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	<title>Hillary Clinton Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 15 Nov 2024 13:26:05 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Hillary Clinton Archives - InsideOver</title>
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		<title>Profili &#8211; Tulsi Gabbard, l&#8217;ex dem e veterana di guerra che Trump vuole capo dell&#8217;Intelligence</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Nov 2024 13:25:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1225" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114222257957_a952c8c142fa44107c81bcbd08149014-e1731677156836.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114222257957_a952c8c142fa44107c81bcbd08149014-e1731677156836.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114222257957_a952c8c142fa44107c81bcbd08149014-e1731677156836-600x383.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114222257957_a952c8c142fa44107c81bcbd08149014-e1731677156836-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114222257957_a952c8c142fa44107c81bcbd08149014-e1731677156836-1024x653.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114222257957_a952c8c142fa44107c81bcbd08149014-e1731677156836-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114222257957_a952c8c142fa44107c81bcbd08149014-e1731677156836-1536x980.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Donald Trump ha scelto l'ex deputata dem e veterana di guerra Tulsi Gabbard come direttore dell'Intelligence Nazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/profili-tulsi-gabbard-lex-dem-e-veterana-di-guerra-che-trump-vuole-capo-dellintelligence.html">Profili &#8211; Tulsi Gabbard, l&#8217;ex dem e veterana di guerra che Trump vuole capo dell&#8217;Intelligence</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1225" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114222257957_a952c8c142fa44107c81bcbd08149014-e1731677156836.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114222257957_a952c8c142fa44107c81bcbd08149014-e1731677156836.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114222257957_a952c8c142fa44107c81bcbd08149014-e1731677156836-600x383.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114222257957_a952c8c142fa44107c81bcbd08149014-e1731677156836-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114222257957_a952c8c142fa44107c81bcbd08149014-e1731677156836-1024x653.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114222257957_a952c8c142fa44107c81bcbd08149014-e1731677156836-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114222257957_a952c8c142fa44107c81bcbd08149014-e1731677156836-1536x980.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Presidente eletto <strong>Donald Trump</strong> ha nominato l&#8217;ex deputata democratica delle Hawaii e veterana di guerra <strong>Tulsi Gabbard</strong> direttore dell&#8217;Intelligence nazionale. Un ruolo chiave dell&#8217;amministrazione Usa, in quanto, se confermata, Gabbard supervisionerebbe le <strong>18 agenzie di intelligence degli Stati Uniti</strong>. Trump ha sottolineato che la donna 43enne porterà un &#8220;spirito indomito&#8221; alla comunità dell’intelligence, impegnandosi per la sicurezza nazionale e la difesa dei diritti costituzionali. Una nomina tutt&#8217;altro che scontata e di &#8220;rottura&#8221; visto il profilo dell&#8217;ex deputata. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una nomina &#8220;anti-sistema&#8221;</h2>



<p>Gabbard, infatti, <a href="https://it.insideover.com/politica/sono-gli-usa-o-la-germania-est-tulsi-gabbard-nel-mirino-dei-federali.html">è una figura scomoda e &#8220;antisistema&#8221; della politica statunitense</a> e una <strong>feroce critica dell&#8217;interventismo militare</strong> e del neoconservatorismo. Per questo la scelta di Trump sta facendo molto discutere negli Usa e contro l&#8217;ex dem piovono le immancabili accuse di essere una &#8220;putiniana&#8221; e di non essere adatta al ruolo. Prima persona di fede induista eletta al Congresso, ha spesso criticato la politica estera degli Stati Uniti, in particolare l’appoggio dell&#8217;amministrazione Biden all&#8217;Ucraina e le operazioni dell&#8217;amministrazione Obama in Siria. Tanto che, nel 2017, viaggiò verso Damasco assieme all’ex parlamentare <strong>Dennis Kucinich</strong>, dove i due incontrarono il presidente siriano <strong>Bashar al-Assad</strong>, provocando al tempo una lunga serie di polemiche.</p>



<p>Nel 2019, l&#8217;ex candidata alla nomination democratica dichiarò infatti che il <strong>presidente siriano </strong>&#8220;non è il nemico degli Stati Uniti&#8221;,  sostenendo la sua opposizione al coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra per procura in Siria. &#8220;Guardando gli sforzi controproducenti della nostra nazione per ottenere i regime-change &#8211; disse inoltre nel 2018 &#8211; è chiaro che i leader di entrambi gli schieramenti non hanno imparato la <strong>dolorosa lezione di decenni di guerre volte</strong> a ottenere dei cambi di regime, come in Iraq, Libia e ora Siria. I risultati li hanno pagati i cittadini americani, in vite umane e miliardi di dollari, e i popoli di quei paesi, dove un gran numero di vite sono state perse, sono nate crisi umanitarie, milioni di rifugiati costretti a lasciare le loro case, e il loro stile di vita distrutto&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Nemica giurata del governo di Kiev</h2>



<p>La <a href="https://www.npr.org/2024/11/13/nx-s1-5189603/trump-tulsi-gabbard-director-of-national-intelligence">recente nomina</a> di <strong>Tulsi Gabbard</strong> come Direttrice dell’Intelligence Nazionale da parte di <strong>Donald Trump</strong> ha riacceso i riflettori su <em>Myrotvorets</em>, il controverso sito ucraino legato al governo che tiene una &#8220;lista nera&#8221; di individui considerati ostili agli interessi nazionali. L&#8217;ex deputata è inserita in questo elenco da tempo. La sua inclusione nell&#8217;oscura blacklist solleva interrogativi sulla posizione della nuova amministrazione statunitense e sulle relazioni con il governo ucraino: chiuderanno questo sito controverso e prenderanno provvedimenti contro i responsabili? Di sicuro, sarò motivo di grande imbarazzo per il governo di Kiev,  considerando che gli Usa, nel solo 2024, hanno destinato la bellezza di oltre <strong>72 miliardi di dollari</strong> in assistenza alla sicurezza per l&#8217;Ucraina, principalmente attraverso il programma di Presidenziale Drawdown Authority (PDA) e l&#8217;Ukraine Security Assistance Initiative (USAI). </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il percorso di Gabbard: da dem a trumpoiana</h2>



<p><strong>Tulsi Gabbard</strong> ha abbandonato i dem nel 2022, lanciando un duro attacco contro quella che defiì una &#8220;<strong>cricca di guerrafondai elitari</strong>&#8221; guidati da ideologia &#8220;woke&#8221;. L&#8217;ex deputata delle Hawaii accusò i democratici di promuovere divisioni razziali, ostilità verso la fede, permissivismo verso i criminali e persecuzione dei rivali politici, e di <strong>portare il Paese verso una guerra nucleare</strong>. Nello stesso periodo accusò inoltre <strong>Hillary Clinton</strong> di essere la &#8220;regina dei guerrafondai, incarnazione della corruzione e personificazione della putrefazione che ha infettato il Partito Democratico&#8221;. </p>



<p>Lo scorso agosto, dopo un percorso di avvicinamento al tycoon durato mesi, <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-arruola-anche-tulsi-gabbard-ex-democratica-delusa-dalle-troppe-guerre.html">annunciò il suo endorsement ufficiale</a> nei confronti del magnate repubblicano durante l&#8217;incontro dell’Associazione della Guardia Nazionale in Michigan. Gabbard, veterana della Guardia Nazionale, scelse una data simbolica per l’annuncio: <strong>il terzo anniversario dell’attentato suicida all’aeroporto di Kabul</strong>. Criticando l&#8217;amministrazione Biden per aver avvicinato gli Stati Uniti al rischio di una guerra nucleare, Gabbard affermò di voler fare tutto il possibile per riportare Trump alla Casa Bianca, elogiando il suo approccio prudente e diplomatico durante il primo mandato, <strong>in cui ha evitato nuove guerre</strong> e cercato la pace attraverso il dialogo. Ora avrà un ruolo chiave nella prossima amministrazione americana e dovrà supervisionare le agenzie d&#8217;intelligence Usa. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/profili-tulsi-gabbard-lex-dem-e-veterana-di-guerra-che-trump-vuole-capo-dellintelligence.html">Profili &#8211; Tulsi Gabbard, l&#8217;ex dem e veterana di guerra che Trump vuole capo dell&#8217;Intelligence</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>I dem senza onore: accusano Biden della sconfitta per non nominare Obama e Clinton</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-dem-senza-onore-accusano-biden-della-sconfitta-per-non-nominare-obama-e-clinton.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Nov 2024 16:45:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico americano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241110115348294_0c88413407a003618cce2efc34e933f7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241110115348294_0c88413407a003618cce2efc34e933f7.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241110115348294_0c88413407a003618cce2efc34e933f7-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241110115348294_0c88413407a003618cce2efc34e933f7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241110115348294_0c88413407a003618cce2efc34e933f7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241110115348294_0c88413407a003618cce2efc34e933f7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241110115348294_0c88413407a003618cce2efc34e933f7-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I democratici senza onore contro Biden: lo accusano della sconfitta per non nominare Obama e Clinton. E nessuna autocritica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-dem-senza-onore-accusano-biden-della-sconfitta-per-non-nominare-obama-e-clinton.html">I dem senza onore: accusano Biden della sconfitta per non nominare Obama e Clinton</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241110115348294_0c88413407a003618cce2efc34e933f7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241110115348294_0c88413407a003618cce2efc34e933f7.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241110115348294_0c88413407a003618cce2efc34e933f7-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241110115348294_0c88413407a003618cce2efc34e933f7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241110115348294_0c88413407a003618cce2efc34e933f7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241110115348294_0c88413407a003618cce2efc34e933f7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241110115348294_0c88413407a003618cce2efc34e933f7-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>&#8220;Quel che importa non è vincere o perdere, ma accettare serenamente la sconfitta&#8221;:</strong> molti alti esponenti del <strong>Partito Democratico americano</strong> in questi giorni sembrano non avere in mente la celebre massima di <strong>Abramo Lincoln</strong> e stanno spostando l&#8217;attenzione verso il <strong>presidente uscente Joe Biden</strong> per il pessimo <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-usa-kamala-harris-travolta-dalla-valanga-di-trump.html">risultato di <strong>Kamala Harris</strong> contro <strong>Donald Trump</strong>.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;affondo di Pelosi</h2>



