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	<title>Crisi politica venezuelana Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 22 Jun 2021 16:37:32 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Crisi politica venezuelana Archives - InsideOver</title>
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		<title>La bomba venezuelana che può cambiare gli equilibri dell&#8217;America Latina</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/la-bomba-venezuelana-che-puo-cambiare-gli-equilibri-dellamerica-latina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2021 16:37:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica venezuelana]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi politica venezuelana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Oltre cinque milioni e mezzo di venezuelani, su una popolazione di poco superiore ai trenta milioni di abitanti, hanno lasciato il proprio Paese negli ultimi cinque anni per sfuggire alla crisi economica e politica che lo sta devastando. La maggior parte è fuggita dal Venezuela a partire dal 2017, quando la crisi ha iniziato a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/la-bomba-venezuelana-che-puo-cambiare-gli-equilibri-dellamerica-latina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Oltre<strong> cinque milioni e mezzo</strong> di venezuelani, su una popolazione di poco superiore ai trenta milioni di abitanti, hanno lasciato il proprio Paese negli ultimi cinque anni per sfuggire alla crisi economica e politica che lo sta devastando. La maggior parte è fuggita dal Venezuela a partire dal 2017, quando<strong> la crisi</strong> ha iniziato a provocare una scarsità di benzina, cibo medicine e le dimostrazioni anti-governative sono diventate una costante della vita quotidiana dei cittadini. Il 31% dei migranti venezuelani, secondo i dati forniti dall&#8217;UNHCR ed aggiornati nel marzo del 2021, ha scelto come propria destinazione<strong> la Colombia</strong> mentre al secondo posto c&#8217;è il <strong>Perù</strong> (scelto dal 18%) ed a seguire si trovano Cile, Ecuador ( 8% ciascuno) ed il Brasile (preferito dal 5%). La confinante Colombia ospita circa 1.74 milioni di migranti, spesso privi di documenti ed ha deciso di fornire a tutti loro, clandestini o meno, uno status di protezione temporanea della durata di 10 anni. La protezione verrà accordata anche a tutti quelli che faranno il proprio ingresso nel Paese, una volta che verranno riaperti i confini, sino al primo luglio del 2023. Si tratta di una mossa volta ad incoraggiare<strong> l&#8217;immigrazione legale</strong> e che potrebbe far incrementare il numero di arrivi sino ai 3-5 milioni stimati per la fine del 2022.</p>
<h2>Un dramma di gravi proporzioni</h2>
<p>La questione umanitaria è resa più complessa dallo scontro tra <strong>Nicolas Maduro</strong>, che ha vinto le contestate elezioni del maggio 2018 e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/juan-guaido-lingegnere-deposto-maduro.html">Juan Guaidó</a>, a capo dell&#8217;Assemblea Nazionale ed autoproclamatosi presidente nel gennaio del 2019. Gli Stati Uniti e dozzine di altri governi in tutto il mondo riconoscono Guaidó come presidente ad interim mentre la Cina, la Russia e l&#8217;esercito venezuelano hanno scelto di supportare Maduro, che nega l&#8217;esistenza di una crisi umanitaria e ritiene che le sanzioni dall&#8217;estero abbiano provocato i problemi esistenti. <strong>Il Covid-19</strong> ha provocato un&#8217;intensificazione dell&#8217;emergenza umanitaria ed ha indotto, almeno in una prima fase, molti migranti a tornare in Venezuela. Le carenze di benzina, elettricità ed acqua pulita hanno però provocato rivolte ed una rinnovata spinta migratoria alla fine del 2020. Sullo sfondo c&#8217;è anche <strong>l&#8217;iperinflazione</strong>, che ha provocato una grave svalutazione del Bolivar venezuelano, ormai sostituito dal dollaro americano come valuta ed anche dei salari. Un simil-censimento realizzato tra la fine del 2019 e l&#8217;inizio del 2020 dai ricercatori della Andres Bello Catholic University è giunto ad una conclusione inquietante. Più del 96% della popolazione, tenendo conto del reddito stimato, vive in povertà.</p>
<h2>La gravità della crisi</h2>
<p>Il regime gioca<a href="https://dialogo-americas.com/articles/the-venezuelan-migration-and-the-maduro-regime/"> un ruolo passivo</a> nell&#8217;esodo, che può rivelarsi <strong>benefico</strong> per la propria sopravvivenza. I sociologi venezuelani Iván De la Vega e Claudia Vargas hanno evidenziato come chi migra supporta, con maggiore probabilità, l&#8217;opposizione e questo trend, che si è rafforzato nel corso degli anni, ha portato ad una diminuzione delle voci critiche presenti nel paese, delle presenze alle proteste anti-governative ed ha reso più complessa la partecipazione degli oppositori alle elezioni. <strong>La minaccia interna</strong> si è dunque ridotta ma l&#8217;esodo si è rivelato benefico anche per le tasche dell&#8217;esecutivo riducendo il numero di bambini e giovani che devono essere educati e di pazienti che devono essere curati. Meno bocche da sfamare, dunque, meno richiesta di medicine ed una riduzione della pressione sulle <strong>spese pubbliche</strong>. Il terzo beneficio è invece legato alle <strong>rimesse</strong> inviate dai rifugiati in Venezuela. Queste contribuiscono a sostenere l&#8217;economia del Venezuela, creano posti di lavoro, consentono ad alcune famiglie di vivere decentemente e forniscono moneta straniera. Non tutto, ovviamente, può essere sfruttato positivamente dal governo dato che l&#8217;emigrazione di migliaia di dottori, infermiere, educatori e scienziati ha provocato una vera e propria fuga dei cervelli ma l&#8217;esodo, per quanto paradossalmente, può rivelarsi un vero e proprio asso nella manica di Maduro. La ricollocazione all&#8217;estero dei politici dell&#8217;opposizione fornisce un impagabile margine di manovra.</p>
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		<title>Cosa può succedere in Venezuela adesso</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosa-puo-succedere-in-venezuela-adesso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Dec 2020 08:18:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi politica venezuelana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="995" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Venezuela.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Venezuela.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Venezuela-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Venezuela-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Venezuela-768x509.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Le elezioni legislative venezuelane del sei dicembre si sono concluse con la netta affermazione del Grande Polo Patriottico, l&#8217;alleanza politica che sostiene il presidente Nicolàs Maduro. Il Polo è riuscito ad ottenere una super maggioranza dei seggi in seno all&#8217;Assemblea Nazionale, ben 253 sui 277 in palio ed ha conseguito il 69 per cento dei &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-puo-succedere-in-venezuela-adesso.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-puo-succedere-in-venezuela-adesso.html">Cosa può succedere in Venezuela adesso</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="995" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Venezuela.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Venezuela.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Venezuela-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Venezuela-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Venezuela-768x509.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Le elezioni legislative venezuelane del sei dicembre si sono concluse con la netta affermazione del Grande Polo Patriottico, l&#8217;alleanza politica che sostiene il presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-nicolas-maduro-il-leale-delfino-di-chavez.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Nicolàs Maduro</strong>.</a> Il Polo è riuscito ad ottenere una super maggioranza dei seggi in seno all&#8217;Assemblea Nazionale, ben 253 sui 277 in palio ed ha conseguito il 69 per cento dei voti espressi. La variegata <strong>opposizione politica</strong> del Paese, riunita nell&#8217;alleanza denominata Tavolo dell&#8217;Unità Democratica (MUD), ha scelto di boicottare il voto e questa decisione, probabilmente avventata, potrebbe essere gravida di conseguenze nefaste. La scarsa affluenza elettorale, che secondo le stime ufficiali ha di poco superato il 30 per cento degli aventi diritto al voto, non ha impedito a Maduro di rilegittimarsi di fronte alla sua base ed a quella parte della comunità internazionale, in primis Cina e Russia, che lo sostiene. L&#8217;opposizione ha perso, definitivamente, il controllo dell&#8217;Assemblea  Nazionale dopo averla dominata per ben cinque anni. Nel 2015, infatti, il Partito Socialista Unito di Maduro era stato umiliato dal MUD, che aveva ottenuto il 56 per cento dei voti e 109 seggi su 167. Il MUD aveva inflitto una sconfitta significativa alle forze di governo ed era riuscito ad entusiasmare i propri sostenitori, che ora, con tutta probabilità, sono sconfortati.</p>
<h2>Un passo indietro significativo</h2>
<p>Una parte dei parlamentari dell&#8217;opposizione uscenti, il cui mandato scadrà tra due settimane, è ora costretta a riunirsi in un parco di Caracas per sfuggire alle intimidazioni dell&#8217;esecutivo, che li ha banditi dall&#8217;Assemblea Legislativa. I legislatori,<a href="https://www.reuters.com/article/us-venezuela-politics/venezuela-opposition-lawmakers-go-into-survival-mode-after-election-boycott-idUSKBN28W1HB"> come segnalato dalla <em>Reuters</em></a>, stanno cercando di elaborare una strategia che gli consenta di mantenere in vita una sorta di Parlamento fantasma. Una struttura che garantisca la continuità di quel riconoscimento internazionale di cui gode il leader <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/juan-guaido-lingegnere-deposto-maduro.html"><strong>Juan Guaidò</strong></a> e che permetta all&#8217;opposizione di non scomparire del tutto. Maduro, che gode del supporto delle Forze Armate, non ha alcuna intenzione di concedere spazi ai suoi rivali, da lui accusati di appoggiare le sanzioni inflitte da Washington a Caracas.  L&#8217;Unione Europea e gli Stati Uniti non hanno riconosciuto il risultato delle elezioni parlamentari ed hanno già chiarito di voler continuare a supportare Guaidò. Potrebbe trattarsi, però, di dichiarazioni di facciata destinate a cedere di fronte al peso della pandemia e della realpolitik. L&#8217;Europa, almeno in questo momento, è focalizzata sulla campagna vaccinale necessaria per sconfiggere il Covid-19 e la grave crisi economica che affligge il Vecchio Continente. Le energie da dedicare alla <strong>crisi politica</strong> <strong>venezuelana</strong> sono, dunque, marginali. Gli Stati Uniti sono invece più interessati, anche da un punto di vista meramente geografico, al futuro di Caracas ma in questo caso bisognerà vedere come si comporteranno Joe Biden ed il Partito Democratico.</p>
