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	<title>Jean-Claude Juncker Archives - InsideOver</title>
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	<title>Jean-Claude Juncker Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il Lussemburgo è ancora epicentro dell&#8217;elusione fiscale?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-lussemburgo-e-ancora-epicentro-dellelusione-fiscale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2021 15:37:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[paradisi-fiscali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Valute-banche-centrali-mondo-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Monete valute nel mondo (La Presse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Valute-banche-centrali-mondo-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Valute-banche-centrali-mondo-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Valute-banche-centrali-mondo-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Valute-banche-centrali-mondo-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Nel contesto del mondo del fisco europeo si torna a parlare del Lussemburgo, e a quasi sette anni dai LuxLeaks, le rivelazioni dell&#8217;International Consortium of Investigative Journalists sul regime fiscale favorevole con cui il Granducato attirava permettendo negoziazioni ad hoc le multinazionali di tutta Europa (e non solo) desiderose di incontrare condizioni di tassazione favorevoli la partita &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-lussemburgo-e-ancora-epicentro-dellelusione-fiscale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Valute-banche-centrali-mondo-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Monete valute nel mondo (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Valute-banche-centrali-mondo-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Valute-banche-centrali-mondo-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Valute-banche-centrali-mondo-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Valute-banche-centrali-mondo-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Nel contesto del mondo del fisco europeo si torna a parlare del <strong>Lussemburgo, </strong>e a quasi sette anni dai LuxLeaks, le rivelazioni dell&#8217;International Consortium of Investigative Journalists sul regime fiscale favorevole con cui il Granducato attirava permettendo negoziazioni ad hoc le multinazionali di tutta Europa (e non solo) desiderose di incontrare condizioni di tassazione favorevoli la partita sembra esser tornata al punto di partenza.</p>
<p>L&#8217;inchiesta &#8220;LuxLetters&#8221;, condotta <em>da Le Monde,</em> <em>Süddeutsche Zeitung,</em> <em>El Mundo,</em> <em>Woxx</em> e <em>IrpiMedia,</em> con le ONG Tax Justice Network (TJN) e The Signals Network sta in queste settimane mettendo sotto inchiesta i dichiarati sforzi con cui il Lussemburgo ha voluto guardare oltre la fase di apertura totale alle multinazionali coincisa con la lunga era di governo di <strong>Jean-Claude Juncker</strong>. Passato politicamente indenne nel quinquennio alla guida della Commissione europea allo scandalo che rilevò 540 accordi firmati dal suo esecutivo<a href="http://www.irishtimes.com/business/economy/luxembourg-leaks-controversy-a-game-changer-1.1992650" target="_blank" rel="noopener"> con 340 compagnie di 26 diversi Paesi per concordare condizioni fiscali favorevoli.</a> Ora il Lussemburgo dichiara di volersi sganciare dalla nomea di <strong>paradiso fiscale </strong>e, sottolinea <em>Le Monde, </em>di aver optato per una politica di trasparenza: le &#8220;sentenze&#8221;, gli accordi bilaterali tra Lussemburgo e multinazionali, secondo l&#8217;esecutivo del Granducato, &#8220;sono diminuiti del 90%, con solo 44 sentenze firmate nel 2020. Non appena rischiavano di danneggiare un altro Stato europeo dal punto di punto di bilancio, sono stati trasmessi a quest&#8217;ultimo, in conformità delle norme europee&#8221;.</p>
<p>Ma le cose stanno davvero così? &#8220;LuxLetters&#8221; ritiene di no e, anzi, che senza aver veramente fatto una legge anti-elusione a Lussemburgo abbiano, preventivamente, trovato l&#8217;inganno. Il nuovo stratagemma assume la forma di una lettera con la quale un esperto fiscale incaricato della revisione del bilancio di una grande compagnia (società di consulenza o studio professionale) informa l&#8217;amministrazione lussemburghese del vantaggioso trattamento fiscale di cui il proprio cliente (generalmente una società o un fondo di investimento) intende beneficiare e per il quale varrebbe la pena di approvare il silenzio delle autorità.</p>
<p>Di fatto, fuori dalle regole e in maniera di fatto informale in questo modo governo e società contabili <strong>pianificano il fisco </strong><em>ex ante </em>senza dover lasciare il segno ufficiale dei numerosi <em>tax ruling </em>concordati nella prima decade del nuovo millennio. Il ruolo delle società contabili passa dunque da quello di determinante effettivo dei <em>tax ruling </em>a quello di consulente informale per una pratica che nella sostanza non è diversa in termini di risultati.</p>
<p><a href="https://www.italiaoggi.it/news/elusione-il-lussemburgo-non-perde-il-vizietto-2525462" target="_blank" rel="noopener"><em>Italia Oggi </em>sottolinea in ogni caso che</a> &#8220;tale pratica è proibita dalle direttive Ue ed è probabilmente contraria alle regole Ocse sullo scambio dati. Infatti, qualsiasi tipo di accordo fiscale, anche se non legalmente vincolante, deve essere scambiato con le altre autorità fiscali&#8221; e non può ricevere intermediazioni informali. In sostanza, l&#8217;accusa al Lussemburgo è che il Granducato starebbe riciclando la sua immagine semplicemente facendo entrare dalla porta di servizio ciò che prima veniva fatto entrare dall&#8217;ingresso principale: i miliardi di euro delle compagnie che inseguono condizioni fiscali più utili alle loro priorità di business e sfruttano i numerosi accordi sul blocco della <strong>doppia tassazione </strong>che uniscono i Paesi Ue, al cui interno<a href="https://www.eurodad.org/eurodad_comment_on_the_luxletters_scandal" target="_blank" rel="noopener"> si vanno formando veri e propri paradisi fiscali.</a></p>
<p>I paradisi fiscali interni all&#8217;Europa, che hanno il loro epicentro nel Lussemburgo, nell&#8217;Irlanda e nell&#8217;Olanda, rappresentano un fattore di destabilizzazione economica e politica del Vecchio Continente. L&#8217;utilizzo dei favoritismi fiscali come arma di competizione economica drena risorse da Paesi basati su economie maggiormente orientate all&#8217;industria e alla trasformazione. L’Italia, per fare un paragone, nel campo degli utili d&#8217;impresa applica un’aliquota del 28% che scende al 26,9% nel caso limite di massimi sconti fiscali. Il <strong>Lussemburgo </strong>è il vero campione in materia di deduzioni, presentando un&#8217;aliquota che dal 26 può crollare fino allo 0,3%. Nel giugno 2020  in una audizione alla Camera dei Deputat<strong>i, il presidente di AgCom Roberto <a href="https://www.startmag.it/economia/perche-rustichelli-agcm-pizzica-google-apple-facebook-amazon-microsoft-e-whirlpool/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Rustichelli </a></strong>ha sottolineato che “la concorrenza fiscale sleale genera evidenti vantaggi per taluni Paesi: il Lussemburgo, paese di circa 600 mila abitanti, è in grado di raccogliere imposte sulle società pari al 4,5% del PIL, a fronte del 2% dell’Italia”. Impietoso il confronto sugli investimenti esteri, che il Granducato attira per un valore pari al 5.760% del Pil contro il 19% nazionale.</p>
<p>Come qualificare se non come veri e propri <strong>furti </strong>al resto d&#8221;Europa queste pratiche? Nell&#8217;era del Covid-19 la pratica della concorrenza sleale in materia fiscale è di rilevanza globale. E la presenza di Paesi che esplicitamente barano cercando l&#8217;abboccamento con le multinazionali per drenare risorse dagli erari degli altri Stati è un fattore di perturbazione dell&#8217;equilibrio politico ed economico che può pesare sulle prospettive di ripresa del Vecchio Continente. La fiscalità allegra del Lussemburgo è forse la peggiore eredità lasciata da Jean-Claude Juncker all&#8217;Europa, anche più della sfiducia generata verso l&#8217;Unione e dei disastri compiuti in cinque anni di presidenza della Commissione: la sua istituzione ha generato un contesto pericoloso e competitivo di tutti contro tutti. In mezzo a cui gioca chi facilmente mette uno Stato contro l&#8217;altro per inseguire regimi di tassazione più favorevoli.</p>
