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	<title>Taiwan Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 11 Sep 2026 22:42:06 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Taiwan Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La Cina sta chiudendo la &#8220;porta sul retro&#8221; di Taiwan</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-cina-sta-chiudendo-la-porta-sul-retro-di-taiwan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 22:42:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[marina cinese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="938" height="679" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014.jpg 938w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014-768x556.jpg 768w" sizes="(max-width: 938px) 100vw, 938px" /></p>
<p>La Cina da giugno ha avviato stabilmente pattugliamenti navali a est di Taiwan. Si tratta di azioni volte a stabilire una "nuova normalità"</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-sta-chiudendo-la-porta-sul-retro-di-taiwan.html">La Cina sta chiudendo la &#8220;porta sul retro&#8221; di Taiwan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="938" height="679" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014.jpg 938w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/Peoples_Liberation_Army_Navy_frigate_PLAN_Yueyang_FF_575_steams_in_formation_with_42_other_ships_and_submarines_during_Rim_of_the_Pacific_RIMPAC_Exercise_2014-768x556.jpg 768w" sizes="(max-width: 938px) 100vw, 938px" /></p>
<p>La <strong>Repubblica Popolare Cinese (RPC)</strong> ha intensificato la pressione su <strong>Taiwan </strong>dispiegando, <a href="https://www.reuters.com/world/china/china-launches-coast-guard-patrol-east-taiwan-despite-international-pushback-2026-07-04/">a partire da giugno</a>, una media di due navi della Guardia Costiera al mese nelle acque a Est dell&#8217;isola. I pattugliamenti hanno coperto un&#8217;area di 27.100 miglia nautiche quadrate, ma le imbarcazioni sono rimaste al di fuori delle acque territoriali di Taiwan, avvicinandosi però fino a 55 chilometri (30 miglia nautiche) dalla costa orientale.</p>



<p>La Guardia Costiera cinese riferisce trattarsi di “pattugliamenti di routine”, avvisando di volerli intensificare per tutelare i diritti marittimi di Pechino, e la motivazione alla base di questa nuova mossa cinese sullo scacchiere del Pacifico occidentale potrebbe facilmente essere l&#8217;avvio di colloqui tra le <strong>Filippine </strong>e il <strong>Giappone </strong>per definire le proprie <strong>ZEE</strong> (Zona Economica Esclusiva). Colloqui che, per inciso, hanno visto escludere Taiwan. <strong>La RPC, non riconoscendo l&#8217;esistenza di uno Stato taiwanese, ritiene il mare a Est dell&#8217;isola come appartenente alla propria ZEE,</strong> la quale si spinge sino alle coste filippine e comprende le isole meridionali del lungo arcipelago nipponico: le Yaeyama in cui è situata l&#8217;isola di Yonaguni, assurta agli onori delle cronache a febbraio quando Tokyo ha rivelato di volervi posizionare missili da difesa aerea entro il 2031, generando le ire di Pechino.</p>



<p>Lungo la costa orientale di Taiwan, per via dell&#8217;orografia, non ci sono porti commerciali, ma il tratto di mare a Est dell&#8217;isola – che potrebbe essere definito “la porta sul retro” di Taipei – <strong>è fondamentale in caso di conflitto</strong> per una serie di motivi. Innanzitutto la maggior parte dei rifornimenti alleati arriverebbe da questa direttrice per poi ripiegare sui porti principali, posti a Nord e a Sud dello Stretto di Taiwan; secondariamente, <strong>la profondità del mare lo rende un teatro d&#8217;azione perfetto per i sottomarini da attacco</strong> e lanciamissili da crociera di entrambe le parti in causa. Se dovesse scoppiare un conflitto armato per Taiwan, i primi scontri tra le forze aeronavali cinesi e quelle statunitensi/alleate si avrebbero proprio in questo ampio tratto di mare, prima ancora che nello Stretto.</p>



<p>Pechino è cosciente dell&#8217;importanza di questo settore marittimo, e prima ancora di avviare stabilmente i pattugliamenti dei cutter della sua Guardia Costiera, da qualche anno, ha cominciato a effettuare pattugliamenti di aerei e droni militari nello spazio aereo sovrastante, per poi cominciare con pattugliamenti saltuari di navi da guerra e cutter diventati successivamente attività di routine. Negli ultimi quattro anni (a cominciare dall&#8217;agosto 2022), la RPC ha cominciato a effettuare <strong>esercitazioni aeronavali che hanno messo in scena l&#8217;accerchiamento di Taiwan</strong>, in manovre via via più complesse che hanno simulato un blocco dell&#8217;isola. Il 2025 è stato l&#8217;anno in cui l&#8217;attività militare cinese intorno a Taiwan ha avuto <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/cina-taiwan-2025-stato-lanno-record-delle-incursioni-cinesi-2696003.html">il suo picco storico</a>. Più in generale, la Cina ha aumentato notevolmente la sua attività militare <strong>in una vasta area geografica che comprende anche il Mar Cinese Meridionale, l&#8217;arcipelago nipponico ed è arrivata anche oltre la Prima Catena di Isole</strong>, ovvero quegli arcipelaghi del Pacifico occidentale che vanno dal Giappone fino all&#8217;Indonesia passando per le Filippine e che geograficamente “racchiudono” la Cina in una catena che la separa dall&#8217;Oceano Pacifico. A maggio 2026, invece, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/cina-manda-100-navi-attorno-taiwan-segnale-trump-che-2670528.html">più di 100 navi cinesi</a> – tra marina militare, Guardia Costiera e navi oceanografiche &#8211; sono state impiegate nel medesimo arco temporale in attività di pattugliamento ed esercitative dal Mar Giallo, al largo della penisola coreana, fino al Mar Cinese Meridionale e al Pacifico occidentale, comprendendo ovviamente anche i mari intorno a Taiwan.</p>



<h2 class="wp-block-heading">C&#8217;è anche un risvolto &#8220;italiano&#8221;</h2>



<p>Tornando alla questione legata all&#8217;attività cinese nel tratto marittimo a Est di Formosa, quel mare oltre a essere una linea fondamentale per i collegamenti tra Giappone e le Filippine è attraversato dalla <strong>maggior parte del traffico navale commerciale</strong>: dati desunti da <em>Marine Traffic </em>indicano che a giugno 2026 ci sono stati 527 transiti a est di Taiwan contro i 420 nello Stretto. Le merci trasportate sono petrolio, gas, ferro, prodotti agricoli. Si tratta quindi di una rotta vitale per le commodity globali.</p>



<p>Dal primo giugno 2026, la RPC ha impiegato in media di 2 cutter al mese per il pattugliamento di quel tratto di mare, effettuando rotazioni il 4 luglio e il 4 agosto. I primi mezzi identificati sono il “Daishan” (da 5mila tonnellate di dislocamento) e il “Baita” (da 3mila tonnellate). <strong>Per la prima volta quindi stiamo assistendo a una presenza continua</strong>, non a incursioni brevi come negli anni precedenti. Le operazioni effettuate dalle unità cinesi sono state di polizia con circa 198 controlli effettuati su mercantili stranieri e 3 violazioni contestate.</p>



<p>Pechino con l&#8217;inizio di questa attività sta <strong>modificando a suo favore il regolamento internazionale marittimo</strong>, avvisando il mondo intero che la “porta sul retro” di Taiwan non è più di libero accesso. Questi pattugliamenti servono a stabilire una “<strong>nuova normalità</strong>” cinese e mettere la comunità internazionale davanti al fatto compiuto, come è avvenuto per gli insediamenti cinesi in alcune isole del Mar Cinese Meridionale, occupate da Pechino a partire dai primi anni 2000. </p>



<p>L&#8217;impiego della Guardia Costiera anziché della Marina dell&#8217;Esercito Popolare di Liberazione (PLAN – People&#8217;s Liberation Army Navy) evita scontri militari e <strong>permette a Pechino di presentare tali attività come operazioni di polizia marittima</strong>, stabilendo al contempo la presenza costante necessaria per un futuro blocco navale e ha l&#8217;effetto collaterale di mettere Taipei sotto maggiore pressione per cercare di farla desistere e annetterla senza colpo ferire.</p>



<p>In uno scenario in cui dalla pressione legale nel mare a est di Taiwan si passasse a un vero e proprio blocco per cercare di far capitolare l&#8217;isola, la <em>supply chain</em> e gli approvvigionamenti nazionali – quindi la sicurezza &#8211; ne risentirebbero in modo peggiore di quanto accaduto durante la crisi pandemica: l&#8217;Italia importa chip ad alte prestazioni da quella parte del globo – non solo da Taiwan – e altri beni. Nonostante solo l&#8217;1-2% del nostro commercio passi da quel mare, si tratta di una percentuale che vale di più nella nostra filiera produttiva: <strong>macchinari, elettronica e semiconduttori.</strong> Un blocco a est di Taiwan non colpirebbe quindi solo 24 miliardi di merci, ne colpirebbe circa <strong>850 di investimenti UE in transizione digitale e green</strong> che dipendono da quei chip.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-sta-chiudendo-la-porta-sul-retro-di-taiwan.html">La Cina sta chiudendo la &#8220;porta sul retro&#8221; di Taiwan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Taiwan non deve scegliere: Cheng negli USA dopo lo storico incontro con Xi</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/taiwan-non-deve-scegliere-cheng-negli-usa-dopo-lo-storico-incontro-con-xi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Larissa Clelia Remenyi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 01:13:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[taiwan]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Taiwan" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo lo storico incontro con Xi Jinping, la leader dell'opposizione di Taiwan affronta un lungo viaggio diplomatico negli Usa.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/taiwan-non-deve-scegliere-cheng-negli-usa-dopo-lo-storico-incontro-con-xi.html">Taiwan non deve scegliere: Cheng negli USA dopo lo storico incontro con Xi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Taiwan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p class="has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-28be6d87ef13bb92a8375e56f9b228ce">A meno di un mese dal vertice Xi-Trump a Pechino, e dopo due mesi dall’incontro fra <strong>Cheng Li-wun</strong> — la leader del Kuomintang (KMT), il principale partito d’opposizione taiwanese — e <strong>Xi Jinping</strong>, Cheng ha aperto il secondo atto della sua strategia per promuovere una visione alternativa del ruolo dell’isola in Asia con un viaggio di ben due settimane negli Stati Uniti.</p>



