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	<title>Chiara Salvi Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 03 Mar 2023 17:07:36 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Chiara Salvi Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;equilibrismo di Olaf Scholz, cancelliere di una Germania disillusa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/olaf-scholz-cancelliere-germania-disillusa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Salvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Mar 2023 05:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito tedesco]]></category>
		<category><![CDATA[riarmo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230302212837987_19ed7378d6216fa1dccf9ad3520fb0c8-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230302212837987_19ed7378d6216fa1dccf9ad3520fb0c8-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230302212837987_19ed7378d6216fa1dccf9ad3520fb0c8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230302212837987_19ed7378d6216fa1dccf9ad3520fb0c8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230302212837987_19ed7378d6216fa1dccf9ad3520fb0c8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230302212837987_19ed7378d6216fa1dccf9ad3520fb0c8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230302212837987_19ed7378d6216fa1dccf9ad3520fb0c8-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 27 febbraio 2022 Olaf Scholz, cancelliere della Germania, ha tenuto il suo famoso discorso sulla “Zeitenwende” (svolta epocale) in cui ha affermato il cambiamento dell’ordine mondiale e ha voluto delineare il ruolo che la Germania avrebbe giocato in esso. Con il biennio della pandemia agli sgoccioli, di fronte al cancelliere si è presentata la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/olaf-scholz-cancelliere-germania-disillusa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/olaf-scholz-cancelliere-germania-disillusa.html">L&#8217;equilibrismo di Olaf Scholz, cancelliere di una Germania disillusa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230302212837987_19ed7378d6216fa1dccf9ad3520fb0c8-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230302212837987_19ed7378d6216fa1dccf9ad3520fb0c8-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230302212837987_19ed7378d6216fa1dccf9ad3520fb0c8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230302212837987_19ed7378d6216fa1dccf9ad3520fb0c8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230302212837987_19ed7378d6216fa1dccf9ad3520fb0c8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230302212837987_19ed7378d6216fa1dccf9ad3520fb0c8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230302212837987_19ed7378d6216fa1dccf9ad3520fb0c8-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 27 febbraio 2022 <strong>Olaf Scholz</strong>,<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-olaf-scholz.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> cancelliere della Germania</a>, ha tenuto il suo famoso discorso sulla “<em>Zeitenwende</em>” (svolta epocale) in cui ha affermato il cambiamento dell’ordine mondiale e ha voluto delineare il ruolo che la Germania avrebbe giocato in esso. Con il biennio della pandemia agli sgoccioli, di fronte al cancelliere si è presentata la crisi dello scoppio della guerra in Ucraina e l’imminente tempesta energetica che avrebbe travolto la Germania di lì a poco.</p>



<p>Scholz, nel suo discorso, ha reso chiara l’intenzione di presentare la Germania come una possibile terza via da seguire, in alternativa a quella americana e a quella cinese, nel “<strong>nuovo mondo multipolare</strong>”, di cui la creazione è stata accelerata dall’aggressione russa. In seguito al suo discorso, che gli è pure fruttato l’applauso dall’opposizione, la sua percentuale di approvazione è volata dal 65% al 73%, il tasso più alto dall’inizio del suo mandato ad oggi.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://it.insideover.com/guerra/i-carri-armati-allucraina-dividono-usa-e-germania-cosa-svela-il-braccio-di-ferro.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>I carri armati all’Ucraina dividono Usa e Germania: cosa svela il braccio di ferro</strong></a></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/difesa-energia-austerita-le-sfide-che-mandano-scholz-nella-bufera.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Difesa, energia, austerità: le sfide che mandano Scholz nella bufera</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-fragile-leadership-di-olaf-scholz.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La fragile leadership di Olaf Scholz</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Le difficoltà nell&#8217;attuazione</h2>



<p>Ma i piani del cancelliere non sembrano facili da realizzare: i <strong>100 miliardi </strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/il-pericolo-del-riarmo-tedesco-per-gli-equilibri-europei.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">promessi</a> per il <strong>riarmo</strong> della Bundeswehr la Cdu, all’opposizione, lamenta che non sono stati ancora erogati e che l’esercito sarebbe <strong>equipaggiato peggio</strong> che all’inizio dello scorso anno. Anche dal punto di vista della politica estera il cancelliere ha dovuto ritrattare su molte posizioni, specialmente quella riguardante la guerra in Ucraina: sebbene inizialmente il cancelliere volesse optare per dei negoziati, si è presto trovato travolto dalle pressioni degli alleati Nato a cedere alle richieste presentate da Kiev.</p>



<p>Specialmente la discussione sulle forniture dei <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/il-carro-armato-tedesco-leopard-2.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">carri armati Leopard</a> I e II, richiesti per mesi dal governo ucraino, hanno messo Scholz in una <strong>posizione scomoda</strong>, essendo il brevetto tedesco ed essendo il suo governo l’unico e poterne quindi autorizzare la consegna alle truppe di Zelensky.</p>



<p>Solo a inizio febbraio è arrivato il via libera alle consegne, dopo quello che sembrava essere stata una trattativa avvenuta tra Stati Uniti e Germania che prevedeva la consegna dei carri armati Abrams da parte di Washington come condizione per la consegna dei Leopard da parte di Berlino. Questa sarebbe stata frutto di <strong>tensione</strong> tra i due governi, come dichiarato dal Consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan, in un’intervista ad <em>Abc News</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’equilibrio tra posizioni interne e forze esterne</h2>



<p>Olaf Scholz si trova tra la difficile posizione di voler <strong>mantenere la sua prospettiva</strong> dall’alto sugli avvenimenti che segnano i nostri tempi, in modo tale da trovarsi preparato su eventuali crisi future e quella di dover contemporaneamente <strong>gestire</strong> <strong>richieste</strong>, pressioni e decisioni che richiedono tempi brevi. Tra queste la controversa decisione, appoggiata dal cancelliere, di ammettere <a href="https://www.agi.it/estero/news/2022-10-26/germania-ok-a-ingresso-cinese-cosco-in-porto-amburgo-18594451/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l’acquisizione di una parte del porto di Amburgo</a> da parte di China Ocean Shipping, comunque tenuta sotto la soglia del 24,9%, così da impedire un’acquisizione strategica da parte dei cinesi.</p>



<p>Tra gli <strong>equilibri</strong> <strong>interni</strong> che Scholz sembra saper gestire con minor eleganza rispetto a Merkel, le ambizioni all’interno dell’Unione europea, specialmente portati avanti nel partenariato instaurato con Macron e quelli con gli altri membri Nato, si inserisce la visita prevista oggi, 3 marzo, da parte di Scholz alla Casa Bianca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La partenza difficile di Scholz</h2>



<p>È opportuno notare che l’esecutivo di Scholz è sotto attento scrutinio sin dalla sua entrata in vigore. Quando il 7 dicembre 2021, dopo 73 giorni di negoziati, venne finalmente formato l’esecutivo con a capo il cancelliere Olaf Scholz, la Germania e il resto del mondo guardarono al governo con un misto di <strong>curiosità</strong> e <strong>scetticismo</strong>. Dopo quattro esecutivi guidati da Angela Merkel, dunque un totale di 16 anni di governo del “Mädchen”, l’eredità lasciata dalla chimica gravava sulle spalle di Scholz che, di canto suo, aveva già collezionato qualche errore nel passato.</p>



<p>Come ministro della Finanza e vicecancelliere Scholz si è infatti trovato più volte sotto attacco dell’opposizione, a causa del <strong>mancato controllo</strong> esercitato da parte sua che, secondo le accuse di alcuni, avrebbe permesso il succedersi di numerosi scandali all’interno del mercato finanziario tedesco. Arrivato però il momento di trovare un successore alla Merkel, Scholz era l’unico “<strong>compromesso</strong>” possibile, ovvero l’unico candidato che avrebbe potuto accontentare sia la coalizione che il popolo tedesco. Tanto che, dei 369 voti minimi che avrebbe dovuto raggiungere per essere eletto a cancelliere, ne aveva ricevuti 395. Tenendo presente che la coalizione, composta da Spd, Fdp e i Verdi – per questo anche il soprannome dato dai giornali di “coalizione semaforo” per il colore rosso, giallo e verde dei rispettivi partiti – conta 416 mandati, risulta chiaro il fatto che non tutti fossero convinti delle capacità dell’ex primo cittadino di Amburgo.</p>



<p>Il governo Merkel, infatti, per quanto avesse lasciato il suo segno, era segnato da una forte tendenza da parte della cancelliera a <strong>mediare</strong>, sia tra le proprie forze politiche che tra le forze internazionali e questa non ha sempre portato a risultati positivi. In fondo è a lei che spetta almeno la parziale responsabilità della dipendenza tedesca ed europea, dal gas russo.</p>



<p>Se il discorso sulla <em>Zeitenwende</em> promette già ora di entrare nella storia, resta ancora da vedere se il cancelliere riuscirà a <strong>soddisfare le proprie aspettative</strong>, insieme a quelle del suo Paese, se non addirittura quelle del mondo intero. Il 2 marzo Scholz ha parlato al Bundestag facendo il punto sul “<strong>nuovo</strong> <strong>ordine</strong> <strong>mondiale</strong>”, e pur incassando anche questa volta gli applausi anche da parte del leader dell’opposizione, Friedrich Merz, la risposta del parlamento sembrava essere un mero segno di rispetto, in confronto ai toni entusiasti di un anno fa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/olaf-scholz-cancelliere-germania-disillusa.html">L&#8217;equilibrismo di Olaf Scholz, cancelliere di una Germania disillusa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Incontro, passione e professionalità&#8221;: il giornalismo investigativo secondo la Newsroom Academy</title>
		<link>https://it.insideover.com/academy/incontro-passione-e-professionalita-il-giornalismo-investigativo-secondo-la-newsroom-academy.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Isabel Demetz]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2022 16:37:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1063" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/IMG_1327-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/IMG_1327-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/IMG_1327-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/IMG_1327-1024x567.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/IMG_1327-768x425.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/IMG_1327-1536x850.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/IMG_1327-2048x1134.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si è conclusa la prima edizione del Corso di giornalismo d’inchiesta della Newsroom Academy, tenuto da Gianluca Zanella. Durante il percorso, iniziato il 15 ottobre e conclusosi domenica 27 novembre, i partecipanti hanno incontrato ospiti di prestigio provenienti dal mondo del giornalismo d’inchiesta e non solo. Da professori universitari, a giornalisti di giudiziaria, da avvocati &#8230; <a href="https://it.insideover.com/academy/incontro-passione-e-professionalita-il-giornalismo-investigativo-secondo-la-newsroom-academy.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/incontro-passione-e-professionalita-il-giornalismo-investigativo-secondo-la-newsroom-academy.html">&#8220;Incontro, passione e professionalità&#8221;: il giornalismo investigativo secondo la Newsroom Academy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1063" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/IMG_1327-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/IMG_1327-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/IMG_1327-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/IMG_1327-1024x567.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/IMG_1327-768x425.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/IMG_1327-1536x850.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/IMG_1327-2048x1134.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si è conclusa la prima edizione del <a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-giornalismo-dinchiesta">Corso di giornalismo d’inchiesta della Newsroom Academy</a>, tenuto da Gianluca Zanella. Durante il percorso, iniziato il 15 ottobre e conclusosi domenica 27 novembre, i partecipanti hanno incontrato ospiti di prestigio provenienti dal mondo del giornalismo d’inchiesta e non solo. Da professori universitari, a giornalisti di giudiziaria, da avvocati di celebri casi di cronaca nera, ex poliziotti, inviati e autori televisivi, fino a ben tre direttori di testata (Peter Gomez, Gian Marco Chiocci, Davide Vecchi) hanno tutti illustrato gli aspetti, le tecniche e i risvolti del loro mestiere, affidando ai corsisti strumenti e consigli utili al loro lavoro.</p>