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		<title>I due Papi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-due-papi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Feb 2020 14:54:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2400" height="1504" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/1568283252-juncker-e-von-der-leyen-presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bruxelles, abbracci e foto di rito tra Juncker e von der Leyen (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/1568283252-juncker-e-von-der-leyen-presse.jpg 2400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/1568283252-juncker-e-von-der-leyen-presse-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/1568283252-juncker-e-von-der-leyen-presse-768x481.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/1568283252-juncker-e-von-der-leyen-presse-1024x642.jpg 1024w" sizes="(max-width: 2400px) 100vw, 2400px" /></p>
<p>&#8220;Io e Ursula Von der Leyen siamo come i Due Papi in Vaticano&#8221;. Parole, seppur pronunciate con un tono evidentemente ironico, dell&#8217;ex capo della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. Come riporta Politico, intervenuto a Berlino, dopo aver ricevuto un premio alla carriera, Juncker ha dichiarato di avere ancora oggi un ufficio nel quartier generale della Commissione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/i-due-papi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2400" height="1504" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/1568283252-juncker-e-von-der-leyen-presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bruxelles, abbracci e foto di rito tra Juncker e von der Leyen (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/1568283252-juncker-e-von-der-leyen-presse.jpg 2400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/1568283252-juncker-e-von-der-leyen-presse-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/1568283252-juncker-e-von-der-leyen-presse-768x481.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/1568283252-juncker-e-von-der-leyen-presse-1024x642.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 2400px) 100vw, 2400px" /></p><p>&#8220;Io e Ursula Von der Leyen siamo come i Due Papi in Vaticano&#8221;. Parole, seppur pronunciate con un tono evidentemente ironico, dell&#8217;ex capo della Commissione europea, <strong>Jean-Claude Juncker</strong>. <a href="https://www.politico.eu/article/jean-claude-juncker-von-der-leyen-and-i-are-like-the-two-popes/" target="_blank" rel="noopener">Come riporta <em>Politico</em></a>, intervenuto a Berlino, dopo aver ricevuto un premio alla carriera, Juncker ha dichiarato di avere ancora oggi un ufficio nel quartier generale della Commissione europea a Berlaymont, che ha definito un &#8220;mostro architettonico&#8221;. &#8220;Ursula con der Leyen &#8211; ha sottolineato il lussemburghese Juncker &#8211; ha un ufficio al 13esimo piano. Pensavo che lo avrei occupato per sempre. Ora sono a un paio di piani più in basso. Io e lei siamo come i due Papi in Vaticano&#8221; ha poi aggiunto, riferendosi al celebre film omonimo diretto da Fernando Meirelles che racconta il rapporto tra i due ecclesiastici.</p>
<p>Tra i due Juncker dice di essere &#8220;Papa Ratzinger&#8221;. C&#8217;è grande affinità tra l&#8217;ex capo della Commissione Juncker e il suo successore. L&#8217;ex primo ministro del Lussemburgo dal 20 gennaio 1995 al 10 luglio 2013 ha confermato di &#8220;andare d&#8217;accordo&#8221; con von der Leyen e &#8220;di combattere per gli stessi obiettivi&#8221;. Tant&#8217;è che i due pare s&#8217;incontrino regolarmente, ogni settimana.</p>
<h2>Piena continuità fra Juncker e von der Leyen</h2>
<p>La continuità fra la Commissione Juncker e von der Leyen è acclarata dalla presenza, nell&#8217;attuale commissione, di tre-vicepresidenti d’esperienza come l’olandese Frans Timmermans, la danese Margrethe Vestager e il lettone <strong>Valdis Dombrovskis</strong>, tutti già membri del precedente esecutivo. I tre commissari danno un segno di forte continuità con il predecessore della Von der Leyen, Jean-Claude Juncker: tanto che <strong>Margaritis Schinas</strong>, portavoce e uomo di fiducia del lussemburghese, è entrato nella Commissione con un specifico incarico che riguarda politiche migratorie, educative e di pubblica sicurezza.</p>
<p>&#8220;Ho imparato molto da Jean Claude Juncker, sarà un onore prendere la sua successione&#8221; aveva ammesso la presidente nella conferenza stampa di presentazione dei commissari: &#8220;Sarà una commissione diversificata come l&#8217;Europa e forte come l&#8217;Europa&#8221;. Benché von der Leyen abbia spinto sull&#8217;acceleratore dell&#8217;approvazione del New Green Deal, la continuità politica con il suo predecessore è pressoché totale, dalla politica economica &#8211; la presenza ingombrante di Valdis Dombrovskis ne è piena conferma &#8211; a quella migratoria. Una Commissione europea che, a maggior ragione dopo la Brexit, e come analizzato da Stephen M. Walt su <a href="https://foreignpolicy.com/2020/02/06/europes-post-brexit-future-is-looking-scary/"><em>Foreign Policy</em></a>, deve fare i conti con una grave crisi politica.</p>
<h2>Lo scandalo che fa tremare Ursula von der Leyen</h2>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/lo-scandalo-che-fa-tremare-ursula.html" target="_blank" rel="noopener">Come spiegato su questa testata</a>, oltre al futuro incerto dell&#8217;Ue, Ursula von der Leyen deve vedersela con uno scandalo che potrebbe travolgerla. Nei giorni scori, infatti, <a href="https://www.lemonde.fr/international/article/2020/02/14/ursula-von-der-leyen-auditionnee-par-le-bundestag-dans-le-cadre-de-l-affaire-des-consultants_6029572_3210.html">ha depositato le sue memorie</a> per l’inchiesta che in Germania ha interessato il ministero della Difesa per le eccessive spese riguardanti i collaboratori esterni. Le indagini, che erano già state aperte nel 2018, si riferiscono ai sei anni in cui Ursula era a capo della Difesa del Paese e che sono stati caratterizzati da una spesa superiore all&#8217;attesa per circa dieci miliardi di euro nel quadriennio.</p>
<p>Quest&#8217;estate, in Germania, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/ursula-von-der-leyen-germania-si-indaga-sulle-spese-pazze-1738471.html" target="_blank" rel="noopener">si è istituita una commissione d&#8217;inchiesta</a> del parlamento tedesco &#8211; lo strumento che i legislatori possono usare per sondare i misfatti del governo &#8211; che ha il compito di esaminare il modo in cui le consulenze sotto il suo ministero sono state assegnate: la commissione sta verificando se una rete di &#8220;conoscenze personali&#8221; abbia o meno influito sulla stipulazione di accordi e appalti. Le ombre su von der Leyen non sono tanto sui milioni di euro spesi in consulenze esterne, piuttosto sulle modalità con cui venivano affidati incarichi milionari. A gennaio, il dicastero ha confermato alla commissione d&#8217;inchiesta che non può consegnare i dati contenuti nei telefoni cellulari di Ursula von der Leyen perché sono stati tutti cancellati prima che si trasferisse a Bruxelles.</p>
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		<item>
		<title>La Commissione non nasce: continua l&#8217;era Juncker</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-commissione-non-nasce-continua-lera-juncker.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Nov 2019 11:17:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LAPRESSE_20191018164645_30829008-e1572607068796.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LAPRESSE_20191018164645_30829008-e1572607068796.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LAPRESSE_20191018164645_30829008-e1572607068796-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LAPRESSE_20191018164645_30829008-e1572607068796-768x393.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LAPRESSE_20191018164645_30829008-e1572607068796-1024x524.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L’1 novembre è arrivato e il completamento della commissione von der Leyen è ancora ben al di là dall’essere ufficializzato, quindi nel finale di 2019 con ogni probabilità resterà in carica la commissione Juncker. Sarà dunque l’esecutivo europeo uscente a gestire il finale di partita del 2019, compresa la delicata fase di analisi delle manovre &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-commissione-non-nasce-continua-lera-juncker.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-commissione-non-nasce-continua-lera-juncker.html">La Commissione non nasce: continua l&#8217;era Juncker</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LAPRESSE_20191018164645_30829008-e1572607068796.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LAPRESSE_20191018164645_30829008-e1572607068796.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LAPRESSE_20191018164645_30829008-e1572607068796-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LAPRESSE_20191018164645_30829008-e1572607068796-768x393.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LAPRESSE_20191018164645_30829008-e1572607068796-1024x524.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>L’1 novembre è arrivato e il <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-civile-del-fronte-europeista.html">completamento della commissione von der Leyen è ancora ben al di là dall’essere ufficializzato</a>, quindi nel finale di 2019 con ogni probabilità resterà in carica la <strong>commissione Juncker.</strong></p>
