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	<title>Benjamin netanyahu Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 21 Aug 2025 07:08:04 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Benjamin netanyahu Archives - InsideOver</title>
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		<title>Tutti i sistemi con cui Israele sta sabotando l&#8217;ingresso degli aiuti a gaza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia Carpinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Aug 2025 07:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tel Aviv ha imposto numerosi ostacoli burocratici e fisici per compromettere sia la consegna di cibo che di forniture mediche a Gaza</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/tutti-i-sistemi-con-cui-israele-sta-sabotando-lingresso-degli-aiuti-a-gaza.html">Tutti i sistemi con cui Israele sta sabotando l&#8217;ingresso degli aiuti a gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le fotografie scattate dall’alto lungo la frontiera di Gaza spiegano bene il fallimento deliberato del <strong>piano di Israele di fornire cibo ai palestinesi della Striscia.</strong> Si vedono lunghi sentieri bianchi al di fuori del valico di Kerem Shalom: è farina rovesciata a terra. Tonnellate di farina sprecate, mentre a pochi metri di distanza si muore di fame. Un’immagine ch e, <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-08-12/ty-article-magazine/.premium/dates-are-luxury-and-other-ways-israel-hinders-aid-trucks-from-reaching-starving-gazans/00000198-9e25-d1fc-a3d8-feadb97a0000" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>secondo Haaretz</u></a>, mostra come Israele stia lavorando affinché la carestia indotta a Gaza non si arresti.</p>



<p>“Tel Aviv ha imposto numerosi ostacoli burocratici e fisici per compromettere sia la consegna di cibo che di forniture mediche a Gaza”. Sebbene Israele abbia ufficialmente revocato <strong>il blocco agli aiuti umanitari, durato 78 giorni</strong>, il cibo che riesce a entrare nella Striscia di Gaza è centellinato, molto al di sotto della quantità minima necessaria a sfamare due milioni di palestinesi confinati nell’enclave. Tant’è che ogni giorno si <a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/8/18/israel-starving-gaza-hundreds-of-deaths-including-many-children" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>registrano persone</u></a> che muoiono di fame (tra queste, almeno 122 bambini).</p>



<p>Le organizzazioni umanitarie e le agenzie delle Nazioni Unite non sono state in grado di ricostruire la rete di distribuzione alimentare che operava a Gaza prima del blocco del 2 marzo 2025. Incapacità che Netanyahu e la GHF [<em>Gaza Humanitarian Foundation</em>] imputano alla “negligenza da parte delle Nazioni Unite e di altri gruppi umanitari”. La verità, spiega Haaretz, è che da quando è iniziato il blocco, <strong>Israele ha imposto restrizioni tali</strong> da rendere di fatto impossibile il trasporto e l’ingresso del cibo nella Striscia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le restrizioni</h2>



<p>Innanzitutto, molte organizzazioni umanitarie sono state bloccate: l’<a href="https://www.un.org/unispal/document/unrwa-sitrep-184-15aug25/#:~:text=UNRWA%20has%20not%20been%20allowed,orders,%20or%20where%20these%20overlap." target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>UNRWA in primis</u></a>, estromessa da Israele dalle operazioni di consegna degli aiuti perchè accusata di collaborare con Hamas &#8211; <a href="https://www.nytimes.com/2025/07/26/world/middleeast/hamas-un-aid-theft.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>pur in assenza di prove</u></a>. Quelle che invece possono operare incontrano non poche difficoltà con la registrazione, necessaria per entrare a Gaza: <strong>da 17 mesi, infatti, le organizzazioni umanitarie non sono riuscite a registrarsi o a ricevere visti.</strong> Tra <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-05-06/ty-article/.premium/human-rights-groups-in-west-bank-east-jlem-gaza-condemn-politicized-israeli-ngo-bill/00000196-a5d4-df59-abde-e7fcf9780000" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>le clausole</u></a> volute da <strong>Amichai Chikli</strong>, ministro degli Affari della Diaspora, quella che esclude ogni organizzazione che abbia anche solo un membro dirigente che, nei sette anni precedenti, abbia sostenuto il boicottaggio di Israele.</p>



<p>Un’ulteriore restrizione ritarda i tempi per il trasporto degli aiuti. Ad oggi la consegna <strong>utilizza un sistema “back-to-back”</strong>, che funziona così: un mezzo giordano o palestinese trasferisce il carico a un camion israeliano, che poi si reca a Kerem Shalom per il trasbordo. Il carico viene nuovamente trasferito su un camion palestinese per la consegna a Gaza. Questo complicato processo aumenta i costi e causa frequenti ritardi.</p>



<p>Infine, Kerem Shalom è l&#8217;incrocio principale per la maggior parte dei camion che trasportano cibo e altri aiuti e funge anche da punto di ingresso/uscita per gli operatori umanitari stranieri e i volontari sanitari, che non possono entrare contemporaneamente. I tempi, dunque, si esasperano, considerando anche il fatto che il valico resta chiuso sia il venerdì che il sabato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Agevolare i saccheggi</h2>



<p>Peraltro non c’è niente che garantisca che gli aiuti, già centellinati, vengano distribuiti alla popolazione bisognosa, anzi. Un’altra restrizione imposta dal protocollo israeliano prevede che <strong>il cibo venga scaricato dai camion in una grande area logistica</strong>, dove le organizzazioni devono attendere i tempi dettati dall’IDF per proseguire con la consegna. Una volta ottenuto il permesso, l’esercito israeliano detta le rotte da seguire per il trasporto all’interno di Gaza, senza però fornire alcuna scorta. Secondo fonti delle organizzazioni umanitarie, <strong>queste strade vengono scelte proprio per favorire i saccheggi</strong>, spesso compiuti da ladri o commercianti legati a gruppi armati. Le organizzazioni hanno più volte chiesto di modificare i percorsi, senza successo. Durante il tragitto, poi, i camion sono costretti a fermarsi per ore ai posti di blocco, che espongono nuovamente i convogli al rischio di razzie: avendo smantellato la struttura di polizia di Hamas, Israele ha di fatto lasciato campo libero ai saccheggiatori. Un’odissea che permette a Tel Aviv di trincerarsi dietro il presunto fallimento delle organizzazioni umanitarie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">“I datteri sono un lusso, le patate durano troppo&#8221;</h2>