<p>Oltre a incontrare professionalità del settore (<a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-giornalismo-dinchiesta"><strong>qui</strong></a> il programma e l&#8217;elenco completo degli ospiti), gli iscritti durante il corso hanno realizzato un&#8217;inchiesta che hanno presentato l&#8217;ultimo giorno davanti ad una commissione formata dalla redazione de <em>ilGiornale.it</em> e <em>InsideOver</em>, Alessandro Politi, ex inviato delle Iene e oggi inviato per il programma “Storie Italiane” di Rai Uno, e Marcello Altamura, giornalista d&#8217;inchiesta e collaboratore de <em>ilGiornale.it</em>, entrambi ospiti del corso.</p>



<p>Fare un&#8217;inchiesta richiede tempo e durante il corso i ragazzi, divisi in sette gruppi, hanno gettato le basi per realizzarla: hanno contattato gli attori più significativi, hanno scelto il taglio da dare e hanno definito il percorso da seguire per elaborare l&#8217;inchiesta. Il premio finale di questo corso (a differenza di altri corsi della Newsroom Academy, come ad esempio quello di <a href="https://it.insideover.com/academy/siete-andati-oltre-le-mie-aspettative-come-andato-il-secondo-ciclo-della-newsroom-academy.html">reportage con Daniele Bellocchio</a> e di <a href="https://it.insideover.com/academy/arriva-al-traguardo-il-primo-corso-di-the-newsroom-academy.html">fotografia con Marco Gualazzini</a>) non è consistito nella immediata pubblicazione dell&#8217;indagine bensì nell&#8217;affiancamento da parte della redazione dei vincitori e nel sostenimento delle spese necessarie per portare a compimento l&#8217;inchiesta che verrà quindi pubblicata su InsideOver e ilGiornale.it. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza di &#8220;incontrarsi&#8221;</h2>



<p>In totale controtendenza rispetto ai tempi che corrono, il corso si è svolto esclusivamente in presenza: la decisione nasce proprio dal desiderio che i ragazzi potessero entrare in contatto diretto con la redazione e con gli ospiti.  L&#8217;incontro dal vivo, non dietro uno schermo, la possibilità di parlare vis-a-vis (possibilmente scambiandosi i contatti) con chi ha fatto la storia del giornalismo d&#8217;inchiesta in Italia, le numerose professionalità che orbitano intorno al mondo del giornalismo, e la redazione stessa de ilGiornale.it è il <em>plus </em>del corso.</p>



<p>Perché, si sa, di corsi di giornalismo ce ne sono tanti (troppi?). La <em>mission </em>della Newsroom Academy è quella di far entrare nel vivo di una redazione quanti vogliono fare di una passione un vero e proprio mestiere, facendoli entrare in contatto diretto con chi questo mestiere lo fa tutti i giorni. Tutti gli ospiti hanno, infatti, saputo trasmettere la loro dedizione per il proprio mestiere e affidare ai corsisti strumenti e consigli per procedere nel loro lavoro d&#8217;inchiesta.</p>



<p>Ma il vero valore aggiunto della Newsroom Academy  risiede nella parole espresse da Domenico, giovane romano che l&#8217;ultimo giorno alza la mano e timidamente dice: &#8220;Ci avete trattato come dei vostri colleghi, non come degli studenti, ci siamo sentiti trattati alla pari.&#8221; &#8220;E&#8221;, aggiunge Claudio, &#8220;siete stati capaci di trasmettere un&#8217;umanità e una passione che sembra aliena al giornalismo.&#8221;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La premiazione</h2>



<p>&#8220;Avete superato le mie aspettative, dimostrando un interesse e una dedizione che mai mi sarei aspettato.&#8221; dice Gianluca Zanella, tutor del corso, ai suoi studenti prima della premiazione finale. Tanto che, invece di scegliere un&#8217;unica inchiesta, ne vengono scelte due.</p>



<ul class="wp-block-list" type="1"><li><strong>“Feste private”</strong> Dal caso di Alberto Genovese a Milano, a Villa Inferno a Bologna<br>L’inchiesta di Guglielmo Calvi, Sofia Fossati ed Edoardo Mario Francese vuole svelare il sistema di adescamento di giovani ragazze che si cela dietro al mondo delle feste private.</li><li><strong>“Predatori online”</strong> I gruppi estremisti sul web<br>L&#8217;inchiesta di Manuele Avilloni e Isabel Demetz (entrambi già partecipanti e vincitori di un precedente corso della Newsroom Academy, rispettivamente con <a href="https://it.insideover.com/reportage/academy/cyberbullismo-e-aggressioni-digitali.html">Cyberbullismo</a> e <a href="http://nsideover.ilgiornale.it/reportage/societa/il-restauro-che-racconta-la-tragedia-del-libano.html">Sotto la polvere di una tragedia</a>) cerca di individuare, tra chat e forum nascosti, le strategie di reclutamento dei gruppi estremisti europei studiando come si spostano dall&#8217;attività online ad azioni sul campo.</li></ul>



<p>I due gruppi potranno proseguire le loro inchieste sotto la guida della redazione e, una volta pronte, verranno pubblicate su InsideOver e ilGiornale.it.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le proposte che verranno finanziate</h2>



<p>Oltre a sviluppare un&#8217;inchiesta di gruppo, ai partecipanti è stata offerta l&#8217;opportunità di proporre un&#8217;inchiesta alla commissione singolarmente. Di queste ne sono state scelte cinque, che verranno finanziate da <em>ilGiornale.it</em>: </p>



<p>-il mondo dei rave party visto da insider, di Edoardo Mario Francese, <br>&#8211; l’uso degli stupefacenti nel mondo del lavoro, di Mirko D’Antuono,<br>&#8211; il caso della sparizione di dodici ragazze a Roma, concomitanti a quella di Emanuela Orlandi, di Giulia    Narisano (già partecipante e vincitrice di un precedente corso della Newsroom Academy con il reportage <a href="https://it.insideover.com/reportage/academy/strappati.html">Strappati</a>),<br>&#8211; il fenomeno dell’immigrazione bengalese in Italia, di Flavio Ciccione<br>&#8211; la malagiustizia di Antonio Del Furbo</p>



<p>Ora spetta a questi ragazzi mettere in pratica quello che hanno appreso durante l&#8217;Academy. Per gli altri corsisti, le porte della redazione rimangono comunque sempre aperte. Perché è della contaminazione, dell&#8217;incontro, della passione che vive il giornalismo e così gli uomini che lo fanno.</p>


<div id="gallery_376506" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_376506 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/IMG_0973-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/IMG_0973-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Durante una delle lezioni \u00e8 stata installata una telecamera nascosta che i corsisti hanno dovuto trovare<\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/IMG_0919-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/IMG_0919-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Alessandro Politi, inviato televisivo e Roberto Lombardi, ex-poliziotto e co-fondatore della SKP-Global Intelligence<\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/IMG_1157-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/IMG_1157-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Gianluca Zanella insieme a Peter Gomez, direttore della versione online de Il Fatto Quotidiano<\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/IMG_1009-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/IMG_1009-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi e Gabriele Bardazza, ingegnere forense<\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/IMG_1087-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/IMG_1087-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Davide Vecchi, direttore de Il Tempo<\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/IMG_1380-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/IMG_1380-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Marcello Altamura, giornalista investigativo<\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/IMG_1323-scaled-e1669739462792.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/IMG_1323-scaled-e1669739462792-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>I partecipanti hanno potuto proporre un'inchiesta da realizzare<\/p><\/div>"}];</script>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/incontro-passione-e-professionalita-il-giornalismo-investigativo-secondo-la-newsroom-academy.html">&#8220;Incontro, passione e professionalità&#8221;: il giornalismo investigativo secondo la Newsroom Academy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il controllo dell’opinione pubblica in Iran, Qatar ed Egitto</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-controllo-dellopinione-pubblica-in-iran-qatar-ed-egitto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Isabel Demetz]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Nov 2022 11:05:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali Qatar]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111816575648_6b142c302af1ffdbb61dffd5fa47c2fe-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111816575648_6b142c302af1ffdbb61dffd5fa47c2fe-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111816575648_6b142c302af1ffdbb61dffd5fa47c2fe-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111816575648_6b142c302af1ffdbb61dffd5fa47c2fe-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111816575648_6b142c302af1ffdbb61dffd5fa47c2fe-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111816575648_6b142c302af1ffdbb61dffd5fa47c2fe-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111816575648_6b142c302af1ffdbb61dffd5fa47c2fe-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 16 novembre le autorità egiziane hanno arrestato centinaia di persone, come riportato dall’Ong Human Rights Watch. Gli arresti sarebbero avvenuti in risposta a un appello a manifestare contro gli abusi del governo, ma si tratta solamente dell’ultima di una serie di arresti, volti a bloccare ogni tipo di assembramento non autorizzato in occasione della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-controllo-dellopinione-pubblica-in-iran-qatar-ed-egitto.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111816575648_6b142c302af1ffdbb61dffd5fa47c2fe-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111816575648_6b142c302af1ffdbb61dffd5fa47c2fe-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111816575648_6b142c302af1ffdbb61dffd5fa47c2fe-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111816575648_6b142c302af1ffdbb61dffd5fa47c2fe-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111816575648_6b142c302af1ffdbb61dffd5fa47c2fe-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111816575648_6b142c302af1ffdbb61dffd5fa47c2fe-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111816575648_6b142c302af1ffdbb61dffd5fa47c2fe-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 16 novembre le autorità egiziane hanno <strong>arrestato</strong> centinaia di persone, come riportato dall’Ong Human Rights Watch. Gli arresti sarebbero avvenuti in risposta a un appello a manifestare contro gli abusi del governo, ma si tratta solamente dell’ultima di una serie di arresti, volti a bloccare ogni tipo di assembramento non autorizzato in occasione della COP27. L’<strong>Egitto</strong> non è però l’unico paese in Medio Oriente a fronteggiare una crisi dell’opinione pubblica: l’<strong>Iran</strong> sta combattendo un moto di <strong>proteste</strong> che ha coinvolto gran parte del paese e il <strong>Qatar</strong> affronta il delicato passaggio dei Mondiali di Calcio, tra esposizione mediatiche e critiche per i dirtti umani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cuore delle protese iraniane</h2>



<p>Il 16 settembre <strong>Mahsa Amini</strong>, ragazza di ventidue anni, muore in custodia della “polizia morale” iraniana. Il decesso è arrivato dopo un arresto per uso “scorretto” dell’hijab, il velo di carattere religioso che nello Stato shiita è obbligatorio, perché risultava scoperta una parte dei suoi capelli. La sua morte ha innescato in Iran una delle proteste più ampie degli ultimi anni, ma la risposta del governo non si è fatta attendere. Tre giorni dopo, il 19 settembre, è stato tagliato l’accesso ai social media e la connessione a <strong>Interne</strong>t in gran parte del Paese, rendendo così più difficile il coordinamento fra i manifestanti, ma soprattutto ostacolando la fuoriuscita di notizie verso il resto del mondo.</p>



<p>La “polizia morale” deve controllare il rispetto della <strong>sharia</strong> (una rigida interpretazione del Corano), ma i manifestanti lamentano che queste forze dell&#8217;ordine sono solo uno degli strumenti di oppressione utilizzati dal governo per controllare la popolazione. Specialmente sotto il nuovo mandato del presidente <strong>Ebrahim Raisi</strong>, in carica dall’agosto 2021, l’intervento della polizia morale è diventato più aggressivo. Secondo la <strong>Human Rights Activists News Agency</strong> (HANRA) dall’inizio delle proteste ad ora sono state arrestate 14.000 persone. In diverse occasioni le forze dell’ordine hanno sparato sui manifestanti o usato gas lacrimogeni cercando di disperderli e alcuni dei detenuti rischiano la <strong>pena di morte</strong>. Se la popolazione è perlopiù isolata dal resto del mondo, per via dei continui blocchi applicati a Internet, l’Iran spicca fra gli attori più avanzati nell’uso di strumenti tecnologici e <strong>cyber</strong> per raggiungere i propri obiettivi. Tra le strategie di intervento volte a individuare i luoghi di protesta e identificare i dissidenti risulta l&#8217;uso di droni dispiegati per le strade delle principali città, così da identificare i luoghi della protesta e chi vi partecipa, e una campagna di phishing, volta a raccogliere le informazioni di potenziali dissidenti.</p>



