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	<title>Unifil Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 14 Oct 2024 09:40:50 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Unifil Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Meloni, sveglia! È ora di mandare un segnale, basta armi a Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/meloni-sveglia-e-ora-di-mandare-un-segnale-basta-armi-a-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2024 09:40:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Unifil]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1273" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336-1536x1018.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Meloni, sveglia! Sullo stop alle armi a Israele Sanchez e Macron battono la premier e mostrano di avere una visione strategica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/meloni-sveglia-e-ora-di-mandare-un-segnale-basta-armi-a-israele.html">Meloni, sveglia! È ora di mandare un segnale, basta armi a Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1273" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024101410255397_457cc6119ea24941ecb81f8e544459a8-e1728894485336-1536x1018.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Continuare a fornire armi a Israele alla luce del carnaio di Gaza, dell&#8217;attacco al Libano e delle bombe sulla missione <a href="https://it.insideover.com/dossier/bombe-su-unifil">Unifi</a>l? Per <strong>Emmanuel Macron e Sanchez</strong> non se ne parla. Quanto a <strong>Giorgia Meloni</strong>, la questione genera più imbarazzo. Il <strong>recente vertice dell&#8217;EuroMed,</strong> il summit che riunisce i nove Paesi mediterranei e del Sud Europa membri dell&#8217;Unione Europea (Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Grecia, Cipro, Malta,<a href="https://it.insideover.com/politica/un-dovere-morale-anche-la-slovenia-riconosce-la-palestina.html"> Slovenia</a> e Croazia), tenutosi a Pafo (Cipro) ha mostrato questa diversità di vedute. </p>



<p><strong>Il comunicato finale parla chiaro: Roma, Parigi e Madrid</strong> sono concordi nel dettare la linea del rifiuto degli attacchi di Tel Aviv alla missione internazionale in Libano, si schierano compatte per la de-escalation e chiedono a Benjamin Netanyahu moderazione. Manca, nel comunicato, ogni riferimento allo stop delle armi a Tel Aviv. La <strong>posizione di Macron e<a href="https://it.insideover.com/politica/spagna-sulla-palestina-sanchez-ha-vinto-la-sua-scommessa.html"> Sanchez</a></strong> è nota. Da tempo il presidente del governo spagnolo ha <strong>chiesto lo stop</strong> alle forniture a Israele, e nel recente incontro con Papa Francesco ha messo a terra la richiesta di una pressione internazionale sul tema. Macron ha alzato l&#8217;asticella dopo l&#8217;invasione del Libano. E Meloni? <strong>Tergiversa, e non è un bene</strong>.</p>



<p>L&#8217;assenza del tema delle armi dal comunicato indica un vuoto politico. E quel vuoto non può che essere quello italiano. Una dimostrazione di debolezza che va in controtendenza con le <strong>dure parole del ministro della Difesa Guido Crosetto</strong> dopo le prime bombe su Unifil e la netta presa di posizione della stessa Meloni con Netanyahu sul rifiuto di ritirare la missione. <strong>Spagna e Francia, sommate, hanno un contingente in Unifil</strong> paragonabile a quello italiano e Madrid ha anche il comando in questa fase, quindi hanno lo stesso titolo per parlare di Roma. La cui <a href="https://it.insideover.com/politica/7-ottobre-un-anno-dopo-litalia-e-il-suo-governo-alla-prova-della-guerra-di-gaza.html"><strong>prova della verità</strong> è adesso</a>. E bisogna pensare al fatto che oggi più che mai la <strong>deterrenza verso Israele</strong> può essere esercitata con efficacia mostrando che calpestare le linee rosse della comunità internazionale comporta un danno ai rapporti amichevoli con i Paesi partner.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/unifil-e-tutto-il-resto-basta-far-finta-di-non-vedere-basta-prendere-ordini-da-netanyahu.html">&#8220;Basta prendere ordini da Netanyahu&#8221;: l&#8217;editoriale di Fulvio Scaglione</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Cosa detta la reticenza italiana? Il timore di perdere <strong>poche commesse residue il cui congelamento potrebbe far emergere però un tema politico</strong> importante? La volontà di non mostrarsi in scia a Francia e Spagna? Il timore di creare imbarazzo laddove, soprattutto a Washington, il governo Meloni guarda per i suoi riferimenti geopolitici? Il dato di fatto è che si è persa l&#8217;occasione di <strong>mettere pressione a Tel Aviv</strong> con una semplice applicazione politica del vecchio detto di Archimede: datemi una leva (in questo caso il blocco di accordi marginali e già in larga parte disapplicati) e vi solleverò il mondo (facendo presente a Israele le linee rosse dell&#8217;Italia). <strong>Parigi e Madrid hanno colto questa necessità, Roma no</strong>: sarebbe interessante capire perché sugli armamenti ci sia questa reticenza, quando <strong>anche capi di Stato Maggiore di ieri (<a href="https://it.insideover.com/guerra/senza-unifil-in-libano-si-rischia-la-guerra-di-tutti-contro-tutti-parla-il-generale-camporini.html">Vincenzo Camporini</a>) e di oggi (Luciano Portolano)</strong> denunciano l&#8217;eccessiva tensione creata dalle truppe d&#8217;Israele e si impone il rispetto dell&#8217;impegno internazionale.</p>



<p>Abbiamo provato a elaborare, in tal senso, alcuni <strong>esempi di strategie con cui Roma</strong> potrebbe, in caso di escalation, mostrare a Tel Aviv di esistere e resistere sul caso Unifil. Nessuna di queste politiche potrebbe essere letta come una minaccia esistenziale alla sicurezza israeliana o un pregiudizio ai rapporti con lo Stato Ebraico. Tutte, però, avrebbero un sistemico peso politico.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Cosa può fare, realisticamente, l&#39;<a href="https://twitter.com/hashtag/Italia?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Italia</a> per pressare <a href="https://twitter.com/hashtag/Israele?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Israele</a> e tenere il punto su <a href="https://twitter.com/hashtag/UNIFIL?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#UNIFIL</a>? Alcune opzioni di politiche paventabili per influenza o deterrenza:<br>1. Revisione via golden power di accordi in settori strategici<br>2. Congelamento di contratti per forniture armi 1/</p>&mdash; Andrea Muratore (@Murandrea1) <a href="https://twitter.com/Murandrea1/status/1845505405977243896?ref_src=twsrc%5Etfw">October 13, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">6. Revisione di accordi e investimenti <a href="https://twitter.com/hashtag/Eni?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Eni</a> nel settore energetico di <a href="https://twitter.com/hashtag/Israele?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Israele</a><br>7. Spinta sui Paesi del corridoio <a href="https://twitter.com/hashtag/IMEC?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#IMEC</a> per condizionare avanzamento a buona condotta di Tel Aviv<br>8. Raffreddamento fino a nuovo ordine della condivisione di Intelligence<br>9. Richiamo ambasciatore</p>&mdash; Andrea Muratore (@Murandrea1) <a href="https://twitter.com/Murandrea1/status/1845505410704585092?ref_src=twsrc%5Etfw">October 13, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il tema delle forniture d&#8217;armi è uno dei nove possibili scenari di pressione, <strong>ma forse il più emblematico</strong> per il potenziale politico e simbolico che garantirebbe. Madrid e Parigi, in scia a Londra, l&#8217;hanno capito. </p>



