La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha depositato giovedì le sue memorie per l’inchiesta che in Germania ha interessato il ministero della Difesa per le eccessive spese riguardanti i collaboratori esterni. Le indagini, che erano già state aperte nel 2018, si riferiscono ai sei anni in cui Ursula era a capo della Difesa del Paese e che sono stati caratterizzati da una spesa superiore all’attesa per circa dieci miliardi di euro nel quadriennio.

La principale causa dell’eccessivo dispendio di denaro è da ricercarsi nell’assunzione di collaboratori esterni per svolgere le funzioni del dicastero, con Ursula che è stata additata come principale responsabile della cattiva gestione. Chiamata a testimoniare, la presidente della Commissione avrebbe dichiarato la propria estraneità ai fatti in quanto le assunzioni – giudicate spesso sotto-qualificate – sono state effettuate dai dipendenti del ministero. Per stessa ammissione della Von Der Leyen, si sarebbero però verificati dei gravi errori di valutazione, dovuti alle crescenti tensioni internazionali che hanno obbligato la Difesa a prendere decisioni in tempi stretti, anche riguardanti l’ampliamento del personale.

La Von der Leyen ha sottolineato come gli anni dal 2014 siano stati segnati soprattutto dall’escalation di tensioni in Ucraina che, per la prima volta dopo la guerra dei Balcani, avevano riportato la guerra all’interno dell’Europa geografica. In questo scenario, il ministero della Difesa tedesco aveva la necessità di non farsi cogliere impreparato e di agire in tempi stretti.

Tuttavia, tra i collaboratori assunti dal palazzo figurerebbero anche personaggi in stretti rapporti di amicizia e di conoscenza con i funzionari dell’ex ministro della Difesa tedesco, come l’ex consulente Katryn Suder, a capo della gestione degli armamenti tra il 2014 e il 2018. Anche in questo caso Ursula si è difesa sostenendo che le decisioni relative alle assunzioni non sono state prese in virtù di preferenze personali – per quanto fosse di sua conoscenza – e di fidarsi del lavoro svolto dalla sua collaboratrice.

Inoltre secondo l’accusa, nelle conversazione tra Ursula e i suoi più stretti collaboratori comparirebbero dei messaggi cancellati, che sarebbero potuti essere fondamentali nello svolgimento delle indagini. Dopo essersi difesa sostenendo che la scelta di cancellare i messaggi è stata fatta dai funzionari della Difesa a seguito della restituzione del cellulare al ministero, la Commissaria ha sottolineato come – anche qualora qualche conversazione fosse stata da lei cancellata – nessuna di essa riguarderebbe l’indagine in questione.

Tuttavia, le indagini che stanno prendendo seguito in Germania sono una bomba ad orologeria per la politica tedesca, soprattutto nella misura in cui la Corte rileverà errori od omissioni da parte dell’ex Difesa di Berlino. Non è un caso infatti che già agli albori dell’inchiesta la stampa tedesca preconizzò la fine della Von der Leyen, alludendo al fatto che la Merkel l’avrebbe voluta allontanare mandandola in Europa.

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