<p><strong>Si tratta della prima visita negli USA</strong> da parte dell’“erede” del partito di Sun Yat-sen dopo il suo insediamento di novembre scorso, con tappe a San Francisco, Boston, New York, Washington D.C (dove Cheng sarebbe <a href="https://focustaiwan.tw/politics/202606010020">«molto ben disposta»</a> a incontrare Trump) e Los Angeles. Sebbene missioni analoghe facciano da tempo parte dell’attività internazionale dei funzionari di tutti i partiti politici di Taiwan — che negli anni hanno regolarmente coltivato rapporti con think tank, università e comunità taiwanesi d’oltreoceano — quella di Cheng assume un significato particolare.</p>



<p>Nell’incontro con Xi Jinping dello scorso aprile Cheng ha<a href="https://www.globaltimes.cn/page/202604/1358605.shtml"> rilanciato</a> la formula dell’ambiguità strategica inscritta nel Consenso del 1992 (che postula l’esistenza di una “unica Cina”) e l’opposizione all’indipendenza di Taiwan come quadro politico operativo per lo Stretto, rinfocolando il senso di parentela fra Pechino e Taipei. Un approccio che Cheng Li-wun continua a declinare in chiave pragmatica: una deterrenza priva di canali di comunicazione efficaci aumenta le tensioni fra le due sponde dello Stretto.</p>



<p><a href="https://www.foreignaffairs.com/taiwan/taiwan-doesnt-have-choose">«La chiave è la trasparenza»</a>. Lo aveva scritto la stessa Cheng in un editoriale del <em>Foreign Affairs </em>pubblicato poche settimane prima dell’incontro con Xi. Intitolato «Taiwan non deve scegliere», l’articolo rappresenta una sorta di manifesto programmatico della leader del KMT rivolto alle élite della politica estera occidentale e il fatto che sia stato pubblicato sull’autorevole rivista statunitense dimostra l’interesse verso le sue posizioni. Secondo Cheng, una Taiwan capace di dialogare con entrambe le sponde della competizione sino-americana sarebbe un partner più stabile e affidabile sia per gli Stati Uniti che per la Cina. Convinzione ribadita nei giorni scorsi in un’intervista al <em>Financial Times,</em> dove Cheng sostiene che una riduzione delle tensioni nello Stretto diminuirebbe il rischio che l’isola diventi una <a href="https://www.ft.com/content/4f667f6f-efd0-4c3f-ab49-9f0d1099a8ba?syn-25a6b1a6=1">«pedina»</a> nelle trattative fra Washington e Pechino.</p>



<p>La sua tesi ha però suscitato forti reprimende. Sul <em>Taipei Times </em>— uno dei principali quotidiani taiwanesi e tradizionalmente vicino alle posizioni indipendentiste — alcuni commentatori hanno visto in questa impostazione il rischio di inviare <a href="https://www.taipeitimes.com/News/editorials/archives/2026/03/09/2003853479">«il messaggio sbagliato agli alleati e ai partner democratici di Taiwan»</a>. Riserve alle quali ha fatto eco Raymond Greene, direttore dell’American Institute a Taiwan e massimo rappresentante statunitense sull’isola, riferendo come numerosi legislatori e studiosi USA s’interroghino sulla possibilità che la leadership del KMT stia <a href="https://focustaiwan.tw/politics/202605240010">«cambiando radicalmente l’orientamento politico del partito»</a>.</p>



<p>È anche per rispondere a questi interrogativi che Cheng ha scelto di recarsi negli Stati Uniti, dove a Washington ha incontrato membri del Congresso e funzionari del governo statunitense, del Dipartimento di Stato e del Dipartimento della Guerra. Nei primi incontri nella capitale USA, la leader del KMT ha già <a href="https://www.scmp.com/news/china/politics/article/3356785/kmt-chief-cheng-li-wun-meets-trump-ally-steve-daines-washington">riaffermato</a> il valore della cooperazione militare con gli Stati Uniti. Fra i dossier <a href="https://www.taipeitimes.com/News/taiwan/archives/2026/06/13/2003859026">discussi</a> è tornato quello relativo alla vendita delle armi a Taiwan — <em>punctum dolens</em> del vertice Xi-Trump del mese scorso — dopo che la decisione del presidente statunitense di affrontare il tema direttamente con il leader cinese aveva suscitato forte allarme nel Partito Progressista Democratico (DDP), al potere dal 2016. Allarme al quale aveva dato voce il presidente <strong>Lai Ching-te</strong> che si era affrettato ad assicurare che Taiwan <a href="https://focustaiwan.tw/politics/202605170014">«non verrà mai sacrificata né barattata»</a> in seguito alle dichiarazioni rilasciate da Trump a Fox News dopo il summit di Pechino.</p>



<p>In quell’occasione il presidente USA aveva rilanciato <strong>la tradizionale posizione di Washington contraria all’indipendenza dell’isola, </strong>adottando toni sensibilmente diversi rispetto a quelli prevalsi nei rapporti fra Stati Uniti e Taiwan negli ultimi anni. Trump aveva inoltre mostrato ben poca disponibilità a<a href="https://www.facebook.com/BretBaier/posts/my-interview-with-president-donald-j-trump-from-beijing/1506603144170121/"> «percorrere 9.500 miglia per combattere una guerra»</a> e mantenuto in sospeso la decisione sul pacchetto di armamenti da 14 miliardi di dollari destinato a Taipei, anche alla luce della necessità di <a href="https://thehill.com/policy/defense/5890471-us-arms-sales-taiwan-paused-iran/">preservare</a> le scorte di munizioni per il conflitto con l’Iran (per il quale il contachilometri funziona ancora).</p>



<p>Proprio il fatto che sia Trump a mantenere congelata la spesa per la difesa sferra un duro colpo a uno dei principali argomenti del DDP — la capacità di garantire un rapporto privilegiato con Washington — e rafforza invece il KMT, che da sempre rivendica di essere l’unica forza politica in grado di garantire la pace fra le due sponde dello Stretto. Sullo sfondo, mentre le esercitazioni militari taiwanesi <a href="https://www.reuters.com/world/china/taiwan-fires-battle-tested-rockets-shoot-and-scoot-anti-invasion-drill-2026-06-10/">continuano</a> a simulare ipotetici scenari di “invasione” e <a href="https://www.reuters.com/world/asia-pacific/china-taiwan-spar-over-legality-coast-guard-patrols-east-island-2026-06-10/">aumentano</a> gli incontri ravvicinati fra unità navali di Pechino e Taipei nel Mar Cinese Meridionale, <strong>la visita di Cheng (tuttora in corso) assume inevitabilmente anche una dimensione elettorale. I</strong>n un Indo-Pacifico sempre più militarizzato, la leader del KMT scommette che il futuro di Taiwan non si deciderà soltanto dal numero dei missili schierati nello Stretto, ma anche nelle urne del 2028.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/taiwan-non-deve-scegliere-cheng-negli-usa-dopo-lo-storico-incontro-con-xi.html">Taiwan non deve scegliere: Cheng negli USA dopo lo storico incontro con Xi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Taiwan, contro la Cina il modello Israele: tecnologie, scudi antiaerei e mobilitazione civile</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/israele-taiwan-sintonie-a-distanza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Larissa Clelia Remenyi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 04:44:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[taiwan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/taiwan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Taiwan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/taiwan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/taiwan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/taiwan-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/taiwan-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/taiwan-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/taiwan-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per Taiwan, sotto la pressione della Cina, Il paragone con Israele diventa sempre più esplicito. E le visite dell'Aipac...</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/israele-taiwan-sintonie-a-distanza.html">Taiwan, contro la Cina il modello Israele: tecnologie, scudi antiaerei e mobilitazione civile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/taiwan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Taiwan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/taiwan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/taiwan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/taiwan-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/taiwan-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/taiwan-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/taiwan-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Boaz Toporovsky</strong> è tornato a Taiwan il 5 maggio con una delegazione interpartitica della Knesset, di cui faceva parte anche l’ex presidente del Parlamento <strong>Mickey Levy.</strong> Già criticato da Pechino per una precedente visita all’isola a settembre, il deputato ha attirato di nuovo le ire dell’Ambasciata cinese in Israele: i parlamentari<a href="https://il.china-embassy.gov.cn/eng/sgxw/202605/t20260506_11905659.htm"> «non possono oltrepassare le linee rosse sulla questione di Taiwan senza pagarne le conseguenze»</a>, ha ribadito un portavoce, indicando che la visita <a href="https://il.china-embassy.gov.cn/eng/sgxw/202605/t20260506_11905659.htm">«ha minato seriamente le fondamenta politiche delle relazioni sino-israeliane»</a>. Infrangere “linee” sembra ormai una prassi per Tel Aviv, più sorprendente è che tale trasgressione abbia interessato la dialettica Pechino-Taipei, anche se è alquanto evidente che il nuovo slancio di Tel Aviv verso Taiwan discende dai rapporti Cina-Iran, che in questo momento irritano più che mai la leadership israeliana.</p>



<p>A seguito della visita di maggio della delegazione, il presidente taiwanese Lai Ching-te ha definito il Paese un <a href="https://english.president.gov.tw/News/7129">«modello di resilienza nazionale»</a>, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto militare. Difatti, mentre Pechino ha aumentato le esercitazioni nello Stretto come ferma risposta alla visita del 2022 di Nancy Pelosi all’isola contesa, <strong>il dibattito di Taipei sulla sicurezza si è focalizzato sulla costruzione di una strategia di difesa più ampia. </strong>Il paragone con Israele è diventato esplicito già a ottobre scorso, quando Lai Ching-te <a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/taiwan-to-build-t-dome-defense-system-will-aim-to-be-like-israels-iron-dome/">ha annunciato</a> la creazione di un nuovo scudo aereo chiamato T-Dome, ispirato all’Iron Dome israeliano. Tre settimane dopo, durante la visita dell’AIPAC a Taiwan, Lai ha evocato la metafora di <a href="https://www.timesofisrael.com/taiwan-president-citing-david-and-goliath-tells-aipac-israel-is-a-model-for-defense/">«Davide contro Golia»</a> a proposito del rafforzamento della capacità di autodifesa dell’isola. Un incontro “eccezionale” — <strong>il primo della lobby ebraica USA a Taipei </strong>—, a cui è seguito <a href="https://www.reuters.com/business/aerospace-defense/us-state-dept-approves-possible-sale-taiwan-fighter-jet-spare-repair-parts-2025-11-14/">lo sblocco</a> di un pacchetto di 330 milioni di dollari in armi a Taiwan, il primo da parte dell’amministrazione Trump. </p>



