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	<title>Unione Sovietica Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 29 Aug 2025 15:16:40 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Unione Sovietica Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>29 agosto 1949: l&#8217;atomica sovietica inaugura la Guerra Fredda</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/29-agosto-1949-latomica-sovietica-inaugura-la-guerra-fredda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2025 15:15:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Armi nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Sovietica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="365" height="273" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Joe_one.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Joe_one.jpg 365w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Joe_one-300x224.jpg 300w" sizes="(max-width: 365px) 100vw, 365px" /></p>
<p>29 agosto 1949, Semipalatinsk, Kazakistan: alle 7 in punto, ora di Mosca, detona il Dispositivo 501, tecnicamente la RDS-1, la prima bomba atomica sovietica. Un ordigno da 22 chilotoni, costruito sul modello della bomba atomica di Nagasaki, completava la rincorsa sovietica e, poco più di quattro anni dopo il Trinity Test di Los Alamos e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/29-agosto-1949-latomica-sovietica-inaugura-la-guerra-fredda.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="365" height="273" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Joe_one.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Joe_one.jpg 365w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Joe_one-300x224.jpg 300w" sizes="(max-width: 365px) 100vw, 365px" /></p>
<p><strong>29 agosto 1949, Semipalatinsk, Kazakistan</strong>: alle 7 in punto, ora di Mosca, detona il Dispositivo 501, tecnicamente la RDS-1, la prima bomba atomica sovietica. Un ordigno da 22 chilotoni, costruito sul modello della bomba atomica di Nagasaki, completava la rincorsa sovietica e, poco più di <strong>quattro anni dopo il Trinity Test di Los Alamos</strong> e gli impieghi bellici della Bomba per antonomasia contro il Giappone imperiale toglieva l&#8217;esclusività del dominio sul nucleare militare agli Stati Uniti.</p>



<p>Quello della bomba che negli Usa chiamarono &#8220;Joe-1&#8221; per riferirla al dittatore sovietico Josif Stalin fu il primo di 715 test nucleari che avrebbero coinvolto 969 ordigni tra il Kazakistan e l&#8217;isola artica di Novaja Zemlja, dove nel 1960 fu fatta detonare la bomba all&#8217;idrogeno più potente mai testata dall&#8217;uomo, fino al 1990 coinvolsero il programma nucleare sovietico il cui erede, quello russo, detiene tuttora il primo arsenale al mondo per dimensioni. Quel giorno, si può dire, <strong>iniziò davvero la Guerra Fredda, iniziò la tendenza alla spartizione del mondo tra blocchi guidati da due superpotenze, Usa e Urss,</strong> nessuna delle quali poteva dirsi però in grado di acquisire un vantaggio strategico decisivo fintanto che la prospettiva di una rappresaglia nucleare dell&#8217;avversario sarebbe rimasta cogente.</p>



<p>La corsa all&#8217;atomica di Stalin è la storia dell&#8217;ossessione di non restare indietro da parte del leader che rivendicava la vittoria nella <a href="https://it.insideover.com/storia/il-patto-molotov-ribbentrop-86-anni-dopo-quando-germania-e-urss-decisero-il-futuro-della-polonia.html">&#8220;Grande Guerra Patriottica&#8221;</a>, la risposta all&#8217;invasione tedesca nel 1941, come presupposto per uno status di grande potenza per Mosca. Tra un programma blindato guidato dall&#8217;ex &#8220;zar&#8221; della repressione Lavrentij Berija e un uso <strong>dinamico dell&#8217;infiltrazione in Occidente con le &#8220;spie atomiche&#8221; </strong>che tra Usa e Regno Unito fornivano informazioni a Mosca, l&#8217;Urss ci mise quattro anni ma riuscì a ottenere l&#8217;accesso al club atomico.</p>



<p>Da allora, quest&#8217;ultimo sarebbe stato sempre più affollato: testarono i primi ordigni nucleari il Regno Unito nel 1952, la Francia nel 1960, la Cina nel 1964, l&#8217;India nel 1974, il Pakistan nel 1998, la Corea del Nord nel 2006. In mezzo, nel 1979, ci fu probabilmente il test congiunto tra Israele e il Sudafrica dell&#8217;Apartheid nell&#8217;Atlantico del Sud individuato dai satelliti Vela della Nasa. L&#8217;equilibrio atomico cambiò per sempre la guerra, ponendo da un lato la minaccia di quella che Giorgio La Pira chiamava <strong><a href="https://it.insideover.com/storia/il-ritorno-della-frontiera-dellapocalisse-il-mondo-e-lincubo-atomico.html">&#8220;frontiera dell&#8217;Apocalisse&#8221;</a></strong> sempre più incombente sulla civiltà umana e creando dall&#8217;altro l&#8217;equilibrio del terrore atomico come base di una sostanziale ineffabilità delle guerre tra grandi potenze.</p>



<p>La Guerra Fredda fu <strong>l&#8217;epoca della grande paura ma anche della grande consapevolezza della necessità di coordinare</strong> il rodeo atomico. E in un certo senso forse tutto ciò è dovuto anche al test atomico sovietico del 1949. <strong>Risulta più pericoloso un nucleare in mano a una sola potenza o uno diffuso con equilibrio?</strong> La storia ricorda che finora le atomiche sono state impegnate in guerra solo quando un unico Stato le possedeva. Al contempo, però, è bene ricordare che Usa e Urss seppero strutturare un dialogo costante sulla gestione degli arsenali con tanto di trattati di governance della competizione che oggi, in una rinnovata e muscolare fase di rivalità tra potenze, sono tramontati e non sembrano pronti a tornare. Rendendo l&#8217;epoca presente assai meno stabile di quella della Guerra Fredda.</p>
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		<item>
		<title>Il riferimento alla Seconda guerra mondiale nel vertice Putin-Trump e il sogno russo-americano di un eterno 1945</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-riferimento-alla-seconda-guerra-mondiale-nel-vertice-putin-trump-e-il-sogno-russo-americano-di-un-eterno-1945.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Aug 2025 06:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda Guerra Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Sovietica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1892" height="978" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/PUTIN-MAGADAN.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/PUTIN-MAGADAN.jpg 1892w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/PUTIN-MAGADAN-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/PUTIN-MAGADAN-1024x529.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/PUTIN-MAGADAN-768x397.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/PUTIN-MAGADAN-1536x794.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/PUTIN-MAGADAN-600x310.jpg 600w" sizes="(max-width: 1892px) 100vw, 1892px" /></p>
<p>Vladimir Putin ha lanciato importanti riferimenti alla collaborazione sovietico-americana durante la Seconda guerra mondiale in occasione del summit di Anchorage con Donald Trump. E per un leader russo il richiamo alla &#8220;Grande Guerra Patriottica&#8221; combattuta da Mosca nel campo degli Alleati contro la Germania nazista non è un riferimento casuale, ma una scelta da ben &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-riferimento-alla-seconda-guerra-mondiale-nel-vertice-putin-trump-e-il-sogno-russo-americano-di-un-eterno-1945.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-riferimento-alla-seconda-guerra-mondiale-nel-vertice-putin-trump-e-il-sogno-russo-americano-di-un-eterno-1945.html">Il riferimento alla Seconda guerra mondiale nel vertice Putin-Trump e il sogno russo-americano di un eterno 1945</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1892" height="978" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/PUTIN-MAGADAN.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/PUTIN-MAGADAN.jpg 1892w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/PUTIN-MAGADAN-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/PUTIN-MAGADAN-1024x529.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/PUTIN-MAGADAN-768x397.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/PUTIN-MAGADAN-1536x794.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/PUTIN-MAGADAN-600x310.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1892px) 100vw, 1892px" /></p>
<p>Vladimir Putin ha <strong>lanciato importanti riferimenti</strong> alla collaborazione sovietico-americana durante la Seconda guerra mondiale in <a href="https://it.insideover.com/politica/non-solo-trump-putin-anchorage-avvia-il-disgelo-tra-russia-e-usa.html">occasione del summit di Anchorage con <strong>Donald Trump</strong>. </a>E per un leader russo il richiamo alla &#8220;Grande Guerra Patriottica&#8221; combattuta da Mosca nel campo degli Alleati contro la Germania nazista non è un riferimento casuale, ma una scelta da ben ponderare. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La cooperazione Mosca-Washington</h2>



