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	<title>Incirlik Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 06 Oct 2020 21:28:11 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Incirlik Archives - InsideOver</title>
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		<title>Gli Stati Uniti lasceranno la base di Incirlik?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gli-stati-uniti-lasceranno-la-base-di-incirlik.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2020 21:28:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Incirlik]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="936" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Base-Emirati-Usa-La-Presse-scaled-e1602019687580.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Soldati Usa in Medio Oriente (La Presse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Base-Emirati-Usa-La-Presse-scaled-e1602019687580.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Base-Emirati-Usa-La-Presse-scaled-e1602019687580-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Base-Emirati-Usa-La-Presse-scaled-e1602019687580-1024x499.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Base-Emirati-Usa-La-Presse-scaled-e1602019687580-768x374.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Base-Emirati-Usa-La-Presse-scaled-e1602019687580-1536x749.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Base-Emirati-Usa-La-Presse-scaled-e1602019687580-2048x998.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“Non sappiamo cosa accadrà a Incirlik” sono state le parole del senatore del Wisconsin Ron Johnson (Rep) al Washington Examiner “speriamo per il meglio ma dobbiamo prepararci al peggio”. Il senatore, che presiede la sottocommissione per le relazioni estere per l&#8217;Europa, ha anche affermato che la politica estera “inquietante” del presidente turco Recep Tayyip Erdogan &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-stati-uniti-lasceranno-la-base-di-incirlik.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-stati-uniti-lasceranno-la-base-di-incirlik.html">Gli Stati Uniti lasceranno la base di Incirlik?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="936" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Base-Emirati-Usa-La-Presse-scaled-e1602019687580.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Soldati Usa in Medio Oriente (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Base-Emirati-Usa-La-Presse-scaled-e1602019687580.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Base-Emirati-Usa-La-Presse-scaled-e1602019687580-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Base-Emirati-Usa-La-Presse-scaled-e1602019687580-1024x499.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Base-Emirati-Usa-La-Presse-scaled-e1602019687580-768x374.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Base-Emirati-Usa-La-Presse-scaled-e1602019687580-1536x749.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Base-Emirati-Usa-La-Presse-scaled-e1602019687580-2048x998.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>“Non sappiamo cosa accadrà a <strong>Incirlik</strong>” sono state le parole del senatore del Wisconsin Ron Johnson (Rep) al <a href="https://www.washingtonexaminer.com/policy/defense-national-security/us-eyes-greek-island-as-alternative-to-turkish-base-due-to-disturbing-erdogan-actions-senior-senator-claims" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Washington Examiner</em></a> “speriamo per il meglio ma dobbiamo prepararci al peggio”. Il senatore, che presiede la sottocommissione per le relazioni estere per l&#8217;Europa, ha anche affermato che la politica estera “inquietante” del presidente turco <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Recep Tayyip Erdogan</a> ha stimolato la formulazione di piani per un eventuale trasferimento delle forze Usa dalla ben nota base in <strong>Turchia</strong>.</p>
<p>“Vogliamo mantenere la nostra piena presenza e cooperazione con la Turchia. Non penso che vorremo fare quel cambiamento strategico, ma penso che, da una postura difensiva, penso che dobbiamo guardare alla realtà della situazione cioè che la strada che sta percorrendo Erdogan non è buona”, ha detto ancora Johnson.</p>
<p>Il senatore si riferisce certamente alla ben nota questione degli <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-sistema-s-400-la-spina-nel-fianco-dellaviazione-della-nato.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">S-400</a>, che ha portato al congelamento della consegna degli <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/programma-f-35.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">F-35</a> alla Turchia e alla sua uscita dal consorzio internazionale che li produce, ma anche all&#8217;attuale situazione che vede Ankara contrapporsi ad Atene per la questione dei confini della <strong>Zee</strong> (Zona di Esclusività Economica) e relativo sfruttamento delle risorse della piattaforma continentale tra <strong>Egeo</strong> e <strong>Mediterraneo</strong> <strong>Orientale</strong>.</p>