<p>Ma per Taipei è anche esemplare come Tel Aviv sia riuscita a integrare tecnologia, sicurezza nazionale, mobilitazione civile e rapidità di risposta alle emergenze. La direzione appare chiara: Taiwan non punta a competere frontalmente con la superpotenza cinese, ma a costruire una deterrenza sufficientemente sofisticata da scoraggiare un’ipotetica “aggressione”. Tre giorni dopo la visita israeliana di maggio a Taipei, <strong>il Parlamento taiwanese <a href="https://www.reuters.com/world/asia-pacific/taiwan-parliament-approves-extra-defence-spending-less-than-government-wanted-2026-05-08/">ha approvato</a> una norma che prevede l’acquisto di armamenti statunitensi per circa 25 miliardi di dollari. </strong>La presidenza aveva chiesto uno stanziamento molto più ampio, ma l’opposizione controllata dal Kuomitang (KMT) ha frenato, fedele all’idea che la sicurezza dell’isola passi per un rapporto non conflittuale con Pechino. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cybersecurity e tecnologie dual use</h2>



<p>Ma se le divisioni interne di Taiwan rappresentano per la Cina uno spazio di influenza crescente — soprattutto attraverso il dialogo con il KMT e l’ampliamento della propria penetrazione nel tessuto sociale dell’isola — a irritare maggiormente Pechino è il consolidamento internazionale di Taipei. <strong>Ogni visita ufficiale</strong> viene interpretata come un indebolimento del principio dell’“Unica Cina”, punto fondamentale della politica estera di Pechino. La preoccupazione aumenta soprattutto quando questi rapporti coinvolgono Paesi percepiti come vicini al sistema strategico occidentale. Emblematica, in tal senso, è stata <a href="https://www.timesofisrael.com/eyeing-defense-cooperation-taiwans-deputy-fm-made-secret-trip-to-israel/">la visita</a> del viceministro degli Esteri taiwanese François Wu, che a dicembre scorso si è recato a Tel Aviv per un incontro a porte chiuse i cui dettagli non sono mai stati resi pubblici.</p>



<p>Taiwan e Israele stanno di fatto rafforzando la cooperazione: dalla cybersecurity all’intelligenza artificiale fino alla proprietà intellettuale e alle tecnologie dual use. Per Taipei — <strong>che produce oltre il 50% dei semiconduttori avanzati mondiali </strong>—questo legame assume un valore strategico crescente. In gioco non c’è soltanto la sicurezza dell’isola, ma anche la capacità di restare indispensabile in un momento di particolare tensione internazionale. Con lo scontro tra Israele-Usa e Iran sullo sfondo — e il meeting fra i ministri degli Esteri iraniano e cinese del 5 maggio — nel suo incontro con Trump, Xi ha tenuto a ribadire che <a href="https://english.news.cn/20260511/dd37fb7c8ac944a698bead2be7a380c6/c.html">«la questione di Taiwan è la più importante nelle relazioni sino-americane»</a>. Prima di partire per Pechino, il presidente USA aveva inoltre <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-05-11/senators-push-trump-on-taiwan-arms-package-ahead-of-xi-summit?embedded-checkout=true">dichiarato</a> che avrebbe discusso con Xi Jinping in persona della vendita di armi a Taipei, rendendo la questione taiwanese un tema potenzialmente negoziabile in base all’andamento dei rapporti Washington-Pechino.</p>



<p>Da parte sua, Israele, pur rafforzando i legami con l’isola, <strong>cerca di evitare rotture con la Repubblica Popolare.</strong> Infatti, non riconosce la sovranità di Taiwan e mantiene rapporti economici rilevanti con la Cina, di cui rimane uno dei tre principali partner commerciali. In questa ambiguità strategica, la convergenza sempre più evidente fra Taipei e Tel Aviv va letta oltre la mera cooperazione bilaterale. In un sistema internazionale sempre più frammentato, le attuali leadership di Taiwan e Israele sembrano riconoscersi nello stesso destino: la sopravvivenza dietro la trincea della guerra preventiva.</p>
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		<title>Usa, l&#8217;Intelligence smentisce i militari: nessun segnale di guerra per Taiwan nel 2027</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/usa-lintelligence-smentisce-i-militari-nessun-segnale-di-guerra-per-taiwan-nel-2027.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 05:57:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[PLA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nell'ultimo rapporto dell'intelligence USA sulle minacce globali, si afferma che la Cina non attaccherà Taiwan nel 2027. Ne siamo sicuri?</p>
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<p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> <a href="https://news.usni.org/2026/03/19/china-not-committed-to-2027-taiwan-invasion-u-s-intel-report-says?sfnsn=scwspwa">hanno pubblicato</a> mercoledì 18 marzo il rapporto di intelligence sulle minacce per il 2026. Il documento offre una valutazione del rischio su tematiche più generali, come l&#8217;IA e la tecnologia quantistica applicata ai computer, e su macroaree geografiche dove vengono valutati il livello di minaccia di attori ostili agli interessi USA, ma <strong>soprattutto la loro volontà di perseguire azioni aggressive </strong>che possano destabilizzare ulteriormente quei quadranti del globo.</p>



<p>In questo esercizio di <em>forecast </em>effettuato in base alla raccolta di dati di intelligence, spicca una considerazione molto interessante che riguarda la possibile futura condotta della <strong>Repubblica Popolare Cinese (RPC)</strong> nei riguardi di <strong>Taiwan</strong>: si afferma, senza ombra di dubbio, che Pechino non intende attaccare l&#8217;isola nel 2027, sovvertendo radicalmente le precedenti valutazioni di alti esponenti della Difesa USA. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;analisi dell&#8217;attività della Repubblica Popolare</h2>



<p>Nella valutazione generale sull&#8217;attività della RPC, si indica ancora una volta come il presidente <strong>Xi Jinping</strong> e il suo governo mirino a raggiungere “il grande ringiovanimento della nazione cinese” entro il 2049. A tal fine, Pechino cercherà di aumentare il proprio potere e la propria influenza per plasmare la propria regione e gli eventi mondiali, creando un ambiente favorevole agli interessi cinesi e superando gli sforzi di contenimento da parte degli Stati Uniti. </p>



<p>L&#8217;aspetto del <strong>libero accesso al mare</strong> <strong>aperto</strong> (la vera questione taiwanese) resta fondamentale: si valuta che a tal fine la RPC continuerà a cercare di limitare la presenza militare e le operazioni statunitensi nella sua periferia. </p>



<p>Si ribadisce che anche la RPC vede vantaggi e dà priorità a relazioni economiche produttive e stabili con gli Stati Uniti, come dimostra il suo approccio all’accordo di Busan con l’amministrazione Trump. D&#8217;altro canto, si osserva come Pechino sia profondamente <strong>diffidente nei confronti delle intenzioni di Washington</strong>, e ritiene da tempo che gli Stati Uniti perseguano uno sforzo coordinato per contenere lo sviluppo e l’ascesa della Repubblica Popolare, minare il dominio del Partito Comunista Cinese e <strong>impedire al Paese di raggiungere i suoi obiettivi</strong>, ma allo stesso tempo, i leader cinesi “cercheranno di ridurre la tensione con Washington quando ritengono che tali sforzi avvantaggino Pechino” e soprattutto permettano di “<strong>guadagnare tempo</strong>&#8221; per rafforzare la sua posizione. Questi ultimi passaggi sono fondamentali per capire non solo la direzione apparente dell&#8217;agire cinese nel suo intorno geografico, ma anche per inquadrare la valutazione finale sulle intenzioni cinesi riguardanti Taiwan (e il Mar Cinese Meridionale).</p>



<p>Si afferma infatti anche che Pechino <strong>continuerà a rafforzare le sue capacità militari convenzionali e le forze strategiche</strong>, a intensificare la concorrenza nello spazio e a sostenere la sua strategia economica ad alta intensità industriale e tecnologica per competere con la potenza economica degli Stati Uniti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una valutazione che ribalta le precedenti</h2>



<p>Arrivando alla questione taiwanese, l&#8217;intelligence USA valuta che nel 2026, Pechino probabilmente continuerà a cercare di <strong>stabilire le condizioni per un’eventuale unificazione con Taipei senza conflitti</strong>. </p>



<p>Si afferma che la RPC, nonostante la minaccia di usare la forza per imporre l’unificazione, se necessario, e per contrastare quello che vede come un tentativo degli Stati Uniti di usare Taiwan per indebolire la sua ascesa, preferisce <strong>raggiungere l’unificazione senza l’uso della forza,</strong> <strong>se possibile</strong>. Questo è assolutamente vero e riscontrabile con l&#8217;attività ibrida che Pechino sta svolgendo nell&#8217;isola e nel suo intorno, non da ultimo con gli strumenti coercitivi paramilitari forniti dalla sua Guardia Costiera e flotta da pesca.</p>



<p>L&#8217;Intelligence statunitense riporta anche che l’Esercito popolare di liberazione (PLA) <strong>continua a sviluppare piani e capacità militari per tentare di raggiungere l’unificazione</strong> utilizzando la forza, in caso gli venga ordinato di farlo. Il PLA probabilmente sta facendo progressi costanti ma disomogenei sugli strumenti capacitivi che utilizzerebbe in un tentativo di conquistare Taiwan e scoraggiare – e, se necessario, sconfiggere – gli Stati Uniti. Ciononostante, il PLA, a volte, ha aumentato la portata, le dimensioni e il ritmo delle operazioni intorno a Taiwan.</p>



