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	<title>Esercito siriano Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 23 Mar 2022 06:55:39 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Esercito siriano Archives - InsideOver</title>
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		<title>La guerra dimenticata: in Siria adesso si rischia la fame</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-dimenticata-in-siria-adesso-si-rischia-la-fame.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Mar 2022 06:55:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323075046998_294612b8fb166ab99142f17eb9c97281-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323075046998_294612b8fb166ab99142f17eb9c97281-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323075046998_294612b8fb166ab99142f17eb9c97281-300x199.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323075046998_294612b8fb166ab99142f17eb9c97281-1024x678.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323075046998_294612b8fb166ab99142f17eb9c97281-768x509.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323075046998_294612b8fb166ab99142f17eb9c97281-1536x1018.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323075046998_294612b8fb166ab99142f17eb9c97281-2048x1357.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra in Ucraina non ha &#8220;cancellato&#8221; quella in Siria. Lo sanno bene i milioni di profughi presenti in uno dei tanti campi all&#8217;interno del territorio siriano. E lo sanno bene a Damasco, ad Aleppo, a Homs, dove la morsa delle sanzioni occidentali sta impedendo l&#8217;avvio di un serio piano di ricostruzione dopo la riconquista &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-dimenticata-in-siria-adesso-si-rischia-la-fame.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-dimenticata-in-siria-adesso-si-rischia-la-fame.html">La guerra dimenticata: in Siria adesso si rischia la fame</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323075046998_294612b8fb166ab99142f17eb9c97281-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323075046998_294612b8fb166ab99142f17eb9c97281-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323075046998_294612b8fb166ab99142f17eb9c97281-300x199.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323075046998_294612b8fb166ab99142f17eb9c97281-1024x678.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323075046998_294612b8fb166ab99142f17eb9c97281-768x509.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323075046998_294612b8fb166ab99142f17eb9c97281-1536x1018.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323075046998_294612b8fb166ab99142f17eb9c97281-2048x1357.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/come-si-sta-sviluppando-la-guerra-in-ucraina.html"> guerra in Ucraina</a> non ha &#8220;cancellato&#8221; <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html">quella in Siria</a>. Lo sanno bene i milioni di <strong>profughi</strong> presenti in uno dei tanti campi all&#8217;interno del territorio siriano. E lo sanno bene a <strong>Damasco</strong>, ad <strong>Aleppo</strong>, a <strong>Homs</strong>, dove la morsa delle <strong>sanzioni</strong> occidentali sta impedendo l&#8217;avvio di un serio piano di ricostruzione dopo la riconquista dell&#8217;esercito siriano, supportato dai russi, di queste città. Lo sanno inoltre in quei territori ancora al di fuori del controllo governativo. Come a <strong>Idlib</strong>, in mano da anni a milizie islamiste soprattutto filoturche. Oppure nelle regioni al di là dell&#8217;<strong>Eufrate</strong>, controllate dai curdi e dove in parte ancora si trovano gli americani portati qui da Obama all&#8217;epoca della guerra all&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html">Isis</a>. La guerra ancora c&#8217;è e non è detto che il conflitto in Ucraina non abbia conseguenze o influenze anche da queste parti.</p>
<h2>Qual è la situazione a livello militare</h2>
<p>La guerra in Siria viene oramai considerata a &#8220;bassa intensità&#8221;. Ma questo non vuol dire che sia finita. Al contrario, il Paese sta ancora vivendo le più gravi conseguenze del conflitto. Certo, la situazione è diversa rispetto ad alcuni anni fa. Quando i russi qui nel settembre 2015 sono intervenuti a sostegno del <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html">presidente Assad</a>, Damasco era assediata, l&#8217;Isis aveva raggiunto <strong>Palmyra</strong> e <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-battaglia-aleppo.html">Aleppo divisa tra quartieri governativi assediati</a> e zone ancora in mano ai ribelli. Questi ultimi nella città siriana erano rappresentati soprattutto da forze islamiste, alcune delle quali legate al<a href="https://it.insideover.com/guerra/il-ruolo-di-al-nusra-nel-conflitto-in-siria.html"> Fronte Al Nusra</a>, costola locale di <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/al-qaeda.html">Al Qaeda</a>. Vivere in questi territori era impossibile. Uscendo di casa, sia che ci si ritrovava dalla parte sotto controllo governativo o in quella sotto controllo ribelle, si correva il rischio di cadere per mano dei continui raid. Oggi è un po&#8217; diverso. Nelle principali città siriane la vita scorre normalmente, seppur tra mille difficoltà economiche. Sono pochi i problemi di <strong>sicurezza</strong>, negli ultimi due anni è possibile spostarsi anche tra una provincia e un&#8217;altra, specialmente nella Siria tornata sotto il controllo di Damasco.</p>
<p>I fronti più caldi rimangono quelli settentrionali. Qui vige un cessate il fuoco mediato nel gennaio 2020 da <strong>Russia</strong> e <strong>Turchia</strong>. In quel mese Putin ed Erdogan in persona hanno concordato a Sochi un&#8217;intesa per far cessare gli scontri in atto tra l&#8217;esercito siriano e i miliziani filoturchi. Truppe di Mosca e truppe di Ankara pattugliano da allora costantemente la linea di contatto tracciata poco lontano dalla città di Idlib, l&#8217;ultimo capoluogo siriano non ancora ripreso da Assad. Negli ultimi due anni si è sparato poco. A questo forse ha contribuito anche il Covid, con la <strong>pandemia</strong> che ha implicitamente &#8220;consigliato&#8221; alle parti di congelare il conflitto. C&#8217;è poi un altro fronte caldo a nord di Aleppo. Riguarda i territori del cantone di <strong>Afrin</strong>. Un tempo a maggioranza curda, dal 2018 la zona è controllata dai miliziani filoturchi. Ma i curdi stanno continuando a sparare e ogni settimana si registrano scontri e tensioni.</p>
<p>Infine c&#8217;è il settore orientale della Siria. Al di là dell&#8217;Eufrate sono i filocurdi dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cosa-sono-le-forze-forze-democratiche-siriane-sdf.html">Sdf</a> a controllare le province, fatto salvo per alcune eccezioni dove le città sono pattugliate congiuntamente con russi ed esercito siriano. Lo status di queste regioni è il vero perno politico che attualmente impedisce ogni soluzione. I curdi controllano zone un tempo a maggioranza araba, dunque anche l&#8217;idea di rendere autonoma questa vasta porzione di Siria non va a genio né a Damasco e né alla popolazione locale. In più c&#8217;è, nella zona non lontana dal confine iracheno, la presenza dei<strong> soldati Usa</strong> che Assad ritiene illegale. A nord invece Erdogan preme per la costituzione di una fascia di sicurezza, minacciando a più riprese nuovi interventi armati da parte dei miliziani da lui controllati. Una <strong>polveriera</strong> solo parzialmente domata, è questa l&#8217;immagine della Siria di oggi mentre il mondo, già distratto a fasi alterne, oggi guarda unicamente alle vicende in Ucraina.</p>
<h2>Il rischio di un disastro umanitario</h2>
<p>Fin qui la situazione sul campo. A preoccupare di più, prima ancora che una ripresa su larga scala dei combattimenti, è il fronte umanitario. Da questo punto di vista la Siria è unita: a prescindere se si è sotto l&#8217;occupazione islamista oppure nei territori curdi o in mano al governo, non c&#8217;è famiglia siriana che non patisca fame e miseria. Una situazione già al limite prima della guerra in Ucraina. La pandemia ha azzerato ogni timida ripresa economica, in più le sanzioni continuamente rinnovate dall&#8217;Europa e dagli Usa non stanno permettendo lì dove la guerra è passata di iniziare la ricostruzione. Il conflitto in corso lungo le sponde del Mar Nero potrebbe peggiorare ancora di più i problemi. Anche la già stremata Siria si rifornisce del grano ucraino. <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-nel-mar-nero-e-il-rischio-concreto-di-una-crisi-alimentare.html">Con il blocco delle esportazioni navali</a>, a Damasco arriva sempre meno cibo. Vale sia per le città che per i campi profughi. Sacchi di farina e generi di prima necessità stanno iniziando a diventare merce sempre più rara. Lo spettro di una crisi alimentare è dietro l&#8217;angolo.</p>
<p>Ai siriani è mancato il lavoro ed è mancata la pace in questi anni, adesso potrebbe mancare seriamente anche da mangiare. Da ogni angolo del Paese la gente invoca repentine soluzioni per evitare il disastro. Se la guerra in Ucraina è in grado di mettere in difficoltà nell&#8217;approvvigionamento l&#8217;Europa, la logorata Siria potrebbe vivere fasi ancora più dure di quelle che il conflitto stesso le ha fatto patire. L&#8217;impressione è che la stessa ricostruzione del Paese oggi deve andare in secondo piano. Per adesso l&#8217;essenziale da queste parti è <strong>sopravvivere</strong>. In attesa che il mondo si ricordi di una guerra iniziata nel 2011 e mai conclusa.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Isis scompare dal sud della Siria: Damasco ha vinto la battaglia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/isis-sud-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jul 2018 15:35:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito siriano]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1027" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180727181037_26973176.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180727181037_26973176.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180727181037_26973176-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180727181037_26973176-768x526.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180727181037_26973176-1024x701.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Nel sud della Siria, lo Stato islamico è ormai scomparso. L&#8217;attentato di Sweida ha segnato l&#8217;orrenda uscita di scena di un nemico subdolo che ha perso vigore proprio dopo la sua strage. Gli oltre duecento morti che hanno insanguinato la città della Siria meridionale sono stati l&#8217;ultimo lascito di un incubo che ha imperversato fra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/isis-sud-siria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1027" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180727181037_26973176.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180727181037_26973176.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180727181037_26973176-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180727181037_26973176-768x526.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180727181037_26973176-1024x701.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Nel sud della Siria, lo Stato islamico è ormai scomparso. <a style="color: #0000ff" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/siria-colpo-coda-dellisis-180-morti-nella-citt-sweida-1557921.html?mobile_detect=false">L&#8217;attentato di Sweida</a> ha segnato l&#8217;orrenda uscita di scena di un nemico subdolo che ha perso vigore proprio dopo la sua strage. Gli oltre duecento morti che hanno insanguinato la città della Siria meridionale sono stati l&#8217;ultimo lascito di un incubo che ha imperversato fra Siria e Iraq per molti, troppi anni. Ma <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/le-tappe-salienti-della-guerra-siria/">la guerra</a>, almeno in quell&#8217;area, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.almasdarnews.com/article/syrian-army-declares-entire-border-with-occupied-golan-heights-liberated/">volge al termine</a>. E le bandiere nere del <a href="http://www.occhidellaguerra.it/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore/">Califfato </a>vengono ammainate per lasciare il posto ai drappi dell&#8217;esercito siriano.</p>
<p>Nelle ultime settimane, il <strong>bacino dello Yarmouk</strong>, ultima roccaforte jihadista a sud della Siria, è stato assediato da ogni parte. L&#8217;esercito siriano ha colpito da terra, mentre l&#8217;aviazione di Damasco, insieme a quella russa, ha bombardato le postazioni più interne. E Daesh, dopo le ultime città liberate, si appresta a scomparire del tutto. Gli ultimi terroristi che non <strong>si sono arresi a Damasco</strong> e alle sue forze, fuggono in mezzo al deserto, dove rimangono i loro ultimi appoggi. Per il resto, il bacino dello Yarmouk  <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.theguardian.com/world/2018/jul/31/syrian-government-forces-seal-victory-in-southern-territories">è di nuovo sotto il controllo del governo</a>. Come riporta l&#8217;agenzia siriana <em>Sana</em>, sono ormai molti <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://sana.sy/en/?p=143841">i villaggi liberati</a>. Ma anche in questo caso, i terroristi e le famiglie continuano a essere evacuate dalle forze governative.</p>