<p>Sarà dunque l’esecutivo europeo uscente a gestire il finale di partita del 2019, compresa la delicata fase di analisi delle manovre finanziarie dei Paesi europei. Usando un gergo simile a quello che in Italia riguarda un governo dimissionario o sconfitto alle elezioni (come il caso di Gentiloni nel 2018 insegna) la Commissione ha dichiarato di restare in attività per sbrigare gli “affari correnti”, ovvero la gestione quotidiana dei dossier e delle procedure in corso, senza pregiudicare le scelte politiche della Commissione entrante.</p>
<p>A guidare la Commissione, formalmente, sarà ancora l’ex premier lussemburghese, atteso però l’11 novembre da un delicato intervento chirurgico per la rimozione di un’aneurisma. <strong>Juncker cederà l’interim </strong>al fedele vicepresidente, il socialista belga <strong>Frans Timmermans, </strong>non a caso confermato anche da Ursula von der Leyen nel suo ruolo come pontiere del passaggio tra le due commissioni a guida popolare.</p>
<p>Il punto di caduta della questione è capire quanto a lungo lo stallo durerà. C’è il serio rischio di arrivare al 2020 e alla scadenza della Brexit (31 gennaio) senza che l’Unione abbia una guida politicamente legittimata. <strong>Emmanuel Macron </strong>ha metabolizzato lo schiaffo subito dal Partito popolare europeo proponendo un uomo ad esso gradito, il <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-sceglie-il-supermanager-gollista-per-la-commissione.html">supermanager gollista Thierry Breton,</a> come commissario all&#8217;Industria dopo la bocciatura di <strong>Sylvie Goulard</strong>. Ma la strada da fare sarà ancora lunga.</p>
<p>Perché l’Europa vive un periodo di vuoto e immobilismo politico senza precedenti. Troppe le faglie interne, le divisioni tra Paesi, le diverse visioni, gli arroccamenti su questioni di principio (come il rispetto delle rigide regole di bilancio), le vulnerabilità della sua classe dirigente. <strong>Troppo poca la volontà di acquisire capacità d’azione strategica </strong>in un mondo sempre più inquieto, dove non solo i grandi del mondo (Russia, Usa, Cina, India) riscoprono il dinamismo e i rapporti di forza come determinante dell’influenza internazionale ma anche attori di media taglia (pensiamo a Israele, Iran, Turchia) esercitano la strategia, la sovranità dello Stato, la strategia. L’Europa è riuscita indignarsi per i saluti militari dei calciatori turchi, meno ad agire efficacemente sullo scenario siriano, per limitarci a un esempio recente.</p>
<p>Della paralisi politica la commissione di Jean Claude Juncker, a cui vanno i più grandi auguri per un pieno successo dell’intervento, è stata prima responsabile. <strong>Una commissione forte con i deboli</strong> (Grecia) e debole con i forti,sbilanciata sul rigore, l’austerità, l’introspezione. Incapace, per quanto a lungo ricambiata oltre Manica, di capire la sfida della Brexit e le sue conseguenze. Una Commissione che ha reso l’Europa, per <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/leuropa-e-antiquata/">citare l’analista Pierluigi Fagan</a>, una vera e propria “utopia antipolitica”. “Utopia”, aggiunge, “che diventa distopia e assurdo storico nel mentre s’instaura un nuovo ordine mondiale in cui grandi potenze non solo economiche, sgomitano per stabilire i rapporti di gerarchia per i prossimi trenta anni. In Europa si leggono questi lunghi elenchi di conflitti e problemi crescenti come se si stesse leggendo la gazzetta di un altro pianeta”. Ora dovrà traghettare l’Unione verso l’insediamento una Commissione sostitutiva altrettanto precaria, ancora incompleta in attesa dei membri di Francia, Romania e Ungheria e già azzoppata dalle liti interne. I presagi sono tutt’altro che positivi.</p>
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		<title>Finisce l&#8217;era Juncker: così ha rovinato l&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/finisce-juncker-cosi-ha-rovinato-unione-europea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Oct 2019 05:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="645" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Jean-Claude-Juncker-La-Presse-e1571761871365.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Juncker Europa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Jean-Claude-Juncker-La-Presse-e1571761871365.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Jean-Claude-Juncker-La-Presse-e1571761871365-300x129.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Jean-Claude-Juncker-La-Presse-e1571761871365-768x330.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Jean-Claude-Juncker-La-Presse-e1571761871365-1024x440.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Jean-Claude Juncker dà il suo addio ai vertici dell&#8217;Unione europea. Con il suo discorso all&#8217;Europarlamento, riunito in seduta plenaria, il presidente uscente della Commissione lascia (forse definitivamente) il trono di Bruxelles. E in attesa che i governi degli Stati membri diano il via libera alla nuova commissione a guida von der Leyen, Juncker saluta tutti. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/finisce-juncker-cosi-ha-rovinato-unione-europea.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="645" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Jean-Claude-Juncker-La-Presse-e1571761871365.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Juncker Europa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Jean-Claude-Juncker-La-Presse-e1571761871365.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Jean-Claude-Juncker-La-Presse-e1571761871365-300x129.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Jean-Claude-Juncker-La-Presse-e1571761871365-768x330.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Jean-Claude-Juncker-La-Presse-e1571761871365-1024x440.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><strong>Jean-Claude Juncker</strong> dà il suo addio ai vertici dell&#8217;Unione europea. Con il suo discorso all&#8217;Europarlamento, riunito in seduta plenaria, il presidente uscente della Commissione lascia (forse definitivamente) il trono di Bruxelles. E in attesa che i governi degli Stati membri diano il via libera alla nuova commissione a guida von der Leyen, Juncker saluta tutti. Con la consapevolezza, abbastanza certa, che l&#8217;Europa che lascia è messa molto peggio di quello che trovato. Almeno da quando lui è alla sua guida.</p>
<p>Facile, quando un leader lascia, che il mondo si divida tra apologia e condanna. I più ciechi europeisti dedicheranno probabilmente un elogio quasi agiografico al lussemburghese come rappresentante di quell&#8217;ultima élite che ha voluto combattere i sovranisti per un&#8217;idea più grande di <strong>Unione europea</strong>. I suoi critici più feroci ne faranno un ritratto grottesco, il più delle volte caratterizzato da accuse di poca lucidità, ebbrezza o azioni a dir poco ridicole. Nel mezzo c&#8217;è la realtà dei fatti. Ed è del tutto evidente che Juncker lascia un&#8217;Europa in stato vegetativo, probabilmente prossima a un grosso cambiamento (se non è già in corso) e con una divisione interna che mette a serio rischia la sua stabilità nel prossimo futuro. Non nei prossimi decenni, ma anche nei prossimi dieci anni.</p>