<p><strong>Meno complesso, ad esempio, della pressione su Eni per raffreddare le politiche energetiche </strong>nel mare israeliano o della revisione tramite <strong>golden power</strong> degli investimenti israeliani in campi strategici, dalla tecnologia per la difesa ai semiconduttori, rappresenterebbe un perno politico notevole. E avvicinerebbe un&#8217;<strong>unità europea</strong> non dando più giustificazioni all&#8217;ultimo big europeo, la Germania, che è ancora reticente, per via del trauma storico che l&#8217;accompagna, a una posizione più diretta nei confronti dell&#8217;escalation israeliana. Berlino potrà sempre farsi scudo dietro Roma se alle parole non faremo seguire i fatti. E allora sì che potremo parlare di un&#8217;occasione mancata. Macron e Sanchez l&#8217;hanno capito. Meloni deve ancora prendere coraggio. Il coraggio, soprattutto, di deludere Netanyahu e gli Stati Uniti e di contribuire a plasmare un&#8217;<strong>unità europea d&#8217;intenti</strong> ora più che mai necessaria. Anche per valorizzare l&#8217;interesse nazionale nel Mediterraneo, che passa dalla fine dell&#8217;escalation israeliana in Libano e dalla tutela di Unifil.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/meloni-sveglia-e-ora-di-mandare-un-segnale-basta-armi-a-israele.html">Meloni, sveglia! È ora di mandare un segnale, basta armi a Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Unifil si ritiri&#8221;: adesso Netanyahu minaccia anche l&#8217;Onu. I carri di Tel Aviv irrompono in una base</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/unifil-si-ritiri-adesso-netanyahu-minaccia-anche-lonu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Oct 2024 12:10:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Libano]]></category>
		<category><![CDATA[hezbollah]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite (Onu)]]></category>
		<category><![CDATA[Unifil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506093741773_0323c615631f8852848d4e6721431f7d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506093741773_0323c615631f8852848d4e6721431f7d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506093741773_0323c615631f8852848d4e6721431f7d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506093741773_0323c615631f8852848d4e6721431f7d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506093741773_0323c615631f8852848d4e6721431f7d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506093741773_0323c615631f8852848d4e6721431f7d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506093741773_0323c615631f8852848d4e6721431f7d-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Unifil e i suoi militari sono uno &#8220;scudo umano&#8221; per Hezbollah, la sua presenza nelle aree di combattimento crea problemi alle operazioni di Israele in Libano e l&#8217;Onu dovrebbe ritirarle. Sancendo, di fatto, la fine della missione in Libano. Sono queste le prese di posizione espresse ufficialmente dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/unifil-si-ritiri-adesso-netanyahu-minaccia-anche-lonu.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/unifil-si-ritiri-adesso-netanyahu-minaccia-anche-lonu.html">&#8220;Unifil si ritiri&#8221;: adesso Netanyahu minaccia anche l&#8217;Onu. I carri di Tel Aviv irrompono in una base</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506093741773_0323c615631f8852848d4e6721431f7d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506093741773_0323c615631f8852848d4e6721431f7d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506093741773_0323c615631f8852848d4e6721431f7d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506093741773_0323c615631f8852848d4e6721431f7d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506093741773_0323c615631f8852848d4e6721431f7d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506093741773_0323c615631f8852848d4e6721431f7d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506093741773_0323c615631f8852848d4e6721431f7d-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Unifil e i suoi militari sono uno &#8220;scudo umano&#8221; per Hezbollah, la sua presenza nelle aree di combattimento crea problemi alle operazioni di Israele in Libano e <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/attacco-a-unifil-le-acrobazie-dei-media-italiani-per-minimizzare-e-difendere-israele.html">l&#8217;<strong>Onu dovrebbe ritirarle</strong></a>. Sancendo, di fatto, la fine della missione in Libano. </p>



<p>Sono queste le prese di posizione espresse ufficialmente dal primo ministro israeliano <strong>Benjamin Netanyahu</strong> in un intervento video in cui Bibi si rivolge direttamente al segretario generale delle Nazioni Unite, <strong>Antonio Guterres</strong>. A cui Tel Aviv ha aggiunto la provocazione dello sfondamento da parte di due carri armati dell&#8217;ingresso della base Unifil di Ramyah &#8211; sotto controllo della Brigata Sassari.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Due carri armati israeliani “sono entrati con la forza” in una postazione dell’Unifil nel sud del Libano. Lo ha appena riferito la missione di peacekeeping dell’Onu. <a href="https://twitter.com/hashtag/Netanyahu?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Netanyahu</a> aveva detto: Unifil deve ritirarsi dal <a href="https://twitter.com/hashtag/Libano?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Libano</a>. <a href="https://t.co/DgJPG2RHwi">pic.twitter.com/DgJPG2RHwi</a></p>&mdash; InsideOver (@insideoverita) <a href="https://twitter.com/insideoverita/status/1845476993120247901?ref_src=twsrc%5Etfw">October 13, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Le parole di Netanyahu sono pesanti. Parliamo del terzo videomessaggio in poche settimane dopo quelli sull&#8217;invito al <strong>cambio di regime in Iran</strong> e sul <strong>futuro del Libano</strong>, in una strategia comunicativa innovativa con cui Bibi parla direttamente ai suoi rivali e ai suoi critici. Confermando spesso i loro timori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Netanyahu conferma i timori dei critici</h2>



<p>Così è anche in questa occasione. In sostanza, Netanyahu dà <strong>ragione ai critici più duri della strategia di Tel Aviv</strong>, che nella giornata del 10 ottobre ha iniziato a mandare colpi di avvertimento sulle postazioni della missione d&#8217;interposizione. Chi criticava le mosse di Israele sottolineava che, essenzialmente, Netanyahu <strong>volesse mano libera in Libano e nessun testimone</strong>. Del primo ministro si può criticare tutto, ma non l&#8217;assenza di chiarezza: ha minacciato il Libano di un destino &#8220;simile a quello di Gaza&#8221;, scoprendo le carte sulla distruzione che Israele sta infliggendo nella regione. Ha messo in chiaro la sua guerra aperta al <strong>sistema internazionale basato sulle regole</strong>. E, soprattutto, ha enormemente messo in difficoltà gli <strong>alleati e i partner occidentali.</strong></p>



<p><a href="https://it.insideover.com/dossier/bombe-su-unifil">Fulvio Scaglione </a>ha di recente scritto che <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/su-unfil-la-sigonella-di-crosetto-non-prendiamo-ordini-da-israele.html">la linea rossa tracciata dal ministro della Difesa Guido Crosetto</a></strong> in relazione agli attacchi di Israele a Unifil (&#8220;Non prendiamo ordini da Israele&#8221;) debba essere messa alla prova di fronte ai fatti concreti. <strong>Nella giornata di domenica, anche </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/7-ottobre-un-anno-dopo-litalia-e-il-suo-governo-alla-prova-della-guerra-di-gaza.html"><strong>Giorgia Mel0ni</strong> si è aggiunta a Crosetto:</a> il presidente del Consiglio ha definito &#8220;inaccettabili&#8221; gli attacchi a Unifil in una conversazione con Netanyahu avvenuta poco dopo il messaggio a Guterres.</p>



<p>Parole pesanti, ma necessarie, dovranno ora trovar conferma: <strong>la comunità internazionale </strong>è attaccata da Netanyahu, considerata un <strong>surplus bypassabile</strong>, un dettaglio trascurabile. Se non una<a href="https://it.insideover.com/guerra/palude-di-bile-antisemita-al-palazzo-di-vetro-netanyahu-attacca-lonu.html"> &#8220;palude di bile antisemita&#8221;, Netanyahu <em>dixit</em> </a>poche settimane fa di fronte all&#8217;Assemblea Generale dell&#8217;Onu. Il diktat di Netanyahu, espresso con una franchezza tanto sorprendente quanto disarmante, offre perlomeno l&#8217;occasione di mettere alla prova questa presa di posizione. Ora e più che mai da ribadire con fermezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Israele-Libano e Russia-Ucraina, il doppio standard</h2>



<p>Si può ricordare <a href="https://www.nytimes.com/2024/10/11/us/politics/us-diplomacy-israel-lebanon.html">l&#8217;incompletezza del mandato</a> e delle prospettive di Unifil, si può pensare che la <strong>fragilità del Libano</strong> non abbia garantito il rispetto della Risoluzione 1701 del 2006, si può insomma considerare sotto una luce critica l&#8217;impegno di diciott&#8217;anni delle Nazioni Unite nel Paese. Tutto questo è legittimo e meritevole di discussione politica. Quel che non si può fare è accettare che un <strong>contingente multinazionale</strong> sia preso a cannonate da uno Stato che, di fatto, ha aggredito il territorio di un membro dell&#8217;Onu, e che il <strong>governo del Paese invasore</strong> detti condizioni alla comunità internazionale. </p>