<p>Per la Russia la vittoria dell&#8217;<strong>Armata Rossa di Stalin contro le truppe di Adolf Hitler</strong> e la liberazione dell&#8217;Europa orientale dall&#8217;occupazione del Terzo Reich rappresentano la <strong>mitologia nazionale contemporanea</strong>, il ricordo dei 23 milioni di morti subiti dall&#8217;Urss nel conflitto è rinnovato ogni 9 maggio, Giorno della Vittoria, nelle parate che si svolgono a Mosca e nel resto del Paese. </p>



<p>Soprattutto, enfatizzare la <strong>collaborazione inter-alleata</strong> e soprattutto quella tra Mosca e Washington intende richiamare un messaggio preciso: Putin, come in fin dei conti Trump, è un nostalgico di quando i <strong>summit russo-americani plasmavano il mondo,</strong> ipotizza e accarezza l&#8217;idea della &#8220;<a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-anchorage-la-lunga-strada-in-salita-per-porre-fine-alla-guerra-in-ucraina.html">Nuova Yalta</a>&#8220;, eredita una tendenza dello Stato profondo russo volta alla &#8220;nostalgia del 1945&#8221;, all&#8217;eredità della vittoria alleata sul nazifascismo che consentì la riscrittura totale dell&#8217;ordine globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il richiamo nazionale alla Seconda guerra mondiale in Russia</h2>



<p>In patria, per Putin la Seconda guerra mondiale è <strong>utile catalizzatore per il patriottismo panrusso</strong>, dato che lo stesso Stalin riscoprì il gotha dell&#8217;eredità identitaria nazionale per la propaganda bellica anti-nazista, presentando la difesa contro Hitler come una versione su scala maggiore della difesa del Paese dall&#8217;invasione napoleonica del 1812. All&#8217;estero, questo ricordo è leva diplomatica e strategica enfatizzando il ruolo della cooperazione su quella della competizione. </p>



<p>Per Putin, il valore del summit sta anche nel ricordo legato al secondo conflitto mondiale che l&#8217;Alaska evoca. &#8220;Durante la Seconda Guerra Mondiale, l&#8217;Alaska servì da punto di partenza per la leggendaria rotta aerea che trasportava rifornimenti in prestito, inclusi aerei militari e altri equipaggiamenti&#8221;,<a href="http://en.kremlin.ru/events/president/news/77793"> ha detto Putin</a> parlando in conferenza stampa e aggiungendo che questa &#8220;era una rotta pericolosa e impegnativa su enormi territori coperti di ghiaccio&#8221; in cui &#8220;i piloti e gli esperti di entrambi i Paesi fecero tutto il possibile per raggiungere la vittoria insieme&#8221;. </p>



<p><strong>Sovietici e americani &#8220;rischiarono e sacrificarono le loro vite per la nostra vittoria comune&#8221;, </strong>ha detto Putin, che recandosi a Anchorage ha fatto tappa a Magadan, città della Siberia orientale che si affaccia  sul mare di Ochotsk, onorando i piloti sovietici e americani caduti nell&#8217;affrontare la pericolosa tratta aerea.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🚨 WOW! On his way to America, Putin made a stop in Magadan to honor the U.S.-Soviet Alliance from WWII<br><br>Putin laid flowers at the Heroes of ALSIB memorial, which commemorates the brutal arctic route where 8K U.S. aircraft were brought into USSR.<br><br>This could be a good sign! 🤝 <a href="https://t.co/hqb3ln3zrT">pic.twitter.com/hqb3ln3zrT</a></p>&mdash; Nick Sortor (@nicksortor) <a href="https://twitter.com/nicksortor/status/1956404578381099412?ref_src=twsrc%5Etfw">August 15, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L&#8217;idea è chiara: <strong>80 anni dopo, rinverdire la nostalgia del 1945, di quando russi e americani,</strong> pur con una Guerra Fredda all&#8217;orizzonte, potevano spartirsi il mondo e enfatizzare i risultati della cooperazione. E al contempo mandare un messaggio chiaro all&#8217;Europa e, in un certo senso, alla stessa Ucraina: l&#8217;obiettivo geostrategico di Putin è saldare la <strong>tenaglia russo-americana sul Vecchio Continente</strong> usando l&#8217;espediente narrativo e retorico del paragone tra gli obiettivi distruttivi della Germania nazista (o della Francia napoleonica prima di lei) verso la Russia e quelli dell&#8217;Unione Europea di oggi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il precedente del Svr</h2>



<p>Tale narrazione è stata enfatizzata nei giorni in cui l&#8217;80esimo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale in Europa si avvicinava, principalmente tramite una clamorosa <strong>azione propagandistica del Servizio d&#8217;Intelligence Estero (Svr)</strong> che ha indicato in un presunto &#8220;Eurofascismo&#8221; il comune nemico di Russia e Usa.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Russia’s Foreign Intelligence Service (SVR) just dropped an unhinged article basically calling for a U.S.–Russia alliance against “Eurofascism.”<br>They claim Europe has a “historical tendency toward totalitarianism,” paint France as the birthplace of bloody regimes from the… <a href="https://t.co/2sQWV7ybfH">pic.twitter.com/2sQWV7ybfH</a></p>&mdash; GeoInsider (@InsiderGeo) <a href="https://twitter.com/InsiderGeo/status/1912798996462002242?ref_src=twsrc%5Etfw">April 17, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Allora l&#8217;Svr disse che l&#8217;Europa ha una &#8220;tendenza storica&#8221; al totalitarismo, scrivendo sul suo sito che Usa e Russia dovrebbero unirsi per contenere la tendenza guerrafondaia che sarebbe incentivata dalla Francia, dal Regno Unito e soprattutto dalla Commissione Europea di Ursula von der Leyen. </p>



<p>Lo Svr si dichiarava a favore di una &#8220;unificazione degli sforzi tra Mosca e Washington, capace di impedire che il mondo scivoli verso un nuovo conflitto globale e di fronteggiare possibili provocazioni sia provenienti dall&#8217;Ucraina sia dagli europei impazziti tradizionalmente sollecitati dalla Gran Bretagna&#8221;. Parole che risuonano in quanto detto a Ferragosto da Putin: &#8220;ci auguriamo che Kiev e le capitali europee affrontino gli attuali sviluppi in modo costruttivo e non cerchino di frapporre ostacoli <strong>né di ostacolare i progressi emergenti con atti provocatori o complotti dietro le quinte</strong>&#8220;. </p>



<p>Putin vuole solleticare <strong>con acuti riferimenti storici</strong> la volontà unilateralista di Trump e alimentare la narrazione della necessità di un nuovo 1945 tanto remoto quanto esaltato nella retorica. Saldando, al contempo, la <strong>tenaglia russo-americana su un&#8217;Europa</strong> non invitata al tavolo negoziale di Anchorage perché parte primaria del menù.</p>



