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	<title>Azerbaijan Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 18 Oct 2026 22:21:30 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Azerbaijan Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>L&#8217;Azerbaigian e le proteste: dietro il velo delle ragazze l&#8217;abbraccio soffocante della Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lazerbaigian-e-le-proteste-dietro-il-velo-delle-ragazze-labbraccio-soffocante-della-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Caucaso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016155656565_de49bfa2a19bcf2efa8ee2d7f2e16a2b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016155656565_de49bfa2a19bcf2efa8ee2d7f2e16a2b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016155656565_de49bfa2a19bcf2efa8ee2d7f2e16a2b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016155656565_de49bfa2a19bcf2efa8ee2d7f2e16a2b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016155656565_de49bfa2a19bcf2efa8ee2d7f2e16a2b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016155656565_de49bfa2a19bcf2efa8ee2d7f2e16a2b-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016155656565_de49bfa2a19bcf2efa8ee2d7f2e16a2b-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo stop del velo a scuola imposto dal governo ha come scoperchiato storiche diatribe interne al Paese caucasico. E adesso si rischiano anche screzi con la Turchia</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lazerbaigian-e-le-proteste-dietro-il-velo-delle-ragazze-labbraccio-soffocante-della-turchia.html">L&#8217;Azerbaigian e le proteste: dietro il velo delle ragazze l&#8217;abbraccio soffocante della Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016155656565_de49bfa2a19bcf2efa8ee2d7f2e16a2b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016155656565_de49bfa2a19bcf2efa8ee2d7f2e16a2b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016155656565_de49bfa2a19bcf2efa8ee2d7f2e16a2b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016155656565_de49bfa2a19bcf2efa8ee2d7f2e16a2b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016155656565_de49bfa2a19bcf2efa8ee2d7f2e16a2b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016155656565_de49bfa2a19bcf2efa8ee2d7f2e16a2b-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016155656565_de49bfa2a19bcf2efa8ee2d7f2e16a2b-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C&#8217;è una data che in questi giorni è stata più volte citata sui social da diversi esponenti politici azeri: <strong>è quella del 1901</strong>. Il motivo è legato al fatto che proprio in quell&#8217;anno a Baku, quando la città rappresentava il principale centro petrolifero internazionale e si trovava sotto le insegne dell&#8217;impero russo, fu aperta <strong>la prima scuola laica per ragazze</strong>. Un episodio che oggi, per chi amministra l&#8217;Azerbaijan,<strong> rappresenta il simbolo della tradizione laica del Paese</strong>. Un modo cioè per ribadire una marcata e radicata identità secolare. Ovviamente non è certo casuale se negli ultimi giorni in tanti, soprattutto tra i deputati più vicini al presidente <strong>Ilham Aliyev</strong>, abbiano voluto ricordare quella data. A settembre infatti, il Parlamento ha approvato su input del governo <strong>una norma che di fatto vieta l&#8217;uso del velo nelle scuole</strong>. Per la verità, probabilmente al fine di non suscitare molte polemiche, nel documento non si fa cenno esplicito al velo. Ben si comprende però come l&#8217;intenzione sia quella di scoraggiare l&#8217;ingresso in aula con l&#8217;hijab attorno al volto delle studentesse.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="tr" dir="ltr">Azerbaycan’ın laiklik geleneği çok köklüdür. 1918&#39;de kurulan Azerbaycan Halk Cumhuriyeti, Müslüman Doğu’nun ilk laik ve parlamenter cumhuriyetiydi ve 1919&#39;da kadınlara seçme ve seçilme hakkı tanıdı. Bu, Müslüman dünyasında bir ilkti ve birçok Avrupa ülkesinden bile önce…</p>&mdash; Elyar Türker (@ElyarMakuyi) <a href="https://x.com/ElyarMakuyi/status/2110018701730705640?ref_src=twsrc%5Etfw">October 13, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le proteste a Baku </h2>



<p>Se però in questo momento in tanti ricordano il 1901, <strong>altri invece rispolverano un numero: è il 97.</strong> Ed è il rifermento alla percentuale di musulmani all&#8217;interno dell&#8217;Azerbaijan. A farlo sono coloro che hanno visto, nella norma approvata a settembre, <strong>un intervento contrario alla tradizione azera</strong>. Se da un lato, secondo questa prospettiva, è vero che il Paese ha una radicata identità laica, dall&#8217;altra è anche vero che la stragrande maggioranza della popolazione professa la fede islamica. E, in particolare, sciita. Lasciarla fuori dalle scuole, è stato il pensiero di molti a settembre, potrebbe essere percepito come un qualcosa di molto negativo. Così è stato: quando il 12 ottobre scorso per la prima volta i dirigenti scolastici sono stati chiamati a interpretare in maniera un po&#8217; troppo &#8220;larga&#8221; la nuova norma, <strong>davanti diversi istituti e licei sono scoppiate prime importanti proteste</strong>. In alcuni casi, si è trattato di piccoli gruppi di studentesse che, assieme ai propri genitori, hanno rivendicato la volontà di entrare in classe pur indossando il velo.</p>



<p>Ma ci sono stati anche manifestazioni ben più ampie, degenerate in <strong>scontri con la polizia.</strong> Circostanza abbastanza rara a Baku e nelle altre città del Paese. <strong>L&#8217;Azerbaijan è infatti governato in modo sempre più autoritario dalla famiglia Aliyev</strong>. Ilham Aliyev, il presidente e figlio del predecessore <strong>Heyder Aliyev,</strong> controlla ogni ambito e ogni aspetto della vita sociale e ha dato mandato alle proprie forze di sicurezza di sorvegliare il più possibile i social. La moglie, la vice presidente Mehriban Aliyeva, non è certo vocata a una maggiore indulgenza. </p>



<p>Considerando anche il recente successo nella guerra del Nagorno Karaback, in grado di attribuire ad Aliyev un forte prestigio nella popolazione, <strong>immaginare proteste e manifestazioni a Baku fino a pochi giorni fa poteva sembrare quasi irreale</strong>. Intaccare una tradizione molto radicata,<strong>ha come scoperchiato per la prima volta dopo tanti anni il vaso di Pandora della società civile azera</strong>. La quale, forse, ha adesso voglia di mostrarsi molto più &#8220;irrequieta&#8221; rispetto a quanto immaginato dagli Aliyev.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli screzi con la Turchia</h2>



<p>A rivendicare la data del 1901 e ciò che rappresenta per la laicità azera sono stati, come detto, soprattutto i deputati e gli esponenti politici più vicini ad Aliyev. I loro messaggi però, non sono stati rivolti solo ai manifestanti. Al contrario,<strong> i veri destinatari stavano ad Ankara</strong>. Lì dove alcuni consiglieri del presidente turco Erdogan, <a href="https://eurasianet.org/azerbaijan-and-turkey-spar-over-hijab-ban?">a partire dal consigliere capo Oktay Saral</a>, hanno espresso pubblico disaccordo alla norma che vieta (o quasi) il velo nelle scuole.<strong>Ne è così nato un primo clamoroso screzio con la Turchia</strong>, Paese considerato molto più di un alleato. Anzi, spesso a Baku si parla di &#8220;<em>una nazione, due Stati</em>&#8220;. Un modo per indicare le affinità culturali e linguistiche tra le due parti. Ankara ha del resto aiutato storicamente l&#8217;Azerbaijan nel dossier legato al Nagorno Karabakh, così come ha spesso portato avanti progetti di sviluppo regionale che danno a Baku un ruolo imprescindibile.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="tr" dir="ltr">Azerbaycan’da başörtülü öğrencilerin eğitim hakkının engellenmesi kabul edilemez!<br><br>İnancı gereği başını örten bir öğrenciyi okul kapısında bırakmak, hangi vicdana, hangi adalete sığar? Başörtüsü engel değil, inancın gereğidir! Eğitim hakkı hiçbir ideolojik dayatmaya kurban… <a href="https://t.co/dRAwHVjnyw">https://t.co/dRAwHVjnyw</a></p>&mdash; Oktay SARAL (@oktay_saral) <a href="https://x.com/oktay_saral/status/2109736185090257245?ref_src=twsrc%5Etfw">October 12, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><strong>Rivendicare una propria identità laica, per i politici azeri, non riguarda solo un fatto interno</strong>. Al contrario, vuol dire affermare una propria diversità dal &#8220;fratello maggiore&#8221; turco. <strong>Si ha così un importante risvolto geopolitico</strong>: pur essendo vicine politicamente e culturalmente, Baku e Ankara hanno delle differenze che non possono essere ignorate. Un punto di vista che permette agli azeri di portare avanti la propria agenda,<strong> in cui la Turchia è vista come un alleato importante e non come, per l&#8217;appunto, un vero e proprio fratello maggiore</strong>. Il sospetto di diventare un &#8220;vassallo&#8221; di Ankara alberga da molto tempo tra la classe dirigente azera e il tema del velo sta servendo, ad oggi, a rivendicare l&#8217;esistenza di differenze tra i due Paesi. Gli screzi, in poche parole, partono da lontano. E potrebbero non esaurirsi oggi. </p>



<p>Fonti: </p>



<p><a href="https://eurasianet.org/azerbaijan-and-turkey-spar-over-hijab-ban?">https://eurasianet.org/azerbaijan-and-turkey-spar-over-hijab-ban?</a></p>