<p>C’è poi un altro ostacolo, forse il più discutibile,&nbsp;riporta Haaretz:&nbsp;“Restrizioni poco chiare, applicate in modo arbitrario e che cambiano di continuo” determinano cosa può entrare e cosa no: i datteri sono un lusso, e per questo non devono entrare; stessa sorte per le patate, giudicate un alimento che si conserva troppo a lungo. È quanto deciso dal COGAT, l’organismo militare responsabile del coordinamento degli aiuti umanitari, che ha stilato&nbsp;<a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-07-14/ty-article/.premium/israel-blocks-medical-equipment-from-entering-gaza-strip-citing-potential-hamas-use/00000198-0757-db31-a79a-47ff60d90000" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>una lunga lista di&nbsp;</u><u>beni e prodotti&nbsp;</u></a>che non possono essere consegnati nella Striscia (tra questi persino frigoriferi per la conservazione del sangue e&nbsp;i&nbsp;generatori di corrente elettrica).</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/tutti-i-sistemi-con-cui-israele-sta-sabotando-lingresso-degli-aiuti-a-gaza.html">Tutti i sistemi con cui Israele sta sabotando l&#8217;ingresso degli aiuti a gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gaza. Trump propone una tregua di 60 giorni. Si attende la risposta di Hamas</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gaza-trump-propone-una-tregua-di-60-giorni-si-attende-la-risposta-di-hamas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 15:17:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1858" height="907" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A2-HAARETZ-HOME-COVER-INSIDEOVER-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza. Trump propone una tregua di 60 giorni. Si attende la risposta di Hamas" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A2-HAARETZ-HOME-COVER-INSIDEOVER-2.jpg 1858w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A2-HAARETZ-HOME-COVER-INSIDEOVER-2-600x293.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A2-HAARETZ-HOME-COVER-INSIDEOVER-2-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A2-HAARETZ-HOME-COVER-INSIDEOVER-2-1024x500.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A2-HAARETZ-HOME-COVER-INSIDEOVER-2-768x375.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A2-HAARETZ-HOME-COVER-INSIDEOVER-2-1536x750.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1858px) 100vw, 1858px" /></p>
<p>Trump ha dichiarato che sarà "molto fermo" nei confronti di Netanyahu - atteso per lunedì prossimo alla Casa Bianca - perché accetti di chiudere la partita. Mentre le minacce contro Hamas che ha accompagnato al suo annuncio, cioè che, se non accetteranno, le cose andranno "molto peggio" di adesso, sembrano più un modo per coprirsi le spalle dalle critiche di destra</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gaza-trump-propone-una-tregua-di-60-giorni-si-attende-la-risposta-di-hamas.html">Gaza. Trump propone una tregua di 60 giorni. Si attende la risposta di Hamas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1858" height="907" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A2-HAARETZ-HOME-COVER-INSIDEOVER-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza. Trump propone una tregua di 60 giorni. Si attende la risposta di Hamas" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A2-HAARETZ-HOME-COVER-INSIDEOVER-2.jpg 1858w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A2-HAARETZ-HOME-COVER-INSIDEOVER-2-600x293.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A2-HAARETZ-HOME-COVER-INSIDEOVER-2-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A2-HAARETZ-HOME-COVER-INSIDEOVER-2-1024x500.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A2-HAARETZ-HOME-COVER-INSIDEOVER-2-768x375.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/A2-HAARETZ-HOME-COVER-INSIDEOVER-2-1536x750.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1858px) 100vw, 1858px" /></p>
<p>Israele ha accettato una tregua di <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-israele-approva-cessate-il-fuoco-di-60-giorni-a-gaza-ora-palla-ad-hamas.html">60 giorni a Gaz</a>a, ha dichiarato Trump ieri urbi et orbi al termine dei colloqui riservati intercorsi a Washington con l&#8217;inviato di Netanyahu Ron Dermer. Ieri abbiamo accennato a come Netanyahu abbia posto alcune condizioni per accettare, cioè la fine del suo processo e l&#8217;ampliamento degli Accordi di Abramo.</p>



<p>E abbiamo dato conto degli sviluppi su ambedue i fronti, cioè gli incontri riservati avviati dal presidente israeliano Isaac Herzog, che può concedere la grazia al premier, e la remissione delle sanzioni statunitensi contro la Siria per convincere le autorità di Damasco a partecipare degli Accordi di Abramo. Evidentemente tali sviluppi, anche se gli obiettivi desiderati non sono ancora stati raggiunti, hanno soddisfatto Netanyahu.</p>



<p>Ma è ancora presto per tirare un sospiro di sollievo: l&#8217;offerta di Trump, infatti, si richiama all&#8217;ultima proposta stilata da Witkoff, che fu rigettata da Hamas perché non c&#8217;era nessuna garanzia reale sul fatto che, dopo i 60 giorni di tregua, Israele avrebbe riposto le pistole nella fondina (sul <a href="https://www.timesofisrael.com/full-text-of-witkoffs-proposal-for-60-day-gaza-ceasefire-and-hostage-release-deal/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Timesofisrael</a> i dettagli della proposta).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.timesofisrael.com/full-text-of-witkoffs-proposal-for-60-day-gaza-ceasefire-and-hostage-release-deal/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A-TOI-6-1024x594.jpg" alt="Full text of Witkoff’s proposal for 60-day Gaza ceasefire and hostage release deal" class="wp-image-77173"/></a></figure>



<p>E, infatti, Hamas ha già fatto trapelare che la sua richiesta di garanzie reali per porre fine al conflitto non ha ancora avuto risposta, rigettando implicitamente l&#8217;offerta. Non una risposta ufficiale, però, ma ufficiosa, che ha lo scopo di sollecitare la controparte a fare qualcosa in proposito. Tanto che ha ottenuto subito una rassicurazione (basterà?).</p>



<p>Riportiamo: &#8220;Una fonte israeliana ha riferito ad <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-07-02/ty-article-live/israel-downs-one-houthi-missile-fired-from-yemen-two-rockets-launched-from-gaza/00000197-c8cd-d0a5-a3ff-ecfd20bb0000?liveBlogItemId=365871155#365871155" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a> che l&#8217;ultima bozza dell&#8217;accordo, a cui il ministro Ron Dermer ha dato una risposta positiva agli Stati Uniti, non contiene un chiaro impegno israeliano a porre fine alla guerra, ma offre solide garanzie sulla questione&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-07-02/ty-article-live/israel-downs-one-houthi-missile-fired-from-yemen-two-rockets-launched-from-gaza/00000197-c8cd-d0a5-a3ff-ecfd20bb0000?liveBlogItemId=365871155#365871155"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-HAARETZ-R23-1024x532.jpg" alt="Current Gaza truce proposal has stronger assurances for ending war, Israeli source says" class="wp-image-77164"/></a></figure>



<p>&#8220;Il documento afferma, ad esempio, che se non si raggiungerà un accordo [sul fine guerra] durante i 60 giorni di cessate il fuoco, i mediatori saranno responsabili di garantire che i negoziati continuino &#8216;a determinate condizioni&#8217;. &#8216;Non è solo la formulazione&#8217;, ha detto la fonte, &#8216;è anche il tono generale, che permette ad Hamas di vedere quanto gli americani vogliano e siano in grado di spingere Israele in quella direzione'&#8221;.</p>



<p>E, in effetti, Trump ha dichiarato che sarà &#8220;molto fermo&#8221; nei confronti di Netanyahu &#8211; atteso per lunedì prossimo alla Casa Bianca &#8211; perché accetti di chiudere la partita. Mentre le minacce contro Hamas che ha accompagnato al suo annuncio, cioè che, se non accetteranno, le cose andranno &#8220;molto peggio&#8221; di adesso, sembrano più un modo per coprirsi le spalle dalle critiche di destra, per far vedere cioè che intende piegare Hamas, non Netanyahu, come in effetti è.</p>



<p>D&#8217;altronde, è ovvio che se salta anche questa opportunità, le cose andranno peggio ed era superfluo esplicitarlo. La macchina della morte israeliana è pronta a intensificare la sua opera.</p>



<p>Sul punto, un interessante articolo di Amos Harel su <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-07-02/ty-article/.premium/trump-and-israels-army-chief-want-to-end-the-gaza-war-its-not-clear-if-bibi-is-on-board/00000197-c79f-da62-a9ff-e7df6c5a0000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>, nel quale si spiega che Trump e il Capo di Stato Maggiore dell&#8217;IDF, il generale &nbsp;Eyal Zamir, sono determinati a chiudere le ostilità, ma &#8220;non è chiaro se Netanyahu è d&#8217;accordo&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-07-02/ty-article/.premium/trump-and-israels-army-chief-want-to-end-the-gaza-war-its-not-clear-if-bibi-is-on-board/00000197-c79f-da62-a9ff-e7df6c5a0000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-HAARETZ-HOME-COVER-PN-1024x503.jpg" alt="Trump and the IDF Chief Want to End the Gaza War, but It's Not Clear if Netanyahu Is on Board" class="wp-image-77165"/></a></figure>



<p>Il fatto che la guida dell&#8217;IDF sia della partita ha un certo peso. Nell&#8217;articolo, Harel spiega la posizione di Zamir come dovuta al fatto che l&#8217;esercito israeliano si è impantanato. Infatti, si legge che &#8221; a Gaza l&#8217;esercito sta annaspando. E anche quel poco che fa è soprattutto far rumore [e tante vittime ndr.], nella speranza di costringere Hamas a scendere a compromessi&#8221;.</p>