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		<title>Gli aerei spia della Cia abbattuti dalla Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/gli-aerei-spia-della-cia-abbattuti-dalla-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2024 10:38:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Aerei spia]]></category>
		<category><![CDATA[Central Intellicence Agency (Cia)]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
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		<category><![CDATA[Unione Sovietica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1203" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Air_Force_U-2_2139646280-e1729700525278.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Air_Force_U-2_2139646280-e1729700525278.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Air_Force_U-2_2139646280-e1729700525278-600x376.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Air_Force_U-2_2139646280-e1729700525278-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Air_Force_U-2_2139646280-e1729700525278-1024x642.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Air_Force_U-2_2139646280-e1729700525278-768x481.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Air_Force_U-2_2139646280-e1729700525278-1536x962.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tutti conoscono il Lockheed U-2, l&#8217;aereo sviluppato dagli americani e operato dalla CIA per svolgere missioni di spionaggio da altissima quota e fotografare siti strategici a ridosso o direttamente &#8220;entro&#8221; uno spazio aereo ostile largamente impiegato nel corso della Guerra Fredda. Protagonista dello molte operazioni di spionaggio condotte dagli Stati Uniti contro i suoi avversari &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/gli-aerei-spia-della-cia-abbattuti-dalla-cina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1203" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Air_Force_U-2_2139646280-e1729700525278.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Air_Force_U-2_2139646280-e1729700525278.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Air_Force_U-2_2139646280-e1729700525278-600x376.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Air_Force_U-2_2139646280-e1729700525278-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Air_Force_U-2_2139646280-e1729700525278-1024x642.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Air_Force_U-2_2139646280-e1729700525278-768x481.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Air_Force_U-2_2139646280-e1729700525278-1536x962.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tutti conoscono il <strong>Lockheed U-2</strong>, l&#8217;aereo sviluppato dagli americani e operato dalla <strong>CIA</strong> per svolgere missioni di spionaggio da altissima quota e fotografare siti strategici a ridosso o direttamente &#8220;entro&#8221; uno spazio aereo ostile largamente impiegato nel corso della <strong>Guerra Fredda</strong>.</p>



<p>Protagonista dello molte operazioni di spionaggio condotte dagli Stati Uniti contro i suoi avversari (ma anche contro alleati storici come Regno Unito, Francia e Israele) negli anni &#8217;60 e &#8217;70, l&#8217;apparecchio in questione &#8211; ancora in forza nell&#8217;Us Air Force &#8211; viene principalmente associato al delicato caso della crisi degli U-2 scaturita dall&#8217;abbattimento dell&#8217;aereo pilotato da <strong>Francis Gary Powers</strong> mentre era in missione su&nbsp;Sverdlovsk, <strong>Unione Sovietica</strong>, il primo maggio del 1960. Vicenda che terminò nel famoso scambio di spie sul ponte di Glienicke. </p>



<p>Pochi sono invece sono al corrente degli abbattimenti registrati dalla <strong>Cina</strong> che, al culmine della Guerra Fredda, riuscì a colpire ben<strong> cinque aerei spia</strong> di questo tipo mentre erano impegnati in voli ad alta quota sul territorio cinese. Queste perdite &#8220;<em>meno note</em>&#8221; non sono <strong>mai state riportate ufficialmente</strong> dal momento che la Central Intelligence Agency, responsabile di tutti gli U-2 al momento dell&#8217;abbattimento, non poteva motivare la ragione per cui degli aerei spia americani stessero sorvolano la Cina in <strong>missioni di spionaggio</strong>. Secondo quanto venne riporto solo in seguito, parte del &#8220;<strong>mistero</strong>&#8221; era collegato al fatto che in realtà quegli aerei spia &#8220;<em>non fossero pilotati da operatori statunitensi</em>&#8221; e non stessero agendo &#8220;<em>sotto bandiera statunitense</em>&#8220;, ma fossero ai comandi di <strong>piloti di Taiwan</strong>. Portando le<a href="https://it.insideover.com/politica/arresti-e-palloni-aerostatici-lombra-dello-spionaggio-cinese-si-estende-su-taiwan.html"> attuali tensioni</a> molto indietro nel tempo.</p>



<p>Gli aerei però, come spesso succede nelle repubbliche socialiste dell&#8217;Asia che adorano i trofei di guerra statunitensi, una su tutte la <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-vogliono-riavere-la-loro-nave-spia-detenuta-dalla-corea-del-nord.html">Corea del Nord</a>, erano stati &#8220;veramente abbattuti&#8221; ed esposti in bella vista a Pechino: assemblati come dei puzzle dopo essere caditi in pezzi dal cielo ed essersi schiantati nelle campagne del territorio <em>ostile</em> su cui erano stati inviati.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>In missione per Taiwan, a caccia di &#8220;atomiche&#8221; per gli Usa</strong></h2>



<p>Secondo i <a href="https://web.archive.org/web/20140104204338/https://www.cia.gov/library/center-for-the-study-of-intelligence/csi-publications/csi-studies/studies/vol-57-no-2/the-growth-of-china2019s-air-defenses-responding-to-covert-overflights-194920131974.html">resoconti </a>del tempo, declassificati molti anni dopo, gli aerei spia erano stati trasferiti a Taiwan quale &#8220;<em>parte di una missione top secret&#8221;</em> congiunta di Taipei e Washington<em> &#8220;per spiare le crescenti capacità militari della Cina comunista</em>&#8220;, compresi e in particolare modo gli sviluppi del <strong>programma nucleare cinese</strong> sopportato dall&#8217;Unione Sovietica.</p>



<p>Dopo l&#8217;abbattimento di Gary Powers nello spazio aereo sovietico, e la scoperta che i nuovi sistemi missilistici SAM russi potevano tranquillamente intercettare e raggiungere l&#8217;altitudine elevata a cui volavano gli U-2, gli americani preferirono non esporre a rischi i propri piloti per evitare altri <strong>incidenti diplomatici</strong>, rivolgendosi a Taiwan, che si dimostro ben disposta ad lasciare addestrare e prestare i suoi piloti per effettuare &#8220;missioni di <strong><em>spionaggio sulla Cina continentale</em></strong>&#8220;. Ha riferire quanto esposto, è un documentario che ha come protagonisti gli stessi piloti e persone informate sui fatti intitolato <em>Lost Black Cats 35th Squadron</em>. Girato da C. Pocock, già autore di <em>50 Years of the U-2</em>.</p>


<div class="wp-block-image is-style-rounded">
<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="300" height="300" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/ROCAF35mark.png" alt="" class="wp-image-441843" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/ROCAF35mark.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/ROCAF35mark-100x100.png 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/ROCAF35mark-150x150.png 150w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;emblema dei Black Cats</em></figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading"><strong>I Gatti e pipistrelli &#8220;abbattuti&#8221;</strong></h2>



<p>La squadriglia dei &#8220;<strong>Gatti neri</strong>&#8221; taiwanesi, ufficialmente nota come &#8220;Sezione di ricognizione meteorologica e ricerca&#8221; e quella dei &#8220;<strong>Black Bat</strong>&#8220;, formati dalla cooperazione della Central Intelligence Agency e dell&#8217;Aeronautica militare di Taiwan, abbreviata <strong>RoCAF</strong>, condussero missioni di due diversi tipi per spiare i cinesi.</p>



<p>I Black Cat, dotati nel corso degli anni di almeno 19 aerei spia nelle diverse versioni dell&#8217;U-2, erano incaricati delle &#8220;missioni di ricognizione ad alta quota&#8221; mentre i Black Bat, dotati di altri tipi di velivoli da trasporto per lo più bimotore, dovevano condurre missioni di <strong>ricognizione a bassa quota </strong>per raccogliere diversi tipi di informazioni. Si stima che questa operazione di spionaggio congiunta sia iniziare nel maggio 1956, e che i Black Bat abbiano perso perso almeno <strong>15 aerei</strong> e un centinaio di piloti.</p>



