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Il drammatico incidente aereo del volo J28243 Baku – Groznij della compagnia Azerbaijan Airlines rischia di innescare una nuova crisi diplomatica tra Mosca e Baku? Dopo gli avvenimenti delle ultime ore e soprattutto, le dichiarazioni del Presidente dell’Azerbaijan Ilham Aliyev rivolte alle autorità russe, questo rischio si è fatto decisamente concreto, aprendo un nuovo scenario d’instabilità politica.

La conferma di Mosca: l’aereo è stato accidentalmente abbattuto

Il volo della compagnia azera con a bordo 67 persone, com’è ormai noto, avrebbe dovuto raggiungere la capitale cecena nella giornata del 25 dicembre. Tuttavia, a causa di guasti e malfunzionamenti, su cui sono ancora in corso indagini, ha dovuto effettuare un atterraggio di emergenza nella città kazaka di Atkau, dove però, l’aereo ha preso fuoco causando la morte di 38 persone, tra passeggeri e membri dell’equipaggio. Sebbene in un primissimo momento era stata avanzata l’ipotesi di problemi tecnici dovuti al maltempo nella regione di Groznij e alla presenza di uno stormo di uccelli che avrebbe danneggiato i motori, l’ipotesi, ben più problematica, che l’aereo sia invece stato abbattuto, è infine stata confermata nelle ultime ore.

Le immagini del velivolo con sospetti fori all’esterno, così come un’ala danneggiata, ripresi dai passeggeri ancora in volo, hanno infatti fatto il giro del modo, sollevando i primi sospetti, poi confermati dalle autorità sia della Federazione Russa, che dell’Azerbaijan: a causa di un probabile attacco di droni delle forze armate ucraine verso la regione della Cecenia – come riportato da diversi media russi la difesa antiaerea russa, nell’intervenire, ha accidentalmente abbattuto l’aereo di Azerbaijan Airlines, su cui si trovavano 37 cittadini azeri, 16 russi, 6 kazaki e 3 kirghizi. Nonostante la prontezza del pilota e dell’equipaggio nel riportare a terra il mezzo, pur in condizioni critiche, solo 29 persone sono riuscite infine a salvarsi, di cui molte restano però, ancora ricoverate in ospedale.

Ambulanze e soccorritori ad Atkau il 25 dicembe, nel luogo dove l’aereo ha effettuato un atterraggio di emergenza in condizioni critiche

Il commento del Presidente dell’Azerbaijan: “La Russia deve chiedere scusa”

Proprio circa l’ipotesi di abbattimento, negli ultimi giorni si è diffusa la notizia di una telefonata “di chiarimento”, che sarebbe intercorsa tra il Presidente russo Vladimir Putin, e quello azero, Ilham Aliyev, nella mattina del 28 dicembre. Per questo il Presidente azero ha infine deciso di commentare la vicenda anche personalmente, attraverso un’ampia intervista con il canale tv azero Trend News Agency.

“In primo luogo, la Russia deve chiedere scusa davanti al popolo azero” ha dichiarato Aliyev ai microfoni di Trend News Agency, aggiungendo anche che “In secondo luogo, la Russia deve ammettere la propria colpa e in terzo luogo, deve punire i colpevoli, obbligandoli a rispondere delle loro azioni. Inoltre, deve ripagare un compenso allo Stato azero, ai passeggeri coinvolti e ai membri dell’equipaggio. Queste sono le nostre condizioni.” Una presa di posizione ferma e certamente necessaria, visto il diretto coinvolgimento di decine di cittadini azeri, che crea però una nuova “crepa” nei rapporti con la Russia.

Aliyev ha infatti aggiunto anche che, oltre “colpa” da parte russa, è evidente che il volo sia stato reso “ingovernabile” a causa di un “bersagliamento da terra” non lontano dalla città di Groznij. Un “bersagliamento”, dovuto, sempre stando alle parole del Presidente azero, a un “cyber attacco militare” dal territorio russo, che avrebbe reso il mezzo impossibile da pilotare.

Video e immagini che hanno fatto il giro del mondo, dove i sospetti fori e danni sull’aereo di Azerbaijan Airlnes sono evidenti

Prime ritorsioni dell’Azerbaijan alla Russia? Limite al regime senza visti per i russi

Proprio per queste ragioni, seppur Aliyev abbia dichiarato di “accettare le scuse”, le autorità azere hanno rifiutato la proposta russa di condurre indagini congiunte sulle dinamiche dell’incidente. La scatola nera dell’aereo verrà infatti spedita dalle autorità del Kazakistan – dove è atterrato l’aereo – verso il Brasile – dove l’aereo è stato prodotto – per permettere d’indagare sull’incidente in piena trasparenza, come ha dichiarato il governo di Astana nelle ultime ore, dopo alcune consultazioni con Baku e Mosca.

Tuttavia, da parte dell’Azerbaijan sono già arrivate delle prime mosse di “ritorsione” verso al Federazione Russa: il 29 dicembre il premier azero Ali Asadov ha infatti firmato un documento straordinario per annullare il “regime senza visti” finora concesso ai cittadini russi per visite di 180 giorni, riducendo questo intervallo a 90. Una mossa apparentemente innocua, che riduce però la libera circolazione e permanenza all’estero dei cittadini russi, già ampiamente compromessa dalle numerose sanzioni occidentali, circa i viaggi in Europa e negli Stati Uniti.

Non è chiaro se la limitazione dei visti sia temporanea e quali conseguenze avrà nell’immediato, ma certamente è un primo segnale di rottura, che potrebbe compromettere ulteriormente i rapporti di Mosca e Baku. “Come in tutte le questioni di politica estera… La parte azera procederà in conformità con i principi di parità e reciprocità”, ha commentato il portavoce del Ministero degli Esteri azero Ayhan Hajizade rispetto alle nuove norme, dove un raffreddamento dei rapporti reciproci è sempre più evidente, anche a causa, ancora una volta, di conseguenze indirette del conflitto russo-ucraino.

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