<p>La comunità di intelligence USA valuta che <strong>i leader cinesi attualmente non stiano pianificando un&#8217;invasione di Taiwan nel 2027</strong>, né hanno una tempistica fissa per raggiungere l&#8217;unificazione. Tuttavia, Pechino insiste pubblicamente sul fatto che l’unificazione con Taiwan è necessaria per raggiungere il suo obiettivo di “ringiovanimento nazionale” entro il 2049, il centenario della fondazione della Repubblica Popolare. </p>



<p>Quasi certamente Pechino <strong>prenderà in considerazione una serie di fattori nel decidere se e come perseguire approcci militari all’unificazione</strong>, compresa la preparazione del PLA, le azioni e la politica di Taiwan e se gli Stati Uniti interverranno o meno militarmente per difendere l&#8217;isola. </p>



<p>Secondo l&#8217;intelligence, i funzionari cinesi riconoscono che un&#8217;invasione anfibia di Taiwan sarebbe estremamente impegnativa e comporterebbe un alto rischio di fallimento, soprattutto in caso di intervento degli Stati Uniti. Si afferma anche, però, che un conflitto per Taiwan<strong> potrebbe ostacolare l’accesso degli Stati Uniti al commercio e alla tecnologia dei semiconduttori</strong>, fondamentali per l’economia globale, e che se gli Stati Uniti dovessero intervenire, probabilmente si troverebbero ad affrontare interruzioni significative ma recuperabili nel settore dei trasporti a causa degli attacchi informatici cinesi. Inoltre, <strong>una guerra prolungata con gli Stati Uniti comporterebbe costi economici senza precedenti per gli USA, la RPC e le economie globali</strong>, che verrebbero comunque compromesse anche se l&#8217;isola venisse annessa senza l&#8217;utilizzo della forza militare, per via dell’interruzione delle catene di approvvigionamento tecnologico e della paura degli investitori sui mercati.</p>



<p>L’ultima valutazione della comunità dell’intelligence ribalta le previsioni della leadership militare statunitense nell&#8217;Indo-Pacifico, che ha plasmato la strategia delle forze statunitensi negli ultimi sei anni. Istituita nel 2021 dall’ex capo del Comando Indo-Pacifico, l’ammiraglio <strong>Phil Davidson</strong>, la finestra del 2027 è stata definita l’anno in cui Pechino potrebbe invadere Taiwan. I successori di Davidson, sono rimasti aderenti a questa previsione: nel 2024 l’ammiraglio<strong> John Aquilino</strong> affermò che la RPC sarebbe stata pronta, con ogni probabilità, ad attaccare in qualche modo Taiwan nel 2027, e anche l’ammiraglio <strong>Samuel Paparo</strong>, l’anno scorso, aveva indicato il 2027 come finestra temporale sicura per l’invasione, descrivendo le esercitazioni militari cinesi come “prove generali” per conquistare Taiwan. Cerchiamo ora di dare una nostra valutazione sia del documento di intelligence, sia delle intenzioni cinesi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le condizioni sono però propizie</h2>



<p>Il rapporto è sicuramente coerente con la politica trumpiana di ricerca del dialogo con Pechino: gli Stati Uniti hanno aperto alcuni canali diretti di comunicazione e cercano di contenere la RPC economicamente e militarmente adottando <strong>una politica di picchi coercitivi seguita da proposte di “pacificazione”.</strong></p>



<p>Il Pentagono, come la Casa Bianca, sa che in questo momento un conflitto con la RPC per Taiwan avrebbe un costo esorbitante non solo economico, e probabilmente si tradurrebbe in una sconfitta difficilmente recuperabile dal punto di vista del prestigio statunitense all&#8217;estero. Diversi rapporti confermano che <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/servono-piu-bombardieri-e-caccia-stealth-per-penetrare-i-santuari-cinesi-nel-pacifico-occidentale.html">le forze aeronavali statunitensi, e i Marines, ancora non sono pronte</a></strong> per penetrare lo schermo difensivo che la RPC ha eretto nei mari e nei cieli intorno a sé e che si estende sino al Mar Cinese Meridionale.</p>



<p>Dall&#8217;altro lato della barricata, la narrazione che vuole le purghe di Xi Jinping determinate anche per eliminare i falchi dai posti chiave del PLA non trova conferma, stante le continue manovre aggressive compiute negli ultimi due anni intorno a Taiwan e nel Mar Cinese Meridionale, dove Pechino ha alzato l&#8217;asticella del confronto con le Filippine determinando un importante riavvicinamento tra Manila e Washington dopo il “divorzio” negli anni Novanta. Inoltre è anche probabile che Xi Jinping potrebbe concludere che non agire militarmente in questo particolare contesto geopolitico, <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/cina-2030-invasione-di-taiwan-ecco-che-cosa-succederebbe-se-la-spedizione-fosse-un-fallimento.html">gli costerebbe più caro</a></strong> che intraprendere un’azione rischiosa che ritiene necessaria per dimostrare determinazione. Ad esempio, se ci fosse il rischio di un’azione intrapresa da Taipei volta a separarla definitivamente dalla RPC, e soprattutto se Washington sostenesse tale obiettivo.</p>



<p>La dirigenza cinese potrebbe essere cosciente che <strong>questo periodo sarebbe propizio proprio per la presunta impreparazione statunitense</strong>, e cogliere l&#8217;irripetibilità di questo attimo prima che sia troppo tardi, facendo quindi abilmente passare l&#8217;idea di essere una potenza che cerca di risolvere le contese internazionali pacificamente per sviare le valutazioni dell&#8217;avversario. Ribaltando questo concetto, gli Stati Uniti potrebbero aver deciso di pubblicare queste valutazioni per cercare di prendere tempo e di calmare le acque in vista dell&#8217;esito del vertice Trump-Xi, che si dovrebbe tenere ad aprile. In ogni caso, invitiamo sempre a osservare attentamente le manovre militari e non militari (intendendo quelle effettuate nel campo della guerra ibrida) per capire se davvero la “finestra di Davidson” è da considerarsi chiusa, sempre avendo ben presente che nella politica cinese c&#8217;è la volontà, più volte ribadita, di conquistare Taiwan entro il 2049 in un modo o nell&#8217;altro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-lintelligence-smentisce-i-militari-nessun-segnale-di-guerra-per-taiwan-nel-2027.html">Usa, l&#8217;Intelligence smentisce i militari: nessun segnale di guerra per Taiwan nel 2027</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cina 2030, invasione di Taiwan: ecco che Cosa succederebbe se la spedizione fosse un fallimento</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/cina-2030-invasione-di-taiwan-ecco-che-cosa-succederebbe-se-la-spedizione-fosse-un-fallimento.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 05:46:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[PLA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/esercito-cinese-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/esercito-cinese-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/esercito-cinese-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/esercito-cinese-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/esercito-cinese-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/esercito-cinese-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/esercito-cinese-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/esercito-cinese-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Che cosa succederebbe alla dirigenza politica cinese in caso di clamoroso fallimento di un attacco a Taiwan?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/esercito-cinese-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/esercito-cinese-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/esercito-cinese-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/esercito-cinese-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/esercito-cinese-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/esercito-cinese-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/esercito-cinese-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/esercito-cinese-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Repubblica Popolare Cinese (RPC)</strong> ha intenzione di appropriarsi dell&#8217;isola di <strong>Taiwan </strong>entro il centenario della sua Fondazione (2049). Questa volontà è stata più volte ribadita dal Segretario generale <strong>Xi Jinping</strong> e dalle massime cariche politiche e militari cinesi, e le forze armate di Pechino ormai da molto tempo si stanno addestrando per mettere in pratica un&#8217;operazione militare per conquistare l&#8217;isola. </p>



<p>Nell&#8217;ultimo anno si è osservato un aumento dell&#8217;attività militare cinese intorno a Taiwan. In particolare le forze armate di Pechino stanno sempre più esercitandosi in uno scenario che prevede il <strong>blocco aeronavale</strong> dell&#8217;isola e possibilmente uno sbarco anfibio.</p>



<p>Dalle colonne di <em><a href="https://it.insideover.com/guerra/come-potrebbe-svolgersi-uneventuale-invasione-cinese-di-taiwan.html">InsideOver</a></em> avevamo fatto lo stesso esercizio cercando di capire come la RPC potrebbe avviare un&#8217;operazione militare contro l&#8217;isola, e l&#8217;ipotesi del blocco aeronavale era sembrata quella più plausibile. Nonostante questo non è nemmeno da escludere che Pechino decida per uno sbarco vero e proprio. Ma che cosa succederebbe alla presidenza e alla dirigenza politica cinese qualora questo possibile sbarco dovesse fallire clamorosamente? </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fattore tempo e quello inesperienza</h2>



<p>La questione è stata sottovalutata dagli analisti, dando per scontato che l&#8217;isola non sarebbe in grado di difendersi nemmeno con l&#8217;importante contributo statunitense, per una serie di fattori tra cui la vicinanza geografica e la difficoltà degli Stati Uniti nel contrastare la potenza aeronavale e missilistica cinese a così grande distanza dai propri territori. Anche i ripetuti <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/il-wargame-usa-un-attacco-cinese-a-taiwan-ci-costerebbe-troppo.html">allarmi sull&#8217;impreparazione statunitense</a></strong> in un conflitto aperto con la RPC hanno contribuito a questa narrazione.</p>



<p>L&#8217;esito di uno sbarco anfibio cinese a Taiwan, però, <strong>non è affatto scontato</strong>, e qualcuno ha iniziato a ipotizzare che cosa succederebbe in caso di disastro militare. </p>



<p>Cominciamo con un dato temporale: sebbene Pechino ragioni in termini quasi generazionali rispetto ai Paesi europei e occidentali, <strong>la finestra temporale per un possibile attacco al Taiwan è molto più ristretta di quanto si possa pensare.</strong> Lo stesso <strong>Xi Jinping</strong> ne è cosciente nel momento in cui ha ordinato alle sue forze armate di essere militarmente pronte a partire dal 2027: anni di ritardo comporterebbero un maggior rischio che gli Stati Uniti riescano a radunare forze nella regione e soprattutto a migliorare il proprio strumento militare in modo da ottenere la superiorità sul campo di battaglia in caso di conflitto diretto. </p>