<p>Una notizia che nasce anche da alcune importanti novità delle ultime settimane. <em>In primis</em>, l&#8217;accordo raggiunto fra Israele, Russia e Stati Uniti sul confine fra la Siria e lo Stato ebraico. Il governo israeliano ha avuto garanzie che l&#8217;avanzata dell&#8217;esercito siriano verso <strong>Alture del Golan</strong> si sarebbe fermata a <strong>Quneitra</strong>, evitando che si potessero ricreare le condizioni per un nuovo scontro fra i due Stati. Il Golan resterà sotto il controllo dell&#8217;esercito israeliano al netto di ogni tentativo di Damasco di riprendere quell&#8217;area annessa <em>de facto</em> da Israele.</p>
<p>Una volta raggiunto questo accordo, le forze si sono potute concentrare sulle sacche ribelli e su quelle dei terroristi dello <strong>Stato islamico</strong>. Due episodi hanno fatto capire che tutti avessero raggiunto l&#8217;accordo l&#8217;eliminazione dei terroristi. Quasi in concomitanza con <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/israele-abbatte-caccia-siriano-nei-pressi-golan-1557401.html">l&#8217;abbattimento del jet siriano</a> accusato da Israele di aver violato il proprio spazio aereo per più di un chilometro, c&#8217;è stato un lancio di <strong>razzi</strong> dalla Siria che sono terminati nel lago di Tiberiade. Due missili Grad che sono finiti in acqua senza causare vittima.</p>

<p>Dopo questo episodio, Israele ha reagito bombardando in territorio siriano. Ma questa volta è stato un raid abbastanza diverso dal solito. Da parte delle <strong>Israel defense forces</strong> (Idf) è infatti arrivato un comunicato in cui si dichiarava immediatamente che quei missili non fossero partiti da postazioni dell&#8217;esercito siriano, di <strong>Hezbollah</strong> o di una milizia locale legata a Damasco. Così, Israele ha identificato la base di lancio dei missili e chi fosse il responsabile: la filiale <strong>Khalid Ibn Walid</strong> dell&#8217;Isis. </p>
<p><strong>Per anni Israele non aveva bombardato quell&#8217;area</strong>. Motivi strategici molto chiari: era un nemico del proprio nemico. Adesso, invece, le cose sono cambiate. Israele ha avuto le garanzie che cercava, almeno da parte di Damasco e grazie al placet di Mosca. E l&#8217;aviazione israeliana ha colpito l&#8217;Isis in territorio siriano. Tanto è vero che lo stesso <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.timesofisrael.com/moscow-thanks-idf-for-destroying-islamic-state-rocket-launcher-in-syria/">ministero della Difesa russo ha voluto ringraziare Israele</a> con un comunicato ufficiale: &#8220;Il comando delle forze armate russe in Siria ha usato gli esistenti canali di comunicazione per ringraziare il comando delle Idf per aver ucciso i terroristi e aver fermato una provocazione enorme&#8221;.</p>

<p>Così recita la dichiarazione diramata dalla Difesa di Mosca. L&#8217;esercito russo ha anche sostenuto che le forze islamiste del ramo locale di Daesh volessero colpire Israele da una posizione vicina a quelle delle forze siriane per far sì che le Idf bombardassero le truppe di <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/chi-e-bashar-al-assad/">Bashar Al Assad</a>. Una spiegazione che inserita nel contesto della guerra di Siria, fa capire l&#8217;importanza di certe azioni e il loro significato profondo.</p>
<p>Adesso, dopo che l&#8217;esercito siriano e i suoi alleati hanno liberato definitivamente il sud dai terroristi, si attende la <strong>stabilizzazione dell&#8217;area</strong>. Lavoro complicatissimo dove <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/putin-trump-accordo-siria/">la parte del responsabile l&#8217;ha ottenuta Vladimir Putin</a>. Le forze siriane controllano tutto il confine con Israele  con la Giordania, ma  <strong>Benjamin Netanyahu</strong> ha chiesto (e ottenuto) che fosse il comando russo e la<strong> polizia militare</strong> inviata dal Cremlino a gestire punti di osservazione e monitorare tutto il traffico civile e militare della regione. Ancora una volta, la Russia, e <a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-siria-torna-in-mano-a-assad-ma-i-veri-vincitori-sono-altri/">in particolare Putin</a>, si trova a dover mediare fra forze contrapposte. </p>
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		<title>Idlib, la madre di tutte le battaglie Russi e siriani preparano l&#8217;assedio</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/idlib-battaglia-finale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jul 2018 08:58:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aviazione russa]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito siriano]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito siriano libero]]></category>
		<category><![CDATA[Idlib]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1022" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180522203429_26462457.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180522203429_26462457.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180522203429_26462457-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180522203429_26462457-768x523.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180522203429_26462457-1024x698.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Per la Siria, la guerra non è finita. Mentre Daraa e Quneitra tornano sotto l&#8217;esercito di Bashar al Assad, gli strateghi a Damasco preparano l&#8217;offensiva verso l&#8217;ultima e fondamentale roccaforte nemica: Idlib. Ed è qui che si prepara quella che il sito libanese Al Masdar ha definito, non a torto, &#8220;la madre di tutte le &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/idlib-battaglia-finale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/idlib-battaglia-finale.html">Idlib, la madre di tutte le battaglie Russi e siriani preparano l&#8217;assedio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1022" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180522203429_26462457.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180522203429_26462457.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180522203429_26462457-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180522203429_26462457-768x523.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180522203429_26462457-1024x698.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Per la Siria, <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/le-tappe-salienti-della-guerra-siria/">la guerra</a> non è finita. Mentre Daraa e Quneitra tornano sotto l&#8217;esercito di Bashar al Assad, gli strateghi a Damasco preparano l&#8217;offensiva verso l&#8217;ultima e fondamentale roccaforte nemica: <strong>Idlib</strong>. Ed è qui che si prepara quella che il sito libanese <em><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://mobile.almasdarnews.com/article/exclusive-syrian-army-prepares-for-mother-of-all-battles-in-idlib/">Al Masdar</a></em> ha definito, non a torto, &#8220;la madre di tutte le battaglie&#8221;.</p>
<h2>Le mosse dell&#8217;esercito siriano</h2>
<p>Secondo il sito libanese, le truppe d&#8217;élite dell&#8217;esercito siriano, le <strong>Forze Tigre</strong>, hanno già messo gli occhi sul governatorato di Idlib. Una volta terminato con il bacino dello Yarmouk, dove lo Stato islamico continua a impegnare l&#8217;esercito e le milizie alleate, le forze di Damasco si concentreranno sul nord-ovest del Paese.</p>
<p>L&#8217;obiettivo, a detta delle fonti, è prima di tutto la riconquista della <strong>Piana di Al-Ghaab</strong> e di tutto il distretto di <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.google.it/maps/place/Jisr+al-Shughur,+Siria/@35.8024179,36.3113434,12.25z/data=!4m5!3m4!1s0x1524496330940beb:0xba47f0808c645a96!8m2!3d35.814405!4d36.3200091">Jisr Al-Shughour</a>. Mentre le forze speciali si concentreranno su quest&#8217;area, la <strong>Guardia repubblicana siriana</strong> e la <strong>Quarta Divisione corazzata</strong> si dirigeranno verso <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.google.com/maps/place/35%C2%B046'53.0%22N+35%C2%B058'57.0%22E/@35.8134647,35.9599481,11.5z/data=!4m5!3m4!1s0x0:0x0!8m2!3d35.781389!4d35.9825?hl=en">Jabal Turkmen</a> e <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.google.it/maps/place/Jabal+al+Akrad/@35.6783475,36.0616886,10.42z/data=!4m5!3m4!1s0x15243e5d30210135:0xbbc69a4777b4bb75!8m2!3d35.65!4d36.2!5m1!1e4">Jabal Al-Akrad</a>, nei pressi di Latakia.</p>
<p>In questo modo, sarà possibile garantire la sicurezza del confine fra Siria e Turchia e fermare ogni possibile avanzata delle truppe di Ankara o ad essa legate, come avvenuto nel nord nei cantoni curdi. Saranno loro le colonne portanti delle riconquista del nord-ovest della Siria.</p>
<p>Insieme all&#8217;esercito e alle milizie, potrebbero unirsi anche i <strong>curdi</strong>. <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/curdi-battaglia-idlib/">Come abbiamo scritto in queste ore</a>, i combattenti del Rojava potrebbero unirsi all&#8217;esercito siriano nell&#8217;assedio di Idlib come parte dell&#8217;accordo per il post-conflitto. Ad Assad servono uomini, mentre ai curdi servono garanzie che solo la guerra può dare. E i nemici, jihadismo e influenza turca, sono gli stessi.</p>