<p>Però, anche le azioni benevolenti di attori esterni possono presentare un rischio: <strong>Amir Rashidi</strong>, iraniano ed esperto di sicurezza sul web, ha <a href="https://edition.cnn.com/2022/10/21/politics/white-house-musk-starlink-iran-protests-ukraine/index.html">spiegato alla CNN</a> come <strong>Elon Musk </strong>abbia esposto, non volutamente, la popolazione iraniana ad un pericolo considerevole. Il 23 settembre, il fondatore di SpaceX ha promesso di mettere a disposizione Starlink, la sua flotta di satelliti utilizzati anche in Ucraina, ma il processo di attivazione non è così immediato come si potrebbe sperare. Attivare la connessione in Iran significa un impegno a livello tecnologico considerevole e poter garantire una connessione anonima e sicura per chi la usa. Nei giorni susseguenti l’annuncio di Musk molte sono state le persone che sono cadute in trappole di <strong>phishing</strong> che promettevano loro una connessione sicura a Starlink. Rashidi ha avvertito come alcuni di questi hacker potrebbero essere incaricati dal governo per fornire a esso i profili raccolti. Ha sottolineato inoltre, che l&#8217;uso di tecnologie americane può essere motivo di accusa di spionaggio contro il governo iraniano.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Activating Starlink …</p>&mdash; Elon Musk (@elonmusk) <a href="https://twitter.com/elonmusk/status/1573379244268437504?ref_src=twsrc%5Etfw">September 23, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Culture a contrasto ai Mondiali di calcio</h2>



<p>Inaugurata il 20 novembre, la <strong>Coppa del mondo di calcio</strong> quest’anno si svolge per la prima volta in un Paese del Medio Oriente: il <strong>Qatar</strong>. Lo Stato sta combattendo da anni contro accuse di violazione dei diritti umani e dei diritti dei lavoratori. L’attenzione mediatica sulle condizioni dei <strong>lavoratori migranti</strong> è rimasta elevata da quando, nel 2010, il Paese è stato individuato come stato ospite dei Mondiali del 2022. Un’<a href="https://www.theguardian.com/global-development/2021/feb/23/revealed-migrant-worker-deaths-qatar-fifa-world-cup-2022">inchiesta del Guardian</a>, uscita nel febbraio 2021, ha dimostrato la morte di quasi 6.500 lavoratori coinvolti nella costruzione delle infrastrutture per la coppa del mondo a causa delle condizioni, spesso disumane, sotto le quali hanno sofferto. L’estate della penisola araba è particolarmente calda, con temperature che superano anche i 50°, nonostante questo i lavoratori, sotto il sole cocente del deserto, hanno spesso toccato turni di 14 ore al giorno.</p>



<p>Anche la libertà di stampa di tradizione occidentale si scontra con i limiti imposti dal Qatar, come dimostrato <a href="https://www.bbc.com/news/av/world-europe-63655870">dall’episodio del 16 novembre</a> in cui le forze di polizia locali hanno interrotto la trasmissione del reporter danese <strong>Rasmus Tanthold</strong>. La Danimarca si è già scontrata con gli organizzatori dei Mondiali, quando la FIFA ha proibito alla sua squadra di allenarsi con delle magliette con lo slogan “Diritti umani per tutti.” A Germania e Stati Uniti è stato proibito di gareggiare con la fascia arcobaleno, simbolo della comunità LGBTQ+, di cui qualunque affiliazione o appartenenza è proibita in Qatar.</p>



<p>I comportamenti occidentali si stanno per scontrare con quelli che sono valori intrinsecamente diversi dai propri. In data 18 novembre è stato ufficializzato il divieto di vendere alcolici, cosa che è in aperto contrasto con uno degli sponsor principali dei Mondiali: Budweiser. Ma il Qatar non si da per vinto: per dimostrare l&#8217;apertura della religione musulmana e della loro cultura verso il mondo, gli arabi hanno una cultura dell&#8217;ospitalità della quale vanno particolarmente fieri, e per dimostrare l&#8217;attrattiva del loro Paese sono stati affissi, per esempio, diversi cartelloni con alcuni insegnamenti presi dal Corano riguardanti la carità, la tolleranza e l&#8217;amore.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Qatar appears to be preparing to share its culture and values with incoming visitors from around the world!<br><br>One resident has spotted these beautiful reminders from the Prophet Muhammad around Doha.<br><br>Have you seen any yet?<br><br>📷 <a href="https://twitter.com/jakjakal?ref_src=twsrc%5Etfw">@jakjakal</a> (Twitter) <a href="https://t.co/HFn7N4T3Oy">pic.twitter.com/HFn7N4T3Oy</a></p>&mdash; Doha News (@dohanews) <a href="https://twitter.com/dohanews/status/1585564461170974720?ref_src=twsrc%5Etfw">October 27, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La COP27 tra censura e arresti</h2>



<p>La XVII Conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, si è conclusa il 18 novembre. E mentre Sharm-el-Sheik, città ospitante, torna alla normalità, i riflettori mediatici sono ancora puntati sull’<strong>Egitto</strong>.</p>



<p>Visto l’attivismo in materia, dimostrato da Ong e civili, è diventata prassi comune permettere l’organizzazione di proteste nell’area della conferenza e nella città ospitante. Il caso dell’Egitto rappresenta però l’eccezione alla regola: il paese proibisce la maggior parte delle manifestazioni e, in vista della <strong>COP27</strong>, le ha vietate del tutto citando motivi di sicurezza pubblica. Solo all’interno della conferenza, lontano dalle attività principali, è stata designata un&#8217;area per permettere di organizzare delle manifestazioni, ma qualunque protesta doveva essere registrata con un preavviso minimo di 36 ore. Nelle settimane precedenti la conferenza, le autorità hanno avviato una <strong>rete di sorveglianza</strong> per trovare chiunque stesse organizzando una manifestazione. Tra le strategie messe in atto c’è stata anche la creazione di postazioni di controllo al Cairo in cui le forze dell&#8217;ordine bloccavano i passanti per controllargli i profili social media.</p>



<p>Secondo quanto riportato dalla <strong>Commissione egizia per i diritti e libertà</strong> (<em>Egyptian Commission for Rights and Freedoms</em>) sono state arrestate quasi 700 persone in vista della Conferenza, tra loro anche giornalisti e un avvocato per i diritti umani, Ahmed Nazir Elhelw.</p>



<p>Anche le delegazioni di Stati, organizzazioni e media si sono resi conto della stretta da parte del governo egiziano: specialmente nei primi giorni sono state numerose le segnalazioni di chi non riusciva ad accedere a pagine di organizzazioni per i diritti umani, come ad esempio il sito di Human Rights Watch, o a siti di giornali, come Al-Jazeera o il Huffington Post, perché oscurate dalle autorità.</p>



<p>L’Egitto è in piena <strong>crisi economica</strong>, causata in parte dalla guerra in Ucraina e la svalutazione della sterlina egiziana. Il timore di molti “watchdog” è che la stretta avvenuta in occasione della conferenza possa continuare per prevenire possibili disordini causati dal carovita.</p>
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		<title>Il livello operativo della guerra ucraina: l&#8217;analisi di un esperto di sicurezza</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-livello-operativo-della-guerra-ucraina-lanalisi-di-un-esperto-di-sicurezza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Isabel Demetz]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Nov 2022 11:02:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa europea]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/8fa361be-44be-4a00-be5b-540c305eef80.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/8fa361be-44be-4a00-be5b-540c305eef80.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/8fa361be-44be-4a00-be5b-540c305eef80-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/8fa361be-44be-4a00-be5b-540c305eef80-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/8fa361be-44be-4a00-be5b-540c305eef80-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>&#8220;A mio parere, Putin non ha iniziato questa guerra nel 2014 per occupare l&#8217;intero Paese.&#8221; Il conflitto in Ucraina ha riportato la guerra sul continente europeo e da mesi si discute delle intenzioni e delle decisioni intraprese dagli attori coinvolti nel conflitto: dalla nuova politica di neutralità della Svizzera, al ruolo della Nato, alle reali &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-livello-operativo-della-guerra-ucraina-lanalisi-di-un-esperto-di-sicurezza.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-livello-operativo-della-guerra-ucraina-lanalisi-di-un-esperto-di-sicurezza.html">Il livello operativo della guerra ucraina: l&#8217;analisi di un esperto di sicurezza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/8fa361be-44be-4a00-be5b-540c305eef80.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/8fa361be-44be-4a00-be5b-540c305eef80.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/8fa361be-44be-4a00-be5b-540c305eef80-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/8fa361be-44be-4a00-be5b-540c305eef80-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/8fa361be-44be-4a00-be5b-540c305eef80-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>&#8220;A mio parere, Putin non ha iniziato questa guerra nel 2014 per occupare l&#8217;intero Paese.&#8221; Il conflitto in Ucraina ha riportato la guerra sul continente europeo e da mesi si discute delle intenzioni e delle decisioni intraprese dagli attori coinvolti nel conflitto: dalla nuova politica di neutralità della Svizzera, al ruolo della Nato, alle reali intenzioni di Putin, all&#8217;intervento di attori privati, tra cui il gruppo di mercenari Wagner e l&#8217;imprenditore Elon Musk e la potenzialità degli attacchi informatici, anche al di fuori dell&#8217;Ucraina. Un&#8217;analisi della situazione attuale, delle possibili evoluzioni future e del perché molto di quello a cui stiamo assistendo è un déjà-vu, parte di un eredità centenaria, la offre Reinhard Obermüller, Managing Consultant alla Swiss Infosec Ag dove si occupa, tra l&#8217;altro, di sicurezza informatica, crisis management e analisi e previsione del rischio. Oltre alle sue referenze come esperto di sicurezza, Obermüller ha raccolto anni di esperienza all&#8217;interno dell&#8217;esercito svizzero, in cui riveste attualmente il ruolo di ufficiale di Stato maggiore di milizia, rango di colonnello.</p>



<p><strong>Si parla molto dell&#8217;escalation della guerra in ucraina, quanto è probabile, secondo Lei, che la Russia cerchi un conflitto che vada oltre i confini dell&#8217;Ucraina?</strong></p>



<p>Qui viene sollevata la questione di quali siano gli obiettivi strategici della Russia in questo conflitto. A mio avviso, il regime di Putin desidera far risorgere la Russia nella vecchia potenza e gloria dell’Unione sovietica, e questo a sua volta significa che i suoi interessi sono geograficamente limitati. La Cina, sempre a mio avviso, punta invece chiaramente a sostituire gli Stati Uniti come superpotenza globale, cosa che alla Russia non interessa fare. Putin vuole essere rispettato all&#8217;interno degli ex confini dell&#8217;Unione Sovietica e vuole mantenere una “distanza di sicurezza” sul confine occidentale del suo impero, cioè sulla cintura delle ex repubbliche sovietiche e degli Stati del blocco orientale. L&#8217;insicurezza maggiore, per Putin e per l’Occidente, sta nel Baltico, l&#8217;unico territorio che era una repubblica sovietica e ora è un membro della NATO: non bisogna dimenticarsi di Kaliningrad. A mio parere, Putin non ha iniziato questa guerra nel 2014 per occupare l&#8217;intera Ucraina. Nell&#8217;attacco del febbraio 2022, la sua preoccupazione maggiore era quella di installare un governo favorevole alla Russia in Ucraina e di proteggere così i propri interessi. Se ha definito questo attacco una &#8220;operazione militare speciale&#8221; e tuttora reagisce stizzito quando il conflitto viene definito come &#8220;guerra&#8221;, credo che sia perché in origine aveva effettivamente pianificato una &#8220;operazione militare speciale&#8221;. </p>