<p>Da ultima si è aggiunta l&#8217;ex speaker della Camera <strong>Nancy Pelosi</strong>, che parlando al <em>New York Times</em> non ha speso una parola di critica per gli errori di Harris ma si è spinta a rinfacciare a Biden di averle lasciato il posto&#8230; troppo tardi! &#8220;Se il presidente si fosse fatto da parte prima&#8221;, ha detto Pelosi, &#8220;Kamala Harris avrebbe fatto bene e sarebbe stata più&nbsp;forte&#8221;.</p>



<p>L&#8217;ex speaker della Camera, decisiva per <strong>spingere i vertici democratici a abbandonare Biden</strong> prima del ritiro di luglio, contesta dunque al presidente un eccessivo attaccamento alla sua posizione. Critiche curiose da chi &#8211; come ha ricordato giustamente <strong>Costanza Cavalli su <em>Libero</em> &#8211; </strong>nella notte elettorale del 5 novembre ha conquistato il suo <strong>ventesimo mandato consecutivo alla Camera dei Rappresentanti</strong>. E che vanno di pari passo con un rifiuto della lettura del senatore del Vermont <a href="https://it.insideover.com/politica/bernie-sanders-cara-kamala-ti-spiego-io-perche-hai-perso.html"><strong>Bernie Sanders</strong>, che ha notato come i democratici abbiano perso il <strong>voto operaio</strong></a> per essersi distanziati eccessivamente dalle esigenze della classe media e dei lavoratori, regalandoli a Donald Trump. </p>



<p>Nota Pelosi che per molti elettori oggi le priorità sono &#8220;armi, Dio e gay&#8221;, semplificando l&#8217;arroccamento conservatore contro ogni posizione progressista su temi sensibili. Una lettura che cozza con la complessità della situazione sociale degli Stati Uniti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Obama &#8220;patron&#8221; della corsa di Harris</h2>



<p>Trump ha sovraperformato in un campo di elettorato che nel 2008 era stato decisivo per l&#8217;elezione di <strong>Barack Obama</strong>, diventando il presidente eletto ad aver aumentato maggiormente la quota di consensi tra la popolazione a basso reddito e basso livello di istruzione, la più vulnerabile di fronte alle crisi politiche, sociali ed economiche degli States. Sommando a ciò lo sfondamento tra le minoranze, si ha un quadro che rende semplificatoria l&#8217;analisi di Pelosi.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Back in 2016, we found that although the white non-college share of the electorate was a v strong predictor of Obama -&gt; Trump swing, poor health statistics were an even better one: <a href="https://t.co/OtlHlrsYbN">https://t.co/OtlHlrsYbN</a>. Preliminary analysis of this year yields a new good/even-better finding:🧵</p>&mdash; Dan Rosenheck (@DanRosenheck) <a href="https://twitter.com/DanRosenheck/status/1854560295223456124?ref_src=twsrc%5Etfw">November 7, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>A proposito di Obama, è interessante notare come sia la <strong>campagna di Harris che la &#8220;madrina&#8221; della sua ascesa a candidata, Nancy Pelosi</strong>, si concentrino su Biden, presidente che dopo la debacle del 2016 nel 2020 ha riconciliato i democratici con i lavoratori della Rust Belt e messo a terra strategie per far tornare a correre l&#8217;industria americana (&#8220;Il più progressista dai tempi di Roosevelt&#8221;, l&#8217;ha elogiato Sanders) partendo da posizioni centriste e moderate, dimenticando quanto l&#8217;afflato identitario di Harris abbia portato la vice in carica a circondarsi di altre <strong>icone del mondo democratico</strong>. Tra cui proprio l&#8217;ex presidente Obama, la moglie Michelle e l&#8217;immancabile duo <strong>formato da Hillary e Bill Clinton</strong>.</p>



<p>Sono stati gli Obama e i Clinton a guidare, politicamente, il sostegno a Harris. Il <em>New Yorker</em> ha parlato della presenza costante di Barack e Michelle a fianco di Harris, parlando di temi <strong>identitari, del possibile danno di Trump alla democrazia americana</strong>, di questioni sensibili come i <strong>diritti riproduttivi delle donne</strong>, il nodo delle <strong>minoranze,</strong> il rilancio del <strong>sogno progressista dell&#8217;America inclusiva</strong> contro la chiusura rappresentata dal trumpismo. Tutto questo <a href="https://www.newyorker.com/news/the-lede/the-obamas-campaign-for-kamala-harris">mentre Harris faceva &#8220;lo stesso discorso&#8221; per tre mesi di campagna.</a> </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;errore di puntare su Clinton</h2>



<p>Non una buona scelta quella di focalizzare unicamente su <strong>questioni etiche e identitarie</strong> una partita dove hanno deciso soprattutto le preoccupazioni economiche della cittadinanza. Altrettanto infelice la scelta di mettere in prima fila Hillary e, soprattutto Bill Cinton in molti Stati chiave. <strong>L&#8217;ex presidente, ad esempio, l&#8217;1 novembre ha parlato in Michigan</strong> e, <a href="https://www.timesofisrael.com/on-campaign-trail-for-harris-in-michigan-bill-clinton-defends-israels-war-in-gaza/">in quell&#8217;occasione, ha difeso la guerra d&#8217;Israele a Gaza</a>. La campagna di Harris, puntando sul suo sostegno, ha compiuto un doppio errore: da un lato, dare il palco a chi nella Rust Belt è ritenuto l&#8217;acceleratore dei processi di globalizzazione che hanno spinto l&#8217;industria lontana dagli Stati dei Grandi Laghi; dall&#8217;altro, farlo parlare di questi temi nello Stato più arabo e musulmano dell&#8217;Unione, dove già i dem subivano duramente la rivolta elettorale dei filopalestinesi.</p>



<p><a href="https://www.telegraph.co.uk/us/politics/2024/11/07/obama-blamed-election-loss-pushing-biden-out-white-house/">E ora, salvo alcuni retroscena,</a> nessuno, fuorché Sanders, ha avanzato un&#8217;analisi lucida e concreta della sconfitta. Il Partito Democratico si è <strong>arroccato attorno alla sua élite</strong>, contro lo stesso inquilino della Casa Bianca, circondandosi della solita <strong>parata di stelle</strong> dello spettacolo chiamate a gridare ad alta voce contro il &#8220;pericolo Trump&#8221;, mentre l&#8217;elettorato guardava altrove. Serviva un capolavoro per regalare la rappresentanza dell&#8217;elettorato lavoratore, decisivo per la vittoria delle presidenziali, e del cuore post-industriale degli Usa a un miliardario palazzinaro di New York. Già nel 2016 era successo. Farlo quando contro si ha un Trump sostenuto da un esercito di miliardari e a braccetto con l&#8217;<strong>uomo più ricco del mondo, Elon Musk</strong>, significa aver compiuto un capolavoro di autolesionismo politico. Aggiungere a ciò lo scaricabarile contro chi quel rivale è riuscito a sconfiggerlo e si è poi spinto al ritiro dalla corsa, fa perdere onore a ogni analisi della sconfitta. E lascia pensare che difficilmente dallo schianto del 5 novembre saranno tratte le necessarie lezioni politiche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-dem-senza-onore-accusano-biden-della-sconfitta-per-non-nominare-obama-e-clinton.html">I dem senza onore: accusano Biden della sconfitta per non nominare Obama e Clinton</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>A New York è &#8220;guerra civile&#8221; tra i Dem su Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/a-new-york-e-guerra-civile-tra-i-dem-su-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jun 2024 14:41:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[AIPAC]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni negli Usa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico americano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una vera guerra civile politica investe i Dem di New York e le organizzazioni pro-Israele. Cosa racconta la corsa a un seggio</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/a-new-york-e-guerra-civile-tra-i-dem-su-israele.html">A New York è &#8220;guerra civile&#8221; tra i Dem su Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una vera e propria <strong>guerra civile politica</strong> sta colpendo il <strong>Partito Democratico di New York</strong>, da sempre laboratorio e epicentro della formazione dell&#8217;asinello del presidente <a href="https://it.insideover.com/video/chi-e-joe-biden-il-presidente-piu-anziano-della-storia-degli-usa">Joe Biden</a>. L&#8217;oggetto del contendere è la visione del mondo dei due politici in gara per le primarie del 16esimo distretto della Camera dei Rappresentati dello Stato, che include parte del Bronx e i sobborghi dell&#8217;abitato di Westchester, che si terranno martedì 25 giugno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La battaglia in un quartiere blindato per i Dem</h2>