<p>Attualmente però le forze armate cinesi stanno attraversando un periodo difficile dal punto di vista dei propri quadri dirigenti: la <strong>corruzione </strong>diffusa ha portato al siluramento di molti importanti ufficiali, e la sostituzione di un quadro dirigente non è mai un segno di efficienza. <strong>La RPC, inoltre, non ha mai combattuto un conflitto dagli anni Ottanta</strong>, quindi manca di quella esperienza in un conflitto moderno che è fondamentale per formare il personale e per rodare gli assetti. Nonostante l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/difesa/lincredibile-tasso-di-produzione-di-aerei-da-combattimento-della-cina.html">impressionante rateo di produzione di aerei</a> e navi da guerra, viene il dubbio che le forze armate cinesi siano, dopotutto, <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-ha-tante-armi-ma-non-e-detto-che-sia-anche-capace-di-combattere-e-vincere.html">una tigre di carta militare</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E se fosse un fallimento?</h2>



<p>La prestigiosa rivista <em><a href="https://foreignpolicy.com/2026/01/19/china-taiwan-invasion-failed-xi-disaster/">Foreign Policy</a></em> ha provato a ipotizzare cosa succederebbe alla dirigenza politica cinese in caso di disfatta dopo un attacco a Taiwan. Il calcolo del rischio di Xi Jinping è fondamentale per comprendere se e in quali circostanze Pechino potrebbe intraprendere azioni aggressive contro Taiwan, poiché qualsiasi decisione del genere comporterebbe profonde conseguenze politiche, economiche e strategiche per la RPC e per lui personalmente. Xi ha legato la sua legittimità all&#8217;impegno di porre la RPC su un percorso irreversibile verso il “Sogno Cinese” di rinnovamento nazionale entro il 2049, <strong>e l&#8217;unificazione di Taiwan con la RPC è considerata essenziale</strong> per raggiungere tale obiettivo. Tuttavia, un conflitto militare su Taiwan rischierebbe di provocare enormi sconvolgimenti economici, perdite militari catastrofiche, gravi disordini sociali e sanzioni devastanti, tutti fattori che potrebbero trasformare il sogno in un incubo e minare l&#8217;autorità politica. </p>



<p>L&#8217;impatto dell&#8217;uso della forza contro Taiwan sulla RPC viene analizzato in <strong>quattro aree chiave</strong> (economia, capacità militari, stabilità sociale e costi internazionali) limitatamente a <strong>due scenari</strong> di conflitto: uno limitato e una guerra di vasta portata. Interessante notare che anche <em>Foreign Policy</em> ipotizza una finestra temporale breve: tra il 2026 e il 2030. </p>



<p>Nel primo scenario il conflitto dura diverse settimane e, in questo caso, navi e aerei della RPC circondano Taiwan dopo una serie di scontri aerei e marittimi tra le reciproche forze. <strong>L&#8217;Esercito Popolare di Liberazione (PLA) tenta quindi di imporre una “quarantena” ai principali porti di Taiwan </strong>e gli Stati Uniti intervengono col proprio strumento navale per scortare le navi mercantili attraverso il blocco. Il conflitto termina quando entrambe le parti concordano di allentare la tensione. Il secondo scenario è un conflitto di grandi dimensioni della durata di diversi mesi che si conclude con una sconfitta del PLA. Questo conflitto inizia con un&#8217;invasione anfibia di Taiwan, in cui i primi attacchi missilistici cinesi prendono di mira le forze militari taiwanesi e statunitensi in Giappone e Guam. Le forze della RPC sbarcano a Taiwan, ma <strong>i rifornimenti e le forze di supporto sono ostacolati dai continui attacchi taiwanesi e statunitensi su navi e aerei che attraversano lo Stretto. </strong>Dopo diversi mesi di pesanti combattimenti, le forze della RPC si ritirano sulla terraferma dopo aver perso circa 100mila uomini. Taiwan subisce circa 50mila vittime militari e altrettante civili mentre gli Stati Uniti perdono 5mila militari e il Giappone mille militari e 500 civili. Stime a ribasso, oseremmo dire. Il conflitto termina quando il PLA si ritira dall&#8217;isola principale di Taiwan, ma mantiene il controllo delle isole Kinmen e Matsu.</p>



<p>Gli autori del rapporto ritengono che Xi potrebbe concludere che <strong>non agire gli costerebbe più caro</strong> che intraprendere un&#8217;azione rischiosa che ritiene necessaria per dimostrare determinazione. Ad esempio, se ci fosse il rischio di un&#8217;azione intrapresa da Taipei come volta a separarla definitivamente dalla RPC, e soprattutto se Washington sostenesse tale obiettivo. Veniamo ora alle ipotesi di come un disastro militare influirebbe sulla dirigenza politica cinese. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La sorte di Xi Jinping</h2>



<p>Il <strong>PCC (Partito Comunista Cinese)</strong> sembra credere che la sua capacità di perseguire un conflitto militare dipenderà dai preparativi interni e dalle capacità militari esterne, e che attori interni ed esterni potrebbero opportunisticamente tentare di creare disordini nella RPC o ai suoi confini in caso di emergenza a Taiwan. Di conseguenza, la <em>leadership </em>del Paese ha incaricato il partito-Stato di elaborare piani e prepararsi a garantire la stabilità interna in caso di crisi o emergenza. Lo sviluppo da parte del PCC di un apparato di sorveglianza e sicurezza interna intensivo, con il supporto del sistema di mobilitazione difensiva, <strong>sarebbe probabilmente in grado di gestire le pressioni sulla stabilità interna create da un conflitto localizzato e di breve durata </strong>che rimanga al di fuori degli attuali limiti territoriali di un effettivo controllo della RPC. Tuttavia, se il conflitto dovesse prolungarsi e la Cina continentale stessa dovesse subire danni, l&#8217;apparato di sicurezza interna si troverebbe ad affrontare <strong>sfide più serie</strong>, tra cui la carenza di materiali, la disillusione politica, lo sfollamento della popolazione e il mantenimento dell&#8217;ordine, qualora l&#8217;architettura di comando e controllo localizzata e decentralizzata del sistema di sicurezza pubblica per la sicurezza interna subisse danni.</p>



<p>Ora qualche nostra considerazione. In caso di scenario peggiore (una disfatta militare), la dirigenza politica e in particolare la <em>leadership </em>di Xi Jinping entrerebbero in <strong>crisi</strong>, e probabilmente lo stesso leader verrebbe esautorato in qualche modo con una sorta di golpe bianco da parte di elementi corrotti del sistema politico-militare. L&#8217;ambiente di relazioni commerciali creato in questi anni sarebbe fortemente compromesso così come lo sarebbe il PLA che vedrebbe una drastica riduzione della sua capacità di combattere. Il fallimento permetterebbe infatti agli USA di proporsi come <em>security provider</em> della regione e farebbe fare un passo indietro di 20 anni alla RPC.</p>
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		<title>Tre libri di (geo)politica per il nuovo anno</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/tre-libri-di-geopolitica-per-il-nuovo-anno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 2026 04:16:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tre libri consigliati per iniziare il nuovo anno con uno strumento in più per comprendere le dinamiche internazionali.</p>
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<p>Gentili lettori, care lettrici, anche quest&#8217;anno insieme ai miei più sinceri auguri di buon 2026 sono qui a proporvi tre letture per iniziare il nuovo anno con più consapevolezza dal punto di vista della politica internazionale. </p>



<p>In un mondo sempre più caratterizzato da <strong>crisi diffuse</strong> e i<strong>nstabilità internazionale</strong> è sempre più importante restare non solamente informati su quanto succede, ma avere anche consapevolezza di certi meccanismi che regolano le relazioni internazionali. Conoscere la storia è altrettanto importante quanto conoscere l&#8217;attualità, perché la storia ci fornisce la chiave di lettura del presente in quanto alcuni meccanismi si ripropongono sebbene in modo leggermente diverso. </p>



<p>Il primo libro che vorrei consigliarvi affronta una tematica che diventerà centrale nella cronaca degli anni a venire: la <strong>questione taiwanese</strong>. Dalla cronaca ormai diventata quotidiana sappiamo che <strong>la Repubblica popolare cinese sta diventando sempre più aggressiva nei confronti di Taiwan</strong> e questo libro che vado a presentarvi vi aiuterà a capire perché l&#8217;isola sia fondamentale per la politica di sicurezza di Pechino.</p>



<p><strong>Isola ribelle</strong> &#8211; <em>Jonathan Clements</em> &#8211; Edizioni Biblioteca di Ulisse (2025)</p>



<p>Quello di Taiwan è uno dei nodi fondamentali del panorama politico, diplomatico militare dei prossimi anni, sia nel caso che la Repubblica popolare cinese metta in atto la minacciata invasione, sia che l&#8217;isola mantenga la propria indipendenza. Definita dall&#8217;imperatore cinese Kangxi “un grumo di fango al di là del mare”, <strong>Taiwan ha oggi un PIL più alto di quello della Svezia, in un territorio poco più grande della Svizzera.</strong> È l&#8217;ultima enclave sopravvissuta della Repubblica di Cina, una colonia perduta del Giappone, ed è rivendicata da Pechino come provincia ribelle &#8211; e questi sono solo gli ultimi capitoli della sua lunga storia di rifugio per pirati, dissidenti, coloni ed emarginati. <em>Isola ribelle</em> traccia con linguaggio concreto e ritmo serrato la storia di Taiwan dalle origini, incentrando l&#8217;esposizione sulla ricerca del carattere peculiare di questa piccola e incredibilmente vivace entità territoriale, al di là delle forti pressioni esercitate dagli ultimi avvenimenti geopolitici.</p>



<p>L&#8217;inizio della guerra in Ucraina ha catapultato l&#8217;opinione pubblica in quella che viene definita guerra cognitiva ovvero un conflitto che utilizza armi non convenzionali per modificare quello che è il sentore dell&#8217;opinione pubblica. Siamo permeati dalla guerra dell&#8217;informazione, utilizzata da tutti i più grandi <em>competitor </em>internazionali per ottenere i propri scopi strategici. Il libro che vi propongo vi aiuterà a capire meglio certe dinamiche per mettervi al riparo da da disinformazione e misinformazione.</p>



<p><strong>Mercanti di verità. La grande guerra dell&#8217;informazione</strong> &#8211; <em>Jill Abramson</em> &#8211; Edizioni Sellerio (2021)</p>