<p>Che cosa avrebbe detto la comunità internazionale se nel febbraio 2022 fosse stato presente un contingente Onu nel Donbass e <strong>Vladimir Putin</strong> avesse minacciato di farvi sparare addosso dalle truppe russe? Si sarebbe, giustamente, indignata. Come hanno reagito la stragrande maggioranza dei Paesi democratici di fronte all&#8217;attacco all&#8217;Ucraina? Con un sostegno al Paese attaccato e al diritto internazionale. In che misura i tentativi di Mosca di cercare giustificazioni sono stati accettati? In termini pressoché minimi. Ebbene, confrontiamo questo atteggiamento con <strong>quanto accaduto ultimamente in Libano</strong>: anche senza considerare la <strong>strage di Gaza</strong>, un mese di attacchi israeliani al Paese dei Cedri, giustificati con la scelta di eradicare Hezbollah, non stanno ricevendo la stessa convinta opposizione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dove vuole andare Netanyahu?</h2>



<p>E sorge, in quest&#8217;ottica, spontanea la domanda: <strong>dove vuole arrivare Netanyahu?</strong> Al netto di politiche che mostrano un palese predominio della tattica sulla strategia, un obiettivo chiaro è emerso. Ed è quello di <strong>rendere sul terreno inefficace e ininfluente ciò che resta del diritto internazionale</strong>; di demolire la forma, prima ancora che la sostanza, dell&#8217;ordine multilaterale come lo conosciamo; di <strong>riscrivere con le logiche della forza</strong> gli scenari regionali, come dimostra l&#8217;attacco su ogni fronte di Tel Aviv che riguarda Palestina, Libano, da ultimo la Siria e in prospettiva anche l&#8217;Iran. </p>



<p>In questo <strong>Netanyahu è più radicale di Putin perché gli è permesso di spingersi fin dove vuole</strong>, soprattutto dal pusillanime atteggiamento di chi, nel campo euroatlantico, non ha voluto fermarlo in tempo. Il diktat all&#8217;Onu lo conferma. E mostra il volto di una politica in cui la <strong>tracotanza la fa da padrona</strong>. E che sul lungo periodo rischia di trascinare il Medio Oriente in una <strong>guerra infinita</strong> per il semplice timore di Netanyahu di affrontare, senza conflittualità, problemi giudiziari e guai personali che lo ha spinto a mettere il futuro del Paese nelle mani del nazionalismo più esasperato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/unifil-si-ritiri-adesso-netanyahu-minaccia-anche-lonu.html">&#8220;Unifil si ritiri&#8221;: adesso Netanyahu minaccia anche l&#8217;Onu. I carri di Tel Aviv irrompono in una base</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Attacco a Unifil: le acrobazie dei media italiani per minimizzare e difendere Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/attacco-a-unifil-le-acrobazie-dei-media-italiani-per-minimizzare-e-difendere-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Oct 2024 08:51:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Unifil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1501" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012010402861_5a97637c64be68892fd8e551c79ec893.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Unifil" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012010402861_5a97637c64be68892fd8e551c79ec893.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012010402861_5a97637c64be68892fd8e551c79ec893-600x469.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012010402861_5a97637c64be68892fd8e551c79ec893-300x235.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012010402861_5a97637c64be68892fd8e551c79ec893-1024x801.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012010402861_5a97637c64be68892fd8e551c79ec893-768x600.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012010402861_5a97637c64be68892fd8e551c79ec893-1536x1201.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Attacco a Unifil: le acrobazie dei media italiani per minimizzare e difendere Israele mostrano la crisi della stampa nostrana.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/attacco-a-unifil-le-acrobazie-dei-media-italiani-per-minimizzare-e-difendere-israele.html">Attacco a Unifil: le acrobazie dei media italiani per minimizzare e difendere Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1501" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012010402861_5a97637c64be68892fd8e551c79ec893.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Unifil" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012010402861_5a97637c64be68892fd8e551c79ec893.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012010402861_5a97637c64be68892fd8e551c79ec893-600x469.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012010402861_5a97637c64be68892fd8e551c79ec893-300x235.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012010402861_5a97637c64be68892fd8e551c79ec893-1024x801.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012010402861_5a97637c64be68892fd8e551c79ec893-768x600.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241012010402861_5a97637c64be68892fd8e551c79ec893-1536x1201.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La reazione della stampa italiana agli attacchi israeliani contro le basi ONU in Libano, parte della <strong>missione UNIFIL</strong>, è l&#8217;ennesimo esempio di come il discorso pubblico nel nostro Paese sia dominato da una narrazione ben precisa, asservita agli interessi occidentali e incapace di riconoscere la gravità dei crimini commessi da Israele. I media si affrettano a minimizzare l&#8217;accaduto, come dimostra l&#8217;alzata di spalle del giornalista Fubini, il quale sul <em>Corriere della Sera,</em> riduce l&#8217;attacco a un &#8220;dettaglio&#8221;, un atto insignificante rispetto alla minaccia di Hezbollah e, per estensione, dell&#8217;Iran. Questo atteggiamento rivela non solo una pericolosa indifferenza verso la vita umana, ma anche una visione profondamente faziosa e selettiva della realtà.</p>



<p><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/99-medici-usa-scrivono-a-biden-abbiamo-lavorato-a-gaza-e-un-genocidio-basta-armi-a-israele.html">42.000 morti a Gaza sono &#8220;dettagli&#8221;</a></strong> per la stampa liberale italiana, sempre pronta a difendere Israele a prescindere dalle sue azioni, perfino quando queste violano apertamente il diritto internazionale. I giornalisti che dovrebbero informare e contestualizzare i fatti si trasformano in pompieri, impegnati a spegnere ogni dibattito critico e a <strong>legittimare un&#8217;aggressione</strong> continua che Israele perpetra indisturbata grazie al silenzio complice dei media occidentali. Quello che vediamo è un apparato mediatico che, lungi dall&#8217;essere obiettivo o indipendente, è funzionale a un sistema di potere che legittima la violenza di uno Stato e demonizza i suoi oppositori. </p>