<p><strong>Cioè?</strong></p>



<p>Se analizziamo le prime azioni e operazioni tra febbraio e marzo, tutto sembrerebbe indicare che Putin non aveva intenzione condurre una guerra convenzionale e che geograficamente non aveva ambizioni al di fuori dell&#8217;Ucraina. Ma poi sono accadute due cose che Putin non si aspettava: in primo luogo, la massiccia resistenza ucraina e, in secondo luogo, la reazione compatta dell&#8217;Occidente attuata tramite sanzioni e forniture di armi. Ciò ha conferito alla guerra una dimensione geopolitica inaspettata che Putin certamente non intendeva scatenare. Gli Stati Uniti e la NATO sono divenuti attori di questa guerra, in cui ora perseguono i propri obiettivi, che non è detto che coincidano necessariamente con quelli dell&#8217;Ucraina o dell&#8217;Europa occidentale. Questo apre la porta a possibile evoluzioni al di là dei confini dell&#8217;Ucraina, alcune delle quali sono di natura minacciosa. Ma lo ripeto ancora una volta: questa non era l&#8217;intenzione originaria di Putin.</p>



<p><strong>Che effetto sta avendo la guerra sulle relazioni tra Russia e Cina?</strong></p>



<p>La Cina, questo è l&#8217;assunto di base da cui partono le mie riflessioni, aspira al dominio del mondo. Ma è altrettanto consapevole del fatto che anche una superpotenza ha bisogno di sostegno. Per il regime autocratico cinese, un vicino autocratico che si spinge geograficamente fino all&#8217;Europa centrale è un alleato per cui vale la pena lottare. Ma questa guerra, a mio avviso, ha reso la Cina più cauta. La leadership russa ha fallito politicamente e militarmente e le forze armate russe hanno fallito dal punto di vista operativo. La Russia ha dunque perso valore come partner della Cina, non dal punto di vista geopolitico, il Paese ha ancora le stesse dimensioni, ha ancora le sue risorse minerarie, controlla ancora il Passaggio a Nord-Est per lo stretto di Bering, ma da questa guerra uscirà sicuramente politicamente indebolita. La Russia sarà spinta ancora di più nel suo ruolo di “junior partner” e a Putin questo non piace affatto. Il risultato sarà che la loro relazione diventerà più instabile e conflittuale.</p>



<p><strong>Come si presenta attualmente invece la difesa dell&#8217;Europa? Quali sono le debolezze e i punti di forza dell&#8217;UE? Da anni si parla del problema dell&#8217;assenza di una difesa comune</strong>&#8230;</p>



<p>L&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina nel febbraio 2022 ha cambiato le carte in tavola. Gli Stati dell&#8217;UE tornano a parlare di un&#8217;unione di difesa comune e di finanziamenti sufficienti per le forze armate. Ma la realtà appare amara. Gli Stati europei hanno incassato i dividendi della pace, ovvero hanno ridotto massicciamente i bilanci della difesa, riallineando allo stesso tempo le capacità delle loro forze armate: da strumento di difesa a strumento di garanzia della pace internazionale. Ora hanno di fronte a sé il dilemma di avere una guerra convenzionale combattuta nel cuore dell&#8217;Europa. Resta da vedere se gli sforzi europei per ripristinare le capacità di difesa perdureranno davvero, una volta che la situazione ucraina si sarà nuovamente calmata. Attualmente ci sono molte persone che hanno perseguito per anni ideali politici pacifisti, ma che ora si sono rese conto che la realtà è ben diversa. Se questa presa di coscienza perduri nel tempo, se una maggioranza ne tragga davvero delle conseguenze e sia disposta a fornire i mezzi per una difesa efficace e, soprattutto, a riconoscere i valori militari come socialmente necessari, rimane una questione aperta.</p>



<p><strong>Ora che la Svizzera sembra avere accantonato la sua neutralità per partecipare alle sanzioni contro la Russia, possiamo presumere che in caso di un conflitto maggiore questa linea sarà rispettata, o la Svizzera tornerà di nuovo fedele alla sua neutralità?</strong></p>



<p>La Svizzera non ha abbandonato la sua neutralità. In nessun modo. Il Paese aderisce ancora al 100% alla legge di neutralità, che è un elemento del diritto internazionale e che stabilisce come deve comportarsi uno Stato neutrale. I cambiamenti in atto attuali riguardano la politica di neutralità, che però è sempre stata gestita in modo diverso. Se la Svizzera intende mantenere anche in futuro questa linea attiva è parte di una profonda discussione politica che si protrarrà per anni, perché la formazione delle volontà in una democrazia semi diretta richiede molto tempo. Bisogna inoltre specificare una cosa: la neutralità svizzera è uno strumento per preservare la libertà e l&#8217;indipendenza della popolazione, non un obiettivo statale. Va inoltre tenuto presente che, per quanto riguarda gli strumenti di forza, la Svizzera si staglia come uno Stato debole e piccolo. Come tale la sua sopravvivenza dipende dal rispetto del diritto internazionale e quindi cerca la collaborazione con tutti coloro che proteggono e rispettano il diritto internazionale. Da qui che nasce il dilemma attuale: dovremmo ammorbidire la nostra politica di neutralità a favore dell&#8217;Ucraina e dei suoi alleati perché in Ucraina si difende lo Stato di diritto e il diritto internazionale? Oppure dobbiamo attenerci a una politica di neutralità che tratti tutti allo stesso modo e promuova la pace principalmente attraverso la diplomazia e i buoni uffici? Una cosa è certa: circa il novanta per cento della popolazione svizzera vuole mantenere la neutralità.</p>



<p><strong>Lei lavora come esperto di sicurezza per una società privata svizzera, in che misura la guerra si è trasformata da una questione di Stato ad una questione privata? Le strategie di sicurezza vengono delegate alle società di sicurezza?</strong></p>



<p>Probabilmente sta alludendo al gruppo Wagner, attualmente molto attivo anche in Ucraina.<br>Innanzitutto, è importante sapere che alla sua origine la guerra era un affare privato e il passaggio a un affare di Stato è relativamente moderno. La levée en masse, la leva militare obbligatoria, è un&#8217;invenzione di Napoleone, quindi non più vecchia di 200 anni. L&#8217;approccio dello Stato-nazione, in cui è uno Stato a dichiarare guerra e gli attori di un conflitto sono esclusivamente gli Stati non è mai esistito in questa forma così pura. Gli attori privati sono sempre stati coinvolti nei conflitti armati. Oggi la Russia, gli Stati Uniti e altri Paesi si appoggiano a società di sicurezza private, con l&#8217;ulteriore motivazione che è più facile vendere le perdite sul campo di battaglia alla propria popolazione se si tratta di mercenari e non di soldati propri. A questo si aggiunge un secondo aspetto: l&#8217;uso di attori privati in guerra serve spesso ad aggirare il diritto internazionale bellico. Se uno Stato volesse compiere delle azioni che non sono compatibili con questi diritti, si lascia che siano attori privati a eseguirle, parallelamente alle proprie forze armate regolari, lavandosene quindi le mani. D&#8217;altra parte però che un attore statale privatizzi la propria strategia politica o militare è probabilmente più un&#8217;eccezione che la regola. Di norma, gli attori privati sono impiegati a livello operativo. Nel Terzo Mondo invece, ad esempio in Africa, ci sono leader politici che affidano la loro strategia militare in larga misura a rappresentanti di compagnie mercenarie. Ma questo rappresenta come detto un&#8217;eccezione e riguarda gli Stati più deboli.<br><br><strong>Parlando di attori privati, cosa ne pensa di personaggi come Elon Musk che, grazie ai suoi satelliti Starlink, sta garantendo la connessione a Internet e le vie di comunicazione dell&#8217;Ucraina?</strong></p>



<p>Si tratta di un fenomeno molto interessante in cui gli attori statali non si limitano a utilizzare truppe mercenarie, ma attingono anche ad altre risorse, scarse e preziose, di soggetti privati, come stiamo vedendo infatti con Starlink in Ucraina. Ma va detto che anche questo fenomeno è sempre esistito. All&#8217;epoca dello sviluppo dei primi pezzi di artiglieria in Europa, ad esempio, i governanti non producevano essi stessi queste armi che allora erano costose e tecnicamente complesse, ma i loro strumenti di combattimento venivano acquistati presso imprese private. Dunque, non deve sorprendere se ora i partner privati degli Stati stabiliscano delle condizioni sull&#8217;uso delle proprie risorse e che possano essere interessati non solo a guadagnare denaro, ma anche ad acquisire influenza politica. Possiamo anzi supporre che attori economici globali come Amazon, Google o Meta perseguano una propria agenda politica. Non dovrebbe quindi valere diversamente per Elon Musk: se un&#8217;azienda ha un potere economico pari a quello di un piccolo Stato europeo, cercherà di far contare questo potere di mercato anche in altri ambiti.</p>



<p><strong>In che misura la sicurezza informatica e gli attacchi informatici sono aumentati di rilievo negli ultimi 10 anni?</strong></p>



<p>Cerchiamo prima di specificare alcuni presupposti: attraverso la digitalizzazione, abbiamo aperto una nuova sfera operativa, il cyberspazio. Le più antiche sfere operative tradizionali in cui sono stati combattuti i conflitti militari sono la terra e il mare. La sfera dell&#8217;informazione è altrettanto antica, per la semplice ragione che si è sempre parlato male degli avversari, legittimando la propria guerra e delegittimando quella del nemico. A queste tre sfere operative si sono poi aggiunte, grazie agli sviluppi tecnici, lo spazio aereo (con l&#8217;invenzione dell&#8217;aeroplano), lo spazio elettromagnetico (ad esempio la radio), lo spazio esterno e infine il cyberspazio. Quest&#8217;ultimo riveste un ruolo di importanza, ma è e rimane un luogo di supporto alle operazioni. Ciò significa che le operazioni informatiche non sono fine a se stesse, ma servono a sostenere le operazioni che si svolgono sul terreno. È lì che si trova la gente, è lì che si trova la sfera delle operazioni decisive, è lì che si vincono e si perdono le guerre. Le operazioni informatiche consistono, in ultima analisi, nel costringere o muovere le persone a fare qualcosa. È difficile valutare con esattezza l&#8217;impatto delle operazioni informatiche, perché hanno come caratteristica l&#8217;essere condotte in modo anonimo e di non venire spesso individuate. Circa il 50% di tutti gli attacchi cyber non viene individuato.</p>



<p><strong>In quali settori sono attualmente utili gli attacchi cybernetici?</strong></p>