<p>Qui <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-partito-democratico-americano.html">il Partito Democratico</a> controlla il seggio dal 1949 e nel territorio del 16esimo distretto <a href="https://web.archive.org/web/20090305175409/http://www.swingstateproject.com/showDiary.do?diaryId=4161">nel 2008 <strong>Barack Obama</strong> alle presidenziali prese il 95% dei voti.</a> Dunque, la conferma del seggio come saldamente blu alle prossime elezioni di novembre è pressoché scontata e la vera partita si gioca adesso. </p>



<p>In campo ci sono il deputato uscente, <strong>Jamaal Bowman,</strong> eletto nel 2020 e riconfermato nel 2022, e <strong>George Latimer</strong>, dirigente della contea di Westchester che mira a sottrargli la <em>nomination</em> e, dunque, il seggio. La sfida è diventata uno spaccato della partita politica che divide i Democratici ed è inusuale vedere che in una sfida dai connotati tanto locali sia stata la <strong>grande politica internazionale a farla da padrona.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Bowman, democratico ribelle spostato a sinistra</h2>



<p>Bowman, infatti, è deputato della <strong>sinistra radicale del partito</strong>. Vicino al movimento Black Lives Matter, membro del caucus dei Democratici Socialisti d&#8217;America (Dsa), nel 2022 ha criticato con il suo voto contrario il <strong>National Defense Authorization Act </strong>di Biden e nel 2023 si è opposto a una risoluzione del Congresso in cui si ricordava che &#8220;Israele non è razzista o di apartheid&#8221;. Sul conflitto a Gaza, Bowman ha usato toni duri verso la strategia della Casa Bianca di iniziale supporto a Benjamin Netanyahu in forma pressoché schiacciante.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/leffetto-uomo-di-rochdale-il-peso-della-guerra-a-gaza-sulla-politica-britannica.html">L&#8217;effetto &#8220;uomo di Rochdale&#8221;: nel Regno Unito la corsa ai Comuni di George Galloway nel nome di Gaza</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Da ultimo, Bowman ha votato contro il più recente pacchetto di aiuti a Israele deliberato dal Congresso. Latimer, invece, è un dem del campo tradizionalmente vicino alla cordata dominante, istituzionale e oggi schierata compatta sulla Casa Bianca. La sua forza, ricorda il <em>Financial Times</em>, è la <strong>conoscenza pressoché totale del quartiere.</strong> 70 anni, Latimer è di 23 anni più vecchio del deputato uscente, ex preside di scuola.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I gruppi pro-Israele contro Bowman</h2>



<p>Al fianco di Latimer si <a href="https://www.usatoday.com/story/news/politics/elections/2024/06/13/clinton-endorses-bowmans-challenger-house/74082348007/">è schierata nientemeno che <strong>Hillary Clinton</strong>,</a> e soprattutto è scesa in campo, con tutta la sua forza, la struttura di istituzioni americane filo-israeliane. A partire, come ha ricordato <strong>Guglielmo Calvi</strong> su queste colonne, dal potentissimo <a href="https://it.insideover.com/politica/democratico-o-repubblicano-se-tifi-bibi-avrai-tanti-soldini.html">American-Israel Political Action Committee, l&#8217;Aipac.</a> All&#8217;Aipac, di orientamento conservatore, si è affermata sempre più la tendenza a finanziare quei candidati democratici ritenuti una garanzia congressuale per il sostegno americano a Tel Aviv. L&#8217;Aipac si è trovata con Latimer al fianco di organizzazioni come Pro-Israel America e di due strutture più specificatamente legate al partito dell&#8217;asinello: il Jewish Democratic Council of America e la Democratic Majority for Israel.</p>



<p>Quella dell&#8217;Aipac è stata una <strong>guerra totale</strong> per il cuore e la mente del Partito Democratico americano. Dopo aver messo sul piatto per Latimer 1,5 milioni di dollari, la lobby pro-Tel Aviv li ha portati a 2 a metà maggio. </p>



<p>Già così l&#8217;Aipac aveva messo sul campo risorse pari al 40% dei <strong>5 milioni di dollari spesi da Latimer</strong> in campagna elettorale. E nei giorni scorsi ha calato l&#8217;asso: <strong>sono stati stanziati fondi per 14,5 milioni di dollari per bombardare su ogni canale</strong> sulla minaccia che la riconferma di Bowman porrebbe alla sicurezza americana e ai rapporti con Israele. Una quota di risorse tale da <a href="https://clerk.house.gov/Votes/2024152"><strong>rendere le primarie le più costose della storia americana</strong> per un singolo seggio.</a> Per fare un paragone italiano, nel 2022 <strong>Fratelli d&#8217;Italia</strong> ha speso 3,4 milioni di euro per l&#8217;intera campagna che l&#8217;ha portato ad essere il primo partito italiano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La battaglia per il cuore del Partito Democratico</h2>



<p>Inchiodare Bowman a una sconfitta vorrebbe dire per la tradizionale maggioranza del Partito Democratico capire se è possibile imporre un riflusso alle politiche di sinistra radicale partendo proprio dal tema di Israele. Bowman, lo ricordiamo, è vicino a <strong><a href="https://it.insideover.com/migrazioni/e-scontro-fra-biden-e-alexandria-ocasio-cortez-sui-migranti.html">Alexandria Ocasio-Cortez</a></strong>, la deputata &#8220;pasionaria&#8221; della Grande Mela, e alla sua &#8220;Squad&#8221; spostata ampiamente a sinistra. Il cui padre nobile è <strong>il senatore del Vermont </strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bernie-sanders.html"><strong>Bernie Sanders</strong>. </a></p>



<p>Da deputato Bowman &#8220;sostiene l’aumento delle tasse sui ricchi, il taglio dei fondi alla polizia e il pagamento di 14mila miliardi di dollari in risarcimenti ai neri americani, tra le altre politiche progressiste&#8221;, <a href="https://www.ft.com/content/af536368-3299-4e69-bd2e-f69856d02cb9">ricorda il Ft</a>. </p>



<p>Il membro del Congresso accusa il suo <strong>partito di aver arruolato Latimer</strong> per silenziare la sua critica ai fatti di Gaza, che non esita a definire &#8220;un genocidio&#8221; e per spostare il dibattito dai reali temi, legati alla giustizia sociale e alla sicurezza economica di un quartiere abitato principalmente da neri e con una consistente (9%) minoranza di immigrati giamaicani, su cui si dovrebbe giudicare la candidatura.<strong> Ocasio e Sanders sono giunti sabato a sostenerlo</strong> in un comizio finale. Il 25 giugno andrà in scena un voto apertissimo, che dirà molto delle linee di tendenza future del Partito Democratico. E anche della possibilità di un&#8217;alleanza tra moderati interni e conservatori all&#8217;esterno per cauterizzare le spinte più radicali. Qualcosa raramente tentato prima d&#8217;ora, e che a New York avrà un banco di prova.</p>
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		<title>Tutti i guai del partito democratico Usa: ecco come perde consensi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tutti-i-guai-del-partito-democratico-usa-ecco-come-perde-consensi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Chiapparino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Nov 2023 14:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[partito-democratico-usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1307" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-scaled-600x409.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-1024x697.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-768x523.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-1536x1046.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-2048x1395.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre continua il calo di Biden nei sondaggi un nuovo saggio analizza il rapporto in crisi tra il partito democratico e la working class Usa</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1307" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-scaled-600x409.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-1024x697.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-768x523.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-1536x1046.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-2048x1395.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Demografia è destino. All’alba del nuovo secolo gli studiosi John B. Judis e Rudy Teixeira nel loro celebre saggio “<em>The emerging democratic majority</em>” preconizzavano l’avvento negli Stati Uniti di una maggioranza elettorale composta da <em>professionals</em>, donne, minoranze e colletti blu pronta a garantire il predominio ai seggi del&nbsp;<strong>partito democratico</strong>. La svolta a sinistra sembrava aver trovato conferme nel 2008 con l’elezione di <strong>Barack Obama </strong>al punto da far sostenere agli strateghi di <strong>Hillary Clinton</strong> che i dem nel 2016 avrebbero potuto vincere persino in Texas, il<em> deep red State</em> che non votava per un candidato del partito dell’asinello dai tempi di Jimmy Carter.</p>