<p>La retorica turca, sempre più aggressiva, verso un partner della <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-la-nato.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nato</a> come la Grecia ha imposto una seria riflessione oltre Atlantico: c&#8217;è chi comincia a chiedersi se non sia necessario rivedere le proprie posizioni in quel settore e trasferire i propri assetti militari in un Paese più “amichevole”, rappresentato proprio da Atene.</p>
<p>La questione dello sfruttamento delle risorse energetiche <em>offshore</em> è però solo la punta dell&#8217;iceberg di una nuova postura strategica turca che vede nel mare la nuova frontiera da conquistare per uscire dal confinamento continentale a cui è stata relegata Ankara dalla fine della Prima Guerra Mondiale: <a href="https://it.insideover.com/politica/intervista-cem-gurdeniz-turchia-mediterraneo-mavi-vatan.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la dottrina della Mavi Vatan</a>, la Patria Blu, prevede infatti un ritorno verso le frontiere marittime di più ampio respiro, che non solo vuole superare i limiti vincolanti del trattato di Siviglia, ma che punta a far tornare la Turchia una potenza marittima a tutti gli effetti. Non è infatti un caso che la Marina militare stia vedendo un sensibile miglioramento dei mezzi a sua disposizione: non solo nuove navi, ma anche <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-nuovo-missile-da-crociera-per-supportare-lespansione-marittima-della-turchia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuovi vettori missilistici a lungo raggio</a> che la metteranno in grado di avere nuovi compiti strategici mai avuti prima.</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> c&#8217;è quindi chi teme, proprio per questi motivi, che i rapporti tra Ankara e Washington si incrinino definitivamente, mettendo in pericolo la stessa presenza militare statunitense in Turchia. L&#8217;accesso americano alla base di Incirlik, sede di un aeroporto tra i più importanti che hanno gli Usa in Medio Oriente, è stato già minacciato più volte dal presidente turco dal fallito golpe di matrice gulenista del 2016: “Se fosse necessario fare un passo del genere, ovviamente ne avremmo l&#8217;autorità &#8230; Se fosse necessario chiuderemo Incirlik” f<a href="https://www.haaretz.com/us-news/nato-member-erdogan-threatens-to-close-down-nato-base-in-turkey-housing-u-s-nukes-1.8268187" target="_blank" rel="noopener noreferrer">urono le parole del presidente turco lo scorso dicembre</a> in risposta alla minaccia di sanzioni americane in forza del <strong>Caatsa</strong>, il provvedimento del governo che sanzione quei Paesi che comprano armi da una lista di Paesi “nemici” tra cui c&#8217;è la <strong>Russia</strong>.</p>
<p>Pertanto a Washington sembra che si stia pensando all&#8217;ipotesi peggiore, ovvero di dover abbandonare Incirlik che, lo ricordiamo, oltre a vedere dislocate una <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-nato-si-esercita-alla-guerra-atomica.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>cinquantina di bombe nucleari tattiche</strong></a> a caduta libera tipo <strong>B-61</strong>, è anche la base da dove è partito il <a href="https://nationalinterest.org/blog/buzz/turkey-once-threatened-end-americas-access-base-us-nuclear-weapons-it-could-again-133567" target="_blank" rel="noopener noreferrer">68% dell&#8217;appoggio aereo</a> fornito per le operazioni in Iraq e in Afghanistan nei primi anni del 2000.</p>
<p>Un piano per spostare le bombe atomiche già c&#8217;era. Lo scorso ottobre il <em>New York Times</em> <a href="https://www.stripes.com/news/us-reviewing-plans-to-move-nuclear-weapons-from-incirlik-report-says-1.603116" target="_blank" rel="noopener noreferrer">aveva riportato</a> che i dipartimenti di Stato ed Energia stavano esaminando piani per spostare le armi, mettendo però gli Stati Uniti davanti a un <strong>dilemma</strong>: trasferire le B-61 altrove in Europa e danneggiare ulteriormente la già travagliata relazione con un alleato della Nato di lunga data, oppure lasciarle a Incirlik col rischio che, come riferito dallo stesso segretario alla Difesa Mark Esper, la Turchia possa uscire “dall&#8217;orbita occidentale”?</p>
<p>Eliminare la presenza americana in Turchia, che significherebbe anche abbandonare la <strong>stazione radar di Kürecik</strong> dove c&#8217;è il sistema di allarme missilistico precoce che utilizza l&#8217;AN/TPY-2 del <strong>Thaad</strong>, aprirebbe una crisi insanabile tra Ankara e Washington, e spingerebbe la Turchia ancora di più tra le braccia di Mosca come prodromo ad una sua uscita dalla Nato: eventualità da tenere in considerazione a questo punto, stante l&#8217;attuale ritmo nella produzione autoctona di armamenti e considerando le velleità nucleari del “sultano”.</p>