<p>L&#8217;immagine dell&#8217;addio di Juncker è chiara. In un&#8217;Eurocamera semivuota, il presidente uscente della Commissione ha voluto ribadire le sue idee di Ue e i suoi traguardi. Ha ricordato che l&#8217;obiettivo della prossima Commissione così come quelli di tutti gli eurodeputati sia quello di combattere &#8220;il nazionalismo stupido&#8221; e ha confermato che grazie alla sua presidenza l&#8217;Europa, trovata &#8220;in panne&#8221;, si è risollevata. Che lui, durante la guida della Commissione, &#8220;ha restituito dignità alla Grecia&#8221;, che sull&#8217;immigrazione &#8220;il bilancio è migliore di quello che si pensi&#8221; e che ha restituito, a suo dire, &#8220;la dimensione sociale dell&#8217;Ue&#8221;. Ma a fronte di una <em>standing ovation</em> dei partiti che hanno sempre mostrato fedeltà a questa leadership e a tutti i vertici e ai burocrati dell&#8217;Europa, si nasconde un&#8217;altra realtà. Completamente diversa da quella espressa da Juncker e assolutamente opposta rispetto ai concetti che l&#8217;ex premier lussemburghese ha fatto suoi come traguardi raggiunti dalla sua Commissione.</p>
<p>Ebbene, se oggi Juncker vedesse l&#8217;Europa lasciata da lui come da <strong>Donald Tusk</strong> e dai vari commissari che hanno tenuto le redini dell&#8217;Unione, potrebbe vedere esattamente l&#8217;opposto di quanto detto nella fredda aula di Strasburgo. Non è vero che alla <strong>Grecia</strong> è stata restituita la dignità perduta, perché Atene è stata costretta a piegarsi alle volontà non del suo popolo ma di un&#8217;Europa che non poteva permettersi una sconfitta come quella del default greco. I greci hanno mostrato una dignità estrema nel sopportare il costo delle lacrime e sangue imposte dalla Troika e da una classe politica che prima ha gonfiato le aspettative elleniche per poi far piombare il Paese nella crisi e nelle svendite. Ma nessuno, in Europa, ha fatto nulla per evitarlo. Tanto che lui stesso chiese scusa pubblicamente per come era stata trattata la nazione. Quindi è impossibile assolverlo sulla Grecia così come è assurda la sua auto-assoluzione. Perché quella greca non è stata affatto una sua vittoria.</p>
<p>Così come non è stata una sua vittoria quella della soluzione al problema migratorio con un bilancio che, a suo dire, ha fatto sì che nel Mediterraneo si salvassero &#8220;760mila persone&#8221;. Una frase che bisognerebbe portare alla prova del fact-chaking sui numeri. Ma anche se non si prendono come riferimento le cifre, come può Juncker parlare di un bilancio positivo per ciò che riguarda il fenomeno migratorio in Europa? Come può pensarlo nel momento in cui le rotte dell&#8217;immigrazione sono state aperte con un afflusso enorme di persone da tutte le frontiere esterne dell&#8217;Europa e chiuse solo grazie o ai suoi nemici, i sovranisti, o al pagamento di miliardi verso quella stessa Turchia che oggi invase la Siria e dà il via libera ai massacri. E come può parlare di successo quando l&#8217;<strong>Area Schengen</strong> è ormai un lontano ricordo per molti Paesi dell&#8217;Europa centrale e quando nessun Paese mediterraneo riesce a sentirsi al sicuro da una possibile ondata migratoria se non facendo tutto da solo? Incredibile solo pensare che questa commissione guidata da Juncker abbia potuto ottenere un bilancio positivo.</p>
<p>Bilancio che non è positivo nemmeno dal punto di vista politico. L&#8217;Unione di Jean-Claude Juncker e dei suoi commissari è stata quella che ha trasformato il continente in una vera e propria rappresentazione degli interessi di Francia e Germania. Niente di più, niente di meno. Juncker ha fatto gli interesse dell&#8217;asse franco-tedesco con alcune piccole divagazioni in base agli interessi del suo Paese (il piccolo ma ricco Lussemburgo) e dei partiti europei che l&#8217;hanno appoggiato. Non c&#8217;è stata l&#8217;Unione europea: c&#8217;è stato l&#8217;Ue a trazione franco-tedesca che ha avuto in Berlino la sua capitale finanziaria, economica e politica e in Parigi quella diplomatica e strategica. Ed è proprio grazie a tutti i suoi errori che in Europa è esploso il fenomeno del <strong>sovranismo</strong> che era ed è prima di tutto euroscettico, così come è grazie anche a Juncker che quel &#8220;nazionalismo stupido&#8221; come l&#8217;ha definito lui stesso, ha potuto ergersi a vera stella polare di gran parte del continente: dall&#8217;Europa orientale a quella anglosassone, passando per le varie elezioni nazionali. Un&#8217;Europa che ha perso l&#8217;anima unificatrice, che ha abdicato al suo ruolo di rappresentante degli interessi europei, che ha lasciato spazio ai desiderata di Angela Merkel e Emmanuel Macron e che ha fatto di tutto per rompere con la <strong>Russia</strong> di Vladimir Putin trovando poi anche un nuovo avversario negli <strong>Stati Uniti</strong>.</p>
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		<title>Trovato l&#8217;accordo sulla Brexit tra Regno Unito ed Unione europea</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trovato-accordo-sulla-brexit-tra-regno-unito-ed-unione-europea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2019 13:56:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Irlanda del Nord]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1492" height="671" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Juncker-e-Johnson-La-Presse-e1571320552708.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Brexit trovato accordo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Juncker-e-Johnson-La-Presse-e1571320552708.jpg 1492w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Juncker-e-Johnson-La-Presse-e1571320552708-300x135.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Juncker-e-Johnson-La-Presse-e1571320552708-768x345.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Juncker-e-Johnson-La-Presse-e1571320552708-1024x461.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1492px) 100vw, 1492px" /></p>
<p>Il Regno Unito e Bruxelles hanno trovato un&#8217;intesa, dopo lunghe trattative, che dovrebbe favorire un&#8217;uscita ordinata di Londra dall&#8217;Unione Europea e che dovrebbe così evitare il rischio di una Hard Brexit. Il condizionale è d&#8217;obbligo dato che l&#8217;accordo andrà ratificato tanto dal Parlamento Europeo quanto a Westminster e ciò non è affatto scontato. Per ben &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/trovato-accordo-sulla-brexit-tra-regno-unito-ed-unione-europea.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1492" height="671" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Juncker-e-Johnson-La-Presse-e1571320552708.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Brexit trovato accordo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Juncker-e-Johnson-La-Presse-e1571320552708.jpg 1492w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Juncker-e-Johnson-La-Presse-e1571320552708-300x135.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Juncker-e-Johnson-La-Presse-e1571320552708-768x345.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Juncker-e-Johnson-La-Presse-e1571320552708-1024x461.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1492px) 100vw, 1492px" /></p><p>Il Regno Unito e Bruxelles hanno trovato <a href="https://www.bbc.com/news/uk-politics-50079385">un&#8217;intesa</a>, dopo lunghe trattative, che dovrebbe <a href="https://it.insideover.com/politica/il-discorso-della-regina-spinge-il-regno-unito-verso-la-brexit.html">favorire</a> <strong>un&#8217;uscita ordinata</strong> di Londra dall&#8217;Unione Europea e che dovrebbe così evitare il rischio di una Hard Brexit. Il condizionale è d&#8217;obbligo dato che l&#8217;accordo andrà ratificato tanto dal Parlamento Europeo quanto a Westminster e ciò non è affatto scontato. Per ben tre volte, nel recente passato, la Camera dei Comuni aveva respinto l&#8217;intesa siglata dall&#8217;ex premier Theresa May ed il percorso parlamentare, anche questa volta, potrebbe essere altrettanto difficile. Tra i principali contenuti dell&#8217;accordo si segnala l&#8217;impegno reciproco del Regno Unito ed Unione Europea nel tutelare i diritti dei cittadini comunitari e britannici residenti nelle rispettiva entità ed il fatto che Londra continuerà ad adempiere alle regole comunitarie fino alla fine del 2020 e possibilmente oltre, per permettere alle imprese di potersi adattare. Il Regno Unito pagherà, inoltre, una clausola di divorzio da trentanove miliardi di sterline.</p>
<h2>La questione Irlanda del Nord</h2>