<h2>La Russia continua a inviare armi</h2>
<p>Le forze armate russe preparano l&#8217;offensiva sulla provincia di Idlib da molte settimane. <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/siria-russi-idlib/">Come avevamo scritto su questa testata</a>, i delegati di Mosca inviati a <strong>Daraa</strong> per convincere i ribelli a firmare la resa dissero ai miliziani di non andare nel nord come gli altri gruppi armati. I russi consigliarono ai ribelli di cedere le armi e riconoscere subito il governo di Damasco, perché dopo il sud, l&#8217;obiettivo sarebbe stato proprio la città del nord-ovest.</p>
<p>L&#8217;aviazione russa è da molti mesi impegnati in raid contro la città controllata dai jihadisti. Ma non ha mai iniziato a martellare in maniera profonda la provincia. Di solito sono attacchi che avvengono in risposta a colpi inferti dai gruppi presenti nell&#8217;area.</p>
<p>Negli ultimi mesi, ad esempio, sono aumentate le operazioni dei miliziani locali con i <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://tass.com/defense/1014386">droni contro la base</a> dell&#8217;aeronautica russa di <strong>Khmeimim</strong>. A febbraio, invece, l&#8217;aviazione russa scatenò una pioggia di fuoco su Idlib in risposta all&#8217;abbattimento del Su-25 del pilota Roman Filipov. Tutti ricorderanno il gesto del militare russo, che si fece esplodere per non cadere nelle mani dei nemici.</p>
<p>Adesso, con la prossima fine dell&#8217;offensiva del Sud, le forze di <strong>Vladimir Putin</strong> possono concentrarsi sull&#8217;area più vicina alle proprie basi. Tra Latakia, Khmeimim e Tartus, aeronautica e marina russa preparano la liberazione di tutta la regione prossima ai principali centri di comando russi in Siria. Non a caso, negli ultimi giorni sono state avvistate <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.almasdarnews.com/article/russia-sends-more-military-supplies-to-syria-for-upcoming-idlib-offensive/">navi provenienti dal Bosforo cariche di armi e mezzi</a> per l&#8217;esercito siriano. Un via vai che dura da anni e che si intensifica ogni volta che è imminente una nuova campagna.</p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;1115&#8243; gal_title=&#8221;Siria, esercito riprende Quneitra&#8221;]</p>
<h2>Idlib e la Turchia</h2>
<p>La provincia di Idlib è da sempre una delle chiavi della strategia turca nella guerra in Siria. <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.reuters.com/article/us-mideast-crisis-syria-turkey/turkeys-erdogan-says-will-discuss-idlib-deraa-with-russias-putin-idUSKBN1KF1G6">ha telefonato in questi giorni al presidente russo</a> proprio per discutere della città nel nord-ovest siriano. Posta a pochi chilometri dal confine turco, Idlib è stata sempre monitorata da Ankara.</p>

<p>Quando il cosiddetto blocco di Astata decise la via delle <em>de-escalation zones</em>, alla Turchia fu concessa <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.hurriyetdailynews.com/opinion/unal-cevikoz/what-does-de-escalation-zone-in-idlib-mean-120594">la responsabilità della provincia</a> nordoccidentale siriana sia per evidente motivi geografici, sia soprattutto perché in grado di controllare la galassia di ribelli che aveva preso il controllo della città e della regione: in particolare, <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/cos-e-l-esercito-siriano-libero/">l&#8217;Esercito siriano libero</a>.</p>
<p>In questo gruppo, che ha avuto culla proprio nella provincia di Idlib, sono confluite da subito sigle del <strong>fondamentalismo islamico</strong>, sotto la supervisione di Erdogan. Questi ultimi, a loro volta, saranno poi sconfitti dai rami locali di Isis e Al Qaeda, in una guerra fratricida del terrorismo.</p>
<p>Con la <em>de-escalation zone</em>, l&#8217;esercito turco ha istituito posti di osservazione in tutta la regione della Siria nord-occidentale. Avamposti che hanno spesso rappresentato <strong>ostacoli strategici</strong> e politici per l&#8217;esercito siriano. Assad sapeva che, in quell&#8217;area, non poteva andare oltre.</p>
<p>Ma adesso, la situazione è cambiata. Idlib non è più uno dei tanti fronti della guerra di Damasco: adesso <strong>è il fronte di guerra</strong>. Erdogan si trova in una posizione molto scomoda. Continua a difendere gli jihadisti dell&#8217;area, ma, allo stesso tempo, sa che non potrà durare a lungo. Sa che potrebbe perdere le sue velleità di controllare l&#8217;area, ma non può a sua volta mettersi contro Putin, prezioso partner politico per il Medio Oriente.</p>
<p>Il rischio <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.dailysabah.com/diplomacy/2018/07/14/assad-regime-forces-targeting-idlib-could-destroy-astana-accord-erdogan-warns-putin">che gli accordi di Astana finiscano</a> con Idlib è molto alto. Ma era qualcosa che tutte le parti in gioco potevano attendersi. <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/accordo-segreto-turchia-siria-la-liberazione-finale-idlib/">L&#8217;accordo fra Siria e Turchia</a> di mandare tutti i ribelli a nord con i pullman è sempre apparso come un voler rimandare il problema una volta finita la riconquista della Siria da Damasco fino al confine con Israele e Giordania. Un problema che sarebbe stato risolto nell&#8217;unico modo possibile: la battaglia finale.</p>
<h2>La madre di tutte le battaglie</h2>
<p>Nella provincia stanno continuando a confluire tutti i ribelli che non si sono arresi a Damasco. Ma non ci sono solo loro. Idlib, in questi anni, si è trasformata nell&#8217;ultima roccaforte del terrorismo islamico. Tutte le sigle stanno convergendo da mesi con l&#8217;idea che lì avranno<strong> la battaglia finale</strong> con l&#8217;esercito siriano e l&#8217;aeronautica russa.</p>