<p>Nonostante questo negli Stati Uniti c&#8217;è chi spinge per una simile mossa, e non solo nella politica: anche <a href="https://nationalinterest.org/blog/buzz/incirlik-time-us-military-leave-169083" target="_blank" rel="noopener noreferrer">alcuni analisti</a> ritengono che stante l&#8217;attuale livello di ostilità verso gli Stati Uniti, la soluzione più auspicabile sia abbandonare Incirlik arrivando al punto di affermare che “ogni giorno in cui le forze e le attrezzature statunitensi rimangono a Incirlik, si mettono a rischio gli americani” e postulando anche un ritiro improvviso e immediato con “un&#8217;evacuazione notturna” in modo da lasciare i turchi davanti al fatto compiuto senza quindi dare spazio a possibili rappresaglie.</p>
<p>Incirlik però, <strong>è ancora strategica</strong> per gli interessi statunitensi nell&#8217;area mediorientale proprio per la sua posizione avanzata. Come si può quindi mantenere questo vantaggio tattico eliminando il rischio politico dato da una Turchia sempre più distante da posizioni “occidentali”?</p>
<p>La soluzione potrebbe essere, come affermato sempre dal senatore Johnson, di guardare al suo vicino di casa: la <strong>Grecia</strong>. Gli assetti militari presenti a Incirlik potrebbero essere trasferiti in blocco alla base navale americana nella <strong>baia di Suda</strong>, a Creta, dove c&#8217;è anche un&#8217;importante infrastruttura aeroportuale.</p>
<p>Da questo punto di vista non è forse un caso la decisione di <a href="https://navalnews.net/u-s-decides-to-embark-expeditionary-sea-base-in-greece-permanently/?amp&amp;__twitter_impression=true" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cambio di porto di stanza</a> per la nuova nave base di appoggio per le forze anfibie, la Uss Hershel &#8220;Woody&#8221; Williams (Esb-4), che da Norfolk diventa proprio Suda: significa che gli Stati Uniti intendono dare maggiore importanza alle loro posizioni in Grecia.</p>
<p>Una simile decisione, come già detto, avrebbe grosse conseguenze politiche: molto più rispetto al semplice ritiro da Incirlik proprio per l&#8217;attuale stato di tensione che intercorre tra Atene ed Ankara, quindi risulta difficile che la Casa Bianca decida in questo senso nell&#8217;immediato, ma pare proprio che nella politica statunitense si sia stabilito che la Turchia non è più un alleato affidabile, pertanto la base di Incirlik, con le sue atomiche, resta un nodo da sbrogliare il più presto possibile.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La base di Aviano potrebbe ricevere le atomiche americane in Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-base-di-aviano-potrebbe-ricevere-le-atomiche-americane-in-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Dec 2019 22:06:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Base di Aviano]]></category>
		<category><![CDATA[Incirlik]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1225" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="F-16 Aviano (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse-1024x653.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Aviano, in provincia di Pordenone, è una delle basi più importanti dell&#8217;Usaf, l&#8217;aeronautica americana, in Europa ed è anche uno dei due siti italiani ad avere in deposito le bombe atomiche a caduta libera tipo B-61. Nella base friulana sono infatti presenti 20 ordigni di questo tipo, che insieme a quelli della base dell&#8217;Aeronautica Militare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-base-di-aviano-potrebbe-ricevere-le-atomiche-americane-in-turchia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-base-di-aviano-potrebbe-ricevere-le-atomiche-americane-in-turchia.html">La base di Aviano potrebbe ricevere le atomiche americane in Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1225" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="F-16 Aviano (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse-1024x653.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Aviano</strong>, in provincia di Pordenone, è una delle basi più importanti dell&#8217;<strong>Usaf</strong>, l&#8217;aeronautica americana, in Europa ed è anche uno dei due siti italiani ad avere in deposito le <strong>bombe atomiche</strong> a caduta libera tipo B-61. Nella base friulana sono infatti presenti 20 ordigni di questo tipo, che insieme a quelli della base dell&#8217;Aeronautica Militare di <strong>Ghedi</strong> (Bs), portano a 40 il numero di bombe nucleari utilizzabili col noto meccanismo della &#8220;doppia chiave&#8221;, che prevede l’autorizzazione americana congiuntamente a quella del Paese ospitante.</p>
<p>In questi giorni sta girando la notizia, lanciata da <a href="https://www.ilgazzettino.it/nordest/pordenone/base_usaf_aviano_bombe_atomiche_turchia-4950810.html" target="_blank" rel="noopener"><em>Il Gazzettino</em></a> e poi ripresa da altri media nazionali, che le B-61 attualmente presenti nella base americana di <strong>Incirlik</strong>, in <strong>Turchia</strong>, possano venire trasferite proprio ad Aviano, ed il motivo va ricercato proprio nella condotta di Ankara nei riguardi della Nato, ma soprattutto verso gli <strong>Stati Uniti</strong>, degli ultimi mesi.</p>