<p><a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/10/12/azerbaijans-school-hijab-ban-whats-behind-it-and-whats-next?">https://www.aljazeera.com/news/2026/10/12/azerbaijans-school-hijab-ban-whats-behind-it-and-whats-next?</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lazerbaigian-e-le-proteste-dietro-il-velo-delle-ragazze-labbraccio-soffocante-della-turchia.html">L&#8217;Azerbaigian e le proteste: dietro il velo delle ragazze l&#8217;abbraccio soffocante della Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gas all&#8217;Ucraina, l&#8217;Azerbaijan sfida la Russia nel mercato europeo</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/gas-allucraina-lazerbaijan-sfida-la-russia-nel-mercato-europeo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 15:51:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471-1024x532.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471-768x399.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471-1536x798.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471-600x312.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’intesa con Kiev per il gas rafforza il ruolo dell’Azerbaigian come hub energetico e ponte tra Asia e Europa. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/gas-allucraina-lazerbaijan-sfida-la-russia-nel-mercato-europeo.html">Gas all&#8217;Ucraina, l&#8217;Azerbaijan sfida la Russia nel mercato europeo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471-1024x532.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471-768x399.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471-1536x798.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025080118032390_38fdd0c4285cc4dde005a3f2e343d351-e1754064241471-600x312.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’annuncio della compagnia ucraina <strong>Naftogaz</strong> di aver firmato un accordo con l’azera <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/il-tap-anima-il-grande-gioco-del-gas-tra-la-grecia-e-i-balcani.html">SOCAR per importare gas attraverso il corridoio transbalcanico</a></strong> rappresenta un passaggio simbolico ma denso di conseguenze. Si tratta solo di una spedizione di prova, modesta nei numeri, ma cruciale nella logica: è il primo passo verso la costruzione di una rete alternativa ai canali dominati dalla Russia e, soprattutto, un segnale politico ed energetico lanciato a Mosca e all’Europa.</p>



<p><strong>Il gas azero</strong>, consegnato attraverso la rotta<strong> Grecia-Bulgaria-Romania-Ucraina,</strong> si affaccia oggi sul teatro più instabile del continente. Kiev, stretta nella morsa della guerra e fiaccata dagli attacchi ai suoi impianti interni, deve cercare risposte immediate a un fabbisogno strategico: sopravvivere all’inverno. L’accordo con SOCAR non colma i vuoti della produzione nazionale, ma ha un significato che va ben oltre le cifre.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gas, guerra e geopolitica: l’ombra lunga di Mosca</h2>



<p>Il sistema energetico ucraino è stato uno dei bersagli privilegiati dei raid missilistici russi. I danni arrecati alle infrastrutture hanno minato l’autonomia energetica del Paese, mettendo a rischio l&#8217;intera tenuta sociale e industriale, proprio nel momento in cui si prepara l’ennesima stagione invernale sotto assedio. L’utilizzo della rotta transbalcanica — finora evitata per via delle alte tariffe — è frutto anche di una revisione regolatoria: a maggio, il regolatore nazionale ha approvato un nuovo meccanismo d’importazione che permette di aggirare i costi più onerosi.</p>



<p>Dietro questa mossa c’è dunque la volontà di sganciarsi da ogni possibile “trappola energetica” russa, compresa quella camuffata da gas di origine incerta. In passato, Kiev ha temuto che parte del gas in transito dai Paesi del sud-est Europa potesse avere origine russa. Da qui l’enfasi — ribadita anche a Reuters da fonti industriali — sul controllo dell’origine del gas: “È gas azero, è controllato”, hanno sottolineato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una nuova geografia del gas</h2>



<p>L’importanza dell’accordo va letta nel contesto della nuova geografia energetica dell’Ucraina. Se finora le forniture arrivavano da Slovacchia e Ungheria, <strong>l’apertura verso Sud consente l’accesso al gas liquefatto dei terminali GNL di Grecia e Turchia,</strong> al gas via tubo proveniente da Azerbaigian e Romania, e in futuro anche a quello offshore bulgaro. È una rete diversificata, che mira a ridurre la vulnerabilità a un unico corridoio.</p>



<p>Secondo la ministra dell’Energia, <strong>Svitlana Grynchuk</strong>, la rotta transbalcanica “è estremamente importante” per garantire il riscaldamento del prossimo inverno. Il quadro di insieme è chiaro: la sicurezza energetica si traduce in sicurezza nazionale. Non è solo questione di caldaie accese, ma di resistenza politica, economica e strategica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le riserve e i numeri della sfida</h2>



<p>I dati dell’agenzia ucraina ExPro confermano le difficoltà. Al 17 luglio 2025, gli stoccaggi sotterranei contenevano 9 miliardi di metri cubi di gas, ben lontani dall’obiettivo di 13 miliardi necessario per affrontare l’inverno 2025/26. Le riserve attuali sono inferiori del 13,9% rispetto all’anno precedente e segnano il punto più basso degli ultimi 12 anni. La sfida è titanica, e non basterà certo una spedizione simbolica a colmarla.</p>



<p>Per rafforzare le riserve, <strong>Naftogaz ha già firmato quattro contratti con la polacca Orlen</strong> per l’importazione di 440 milioni di metri cubi di GNL statunitense. L’ultimo accordo, datato 2 luglio, prevede 140 milioni aggiuntivi. Secondo Bloomberg, nel 2025 l’Ucraina potrebbe importare fino a 5 miliardi di metri cubi di gas dall’Europa, un record assoluto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">SOCAR e l’Azerbaigian: un partner in ascesa</h2>



<p>La compagnia statale azera SOCAR, protagonista dell’accordo, non è nuova ai giochi geopolitici del gas. Baku, storicamente orientata verso una neutralità attiva, sfrutta oggi l’occasione di essere partner affidabile per l’Europa orientale e il Caucaso, soprattutto mentre la Russia è alle prese con la guerra e le sanzioni. <strong>L’intesa con Kiev rafforza il ruolo dell’Azerbaigian come hub energetico e ponte tra Asia e Europa.</strong></p>



<p>L’Azerbaigian offre così il proprio gas come strumento di influenza e stabilizzazione, collocandosi come alternativa credibile, in particolare per quei Paesi che cercano di affrancarsi dal peso del Cremlino. Per Kiev, ciò equivale a una boccata d’ossigeno — in tutti i sensi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Oltre l’inverno: una strategia energetica nazionale</h2>



<p>L’Ucraina, nella sua condizione drammatica, sta cercando di trasformare la necessità in visione strategica. L’accordo con SOCAR non è solo un contratto di fornitura, ma un tassello nella costruzione di una politica energetica autonoma, svincolata dai ricatti geopolitici. L’apertura alla rotta transbalcanica rappresenta un cambio di paradigma: l’energia non come debolezza, ma come leva per sopravvivere, resistere e, un giorno, ricostruire.</p>



<p><strong>E proprio nella gestione del gas si gioca una partita cruciale per il futuro del Paese.</strong> Le infrastrutture, le rotte, i partner esteri: tutto deve essere ripensato in funzione di un’architettura energetica più solida e flessibile. La guerra ha insegnato che la sicurezza si gioca anche sulle tubature e nei depositi sotterranei. L’Ucraina, ferita ma non piegata, ha iniziato a rispondere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/gas-allucraina-lazerbaijan-sfida-la-russia-nel-mercato-europeo.html">Gas all&#8217;Ucraina, l&#8217;Azerbaijan sfida la Russia nel mercato europeo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Azerbaigian, Siria, Israele: la strategia della Turchia tra Medio Oriente e Caucaso</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/azerbaigian-siria-israele-la-strategia-della-turchia-tra-medio-oriente-e-caucaso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2025 07:07:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071316211080_bdcdb854e043e0949a4d77f8e36ec269.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071316211080_bdcdb854e043e0949a4d77f8e36ec269.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071316211080_bdcdb854e043e0949a4d77f8e36ec269-600x378.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071316211080_bdcdb854e043e0949a4d77f8e36ec269-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071316211080_bdcdb854e043e0949a4d77f8e36ec269-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071316211080_bdcdb854e043e0949a4d77f8e36ec269-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071316211080_bdcdb854e043e0949a4d77f8e36ec269-1536x969.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La recente visita del presidente siriano Ahmad al-Sharaa in Azerbaijan per incontrare il leader di Baku Ilham Aliyev e l'annuncio dell'avvio di colloqui tra funzionari di Damasco ed esponenti israeliani proprio nel Paese caucasico sono due importanti notizie che vanno nella direzione della ridefinizione degli equilibri mediorientali e, soprattutto, mostrano la volontà di marcare il territorio da parte di una sempre più ambiziosa e dinamica Turchia. </p>
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<p>La recente visita del presidente siriano <strong>Ahmad al-Sharaa in Azerbaijan</strong> per incontrare il leader di Baku Ilham Aliyev e l&#8217;annuncio dell&#8217;avvio di colloqui tra funzionari di Damasco ed esponenti israeliani proprio nel Paese caucasico sono due importanti notizie che vanno nella direzione della ridefinizione degli equilibri mediorientali e, soprattutto, mostrano la volontà di marcare il territorio da parte di una sempre più ambiziosa e dinamica <strong>Turchia</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Scenari diplomatici tra Medio Oriente e Caucaso</h2>



<p>Pochi giorni dopo che si era vociferato di <a href="https://it.insideover.com/politica/una-base-turca-in-azerbaijan-la-mossa-che-puo-animare-il-caucaso.html">una possibile apertura di una <strong>base turca in Azerbaijan</strong>, notizia che non poteva non preoccupare Israele</a>, e dopo che <strong>l&#8217;incontro alla Casa Bianca tra Donald <a href="https://it.insideover.com/politica/norman-finkelstein-netanyahu-e-trump-vogliono-liran-in-schiavitu-ma-non-ce-la-faranno.html">Trump e Benjamin Netanyahu</a></strong> ha aperto alla possibilità della distensione Tel Aviv-Damasco la visita di Stato del leader siriano a Baku ha mostrato sia come l&#8217;Azerbaijan voglia mediare un processo di cambiamento degli equilibri mediorientali che ha al centro la possibilità di un futuro confronto muscolare tra i due primattori rimasti in campo in Medio Oriente, che sono peraltro gli alleati del regime di Aliyev: <strong>proprio la Turchia e Israele.</strong> </p>