<p>La storia però è andata diversamente e per diversi analisti i guai nei sondaggi di <strong>Joe Biden</strong>, per quanto rappresentativi di un’istantanea, sarebbero comunque indicativi di una tendenza che va ben al di là della&nbsp;stanchezza degli americani nei confronti di un rappresentante politico considerato troppo anziano. I dati scoraggianti per il presidente dipenderebbero infatti anche da un’emorragia di consensi&nbsp;in una delle <em>constituency </em>chiave per i democratici: quella della<strong> classe lavoratrice</strong>. &nbsp;</p>



<p>“Se solo 40mila persone in Wisconsin, Pennsylvania e Michigan avessero cambiato idea, avrei vinto” scrive la <strong>Clinton</strong> nel suo libro, “<em>What happened</em>”, commentando lo sfondamento di <strong>Donald Trump</strong> del 2016 nei tre Stati ad alta concentrazione di colletti blu e attribuendolo in parte ai voti intercettati dal partito Green di Jill Stein. L’autopsia della sconfitta eseguita dalla prima candidata donna alla presidenza non tiene però conto proprio dello scollamento avvenuto tra l’establishment di sinistra e la <em>working class</em> americana.&nbsp;</p>



<p>A distanza di 20 anni dalla loro opera in cui teorizzavano l’imminente materializzarsi della <em>blue age </em>sono gli stessi Judis e Teixeira, di formazione&nbsp;liberal, a riconoscere le difficoltà del partito che fu di <strong>Franklin Delano Roosevelt</strong> in un <a href="https://www.wsj.com/arts-culture/books/politics-where-have-all-the-democrats-gone-and-the-party-of-the-people-d2c9a91e" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nuovo saggio</a> “<em>Where have all the democrats gone?”</em>. Nella loro nuova analisi i due studiosi ammettono di non aver previsto lo spostamento della classe lavoratrice verso i repubblicani sebbene continuino a ritenere che i lavoratori più qualificati, le donne e le minoranze siano ancora orientati a sinistra.&nbsp;</p>



<p>Per Judis e Teixeira è con Carter a partire dagli anni Settanta che i democratici avrebbero cominciato ad abbandonare la <em>working class</em>, ma è l’amministrazione di <strong>Bill Clinton</strong> ad aver impresso l&#8217;accelerazione maggiore con l’allontanamento&nbsp;dai sindacati, il sostegno al libero commercio e l’approvazione di politiche migratorie più permissive. In questo contesto sarebbe quindi stata determinante la perdita d’influenza del <strong>movimento operaio</strong> portavoce delle istanze dei lavoratori meno qualificati e con bassi livelli d’istruzione. I due esperti scrivono che “Hollywood, la Silicon Valley e <strong>Wall Street</strong> insieme ai gruppi femministi, ambientalisti&nbsp;ed alle&nbsp;organizzazioni per i diritti civili” hanno preso il controllo dello <em>shadow party</em> interno al partito democratico il quale ormai sembra rivolgersi solo ad un elettorato urbano, altamente istruito e progressista.</p>



<p>Biden ha cercato di recuperare il terreno perduto nei rapporti con la classe operaia appoggiando le <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/biden-e-trump-si-scontrano-scioperi-cosa-svela-battaglia-i-2215222.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rivendicazioni dei colletti blu</a> dell&#8217;industria automobilistica in <strong>sciopero </strong>nelle scorse settimane ma questa iniziativa politica non si è tradotta per il presidente in un rimbalzo nei sondaggi. Se si aggiungono poi i dati che mostrano un calo di consensi per il vecchio Joe tra gli afroamericani, i latinos, i musulmani e i giovani sotto i 35 anni appare ancora più evidente come il legame storico tra il partito democratico e il suo elettorato di riferimento sembra essersi spezzato. Se i mesi che ci separano alle elezioni presidenziali del 2024 basteranno per ricucire questo legame è tutto da vedere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-i-guai-del-partito-democratico-usa-ecco-come-perde-consensi.html">Tutti i guai del partito democratico Usa: ecco come perde consensi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il timoniere delle guerre di Biden: come leggere tutte le mosse di Jake Sullivan</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-timoniere-delle-guerre-di-biden-come-leggere-tutte-le-mosse-di-jake-sullivan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Chiapparino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Nov 2023 17:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231108163231752_50392025900670eab2c565faf56d79da-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231108163231752_50392025900670eab2c565faf56d79da-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231108163231752_50392025900670eab2c565faf56d79da-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231108163231752_50392025900670eab2c565faf56d79da-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231108163231752_50392025900670eab2c565faf56d79da-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231108163231752_50392025900670eab2c565faf56d79da-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231108163231752_50392025900670eab2c565faf56d79da-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231108163231752_50392025900670eab2c565faf56d79da-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il consigliere per la Sicurezza nazionale Usa sempre più in prima linea nel sostegno militare all'Ucraina contro la Russia</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-timoniere-delle-guerre-di-biden-come-leggere-tutte-le-mosse-di-jake-sullivan.html">Il timoniere delle guerre di Biden: come leggere tutte le mosse di Jake Sullivan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Quando verrà scritta la storia della <strong>guerra in Ucraina</strong> e del supporto garantito da Washington a Kiev non si potrà non menzionare il ruolo di primo piano giocato dal consigliere per la Sicurezza nazionale Usa <strong>Jake Sullivan</strong>, <a href="https://www.newyorker.com/magazine/2023/10/16/trial-by-combat">definito</a> “<em>il timoniere del conflitto e di tutto il resto</em>” da Ivo Daalder, ex ambasciatore americano alla Nato. Il quarantaseienne cresciuto in una famiglia di origini irlandesi nel Minnesota è infatti il sostenitore numero uno di Kiev nella squadra del presidente <strong>Joe Biden</strong>. Lo è anche ora che il fronte occidentale mostra segni di cedimento rispetto ai mancati progressi sul campo della <strong>controffensiva ucraina</strong>.&nbsp;</p>



<p>Il più giovane consigliere per la Sicurezza nazionale dai tempi della guerra del Vietnam ha cominciato la sua carriera politica sotto l’ala della senatrice democratica Amy Klobuchar la quale nel 2008 gli apre le porte di Washington presentandogli<strong> Hillary Clinton</strong>. Dopo la sconfitta alle primarie del partito dell’asinello, l’ex <em>first lady</em>, nominata da <strong>Barack Obama</strong> come segretario di Stato, chiama accanto a sé il giovane Sullivan il quale la accompagna in missioni in 120 Paesi. Dopo le dimissioni di Clinton, entra nel &#8220;cerchio magico&#8221; di Biden come consigliere per la Sicurezza nazionale dell’allora vicepresidente.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Per entrambi i suoi padrini politici Sullivan è un uomo dal talento e dall’intelletto unici. Non a caso il vecchio Joe gli affida&nbsp;nel 2021 la Sicurezza nazionale creando insieme al segretario di Stato&nbsp;<strong>Antony Blinken</strong> e al segretario alla Difesa Lloyd Austin uno dei team di politica estera più coesi degli ultimi anni che, almeno in pubblico e sino ad ora, gestisce i complicati dossier delle guerre in Ucraina e in <strong>Medio Oriente</strong> senza drammi e sovrapposizioni. &nbsp;</p>



<p>Il battesimo del fuoco per Sullivan arriva nell’estate del 2021 con il ritiro disastroso delle truppe americane dall’<strong>Afghanistan</strong>. Una debacle per l’amministrazione Biden di cui verrà accusato anche il consigliere per la Sicurezza nazionale. Secondo i suoi più stretti collaboratori le critiche hanno lasciato segni sul giovane funzionario famoso per essere un “<em>secchione</em>” stakanovista che non conosce orari. A tal proposito il <em>New Yorker </em>in un lungo articolo a lui dedicato ricorda la recente irruzione di un intruso avvenuta nel cuore della notte nell’abitazione di Sullivan e scoperta dallo stesso consigliere ancora impegnato a lavorare.&nbsp;</p>



<p>Se il fulmineo ingresso dei talebani a Kabul sembra cogliere di sorpresa l’assistente di Biden, lo stesso non accade con la minaccia russa. “Non mostrarti troppo interessato a lavorare con <strong>Vladimir Putin</strong>. Non dedicargli troppe attenzioni e non accettare il suo invito ad un incontro di alto livello”. Questo è il consiglio affidato ad Obama da Clinton nel 2013 prima di lasciare Foggy Bottom, una messa in guardia nei confronti dello zar frutto dei suggerimenti ancora più duri stilati da Sullivan per conto del suo capo.  </p>



