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	<title>Patto atlantico (Nato) Archives - InsideOver</title>
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	<title>Patto atlantico (Nato) Archives - InsideOver</title>
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		<title>La NATO a Est: la deterrenza oggi è velocità di reazione. I casi di Finlandia, Polonia e Lituania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 04:47:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1371" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6-1536x1097.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6-600x428.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra droni, guerra elettronica e operazioni ibride, la solidità del confine dipende dalla velocità di rezione dell'intero sistema di difesa. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-nato-a-est-la-deterrenza-oggi-e-velocita-di-reazione-i-casi-di-finlandia-polonia-e-lituania.html">La NATO a Est: la deterrenza oggi è velocità di reazione. I casi di Finlandia, Polonia e Lituania</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1371" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6-1536x1097.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6-600x428.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per oltre trent&#8217;anni la sicurezza del fianco orientale della <strong>NATO</strong> è stata interpretata principalmente come una questione di presenza militare: più uomini, più mezzi, più basi permanenti. L&#8217;evoluzione della guerra in <strong>Ucraina</strong> ha però modificato radicalmente questo paradigma. Oggi la credibilità della deterrenza non dipende soltanto dalla consistenza numerica delle forze schierate, ma dalla capacità di integrare <strong>sensori</strong>, <strong>difesa anti-drone</strong>, mobilità logistica, resilienza delle infrastrutture civili e rapidità decisionale. I casi di <strong>Finlandia</strong>, <strong>Polonia</strong> e <strong>Lituania</strong> rappresentano tre modelli differenti di una stessa strategia: costruire una <strong>difesa in profondità</strong>, capace di resistere alle minacce ibride prima ancora che si trasformino in un conflitto convenzionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il mito della frontiera invalicabile</strong></h2>



<p>Negli ultimi mesi numerose analisi e contenuti diffusi sui social hanno alimentato l&#8217;idea che l&#8217;Europa stia costruendo una sorta di nuova &#8220;cortina difensiva&#8221; lungo il confine con la Russia. La realtà è molto più complessa. Le fortificazioni hanno certamente un ruolo, ma nessun sistema fisico può garantire da solo l&#8217;inviolabilità del territorio. I moderni scenari operativi dimostrano come <strong>droni economici, sabotaggi alle infrastrutture critiche, attacchi cyber e interferenze elettroniche</strong> possano aggirare facilmente una difesa concepita esclusivamente in termini territoriali. La vera sfida consiste quindi nel rendere il confine un sistema intelligente, dove ostacoli fisici, sorveglianza continua e capacità di risposta siano parte della stessa architettura.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Finlandia: la forza della mobilitazione nazionale</strong></h2>



<p>L&#8217;ingresso della <strong>Finlandia</strong> nella NATO ha aggiunto all&#8217;Alleanza uno dei sistemi di difesa territoriale più solidi d&#8217;Europa. Il punto di forza di Helsinki non è rappresentato soltanto dall&#8217;elevato numero di riservisti, ma soprattutto dalla <strong>capacità di mobilitare rapidamente personale addestrato,</strong> sostenuto da una consolidata cultura della difesa nazionale. Questa impostazione deriva da una precisa scelta strategica: aumentare il costo di qualsiasi aggressione fin dalle prime ore di un&#8217;eventuale crisi. La deterrenza finlandese non punta alla proiezione offensiva, bensì alla capacità di negare rapidamente all&#8217;avversario il conseguimento dei propri obiettivi. In questo modello assumono un&#8217;importanza decisiva la <strong>resilienza civile</strong>, la continuità dei servizi essenziali e la preparazione dell&#8217;intera società a sostenere uno scenario di emergenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La Polonia investe nella deterrenza multilivello</strong></h2>



<p>Anche la <strong>Polonia</strong> ha accelerato il rafforzamento della propria postura difensiva attraverso il programma <strong>Eastern Shield</strong>, spesso descritto impropriamente come una gigantesca muraglia di confine. In realtà il progetto rappresenta <strong>un sistema integrato di ostacoli, opere difensive, sensori e infrastrutture</strong> destinato a rallentare eventuali incursioni e, soprattutto, a fornire tempo prezioso per l&#8217;attivazione delle forze nazionali e alleate. Varsavia è ormai diventata il principale hub logistico dell&#8217;Europa orientale, elemento che la rende contemporaneamente uno degli asset più importanti dell&#8217;Alleanza e uno dei bersagli più esposti ad attività di sabotaggio, cyber attacchi e operazioni ibride. La crescente attenzione verso sistemi <strong>counter-UAS</strong> conferma inoltre una trasformazione fondamentale: il problema non è soltanto abbattere un drone, ma farlo con strumenti economicamente sostenibili.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La lezione dei droni: la guerra del costo</strong></h2>



<p>L&#8217;esperienza maturata sul fronte ucraino ha dimostrato che il rapporto tra costo dell&#8217;attaccante e costo della difesa è diventato uno dei principali fattori strategici. Un drone dal valore di poche migliaia di euro può costringere a impiegare intercettori estremamente costosi se manca una rete articolata di difesa. Per questo motivo i sistemi più avanzati stanno evolvendo verso una struttura multilivello composta da <strong>radar a bassa quota</strong>, guerra elettronica, armi cinetiche leggere, intercettori dedicati e solo in ultima istanza missili di elevata capacità. L&#8217;obiettivo non è semplicemente abbattere ogni minaccia, ma farlo mantenendo sostenibile nel tempo lo sforzo economico e industriale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lituania e il valore della presenza europea</strong></h2>



<p>Nel Baltico la <strong>Lituania</strong> continua a rappresentare uno dei punti più delicati dell&#8217;intera architettura di sicurezza europea. La progressiva installazione della brigata tedesca costituisce un segnale politico e militare rilevante, ma il suo significato va oltre il semplice numero di soldati presenti. La vera funzione di questa presenza consiste nell&#8217;<strong>aumentare la credibilità della risposta collettiva,</strong> migliorare l&#8217;integrazione tra forze nazionali e alleate e rendere più rapido il dispiegamento dei rinforzi in caso di crisi. Non si tratta quindi di sostituire la difesa lituana, ma di rafforzarne la capacità di resistenza iniziale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il nodo strategico è l&#8217;autonomia europea</strong></h2>



<p>Uno degli aspetti più significativi riguarda il progressivo riequilibrio delle priorità strategiche degli <strong>Stati Uniti</strong>, sempre più orientate verso l&#8217;Indo-Pacifico. Questo non significa un disimpegno americano dalla NATO né mette automaticamente in discussione le garanzie dell&#8217;<strong>Articolo 5</strong>. Tuttavia, implica una crescente responsabilità europea nel colmare alcune lacune operative, soprattutto nei settori della logistica, del rifornimento in volo, della difesa aerea e della produzione industriale. La sfida è quindi costruire una capacità europea credibile senza duplicare inutilmente le strutture dell&#8217;Alleanza.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La velocità conta più delle fortificazioni</strong></h2>



<p>L&#8217;evoluzione del fianco nordorientale dimostra che la deterrenza del XXI secolo non può essere ridotta alla costruzione di muri o linee fortificate. La differenza tra successo e fallimento sarà determinata dalla rapidità con cui un sistema saprà <strong>rilevare</strong>, <strong>attribuire</strong>, <strong>decidere</strong> e <strong>rispondere</strong> a una minaccia, anche quando questa rimane al di sotto della soglia di un conflitto dichiarato. È proprio questa la nuova dimensione della sicurezza europea: una deterrenza costruita sull&#8217;integrazione tecnologica, sulla sostenibilità industriale e sulla capacità politica di reagire senza esitazioni. In un contesto caratterizzato da droni, guerra elettronica e operazioni ibride, la solidità del confine non dipende più dallo spessore del cemento, ma dalla velocità dell&#8217;intero sistema di difesa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-nato-a-est-la-deterrenza-oggi-e-velocita-di-reazione-i-casi-di-finlandia-polonia-e-lituania.html">La NATO a Est: la deterrenza oggi è velocità di reazione. I casi di Finlandia, Polonia e Lituania</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Gli occhi di Palantir per scrutare la Russia: nella deterrenza Nato scende in campo l&#8217;IA</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/gli-occhi-di-palantir-per-scrutare-la-russia-nella-deterrenza-nato-scende-in-campo-lia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 15:07:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Palantir]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1041" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-1024x555.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-768x416.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-1536x833.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-600x325.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Al summit Nato si è parlato dell'applicazione crescente del Maven Smart System congegnato dalla compagnia co-fondata da Peter Thiel. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-occhi-di-palantir-per-scrutare-la-russia-nella-deterrenza-nato-scende-in-campo-lia.html">Gli occhi di Palantir per scrutare la Russia: nella deterrenza Nato scende in campo l&#8217;IA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1041" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-1024x555.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-768x416.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-1536x833.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-600x325.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le &#8220;pietre veggenti&#8221; di <strong>Palantir</strong> in campo contro possibili potenziamenti russi in Europa orientale: ai margini del recente summit Nato si è parlato attentamente dell&#8217;applicazione crescente del <strong>Maven Smart System congegnato dalla compagnia co-fondata da Peter Thiel</strong> e guidata dal<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/alex-karp-il-manager-guerriero-che-con-palantir-difende-la-supremazia-delloccidente.html" type="post" id="455659"> &#8220;manager-guerriero&#8221; <strong>Alex Karp,</strong> fervente occidentalista,</a> che si propone di ampliare le <strong>capacità di sorveglianza e supervisione</strong> delle attività in Europa orientale del principale avversario dell&#8217;Alleanza Atlantica, la Russia.</p>