<h2>Dubbi ed incertezze</h2>
<p>I consiglieri del presidente Biden intenderebbero, secondo quanto segnalato da alcune fonti riportate da <em>Bloomberg</em>, negoziare con Maduro per porre fine alla <strong>crisi economica</strong> ed umanitaria. L&#8217;amministrazione americana intende mettere sul tavolo la seguente proposta: elezioni libere e democratiche in cambio di un alleggerimento delle sanzioni e senza imporre alcuna precondizione come, ad esempio, la possibile uscita di scena di Maduro. Il presidente venezuelano ha accolto con un certo sollievo l&#8217;elezione di Biden esprimendo l&#8217;auspicio che si possa giungere ad un miglioramento delle relazioni diplomatiche e ad un alleggerimento delle sanzioni che opprimono l&#8217;economia del Paese. Non è chiaro quale sarà il ruolo di Guaidò, che perderà il suo seggio all&#8217;Assemblea Nazionale a partire dal 5 gennaio e che non è ancora riuscito a parlare con Biden. Guaidò è stato poi criticato da alcuni esponenti dell&#8217;opposizione e gli è stato rimproverato di non essere un leader sufficientemente carismatico. La tecnica del bastone e della carota tentata da Biden potrebbe, paradossalmente, rinforzare proprio Maduro e trasformarlo in un interlocutore accettabile ed una persona con cui, tutto sommato, si possono anche fare dei compromessi. Le opposizioni potrebbero invece essere lasciate ai margini dello scenario e gli potrebbe venir elargito un contentino, come una parziale e limitata influenza sugli affari di governo. Gli Stati Uniti, qualora le cose andassero veramente così, potrebbero vedere ridimensionato il proprio ruolo in America Latina nel giro di poco tempo e rischierebbero di non essere più presi sul serio dagli altri alleati della regione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Russia e Venezuela possono dare vita a un&#8217;alleanza</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/russia-e-venezuela-possono-dare-vita-a-unalleanza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2020 06:20:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi politica venezuelana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1447" height="911" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Vladimir-Putin-in-videoconferenza-con-il-sindaco-di-Mosca-Sergei-Sobyanin-La-Presse-e1599654533945.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vladimir Putin in videoconferenza con il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Vladimir-Putin-in-videoconferenza-con-il-sindaco-di-Mosca-Sergei-Sobyanin-La-Presse-e1599654533945.jpg 1447w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Vladimir-Putin-in-videoconferenza-con-il-sindaco-di-Mosca-Sergei-Sobyanin-La-Presse-e1599654533945-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Vladimir-Putin-in-videoconferenza-con-il-sindaco-di-Mosca-Sergei-Sobyanin-La-Presse-e1599654533945-1024x645.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Vladimir-Putin-in-videoconferenza-con-il-sindaco-di-Mosca-Sergei-Sobyanin-La-Presse-e1599654533945-768x484.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1447px) 100vw, 1447px" /></p>
<p>La Federazione Russa ha inviato duemila dosi del proprio vaccino Sputnik V al Venezuela. Mosca, che è all&#8217;avanguardia nella produzione e realizzazione di farmaci per curare il Covid-19, ha coinvolto Caracas nella Fase 3 della sperimentazione vaccinale del preparato. Si tratta di una mossa volta a potenziare i rapporti bilaterali ed a favorire l&#8217;ingresso del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-e-venezuela-possono-dare-vita-a-unalleanza.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-e-venezuela-possono-dare-vita-a-unalleanza.html">Russia e Venezuela possono dare vita a un&#8217;alleanza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1447" height="911" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Vladimir-Putin-in-videoconferenza-con-il-sindaco-di-Mosca-Sergei-Sobyanin-La-Presse-e1599654533945.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vladimir Putin in videoconferenza con il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Vladimir-Putin-in-videoconferenza-con-il-sindaco-di-Mosca-Sergei-Sobyanin-La-Presse-e1599654533945.jpg 1447w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Vladimir-Putin-in-videoconferenza-con-il-sindaco-di-Mosca-Sergei-Sobyanin-La-Presse-e1599654533945-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Vladimir-Putin-in-videoconferenza-con-il-sindaco-di-Mosca-Sergei-Sobyanin-La-Presse-e1599654533945-1024x645.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Vladimir-Putin-in-videoconferenza-con-il-sindaco-di-Mosca-Sergei-Sobyanin-La-Presse-e1599654533945-768x484.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1447px) 100vw, 1447px" /></p><p>La Federazione Russa ha inviato duemila dosi del proprio vaccino <strong>Sputnik V</strong> al Venezuela. Mosca, che è all&#8217;avanguardia nella produzione e realizzazione di farmaci per curare il Covid-19, ha coinvolto Caracas nella Fase 3 della sperimentazione vaccinale del preparato. Si tratta di una mossa volta a potenziare i rapporti bilaterali ed a favorire l&#8217;ingresso del Venezuela, corteggiato anche da Iran e Cina, nella sfera di influenza della Russia. La vicepresidente Delcy Rodriguez ha mostrato entusiasmo per l&#8217;arrivo dello Sputnik V ed ha affermato, come riportato dal portale <a href="https://www.thestar.com.my/news/world/2020/10/03/venezuela-receives-first-shipment-of-russian-sputnik-v-covid-19-vaccines">TheSta</a>r, che &#8220;il Venezuela è il primo Paese dell&#8217;emisfero occidentale a prendere parte alla<strong> sperimentazione</strong> clinica del vaccino&#8221;. Il ministro della Salute Carlos Alvarado ha invece chiarito come &#8220;i test clinici avranno inizio questo mese, a partire dalla capitale&#8221; e che una volta superata questa fase le autorità venezuelane lavoreranno con la Russia per &#8220;rafforzare l&#8217;impianto di produzione di Caracas che preparerà le dosi vaccinali&#8221;.</p>
<h2>Una situazione critica</h2>
<p>L&#8217;amministrazione del presidente Nicolas Maduro aveva mostrato un certo interesse, nelle ultime settimane, nel prendere parte alle sperimentazioni del vaccino russo, cinese e cubano contro il Covid-19. Il Capo di Stato aveva dichiarato, il 16 agosto, di voler essere il <a href="https://www.bbc.com/news/world-latin-america-53972641">primo</a> a farsi inoculare lo Sputnik V &#8220;per dare l&#8217;esempio&#8221;. <strong>La pandemia</strong>, che ha avuto un impatto devastante sull&#8217;America Latina, sembra aver risparmiato (almeno in parte) il Venezuela dove i casi totali registrati sono più di 77mila e 649 persone hanno perso la vita. I dati potrebbero però essere ampiamente sottostimati. Il sistema sanitario del Paese è al <strong>collasso</strong> a causa della grave crisi economica che perdura ormai da anni e che costringe molti ospedali a lavorare in condizioni estreme. L&#8217;assenza dei servizi igienici di base e delle medicine è particolarmente evidente nell&#8217;Ospedale Universitario di Maracaibo, la seconda città del Paese. Qui, come segnalato dal <a href="https://www.theguardian.com/global-development/2020/aug/25/venezuela-coronavirus-covid-death-toll-maracaibo">Guardian</a>, i pazienti sono costretti ad espletare i propri bisogni fisiologici sui carrelli dove vengono serviti i pasti e poi a lanciarli dalle finestre mentre chi deve sottoporsi a dialisi deve passare dai piani che ospitano i pazienti affetti dal Covid-19 dato che l&#8217;ascensore è rotto. Le cose vanno così male che un impiegato dell&#8217;ospedale ha dichiarato che molte persone colpite dal virus SARS-CoV-2 preferiscono non farsi ricoverare per non andare incontro a morte certa. Sembra difficile, in simili circostanze, dare credito a quanto dichiarato dal governo ed immaginare che quest&#8217;ultimo possa avere un reale controllo della situazione.</p>
<h2>Gli schieramenti in campo</h2>
<p>Il Venezuela potrebbe uscire dalla crisi grazie al supporto della Federazione Russa che non sta aiutando il Paese latinoamericano per mera solidarietà. La questione venezuelana ha polarizzato la <strong>comunità internazionale</strong>. Gli Stati Uniti, la maggioranza dei membri dell&#8217;Unione Europea (25 su 27) e buona parte delle nazioni latinoamericane (dal Brasile di Jair Bolsonaro al Cile passando per il Perù) ritengono che l&#8217;oppositore <strong>Juan Guaidó </strong>sia il Presidente legittimo del Venezuela. Cuba, Cina, Iran, Russia e Turchia appoggiano invece Maduro. Entrambi gli schieramenti guardano con interesse alle ingenti risorse naturali del Paese come coltan, petrolio, oro e diamanti ma tra gli &#8220;amici&#8221; di Maduro potrebbe essere proprio il Cremlino ad avere la meglio.</p>
<h2>Ecco perché Mosca può prevalere</h2>
<p><strong>La Russia</strong> è uno dei principali alleati politici e commerciali di Maduro, e dopo la Cina è il secondo creditore del Paese sudamericano, con circa 7.5 miliardi di dollari, come segnalato dall&#8217;agenzia di consulenza Ecoanalítica e riportato da <a href="https://formiche.net/2020/07/mosca-caracas-maduro-debito-putin/">Formiche.net</a>.  La cooperazione in ambito militare tra le parti è particolarmente significativa e secondo l&#8217;agenzia Interfax gli scambi in questo settore raggiungono gli 11 miliardi di dollari. Nel febbraio del 2020 il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov aveva parlato di un allargamento della partnership bellica con Caracas che, per difendersi, può contare su 20 unità operative di caccia multiruolo Sukhoi Su-30, su armamenti antimissili e radar di tecnologia russa. Mosca ha inoltre fornito ingenti prestiti al governo venezuelano ed ha recentemente deciso di ristrutturarne il debito, che ammonta a 4 miliardi di dollari, nel tentativo di non perdere i contatti con l&#8217;alleato. La presa dell&#8217;<strong>Iran</strong>, lontano geograficamente e profondamente segnato da pandemia e sanzioni americane e della <strong>Cina</strong>, che ha una visione geostrategica di più ampio respiro, sull&#8217;esecutivo di Nicolas Maduro è invece decisamente più debole e meno strutturata. Cuba, con cui l&#8217;ex presidente Hugo Chavez aveva intrattenuto rapporti molti cordiali, è decisamente più vicina ma non ha risorse e modi per tutelare gli interessi venezuelani in America Latina e per stabilizzare il Paese da moti interni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-e-venezuela-possono-dare-vita-a-unalleanza.html">Russia e Venezuela possono dare vita a un&#8217;alleanza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Maduro annuncia l&#8217;arresto di un agente della Cia (ma qualcosa non quadra)</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/maduro-annuncia-larresto-di-un-agente-della-cia-ma-qualcosa-non-quadra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2020 06:34:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica venezuelana]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi politica venezuelana]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio venezuelano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il regime di Nicolas Maduro ha reso noto lunedì 14 settembre di aver arrestato un agente della Central intelligence agency (Cia), in compagnia di tre cittadini venezuelani, che stavano pianificando attentati contro le installazioni petrolifere nell&#8217;ovest del Paese. Secondo quanto riferito dal procuratore generale, Tarek William Saab, i quattro sono stati identificati come Daeven Enrique &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/maduro-annuncia-larresto-di-un-agente-della-cia-ma-qualcosa-non-quadra.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il regime di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-nicolas-maduro-il-leale-delfino-di-chavez.html?sd=SDA" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Nicolas Maduro</strong></a> ha reso noto lunedì 14 settembre di aver arrestato un agente della <strong>Central intelligence agency (Cia)</strong>, in compagnia di tre cittadini venezuelani, che stavano pianificando attentati contro le installazioni petrolifere nell&#8217;ovest del Paese.</p>