<p>Secondo quanto rivelato dai piloti &#8220;<em>le missioni coprivano il vasto entroterra della Cina continentale <strong>dove non era mai stata scattata quasi nessuna fotografia aerea</strong></em>&#8220;, mappando un territorio enorme, &#8220;<em>oltre 10 milioni di chilometri quadrati in 30 province della Cina continentale</em>”, e raccogliendo attraverso particolari sensori &#8220;<em>informazioni sulle capacità radar cinesi</em> &#8220;. Il primo U-2 dei Black Cat venne abbattuto nel 1962, altri vennero abbattuti negli anni seguenti. Per un totale i almeno<strong> 5 abbattimenti confermati</strong>. La maggior parte dei piloti rimasero uccisi. Solo i maggiori <strong>Robin Yeh</strong> e <strong>Jack Chang</strong>, abbattuti rispettivamente nel 1963 e nel 1965 e sopravvissuti, vennero imprigionati per decenni. Rilasciati solo nel 1982 a Hong Kong, all&#8217;epoca era ancora colonia britannica.</p>
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		<title>9 Maggio: dal 1945 a oggi, il giorno dell&#8217;orgoglio russo</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/9-maggio-il-giorno-della-vittoria-russo-attraverso-i-decenni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2024 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda Guerra Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Sovietica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240509140003714_67040322f40e09aba2cf3ee7417a72c2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240509140003714_67040322f40e09aba2cf3ee7417a72c2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240509140003714_67040322f40e09aba2cf3ee7417a72c2-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240509140003714_67040322f40e09aba2cf3ee7417a72c2-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240509140003714_67040322f40e09aba2cf3ee7417a72c2-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240509140003714_67040322f40e09aba2cf3ee7417a72c2-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240509140003714_67040322f40e09aba2cf3ee7417a72c2-1536x1019.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nonostante lo scorrere del tempo e delle varie stagioni politiche, in Russia una delle feste ancora oggi più celebrate e sentite è senza dubbi la Festa della Vittoria sul nazismo, celebrata il 9 maggio dal 1945. Per quanto il paese abbia subito non indifferenti trasformazioni dalla fine del Secondo Conflitto Mondiale, la popolazione sente ancora &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/9-maggio-il-giorno-della-vittoria-russo-attraverso-i-decenni.html">[...]</a></p>
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<p>Nonostante lo scorrere del tempo e delle varie stagioni politiche, in Russia una delle feste ancora oggi più celebrate e sentite è senza dubbi la <strong><a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/verso-un-9-maggio-in-sordina-perche-putin-non-punta-tutto-sul-giorno-della-vittoria.html">Festa della Vittoria sul nazismo, celebrata il 9 maggio dal 1945.</a></strong> Per quanto il paese abbia subito non indifferenti trasformazioni dalla fine del Secondo Conflitto Mondiale, la popolazione sente ancora molto come propria questa festività, tanto da poterla considerare quasi una rappresentazione concreta del comune sentire dei russi. Attraverso i riti e le modalità con cui si festeggia questa importante ricorrenza possiamo costruire <strong>uno spaccato di come la percezione verso il mondo esterno,</strong> ed anche verso sè stessi, sia cambiata nel corso dei decenni.</p>



<p>Partiamo dalla prima particolarità. Infatti al contrario della maggior parte d’Europa, dove la festa della Vittoria si tiene l’8 maggio, in Russia essa è festeggiata il 9. Il lag temporale è dovuto alla firma di due trattati di resa. Il primo fu firmato il 7 maggio da <strong>Alfred Jodl, Capo di Stato Maggiore della Wehrmacht,</strong> in presenza di un rappresentante delle forze sovietiche e uno forze alleate anglo-americane. Tuttavia, visto che il testo non fu approvato dall’Alto Comando Sovietico ed essendo la firma stata apposta non da un generale, Stalin volle subito che la firma fosse ripetuta. La firma quindi fu rifatta l’8 maggio a Berlino, quando a Mosca era già il 9 a causa del fuso orario, siglata nero su bianco da <strong>Wilhelm Keitel, tra i capi della Wehrmacht, ed il Maresciallo Georgy Zhukov</strong>, tra i più brillanti generali sovietici durante la guerra.</p>



<p>Nel 1945 stesso si tenne la prima parata militare a Mosca il 24 giugno, tra le più gloriose mai tenutesi in memoria della vittoria sui nazisti. Fu in quest’occasione che il Maresciallo <strong>Zhukov sfilò sul dorso di un cavallo bianco calpestando tutte le bandiere naziste catturate</strong>. Sin dal primo anno fu indetta festa nazionale sovietica per il 9 maggio e fu inaugurata la tradizione dei 30 colpi di cannone, a <strong>Mosca, San Pietroburgo (allora Leningrado) e nelle altre città considerate “città eroiche”.</strong> Nei primi anni immediatamente successivi alla fine della guerra il 9 maggio rimase un giorno lavorativo, dove tuttavia la sera si festeggiava con concerti musicali nelle varie città dedicati ai veterani così come riunioni dei reduci ed in generale omaggi della comunità russa ai combattenti sopravvissuti.<strong> Il 9 maggio veniva vissuto con enorme pathos collettivo accompagnato da un senso di gratitudine </strong>verso i soldati che avevano contribuito alla conclusione della guerra. Infatti la stragrande maggioranza dei cittadini sovietici aveva subito almeno una perdita in famiglia a causa della guerra (su 60 milioni di caduti nel conflitto 25 milioni furono russi, di cui 17 milioni solo civili uccisi deliberatamente dagli invasori nazisti), con una grande fetta della parte europea del paese ancora in fase di ricostruzione a seguito della distruzione causata dalle forze fasciste.</p>



<p>Con il passare degli anni vennero innalzati numerosi memoriali in tutta l’Unione Sovietica, come ad esempio i fuochi eterni, fiamme che non si sarebbero mai spente essendo in memoria dei caduti in guerra, ancora oggi presenti in numerose città della Russia. Tutte queste opere architettoniche sarebbero diventate veri e propri luoghi di pellegrinaggio durante le celebrazioni del giorno della Vittoria, ma anche mausolei a cui i parenti dei caduti avrebbero fatto visita regolarmente. Nel 1965 fu fatta una seconda parata militare a Mosca e fu da quest’anno in poi che fu istituito il <strong>minuto di silenzio</strong> in ricordo delle vittime così come il 9 maggio divenne ufficialmente giorno non lavorativo in Unione Sovietica. In questi anni la ricorrenza della festa della Vittoria veniva percepita dai cittadini sovietici come una festa popolare, un’occasione di riunione familiare che serviva da collante della società al pari di altre festività importanti durante l’anno come poteva essere il capodanno o similari.</p>



<p>Una terza parata fu fatta nel 1985, una quarta nel 1990 e, dal 1995 in poi, essa si sarebbe svolta regolarmente ogni anno. La parata principale si è sempre tenuta a Mosca, mentre nelle altre città si effettuavano sfilate anche se di dimensioni minori dove hanno sede le scuole militari russe, come ad esempio San Pietroburgo. Nonostante la caduta dell’Unione Sovietica e l’enorme trauma collettivo vissuto durante gli anni ’90, i cittadini russi continuarono a vivere le <strong>festività del 9 maggio</strong> con grande orgoglio. Visto come uno dei periodi tra i più insicuri della storia russa, le festività della Vittoria servirono al paese a cementare quel sentimento patriottico tanto presente durante gli anni sovietici, specie in un simile momento senza più una matrice ideologica. Si cercò in pratica di contrastare le enormi difficoltà economiche portate dal tracollo sovietico ricordando al mondo intero, ed anche a sé stessi, quanto fosse importante appartenere alla grande nazione russa ed alle sue tradizionali festività.</p>