<p>Sembra di assistere alla catarsi finale. In quella terra ci sono tutti, <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://ilmanifesto.it/dal-separatismo-al-jihadismo-in-siria-lunione-tra-ceceni-e-isis/">dai ceceni sconfitti da Putin</a> nelle guerra caucasiche agli <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.lastampa.it/2016/03/03/esteri/siria-larmata-di-uiguri-cinesi-che-combatte-assad-cAEpmemsbj0s5B3c0gzxHN/pagina.html">uiguri giunti dalla Cina</a> per sostenere il Califfato. Insieme a loro, tutti i combattenti dello Stato islamico fuggiti da tutte le parti della Siria, altri dall&#8217;Iraq: <em>foreign fighters</em>  e ribelli uniti per combattere Assad. C&#8217;è <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/idlib-adesso-guerra-aperta-islamico-al-qaeda/">Al Qaeda</a>, nella sua declinazione siriana. E ci sono, come detto, tutti i ribelli che non si sono arresi all&#8217;esercito siriano, da quelli della Ghouta orientale a quelli di Daraa e <a href="https://www.agenzianova.com/a/0/2008963/2018-07-23/siria-secondo-convoglio-ribelli-quneitra-raggiunge-provincia-di-idlib">Quneitra</a>.</p>
<p>C&#8217;è qualcosa di profondo e altamente simbolico nel definire la battaglia di Idlib come &#8220;madre&#8221;. Sembra difficile soltanto accostare la bellezza di una parola che collega alla vita a un assedio che condurrà alla morte di centinaia di uomini, da una parte e dall&#8217;altra. Ma Idlib sarà anche una madre: <strong>la madre di un nuovo futuro</strong>. Da questo assedio si deciderà il destino della Siria. E sembra che solo da questa battaglia potrà esserci un nuovo inizio.</p>
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		<title>La battaglia della Ghouta</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/guerra/la-battaglia-per-la-conquista-della-ghouta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jul 2018 10:35:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito siriano]]></category>
		<category><![CDATA[Ghouta orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_6613748.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_6613748.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_6613748-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_6613748-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_6613748-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La  Ghouta è una regione storica della Siria, poco distante dalla capitale Damasco. Il suo nome è puramente indicativo, dato che non corrisponde a una regione amministrativa, e comprende i distretti di Douma e Darayya, entrambi appartenenti al governatorato di Rif Dimashq. In arabo, il termine Ghouta può essere inteso sia come &#8220;foresta&#8221; che come &#8220;oasi&#8221;. Questa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-battaglia-per-la-conquista-della-ghouta.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_6613748.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_6613748.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_6613748-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_6613748-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_6613748-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La  <strong>Ghouta</strong> è una regione storica della Siria, poco distante dalla capitale <strong>Damasco</strong>. Il suo nome è puramente indicativo, dato che non corrisponde a una regione amministrativa, e comprende i distretti di <strong>Douma</strong> e <strong>Darayya</strong>, entrambi appartenenti al governatorato di <em>Rif Dimashq</em>. In arabo, il termine Ghouta può essere inteso sia come &#8220;foresta&#8221; che come &#8220;oasi&#8221;. Questa regione è chiamata così proprio perché rappresenta il polmone agricolo e verde di Damasco, distinguendosi dunque dal resto del territorio circostante contraddistinto dalla natura arida di un terreno prossimo al deserto.</p>
<p>Dal 2012 la Ghouta entra prepotentemente nel gergo della guerra civile siriana, in quanto indica la regione attorno Damasco, rimasta per sei anni sotto l&#8217;occupazione dell&#8217;<strong>opposizione</strong> e delle <strong>sigle islamiste</strong>.</p>
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		<title>Russi e siriani puntano Idlib E Erdogan adesso trema</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/russi-idlib-erdogan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jul 2018 12:45:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito siriano]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Idlib]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/Caccia-bombardieri-russi-nella-base-aerea-di-Hmeymim-in-Siria-a-30-chilometri-dal-Mar-Mediterraneo-1024x680.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/Caccia-bombardieri-russi-nella-base-aerea-di-Hmeymim-in-Siria-a-30-chilometri-dal-Mar-Mediterraneo-1024x680.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/Caccia-bombardieri-russi-nella-base-aerea-di-Hmeymim-in-Siria-a-30-chilometri-dal-Mar-Mediterraneo-1024x680-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/Caccia-bombardieri-russi-nella-base-aerea-di-Hmeymim-in-Siria-a-30-chilometri-dal-Mar-Mediterraneo-1024x680-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/Caccia-bombardieri-russi-nella-base-aerea-di-Hmeymim-in-Siria-a-30-chilometri-dal-Mar-Mediterraneo-1024x680-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre la sacca di Daraa si prepara alla sconfitta e con l&#8217;offensiva dell&#8217;esercito siriano che punta gli ultimi gruppi ribelli di Quneitra, il Sud sembra stabilizzato. E gli occhi di Damasco, con il supporto dell&#8217;aviazione russa, si spostano a nord, a Idlib, dove vengono inviati gli jihadisti che non si arrendono all&#8217;esercito. L&#8217;accordo fra Bashar &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/russi-idlib-erdogan.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/Caccia-bombardieri-russi-nella-base-aerea-di-Hmeymim-in-Siria-a-30-chilometri-dal-Mar-Mediterraneo-1024x680.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/Caccia-bombardieri-russi-nella-base-aerea-di-Hmeymim-in-Siria-a-30-chilometri-dal-Mar-Mediterraneo-1024x680.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/Caccia-bombardieri-russi-nella-base-aerea-di-Hmeymim-in-Siria-a-30-chilometri-dal-Mar-Mediterraneo-1024x680-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/Caccia-bombardieri-russi-nella-base-aerea-di-Hmeymim-in-Siria-a-30-chilometri-dal-Mar-Mediterraneo-1024x680-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/Caccia-bombardieri-russi-nella-base-aerea-di-Hmeymim-in-Siria-a-30-chilometri-dal-Mar-Mediterraneo-1024x680-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Mentre la sacca di <strong>Daraa</strong> si prepara alla sconfitta e con l&#8217;offensiva dell&#8217;esercito siriano che punta gli ultimi gruppi ribelli di <strong>Quneitra</strong>, il Sud sembra stabilizzato. E gli occhi di Damasco, con il supporto dell&#8217;aviazione russa, si spostano a nord, a <strong>Idlib</strong>, dove vengono inviati gli jihadisti che non si arrendono all&#8217;esercito. L&#8217;accordo fra <strong>Bashar al Assad</strong> e i ribelli prevede che chi non accetta la resa può dirigersi a nord, caricato sui pullman in direzione dell&#8217;ultima grande roccaforte islamista: Idlib.</p>
<p>Dalla provincia siriana, non lontana dal confine con la <strong>Turchia</strong>, continuano a partire  <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.presstv.com/Detail/2018/07/01/566670/Russian-military-shoots-down-unidentified-drones-at-Hmeimim-air-base-in-Syria">droni diretti verso la base</a> delle forze russe di <strong>Khmeimim</strong>. Per Mosca, la pazienza è finita e l&#8217;ha già dichiarato apertamente ai ribelli presenti a Daraa, ai quali <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/siria-russi-idlib/">ha consigliato di arrendersi senza dirigersi verso nord</a>. È questione di settimane prima che l&#8217;esercito siriano e l&#8217;aeronautica russa iniziano a martellare l&#8217;area al confine con la Turchia. E si preannuncia <strong>un&#8217;offensiva molto delicata</strong>.</p>
<p>Idlib rappresenta da sempre uno dei nodi principali della guerra siriana. Negli ultimi mesi, si è trasformata nel catino del terrorismo islamico. Vi sono presenti numerose sigle terroriste che si combattono fra loro per l&#8217;egemonia della regione. E a questa guerra fratricida, si aggiungono gli altri gruppi di miliziani giunti dalle aree liberate da Damasco. Una situazione esplosiva, per ora controllata dall&#8217;accordo sulle <em>de-escalation zones</em> siglato da Turchia, Iran e Russia.</p>

<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.limesonline.com/la-turchia-cerca-di-districarsi-tra-le-opposizioni-in-siria/102182">La Turchia ha da sempre Idlib sotto la sua protezione</a>. Recep Tayyip Erdogan la considera la chiave della sua strategia in Siria. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/afrin-sostituzione-etnica-curdi/">E dopo Afrin</a> e Manbij, è la città nordoccidentale siriana a essere il vero avamposto delle truppe turche e delle <strong>milizie islamiche</strong> legate ad Ankara.</p>
<p>Proprio per questo motivo, il presidente turco ha telefonato sabato scorso a Mosca per chiedere a <strong>Vladimir Putin</strong> di fermare ogni possibile avanzata dell&#8217;esercito siriano. Come riportato da <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.reuters.com/article/us-mideast-crisis-syria-turkey-russia/turkeys-erdogan-says-syrian-government-forces-targeting-idlib-could-destroy-accord-source-idUSKBN1K40VW"><em>Reuters</em></a>, Erdogan ha minacciato la fine dell&#8217;accordo di Astana sulla guerra in Siria nel caso in cui le forze di Damasco prendessero di mira la roccaforte jihadista di Idlib.</p>
<p>Secondo le fonti del governo turco, Erdogan sarebbe preoccupato dalla situazione dei civili presenti nell&#8217;area a sud del confine turco. La conquista di Daraa, dicono, ha messo in guardia Ankara. &#8220;Il presidente Erdogan ha sottolineato che il colpire <strong>i civili a Daraa</strong> era preoccupante e ha detto che se il regime di Damasco avesse preso di mira Idlib nello stesso modo. l&#8217;essenza dell&#8217;accordo di Astana potrebbe essere completamente distrutta&#8221;.</p>

<p>La Turchia ha da molto tempo istituito <strong>una serie di postazioni a Idlib</strong> come parte dell&#8217;accordo raggiunto l&#8217;anno scorso con Russia e Iran. L&#8217;obiettivo era evitare che quella parte di Siria fosse oggetti dell&#8217;assedio da parte dell&#8217;esercito governativo. Ed è un accordo che è servito in qualche modo ad Assad per permettergli di liberare Damasco, le regioni intorno la capitale e infine, concentrarsi sul sud. </p>
<p>Ma adesso l&#8217;offensiva nel sud sta finendo. Mentre Idlib resta una minaccia costante. I russi continuano ad abbattere missili provenienti dall&#8217;area controllata dagli islamisti. E <strong>Assad vuole riprendere il controllo</strong> di un&#8217;area strategica come quella nord-occidentale, dal momento che a nord ha già un grosso problema con la aree controllate dai curdi legati all&#8217;Occidente. E la Turchia è già avanzata ad Afrin e in altre aree.</p>
<p>Ma la soluzione non è affatto scontata. La <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/le-tappe-salienti-della-guerra-siria/">guerra in Siria</a> ha dimostrato che Erdogan è un giocatore abile. E il fatto di giocare in un doppio campo, sia accordandosi con gli Stati Uniti per <strong>Manbij</strong> sia accordandosi con i russi per altre aree, lo ha portato a ottenere un ruolo molto difficile da gestire. Di fatto, il Sultano è un partner cui nessuno può fare a meno. Se Putin lo molla, i turchi si spostano con gli Stati Uniti. Se gli Usa lo provocano con i curdi, lui si sposta verso Mosca.</p>