<p>Prima del summit di Ankara, infatti, l&#8217;Alleanza Atlantica ha annunciato che MSS era in piena operatività. Sarà in campo da Mons, Belgio, dove ha sede l&#8217;alto comando militare della Nato. L&#8217;obiettivo? Fornire uno sguardo a tutto campo dei potenziali campi di battaglia, portare una sommatoria di dati a fattor comune così da capire come distribuire l&#8217;analisi dei rischi e la risposta alle possibili minacce, <strong>osservare in tempo reale le informazioni provenienti da molti fonti, dai satelliti agli aerei-spia</strong> passando per quelle Osint e Humint, per monitorare passo dopo passo i movimenti delle truppe russe in Ucraina e, più vicino al cuore dell&#8217;Europa, <strong>ai margini del territorio della Nato e dell&#8217;Unione Europea.</strong></p>



<p>Un passaggio notevole, dopo settimane in cui da Francia e Spagna era arrivata la notizia che le tecnologie Palantir sarebbero state, rispettivamente, dismesse dall&#8217;intelligence transalpina e sostanzialmente interdette a tutti i componenti dei settori strategici Usa. Il <em>Times</em>, in un ampio approfondimento, ricorda invece che Paesi come Svezia, Olanda e Gran Bretagna hanno aperto la strada all&#8217;integrazione di MSS anche nei rispettivi eserciti. <strong>Londra, in testa in questa corsa in Europa, ha già integrato Maven nella concreta realtà delle sue forze armate.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Che cosa fa Maven</h2>



<p>Maven &#8220;unirà i dati provenienti da tutti i membri Nato per contribuire a mostrare dove si concentrino le vulnerabilità maggior dei piani difensivi dell&#8217;Alleanza&#8221; e &#8220;analizzerà nel dettaglio le mosse russe al confine&#8221;, tracciando i movimenti delle truppe di Mosca, <a href="https://www.thetimes.com/world/europe/article/nato-palantir-troop-movements-target-identification-nato-8fjc2jr6h">nota </a>il Times. La <strong>graduale entrata in operatività di MSS mostra uno sviluppo</strong> sistemico del progetto di difesa collettiva dell&#8217;Occidente europeo. Il disimpegno americano non è da leggersi come totalizzante o orientato a un crescente disinteresse verso l&#8217;Europa come parte della sfera d&#8217;influenza Usa. Tutt&#8217;altro. Gli Usa sviluppano, tramite la ghiandola pineale della Nato, l&#8217;architettura infrastrutturale necessaria ad aumentare le capacità di <strong>comando e controllo e integrazione di sistema tra dati</strong> e informazioni, ricordando che le possibilità europee di combattere saranno ancora vincolate alla dotazione di tecnologie americane. </p>



<p>Una forma di approfondimento, questa, che vede Washington tenere in mano il pallino del gioco e restare decisiva per la deterrenza europea, sfruttando però la divisione del lavoro per offrire più compiti sul terreno all&#8217;Europa, preservando truppe americane e asset a stelle e strisce per il confronto con la Cina. In quest&#8217;ottica a Palantir viene assegnato un ruolo di rifinitura che mostra quanto Washington mantenga una primazia tecnologica inalterata. Da cui l&#8217;Europa atlantica si trova, generazione dopo generazione, a dover dipendere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-occhi-di-palantir-per-scrutare-la-russia-nella-deterrenza-nato-scende-in-campo-lia.html">Gli occhi di Palantir per scrutare la Russia: nella deterrenza Nato scende in campo l&#8217;IA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Rutte umiliato in diretta: &#8220;Zitto mentre Trump minaccia la Groenlandia&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/rutte-umiliato-in-diretta-ti-fa-effetto-stare-zitto-mentre-trump-minaccia-la-groenlandia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 09:38:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1371" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6-1536x1097.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6-600x428.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, è stato incalzato in diretta da un giornalista sulla Groenlandia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/rutte-umiliato-in-diretta-ti-fa-effetto-stare-zitto-mentre-trump-minaccia-la-groenlandia">Rutte umiliato in diretta: &#8220;Zitto mentre Trump minaccia la Groenlandia&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1371" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6-1536x1097.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260709113719917_fcd432d486090f7f79f33dd62b4692e6-600x428.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“Mark, sta seduto accanto a Donald Trump mentre parla di conquistare la Groenlandia, di attaccare alleati come la Spagna, di iniziare guerre commerciali – cose che non sembrano essere state approvate dal vecchio Mark Rutte. Questo ha qualche effetto sulla Sua autostima quando siede accanto a lui così senza dire nulla?”.</p>



<p>Così il giornalista dell’agenzia danese Ritzau al segretario della NATO Mark Rutte durante il vertice ad dell’Alleanza Atlantica ad Ankara.</p>



<p>Rutte, visibilmente imbarazzato, ha risposto eludendo la domanda del giornalista:</p>



<p>“Sapete, quello che faccio sempre è riconoscere quando è dovuto un elogio, e penso che dovremmo lodare Donald Trump per il fatto che la NATO è molto più forte. Certo, ha a che fare con la minaccia russa, ha a che fare con la guerra in Ucraina, ma ha anche molto a che fare con il presidente Trump… che sta cercando di riequilibrare la spesa tra Stati Uniti ed Europa. E questo rende l’Europa più forte. Rende l’Europa più rilevante per gli Stati Uniti come partner”.</p>



<p>A quanto pare, la risposta breve è no: mostrare tanta deferenza a Trump mentre questi minaccia la Groenlandia, fa pressioni contro la Spagna e dichiara nuovamente guerra all’Iran non ha alcun impatto sull’autostima di Rutte.</p>
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		<title>Ibrida e distribuita: la nuova flotta britannica riscrive la strategia navale nell&#8217;Atlantico e nella NATO</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/ibrida-e-distribuita-la-nuova-flotta-britannica-riscrive-la-strategia-navale-nellatlantico-e-nella-nato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 04:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1040" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Arriva il passaggio dalla nave come sistema autonomo alla nave come centro di comando di una rete militare.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1040" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La decisione del Regno Unito di accantonare il progetto del <strong>Type 83</strong> per sviluppare almeno sei <strong>Common Combat Vessels (CCV)</strong> rappresenta uno dei cambiamenti più significativi della politica di difesa britannica degli ultimi anni. Non si tratta semplicemente della sostituzione di una classe di cacciatorpediniere, ma della ridefinizione del concetto stesso di <strong>potenza navale</strong>. La nuova impostazione privilegia una <strong>flotta distribuita</strong>, nella quale una piattaforma con equipaggio coordina sciami di droni navali, aerei e subacquei, integrando capacità offensive, difensive e di sorveglianza. È il passaggio dalla nave come sistema autonomo alla nave come <strong>centro di comando di una rete militare</strong>.</p>



<p><strong>Le lezioni arrivate dalla guerra in Ucraina</strong></p>



<p>L&#8217;esperienza del conflitto ucraino ha modificato profondamente le valutazioni degli Stati maggiori occidentali. L&#8217;impiego massiccio di <strong>sistemi autonomi</strong>, unito alla rapidità con cui evolvono software e sensori, ha dimostrato che il vantaggio operativo non dipende più esclusivamente dalla superiorità delle grandi piattaforme. Londra ha preso atto che il futuro della guerra navale richiederà la capacità di sostituire rapidamente mezzi perduti, aggiornare continuamente gli algoritmi di comando e integrare migliaia di sensori in tempo reale. Una flotta composta esclusivamente da poche unità altamente sofisticate rischierebbe infatti di essere vulnerabile sia sul piano economico sia su quello operativo.</p>



<p><strong>Il vero obiettivo è il controllo del Nord Atlantico</strong></p>



<p>Dietro il nuovo programma emerge una precisa priorità geopolitica: il ritorno del <strong>Nord Atlantico</strong> e dell&#8217;<strong>Alto Nord</strong> come teatro centrale della competizione strategica. Il cosiddetto <strong>GIUK Gap</strong>, il corridoio marittimo tra Groenlandia, Islanda e Regno Unito, continua a rappresentare il principale punto di accesso tra l&#8217;Atlantico e il Mare di Norvegia. È qui che transitano sottomarini strategici, rotte commerciali, cavi sottomarini e <strong>linee logistiche fondamentali per la NATO</strong>. Una marina distribuita permette di mantenere una presenza più estesa, moltiplicando sensori e capacità di scoperta senza dover aumentare proporzionalmente il numero delle grandi unità di superficie.</p>