<p>Sull’<strong>Ucraina</strong> il consigliere non ha dubbi e dichiara che “ci sono pochi conflitti, forse nessuno, nell’era post-Guerra fredda dove è così chiaro chi siano i cattivi e chi i buoni e noi dobbiamo fare di tutto per aiutarli”. E in effetti nessuno mette in discussione come l’aiuto americano a favore di Kiev rappresenti il più grande programma di assistenza Usa dal 1945. Ai giornalisti che gli chiedono se quella nell’Europa dell’est sia una <strong>guerra per procura</strong> Sullivan risponde che “gli ucraini non stanno combattendo la Russia al posto degli Stati Uniti. Stanno lottando per la loro terra e per la loro libertà. Per me l’analogia più rappresentativa della situazione è quella del supporto fornito da Washington a Londra” nella lotta contro i nazisti prima degli attacchi di Pearl Harbor. </p>



<p>Nell’ufficio del consigliere campeggia una grande mappa dell’Ucraina costantemente aggiornata con i progressi sul campo. A lui Biden ha affidato il compito di mantenere il fronte unito con gli altri partners della <strong>coalizione occidentale</strong>. La conoscenza del conflitto da parte di Sullivan è impressionante: è sempre in contatto con Andriy Yermak, il capo di gabinetto del presidente <strong>Volodymyr Zelensky</strong>,&nbsp;e la scorsa primavera durante la battaglia di Bakhmut era a conoscenza dello stato dei combattimenti isolato per isolato. &nbsp;</p>



<p>Nell’agenda di Sullivan non c’è però solo l’Ucraina. Il consigliere per la Sicurezza nazionale, nelle ultime settimane nell’occhio del ciclone per aver minimizzato i rischi alla stabilità del Medio Oriente prima del 7 ottobre, è impegnato a gestire le ricadute del conflitto tra <strong>Israele </strong>e Hamas che minaccia di estendersi all’Iran. Il fronte del Pacifico poi con la crescente aggressività cinese nei confronti di <strong>Taiwan </strong>non permette distrazioni. “<em>È il mio lavoro preoccuparmi e così lo faccio letteralmente per ogni cosa</em>” ha detto una volta il politico del <em>Midwest</em>. Di questi tempi i motivi per cui essere preoccupato non gli mancheranno di certo.</p>
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		<title>Robert Kennedy Jr e le mine vaganti delle elezioni Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/robert-kennedy-jr-e-le-mine-vaganti-delle-elezioni-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Chiapparino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2023 10:23:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ilgiornale2_20231011120941855_6f0d7730951c09e5eb3f09f2b4865455-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ilgiornale2_20231011120941855_6f0d7730951c09e5eb3f09f2b4865455-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ilgiornale2_20231011120941855_6f0d7730951c09e5eb3f09f2b4865455-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ilgiornale2_20231011120941855_6f0d7730951c09e5eb3f09f2b4865455-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ilgiornale2_20231011120941855_6f0d7730951c09e5eb3f09f2b4865455-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ilgiornale2_20231011120941855_6f0d7730951c09e5eb3f09f2b4865455-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ilgiornale2_20231011120941855_6f0d7730951c09e5eb3f09f2b4865455-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ilgiornale2_20231011120941855_6f0d7730951c09e5eb3f09f2b4865455-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli "agenti di disturbo" sono sempre più frequenti nella corsa alla Casa Bianca e possono decidere l'esito delle elezioni</p>
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<p>Lo spettro che si aggirava da mesi nella campagna elettorale americana ha preso finalmente forma. <strong>Robert Kennedy Jr </strong>ha rotto gli indugi e, dopo un lungo periodo di riflessione in cui ha valutato di scendere in campo come candidato del partito democratico alternativo al presidente <strong>Joe Biden</strong>, ha deciso di correre come indipendente.&nbsp;</p>



<p>Il figlio di Robert Kennedy, senatore e fratello di John Fitzgerald Kennedy nonché candidato alle presidenziali del 1968 (anno in cui fu assassinato), ha un profilo da <strong>mina vagante della politica americana</strong>. Le sue posizioni da ambientalista e a sostegno dei gruppi sindacali dovrebbero avvicinarlo al partito democratico. Allo stesso tempo però si è guadagnato una discussa notorietà a causa della sua contrarietà al programma di aiuti all&#8217;Ucraina e per le sue dichiarazioni da <em>no-vax</em> e a favore di strampalate teorie cospirative che potrebbero tentare alcune frange del partito repubblicano. </p>



<p><strong>Quali possibilità di vittoria avrebbe Robert Kennedy Jr?</strong> Molto poche stimano gli analisti anche se, secondo un recente sondaggio <em>Reuters/Ipsos</em>, la sua candidatura raccoglierebbe il 14% dei consensi contro il 40% di Trump e il 38% di Joe Biden. Nonostante ciò, la strada per il candidato del partito indipendente appare in salita – la sua famiglia ha tentato di dissuaderlo, senza successo, dal candidarsi – e in pochi ritengono abbia davvero speranze di conquistare la Casa Bianca. Ogni voto che riuscirà ad ottenere potrebbe però risultare decisivo in una competizione elettorale in cui gli americani non appaiono entusiasti delle principali opzioni disponibili al momento.&nbsp;</p>



<p>Se Robert Kennedy Jr punta davvero alla vittoria non può contare sui precedenti storici. Se invece il suo scopo è fare da <strong>ago della bilancia</strong> il 2024 potrebbe offrirgli qualche speranza. Come rileva un’analisi della <em>Cnn</em> negli anni più recenti i partiti alternativi hanno potuto contare su performance elettorali non trascurabili. Il candidato più di successo appartenente ad un terzo partito è stato <strong>Ross Perot</strong> il quale nel 1992 contribuì alla sconfitta del presidente uscente George H.W. Bush e aprì le porte della Casa Bianca al democratico <strong>Bill Clinton</strong>. Quell&#8217;anno l’ex governatore dell’Arkansas si aggiudicò appena il 43% del voto popolare potendo contare sul ruolo di guastafeste del miliardario texano a cui invece andò il 19% dei voti. </p>



<p>In un eco degli umori che caratterizzano anche questa tornata elettorale, all’epoca il celebre giornalista David Remnick scriveva che “ogni giorno ci viene ricordato di quanta rabbia ci sia là fuori e senza dubbio è così. Perot ha i mezzi per avvantaggiarsene, divenendo così il candidato del terzo partito con più possibilità di successo dai tempi di George Wallace (il governatore dell’Alabama che nel 1968 sfidò Richard Nixon e Hubert Humphrey)”. La mina vagante delle <strong>elezioni del 1992</strong> ebbe una forte influenza su un altro <em>tycoon </em>populista, <strong>Trump</strong>, a sua volta tentato nel 2000 dal candidarsi per il <em>Reform party</em>, una creatura politica fondata da Perot dopo la sua prima campagna. Nel 2000 il miliardario texano offrì il suo <em>endorsement </em>a <strong>George W. Bush</strong>, un gesto di pace nei confronti dell’ex presidente, padre dell’uomo che di lì a poco sarebbe diventato il nuovo inquilino della Casa Bianca.&nbsp;</p>



<p>Proprio le <strong>elezioni del 2000</strong> rappresentano l’altro esempio in cui il terzo uomo, in questo caso il candidato dei Verdi <strong>Ralph Nader</strong>, ha sparigliato le carte in tavola cambiando il corso della storia. Quell’anno il rappresentante del partito dell’asinello, Al Gore, vinse il voto popolare ma vide sfumare il sogno della presidenza. Decisivo si rivelò il conteggio dei voti in Florida. Nader prese solo l’1,6% ma si rivelò un numero comunque sufficiente a decretare la sconfitta per il democratico, il quale perse il <em>Sunshine State</em> per poche centinaia di voti.&nbsp;</p>



<p>Non è sempre facile determinare quale dei due partiti principali sia più danneggiato dalle performance del&nbsp;terzo partito. Secondo alcune <a href="https://edition.cnn.com/2016/11/10/politics/gary-johnson-jill-stein-spoiler/index.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">analisi</a> è possibile che gli agenti disturbatori delle elezioni del 2016, Gary Johnson del partito Libertario e Jill Stein del <em>Green Party</em>, sottrassero ad <strong>Hillary Clinton</strong> abbastanza voti da impedirle di battere Trump in Stati che si rivelarono tra i più contesi: Wisconsin, Pennsylvania, Michigan e Florida.&nbsp;</p>