<p>Insomma, brancolano nel buio, situazione che Zamir ha riportato nelle ultime due riunioni del gabinetto di sicurezza, nelle quali ha riferito alle autorità politiche che tutti <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-07-01/ty-article/.premium/mediators-plan-to-compensate-israel-for-gaza-war-deal-amid-far-right-pressure-on-netanyahu/00000197-c65a-d78d-a39f-dfdedcc80000">gli obiettivi prefissati dal governo</a> sono stati raggiunti e che qualsiasi ulteriore espansione delle operazioni richiederebbe la definizione di nuovi obiettivi&#8221;. Infine, particolare più che importante per altri che non Netanyahu, le condizioni degli ostaggi peggiorano giorno dopo giorno.</p>



<p>Harel non lo scrive, ma ci sono altri tre fattori che spingono l&#8217;esercito a chiedere il cessate il fuoco. Anzitutto il fatto che la lunga guerra multi-fronte ha logorato le risorse disponibili, in particolare quelle umane. In secondo luogo, i danni agli apparati di intelligence e militari causati dai missili iraniani durante il breve conflitto con Teheran pone problematiche alla campagna di Gaza.</p>



<p>In terzo luogo Hamas sta dando prova di una impossibile resilienza: da marzo scorso, cioè da quando Israele ha ripreso la mattanza, sono stati uccisi <a href="https://www.almayadeen.net/news/politics/-%D9%8A%D8%AF%D9%8A%D8%B9%D9%88%D8%AA-%D8%A3%D8%AD%D8%B1%D9%88%D9%86%D9%88%D8%AA---%D8%AB%D9%85%D9%86-%D8%A7%D9%84%D9%85%D9%85%D8%A7%D8%B7%D9%84%D8%A9-%D8%AB%D9%82%D9%8A%D9%84---31-%D8%AC%D9%86%D8%AF%D9%8A%D8%A7-%D9%82%D8%AA%D9%84%D9%88%D8%A7-%D9%85%D9%86%D8%B0-%D8%A7%D9%84%D8%B5" target="_blank" rel="noreferrer noopener">31 militari</a> dell&#8217;IDF, tra soldati e ufficiali, la più alta percentuale di vittime dall&#8217;inizio dell&#8217;invasione della Striscia, durante la quale Israele ha perso in totale 436 militari e ha contato 6.029 feriti (numeri ufficiali, quelli reali saranno ben più alti).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.almayadeen.net/news/politics/-%D9%8A%D8%AF%D9%8A%D8%B9%D9%88%D8%AA-%D8%A3%D8%AD%D8%B1%D9%88%D9%86%D9%88%D8%AA---%D8%AB%D9%85%D9%86-%D8%A7%D9%84%D9%85%D9%85%D8%A7%D8%B7%D9%84%D8%A9-%D8%AB%D9%82%D9%8A%D9%84---31-%D8%AC%D9%86%D8%AF%D9%8A%D8%A7-%D9%82%D8%AA%D9%84%D9%88%D8%A7-%D9%85%D9%86%D8%B0-%D8%A7%D9%84%D8%B5"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-ALMAYADEEN-1024x663.jpg" alt="&quot;يديعوت أحرونوت&quot;: ثمن المماطلة ثقيل.. 31 جندياً قُتلوا منذ الصفقة الأخيرة" class="wp-image-77166"/></a></figure>



<p>E anche oggi i media arabi riportano di operazioni contro l&#8217;IDF. Hamas non può vincere, ovviamente, ma il fatto che continui a operare nonostante l&#8217;IDF occupi l&#8217;80% di Gaza e siano passati venti mesi dall&#8217;inizio dell&#8217;invasione, stride con i toni trionfalistici della propaganda di Tel Aviv.</p>



<p>Di interesse un particolare, che evidenzia in altro modo tale resilienza. Hamas ha dato un <a href="https://thecradle.co/articles/hamas-issues-ultimatum-to-israel-backed-militia-leader-yasser-abu-shabab" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ultimatum</a> <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/la-gaza-humanitarian-foundation-non-riapre-sito-distribuzione-aiuti-AHxRpm6" target="_blank" rel="noreferrer noopener">al capo dei miliziani dell&#8217;Isis</a> della Striscia ingaggiati da Israele come proxy. Abu Shabab ha dieci giorni di tempo per consegnarsi alle autorità di Gaza per essere processato per tradimento e costituzione di banda armata, altrimenti sarà processato per contumacia.</p>



<p>Al di là della resilienza di Hamas, che per Israele è più che importante, resta da attendere la risposta ufficiale della milizia palestinese alla proposta di tregua di Trump.</p>



<p>Ma fidarsi di Netanyahu è davvero difficile: &#8220;Come già accaduto in passato &#8211; scrive, infatti, Harel &#8211; Netanyahu potrebbe cercare di mettere in scena uno spettacolo a uso e consumo degli americani. Potrebbe cioè mostrare che vuole raggiungere un accordo, ma facendo pervenire ad Hamas il messaggio che la sua posizione resta inflessibile, con l&#8217;obiettivo di addossare la colpa del fallimento al nemico&#8221;. Teatrino già visto&#8230; Sperem, che altro?</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gaza-trump-propone-una-tregua-di-60-giorni-si-attende-la-risposta-di-hamas.html">Gaza. Trump propone una tregua di 60 giorni. Si attende la risposta di Hamas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;ira di Trump sugli intrighi Waltz-Netanyahu per arrivare a una guerra contro l&#8217;Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lira-di-trump-sugli-intrighi-waltz-netanyahu-per-arrivare-a-una-guerra-contro-liran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 May 2025 09:46:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504095714764_a30f2d9a1dd7cb0b3bc10ec5586b9eae-e1746345617546.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504095714764_a30f2d9a1dd7cb0b3bc10ec5586b9eae-e1746345617546.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504095714764_a30f2d9a1dd7cb0b3bc10ec5586b9eae-e1746345617546-600x312.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504095714764_a30f2d9a1dd7cb0b3bc10ec5586b9eae-e1746345617546-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504095714764_a30f2d9a1dd7cb0b3bc10ec5586b9eae-e1746345617546-1024x532.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504095714764_a30f2d9a1dd7cb0b3bc10ec5586b9eae-e1746345617546-768x399.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504095714764_a30f2d9a1dd7cb0b3bc10ec5586b9eae-e1746345617546-1536x798.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Waltz-Netanyahu, i missili Houthi e la tentazione perenne della guerra all'Iran rilanciano il dibattito tra Stati Uniti e Israele.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lira-di-trump-sugli-intrighi-waltz-netanyahu-per-arrivare-a-una-guerra-contro-liran.html">L&#8217;ira di Trump sugli intrighi Waltz-Netanyahu per arrivare a una guerra contro l&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504095714764_a30f2d9a1dd7cb0b3bc10ec5586b9eae-e1746345617546.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504095714764_a30f2d9a1dd7cb0b3bc10ec5586b9eae-e1746345617546.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504095714764_a30f2d9a1dd7cb0b3bc10ec5586b9eae-e1746345617546-600x312.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504095714764_a30f2d9a1dd7cb0b3bc10ec5586b9eae-e1746345617546-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504095714764_a30f2d9a1dd7cb0b3bc10ec5586b9eae-e1746345617546-1024x532.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504095714764_a30f2d9a1dd7cb0b3bc10ec5586b9eae-e1746345617546-768x399.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504095714764_a30f2d9a1dd7cb0b3bc10ec5586b9eae-e1746345617546-1536x798.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Mike Waltz</strong>? Ha <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-spedisce-il-falco-waltz-allonu-steve-witkoff-in-pole-per-sostituirlo.html">lasciato la Casa Bianca non tanto per il famigerato &#8220;Signalgate&#8221; quanto</a> piuttosto per aver provato a <strong>giocare di sponda con Benjamin Netanyahu</strong> per un&#8217;offensiva congiunta Usa-Israele contro l&#8217;Iran. Il tutto da programmare, ovviamente, sopra la testa del presidente <strong>Donald Trump</strong>. </p>