<p>Dopo il rovesciamento di Bashar al-Assad da parte della coalizione ribelle guidata proprio da al-Sharaa col <em>nome de guerre</em> <strong>Abu Mohammad Al-Jolani</strong> e dopo l&#8217;estensione dell&#8217;influenza geopolitica della Turchia alla Siria, la dinamica di confronto tra Ankara e Tel Aviv si è rafforzata, con la prima che non ha fatto mistero di considerare il Paese levantino una sua proiezione, ha rafforzato la <strong>retorica panislamica</strong> contro lo Stato Ebraico per Gaza e le altre guerre ove è coinvolto e ha iniziato a espandere le sue ambizioni militari e diplomatiche. Israele non è rimasta a guardare e ha <strong>dapprima colpito pesantemente la Siria</strong> per obliterare le capacità militari del governo di al-Sharaa e poi ha cercato il colpo grosso contro l&#8217;Iran per proseguire un processo di ridisegnamento del Medio Oriente interrotto dal cessate il fuoco con Teheran.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Baku media sulla Siria per riavvicinare Turchia e Israele</h2>



<p>Tutto sembrava convergere per fare del confronto Ankara-Tel Aviv un punto di svolta futuro possibile per il Medio Oriente, come ha scritto sul <a href="https://www.ft.com/content/a0648ab9-a169-4451-bd4f-a7279b5235cf"><em>Financial Times</em> Aslı Aydıntaşbaş, direttore del Turkey Project presso la Brookings Institution, ricordando che</a> &#8220;il conflitto è sia ideologico che geopolitico&#8221;, perché <strong>Recep Tayyip Erdogan e Benajmin Netanyahu</strong> sono sostenuti da ambiziosi alleati ultra-nazionalisti e &#8220;in una regione già instabile, un duello tra due delle forze armate più forti del Medio Oriente – entrambe alleate degli Stati Uniti – <strong>potrebbe ulteriormente erodere il fragile equilibrio di potere&#8221; nell&#8217;area.</strong> </p>



<p>Da qui la volontà di Baku di raffreddare tensioni che, altrimenti, eroderebbero il sistema di alleanze e di accelerare una trattativa capace di pagare pegno a tutti: alla Turchia, perché espander la legittimazione del protetto al-Sharaa è nel suo interesse; a Israele, che vuole con la distensione con Damasco veder riaffermata una sua posizione di forza; in ultima istanza anche a chi, come gli Usa, sperano in una ridefinizione a loro favorevole degli equilibri e delle tensioni regionali. </p>



<p><strong>L&#8217;Azerbaijan inizierà a fornire gas alla Siria via Turchia</strong> ma è al contempo uno dei <strong>maggiori acquirenti di armi israeliane</strong> e non potrebbe permettersi questa contraddizione. La sensazione è che Baku voglia, sostenuta da Ankara, cristallizzare i nuovi equilibri e creare una situazione favorevole a comporre il grande gioco mediorientale come patto di potere tra i maggiori attori coinvolti. E, en passant, sul breve periodo mostrare a chi come Iran e Russia ha avuto più da perdere dalla caduta di Assad che Ankara sta colmando alcuni vuoti politici. Un messaggio che va oltre il Medio Oriente, anche alla luce delle recenti tensioni tra Baku e Mosca e del recente conflitto dei dodici giorni tra Israele e Iran. Tra Medio Oriente e Caucaso molto è in ridefinizione. E tante strade portano, per ora, a Baku.</p>



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		<title>Una base turca in Azerbaijan? La mossa che può animare il Caucaso</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/una-base-turca-in-azerbaijan-la-mossa-che-puo-animare-il-caucaso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jul 2025 08:36:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Caucaso]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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<p>La Turchia aprirà una base militare in Azerbaijan? Le voci si rincorrono nel pieno della rovente estate geopolitica del Medio Oriente e del Caucaso in cui la salienza strategica di Baku si è decisamente consolidata. Eldar Namazov, ex capo dell&#8217;amministrazione presidenziale sotto Heydar Aliyev, padre dell&#8217;attuale capo dello Stato Ilham Aliyev, ha proposto nei giorni &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/una-base-turca-in-azerbaijan-la-mossa-che-puo-animare-il-caucaso.html">[...]</a></p>
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<p>La <strong>Turchia aprirà una base militare in Azerbaijan</strong>? Le voci si rincorrono nel pieno della rovente estate geopolitica del Medio Oriente e del Caucaso in cui la salienza strategica di Baku si è decisamente consolidata. Eldar Namazov, ex capo dell&#8217;amministrazione presidenziale sotto Heydar Aliyev, padre dell&#8217;attuale capo dello Stato Ilham Aliyev, ha proposto nei giorni scorsi l&#8217;istituzione di una base di Ankara nel territorio dell&#8217;ex repubblica sovietica dopo che tra Russia e Azerbaijan i rapporti diplomatici erano precipitati ai minimi storici, facendo pensare a nuovi sviluppi nel Caucaso. </p>



<p>La notizia viene da una voce importante della politica azera, sei mesi dopo che lo stesso Aliyev aveva smentito un&#8217;ipotesi analoga e lascia presagire l&#8217;ipotesi di colloqui a alto livello con il governo di <strong>Recep Tayyip Erdogan. </strong><a href="https://aze.media/a-turkish-base-in-azerbaijan-political-analysts-are-mistaken/">Le smentite ufficiali</a> possono servire oggi a <strong>guadagnare tempo, ma è indubbio che un importante cambio di passo strategico</strong> sia in atto nella visione del mondo di Baku. La diplomazia che l&#8217;Azerbaijan definisce &#8220;multivettoriale&#8221; l&#8217;ha posto a cavallo tra più schemi d&#8217;influenza geopolitica. </p>



<p><strong>Baku è legata strettamente ad Ankara</strong> da motivi etnici, diplomatici, economici, politici. Al contempo, persegue un&#8217;alleanza <strong>strategica con Israele</strong>, in funzione anti-iraniana, ma vanta anche rapporti intensi con Stati come il Pakistan, che solo due giorni fa <a href="https://economictimes.indiatimes.com/news/international/world-news/azerbaijan-signs-usd-2-billion-investment-agreement-with-pakistan/articleshow/122261940.cms?from=mdr">ha concluso con il Paese ex sovietico un accordo d&#8217;investimento e commercio da 2 miliardi di dollari.</a> Il gas e il petrolio azero viaggiano verso l&#8217;Europa e fanno concorrenza a quello russo, ma al contempo prima della frattura <strong>delle ultime settimane l&#8217;Azerbaijan era anche un membro candidato dei Brics.</strong> L&#8217;ipotesi della base turca è vista da molte componenti della politica azera come funzionale a solidificare una complessa somma d&#8217;interessi che rischia però di apparire spesso molto gassosa e volatile. E in un contesto di grandi tensioni tra gli stessi partner di Baku impone una scelta di priorità che non può non andare in direzione della <strong>relazione speciale con la Turchia.</strong></p>



<p>Se le voci dovessero concretizzarsi, Erdogan metterebbe a terra un <strong>ulteriore tassello della sua proiezione geostrategica</strong> già emersa attivamente con <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-accordo-tra-turchia-e-israele-per-evitare-scontri-in-siria.html">l&#8217;appoggio alla nascita del nuovo governo siriano</a> e riuscendo al contempo a mostrare la sua primazia su Israele nella gerarchia degli alleati di Baku, a mandare un messaggio volto a irretire la Russia, nazione amica-rivale al tempo stesso, nel suo estero vicino e a <strong>guardar da vicino l&#8217;Iran</strong>, fungendo al contempo da deterrente per uno scontro di confine tra Teheran e Baku. In prospettiva guardando al <a href="https://aze.media/turkiye-pakistan-azerbaijan-trilateral-defence-cooperation/">rafforzamento del triangolo Baku-Ankara-Islamabad che garantisce profondità strategica ai Paesi membri,</a> clienti all&#8217;industria della Difesa turca e visione strategica allo Stato anatolico sull&#8217;asse euroasiatico. In un ordine mondiale caotico, la volontà della <a href="https://it.insideover.com/politica/turchia-india-america-latina-un-nuovo-triangolo-geopolitico-in-espansione.html">Turchia</a> di espandere le sue posizioni e sfere d&#8217;influenza resta un elemento di continuità coltivato da Ankara con attenzione e pazienza strategica.</p>