<p>Secondo quanto riferito dal procuratore generale, Tarek William Saab, i quattro sono stati identificati come Daeven Enrique Rodriguez Argueta, Marco Antonio Garces Carapaica, Darwin Adreizo Urdaneta Pardo (ufficiale della Guardia nazionale bolivariana) e <strong>John Matthew Heath</strong>, quest&#8217;ultimo indicato come ex marine che avrebbe prestato servizio in Iraq. Le autorità di Caracas hanno inoltre riferito che i quattro sono stati sorpresi a bordo di un&#8217;auto all&#8217;interno della quale è stato trovato un armamentario che include un lanciagranate AT4 calibro 84, una mitraglietta UZI 9mm, quattro pezzi di esplosivo C4, un telefono satellitare, tre cellulari, denaro in valuta estera e un cappello con un non meglio specificato stemma governativo.</p>
<h2>I presunti agenti della Cia</h2>
<p>Il regime di Maduro è da tempo che ostenta arresti di presunti agenti della Cia; lo si è visto la scorsa primavera in seguito a una rocambolesca <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/la-fallita-invasione-anti-maduro-tra-contractors-e-strani-ribelli.html">azione armata</a> andata in malora ancor prima di iniziare, per mano di un gruppo di oppositori del regime affiancati da due ex militari statunitensi in veste di contractors e il tutto sotto la regia di Jordan Goudreau, ex Berretto Verde reinventatosi contractor. Nonostante Goudreau abbia vantato rapporti con l&#8217;amministrazione Trump, Washington ha ampiamente smentito qualsiasi legame con la disastrosa iniziativa e lo stesso presidente ha affermato &#8220;se fossimo stati noi, le cose sarebbero andate diversamente&#8221;.</p>
<p>Fatto sta che i due ex militari Luke Alexander Denman e Airan Berry sono ancora detenuti in un carcere venezuelano e il regime Maduro ha suonato le trombe propagandistiche spacciando i due per agenti della Cia e l&#8217;azione come un enorme fallimento di Washington. Del resto il regime di Caracas ha sempre avuto il vizio di accusare cittadini statunitensi arrestati nel Paese di far parte della Cia e di voler destabilizzare il Paese.</p>
<p>Nell&#8217;aprile del 2013 toccò a <a href="https://www.semana.com/mundo/articulo/este-norteamericano-detenido-venezuela/341326-3/">Timothy Hallet Tracy</a>, un 35enne reporter indipendente arrestato all&#8217;aeroporto di Caracas mentre era in procinto di lasciare il Paese e accusato di &#8220;aver scattato foto e registrato filmati con l&#8217;obiettivo di documentare situazioni per fini sovversivi&#8221;; Tracy venne poi espulso dal Paese. Accuse simili vennero poi mosse nei confronti del missionario mormone Joshua Holt, originario dello Utah, sposato con una donna ecuadoriana con cittadinanza venezuelana e arrestato nel 2016 con l&#8217;accusa di &#8220;possesso di arma da guerra&#8221;. Holt veniva <a href="https://www.bbc.com/mundo/noticias-internacional-44266575">rilasciato</a> due anni dopo assieme alla moglie e ricevuto dal presidente, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Donald Trump</strong></a>.</p>
<h2>Tutto quello che non torna</h2>
<p><span style="font-size: 1rem;">Sul caso dell&#8217;arresto del presunto agente della Cia, John Michael Heath, le informazioni disponibili sono ancora insufficienti per poter inquadrare adeguatamente la situazione, ma è bene fare alcune riflessioni sugli elementi presentati fin&#8217;ora dal regime.</span></p>
<p>Secondo i dettagli attualmente disponibili, i quattro individui erano a bordo di una Chery modello Aruaca targata AH642ZA e risultante di proprietà di Ivonne Coromoto Barrios Finol (moglie di Daeven Enrique Rodriguez Argueta, uno dei quattro occupanti del mezzo). Heath avrebbe varcato il confine tra Colombia e Venezuela nei pressi della frontiera di Paraguachon e si trovava sul mezzo per essere accompagnato a Punto Fijo, dove si trovano le raffinerie di Amuay e Cardon, forse per scattare foto o addirittura per sabotare l&#8217;impianto, magari con il lanciagranate trovato a bordo o con il C4.</p>
<p>A bordo era presente anche il già citato ufficiale della GNB, Urdaneta Pardo, plausibilmente per aiutare Heath a superare eventuali controlli, ma i quattro sarebbero stati scoperti a un posto di blocco e tratti in arresto mentre viaggiavano sulla Troncal 3 all&#8217;altezza di Los Pedros.</p>
<p>Il primo elemento che desta perplessità riguarda quanto dichiarato dal Procuratore Generale della Repubblica, Tarek Saab, secondo cui Heath sarebbe un ex marine e contractor della società MVM che ha compiuto missioni in Iraq dal 2006 al 2016 per tre mesi all&#8217;anno, dove avrebbe lavorato come operatore di comunicazione presso una base segreta della Cia. Saab ha poi aggiunto: &#8220;Sappiamo che l&#8217;impresa MVM è utilizzata dal governo Usa per appaltare piani di destabilizzazione nei confronti di altri Paesi&#8221;.</p>
<p>Saab sembra però non essere al corrente del fatto che la MVM perse il contratto con la Cia nel 2008, come già riportato a suo tempo dal <em><a href="https://www.wsj.com/articles/SB121988605376078351">Wall Street Journal</a></em>. In aggiunta, emersero problemi anche in relazione a un accordo fatto tra MVM ed NSA.</p>
<p>Va inoltre sottolineato che la suddetta società non forniva personale alla Cia, ma si occupava di proteggere il personale dell&#8217;intelligence militare, cosa che avrebbe cessato di fare nel 2008. Non risulta dunque chiaro come Heath, ammesso che avesse realmente operato per la MVM, avrebbe potuto continuare a lavorare per altri otto anni.</p>
<p>Sempre secondo quanto riferito dalla Procura Generale venezuelana, Heath sarebbe stato in possesso della fotocopia del passaporto, nascosta all&#8217;interno della propria scarpa e di <a href="https://www.dw.com/es/venezuela-juzgar%C3%A1-por-terrorismo-al-supuesto-esp%C3%ADa-estadounidense-detenido-la-semana-pasada/a-54927201">una moneta</a> che lo ricollegava alla Cia.</p>
<p>In poche parole, Heath viaggiava su una delle strade più controllate del Venezuela (proprio perché a ridosso del confine con la Colombia e in direzione dei due principali stabilimenti petroliferi del Paese), pochi giorni dopo che le autorità di Caracas avevano scoperto un presunto sabotaggio nei confronti dello stabilimento PDVSA di El Palito, con la fotocopia del passaporto nella scarpa, senza ingresso ufficiale nel Paese, con un elemento identificativo che lo ricollegava alla Cia e come se non bastasse a bordo dell&#8217;auto il gruppo trasportava armi, denaro contante in gran quantità e un telefono satellitare. Insomma, un&#8217;operazione che non avrebbe nulla da invidiare allo sgangherato assalto dello scorso maggio da parte dei contractor di Goudreau.</p>
<p>La presenza in auto dell&#8217;ufficiale della Guardia Nazionale Bolivariana suona altrettanto strana, non solo per il fatto che non è certo garanzia di libero passaggio ad eventuali controlli, visto che i servizi segreti di Maduro diffidano di tutti, GNB inclusa, ma non si capisce nemmeno come un ufficiale di tale corpo possa aver voglia di infilarsi in un&#8217;auto carica di prove compromettenti assieme a un presunto agente statunitense (dal nome chiaramente anglosassone, cosa curiosa considerata l&#8217;ampia scelta di agenti dai nomi ispanici di cui l&#8217;Agenzia dispone) che gira con la fotocopia del passaporto nella scarpa e una medaglia (o moneta che sia) ricollegabile alla CIA.</p>
<p>Perchè entrare poi per la frontiera di Paraguachon e rischiare di essere scoperti percorrendo la &#8220;Troncal&#8221; per più di 400 chilometri fino a Punto Fiijo quando sarebbe stato sufficiente imbarcarsi dalla penisola colombiana di La Guajira e navigare per poco più di 50 km e raggiungere la penisola di Punto Fijo? Difficile credere che la Cia non disponga dei mezzi per un&#8217;azione così basilare.</p>
<p>Insomma, l&#8217;arresto del presunto agente statunitense e dei suoi collaboratori suona molto come l&#8217;ennesima azione propagandistica di un regime sempre più allo sbando, al punto che nonostante il Venezuela sia uno dei principali Paesi produttori di petrolio, il regime di Maduro è costretto a fare affidamento sulle importazioni di greggio dall&#8217;Iran e sarebbe arrivato addirittura al punto di <a href="https://finance.yahoo.com/news/venezuela-plucking-pieces-off-oil-155635138.html">smembrare oleodotti</a> per rivenderne il metallo.</p>
<p>Come se non bastasse, la Corte Suprema di Capo Verde ha <a href="https://diariolalibertad.com/sitio/2020/09/extradicion-de-alex-saab-es-aprobada/">autorizzato </a>l&#8217;estradizione negli Usa del businessman e faccendiere del regime venezuelano, Alex Saab Moran, <a href="https://www.agenzianova.com/a/5eee7942e295c8.37098498/2982260/2020-06-15/venezuela-usa-chi-e-alex-saab-l-imprenditore-vicino-a-maduro-arrestato-a-capo-verde/linked">arrestato</a> a inizio estate mentre era in volo verso l&#8217;Iran. Il 14 settembre è inoltre stato reso noto che Washington ha <a href="https://www.eltiempo.com/unidad-investigativa/alex-saab-congelan-us-700-millones-vinculados-al-senalado-testaferro-de-nicolas-maduro-537729">congelato</a> 700 milioni di proprietà di Saab Moran presenti su dei conti correnti in banche del Liechtenstein. Una volta estradato, il soggetto in questione potrebbe riferire agli USA informazioni di vitale importanza che potrebbero seriamente inguaiare il regime Maduro, gli alti apparati militari e il cosiddetto <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-venezuela-da-narco-stato-a-stato-mafia-dove-dominano-i-cartelli.html">Cartel de los Soles</a>.</p>
