Tutti conoscono il Lockheed U-2, l’aereo sviluppato dagli americani e operato dalla CIA per svolgere missioni di spionaggio da altissima quota e fotografare siti strategici a ridosso o direttamente “entro” uno spazio aereo ostile largamente impiegato nel corso della Guerra Fredda.
Protagonista dello molte operazioni di spionaggio condotte dagli Stati Uniti contro i suoi avversari (ma anche contro alleati storici come Regno Unito, Francia e Israele) negli anni ’60 e ’70, l’apparecchio in questione – ancora in forza nell’Us Air Force – viene principalmente associato al delicato caso della crisi degli U-2 scaturita dall’abbattimento dell’aereo pilotato da Francis Gary Powers mentre era in missione su Sverdlovsk, Unione Sovietica, il primo maggio del 1960. Vicenda che terminò nel famoso scambio di spie sul ponte di Glienicke.
Pochi sono invece sono al corrente degli abbattimenti registrati dalla Cina che, al culmine della Guerra Fredda, riuscì a colpire ben cinque aerei spia di questo tipo mentre erano impegnati in voli ad alta quota sul territorio cinese. Queste perdite “meno note” non sono mai state riportate ufficialmente dal momento che la Central Intelligence Agency, responsabile di tutti gli U-2 al momento dell’abbattimento, non poteva motivare la ragione per cui degli aerei spia americani stessero sorvolano la Cina in missioni di spionaggio. Secondo quanto venne riporto solo in seguito, parte del “mistero” era collegato al fatto che in realtà quegli aerei spia “non fossero pilotati da operatori statunitensi” e non stessero agendo “sotto bandiera statunitense“, ma fossero ai comandi di piloti di Taiwan. Portando le attuali tensioni molto indietro nel tempo.
Gli aerei però, come spesso succede nelle repubbliche socialiste dell’Asia che adorano i trofei di guerra statunitensi, una su tutte la Corea del Nord, erano stati “veramente abbattuti” ed esposti in bella vista a Pechino: assemblati come dei puzzle dopo essere caditi in pezzi dal cielo ed essersi schiantati nelle campagne del territorio ostile su cui erano stati inviati.
In missione per Taiwan, a caccia di “atomiche” per gli Usa
Secondo i resoconti del tempo, declassificati molti anni dopo, gli aerei spia erano stati trasferiti a Taiwan quale “parte di una missione top secret” congiunta di Taipei e Washington “per spiare le crescenti capacità militari della Cina comunista“, compresi e in particolare modo gli sviluppi del programma nucleare cinese sopportato dall’Unione Sovietica.
Dopo l’abbattimento di Gary Powers nello spazio aereo sovietico, e la scoperta che i nuovi sistemi missilistici SAM russi potevano tranquillamente intercettare e raggiungere l’altitudine elevata a cui volavano gli U-2, gli americani preferirono non esporre a rischi i propri piloti per evitare altri incidenti diplomatici, rivolgendosi a Taiwan, che si dimostro ben disposta ad lasciare addestrare e prestare i suoi piloti per effettuare “missioni di spionaggio sulla Cina continentale“. Ha riferire quanto esposto, è un documentario che ha come protagonisti gli stessi piloti e persone informate sui fatti intitolato Lost Black Cats 35th Squadron. Girato da C. Pocock, già autore di 50 Years of the U-2.

I Gatti e pipistrelli “abbattuti”
La squadriglia dei “Gatti neri” taiwanesi, ufficialmente nota come “Sezione di ricognizione meteorologica e ricerca” e quella dei “Black Bat“, formati dalla cooperazione della Central Intelligence Agency e dell’Aeronautica militare di Taiwan, abbreviata RoCAF, condussero missioni di due diversi tipi per spiare i cinesi.
I Black Cat, dotati nel corso degli anni di almeno 19 aerei spia nelle diverse versioni dell’U-2, erano incaricati delle “missioni di ricognizione ad alta quota” mentre i Black Bat, dotati di altri tipi di velivoli da trasporto per lo più bimotore, dovevano condurre missioni di ricognizione a bassa quota per raccogliere diversi tipi di informazioni. Si stima che questa operazione di spionaggio congiunta sia iniziare nel maggio 1956, e che i Black Bat abbiano perso perso almeno 15 aerei e un centinaio di piloti.
Secondo quanto rivelato dai piloti “le missioni coprivano il vasto entroterra della Cina continentale dove non era mai stata scattata quasi nessuna fotografia aerea“, mappando un territorio enorme, “oltre 10 milioni di chilometri quadrati in 30 province della Cina continentale”, e raccogliendo attraverso particolari sensori “informazioni sulle capacità radar cinesi “. Il primo U-2 dei Black Cat venne abbattuto nel 1962, altri vennero abbattuti negli anni seguenti. Per un totale i almeno 5 abbattimenti confermati. La maggior parte dei piloti rimasero uccisi. Solo i maggiori Robin Yeh e Jack Chang, abbattuti rispettivamente nel 1963 e nel 1965 e sopravvissuti, vennero imprigionati per decenni. Rilasciati solo nel 1982 a Hong Kong, all’epoca era ancora colonia britannica.