<p>Le premesse della tornata elettorale del 2024&nbsp;lasciano intravedere scenari in cui la debolezza di Biden e Trump apre le porte a possibili sorprendenti risultati per il partito indipendente. Le probabilità di successo di Kennedy Jr sono al momento molto scarse. Questo non vuol dire però che il terzo incomodo passerà inosservato.</p>
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		<title>Biden verso l&#8217;impeachment: di cosa è accusato il presidente Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/biden-verso-limpeachment-di-cosa-e-accusato-il-presidente-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Chiapparino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Sep 2023 08:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Usa]]></category>
		<category><![CDATA[Impeachment]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/biden.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Joe Biden in macchina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/biden.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/biden-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/biden-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/biden-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>I rapporti tra il presidente e suo figlio Hunter al centro dell'impeachment annunciato dai repubblicani</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/biden.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Joe Biden in macchina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/biden.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/biden-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/biden-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/biden-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Lo <em>speaker</em> repubblicano della Camera Kevin McCarthy annuncia l’apertura della procedura d’<strong><em>impeachment</em> </strong>contro <strong>Joe Biden</strong> e i suoi affari di famiglia opachi. Il procedimento non ha alcuna possibilità di arrivare alla condanna dell’inquilino della Casa Bianca ma rappresenterà per il partito dell&#8217;elefante un’occasione in piena campagna elettorale per accendere i riflettori sul rapporto tra il presidente e suo figlio <strong>Hunter</strong>. &nbsp;&nbsp;</p>



<p>In una sua <a href="https://www.nytimes.com/2023/09/10/us/politics/joe-biden-hunter-relationship.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">inchiesta</a> il <em>New York Times</em> ha riportato la frustrazione di più di una decina di fonti anonime vicine alla famiglia Biden per l’incapacità del presidente di dire no al suo secondogenito. Il risultato è una debolezza politica che adesso presenta il conto e potrebbe infliggere un duro colpo alle chance di riconferma per l&#8217;esponente del <strong>Partito democratico</strong>. </p>



<p>Hunter è cresciuto all’ombra del fratello Beau. Joe amava definire il suo figlio maggiore una versione di sé “ma senza i lati negativi” e vedeva in lui il suo perfetto erede politico. Era infatti un leader nato e, oltre ad essere uno studente atleta, si era laureato in legge nelle prestigiose università dell’<em>Ivy League</em>. Era diventato così popolare nel suo stato, il Delaware, da ricevere gli elogi anche dall’allora presidente <strong>Barack Obama</strong>. La sua morte nel 2015 a causa di una malattia ha segnato profondamente Joe ed è in parte il motivo della sua decisione di non candidarsi l’anno dopo per la corsa alla Casa Bianca. <strong>Hillary Clinton</strong> perderà poi in alcuni stati chiave “operai” dove un candidato diverso, percepito più vicino ai lavoratori del <em>midwest</em>, avrebbe potuto fare la differenza.  </p>



<p>Hunter&nbsp;condivide con Joe i tratti di una personalità più portata ai rapporti sociali. Si sposa poco prima di completare gli studi alla <em>Yale Law School</em> e non molto dopo comincia ad avere <strong>problemi con l’alcol</strong> a cui si aggiungeranno quelli con la droga che lo perseguiteranno per anni. Tragedie e dipendenze affliggono in realtà i Biden da lungo tempo. Beau e Hunter sopravvivono da piccoli all’incidente stradale in cui muoiono la mamma e la sorella.&nbsp;Inoltre in passato il presidente ha spiegato di non bere dichiarando che “ci sono stati già abbastanza alcolisti nella mia famiglia”. Il riferimento è a suo&nbsp;padre e a suo fratello, i quali avevano sofferto di dipendenza dagli alcolici.&nbsp;</p>



<p>Oltre ai problemi personali si sono aggiunti i guai legali di Hunter, vera spina nel fianco del presidente. Al momento è infatti sotto inchiesta per violazioni delle leggi sulle armi ed evasione fiscale. Di recente il tentativo di mettere un punto alla vicenda tramite un accordo è fallito ed è stato nominato un procuratore speciale incaricato di condurre le indagini che potrebbero portare alla scoperta di illeciti nei rapporti economici intrattenuti da Hunter con paesi stranieri come Ucraina e Cina. Anche se sino ad ora non sono state trovate prove di un coinvolgimento del padre in questi affari, Joe è accusato dai repubblicani di aver portato la <strong>corruzione alla Casa Bianca</strong>.&nbsp;</p>



<p>Anche se gli alleati del presidente nutrono un profondo rispetto per il legame che intercorre tra padre e figlio, in privato hanno criticato la decisione di far partecipare Hunter a cene di stato o di farlo salire a bordo dell’elicottero presidenziale <em>Marine One</em>. Nel contesto attuale di alta polarizzazione tra i due partiti e con <strong>Donald Trump</strong> alle prese con una<strong> raffica di incriminazioni</strong>, i repubblicani cercheranno di sfruttare a proprio vantaggio ogni&nbsp;possibile debolezza di<strong> </strong>Joe Biden. I sondaggi nei prossimi giorni mostreranno quanto sia vincente questa strategia. &nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/biden-verso-limpeachment-di-cosa-e-accusato-il-presidente-usa.html">Biden verso l&#8217;impeachment: di cosa è accusato il presidente Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La costituzione Usa contro Trump: cosa dice il 14esimo emendamento</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-costituzione-usa-contro-trump-cosa-dice-il-14esimo-emendamento.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Chiapparino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Sep 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1010" height="568" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Donald-Trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="President Donald J. Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Donald-Trump.jpg 1010w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Donald-Trump-600x337.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Donald-Trump-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Donald-Trump-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Donald-Trump-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1010px) 100vw, 1010px" /></p>
<p>Negli Stati Uniti impazza il dibattito sul 14° emendamento e se davvero potrebbe essere usato per bloccare la corsa alla Casa Bianca di Trump</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1010" height="568" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Donald-Trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="President Donald J. Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Donald-Trump.jpg 1010w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Donald-Trump-600x337.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Donald-Trump-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Donald-Trump-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Donald-Trump-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1010px) 100vw, 1010px" /></p>
<p>Fermare ad ogni costo <strong>Donald Trump</strong>. Più prende corpo la possibilità che le elezioni presidenziali Usa del 2024 si apprestino a diventare una riedizione di quelle del 2020 e più una parte della società americana, non necessariamente legata al partito democratico, si interroga su come impedire la candidatura del miliardario. Soprattutto alla luce dei suoi guai legali. Ad aprire alla prospettiva sono stati i professori universitari di estrazione conservatrice William Baude e Michael Stokes Paulsen i quali in un articolo pubblicato sulla <em>University of Pennsylvania Law Review</em> hanno argomentato che il <strong>14esimo emendamento</strong> non permetterebbe all’ex presidente di correre per la Casa Bianca. </p>



<p>Per inquadrare meglio la questione occorre fare un passo indietro. La <strong>costituzione Usa</strong> stabilisce in maniera esplicita i requisiti affinché un cittadino possa candidarsi alla carica più alta prevista dalla democrazia a stelle e strisce: aver compiuto almeno 35 anni, essere nato su suolo americano ed essere residente nel Paese per più di 14 anni. A questi si aggiunge il divieto di un terzo mandato da presidente. </p>



<p>Le <strong>vicende giudiziarie di Trump</strong> in teoria non sembrerebbero quindi sufficienti a squalificarlo dal correre per una carica federale. È qui però che entra in ballo la sezione tre&nbsp;del 14° emendamento della carta costituzionale, adottato dopo la guerra civile, che vieta di candidarsi a chi ha partecipato ad insurrezioni o ha fornito “aiuto e conforto” ai ribelli. &nbsp;</p>



<p>Baude e Paulsen, costituzionalisti e membri del <em>think tank</em> conservatore <em>Federalist Society</em>, hanno studiato a fondo il 14° emendamento raggiungendo la conclusione che Trump non possa candidarsi alla presidenza “a meno che i due terzi del <strong>Congresso </strong>non gli concedano un’amnistia per la condotta da lui tenuta il 6 gennaio”. Il riferimento è al ruolo svolto dall’ex presidente nei fatti che portarono all’assalto al campidoglio il giorno della certificazione dei risultati delle elezioni del 2020. Ad inizio agosto il procuratore speciale Jack Smith ha ottenuto l’incriminazione del <strong>tycoon </strong>con le accuse di truffa ai danni degli Stati Uniti, ostruzione di un’attività ufficiale del governo, cospirazione per il suo impedimento&nbsp;e violazione dei diritti civili dei cittadini americani. I due luminari hanno fatto notare come ci siano stati più morti e feriti a causa degli eventi del gennaio 2021 di quanti ce ne furono nella battaglia di Fort Sumter che diede il via alla <strong>guerra civile</strong> nel 1861.&nbsp;</p>



<p>Nel frattempo, diversi altri esperti del diritto hanno abbracciato la tesi di Baude e Stokes.&nbsp;Tra questi&nbsp;Laurence Tribe e J. Michael Luttig hanno pubblicato un articolo relativo alla questione sul magazine <em>The Atlantic</em>. Tribe ha dichiarato inoltre alla <em>Cnn </em>che gli estensori del 14° emendamento ritenevano che rimettere al potere chi aveva cercato di sovvertire l’ordine costituito avrebbe comportato la &#8220;fine della nazione e della democrazia”. Anche se tale conclusione non è condivisa dall’intera comunità dei giuristi&nbsp;Luttig sostiene che la <strong>Corte Suprema</strong> potrebbe addirittura esprimersi in merito all’eleggibilità di Trump prima delle primarie.&nbsp;</p>