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		<title>Ex Ilva, ora l&#8217;Azerbaigian vuole l&#8217;acciaio di Taranto</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/ex-ilva-ora-lazerbaigian-vuole-lacciaio-di-taranto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Feb 2025 17:17:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201115432296_46b2a1dabbe2faff2cb7599305674601.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201115432296_46b2a1dabbe2faff2cb7599305674601.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201115432296_46b2a1dabbe2faff2cb7599305674601-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201115432296_46b2a1dabbe2faff2cb7599305674601-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201115432296_46b2a1dabbe2faff2cb7599305674601-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201115432296_46b2a1dabbe2faff2cb7599305674601-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201115432296_46b2a1dabbe2faff2cb7599305674601-1536x1026.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sarebbe l'azera Baku Steel l'azienda favorita per rilevare le acciaierie di Taranto che il governo Meloni vuole vendere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/ex-ilva-ora-lazerbaigian-vuole-lacciaio-di-taranto.html">Ex Ilva, ora l&#8217;Azerbaigian vuole l&#8217;acciaio di Taranto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201115432296_46b2a1dabbe2faff2cb7599305674601.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201115432296_46b2a1dabbe2faff2cb7599305674601.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201115432296_46b2a1dabbe2faff2cb7599305674601-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201115432296_46b2a1dabbe2faff2cb7599305674601-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201115432296_46b2a1dabbe2faff2cb7599305674601-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201115432296_46b2a1dabbe2faff2cb7599305674601-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201115432296_46b2a1dabbe2faff2cb7599305674601-1536x1026.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sarebbe l&#8217;azera <strong>Baku Steel</strong> l&#8217;azienda favorita per rilevare le <a href="https://it.insideover.com/economia/crisi-stmicroelectronis-e-acciaierie-ditalia-lindustria-italiana-a-un-bivio.html"><strong>acciaierie di Taranto</strong> su cui il <strong>governo Meloni</strong></a> ha aperto una gara pubblica che si chiuderà nella giornata di<strong> venerdì14 febbraio.</strong> Secondo quanto rilevato per primo da <em>Il Messaggero</em>, il gruppo azero avrebbe messo sul piatto <strong>un miliardo di euro per rilevare Acciaierie d&#8217;Italia</strong>, l&#8217;azienda in amministrazione controllata che gestisce l&#8217;erede della Finsider e dell&#8217;Ilva, protagonista della storia siderurgica del Paese.</p>



<p>Ad oggi, la grande sfida per la produzione di acciaio italiana sarà quella di garantire un rilancio dell&#8217;Ilva e della sua produzione siderurgica finalizzata ad alimentare il ciclo industriale del Paese coniugano la <strong>sostenibilità economica, la decarbonizzazione e il potenziamento della tecnologia</strong> disponibile in uno degli ultimi grandi impianti ad altoforno d&#8217;Europa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una serie di gestioni critiche</h2>



<p>La crisi delle acciaierie di Taranto è profonda e su<a href="https://it.insideover.com/ambiente/le-conseguenze-industriali-della-sentenza-ilva.html"> queste colonne ne abbiamo parlato diffusamente</a>. Dieci anni fa la produzione del gruppo era superiore ai <strong>6 milioni di tonnellate</strong>. Lo scorso anno, dopo diverse gestioni critiche tra la fine dell&#8217;era della famiglia Riva, la disastrosa parentesi di ArcelorMittal e il tramonto di Acciaierie d&#8217;Italia, nella città pugliese <strong>sono stati prodotti meno di 2,3 milioni di tonnellate d’acciaio</strong>, un calo di due terzi che ha prodotto danni al sistema-Paese.</p>



<p><a href="https://www.industriaitaliana.it/1-miliardo-decarbonizzazione-ex-ilva-acciaierie-di-italia-in-as-ilva-in-as-dri-ditalia/">Come ricostruito da Industria Italiana</a>, sono almeno una decina le cordate interessate al gruppo tarantino: Baku Steel, sostenuta da Azerbaijan Investment Company Ojsc, mira all&#8217;intero polo ed è in concorrenza con il ticket formato dal fondo Usa Bedrock Industries Management e dal colosso indiano Jindal Steel. A favorire gli azeri sarebbe la volontà di portare in città anche una nave gasiera per rifornire l&#8217;impianto di energia diretta e a basso costo tramite gas naturale liquefatto. </p>



<p><strong>Restano grandi dubbi sul fatto che la vendita dell&#8217;azienda debba essere</strong> l&#8217;unica <strong>strategia operabile</strong>. In quest&#8217;ottica, infatti, <strong>la privatizzazione completa</strong> dell&#8217;ex Ilva può far uscire dal perimetro statale un asset chiave per l&#8217;economia e l&#8217;industria italiana in una fase di calo della produzione e rischio recessione. <strong>Non sono state vagliate altre strade? Quali gruppi nazionali potrebbero mantenere un presidio di italianità? Le prospettive di decarbonizzazione sono concrete</strong> e associabili al <strong>rilancio della produzione?</strong> Queste domande resteranno insolute finché un compratore definitivo non sarà scelto. E per l&#8217;Ilva parleremo, sempre e comunque, di un percorso costellato di grandi dubbi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/ex-ilva-ora-lazerbaigian-vuole-lacciaio-di-taranto.html">Ex Ilva, ora l&#8217;Azerbaigian vuole l&#8217;acciaio di Taranto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Turchia-Azerbaijan-Israele, un triangolo del petrolio per arginare l&#8217;Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/turchia-azerbaijan-israele-un-triangolo-del-petrolio-per-arginare-liran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2025 07:52:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="733" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Ilham_Aliyev_and_Rajap_Tayyip_Erdogan_at_the_2020_Victory_parade_2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Ilham_Aliyev_and_Rajap_Tayyip_Erdogan_at_the_2020_Victory_parade_2.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Ilham_Aliyev_and_Rajap_Tayyip_Erdogan_at_the_2020_Victory_parade_2-600x367.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Ilham_Aliyev_and_Rajap_Tayyip_Erdogan_at_the_2020_Victory_parade_2-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Ilham_Aliyev_and_Rajap_Tayyip_Erdogan_at_the_2020_Victory_parade_2-1024x625.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Ilham_Aliyev_and_Rajap_Tayyip_Erdogan_at_the_2020_Victory_parade_2-768x469.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il triangolo del petrolio Turchia-Azerbaijan-Israele per arginare l'Iran si va consolidando. Ecco tutti gli scenari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/turchia-azerbaijan-israele-un-triangolo-del-petrolio-per-arginare-liran.html">Turchia-Azerbaijan-Israele, un triangolo del petrolio per arginare l&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="733" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Ilham_Aliyev_and_Rajap_Tayyip_Erdogan_at_the_2020_Victory_parade_2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Ilham_Aliyev_and_Rajap_Tayyip_Erdogan_at_the_2020_Victory_parade_2.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Ilham_Aliyev_and_Rajap_Tayyip_Erdogan_at_the_2020_Victory_parade_2-600x367.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Ilham_Aliyev_and_Rajap_Tayyip_Erdogan_at_the_2020_Victory_parade_2-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Ilham_Aliyev_and_Rajap_Tayyip_Erdogan_at_the_2020_Victory_parade_2-1024x625.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Ilham_Aliyev_and_Rajap_Tayyip_Erdogan_at_the_2020_Victory_parade_2-768x469.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Colpito duramente l&#8217;<strong>Iran in Siria</strong> con la <a href="https://it.insideover.com/dossier/i-dieci-giorni-che-hanno-sconvolto-la-siria">caduta del regime di <strong>Bashar al-Assad</strong></a>, stretto alleato di Teheran in Medio Oriente, la <strong>Turchia di Recep Tayyip Erdogan</strong> non lascia, raddoppia. Sfruttando l&#8217;asse privilegiato con l&#8217;Azerbaijan, Paese strettamente alleato ad Ankara e rivale di Teheran, il Paese anatolico e il suo leader <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> stanno costruendo un&#8217;architettura securitaria orientata a mettere sotto pressione l&#8217;Iran, e in quest&#8217;ottica anche l&#8217;<strong>energia</strong> acquisisce un ruolo fondamentale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La nuova corsa dell&#8217;Azerbaijan agli investimenti in Turchia</h2>



<p>Nella giornata del 6 gennaio Socar, la compagnia energetica dell&#8217;Azerbaijan controllata dal governo di Baku, ha annunciato <strong>investimenti per oltre 17 miliardi di dollari</strong> in Turchia, nelle reti e nell&#8217;industria energetica del Paese. In particolare, nota <em><a href="https://www.turkishminute.com/2025/01/06/socar-to-invest-7-billion-in-turkish-energy-sector-amid-criticism-of-oil-trade-with-israel2/">Turkish Minute,</a></em> Socar &#8220;prevede di realizzare diversi nuovi impianti di produzione di poliolefine per espandere la capacità della sua unità Petkim, il che dovrebbe ridurre la dipendenza della Turchia dai prodotti petrolchimici importati&#8221;. <strong>Greggio azero passante tramite l&#8217;oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan, </strong>che trasporta il petrolio del Paese ex sovietico dal Mar Caspio al Mediterraneo attraverso la Turchia, diverrà, in terra anatolica, oggetto di raffinazione, unendo ulteriormente i due Stati.</p>



<p>Tutto questo mentre, nel frattempo, dopo la caduta di Assad rivendicata come un successo turco a Damasco dal ministro degli Esteri <strong>Hakan Fidan</strong>, sul fronte energetico, di fatto, la Turchia mette sotto pressione l&#8217;Iran. A partire dal 29 dicembre è stata <strong>eliminata dal Governo di Erdogan</strong> l&#8217;esenzione fiscale per il carburante dei trasportatori iraniani che passano attraverso i valichi di frontiera, tra cui quello maggiore di Bazargan.</p>



<p><a href="https://www.intellinews.com/turkey-iran-border-dispute-escalates-over-new-fuel-tax-360066/?source=turkey">Come ricorda <em>bneIntellinews</em>,</a> &#8220;gli autotrasportatori iraniani sono ora obbligati a pagare una pesante imposta pari al 155% della tassa speciale sui consumi, in base alla capacità massima dei loro serbatoi di carburante&#8221;, potenzialmente <strong>in grado di costare fino a mille dollari a tratta</strong>. Pensata ufficialmente per evitare il contrabbando di carburante oltre confine, la mossa è una manovra economica volta a rendere più onerosi i consumi energetici delle imprese e dei trasportatori iraniani, <strong>rendendo più costosa la rotta dalla Repubblica Islamica alla Turchia.</strong> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un assist a Israele</h2>



