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Difesa

Il Canada volta le spalle agli Usa: maxi-accordo con la Germania sui sottomarini

Questa nuova forma di cooperazione transatlantica non sostituirà la partnership con gli Usa ma mostra che altre convergenze sono possibili.

Per un asse transatlantico in difficoltà, ce n’è uno che sta guadagnando quota ed è quello tra gli Stati europei e il Canada guidato da Mark Carney, fautore del “risveglio” delle medie potenze e che ha promosso un accordo con ThyssenKrupp Marine System, divisione marittima del colosso tedesco, per 24 miliardi di dollari nel contesto di un contratto che porterà alla fornitura di 12 sottomarini adatti all’operatività nelle acque dell’Artico. Tkms, nota il Financial Times, ha battuto la sudcoreana Hanwha nel cont esto di una gara che porterà il Paese nordamericano, da un lato, a co-produrre parte dei battelli a Halifax e dall’altro a ampliare il disaccoppiamento nelle catene di fornitura da Washington. Prima dello strappo del 2025, rappresentato tanto dall’ascesa di Donald Trump alla Casa Bianca quanto dalla svolta dell’arrivo di Carney al governo di Ottawa e della torsione nazionalista e autonomista del governo del Partito Liberale in campo di sicurezza e difesa il Canada comprava il 70-75% delle forniture militari proprio dagli Usa.

La visione di Carney e del suo governo si è concentrata sulla conquista di una maggiore autonomia in un contesto che ha portato Ottawa ad accettare la revisione al rialzo del target Nato sulle spese militari al 5% del Pil entro il 2035 ma anche a spingere per un ampliamento della cooperazione con i partner europei e per l’aumento della produzione nazionale. Il riarmo ha sia fini strategici che di rivitalizzazione industriale, e accordi come quello con Tkms indicano la nuova rotta scelta dal governo progressista canadese.

Prende forma l’asse Canada-Europa

Ricordando che i primi quattro sottomarini potranno essere operativi entro il 2034, il Ft nota che “il sottomarino tedesco di tipo 212CD è stato presentato come un pacchetto congiunto da Berlino con la Norvegia, anch’essa membro della Nato, ed entrambi i Paesi hanno sottolineato l’importanza di una maggiore standardizzazione e interoperabilità delle attrezzature all’interno dell’Alleanza Atlantica”, in un contesto che vede Ottawa e Oslo, peraltro, interessate dalla comune volontà di aumentare la capacità di deterrenza nell’Artico. A marzo, Canada e Norvegia hanno concluso un patto sulla ricognizione e la sorveglianza congiunta della regione nordica del pianeta, in un tentativo di mostrare la volontà dei Paesi della Nato di provvedere alla sicurezza dell’Artico dopo che Trump, con le sue mire sulla Groenlandia, aveva messo in dubbio la spinta dei partner per contenere attori come Russia e Cina nella regione.

Per la Germania, invece, l’accordo aiuterà a dar struttura al progetto di rafforzamento militare consentendo alle aziende come Tkms e i partner della filiera di ampliare capacità produttiva e scala che potranno ripercuotersi anche sulla strutturazione dei progetti per il potenziamento dell’apparato militare di Berlino, che peraltro ha visto a sua volta il Canada sostituire, per quanto per ora limitatamente, gli Usa su un versante critico come quello delle forniture di gas naturale liquefatto, nuova frontiera dell’export di Ottawa che proprio l’accordo per un milione di tonnellate all’anno alla Locomotiva d’Europa ha mostrato nella sua ambizione. L’asse Canada-Europa, dunque, sta prendendo forma. La difesa è un vettore. La convergenza politica la benzina che può renderlo operativo. Questa nuova forma di cooperazione transatlantica non sostituirà la partnership con gli Usa ma mostra che altre convergenze sono possibili. Un messaggio che a Washington sicuramente sarà analizzato con attenzione.

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