<p>Non è sorprendente che certi giornalisti mostrino indifferenza verso le sofferenze dei palestinesi e degli osservatori internazionali, perché la loro posizione nasce da un sistema di relazioni ben radicato, fatto di <strong>fondazioni, think tank, circoli di potere che influenzano pesantemente il modo in cui i fatti vengono raccontati.</strong> In un clima così polarizzato, chiunque osi esprimere una voce critica viene immediatamente etichettato come anti-occidentale, filoterrorista, o addirittura antisemita, in una distorsione semplificata e volutamente tendenziosa della realtà. Ma l&#8217;indifferenza verso le morti a Gaza e l&#8217;assenza di una condanna netta per <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/su-unfil-la-sigonella-di-crosetto-non-prendiamo-ordini-da-israele.html">l&#8217;attacco contro le basi ONU</a></strong> non solo riflettono il cinismo di una certa stampa, ma costituiscono anche un segnale preoccupante di come il discorso pubblico sia ormai completamente piegato agli interessi di pochi. I giornalisti non sono più cani da guardia della democrazia, ma parte integrante di un sistema che giustifica e perpetua le ingiustizie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/attacco-a-unifil-le-acrobazie-dei-media-italiani-per-minimizzare-e-difendere-israele.html">Attacco a Unifil: le acrobazie dei media italiani per minimizzare e difendere Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Bombe su Unifil</title>
		<link>https://it.insideover.com/dossier/bombe-su-unifil</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Oct 2024 16:43:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Unifil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1385" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011184243667_3b57797b84733d444152883a6a1d941c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011184243667_3b57797b84733d444152883a6a1d941c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011184243667_3b57797b84733d444152883a6a1d941c-600x433.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011184243667_3b57797b84733d444152883a6a1d941c-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011184243667_3b57797b84733d444152883a6a1d941c-1024x739.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011184243667_3b57797b84733d444152883a6a1d941c-768x554.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011184243667_3b57797b84733d444152883a6a1d941c-1536x1108.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 10 e l'11 ottobre Israele ha colpito due basi Unifil, alzando in maniera senza precedenti la tensione con la comunità internazionale. In un anno di guerra mediorientale mai era successo che Tel Aviv prendesse deliberatamente di mira delle truppe della coalizione internazionale di pace. L'obiettivo di Tel Aviv è far fuoriuscire il contingente dal Libano. Ma le conseguenze, nel caso, sarebbero potenzialmente devastanti. E dall'Italia è giunto il monito: Israele rischia di commettere crimini di guerra colpendo Unifil. InsideOver esprime qui la sua visione: no all'escalation, si alla stabilità del Libano. Che passa anche per il permettere a Unifil di compiere il suo dovere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/dossier/bombe-su-unifil">Bombe su Unifil</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1385" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011184243667_3b57797b84733d444152883a6a1d941c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011184243667_3b57797b84733d444152883a6a1d941c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011184243667_3b57797b84733d444152883a6a1d941c-600x433.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011184243667_3b57797b84733d444152883a6a1d941c-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011184243667_3b57797b84733d444152883a6a1d941c-1024x739.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011184243667_3b57797b84733d444152883a6a1d941c-768x554.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011184243667_3b57797b84733d444152883a6a1d941c-1536x1108.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/dossier/bombe-su-unifil">Bombe su Unifil</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Senza Unifil in Libano si rischia la guerra di tutti contro tutti&#8221;: parla il generale Camporini</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/senza-unifil-in-libano-si-rischia-la-guerra-di-tutti-contro-tutti-parla-il-generale-camporini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Oct 2024 13:34:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite (Onu)]]></category>
		<category><![CDATA[Unifil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011153149715_b5168745932bab91ec2e32c185c5955f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011153149715_b5168745932bab91ec2e32c185c5955f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011153149715_b5168745932bab91ec2e32c185c5955f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011153149715_b5168745932bab91ec2e32c185c5955f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011153149715_b5168745932bab91ec2e32c185c5955f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011153149715_b5168745932bab91ec2e32c185c5955f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011153149715_b5168745932bab91ec2e32c185c5955f-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Unifil? Non se ne deve andare dal Libano. Tenere duro ora, per la missione internazionale, può significare la premessa per svolgere un ruolo attivo in futuro. Parola del generale Vincenzo Camporini, già Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate italiane, che con InsideOver discute i dettagli operativi della missione attaccata nella giornata del 10 ottobre da Israele, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/senza-unifil-in-libano-si-rischia-la-guerra-di-tutti-contro-tutti-parla-il-generale-camporini.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/senza-unifil-in-libano-si-rischia-la-guerra-di-tutti-contro-tutti-parla-il-generale-camporini.html">&#8220;Senza Unifil in Libano si rischia la guerra di tutti contro tutti&#8221;: parla il generale Camporini</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011153149715_b5168745932bab91ec2e32c185c5955f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011153149715_b5168745932bab91ec2e32c185c5955f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011153149715_b5168745932bab91ec2e32c185c5955f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011153149715_b5168745932bab91ec2e32c185c5955f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011153149715_b5168745932bab91ec2e32c185c5955f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011153149715_b5168745932bab91ec2e32c185c5955f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011153149715_b5168745932bab91ec2e32c185c5955f-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Unifil? Non se ne deve andare dal Libano. Tenere duro ora, per la missione internazionale, può significare la premessa per svolgere un ruolo attivo in futuro. Parola del generale <strong>Vincenzo Camporini, già Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate </strong>italiane, che con <em>InsideOver </em>discute i dettagli operativi della missione <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/su-unfil-la-sigonella-di-crosetto-non-prendiamo-ordini-da-israele.html">attaccata nella giornata del 10 ottobre da Israele,</a></strong> che nelle scorse settimane ha <a href="https://it.insideover.com/guerra/entrare-in-libano-non-e-come-bombardare-gaza-almeno-8-morti-in-un-giorno-e-carri-distrutti-per-israele.html">invaso il Sud del Libano</a> per combattere i miliziani di Hezbollah, e le sue prospettive. Ricordando il ruolo fondamentale della missione come presidio della comunità internazionale in Libano.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Generale, quali sono le regole d&#8217;ingaggio della missione Unifil?</strong></h4>



<p>Le regole d&#8217;ingaggio di Unifil sono e restano quelle stabilite dalla Risoluzione 1701 del 2006, che ha delineato il mandato del contingente internazionale delle Nazioni Unite. Inizialmente, l&#8217;operato di Unifil non era stato pensato come prettamente operativo. L&#8217;obiettivo doveva essere l&#8217;assistenza alle forze armate libanesi incaricate di procedere a concretizzare il disarmo delle milizie operative nell&#8217;area oggetto dell&#8217;ultima guerra in Libano, ovvero essenzialmente di Hezbollah. E dato che alle autorità politiche di Beirut è mancata dapprima la forza e poi, con l&#8217;ingresso di Hezbollah nel governo, la volontà politica di operare questo disarmo il compito di Unifil è diventato quello di un ruolo di presidio.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Che risultati ha portato questo nuovo ruolo?</strong></h4>



<p>Questo ruolo di presidio ha consentito alla comunità internazionale di mantenere un ruolo in Libano e contribuire alla dissuasione di qualsiasi attività militare su larga scala. Dunque lavorando nella direzione della stabilizzazione di un Paese complesso come il Libano. La durata temporale del dispiegamento di Unifil e il fatto che dal 2006 a oggi si sia vissuto un lungo periodo senza operazioni su larga scala implica che la missione abbia ottenuto un parziale successo. Chiaramente, dal 7 ottobre 2023 è cambiato tutto&#8230;</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-medium-font-size"><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/unifil-e-tutto-il-resto-basta-far-finta-di-non-vedere-basta-prendere-ordini-da-netanyahu.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;Basta prendere ordini da Netanyahu&#8221;: leggi l&#8217;editoriale di Fulvio Scaglione</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><strong>La guerra partita a Gaza dopo gli attacchi di Hamas in Israele tocca il Libano. C&#8217;è chi parla di ritiro di Unifil. Come la vede?</strong></p>



<p>Dopo il 7 ottobre 2023, gli attacchi di Hamas in Israele e lo scoppio di una guerra che va allargandosi chiaramente molto è cambiato. E per Unifil questo ha significato principalmente dare la priorità alla protezione dei suoi assetti e alla necessità di proteggere i soldati. Per le premesse che abbiamo sottolineato, il fatto che oggi il Libano sia teatro di conflitto permette di capire perché ritirare Unifil sarebbe un errore. Quando questa fase di conflittualità terminerà servirà mantenere in ordine il Libano e garantire continuità alla presenza della comunità internazionale sul terreno. Proprio ciò che oggi viene contestato dalle manovre israeliane.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Tel Aviv ha chiesto, prima dei bombardamenti sulle basi Unifil, un arretramento delle truppe della missione Onu. Come valuta la risposta del contingente irlandese, che si è opposto alla proposta di arretramento, e la dura reazione di Guido Crosetto ai bombardamenti del 10 ottobre?</strong></h4>