<p>Chi potrebbe beneficiarne? Probabilmente i traffici attraverso la <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-siria-ora-entra-nella-via-della-seta-quella-turca-pero.html#google_vignette">Strada dello Sviluppo Orientale,</a> il corridoio verso <a href="https://it.insideover.com/economia/dal-golfo-persico-alleuropa-via-iraq-e-turchia-con-un-progetto-made-in-italy-cosi-cambia-il-medio-oriente.html">Iraq</a> e Oceano Indiano</strong> con cui la Turchia vuole diventare hub di interconnessione euro-asiatica verso il Vecchio Continente, un progetto a cui hanno aderito sia le autorità di Baghdad sia i nuovi governanti siriani. Una mossa di contenimento all&#8217;Iran che difficilmente potrà dispiacere a Israele. Paese con cui Ankara vive un gioco delle parti fatto di <strong>rivalità retoriche e sostanziale complementarietà geopolitica</strong>.</p>



<p>Il contrasto all&#8217;Iran, che passa per sfide infrastrutturali ed energia, è <strong>interesse comune di Ankara e Tel Aviv.</strong> I quali hanno fatto dell&#8217;Azerbaijan, comune alleato, un punto d&#8217;incontro. Non a caso Socar, primo investitore straniero in Turchia, <strong>invia regolarmente petrolio in Israele da Ceyhan, Turchia, </strong>nonostante le continue mosse di Erdogan per criticare Israele a Gaza. Ma alla prova dei fatti, sul campo, Erdogan non fa mai nulla che può danneggiare direttamente Tel Aviv, e la comune ostilità all&#8217;Iran è una bussola comune. A pensare male del resto, si fa peccato. Ma molto spesso ci si azzecca&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/turchia-azerbaijan-israele-un-triangolo-del-petrolio-per-arginare-liran.html">Turchia-Azerbaijan-Israele, un triangolo del petrolio per arginare l&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Aereo abbattuto: “La Russia deve chiedere scusa”. Nuova crisi diplomatica Mosca-Baku?</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/aereo-abbattuto-la-russia-deve-chiedere-scusa-nuova-crisi-diplomatica-mosca-baku.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Dec 2024 11:36:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="720" height="415" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/S22SKO5H2RLN7P7G6MNMCV5ZQQ.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/S22SKO5H2RLN7P7G6MNMCV5ZQQ.jpg 720w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/S22SKO5H2RLN7P7G6MNMCV5ZQQ-600x346.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/S22SKO5H2RLN7P7G6MNMCV5ZQQ-300x173.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></p>
<p>Il drammatico incidente aereo del volo J28243 Baku – Groznij della compagnia Azerbaijan Airlines rischia di innescare una nuova crisi diplomatica tra Mosca e Baku? Dopo gli avvenimenti delle ultime ore e soprattutto, le dichiarazioni del Presidente dell’Azerbaijan Ilham Aliyev rivolte alle autorità russe, questo rischio si è fatto decisamente concreto, aprendo un nuovo scenario &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/aereo-abbattuto-la-russia-deve-chiedere-scusa-nuova-crisi-diplomatica-mosca-baku.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="720" height="415" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/S22SKO5H2RLN7P7G6MNMCV5ZQQ.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/S22SKO5H2RLN7P7G6MNMCV5ZQQ.jpg 720w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/S22SKO5H2RLN7P7G6MNMCV5ZQQ-600x346.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/S22SKO5H2RLN7P7G6MNMCV5ZQQ-300x173.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></p>
<p><strong>Il drammatico incidente aereo del volo J28243 Baku – Groznij della compagnia <em>Azerbaijan Airlines </em>rischia di innescare una nuova crisi diplomatica tra Mosca e Baku?</strong> Dopo gli avvenimenti delle ultime ore e soprattutto, le dichiarazioni del Presidente dell’<a href="https://it.insideover.com/ambiente/cop-29-in-azerbaigian-un-fallimento-annunciato.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Azerbaijan </a>Ilham Aliyev rivolte alle autorità russe, questo rischio si è fatto decisamente concreto, aprendo un nuovo scenario d’instabilità politica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La conferma di Mosca: l’aereo è stato accidentalmente abbattuto</h2>



<p>Il volo della compagnia azera con a bordo 67 persone, com’è ormai noto, avrebbe dovuto raggiungere la capitale cecena nella giornata del 25 dicembre. Tuttavia, a causa di guasti e malfunzionamenti, su cui sono ancora in corso indagini, ha dovuto effettuare <strong>un atterraggio di emergenza nella città kazaka di Atkau, dove però, l’aereo ha preso fuoco causando la morte di 38 persone</strong>, tra passeggeri e membri dell’equipaggio. Sebbene in un primissimo momento era stata avanzata l’ipotesi di problemi tecnici dovuti al maltempo nella regione di Groznij e alla presenza di uno stormo di uccelli che avrebbe danneggiato i motori, <strong>l’ipotesi, ben più problematica, che l’aereo sia invece stato abbattuto, è infine stata confermata</strong> nelle ultime ore.</p>



<p>Le immagini del velivolo con sospetti fori all&#8217;esterno, così come un’ala danneggiata, ripresi dai passeggeri ancora in volo, hanno infatti fatto il giro del modo, sollevando i primi sospetti, poi confermati dalle autorità sia della Federazione Russa, che dell’Azerbaijan:<strong> a causa di un probabile attacco di </strong><a href="https://meduza.io/feature/2024/12/26/samolet-azerbaijan-airlines-veroyatno-sbili-rossiyskie-sily-pvo-pri-krushenii-pogibli-grazhdane-azerbaydzhana-kazahstana-i-rossii" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>droni delle forze armate ucraine verso la regione della Cecenia</strong> – come riportato da diversi media russi </a>– <strong>la difesa antiaerea russa, nell’intervenire, ha accidentalmente abbattuto l’aereo di <em>Azerbaijan Airlines</em></strong>, su cui si trovavano 37 cittadini azeri, 16 russi, 6 kazaki e 3 kirghizi. Nonostante la prontezza del pilota e dell’equipaggio nel riportare a terra il mezzo, pur in condizioni critiche, solo 29 persone sono riuscite infine a salvarsi, di cui molte restano però, ancora ricoverate in ospedale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="640" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/04096d33-azerbaijan-airlines-crash-26122024-creative-commons-1024x640.webp" alt="" class="wp-image-450824" style="width:688px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/04096d33-azerbaijan-airlines-crash-26122024-creative-commons-1024x640.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/04096d33-azerbaijan-airlines-crash-26122024-creative-commons-600x375.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/04096d33-azerbaijan-airlines-crash-26122024-creative-commons-300x188.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/04096d33-azerbaijan-airlines-crash-26122024-creative-commons-768x480.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/04096d33-azerbaijan-airlines-crash-26122024-creative-commons-1536x960.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/04096d33-azerbaijan-airlines-crash-26122024-creative-commons.webp 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Ambulanze e soccorritori ad Atkau il 25 dicembe, nel luogo dove l&#8217;aereo ha effettuato un atterraggio di emergenza in condizioni critiche</em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il commento del Presidente dell’Azerbaijan: “La Russia deve chiedere scusa”</h2>



<p>Proprio circa l’ipotesi di abbattimento, negli ultimi giorni si è diffusa la notizia di <strong>una telefonata “di chiarimento”, che sarebbe intercorsa tra il Presidente russo Vladimir Putin, e quello azero, Ilham Aliyev,</strong> nella mattina del 28 dicembre. Per questo il Presidente azero ha infine deciso di commentare la vicenda anche personalmente, attraverso un’ampia <a href="https://www.trend.az/azerbaijan/politics/3988575.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">intervista con il canale tv azero <em>Trend News Agency.</em></a></p>



<p><strong>“In primo luogo, la Russia deve chiedere scusa davanti al popolo azero” </strong>ha dichiarato Aliyev ai microfoni di <em>Trend News Agency, </em>aggiungendo anche che “In secondo luogo, la Russia <strong>deve ammettere la propria colpa e in terzo luogo, deve punire i colpevoli, obbligandoli a rispondere delle loro azioni.</strong> Inoltre, deve ripagare un compenso allo Stato azero, ai passeggeri coinvolti e ai membri dell’equipaggio. Queste sono le nostre condizioni.” Una presa di posizione ferma e certamente necessaria, visto il diretto coinvolgimento di decine di cittadini azeri, che crea però una nuova “crepa” nei rapporti con la Russia.</p>



<p>Aliyev ha infatti aggiunto anche che, oltre “colpa” da parte russa, è evidente che <strong>il volo sia stato reso “ingovernabile” a causa di un “bersagliamento da terra”</strong> non lontano dalla città di Groznij. Un “bersagliamento”, dovuto, sempre stando alle parole del Presidente azero, a un <strong>“cyber attacco militare” </strong>dal territorio russo, che avrebbe reso il mezzo impossibile da pilotare.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Video showing traces of harmful elements on the Azerbaijani plane that crashed in Kazakhstan🤔 <a href="https://t.co/qhDXrDAgdR">pic.twitter.com/qhDXrDAgdR</a></p>&mdash; Nurlan Mededov🇦🇿🇹🇷 (@mededov_nurlan) <a href="https://twitter.com/mededov_nurlan/status/1871921422903488793?ref_src=twsrc%5Etfw">December 25, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Video e immagini che hanno fatto il giro del mondo, dove i sospetti fori e danni sull&#8217;aereo di <em>Azerbaijan Airlnes </em>sono evidenti</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Prime ritorsioni dell’Azerbaijan alla Russia? Limite al regime senza visti per i russi</h2>