<p>Partendo dalle fondamenta, un&#8217;area importante è lo spionaggio, cioè la raccolta di informazioni. Questo può riguardare le forze armate, la politica o l&#8217;economia, settori difficili da separare l&#8217;uno dall&#8217;altro, perché quando si tratta di condurre una guerra convenzionale, tutti e tre gli elementi rivestono un loro ruolo e una loro importanza. Abbiamo già fatto luce su questo aspetto e lo possiamo applicare anche alla guerra in Ucraina: l&#8217;Occidente fornirà all&#8217;Ucraina armi e munizioni solo finché ci sarà la volontà politica di farlo e la propria industria sarà in grado di reggere la domanda. La seconda area è la guerra dell&#8217;informazione, perché, grazie alla cybersfera, questa può essere condotta in modo particolarmente efficiente e con ampia portata. Si tratta di raggiungere il cuore delle persone, influire sul loro sostegno alla propria causa. Basta guardare il messaggio trasmesso da molti media classici: quello che dice Putin è una menzogna, quello che dice Zelensky è la verità. Questo punto di vista adottato è molto problematico perché entrambi gli Stati, trovandosi in guerra, sono impegnati nella propaganda di guerra. È un fenomeno perfettamente naturale, ma dobbiamo sempre tenerlo presente. Zelensky è un eccellente comunicatore, ma non è certo l&#8217;impeccabile democratico e difensore dello Stato di diritto come viene attualmente dipinto da molti media occidentali. In ogni caso, ha vinto a mani basse la guerra dell&#8217;informazione contro Putin, almeno nel mondo occidentale. Le operazioni nella sfera dell’informazione possono essere dunque decisive: se Zelensky non avesse conquistato le simpatie dell&#8217;Occidente, il campo di battaglia in Ucraina sarebbe ormai molto diverso.</p>



<p><strong>Esiste un&#8217;ulteriore area in cui le operazioni informatiche sono utili?</strong></p>



<p>La terza area di applicazione è l&#8217;ingerenza militare diretta, ovvero mettere fuori uso reti di comando e controllo civili o militari e altre infrastrutture critiche tramite attacchi informatici. Posso immaginare che al momento si stia tentando anche questo, ma le operazioni informatiche sono estremamente impegnative in termini di preparazione ed esecuzione e, allo stato attuale, queste capacità non sono particolarmente sviluppate in Russia. Per essere efficaci, le operazioni informatiche devono essere supportate da forze altamente professionali e dalla debolezza della Russia nel condurre una guerra convenzionale, cosa che ha sorpreso molti esperti, mi sembrerebbe di poter dedurre che anche le sue capacità in ambito di cyberwarfare non siano particolarmente sviluppate.</p>



<p><strong>Considerando però le ingerenze nelle elezioni americane del 2016 e l&#8217;ultimo &#8220;Russiagate&#8221; in Germania, quanto è probabile che la Russia possa infiltrarsi e influenzare attivamente altri Stati? E gli Stati Uniti possono influenzare la Russia?</strong></p>



<p>In questo caso ci troviamo di fronte a un&#8217;asimmetria: una democrazia che basa la formazione dell’opinione dei suoi cittadini e la formazione del proprio governo sulla regola della maggioranza, è naturalmente più vulnerabile alle operazioni nella sfera dell’informazione rispetto a un sistema totalitario, in cui un governatore autoritario riesce a isolare la sfera dell&#8217;opinione pubblica. Ritengo probabile che la Russia utilizzi questa tattica contro il suo avversario politico, nella misura in cui è in grado di farlo e riesca a raggiungere la portata necessaria per renderla efficace. Anche un eventuale ricorso ad attori civili è credibile; è noto che la Russia collabora con gruppi di hacker civili, ai quali lo Stato permette addirittura di compiere azioni criminali proprie, purché agiscano solo all&#8217;estero. Resta da chiedersi fino a che punto questi gruppi possano essere effettivamente controllati e quanto siano fedeli allo Stato. È dunque plausibile che i regimi autoritari sfruttino le loro opportunità per rafforzare le tendenze autoritarie negli Stati democratici. Per inciso, anche questa non è una novità: fino al 1989 l&#8217;Unione Sovietica forniva un massiccio sostegno finanziario ai partiti comunisti dell&#8217;Europa occidentale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-livello-operativo-della-guerra-ucraina-lanalisi-di-un-esperto-di-sicurezza.html">Il livello operativo della guerra ucraina: l&#8217;analisi di un esperto di sicurezza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La sfiducia nelle democrazie: &#8220;noi&#8221; contro &#8220;loro&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/la-sfiducia-nelle-democrazie-noi-contro-loro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Isabel Demetz]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2022 09:46:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="902" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Bandiere-Nato-La-Presse-e1577121825670.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nato" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Bandiere-Nato-La-Presse-e1577121825670.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Bandiere-Nato-La-Presse-e1577121825670-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Bandiere-Nato-La-Presse-e1577121825670-768x361.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Bandiere-Nato-La-Presse-e1577121825670-1024x481.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 70% della popolazione mondiale vive in un regime autocratico. In media, il livello di democrazia di cui gode un cittadino è ai livelli del 1989. Gli Stati che stanno vivendo un deterioramento della democrazia sono 35, dieci anni fa erano solamente cinque. Lo stesso numero vale per gli Stati in cui la libertà di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/la-sfiducia-nelle-democrazie-noi-contro-loro.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="902" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Bandiere-Nato-La-Presse-e1577121825670.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nato" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Bandiere-Nato-La-Presse-e1577121825670.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Bandiere-Nato-La-Presse-e1577121825670-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Bandiere-Nato-La-Presse-e1577121825670-768x361.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Bandiere-Nato-La-Presse-e1577121825670-1024x481.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 70% della popolazione mondiale vive in un <strong>regime autocratico</strong>. In media, il livello di democrazia di cui gode un cittadino è ai livelli del <strong>1989</strong>. Gli Stati che stanno vivendo un deterioramento della democrazia sono 35, dieci anni fa erano solamente cinque. Lo stesso numero vale per gli Stati in cui la libertà di stampa viene limitata. E la fiducia nelle democrazie che ancora (r)esistono sta <strong>diminuendo</strong>.</p>



<p>È questa l’immagine che risulta dal <a href="https://www.v-dem.net/publications/democracy-reports/"><em>Democracy Report</em> <em>2022</em> dell’Istituto <em>V-Dem</em></a> e dal <a href="https://www.economist.com/graphic-detail/2022/02/09/a-new-low-for-global-democracy"><em>Democracy Index</em> <em>2021 </em>dell’<em>Economist Intelligence Unit </em>(Eiu)</a>: una democrazia agli <strong>stremi</strong>, regimi democratici deboli che vengono infiltrati da tendenze autocratiche e democrazie storicamente forti che vedono la fiducia da parte delle loro popolazioni in calo.</p>



<p>La pandemia di Covid-19 è servita da <strong>catalizzatore</strong> a delle tendenze già presenti nell’ecosistema, che sono perlopiù il risultato di un susseguirsi di eventi importanti e destabilizzanti, quali per esempio crisi economiche, politiche e sociali e la pandemia Covid-19, che si sono unite a una predisposizione critica di alcuni cittadini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come spiegare queste tendenze</h2>



<p>Bisogna partire da alcuni presupposti: le persone si fidano di meno di un governo formato da un partito che non hanno votato o che non rappresenta la loro posizione politica. Altrettanto è da osservare che laddove siano in atto delle crisi, di qualunque genere, le persone tendono ad attribuirne la <strong>responsabilità</strong> al governo. L’effetto di “rally ‘round the flag”, dove in caso di crisi improvvise le persone si riuniscono intorno alla propria “bandiera”, perde di impulso dopo un po&#8217; e se la crisi proseguirà, il risultato sarà molto probabilmente un rinnovato calo della fiducia. Inoltre, la fiducia è maggiore nelle istituzioni e minore in quelle che sono figure politiche e partiti, specialmente laddove la popolazione ha l’impressione che questi attori cerchino solo di perseguire i propri interessi.</p>



<p>In un sistema internazionale liberale, in cui il flusso dei mercati e dell&#8217;informazione è ininterrotto, può succedere che le persone abbiano l&#8217;impressione di perdere il senso di controllo di ciò che li succede attorno e che si sentano attori passivi di un sistema. Il bisogno innato di ordine rischia così di portare a una nuova identificazione di quello che è il &#8220;<strong>noi</strong>&#8221; e il &#8220;<strong>loro</strong>&#8220;, ovvero di quello che è il confine tra una comunità con un&#8217;identità condivisa e di quello che è estraneo. La <strong>polarizzazione</strong>, in questo senso, viene accelerata, almeno in parte, dall’uso di internet: durante la pandemia il web è diventato punto di approdo, ancora di più di quanto non lo fosse già, per informarsi e mantenere un minimo di contatti sociali. È qui che si fanno largo due fenomeni associati all&#8217;attività sul web: le <em>filter bubbles</em> e gli <em>echo chambers</em>. Il primo fenomeno delinea come ogni individuo di internet si trovi all’interno di una bolla che filtra il contenuto al quale viene esposto un utente, in base ad algoritmi che analizzano i suoi interessi e le sue preferenze. Le camere d’eco sono invece tipiche dei siti di social media, dove persone con interessi simili si ritrovano inserite in &#8220;stanze&#8221; virtuali a discutere delle loro idee e opinioni.</p>



<p>Viene naturale la ricerca di contatti con persone che abbiano opinioni simili alle proprie, comportamento noto come bias di conferma, un bias cognitivo per il quale le persone tendono naturalmente a rimanere dentro ambiti e discussioni che confermano le loro convinzioni pre-acquisite. I fenomeni appena descritti risultano però “pericolosi” in quanto tendono ad isolare la persona da opinioni e informazioni diverse dalle proprie, “<strong>chiudendo</strong>” per così dire la stanza da quello che può essere uno scambio di informazioni costruttivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La rivolta americana</h2>



<p>Prendiamo l’esempio dell’<a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/scontro-capitol-hill-anno.html">insurrezione della destra americana del 6 gennaio 2021</a> in cui un gruppo di manifestanti ha invaso le strade di Washington D.C. e preso d’assalto il Campidoglio, sede del Congresso americano che in quel momento stava procedendo alla formalizzazione della nomina a presidente degli Stati Uniti di <strong>Joe Biden</strong>. Gli insorgenti hanno richiesto l’annullamento delle elezioni “fraudolente” che avevano eletto Biden come successore di <strong>Donald J. Trump</strong>, inneggiando a Trump e utilizzando slogan come “<em>Stop the steal</em> – Fermate il furto.”</p>



<p>Questo atto di terrorismo interno, come è stato definito successivamente dall’Fbi, è stato l’apice di un processo iniziato anni dapprima e consolidatosi durante, e in parte anche grazie a, la presidenza Trump. Il presidente ha fatto infatti poco per mitigare la divisione sociale che si è stagliata in modo sempre più netto durante il suo mandato e anzi, ha appoggiato posizioni pericolose e radicali quali ad esempio quelle del gruppo <strong>QAnon</strong>, movimento di estrema destra americano.</p>



<p>L&#8217;orientamento apparentemente estremista di alcuni sostenitori di Trump non è però un fenomeno tanto circoscritto quanto si sperava inizialmente. In una delle ultime pubblicazioni documentarie rilasciate in adempimento al Foia (<em>Freedom of Information Act</em>), l’Fbi ha <a href="https://vault.fbi.gov/united-states-capitol-violence-and-related-events-of-january-6-2021/united-states-capitol-violence-and-related-events-of-january-6-2021-part-16/view">pubblicato una mail</a>, rivolta a <strong>Paul Abbate</strong>, attuale vicedirettore dell’Fbi, datata 13 gennaio 2021, nella quale viene fatta presente l’esistenza di un numero non specificato di <strong>simpatizzanti</strong> delle insurrezioni del 6 gennaio facenti parte dell’Fbi e delle forze dell’ordine. Si legge ad esempio: “ho parlato con molti agenti afroamericani che hanno declinato offerte di entrare a fare parte dello Swat, perché non convinti del fatto che ogni singolo membro del loro team li proteggerebbe durante un attacco armato.”</p>



<p>Il risultato delle elezioni di metà mandato non ha però portato la &#8220;Red Wave&#8221;, l&#8217;ondata dei repubblicani, tanto prevista. Anzi, secondo il <a href="https://www.nytimes.com/2022/11/09/us/politics/biden-midterms-republicans.html">New York Times</a>, si tratta di uno dei risultati migliori degli ultimi due decenni. Ma la candidatura per le elezioni presidenziali del 2024 da parte di Trump incontra una posizione dura di Biden, che lo identifica sempre ancora come la minaccia più grave per la democrazia statunitense.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso italiano</h2>



