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L’avanzata di Bashar al Assad e dei suoi alleati continua nel sud della Siria e punta verso la roccaforte ribelle di Dar’a. La coalizione a sostegno del governo di Damasco supporta le forze dell’esercito per la ripresa del confine meridionale, ma questa corsa verso l’area vicina alla Giordania e Israele rischia di subire una pesante battuta d’arresto.

Gli Stati Uniti hanno infatti lanciato un avvertimento che lascia pochi dubbi sulle intenzioni del Pentagono. La sacca di Dar’a è parte delle de-escalation zones decise in sede internazionale fra Russia e Stati Uniti con l’ausilio delle altre forze coinvolte in Siria. 

E Washington non ha intenzione di cedere sulla possibilità che il governo siriano riprenda il controllo della regione a ridosso del territorio giordano, ma soprattutto dove risiedono le ultime roccaforti ribelli in cui gli Usa hanno il pieno controllo. 

“Mettiamo in guardia il regime siriano contro qualsiasi azione che rischi di ampliare il conflitto o mettere a repentaglio il cessate il fuoco. Come garante di questa zona di allentamento con Russia e Giordania, gli Stati Uniti prenderanno misure ferme e appropriate in risposta alle violazioni del regime di Assad”. Questo il comunicato a firma della portavoce del Dipartimento di Stato, Heather Nauert .

L’accusa di Washington è che l’esercito siriano, “con il sostegno di Russia e Iran, abbia ripetutamente violato queste zone di de-escalation”. E chiama in causa Mosca, definendola come garante e responsabile del rispetto da parte dei siriani e dei suoi alleati di quanto deciso fra Vladimir Putin e Donald Trump  nell’incontro di Da Nang, in Vietnam.

Il volantinaggio su Dar’a

Il 25 maggio, secondo quanto detto da fonti locali, gli aerei dell’aviazione siriana avevano lanciato dei volantini sulla città di Dara’a intimando i miliziani a deporre le armi.

Come riportano i media, secondo l’Afp, questo volantino mostrava i corpi allineati di chi si era opposto all’esercito di Damasco. Secondo l’Osservatorio siriano sui diritti umani (il famigerato gruppo con sede in Gran Bretagna e legato ai ribelli) il volantino dichiarava che l’esercito siriano era pronto ad attaccare. 

Secondo quanto riporta il sito israeliano Debka, legato all’intelligence, i volantini sarebbero arrivati anche a Washington. Secondo le informazioni dei servizi americani, insieme all’esercito siriano vi sarebbe una forte presenza di Hezbollah oltre a centinaia di contractors russi. Inoltre, ma queste sono supposizioni, si prevedeva il supporto aereo dei bombardieri di Mosca.

La strategia di Damasco

Dar’a è l’ultima grande roccaforte ribelle nel sud della Siria. E si trova al confine con la Giordania, alleata delle forze occidentali nonché base operative delle forze di Stati Unti e Gran Bretagna per le missioni in Siria.

Il punto nevralgico di questa nuova campagna di Damasco per la riconquista dei territori finiti nelle mani delle forze ribelli, è la città di Izra. Qui, le forze alleate di Assad hanno convogliato un buon numero di truppe per sferrare l’attacco finale e ripulire in confine che unisce Siria, Israele e Giordania. 

Chiaramente, la possibilità di una rapida conquista da parte delle forze siriane ha posto in allarme tutti i Paesi coinvolti in guerra a sostegno dei gruppi armati. Riuscire a spezzare il fronte e arrivare al limite del territorio giordani dà, all’esercito governativo, la possibilità di concentrarsi su Quneitra. Di fatto raggiungendo il limite delle Alture del Golan e ripristinando il territorio perso in questi sette anni di conflitto.

Il messaggio in codice della battaglia di Deir Ezzor

Non vanno sottovalutati due dati. Gli Stati Uniti hanno minacciato Siria e Russia in caso di violazione delle de-escalation zone di Dar’a. E l’intelligence americana presume che vi siano molti mercenari russi nelle forze ammassate a Izra per liberare l’area dai ribelli.

Curiosamente, proprio mentre gli aerei di Damasco lanciavano i volantini sull’imminente assedio, il New York Times pubblicava il report – di cui si è parlato su questa testata – della battaglia di Deir Ezzor. Lo scontro di quattro ore fra mercenari russi e forze speciali americane nella parte orientale della Siria (secondo grande fronte di guerra insieme a quello meridionale)

Il fatto che negli Stati Uniti abbiano voluto far uscire ora tutte queste notizie su questa missione nel deserto siriano non sembra essere casuale. Anche in quell’occasione, esercito siriano, contractors russi e combattenti di Hezbollah stavano avanzando. Ma i reparti americani hanno invocato il supporto aereo e, come riportano le informazioni del Nyt, sarebbe finita con molti morti fra le fila russe. Un messaggio in codice per l’avanzata su Dar’a?

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