<p>Nel corso degli ultimi 20 anni una vera e propria rivoluzione ha scosso e radicalmente alterato il mondo del giornalismo dell&#8217;informazione. I quotidiani tradizionali, le riviste, le testate televisive radiofoniche hanno visto sgretolarsi il proprio pubblico, il prestigio e l&#8217;autorevolezza, e soprattutto il potere di di influenzare i lettori e la società. Nel frattempo nascevano rapidissime, sul web e in digitale, <strong>nuove realtà che hanno cambiato per sempre la cronaca dei fatti e delle notizie</strong>, minacciando di stravolgere ogni abitudine fino al concetto stesso di verità giornalistica. Come in una guerra che non è ancora finita, vediamo gli eserciti che si affrontano: “<em>old versus new media</em>”, i vecchi mezzi di informazione contro i nuovi. <strong>Jill Abramson, la prima donna a diventare direttrice esecutiva del New York Times</strong>, descrive in modo avvincente la crisi la trasformazione del quinto potere concentrandosi su due importanti quotidiani, il <em>New York Times</em> e il <em>Washington Post</em>, roccaforte della tradizione e dell&#8217;etica del giornalismo con un pubblico consolidato ma sempre più vecchio e limitato, e due siti online di informazione di immenso successo, <em>Vice</em> e <em>Buzzfeed</em>, che hanno stravolto ogni regola rivolgendosi ai lettori con le loro liste ormai onnipresenti, le notizie strane  sconcertanti, i video di ogni tipo ma soprattutto di animali: <strong>sono i nuovi contenuti per quelli che vengono chiamati “gli annoiati al lavoro”</strong>, veri e propri snack di intrattenimento in grado di rapirci per un minuto o due.</p>



<p>Facciamo ora un tuffo nel passato librario passando a una questione esclusivamente nazionale. Il libro che vi propongo affronta una tematica purtroppo ancora parzialmente presente nel mondo della difesa italiana: la scarsa vocazione marittima. <strong>Il nostro Paese annovera più di 8000 km di coste, è posto al centro del Mediterraneo ancora oggi importante crocevia di traffici marittimi</strong>, proteso verso il continente africano come una portaerei, ma soprattutto dipende strettamente dalle linee di comunicazione marittime per la sua sicurezza nazionale. Il problema della flotta nazionale, intendendo sia quella militare sia quella mercantile, era ben presente nei massimi gradi della Marina Militare sin dagli anni &#8217;60. Il libro che sto per proporvi è difficile da trovare, ma merita di essere letto in quanto chiarisce con un approccio metodico, e soprattutto profetico, un problema che la Marina Militare e la Difesa italiana stanno risolvendo negli ultimi anni.</p>



<p><strong>Il problema navale italiano</strong> &#8211; <em>Amm. Virgilio Spigai</em> &#8211; Vito Bianco editore (1963)</p>



<p>La fonte della maggior parte dei guai della marineria italiana (indichiamo con questo termine il complesso unico indissolubile delle tre flotte: da guerra, mercantile sovvenzionata, mercantile libera) é la quasi assoluta ignoranza del problema sia da parte di coloro che possono sul piano generale (uomini politici, uomini di governo, produttori, grandi commercianti. alti burocrati) sia da parte di coloro che nella marineria e per essa vivono, e che disimpegnano il proprio compito con alta coscienza e notevole amore, ma con angoli di visuale ristretti al proprio settore sicché<strong> il loro consiglio ai potenti della prima categoria finisce con lo sfuocare la situazione</strong> e col far perdere forza alle istanze che giungono a livello deliberativo del tutto scoordinate e a scadenze sconnesse, per non dire capricciose.</p>



<p>Già allora l&#8217;ammiraglio aveva ben chiaro quello che è forse il più grande deficit cognitivo della nostra classe politica: la flotta militare è stata pensata come puro e semplice mezzo di difesa in caso di ostilità invece di essere uno strumento di massima efficacia in ogni occasione di pace e di guerra a sostegno della politica e dell&#8217;economia nazionale. <strong>Oggi questa osservazione fatta ormai più di sessant&#8217;anni fa appare profetica,</strong> considerando le dinamiche internazionali che si stanno evolvendo non solo nel Mediterraneo Allargato, ma anche nell&#8217;ampio teatro dell&#8217;Indo-Pacifico in considerazione della nostra assoluta dipendenza dalle rotte commerciali marittime che devono restare aperte e sicure.</p>



<p>Buona lettura!</p>
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		<title>Caccia pakistani per la Libia e la Cina si esercita a bloccare Taiwan</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/caccia-pakistani-per-la-libia-e-la-cina-si-esercita-a-bloccare-taiwan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2025 05:49:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Jet caccia cinese (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Su InsideWar numero 55 potrete leggere un approfondimento sull'ultimo esercitazione militare cinese e su quello che sta succedendo in Libia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/caccia-pakistani-per-la-libia-e-la-cina-si-esercita-a-bloccare-taiwan.html">Caccia pakistani per la Libia e la Cina si esercita a bloccare Taiwan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Jet caccia cinese (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/JF-17-Thunder-FC-1-Xiaolong-aereo-cina-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre in Europa si fatica a raggiungere una tregua nel conflitto in Ucraina, la situazione in Estremo Oriente diventa ogni giorno sempre più delicata. In questo numero di InsideWar vi raccontiamo dell&#8217;esercitazione militare <strong>Justice Mission 2025</strong> in cui la Repubblica popolare cinese sta simulando per l&#8217;ennesima volta un blocco navale di Taiwan. Ma che cosa c&#8217;è di diverso? Che cosa sta succedendo? Un conflitto aperto appare quindi più vicino?</p>



<p>Guardando più vicino ai nostri confini nazionali vi raccontiamo quello che sta succedendo in <strong>Libia</strong>, dove un altro attore internazionale arriva prepotentemente sulla scena del conflitto intestino. Il <strong>Pakistan</strong> ha infatti venduto alla Libia del generale Haftar cacciabombardieri JF-17. Che cosa significa questo nel quadro della guerra civile libica? Che impatto avrà l&#8217;arrivo del caccia sulle operazioni militari?</p>



<p>A queste e ad altre domande<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">&nbsp;troverete risposta nella newsletter numero 55 di InsideWar,</a>&nbsp;l’unico modo che avete per restare davvero informati su quanto accade nel mondo. </p>



<p> Vi segnaliamo inoltre che sul nostro sito è disponibile il corso on demand sulla Guerra Ibrida tenuto da Paolo Mauri. Il corso è della durata di poco più di un&#8217;ora e del costo di 60 €. Per maggiori informazioni cliccate su <a href="https://it.insideover.com/course-landing/guerra-ibrida">questo link</a>. </p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/caccia-pakistani-per-la-libia-e-la-cina-si-esercita-a-bloccare-taiwan.html">Caccia pakistani per la Libia e la Cina si esercita a bloccare Taiwan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il wargame USA: un attacco cinese a Taiwan ci costerebbe troppo</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-wargame-usa-un-attacco-cinese-a-taiwan-ci-costerebbe-troppo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Dec 2025 06:17:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito cinese]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1269" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-scaled-600x397.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-1536x1015.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-2048x1353.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il rapporto "Overmatch", trapelato al New York Times, mostra che un attacco cinese a Taiwan avrebbe un costo insostenibile per gli USA</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-wargame-usa-un-attacco-cinese-a-taiwan-ci-costerebbe-troppo.html">Il wargame USA: un attacco cinese a Taiwan ci costerebbe troppo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1269" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-scaled-600x397.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-1536x1015.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-2048x1353.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><br><br><br>Il <em>New York Times</em> (NYT) ha <a href="https://www.nytimes.com/interactive/2025/12/08/opinion/us-china-taiwan-military.html">rivelato</a>, qualche giorno fa, una valutazione del Pentagono basata su <strong>wargames</strong> in cui si dipinge uno scenario preoccupante per gli <strong>Stati Uniti</strong>: in caso di conflitto per <strong>Taiwan</strong> (o comunque con la Repubblica Popolare Cinese), le forze statunitensi verrebbero soverchiate da quelle cinesi. </p>



<p>Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato alle sue forze armate di tenersi pronte per conquistare Taiwan <strong>entro il 2027</strong>, e sebbene gli USA abbiano sempre mantenuto una politica di ambiguità diplomatica verso l&#8217;isola, le varie amministrazioni si sono sempre dette pronte a difenderla in caso di attacco cinese. </p>



<p>Il Pentagono, quindi, ha prodotto <strong>un rapporto</strong> che mette insieme diversi tipi di wargames che simulano di versi scenari di un conflitto tra USA e RPC, chiamato “<strong>Overmatch</strong>”. </p>



<p>Esso cataloga le capacità militari cinesi in un conflitto multidominio: la capacità di affondare portaerei, di condurre una guerra ai satelliti o di abbattere i caccia statunitensi. Il quadro che si dipinge viene definito dal NYT “coerente e inquietante”: il segretario alla Guerra <strong>Pete Hegseth</strong>, lo scorso novembre, aveva affermato che nei wargames contro la RPC “perdiamo ogni volta”. </p>



<p>La fuga di notizie descrive anche diverse simulazioni in cui le forze cinesi hanno distrutto o reso inutilizzabile la <strong>portaerei “Ford”</strong> prima che la potenza aerea statunitense potesse influenzare l&#8217;esito della battaglia. Gli scenari mostrano salve missilistiche concentrate, operazioni informatiche e attacchi <em>counter-space</em> che agiscono congiuntamente per indebolire le difese statunitensi che circondano la portaerei durante la fase iniziale del combattimento. </p>



<p>Il wargame aeronavale, mostra <strong>una sequenza di eventi ben precisa</strong>: dapprima un attacco informatico che prende di mira reti elettriche, nodi di comunicazione e sistemi idrici a supporto delle basi statunitensi. Successivamente attacchi ai satelliti di sorveglianza e navigazione che supportano il puntamento, la rotta e la gestione del combattimento per navi e aerei statunitensi. Una volta degradati questi sistemi, la simulazione mostra le forze cinesi lanciare ondate successive di missili antinave che superano la capacità difensiva dei cacciatorpediniere di scorta e le difese multilivello del gruppo d&#8217;attacco portaerei statunitense, con conseguente affondamento del “Ford” o sua incapacità di operare coi velivoli. </p>