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		<title>Maduro ha un piano per vincere le elezioni legislative</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/maduro-ha-un-piano-per-vincere-le-elezioni-legislative.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2020 07:32:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi politica venezuelana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1090" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nicolas-Maduro-e-Tarek-el-Aissami-La-Presse-e1592316569383.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tareck El Aissami,Nicolas Maduro" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nicolas-Maduro-e-Tarek-el-Aissami-La-Presse-e1592316569383.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nicolas-Maduro-e-Tarek-el-Aissami-La-Presse-e1592316569383-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nicolas-Maduro-e-Tarek-el-Aissami-La-Presse-e1592316569383-768x436.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nicolas-Maduro-e-Tarek-el-Aissami-La-Presse-e1592316569383-1024x581.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Venti di (apparente) cambiamento stanno attraversando la scena politica venezuelana. Il presidente Nicolas Maduro ha reso noto di voler graziare più di 100 esponenti dell&#8217;opposizione, accusati di svariati reati, tramite quella che potrebbe rivelarsi come la più significativa amnistia politica dell&#8217;ultimo decennio. Il decreto presidenziale, come riferito dal portavoce di Maduro Jorge Rodríguez, pone fine a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/maduro-ha-un-piano-per-vincere-le-elezioni-legislative.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/maduro-ha-un-piano-per-vincere-le-elezioni-legislative.html">Maduro ha un piano per vincere le elezioni legislative</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1090" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nicolas-Maduro-e-Tarek-el-Aissami-La-Presse-e1592316569383.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tareck El Aissami,Nicolas Maduro" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nicolas-Maduro-e-Tarek-el-Aissami-La-Presse-e1592316569383.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nicolas-Maduro-e-Tarek-el-Aissami-La-Presse-e1592316569383-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nicolas-Maduro-e-Tarek-el-Aissami-La-Presse-e1592316569383-768x436.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nicolas-Maduro-e-Tarek-el-Aissami-La-Presse-e1592316569383-1024x581.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><a href="https://www.nytimes.com/2020/08/31/world/americas/venezuela-pardons-maduro.html">Venti di</a> (apparente) cambiamento stanno attraversando la scena politica venezuelana. Il presidente <strong>Nicolas Maduro</strong> ha reso noto di voler graziare più di 100 esponenti dell&#8217;opposizione, accusati di svariati reati, tramite quella che potrebbe rivelarsi come la più significativa amnistia politica dell&#8217;ultimo decennio. Il decreto presidenziale, come riferito dal portavoce di Maduro Jorge Rodríguez, pone fine a venti procedimenti giudiziari intentati contro politici ed attivisti attualmente in carcere oppure in esilio. L&#8217;esecutivo ha chiarito che le azioni del presidente mirino a &#8220;rafforzare l&#8217;unità nazionale&#8221; in vista delle elezioni parlamentari previste per il 6 dicembre. Un tentativo che sembra già fallito: diversi &#8220;graziati&#8221; si sono scagliati contro il presidente affermando che, in primis, non hanno commesso alcun crimine.</p>
<h2>La reazione delle opposizioni</h2>
<p><a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2020-08-31/maduro-pardons-political-prisoners-ahead-of-venezuelan-elections?srnd=politics-vp">Secondo Dimitris Pantoulas,</a> analista politico sentito da Bloomberg, &#8220;il governo sta usando i prigionieri politici come merce di scambio ed intende indebolire Guaidó creando divisioni all&#8217;interno dell&#8217;opposizione che, nel corso dei mesi, ha ripetutamente posto la liberazione dei prigionieri politici come precondizione per poter partecipare alle elezioni di dicembre. Renzo Prieto e Glibert Caro, due deputati di Forza Popolare imprigionati rispettivamente a marzo ed a dicembre del 2019, sono tra coloro che dovrebbero essere liberati dalla prigionia. Sulla lista non ci sono, però, i nomi di <strong>Juan Guaidó</strong> e del suo alleato <strong>Leopoldo Lopez</strong> e nemmeno quelli di Raul Baduel e Miguel Rodriguez Torres, ex ministri durante la presidenza di Hugo Chávez.<a href="https://atalayar.com/en/content/venezuelan-opposition-parties-refuse-participate-legislative-elections"> I 27 partiti</a> che formano il nucleo dell&#8217;opposizione avevano chiarito, il 2 agosto, come non intendessero partecipare alle elezioni, considerate una sorta di &#8220;frode&#8221;. <strong>Un documento comune  </strong>affermava che &#8221; il regime di Nicolas Maduro, sfruttando il controllo che esercita su tutti i pubblici poteri in Venezuela, nega la possibilità che ci possa essere una scelta libera e competitiva&#8221;. Il documento reiterava la richiesta di far votare tutti i cittadini, compresi quei cinque milioni di persone costrette a lasciare il Paese a causa della crisi economica e chiedeva garanzie in merito allo svolgimento di un voto &#8220;libero e senza coercizioni&#8221;.</p>
<h2>Una crepa pericolosa</h2>
<p>Il fronte dell&#8217;opposizione si sarebbe, però,<strong> spaccato,</strong> stando a quanto riferito da alcune fonti. <strong>Henrique Capriles </strong>e<strong> Stalin Gonzales</strong>, <a href="https://www.reuters.com/article/us-venezuela-politics/venezuela-opposition-leaders-in-talks-to-join-parliament-vote-turkey-official-says-idUSKBN25S6F9">due importanti esponenti</a> politici, starebbero trattando con l&#8217;esecutivo del presidente Maduro circa la possibilità di prendere parte alle elezioni legislative. Prima la Giustizia ed Una Nuova Era, di cui sono membri, rispettivamente, Capriles e Gonzales, erano tra i ventisette partiti che si erano impegnati nel boicottaggio. <strong>Mevlut Cavusoglu</strong>, ministro degli Esteri della Turchia, particolarmente vicina dal punto di vista politico al Venezuela, ha dichiarato, in una conferenza stampa, che Capriles e Gonzales avrebbero richiesto la presenza di osservatori stranieri per monitorare il voto e che Maduro avrebbe accettato questa richiesta. Capriles<strong>,</strong> in una serie di tweet, ha detto di essere pronto ad interloquire con molti attori internazionali per aiutare il Venezuela ad uscire dalla &#8220;crisi&#8221;.</p>
<h2>L&#8217;esperienza del passato</h2>
<p><strong>Le elezioni parlamentari del 2015</strong> si erano concluse con la vittoria di Unità per il Venezuela, una federazioni di partiti democristiani, liberali, socialdemocratici e centristi, nata nel 2008 ed in grado di aggiudicarsi ben 109 seggi sui 167 dell&#8217;Assemblea Nazionale. Il Partito Socialista Unito del Venezuela, di cui è presidente Nicolas Maduro, si era invece dovuto accontentare di 55 seggi. Uno sviluppo mai accettato dal Capo di Stato e che aveva dato vita ad una vera e propria crisi costituzionale conclusasi, nel 2017, con la nascita di un nuovo organo legislativo, <strong>l&#8217;Assemblea Costituente</strong>, dominata dagli alleati del presidente. Uno dei pochi sondaggi diffusi in vista delle consultazioni di dicembre, realizzato da Delphos, vede Unità per il Venezuela accreditata di un possibile 30.9 per cento dei voti ed il Partito Socialista di un 22.9 di suffragi. La gravissima crisi economica che sta travolgendo il Paese e l&#8217;emergenza sanitaria scatenata dal Covid potrebbero portare, dopo molti anni, a rilevanti mutamenti politici nello scenario venezuelano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/maduro-ha-un-piano-per-vincere-le-elezioni-legislative.html">Maduro ha un piano per vincere le elezioni legislative</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli Stati Uniti vogliono arrestare il giudice venezuelano Maikel Moreno</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-vogliono-arrestare-il-giudice-venezuelano-maikel-moreno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2020 12:01:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi politica venezuelana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Maikel-Moreno-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Maikel-Moreno-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Maikel-Moreno-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Maikel-Moreno-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Maikel-Moreno-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Maikel-Moreno-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Maikel-Moreno-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti offrono una ricompensa di 5 milioni di dollari a chiunque fornirà informazioni utili per la cattura di Maikel Moreno, presidente della Corte Suprema venezuelana ed accusato di crimine organizzato transnazionale. Il Segretario di Stato Mike Pompeo ha affermato che l&#8217;intenzione degli Stati Uniti è quella di inviare un chiaro messaggio a Caracas. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-vogliono-arrestare-il-giudice-venezuelano-maikel-moreno.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Maikel-Moreno-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Maikel-Moreno-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Maikel-Moreno-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Maikel-Moreno-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Maikel-Moreno-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Maikel-Moreno-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Maikel-Moreno-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><a href="https://www.bbc.com/news/world-latin-america-53498118">Gli Stati Uniti</a> offrono <strong>una ricompensa di 5 milioni di dollari</strong> a chiunque fornirà informazioni utili per la cattura di <strong>Maikel Moreno</strong>, presidente della Corte Suprema venezuelana ed accusato di <strong>crimine organizzato transnazionale</strong>. Il Segretario di Stato Mike Pompeo ha affermato che l&#8217;intenzione degli Stati Uniti è quella di inviare un chiaro messaggio a Caracas. Moreno, che presiede la Corte dal 2017, ha <strong>respinto al mittente</strong> le accuse definite &#8220;codarde&#8221; e &#8220;non provate&#8221; e destinate a rafforzare la sua motivazione nel prendere parte ai lavori dell&#8217;organo giuridico. La Corte Suprema ha un ruolo chiave nelle <strong>dinamiche politiche</strong> venezuelane: ha infatti il potere di annullare le leggi approvate dall&#8217;Assemblea Nazionale, l&#8217;unico organismo politico controllato dall&#8217;opposizione.</p>
<h2>L&#8217;importanza di Maikel Moreno</h2>