<p>Proprio per queste ragioni, seppur Aliyev abbia dichiarato di “accettare le scuse”, <strong>le autorità azere hanno rifiutato la proposta russa di condurre indagini congiunte sulle dinamiche dell’incidente</strong>. La scatola nera dell’aereo verrà infatti spedita dalle autorità del Kazakistan – dove è atterrato l’aereo – verso il Brasile &#8211; dove l’aereo è stato prodotto &#8211; per permettere d’indagare sull’incidente in piena trasparenza, come ha dichiarato il governo di Astana nelle ultime ore, dopo alcune consultazioni con Baku e Mosca.</p>



<p>Tuttavia, da parte dell’Azerbaijan sono già arrivate delle prime mosse di “ritorsione” verso al Federazione Russa: il 29 dicembre il premier azero Ali Asadov ha infatti firmato un documento straordinario per <strong>annullare il “regime senza visti” finora concesso ai cittadini russi per visite di 180 giorni</strong>, <strong>riducendo questo intervallo a 90.</strong> Una mossa apparentemente innocua, che riduce però la libera circolazione e permanenza all&#8217;estero dei cittadini russi, già ampiamente compromessa dalle numerose sanzioni occidentali, circa i viaggi in Europa e negli Stati Uniti.</p>



<p>Non è chiaro se la limitazione dei visti sia temporanea e quali conseguenze avrà nell’immediato, ma certamente è un primo segnale di rottura, che potrebbe compromettere ulteriormente i rapporti di Mosca e Baku. <strong>“Come in tutte le questioni di politica estera&#8230; La parte azera procederà in conformità con i principi di parità e reciprocità”</strong>, ha commentato il portavoce del Ministero degli Esteri azero Ayhan Hajizade rispetto alle nuove norme, dove un raffreddamento dei rapporti reciproci è sempre più evidente, anche a causa, ancora una volta, di conseguenze indirette del conflitto russo-ucraino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/aereo-abbattuto-la-russia-deve-chiedere-scusa-nuova-crisi-diplomatica-mosca-baku.html">Aereo abbattuto: “La Russia deve chiedere scusa”. Nuova crisi diplomatica Mosca-Baku?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Cop29 dell&#8217;Azerbaijan: si parlerà di tutto, ma non del clima?</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/greenwashing-diritti-negati-leredita-del-nagorno-karabakh-sullazerrbaijan-lombra-di-una-cop-in-cui-non-si-parlera-di-clima.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2024 16:20:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[COP29]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite (Onu)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1374" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241018093748209_c9f4a6f99086a56302a5e756bb38b728.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241018093748209_c9f4a6f99086a56302a5e756bb38b728.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241018093748209_c9f4a6f99086a56302a5e756bb38b728-600x429.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241018093748209_c9f4a6f99086a56302a5e756bb38b728-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241018093748209_c9f4a6f99086a56302a5e756bb38b728-1024x733.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241018093748209_c9f4a6f99086a56302a5e756bb38b728-768x550.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241018093748209_c9f4a6f99086a56302a5e756bb38b728-1536x1099.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Manca quasi un mese all&#8217;inizio della Cop29 di Baku, capitale dell&#8217;Azerbaijan, ma la sensazione è che di tutto, potenzialmente, si parlerà fuorché di clima nella conferenza annuale delle Nazioni Unite sul tema che dopo le tappe in Egitto (2022) e negli Emirati Arabi (2023) tocca quest&#8217;anno la repubblica ex sovietica. Le Ong come Human Rights &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/greenwashing-diritti-negati-leredita-del-nagorno-karabakh-sullazerrbaijan-lombra-di-una-cop-in-cui-non-si-parlera-di-clima.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1374" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241018093748209_c9f4a6f99086a56302a5e756bb38b728.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241018093748209_c9f4a6f99086a56302a5e756bb38b728.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241018093748209_c9f4a6f99086a56302a5e756bb38b728-600x429.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241018093748209_c9f4a6f99086a56302a5e756bb38b728-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241018093748209_c9f4a6f99086a56302a5e756bb38b728-1024x733.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241018093748209_c9f4a6f99086a56302a5e756bb38b728-768x550.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241018093748209_c9f4a6f99086a56302a5e756bb38b728-1536x1099.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Manca quasi un mese all&#8217;inizio della <strong>Cop29 di Baku</strong>, capitale dell&#8217;Azerbaijan, ma la sensazione è che di <strong>tutto, potenzialmente, si parlerà fuorché di clima</strong> nella conferenza annuale delle Nazioni Unite sul tema che dopo le tappe in Egitto (2022) e negli Emirati Arabi (2023) tocca quest&#8217;anno la repubblica ex sovietica. </p>



<p>Le Ong come Human Rights Watch <strong>denunciano la carcerazione di attivisti e oppositori</strong> al regime di Ilham Aliyev mentre all&#8217;ombra dell&#8217;Azerbaijan continuano le critiche per la condotta di Baku tra il 2020 e il 2023 nel conflitto del Nagorno-Karabakh. Le due aggressioni al territorio conteso con l&#8217;Armenia hanno prodotto l&#8217;occupazione di Baku del territorio e per molti osservatori rischiano di aprire la strada all&#8217;esodo dei civili di lingua e cultura armena da quello che a Erevan è chiamato Artsakh. </p>



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<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/le-elezioni-in-azerbaijan-e-le-incognite-sul-futuro-di-baku.html">Azerbaijan, un&#8217;autocrazia con cui fare i conti</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Infine, <strong>l&#8217;Azerbaijan</strong> si presenta alla guida del Cop29 come Paese estremamente dipendente dal gas naturale estratto nel Mar Caspio e dal mercato mondiale delle risorse fossili. <a href="https://economiacircolare.com/cop29-azerbaijan-italia/">Per <em>EconomiaCircolare.com</em></a>, tra i portali italiani di riferimento sull&#8217;economia della transizione energetica, da una Cop all&#8217;altra &#8220;l’Azerbaijan è stato uno dei pochi paesi ad aver <strong>indebolito i propri obiettivi</strong> climatici quando sono stati presentati alla fine del 2023&#8243;. E secondo molti critici intende usare per il &#8220;greenwashing&#8221; la presenza della Cop nel Paese.</p>



<p>Le criticità del Paese ospitante esistono e sono palesi. Ma ridurre alle questioni interne e globali dell&#8217;Azerbaijan tutti i limiti della Cop sarebbe riduttivo. <strong>La verità dei fatti è che la lotta al cambiamento climatico</strong> nelle sue varie forme indicata come sfida globale a cui dare soluzioni comuni e trasversali all&#8217;umanità riflette un&#8217;epoca di positiva fiducia nel multilateralismo e nel coordinamento tra nazioni che alla prova dei fatti si è sgretolata nell&#8217;ultimo trentennio. E lo ricorda bene <em>EconomiaCircolare.com</em>: &#8220;La <strong>diplomazia del clima</strong>, infatti, è materia complessa che tiene insieme <strong>esigenze nazionali e prospettive globali</strong>, ineguaglianze sociali e strategie politiche, questioni emergenziali e sistemiche&#8221;. E in tempi di <strong>crisi della globalizzazione</strong> il multilateralismo, di per sé, non va di moda ed emerge il <a href="https://it.insideover.com/ambiente/la-guerra-della-transizione-energetica-e-la-battaglia-mondiale-del-clima.html"><strong>braccio di ferro geopolitico tra Paesi</strong> </a>per controllare le rotte della transizione energetica, vero oggetto del contendere in una partita che è industriale, tecnologica e commerciale e vede da un lato emergere con forza la Cina e dall&#8217;altro muoversi alla rincorsa i Paesi occidentali.</p>