<p>Qualcosa che <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/come-potrebbe-svolgersi-uneventuale-invasione-cinese-di-taiwan.html">abbiamo ipotizzato da tempo</a></strong> per un attacco cinese a Taiwan. Qualcosa che nel mondo militare è ben noto: la Repubblica Popolare ha il vantaggio di combattere un conflitto molto vicino alle sue coste, pertanto può ammassare sistemi d&#8217;arma e capacità in un tempo molto breve; può condurre, ad esempio, diverse sortite di caccia al giorno; i suoi missili da crociera e balistici possono essere lanciati con frequenza e hanno tempi di volo ridotti; l&#8217;attività sottomarina nello Stretto di Taiwan è proibitiva per via dei bassi fondali (fattore che però è valido per tutti i contendenti); infine la RPC può contare su un enorme numero di <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-mine-navali-il-vero-perno-dellinterdizione-marittima-cinese.html">mine navali</a> di tipo diverso per colpire passivamente le linee di rifornimento sovraestese statunitensi. </p>



<p>Il rapporto “Overmatch”, però, stabilisce qualcosa di più inquietante e che riguarda tutte le forze armate occidentali, in particolare quelle della NATO. Esso dimostra la <strong>troppa dipendenza da armi sofisticate e costose</strong> che non possono essere rimpiazzate in breve tempo, a differenza del “nemico” che si affida a sistemi meno complessi, meno costosi ma non per questo tecnologicamente non validi. </p>



<p>Qualcuno, in Italia, anni fa ci aveva avvisato: l&#8217;ex capo di Stato maggiore dell&#8217;Aeronautica Militare, generale <strong>Luca Goretti</strong>, aveva affermato <a href="https://www.rainews.it/articoli/2022/03/generale-goretti-i-nostri-caccia-a-pochi-chilometri-dalla-guerra-dobbiamo-prestare-attenzione-c06d6474-8b7b-40fe-895b-954244e64b8d.html">a marzo del 2022</a> che la convinzione che un maggiore livello tecnologico possa compensare una sempre minore quantità fosse del tutto sbagliata. La Russia ce l&#8217;ha fatto vedere in Ucraina: sciami di droni <em>one way</em>, che costano meno di un decimo di un missile da crociera, colpiscono ogni notte bersagli in tutto il territorio ucraino, e la difesa aerea fatica ad abbatterli. </p>



<p>La difesa di Taiwan avrebbe quindi un <strong>costo esorbitante per gli Stati Uniti</strong>. Un costo pagato in potenziale bellico e risorse, anche umane, che potrebbe non permettersi di pagare. </p>



<p>I wargames possono essere sbagliati: noi analisti a volte sopravvalutiamo le capacità degli avversari, un po&#8217; per prudenza un po&#8217; perché i dati che si raccolgono non sono mai certi al 100%. Eppure, questo punto emerso nel rapporto non dovrebbe essere ignorato e dimostra ancora una volta come dalla fine della Guerra Fredda le forze armate occidentali, comprese quelle statunitensi, non siano preparate ad affrontare le minacce globali tecnologicamente rivoluzionarie odierne. </p>



<p>Quattro decenni di tagli al bilancio, la convinzione che i conflitti simmetrici non sarebbero più potuti capitare, la falsa credenza che non servano più “i grandi numeri” grazie ai progressi tecnologici, il tutto mentre un&#8217;altra parte del mondo (il blocco russo-cinese), ora nostra palese avversaria, continuava silenziosamente e progressivamente la sua corsa agli armamenti, ci ha portato in questa situazione. Nonostante i <strong>numerosi avvertimenti</strong> susseguitisi nell&#8217;arco di quasi un ventennio (a cominciare dal conflitto georgiano del 2008), i leader militari e politici non hanno percepito il cambiamento storico in atto e pertanto non si sono adattati, e con essi, chiaramente, gli Stati. Il risultato è <strong>potenzialmente devastante</strong> per la parte che non abbandona i vecchi concetti, non adotta nuove armi e non ripensa il proprio modo di fare guerra. Ed è qui che ci troviamo noi europei insieme agli Stati Uniti, al Giappone e alla Corea del Sud: <strong>sull&#8217;orlo di un baratro che abbiamo scavato da soli</strong> con la nostra miopia, e che ha importanti ripercussioni sull&#8217;opinione pubblica già sottoposta alla martellante campagna disinformativa che ci vorrebbe disarmati, disuniti e quindi, defunti sul palcoscenico globale.<br><br></p>
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		<title>Taiwan si prepara: droni stealth e guerra asimmetrica come risposta a un&#8217;invasione cinese</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/taiwan-si-prepara-droni-stealth-e-guerra-asimmetrica-come-risposta-a-uninvasione-cinese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2025 05:57:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[droni navali]]></category>
		<category><![CDATA[taiwan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612201659969_851d0ad2dd86f623ec58340bafec8f51-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612201659969_851d0ad2dd86f623ec58340bafec8f51-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612201659969_851d0ad2dd86f623ec58340bafec8f51-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612201659969_851d0ad2dd86f623ec58340bafec8f51-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612201659969_851d0ad2dd86f623ec58340bafec8f51-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612201659969_851d0ad2dd86f623ec58340bafec8f51-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612201659969_851d0ad2dd86f623ec58340bafec8f51-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612201659969_851d0ad2dd86f623ec58340bafec8f51-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Droni stealth e una guerra asimmetrica per rendere "costosa" un'eventuale invasione. La strategia anticinese di Taiwan. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612201659969_851d0ad2dd86f623ec58340bafec8f51-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612201659969_851d0ad2dd86f623ec58340bafec8f51-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612201659969_851d0ad2dd86f623ec58340bafec8f51-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612201659969_851d0ad2dd86f623ec58340bafec8f51-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612201659969_851d0ad2dd86f623ec58340bafec8f51-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612201659969_851d0ad2dd86f623ec58340bafec8f51-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612201659969_851d0ad2dd86f623ec58340bafec8f51-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612201659969_851d0ad2dd86f623ec58340bafec8f51-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Taiwan</strong> sta preparando un esercito di <strong>droni da guerra</strong> per fronteggiare la temuta <em>&#8220;invasione cinese</em>&#8220;. Siano aerei o navali, i nuovi sistemi d&#8217;arma dovrebbero contribuire a difendere l&#8217;isola dallo <em>spettro</em> incombente di Pechino, che, secondo molti analisti, sta pianificando, o quanto meno mettendo al vaglio l&#8217;opzione militare che la porterebbe a riacquisire il completo controllo della Repubblica insulare della Cina.</p>



<p>Taipei vede nei droni di produzione nazionale la verra chiave della sua strategia di difesa, ma gli analisti affermano che i piani degli strateghi di Taiwan, per quanto al passo con gli scenari proposti dai<strong> nuovi conflitti bellici</strong>, &#8220;<em>non sarebbero sufficienti</em>&#8220;. Nessuna delle piattaforme schierate da Taipei basterebbero a &#8220;<em>respingere la flotta d&#8217;invasione cinese</em>&#8221; che Pechino minaccia di inviare per riportare la sua influenza sul Taipei, assaltando le cosiddette &#8220;<strong>spiagge rosse</strong>&#8220;, ossia le spiagge identificate dagli analisti della difesa come potenziali settori di sbarco dell&#8217;Esercito Popolare di Liberazione . Ciò nonostante nei droni <em>stealth</em>, esplosivi e per la ricognizione e l&#8217;acquisizione di dati utili all&#8217;intelligence &#8211; forse in connessione con <a href="https://it.insideover.com/difesa/cose-nmesis-il-sistema-di-missili-anti-nave-che-potrebbe-difendere-anche-taiwan.html">ben altri sistemi d&#8217;arma</a> a supporto, viene riposta una certa dose di fiducia.</p>



<p>Nel caso di uno scontro che si concentrasse nello <strong>Stretto di Taiwan</strong>, largo 180 km, la strategia difensiva di Taipei potrebbe riversare tutte le sue capacità tattiche nel protrarsi di un conflitto asimmetrico bastato su <strong>armi suicide &#8220;monouso&#8221;</strong>,<strong> </strong>come i droni impiegati dai russi, o i barchini esplosivi impiegati dagli ucraini, per rallentare Pechino, e convincere i comandanti del<strong> </strong>People&#8217;s Liberation Army<strong> </strong>e della forza navale subordinata che traghetterebbe il contingente di sbarco, che un&#8217;invasione sarebbe in finale &#8220;<em>troppo costosa</em>&#8221; in termini di sforzo, mezzi e uomini.</p>