<p><a href="https://www.agenzianova.com/a/0/3035788/2020-07-22/venezuela-governo-respinge-taglia-usa-su-presidente-corte-suprema-maikel-moreno">Il ministero degli Esteri</a> di Caracas ha r<strong>eagito con stizza</strong> alla mossa di Washington e si è scagliato, in una nota, contro le autorità americane denunciando &#8220;un atteggiamento da selvaggio west&#8221; in chiara violazione del diritto internazionale e della sovranità del Paese latinoamericano. &#8220;Caracas&#8221;, prosegue la nota,&#8221;denuncia dinanzi alla comunità internazionale <strong>la persecuzione ossessiva</strong> della elite del governo statunitense contro il popolo e il governo venezuelani&#8221; e promette di includere la vicenda nel dossier di denunce presentate presso la Corte penale internazionale. <a href="https://formiche.net/2020/07/giudice-ricercato-maduro-usa-arrestare/">Moreno,</a> una volta considerato come possibile mediatore in una fase di negoziazione con il governo guidato da Nicolas Maduro, ha ormai perso ogni credibilità per gli Stati Uniti e sembra escluso che possa partecipare a qualsivoglia <strong>fase di transizione</strong>. Considerato uno dei personaggi chiave del governo bolivariano, avrebbe impedito la nomina di nuovi membri del Consiglio Nazionale Elettorale per avviare il Paese verso le elezioni legislative di dicembre 2020. Non è la prima volta che gli Stati Uniti puntano il dito su Moreno: nel mese di marzo era infatti stato accusato di far parte di una rete di <strong>narcotraffico internazionale</strong> insieme ad altri pezzi grossi come<strong> il ministro della Difesa</strong> Vladimir Padrino ed il presidente dell&#8217;Assemblea Nazionale Diosdado Cabello.</p>
<h2>Lo scenario internazionale</h2>
<p>Gli Stati Uniti, insieme ad altri sessanta Paesi perlopiù europei e latinoamericani, riconoscono il Presidente ad interim <strong>Juan Guaido</strong> come Capo di Stato legittimo e ritengono che l&#8217;Assemblea Nazionale, da lui stesso guidata, sia l&#8217;unica istituzione legittima dello Stato. <strong>La frattura</strong> con l&#8217;amministrazione Maduro, già significativa, si è allargata in maniera irrimediabile sotto la presidenza di <a href="https://it.insideover.com/politica/il-venezuela-potrebbe-essere-il-prossimo-obiettivo-americano.html">Donald Trump</a> che, sia per motivi ideologici che strategici, non potrebbe essere più ostile all&#8217;establishment politico di Caracas. L&#8217;esecutivo di Nicolas Maduro si è però rivelato particolarmente ostico ed è ancora al potere nonostante la <strong>gravissima crisi economica </strong>che imperversa da anni nel Paese e le sanzioni americane che ne hanno colpito il<strong> settore petrolifero</strong>. Il supporto di alcune potenze, tra cui c&#8217;è la Cina, si è rivelato provvidenziale per Maduro. <strong>La Repubblica Popolare Cinese</strong> ha legami significativi, dal punto di vista finanziario e militare, con il Venezuela ed ha rifiutato di riconoscere<b> Guaidó.</b> Il Venezuela ha contratto<strong> debiti significativi</strong> con Pechino ed ha difficoltà a ripagarli. Mike Pompeo ha invece accusato la Cina di essere corresponsabile <strong>della crisi</strong> in cui versa la nazione a causa del supporto fornito a Maduro.<a href="https://www.limesonline.com/venezuela-narcos-usa-piano-democrazia-guaido-maduro-russia-rosneft/117418"> Nessuna mossa</a> degli Stati Uniti è finora riuscita a scalfire la presidenza venezuelana, in grado di fare perno <strong>sul ruolo dell&#8217;esercito</strong> e sulle storiche fratture tra i partiti d&#8217;opposizione.</p>
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		<title>L&#8217;invasione anti-Maduro, l&#8217;intelligence venezuelana sapeva tutto</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/linvasione-anti-maduro-lintelligence-venezuelana-sapeva-tutto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2020 21:54:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Contractors]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi politica venezuelana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1104" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Le-forze-speciali-del-Venezuela-di-Maduro-La-Presse-e1582189436111.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Venezuela milizie forze" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Le-forze-speciali-del-Venezuela-di-Maduro-La-Presse-e1582189436111.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Le-forze-speciali-del-Venezuela-di-Maduro-La-Presse-e1582189436111-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Le-forze-speciali-del-Venezuela-di-Maduro-La-Presse-e1582189436111-768x442.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Le-forze-speciali-del-Venezuela-di-Maduro-La-Presse-e1582189436111-1024x589.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il caso della fallita invasione intrapresa da una sessantina di ribelli anti-Maduro sulle coste del Venezuela e neutralizzata sul nascere dalle forze di sicurezza bolivariane continua a far emergere nuovi elementi e altrettanti misteri su cosa vi sia realmente dietro. Un intrecciarsi di strani rapporti tra contractors che si improvvisano specialisti in &#8220;black ops&#8221; (operazioni &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/linvasione-anti-maduro-lintelligence-venezuelana-sapeva-tutto.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1104" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Le-forze-speciali-del-Venezuela-di-Maduro-La-Presse-e1582189436111.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Venezuela milizie forze" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Le-forze-speciali-del-Venezuela-di-Maduro-La-Presse-e1582189436111.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Le-forze-speciali-del-Venezuela-di-Maduro-La-Presse-e1582189436111-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Le-forze-speciali-del-Venezuela-di-Maduro-La-Presse-e1582189436111-768x442.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Le-forze-speciali-del-Venezuela-di-Maduro-La-Presse-e1582189436111-1024x589.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il caso della fallita <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/la-fallita-invasione-anti-maduro-tra-contractors-e-strani-ribelli.html"><strong>invasione</strong></a> intrapresa da una sessantina di ribelli anti-Maduro sulle coste del <strong>Venezuela</strong> e neutralizzata sul nascere dalle forze di sicurezza bolivariane continua a far emergere nuovi elementi e altrettanti misteri su cosa vi sia realmente dietro. Un intrecciarsi di strani <a href="https://it.insideover.com/guerra/venezuela-la-misteriosa-invasione-contro-maduro.html">rapporti</a> tra <strong>contractors</strong> che si improvvisano specialisti in &#8220;<strong>black ops</strong>&#8221; (operazioni clandestine generalmente gestite da governi) ed ex militari dell&#8217;esercito venezuelano, a loro volta molto plausibilmente infiltrati da agenti di Maduro. In tutto ciò subentrano poi anche relazioni con elementi legati all&#8217;entourage del leader dell&#8217;opposizione venezuelana, <strong>Juan Guaidò</strong> che però, a sua volta, nega qualsiasi tipo di coinvolgimento. Nel contempo il regime di Maduro sfrutta la situazione a proprio favore esibendo come trofeo i due contractors statunitensi arrestati, moltiplicando gli arresti e accusando gli Stati Uniti e la Colombia di essere i registi del piano che doveva portare all&#8217;arresto del rais venezuelano, sulla cui cattura pende una taglia di 15 milioni di dollari e al suo trasferimento in Usa.</p>
<h2>Altri arresti e strani motoscafi oltre-confine</h2>
<p>Tra domenica e lunedì le autorità venezuelane hanno annunciato l&#8217;arresto di altri undici ribelli collegati ai gruppi ribelli, effettuati nella regioni di Vargas e Aragua, tra cui a <a href="https://www.bluradio.com/mundo/tres-nuevos-capturados-por-la-supuesta-invasion-maritima-venezuela-250973-ie430?utm_source=Whatsapp&amp;utm_medium=organic&amp;utm_campaign=Compartido-Mobile">Colonia Tovar</a>, cittadina di discendenti tedeschi dalla tipica architettura germanica. In totale sarebbero una quarantina gli arrestati, ma i rastrellamenti sono ancora in corso ed è dunque plausibile che il numero incrementi nei prossimi giorni.</p>
<p>Nel frattempo la Guardia Nazionale Bolivariana annunciava il sequestro di tre lance da combattimento della Marina Colombiana prive di uomini ma con armi e munizioni a bordo, sul fiume Orinoco. Il ritrovamento è avvenuto nel settore Chorro El Mono, comune di Cedeño, nello stato di Bolívar. Secondo le dichiarazioni del quartier generale delle Forze Armate venezuelane si tratta di imbarcazioni da combattimento modello Boston Wheeler, con tanto di insegne della Marina della Repubblica di Colombia.</p>
<p>Le Forze Armate colombiane hanno successivamente reso noto che le imbarcazioni risultavano impiegate per il controllo fluviale nei pressi della frontiera ed erano state trascinate via dalla corrente del fiume, finendo così in territorio venezuelano; a quel punto per i colombiani non era stato più possibile recuperarle perchè sarebbero dovuti sconfinare. Da Caracas fanno però sapere che la versione fornita non ha senso in quanto a bordo delle imbarcazioni c&#8217;erano armi e munizioni; a rigor di logica l&#8217;esercito colombiano avrebbe dunque dovuto avvisare il Venezuela dell&#8217;accaduto, cosa che però non è avvenuta. Il 13 maggio le Forze Armate colombiane annunciavano la rimozione dai loro incarichi  di tre sottufficiali e nove fanti della Marina accusati di essere all&#8217;origine del presunto errore.</p>
<h2>La figura di Goudreau al centro di tutto</h2>
<p>Intanto la moglie di Airan Berry, uno dei due contractors catturati a Chuao, ha rilasciato un&#8217;intervista al sito di news tedesco <a href="https://www.t-online.de/nachrichten/ausland/krisen/id_87862242/appeal-from-germany-family-s-worries-mount-over-american-airan-berry-detained-in-venezuela.html">T-Online</a> dove ha spiegato come l&#8217;ex Berretto Verde Goudreau, ex commilitone di Berry in Germania e Iraq, sia comparso dal nulla per offrire un lavoro al marito.</p>
<p>Berry risiedeva con la famiglia in Germania dopo aver servito per 17 anni nell&#8217;esercito statunitense e lavorava come artigiano; nel mese di dicembre 2019 lui e Denman venivano avvicinati da Goudreau che offriva loro la possibilità, tramite la sua nuova società di sicurezza &#8220;Silvercorp&#8221;, di recarsi in Colombia per addestrare un gruppo di ribelli. I due contractors volavano così in Colombia in data 16 gennaio 2020. Le famiglie di Berry e Denman non erano al corrente della missione e sono venuti a conoscenza di tutto dopo la cattura dei gruppi armati, avvenuta domenica 3 maggio. Jordan Goudreau non era però con loro in quanto &#8220;la sua barca si era rotta a marzo ed era stato costretto a tornare in Florida dove erano in vigore le norme anti-Covid che gli avevano impedito di raggiungere i gruppi di assalto pronti all&#8217;invasione&#8221;.</p>