<p>Alla critica &#8211; comprensibile &#8211; per le zone d&#8217;ombra che circondano il Paese non si può dunque, in quest&#8217;ottica, non aggiungere un&#8217;indubbia curiosità per le mosse che farà l&#8217;Azerbaijan, <strong>Paese che interpreta al meglio lo spirito del tempo</strong> di questa epoca di &#8220;globalizzazione-arcipelago&#8221;: <strong>Paese musulmano a maggioranza sciita e di etnia turca</strong>, rivale dell&#8217;Iran e alleato di <a href="https://it.insideover.com/politica/la-siria-dopo-gaza-unaltra-capriola-di-erdogan-che-netanyahu-spinge-verso-russia-e-iran.html">Turchia e Israele, Paesi tra di loro in contrapposizione,</a> è al contempo <strong>indiziato speciale per essere partner privilegiato nel campo dell&#8217;energia</strong> per l&#8217;Unione Europea intenta a disaccoppiarsi dal gas russo ma al contempo intende entrare nei Brics guidati proprio da Mosca e dalla Cina. <strong>Titolare di </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/il-successo-della-politica-estera-multivettoriale-dellazerbaigian.html"><strong>una diplomazia &#8220;multivettoriale&#8221;</strong>,</a> l&#8217;Azerbaijan gioca su molti tavoli e anche quello del Cop29, piaccia o meno, è uno di questi, in quanto Baku porterà la voce dei Paese produttori di idrocarburi e ricchi delle finanze necessarie per animare la transizione a discussioni che saranno di per sé animate e complesse. E in cui si parlerà più di industria e energia, di finanza e di geopolitica, che di clima. Questo è il mondo della de-globalizzazione, bellezza. E l&#8217;Azerbaijan, con le sue mille contraddizioni, è forse il Paese che meglio ne incarna le dinamiche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/greenwashing-diritti-negati-leredita-del-nagorno-karabakh-sullazerrbaijan-lombra-di-una-cop-in-cui-non-si-parlera-di-clima.html">La Cop29 dell&#8217;Azerbaijan: si parlerà di tutto, ma non del clima?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I dilemmi del gas in Europa: perché l&#8217;Azerbaigian non è (per ora) la nuova Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/i-dilemmi-del-gas-in-europa-perche-lazerbaigian-non-e-per-ora-la-nuova-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2024 14:07:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1177" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240723080718345_91ca9aa368a957e0f1b8ffe1981cd384.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240723080718345_91ca9aa368a957e0f1b8ffe1981cd384.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240723080718345_91ca9aa368a957e0f1b8ffe1981cd384-600x368.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240723080718345_91ca9aa368a957e0f1b8ffe1981cd384-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240723080718345_91ca9aa368a957e0f1b8ffe1981cd384-1024x628.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240723080718345_91ca9aa368a957e0f1b8ffe1981cd384-768x471.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240723080718345_91ca9aa368a957e0f1b8ffe1981cd384-1536x942.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il dilemma del gas azero in Europa: perché Baku non è (per ora) la nuova Russia? Per diversi motivi strutturali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/i-dilemmi-del-gas-in-europa-perche-lazerbaigian-non-e-per-ora-la-nuova-russia.html">I dilemmi del gas in Europa: perché l&#8217;Azerbaigian non è (per ora) la nuova Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1177" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240723080718345_91ca9aa368a957e0f1b8ffe1981cd384.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240723080718345_91ca9aa368a957e0f1b8ffe1981cd384.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240723080718345_91ca9aa368a957e0f1b8ffe1981cd384-600x368.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240723080718345_91ca9aa368a957e0f1b8ffe1981cd384-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240723080718345_91ca9aa368a957e0f1b8ffe1981cd384-1024x628.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240723080718345_91ca9aa368a957e0f1b8ffe1981cd384-768x471.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240723080718345_91ca9aa368a957e0f1b8ffe1981cd384-1536x942.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Azerbaijan</strong> non sarà, per ora, la nuova Russia per le forniture del <strong>gas naturale</strong> all&#8217;Unione Europea. Al recente vertice britannico della Comunità Politica Europea il presidente Ilham Alyiev ha avuto <strong>diversi bilaterali</strong> con capi di governo europei ed alti esponenti della Commissione Europea ma non ha portato a casa <strong>quanto atteso da Baku:</strong> l&#8217;espansione degli accordi-quadro conclusi nel 2022 per aumentare le <strong>forniture di oro blu</strong> del Mar Caspio azero al mercato europeo in sostituzione di quello russo, in piani di fornitura strutturali e di lunghissimo periodo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Azerbaijan-Ue, flussi di gas in aumento. Ma&#8230; </h2>



<p>L&#8217;Azerbaijan, insomma, sperava di vedere la sua multinazionale energetica,<strong> Socar, </strong>diventare la <strong>nuova Gazprom</strong>. Vaqif Sadiqov, ambasciatore azero presso l&#8217;Ue, ha pressato Bruxelles: al Paese servono investimenti per <strong>garantire di poter sostenere l&#8217;aumento da 11,8 a 20 miliardi di metri cubi</strong> di gas naturale di forniture annue al mercato del Vecchio Continente concordato nel 2022.</p>



<p>&#8220;Tra gennaio e giugno, l&#8217;Azerbaijan ha esportato 6,4 miliardi di metri cubi di gas verso i paesi dell&#8217;Ue, circa un quarto della sua produzione totale&#8221;, ricorda il <a href="https://www.ft.com/content/99772c5e-6506-4331-82f3-90d9b6911ed5"><em>Financial Times</em>, che nota come </a>&#8220;negli ultimi tre anni, l&#8217;Azerbaijan ha aumentato i suoi flussi di gas verso l&#8217;Ue del 12%&#8221;. Quest&#8217;anno la previsione di Baku parla di un <strong>export totale destinato <a href="http://www.gasprocessingnews.com/news/2024/07/azerbaijan-says-it-will-raise-gas-exports-to-europe-to-13-bm3-in-2024/">a superare i 13 miliardi di metri cubi</a></strong> ma la prospettiva di un ulteriore aumento è tutta da verificare per almeno quattro motivi che raccontano molto delle <strong>criticità del mercato del gas contemporaneo</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un mercato strutturalmente bloccato</h2>



<p>Il primo è dovuto alle <strong>connotazioni strutturali degli investimenti europei nelle infrastrutture gasiere</strong>. Nel 2022 l&#8217;Europa ha diversificato via tubo con Algeria, Azerbaijan e Norvegia ma spinto soprattutto per gli investimenti in <strong>gas naturale liquefatto e rigassificatori</strong> volti a catturare quote crescenti di export del gas di Usa, Qatar e Paesi dell&#8217;Africa sub-sahariana. </p>



<p><strong>Una mossa che ha visto, ironia della sorte, la Russia tornare dalla finestra</strong> come secondo fornitore del mercato europeo nel maggio scorso. Ma che per tali investimenti, giocoforza, ha sacrificato quelli sulle reti: non a caso, la <strong>Banca Europea degli Investimenti e la Commissione Europea</strong> hanno finora esitato a sostenere lo sviluppo del Corridoio Meridionale del Gas che porta l&#8217;oro blu azero verso l&#8217;Europa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo dei consumi di gas</h2>



<p>C&#8217;è poi il secondo dato del <strong>trend declinante dei consumi di gas dell&#8217;Unione Europea</strong> che, complici i cambiamenti della generazione energetica e i risparmi imposti dal boom dei costi degli ultimi due anni, sta riducendo sensibilmente i consumi di gas. La domanda è calata del 13,3% nel 2022 e del 7,4% nel 2023, fermandosi a 12,72 Terajoule lo scorso anno. Per questo, le necessità di consumo saranno sempre più ristrette negli anni a venire. E questo impatterà su investimenti strutturali come quelli nelle reti con l&#8217;Azerbaijan.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fattore Russia</h2>



<p>Il terzo dato è da indicarsi nei <strong>consistenti rapporti che Baku intrattiene con la Russia</strong>. Paese a cui, indirettamente, ritornano parte degli investimenti sostenuti per comprare il gas azero. <a href="https://carnegieendowment.org/russia-eurasia/politika/2024/05/the-cost-of-russias-friendship-with-azerbaijan?lang=en&amp;center=russia-eurasia">Il <strong>Carnegie Endowment</strong> spiega che</a> &#8220;le esportazioni russe di petrolio e gas attraverso l’Azerbaigian sono aumentate in modo significativo dopo che la Russia ha perso l’accesso a gran parte del <strong>mercato europeo in seguito all’invasione dell’Ucraina</strong>. Ciò significa che &#8220;in inverno l’Azerbaigian può esportare una maggiore quantità del proprio gas e soddisfare la domanda interna con il gas russo. Allo stesso modo, le esportazioni di petrolio russo verso l’Azerbaigian sono quadruplicate nel 2023&#8221;.</p>



<p>Il pregiato gas azero permette guadagni in Europa, quello russo comprato a basso costo fornisce il mercato interno. Una triangolazione che certamente non va nella direzione del <strong>ridurre il peso di Mosca nel mercato internazionale, come desiderato dall&#8217;Ue rinunciando agli acquisti</strong> di oro blu da Mosca. E che spiega la freddezza con cui Baku ha colto la proposta ucraina di usare i gasdotti oggi sfruttati da Gazprom e passanti per il territorio controllato da Kiev<a href="https://www.politico.eu/article/eu-asks-azerbaijan-replace-russian-gas-transit-deal-ukraine-expiring/"> per inviare il suo gas verso l&#8217;Europa.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo politico</h2>



<p><strong><em>Last but not least</em></strong>, ci sono fattori palesi di matrice politica che <strong>remano contro un abbraccio più strutturale</strong> tra Europa e Azerbaijan. In sostanza ciò ha a che fare con il fatto che un accordo-quadro con Baku metterebbe l&#8217;Europa di fronte a una possibile incoerenza: come giustificare la rottura con la Russia in nome del rifiuto dell&#8217;offensiva di Mosca in Ucraina dopo che <strong>si fosse concluso un accordo con un Paese che due volte, nel 2020 e nel 2023, negli ultimi anni ha promosso una guerra d&#8217;aggressione</strong> attaccando le postazioni armene nella regione contesa del Nagorno-Karabakh?</p>