<p>Dopo il 2000 il 9 maggio iniziò a vedere sempre più la mancanza di veterani di guerra, ormai rimasti sempre meno visti decenni passati dal quel lontano 1945. Ciò portò i vari <strong><a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/il-9-maggio-dei-filorussi-moldavi-uno-schiaffo-a-governo-e-onu.html">governi Putin a promuovere l’iniziativa di sfilare per le città russe con le foto dei parenti caduti in guerra. </a></strong>E fu anche in questi anni che la parata di Mosca divenne ancora una volta occasione di dimostrazione della potenza militare russa, con sfilate dei nuovi mezzi militari prodotti dall’industria bellica moscovita. Nonostante il ricambio generazionale, ancora oggi il 9 maggio viene visto come una delle <strong>feste più sentite tra la popolazione.</strong> Tra processioni nei luoghi di memoria e trasmissione alle nuove generazioni dei simboli della festa (spesso si possono vedere in televisione bambini vestiti in uniforme militari d’epoca durante le ricorrenze), la festa della Vittoria viene usata ancora oggi come unificante del paese, specie in questi ultimi anni di sempre maggiori fronti internazionali culminati con l’invasione dell’Ucraina.</p>



<p>Proprio in questi ultimi due anni <strong>le foto dei caduti in Ucraina</strong> sono state accostate a quelle dei caduti durante la Seconda Guerra Mondiale. Un chiaro rimando alla “de-nazificazione” dichiarata dal presidente Putin nelle ore precedenti all’invasione. Anche in simboli come questi si può avvertire in che maniera sia vissuta la campagna d’Ucraina dalla popolazione russa, al di là di tutte le direttive governative che possono inficiare sulle varie manifestazioni. Perchè per quanto i decenni possano passare, la festa del 9 maggio è sempre<strong> servita ai russi ad unirsi nella memoria di un passato condiviso </strong>e nella speranza di un futuro migliore, anche se questo futuro oggi sembra dover passare ancora per un tempo indefinito dai sanguinosi campi di battaglia ucraini.</p>
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		<title>Il Terzo Fronte: quando era la Cina a temere un&#8217;invasione</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/il-terzo-fronte-quando-era-la-cina-a-temere-uninvasione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Chiapparino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Sep 2023 05:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Popolare Cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[taiwan]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Sovietica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1306" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung-1024x696.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli anni Sessanta la Cina di Mao Zedong costruì all'interno del Paese una fortezza per difendersi dai nemici</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1306" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung-1024x696.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un celebre adagio recita che la storia si ripete sempre due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa. Qualche volta però c&#8217;è una terza opzione che consiste nel capovolgimento della storia stessa. È ciò che sta accadendo in Asia. Infatti se oggi gli abitanti dell’isola di <strong>Taiwan </strong>scrutano l’orizzonte verso la terraferma per scorgere i segnali di un’invasione da parte di Pechino, in un passato recente erano invece i cinesi a temere l’arrivo del nemico.</p>



<p>Tutto ebbe inizio negli anni Sessanta del secolo scorso quando l’ossessione di&nbsp;<strong>Mao Zedong</strong> per un nemico invisibile alle porte diede vita al <strong><a href="https://www.economist.com/china/2023/08/31/when-china-thought-america-might-invade" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Terzo Fronte</a></strong>, una campagna volta a costruire un complesso militare industriale nell’entroterra montagnoso dell&#8217;allora giovane <strong>Repubblica popolare cinese</strong>. La paura all’epoca era che gli Stati Uniti, l’Unione Sovietica, l’India e altre potenze ostili potessero invadere la <strong>Cina</strong> dal mare o dai confini terrestri per spartirsene le spoglie come un ricco bottino di guerra.&nbsp;</p>



<p>La dottrina del <strong>partito comunista </strong>già definiva lo sviluppo delle aree vicino al mare come un’eredità del colonialismo e il Grande Timoniere le considerava inoltre una facile preda per gli attacchi dei nemici. Mao, nelle riunioni con i vertici dello stato e richiamandosi anche alle teorie della guerriglia, ordinò quindi il trasferimento di industrie strategiche nell’interno più remoto e inaccessibile del Paese. L’opposizione di alcuni esponenti politici, tra cui <strong>Deng Xiaoping</strong>, fu superata quando nell’agosto del 1964 l’America accusò il Vietnam del Nord di aver attaccato una delle sue navi da guerra, un episodio che segnò l’avvicinamento ai confini meridionali cinesi di un conflitto e delle forze armate di una superpotenza.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>A partire da allora almeno 15 milioni di persone furono reclutate in gran parte dalle regioni costiere o di confine e inquadrate in brigate militarizzate. La costruzione di una vera e propria fortezza arroccata e pronta alla guerra comportò un pesante costo in termini di vite umane e risorse.&nbsp;Il piano rimase un segreto per oltre un decennio.</p>



<p>Tra le misure&nbsp;approvate con più rapidità dopo l’escalation in <strong>Vietnam </strong>ci fu la costruzione di Panzhihua, una città nel sud ovest della Cina destinata alla produzione di acciaio, e il blocco dello sviluppo di nuovi progetti industriali in 15 centri urbani sulla costa. Su una pietra posta all’esterno del museo dedicato al Terzo fronte nella metropoli dello Sichuan si legge che “non riposerò sinché Panzhihua non sarà costruita”. </p>



<p>L&#8217;invasione temuta da Mao non si materializzò mai e alla fine degli anni Settanta il Terzo Fronte venne abbandonato del tutto. Le ferrovie e le altre infrastrutture costruite, insieme alle miniere, le fabbriche di armamenti e i siti nucleari contribuirono allo sviluppo della Cina più profonda ma la chiusura del programma portò alla cancellazione e allo smantellamento di molti progetti. A sopravvivere ancora oggi è però la <strong>sindrome dell’accerchiamento</strong>, per la verità frutto del cosiddetto <strong>secolo dell’umiliazione</strong>, il periodo storico tra il 1839 e il 1949 durante il quale le potenze occidentali e il Giappone approfittarono della debolezza del Paese per occupare territori e sottomettere la popolazione.&nbsp;</p>