<p>Ora i due statunitensi arrestati rischiano di dover scontare dai 25 ai 30 anni di reclusione in un carcere venezuelano mentre Goudreau risulta indagato per traffico di armi ed anche per aver architettato la missione, come ammesso del resto da lui stesso in un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=c-ZBsNbh1tM&amp;t=2s">video</a> nel quale, assieme all&#8217;ex ufficiale venezuelano <strong>Javier Nieto Quintero, </strong>rivendicava la regia dell’operazione, denominata “<strong>Gideon</strong>“, con l’obiettivo di “rovesciare il regime di narcotrafficanti” e “liberare i prigionieri politici detenuti nelle carceri venezuelane”. In seguito però uno dei due contractors detenuti dichiarava alle autorità venezuelane che l’obiettivo principale doveva essere quello di arrestare il Presidente venezuelano <strong>Nicolas Maduro</strong> per poi trasferirlo all’aeroporto di Caracas e metterlo su un aereo diretto negli Stati Uniti.</p>
<p>Resta poi il mistero sul ruolo svolto da Juan Jose Rendon e Sergio Vergara, due consiglieri di Juan Guaidò che hanno rassegnato le dimissione in seguito all&#8217;emergere di un contratto siglato con Goudreau e mai portato a termine. Un contratto che secondo Rendon aveva obiettivi prettamente esplorativi e che era stato interrotto in seguito a problemi tra le due parti. Sempre secondo il consigliere di Guaidò, a Goudreau sarebbero stati pagati soltanto $50 mila per le spese iniziali. Goudreau dal canto suo ha accusato l&#8217;opposizione politica venezuelana di aver causato più problemi che vantaggi ed ha reclamato il pagamento di $1,5 milioni, minacciando di rendere pubblico il contratto.</p>
<h2>L&#8217;infiltrazione dell&#8217;intelligence venezuelana</h2>
<p>La figura forse più ambigua di tutta la vicenda è però quella di <strong>Cliver Alcalà Cordones</strong>, ex ufficiale dell’esercito venezuelano e considerato il leader dei militari d’opposizione fuggiti in Colombia; il soggetto in questione nel 2011 veniva accusato dagli Stati Uniti di aver venduto missili terra-aria alle Farc in cambio di cocaina, nonchè di far parte del “<a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-venezuela-da-narco-stato-a-stato-mafia-dove-dominano-i-cartelli.html">Cartel de los Soles</a>“, organizzazione dedita al traffico internazionale di droga formata da alti membri dello Stato e delle Forze Armate venezuelane.</p>
<p>Fu proprio Alcalà ad entrare in contatto con Goudreau durante un meeting di due giorni tenutosi al JW Marriott di Bogotà e al quale parteciparono numerosi membri di varie aree dell’opposizione a Maduro. In quell&#8217;occasione Alcalà disse all&#8217;ex Berretto Verde di aver selezionato 300 uomini tra i ranghi degli ex soldati venezuelani fuggiti in Colombia e di averne già piazzato qualche dozzina in tre campi di addestramento nella penisola di <strong>La Guajira</strong>, in prossimità del confine col Venezuela, pronti per un&#8217;invasione. Goudreau dal canto suo confermò ad Alcalà di poter addestrare i volontari,  aggiungendo di essere in contatto con esponenti di alto livello dell’amministrazione Trump disposti a fornire supporto, senza però dare ulteriori dettagli.</p>
<p>A quel punto però succedono una serie di cose alquanto strane. Alcalà va infatti a spifferare in giro per ambienti dell&#8217;intelligence e governativi di Bogotà il piano per un&#8217;invasione con tanto di supporto di &#8220;un agente della Cia ed ex guardia del corpo di Trump che ha il sostegno di Washington&#8221;. Mossa insolita per un ex ufficiale bolivariano ben inserito negli alti ranghi del regime e con un fratello ambasciatore di Maduro in Iran.</p>
<p>Il 24 marzo una Renault &#8220;Duster&#8221; carica di armi, munizioni ed equipaggiamento militare veniva fermata dalla polizia colombiana sulla <strong>Troncal del Caribe</strong>, strada che porta da Barranquilla a Santa Marta. Emergeva così che il carico di armi era destinato a un campo di addestramento dei ribelli anti-Maduro nella zona di La Guajira, a ridosso del confine venezuelano e doveva essere utilizzato per un’invasione da lanciare a fine marzo.</p>
<p>Con una mossa a sorpresa, Alcalà dichiarava che le armi erano dirette a lui, di proprietà del popolo venezuelano e si consegnava alle autorità colombiane e poi alla Dea per farsi estradare negli Stati Uniti e ciò nonostante che non vi fosse in quel momento alcuna richiesta di estradizione da parte degli Usa nei suoi confronti. L’ex ufficiale bolivariano accusava poi Guaidò di &#8220;non aver rispettato i patti&#8221;.</p>
<p>L&#8217;avvocatessa penalista venezuelana <strong>Tamara Suju</strong>, già rappresentante dell&#8217;opposizione venezuelana in Repubblica Ceca dal marzo al luglio del 2019, indicava durante una <a href="https://www.youtube.com/watch?v=prdJr7RP_o8&amp;feature=youtu.be">trasmissione</a> in streaming la plausibile responsabilità di Alcalà che potrebbe aver agito da infiltrato a favore del regime di Maduro. La Suju metteva in evidenza come vi siano molti giovani venezuelani che vengono addestrati dai servizi segreti cubani per poi essere infiltrati negli ambienti dell&#8217;opposizione venezuelana, aggiungendo che una presenza di agenti infiltrati tra gli ex membri delle forze armate bolivariane fuoriusciti dal Paese è estremamente probabile e il comportamento di Alcalà è una cosiddetta &#8220;red flag&#8221;.</p>
<h2>Alcune considerazioni</h2>
<p>Cercare di mettere ordine a un pasticcio del genere non è semplice, ma ci sono alcuni indicatori che possono essere di aiuto. In primis appare evidente che rapporti tra l&#8217;entourage di Guaidò e Goudreau ci sono stati. Ciò che non risulta ancora chiaro è il tipo di accordo effettivamente stretto tra le parti, cosa che potrà essere chiarita soltanto dai documenti. Si trattava di un incarico per analisi d&#8217;intelligence esplorativa? Oppure qualcosa di più invasivo? In caso di prima ipotesi, perchè mai affidare l&#8217;incarico a un contractor che avrà anche esperienza sul campo di battaglia (e anche lì, la cosa è discutibile visto il risultato dell&#8217;operazione) ma certamente non poteva averne in ambito di &#8220;intel analysis&#8221;.</p>
<p>In secondo luogo emerge con forza il ruolo della Colombia, con una serie di elementi che non sono prove, ma indizi sì: la riunione tra opposizione, contractors e ribelli è avvenuta all&#8217;Hotel Marriott di Bogotà; i campi di addestramento erano in territorio colombiano; le due lance con gli assalitori sono partite dalla costa colombiana; i tre motoscafi della Marina colombiana carichi di armi sono stati rinvenuti sul fiume Orinoco, in territorio venezuelano.</p>
<p>In terzo luogo è lecito chiedersi cosa può aver spinto Alcalà a rivendicare il possesso del carico di armi per poi consegnarsi in fretta e furia alle autorità colombiane e statunitensi. E&#8217; evidente che i servizi segreti di Caracas erano da tempo al corrente del piano, al punto che il 28 marzo, in concomitanza con la resa di Alcalà, la televisione venezuelana aveva anche mostrato la foto di Goudreau, indicando come l&#8217;intelligence bolivariana avesse da tempo infiltrato &#8220;la rete di mercenari&#8221;. Nonostante ciò Goudreau faceva partire l&#8217;operazione mandando incontro al disastro due suoi ex commilitoni e gruppi di uomini male armati e senza il necessario addestramento.</p>
<p>In quarto luogo è lecita una critica nei confronti di certe compagnie di contractors che dovrebbero limitarsi a fornire servizi relativi alla sicurezza e alla protezione, ma che in alcuni casi si spingono ben oltre certi limiti, sconfinando in campi nei quali non hanno alcuna competenza, per arrivare a intraprendere azioni insensate rischiando di causare soltanto danni.</p>
<p>In ultimo, è plausibile che i servizi segreti di Maduro abbiano infiltrato gli ambienti dissidenti e abbiano accompagnato l&#8217;operazione per trarne poi vantaggio sul piano politico mostrando i muscoli, compromettendo l&#8217;immagine di Guaidò ed accusando Usa e Colombia di interferire nelle faccende interne del Venezuela.</p>
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		<title>Maduro incriminato per narcoterrorismo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/maduro-incriminato-per-narcoterrorismo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2020 08:14:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi politica venezuelana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Nicolas-Maduro-Venezuela-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nicolas Maduro (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Nicolas-Maduro-Venezuela-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Nicolas-Maduro-Venezuela-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Nicolas-Maduro-Venezuela-La-Presse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Nicolas-Maduro-Venezuela-La-Presse-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il 26 marzo, il presidente venezuelano Nicolas Maduro, è stato ufficialmente incriminato negli Stati Uniti con accuse che spaziano dal narcoterrorismo al coinvolgimento nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Si tratta dell&#8217;ultima iniziativa intrapresa dall&#8217;amministrazione Trump per incrementare la pressione sul rivale latinoamericano e le conseguenze potrebbero essere notevoli. Le accuse L&#8217;annuncio è stato dato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/maduro-incriminato-per-narcoterrorismo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Nicolas-Maduro-Venezuela-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nicolas Maduro (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Nicolas-Maduro-Venezuela-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Nicolas-Maduro-Venezuela-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Nicolas-Maduro-Venezuela-La-Presse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Nicolas-Maduro-Venezuela-La-Presse-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il 26 marzo, il presidente venezuelano <strong>Nicolas Maduro</strong>, è stato ufficialmente<strong> incriminato</strong> negli Stati Uniti con accuse che spaziano dal <strong>narcoterrorismo</strong> al coinvolgimento nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Si tratta dell&#8217;ultima iniziativa intrapresa dall&#8217;amministrazione Trump per incrementare la pressione sul rivale latinoamericano e le conseguenze potrebbero essere notevoli.</p>
<h2>Le accuse</h2>
<p>L&#8217;annuncio è stato dato nel corso di una <a href="https://www.justice.gov/opa/pr/nicol-s-maduro-moros-and-14-current-and-former-venezuelan-officials-charged-narco-terrorism">conferenza stampa</a> presieduta da <strong>William Barr</strong>, l&#8217;attuale procuratore generale degli Stati Uniti, e insieme a Maduro sono state esposte le accuse che il dipartimento di giustizia ha formalizzato anche nei confronti di altre 14 persone, tutte figure-chiave delle istituzioni boliviane.</p>
<p>Fra i 14 accusati, i nomi che colpiscono maggiormente sono quelli di: Diosdado Cabello Rondón, capo dell&#8217;assemblea costituente venezuelana, Hugo Armando Carvajal Barrios, ex direttore dei servizi segreti militari, Clíver Antonio Alcalá Cordones, ex generale delle forze armate, Luciano Marín Arango, membro del segretariato delle Farc e Seuxis Paucis Hernández Solarte, membro dell&#8217;alto comando centrale delle Farc.</p>