<p>Questa clamorosa indiscrezione è stata ricostruita da un dettagliato <strong>rapporto del <em>Washington Post</em></strong> che ha parlato del clima problematico creatosi<a href="https://www.washingtonpost.com/politics/2025/05/03/waltz-trump-israel/"> tra Trump e il suo ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale, </a>spostato nella <strong>giornata dell&#8217;1 maggio</strong> al ruolo di Ambasciatore delle Nazioni Unite. Un perfetto esempio di <em>promuoveatur ut amoveatur</em>: l&#8217;ex deputato repubblicano della Florida, classico esempio di &#8220;falco&#8221; interventista, formalmente è promosso da consigliere della Casa Bianca a un ruolo diplomatico <strong>equiparato a una posizione ministeriale come la rappresentanza Usa all&#8217;Onu</strong> ma di fatto<a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-cacciata-di-waltz-dalla-casa-bianca-e-una-buona-notizia-per-il-mondo.html"> viene svuotato di qualsiasi potere e influenza sugli affari strategici. </a></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ira di Trump per le trame Waltz-Netanyahu</h2>



<p>Il WP segnala che la rabbia di Trump verso Waltz era montata da ben prima che esplodesse il <strong>famoso &#8220;Signalgate&#8221;, la diffusione in una chat</strong> creata dal consigliere includente il direttore dell&#8217;Atlantic Jeffrey Goldberg dei piani per gli attacchi contro gli Houthi in Yemen. E che <strong>quest&#8217;ultimo caso sia stato solo il pretesto formale</strong> per procedere all&#8217;avvicendamento.</p>



<p>&#8220;Waltz ha irritato il presidente degli Stati Uniti per aver promosso un intenso coordinamento con Netanyahu su possibili opzioni militari per colpire l&#8217;Iran, prima dell&#8217;incontro del premier con Trump alla Casa Bianca a febbraio&#8221;, nota il <a href="https://www.timesofisrael.com/waltzs-coordination-with-netanyahu-on-iran-strike-contributed-to-firing-report/"><em>Times of Israel</em>,</a> ed è possibile che anche durante l&#8217;incontro con il principale consigliere geopolitico di Netanyahu, il ministro per gli Affari strategici Ron Dermer, avvenuto a marzo, Waltz possa aver messo in campo discussioni di questo tenore.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504095650981_45d9e89f77c4b4db1bd3d3c1e54407a0-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-468116" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504095650981_45d9e89f77c4b4db1bd3d3c1e54407a0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504095650981_45d9e89f77c4b4db1bd3d3c1e54407a0-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504095650981_45d9e89f77c4b4db1bd3d3c1e54407a0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504095650981_45d9e89f77c4b4db1bd3d3c1e54407a0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504095650981_45d9e89f77c4b4db1bd3d3c1e54407a0-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504095650981_45d9e89f77c4b4db1bd3d3c1e54407a0.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Waltz, in piedi a destra, assiste alle dichiarazioni di Trump prima del bilaterale con Netanyahu alla Casa Bianca, 5 febbraio 2025.</figcaption></figure>



<p><strong>Trump, che come hanno dimostrato i fatti ha preferito una discussione diretta con l&#8217;Iran,</strong> si sarebbe sentito profondamente spiazzato da questo disinvolto atteggiamento del suo consigliere e sarebbe stato tenuto al corrente dei giri di valzer Waltz-Netanyahu dalla fedelissima <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/una-fedelissima-per-guidare-la-casa-bianca-cosa-ci-dice-la-prima-mossa-di-trump.html">Susie Wiles, la cui nomina a Capo di Gabinetto della Casa Bianca</a></strong> ha marcato un distacco profondo di The Donald dal tradizionale affidamento ai repubblicani vecchio stampo che ha contraddistinto la sua prima amministrazione.</p>



<p>Da tempo è emersa una concezione strategica chiara: <strong>Netanyahu</strong> spinge per l&#8217;azione militare diretta contro l&#8217;Iran e il suo programma nucleare; Israele ha aperto la strada da mesi alla possibilità <strong>costruendo a colpi di bombardamenti aerei e missilistici</strong> un corridoio che consentirebbe agli F-16 e agli F-35 di sorvolare gli spazi aerei di Siria e Iraq senza incontrare asset contraerei solidi a ostacolarli; da gennaio il Governo nazionalista israeliano cerca l&#8217;appoggio della Casa Bianca. Che però non è mai arrivato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi negli Usa frena Netanyahu sulla guerra all&#8217;Iran</h2>



<p><strong>Rema contro Netanyahu</strong> un&#8217;ampia serie di fattori: la contrarietà di buona parte del movimento <strong>Maga che sostiene Trump alle avventure militari all&#8217;estero</strong>; la ricerca da parte di The Donald del grande accordo con la Federazione Russa che mal si concilierebbe con la <strong>decisione di colpire un partner di Mosca</strong>; l&#8217;aperta ostilità di <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-iran-diplomazia-e-sabotaggi.html">alti papaveri del trumpismo, come il vicepresidente J.D. Vance</a>, all&#8217;ipotesi di seguire Tel Aviv nella guerra all&#8217;Iran; una serie di rilevazioni d&#8217;intelligence che già nel 2024 avevano profondamente <a href="https://it.insideover.com/difesa/lintelligence-usa-sgonfia-la-minaccia-iraniana-su-programma-nucleare-e-hamas.html">ridimensionato la <strong>potenziale minaccia della Repubblica Islamica in ambito militare</strong>.</a></p>



<p>Inoltre, una guerra con l&#8217;Iran non sarebbe uno scherzo. Washington sta preferendo l&#8217;opzione di esercitare pressione militare indiretta su Teheran tramite i <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-le-sfide-di-una-guerra-che-nessuno-ha-il-coraggio-di-chiamare-guerra.html"><strong>pesanti bombardamenti sugli Houthi yemeniti</strong> ,</a>volti a riaprire definitivamente il traffico navale nel Mar Rosso alle navi cargo dirette dal Mediterraneo all&#8217;Oceano Indiano e viceversa.</p>



<p><strong>Finora, l&#8217;operazione sta incontrando la decisa resistenza</strong> dei miliziani sciiti, che con le armi antiaeree fornite dall&#8217;Iran hanno abbattuto diversi droni Usa e sono riusciti a far perdere un caccia F-18 alla portaerei &#8220;Harry S. Truman&#8221; durante una manovra volta a evitare un missile lanciato dallo Yemen. L&#8217;Iran non sarebbe un nemico facile da sconfiggere, e Trump lo sa. Per quest&#8217;ampia serie di ragioni la Casa Bianca ha scelto la strada dei colloqui mediati dall&#8217;Oman con Teheran, e nella fase di pausa dopo l&#8217;accelerazione iniziale dei negoziati è arrivato il foglio di via per Waltz, ritenuto un ostacolo al processo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Missili Houthi su Israele, Gantz: &#8220;È stato l&#8217;Iran&#8221;</h2>



<p>A tal proposito, è interessante sottolineare come sul fronte della sfida all&#8217;Iran <strong>gli Usa si trovino a confrontarsi con una politica israeliana</strong> compatta nell&#8217;accarezzare l&#8217;idea della soluzione militare. E che Netanyahu sia a sua volta pressato sul fronte interno da opposizioni che spesso si sono mostrate più moderate e prudenti. Ogni <em>casus belli</em> va valutato con attenzione. Di oggi, ad esempio, la notizia del lancio di un missile proveniente dallo Yemen che ha colpito l&#8217;aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv.  </p>