<p><strong>I miliardi investiti non garantiscono automaticamente il successo</strong></p>



<p>Il <strong>Defence Investment Plan</strong> britannico destina oltre cinque miliardi di sterline ai sistemi autonomi e ai programmi collegati. Tuttavia, il dato economico racconta soltanto una parte della storia. Resta infatti da comprendere quale quota rappresenti nuovi investimenti e quale derivi da programmi già finanziati negli anni precedenti. Inoltre, il piano dovrà confrontarsi con una questione tutt&#8217;altro che marginale: la sostenibilità finanziaria complessiva della difesa britannica. Diversi osservatori hanno evidenziato come persistano <strong>tensioni tra le ambizioni strategiche del governo e le risorse effettivamente disponibili</strong>, soprattutto considerando i crescenti costi della componente nucleare e dei grandi programmi industriali.</p>



<p><strong>La sfida decisiva è l&#8217;integrazione digitale</strong></p>



<p>L&#8217;elemento realmente innovativo non sono i droni, ma la capacità di farli operare come un unico organismo. La futura <strong>Hybrid Navy</strong> richiederà reti dati protette, comunicazioni resilienti, sistemi di identificazione condivisi e piattaforme software capaci di elaborare enormi quantità di informazioni in tempi compatibili con il combattimento. In questo quadro assume particolare importanza il progetto di <strong>Digital Targeting Web</strong>, destinato a collegare Marina, Aeronautica ed Esercito in un&#8217;unica architettura digitale. Se questa infrastruttura dovesse accumulare ritardi, anche le piattaforme più moderne rischierebbero di perdere gran parte della loro efficacia operativa.</p>



<p><strong>Anche l&#8217;industria britannica è sotto esame</strong></p>



<p>Il piano navale non riguarda soltanto la sicurezza nazionale. Coinvolge direttamente la <strong>base industriale della difesa</strong>, chiamata a sostenere una produzione molto diversa rispetto al passato. Non serviranno soltanto acciaio e cantieri navali, ma anche aziende specializzate in <strong>software</strong>, <strong>cybersicurezza</strong>, semiconduttori, intelligenza artificiale, sistemi di comunicazione e gestione dei dati. Il governo britannico punta inoltre a rafforzare il coinvolgimento delle piccole e medie imprese innovative, considerate essenziali per accelerare i cicli tecnologici. Il rischio, tuttavia, è che eventuali ritardi nei contratti scoraggino proprio quelle realtà industriali più dinamiche che il piano vorrebbe valorizzare.</p>



<p><strong>Una scelta che riguarda tutta la NATO</strong></p>



<p>La trasformazione della Royal Navy va oltre l&#8217;interesse nazionale britannico. Se il programma verrà realizzato nei tempi previsti, i <strong>Common Combat Vessels</strong> potranno diventare piattaforme pienamente interoperabili con le marine degli altri Paesi dell&#8217;Alleanza Atlantica. L&#8217;obiettivo strategico è distribuire meglio il peso della sicurezza euro-atlantica, rafforzando il contributo europeo senza indebolire il ruolo degli Stati Uniti. In questo senso il progetto rappresenta anche un messaggio politico: gli alleati europei intendono assumere maggiori responsabilità nella protezione delle rotte oceaniche e delle infrastrutture critiche.</p>



<p><strong>Il banco di prova sarà l&#8217;esecuzione</strong></p>



<p>Il vero interrogativo non riguarda la validità teorica del progetto, quanto la sua realizzazione concreta. Le innovazioni militari falliscono raramente per mancanza di idee; più spesso incontrano ostacoli nella produzione, nella formazione del personale, nella disponibilità di risorse finanziarie e nella capacità di integrare tecnologie sviluppate da soggetti diversi. La nuova strategia britannica appare coerente con l&#8217;evoluzione della guerra contemporanea. Tuttavia, soltanto i prossimi anni diranno se i <strong>Common Combat Vessels</strong> diventeranno il cuore della futura potenza navale occidentale oppure resteranno l&#8217;ennesimo programma ambizioso rallentato da vincoli industriali e di bilancio. La credibilità della <strong>Hybrid Navy</strong> si misurerà meno negli annunci e molto di più nei cantieri, nelle esercitazioni e nella capacità di trasformare l&#8217;innovazione in deterrenza reale.</p>
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		<title>Il Canada volta le spalle agli Usa: maxi-accordo con la Germania sui sottomarini</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-canada-volta-le-spalle-agli-usa-maxi-accordo-con-la-germania-sui-sottomarini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 04:39:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=522575</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1286" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9-1024x686.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9-1536x1029.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9-600x402.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Questa nuova forma di cooperazione transatlantica non sostituirà la partnership con gli Usa ma mostra che altre convergenze sono possibili.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-canada-volta-le-spalle-agli-usa-maxi-accordo-con-la-germania-sui-sottomarini.html">Il Canada volta le spalle agli Usa: maxi-accordo con la Germania sui sottomarini</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1286" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9-1024x686.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9-1536x1029.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9-600x402.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per un asse transatlantico in difficoltà, ce n&#8217;è uno che sta <strong>guadagnando quota ed è quello tra gli Stati europei e il Canada</strong> guidato da <a href="https://it.insideover.com/economia/davos-2026-dalla-montagna-incantata-a-cuore-di-tenebra-continua-il-romanzo-della-crisi-della-globalizzazione.html" type="post" id="502199"><strong>Mark Carney</strong>, fautore del &#8220;risveglio&#8221; delle medie potenze</a> e che ha promosso un accordo con ThyssenKrupp Marine System, divisione marittima del colosso tedesco, per 24 miliardi di dollari nel contesto di un contratto che porterà alla fornitura di 12 sottomarini adatti all&#8217;operatività nelle acque dell&#8217;Artico. Tkms, nota il Financial Times, ha battuto la sudcoreana Hanwha nel cont esto di una gara che porterà il Paese nordamericano, da un lato, a co-produrre parte dei battelli a Halifax e dall&#8217;altro a ampliare il disaccoppiamento nelle catene di fornitura da Washington. Prima dello strappo del 2025, rappresentato tanto dall&#8217;ascesa di Donald Trump alla Casa Bianca quanto dalla svolta dell&#8217;arrivo di Carney al governo di Ottawa e della torsione nazionalista e autonomista del governo del Partito Liberale in campo di sicurezza e <a href="https://www.nytimes.com/2026/02/15/world/canada/canada-military-spending.html">difesa il Canada comprava il 70-75% delle forniture</a> militari proprio dagli Usa. </p>



<p>La visione di <strong>Carney e del suo governo si è concentrata sulla conquista di una maggiore autonomia</strong> in un contesto che ha portato Ottawa ad accettare la revisione al rialzo del target Nato sulle spese militari al 5% del Pil entro il 2035 ma anche a spingere per un ampliamento della cooperazione con i partner europei e per l&#8217;aumento della produzione nazionale. Il riarmo ha sia fini strategici che di rivitalizzazione industriale, e accordi come quello con Tkms indicano<a href="https://it.insideover.com/difesa/make-canada-great-again-carney-vara-il-riarmo-per-rilanciare-lindustria.html" type="post" id="505667"> la nuova rotta scelta dal governo progressista canadese.</a> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Prende forma l&#8217;asse Canada-Europa</h2>



<p>Ricordando che i primi quattro sottomarini potranno essere operativi entro il 2034, <a href="https://www.ft.com/content/ca6a89f8-6ccb-43fd-9368-97dc5f2ac0be?syn-25a6b1a6=1">il Ft nota che</a> &#8220;il sottomarino tedesco di tipo 212CD è stato presentato come un pacchetto congiunto da Berlino con la Norvegia, anch&#8217;essa membro della Nato, ed entrambi i Paesi hanno sottolineato l&#8217;importanza di una maggiore standardizzazione e interoperabilità delle attrezzature all&#8217;interno dell&#8217;Alleanza Atlantica&#8221;, in un contesto che vede <strong>Ottawa e Oslo, peraltro, interessate dalla comune volontà di aumentare la capacità di deterrenza nell&#8217;Artico</strong>. A marzo, <a href="https://www.canada.ca/en/department-national-defence/news/2026/03/canada-and-norway-strengthen-defence-cooperation-in-space.html">Canada e Norvegia hanno concluso un patto</a> sulla ricognizione e la sorveglianza congiunta della regione nordica del pianeta, in un tentativo di mostrare la volontà dei Paesi della Nato di provvedere alla sicurezza dell&#8217;Artico dopo che Trump, con le sue mire sulla Groenlandia, aveva messo in dubbio la spinta dei partner per contenere attori come Russia e Cina nella regione.</p>