<p>La presenza di Arango e Solarte è legata al fatto che Maduro ed il governo venezuelano sono accusati di portare avanti un presunto partenariato con le <strong>Forze armate rivoluzionarie della Colombia</strong>, le Farc appunto,&#8221;per usare la cocaina come un&#8217;arma con cui inondare gli Stati Uniti [&#8230;] e devastare le comunità americane&#8221;. Il rapporto fra il governo venezualano e le Farc, che viene definito &#8220;narco-terroristico&#8221;, esisterebbe da almeno vent&#8217;anni, quindi la sua nascita sarebbe databile all&#8217;era Chavez, e avrebbe consentito all&#8217;élite bolivariana di accumulare miliardi di dollari.</p>
<p>Il Dipartimento di Stato ha anche istituito delle cospicue ricompense in denaro destinate a chiunque procuri informazioni utili alla cattura dei principali indagati. Nel dettaglio, vengono offerti <strong>15 milioni di dollari</strong> per Maduro, dieci milioni per <span style="font-size: 1rem;">Cabello Rondón, </span><span style="font-size: 1rem;">Carvajal Barrios e Alcalá Cordones e 5 milioni per Marín Arango.</span></p>
<p>I reati contestati a Maduro, <span style="font-size: 1rem;">Cabello Rondón, Carvajal Barrios, Alcalá Cordones, Marín Arango e Hernández Solarte sono quattro, uguali per ciascuno e sono i seguenti: partecipazione ad associazione a delinquere narco-terroristica; cospirazione per esportare cocaina negli Stati Uniti; utilizzo e possesso di mitragliatrici e dispositivi distruttivi in relazione al, e per perseguire il, narco-terrorismo e al traffico di cocaina; cospirazione per il compimento del reato precedente.</span></p>
<p>Stando alle evidenze emerse nel corso delle indagini, alle quali ha partecipato la Drug Enforcement Administration, Maduro, <span style="font-size: 1rem;">Cabello Rondón, Carvajal Barrios e Alcalá Cordones sarebbero dei veri e propri narcotrafficanti, a capo del &#8220;<strong>cartello dei Soli</strong>&#8221; (<em>Cártel de Los Soles</em>) dal 1999.</span></p>
<p>Maduro ha prontamente reagito alla provocazione, rigettando <a href="https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/venezuela-nicols-maduro-contro-gli-usa-accuse-infondate_16623621-202002a.shtml">ogni accusa.</a></p>
<h2>Cosa potrebbe accadere</h2>
<p>Il lungo documento pubblicato sul sito del dipartimento di giustizia termina con una frase tanto ovvia quanto emblematica: &#8220;Un&#8217;accusa è semplicemente un&#8217;affermazione e tutti gli imputati si presumono innocenti fino a che non se ne provi la colpa oltre ogni ragionevole dubbio in tribunale&#8221;.</p>
<p>Il modo in cui vengono utilizzate le parole è molto importante nella diplomazia e nelle relazioni internazionali, e a volte può far trapelare<strong> messaggi nascosti</strong> fra le righe la cui lettura spetta al destinatario. Perciò il finale del documento potrebbe rappresentare più di una semplice formalità, e il rifiuto di Barr di rispondere alle domande dei giornalisti circa le possibili conseguenze dell&#8217;incriminazione, come l&#8217;<strong>estradizione</strong> degli imputati negli Stati Uniti, potrebbe fornire un indizio in questo senso. Seguendo questa linea di pensiero, l&#8217;incriminazione potrebbe essere un <strong>bluff</strong> utilizzato per spaventare il leader e spingerlo ad aprire un dialogo con l&#8217;opposizione con l&#8217;obiettivo finale di un compromesso che possa soddisfare tanto Washington quanto Caracas (e Mosca).</p>
<p>Ma le accuse potrebbero anche essere un semplice promemoria da parte della Casa Bianca a Maduro, ed ai suoi alleati, sul fatto che il dossier Venezuela non è stato dimenticato e che le pressioni torneranno a crescere ad emergenza pandemica rientrata. Infatti, la somma che il Dipartimento di Stato ha deciso di stanziare per facilitare la cattura di Maduro è fra le più alte mai messe a disposizione, inferiore soltanto alle ricompense da<a href="https://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2008/05/16/AR2008051603921.html?hpid=topnews"> 25 milioni di dollari</a> proposte per <strong>Osama bin Laden</strong> e <strong>Ayman al-Zawahiri</strong>, ma superiore, ad esempio, ai 10 milioni offerti per <span style="font-size: 1rem;">l&#8217;attuale capo del cartello di Jalisco</span><span style="font-size: 1rem;">,</span><a style="background-color: #ffffff; font-size: 1rem;" href="https://www.reuters.com/article/us-usa-justice-drugs/us-offers-10-million-for-information-leading-to-mexican-drug-lords-arrest-idUSKCN1MQ2RW"> Nemesio Oseguera Cervantes</a><span style="font-size: 1rem;">, e ai </span><a style="background-color: #ffffff; font-size: 1rem;" href="https://2009-2017.state.gov/j/inl/narc/rewards/115366.htm">5 milioni</a><span style="font-size: 1rem;"> per Joaquin &#8220;El Chapo&#8221; Guzman, l&#8217;ex capo del cartello di Sinaloa. </span>Nel 2011 furono offerti <a href="https://www.bbc.com/news/world-us-canada-50200339">10 milioni di dollari</a> per Abu Bakr al Baghdadi, aumentati a 25 milioni soltanto sei anni dopo.</p>
<p>È soltanto dando uno sguardo alle ricompense proposte per i ricercati più famosi nella storia degli Stati Uniti che si può comprendere pienamente l&#8217;eccezionalità di quanto viene offerto per il presidente venezuelano, perché 15 milioni di dollari sono la cifra ideale per creare fratture all&#8217;interno del governo e delle forze armate, ma anche per convincere i partner internazionali a tendere delle trappole, magari invitando Maduro a compiere delle visite di stato culminanti in un arresto con successiva estradizione.</p>
<p>Incriminazione e ricompensa sono quelli che nel settore vengono definiti dei &#8220;<em>game-changer</em>&#8220;, ossia dei fattori di svolta, perché contribuiranno a delegittimare ulteriormente l&#8217;élite bolivariana agli occhi del mondo, complicando il processo di pacificazione e la situazione interna venezuelana nel complesso.</p>
<p>Dal 23 gennaio 2019 il mondo occidentale<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/juan-guaido-lingegnere-deposto-maduro.html"> ha smesso</a> di riconoscere Maduro come il presidente legittimo del Venezuela; dal 26 marzo di quest&#8217;anno, invece, potrebbe iniziare il suo disconoscimento come politico, e le conseguenze di un tale status potrebbero essere ancora più gravi.</p>
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		<title>Il Venezuela teme un&#8217;epidemia di coronavirus</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-venezuela-teme-unepidemia-di-coronavirus.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2020 07:19:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi politica venezuelana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="955" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Nicolas-Maduro-a-Caracas-La-Presse-e1566384464423.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Nicolas-Maduro-a-Caracas-La-Presse-e1566384464423.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Nicolas-Maduro-a-Caracas-La-Presse-e1566384464423-300x149.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Nicolas-Maduro-a-Caracas-La-Presse-e1566384464423-768x382.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Nicolas-Maduro-a-Caracas-La-Presse-e1566384464423-1024x509.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il coronavirus ha raggiunto il Venezuela: la nazione latinoamericana ha confermato di aver individuato i primi due casi del morbo nel Paese. La notizia è destinata a suscitare preoccupazione: il Paese soffre da anni a causa di una grave crisi economica che ha ridotto molti in miseria e spinto milioni alla fuga. Il sistema sanitario &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-venezuela-teme-unepidemia-di-coronavirus.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="955" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Nicolas-Maduro-a-Caracas-La-Presse-e1566384464423.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Nicolas-Maduro-a-Caracas-La-Presse-e1566384464423.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Nicolas-Maduro-a-Caracas-La-Presse-e1566384464423-300x149.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Nicolas-Maduro-a-Caracas-La-Presse-e1566384464423-768x382.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Nicolas-Maduro-a-Caracas-La-Presse-e1566384464423-1024x509.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il <strong>coronavirus</strong> ha raggiunto il <strong>Venezuela</strong>: la nazione latinoamericana ha confermato di aver individuato i primi due casi del morbo nel Paese. La notizia è destinata a suscitare preoccupazione: il Paese soffre da anni a causa di una <strong>grave crisi economica</strong> che ha ridotto molti in miseria e spinto milioni alla fuga. Il sistema sanitario non è in grado di reggere il peso di un&#8217;epidemia e le misure preventive adottate, come il blocco dei voli con l&#8217;Europa, potrebbero non bastare.</p>
<h2> Un rischio senza precedenti</h2>
<p>Nel Paese latinoamericano c&#8217;è una <strong>grave carenza di strumenti basilari</strong> per contenere l&#8217;epidemia. Secondo la dottoressa Patricia Valenzuela, infettivologa venezuelana sentita da <a href="https://abcnews.go.com/International/wireStory/venezuela-crisis-reports-1st-coronavirus-cases-69590448">Abcnews</a>, molti ospedali non hanno acqua, maschere facciali e sapone mentre un report di Human Rights Watch parla di un<strong> sistema sanitario collassato</strong>. Alcune strutture sanitarie del Paese, poi, sono <a href="https://www.nytimes.com/reuters/2020/03/14/world/americas/14reuters-health-coronavirus-venezuela.html">ridotte</a> in condizioni ancora peggiori della media: qui lo staff medico è  talvolta costretto a riutilizzare i guanti chirurgici ed a costruire sanitari improvvisati per l&#8217;espletamento dei bisogni corporei.  L&#8217;obiettivo primario, in Venezuela, resta dunque quello di <strong>contenere</strong> il più possibile il dilagare dell&#8217;epidemia: il presidente Maduro, pur affermando che il Paese è pronto ad affrontare un forte aumento dei casi, ha ordinato la chiusura di bar, discoteche e cinema ed ha inoltre affermato che valuterà l&#8217;idea di sospendere il lavoro. I ristoranti potranno rimanere aperti ma potranno svolgere unicamente servizio di take-away. Le frontiere con Brasile e Colombia, invece, potrebbero presto essere chiuse anche se prima di compiere questa mossa Caracas ha affermato che si consulterà con le autorità di entrambi gli Stati.</p>
<h2>Le conseguenze politiche</h2>
<p>La lotta al Clvid-19 in Venezuela rischia di rivelarsi complicata a causa della presenza di due amministrazioni rivali. Quella di Nicolas Maduro, riconosciuta in primis da Cina, Russia, Turchia e quella dell&#8217;oppositore <strong>Juan Guaidó</strong>, appoggiata dagli Stati Uniti e da altre nazioni latinoamericane ed europee. <a href="https://www.infobae.com/america/venezuela/2020/03/15/juan-guaido-anuncio-la-creacion-de-una-comision-de-expertos-de-la-salud-del-gobierno-legitimo-para-hacer-frente-al-coronavirus-en-venezuela/">Guaidó</a> ha recentemente annunciato la creazione di una Commissione di Esperti della Salute per fronteggiare l&#8217;epidemia e pianificare una strategia ed ha poi deciso di rinviare le manifestazioni di protesta organizzate contro Nicolas Maduro. La mancanza di coordinamento tra le due amministrazioni potrebbe generare confusione e gravi problematiche nella gestione di una crisi destinata a durare.</p>