<p>Sul piano politico è chiaro che sarebbe stato inaccettabile una mossa di Israele che mirava ad imporre alla comunità internazionale il ritiro di un contingente delle Nazioni Unite dalle postazioni che gli sono state assegnate e una messa a repentaglio delle funzioni per il quale è stato schierato. Approvo la mossa del ministro della Difesa Crosetto e ritengo giusto anche il rifiuto del contingente irlandese delle richieste delle forze armate a israeliane. Preciso, però, che parlando del contingente Onu è bene sempre considerarlo come un corpo unitario e non limitarsi a parlare separatamente dei contingenti nazionali. Unifil rappresenta la comunità internazionale tutta, e questo rende ancora più problematica la pressione nei suoi confronti.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Questa fase di acuta espansione del conflitto potrebbe, in prospettiva, portare a una modifica delle regole d&#8217;ingaggio di Unifil? </strong></h4>



<p>La vedo una prospettiva remota. Unifil, come ogni missione approvata dalle Nazioni Unite, può avere una modifica delle sue regole d&#8217;ingaggio se le nazioni che compongono il Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu si accordano per dargliene di nuove e aggiornate. Con l&#8217;attuale stato delle relazioni internazionali e con l&#8217;acuirsi della rivalità tra le maggiori potenze, questo è altamente improbabile. Il Consiglio di Sicurezza è spaccato su ogni dossier. Il punto che bisogna tenere è chiaro, comunque: di Unifil non bisogna fare a meno. Rinunciare vorrebbe dire abbandonare ogni speranza di pace per il Libano, e il Paese senza Unifil sarebbe consegnato a un futuro hobbesiano di guerra di tutti contro tutti. Prospettiva da evitare assolutamente.</p>
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		<title>&#8220;Seconda volta in Libano. La Folgore è passione&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/difesa/leterna-fragilita-del-libano/intervista-folgore-libano-unifil.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2023 20:53:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Unifil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1914" height="1038" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/PIOSHAMA_20230311_FG_8-1-e1679567088896.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Andrea Rossetti, Folgore" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/PIOSHAMA_20230311_FG_8-1-e1679567088896.jpg 1914w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/PIOSHAMA_20230311_FG_8-1-e1679567088896-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/PIOSHAMA_20230311_FG_8-1-e1679567088896-1024x555.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/PIOSHAMA_20230311_FG_8-1-e1679567088896-768x417.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/PIOSHAMA_20230311_FG_8-1-e1679567088896-1536x833.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1914px) 100vw, 1914px" /></p>
<p>(Shama, Libano) Trent’anni, molti dei quali passati nella Folgore. Terza missione all’estero: Libano, Libia e ora di nuovo Libano. Una ragazza e una famiglia che lo aspettano in Italia. Lo sguardo sognante di chi è paracadutista per lavoro, ma con i piedi ben piantati a terra. Incontriamo Andrea Rossetti, graduato scelto con l&#8217;incarico di esploratore &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/leterna-fragilita-del-libano/intervista-folgore-libano-unifil.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/leterna-fragilita-del-libano/intervista-folgore-libano-unifil.html">&#8220;Seconda volta in Libano. La Folgore è passione&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1914" height="1038" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/PIOSHAMA_20230311_FG_8-1-e1679567088896.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Andrea Rossetti, Folgore" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/PIOSHAMA_20230311_FG_8-1-e1679567088896.jpg 1914w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/PIOSHAMA_20230311_FG_8-1-e1679567088896-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/PIOSHAMA_20230311_FG_8-1-e1679567088896-1024x555.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/PIOSHAMA_20230311_FG_8-1-e1679567088896-768x417.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/PIOSHAMA_20230311_FG_8-1-e1679567088896-1536x833.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1914px) 100vw, 1914px" /></p><div
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                        31.03.2023
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                    &#8220;Seconda volta in Libano. La Folgore è passione&#8221;
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                        (Shama, Libano) Trent’anni, molti dei quali passati nella Folgore. Terza missione all’estero: Libano, Libia e ora di nuovo Libano. Una ragazza e una famiglia che lo aspettano in Italia. Lo sguardo sognante di chi è paracadutista per lavoro, ma con&#8230;
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<p><strong>(Shama, Libano)</strong> Trent’anni, molti dei quali passati nella Folgore. Terza missione all’estero: Libano, Libia e ora di nuovo Libano. Una ragazza e una famiglia che lo aspettano in <strong>Italia</strong>. Lo sguardo sognante di chi è paracadutista per lavoro, ma con i piedi ben piantati a terra.</p>



<p>Incontriamo <strong>Andrea Rossetti</strong>, graduato scelto con l&#8217;incarico di esploratore paracadutista del Reggimento <strong>&#8220;Savoia Cavalleria&#8221; (3º)</strong>, nella base di Shama, pochi chilometri a nord del confine tra Israele e Libano. Per lui, è la seconda volta in Libano. La prima volta nel 2017, sempre nel contingente italiano di Unifil. Sei anni dopo è di nuovo qui, nel settore ovest, membro di quella forza di contrapposizione attualmente a guida Folgore che vigila sulla difficile tregua armata tra i due Stati.</p>



<p>Il lavoro di Andrea si concentra sulla pianificazione, sull’assetto e sulla gestione delle pattuglie. Dopo aver ricevuto l’incarico, si passa al controllo di orari e percorsi, dei mezzi, del loro carico, degli uomini. Procedure standardizzate a cui segue il briefing del comandante per valutare le specificità della missione. Poi si parte: o a nord di <strong>Al Mansouri </strong>o a sud lungo la <strong>Blue Line</strong>, la linea di separazione tra Libano e Israele sorvegliata dalle Nazioni Unite e che nel settore ovest è a guida italiana.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/PIOSHAMA_20230311_FG_3-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-389667" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/PIOSHAMA_20230311_FG_3-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/PIOSHAMA_20230311_FG_3-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/PIOSHAMA_20230311_FG_3-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/PIOSHAMA_20230311_FG_3-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/PIOSHAMA_20230311_FG_3-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Andrea ci mostra la foto che porta sempre con sé in tasca</figcaption></figure>
</div>


<p>Andrea racconta il suo lavoro con le parole di chi ormai la considera una “semplice” routine. Ma il suo, come quello di tutti i suoi <strong>colleghi</strong>, è un lavoro complesso, in cui anche un solo errore può costare caro: verso sé stessi, verso la propria squadra, ma anche verso la propria forza armate e il proprio Paese, ospiti di una realtà delicata e fragile. “Quando sei lì, in <strong>pattuglia</strong>, sei con il tuo equipaggio ma sei anche solo. Se ti capita qualcosa, sei tu il responsabile e devi sapertela cavare grazie all’addestramento, ricordandoti che ogni errore non ricade solo su di te, ma anche su cosa rappresenti”. È per evitare di trovarsi impreparati che i militari italiani iniziano il loro addestramento per il teatro operativo ben prima della partenza. “Devi avere per forza una preparazione teorica e pratica, a 360 gradi” ci spiega Andrea, ribadendo che quello che si impara sul luogo in cui si opera e su come gestire il lavoro di tutti i giorni è fondamentale. Una preparazione che non si ferma all’addestramento ma che è costante: l’esperienza è fatta di azioni quotidiane che fanno crescere sia a livello umano che professionale.</p>



<p>“Quando torni da una missione, da qualsiasi missione, cresci molto. Ti confronti con una realtà diversa, sei lontano dal tuo nucleo di affetti, dal tuo Paese. Quando sei qui – continua Andrea – il tuo team diventa una <strong>&#8216;microfamiglia&#8217;</strong>, sei 24 ore insieme alla tua squadra e ti confronti su tutto”. Una famiglia che per Andrea significa anche il paracadute e il basco amaranto (momentaneamente celeste Unifil) come segni distintivi. “La <strong>Folgore </strong>è passione” dice il militare, che per un certo periodo della sua vita, inconsapevolmente, rischiava di non poter farne parte. “Avevo lasciato la scuola, pensavo di fare altro. Poi ho scoperto di volere essere paracadutista, ma mi serviva terminare gli studi. Mi sono riscritto a scuola, ho fatto tutto. E ora sono da 10 anni in <strong>brigata</strong>”. Un messaggio che vale anche per tanti ragazzi che disinteressati o disillusi pensano di non avere bisogno di completare il percorso scolastico.</p>