<p>Non a caso,il leader turco ha avuto <a href="https://www.reuters.com/article/us-turkey-us-manbij/erdogan-trump-emphasize-importance-of-manbij-roadmap-turkish-presidency-idUSKBN1K61EV">una lunga conversazione telefonica con Donald Trump</a> proprio prima dell&#8217;incontro di  Helsinki con Putin. Come si legge in una nota della presidenza turca, i due presidenti hanno evidenziato &#8220;l&#8217;importanza di dare seguito agli argomenti affrontati durante il vertice <strong>Nato</strong> di Bruxelles&#8221;. Inoltre, &#8220;è stato sottolineato come l&#8217;attuazione della <em>roadmap</em> per Manbij contribuirà in modo significativo alla cooperazione per risolvere la questione siriana&#8221;. Un messaggio per il Cremlino?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/russi-idlib-erdogan.html">Russi e siriani puntano Idlib E Erdogan adesso trema</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Siria, i ribelli si consegnano ai russi mentre Israele colpisce in Golan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/siria-ribelli-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jul 2018 16:05:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Dara'a]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito siriano]]></category>
		<category><![CDATA[Ribelli siriani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1060" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180601200302_26540073.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180601200302_26540073.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180601200302_26540073-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180601200302_26540073-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180601200302_26540073-1024x724.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Nel Sud della Siria sta avvenendo qualcosa di molto importante. Le truppe di Bashar Al Assad stanno ormai completando la conquista delle ultime sacche ribelli e si preparano all&#8217;assedio finale su Daraa. Ma nel frattempo, i ribelli si stanno accordando con i russi per consegnarsi prima che la battaglia finale abbia inizio. I ribelli depongono le &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-ribelli-russia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1060" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180601200302_26540073.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180601200302_26540073.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180601200302_26540073-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180601200302_26540073-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180601200302_26540073-1024x724.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Nel Sud della <strong>Siria</strong> sta avvenendo qualcosa di molto importante. Le truppe di <strong>Bashar Al Assad</strong> stanno ormai completando la conquista delle ultime sacche ribelli e si preparano all&#8217;assedio finale su Daraa. Ma nel frattempo, <strong>i ribelli si stanno accordando con i russi</strong> per consegnarsi prima che la battaglia finale abbia inizio.</p>
<p>I ribelli depongono le armi</p>
<p>Secondo le agenzie di stampa, i ribelli del Sud hanno deciso di deporre le armi. L&#8217;accordo è arrivato oggi ed è un accordo a due fra i ribelli e la Russia. Non vogliono consegnarsi direttamente all&#8217;esercito siriano, ma hanno accettato di farlo con i mediatori di Mosca.</p>
<p>Hussein Abu Shaimaa, uno dei portavoce dei ribelli, ha spiegato all&#8217;agenzia di stampa turca <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.aa.com.tr/en/middle-east/opposition-agrees-to-lay-down-heavy-weapons-in-s-syria/1196639"><em>Anadolu</em></a> cosa prevede l&#8217;accordo. Non c&#8217;è solo la consegna delle armi, ma anche un patto secondo cui sarà la <strong>polizia militare russa</strong> a controllare l&#8217;area al confine con la <strong>Giordania</strong> e non direttamente l&#8217;esercito di Damasco. Esercito che potrebbe anche decidere di ritirarsi da alcune località ritornate sotto il suo controllo dopo che i ribelli hanno promesso di interrompere i combattimenti.</p>

<p><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.reuters.com/article/us-mideast-crisis-syria/south-syrian-rebels-lay-down-arms-as-assad-seizes-crossing-idUSKBN1JW108">Come riporta <em>Reuters</em></a>, le fonti ribelli hanno detto che l&#8217;accordo consentirebbe ai civili di tornare nei loro villaggi sotto la <strong>protezione delle forze di Mosca</strong>, e che i russi avrebbero anche garantito un patto tra governo e forze ribelli per una sorta di amnistia in cui i miliziani assicurano di accettare di vivere sotto il governo di Assad in cambio della salvezza ma anche della risoluzione del loro &#8220;status&#8221;, che per la giustizia siriana è naturalmente quello dei criminali.</p>
<p>L&#8217;esercito conquista Nassib, ma l&#8217;accordo è come con la Ghouta</p>
<p>Secondo alcune fonti, sarebbe stato avvistato un carro armato con la bandiera russa nei pressi del <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.google.it/maps/place/Nassib,+Siria/@32.5545117,36.1529652,12.29z/data=!4m5!3m4!1s0x151beb67ce005b5f:0x620ceacf791d03c3!8m2!3d32.5502297!4d36.1898341">valico di frontiera di Nassib</a>, sull&#8217;autostrada che collega la Giordania alla Siria. Quest&#8217;immagine, testimoniata da molte persone lì presenti, dimostrerebbe la presenza russa al confine siro-giordano come garanzia del cessate-il-fuoco e dell&#8217;assenza di ulteriore problemi fra esercito e ribelli.</p>
<p>L&#8217;esercito siriano avrebbe già preso il controllo delle strade. E di fatto, il confine con la Giordania sarebbe otra tornato ufficialmente sotto il controllo del governo. </p>

<p>La conferma dell&#8217;accordo raggiunto fra ribelli e Russia significherebbe la vittoria da parte dell&#8217;esercito siriano. Ma con un unico grande punto interrogativo. Secondo alcuni, coloro che non accetteranno la ripresa del potere da parte del governo di Damasco, potrebbero essere autorizzati a lasciare le città per trasferirsi nelle<strong> roccaforti jihadiste del nord-ovest della Siria</strong>. In pratica, gli esuli andrebbero a riempire la sacca di Idlib, dove da tempo infuria una sanguinosa battaglia fra forze terroriste e, allo stesso tempo, fra ribelli e aviazione russa. Insomma, il problema si sposta a nord, come avvenuto subito dopo la caduta della Ghouta orientale. </p>
<p>Assad punta Quneitra e Israele bombarda in Golan</p>
<p>Mentre nei dintorni di Daraa i russi si accordano con i ribelli, l&#8217;esercito di Assad può puntare sulle ultime roccaforti avversarie, in particolare <strong>Quneitra</strong>. Ma qui il problema è ancora più complesso: poco oltre la zona cuscinetto delle Alture del Golan, c&#8217;è Israele.</p>
<p>Secondo le ultime informazioni provenienti direttamente dalle Israel defense forces (Idf), le forze armate israeliane hanno colpito una postazione siriana. Ad annunciarlo sono state le stesse forze armate <a href="https://twitter.com/IDFSpokesperson/status/1015208019943182336">attraverso l&#8217;account Twitter </a>dell&#8217;ufficio del portavoce: &#8220;<strong>Le Idf hanno colpito un avamposto militare siriano</strong> da cui era stato lanciato un proiettile e che è caduto nella zona cuscinetto, adiacente ad est della barriera di sicurezza. Il lancio è stato parte dei combattimenti interni in Siria&#8221;.</p>

<p>Israele teme che dietro l&#8217;offensiva dell&#8217;esercito siriano ci possa essere l&#8217;intenzione di entrare nel Golan, che lo Stato ebraico ha annesso da decenni. Per questo motivo, da giorni <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.jpost.com/Israel-News/IDF-troops-prepared-to-defend-northern-border-to-the-last-millimeter-561744">ha rafforzato la presenza militare nel nord del Paese</a> ed è pronta a ogni evenienza. Difficile che dia inizio a un&#8217;incursione. Se i patti reggono, Israele vuole la certezza che non ci siano forze di <strong>Hezbollah</strong> e di milizie legate all&#8217;Iran nell&#8217;offensiva a Sud dell&#8217;esercito siriano. </p>
<p>Ma tutto dipenderà dal superamento della <strong>linea del Golan</strong> da parte delle forze di Damasco. Israele ha imposto una linea rossa insuperabile, che nessuno metta a repentaglio le linee tracciate dagli accordi del 1974. <a href="http://www.occhidellaguerra.it/le-tappe-salienti-della-guerra-siria/">La guerra</a> si deciderà in base ai movimenti delle forze siriane e russe verso Daraa e Quneitra e a come sarà la reazione israeliana.</p>
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		<title>Siria, la Gran Bretagna ha bombardato l&#8217;esercito di Bashar Al Assad</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gran-bretagna-assad.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jul 2018 10:35:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito siriano]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="705" height="450" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/Immagine-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/Immagine-1.png 705w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/Immagine-1-300x191.png 300w" sizes="auto, (max-width: 705px) 100vw, 705px" /></p>
<p>Non solo Russia, Stati Uniti e Israele, anche l&#8217;aviazione della Gran Bretagna ha colpito la Siria nell&#8217;ultimo mese. Nel silenzio generale, come se fosse un&#8217;operazione clandestina. Ma è il segnale di come la Royal air force (Raf) giochi un ruolo essenziale in questa turbolenta fase della guerra in Siria. E non bisogna mai dimenticarsi del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gran-bretagna-assad.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="705" height="450" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/Immagine-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/Immagine-1.png 705w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/Immagine-1-300x191.png 300w" sizes="auto, (max-width: 705px) 100vw, 705px" /></p><p>Non solo Russia, Stati Uniti e Israele, anche l&#8217;aviazione della <strong>Gran Bretagna</strong> ha colpito la <strong>Siria</strong> nell&#8217;ultimo mese. Nel silenzio generale, come se fosse un&#8217;operazione clandestina. Ma è il segnale di come la <strong>Royal air force (Raf</strong>) giochi un ruolo essenziale in questa turbolenta fase della <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/le-tappe-salienti-della-guerra-siria/">guerra in Siria</a>. E non bisogna mai dimenticarsi del ruolo di Londra nel complesso gioco siriano.</p>
<p>La notizia l&#8217;ha riportata oggi il <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.thetimes.co.uk/edition/news/raf-bombed-assads-border-fighters-gdh97ll5h"><em>Sunday Times</em></a>. Secondo il rapporto del quotidiano britannico, un <strong>Typhoon</strong> della Royal Air Force &#8220;ha lanciato una bomba a guida laser da 500 libbre sulle forze armate siriane vicino al <strong>confine tra la Siria e la Giordania</strong> il mese scorso&#8221;. Un&#8217;operazione importante, perché la Raf ha colpito direttamente l&#8217;esercito di Damasco, come non succedeva dal 14 aprile scorso, quando i bombardieri inglesi parteciparono allo <em>strike</em> contro Damasco come rappresaglia per il <a href="http://www.occhidellaguerra.it/attacco-chimico-douma-ci-almeno-70-morti/">presunto attacco chimico di Douma</a>.</p>