<p>La storia del Terzo Fronte e gli avvenimenti antecedenti alla nascita della Repubblica popolare cinese aiutano a comprendere l’attuale politica estera di Pechino e il perché di tanta aggressività in un&#8217;area che considera il proprio “cortile di casa&#8221;. Secondo tale logica <strong>Taiwan</strong> viene vista non solo come una parte integrante del gigante asiatico ma anche come una base che, se non riconquistata, potrebbe essere sfruttata dai nemici per colpire la Cina continentale. Si dice che quello attuale sarà il secolo cinese ma non si sottolinea abbastanza come nelle intenzioni del presidente<strong> Xi Jinping</strong> questo sarà prima di tutto il secolo di un ritrovato orgoglio nazionale.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/il-terzo-fronte-quando-era-la-cina-a-temere-uninvasione.html">Il Terzo Fronte: quando era la Cina a temere un&#8217;invasione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La guerra in Transnistria del 1992: un conflitto dimenticato</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/guerra/la-guerra-in-transnistria-del-1992-un-conflitto-dimenticato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Aug 2022 10:59:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Sovietica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323181223355_26de2e9050d744176305ce14e38c2313-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323181223355_26de2e9050d744176305ce14e38c2313-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323181223355_26de2e9050d744176305ce14e38c2313-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323181223355_26de2e9050d744176305ce14e38c2313-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323181223355_26de2e9050d744176305ce14e38c2313-768x513.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323181223355_26de2e9050d744176305ce14e38c2313-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323181223355_26de2e9050d744176305ce14e38c2313-2048x1367.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Trent&#8217;anni fa, nel luglio 1992, si concludeva nella periferia occidentale dell&#8217;ex Unione Sovietica uno dei primi conflitti aperti dal collasso della superpotenza comunista, tuttora uno di quelli maggiormente dimenticati: la guerra in Transnistria, che per quattro mesi ha insanguinato il territorio della Moldavia, ha segnato una spaccatura interna allo spazio post-sovietico che non si è ancora ricomposta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-guerra-in-transnistria-del-1992-un-conflitto-dimenticato.html">La guerra in Transnistria del 1992: un conflitto dimenticato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323181223355_26de2e9050d744176305ce14e38c2313-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323181223355_26de2e9050d744176305ce14e38c2313-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323181223355_26de2e9050d744176305ce14e38c2313-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323181223355_26de2e9050d744176305ce14e38c2313-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323181223355_26de2e9050d744176305ce14e38c2313-768x513.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323181223355_26de2e9050d744176305ce14e38c2313-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323181223355_26de2e9050d744176305ce14e38c2313-2048x1367.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Trent&#8217;anni fa, nel luglio 1992, si concludeva nella periferia occidentale <a href="https://it.insideover.com/storia/30-anni-tentato-golpe-unione-sovietica.html" target="_blank" rel="noopener">dell&#8217;ex Unione Sovietica</a> uno dei primi conflitti aperti dal collasso della superpotenza comunista, tuttora uno di quelli maggiormente dimenticati: la <strong>guerra in <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/come-si-vive-oltre-la-nuova-cortina-di-ferro.html" target="_blank" rel="noopener">Transnistria,</a> </strong>che per quattro mesi ha insanguinato il territorio della Moldavia, ha segnato una spaccatura interna allo spazio post-sovietico che non si è ancora ricomposta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-guerra-in-transnistria-del-1992-un-conflitto-dimenticato.html">La guerra in Transnistria del 1992: un conflitto dimenticato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Lo strano rapporto tra Urss e Russia: come il passato è tornato presente</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/russia-dove-il-passato-e-presente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2022 10:23:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[InsideOver Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Sovietica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1254" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022062911211538_cb082c1cb2da1ee67ae1bdc3e6cf2d57-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="I comunisti celebrano il compleanno di Lenin" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022062911211538_cb082c1cb2da1ee67ae1bdc3e6cf2d57-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022062911211538_cb082c1cb2da1ee67ae1bdc3e6cf2d57-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022062911211538_cb082c1cb2da1ee67ae1bdc3e6cf2d57-1024x669.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022062911211538_cb082c1cb2da1ee67ae1bdc3e6cf2d57-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022062911211538_cb082c1cb2da1ee67ae1bdc3e6cf2d57-1536x1003.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022062911211538_cb082c1cb2da1ee67ae1bdc3e6cf2d57-2048x1337.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tristezza per l&#8217;insoddisfazione del presente. Nostalgia di un passato ritenuto migliore. Angoscia per il futuro. Frastuono nella mente provocato dal continuo rimuginio. Esiste un termine nella lingua russa, un classico lost in translation, per definire questo insieme di sentimenti, emozioni e sensazioni: тоска. тоска, una parola, mille significati. Il fatto che in italiano e in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/russia-dove-il-passato-e-presente.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/russia-dove-il-passato-e-presente.html">Lo strano rapporto tra Urss e Russia: come il passato è tornato presente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1254" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022062911211538_cb082c1cb2da1ee67ae1bdc3e6cf2d57-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="I comunisti celebrano il compleanno di Lenin" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022062911211538_cb082c1cb2da1ee67ae1bdc3e6cf2d57-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022062911211538_cb082c1cb2da1ee67ae1bdc3e6cf2d57-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022062911211538_cb082c1cb2da1ee67ae1bdc3e6cf2d57-1024x669.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022062911211538_cb082c1cb2da1ee67ae1bdc3e6cf2d57-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022062911211538_cb082c1cb2da1ee67ae1bdc3e6cf2d57-1536x1003.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022062911211538_cb082c1cb2da1ee67ae1bdc3e6cf2d57-2048x1337.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Tristezza per l&#8217;insoddisfazione del presente. Nostalgia di un passato ritenuto migliore. Angoscia per il futuro. Frastuono nella mente provocato dal continuo rimuginio. Esiste un termine nella lingua russa, un classico<em> lost in translation</em>, per definire questo insieme di sentimenti, emozioni e sensazioni: тоска<em style="font-size: 1rem;">. </em>тоска, una parola, mille significati.</p>
<p>Il fatto che in italiano e in altri idiomi non esistano corrispettivi di тоска è indicativo dell&#8217;unicità che connota il notoriamente tormentato e afflitto animo russo (<em>русская душа</em>), il cui vivere in stato di struggente afflizione è tutt&#8217;altro che uno stereotipo. Spiegando attraverso i libri questa condizione psicologica che riguarda i russi, oggi e ieri rebus avvolto in un enigma per gli europei, <b>Fëdor Dostoevskij</b> fece la sua fortuna.</p>
<p>Scrivere e parlare della тоска, di quel sentimento nostalgico che impedisce di vivere serenamente il presente e condiziona la percezione di quello che è il proprio posto nel mondo, è fondamentale ai fini della comprensione e dell&#8217;interpretazione dell&#8217;<strong>incognita Russia</strong>. Perché trattasi di uno stato d&#8217;animo comune sia alle masse sia ai decisori, in quanto proprio dell&#8217;<em>homo russicus</em>, in parte legato a quel senso di <strong>identità troncata</strong> che mai ha reso i russi né completamente europei né pienamente asiatici. E perché movente che ha sempre guidato, e sempre guiderà, le ambizioni di grandezza del Cremlino.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/putin-e-zar-ambizioso-pietro-grande-disilluso-alessandro-i-2038265.html"><strong>Putin e gli zar: ambizioso come Pietro il Grande, disilluso come Alessandro I</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<h2>Ieri non è ancora finito</h2>
<p>La Russia vive e opera in un orizzonte spaziotemporale, dove il passato è l&#8217;ombra del presente, che l&#8217;Europa potrà cominciare a capire soltanto quando si disfarà della propria mantella post-storica. Fino a quel momento, causa la naturale e inevitabile inintelligibilità tra attori storici e attori post-storici, la Russia continuerà a guardare la sorellastra Europa con тоска e l&#8217;Europa continuerà a considerare la Russia un rebus avvolto in un mistero dentro ad un enigma.</p>
<p>Quanto il passato in Russia sia incredibilmente attuale, e inverosimilmente tangibile, lo si può comprendere soltanto visitandola. Da Mosca a Omsk, e da Murmansk a Vladivostok, negli edifici brutalisti risaltano gli stemmi della defunta Unione Sovietica, nelle chiese si prega la Trinità e si baciano le icone di santi guerrieri e martiri del lontano e vicino passato, da Aleksandr Nevskij ai Romanov, e i panorami urbani sono dominati da monumenti ciclopici e cremlini. Impossibile non provare la тоска se si è russi. Impossibile non sentire una qualche forma di nostalgia per un&#8217;epoca mai vissuta anche se russi non lo si è.</p>