<p>Nelle ultime settimane il dibattito sul 14° emendamento si è trasferito dal mondo accademico a quello politico. Tim Kaine, senatore democratico ed ex candidato alla vicepresidenza nel 2016 insieme ad <strong>Hillary Clinton</strong>, ha affermato di trovare convincenti i motivi che potrebbero portare ad un’esclusione di Trump dalla campagna elettorale. I&nbsp;segretari di stato in&nbsp;Florida, Ohio, Wisconsin, New Hampshire, New Mexico, Arizona, Michigan e Colorado hanno già ricevuto richieste da cittadini e da gruppi di attivisti per valutare la squalifica del <em>tycoon</em>.&nbsp;</p>



<p>Trump ha definito “senza senso” e “un’interferenza elettorale” la discussione scatenata sul 14° emendamento ripetendo in un’intervista alla radio la tesi delle votazioni truccate. L’ex presidente ha ribadito infatti di aver sconfitto i suoi avversari due volte ma che nel 2020&nbsp;gli avversari hanno “barato di brutto”.&nbsp;Un’accusa al partito democratico e a <strong>Joe Biden</strong> condivisa da una parte importante dell’elettorato.&nbsp;Secondo un recente&nbsp;<a href="https://www.nbcnews.com/politics/donald-trump/trump-dismisses-14th-amendment-push-2024-ballot-election-interference-rcna103949" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sondaggio</a> condotto da <em>Nbc News/Des Moines Register</em> il 51% degli intervistati iscritti ai <em>caucus </em>repubblicani dell’Iowa &#8211; primo stato a votare alle primarie &#8211; considera, senza prove credibili, che il <em>tycoon </em>sia il legittimo vincitore delle ultime elezioni. Con queste premesse la strada per la Casa Bianca si annuncia più lunga e spietata che mai.&nbsp;</p>
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		<title>Così Donald Trump ha stroncato le dinastie della politica Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosi-donald-trump-ha-stroncato-le-dinastie-della-politica-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Aug 2022 04:05:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1256" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081823034678_4cdbeaaaf16949f7e2ab43a7f298a4fa-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081823034678_4cdbeaaaf16949f7e2ab43a7f298a4fa-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081823034678_4cdbeaaaf16949f7e2ab43a7f298a4fa-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081823034678_4cdbeaaaf16949f7e2ab43a7f298a4fa-1024x670.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081823034678_4cdbeaaaf16949f7e2ab43a7f298a4fa-768x503.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081823034678_4cdbeaaaf16949f7e2ab43a7f298a4fa-1536x1005.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081823034678_4cdbeaaaf16949f7e2ab43a7f298a4fa-2048x1340.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Già nelle prime battute delle primarie nel 2016 una delle missioni chiave di Donald Trump era chiara: scardinare il sistema del potere politico dei partiti americani. Dalle elezioni fino agli ultimi giorni del suo mandato il tycoon ha costruito la sua immagine politica e la sua eredità sulla lotta alle élite di potere che per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-donald-trump-ha-stroncato-le-dinastie-della-politica-usa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1256" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081823034678_4cdbeaaaf16949f7e2ab43a7f298a4fa-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081823034678_4cdbeaaaf16949f7e2ab43a7f298a4fa-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081823034678_4cdbeaaaf16949f7e2ab43a7f298a4fa-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081823034678_4cdbeaaaf16949f7e2ab43a7f298a4fa-1024x670.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081823034678_4cdbeaaaf16949f7e2ab43a7f298a4fa-768x503.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081823034678_4cdbeaaaf16949f7e2ab43a7f298a4fa-1536x1005.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081823034678_4cdbeaaaf16949f7e2ab43a7f298a4fa-2048x1340.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Già nelle prime battute delle primarie nel 2016 una delle missioni chiave di <strong>Donald Trump</strong> era chiara: scardinare il sistema del potere politico dei partiti americani. Dalle elezioni fino agli ultimi giorni del suo mandato il tycoon ha costruito la sua immagine politica e la sua eredità sulla lotta alle <strong>élite</strong> di potere che per decenni hanno controllato Washington. Una parte di questo “lavoro” è stato quello di far deragliare alcune delle dinastie più importanti della politica americana.</p>
<h2>La fine dei Cheney</h2>
<p>Ne sa qualcosa <strong>Liz Cheney</strong>, <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-ridisegna-il-gop-e-si-sbarazza-dei-dissidenti.html">sconfitta malamente nelle primarie repubblicane in Wyoming</a> da Harriet Hageman. L’avvocata spinta da Donald Trump si è imposta con una maggioranza schiacciante, mentre la Cheney si è fermata al 29% dei voti. Trump ha investito pesantemente sulla campagna nel Cowboy State. Per lui era troppo importante far saltare la deputata. Per anni è stata una spina nel fianco, prima con le critiche durante la presidenza e poi con l’impeachment votato dopo i fatti del 6 gennaio e non da ultimo il suo ruolo nella commissione che indaga su quanto successo a Capitol Hill.</p>
<p>Con la sua confitta Trump ha messo fine, almeno per ora, alla carriera politica di una figlia d’arte. I Cheney erano in politica da anni. Tutto infatti era iniziato con il padre, <strong>Dick Cheney</strong>. Un falco conservatore che ha vissuto da protagonista una grossa fetta della storia americana, prima come consigliere del presidente Richard Nixon e poi come capo gabinetto della presidenza Ford. In seguito era stato per 12 anni al Congresso come deputato. E ancora segretario alla Difesa per Bush H. Bush fino alla vicepresidenza durante i due mandati di George W. Bush. Poi il suo seggio in Wyoming è andato alla figlia che si è però fermata a tre mandati.</p>
<h2>Archiviato l&#8217;ultimo Bush</h2>
<p>Prima dei Cheney era toccata anche alla famiglia Bush, altra dinastia con un lungo pedigree politico a Washington. In questo caso Trump ha posto fine alla carriera di ben due Bush. Il primo è stato <strong>Jeb Bush</strong>. Figlio di H. W e fratello minore dei George W., Jeb sentiva di essere destinato alla Casa Bianca in virtù proprio del suo <span data-dobid="hdw">lignaggio</span> ma ha dovuto fermarsi al ruolo di governatore della Florida. Nel 2016 il ciclone Trump ha posto fine a ogni velleità di Jeb conquistando, Stato dopo Stato, le primarie del Gop.</p>
<p>Nel 2022 è arrivata l’ultima picconata ai Bush da parte del tycoon. Trump ha infatti sostenuto fino alla vittoria Ken Paxton alle primarie da procuratore del Texas contro <strong>George P. Bush</strong>, ultimo politico Bush ancora in attività. George P., figlio di Jeb, per mesi ha corteggiato l&#8217;ex presdiente che però alla fine ha appoggiato Paxton: “Ken è forte sulla criminalità, sulla sicurezza delle frontiere, sul secondo emendamento, sull&#8217;integrità elettorale. È un vero texano che manterrà il Texas al sicuro”. Un intervento semplice e incisivo che ha dato un colpo di spugna ai Bush. Non solo pratico, ma soprattutto simbolico. Per mesi George P. Bush aveva dato il suo sostengo a Trump, lui aveva anche twittato in sui favore, ma alla fine ha sparigliato le carte appoggiato Paxton e “ucciso” i Bush.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">Great to speak with President Trump to discuss the future of Texas and how we are keeping up the fight to put America first. I appreciate the words of encouragement and support. Big things coming soon! <a href="https://t.co/U5cYFAFlCk">pic.twitter.com/U5cYFAFlCk</a></p>
<p>&mdash; George P. Bush (@georgepbush) <a href="https://twitter.com/georgepbush/status/1396861324521582595?ref_src=twsrc%5Etfw">May 24, 2021</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<h2>Archiviata l&#8217;era Clinton</h2>
<p>Nemmeno i democratici sono stati immuni ovviamente. E su questo fronte la “rottamazione” di Trump è stata ancora più forte e si è consumata nella notte del 8 novembre 2016 con la sconfitta di <strong>Hillary Clinton</strong>, ultima esponente, almeno per ora, di una dinastia che per un paio di decenni ha segnato gli equilibri della politica Usa.</p>
<p>Tutto era iniziato con gli impegni in <strong>Arkansas</strong> di <strong>Bill Clinton</strong>, prima come procuratore generale dello Stato e poi come governatore. Poi l’accelerazione alla presidenza. Da lì il passaggio di testimone con la moglie Hillary prima come senatrice per lo Stato di New York, dal 2001 al 2009, e poi come segretario di Stato per <strong>Barack Obama</strong> dal 2009 al 2013. Fino al novembre del 2016 quando Trump ha proseguito l’opera di smantellamento delle élite e delle dinastie d’America.</p>