<p>Per la Germania, invece, l&#8217;accordo aiuterà a dar struttura al progetto di rafforzamento militare consentendo alle aziende come Tkms e i partner della filiera di ampliare capacità produttiva e scala che potranno ripercuotersi anche sulla <strong>strutturazione dei progetti per il potenziamento dell&#8217;apparato militare di Berlino</strong>, che peraltro ha visto a sua volta il Canada <a href="https://it.insideover.com/energia/gnl-il-canada-di-carney-pensa-in-grande-e-mira-a-sfidare-gli-usa.html" type="post" id="476851">sostituire, per quanto per ora limitatamente, gli Usa su un versante critico come quello delle <strong>forniture di gas naturale liquefatto</strong>,</a> nuova frontiera dell&#8217;export di Ottawa che proprio l&#8217;accordo per <a href="https://www.bbc.com/news/articles/cg4pwxwvz1go">un milione di tonnellate all&#8217;anno alla Locomotiva d&#8217;Europa ha mostrato nella sua ambizione.</a> L&#8217;asse Canada-Europa, dunque, sta prendendo forma. La difesa è un vettore. La convergenza politica la benzina che può renderlo operativo. Questa nuova forma di cooperazione transatlantica non sostituirà la partnership con gli Usa ma mostra che altre convergenze sono possibili. Un messaggio che a Washington sicuramente sarà analizzato con attenzione.</p>



<h2 data-wp-context---core-fit-text="core/fit-text::{&quot;fontSize&quot;:&quot;&quot;}" data-wp-init---core-fit-text="core/fit-text::callbacks.init" data-wp-interactive data-wp-style--font-size="core/fit-text::context.fontSize" class="wp-block-heading has-fit-text"></h2>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-canada-volta-le-spalle-agli-usa-maxi-accordo-con-la-germania-sui-sottomarini.html">Il Canada volta le spalle agli Usa: maxi-accordo con la Germania sui sottomarini</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Trump, la Nato e l&#8217;Europa alla corte di Erdogan: il vertice di Ankara consacra le ambizioni della Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-la-nato-e-leuropa-alla-corte-di-erdogan-il-vertice-di-ankara-consacra-le-ambizioni-della-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 08:49:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Trump, la Nato e l'Europa alla corte di Erdogan: il vertice di Ankara svela le ambizioni della Turchia. Gli scenari strategici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-la-nato-e-leuropa-alla-corte-di-erdogan-il-vertice-di-ankara-consacra-le-ambizioni-della-turchia.html">Trump, la Nato e l&#8217;Europa alla corte di Erdogan: il vertice di Ankara consacra le ambizioni della Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Nato è tutto ciò che gli <strong>Stati Uniti vogliono che sia</strong> meno qualsiasi cosa possa <strong>infastidire le ambizioni della Turchia</strong>. E ad oggi c&#8217;è solo un leader che può dirsi indispensabile per l&#8217;Alleanza Atlantica del futuro: <strong>Recep Tayyip Erdogan. Esalta la centralità del Sultano</strong> il vertice atlantico che si svolge, quest&#8217;anno, nel cuore dell&#8217;<strong>Anatolia,</strong> più prossimo all&#8217;Indo-Pacifico vero cuore del mondo che al Mare Oceano che si stende oltre Finisterre e Gibilterra. Ed è paradigmatico di un nuovo <strong>baricentro mondiale</strong> in cui la Turchia vuole giocare il suo ruolo. In Medio Oriente, in Eurasia e non solo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La Nato ai piedi della Turchia</h2>



<p><strong>L&#8217;ultima volta che la Turchia ospitò un summit Nato era il 2004,</strong> Erdogan al primo mandato da primo ministro, George W. Bush sedeva alla Casa Bianca e i temi caldi erano la lotta al terrorismo e la guerra in Iraq; ventidue anni dopo, Erdogan riceverà <strong>Donald Trump</strong> nel ruolo inedito di pontiere tra il tycoon e i leader europei. Questi ultimi sono stati redarguiti da The Donald per l&#8217;atteggiamento ritenuto pusillanime durante la guerra israelo-americana all&#8217;Iran, ed è emblematico del &#8220;dilemma del prigioniero&#8221; del capo della Casa Bianca il fatto che Trump abbia speso parole al miele per chi questa guerra, tra i leader Nato, l&#8217;ha avversata più di tutti: Erdogan. Il quale ha schierato il Ministro degli Esteri <strong>Hakan Fidan</strong> per evitare il caos prima dell&#8217;attacco di febbraio e ha duramente criticato la condotta di Israele, amplificando la rotta di collisione con il Paese guidato da Benjamin Netanyahu. Ora, semplicemente, tutti hanno bisogno della Turchia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tutti cercano Erdogan</h2>



<p>Ne ha bisogno l&#8217;America: <strong>Ankara guarda gli Stretti e il Mar Nero</strong> ed è garante di una proiezione geopolitica e geoeconomica verso l&#8217;Eurasia che attraversa le regioni del Caucaso, centrali per la connettività e che attraversano Stati strategici per gli Usa nel confronto con Russia e Cina, come Armenia, Azerbaijan e Kazakistan. Inoltre, la Turchia <strong>contribuendo al sostegno della nuova Siria</strong> ha tolto un ulteriore pivot ai rivali di Washington in Medio Oriente, tanto che ad Ankara è lasciata libertà d&#8217;azione nonostante la rivalità strategica con l&#8217;alleato israeliano. </p>



<p>A loro modo ne hanno bisogno anche i Paesi europei: nel quadro del piano ReArm Europe le munizioni, i droni e gli asset turchi faranno comodo per creare filiere strategiche e robuste per consolidare gli apparati militari del Vecchio Continente. La Turchia ha superato i 10 miliardi di dollari di esportazioni militari lo scorso anno, l&#8217;azienda di droni <a href="https://it.insideover.com/difesa/asse-italo-turco-sui-droni-perche-baykar-compra-piaggio-aerospace.html" type="post" id="450573">Baykar è entrata nel mercato italiano rilevando <strong>Piaggio Aerospace</strong>,</a> converge su molti progetti con Leonardo e fa gola a molti Paesi europei per i suoi prodotti, <a href="https://it.insideover.com/difesa/f-35-addio-la-spagna-guarda-al-caccia-turco.html" type="post" id="489075">mentre la Spagna pondera l&#8217;ipotesi di dotarsi del caccia Kaan.</a> Anche il <a href="https://www.ft.com/content/cf393586-7138-4670-abe8-1a55e642b1b6?syn-25a6b1a6=1"><em>Financial Times</em> lo ha ricordato in un recente approfondimento</a>, pur sottolineando che in Turchia molti vincoli possono emergere per il fatto che &#8220;l&#8217;economia nel suo complesso è afflitta da un&#8217;inflazione del 33%, dall&#8217;aumento dei costi e da un tasso di cambio in apprezzamento che ha soffocato la competitività di altri settori manifatturieri&#8221;. <strong>Ai margini della Nato, ne ha bisogno anche l&#8217;Ucraina</strong>, che vede in Ankara un partner politico solido e un possibile mediatore qualora si potesse cercare un negoziato con la Russia per porre fine alla guerra d&#8217;aggressione.</p>



<p>In Israele, ove già si ipotizzano futuri scenari di confronto con Ankara, il protagonismo turco è visto con attenzione. <a href="https://www.ynetnews.com/article/r1fapatxmx">Ynet ricorda </a>che &#8220;il vertice potrebbe anche portare quello che rappresenterebbe il premio più ambito&#8221; per Erdogan, ovvero &#8220;un <a href="https://www.ynetnews.com/article/sk8imbhmgx" target="_blank" rel="noreferrer noopener">possibile accordo con gli Stati Uniti per la vendita alla Turchia dei caccia stealth F-35,</a> dopo anni di esclusione dal programma a causa dell&#8217;acquisto da parte di Ankara del sistema di difesa aerea russo S-400&#8243;. </p>



<p>Scenario-incubo per Benjamin Netanyahu e Israele, mentre Ynet constata che l&#8217;epoca dell&#8217;Erdogan &#8220;pecora nera&#8221; della Nato sembra finita per sempre. <strong>E questo fatto è un contrappasso notevole per l&#8217;Alleanza Atlantica</strong>: il player decisivo e centrale in un&#8217;alleanza che presenta sé stessa come faro dei valori liberaldemocratici e occidentali è uno spregiudicato leader euroasiatico che sta costruendo un regime politico orientato a un crescente autoritarismo, unendo retorica islamista e nazionalista e promuovendo un&#8217;agenda con ambizioni egemoniche all&#8217;ombra di uno scaltro posizionamento internazionale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo scenario del mondo secondo Erdogan</h2>