<p>In Russia, dove il passato è presente, su tutto ciò che è accaduto ieri non è ancora calato il tramonto. E se la тоска spinge anziani e più giovani a idolatrare fantasmi del passato, come Stalin, sui decisori politici dell&#8217;epoca postsovietica ha avuto un altro effetto: li ha persuasi che avrebbero dovuto riappropriarsi di tutto ciò che fu perduto tra il 1989 e il 1991. Non si può risalire alle origini e alle ragioni di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html">Vladimir Putin</a>, eletto dallo stato <em>più</em> profondo per porre fine al <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/eltsin-i-ruggenti-novanta-e-la-maledizione-dell-anarchia-ciclica.html">nuovo periodo dei torbidi</a>, prescindendo dalla descrizione del ventre che lo partorì.</p>
<h2>URSS, ieri, oggi, sempre</h2>
<p>In principio fu <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-sergej-karaganov-il-falco-di-putin.html">Sergej Karaganov</a>, teorico della militarizzazione delle comunità russofone nell&#8217;estero vicino russo, a trasformare il senso di nostalgia per la perduta grandezza sovietica in qualcosa di diverso: un indirizzo politico. Poi venne <strong>Evgenij Primakov</strong>, che, dopo la pioggia acida del 1999 – dal bombardamento di Belgrado all&#8217;<a href="https://it.insideover.com/guerra/12-giugno-1999-il-mondo-a-un-passo-dalla-guerra-mondiale.html">incidente di Pristina</a> –, teorizzò la <strong>transizione multipolare</strong>. E infine, al termine di nove anni di guerra civile, terrorismo, criminalità e recessione, dai meandri dello stato più profondo giunse Putin.</p>
<p>Voglia di rivalsa. Desiderio di un secondo round. Sogno di una vittoria che sia in grado di cancellare le sconfitte del passato. E l&#8217;Unione Sovietica come bussola, perché il più ambizioso esperimento sociopolitico del Novecento fallì, sì, ma a causa della miopia e del lassismo della classe dirigente e dopo, comunque, aver coronato la più fervida e antica fantasia degli eredi di Rurik e Vladimir: fare di Mosca la nuova Roma, sebbene non in senso cristiano, e cioè <em>caput mundi</em> – il centro del mondo.</p>
<p>I russi non rimpiangono l&#8217;Unione Sovietica perché latentemente marxisti: nessuno sarà mai in grado di persuaderli che una kommunalka è meglio di una dacia, e neanche di costringerli ad abiurare i loro legami ancestrali con Cirillo e Metodio. Dell&#8217;Unione Sovietica, quel passato che non passa – per dirla alla Limes –, essi rimpiangono i trionfi scientifici – come i successi nella corsa allo spazio –, il prestigio e l&#8217;influenza nelle relazioni internazionali – come il ruolo determinante nel processo di decolonizzazione. Capire questo equivale a compiere il primo passo verso la comprensione di Putin e di chiunque altro lo succederà.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/russia-dove-il-passato-e-presente.html">Lo strano rapporto tra Urss e Russia: come il passato è tornato presente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Lavrentij Berija, il &#8220;boia&#8221; di Stalin</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/storia/lavrentij-berija-il-boia-di-stalin.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jan 2022 18:51:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Comunismo]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Sovietica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1484" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220123195046900_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220123195046900_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220123195046900_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-300x232.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220123195046900_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-1024x791.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220123195046900_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-768x593.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220123195046900_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-1536x1187.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220123195046900_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-2048x1582.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra le figure più interessanti della storia, complessa e tutt&#8217;altro che lineare, dell&#8217;Unione Sovietica spicca per enigmaticità quella di Lavrentij Berija (1899-1953), capo della polizia segreta dell&#8217;Unione Sovietica sotto Stalin e Primo Vicepresidente del Consiglio dei ministri dell&#8217;Unione Sovietica per un breve periodo nel 1953. Un uomo ritenuto come l&#8217;anima nera, il deus ex machina delle repressioni più &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/lavrentij-berija-il-boia-di-stalin.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/lavrentij-berija-il-boia-di-stalin.html">Lavrentij Berija, il &#8220;boia&#8221; di Stalin</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1484" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220123195046900_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220123195046900_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220123195046900_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-300x232.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220123195046900_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-1024x791.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220123195046900_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-768x593.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220123195046900_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-1536x1187.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220123195046900_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-2048x1582.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Tra le figure più interessanti della storia, complessa e tutt&#8217;altro che lineare, dell&#8217;<strong>Unione Sovietica </strong>spicca per enigmaticità quella di Lavrentij Berija (1899-1953), capo della polizia segreta dell&#8217;Unione Sovietica sotto Stalin e Primo Vicepresidente del Consiglio dei ministri dell&#8217;Unione Sovietica per un breve periodo nel 1953. Un uomo ritenuto come l&#8217;anima nera, il <em>deus ex machina </em>delle repressioni più dure della dittatura staliniana, se non addirittura l&#8217;istigatore di molte delle paranoie che portarono l&#8217;ex braccio destro di <strong>Lenin </strong>a incentivare cicliche fasi di purghe e deportazioni di massa. Tanto odiato dallo stesso apparato del Partito Comunista dell&#8217;Unione Sovietica da finire da esso liquidato poco dopo la morte di Stalin. Ma le cose stanno davvero così? Berija, &#8220;boia&#8221; di Stalin, fu l&#8217;eminenza grigia della dittatura o ne fu un ingranaggio e, a conti fatti, l&#8217;ultima vittima come capro espiatorio di Stalin? La risposta tuttora divide gli storici e va analizzata comprendendo meglio la vita di Berija.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/lavrentij-berija-il-boia-di-stalin.html">Lavrentij Berija, il &#8220;boia&#8221; di Stalin</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Davide contro Golia: la resistenza della Finlandia all&#8217;invasione di Stalin</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/storia/davide-contro-golia-la-resistenza-della-finlandia-allinvasione-di-stalin.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Dec 2021 16:39:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda Guerra Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Sovietica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/stalin-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/stalin-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/stalin-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/stalin-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/stalin-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/stalin-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/stalin-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nell&#8217;inverno 1939, mentre in Europa prendeva forma la complessa storia della seconda guerra mondiale un conflitto di pochi mesi divampò parallelamente alla drole de guerre al confine franco-tedesco, in cui le armi tacevano. Un conflitto caratterizzato da uno dei massimi squilibri tra le parti in causa, che vide la piccola Finlandia tenere testa per diversi mesi all&#8217;Unione Sovietica, la quale l&#8217;aveva &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/davide-contro-golia-la-resistenza-della-finlandia-allinvasione-di-stalin.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/stalin-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/stalin-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/stalin-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/stalin-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/stalin-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/stalin-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/stalin-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nell&#8217;inverno 1939, mentre in Europa prendeva forma la complessa storia della <strong>seconda guerra mondiale </strong>un conflitto di pochi mesi divampò parallelamente alla <em>drole de guerre </em>al confine franco-tedesco, in cui le armi tacevano. Un conflitto caratterizzato da uno dei massimi squilibri tra le parti in causa, che vide la piccola <strong>Finlandia </strong>tenere testa per diversi mesi all&#8217;<strong>Unione Sovietica, </strong>la quale l&#8217;aveva invasa per consolidare i confini occidentali nella regione di Leningrado.</p>
<p>A oltre ottant&#8217;anni di distanza la resistenza di Helsinki in una guerra conclusasi con un&#8217;onorevole sconfitta ma, in ultima istanza, con una vittoria strategica della Finlandia che evitò definitivamente l&#8217;annessione nell&#8217;orbita sovietica desta ammirazione come una delle pagine più intense della storia militare del Novecento.</p>