<h2>L&#8217;ultima dinastia da battere</h2>
<p>L&#8217;unico colpo che per ora non è riuscito a Trump è quello contro i Murkowski. <strong>Lisa Murkowski</strong>, attuale senatrice dell&#8217;Alaska, è una repubblicana che ha votato convintamente la messa in stato di accusa contro il presidente, ma soprattutto è una delle poche che è stata in grado di reggere l&#8217;urto dell&#8217;ira di Trump. Alle primarie nel Last Frontier State la Murkowski è riuscita a resistere e a staccare il biglietto per i voto del prossimo 8 novembre. Lei, come la Cheney viene da una famiglia da sempre in politica. Suo padre, Frank Murkowski, è stato a lungo senatore per lo stato, dal 1981 al 2002 e poi ha servito come governatore dello Stato per 4 anni fino al 2006 prima di cedere il posto a Sarah Palin</p>
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		<title>&#8220;Morto suicida&#8221;, l&#8217;ennesimo giallo attorno ai Clinton</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/morto-suicida-lennesimo-giallo-attorno-ai-clinton.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2022 13:36:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610153534542_63f526a95dfe4f4d43985b31cfe40143-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610153534542_63f526a95dfe4f4d43985b31cfe40143-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610153534542_63f526a95dfe4f4d43985b31cfe40143-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610153534542_63f526a95dfe4f4d43985b31cfe40143-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610153534542_63f526a95dfe4f4d43985b31cfe40143-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610153534542_63f526a95dfe4f4d43985b31cfe40143-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610153534542_63f526a95dfe4f4d43985b31cfe40143-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sarà sicuramente una coincidenza, una teoria del complotto, una fatalità, ma stare accanto alla famiglia Clinton non si può certo dire che porti benissimo. Come riferisce il Daily Mail, emergono nuove notizie sulla misteriosa morte di uno degli storici consiglieri dell&#8217;ex presidente Bill Clinton, Mark Middleton, colui che forse più di tutti ha contribuito a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/morto-suicida-lennesimo-giallo-attorno-ai-clinton.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/morto-suicida-lennesimo-giallo-attorno-ai-clinton.html">&#8220;Morto suicida&#8221;, l&#8217;ennesimo giallo attorno ai Clinton</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610153534542_63f526a95dfe4f4d43985b31cfe40143-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610153534542_63f526a95dfe4f4d43985b31cfe40143-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610153534542_63f526a95dfe4f4d43985b31cfe40143-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610153534542_63f526a95dfe4f4d43985b31cfe40143-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610153534542_63f526a95dfe4f4d43985b31cfe40143-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610153534542_63f526a95dfe4f4d43985b31cfe40143-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610153534542_63f526a95dfe4f4d43985b31cfe40143-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Sarà sicuramente una coincidenza, una teoria del complotto, una fatalità, ma stare accanto alla famiglia Clinton non si può certo dire che porti benissimo. Come riferisce il <a href="https://www.dailymail.co.uk/news/article-10805997/Bill-Clintons-special-advisor-let-Jeffrey-Epstein-White-House-dies-59.html"><em>Daily Mail</em></a>, emergono nuove notizie sulla misteriosa morte di uno degli storici consiglieri dell&#8217;ex presidente <strong>Bill Clinton</strong>, Mark Middleton, colui che forse più di tutti ha contribuito a &#8220;cementare&#8221; la sua amicizia con Jeffrey Epstein, morto all&#8217;età di 59 anni per un presunto suicidio il 7 maggio scorso. La notizia della morte di Middleton, naturalmente, ha scatenato i cospirazionisti del web che hanno subito puntato il dito contro la potente famiglia dell&#8217;ex presidente dem. Ad oggi i fatti ci dicono che l&#8217;uomo è stato trovato, come ricorda il <em>Corriere della Sera</em>, appeso ad un albero con il petto trapassato da un proiettile, e dopo un’indagine il suo decesso è stato classificato come suicidio.</p>
<p>La novità è che, come scrive l&#8217;<em>Arkansas Democrat-Gazette</em>, la famiglia ha presentato una causa che cerca di impedire la pubblicazione di immagini dalla scena nella contea di Perry dove Middleton è stato trovato morto per un apparente suicidio. La causa, intentata il 23 maggio dalla vedova di Middleton, Rhea, e dal fratello, Larry, cerca di vietare allo sceriffo e al medico legale di rivelare fotografie, video o altre rappresentazioni della scena.</p>
<h2>Muore un altro uomo vicino ai Clinton</h2>
<p>Secondo il <em>Daily Mail</em>, Middleton avrebbe accolto il pedofilo <strong>Jeffrey Epstein</strong> alla Casa Bianca in almeno sette occasioni, secondo i registri ufficiali. Il tabloid britannico ha pubblicato una foto che ritrae proprio Bill Clinton con Epstein, Ghislaine Maxwell e Middleton nel 1993 nella residenza presidenziale. La morte dell&#8217;ex consigliere di Clinton è stata annunciata in un post su Facebook &#8211; poi cancellato &#8211; e pubblicato dall&#8217;azienda di famiglia che produce condizionatori, la Middleton Heat &amp; Air. &#8220;La famiglia Middleton è rattristata nel condividere che Mark Middleton è morto questo fine settimana. La famiglia Middleton ha perso un leader stimolante e devoto, oltre a un figlio, un fratello, un marito e un padre. Mark lascia un&#8217;azienda che ha contribuito a costruire da zero insieme alla sua famiglia ed è stato orgoglioso di dirigere negli ultimi 25 anni&#8221; si leggeva nel post, poi rimosso.</p>
<p>Middleton è stato anche socio amministratore della <strong>MidCorp Capital</strong>, una società di investimento, e ha lavorato per una manciata di fondazioni senza scopo di lucro vicine ai democratici. Mark Middleton avrebbe incontro il pedofilo-magnate in diverse occasioni. Dopo una visita di Epstein alla Casa Bianca nel maggio 1994, quest&#8217;ultimo volò da Washington a Palm Beach, in Florida, con Middleton a bordo. Il giorno seguente la coppia si spostò da Palm Beach alle Bahamas.</p>
<h2>La lunga amicizia con Epstein</h2>
<p>Non è un mistero che Bill Clinton e <strong>Jeffrey Epstein</strong> fossero grandi amici e che Mark Middleton fosse uno degli &#8220;sponsor&#8221; di quell&#8217;amicizia che ora imbarazza la famiglia dell&#8217;ex presidente. È noto, ad esempio, che il finanziere-pedofilo prestasse all’ex presidente il suo jet per viaggiare oltreoceano. I registri di volo ottenuti da <em>Fox News</em> dimostrano che Bill Clinton ha compiuto almeno 27 viaggi a bordo del Boeing 727 di Epstein, soprannominato &#8220;Lolita Express&#8221;, dal 2001 al 2003.</p>
<p>Secondo <em>Fox News</em>, l’ex presidente dem viaggiò ripetutamente tra il 2001 e 2003 anche con lo stesso Jeffrey Epstein e altri passeggeri. I registri di volo ufficiali depositati presso la Federal Aviation Administration mostrano inoltre che Clinton ha viaggiato in alcuni dei viaggi con ben 10 agenti dei servizi segreti statunitensi. Il jet ha guadagnato il suo soprannome &#8211; Lolita Express – perché secondo quanto ricostruito era dotato di un letto dove gli ospiti del finanziere facevano sesso di gruppo, anche con ragazze molto giovani e minorenni. Tra coloro che viaggiavano regolarmente con Bill Clinton c’erano i soci di Epstein: Ghislaine Maxwell e l’assistente di Epstein, Sarah Kellen, entrambi indagati dall’Fbi e dalla polizia di Palm Beach per aver reclutato ragazze per il milionario e i suoi amici.</p>
<h2>Quella &#8220;strana&#8221; scia di sangue</h2>
<p>Ora Mark Middleton e Jeffrey Epstein non ci sono più, entrambi morti per degli apparenti suicidi. Gli ultimi di una lunga scia di sangue. A questi si aggiunge la morte sospetta di <strong>James McDougal</strong>, la cui morte in prigione avvenuta nel 1998 fu definita dagli inquirenti un “duro colpo” alle indagini sullo scandalo immobiliare Whitewater, incentrato sugli sventurati investimenti immobiliari dell’omonima società di cui facevano parte i Clinton, e il misterioso suicidio di Peter W. Smith, l&#8217;avvocato repubblicano che voleva indagare su Hillary Clinton. Senza dimenticare Seth Rich, il ventisettenne che lavorava nello staff del Comitato nazionale democratico trovato morto con un colpo alla schiena e che avrebbe avuto a che fare con WikiLeaks e le e-mail trafugate all&#8217;ex Segretario di stato. Nessuna prova che i Clinton abbiamo minimamente a che fare con queste strane morti, sia ben chiaro. Rimane una sfortunata scia di sangue, sempre più lunga e tragica.</p>
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