<p><a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog-may-04-2025/">Per <strong>Benny Gantz</strong>, tra i massimi leader dell&#8217;opposizione al Governo del Likud </a>e leader della coalizione centrista Unità Nazionale, &#8220;questo attacco non è proveniente dallo Yemen, ma dall&#8217;Iran. È l&#8217;Iran&#8221;, ha scritto l&#8217;ex ministro della Difesa su X, &#8220;che sta lanciando missili balistici contro lo Stato di Israele, e deve assumersene la responsabilità&#8221;. Gantz ha sfidato Netanyahu sottolineando che &#8220;il Governo israeliano deve svegliarsi&#8221;, sostenendo che l&#8217;attacco contro Israele &#8220;deve portare a una risposta severa a Teheran&#8221;.</p>



<p><strong>Un&#8217;ulteriore spinta alla pulsione bellicista di Netanyahu</strong> che negli Usa dovrà esser tenuta in conto. Anche per questo oggi l&#8217;allontanamento di Waltz è stata vista una condizione fondamentale per il prosieguo dei colloqui con Teheran: spostarlo dalla Casa Bianca toglie appigli a Israele per spingere Washington all&#8217;azione militare. In quest&#8217;ottica, la mossa di Trump è stata quantomeno preventiva.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lira-di-trump-sugli-intrighi-waltz-netanyahu-per-arrivare-a-una-guerra-contro-liran.html">L&#8217;ira di Trump sugli intrighi Waltz-Netanyahu per arrivare a una guerra contro l&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Iran: Trump frena la guerra di Netanyahu</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-trump-frena-la-guerra-di-netanyahu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 19:21:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Houti]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1034" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/e90c1d034de6fe15fc1e02fc7b57822c-copia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran: Trump frena la guerra di Netanyahu" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/e90c1d034de6fe15fc1e02fc7b57822c-copia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/e90c1d034de6fe15fc1e02fc7b57822c-copia-600x323.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/e90c1d034de6fe15fc1e02fc7b57822c-copia-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/e90c1d034de6fe15fc1e02fc7b57822c-copia-1024x551.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/e90c1d034de6fe15fc1e02fc7b57822c-copia-768x414.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/e90c1d034de6fe15fc1e02fc7b57822c-copia-1536x827.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'incontro tra Trump e Netanyahu alla Casa Bianca finisce senza conferenza stampa. La frenata di Trump alla guerra contro l'Iran è il motivo principale</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-trump-frena-la-guerra-di-netanyahu.html">Iran: Trump frena la guerra di Netanyahu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Netanyahu non incassa la luce verde per un attacco all&#8217;Iran, motivo principale del suo improvviso viaggio negli States. Anzi, nel corso della <a href="https://www.youtube.com/watch?v=P3uOBiv7R8Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">conferenza stampa congiunta,</a> Trump ha annunciato che i colloqui con Teheran sono iniziati. Ed è questa l&#8217;unica vera novità emersa da questo viaggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gaza: il genocidio può proseguire</h2>



<p>Quanto a Gaza, Trump ha fatto parlare Netanyahu, il quale ha sgranato il suo noto programma di sfollamento dei palestinesi, che fa discendere dalla proposta di Trump sulla Riviera dei sogni/incubi da costruire in loco.</p>



<p>Tragicamente ironico il passaggio nel quale Netanyahu ha dichiarato che questa prospettiva renderà liberi i palestinesi, che finora &#8220;si sono rinchiusi&#8221; di loro spontanea volontà nella Striscia, negando che quella prigione a cielo aperto era invece sigillata da sbarre d&#8217;acciaio erette dal suo Paese. Tant&#8217;è.</p>



<p>Sempre su Gaza, due i passaggi chiave delle parole di Trump. Anzitutto, ha dichiarato che la sua amministrazione sta lavorando per un cessate il fuoco che porti alla liberazione degli ostaggi e alla restituzione dei corpi di quelli defunti, che ha detto essere la sua massima priorità in contrasto con la priorità del suo ospite, che è quella di riprendere il controllo della Striscia, <em>pereat mundum</em>.&nbsp; Tanto è vero che Netanyahu non ha fatto cenno a una possibile tregua.</p>



<p>L&#8217;altro accenno, stavolta del tutto furtivo, è quando Trump, parlando del suo stralunato piano sulla Riviera di Gaza, ha detto che piace a tanti, aggiungendo che ci sono anche &#8220;altre idee&#8221;, alcune di suo gradimento, altre no. Se sia un&#8217;apertura a possibilità diverse dalla pulizia etnica dei palestinesi, ad esempio il piano egiziano, o sia un mero <em>flatus vocis</em> è tutto da vedere.</p>



<p>Inutile sottolineare, infine, che Trump ha parlato a distesa delle sofferenze degli ostaggi, ma non ha fatto alcun cenno a quelle ancor più indicibili dei palestinesi, che vengono massacrati da più di un anno e mezzo con un&#8217;intensità mai vista in nessuna guerra moderna. Ma questo fa parte del tragico gioco al quale è consegnato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo show di Trump e la conferenza annullata</h2>



<p>Al di là di tale tragica deriva, resta quanto sintetizza <a href="https://english.almayadeen.net/news/politics/netanyahu-s-d-c--trip--all-optics--no-outcomes---israeli-med" target="_blank" rel="noreferrer noopener">al Mayadeen</a>, media non certo pro-Netanyahu, che in una nota riepiloga e fa suoi i commenti dei media israeliani sull&#8217;esito del viaggio del premier israeliano.</p>



<p>&#8220;Mentre in passato si era mostrato polemico e assertivo &#8211; annota al Mayadeen &#8211; questa volta, seduto accanto a Trump sotto l&#8217;occhio vigile delle telecamere, Netanyahu si è limitato a sorridere e ad assorbire i colpi in silenzio&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://english.almayadeen.net/news/politics/netanyahu-s-d-c--trip--all-optics--no-outcomes---israeli-med"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-ALMAYADEEN-ARTICOLO-copia-2-1024x672.jpg" alt="Netanyahu’s D.C. trip: All optics, no outcomes - Israeli media" class="wp-image-75682"/></a></figure>



<p>&#8220;Un&#8217;immagine difficile da ignorare: una figura un tempo nota per la sua fermezza è stata ridotta a mero osservatore passivo, evidenziando la sua vulnerabilità politica, la sua influenza in calo su Trump e la crescente dipendenza dai capricci del presidente degli Stati Uniti&#8221;.</p>



<p>Non è proprio così, dal momento che Netanyahu non ha affatto mollato la presa su Gaza, giocando sulla tragica ambiguità del presidente Usa, ma è vero che sull&#8217;Iran ha dovuto incassare. L&#8217;annuncio a sorpresa di Trump sulle trattative in corso lo ha trasformato in una statua di sale. Teheran ha successivamente <a href="https://www.tasnimnews.com/en/news/2025/04/08/3287275/iranian-fm-confirms-upcoming-meeting-with-us-in-oman" target="_blank" rel="noreferrer noopener">confermato l&#8217;avvio dei negoziati</a>.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.tasnimnews.com/en/news/2025/04/08/3287275/iranian-fm-confirms-upcoming-meeting-with-us-in-oman"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-TANSIM-1024x575.jpg" alt="Iranian FM Confirms Upcoming Meeting with US in Oman" class="wp-image-75684"/></a></figure>



<p>Significativo anche un altro particolare: quando Trump ha parlato della campagna militare contro gli Houti dello Yemen &#8211; <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/yemen-la-prima-guerra-di-trump" target="_blank" rel="noreferrer noopener">del tutto illegittima</a> &#8211; ha spiegato che questi producono in proprio gli armamenti, evitando di accusare l&#8217;Iran di fornirglieli (il legame tra Houti e Iran è stato fatto solo dal Capo del Pentagono Pete Hegset, intervenuto successivamente).</p>