<h2>La Turchia è diventata inaffidabile</h2>
<p>I rapporti tra la Turchia e la Nato, ma soprattutto tra Ankara e Washington, sono andati progressivamente <strong>deteriorandosi</strong> nel corso degli ultimi anni. Diverse le cause. Dapprima il tentato <strong>golpe del 2016</strong>, fomentato dal dissidente emigrato negli Stati Uniti Fetullah Gülen, e mai del tutto apertamente condannato da Washington, ha creato la prima vera profonda frattura nell&#8217;amicizia tra i due Paesi: gli Stati Uniti sono stati infatti ufficiosamente accusati dal presidente Erdogan di aver sostenuto i golpisti e l&#8217;atteggiamento freddo e neutrale, quasi attendista, tenuto da Washington in quelle concitate e tragiche ore non ha fatto altro che confermare questa ipotesi agli occhi di Ankara e degli analisti più attenti.</p>
<p>Nelle settimane successive al golpe, in piena repressione del dissenso e durante la &#8220;caccia ai congiurati&#8221;, gli Stati Uniti avevano iniziato a ventilare l&#8217;ipotesi di trasferire gli ordigni atomici proprio a seguito degli eventi di luglio, quando Ankara decise, nel pieno del tentativo di rovesciamento del potere, di <strong>tagliare l&#8217;energia elettrica</strong> proprio alla base di Incirlik, ritenuta, forse non a torto, la centrale operativa dei congiurati e da cui erano decollati gli F-16 turchi che avrebbero dovuto fornire appoggio ai golpisti.</p>
<p>La <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-turchia-fuori-dallf-35-pronti-ad-arrivare-i-su-35-russi.html" target="_blank" rel="noopener">questione F-35/S-400</a>, ormai ben nota, non ha fatto altro che confermare i timori di Washington, e dell&#8217;Alleanza Atlantica, riguardanti l&#8217;inaffidabilità della Turchia che sta lentamente avvicinandosi all&#8217;orbita russa: come abbiamo avuto modo di dire più volte i rapporti tra Mosca e Ankara vanno oltre le commesse militari e riguardano soprattutto quelli energetici con la costruzione di linee di trasporto di gas (il Turkish Stream) e l&#8217;energia nucleare. Mosca, tramite <strong>Rosatom</strong>, ha infatti in essere un contratto per la costruzione del primo <strong>reattore atomico di Akkuyu</strong> che dovrebbe entrare in funzione nel 2023.</p>
<p>L&#8217;operazione militare turca nel nord siriano a maggioranza curda &#8211; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-turchia-invade-il-nord-la-siria-ecco-tutte-le-forze-in-campo.html" target="_blank" rel="noopener">chiamata &#8220;Sorgente di Pace&#8221;</a> &#8211; e l&#8217;istituzione di pattugliamenti congiunti turco-russi nella fascia di sicurezza così istituita, non ha fatto altro che allontanare di più Ankara da Bruxelles, che infatti sta cercando di sondare il terreno per una missione internazionale a guida Usa che affianchi le pattuglie miste di Turchia e Russia.</p>
<h2>Aviano nuova sede o stazione di transito?</h2>
<p>Incirlik è comunque rimasta attiva nelle operazioni americane e degli Alleati in Medio Oriente, sebbene gli Stati Uniti stiano seriamente pensando ad un ridimensionamento della loro presenza in Turchia che, lo ricordiamo, non è solo nella base nei pressi di Adana. A <strong>Kürecik</strong>, infatti, è presente un radar da avvistamento precoce della catena di difesa da missili balistici della Nato, gli americani AN/TPY-2 utilizzati normalmente dal sistema <strong>Thaad</strong>.</p>
<p>Questo ripensamento fa eco alle stesse parole del ministro degli Esteri <strong>Mevlüt Cavusoglu</strong>, che in una recente in un’intervista, ha detto che “i membri del Congresso degli Stati Uniti dovrebbero capire che è impossibile imporre un’altra volontà ad Ankara” riferendosi alla minaccia dell&#8217;elevazione di sanzioni, e che se gli Stati Uniti decidessero di intraprendere questa strada Ankara potrebbe sollevare il problema proprio delle basi di Incirlik e Kürecik.</p>
<p>Incirlik potrebbe quindi vedere le sue <strong>50 bombe nucleari tipo B-61</strong> trasferite ad Aviano, come anche detto dall&#8217;ex comandate americano della base friulana, il generale dell&#8217;Usaf oggi in pensione Charles &#8220;Chuck&#8221; Wald. Il generale, che ha comandato la base dal 1995 al 1997, sebbene sia ormai al di fuori degli ambienti ufficiali della politica americana, rappresenta comunque una voce autorevole, del resto è &#8211; o almeno è stato &#8211; al corrente della reale possibilità della base, a livello infrastrutturale, di accogliere altri ordigni.</p>
<p>La base friulana ha visto nel corso degli ultimi 20 anni, quindi dopo il periodo di comando del generale Wald, importanti lavori di ristrutturazione e modernizzazione. Alcune fonti non confermate riportano anche che, negli ultimi anni, le misure anti intrusione siano state aumentate e parallelamente si starebbe costruendo una nuova &#8220;clinica&#8221;, ovvero i laboratori nei quali si provvede alla periodica manutenzione delle atomiche.</p>