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		<title>Katyn, il colpo al cuore della Polonia</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/katyn-il-colpo-al-cuore-della-polonia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Nov 2021 06:49:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Comunismo]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Sovietica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1209" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA960156-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA960156-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA960156-300x189.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA960156-1024x645.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA960156-768x484.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA960156-1536x967.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA960156-2048x1290.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Camminando per le città polacche, in diverse chiese e cattedrali ricostruite dopo la Seconda guerra mondiale si potrà ammirare, in forma di dipinto, come scultura o incisa in una vetrata, un&#8217;icona della Vergine Maria tanto realistica quanto commovente: la Madonna, raffigurata dolorante, stringe al suo petto il corpo di un uomo che appare rivolto di schiena, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/katyn-il-colpo-al-cuore-della-polonia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/katyn-il-colpo-al-cuore-della-polonia.html">Katyn, il colpo al cuore della Polonia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1209" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA960156-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA960156-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA960156-300x189.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA960156-1024x645.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA960156-768x484.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA960156-1536x967.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA960156-2048x1290.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Camminando per le città polacche, in diverse chiese e cattedrali ricostruite dopo la Seconda guerra mondiale si potrà ammirare, in forma di dipinto, come scultura o incisa in una vetrata, un&#8217;icona della <strong>Vergine Maria </strong>tanto realistica quanto commovente: la Madonna, raffigurata dolorante, stringe al suo <a href="https://www.abacuprum.pl/product/a108-matka-boza-katynska/" target="_blank" rel="noopener">petto il corpo di un uomo che appare rivolto di schiena, con un foro nella nuca.</a> Per i polacchi, è l&#8217;icona della <strong>Madonna di Katyn, </strong>il simbolo del martirio della nazione durante il secondo conflitto mondiale, che ebbe uno dei suoi momenti apicali nella strage ordinata dal regime sovietico di Stalin contro gli ufficiali polacchi prigionieri nella primavera 1940.</p>
<p>I graduati polacchi presi prigionieri dopo la spartizione della Polonia tra Germania nazista e Unione Sovietica furono massacrati assieme a politici, giornalisti, intellettuali, professori e industriali, uccisi con esecuzioni sommarie a colpi di pistola dai militari Commissariato del popolo per gli affari interni (Nkvd) in una serie di episodi che ebbero il loro apice nel massacro avvenuto nei pressi della foresta di Katyn, sita a circa 20 km dalla città russa di Smolensk.</p>
<p>Complessivamente, furono 22mila i morti in una serie di operazioni che spiccano per efferatezza e programmazione da parte delle autorità sovietiche. Desiderose di cancellare dalla faccia della Terra ogni vestigia di un&#8217;identità polacca. Di annientare scientemente la nazione dopo aver contribuito ad azzerarne lo Stato. Un&#8217;azione volutamente e deliberatamente tesa all&#8217;annientamento delle guide contemporanee e future del popolo polacco, a consolidarne l&#8217;asservimento, non meno brutale di analoghe repressioni condotte dai nazisti nella prima nazione da loro invasa nel 1939 e negli <strong>anni successivi</strong>. Laddove la Seconda guerra mondiale rappresentò per la <a href="https://it.insideover.com/storia-2/la-storia-dimenticata-dell-assalto-nazista-al-sudafrica.html" target="_blank" rel="noopener">Germania di Adolf Hitler</a> il punto d&#8217;inizio di una campagna di asservimento dei cittadini polacchi e di sterminio graduale della sua comunità ebraica, essa fu per Stalin e il suo regime il punto d&#8217;arrivo di una paranoica persecuzione anti-polacca che aveva avuto già le sue prime espressioni ai tempi dell&#8217;<strong>Holodomor, </strong>la grande carestia ucraina degli Anni Trenta, e nel Grande Terrore del 1937-1938.</p>
<p>Il 5 marzo 1940 Lavrentij Beria, capo della polizia segreta sovietica, aveva proposto al Politburo del Partito comunista dell&#8217;Unione Sovietica di approvare un ordine di eliminazione delle forze antisovietiche e degli attivisti  &#8220;nazionalisti e controrivoluzionari&#8221; detenuti nei campi e nelle prigioni delle parti occupata della Polonia. Richiamandosi all&#8217;inesistente <strong>Organizzazione Militare Polacca </strong>a cui erano accusati di partecipare alcuni dei fucilati in vista della repressione del Grande Terrore.</p>
<p>Detenuti nei campi di prigionia di Kalinin, vicino Mosca, di Staroblisk, vicino all&#8217;attuale Donetsk, e soprattutto nel centro di <strong>Kozelsk </strong>i polacchi arrestati o presi prigionieri furono destinati alla morte da un ordine amministrativo connotato dal tradizionale grigiore burocratico con cui la vita e la morte venivano decise nell&#8217;Urss staliniana. Kozelsk è la città in cui Fedor Dostojevskij aveva collocato una scena cruciale dei <em>Fratelli Karamazov. </em>Un&#8217;opera coniugante in forma tragica fede, discussioni sul destino dell&#8217;essere umano e un duello tragico tra morali diverse che vide una sua parte ambientata all&#8217;Optyn Hermitage della piccola città russa, divenuta dal 1939 sede di un campo di prigionia sovietico divenuto base per la <strong>fabbrica della morte sovietica</strong>. Come ha ricordato la storica <strong>Anna Cienciala, </strong>polacca emigrata negli Usa, i massacri che presero il nome da Katyn avvennero dispersi su più aree concentrate nello spazio boschivo vicino Smolensk e seguivano un modus operandi freddamente determinato: i detenuti condotti da Kozelsk a Katyn erano &#8220;condotti in una stanza dove venivano controllati i loro estremi. Da qui giungevano in un&#8217;altra stanza, buia e senza finestre&#8221; e, come ricordarono testimoni del Nkvd, &#8220;si sentiva un rumore secco e questa era la fine&#8221;. In alcuni casi, a Katyn i i prigionieri erano portati direttamente alle fosse con le mani legate dietro la schiena e uccisi con un colpo di pistola alla nuca.</p>
<p>Qual è la portata tragica più significativa dell&#8217;eccidio di Katyn? Essenzialmente il fatto che inviti a pensare sulla <a href="https://it.insideover.com/storia/tra-hitler-e-stalin-le-terre-di-sangue-vittime-dei-regimi-totalitari.html">drammaticità e sulla convergenza dei regimi totalitari</a> del Novecento. Per lungo tempo la sua responsabilità venne attribuite ai tedeschi per il fatto che <strong>Joseph Goebbels, m</strong>inistro della Propaganda del Reich, volle sfruttare propagandisticamente il massacro dopo la scoperta delle fosse comuni di Katyn da parte dei militari della Germania nel 1943. Di questa opera di madornale disinformazione furono complici anche gli occidentali prima della fine della seconda guerra mondiale: la rottura consumatasi tra il governo polacco in esilio e Stalin dopo la scoperta del massacro rischiava di minare la coalizione antitedesca e Varsavia, in nome della quale era stata avviata la guerra a Hitler, destinata nelle mani di uno dei suoi due invasori del 1939. <a href="https://www.avvenire.it/agora/pagine/zaslavsky-ricordo-morte_201105260842143600000" target="_blank" rel="noopener">Come sottolinea <em><strong>Avvenire, </strong></em>inoltre,</a> &#8220;il macabro paradosso del processo di Norimberga fu che tra i giudici dei criminali hitleriani c’erano i funzionari sovietici, colpevoli di analoghi stermini di massa, tra cui appunto quello di Katyn&#8221;.</p>
<p align="justify">Nella sua ultima intervista concessa all&#8217;<em>Osservatore Romano </em>a pochi giorni dalla morte, in occasione del ventesimo anniversario della caduta del <strong>Muro di Berlino, </strong>il 9 novembre 2009<a href="https://www.vatican.va/news_services//or/or_quo/interviste/2009/258q05a1.html" target="_blank" rel="noopener"> il professor </a>V<strong>iktor Zaslavsky</strong>, docente di Sociologia politica presso la Luiss di Roma, grande studioso dei rapporti tra Italia e blocco orientale nella Guerra Fredda e, soprattutto, ex cittadino sovietico che nel 1974 venne espulso dall&#8217;Urss dichiarò che &#8220;nell&#8217;ambito del dibattito sui totalitarismi e sui sistemi totalitari del XX secolo il massacro di Katyn rappresenta un caso emblematico di pulizia di classe, mentre Auschwitz si configura come un caso di pulizia etnica<i></i>. Due politiche gemelle che accomunano il totalitarismo nazista e quello sovietico&#8221;. <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/dossier/dibattito-sulloccidente/oltre-loccidente/polonia-kaczynski-rinascita-cristo-d-europa/" target="_blank" rel="noopener">Con una nazione martire per eccellenza: la Polonia, &#8220;<strong>Cristo d&#8217;Europa&#8221; </strong>martoriato</a> per decenni fino alla definitiva emancipazione da ogni dominio esterno dopo il 1989. Anno che ha permesso di far finalmente giustizia su uno dei crimini più odiosi e meno noti del Novecento. Un massacro con cui un regime totalitario mirò a decapitare di colpo una nazione intera azzerando le sue prospettive di rinascita e decimandone l&#8217;élite.</p>
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