<p>Uno degli strumenti utilizzati per misurare il grado della fiducia nella democrazia è l’<strong>affluenza</strong> al voto. L’Italia quest’anno ha toccato il minimo storico, con un’affluenza del 63,9%. Dato poco sorprendente, se vediamo che secondo l’Istat solo il 37% degli italiani attribuisce un alto grado di fiducia al governo nazionale e solo un quinto dei cittadini ne attribuisce ai partiti.</p>



<p>Sarebbe riduttivo attribuire la diminuzione della fiducia a fenomeni di clusterizzazione online, lo sgretolamento della fiducia nella democrazia e nelle sue istituzioni è anche una risposta alla <strong>mancanza di valori</strong>: la globalizzazione e la susseguente interconnessione delle democrazie (principalmente occidentali) sta avendo un effetto lesivo sull&#8217;identificazione di valori politici nazionali dei loro cittadini. Il disorientamento causato dalla contaminazione di più obiettivi, bisogni e interessi, può spingere le persone verso un sentimento di maggiore confusione e quindi minore fiducia, o anche verso ideologie più estreme perché detentrici di valori più forti e chiari. Per analizzare un fenomeno che non richiami l’adesione a gruppi estremisti quali ad esempio The Base o QAnon, che comunque rappresentano un fenomeno circoscritto, basta osservare l’orientamento di destra che stanno prendendo molti governi dell&#8217;Europa occidentale. Uno spostamento da parte dell’elettorato verso posizioni che mettono in risalto valori <strong>nazionalisti</strong> è, in fondo, una delle prime reazioni a periodi di crisi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le implicazioni di un mondo aperto e vulnerabile</h2>



<p>Alle persone si sta stagliando davanti un mondo in cui le decisioni politiche vengono prese all’interno di flussi globalizzati, percepite come scelte fatte per arricchire pochi invece che molti, ma i cui risultati, negativi e positivi, ricadono su tutti. Questo sentimento è fortemente presente nei paesi in cui l’infiltrazione di pratiche di corruzione è alta e fa sì che si rinforzi l’idea di un “noi”, individuato in questo caso nella popolazione, contrapposto a un “loro”, identificato con chi governa, come è successo ad esempio in <strong>Libano</strong>.</p>



<p>Delocalizzazione della produzione, disastri ambientali, pandemie avvertite in ritardo, crisi economiche come quella causata dal governo di <strong>Liz Truss</strong>, fanno sì che lo scontento all’interno della popolazione cresca e lasci spazio a dubbi e rancori, rivolti soprattutto verso il governo in carica. In paesi di antica democratizzazione questi malumori si risolvono solitamente entro i <strong>dibattiti pubblici</strong>, ma nei paesi più deboli, economicamente e politicamente, si infiltrano facilmente pratiche che aprono a prese di potere <strong>autoritario</strong>. La pandemia ha funto da benzina sul fuoco per alcuni di questi Stati, un esempio eclatante è il Myanmar.</p>



<p>Ciononostante, i paesi con le democrazie apparentemente più forti non possono cullarsi in sicurezza. “Se determinati comportamenti, attuati da uno Stato, non vengono sanzionati, verranno normalizzati e da lì si <strong>diffonderanno</strong> ad altri,” ha avvertito <strong>Edward Snowden</strong>, parlando della Cina durante un’intervista a Vice nel 2020. Analizzando l&#8217;introduzione di misure volte a controllare la diffusione della pandemia Covid-19 in Cina, adottate però anche ad esempio in Corea del Sud e in Giappone, è arrivato alla conclusione che potrebbero trasformarsi facilmente in strumenti di oppressione. Snowden ha sfiorato il tema della fragilità delle democrazie, che proprio per la loro natura di luogo aperto a molteplici opinioni, sono più facilmente infiltrate dall’esterno, anche da influssi autoritari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/la-sfiducia-nelle-democrazie-noi-contro-loro.html">La sfiducia nelle democrazie: &#8220;noi&#8221; contro &#8220;loro&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>A lezione con l&#8217;Academy: dal giornalismo giudiziario alla Banda della Magliana</title>
		<link>https://it.insideover.com/academy/a-lezione-con-lacademy-dal-giornalismo-giudiziario-alla-banda-della-magliana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2022 18:24:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/48379c9e-d076-487c-bfc1-d7f407568d0e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/48379c9e-d076-487c-bfc1-d7f407568d0e.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/48379c9e-d076-487c-bfc1-d7f407568d0e-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/48379c9e-d076-487c-bfc1-d7f407568d0e-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>“Il giornalismo d’inchiesta inizia laddove si incrociano i documenti con le persone.” Queste le parole di Luca Fazzo, cronista giudiziario de ilGiornale.it, pronunciate durante la terza lezione del Corso di giornalismo d’inchiesta della Newsroom Academy.&#160; Fazzo ha tenuto una lezione sul livello istituzionale e operativo del giornalismo giudiziario, che spesso sfocia nel giornalismo d’inchiesta, dando &#8230; <a href="https://it.insideover.com/academy/a-lezione-con-lacademy-dal-giornalismo-giudiziario-alla-banda-della-magliana.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/a-lezione-con-lacademy-dal-giornalismo-giudiziario-alla-banda-della-magliana.html">A lezione con l&#8217;Academy: dal giornalismo giudiziario alla Banda della Magliana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/48379c9e-d076-487c-bfc1-d7f407568d0e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/48379c9e-d076-487c-bfc1-d7f407568d0e.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/48379c9e-d076-487c-bfc1-d7f407568d0e-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/48379c9e-d076-487c-bfc1-d7f407568d0e-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>“Il giornalismo d’inchiesta inizia laddove si incrociano i documenti con le persone.” Queste le parole di Luca Fazzo, cronista giudiziario de <em>ilGiornale.it</em>, pronunciate durante la terza lezione del <a href="https://insideover.ilgiornale.it/courses/corso-di-giornalismo-dinchiesta">Corso di giornalismo d’inchiesta della Newsroom Academy</a>.&nbsp;</p>



<p>Fazzo ha tenuto una lezione sul livello istituzionale e operativo del giornalismo giudiziario, che spesso sfocia nel giornalismo d’inchiesta, dando così ai partecipanti la possibilità di apprendere i trucchi del mestiere da uno dei cronisti giudiziari più importanti d’Italia.&nbsp;</p>



<p>Da come rapportarsi alle fonti coinvolte in una vicenda processuale, a come fare richiesta di accesso agli atti, i partecipanti hanno poi avuto l’occasione di analizzare con Fazzo l’ordinanza dell’Operazione Colosseo, una delle operazioni più importanti della lotta all’organizzazione criminale italiana, che ha visto lo smantellamento della Banda della Magliana.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Un cronista giudiziario, un pentito della Banda della Magliana, un magistrato e un poliziotto in pensione. Sono stati questi gli ospiti della terza lezione del corso di giornalismo di <a href="https://twitter.com/hashtag/inchiesta?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#inchiesta</a> di <a href="https://twitter.com/GianlucaZanell2?ref_src=twsrc%5Etfw">@GianlucaZanell2</a>.<br><br>Scopri la Newsroom Academy ➡️ <a href="https://t.co/kqRwInoD0E">https://t.co/kqRwInoD0E</a> <a href="https://t.co/XEA01vSSiL">pic.twitter.com/XEA01vSSiL</a></p>&mdash; InsideOver (@insideoverita) <a href="https://twitter.com/insideoverita/status/1590743587947515906?ref_src=twsrc%5Etfw">November 10, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Ma, come detto, il giornalismo d’inchiesta non è completo senza la possibilità di avere un rapporto diretto con le persone coinvolte. Non capita spesso, però, di poter toccare un pezzo di storia italiana, giudiziaria e criminale, come quella segnata dalla Banda della Magliana e dagli anni di Piombo, ma nel pomeriggio di sabato, 5 novembre, i corsisti hanno avuto proprio questa possibilità. Nella redazione de <em>ilGiornale.it</em>, hanno potuto intervistare tre protagonisti di quegli anni: Otello Lupacchini, che, come magistrato titolare dell’inchiesta Operazione Colosseo, ha scritto la storia giudiziaria italiana, Antonio Mancini, detto “Accattone”, collaboratore di giustizia ed ex-boss della Banda della Magliana e Attilio Alessandri, uno dei poliziotti più decorati d’Italia, che ha lavorato per 40 anni nella squadra mobile di Roma.</p>



<p>I corsisti della Newsroom Academy sono stati suddivisi in sette gruppi, ognuno dei quali sta sviluppando un’inchiesta. In preparazione alla lezione, ai corsisti sono stati consegnati gli atti dell’inchiesta “Operazione Colosseo”, così da permettere ad ogni gruppo di formulare una domanda per ospite, arrivando così a realizzare tre interviste. La prima all’ex-giudice Otello Lupacchini, la seconda ad Attilio Alessandri, che sancisce anche la prima volta che l’ex poliziotto si è presentato in pubblico e la terza ad Antonio Mancini, l’Accattone: </p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://insideover.ilgiornale.it/academy/anni-di-piombo-giustizia-e-giornalismo-il-racconto-dellex-magistrato-lupacchini.html">Anni di Piombo, giustizia e giornalismo: il racconto dell’ex-magistrato Lupacchini</a></li><li><a href="https://insideover.ilgiornale.it/academy/quando-il-cittadino-scappa-noi-andiamo-verso-il-pericolo.html">&#8220;Quando il cittadino scappa, noi andiamo verso il pericolo&#8221;</a></li><li><a href="https://insideover.ilgiornale.it/academy/la-banda-come-rivalsa-storia-dellex-boss-della-magliana-antonio-mancini.html">La banda come rivalsa: storia dell’ex boss della Magliana Antonio Mancini</a></li></ul>
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		<item>
		<title>Raggiunto accordo storico sul confine marittimo tra Israele e Libano</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/raggiunto-accordo-storico-sul-confine-marittimo-tra-israele-e-libano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Isabel Demetz]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2022 08:27:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221013102722215_ceccc373a408f568ea0b3301cffd722d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221013102722215_ceccc373a408f568ea0b3301cffd722d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221013102722215_ceccc373a408f568ea0b3301cffd722d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221013102722215_ceccc373a408f568ea0b3301cffd722d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221013102722215_ceccc373a408f568ea0b3301cffd722d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221013102722215_ceccc373a408f568ea0b3301cffd722d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221013102722215_ceccc373a408f568ea0b3301cffd722d-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È stato trovato un accordo che divide i giacimenti di gas presenti al largo della costa di Israele e del Libano. I negoziati, in corso da anni, si sono interrotti numerose volte a causa delle ostilità tra i due Paesi, ufficialmente ancora in guerra. L’ultimo round di negoziati &#8211; iniziato nell&#8217;ottobre 2020, con un breve &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/raggiunto-accordo-storico-sul-confine-marittimo-tra-israele-e-libano.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221013102722215_ceccc373a408f568ea0b3301cffd722d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221013102722215_ceccc373a408f568ea0b3301cffd722d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221013102722215_ceccc373a408f568ea0b3301cffd722d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221013102722215_ceccc373a408f568ea0b3301cffd722d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221013102722215_ceccc373a408f568ea0b3301cffd722d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221013102722215_ceccc373a408f568ea0b3301cffd722d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221013102722215_ceccc373a408f568ea0b3301cffd722d-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È stato trovato un accordo che divide i <strong>giacimenti di gas</strong> presenti al largo della costa di <strong>Israele </strong>e del <strong>Libano</strong>. I negoziati, in corso da anni, si sono interrotti numerose volte a causa delle ostilità tra i due Paesi, ufficialmente ancora in guerra.</p>