<p>Su <em>Al Jazeera</em> una figura interna al governo di Taiwan ha recentemente dichiarato che i droni sono un elemento essenziale nella cosiddetta &#8220;<em><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-strategia-del-porcospino-cosi-taiwan-si-difende-da-pechino.html">strategia del porcospino</a></em>&#8221; di Taipei. Proprio in seguito ad una attenta osservazione e<a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-dei-droni-cieli-ucraina.html"> analisi del conflitto ucraino</a> e delle nuove tattiche basate sulla combinazione di sistemi d&#8217;arma come i droni &#8211; ma anche come i <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-futuro-dei-missili-stinger-tra-riarmo-degli-arsenali-usa-e-fronte-ucraino.html">lanciatori spalleggiabili</a> per eliminare obiettivi come aerei, elicotteri e tank, e solo in ultimo le armi di precisione a lungo raggio che pure Taiwan possiede &#8211; Taipei sembra aver rafforzato la convinzione a che gli UAV / USV &#8211; rispettivamente<strong><em> unmanned aerial vehicle</em></strong> e <em><strong>unmanned surface vessel</strong></em>  &#8211; possano rivelarsi &#8220;decisivi&#8221; per respingere una forza militare che supera in numero le sue forze armate.<br><br>Secondo le stime condotte dall&#8217;Ammiraglio Davidson, al vertice del Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti, l&#8217;<strong>Esercito Popolare di Liberazione</strong> di Pechino potrebbe essere <strong>pronto a invadere </strong>Taiwan già entro il<strong> 2027</strong>. Fino ad allora, i progressi di Taiwan nello sviluppo dell&#8217;industria nazionale e degli armamenti potranno corrispondere o meno la minaccia, mettendo Taipei nella condizione di trovarsi pronta o preparata o parzialmente impreparata di fronte alle mosse di Pechino, che pure sembra puntare da un lato sulle <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-strane-chiatte-di-pechino-perfette-per-sbarcare-mezzi-corazzati-e-soldati-a-taiwan.html">manovre di guerra</a>, e dall&#8217;altro su metodi più silenziosi e sotterranei. Quelli che farebbero affidamento su una temuta &#8220;<a href="https://it.insideover.com/spionaggio/allarme-spionaggio-cinese-a-taiwan-cosi-agisce-la-quinta-colonna-del-dragone.html">Quinta colonna</a>&#8221; che sarebbe già presente sull&#8217;<a href="https://it.insideover.com/politica/obiettivo-taiwan.html">isola contesa</a>.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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		<title>Cina al contrattacco sui mari, sfida legale agli Stati Uniti sulla libertà di navigazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cina-al-contrattacco-sui-mari-sfida-legale-agli-stati-uniti-sulla-liberta-di-navigazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Aug 2025 06:54:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni Usa-Cina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ff210e68-8f4c-4810-84af-7877113652ccmare-aperto-2025.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ff210e68-8f4c-4810-84af-7877113652ccmare-aperto-2025.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ff210e68-8f4c-4810-84af-7877113652ccmare-aperto-2025-600x400.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ff210e68-8f4c-4810-84af-7877113652ccmare-aperto-2025-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ff210e68-8f4c-4810-84af-7877113652ccmare-aperto-2025-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ff210e68-8f4c-4810-84af-7877113652ccmare-aperto-2025-768x512.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>La CIna ha pubblicato un documento secondo cui gli Usa non rispetterebbero il diritto marittimo internazionale con le loro operazioni navali.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ff210e68-8f4c-4810-84af-7877113652ccmare-aperto-2025.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ff210e68-8f4c-4810-84af-7877113652ccmare-aperto-2025.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ff210e68-8f4c-4810-84af-7877113652ccmare-aperto-2025-600x400.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ff210e68-8f4c-4810-84af-7877113652ccmare-aperto-2025-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ff210e68-8f4c-4810-84af-7877113652ccmare-aperto-2025-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ff210e68-8f4c-4810-84af-7877113652ccmare-aperto-2025-768x512.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Una nuova partita di braccio di ferro sembra disputarsi tra <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Cina</strong>, ma questa volta non c’entrano i <a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-la-cina-sta-vincendo-la-guerra-economica-contro-gli-usa.html">dazi </a>bensì la <strong>navigazione dei mari</strong>. Pechino ha recentemente presentato un <strong>rapporto giuridico</strong> in cui imputa a Washington un’interpretazione “di comodo” delle norme del diritto internazionale in riferimento al passaggio della propria flotta marittima in acque contese come lo stretto di Taiwan e il Mar Cinese Meridionale, su cui la Cina rivendica la sovranità.</p>



<p>Nel documento, dal titolo “Valutazione giuridica della libertà di navigazione degli Stati Uniti”, si sostiene che gli Usa <strong>si appellerebbero a concetti giuridici come quello di “acque territoriali” o “acque internazionali” per esaudire il soddisfacimento dei loro interessi</strong>, anche per il tramite di operazioni militari, ignorando la giurisdizione di altri Stati. Secondo il <em>China Institute for Marine Affairs, </em>entità che ha redatto il rapporto, la libertà di navigazione declamata da Washington non sarebbe nient’altro che una <strong>leva di pressione geopolitica</strong> <strong>che minerebbe l’ordine marittimo internazionale</strong> con il rischio di causare incidenti. Non a caso, nel testo si fa riferimento all’episodio in cui il cacciatorpediniere americano USS Higgins era stato allontanato dalle acque circostanti la secca di Scarborough, dove si sarebbe addentrato senza l’autorizzazione del Dragone. </p>



<p>A questo punto, però, quanto scritto nero su bianco nel rapporto è davvero cristillizzato nei trattati internazionali? E Pechino non è mai stata oggetto di contestazioni da parte di altri Paesi riguardo alle sue attività di navigazione?&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa prevede il diritto internazionale</h2>



<p>La bussola per orientarsi nella selva normativa del diritto internazionale marittimo è la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), conosciuta anche come <strong>Convenzione di Montego Bay</strong> dalla località giamaicana in cui è stata sottoscritta nel 1982. Il trattato ha il merito di aver definito le porzioni di mare sottoposte alla giurisdizione degli Stati dotati di chilometri di costa, nonché le attività consentite in quelle aree e al di fuori delle stesse. Ogni nazione che si affaccia sul mare, entro le 12 miglia nautiche esercita la propria sovranità in quella fascia marittima che prende il nome di <strong>“acque territoriali”</strong>. Oltre all’applicazione delle leggi dello Stato costiero,  la Convenzione riconosce <strong>il diritto di transito alle imbarcazioni battenti bandiera straniera</strong>, comprese le navi da guerra, purché questo “non arrechi pregiudizio alla pace, al buon ordine e alla sicurezza”.        </p>



<p>Secondo le autorità di Pechino, le quali affermano di aver esaminato diverse fattispecie riguardanti la navigazione della flotta marittima americana, gli Stati Uniti adottano un’interpretazione che privilegia la propria libertà d’azione per l’egemonia dei mari e per la realizzazione dei loro obiettivi geostrategici, come nel caso dell’attraversamento dello Stretto di Taiwan, considerando che i cinesi ritengono l’isola di Formosa parte del loro territorio. </p>



<p>Per di  più, ciò che fa storcere il naso all’interno della Muraglia è<strong> la mancata ratifica</strong> da parte di Washington della Convenzione di Montego Bay. I cinesi, dunque, accusano l’America di doppi standard in quanto, da una parte, si appella alla libertà di navigazione così come prevista dalla Convenzione Onu, ma dall’altra, non ha adottato la stessa facendo sì che le sue attività navali non godano di un fondamento giuridico.   </p>



<p>Eppure, anche il Dragone si è visto il dito puntato per le sue operazioni navali. Nonostante il <em>j’accuse</em> agli Usa, nel 2018 Pechino ha dispiegato una nave da sorveglianza che ha pattugliato le acque al largo delle Hawaii durante l’esercitazione statunitense <em>Rim of the Pacific</em> (RIMPAC). Inoltre, ad aprile di quest&#8217;anno, tre unità della Marina cinese hanno condotto esercitazioni di fuoco a ridosso delle acque australiane, senza avvertire il Governo di Canberra. </p>



<p>Tali dinamiche possono apparire come una contraddizione: <strong>la Cina si presenta come paladina del diritto internazionale</strong>, ma allo stesso tempo non rinuncia a esercitare pressioni navali che ricordano da vicino quelle che imputa agli Stati Uniti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le mire sul Mar Cinese Meridionale</h2>



<p>Se da un lato lo scambio di accuse avviene dietro il paravento della diplomazia, dall’altro la tensione nel <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/perche-il-mar-cinese-meridionale-e-importante.html">Mar Cinese Meridionale</a> si fa sempre più crescente senza troppe mediazioni.</p>



<p>La Cina reclama l&#8217;esercizio della propria sovranità su una porzione consistente dell’area in virtù della <strong>“<a href="https://it.insideover.com/schede/storia/che-cose-la-nine-dash-line-la-linea-della-tensione-nel-mar-cinese-meridionale.html">linea dei nove trattati</a>”</strong>, demarcazione tracciata nella seconda metà degli anni Quaranta dalle autorità cinesi, che comprende acque tra Filippine, Malesia e Vietnam e dichiarata illegittima dal Tribunale Permanente di Arbitrato dell’Aja. Infatti, i vicini del Dragone hanno più volte avanzato delle pretese di controllo data la loro vicinanza territoriale ,<strong>dando luogo a delle vere e proprie dispute con i cinesi</strong>. <a href="https://it.insideover.com/difesa/filippine-cina-usa-le-acque-del-pacifico-si-surriscaldano-marcos.html">L’ultimo incidente</a> ha visto una nave da guerra cinese speronare per errore un’imbarcazione della propria Guardia Costiera durante un’operazione di inseguimento di una nave filippina al largo dell’isola Huangyan, contesa tra Pechino &#8211; in funzione della linea dei nove tratti &#8211; e Manila.</p>



<p>Le <strong>scaramucce con le Filippine </strong>sono alimentate dal costante avvicinamento di Manila a Washington. Il presidente filippino Ferdinand Marcos Jr. ha dato il via libera agli americani a un dispiegamento di sistemi missilistici avanzati nell’arcipelago e allo svolgimento di esercitazioni congiunte a ridosso delle acque di Taiwan. Non per niente, <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/trump-detta-la-linea-al-pentagono-attenzione-e-risorse-si-spostano-sulla-cina.html">gli Stati Uniti hanno notevolmente incrementato gli spostamenti della loro flotta navale nel Mar Cinese Meridionale</a></strong> a partire dagli anni Novanta nell’ambito del programma sulla libertà di navigazione, istituito nel 1979, e che inizialmente prevedeva una maggiore concentrazione delle operazioni navali nei Caraibi e nel Mediterraneo. </p>



<p>A questo punto, pare evidente che dietro le mosse del Dragone si celi un piano strategico preciso: consolidare l’influenza sui mari circostanti, importanti vie d’acqua per il commercio internazionale in un’epoca in cui gli equilibri per lo scambio di beni e merci si stanno ridisegnando del tutto. Attraverso il succitato rapporto sulla legittimità della navigazione da parte delle imbarcazioni statunitensi, <strong>Pechino nutre l’ambizione di condizionare a suo favore  tutto lo spazio marittimo circostante</strong> con l’auspicio di divenire una piattaforma per il commercio e un avamposto per la sicurezza imprescindibile in tutta la regione. Ogni manovra navale, effettuata o contestata, è il viatico per un messaggio politico: la Cina non intende cedere terreno, mentre gli Stati Uniti cercano di contenerne l’espansione.</p>
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