Ha cercato per giorni di sminuire la vicenda e rassicurare l’opinione pubblica, con la chiara intenzione di evitare pericolose escalation in prossimità delle elezioni presidenziali del prossimo 13 gennaio. Lo scorso 6 gennaio la misura era però colma, e il ministero della Difesa di Taiwan si è scagliato contro la Cina, condannando il lancio da parte di Pechino di misteriosi palloni aerostatici verso l’isola, sottolineando come questo comportamento possa creare forti rischi per la sicurezza del traffico aereo.

“Chiediamo la fine immediata di questa pratica per garantire la sicurezza aerea nella regione”, ha tuonato il ministero in una nota, ricordando come due palloni cinesi erano stati rilevati il 5 gennaio oltre la linea mediana dello stretto di Taiwan, ad una quota tra i 5 e i 7 metri di altezza in direzione di Hsinchu.

Al momento non sappiamo se gli oggetti volanti spediti dalla costa cinese siano davvero dispositivi impiegati per rilevazioni meteorologiche, come inizialmente spiegato dalle autorità taiwanesi, oppure ospiti silenziosi inviati in avanscoperta per raccogliere informazioni sensibili. Qualsiasi cosa siano, i suddetti palloni potrebbero influire sui sondaggi in vista delle imminenti elezioni presidenziali. Proprio come la recente notizia dell’arresto di due civili e due giovani ufficiali taiwanesi di una base radar dell’aeronautica militare, accusati di aver passato informazioni riservate alla Cina.

Palloni aerostatici in volo su Taiwan

Dal primo gennaio la Cina ha lanciato palloni aerostatici verso Taiwan per cinque giorni consecutivi, una prassi che secondo il ministero della Difesa di Taiwan rappresenta una “seria minaccia” per la sicurezza di molte rotte aeree internazionali. Il governo di Taipei ha lamentato come il lancio sia una tattica intimidatoria da parte di Pechino per fiaccare il morale della popolazione alla vigilia delle elezioni presidenziali e parlamentari.

Nonostante gli avvertimenti, la Cina ha continuato a inviare ospiti inattesi. Il 7 gennaio altri tre palloni aerostatici hanno volato sopra lo stretto di Taiwan, e uno di loro ha attraversato l’isola. La settimana precedente altri palloncini hanno fatto altrettanto, passando anche vicino alle principali basi aeree taiwanesi.

La possibilità che la Cina possa utilizzare i palloni aerostatici a scopo di spionaggio è diventata una questione globale lo scorso febbraio, quando gli Stati Uniti hanno abbattuto quello che ritenevano essere un pallone aerostatico di sorveglianza cinese. In quell’occasione, la Cina aveva affermato che l’oggetto volante era un velivolo civile, per uso meteorologico, finito accidentalmente fuori rotta.

In ogni caso, come sottolineato da Reuters, Taiwan è in massima allerta per l’attività militare e politica cinese in vista dell’importante appuntamento elettorale, mentre Pechino starebbe esercitando pressioni militari ed economiche sull’elettorato taiwanese nel tentativo di interferire nelle elezioni.

Arresti e pressioni

Di pari passo, i media taiwanesi hanno dato notizia di quattro persone arrestate – due militari e due civili – accusate di aver trasmesso informazioni riservate all’intelligence cinese. Un tribunale ha fissato una cauzione di svariati migliaia di dollari per i due ufficiali di nome Chen e Hu, e per due civili, un uomo di cognome Hsu e una donna di nome Huang. Tuttavia, secondo l’agenzia taiwanese CNA, l’ufficio del procuratore distrettuale di Qiaoto, nella città di Kaohsiung, non sarebbe stato d’accordo e avrebbe presentato ricorso contro la decisione.

Nello specifico, Chen e Hu non sono stati in grado di ripagare i prestiti ad una banca privata illegale. Come soluzione ai loro problemi finanziari, hanno quindi pensato di vendere i segreti militari che passavano attraverso le loro mani a persone che avevano stretti legami con gli 007 di Pechino, hanno detto i pubblici ministeri.

Sul fronte del pallone aerostatico, nel frattempo sono emerse nuove informazioni sul oggetto cinese abbattuto lo scorso febbraio dall’esercito americano. Le indagini sul pallone hanno dimostrato che non sarebbe stato utilizzato per trasmettere informazioni alla Cina. Diversa l’analisi effettuata dall’intelligence statunitense, secondo cui il pallone avrebbe utilizzato un fornitore di servizi Internet americano per inviare dati di navigazione e posizione oltre la Muraglia.