<p>Il <strong>dilemma azero è tutto qui</strong>, e a ciò si aggiungono le critiche relazioni tra la Francia e Baku, con Parigi che sostiene da tempo l&#8217;Armenia e ha accusato l&#8217;Azerbaijan di operazioni di disturbo in <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/guerra-ibrida-in-nuova-caledonia-perche-la-francia-accusa-azerbaijan-e-turchia.html">Nuova Caledonia</a></strong> a sostegno dei movimenti indipendentisti. Manovre politiche che, unite alle questioni economiche, sembrano rendere più incespicato il <strong>tappeto rosso tradizionalmente steso dall&#8217;Europa al regime di Aliyev</strong>. E rendere più complessi i legami su cui molti in Europa contavano per sostituire il gas<a href="https://it.insideover.com/energia/sorpresa-il-gas-russo-non-se-ne-ancora-andato-dalleuropa.html"> russo che, nel frattempo, non se ne va dall&#8217;Ue.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/i-dilemmi-del-gas-in-europa-perche-lazerbaigian-non-e-per-ora-la-nuova-russia.html">I dilemmi del gas in Europa: perché l&#8217;Azerbaigian non è (per ora) la nuova Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Nuova Caledonia: perché la Francia accusa Azerbaijan e Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/guerra-ibrida-in-nuova-caledonia-perche-la-francia-accusa-azerbaijan-e-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2024 08:06:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Francia percepisce l&#8217;assedio politico di Azerbaijan e Turchia in Nuova Caledonia? Parigi e i suoi servizi segreti hanno da diverse settimane messo in guardia circa la presenza di una &#8220;manina&#8221; estera nel fomentare le proteste che stanno agitando la collettività d&#8217;oltremare del Pacifico, strategica per le corpose risorse di nichel e per la proiezione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/guerra-ibrida-in-nuova-caledonia-perche-la-francia-accusa-azerbaijan-e-turchia.html">[...]</a></p>
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<p>La <strong>Francia</strong> percepisce l&#8217;assedio <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/nuova-caledonia-macron-e-lesercito-per-fermare-la-secessione.html">politico di <strong>Azerbaijan e Turchia</strong> in <strong>Nuova Caledonia?</strong></a> Parigi e i suoi servizi segreti hanno da diverse settimane messo in guardia circa la presenza di una &#8220;manina&#8221; estera nel <strong>fomentare le proteste che stanno agitando la collettività </strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/dal-mar-rosso-alla-tensione-nel-pacifico-ecco-la-sfida-per-la-liberta-di-navigazione-dei-mari.html"><strong>d&#8217;oltremare del Pacifico</strong>,</a> strategica per le corpose risorse di nichel e per la <strong>proiezione oceanica dell&#8217;Esagono</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La mano azera (e turca) dietro le proteste nella periferia della Francia globale</h2>



<p>Hanno fatto scalpore le bandiere azere comparse a Noumea nella protesta dell&#8217;etnia <strong>kanaki</strong>, seguita alla modifica dei diritti di voto da parte dell&#8217;Assemblea Nazionale di Parigi, che ha rinfocolato il sentimento indipendentista neocaledoniano già messo alla prova in tre referendum (2018, 2020, 2021) che hanno confermato i legami con Parigi.</p>



<p>Il tema è <strong>la questione geopolitica, chiara, della centralizzazione delle periferie</strong>. Oggi divenuta una chiave di lettura della geopolitica globale. A cui si aggiunge la questione della conflittualità ibrida, <strong>dalle guerre cognitive a quelle propagandistiche,</strong> che interessa molti scenari politici e diplomatici planetari. <strong>Gerard Darmanin, ministro degli Interni transalpino</strong>, lo ha esplicitato: la Francia ipotizza che Baku possa aver fomentato le proteste in risposta alle scelte transalpine<a href="https://www.linkedin.com/posts/andrea-muratore-a269b9192_aderiamo-alla-corte-penale-internazionale-activity-7108154941633929217-p36r/?trk=public_profile_like_view&amp;originalSubdomain=it"> sull&#8217;<strong>Armenia e il Nagorno-Karabakh</strong>,</a> aggrediti l&#8217;autunno scorso da Baku mentre Parigi sosteneva una soluzione negoziata e la fine dell&#8217;arbitrio della dittatura di Ilham Alyiev sulla regione contesa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal Caucaso alla Nuova Caledonia, &#8220;guerra ibrida&#8221; senza limiti</h2>



<p>Scenari, questi, che si inseriscono nella più ampia <strong>conflittualità a tutto campo tra Turchia e Francia</strong> per varie zone d&#8217;influenza: <a href="https://www.true-news.it/esclusiva-true/la-nuova-caledonia-e-una-polveriera-leredita-coloniale-francese-e-lo-strano-ruolo-dellazerbaijan">Baku è accusata perché vista come la <em>longa manus</em> di una Turchia </a>alleata della Francia nella Nato ma a essa intrinsecamente rivale. In uno scenario competitivo in cui dal Caucaso si arriva al Niger, <strong>dove l&#8217;arrivo di milizie turche</strong> al posto dei soldati francesi è dato per plausibile, si passa per il Corno d&#8217;Africa, ove la proiezione di Ankara è crescente, e ovviamente tutto culmina nei <strong>Balcani</strong>, in cui la penetrazione turca confligge con quella europea a trazione franco-tedesca per attrarre verso Bruxelles gli Stati in bilico non membri dell&#8217;Unione Europea, segnatamente Albania, Bosnia-Erzegovina e Serbia. Tanto che <a href="https://www.middleeasteye.net/news/french-report-blames-turkey-interference-new-caledonia-unrest">l&#8217;emittente francese <strong>Europe 1 è arrivata a paventare</strong> </a>esplicitamente il sostegno turco alle mosse destabilizzanti azere.</p>



<p>In quest&#8217;ottica <strong>la conflittualità politica</strong> si può scaricare in vario modo. <a href="https://eurasianet.org/azerbaijan-baku-denying-french-accusations-of-meddling-in-new-caledonia"><em>Eurasianet</em> ricorda come l&#8217;attenzione azera</a> sulle manovre neocaledoniane sia tutt&#8217;altro che nascosta: &#8220;il rancore dell&#8217;Azerbaigian per le  <a href="https://eurasianet.org/armenia-azerbaijan-macron-stirring-things-up-in-the-caucasus">relazioni speciali</a> franco-armene ha iniziato a ribollire nel 2023, durante la riconquista del Karabakh da parte di Baku. Il presidente azerbaigiano Ilham Aliyev ha cercato di escludere la Francia dal  <a href="https://eurasianet.org/azerbaijan-looks-to-italy-for-political-backing-in-karabakh-peace-process">processo di pace</a> in corso nel Karabakh . Ha anche cercato di condizionare la Francia in altri modi: denunciando quello che ha descritto come  <a href="https://eurasianet.org/azerbaijani-president-targets-french-neocolonialism">neocolonialismo francese</a> e incoraggiando<strong> la creazione del “<a href="https://www.azernews.az/nation/211951.html">Gruppo di iniziativa di Baku</a> contro il colonialismo francese”</strong>. Il gruppo ha organizzato una <a href="https://www.aa.com.tr/en/world/baku-initiative-group-holds-int-l-conference-on-decolonization/3146710">conferenza</a> in Turchia a febbraio, intitolata  <em>Decolonization: Awakening of the Renaissance </em>, alla quale hanno partecipato politici dei territori francesi&#8221;.</p>



<p>In quest&#8217;ottica, dal punto di vista di Baku e Ankara palesare l&#8217;attenzione per uno scenario e al contempo negare, come avviene, <strong>ogni ruolo</strong> equivale a un doppio bluff politico volto a condizionare Parigi, a proiettare potenza diplomatica e informativa, a ricordare nell&#8217;esplicita ammissione degli obiettivi politici come la moderna <strong>guerra ibrida si possa combattere, anche tra alleati, alla luce del sole</strong>, a colpi di dichiarazioni e manovre di disturbo. Come se la logica della conflittualità fosse ormai sdoganata, anche tra Paesi che è improbabile ipotizzare possano arrivare a un confronto diretto sulla base di scontri in teatri oggettivamente minori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Periferie al centro</h2>



<p>Il dato strategico da osservare è sul tema della <strong>centralizzazione delle periferie e della possibilità di una destabilizzazione a tutto campo</strong> di contesti critici anche ad opera di attori regionali o locali a grande distanza dal proprio territorio, col dovuto potenziale di intelligence, influenza e potere economico. <strong>Tra le capitali rivali dell&#8217;Occidente, in particolare Mosca e Pechino</strong>, ci sarà chi avrà preso appunti in questa fase in cui ogni periferia, come già nel 2022 scriveva<a href="https://it.insideover.com/politica/guerra-fredda-2-0-e-giunto-il-momento-delle-periferie.html"> con acume <strong>Emanuel Pietrobon su queste colonne</strong></a>, può esser trasformata in centro di un confronto destabilizzante. Vale per le manovre del blocco euroatlantico contro i suoi avversari (si pensi al tema dei diritti umani nella provincia cinese dello Xinjiang, periferia della periferia, usata come arma politica), vale anche sul fronte opposto. </p>



<p>Nei casi più radicali, notava Pietrobon, non fa differenza &#8220;che a destabilizzare una periferia sia il ponente oppure il levante, il fine è sempre il medesimo: si incendia l’edificio per inviare un monito all’intero quartiere, talvolta nella speranza-aspettativa che le fiamme avvolgano l’intero isolato&#8221;. In altri momenti &#8220;si appicca un rogo in cortile per costringere gli inquilini a uscire di casa, approfittando della loro distrazione per compiere azioni a sorpresa in perimetri lasciati senza guarnigione&#8221;. O per distrarre da altri teatri. In questo caso, fuor di metafora, <strong>costringere la Francia</strong> a guardare alla Nuova Caledonia significa ridurre la sua attenzione sull&#8217;Armenia (teatro d&#8217;interesse di Baku) o l&#8217;estero vicino turco (su cui Ankara si proietta). E mandare un messaggio circa la possibilità di ulteriori avventurismi geopolitici in zone di confronto: Parigi troverà rivali capaci di muoversi per colpirla ai fianchi. Ovvero alle periferie. Tutto alla luce del sole. Ma negando alla prova dei fatti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/guerra-ibrida-in-nuova-caledonia-perche-la-francia-accusa-azerbaijan-e-turchia.html">Nuova Caledonia: perché la Francia accusa Azerbaijan e Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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