Frizioni all’interno del Partito democratico Usa sul tema immigrazione. Come riporta il New York Post, la pasionaria Alexandria Ocasio-Cortez, esponente dell’ala “socialista” e più a sinistra dei dem, ha fortemente criticato nelle scorse ore il presidente Joe Biden per aver riaperto una struttura in Texas dedicata ad ospitare migranti minorenni. “Aoc”, per molti la stella nascente del Partito democratico americano, ha commentato su Twitter la notizia della riapertura della struttura di emergenza di Carrizo Springs, in Texas, che potrà ospitare fino a 700 bambini dai 13 ai 17 anni. “Questo non va bene, non è mai andato bene, non andrà mai bene, non importa l’amministrazione o il partito”, ha twittato.

Riapre il centro chiuso da Trump

In altro tweet, riferendosi al Dipartimento per la sicurezza interna, Ocasio-Cortez ha detto: “Il DHS non dovrebbe esistere, le agenzie dovrebbero essere riorganizzate, l’ICE deve vietare la detenzione a scopo di lucro, creare lo status di rifugiato climatico e altro”. Insomma per Alexandria Ocasio-Cortez l’ideologia che il più pragmatico e moderato Joe Biden dovrebbe sposare è quella open borders, ossia confini aperti e concessione facile dello status di rifugiato ai profughi. Anche se la sua critica svela l’ipocrisia dei democratici sull’immigrazione. Secondo quanto riferito dal Washington Post, Biden ha riaperto la struttura per i migranti minorenni per via della pandemia: questi ultimi erano ospitati in strutture sovraffollate e non era possibile mantenere il distanziamento sociale.

I 7.100 posti letto a disposizione dell’amministrazione Usa sono quasi completamente pieni, il che ha portato alla riapertura di Carrizo Springs. I democratici, sottolinea anche l’Associated Press, durante l’amministrazione Trump hanno fortemente criticato strutture come Carrizo Springs e altre a Tornillo, in Texas, e Homestead, in Florida, per il loro alto costo – stimato 775 dollari per bambino al giorno – e per i rischi di detenere bambini immigrati in campi non soggetti allo stesso tipo di requisiti come le strutture regolari. Sono le famose “gabbie” per migranti minorenni, le cui immagini hanno fatto il giro del mondo durante l’amministrazione Trump e che tanta indignazione avevano suscitato sia fra i democratici, sia nelle redazioni dei giornali più progressisti. E che ora, con il democratico Joe Biden e la “scusa” della pandemia, tornano ad ospitare i profughi minorenni.

Le scelte di Biden sull’immigrazione

All netto dell’ipocrisia dei dem sui centri di detenzione per migranti, sarebbe sbagliato asserire che fra Trump e Biden non vi siano approcci diversi nell’affrontare il tema immigrazione. Innanzitutto, la nuova amministrazione ha deciso di porre fine all’emergenza nazionale dell’era Trump al confine tra Stati Uniti e Messico. La revoca dell’emergenza di fatto limita il progetto di Trump di completare il “muro” al confine con il Messico, uno dei cavalli di battaglia di The Donald. Come nota il Brooking Institution, oltre a porre fine alla dichiarazione di emergenza, il presidente Biden ha emesso un ordine esecutivo che ha come obiettivo quello di “creare un quadro regionale globale per affrontare le cause della migrazione, per gestire la migrazione in tutto il Nord e Centro America e per fornire un trattamento più sicuro e ordinato dei richiedenti asilo al confine”. A questo si accompagna il ritiro del “Muslim ban” introdotto da Donald Trump all’inizio della sua presidenza. Le divergenze ci sono anche sul fronte interno: Joe Biden ha revocato un ordine esecutivo dell’era Trump (EO 13768) che cercava di punire le “città santuario” che si rifiutavano di cooperare con le autorità federali nello “stanare” e “individuare” i migranti senza documenti.

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