<p>Secondo quanto previsto dall&#8217;intesa <a href="https://www.google.com/amp/s/www.euronews.com/amp/2019/10/17/what-s-in-boris-johnson-s-brexit-deal-with-the-european-union">Belfast</a> abbandonerà tanto il mercato unico quanto l&#8217;unione doganale con Bruxelles. <strong>L&#8217;Irlanda del Nord</strong> continuerà a far parte del sistema britannico e seguirà le procedure europee per quanto concerne merci in arrivo nel Paese. Non saranno eseguiti controlli doganali sull&#8217;isola di Irlanda ed essi avranno invece luogo nei porti. I beni inviati dalla Gran Bretagna verso Belfast, destinati a restare nel territorio, non saranno soggetti alle tariffe europee. L&#8217; Assemblea Legislativa di Belfast deciderà, quattro anni dopo la Brexit, se rinnovare o meno l&#8217;accordo. Jean Claude Juncker e Boris Johnson hanno mostrato entusiasmo per il raggiungimento dell&#8217;intesa ed hanno invitato gli organi legislativi comunitari e britannici a ratificare l&#8217;entrata in vigore. Il partito unionista nordirlandese del Dup, alleato chiave dei Conservatori nella Camera dei Comuni, ha però reso noto che voterà contro perché il patto minerebbe l&#8217;integrità del Regno Unito e ciò contribuirà a rendere ancora più accidentato il percorso parlamentare dell&#8217;accordo</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>Il Partito Laburista ed i Liberal Democratici, ormai sempre più su posizioni anti-Brexit, dovrebbero schierarsi <strong>contro l&#8217;intesa</strong> e non è chiaro se l&#8217;esecutivo Johnson, privo di una maggioranza parlamentare, avrà la forza di portare al successo questo compromesso politico, frutto di lunghe trattative ed ormai oggetto della discordia nella politica britannica. Bisognerà vedere come si comporteranno quei deputati Conservatori favorevoli ad una Hard Brexit, cioè ad un&#8217;uscita senza accordo con Bruxelles e se Johnson potrà racimolare i voti di quei deputati laburisti più favorevoli ad una posizione di compromesso.</p>
<p><strong>Boris Johnson</strong>, ora, rischia grosso. La sua abilità nel trovare un compromesso con l&#8217;Unione Europea potrebbe essere vanificata da un Parlamento ostile ed incapace, al momento, di delineare un&#8217;efficace strategia in materia di Brexit. In caso di diniego della Camera dei Comuni, infatti, Il premier potrebbe decidere di uscire comunque dall&#8217;Unione ma, in questo caso, senza accordo. Uno scenario che potrebbe aprire una grave con il Parlamento, che ha dimostrato la sua contrarietà, nel recente passato, ad una Hard Brexit. La questione Irlanda del Nord, inoltre, potrebbe rivelarsi piuttosto minacciosa per la difficile convivenza delle comunità cattoliche e protestanti della regione. Il fragile equilibrio che ha impedito, al momento, il ritorno della guerra civile a Belfast potrebbe, infatti, crollare improvvisamente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trovato-accordo-sulla-brexit-tra-regno-unito-ed-unione-europea.html">Trovato l&#8217;accordo sulla Brexit tra Regno Unito ed Unione europea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Flessibilità, il diktat dell&#8217;Ue (e Gentiloni si allinea subito)</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/flessibilita-il-diktat-dellue-e-gentiloni-si-allinea-subito.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Crudelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Sep 2019 15:03:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Deficit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Paolo-Gentiloni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Paolo Gentiloni (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Paolo-Gentiloni.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Paolo-Gentiloni-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Paolo-Gentiloni-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Paolo-Gentiloni-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Avevano fatto notizia le dichiarazioni accomodanti e di apertura da parte di alcuni esponenti uscenti della Commissione europea rispetto al nuovo esecutivo italiano. Più flessibilità per il governo giallorosso? Gunther Oettinger, ex commissario europeo al bilancio e noto soprattutto per l’infelice dichiarazione con cui invitava i mercati ad “insegnare agli italiani come votare”, è stato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/flessibilita-il-diktat-dellue-e-gentiloni-si-allinea-subito.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/flessibilita-il-diktat-dellue-e-gentiloni-si-allinea-subito.html">Flessibilità, il diktat dell&#8217;Ue (e Gentiloni si allinea subito)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Paolo-Gentiloni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Paolo Gentiloni (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Paolo-Gentiloni.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Paolo-Gentiloni-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Paolo-Gentiloni-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Paolo-Gentiloni-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Avevano fatto notizia le dichiarazioni accomodanti e di apertura da parte di alcuni esponenti uscenti della <strong>Commissione europea</strong> rispetto al nuovo esecutivo italiano.</p>
<h2>Più flessibilità per il governo giallorosso?</h2>
<p>Gunther Oettinger, ex commissario europeo al bilancio e noto soprattutto per l’infelice dichiarazione con cui invitava i mercati ad “insegnare agli italiani come votare”, è stato il primo tra questi a lanciare segnali in controtendenza rispetto al passato. “Si farà il possibile per facilitare il lavoro del nuovo governo italiano, quando entrerà in carica”,<a href="https://www.agi.it/estero/oettinger_sostegno_governo_ue_salvini-6103019/news/2019-08-29/" target="_blank" rel="noopener"> aveva dichiarato Oettinger</a>, aprendo implicitamente alla possibilità di eventuali concessioni europee in materia di bilancio pubblico.</p>
<p>A seguire si era poi espresso <strong>Jean Claude Juncker</strong>, ex presidente della Commissione Ue, che aveva addirittura azzardato il paragone tra Giuseppe Conte e Alexis Tsipras, <a href="https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2019/08/30/news/juncker-loda-la-metamorfosi-di-conte-e-la-rivendica-e-come-con-tsipras-1.37394484">sostenendo</a> che l’Italia ora “potrà essere aiutata”. Insomma dall’Europa il messaggio sembrava piuttosto chiaro: con un esecutivo amico di Bruxelles, i compiti a casa sarebbero stati più facili e all’Italia sarebbe stata garantita una certa dose di flessibilità. Anche dall’Italia l’ottimismo sembrava ormai palpabile e il tema della riforma del patto di stabilità è diventato oggetto di dibattito quotidiano.</p>
<h2>Gentiloni smentisce tutti</h2>
<p>Inoltre il neo ministro dell’Economia <strong>Roberto Gualtieri</strong>, a seguito del più recente Ecofin dello scorso 14 settembre, così <a href="https://www.repubblica.it/economia/2019/09/14/news/ecofin_gualtieri_ue_disponibile_a_favorire_investimenti_sulle_grandi_priorita_-235974459/">dichiarava</a> con soddisfazione: “Ho detto che una manovra restrittiva sarebbe controproducente e stiamo lavorando per collocarla nel quadro di una più generale e appropriata &#8216;fiscal stance&#8217; dell&#8217;area euro”. Tutto sembrerebbe far dunque presagire verso una tranquilla e scontata riforma delle regole di bilancio dell’<strong>Unione europea</strong>.</p>
<p>È arrivata tuttavia una doccia fredda che probabilmente bloccherà e farà del tutto tramontare le velleità del nuovo esecutivo italiano. In vista dell’audizione che dovrebbe portare alla conferma del nuovo incarico di commissario per gli affari economici di fronte al Parlamento europeo, <strong>Paolo Gentiloni</strong> ha rilasciato risposte in decisa controtendenza con quanto dichiarato in precedenza. “Il mio compito, tra le altre cose, sarà di applicare il Patto di Stabilità facendo pieno uso della flessibilità consentita dalle regole”, ha così dichiarato l’ex Presidente del Consiglio italiano.</p>
<h2>Non è prevista alcuna revisione del patto di stabilità</h2>
<p>Il patto di stabilità e la sua revisione non sembrano dunque essere per nulla presenti nei prossimi programmi dell’esecutivo europeo. Gentiloni lo dice in maniera piuttosto chiara: qualsiasi tipo di flessibilità sarà esercitata all’interno e nel rispetto delle regole vigenti. Nessuna riforma dunque. A domanda puntuale poi sulla possibilità di analizzare le regole di bilancio, sempre Gentiloni si è limitato dichiarare che: “La discussione permetterà uno scambio di vedute e offrirà l&#8217;opportunità di riconciliare posizioni divergenti in modo da ricreare fiducia”.</p>
<p>Proposte di riforme non sembrano dunque essere al momento presenti sul tavolo europeo. Anzi, le riforme sembrano, come al solito, essere invece pretese in ambito nazionale. Come riporta il <em><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/gentiloni-applichero-patto-stabilita-uso-pieno-flessibilita-permessa-AC2eAOn">Sole 24 Ore</a></em>: &#8220;A dire il vero, visto da Bruxelles, lo spazio di manovra per una modifica delle regole di bilancio appare ristrettissimo. Lo stesso ruolo dell&#8217;ex presidente del Consiglio appare limitato, tenuto conto del suo mandato comunitario. Paolo Gentiloni non guarda solo al Patto di Stabilità. Nelle sue risposte insiste sulla necessità di introdurre riforme a livello nazionale”.</p>
