Terrorismo, deforestazione, epidemie: un solo luogo, molte sfide
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Nel Sud della Siria sta avvenendo qualcosa di molto importante. Le truppe di Bashar Al Assad stanno ormai completando la conquista delle ultime sacche ribelli e si preparano all’assedio finale su Daraa. Ma nel frattempo, i ribelli si stanno accordando con i russi per consegnarsi prima che la battaglia finale abbia inizio.

I ribelli depongono le armi

Secondo le agenzie di stampa, i ribelli del Sud hanno deciso di deporre le armi. L’accordo è arrivato oggi ed è un accordo a due fra i ribelli e la Russia. Non vogliono consegnarsi direttamente all’esercito siriano, ma hanno accettato di farlo con i mediatori di Mosca.

Hussein Abu Shaimaa, uno dei portavoce dei ribelli, ha spiegato all’agenzia di stampa turca Anadolu cosa prevede l’accordo. Non c’è solo la consegna delle armi, ma anche un patto secondo cui sarà la polizia militare russa a controllare l’area al confine con la Giordania e non direttamente l’esercito di Damasco. Esercito che potrebbe anche decidere di ritirarsi da alcune località ritornate sotto il suo controllo dopo che i ribelli hanno promesso di interrompere i combattimenti.

Come riporta Reuters, le fonti ribelli hanno detto che l’accordo consentirebbe ai civili di tornare nei loro villaggi sotto la protezione delle forze di Mosca, e che i russi avrebbero anche garantito un patto tra governo e forze ribelli per una sorta di amnistia in cui i miliziani assicurano di accettare di vivere sotto il governo di Assad in cambio della salvezza ma anche della risoluzione del loro “status”, che per la giustizia siriana è naturalmente quello dei criminali.

L’esercito conquista Nassib, ma l’accordo è come con la Ghouta

Secondo alcune fonti, sarebbe stato avvistato un carro armato con la bandiera russa nei pressi del valico di frontiera di Nassib, sull’autostrada che collega la Giordania alla Siria. Quest’immagine, testimoniata da molte persone lì presenti, dimostrerebbe la presenza russa al confine siro-giordano come garanzia del cessate-il-fuoco e dell’assenza di ulteriore problemi fra esercito e ribelli.

L’esercito siriano avrebbe già preso il controllo delle strade. E di fatto, il confine con la Giordania sarebbe otra tornato ufficialmente sotto il controllo del governo. 

La conferma dell’accordo raggiunto fra ribelli e Russia significherebbe la vittoria da parte dell’esercito siriano. Ma con un unico grande punto interrogativo. Secondo alcuni, coloro che non accetteranno la ripresa del potere da parte del governo di Damasco, potrebbero essere autorizzati a lasciare le città per trasferirsi nelle roccaforti jihadiste del nord-ovest della Siria. In pratica, gli esuli andrebbero a riempire la sacca di Idlib, dove da tempo infuria una sanguinosa battaglia fra forze terroriste e, allo stesso tempo, fra ribelli e aviazione russa. Insomma, il problema si sposta a nord, come avvenuto subito dopo la caduta della Ghouta orientale. 

Assad punta Quneitra e Israele bombarda in Golan

Mentre nei dintorni di Daraa i russi si accordano con i ribelli, l’esercito di Assad può puntare sulle ultime roccaforti avversarie, in particolare Quneitra. Ma qui il problema è ancora più complesso: poco oltre la zona cuscinetto delle Alture del Golan, c’è Israele.

Secondo le ultime informazioni provenienti direttamente dalle Israel defense forces (Idf), le forze armate israeliane hanno colpito una postazione siriana. Ad annunciarlo sono state le stesse forze armate attraverso l’account Twitter dell’ufficio del portavoce: “Le Idf hanno colpito un avamposto militare siriano da cui era stato lanciato un proiettile e che è caduto nella zona cuscinetto, adiacente ad est della barriera di sicurezza. Il lancio è stato parte dei combattimenti interni in Siria”.

Israele teme che dietro l’offensiva dell’esercito siriano ci possa essere l’intenzione di entrare nel Golan, che lo Stato ebraico ha annesso da decenni. Per questo motivo, da giorni ha rafforzato la presenza militare nel nord del Paese ed è pronta a ogni evenienza. Difficile che dia inizio a un’incursione. Se i patti reggono, Israele vuole la certezza che non ci siano forze di Hezbollah e di milizie legate all’Iran nell’offensiva a Sud dell’esercito siriano. 

Ma tutto dipenderà dal superamento della linea del Golan da parte delle forze di Damasco. Israele ha imposto una linea rossa insuperabile, che nessuno metta a repentaglio le linee tracciate dagli accordi del 1974. La guerra si deciderà in base ai movimenti delle forze siriane e russe verso Daraa e Quneitra e a come sarà la reazione israeliana.

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