<p>Tutto questo mentre la centralità della Turchia <strong>rende il suo potere sempre più impermeabile alle critiche per la repressione dell&#8217;opposizione</strong>, non a caso messe in sordina durante l&#8217;attuale summit sia da parte del segretario generale Mark Rutte sia da parte dei leader convenuti ad Ankara. L&#8217;America non ha idea di cosa fare di una Nato politica sempre più incerta, l&#8217;Europa si dibatte per capire come costruire una via comune per rafforzare quella militare nel Vecchio Continente, alla Turchia l&#8217;attuale stato di confusione e incertezza va bene così per consolidare il disegno di rafforzamento geopolitico e strategico. </p>



<p><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/lordine-internazionale-basato-su-regole-era-una-finzione-lincredibile-ammissione-di-carney-a-davos.html" type="post" id="502458">A Davos a gennaio 2026 Mark Carney</a></strong>, premier canadese, ricordò che la retorica dell&#8217;ordine internazionale liberale dei primi Anni Duemila era in larga parte una finzione. L&#8217;Erdogan del 2026 potrà guardare a quello che ospitò il summit del 2004 pensando, in fin dei conti, di non aver mai creduto a tale retorica. Potendo dunque posizionarsi nel migliore dei modi per rafforzare sé stesso e il suo Paese in una fase incerta in cui il Velo di Maia si è squarciato e la logica della competizione emerge. La Nato è divisa su tutto, tranne che su una cosa: oggi il suo leader cruciale è Erdogan. Anche solo un decennio fa, pensarlo sarebbe stato remoto e difficile da pronosticare. Ma nella nuova &#8220;era dei predatori&#8221; i leader che usano spregiudicatamente hard power e proiezione possono mirare a un vantaggio competitivo di fronte a una crescente polarizzazione globale.</p>



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		<title>La strada in salita delle spese militari: dall&#8217;Italia al Regno Unito, il riarmo europeo fatica</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-strada-in-salita-delle-spese-militari-dallitalia-al-regno-unito-il-riarmo-europeo-fatica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 03:43:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/John-Healey.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Regno Unito" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/John-Healey.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/John-Healey-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/John-Healey-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/John-Healey-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/John-Healey-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/John-Healey-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il riarmo europeo è in una fase di flessione rispetto alle dichiarazioni dei leader comunitari e atlantici a cavallo tra 2024 e 2025. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-strada-in-salita-delle-spese-militari-dallitalia-al-regno-unito-il-riarmo-europeo-fatica.html">La strada in salita delle spese militari: dall&#8217;Italia al Regno Unito, il riarmo europeo fatica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/John-Healey.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Regno Unito" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/John-Healey.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/John-Healey-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/John-Healey-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/John-Healey-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/John-Healey-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/John-Healey-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il riarmo europeo è in una fase di flessione rispetto alle entusiasmanti dichiarazioni dei leader comunitari e atlantici a cavallo tra 2024 e 2025, quando il tema di un <strong>innalzamento delle spese per la Difesa era cruciale</strong> nei summit multilaterali e nelle agende di vari governi. Le ultime settimane hanno segnato diverse battute d&#8217;arresto per le strategie di difesa e hanno aperto la strada a profonde riflessioni in materia.</p>



<p>Partiamo dai dati concreti: <strong>John Healey, blairiano doc e ministro della Difesa del Regno Unito,</strong> ha lasciato il governo sbattendo la porta e definendo &#8220;incapace&#8221; il premier Keir Starmer dopo che il premier di Sua Maestà aveva abbozzato un piano di riarmo che <a href="https://it.insideover.com/politica/uk-keir-starmer-nella-bufera-assedio-al-primo-ministro.html" type="post" id="504981">riduceva nettamente l&#8217;ambizione </a>del percorso al 3,5% di spese militari in rapporto al Pil. In Italia si sono ridimensionate le richieste <a href="https://it.euronews.com/my-europe/2026/05/29/fondi-safe-litalia-taglia-le-spese-militari-e-punta-su-energia-prima-i-cittadini-poi-le-ar">del governo Meloni ai <strong>prestiti europei del programma Safe</strong></a>, da 15 a 5 miliardi di euro, e dalla <a href="https://www.repubblica.it/politica/2026/06/14/news/guido_crosetto_spesa_difesa_minaccia_dimissioni-425409344/">Lega sarebbero arrivate pressioni per </a>ulteriori ridimensionamenti. In Polonia, infine, la prima tranche del prestito Safe da 6,6 miliardi di euro apre la prospettiva di una difficoltà nella capacità di messa a terra dei progetti da parte di Varsavia sul breve periodo. Il rischio che siano le capacità amministrative a frenare la trasformazione dei fondi in appalti, produzione, capacità è concreto.</p>



<p>Si può aggiungere, poi, per contesto, il fatto che <strong>due programmi europei ritenuti ambiziosi, l&#8217;Eurodrone e il programma franco-tedesco Fcas</strong> per un caccia di sesta generazione, siano naufragati da inizio giugno per mostrare quanto complesso sia trasformare le aspettative in realtà. Molti operatori industriali, poi, sono sotto pressione tra ordinativi, richieste di consegne di prodotti e materiali e strategie di ampliamento delle linee e del personale. Il riarmo non sarà un pasto di gala, e <a href="https://it.insideover.com/difesa/basta-soldi-facili-con-le-armi-perche-la-bolla-della-difesa-in-borsa-si-sta-sgonfiando.html" type="post" id="520607">come ha ricordato <strong>Martina Besana</strong> gli indici azionari cominciano</a> il grande riflusso dall&#8217;entusiasmante boom seguito allo scoppio delle guerre in Ucraina e Medio Oriente dal 2022 ad oggi. Dalla <em>strategy</em> alla <em>execution,</em> per restare nel semplice gergo aziendalista, c&#8217;è il collo di bottiglia che un settore chiamato a una rivoluzione copernicana deve affrontare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;elefante nella stanza</h2>



<p><a href="https://behorizon.org/melonis-safe-retreat-and-polands-first-payment-europes-rearmament-problem-is-no-longer-only-financial/">Beyond the Horizon </a>indica in tre punti i limiti del piano di riarmo avviato nel 2025 dall&#8217;Unione Europea: la gestione operativa dei fondi, nazionali o presi in prestito; lo stress test dell&#8217;elettorato, che chiede spesso altre priorità (si pensi, in Italia, all&#8217;energia); problematiche di coordinamento per programmi comuni transnazionali. A suo modo, questo fa il paio con quanto diceva il Kiel Institute lo scorso anno, individuando nella grande rigidità del comparto difesa rispetto ad altri settori un fattore compressivo della competitività e incentivando aziende innovative e start-up a essere partecipi e i decisori a favorirne l&#8217;accesso ai piani al pari dei player consolidati. &#8220;Attualmente, i Paesi europei investono circa <strong>13 miliardi di euro all&#8217;anno, una piccola frazione dei 145 miliardi </strong>di dollari spesi dagli Stati Uniti&#8221;<a href="https://www.kielinstitut.de/publications/news/despite-billions-in-spending-europes-military-build-up-risks-falling-short/">, notava l&#8217;istituto tedesco, paventando dunque l&#8217;idea che maggiori inefficienze avrebbero reso inutilmente più costosi</a> molti programmi e progetti strategici.</p>