<p>È probabile che sia stata proprio la distanza sull&#8217;Iran che ha fatto saltare la conferenza stampa congiunta. Interessante il fatto che in un primo tempo sia stato comunicato che questa era stata &#8220;<a href="https://www.washingtonpost.com/politics/2025/04/07/trump-presidency-news-tariffs/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">annullata</a>&#8221; e non semplicemente rimandata.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.washingtonpost.com/politics/2025/04/07/trump-presidency-news-tariffs/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A4-WP-1024x352.jpg" alt="Trump, Netanyahu meet at White House amid turmoil over tariffs" class="wp-image-75685"/></a></figure>



<p>Mentre la posticipazione avrebbe potuto spiegarsi con motivi tecnici, l&#8217;annullamento denota un contrasto profondo, sanato successivamente con l&#8217;annuncio che la conferenza avrebbe avuto luogo (se non si fosse tenuta sarebbe stato un disastro per ambedue).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il modello Libia e la nomina di Colby</h2>



<p>Insomma, Netanyahu era convinto di poter trascinare gli Usa nella guerra con l&#8217;Iran e non c&#8217;è riuscito, almeno finora. Detto questo, non mollerà la presa e lo si è visto quando ha affermato che i negoziati Usa-Iran devono ottenere gli stessi risultati che ebbero quelli con la Libia.</p>



<p>Un esempio non casuale, perché quel modello è esattamente quello sul quale mettono in guardia quanti temono che le trattative possano avere esiti disastrosi. La Libia, infatti, fu costretta a un disarmo draconiano, che spianò la strada alla sua successiva devastazione. Dopo quel che è accaduto alla Libia nessuno accetterà condizioni similari. Brandire tale modello serve solo a far fallire le trattative spianando la via alle bombe.</p>



<p>Infine, una nota a margine, ma neanche tanto. Di grande interesse, per quanto riguarda l&#8217;approccio dell&#8217;amministrazione Trump verso l&#8217;Iran, la nomina di Eldbrige Colby a sottosegretario della Difesa per la politica. Nomina di grande importanza strategica e la più tormentata tra quelle fatte da Trump, dal momento che ha dovuto affrontare un contrasto feroce, anche da parte di molti repubblicani, a causa del suo approccio moderato verso Teheran.</p>



<p>Nonostante il contrasto, e anche se in grave ritardo, Colby, dopo aver incassato il placet della Commissione per i servizi segreti dell&#8217;esercito del Senato, ieri, proprio mentre Netanyahu si trovava negli Usa, ha avuto il <a href="https://www.foxnews.com/politics/elbridge-colby-clears-hurdle-moves-final-vote-become-pentagons-top-policy-strategist" target="_blank" rel="noreferrer noopener">primo placet del Senato</a>, che gli spiana la strada per la conferma. Probabile che Netanyahu, che sa perfettamente quanto sia importante tale nomina, sperava di bloccarla. Non c&#8217;è riuscito.</p>



<p>Certo, per superare gli ostacoli Colby ha dovuto moderare le sue aperture all&#8217;Iran, ma non ha fatto indietro tutta. La nomina è un passo importante, forse decisivo, per evitare l&#8217;ennesima grande guerra mediorientale a rischio incendio globale. Piccola buona notizia tra tanto disastro mondiale.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.foxnews.com/politics/elbridge-colby-clears-hurdle-moves-final-vote-become-pentagons-top-policy-strategist"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A5-FOX-1024x399.jpg" alt="Elbridge Colby clears hurdle, moves to final vote to become Pentagon's top policy strategist" class="wp-image-75686"/></a></figure>
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		<title>Il Qatargate israeliano può essere la fine politica per Benjamin Netanyahu</title>
		<link>https://it.insideover.com/giudiziaria/il-qatargate-israeliano-puo-essere-la-fine-politica-per-benjamin-netanyahu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Apr 2025 12:42:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giudiziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/netanyahu.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/netanyahu.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/netanyahu-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/netanyahu-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/netanyahu-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>L'accusa: stretti collaboratori di Netanyahu avrebbero ricevuto soldi dal Qatar, il principale sponsor di Hamas. E intanto lo Shin Bet... </p>
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<p>Gerusalemme, 31 marzo 2025. Una giornata che potrebbe segnare una svolta, non solo per il destino politico di <strong>Benjamin Netanyahu,</strong> ma per l’intero assetto istituzionale di Israele. Il primo ministro, figura tanto carismatica quanto controversa, si è trovato a lasciare in fretta e furia il tribunale di Tel Aviv, dove era impegnato nel suo lungo processo per corruzione, per rispondere a una convocazione urgente. Motivo? Testimoniare in un’indagine parallela, ribattezzata <strong>Qatargate</strong>, che scuote i palazzi del potere israeliano con accuse di legami opachi tra i suoi più stretti collaboratori e il ricco <strong>emirato del Golfo.</strong> Due sospettati, membri del suo entourage, sono stati arrestati nella stessa mattinata, mentre un bavaglio giudiziario impedisce di conoscere i dettagli più scabrosi di questa vicenda. Ma ciò che emerge, tra le righe di una narrazione frammentata, è un intreccio di politica, interessi stranieri e fragilità istituzionali che <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/il-qatar-la-guerra-la-resistenza-di-bar-la-guerra-dello-shin-bet-scuote-israele.html">merita di essere analizzato con attenzione.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il contesto: un leader sotto pressione</h2>



<p>Benjamin Netanyahu non è nuovo alle tempeste giudiziarie. <strong>Da anni affronta accuse di corruzione, frode e abuso di fiducia</strong>, un fardello che lo accompagna mentre guida un Paese in guerra, diviso internamente e alle prese con una crisi di legittimità senza precedenti. La guerra a Gaza, il fallimento della sicurezza del 7 ottobre 2023, la gestione dei negoziati per gli ostaggi: ogni passo del premier è sotto il microscopio di un’opinione pubblica stanca e di un’opposizione agguerrita. Eppure, il Qatar-gate sembra aggiungere un tassello diverso, più insidioso, a questo mosaico di accuse. Non si tratta solo di tangenti o favori personali, ma di un’ipotesi che tocca il cuore della sicurezza nazionale: <strong>i suoi collaboratori avrebbero ricevuto somme ingenti dal Qatar</strong>, Stato che, pur non essendo formalmente un nemico di Israele, ospita leader di Hamas e ne sostiene finanziariamente le attività.</p>



<p>Secondo le indiscrezioni filtrate da Kan e Haaretz – due voci autorevoli nel panorama mediatico israeliano – gli assistenti di Netanyahu sarebbero stati coinvolti in una campagna per migliorare l’immagine del Qatar all’estero, un’operazione che, se confermata, solleverebbe interrogativi inquietanti. Come è possibile che, in un momento di guerra contro Hamas, figure chiave dell’entourage del premier abbiano intrattenuto <strong>rapporti economici con uno dei principali sponsor del gruppo terroristico?</strong> E quale ruolo ha avuto Netanyahu stesso in tutto questo? Lui, per ora, si limita a liquidare l’inchiesta come fake news, una &#8220;caccia alle streghe&#8221; orchestrata per abbatterlo politicamente. Ma le sue parole, pronunciate in un video dopo un’ora di testimonianza, non dissipano i dubbi: suonano come un riflesso difensivo, un tentativo di spostare l’attenzione altrove.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un conflitto di interessi esplosivo</h2>