<p>L’ultimo round di negoziati &#8211; iniziato nell&#8217;ottobre 2020, con un breve stallo nel 2021 &#8211; settimana scorsa sembrava ancora destinato a fallire: il 5 ottobre il Libano ha infatti inviato quella che doveva essere la penultima revisione delle condizioni dell’accordo. <a href="https://today.lorientlejour.com/article/1313929/maritime-border-why-israel-refused-lebanons-amendments-to-hochstein-proposal.html">Israele ha però respinto le proposte il 6 ottobre</a>. L&#8217;11 ottobre il mediatore americano, Amos Hochstein, è però riuscito a trovare una soluzione che soddisfa entrambe le e alla fine la firma è arrivata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I giacimenti e la questione<em> </em>del confine</h2>



<p>I giacimenti sottomarini oggetto delle discussioni sono due: <strong>Qana</strong>, l’area più a nord, e <strong>Karish </strong>invece più a sud. Qana, in confronto a Karish, è più grande, ma i rilevamenti per misurarne l’effettiva estensione non sono ancora stati completati.</p>



<p>I negoziati vertevano principalmente sulla questione di dove tracciare il <strong>confine</strong> <strong>marittimo</strong>. I punti di partenza erano fondamentalmente tre: per Israele, la soluzione ideale era la linea 1, quella più a nord; per il Libano invece, la linea 29, più a sud. Questa, però, era stata rifiutata dalla controparte, dicendo che i negoziati potevano iniziare dalla linea 23, leggermente più a nord rispetto alla 29. A queste due si aggiungeva la linea Hof, denominata così secondo la soluzione proposta dall&#8217;ex mediatore americano Frederic Hof nel 2012. Le proposte dovevano inoltre tenere conto dei confini della Exclusive Economic Zone del Libano, la zona marittima di competenza esclusiva dello Stato a cui appartiene.<br>Il confine trovato, denominato <em>maritime boundary line</em>, sembrerebbe essere un compromesso tra la linea 1 e la linea 23, secondo le <a href="https://today.lorientlejour.com/article/1314354/maritime-border-the-complete-text-of-the-agreement-between-lebanon-and-israel.html">coordinate indicate nell&#8217;accordo finale</a>.</p>



<p>La questione del confine non si limitava però solamente al territorio marittimo: alcuni dei confini proposti partono da diversi punti sulla costa, implicando così un diverso punto di partenza del confine terrestre. La delimitazione tra il Libano e Israele, chiamata anche la “<strong>linea blu</strong>”, è sotto il controllo della missione Unifil (United Nations Interim Force in Lebanon) che pattuglia un’area di 1.060 chilometri quadrati. La linea blu, delineata nel 1978 dalle Nazioni unite per indicare la ritirata delle forze armate israeliane che avevano invaso il sud del Libano, non è da considerarsi un confine vero e proprio: questo, infatti, potrà solamente essere definito in comune accordo tra i due Stati.</p>



<p>Il punto di partenza del confine marittimo poteva dunque implicare in futuro anche la linea di inizio del confine terrestre: la linea 23 parte dalla località Naqura, sede tra l’altro dell’Unifil, mentre la linea 1, identificata da Israele ancora nel 2000 tramite la “linea delle boe”, partirebbe sei chilometri più a nord. Per evitare possibili conflitti, le parti contraenti del patto hanno deciso così di &#8220;ignorare&#8221; la partenza del confine marittimo, mantenendo l&#8217;attuale status quo e di rimandare la decisione ad un futuro accordo sul <strong>confine terrestre</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le dichiarazioni politiche e le tensioni</h2>



<p>Sia il Libano sia Israele sono prossimi alle elezioni: a Beirut il 31 ottobre finisce il mandato del presidente <strong>Michel Aoun</strong> e il parlamento dovrà nominare il suo successore. A Tel Aviv il 1° novembre si terranno le elezioni parlamentari. Il risultato dell’accordo marittimo e le eventuali concessioni rilasciate da parte di una o dell’altra parte potrebbe dunque influire sul risultato elettorale di entrambi i Paesi, ma se i negoziati non dovessero concludersi prima delle elezioni, l&#8217;accordo potrebbe saltare del tutto.</p>



<p>Il 5 ottobre il Deputy Speaker del parlamento libanese, Elias Bou Saab, aveva dichiarato che &#8220;le modifiche proposte da parte del governo libanese non dovrebbero alterare il corso dei negoziati” e l’accordo si troverebbe in uno stato talmente avanzato che “i negoziati si possono considerare conclusi&#8221;. Con la risposta da parte di Israele, però, l&#8217;ottimismo sulla fine dell&#8217;accordo era svanito immediatamente, ma non era la prima che le ostilità tra i due paesi hanno intralciato l&#8217;accordo.</p>



<p>Le tensioni maggiori dal lato libanese provengono principalmente dal partito di <strong>Hezbollah</strong>, unico gruppo armato del Paese che sta cercando di rivendicare il proprio ruolo di difensore della popolazione, guadagnato dopo la guerra dei 30 giorni combattuta contro Israele nel 2006. I legami stretti del partito con l’Iran hanno danneggiato la sua reputazione che ora sta cercando di ricostruire, presentandosi come difensore degli interessi nazionali. Le tattiche per raggiungere questo obiettivo sono state, tra le altre, inviare dei <strong>droni </strong>verso il giacimento di Karish e puntare i propri <strong>missili </strong>sui giacimenti, minacciando le imbarcazioni israeliane che vi si avvicinano prima della conclusione di un accordo. Ma <strong>Hassan Nasrallah</strong>, leader di Hezbollah, si era dichiarato pronto a tenere un &#8220;basso profilo, così da non intralciare i negoziati fondamentali per il futuro economico del Libano.&#8221;</p>



<p>Dal lato israeliano, invece, <strong>Benjamin Netanyahu</strong>, candidato alle elezioni con il suo partito <strong>Likud</strong>, aveva dichiarato che, nel caso vincesse, non si considererà legato da nessun accordo firmato dal governo precedente, accusando il primo ministro, <strong>Yair Lapid</strong>, di essersi arreso a Hezbollah. Lapid, insieme al ministro della difesa <strong>Benny Gantz</strong>, anche lui candidato alle elezioni, ha immediatamente accusato Netanyahu di minare la sicurezza israeliana con dichiarazioni di questo tipo e di rinforzare la propaganda di Nasrallah, già ritenuta pericolosa. Lapid inoltre si era dichiarato speranzoso del fatto che l&#8217;accesso del Libano ai giacimenti avrebbe potuto rinforzare la sua economia e così distaccare il Paese dall&#8217;influenza iraniana, facendo intendere così che un risultato &#8220;positivo&#8221; per il Libano era anche negli interessi della sicurezza nazionale israeliana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La firma dell&#8217;accordo e la possibile ripresa del Libano</h2>



<p>Nonostante la firma dell&#8217;accordo, ormai prossima, il rapporto tra i due paesi resta in bilico. Basta sentire le <a href="https://today.lorientlejour.com/article/1313929/maritime-border-why-israel-refused-lebanons-amendments-to-hochstein-proposal.html">dichiarazioni rilasciate da un funzionario israeliano</a> dopo aver rigettato le modifiche proposte dal Libano il 6 ottobre ha annunciato, a nome di Lapid, l&#8217;inizio delle estrazioni di gas dal giacimento di Karish appena possibile e il fallimento dell&#8217;accordo &#8220;in caso di minacce, da parte di Hezbollah o di chiunque altro.&#8221; Il ministro della difesa aveva inoltre già avvertito l&#8217;<strong>Idf </strong>(Israel Defense Force) di prepararsi per un&#8217;eventuale <strong>escalation </strong>verso il nord, dichiarando che se Hezbollah dovesse attaccare, sarà il Libano a pagarne il prezzo. Ma anche Nasrallah, in risposta a Bou Saab che l&#8217;11 ottobre ha detto che l&#8217;accordo raggiunto &#8220;garantisce al Libano tutti i suoi diritti&#8221;,  ha espresso una &#8220;<a href="https://today.lorientlejour.com/article/1314238/nasrallah-hezbollah-will-remain-cautious-until-border-deal-is-signed.html">posizione di cautela da parte di Hezbollah finché l&#8217;accordo non verrà firmato</a>&#8221; e che &#8220;durante i lavori esigui necessari a preparare un accordo che soddisfasse entrambe le parti, Hezbollah si è preparata giorno e notte per un conflitto.&#8221;</p>



<p>La firma dovrebbe svolgersi a Naqoura, in presenza delle delegazioni dei due Paesi ed è stata fortemente anticipata dall&#8217;amministrazione americana. Il presidente degli Stati Uniti, <strong>Joe Biden</strong>, si è congratulato con i due Stati e l&#8217;ambasciatrice americana in Libano, <strong>Dorothy Shea</strong>, ha dichiarato che l&#8217;accordo &#8220;costruisce le basi per un Libano più stabile e prospero.&#8221; Attualmente il Libano si trova in una <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/lincubo-senza-fine-del-libano.html">profonda crisi economica</a> e i giacimenti di gas rappresentano una promessa per la ripresa futura del Paese. I lavori di rilevazione ed estrazione verranno condotti dalla compagnia francese <strong>Total</strong>, sotto concessione libanese, che gestirà anche quelli che saranno eventuali interessi da pagare a Israele, ma si tratta comunque di un processo che durerà ancora alcuni anni fino a poter rappresentare una vera entrata per l&#8217;economia dell&#8217;ex Svizzera del Medio Oriente. Nel frattempo il governo di Israele ha <strong>approvato</strong> l&#8217;accordo con il Libano, con un minimo di voti a sfavore, tra cui il ministro degli interni <strong>Ayelet Shaked</strong>. Per sottolineare l&#8217;importanza di questa intesa il testo passerà ora per il Knesset, il Parlamento israeliano, che ne prenderà visione, senza però esprimersi tramite un voto, poi alla Commissione Esteri e Difesa e dopo 14 giorni tornerà all&#8217;esecutivo per la ratifica finale, in attesa dell&#8217;approvazione del procuratore generale <strong>Gali Baharav-Miara</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/raggiunto-accordo-storico-sul-confine-marittimo-tra-israele-e-libano.html">Raggiunto accordo storico sul confine marittimo tra Israele e Libano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La lotta di Putin contro le critiche dei nazionalisti russi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-lotta-di-putin-contro-le-critiche-dei-nazionalisti-russi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Isabel Demetz]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Oct 2022 08:41:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYPBk7ZK4GW_GqUYmApr_ANSA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYPBk7ZK4GW_GqUYmApr_ANSA-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYPBk7ZK4GW_GqUYmApr_ANSA-300x199.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYPBk7ZK4GW_GqUYmApr_ANSA-1024x680.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYPBk7ZK4GW_GqUYmApr_ANSA-768x510.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYPBk7ZK4GW_GqUYmApr_ANSA-1536x1020.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYPBk7ZK4GW_GqUYmApr_ANSA-2048x1360.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I bombardamenti alle città ucraine, avvenuti in risposta all&#8217;attacco al ponte di Kerch di domenica 9 ottobre, sono da considerarsi non solo un avvertimento all&#8217;Ucraina e all&#8217;Europa, ma anche a chi, tra i fedeli del Cremlino, ha messo in dubbio la leadership di Putin durante il conflitto. Nelle ultime settimane, infatti, gli attacchi alla strategia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-lotta-di-putin-contro-le-critiche-dei-nazionalisti-russi.html">[...]</a></p>
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<p>I bombardamenti<strong> </strong>alle città ucraine, avvenuti in risposta all&#8217;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/danneggiato-ponte-sullo-stretto-kerch-mosca-atto-sabotaggio-2073636.html">attacco al ponte di Kerch</a> di domenica 9 ottobre, sono da considerarsi non solo un avvertimento all&#8217;Ucraina e all&#8217;Europa, ma anche a chi, tra i fedeli del Cremlino, ha messo in dubbio la leadership di Putin durante il conflitto.</p>