<p>Per <em>The Conversation,</em> questo impone delle riflessioni. Da un lato, &#8220;la spesa per la difesa sta crescendo non solo grazie ai governi nazionali, ma anche attraverso&nbsp;<a href="https://www.consilium.europa.eu/en/policies/defence-industry-programme/">strumenti a livello europeo</a>&nbsp;che implicano&nbsp;<a href="https://europeanmovement.eu/publication-articles/the-informal-euco-advancing-europes-collective-security/">una sicurezza collettiva</a>&nbsp;più profonda&#8221;, ma dall&#8217;altro il dibattito impone di parlare dei &#8220;compromessi che un aumento della spesa per la difesa richiederà e su come gestire questioni come l&#8217;incipiente predominanza militare della Germania&#8221;, vero e proprio elefante nella stanza europeo. Per la stessa Germania, la riconversione militare appare un <strong>utile espediente per riconvertire un&#8217;industria</strong> in affanno su altri dossier, ma sarà davvero così facile arrivare a risultati concreti? L&#8217;ipotesi che Readiness 2030 e i piani di riarmo rischino di entrare in attrito con la realtà concreta delle economie continentali, dei vincoli politici e delle pressioni dei governi sui cittadini è plausibile. E questo mostra i limiti di un approccio che pensa di tarare i mezzi proposti in rapporto all&#8217;ambizione delle strategie, e non viceversa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-strada-in-salita-delle-spese-militari-dallitalia-al-regno-unito-il-riarmo-europeo-fatica.html">La strada in salita delle spese militari: dall&#8217;Italia al Regno Unito, il riarmo europeo fatica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Spagna, il sospetto: c&#8217;è una &#8220;manina&#8221; Usa dietro lo scandalo Zapatero che sta travolgendo Sanchez</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/spagna-il-sospetto-ce-una-manina-usa-dietro-lo-scandalo-zapatero-che-sta-travolgendo-sanchez.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 07:20:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1368" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero-1024x730.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero-768x547.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero-1536x1094.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero-600x428.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pedro Sanchez è indifficoltà politica sulla scorta della marea montante degli scandali che stanno colpendo il suo Partito Socialista Operaio di Spagna (Psoe), ma una chiave interpretativa articolata potrebbe permettere di inserire sul piano geopolitico globale la partita che sta combattendo l&#8217;esecutivo spagnolo. Enric Juliana, vicedirettore del quotidiano catalano La Vanguardia, ha messo in fila &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/spagna-il-sospetto-ce-una-manina-usa-dietro-lo-scandalo-zapatero-che-sta-travolgendo-sanchez.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1368" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero-1024x730.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero-768x547.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero-1536x1094.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero-600x428.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Pedro Sanchez</strong> è in<a href="https://it.insideover.com/politica/spagna-la-tempesta-perfetta-su-sanchez-scandali-sconfitte-elettorali-e-liti-interne-a-rischio-il-governo.html" type="post" id="518693">difficoltà politica sulla scorta della marea</a> montante degli scandali che stanno colpendo il suo <strong>Partito Socialista Operaio di Spagna (Psoe), </strong>ma una chiave interpretativa articolata potrebbe permettere di inserire sul piano geopolitico globale la partita che sta combattendo l&#8217;esecutivo spagnolo. <strong>Enric Juliana</strong>, vicedirettore del quotidiano catalano <em>La Vanguardia, </em>ha messo in fila diversi punti legati all&#8217;assalto giudiziario al Psoe, partito principalmente dalle inchieste contro l&#8217;ex primo ministro <strong>José Luis Zapatero</strong>, analizzando il ruolo statunitense nell&#8217;avvio dell&#8217;indagine e analizzando come stiano andando di pari passo con un&#8217;offensiva comunicativa di matrice americana sulle posizioni politiche del governo Sanchez.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso Zapatero</h2>



<p><a href="https://www.lavanguardia.com/politica/20260531/11551872/medio-mundo-toma-nota-shock-psoe-anti-trump-abierto-china.html">Juliana ricorda</a> che &#8220;un servizio di intelligence statunitense ha aperto il caso Zapatero&#8221;, dato che &#8220;l&#8217;’HSI (<em>Homeland Security Investigations</em>) ha <a href="https://www.lavanguardia.com/politica/20260520/11542984/washington-confirma-colaborado-espana-investigacion-zapatero.html">decifrato il telefono </a>di un imprenditore venezuelano sospetto, fornendo informazioni cruciali alla polizia spagnola&#8221;, e facendo aprire una riflessione alle cancellerie europee, consce che &#8220;nel contesto delle tensioni attuali<strong>, gli Stati Uniti possono condurre operazioni di intelligence su politici europei&#8221;</strong>. Fatto sulla carta noto da tempo ma che si tende a dimenticare (il caso Snowden è uscito dalla mente di molti). Questo non significa, chiaramente, negare gli addebiti concreti a Zapatero, che andranno investigati e paiono quantomeno gravi, ma capire in che misura ci possa essere una convergenza politica tra l&#8217;apertura di casi giudiziari e il preciso contesto politico in cui si muove un Paese.</p>



<p><strong><a href="https://www.eldebate.com/tecnologia/20260527/asi-tejio-zapatero-red-huawei-espana-lobby-5g-alarma-bruselas_421294.html">I presunti legami di Zapatero con Huawei, Air China</a></strong> e altri gruppi cinesi sono scrutinati e sono stati trasformati in critica politica. Benjamín León,ha criticato duramente i legami della Spagna con la Cina e gli affari fatti da Sanchez nei suoi incontri con Xi Jinping, sottolineando come Madrid rischi di incentivare una deriva pericolosa per la stabilità del campo occidentale, citando esplicitamente proprio Huawei tra le aziende con cui i rapporti risulterebbero problematici sul versante securitario. Inoltre, gli addebiti sui legami tra Zapatero e il Venezuela sono politicamente rilevanti oggi che il sistema politico con cui l&#8217;ex premier mediò per fare da paciere tra regime e opposizione non esiste più <a href="https://www.elconfidencial.com/espana/2026-05-27/cronologia-caso-zapatero_4362495/">dopo la caduta di Nicolas Maduro.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;autonomia di Sanchez e un governo in crisi</h2>



<p>Il risultato politico è stata la messa sotto pressione del governo a guida socialista, la crisi strutturale della coalizione di Sanchez, la richiesta di un voto anticipato prima dell&#8217;estate 2027 da parte dell&#8217;ex premier del <strong>Psoe Felipe Gonzales e degli alleati del Partito Nazionalista Basco, l&#8217;apertura di un fronte in Catalogna,</strong> dove il governatore socialista Salvador Illa è stato attaccato da Junts, partito dell&#8217;ex leader di Barcellona Charles Puigdemont, circa la presenza di <a href="https://www.elconfidencial.com/espana/cataluna/2026-05-31/junts-reactiva-caso-huawei-illa-escandalo-zapatero_4364135/">Huawei in gare per le reti di telecomunicazione della Generalitat.</a> La tenuta della coalizione progressista sarà tutta da verificare nei prossimi mesi.</p>



<p>Piove sul bagnato per Sanchez, e la sensazione è che la &#8220;manina&#8221; che ha accelerato lo scandalo Zapatero abbia colpito proprio sulla <strong>sistematica ricerca di vie alternative per la diplomazia e la politica iberica</strong> da parte di un governo e di un partito non pienamente allineato al tradizionale contesto occidentale. <a href="https://it.insideover.com/politica/sanchez-vola-da-xi-la-spagna-apre-alla-cina-e-gli-usa-la-mettono-nel-mirino.html" type="post" id="465753">I giri di valzer di Sanchez</a> con la Cina, <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-spagna-di-sanchez-sfida-trump-e-la-nato-sul-5-per-la-difesa-ecco-come-e-perche.html" type="post" id="475670">la critica all&#8217;aumento delle spese militari chiesto dagli Usa alla Nato nel 2025 (5% del Pil),</a> l&#8217;opposizione salda a <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-stato-genocida-da-kiev-a-gaza-sanchez-e-la-spagna-non-fanno-sconti-a-nessuno.html" type="post" id="469935">Israele per le condotte a Gaza</a>, il rifiuto di c<a href="https://it.insideover.com/guerra/sanchez-nega-le-basi-agli-usa-gli-aerei-americani-lasciano-la-spagna.html" type="post" id="507548">oncedere le basi per l&#8217;<strong>attacco all&#8217;Iran</strong></a><strong>,</strong> la spinta per un fronte comune europeo e la proposta di regolamentare severamente le <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/stretta-su-minori-algoritmi-e-responsabilita-penale-il-pugno-duro-di-sanchez-sui-social.html" type="post" id="504245">piattaforme tecnologiche Usa</a> hanno contribuito a costruire un&#8217;agenda <strong>autonoma ma sicuramente scomoda. Ora messa a repentaglio</strong> dall&#8217;appannamento politico dopo 8 anni di governo e dalla tempesta giudiziaria. &#8220;Ogni volta che il Psoe supera una linea pericolosa, viene colpito duramente&#8221;, chiosa Juliana, la cui testata, di orientamento liberale e centrista, non è accusabile di simpatie pregiudiziali verso la sinistra di governo. Il fatto che ci possa essere non solo evidente cronaca giudiziaria ma anche molta politica e ancor più geopolitica nel caso Zapatero e nelle pressioni che esercita su Sanchez non può, dunque, essere scartato a priori.</p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></p>
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		<title>Libertà d&#8217;opinione stile UE: sanzioni al giornalista tedesco Dogru perché &#8220;pro-pal&#8221;, bloccato anche il conto della madre</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/liberta-dopinione-stile-ue-sanzioni-al-giornalista-tedesco-dogru-perche-pro-pal-bloccato-anche-il-conto-della-madre.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 13:22:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="970" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260531150031559_5c9a38e024603565a86d929b270c2bfd-e1780232470423.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260531150031559_5c9a38e024603565a86d929b270c2bfd-e1780232470423.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260531150031559_5c9a38e024603565a86d929b270c2bfd-e1780232470423-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260531150031559_5c9a38e024603565a86d929b270c2bfd-e1780232470423-1024x517.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260531150031559_5c9a38e024603565a86d929b270c2bfd-e1780232470423-768x388.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260531150031559_5c9a38e024603565a86d929b270c2bfd-e1780232470423-1536x776.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260531150031559_5c9a38e024603565a86d929b270c2bfd-e1780232470423-600x303.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo aver sanzionato il giornalista tedesco Dogru, ora l'UE blocca anche il conto della madre pensionata. Il motivo? "È pro-al e filo-russo".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/liberta-dopinione-stile-ue-sanzioni-al-giornalista-tedesco-dogru-perche-pro-pal-bloccato-anche-il-conto-della-madre.html">Libertà d&#8217;opinione stile UE: sanzioni al giornalista tedesco Dogru perché &#8220;pro-pal&#8221;, bloccato anche il conto della madre</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="970" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260531150031559_5c9a38e024603565a86d929b270c2bfd-e1780232470423.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260531150031559_5c9a38e024603565a86d929b270c2bfd-e1780232470423.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260531150031559_5c9a38e024603565a86d929b270c2bfd-e1780232470423-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260531150031559_5c9a38e024603565a86d929b270c2bfd-e1780232470423-1024x517.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260531150031559_5c9a38e024603565a86d929b270c2bfd-e1780232470423-768x388.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260531150031559_5c9a38e024603565a86d929b270c2bfd-e1780232470423-1536x776.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260531150031559_5c9a38e024603565a86d929b270c2bfd-e1780232470423-600x303.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non c’è bisogno di un’accusa, né di un processo. Non servono prove, né c&#8217;è la possibilità di difendersi. Per essere ridotti al silenzio e alla miseria, nell’Unione Europea, basta avere opinioni sgradite. Il caso &#8211; di cui abbiamo già parlato in passato su <em>InsideOver</em> &#8211; di <strong>Hüseyin Dogru</strong>, giornalista berlinese di origini turche, è diventato il simbolo di una deriva autoritaria che preoccupa giuristi e difensori dei diritti civili. Tutto è iniziato nel 2025, quando Dogru <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/grave-attacco-alla-liberta-di-stampa-in-europa-il-caso-del-giornalista-huseyin-dogru-vittima-di-sanzioni-ue.html" type="link" id="https://it.insideover.com/media-e-potere/grave-attacco-alla-liberta-di-stampa-in-europa-il-caso-del-giornalista-huseyin-dogru-vittima-di-sanzioni-ue.html">è finito nel 17esimo pacchetto di sanzioni contro Mosca</a>. L’accusa formale? Con il suo lavoro giornalistico «filo-palestinese», avrebbe «alimentato discordie etniche, politiche e religiose», sostenendo così le «attività destabilizzanti della Russia». Prove? Nessuna. In buona sostanza, l&#8217;Unione Europea ha introdotto una sorta di «reato d&#8217;opinione» senza dirlo pubblicamente, utilizzando l&#8217;escamotage &#8211; piuttosto subdolo &#8211; delle sanzioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Germania, sanzionato giornalista e tutta la sua famiglia</h2>