<p>In patria, a Roma e a Grosseto, lo aspettano genitori e compagna. Al papà e alla mamma ha deciso di dire le cose all’ultimo: &#8220;Lo faccio sempre per non farli preoccupare. Sia quando parto in missione sia quando mi lancio col paracadute. Preferisco dirglielo a cose fatte&#8221;, scherza. Andrea a questo punto apre una tasca e prende in mano la <strong>foto</strong>: è quella della sua ragazza: &#8220;La porto sempre con me, ormai è un po’ sgualcita ma è in tasca con me dalla prima missione e me la tengo stretta&#8221;.</p>


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                                    Lorenzo Vita
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                                                                        </div>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/leterna-fragilita-del-libano/intervista-folgore-libano-unifil.html">&#8220;Seconda volta in Libano. La Folgore è passione&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;avamposto italiano tra Israele e Libano</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/difesa/avamposto-italiano-israele-libano-base-131.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Mar 2023 08:30:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Unifil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1708" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/P1049285-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Base 1-31 Libano (Lorenzo Vita)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/P1049285-scaled.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/P1049285-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/P1049285-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/P1049285-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/P1049285-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/P1049285-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>(Naqoura, Libano). La linea di demarcazione tra la parte occidentale di Israele e quella del Libano è una striscia fatta di reti, muri, torri di guardia e macchia mediterranea. Una striscia che arriva fino alle acque del Mediterraneo, con una lunga fila di boe poste a presidio della fragile ma fondamentale demarcazione delle acque libanesi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/avamposto-italiano-israele-libano-base-131.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/avamposto-italiano-israele-libano-base-131.html">L&#8217;avamposto italiano tra Israele e Libano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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                        26.03.2023
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                        (Naqoura, Libano). La linea di demarcazione tra la parte occidentale di Israele e quella del Libano è una striscia fatta di reti, muri, torri di guardia e macchia mediterranea. Una striscia che arriva fino alle acque del Mediterraneo, con una&#8230;
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<p><strong>(Naqoura, Libano)</strong>. La linea di demarcazione tra la parte occidentale di <strong>Israele </strong>e quella del <strong>Libano </strong>è una striscia fatta di reti, muri, torri di guardia e macchia mediterranea. Una striscia che arriva fino alle acque del Mediterraneo, con una lunga fila di boe poste a presidio della fragile ma fondamentale demarcazione delle acque libanesi e israeliane raggiunta dopo lunghe trattative.</p>



<p>A bordo degli elicotteri della Task Force ITALAIR, la <strong>“Blue Line”</strong>, la linea di separazione dei due Paesi (non ufficialmente un confine) appare una lunga divisione tra due mondi fisicamente a pochi metri l’uno dall’altro, ma che potrebbero sembrare distanti anni luce. Da una parte la terra brulla e ferita del Libano, con greggi di capre che si muovono non lontano dai campi minati, le case sparse in piccoli paesini dello stesso colore del terreno. Dall’altra parte Israele, con i bacini idrici colmi d’acqua, i campi coltivati, l’ordine degli insediamenti e dei <strong>kibbutz </strong>a ridosso del fronte. In mezzo a questi due mondi, i contingenti di UNIFIL lavorano per far sì che la fragile tregua tra i due Paesi continui fino a diventare una vera pace. Migliaia di caschi blu sorvegliano ogni giorno questa linea, tra cui circa 1300 militari italiani.</p>



<p>Israele continua la sua opera di realizzazione di un muro di diversi metri che dovrebbe chiudere, in futuro, tutta la linea di &#8220;confine&#8221;. Le <strong>forze armate libanesi </strong>osservano tutto dalle torri di guardia. Gli scontri su qualsiasi tipo di violazione della “Blue Line” possono esplodere anche per un’inezia: uno scavo di pochi metri, l’ingresso di un animale, un movimento sospetto. Anche una discussione tra due “dirimpettai” può costringere i militari Unifil a intervenire prima che degeneri e subentrino forze irregolari o regolari.<br></p>


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<p>È qui, su un’altura di alcune centinaia di metri fatta di pietre e arbusti, circondata dai campi minati e a ridosso della barriera realizzata dagli israeliani, che si trova uno dei più importanti avamposti italiani: la <strong>base Unp 1-31</strong>. Dopo gli attenti controlli dei contingenti Onu e delle Laf (Lebanese Armed Forces), la base si raggiunge percorrendo una lunga strada sterrata battuta dal vento. Lungo il percorso, alcune bandiere cinesi segnalano che ora è il contingente di Pechino &#8211; sempre in ambito Onu &#8211; a lavorare allo sminamento dell’area.</p>



<p>Con un perimetro di alcune centinaia di metri, la base si presenta come una sorta di &#8220;Fortezza Bastiani&#8221; de &#8220;Il deserto dei Tartari&#8221;. Un <strong>avamposto </strong>che serve a monitorare la fragile tregua tra Israele e Libano, gestire i pattugliamenti e i controlli lungo la Blue Line. I militari italiani di Unp 1-31, inquadrati in un plotone, sono di stanza in un perimetro di poche centinaia di metri fatto di <strong>cemento armato,</strong> torrette di osservazione, bunker e alcuni container per gli alloggi e i momenti di svago. Agli ordini del capitano <strong>Carlo Scaglia</strong>, i ragazzi del contingente italiano a base Folgore monitorano che la calma che si vive lungo il fronte non sia solo apparente. Alla sua seconda esperienza in Libano cinque anni dopo la prima volta, per Scaglia il senso di calma che si vive nell’area “non è casuale, ma una conseguenza dell’azione dei militari Unifil”.</p>



<p>Dall’altana presso uno degli angoli del muro difensivo, i soldati godono di un ottimo punto di osservazione: verso il Libano, tra i vari insediamenti, si può vedere <strong>Alma ash Shab</strong>, piccolo centro cristiano circondato dagli alberi. A ovest si scorge il mare. A sud, verso Israele, l’occhio si posa su Hanita, Rosh Hanikra, <strong>Shelom</strong>. Guardando più lontano, nelle giornate di cielo terso, si possono scorgere distintamente anche Haifa, con le navi vicino al suo porto, e più a est il monte Hermon. A est prosegue la Blue Line. Sotto, il muro israeliano, il T-wall, si è arricchito di telecamere e sensori in grado di controllare ogni movimento sospetto, in particolare qualsiasi tentativo di infiltrazione di membri di Hezbollah o di altre milizie libanesi. A qualche centinaio di metri, l’estremo punto di guardia di Op-Lab è un presidio immerso nel nulla di 200 metri quadrati che si addentra attraverso un sentiero fino a una vecchia torre di guardia delle forze libanesi.</p>



<p>Se la guerra è un ricordo, pur non così lontano, il merito è anche di quei contingenti che ogni giorno pattugliano il confine evitando la deflagrazione delle tensioni. Non è un compito semplice: la pace, come spiegava Scaglia, non è una condizione precedente ma il prodotto del lavoro svolto da Unifil. A Unp 1-31, dove le bandiere dell’<strong>Italia</strong> e delle <strong>Nazioni Unite </strong>sventolano insieme, sanno che non si può né si deve abbassare la guardia. Gli equilibri in gioco sono tantissimi. La pace è un concetto fragile e molto spesso fumoso, specialmente in un Libano paralizzato da una crisi sistemica e con Israele che fronteggia le sue difficoltà interne e si sente accerchiato. Gli incidenti, specialmente nel settore est, sono una costante. A ovest la situazione appare più stabile, ma il rischio di un “contagio” non è da escludere. </p>


