tale) di Tripoli. Poi il colpo di scena: lunedì dalla Libia è arrivata la notizia che Fatih Pashaga <a href="http://www.ilgiornale.it/news/cronache/libia-spiccato-mandato-cattura-bija-1775964.html">ha firmato l&#8217;ordine di arresto per Bija</a>. Sembrava un gesto volto a togliere ogni imbarazzo, anche perché lo stesso protagonista di questa intricata storia è raggiunto da sanzioni Onu già dal giugno 2018. Il suo caso, è bene ricordarlo,<a href="https://www.avvenire.it/attualita/pagine/dalla-libia-al-mineo-negoziato-boss-libico"> è tornato alla ribalta il 4 ottobre scorso</a>, quando grazie ad un reportage di Nello Scavo (oggi sotto tutela dopo le minacce ricevute dalla Libia) su Avvenire si è scoperto che Bija è stato in Italia l&#8217;11 maggio 2017 in veste di rappresentante della Guardia Costiera libica.</p>
<p>Ma la serie di colpi di scena non si è interrotta lunedì: il giorno seguente è stato un funzionario dello stesso corpo militare, <strong>Mohamed Sakr</strong>, <a href="http://www.ilgiornale.it/news/cronache/libia-giallo-su-bija-nessun-mandato-arresto-1776615.html">a smentire quanto trapelato appena poche ore prima</a>. Raggiunto da <em>AgenziaNova</em>, Sakr ha dichiarato che Bija è regolarmente a lavoro a Zawiya, dove svolge il suo lavoro di principale referente per quella città della Guardia Costiera.</p>
<h2>Le verità che si sovrappongono</h2>
<p>Se di mezzo non ci fosse una guerra civile che va avanti da otto anni, la situazione sarebbe quasi comica. Perché nessuna delle notizie sopra raccontate è falsa. E non si tratta nemmeno di una lucida strategia volta a disorientare gli interlocutori italiani. Più semplicemente, in Libia ogni ministero, ogni corpo para statale, ogni milizia ha la sua verità e tutte possono anche sovrapporsi in uno stesso momento. Per cui Bija contemporaneamente è considerato ricercato dal ministero dell&#8217;interno, ma pienamente operativo dal ministero della difesa e dai vertici della Marina. Un ordine di cattura, una norma, un documento emesso da una qualunque sede istituzionale libica, potrebbe esercitare forza coercitiva solo per mezza giornata.</p>
<p>Il caso Bija dimostra perfettamente cos&#8217;è la Libia di oggi. Un insieme disorganizzato di <strong>milizie</strong> e <strong>tribù</strong> ben lontane dal rappresentare anche una primordiale forma di Stato. E così, ciò che vale per Tripoli potrebbe non valere per Zawiya od un&#8217;altra cittadina del paese, ciò che vale per un ministro dell&#8217;interno potrebbe non valere per un funzionario qualsiasi della Guardia Costiera. I problemi della Libia vanno oramai ben oltre un&#8217;atavica fase di stallo nel conflitto tra le forze del premier <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html">Fayez Al Sarraj</a> e quelle del generale<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html"> Khalifa Haftar</a>: la frammentazione sempre più insanabile appare la sfida principale da vincere se si vuole riportare la normalità nel paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/il-caso-bija-emblema-della-libia-di-oggi.html">Il caso Bija emblema della Libia di oggi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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