<p>Questi sarebbero quindi indizi di un possibile arrivo delle 50 B-61 di Incirlik, ma non è così scontato: innanzitutto spostare le bombe dalla Turchia, a livello politico, vorrebbe <strong>aprire ufficialmente una crisi diplomatica</strong> con Ankara e con la Nato difficilmente sanabile, in secondo luogo il numero bombe andrebbe a triplicare la consistenza numerica (stimata) di quelle di Aviano, e quindi è intuitivo che sia necessario avere o depositi più grandi oppure numericamente più consistenti: una bomba atomica non si può &#8220;accatastare&#8221; su uno scaffale di una polveriera come se fosse una semplice granata, bensì il suo immagazzinamento richiede livelli di sicurezza elevatissimi, nonché una &#8220;dispersione&#8221; su tutto il sedime della base onde evitare di far trovare &#8220;tutte le uova in un solo paniere&#8221; in caso di attacco.</p>
<p>L&#8217;opzione più probabile è che, qualora veramente gli Stati Uniti decidano per il ritiro delle bombe da Incirlik, e quindi aprire la crisi con Ankara ufficialmente, queste possano essere <strong>redistribuite</strong> anche negli altri siti dei Paesi europei che già posseggono armi atomiche americane, ovvero <strong>Kleine Brogel</strong> in Belgio, <strong>Volkel</strong> in Olanda e <strong>Büchel</strong> in Germania. Del resto tenere la maggior parte delle B-61 in un solo sito è tatticamente poco sensato in caso di attacco preventivo da parte della Russia.</p>
<p>In quest&#8217;ottica si può anche pensare che, in futuro, gli Stati Uniti possano decidere di aprire nuovi &#8220;siti nucleari&#8221; nei Paesi dell&#8217;est europeo ed in particolare in <strong>Polonia</strong>, <strong>Ungheria </strong>e <strong>Repubblica Ceca</strong>, che hanno dimostrato più volte forti sentimenti russofobi. Sarebbe sicuramente una mossa provocatoria agli occhi di Mosca (e forse destabilizzante), ma a livello tattico aumentare la dispersione territoriale dell&#8217;arsenale atomico europeo significa aumentare la sua capacità di sopravvivenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-base-di-aviano-potrebbe-ricevere-le-atomiche-americane-in-turchia.html">La base di Aviano potrebbe ricevere le atomiche americane in Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>La Turchia minaccia gli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-turchia-minaccia-gli-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2019 15:59:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Incirlik]]></category>
		<category><![CDATA[Kürecik]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema S-400]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="686" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Recep-Erdogan-a-Londra-per-il-summit-Nato-Getty-e1576079943417.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Turchia Erdogan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Recep-Erdogan-a-Londra-per-il-summit-Nato-Getty-e1576079943417.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Recep-Erdogan-a-Londra-per-il-summit-Nato-Getty-e1576079943417-300x137.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Recep-Erdogan-a-Londra-per-il-summit-Nato-Getty-e1576079943417-768x351.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Recep-Erdogan-a-Londra-per-il-summit-Nato-Getty-e1576079943417-1024x468.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La Turchia considererà la possibilità di richiedere il ritiro degli Stati Uniti dalla base aerea di Incirlik se Washington dovesse decidere di elevare sanzioni contro Ankara in seguito all&#8217;acquisizione dei sistemi da difesa aerea S-400, la cui prima batteria si appresta a diventare operativa. A riferirlo è stato lo stesso ministro degli Esteri Mevlüt Cavusoglu in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-turchia-minaccia-gli-stati-uniti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="686" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Recep-Erdogan-a-Londra-per-il-summit-Nato-Getty-e1576079943417.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Turchia Erdogan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Recep-Erdogan-a-Londra-per-il-summit-Nato-Getty-e1576079943417.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Recep-Erdogan-a-Londra-per-il-summit-Nato-Getty-e1576079943417-300x137.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Recep-Erdogan-a-Londra-per-il-summit-Nato-Getty-e1576079943417-768x351.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Recep-Erdogan-a-Londra-per-il-summit-Nato-Getty-e1576079943417-1024x468.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La <strong>Turchia</strong> considererà la possibilità di richiedere il ritiro degli <strong>Stati Uniti</strong> dalla base aerea di <strong>Incirlik</strong> se Washington dovesse decidere di elevare sanzioni contro Ankara in seguito all&#8217;acquisizione dei sistemi da difesa aerea <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-sistema-s-400-la-spina-nel-fianco-dellaviazione-della-nato.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>S-400</strong></a>, la cui prima batteria si appresta a diventare operativa.</p>