<p>Mercoledì scorso, <a href="https://www.berliner-zeitung.de/article/fall-hueseyin-dogru-bank-sperrt-konto-mutter-10038734" type="link" id="https://www.berliner-zeitung.de/article/fall-hueseyin-dogru-bank-sperrt-konto-mutter-10038734">riporta la <em>Berliner Zeitung</em></a>, Dogru ha reso pubblico sulla piattaforma X un documento scioccante: la sua banca <strong>ha informato sua madre, una pensionata</strong>, che il suo conto corrente e il deposito titoli <strong>sono stati congelati</strong>. La motivazione è agghiacciante nella sua vaghezza: «A causa di un rapporto di controllo sulle disponibilità finanziarie da parte di suo figlio, il signor Hüseyin Dogru». Sua madre non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale dalle autorità tedesche. <strong>Nessuna accusa, nessun procedimento giudiziario. I risparmi di una vita sono diventati inaccessibili dall’oggi al domani</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">At the end of March, German authorities illegally seized my wife’s bank accounts — the ONLY source guaranteeing the wellbeing of our children.<br><br>She committed no crime. She is not sanctioned. Yet our family was deliberately pushed toward financial ruin.<a href="https://t.co/GBZv8dwUGD">https://t.co/GBZv8dwUGD</a></p>&mdash; Hüseyin Dogru (@hussedogru) <a href="https://x.com/hussedogru/status/2059595764184043659?ref_src=twsrc%5Etfw">May 27, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>«La punizione collettiva della mia famiglia da parte della Germania continua», ha scritto Dogru. «Hanno congelato anche il conto bancario di mia madre, in pensione, sostenendo che controllerei anch’io quel conto. L’unica ‘prova’ di questa distruzione finanziaria extragiudiziale sembra essere che sono membri della mia famiglia». Non è il primo episodio. Lo scorso marzo era stato <strong>il conto della moglie a finire temporaneamente bloccato</strong>, con l’accusa di «elusione delle sanzioni» da parte della <em>Zentralstelle für Sanktionsdurchsetzung</em>, un’autorità della dogana tedesca.</p>



<p>Oggi <strong>Dogru</strong> <strong>può disporre di soli 506 euro mensili per sopravvivere</strong>. Qualsiasi donazione in denaro o in natura è vietata: chi gli offrisse un pasto caldo o una coperta <strong>rischierebbe di essere accusato di eludere le sanzioni europee</strong>. Sua moglie e i loro tre bambini piccoli vivono nell’incertezza più assoluta, senza riuscire più a pagare l’affitto e i bisogni quotidiani. Siamo davvero sicuri che questa sia la &#8220;democrazia&#8221; che vogliamo difendere? Sono questi i fantomatici «valori europei» di cui i nostri leader politici si riempiono la bocca costantemente? </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il silenzio dell’UE su Assange e la censura a Jacques Baud</h2>



<p>Non si tratta di un caso isolato. <strong>L’Unione Europea ha mostrato il suo volto meno nobile anche in altre circostanze</strong> <strong>recenti</strong> e non può permettersi di impartire lezioni al mondo. Per anni Bruxelles non ha mosso un dito per la liberazione di <strong>Julian Assange</strong>, il giornalista australiano che ha rivelato crimini di guerra internazionali. Assange è stato liberato solo grazie alla tenacia della moglie Stella e alla mobilitazione della società civile internazionale, non certo per l’intervento delle istituzioni europee. </p>



<p>E che dire del <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/il-caso-jacques-baud-imprigionato-dalle-sanzioni-ue-per-un-pensiero-diverso.html" type="link" id="https://it.insideover.com/media-e-potere/il-caso-jacques-baud-imprigionato-dalle-sanzioni-ue-per-un-pensiero-diverso.html">caso dell’ex colonnello svizzero Jacques Baud</a>? Analista militare di grande esperienza, Baud ha avuto il torto di esprimere opinioni critiche sulle narrazioni ufficiali riguardanti la guerra in Ucraina. La sua «colpa» è stata quella di ricordare pubblicamente che la diplomazia avrebbe potuto evitare il conflitto e di essere stato intervistato, in passato, da qualche media russo. <strong>Per questo motivo è stato sanzionato dall&#8217;Unione Europea e, proprio come Dogru, </strong>costretto a vivere senza poter accedere al proprio conto bancario.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="de" dir="ltr">Das darf doch nicht wahr sein! Jetzt wurde auch noch das Konto der Mutter des Journalisten Hüseyin Dogru eingefroren. Die Bundesregierung darf diesen totalitären Wahnsinn nicht länger mitmachen und muss sich für die Aufhebung der EU-Sanktionen einsetzen!<a href="https://t.co/IVxNptlbiM">https://t.co/IVxNptlbiM</a></p>&mdash; Sahra Wagenknecht (@SWagenknecht) <a href="https://x.com/SWagenknecht/status/2059717918661755192?ref_src=twsrc%5Etfw">May 27, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Non tutti tacciono. Una campagna di solidarietà internazionale per Dogru è stata lanciata la scorsa settimana, nel primo anniversario delle sanzioni. Tra i firmatari figurano nomi come il musicista <strong>Brian Eno</strong>, l’attore <strong>Dieter Hallervorden</strong>, gli scrittori <strong>Christoph Hein e Daniela Dahn, e politici come Gregor Gysi, Sahra Wagenknecht, Martin Sonneborn, Yanis Varoufakis</strong> e <strong>Pablo Iglesias</strong>.</p>