<p>Ecco dunque che il copione sembra essere sempre lo stesso: flessibilità concessa con il contagocce e comunque vincolata all’applicazione di riforme che, come spesso è accaduto in passato, tendono a sacrificare salari e redditi per tentare di aumentare la competitività delle aziende nazionali. La capacità d’azione di Gentiloni sembra dunque fortemente limitata sia a causa di un atteggiamento europeo egemonizzato ancora dai Paesi del nord, sia per un’inspiegabile accettazione passiva di vecchi e discutibili principi da parte del nuovo commissario italiano. Le regole europee non cambieranno dunque ancora per molto tempo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/flessibilita-il-diktat-dellue-e-gentiloni-si-allinea-subito.html">Flessibilità, il diktat dell&#8217;Ue (e Gentiloni si allinea subito)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ue e Giappone siglano l&#8217;anti Via della Seta</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/ue-e-giappone-siglano-lanti-via-della-seta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Sep 2019 07:23:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="657" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Shinzo-Abe-e-Jean-Claude-Juncker-e1569741845887.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Shinzo Abe e Jean Claude Juncker (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Shinzo-Abe-e-Jean-Claude-Juncker-e1569741845887.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Shinzo-Abe-e-Jean-Claude-Juncker-e1569741845887-300x103.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Shinzo-Abe-e-Jean-Claude-Juncker-e1569741845887-768x263.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Shinzo-Abe-e-Jean-Claude-Juncker-e1569741845887-1024x351.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si tratta di un&#8217;intesa per arginare la Cina o semplicemente di un patto di ferro per cercare di rilanciare le rispettive economie? Lo scopriremo molto presto, cioè quando nei prossimi anni, o magari già nei prossimi mesi, sarà possibile analizzare gli effetti dell&#8217;accordo infrastrutturale firmato recentemente da Unione europea e Giappone. L&#8217;obiettivo della nuova cooperazione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/ue-e-giappone-siglano-lanti-via-della-seta.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/ue-e-giappone-siglano-lanti-via-della-seta.html">Ue e Giappone siglano l&#8217;anti Via della Seta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="657" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Shinzo-Abe-e-Jean-Claude-Juncker-e1569741845887.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Shinzo Abe e Jean Claude Juncker (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Shinzo-Abe-e-Jean-Claude-Juncker-e1569741845887.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Shinzo-Abe-e-Jean-Claude-Juncker-e1569741845887-300x103.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Shinzo-Abe-e-Jean-Claude-Juncker-e1569741845887-768x263.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Shinzo-Abe-e-Jean-Claude-Juncker-e1569741845887-1024x351.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Si tratta di un&#8217;intesa per arginare la Cina o semplicemente di un patto di ferro per cercare di rilanciare le rispettive economie? Lo scopriremo molto presto, cioè quando nei prossimi anni, o magari già nei prossimi mesi, sarà possibile analizzare gli effetti dell&#8217;<strong>accordo infrastrutturale</strong> firmato recentemente da <strong>Unione europea</strong> e <strong>Giappone</strong>. L&#8217;obiettivo della nuova cooperazione è coordinare trasporti, energia e progetti digitali ma, più in generale, le due parti si impegnano a costruire un ponte tra Europa e Asia. In poche parole, Tokyo e Bruxelles si sono prefissate lo stesso compito che intende portare a termine la <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-la-nuova-via-della-seta.html" target="_blank" rel="noopener">Nuova Via della Seta</a> di Xi Jinping, il mastodontico piano infrastrutturale con cui la Cina vuole unire Eurasia e Asia in un unico blocco commerciale. È per questo motivo che più di una voce ha ipotizzato che l&#8217;asse Bruxelles-Tokyo possa essere un chiaro tentativo volto a pestare i piedi a Pechino, desideroso di accaparrarsi consensi fra i più importanti governi europei.</p>
<h2>La mossa di Abe e Juncker</h2>
<p>Non è certo un segreto. Il Dragone agisce alla luce del sole e ha stretto partnership più o meno solide nel cuore dell&#8217;Europa, a cominciare con il memorandum d&#8217;intesa firmato con l&#8217;Italia per poi citare i vari accordi siglati con Portogallo, Ungheria, Serbia Grecia e altri ancora. Il sogno di Xi è conquistare metaforicamente quella che nel corso del &#8216;900 è stata la sfera d&#8217;influenza prediletta degli Stati Uniti. E lentamente ci sta riuscendo, con un investimento dietro l&#8217;altro. Bruxelles non ha mai preso una chiara posizione nei confronti della Nuova Via della Seta, tanto è vero che i membri della Ue hanno adottato e stanno adottando politiche diverse nei confronti della Belt and Road Iniatiative. Adesso la situazione potrebbe cambiare, o quanto meno potrebbe esserci un ostacolo in più per la Cina pigliatutto: lo sbocco giapponese.</p>
<h2>Cosa prevede il nuovo accordo Ue-Giappone</h2>
<p>Abe Shinzo, <a href="https://www.reuters.com/article/us-eu-japan/in-counterweight-to-china-eu-japan-sign-deal-to-link-asia-idUSKBN1WC0U3?fbclid=IwAR16Eva-e33RtLRiUVZMVixnCwT7Q95wCIXV_9Ch7w__PiyUxFGd5S_eNI0" target="_blank" rel="noopener">come riportato da <em>Reuters</em></a>, è stato chiaro in un suo intervento al forum Ue-Asia andato in scena a Bruxelles: &#8220;Che si tratti di un&#8217;unica strada o di un unico porto, Giappone e Unione europea si impegneranno per costruire una connettività sostenibile. La rotta marittima che collega l&#8217;Asia al Mediterraneo e all&#8217;Atlantico deve essere aperta&#8221;. L&#8217;accordo è stato sottoscritto da Abe e dal presidente della Commissione europea, <strong>Jean Claude Juncker</strong>. Il progetto sarà sostenuto da 60 miliardi di euro provenienti da un fondo di garanzia della Ue ma in futuro mira ad attirare investimenti privati ben più cospicui. Juncker ha poi citato indirettamente la Cina, sottolineando come questo piano utilizzerà un modus operandi che non provocherà montagne di debiti e non coinvolgerà un solo Paese.</p>
<h2>La ragnatela di Tokyo per intrappolare Pechino</h2>
<p>La Nuova Via della Seta, non a caso, sta stritolando alcuni governi, rimasti vittime della cosiddetta trappola del debito, e, pur essendo flessibile, risponde alla volontà di Pechino. A garantire il corretto funzionamento della cooperazione ci saranno principi basati su regole di diritto e non su rapporti di forza. Il Giappone, tra l&#8217;altro, aveva già proposto agli Stati Uniti una sorta di Nuova Via della Seta alternativa, ossia la <a href="https://it.insideover.com/economia/risposta-giappone-nuova-via-della-seta.html">Strategia indo-pacifica libera e aperta</a> per unire due oceani, il Pacifico e l&#8217;Indiano, e due continenti, Asia e Africa. La ragnatela di Tokyo per intrappolare Pechino adesso si fa più robusta grazie al il nuovo accordo siglato con l&#8217;Unione europea.</p>