<p>A riferirlo è stato lo stesso ministro degli Esteri <strong>Mevlüt Cavusoglu</strong> in un&#8217;intervista esclusiva ad <a href="https://www.ahaber.com.tr/gundem/2019/12/11/disisleri-bakani-cavusoglundan-a-habere-ozel-onemli-aciklamalar" target="_blank" rel="noopener"><em>Haber</em></a>. &#8220;I membri del Congresso degli Stati Uniti dovrebbero capire che è impossibile imporre un&#8217;altra volontà ad Ankara&#8221;, ha detto Çavuşoğlu in onda sul canale televisivo turco. Secondo lui, se gli Stati Uniti decidessero per imporre sanzioni alla Turchia, Ankara potrebbe sollevare il problema delle basi di Incirlik e <strong>Kürecik</strong>, quest&#8217;ultima attualmente sede di radar da avvistamento precoce della catena di difesa da missili balistici della Nato, gli americani AN/TPY-2 utilizzati normalmente dal sistema <strong>Thaad</strong>.</p>
<p>&#8220;Non vorrei discutere in anticipo possibili scenari negativi. La decisione del Congresso americano (sulle sanzioni n.d.r.) non è sufficiente. Ciò che conta è la decisione che la leadership americana prenderà &#8220;, <a href="https://www.aa.com.tr/ru/%D1%82%D1%83%D1%80%D1%86%D0%B8%D1%8F/%D0%B0%D0%BD%D0%BA%D0%B0%D1%80%D0%B5-%D0%BD%D0%B5%D0%B2%D0%BE%D0%B7%D0%BC%D0%BE%D0%B6%D0%BD%D0%BE-%D0%BD%D0%B0%D0%B2%D1%8F%D0%B7%D0%B0%D1%82%D1%8C-%D1%87%D1%83%D0%B6%D1%83%D1%8E-%D0%B2%D0%BE%D0%BB%D1%8E/1670231" target="_blank" rel="noopener">ha affermato il ministro degli Esteri</a> cercando di stemperare i toni consapevole della portata di una simile minaccia e sperando nell&#8217;intervento diretto del presidente Trump.</p>
<h2>Una minaccia non nuova</h2>
<p>Ankara ha già minacciato di chiudere o vietare l&#8217;accesso delle sue basi agli Stati Uniti, in particolare quella di Incirlik che storicamente è quella più importante nel Paese, essendo sede, tra l&#8217;altro, delle <strong>50 bombe atomiche americane</strong> utilizzabili anche dalla Turchia col meccanismo denominato &#8220;doppia chiave&#8221; che prevede l’autorizzazione americana congiuntamente a quella del Paese ospitante.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/la-minaccia-di-ankara-via-le-truppe-usa-dalle-basi-in-turchia.html" target="_blank" rel="noopener">A luglio di quest&#8217;anno</a> si erano già sentite queste minacce in concomitanza con <a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2019/07/12/turchia-arrivano-i-primi-s-400-russi_2fd3d3fb-dffc-4f23-81fb-6b0e5706e740.html" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;inizio della consegna delle prime parti del sistema S-400</a> russo: allora, sempre Cavusoglu, aveva detto che &#8220;se l’America intraprenderà passi fortemente negativi nei nostri confronti, e se verranno poste sanzioni, sapremo come rispondere&#8221; intendendo con queste parole proprio l&#8217;eventualità di cacciare le truppe americane dalle basi turche.</p>
<p><a href="https://www.dailysabah.com/diplomacy/2019/12/11/turkey-may-tell-us-to-withdraw-from-incirlik-fm-says" target="_blank" rel="noopener">Il ministro degli Esteri turco ha aggiunto</a>, questa volta, che gli S-400 sono dei sistemi difensivi e che la partecipazione della Turchia al programma F-35 non dovrebbe essere collegata all&#8217;acquisizione di sistemi di difesa aerea, essendo Ankara all&#8217;interno della Nato ma pur sempre libera e &#8220;sovrana&#8221;, quindi Washington non si deve permettere di limitarla in qualsiasi modo. Sempre secondo Cavusoglu, gli Stati Uniti stanno cercando di esercitare pressioni sulla Turchia a causa dell&#8217;operazione <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-turchia-invade-il-nord-la-siria-ecco-tutte-le-forze-in-campo.html" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Sorgente di pace&#8221;</a>, che non ha permesso alla Casa Bianca di attuare i propri piani nella regione.</p>
<h2>Un riflesso dei reciprochi equilibri interni</h2>
<p>Al di là delle considerazioni tecniche, con il Pentagono e la la Nato preoccupate per l&#8217;ingresso degli S-400 nel sistema difensivo dell&#8217;Alleanza e la Turchia che ribatte dicendo che non saranno integrati e quindi non rappresentano una minaccia per la sicurezza, colpisce il diretto riferimento del ministro degli Esteri alla &#8220;leadership americana&#8221;.</p>