<p>Dal punto di vista legale, il Qatargate rappresenta una mina vagante. L’indagine, condotta congiuntamente dallo Shin Bet – il servizio di sicurezza interna – e dalla polizia, è partita a fine febbraio su ordine della procuratrice generale <strong>Gali Baharav-Miara</strong>, una figura che Netanyahu ha ripetutamente cercato di delegittimare. I sospetti riguardano reati gravi: contatto con un agente straniero, frode, riciclaggio di denaro e corruzione. Sebbene Netanyahu non sia formalmente un sospettato, la sua posizione di vertice rende inevitabile la domanda: era a conoscenza di queste attività? E, se sì, perché non è intervenuto?</p>



<p>Il conflitto di interessi emerge con chiarezza nella decisione del premier di licenziare <strong>Ronen Bar</strong>, capo dello Shin Bet, proprio mentre l’agenzia indagava sui suoi collaboratori. Bar, che ha guidato i negoziati per il cessate il fuoco con Hamas a gennaio, ha denunciato il suo siluramento come un atto viziato da motivazioni personali, un tentativo di ostacolare l’inchiesta sul Qatar. La Corte Suprema, chiamata a pronunciarsi l’8 aprile sulle petizioni contro questo licenziamento, si trova ora a dover bilanciare il diritto del Governo di nominare i capi delle agenzie di sicurezza con la necessità di garantire l’indipendenza delle istituzioni. Nel frattempo, Netanyahu ha già scelto un sostituto, <strong>Eli Sharvit</strong>, ex comandante della marina, una mossa che i critici leggono come un segnale: il controllo politico sullo Shin Bet deve prevalere.</p>



<p>Qui si gioca una partita giuridica cruciale. Se il licenziamento di Bar fosse ritenuto illegittimo, si aprirebbe uno squarcio nella credibilità del Governo. Ma se fosse confermato, si consoliderebbe un precedente pericoloso: <strong>il potere esecutivo potrebbe intervenire per soffocare indagini scomode</strong>, minando lo stato di diritto. Il bavaglio imposto dal tribunale di Rishon Lezion, in vigore fino al 10 aprile, aggiunge un ulteriore strato di opacità, alimentando le teorie di chi vede in tutto questo un’operazione per proteggere l’inner circle di Netanyahu.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una democrazia in bilico</h2>



<p>Sul piano politico, il Qatargate è un terremoto. Le proteste che hanno invaso Tel Aviv e Gerusalemme dopo l’annuncio del licenziamento di Bar non sono solo una reazione alla vicenda specifica, ma il sintomo di un malessere più profondo. <strong>Decine di migliaia di israeliani accusano Netanyahu di prolungare la guerra a Gaza per scopi personali</strong>, di sacrificare gli ostaggi – 59 dei quali ancora nelle mani di Hamas – sull’altare della propria sopravvivenza politica. Il partito Likud, dal canto suo, ribatte che l’inchiesta e gli arresti soino parte di un complotto per bloccare la rimozione di Bar e rovesciare il premier. Una narrazione che richiama toni populisti, dipingendo un &#8220;deep state&#8221; di sinistra deciso a sabotare un leader &#8220;forte&#8221;.</p>



<p>Ma la realtà è più complessa. Il Qatar, con il suo ruolo ambiguo di mediatore e finanziatore di Hamas, è da anni al centro delle critiche per la politica israeliana di &#8220;contenimento&#8221; della Striscia di Gaza. <strong>Netanyahu stesso, nel 2018, autorizzò il trasferimento di fondi qatarini a Gaza</strong>, ufficialmente per scopi umanitari, una scelta che oggi molti leggono come un errore strategico culminato nel disastro del 7 ottobre. Se emergesse che i suoi collaboratori hanno continuato a lucrare su questi rapporti durante la guerra, il colpo alla sua credibilità sarebbe devastante. L’opposizione, guidata da figure come <strong>Yair Lapid</strong>, non ha esitato a cavalcare l’onda, chiedendo scioperi nazionali e accusando Netanyahu di tradire la democrazia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il prezzo della stabilità</h2>



<p>Cosa significa tutto questo per Israele? In un momento in cui il Paese affronta minacce su più fronti – Hamas a Gaza, Hezbollah a Nord, l’Iran sullo sfondo – la stabilità interna è un bene prezioso. Eppure, il Qatargate rischia di trasformarsi in un catalizzatore di divisioni. La fiducia nelle istituzioni, già erosa da anni di polarizzazione politica, potrebbe subire un colpo fatale se l’inchiesta confermasse i peggiori sospetti. Al contempo, <strong>la pressione su Netanyahu potrebbe spingerlo a mosse estreme</strong>: la ripresa dei combattimenti a Gaza, che ha spezzato una tregua di due mesi, è stata giustificata come un modo per &#8220;fare pressione su Hamas&#8221;, ma molti la vedono come un diversivo per distogliere l’attenzione dai guai interni.</p>



<p>Il Qatar, da parte sua, respinge le accuse come una &#8220;campagna diffamatoria&#8221;. Difficile credere che Doha ammetta un coinvolgimento diretto, ma il suo ruolo di attore ambiguo nel conflitto israelo-palestinese è ormai un dato di fatto. Resta da capire se questa vicenda sia solo l’ennesimo scandalo destinato a dissolversi o il segnale di una crisi più profonda, capace di ridefinire gli equilibri di potere in Israele.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La verità come ostaggio</h2>



<p>In questo groviglio di accuse, controaccuse e silenzi imposti, una cosa è certa: la verità è la prima vittima. Il Qatargate non è solo una questione di soldi o di influenze straniere; <strong>è uno specchio delle fragilità di una democrazia sotto assedio, interna ed esterna</strong>. Netanyahu, con la sua abilità di sopravvivere politicamente, potrebbe ancora uscirne indenne. Ma a quale costo? La risposta, forse, arriverà l’8 aprile, quando la Corte Suprema si pronuncerà. O forse no. Perché in questa storia, come in tante altre, il confine tra giustizia e politica è sottile, e il rischio di perderlo di vista è altissimo.</p>
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		<title>Al-Sisi lancia il Piano Marshall arabo per Gaza ma gli Usa rispondono picche</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/al-sisi-lancia-il-piano-marshall-arabo-per-gaza-ma-gli-usa-rispondono-picche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2025 10:01:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Striscia di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2000" height="1333" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Egitto" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto.jpg 2000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Il "Piano Marshall" arabo per ricostruire Gaza sfida Trump e Netanyahu ed è la grande mossa del presidente egiziano Al-Sisi.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2000" height="1333" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Egitto" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto.jpg 2000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/egitto-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Una sfida aperta <strong>a Donald Trump e Benjamin Netanyahu</strong> e alla loro prospettiva di ridisegnare unilateralmente il Medio Oriente, e una dimostrazione di unità del <strong>mondo arabo</strong>: il vertice del Cairo convocato dal presidente egiziano <strong>Abdul Fattah al-Sisi</strong> ha fatto emergere un progetto <strong>in tre fasi</strong> dal valore di oltre <strong>50 miliardi di euro</strong> per coinvolgere gli Stati della regione nella ricostruzione di Gaza martoriata dalla guerra, inserire il futuro della Striscia nel quadro della difesa dei diritti dei palestinesi e promuovere trattative diplomatiche volte a <strong>trovare un prosieguo</strong> al cessate il fuoco oramai in un limbo. Usa e Israele però non ci stanno, proseguendo in un ostruzionismo che non aiuta alla pace nella regione. Sia Donald Trump che Benjamin Netanyahu hanno respinto al mittente la proposta, che pure si basava su tre fasi ben delineate. </p>



<p>In sostanza, le tre fasi sarebbero sviluppate su piani paralleli. In primo luogo, si provvederebbe a raccogliere tramite conferenze e finanziamenti le risorse necessarie a mettere a terra una ricostruzione di Gaza e la <strong>contemporanea fornitura di alloggi</strong> di emergenza a chi è rimasto senza casa; in parallelo, in secondo luogo, si istituirebbe un&#8217;amministrazione temporanea per Gaza con forze di peacekeeping chieste al Consiglio di Sicurezza Onu; infine, si aprirebbe la strada all&#8217;applicazione della soluzione a due Stati</p>