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		<title>Macedonia del Nord, nei guai la pm voluta da Mogherini e Juncker</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/macedonia-del-nord-nei-guai-la-pm-voluta-da-mogherini-e-juncker.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 06:51:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1003" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Federica-Mogherini-e-Juncker-La-Presse-e1566543057176.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Federica-Mogherini-e-Juncker-La-Presse-e1566543057176.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Federica-Mogherini-e-Juncker-La-Presse-e1566543057176-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Federica-Mogherini-e-Juncker-La-Presse-e1566543057176-768x401.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Federica-Mogherini-e-Juncker-La-Presse-e1566543057176-1024x535.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È nei guai il super procuratore indicato da Federica Mogherini e Jean-Claude Juncker nella Macedonia del Nord per far fronte alla corruzione dilagante nel Paese. La Procura macedone ha chiesto 30 giorni di detenzione per il Procuratore speciale Katica Janeva, fermata ieri mattina sulla base di sospetti di abuso d&#8217;ufficio in relazione al caso &#8220;Racket&#8221;. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/macedonia-del-nord-nei-guai-la-pm-voluta-da-mogherini-e-juncker.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/macedonia-del-nord-nei-guai-la-pm-voluta-da-mogherini-e-juncker.html">Macedonia del Nord, nei guai la pm voluta da Mogherini e Juncker</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1003" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Federica-Mogherini-e-Juncker-La-Presse-e1566543057176.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Federica-Mogherini-e-Juncker-La-Presse-e1566543057176.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Federica-Mogherini-e-Juncker-La-Presse-e1566543057176-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Federica-Mogherini-e-Juncker-La-Presse-e1566543057176-768x401.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Federica-Mogherini-e-Juncker-La-Presse-e1566543057176-1024x535.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>È nei guai il super procuratore indicato da <strong>Federica Mogherini</strong> e Jean-Claude Juncker nella Macedonia del Nord per far fronte alla corruzione dilagante nel Paese. La Procura macedone ha chiesto 30 giorni di detenzione per il Procuratore speciale <strong>Katica Janeva</strong>, fermata ieri mattina sulla base di sospetti di abuso d&#8217;ufficio in relazione al caso &#8220;Racket&#8221;.</p>
<p>Parlando in conferenza stampa, il procuratore generale macedone <strong>Ljubomir Joveski</strong> ha detto che ci sono basi, alla luce delle prove raccolte, per chiedere l&#8217;arresto della Janeva. Secondo Joveski, le prove dimostrerebbero che il Procuratore speciale avrebbe ottenuto vantaggi personali quantificabili in 290 mila dinari macedoni (4.700 euro) per usare la sua influenza a beneficio di uno dei sospettati nel caso Racket. Secondo la Procura, Janeva ha abusato dei suoi poteri firmando l&#8217;ordine per la liberazione del sospettato e per la restituzione del suo passaporto.</p>
<p>Dopo essere stata arrestata ieri mattina, il Procuratore speciale Janeva è stata condotta nella sede dell&#8217;istituzione da lei guidata dove, secondo il capo della Procura contro la criminalità organizzata e la corruzione <strong>Vilma Ruskoska</strong>, le dovrebbe essere stato confiscato il computer di lavoro. Il Procuratore speciale macedone per la vicenda intercettazioni telefoniche era stata ascoltata l&#8217;altro ieri dalla Procura e aveva auspicato che la sua testimonianza potesse aiutare il lavoro della Procura per fare chiarezza sul caso &#8220;Racket&#8221;.</p>
<h2>Il Presidente macedone: &#8220;Fare chiarezza sul caso Racket&#8221;</h2>
<p>Il presidente della Macedonia del Nord <strong>Stevo Pendarovski</strong> ha invitato nei giorni scorsi i leader politici e i procuratori del Paese a interrompere le vacanze, sostenendo che è necessario fare chiarezza sulle indagini in corso nel caso giudiziario &#8220;Racket&#8221;. Secondo Pendarovski, invece di procedere con le loro indagini su un caso così delicato, &#8220;le autorità sono andate in vacanza come se fosse una questione di routine; ma non è così&#8221;. &#8220;Non ci sarà Stato di diritto se non risolviamo le questioni legate ai criminali del precedente governo, così come di quello attuale&#8221;, ha dichiarato Pendarovski.</p>
<p>Il caso di estorsione si incentra sull&#8217;accusa secondo cui l&#8217;imprenditore <strong>Orce Kamcev</strong>, agli arresti domiciliari in quanto indagato dalla stessa Procura speciale intercettazioni nel caso &#8220;Impero&#8221;, avrebbe pagato con una grossa somma di denaro Bojan Jovanovski, personaggio cui si fa riferimento con il nome in codice Boki 13, per sfruttare i suoi legami con il procuratore Janeva e ottenere in cambio l&#8217;assoluzione o uno sconto di pena. In alcuni video diffusi la Janeva viene chiamata al telefono da Jovanoski, che si trova di fronte a <strong>Kamcev</strong>, per rassicurare quest&#8217;ultimo sul fatto che il Procuratore speciale ha &#8220;tutto sotto controllo&#8221;.</p>
<p>Janeva, intervenuta sul tema, ha negato ogni legame con questo caso di estorsione. Ma la Procura macedone ha aperto un indagine sul caso mentre l&#8217;Organizzazione rivoluzionaria interna-Partito democratico per l&#8217;unità nazionale macedone (Vmro-Dpmne), principale schieramento dell&#8217;opposizione, chiede le dimissioni di Zaev e l&#8217;organizzazione di elezioni anticipate.</p>
<h2>&#8220;Janeva ha abuso della sua posizione&#8221;</h2>
<p>Come riferisce <a href="https://www.rferl.org/a/north-macedonia-prosecutor-detained-in-extortion-case/30122056.html"><em>Radio Free Europe</em></a>, durante la conferenza stampa a Skopje, <strong>Joveski</strong> ha affermato che Janeva è sospettata di aver &#8220;usato la sua posizione ufficiale e la sua autorità [per] ottenere benefici sostanziali per sé stessa e per gli altri&#8221;. L&#8217;ufficio del Procuratore speciale per la criminalità organizzata <a href="https://www.reuters.com/article/us-north-macedonia-corruption/north-macedonias-special-crime-prosecutor-arrested-in-alleged-extortion-scandal-idUSKCN1VB1T0">è stato fondato</a> nell&#8217;ambito di un accordo mediato dall&#8217;Ue nel 2015 che ha posto fine a una crisi politica in parte alimentata dalla rabbia per il crimine organizzato e la corruzione ai livelli più alti dello stato macedone. Il procuratore generale Ljubomir Joveski ha affermato che le prove suggeriscono che Janeva abbia commesso &#8220;un atto criminale&#8221; abusando della sua posizione di potere.</p>
<p>&#8220;L&#8217;accusa ha deciso di ampliare le indagini contro il pubblico ministero (Janeva), che è stato arrestata e per la quale chiederemo al tribunale incaricato di approvare la detenzione&#8221;, ha spiegato Joveski in conferenza stampa. Nel febbraio 2015 si è innescata una profonda crisi politica nata dallo scandalo intercettazioni denunciato da<strong> Zoran Zaev</strong>, attuale primo ministro e al tempo leader dell&#8217;opposizione socialista. Zaev dichiarò di essere in possesso di alcuni nastri audio che dimostravano il coinvolgimento del governo e dello stesso ex premier Gruevski nelle attività di spionaggio illegale ai danni di circa 200.000 cittadini macedoni &#8211; tra cui politici, giornalisti e membri di organizzazioni non governative. Ne è seguito un lungo braccio di ferro durato mesi. Ora, però, lo scandalo coinvolge proprio coloro che avrebbero dovuto &#8220;fare pulizia&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/macedonia-del-nord-nei-guai-la-pm-voluta-da-mogherini-e-juncker.html">Macedonia del Nord, nei guai la pm voluta da Mogherini e Juncker</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le minacce di Oettinger per far saltare la Brexit</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/le-minacce-di-oettinger-per-far-saltare-la-brexit.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Crudelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jul 2019 06:57:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Sterlina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1326" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1870567.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Guenther Oettinger (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1870567.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1870567-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1870567-768x531.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1870567-1024x707.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il capitolo Brexit sembra non avere fine. Sono passati ormai più di tre anni da quel lontano giugno 2016, quando la maggioranza dei cittadini britannici diede il proprio voto favorevole per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. Tre anni di negoziati inconcludenti Tre anni di snervanti negoziati che hanno portato, tra le altre cose, alle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/le-minacce-di-oettinger-per-far-saltare-la-brexit.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1326" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1870567.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Guenther Oettinger (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1870567.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1870567-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1870567-768x531.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1870567-1024x707.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il capitolo Brexit sembra non avere fine. Sono passati ormai più di tre anni da quel lontano giugno 2016, quando la maggioranza dei cittadini britannici diede il proprio voto favorevole per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea.</p>