<p>Secondo quanto riportato dall&#8217;ormai noto Osservatorio siriano per i diritti umani, l&#8217;attacco sarebbe avvenuto al confine con la Giordania, nei pressi della <strong>base di al Tanf</strong>. Vero crocevia degli interessi strategici anglo-americani nel sud della Siria, al Tanf è ancora oggi uno dei nodi da sciogliere dell&#8217;offensiva dell&#8217;esercito siriano nel sud del Paese. La Siria rivuole il territorio occupato dalle forze occidentali. E anche la Russia ha più volte chiesto a Stati Uniti e Gran Bretagna di abbandonare le loro posizioni in un&#8217;area essenziale col confine fra Siria, Giordania e Iraq.</p>
<p>A detta del <strong>ministero della Difesa</strong> britannico, l&#8217;attacco sarebbe avvenuto a seguito dell&#8217;avanzata dell&#8217;esercito siriano verso la base dove si addestrano le forze speciali del Regno Unito, le Sas, e dove partono molte delle operazioni delle truppe d&#8217;élite in territorio siriano. </p>

<p>&#8220;Come atto di autodifesa collettiva, i Typhoon della Raf &#8230; hanno lanciato una sola [bomba] sulla posizione, che ha rimosso con successo la minaccia per i nostri partner della coalizione&#8221;, ha detto il ministero della Difesa britannico in una dichiarazione. </p>
<p>Il ministero della Difesa britannico ha definito l&#8217;attacco una <strong>&#8220;risposta del tutto proporzionata&#8221;</strong> all&#8217;offensiva dell&#8217;esercito siriano. Nel bombardamento sarebbe morto un ufficiale delle forze armate di Damasco. Non si sa la data precisa del raid, ma quello che è certo è che sul fronte meridionale siriano le cose stanno prendendo una piega molto complessa. Dal punto di vista politico, giuridico e strategico, le forze occidentali non possono giustificare (né legittimare) la loro presenza ad Al Tanf.</p>

<p>La loro presenza si fondava, almeno formalmente, sulla presenza dello <strong>Stato islamico</strong>, che resiste in alcune sacche monitorate proprio dalla coalizione internazionale. Ma è chiaro che ora con l&#8217;offensiva avviata da <strong>Bashar Al Assad</strong> a sud, contro <strong>Daraa</strong> e Quneitra,  le cose cambiano. E questi raid ne sono la dimostrazione. Le forze anglo-americane non vogliono che l&#8217;esercito siriano si avvicini alle loro basi. Ma lo scopo è evidentemente quello di capire come risolvere la questione del futuro della Siria, che passa, inevitabilmente, sul fronte meridionale.</p>
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		<title>Ecco perché Bashar Al Assad può diventare un &#8220;alleato&#8221; di Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/assad-alleato-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jun 2018 07:07:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Drusi]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito siriano]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1349" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_5542365-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_5542365-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_5542365-1-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_5542365-1-768x540.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_5542365-1-1024x720.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Bashar al Assad alleato di Israele? Perché no. No, non è un esercizio di immaginazione. Ma un paradosso che potrebbe presto diventare realtà, in questa inestricabile  guerra di Siria. Perché le cose cambiano, continuamente, e l&#8217;equilibrio del sud della Siria sta per essere definitamente travolto dall&#8217;ultima grande offensiva dell&#8217;esercito di Damasco. Andiamo con ordine. Israele ha avuto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/assad-alleato-israele.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/assad-alleato-israele.html">Ecco perché Bashar Al Assad può diventare un &#8220;alleato&#8221; di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1349" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_5542365-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_5542365-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_5542365-1-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_5542365-1-768x540.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LP_5542365-1-1024x720.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Bashar al Assad</strong> alleato di Israele? Perché no. No, non è un esercizio di immaginazione. Ma un paradosso che potrebbe presto diventare realtà, in questa inestricabile  <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/le-tappe-salienti-della-guerra-siria/">guerra di Siria</a>. Perché le cose cambiano, continuamente, e l&#8217;equilibrio del sud della <strong>Siria</strong> sta per essere definitamente travolto dall&#8217;ultima grande offensiva dell&#8217;esercito di Damasco.</p>
<p>Andiamo con ordine. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/israele-in-siria/">Israele ha avuto sempre un obiettivo nel conflitto siriano</a>: spezzare la <strong>mezzaluna sciita</strong>. In pratica, il nemico non era la Siria in quanto tale, ma l&#8217;Iran, che è sempre stato il vero bersaglio di Tel Aviv. La strategia israeliana, pertanto, non era tanto quella di  far cadere Damasco, ma che l&#8217;<strong>Iran</strong> non avesse più un alleato. O al limite trasformare la Siria in un pantano.</p>
<p>Ma questi piani israeliani non avevano fatto i conti con quella che poi è diventata la realtà: e cioè che <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/partita-quasi-chiusa-assad-vincitore-1515544.html">Assad la guerra la sta vincendo</a>. Con il supporto iraniano, della galassia sciita, ma soprattutto della Russia, Assad non solo ha riconquistato larga parte della Siria, ma si appresta anche a liberare le ultime sacche di ribelli a <strong>Daraa</strong> e <strong>Quneitra</strong>. Più a sud c&#8217;è lo Stato ebraico.</p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;1053&#8243; gal_title=&#8221;Avanzata su Daraa&#8221;]</p>
<p>La riconquista da parte dell&#8217;esercito siriano è chiaramente una sconfitta strategica da parte di Israele. È chiaro che riavere le forze armate di Damasco al suo confine non era il sogno di <strong>Benjamin Netanyahu</strong>, che dall&#8217;inizio della guerra ha sostenuto i ribelli della parte meridionale della Siria e si ritrova invece &#8220;il nemico alle porte&#8221; e i ribelli in procinto di cadere. Ma Israele sa anche che da questa sconfitta, può trarne una vittoria.</p>

<p>La vittoria consiste nell&#8217;allontanamento delle truppe iraniane. Perché se è vero che Israele può colpire le forze dell&#8217;Iran autolegittimandosi con la presenza di una minaccia esistenziale al nord del suo territorio, la stessa cosa non può farla con Assad. Come può Israele pretendere le forze armate siriane non riconquistino il proprio territorio? Sarebbe <strong>una richiesta assurda</strong> che non potrebbe essere accolta neanche dall&#8217;interlocutore privilegiati di quel blocco: la Russia.</p>
<p>Ed ecco quindi <strong>la possibile svolta</strong> nei piani di Israele. Non colpire la Siria, purché la presenza siriana eviti la contemporanea presenza di truppe iraniane e di Hezbollah. Ecco la tattica di Israele. Ed è un&#8217;idea che la Russia sta in qualche modo avallando se non addirittura contribuendo a rendere concreta. Netanyahu vuole allontanare le truppe iraniane dalla Siria? Allora, deve permettere alle forze di Assad di riprendere il controllo del Sud.</p>
<p>Assad, in questo momento, ha una carta fondamentale da giocarsi. I ribelli stanno scomparendo o cedendo le armi. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.reuters.com/article/uk-mideast-crisis-syria-usa/syrian-rebels-say-u-s-wont-intervene-in-south-syria-idUKKBN1JK00U">Gli Stati Uniti hanno abbandonato le sacche di Daraa</a> e <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/siria-ora-la-russia-sfida-gli-usa-pioggia-fuoco-citta-ribelle/">la Russia sta già iniziando a martellare le roccaforti ribelli</a>. L&#8217;avanzata di Damasco sembra ineluttabile. E Israele non può fermarla. A meno di tragici errori tattici da parte delle forze armate siriane, come un&#8217;avanzata verso il Golan occupato da Israele. Questa situazione fornisce al leader siriano la quasi garanzia di vincere. E lui può farlo insieme alla Russia, escludendo l&#8217;Iran ed <strong>Hezbollah</strong> dall&#8217;assalto sul fronte meridionale.</p>
<p>Del resto Israele ha sempre chiesto questo: che le forze iraniane e le milizie sciite rimanessero lontane dal confine. Netanyahu ha chiesto un completo ritiro da tutto il territorio della Siria. Ma già non avere queste forze né al confine né nella fascia di 50 chilometri al di là della linea del fronte, è una realtà che i vertici della Difesa israeliana apprezzerebbero. Pertanto, tra i due mali, ecco <strong>il male minore</strong>: la Siria riprendere il controllo, ma l&#8217;Iran ed Hezbollah devono rimanere lontani dalle operazioni.</p>
<p>Il nodo dei drusi</p>
<p>Ma non c&#8217;è solo l&#8217;Iran al centro della strategia israeliana. Tra le <strong>linee rosse</strong> imposte da Israele all&#8217;inizio della guerra in Siria, c&#8217;era anche la protezione della <strong>popolazione drusa del Golan</strong>. Questa comunità è da sempre sotto l&#8217;ala protettrice di Israele, ed è confermato dal fatto che è stata sempre esclusa dal conflitto. I ribelli conquistavano le località limitrofe senza minacciarli. L&#8217;esercito siriano non reagiva alla mancata risposta dei drusi alla leva obbligatoria. Sarebbero considerati disertori, ma Assad ha sempre chiuso un occhio.</p>
<p>Le cose però stanno cambiando. Assad avanza e i ribelli stanno perdendo. E negli ultimi giorni, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.timesofisrael.com/syrian-druze-city-shelled-for-first-time-in-years-as-fighting-intensifies/">due razzi hanno colpito la città di Sweida</a>, a maggioranza drusa. E adesso Israele si ritrova di fronte a un dilemma: come salvare i drusi?</p>
<p>Assad, anche in questo caso, ha una carta molto importante. E a giocarla è stata la Russia, che, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.haaretz.com/middle-east-news/syria/.premium-assad-s-drive-to-retake-southwest-syria-tests-israel-s-aid-policy-1.6217834">secondo</a> <a href="https://www.haaretz.com/middle-east-news/syria/.premium-assad-s-drive-to-retake-southwest-syria-tests-israel-s-aid-policy-1.6217834"><em>Haaretz</em></a>, ha inviato due generali a parlare con le autorità locali di Sweida. L&#8217;esercito siriano è disposto a tutelare la città e a non considerarla ostile, ma vuole che i drusi si uniscano alle sue forze. In caso contrario, la <strong>Russia</strong> e la Siria considereranno la città come ribelle, quindi possibile oggetto di bombardamenti.</p>
<p>Israele difficilmente potrebbe intervenire militarmente contro la Russia e contro la Siria per difendere una comunità all&#8217;interno di un Paese nemico. Anche a livello politico, l&#8217;opinione pubblica potrebbe non accettarlo. Ed esistono poi molti contatti fra i drusi e il governo siriano, in particolare per le città al confine con il <strong>Golan</strong> occupato.</p>
<p>In questo caso, Israele, consapevole dell&#8217;ineluttabile vittoria di Assad al sud e convinto dalla fine dei ribelli &#8211; fonti locali parlano di centinaia di miliziani che si sono consegnati all&#8217;esercito &#8211; potrebbe accettare questa soluzione per evitare che i drusi finiscano nel conflitto. Una volta garantito sull&#8217;assenza di Hezbollah e di forze iraniane, lo Stato ebraico potrebbe ottenere il massimo risultato ormai raggiungibile.</p>