<p>A dare peso alle critiche è soprattutto un parere legale firmato da Ninon Colneric, ex giudice della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, e dalla giurista Alina Miron. Entrambe concludono che le sanzioni contro Dogru violerebbero il diritto europeo vigente.</p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong><br><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/liberta-dopinione-stile-ue-sanzioni-al-giornalista-tedesco-dogru-perche-pro-pal-bloccato-anche-il-conto-della-madre.html">Libertà d&#8217;opinione stile UE: sanzioni al giornalista tedesco Dogru perché &#8220;pro-pal&#8221;, bloccato anche il conto della madre</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Donald Trump: narcisismo e geopolitica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/donald-trump-narcisismo-e-geopolitica-2.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Arigotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 13:42:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una personalità che investe molte risorse in scenari che sembrano avere una sola finalità: confermare la propria centralità e le sue ragioni. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/donald-trump-narcisismo-e-geopolitica-2.html">Donald Trump: narcisismo e geopolitica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi esplosa tra l’amministrazione Trump e la NATO per effetto dell’aggressione israelo-statunitense contro l’Iran non può essere letta solo come un incidente diplomatico, bensì come il riflesso di una linea politica, maturata dopo il ritorno del tycoon alla Casa Bianca, frutto anche (ma non solo) di una personalità molto particolare, che <a href="https://www.limesonline.com/rivista/donald-trump-nella-mente-di-un-narcisista-21859048/">diversi analisti</a> (e non solo di geopolitica) <strong>propendono a classificare come affetta da un forte narcisismo</strong>, come tale impermeabile al dubbio e al confronto – figuriamoci a una cooperazione tra pari – che diviene a sua volta la lente attraverso la quale vengono elaborate e attuate decisioni impattanti sulla politica internazionale.</p>



<p>Qui non si tratta tanto di interrogarsi sulla veridicità o meno di una serie di <a href="https://www.al-monitor.com/originals/2026/04/analysis-trumps-anger-over-iran-thrusts-nato-fresh-crisis">notizie</a> circolate, come ad esempio la furia di Trump per il rifiuto europeo di intervenire nel Golfo – forse una delle poche scelte sagge compiute ultimamente alle nostre latitudini – o riguardo lo scenario di un’uscita degli USA dalla NATO, quasi un paradosso se consideriamo la storia e la natura dell’Alleanza, nella quale <strong>Washington riveste un ruolo paragonabile all’azionista di maggioranza</strong> (assoluta e qualificata), senza tirare in ballo le difficoltà costituzionali – il vaglio del Congresso in primis, prima e dopo le elezioni di mid-term – che creerebbero più di un ostacolo, per non dire che renderebbero impossibile una simile prospettiva.</p>



<p>Non sono mancati analisti europei che, dopo aver sottolineato la mancanza di strategia <a href="https://carnegieendowment.org/europe/strategic-europe/2026/03/taking-the-pulse-is-it-natos-job-to-support-trumps-war-of-choice">nell’azione</a> contro Teheran – non si può dire che gli sviluppi non abbiano dato loro ragione – hanno insistito sulla personalità impulsiva del presidente statunitense (magari trascurando le pressioni di Netanyahu) circa una <a href="https://www.foreignaffairs.com/united-states/iran-and-forever-war-trap">campagna militare</a> rivelatasi oggettivamente inefficace, per non dire fallimentare sotto molti profili.</p>



<p>Il vero problema si palesa nel momento in cui l’impianto decisionale si uniforma non soltanto alla “<a href="https://lespresso.it/c/mondo/2026/1/9/trump-diritto-internazionale-limiti-poteri-morale-personale/59165">coscienza morale</a>” del capo della Casa Bianca, quanto al principio di decisioni giuste in quanto tali, col rischio concreto, per chiunque le metta in discussione – forse persone che tengono più all’onorabilità, che alla propria carriera – di saltare la porta di Pennsylvania Avenue. Un approccio fondato sull’assunto, ovviamente dal punto di vista di Trump, che gli altri attori – nazionali o internazionali &#8211; debbano comportarsi come mere estensioni di una volontà di per sé stessa indiscutibile, tanto che ogni deviazione possa essere letta come affronto, per non dire tradimento, sul piano personale, prima ancora che politico.</p>



<p>Per una personalità di questo tipo, è evidente che un atto di slealtà nei riguardi del portatore del dogma dell’infallibilità – singolare il paragone con quello papale, alla luce dei noti <a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/trump-scontro-con-il-vaticano-235296">dissidi con Leone XIV</a> – possa essere ripagato solo con sfuriate, minacce e ritorsioni, accompagnate dalla delegittimazione dei “traditori” (ne sanno qualcosa anche alle nostre latitudini).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Imprevedibilità o incoerenza?</h2>



<p>Un corollario di questo quadro è che molte delle dichiarazioni o motivazioni ufficiali all’origine di certe decisioni – vedi la minaccia del nucleare iraniano, che prosegue incessantemente da oltre trent’anni, o la difesa dei presunti valori occidentali, messi da parte quando interessi “superiori” vanno in altre direzioni – perdano ogni attendibilità, e non soltanto agli occhi degli analisti più esperti. Se lo stesso <a href="https://ecfr.eu/article/traps-and-limits-why-trump-bombing-iran-wont-deliver-what-he-wants/">European Council on Foreign Relations</a>, ha parlato di <strong>una postura riguardo all’Iran caratterizzata da imprevedibilità, escalation impulsiva e assenza di un endgame chiaro</strong> ci sarà una ragione, che probabilmente va ben al di là di un’opposizione preconcetta al “nuovo” corso trumpiano.</p>



<p>O come scrive <a href="https://www.chathamhouse.org/2026/03/trump-polls-and-war-iran-what-happened-president-peace">Chatham House</a>, stando alla quale nel corso del suo secondo (e presumibilmente ultimo) mandato Trump si sarebbe rivelato assai meno attento e sensibile ai costi politici interni, col rischio di far deflagrare un conflitto regionale su larga scala, e forse non solo quello.</p>



<p>Trump ci ha abituato a oscillazioni e <a href="https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/esemprecartabianca/trump-tutte-le-contraddizioni-e-i-colpi-di-scena_F313480801040C08">contraddizioni</a> di ogni genere. Quella che viene tacciata come l’imprevedibilità del leader statunitense, tra annunci di negoziati imminenti, smentite, inversioni di rotta, non può (e non dovrebbe) essere liquidato come esercizio d’incoerenza. Se al contrario ragioniamo, sempre dal suo punto di vista, come la volontà di preservare l’immagine di un leader vincente, che fa e dice sempre la cosa giusta – che questo non sia vero non ci deve interessare in questo momento – tutto torna. <strong>I fatti smentiscono la precedente narrazione? Allora è questa ultima a dover essere riscritta</strong>, ma di sicuro non si è trattato di un errore. Un alleato gli da ragione? È un amico, viceversa nel caso opposto.</p>



<p>Il vero problema non è quello che crede Trump, e coloro che per convinzione o per opportunismo incensano il suo ego, quanto le conseguenze della sua condotta, per gli Stati Uniti, e per il mondo intero. E lo stesso discorso potrebbe farsi per tutti quelli che possono trarre <a href="https://left.it/2026/03/18/il-capo-dellantiterrorismo-americano-dice-quello-che-in-italia-non-si-puo-dire/">profitti o vantaggi</a> da alcuni tratti della sua personalità.</p>



<p>Se una <a href="http://www.politico.eu/article/donald-trump-anger-nato-allies-europe-united/">crisi della NATO</a> viene letta da qualcuno come un’opportunità per una difesa europea autonoma – contro chi o contro cosa è un altro discorso, specie qualora venisse meno chi ci ha sempre “indicato” il nemico di turno – resterebbero molte problematiche di non poco conto da risolvere. E ammesso e non concesso che una simile prospettiva di concretizzasse, rimarrebbero aperti molti e importanti dossier &#8211; <strong>la gestione dello Stretto di Hormuz e dei flussi energetici globali</strong> – che non possono, e non debbono, divenire ostaggio delle scelte umorali o autoconvalidanti di una sola persona (o dei suoi <a href="https://www.bbc.com/news/articles/cge0grppe3po">interessi egoistici</a>).</p>



<p>Il quadro che emerge disegna un mondo instabile, dove a farla da padrone (o a tentare di farlo) non è un <a href="https://www.facebook.com/watch/?v=4060288354252423">giocatore di poker</a> (lasciamo stare gli scacchi, per l’amor di dio!), ma una personalità che investe molte risorse (non sempre sue) in scenari di crisi che sembrano avere una sola finalità: <strong>confermare la propria centralità e le sue ragioni</strong>. Il tutto senza escludere, lo dicevamo anche prima, che a qualcuno possano fare “comodo” questi profili, tanto da arrivare a fomentarli (o manipolarli). Adottando un simile paradigma Trump non solo sarebbe assai più prevedibile di quanto non si pensi, ma ci vorrebbe assai poco per individuare le prossime mosse. L’esatto contrario dell’abile pokerista.</p>



<p>Ci sia consentito di chiudere con un <a href="/www.francopinardi.it/wp-content/uploads/2016/07/Volume-Aforismi-2015-web.pdf">aneddoto</a> che si racconta su Benito Mussolini, che a colloquio con un diplomatico tornato da una conferenza internazionale sui gas venefici, alla domanda del dittatore su quale fosse quello più letale, si sentì rispondere: “L&#8217;incenso, Eccellenza”. Anche se questa conversazione non ci fosse mai stata, quanta verità in quelle parole!</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/donald-trump-narcisismo-e-geopolitica-2.html">Donald Trump: narcisismo e geopolitica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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