<h2>Tre anni di negoziati inconcludenti</h2>
<p>Tre anni di snervanti negoziati che hanno portato, tra le altre cose, alle dimissioni dell’ex premier britannico <strong>Theresa May</strong>. Secondo i piani iniziali il processo del Brexit si sarebbe dovuto concludere lo scorso 29 marzo 2019, ma il disegno del partito conservatore britannico è lentamente naufragato sotto il fuoco incrociato della Commissione europea e del Parlamento nazionale.</p>
<p>Theresa May aveva infatti trovato un accordo con Bruxelles, un documento lungo 585 pagine, che tuttavia è stato bocciato per tre volte alla Camera dei Comuni di Londra. Condizioni eccessivamente severe imposte dall’Unione europea sommate ad un intreccio di giochi di potere interni alla Gran Bretagna hanno portato a questa lunga impasse politica. Così dopo l’addio della May, è ora arrivato il momento di <strong>Boris Johnson</strong>, ex sindaco di Londra e rappresentante dell’ala più dura dei brexiters, ovvero coloro che uscirebbero dall’Unione europea anche senza un accordo tra le due parti.</p>
<h2>La promessa di Johnson</h2>
<p>Con il piglio combattivo che lo caratterizza, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/boris-johnson.html" target="_blank" rel="noopener">Johnson</a>, nel suo discorso di fronte alla Camera dei Comuni, ha chiarificato le sue aspettative sul Brexit. Il termine ultimo è fissato al 31 ottobre 2019. Il giorno di Halloween sarà quindi, nei piani di Johnson, l’ultimo giorno di permanenza della Gran Bretagna nell’Unione europea. Con o senza accordo.</p>
<p>Immediata è stata tuttavia la risposta da parte della <strong>Commissione europea</strong> uscente. Nella telefonata intercorsa tra <strong>Jean Claude Juncker</strong>, ormai a fine mandato alla presidenza della Commissione, e lo stesso Johnson sono emerse le distanze che ancora separano le due parti. In particolare, il nodo da sciogliere è la questione irlandese. Secondo la bozza di accordo redatta con la  May, il confine tra Irlanda del Nord e Repubblica irlandese sarebbe dovuto rimanere aperto anche dopo il periodo di transizione post Brexit. Niente barriere doganali quindi finché non si sarebbe trovato poi in seguito un accordo separato per regolare la questione irlandese. Tale condizione, accettata da Bruxelles, non viene però digerita da Johnson che ha promesso di eliminarla dall’accordo.</p>
<h2>La minaccia Oettinger</h2>
<p>A fomentare la tensione tra le due parti ci ha pensato poi il Commissario europeo al bilancio, <strong>Guenther Oettinger</strong>, già noto alle cronache per alcune velate minacce pre elettorali. Anche in questo caso il Commissario Ue ha utilizzato l’arma dell’intimidazione contro lo scomodo rivale. Oettinger <a href="http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Brexit-Johnson-chiede-a-Ue-di-rinunciare-al-backstop-per-riprendere-i-negoziati-bead9a2c-b26f-4f59-a564-1dd4827899ae.html?refresh_ce">ha infatti dichiarato</a> in una recente intervista che, in caso di mancato accordo tra le parti, la Gran Bretagna si esporrebbe ad un grave rischio di solvibilità. Una minaccia bizzarra considerata l’attuale piena salute economica della Gran Bretagna, nonostante il periodo di crisi istituzionale.</p>
<p>Londra ha un tasso di disoccupazione pari al 4%, contro la media del 10% presente nell’Unione europea, ha un Pil in costante crescita sopra l’1.5%, un debito pubblico all’80% del Pil e uno spread che non va oltre i 100 punti. Alla luce di questi dati diventa piuttosto evidente come le minacce del Commissario uscente Oettinger siano prive di fondamento. Sembra più probabile che si tratti, come già successo in passato, di una tattica politica volta a creare falso allarmismo per ottenere così una posizione di vantaggio nel negoziato.</p>
<p>In realtà le esportazioni dell’Unione europea verso la <strong>Gran Bretagna</strong> sono maggiori rispetto a quelle di Londra verso il Vecchio continente. Questo significa che l’Unione europea ha maggiore necessità di trovare un accordo commerciale valido rispetto alla Gran Bretagna per poter continuare a vendere le proprie merci senza eccessive perdite. Finora Bruxelles ha sfruttato la debolezza politica interna di Londra per recitare un ruolo di forza nella trattativa che, in realtà, non le spetterebbe. Sarà ora compito di Johnson cambiare la prospettiva di questo infinito negoziato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/le-minacce-di-oettinger-per-far-saltare-la-brexit.html">Le minacce di Oettinger per far saltare la Brexit</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il Benelux resta la roccaforte europeista: le destre non sfondano</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/benelux-unione-europea-destre-europee.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 May 2019 05:43:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1328" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9781351.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9781351.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9781351-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9781351-768x531.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9781351-1024x708.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8216;Olanda è, tra quelle andate al voto durante la giornata di ieri, una delle nazioni meglio integrate nell&#8217;Unione europea. Nei Paesi bassi, in realtà, le elezioni hanno avuto luogo qualche giorno prima, ma è un particolare di poco conto: Frans Timmermans, che è &#8211; forse adesso sarebbe meglio dire &#8220;era&#8221; &#8211; il candidato socialista alla &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/benelux-unione-europea-destre-europee.html">[...]</a></p>
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<p>Questi erano i protagonisti annunciati, ma solo tre su quattro possono dire di essere sopravvissuti a questa turnata elettorale. L&#8217;ultimo &#8211; come si apprende sull&#8217;<em>Agi</em> &#8211; non ha ottenuto neppure un seggio all&#8217;europarlamento di Strasburgo, Lussemburgo e Bruxelles. Il Partito della Libertà, che era balzato alle cronache durante le passate elezioni politiche olandesi, è sostanzialmente scomparso dai radar: 4,1%. Thierry Baudet, che invece veniva dato come vincente dalle rilevazioni pre-elettorali, può dirsi soddisfatto solo per un&#8217;operazione riuscita: aver ottenuto i consensi che in passato erano stati consegnati dagli olandesi a Wilders. Per il resto, il suo è un parziale insuccesso: il Forum per la Democrazia ha preso solo l&#8217;11%. Basta questo dato a sottolineare come l&#8217;europeismo sia ancora l&#8217;ideologia vincente dalle parti di Amsterdam. Il sovranismo, come si usa dire in circostanze di questo tipo, tiene ma non sfonda.</p>
<p>Frans Tiemmermans, però, non deve solo fare i conti con quanto successo in casa sua. È lo scenario complessivo quello che gli interessa: &#8220;Noi &#8211; ha ammesso il leader socialdemocratico, come si legge sulla <em><a href="https://agensir.it/quotidiano/2019/5/27/elezioni-europee-timmermans-sd-abbiamo-perso-ma-abbiamo-una-grande-responsabilita/">Sir</a> </em>&#8211; abbiamo perso e quindi dobbiamo essere umili, chiari sul programma futuro, onesti con le persone&#8221;. Un virgolettato che va interpretato alla luce di un crollo generale, quello dell&#8217;eurogruppo parlamentare che intendeva rappresentare nell&#8217;esecutivo del Vecchio continente.<br />
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<p>In <strong>Belgio</strong>, invece, è possibile annotare qualche sorpresa in più. La nazione in questione si è tecnicamente frazionato in due: da una parte, cioè nelle Fiandre, hanno trionfato la destra e il centrodestra, con Vlaams Belang e quella che in italiano chiamiamo Nuova alleanza fiamminga a rubare le scene a tutti le altre formazioni partitiche, dall&#8217;altra, cioè nella Vallonia, hanno prevalso gli ambientalisti e la sinistra massimalista. Un belga di spicco, però, è <strong>Guy Verhofstadt</strong>, che si è affrettato a spiegare &#8211; come si legge sull&#8217;agenzia citata &#8211; come l&#8217;Unione europea, nonostante tutto, sia ancora viva e vegeta. Belgio e Olanda, a ben vedere, esprimono soprattutto due dei possibili leader dell&#8217;Europa che verrà.</p>
<p>Niente di nuovo nel <strong>Lussemburgo </strong>di Juncker: le prime tre piazze del podio sono occupate rispettivamente dai democratici, dai cristiano popolari e dai verdi.</p>
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