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                                    Lorenzo Vita
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/avamposto-italiano-israele-libano-base-131.html">L&#8217;avamposto italiano tra Israele e Libano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La base 1-31 sulla Blue Line tra Israele e Libano</title>
		<link>https://it.insideover.com/gallery/la-base-1-31-sulla-blue-line-tra-israele-e-libano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Mar 2023 08:28:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Unifil]]></category>
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		<title>Pattuglie, addestramenti e aiuti. I caschi blu italiani in Libano</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/difesa/pattuglie-addestramenti-aiuti-caschi-blu-italiani-libano-unifil.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 15:38:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito italiano]]></category>
		<category><![CDATA[forze armate]]></category>
		<category><![CDATA[Unifil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1067" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/WhatsApp-Image-2023-03-23-at-11.31.05.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/WhatsApp-Image-2023-03-23-at-11.31.05.jpeg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/WhatsApp-Image-2023-03-23-at-11.31.05-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/WhatsApp-Image-2023-03-23-at-11.31.05-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/WhatsApp-Image-2023-03-23-at-11.31.05-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/WhatsApp-Image-2023-03-23-at-11.31.05-1536x1024.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>(Shama, Libano) Circa 1300 militari inquadrati nel contingente di Unifil operano ogni giorno in tutto il settore ovest della parte meridionale del Libano. Fanno parte dell’operazione Leonte, giunta al suo 33esimo mandato: attualmente su base brigata paracadutisti Folgore guidata dal generale Roberto Vergori. Quando i primi peacekeeper italiani giunsero in Libano (i primi elicotteri arrivarono &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/pattuglie-addestramenti-aiuti-caschi-blu-italiani-libano-unifil.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/pattuglie-addestramenti-aiuti-caschi-blu-italiani-libano-unifil.html">Pattuglie, addestramenti e aiuti. I caschi blu italiani in Libano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="1067" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/WhatsApp-Image-2023-03-23-at-11.31.05.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/WhatsApp-Image-2023-03-23-at-11.31.05.jpeg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/WhatsApp-Image-2023-03-23-at-11.31.05-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/WhatsApp-Image-2023-03-23-at-11.31.05-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/WhatsApp-Image-2023-03-23-at-11.31.05-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/WhatsApp-Image-2023-03-23-at-11.31.05-1536x1024.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p><div
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                        24.03.2023
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                <h1 class="article__title">
                    Pattuglie, addestramenti e aiuti. I caschi blu italiani in Libano
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                        (Shama, Libano) Circa 1300 militari inquadrati nel contingente di Unifil operano ogni giorno in tutto il settore ovest della parte meridionale del Libano. Fanno parte dell’operazione Leonte, giunta al suo 33esimo mandato: attualmente su base brigata paracadutisti Folgore guidata dal&#8230;
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<p><strong>(Shama, Libano)</strong> Circa 1300 militari inquadrati nel contingente di <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/italia-libano-unifil-hezbollah.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unifil</a> operano ogni giorno in tutto il settore ovest della parte meridionale del <strong>Libano</strong>. Fanno parte <strong>dell’operazione Leonte</strong>, giunta al suo 33esimo mandato: attualmente su base <strong>brigata paracadutisti Folgore</strong> guidata dal generale Roberto Vergori. Quando i primi <em>peacekeeper </em>italiani giunsero in Libano (i primi elicotteri arrivarono già alla fine degli anni Settanta ma la fanteria nel 1982), il generale Vergori aveva circa dieci anni. </p>



<p>Oggi, dopo anni passati in patria e all’estero col basco amaranto, è in Libano a guidare una missione che per l’Italia e la Folgore ha un significato particolare. È sulle coste libanesi che le forze armate italiane hanno svolto la loro prima missione all’estero dopo la Seconda guerra mondiale. E fu proprio la brigata paracadutisti ad avere un ruolo centrale nelle prime fasi di quell’intervento. Nel mezzo, una serie di aggiornamenti del mandato di Unifil, con il grande spartiacque del 2006, l’anno dell’ultima guerra tra <strong>Israele </strong>ed <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/il-partito-di-dio-storia-e-futuro-di-hezbollah.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Hezbollah</a> </strong>e della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Con i caschi blu italiani" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/CHI8M8V-Szw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_CHI8M8V-Szw");</script>
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<p>Vergori guida il Settore Ovest di Unifil, composto da circa 3600 “caschi blu” che arrivano da 17 nazioni. L’Italia, con più di migliaio di membri di tutte le forze armate, è uno dei Paesi-chiave della missione. Il loro impegno si articola su diversi livelli: dalle attività con le forze armate libanesi al monitoraggio e alla messa in sicurezza del territorio di propria competenza fino alla prevenzione di qualsiasi atto ostile che possa mettere a rischio il precario equilibrio della “<strong>Blue Line</strong>”, la linea di demarcazione controllata da Unifil che separa le forze israeliane da quelle libanesi.</p>



<p> Lo scopo di questo lavoro è sia quello di evitare qualsiasi attrito tra forze libanesi e israeliane, sia di fare in modo che siano solo le forze regolari di Beirut e non altre organizzazioni paramilitari ad avere la capacità di controllo del territorio. Il contributo italiano si articola poi in varie componenti specialistiche, tra cui un ruolo particolare lo possiede la componente elicotteristica dell’Esercito della<strong> task force Italair</strong> (guidata dal comandante Giuliano Innecco), che svolge non solo missioni di pattugliamento, ma anche di ricerca, soccorso e trasporto feriti.</p>



<p>All’operato più propriamente militare, si unisce quello “politico”: perché la missione delle Nazioni Unite lavora su diversi piani. Proprio per questo motivo, quello che viene svolto dai militari italiani è anche un continuo relazionarsi con le <strong>autorità civili</strong> e <strong>religiose </strong>di tutta la regione sud-occidentale del Libano, mantenendo sempre un contatto con la popolazione e con i suoi rappresentanti che garantisca di avere il polso di cosa ribolle a sud del fiume Litani. Un tema fondamentale, dal momento che è anche da questo fronte che passa la buona riuscita della missione: non solo dell’operazione Leonte, specificamente italiana, ma di tutta Unifil.</p>


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<p>Quello del rapporto tra popolazione, autorità e militari italiane è un filo rosso che lega il pensiero di tutti i membri di “Leonte”. Si parte dall’<strong>addestramento</strong> prima della missione, che si caratterizza anche per uno studio del <strong>teatro operativo</strong> per capire tutte le sfaccettature e le complessità del Paese dove si opera. Poi si passa al proprio lavoro sul campo, con un impegno sia eminentemente “militare” (<strong>pattugliamenti</strong>, <strong>addestramenti </strong>e attività con le <em>Lebanese armed forces</em> e controllo del territorio) sia sociale e politico. Nella base di Al Mansouri, il colonnello Dario Paduano, comandante di Italbatt, ci conferma che vengono svolte “moltissime attività nell’ambito della cooperazione civile-militare che sono tese a dare supporto alle comunità locali, ai villaggi, dove abbiamo tante richieste”.</p>



<p>Un tema essenziale soprattutto in una fase così critica per il Libano, devastato da una crisi che appare sempre più difficile da gestire, andando a intaccare la politica, l’economia, la società fino ai più essenziali bisogni della popolazione. </p>


