Il coronavirus ha raggiunto il Venezuela: la nazione latinoamericana ha confermato di aver individuato i primi due casi del morbo nel Paese. La notizia √® destinata a suscitare preoccupazione: il Paese soffre da anni a causa di una grave crisi economica che ha ridotto molti in miseria e spinto milioni alla fuga. Il sistema sanitario non √® in grado di reggere il peso di un’epidemia e le misure preventive adottate, come il blocco dei voli con l’Europa,¬†potrebbero non bastare.

 Un rischio senza precedenti

Nel Paese latinoamericano c’√® una grave carenza di strumenti basilari per contenere l’epidemia. Secondo la dottoressa¬†Patricia Valenzuela, infettivologa venezuelana sentita da Abcnews, molti ospedali non hanno acqua, maschere facciali e sapone mentre un report di Human Rights Watch parla di un sistema sanitario collassato. Alcune strutture sanitarie del Paese, poi, sono ridotte in condizioni ancora peggiori della media: qui lo staff medico √® ¬†talvolta costretto a riutilizzare i guanti chirurgici ed a costruire sanitari improvvisati per l’espletamento dei bisogni corporei. ¬†L’obiettivo primario, in Venezuela, resta dunque quello di contenere il pi√Ļ possibile il dilagare dell’epidemia: il presidente Maduro, pur affermando che il Paese √® pronto ad affrontare un forte aumento dei casi, ha ordinato la chiusura di bar, discoteche e cinema ed ha inoltre affermato che valuter√† l’idea di sospendere il lavoro. I ristoranti potranno rimanere aperti ma potranno svolgere unicamente servizio di take-away. Le frontiere con Brasile e Colombia, invece, potrebbero presto essere chiuse anche se prima di compiere questa mossa Caracas ha affermato che si consulter√† con le autorit√† di entrambi gli Stati.

Le conseguenze politiche

La lotta al Clvid-19 in Venezuela rischia di rivelarsi complicata a causa della presenza¬†di due amministrazioni rivali. Quella di Nicolas Maduro, riconosciuta in primis da Cina, Russia, Turchia e quella dell’oppositore Juan Guaid√≥, appoggiata dagli Stati Uniti e da altre nazioni latinoamericane ed europee.¬†Guaid√≥ ha recentemente annunciato la creazione di una Commissione di Esperti della Salute per fronteggiare l’epidemia e pianificare una strategia ed ha poi deciso di rinviare le manifestazioni di protesta organizzate contro Nicolas Maduro. La mancanza di coordinamento tra le due amministrazioni potrebbe generare confusione e gravi problematiche nella gestione di una crisi destinata a durare.

L’amministrazione Maduro ha inviato, negli ultimi giorni, segnali distensivi tanto alla Colombia quanto agli Stati Uniti al fine di limitare la pressione internazionale sull’esecutivo di Caracas e fronteggiare al meglio la potenziale epidemia. Il Capo di Stato venezuelano ha chiesto al suo omologo colombiano Ivan Duque¬†di agire in maniera coordinata per proteggere le due nazioni ed ha inoltre richiesto la fine delle sanzioni americane contro Caracas per gestire al meglio la crisi sanitaria. L’appello a Donald Trump sembra essere caduto nel vuoto: la Casa Bianca ha imposto nuove sanzioni all’export petrolifero. La pressione esterna ed un’eventuale epidemia potrebbero cos√¨ rivelarsi troppo pesanti da sopportare e provocare un cambio di regime.

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