<p>Il presidente <strong>Trump</strong> ha più volte dimostrato di preferire un <strong>approccio diretto</strong>, quasi informale, per discutere di questioni rilevanti e spinose coi vari capi di Stato e alti rappresentanti della diplomazia. Questo è sì parte del &#8220;personaggio&#8221; Trump, ma risponde anche ad un&#8217;esigenza precisa: avere il controllo diretto della politica estera per mettersi al riparo dai tranelli del <a href="https://it.insideover.com/politica/le-mosse-di-trump-per-eliminare-il-deep-state-che-lo-ostacola.html" target="_blank" rel="noopener"><em>deep state</em> che continua a ostacolare i progetti dell&#8217;inquilino della Casa Bianca</a>.</p>
<p>Già in occasione della possibile vendita degli <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-pensano-sanzioni-lindia-comprera-gli-s-400-russi.html" target="_blank" rel="noopener">S-400 all&#8217;India</a> il presidente Trump aveva fatto sapere, per voce di Randall Schriver, assistente segretario alla Difesa per la sicurezza e gli affari dell’area dell’Asia e del Pacifico, che gli Stati Uniti avrebbero fatto di tutto per proteggere le speciali relazioni che intercorrono con Nuova Delhi. In particolare Schriver disse che “non posso sedere qui e raccontarvi che ne sarà esclusa (l’India n.d.a.), che potremmo fare una deroga” aggiungendo che la decisione finale potrebbe essere avocata al presidente tramite una particolare legge che gli permetterebbe di avere l’ultima parola.</p>
<p>Stessa legge (e forse proprio medesima occasione) a cui fa riferimento il ministro Cavusoglu che sembra voler mantenere aperti i canali con la Casa Bianca cercando di far leva proprio sul &#8220;personalismo&#8221; del presidente Usa, che volendo potrebbe quindi evitare che la Turchia ricada sotto le sanzioni del <strong>Caatsa</strong> (Countering America&#8217;s Adversaries Through Sanctions Act), pur sottolineando e rimarcando fermamente il proprio diritto sovrano. Ecco quindi perché ha ribadito ulteriormente quanto vi abbiamo già riportato nelle scorse settimane, cioè che Ankara, qualora Washington decidesse definitivamente di non consegnare gli <strong>F-35</strong> bloccati proprio per via dell&#8217;acquisto degli S-400, si <a href="https://it.insideover.com/politica/la-turchia-sempre-piu-vicina-allacquisto-dei-su-35-russi.html" target="_blank" rel="noopener">rivolgerà alla Russia</a> per avere alternative altrettanto valide.</p>
<p>Questa dialettica, che può sembrare a tutti gli effetti aggressiva, è però più rivolta al fronte interno: non è un caso infatti che il ministro abbia parlato di &#8220;sovranità&#8221; ai microfoni della televisione turca, e questo perché il partito di Erdogan comincia a perdere consensi, come evidenziato anche dall&#8217;aver perso le amministrative di una importante città, la più &#8220;occidentale&#8221; della Turchia, come <strong>Istanbul</strong>, passata all&#8217;opposizione. Nella stessa occasione, infatti, Cavusoglu ha parlato anche di <strong>Cipro</strong> e dei diritti di sfruttamento delle risorse di idrocarburi della sua piattaforma continentale affermando che &#8220;la Turchia non consentirà l&#8217;esplorazione illegale e lo sviluppo di depositi sulla sua piattaforma continentale nel Mediterraneo&#8221;. Un messaggio sì diretto alle altre nazioni costiere del Mediterraneo come Grecia, Egitto, Israele o Italia, ma assolutamente e principalmente spendibile in politica interna.</p>
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		<title>La minaccia di Ankara: via le truppe Usa dalle basi in Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-minaccia-di-ankara-via-le-truppe-usa-dalle-basi-in-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jul 2019 08:12:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia F-35]]></category>
		<category><![CDATA[Incirlik]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema S-400]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="894" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8319156.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8319156.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8319156-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8319156-768x358.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8319156-1024x477.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se Washington è davvero decisa a portare avanti la sua &#8220;rappresaglia&#8221; sugli armamenti: estromettendo la Turchia dal programma F-35 e imponendogli delle sanzioni economiche per aver acquisito il sistema di difesa aerea russo S-400; Ankara è pronta a rispondere, minacciando di privare gli Stati Uniti dell&#8217;uso di due basi ritenute &#8220;strategicamente vitali&#8221; . Le dichiarazioni del ministro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-minaccia-di-ankara-via-le-truppe-usa-dalle-basi-in-turchia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-minaccia-di-ankara-via-le-truppe-usa-dalle-basi-in-turchia.html">La minaccia di Ankara: via le truppe Usa dalle basi in Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="894" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8319156.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8319156.