<p>Nelle ultime settimane, infatti, gli <strong>attacchi alla strategia</strong> di guerra di Putin si sono fatti più numerosi, provenendo da fonti sempre più vicine al presidente del Cremlino. <a href="https://www.washingtonpost.com/national-security/2022/10/07/putin-inner-circle-dissent/">Secondo quanto riportato dal <em>Washington Post</em></a>, l’intelligence americana ha scoperto che una persona proveniente dalla cerchia ristretta di Putin lo avrebbe criticato direttamente per la sua gestione del conflitto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I dissensi interni</h2>



<p>Le critiche maggiori non sono spinte da ragioni umanitare, bensì da motivazioni <strong>nazionaliste</strong>, portate avanti dalla destra del paese, che accusa il governo di utilizzare tattiche troppo “morbide” contro Kiev. Tra questi vi sono anche i falchi di Putin, i suoi uomini più fidati, tra cui <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-medvedev-gioca-a-fare-il-falco.html">il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo <strong>Dmitry Medvedev</strong></a>, che la mattina del 10 ottobre, con l&#8217;inizio dei bombardamenti, ha esultato dichiarando che si trattasse appena del “primo episodio”.</p>



<p>Nei piani di Mosca la guerra in Ucraina doveva durare poche settimane, ma quasi immediatamente si è dimostrata uno sforzo maggiore del previsto, arrivando nel mese scorso a costringere la Russia ad avviare una mobilitazione parziale, richiamando in servizio 300.000 riservisti, scelti esclusivamente tra uomini che hanno già servito nell&#8217;esercito e che presentano esperienza nel combattimento e specializzazioni militari. Ma la Russia ha continuato a perdere terreno a causa dell&#8217;aggressiva controffensiva ucraina, fatto che ha messo in dubbio le capacità strategiche di Putin e potrebbe, secondo alcuni analisti, causare una crisi all’intera struttura federale in caso di una disfatta definitiva. Tra le voci più critiche che hanno chiamato le ultime ritirate dall&#8217;est dell&#8217;Ucraina un disastro, <a href="https://it.insideover.com/guerra/kadyrov-mette-in-imbarazzo-mosca-e-scoppia-un-altro-mistero.html">sono emerse quelle dei falchi <strong>Ramzan Kadyrov</strong></a>, capo della Cecenia e di <strong>Yevgeny Prigozhin</strong>, fondatore delle brigate di mercenari Wagner.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La risposta di Putin ai falchi</h2>



<p>Dopo la perdita da parte dell&#8217;esercito russo della città di <strong>Izyum</strong>, avvenuta l&#8217;11 settembre, Kadyrov si è detto preoccupato delle scelte dell&#8217;esercito, dichiarando che &#8220;se non verranno adottati dei cambiamenti a livello strategico entro domani, sarò obbligato a parlare con la leadership del ministero della Difesa e la leadership del Paese, così da spiegargli la realtà dei fatti e riportarli con i piedi per terra.&#8221; Non è l&#8217;unica dichiarazione di questo genere fatta dal leader ceceno, che a inizio ottobre ha chiesto a Putin di introdurre nel conflitto <strong>ordigni nucleari</strong> a bassa potenza, così da velocizzare la conclusione della guerra in Ucraina.</p>



<p>Anche Prigozhin si è aggiunto a Kadyrov nel criticare le perdite subite dall&#8217;esercito russo. Sembrerebbe che entrambi abbiano fatto forti pressione per sollevare <strong>Sergei Shoigu</strong> dal suo ruolo di ministro della Difesa, perché ritenuto da loro troppo cauto nelle sue strategie. Prigozhin ha ammesso da poco di essere a capo di Wagner, una mossa che potrebbe rivelare il desiderio di rivestire un ruolo più importante all&#8217;interno della rete di Putin anche pubblicamente. I bombardamenti che lunedì 10 ottobre hanno fatto risvegliare i cittadini Kiev e di altre città ucraine al suono delle sirene antiaeree, si stanno concentrando principalmente su infrastrutture strategiche e civili e sembrerebbero soddisfare le pressioni dei falchi del Cremlino.</p>



<p>Anche la scelta del capo delle operazioni militari in Ucraina sembrerebbe essere un passo all&#8217;interno delle concessioni di Putin: gli attacchi sono avvenuti sotto il comando del “<strong><a href="https://www.kp.ru/daily/27412/4610329/">generale armageddon</a></strong>”, <a href="https://it.insideover.com/guerra/surovikin-chi-e-il-nuovo-comandante-russo-in-ucraina.html">Sergey Surovikin</a>. Il generale è noto per aver ordinato di sparare alle folle di dissidenti a Mosca nel 1991 e per il suo coinvolgimento nella guerra in Siria nel 2017, di cui risalta in particolare il bombardamento di Aleppo a fianco delle forze di Bashar Al-Assad. Le strategie spietate di Surovikin saranno sicuramente un modo di Putin per silenziare i dissidenti interni e sottolineare la sua determinazione a vincere la guerra, ma sono anche una chiara minaccia agli occhi di Zelensky e dell&#8217;Occidente.</p>
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		<title>Taglio delle tasse, mercati e crollo della sterlina: gli errori del governo Truss</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/taglio-delle-tasse-mercati-e-crollo-della-sterlina-gli-errori-del-governo-truss.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Isabel Demetz]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Oct 2022 17:45:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221004194202931_7a8e080dcedc3cd1ace158e4608faae4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221004194202931_7a8e080dcedc3cd1ace158e4608faae4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221004194202931_7a8e080dcedc3cd1ace158e4608faae4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221004194202931_7a8e080dcedc3cd1ace158e4608faae4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221004194202931_7a8e080dcedc3cd1ace158e4608faae4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221004194202931_7a8e080dcedc3cd1ace158e4608faae4-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221004194202931_7a8e080dcedc3cd1ace158e4608faae4-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il governo britannico ha rinunciato al taglio della tassa sul reddito a chi guadagna più di 150.000£ all’anno. “La misura era diventata una distrazione dalla nostra missione prioritaria” ha ammesso Kwasi Kwarteng, il cancelliere dello Scacchiere, ovvero il Ministro delle Finanze inglese, riferendosi alle reazioni avverse dei mercati e che hanno causato numerose critiche alle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/taglio-delle-tasse-mercati-e-crollo-della-sterlina-gli-errori-del-governo-truss.html">[...]</a></p>
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<p>Il governo britannico ha rinunciato al taglio della <strong>tassa sul reddito</strong> a chi guadagna più di 150.000£ all’anno. “La misura era diventata una distrazione dalla nostra missione prioritaria” ha ammesso Kwasi Kwarteng, il cancelliere dello Scacchiere, ovvero il Ministro delle Finanze inglese, riferendosi alle <strong>reazioni avverse</strong> dei mercati e che hanno causato numerose critiche alle misure previste dal governo.</p>



<p>Il 23 settembre Kwarteng ha presentato il taglio alle imposte più ingente degli ultimi 50 anni: il <strong>“mini-budget”</strong>, così denominato, era arrivato a seguito di diverse dichiarazioni, anche da parte della premier britannica Liz Truss, che annunciavano “l’inizio di una <strong>nuova era</strong>” per il Regno Unito.</p>



<p>Il pacchetto, nonostante fosse solo la prima di una serie di misure volte a far riprendere l’economia britannica, era stimato intorno alle 45 miliardi e faceva parte di un intervento più ampio che comprendeva un ingente pacchetto di sostegno energetico alle famiglie del valore di circa 60 miliardi di sterline.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I limiti del pacchetto Kwarteng-Truss</h2>



<p>Il problema era che il piano non presentava né una quantificazione dell’impatto economico, né un piano di finanziamento chiaramente delineato. Non trattandosi tecnicamente di una legge di bilancio “intero” non era necessario far rivedere il mini-budget dal <em>Office for Budget Responsibility</em>, che con la sua attività di scrutinio e previsione può attutire la risposta dei mercati. Il programma di <strong>indebitamento</strong> del governo, senza però dati certi sulla sua sostenibilità, ha portato così a una sfiducia da parte dei mercati, facendo salire i rendimenti dei titoli di stato inglesi a livelli superiori di quelli italiani e greci e causando il <strong>crollo</strong> della sterlina, che il 26 settembre ha raggiunto il tasso di cambio nominale sterlina/dollaro più basso mai registrato, ovvero pari a 1,03.</p>



<p>Nei giorni susseguenti la presentazione del piano, Truss e Kwarteng hanno tentato di riacquistare la fiducia delle Borse, ma senza risultati. Così il 3 ottobre il cancelliere ha annunciato l’<strong>eliminazione</strong> del taglio sull’imposta sul reddito dal mini-budget.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché la tempesta non è ancora finita</h2>



<p>Secondo molti economisti, però, il danno è già stato fatto: il mercato immobiliare soffrirà, molto probabilmente, ancora per anni di <strong>alti tassi di interesse</strong> e i britannici, già alla presa con il carovita, subiranno un ulteriore innalzamento dei costi di gas, elettricità e petrolio dato che questi beni vengono scambiati in dollari. Molti economisti hanno infatti criticato la scelta di tagliare un&#8217;imposta sui redditi dei più abbienti in un momento dove, proprio grazie alla loro ricchezza, sono meno affetti dall&#8217;innalzamento del costo della vita e di giustificare in un secondo momento la misura, dicendo che avrebbe permesso all&#8217;economia inglese di rifiorire aumentando il denaro messo in circolazione dalla classe più ricca. </p>



<p>Anche a livello politico la fiducia nella premier è in discussione, con l’opposizione che sta già chiedendo le dimissioni, come minimo del cancelliere.</p>



<p>Il crollo della sterlina, che ad oggi 4 ottobre è risalita a un tasso di cambio nominale sterlina/dollaro di 1,13, è però sintomo anche della <strong>crescita del dollaro</strong>. Anche l&#8217;<strong>euro</strong>, infatti, sta vivendo una situazione molto simile: con il rafforzamento della moneta verde, spinta dal governo americano e il crescente rischio di recessione in Europa, le due valute hanno toccato tasso di cambio pari nella metà di luglio. </p>
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		<title>Chi è Olaf Scholz</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-olaf-scholz.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2020 14:32:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/ilgiornale2_20230302141214606_e2c5e3e09934daecd1bc2b8589497bf6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="olaf scholz" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/ilgiornale2_20230302141214606_e2c5e3e09934daecd1bc2b8589497bf6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/ilgiornale2_20230302141214606_e2c5e3e09934daecd1bc2b8589497bf6-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/ilgiornale2_20230302141214606_e2c5e3e09934daecd1bc2b8589497bf6-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/ilgiornale2_20230302141214606_e2c5e3e09934daecd1bc2b8589497bf6-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/ilgiornale2_20230302141214606_e2c5e3e09934daecd1bc2b8589497bf6-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/ilgiornale2_20230302141214606_e2c5e3e09934daecd1bc2b8589497bf6-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/ilgiornale2_20230302141214606_e2c5e3e09934daecd1bc2b8589497bf6-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cancelliere della Germania da dicembre 2021, Olaf Scholz è il nono cancelliere della Repubblica federale e il quarto proveniente dalle fila dell’Spd, il Partito socialdemocratico di Germania. Erede dell’era di Angela Merkel, era vicecancelliere sotto il quarto governo Merkel e ministro delle Finanze dal 2018. Uno degli uomini che ha caratterizzato maggiormente la politica tedesca &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-olaf-scholz.html">[...]</a></p>
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