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		<title>Il negoziato segreto tra Iran e Israele con la regia di Vladimir Putin</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-israele-dara-putin.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 May 2018 16:10:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito siriano]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1442306252-putin-netanyahu.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1442306252-putin-netanyahu.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1442306252-putin-netanyahu-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1442306252-putin-netanyahu-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Qualcosa si muove tra Iran e Israele per quanto riguarda il sud della Siria, dove l&#8217;esercito di Damasco si prepara all&#8217;avanzata finale su Dar&#8217;a. Una prima notizia è particolarmente interessante sia per l&#8217;oggetto ma anche per il mezzo di comunicazione con cui è stata data. Il quotidiano online Elaph, di proprietà saudita, ha scritto che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-israele-dara-putin.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-israele-dara-putin.html">Il negoziato segreto tra Iran e Israele con la regia di Vladimir Putin</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1442306252-putin-netanyahu.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1442306252-putin-netanyahu.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1442306252-putin-netanyahu-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1442306252-putin-netanyahu-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p>Qualcosa si muove tra <strong>Iran</strong> e <strong>Israele</strong> per quanto riguarda il sud della Siria, dove l&#8217;esercito di Damasco si prepara <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/assad-dara-usa/">all&#8217;avanzata finale su Dar&#8217;a</a>.</p>
<p>Una prima notizia è particolarmente interessante sia per l&#8217;oggetto ma anche per il mezzo di comunicazione con cui è stata data. Il quotidiano online <em>Elaph</em>, di proprietà <strong>saudita</strong>, ha scritto che Iran e Israele hanno avuto<strong>&#8220;negoziati indiretti&#8221;</strong> proprio per regolarsi sull&#8217;avanzata dell&#8217;esercito siriano.</p>
<p>Queste trattative, non a caso &#8220;rivelate&#8221; dalla stessa testata su cui <a style="color: #0000ff" href="https://www.haaretz.com/israel-news/idf-chief-gives-unprecedented-interview-to-saudi-media-1.5466066">venne intervistato per la prima volta il generale Gadi Eisenkott</a>, comandante dell&#8217;esercito israeliano, sarebbero avvenute in <strong>Giordania</strong>. Usiamo il condizionale, poiché chiaramente non vi sono conferme.</p>
<p>Secondo le fonti citate dal quotidiano, <a style="color: #0000ff" href="https://www.jpost.com/Arab-Israeli-Conflict/Report-Israel-Iran-engage-in-indirect-negotiations-over-Syria-fighting-558519">e riprese dai media israeliani</a>, le trattative sarebbero avvenute in <strong>un albergo di Amman</strong>, la capitale della Giordania. La scena sembra essere stata più o meno questa: una stanza era occupata da vertici della Difesa israeliana e del <strong>Mossad</strong>, un&#8217;altra stanza occupata <strong>ambasciatore iraniano</strong> in Giordania e alti ufficiali iraniani. Un mediatore giordano faceva la spola da una stanza all&#8217;altra.</p>
<p>Cosa si è deciso nella trattativa</p>
<p>A detta delle fonti, gli iraniani si sono impegnati a non partecipare ai combattimenti durante l&#8217;avanzata dell&#8217;esercito siriano contro la roccaforte ribelle di Dar&#8217;a. Dall&#8217;altro lato, Israele ha confermato che non interverrà negli scontri. A condizione che sul campo non vi siano neanche <strong>Hezbollah</strong> e le milizie sciite collegate all&#8217;Iran.</p>
<p>Inoltre, sembra che Iran e Israele si siano anche accordati per un&#8217;assenza delle forze sciite in tutta l&#8217;area vicino alla linea del cessate il fuoco tra Israele e Siria. In sostanza, gli iraniani non saranno più nei pressi dell <strong>Alture del Golan</strong>. Un compromesso arrivato anche in maniera rapida e che sembra abbia sorpreso anche i rappresentanti israeliani. </p>
<p>Il ruolo della Giordania</p>
<p>Il ruolo della Giordania, in questo frangente, sembra essere fondamentale. Amman e Tel Aviv hanno un <strong>accordo militare</strong> che implica il supporto israeliano in caso di minacce nei confronti del territorio giordano. E questo implica che i due governi parlino costantemente e che i collegamenti militari non siano mai interrotti. Inoltre, non va dimenticato che il regno hashemita è <strong>alleato delle forze occidentali</strong> e collabora attivamente con Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti.</p>
<p>Ma alla Giordania interessa <strong>non essere coinvolta</strong> in guerra. Il Paese è già sensibile a quanto avviene al di là del confine con la Siria. E tra terrorismo, profughi e instabilità, preferisce mantenere una posizione certamente affine all&#8217;Occidente ma non in aperto contrasto con l&#8217;Iran. Almeno non quanto i sauditi.</p>
<p>La de-escalation zone nel sud della Siria vede il coinvolgimento diretto di Russia, Stati Uniti e Giordania. Un funzionario giordano <a style="color: #0000ff" href="https://www.reuters.com/article/us-mideast-crisis-syria-jordan/jordan-confidant-russia-will-preserve-southern-syria-truce-idUSKCN1IT16F">ha auspicato oggi a <em>Reuters</em></a> che la Russia faccia rispettare l&#8217;accordo di cessate il fuoco all&#8217;esercito siriano. &#8220;La zona di de-escalation ha prodotto il cessate il fuoco che ha avuto il migliore risultato in tutta la Siria. Le parti dell&#8217;accordo sono tutti impegnati a preservarlo&#8221;.</p>
<p>Le parole di Lavrov</p>
<p>Mentre usciva la notizia di questo presunto accordo tra Iran e Israele, ecco arrivare le parole del ministro degli Esteri russo<strong> Sergei Lavrov</strong>: &#8220;Alla fine, solo le forze governative siriane devono rimanere ai confini del la Siria con Israele&#8221;.</p>
<p><a style="color: #0000ff" href="http://tass.com/politics/1006821">Le dichiarazioni di Lavrov</a> in conferenza stampa sono molto significative. Esse rappresentano chiaramente la strategia russa in Siria. Il sostegno alle forze di Assad resta invariato. Mosca vuole che la Siria riprenda il controllo di tutte le aree ancora occupate delle forze ribelli. <strong>E non vuole ostacoli</strong>.</p>
<p>La strategia di Putin per fermare Israele</p>
<p>Gli ostacoli sono rappresentanti dalle forze occidentali, in particolare dalla base Usa di Al Tanf, ma soprattutto dal conflitto fra Iran e Israele. I <strong>bombardamenti israeliani</strong> in territorio siriano sono, per la Russia, un problema. E per farli cessare, l&#8217;unica soluzione sembra essere l&#8217;allontanamento delle forze sciite dal confine con Israele. <strong>Vladimir Putin</strong>, <a style="color: #0000ff" href="https://www.haaretz.com/israel-news/.premium-russia-mulls-pulling-back-iranian-forces-from-israel-syria-border-1.6118969">come rivelato da <em>Haaretz</em></a>, sembra aver raggiunto questa decisione dopo l&#8217;incontro con <strong>Benjamin Netanyahu</strong> a Mosca.</p>
<p>E <a style="color: #0000ff" href="https://www.reuters.com/article/us-mideast-crisis-israel-russia/israeli-russian-defense-ministers-to-meet-in-moscow-idUSKCN1IT1G3">l&#8217;incontro di giovedì</a> fra il ministro della Difesa <strong>Avigdor Lieberman</strong> e il suo omologo russo <strong>Sergei Shoigu</strong> a Mosca, sembra andare incontro alle esigenze di un accordo fra forze israeliane e russe. </p>
<p>L&#8217;unico modo per fermare l&#8217;escalation militare di Israele è evitare che le truppe iraniane, di Hezbollah e delle milizie sciite siano vicino al territorio israeliano. La <em>de-escalation zone</em>, del resto, serviva anche agli <strong>Stati Uniti</strong> come garanzia. Israele ha sfruttato la presenza delle forze legate a Teheran per colpire la Siria. Ma la presenza delle forze governative chiaramente esclude che a Tel Aviv possano decidere di <strong>bombardare</strong>. Sarebbe <strong>una mossa azzardata e del tutto inaccettabile</strong>.</p>
<p>Le ultime mosse di Israele</p>
<p>Le ultime dichiarazioni israeliane <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/israele-siria-russia-golan/">sulla volontà di operare in tutto il territorio siriano</a> sono apparse come un voler alzare i toni dello scontro. Ma la soluzione di <strong>compromesso</strong> non è mai stata abbandonata. Per la Russia, questa è l&#8217;unica soluzione percorribile per salvare la Siria dalle rappresaglie israeliane e <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/guerra-siria-domani/">pensare alla pace</a>.</p>
<p>L&#8217;Iran ne uscirebbe sicuramente indebolito ma comunque da <strong>vincitore della guerra</strong> di Assad contro il terrorismo. <a style="color: #0000ff" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/09/iran-9-morti-nellattacco-di-israele-in-siria-e-a-teheran-parlamentari-bruciano-bandiere-usa/4343411/">Gli attacchi israeliani</a> e <a style="color: #0000ff" href="https://www.nytimes.com/2018/05/08/world/middleeast/trump-iran-nuclear-deal.html">l&#8217;assedio politico ed economico degli Stati Uniti</a> rischiavano di veder crollare tutto quanto di buono costruito in anni di guerra.</p>