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8319156-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8319156-768x358.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8319156-1024x477.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Se Washington è davvero decisa a portare avanti la sua &#8220;<a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/turchia-verso-rottura-netta-stati-uniti-e-nato-1725959.html">rappresaglia</a>&#8221; sugli armamenti: estromettendo la Turchia dal programma F-35 e imponendogli delle <strong>sanzioni</strong> economiche per aver <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-turchia-ha-acquisito-ufficialmente-il-primo-sistema-s-400.html">acquisito il sistema di difesa aerea russo S-400;</a> Ankara è pronta a rispondere, minacciando di privare gli Stati Uniti dell&#8217;uso di due basi ritenute &#8220;<strong>strategicamente vitali</strong>&#8221; .</p>
<p>Le dichiarazioni del ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu sono state vaghe, ma non hanno disatteso le preoccupazioni e le ipotesi avanzate dagli analisti, dato che sono state subito menzionate le due basi Nato che sorgono sul suolo turco: <strong>Incirlik</strong> e <strong>Kurecik</strong>. &#8220;Attualmente stiamo eseguendo il processo decisionale, che si tratti di Incirlik, Kurecik o di altre questioni &#8211; se l&#8217;America intraprenderà passi fortemente negativi nei nostri confronti, e se verranno poste sanzioni, sapremo come rispondere&#8221;, ha affermato Cavusoglu durante un&#8217;intervista rilasciata ad un&#8217;emittente d&#8217;informazione locale. Il vertice degli Esteri turco non ha approfondito né specificato riguardo questo &#8220;processo&#8221; decisionale che riguarderebbe le contromisure da applicare all&#8217;azione intrapresa da Washington, che vuole in qualche modo &#8220;punire&#8221; l&#8217;alleato per non aver fatto <strong>dietrofront</strong> come intimatogli dal Pentagono e dai partner dell&#8217;Alleanza Atlantica riguardo l&#8217;acquisto e il futuro schieramento del sofisticato sistema missilistico russo.</p>
<p>La preoccupazione degli americani è sempre stata quella che il sistema anti-aereo potesse in qualche modo entrare in connessione con il <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-erdonga-caccia-usa-missili-russi.html">caccia di nuova generazione </a>svelando segreti militare classificati collegati alla piattaforma; ma ora sembra essersi sommata una preoccupazione di carattere &#8220;diplomatico&#8221;, che non vede di buon occhio l&#8217;apertura di uno storico quanto strategico alleato nei confronti di Mosca. Il ministro turco reputa infondato il rischio che gli Stati Uniti finiscano con il costringere la Turchia ad uscire dalla <strong>Nato</strong>, ma allo stesso tempo è convinto che Washington porterà avanti la propria politica d&#8217;influenza, osteggiando le decisioni di Ankara e rischiando di raffreddare ulteriormente i rapporti tra i due paesi. &#8220;Se l&#8217;America avrà un atteggiamento ostile nei nostri confronti &#8211; come abbiamo detto loro, non abbiamo segreti &#8211; prenderemo nostre le contromisure&#8221;, sottolineando che non si tratta &#8220;Nè una minaccia. Né di un bluff&#8221;.</p>
<p>Queste &#8220;contromisure&#8221; terrebbero in serbo l&#8217;opzione di restringere agli americano l&#8217;accesso alla base di Incirlik: <em>hub</em> strategico per tutte le operazioni in Medio Oriente fin dai tempi della Guerra Fredda &#8211; da questa base infatti decollavano gli aerei spia U-2 che dovevano fotografare le installazioni militari dell&#8217;Unione Sovietica. Attualmente la base &#8211; indispensabile nella lotta al terrorismo mossa in Siria e Iraq &#8211; ospiterebbero circa 50 bombe nucleari statunitensi e una forza aerea permanete. Altra o ulteriore opzione sarebbe quella di cambiare le carte in tavola sull&#8217;<strong>accesso ai radar</strong> della base di Kurecik: che svolge un ruolo chiave nella rete di difesa missilistica balistica dell&#8217;Alleanza Atlantica.</p>
<p>Attualmente le operazioni militari statunitensi presso la base di Incirlik proseguono normalmente e nessun genere di relazione militare tra i due paesi è stata influenzata dalle tensioni diplomatiche, ha rivelato il generale D.Goldfein, capo di stato maggiore dell&#8217;Us Air Force; ma la Turchia sembra decisa a far valere le proprie ragioni se il presidente <strong>Donald Trump</strong>, suffragato dal Congresso, priverà Ankara dei suo 100 caccia <em>stealth</em> e farà pesare sull&#8217;economia turca delle sanzioni che ormai sembrano essere il &#8220;marchio di fabbrica&#8221; dell&#8217;amministrazione che si è stabilita alla Casa Bianca.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-minaccia-di-ankara-via-le-truppe-usa-dalle-basi-in-turchia.html">La minaccia di Ankara: via le truppe Usa dalle basi in Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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