<p>L&#8217;amministrazione Maduro ha <a href="https://venezuelanalysis.com/news/14811">inviato</a>, negli ultimi giorni, <strong>segnali distensivi</strong> tanto alla Colombia quanto agli Stati Uniti al fine di limitare la pressione internazionale sull&#8217;esecutivo di Caracas e fronteggiare al meglio la potenziale epidemia. Il Capo di Stato venezuelano ha chiesto al suo omologo colombiano Ivan Duque di agire in maniera coordinata per proteggere le due nazioni ed ha inoltre richiesto la fine delle sanzioni americane contro Caracas per gestire al meglio la crisi sanitaria. L&#8217;appello a Donald Trump sembra essere caduto nel vuoto: la Casa Bianca ha imposto nuove sanzioni all&#8217;export petrolifero. La pressione esterna ed un&#8217;eventuale epidemia potrebbero così rivelarsi troppo pesanti da sopportare e provocare un cambio di regime.</p>
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		<title>Lo squadrone della morte di Nicolas Maduro</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/lo-squadrone-della-morte-di-nicolas-maduro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Feb 2020 09:04:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi politica venezuelana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=259680</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1104" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Le-forze-speciali-del-Venezuela-di-Maduro-La-Presse-e1582189436111.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Venezuela milizie forze" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Le-forze-speciali-del-Venezuela-di-Maduro-La-Presse-e1582189436111.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Le-forze-speciali-del-Venezuela-di-Maduro-La-Presse-e1582189436111-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Le-forze-speciali-del-Venezuela-di-Maduro-La-Presse-e1582189436111-768x442.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Le-forze-speciali-del-Venezuela-di-Maduro-La-Presse-e1582189436111-1024x589.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel 2017, il governo venezuelano di Nicolas Maduro creò una branca speciale all&#8217;interno delle proprie forze di polizia con lo scopo di eliminare la piaga della droga dalle periferie più povere del Paese. Uomini mascherati e vestiti di scuro, dall&#8217;identità segreta e che operano coperti dalla profonda notte e dalla scarsa illuminazione dei quartieri più &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/lo-squadrone-della-morte-di-nicolas-maduro.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/lo-squadrone-della-morte-di-nicolas-maduro.html">Lo squadrone della morte di Nicolas Maduro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1104" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Le-forze-speciali-del-Venezuela-di-Maduro-La-Presse-e1582189436111.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Venezuela milizie forze" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Le-forze-speciali-del-Venezuela-di-Maduro-La-Presse-e1582189436111.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Le-forze-speciali-del-Venezuela-di-Maduro-La-Presse-e1582189436111-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Le-forze-speciali-del-Venezuela-di-Maduro-La-Presse-e1582189436111-768x442.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Le-forze-speciali-del-Venezuela-di-Maduro-La-Presse-e1582189436111-1024x589.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nel 2017, il governo venezuelano di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-nicolas-maduro-il-leale-delfino-di-chavez.html">Nicolas Maduro</a> creò una branca speciale all&#8217;interno delle proprie forze di polizia con lo scopo di eliminare la piaga della droga dalle periferie più povere del Paese. Uomini mascherati e vestiti di scuro, dall&#8217;identità segreta e che operano coperti dalla profonda notte e dalla scarsa illuminazione dei quartieri più degradati del Venezuela. Per alcuni criminali, per altri protettori, per altri ancora, dei fantasmi.</p>
<p>In quasi quattro anni l&#8217;operato delle <strong>Faes</strong> (Forze armate speciali) è stato oggetto di critiche dalle opposizioni &#8211; che hanno visto in loro uno strumento del terrore di Maduro &#8211; a causa del loro metodo d&#8217;azione che richiamerebbe in modo preoccupante  agli <strong>squadroni della morte</strong> delle favelas brasiliane. D&#8217;altro canto però l&#8217;operato delle forze armate è stato difeso ripetutamente dal governo e dai sostenitori della repressione della piaga della droga, con il fenomeno contrastato che sarebbe diminuito sensibilmente negli ultimi anni. L&#8217;unico dato certo, stando a quanto riportato da <a href="https://www.theguardian.com/world/2019/feb/06/venezuela-faes-special-forces-nicolas-maduro-barrios"><em>The Guardian</em></a>, è il numero delle unità impiegate: 1.300. Con una media tra i quattro e i sei omicidi a testa negli ultimi due anni.</p>
<h3>Le accuse agli agenti delle forze speciali</h3>
<p>Come riporta l&#8217;agenzia di stampa <em><a href="https://www.reuters.com/article/us-venezuela-violence-police-specialrepo/convicted-criminals-are-among-the-special-police-terrorizing-venezuela-idUSKBN20D1RT">Reuters</a>, </em>le accuse che sarebbero state avanzate dagli osservatori internazionali, dagli organi di stampa e dall&#8217;<a href="https://ve.usembassy.gov/the-united-states-publicly-designates-venezuelas-rafael-enrique-bastardo-mendoza-and-ivan-rafael-hernandez-dala-for-gross-violations-of-human-rights/">ambasciata virtuale americana</a> del Venezuela sarebbero gravissime: si parla di omicidio premeditato, torture ed <strong>esecuzioni sommarie</strong> nei confronti delle vittime. Stando alla posizione dell&#8217;opposizione del Venezuela, il braccio dell&#8217;arma avrebbe una natura illegale in quanto scavalcherebbe il regolare percorso dei processi, essendo le azioni mirate all&#8217;eliminazione dei criminali &#8211; o presunti tali &#8211; senza passare dal percorso giudiziario.</p>
<p>Le vittime sono principalmente i <strong>giovani</strong>, che secondo le fonti governative si sarebbero avvicinati al mercato della droga scegliendo un percorso irreversibile. E sebbene le Faes non abbiano il compito primario di uccidere, le difficili condizioni delle periferie lo rende necessario nella quasi totalità delle occasioni, creando una crepa inconciliabile con la popolazione. Secondo le opposizioni, infatti, la sicurezza della popolazione non sarebbe garantita, con l&#8217;unico risultato di seminare <strong>terrore</strong> tra le persone per perseguire i piani di controllo governativi di Maduro.</p>
<h3>Da forza speciale a squadrone della morte</h3>
<p>Stando a quanto delineato dalle fonti internazionali, lo scenario delle periferie venezuelane appare un territorio di guerra, con la costante contrapposizione tra gang criminali e squadroni della morte. Quest&#8217;ultimi che, però, nel loro operato non si limiterebbero alla sola caccia ai malviventi: cercherebbero infatti di stanare ogni possibile <strong>oppositore</strong> al governo di Maduro. E sarebbe proprio la durezza con cui vengono trattati questi ultimi che avrebbe provocato la triste fama per la quale sono note nel Paese le Faes.</p>
<p>Scorrendo le testimonianze, come riportato dal <a href="https://www.theguardian.com/world/2019/feb/06/venezuela-faes-special-forces-nicolas-maduro-barrios"><em>The Guardian</em></a>, la prima immagine che viene in mente è quella delle favelas brasiliane. Anche in questo caso, il <em>modus operandi </em>sarebbe pressoché lo stesso: rapido, definitivo e sfruttando le ombre della notte per incutere la maggiore delle paure possibili.</p>
<p>Nonostante la tesi non abbia trovato né conferma né smentita da parte delle fonti governative, si vocifera che buona parte degli agenti delle forze speciali fossero <strong>ex criminali</strong>: motivo che spiegherebbe la particolare crudeltà con il quale vengono portate avanti le rappresaglie sulla popolazione. Tuttavia non è un segreto come la carenza di personale e la mancanza di candidati all&#8217;altezza abbia obbligato le forze locali ad abbassare il proprio standard di reclutamento, rendendo la versione assolutamente credibile anche in virtù delle testimonianze degli ex agenti in pensione.</p>
<h3>&#8220;Le Faes sono necessarie per il bene del Paese&#8221;</h3>
<p>Secondo il governo di Caracas, le Faes &#8211; insieme alle altre forze sul territorio &#8211; sarebbero essenziali per il mantenimento della sicurezza all&#8217;interno dei confini del Paese e sarebbero inoltre l&#8217;<strong>unica arma</strong> contro il crimine ed il traffico di stupefacenti. Come evidenziato dalla testata giornalistica venezuelana <a href="http://www.ultimasnoticias.com.ve/noticias/politica/presidente-denuncia-financiamiento-mundial-para-atacar-a-la-pnb-y-la-faes/"><em>UltimasNoticias </em></a>il modo in cui hanno condotto le proprie azioni ha sortito il giusto effetto, limitando il numero dei fenomeni legati al contrabbando ed allo spaccio nel Paese. In questa situazione sarebbero proprio i duri attacchi subiti ad evidenziare nel modo più assoluto il loro successo, sottolineando come l&#8217;interesse che hanno sollevato nell&#8217;opinione pubblica mondiale non sia altro che un tentativo di <strong>screditare</strong> il lavoro svolto dalle forze dell&#8217;ordine. Le stesse critiche subite da parte dell&#8217;opposizione di Juan Guaidò sarebbero da inquadrare in questo contesto nel tentativo di trovare appoggio dalla criminalità organizzata per sovvertire il governo costituito di Maduro.</p>
<p>La necessità di riportare l&#8217;ordine nelle periferie inoltre prevaricherebbe sul modo in cui vengono portate a termine le azioni, con i numeri dei decessi che sono considerati esagerati da parte delle autorità governative. Inoltre, le forze arruolate all&#8217;interno del braccio speciale sono tenute a <strong>rispettare la legge</strong> del Paese e da parte di Caracas non sono state rilevate violazioni nello svolgimento del loro operato.</p>
<p>Tuttavia, il numero delle vittime delle Faes dal 2017 ad oggi supera le 7mila unità. Nel panorama del Venezuela e nel difficile momento storico che sta attraversando appare difficile come tale dato contempli solamente gli esponenti delle gang criminali del Paese. In uno scenario che, ancora una volta, getta molte <strong>ombre</strong> sul governo di Maduro ed aumenta le sensazioni riguardo a come l&#8217;istituzione dell&#8217;unità speciale rientrasse in uno specifico programma di disseminazione del terrore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/lo-squadrone-della-morte-di-nicolas-maduro.html">Lo squadrone della morte di Nicolas Maduro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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