<p>E Israele osserverebbe soddisfatto l&#8217;allontanamento delle milizie sciite e delle <strong>forze Quds</strong> dal suo confine. Del resto, <a href="https://www.jpost.com/Breaking-News/Netanyahu-Iran-should-be-denied-any-military-presence-in-Syria-558555">l&#8217;ha ricordato oggi lo stesso Netanyahu</a>: &#8220;Quando si parla di Siria, la nostra posizione è chiara: non c&#8217;è spazio per una presenza iraniana in nessun luogo&#8221;. Ma è probabile che Mosca li riporti su più miti consigli, almeno fino a quando non sarà chiaro l&#8217;esito della guerra e il futuro della Siria.</p>
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		<title>Assad avanza verso i ribelli di Dara&#8217;a, ma gli Usa minacciano ritorsioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/assad-dara-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 May 2018 10:50:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Contractors]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito siriano]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/assad-dara-usa-166765.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1022" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180522203429_26462457-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180522203429_26462457-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180522203429_26462457-1-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180522203429_26462457-1-768x523.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180522203429_26462457-1-1024x698.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L&#8217;avanzata di Bashar al Assad e dei suoi alleati continua nel sud della Siria e punta verso la roccaforte ribelle di Dar&#8217;a. La coalizione a sostegno del governo di Damasco supporta le forze dell&#8217;esercito per la ripresa del confine meridionale, ma questa corsa verso l&#8217;area vicina alla Giordania e Israele rischia di subire una pesante &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/assad-dara-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/assad-dara-usa.html">Assad avanza verso i ribelli di Dara&#8217;a, ma gli Usa minacciano ritorsioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1022" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180522203429_26462457-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180522203429_26462457-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180522203429_26462457-1-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180522203429_26462457-1-768x523.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180522203429_26462457-1-1024x698.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>L&#8217;avanzata di <strong>Bashar al Assad</strong> e dei suoi alleati continua nel sud della <strong>Siria</strong> e punta verso la roccaforte ribelle di <strong>Dar&#8217;a</strong>. La coalizione a sostegno del governo di Damasco supporta le forze dell&#8217;esercito per la ripresa del confine meridionale, ma questa corsa verso l&#8217;area vicina alla <strong>Giordania</strong> e <strong>Israele</strong> rischia di subire una pesante battuta d&#8217;arresto.</p>
<p>Gli Stati Uniti hanno infatti lanciato un avvertimento che lascia pochi dubbi sulle intenzioni del Pentagono. La sacca di Dar&#8217;a è parte delle <em>de-escalation zones</em> decise in sede internazionale fra Russia e Stati Uniti con l&#8217;ausilio delle altre forze coinvolte in Siria. </p>
<p>E Washington non ha intenzione di cedere sulla possibilità che il governo siriano riprenda <strong>il controllo della regione</strong> a ridosso del territorio giordano, ma soprattutto dove risiedono le ultime roccaforti ribelli in cui gli Usa hanno il pieno controllo. </p>
<p>&#8220;Mettiamo in guardia il regime siriano contro qualsiasi azione che rischi di ampliare il conflitto o mettere a repentaglio il cessate il fuoco. Come garante di questa zona di allentamento con <strong>Russia</strong> e Giordania, gli Stati Uniti prenderanno misure ferme e appropriate in risposta alle violazioni del regime di Assad&#8221;. <a style="color: #0000ff" href="https://www.state.gov/r/pa/prs/ps/2018/05/282540.htm">Questo il comunicato</a> a firma della portavoce del Dipartimento di Stato, Heather Nauert .</p>
<p>L&#8217;accusa di Washington è che l&#8217;esercito siriano, &#8220;con il sostegno di Russia e Iran, abbia ripetutamente violato queste zone di de-escalation&#8221;. E chiama in causa Mosca, definendola come garante e responsabile del rispetto da parte dei siriani e dei suoi alleati di quanto deciso fra <strong>Vladimir Putin</strong> e <strong>Donald Trump</strong>  nell&#8217;incontro di Da Nang, in Vietnam.</p>
<p>Il volantinaggio su Dar&#8217;a</p>
<p>Il 25 maggio, secondo quanto detto da fonti locali, gli aerei dell&#8217;aviazione siriana avevano lanciato dei <strong>volantini</strong> sulla città di Dara&#8217;a intimando i miliziani a <strong>deporre le armi</strong>.</p>
<p><a style="color: #0000ff" href="http://www.hurriyetdailynews.com/syria-regime-warns-daraa-rebels-with-air-dropped-leaflets-132391">Come riportano i media</a>, secondo l&#8217;<em>Afp</em>, questo volantino mostrava i corpi allineati di chi si era opposto all&#8217;esercito di Damasco. Secondo l&#8217;Osservatorio siriano sui diritti umani (il famigerato gruppo con sede in Gran Bretagna e legato ai ribelli) il volantino dichiarava che l&#8217;esercito siriano era pronto ad attaccare. </p>
<p>Secondo quanto riporta il sito israeliano <em><a style="color: #0000ff" href="https://www.debka.com/us-threatens-firm-action-for-a-russian-led-assad-hizballah-offensive-against-daraa/">Debka</a></em>, legato all&#8217;intelligence, i volantini sarebbero arrivati anche a Washington. Secondo le informazioni dei servizi americani, insieme all&#8217;esercito siriano vi sarebbe una forte presenza di <strong>Hezbollah</strong> oltre a centinaia di <strong>contractors russi</strong>. Inoltre, ma queste sono supposizioni, si prevedeva il supporto aereo dei bombardieri di Mosca.</p>
<p>La strategia di Damasco</p>
<p>Dar&#8217;a è l&#8217;ultima grande roccaforte ribelle nel sud della Siria. E si trova al confine con la Giordania, alleata delle forze occidentali nonché base operative delle forze di Stati Unti e<strong> Gran Bretagna</strong> per le missioni in Siria.</p>
<p>Il punto nevralgico di questa nuova campagna di Damasco per la riconquista dei territori finiti nelle mani delle forze ribelli, è la città di <strong>Izra</strong>. Qui, le forze alleate di Assad hanno convogliato un buon numero di truppe per sferrare l&#8217;attacco finale e ripulire in confine che unisce Siria, Israele e Giordania. </p>
<p>Chiaramente, la possibilità di una rapida conquista da parte delle forze siriane ha posto in allarme tutti i Paesi coinvolti in guerra a sostegno dei gruppi armati. Riuscire a spezzare il fronte e arrivare al limite del territorio giordani dà, all&#8217;esercito governativo, la possibilità di concentrarsi su <strong>Quneitra</strong>. Di fatto raggiungendo il limite delle <strong>Alture del Golan</strong> e ripristinando il territorio perso in questi sette anni di conflitto.</p>
<p>Il messaggio in codice della battaglia di Deir Ezzor</p>
<p>Non vanno sottovalutati due dati. Gli Stati Uniti hanno minacciato Siria e Russia in caso di violazione delle de-escalation zone di Dar&#8217;a. E l&#8217;intelligence americana presume che vi siano molti mercenari russi nelle forze ammassate a Izra per liberare l&#8217;area dai ribelli.</p>

<p>Curiosamente, proprio mentre gli aerei di Damasco lanciavano i volantini sull&#8217;imminente assedio, il <em><a style="color: #0000ff" href="https://www.nytimes.com/2018/05/24/world/middleeast/american-commandos-russian-mercenaries-syria.html?hp&amp;action=click&amp;pgtype=Homepage&amp;clickSource=story-heading&amp;module=second-column-region&amp;region=top-news&amp;WT.nav=top-news">New York Times</a></em> pubblicava il report &#8211; <a href="http://www.occhidellaguerra.it/quella-battaglia-quattro-ore-gli-usa-mercenari-russi-siria/">di cui si è parlato su questa testata</a> &#8211; della <strong>battaglia di Deir Ezzor</strong>. Lo scontro di quattro ore fra mercenari russi e forze speciali americane nella parte orientale della Siria (secondo grande fronte di guerra insieme a quello meridionale)</p>
<p>Il fatto che negli Stati Uniti abbiano voluto far uscire ora tutte queste notizie su questa missione nel deserto siriano non sembra essere casuale. Anche in quell&#8217;occasione, esercito siriano, contractors russi e combattenti di Hezbollah stavano avanzando. Ma i reparti americani hanno invocato il supporto aereo e, come riportano le informazioni del <em>Nyt</em>, sarebbe finita con molti morti fra le fila russe. <strong>Un messaggio in codice</strong> per l&#8217;avanzata su Dar&#8217;a?</p>
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