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                                    Lorenzo Vita
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/pattuglie-addestramenti-aiuti-caschi-blu-italiani-libano-unifil.html">Pattuglie, addestramenti e aiuti. I caschi blu italiani in Libano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il sogno americano di una Unifil anti Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-sogno-americano-di-una-unifil-anti-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2020 12:28:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite (Onu)]]></category>
		<category><![CDATA[Unifil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Soldato-Unifil-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Soldato Unifil in Libano (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Soldato-Unifil-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Soldato-Unifil-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Soldato-Unifil-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Soldato-Unifil-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Soldato-Unifil-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Soldato-Unifil-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Unifil, la forza di interposizione in Libano delle Nazioni Unite presente nel sud del Paese dei Cedri a fasi alterne sin dal 1978, è in corso di riconferma al Palazzo di Vetro. L&#8217;ultimo mandato è attivo dal 2006 in seguito al conflitto israelo-libanese e vede una forte presenza di militari italiani: sono infatti 1076 i &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-sogno-americano-di-una-unifil-anti-iran.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-sogno-americano-di-una-unifil-anti-iran.html">Il sogno americano di una Unifil anti Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Soldato-Unifil-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Soldato Unifil in Libano (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Soldato-Unifil-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Soldato-Unifil-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Soldato-Unifil-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Soldato-Unifil-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Soldato-Unifil-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Soldato-Unifil-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Unifil</strong>, la forza di interposizione in <strong>Libano</strong> delle Nazioni Unite presente nel sud del Paese dei Cedri a fasi alterne sin dal 1978, è in corso di riconferma al Palazzo di Vetro. L&#8217;ultimo mandato è attivo dal 2006 in seguito al conflitto israelo-libanese e vede una forte presenza di militari italiani: sono infatti <strong>1</strong>076 i nostri soldati dell&#8217;<a href="http://www.esercito.difesa.it/operazioni/operazioni_oltremare/Pagine/Libano-UNIFIL-Operazione-Leonte.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer">operazione Leonte</a> (così è stata chiamata dallo Stato Maggiore) sono attivi ininterrottamente col compito di vigilare sul rispetto del cessate il fuoco tra Israele e le milizie di Hezbollah e provvedendo a ispezionare possibili siti sospetti.</p>
<p>Il mandato di Unifil scadrà il 31 agosto e sul suo rinnovo si allungano le ombre di un possibile <strong>veto statunitense</strong> &#8211; caldeggiato da <strong>Israele</strong> &#8211; a causa della volontà di Washington di pretendere un rafforzamento dei poteri dei Caschi Blu. In particolare la richiesta della Casa Bianca è che i soldati di Unifil possano condurre ispezioni non annunciate anche in aeree considerate proprietà privata e senza l&#8217;accompagnamento degli uomini dell&#8217;esercito libanese, come invece è da prassi delle attuali regole di ingaggio della missione.</p>
<p>La situazione in quel settore del Medio Oriente, infatti, è mutata drasticamente negli ultimi anni: l&#8217;attività dell&#8217;<strong>Iran</strong> per cercare di estendere la sua influenza in quella fascia che va da Teheran e Beirut, in particolare sostenendo il Partito di Dio, si è fatta più intensa anche grazie al lavoro svolto da una figura di primo piano qual era quella rappresentata dal generale Qasem Soleimani. La ben nota strategia della <strong>Mezzaluna Sciita</strong>, sebbene abbia trovato una pesante battuta d&#8217;arresto con l&#8217;uccisione del generale comandante delle Guardie della Rivoluzione (Irgc), continua a destare preoccupazione a Washington come a Tel Aviv, ed il suo contenimento resta al centro dell&#8217;agenda politica di entrambi i Paesi, anche in considerazione delle recenti attività di Hezbollah, che solo poche settimane fa ha tentato di infiltrare un <em>commando</em> dentro i confini dello Stato ebraico.</p>
<p>Gli Stati Uniti, quindi, vorrebbero che Unifil fosse più attiva nel contrasto all&#8217;attività del Partito di Dio libanese, ma col solo scopo di contenere attivamente l&#8217;influenza di Teheran, già ampiamente colpita in <strong>Siria</strong> da parte di Israele, che ha<a href="https://it.insideover.com/guerra/raid-in-iraq-libano-e-siria-israele-riaccende-la-sfida-alliran.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> intensificato i raid aerei nell&#8217;ultimo anno</a> mettendo a rischio i fragili equilibri internazionali che si incrociano nel Paese martoriato dalla guerra.</p>
<p>All&#8217;Onu quindi si sta combattendo una serrata <strong>battaglia diplomatica</strong>, coi rappresentanti statunitensi che si stanno chiedendo il motivo per il quale una missione che ritengono “inefficace” debba essere rifinanziata, e, dall&#8217;altro lato, invece, chi sostiene che la risoluzione 1701 che autorizza la missione sia già efficace così com&#8217;è e pertanto cambiarne il mandato non servirebbe a nulla in quanto concede già ai Caschi blu ampie possibilità di movimento, soprattutto in considerazione del fatto che un eventuale cambiamento delle regole di ingaggio nella direzione di poter effettuare azioni più decise spezzerebbe un equilibrio fragilissimo, e le stesse Nazioni Unite non vogliono che ciò accada.</p>
<p>Per cercare di trovare il bandolo della matassa diplomatica si è mossa <em>in primis</em> la <strong>Francia</strong>, che ha proposto una bozza di accordo che prevede la riduzione del tetto massimo di truppe per Unifil a 13mila unità a fronte delle 15mila previste &#8211; sebbene attualmente il contingente multinazionale, per via della crisi pandemica, faccia contare 10250 uomini &#8211; venendo così incontro alle istanze americane. Parigi sembra anche voler concedere a Washington la possibilità che i Caschi Blu siano più “incisivi” chiedendo al governo libanese di facilitare “l&#8217;accesso rapido e completo” ai siti richiesti dalle forze di pace delle Nazioni Unite per le indagini, compresi i tunnel che attraversano il confine.</p>
<p>L&#8217;<strong>Italia</strong>, che ha il contingente militare più numeroso nella missione (la Francia schiera 700 uomini), sembra avere una posizione più defilata sebbene il ministro della Difesa <strong>Lorenzo Guerini</strong> abbia affermato, durante la recente visita ufficiale in Libano e alla presenza del sottosegretario dell&#8217;Onu, che l&#8217;auspicio è per il rinnovo del mandato di Unifil che conservi gli attuali livelli di forza e condizioni operative. Nessun tipo di implementazione delle regole di ingaggio per Roma quindi.</p>
<p>Il nostro Paese, del resto, è storicamente molto attivo in Libano sin dalle prime crisi con Israele.</p>
<p>Si ricorda infatti il primo invio di truppe della missione <strong>Italcon “Governolo”</strong> (Libano 1) il 26 agosto del <strong>1982</strong>, quando i nostri Bersaglieri entrarono nella capitale martoriata dalla guerra civile frapponendosi tra le milizie irregolari e l&#8217;esercito israeliano. Qualche mese prima, infatti &#8211; per la precisione il 6 giugno &#8211; Israele lanciò l’operazione <strong>“Pace in Galilea”</strong>: in cinque giorni grazie ad operazioni congiunte di forze anfibie, terrestri ed aeree, l’esercito israeliano arrivò ad occupare metà del Libano sino a Beirut tagliando fuori 3 brigate dell’Esercito Siriano e 10mila uomini dell’Olp nella parte ovest della città. Israele avrebbe voluto chiudere la questione per prevaricare le forze arabe in città, ma la presenza navale sovietica a Tartus e soprattutto l’andirivieni di “osservatori” di Mosca tra la Siria e la parte del Libano occupata dalle forze arabe, consigliava prudenza per evitare un’escalation del conflitto ed un allargamento alle forze navali della Nato e del Patto di Varsavia presenti nel Mediterraneo.</p>
<p>In questo delicato contesto i soldati di Italcon fecero parte di un dispositivo militare di interposizione tra le forze armate israeliane e l’enclave araba presente a Beirut ovest insieme a reparti francesi e americani.</p>
<p>Da allora i <strong>legami</strong> tra il Libano e l&#8217;Italia sono rimasti saldi: non è infatti un caso che il nostro sia stato tra i primi Paesi a mobilitarsi per portare aiuti umanitari nella capitale libanese sventrata dalla potente esplosione di pochi giorni fa. L&#8217;Italia infatti ha inviato, oltre a velivoli C-130 carichi di generi di prima necessità, la <a href="https://it.insideover.com/guerra/italia-libano-nave-san-giusto-beirut.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nave da assalto anfibio San Giusto</a> con a bordo un ospedale da campo e un nucleo rimozione macerie del Genio, oltre ad altri militari che saranno di supporto al nostro contingente già presente nel Paese.</p>
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