<h2 class="wp-block-heading">La risposta araba a Usa e Israele</h2>



<p>Il summit d&#8217;emergenza della <strong>Lega Araba</strong> presenta una rara prova d&#8217;unità oltre ogni bandiera: dalla Siria del neo-presidente islamista <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/siria-al-jolani-azzera-il-paese-e-si-proclama-presidente.html">Abu Mohammad al-Jolani</a></strong> alla Giordania di <strong>Re Abdullah II,</strong> dal <strong>Qatar </strong>rappresentato dal ministro degli Esteri <a href="https://thepeninsulaqatar.com/article/04/03/2025/qatar-participates-in-preparatory-meeting-for-arab-summit-on-palestine-in-cairo">Mohammed bin Abdulaziz bin Saleh Al Khelaifi</a> all&#8217;<strong>Arabia Saudita del principe Mohammad bin Salman</strong> è emersa compattezza per mettere in campo progetti strategici volti a <strong>rispondere al piano israeliano-americano</strong>. </p>



<p>Washington e Tel Aviv hanno provato, con la proposta dell&#8217;inviato speciale Usa <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-il-cessate-il-fuoco-tra-israele-e-hamas-in-un-limbo.html">Steve Witkoff, a riscrivere i termini del cessate il fuoco tra Israele e Hamas </a>dopo la scadenza della prima fase? La Lega Araba risponde con il suo sostegno agli accordi di Doha di gennaio. Trump ha proposto <strong>la deportazione dei palestinesi</strong> da Gaza e la ricostruzione della Striscia come riviera? I Paesi arabi sottolineano, in risposta, la necessità di un <strong>piano in tre fasi</strong> per permettere ai gazawi di tornare a vivere nel loro territorio garantendo anche la continuità assistenziale durante la ricostruzione. </p>



<p>I sostenitori della guerra in Israele accusano i Paesi arabi di debolezza con Hamas? La delegazione araba invita come rappresentanza l&#8217;Organizzazione per la Liberazione della Palestina e l&#8217;Autorità Nazionale Palestinese, che a Pechino a luglio la stessa <a href="https://it.insideover.com/guerra/all-eyes-on-rafah-quel-messaggio-virale-che-risveglia-le-coscienze.html">Hamas ha legittimato come unici rappresentanti del loro popolo.</a></p>



<p>Il piano arabo gode del sostegno delle Nazioni Unite e del segretario generale <strong>Antonio Guterres</strong>. Emerge la volontà di ricostruire Gaza non come enclave di terrore e miseria ma come parte di un Medio Oriente pacificato: &#8220;I precedenti piani economici per Gaza sono falliti dopo essere stati soffocati da Israele,&nbsp;<a href="https://www.theguardian.com/world/2023/nov/07/gaza-who-lives-there-and-why-it-has-been-blockaded-for-so-long">che ha bloccato e bombardato la striscia per anni</a>&#8220;, ricorda il <em>Guardian,</em> aggiungendo che la proposta si scontra con i <em>desiderata</em> del &#8220;primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha detto che&nbsp;<a href="https://www.gov.il/en/pages/spoke-vote190224">vuole un controllo<strong> permanente e onnicomprensivo su tutta la terra nei territori palestinesi</strong></a>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La prova di forza di al-Sisi</h2>



<p>Spicca nel negoziato la figura del presidente egiziano al-Sisi. <a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/3/3/whats-the-emergency-arab-summit-on-gaza-reconstruction-everything-to-know">Il 71enne <strong>rais del Cairo</strong> ha resistito,</a> dal 20 gennaio ad oggi, alla tentazione di &#8220;andare a Canossa&#8221; da Trump alla Casa Bianca dopo che The Donald presentando il suo piano per Gaza il 5 febbraio, ha messo pressione sul mondo arabo. L&#8217;Egitto ha promosso dalla riunione con la Giordania e i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo di Riad del 21 gennaio un piano che al-Sisi ha definito “una visione completa per la ricostruzione di Gaza, garantendo al contempo la permanenza dei palestinesi” e ha ricevuto il <strong>via libera dell&#8217;intera Lega Araba</strong>. </p>



<p>Un messaggio di forza che rafforza la posizione dei mediatori e non può essere certamente definito un <strong>cedimento ad Hamas</strong>. In sostanza, ora l&#8217;Egitto e il Qatar, mediatori della tregua, hanno il sostegno dei Paesi arabi nel combinato disposto tra il sostegno al cessate il fuoco come è stato concluso a gennaio e quello alla futura ricostruzione di Gaza. A Israele e all&#8217;alleato americano la responsabilità di <strong>avanzare una contro proposta e accettare se entrare in campo o meno</strong> per una diplomazia che sappia realizzare per discutere nel merito o assecondare la strada che porta alla ripresa della guerra. Tutto questo senza regali agli islamisti. A livello diplomatico, un risultato notevole. A livello concreto, si vedrà: ma ora la responsabilità di offrire una proposta alternativa sta solo nelle mani di chi oggi reagisce duramente a un piano articolato. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/al-sisi-lancia-il-piano-marshall-arabo-per-gaza-ma-gli-usa-rispondono-picche.html">Al-Sisi lancia il Piano Marshall arabo per Gaza ma gli Usa rispondono picche</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Manifestare per l&#8217;Europa? Un&#8217;ottima cosa, basta sapere che cosa vuol dire</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/manifestare-per-leuropa-unottima-cosa-basta-sapere-che-cosa-vuol-dire.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Mar 2025 17:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=458915</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/europa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Europa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/europa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/europa-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/europa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/europa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/europa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/europa-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Europa che si batte per i diritti dell'Ucraina invasa dalla russia non fa una mossa per i diritti della Siria invasa da Israele. Perché?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/manifestare-per-leuropa-unottima-cosa-basta-sapere-che-cosa-vuol-dire.html">Manifestare per l&#8217;Europa? Un&#8217;ottima cosa, basta sapere che cosa vuol dire</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/europa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Europa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/europa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/europa-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/europa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/europa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/europa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/europa-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Come tutti sanno, oggi c&#8217;è una gran riunione a Londra in cui venti capi di Stato e di Governo si riuniscono, insieme con i vertici dell&#8217;Unione Europea e della Nato, per riaffermare l&#8217;impegno irrinunciabile dell&#8217;Europa nella difesa dei diritti dei popoli e delle nazioni. E presto ci sarà una (si presume) grande manifestazione in Italia per &#8220;dire sì all&#8217;Europa&#8221;, a <strong>un&#8217;Europa &#8220;forte dei suoi principi fondativi&#8221;.</strong> Principi che sono, in sintesi: la dignità umana, inviolabile; la libertà; la democrazia; l&#8217;uguaglianza; lo Stato di diritto; i diritti umani.</p>



<p>C&#8217;è qualcuno che potrebbe non essere d&#8217;accordo? Noi lo siamo di sicuro. Purtroppo è l&#8217;Europa che non va d&#8217;accordo con se stessa, che non riesce a mettere insieme i principi con le azioni. Non ci credete? Allora vediamo un po&#8217;&#8230; </p>



<p>Il 24 febbraio del 2022 la Russia ha invaso l&#8217;Ucraina, in violazione di diversi trattati e del diritto internazionale. Da quella data l&#8217;Europa ha colpito il Paese invasore con 17 pacchetti di sanzioni economiche rivolte a individui e organizzazioni. Non solo: i russi, i comuni cittadini russi, sono stati pesantemente discriminati per quanto riguarda i visti d&#8217;ingresso nei Paesi Ue, le istituzioni internazionali dello sport hanno escluso atleti e squadre russe da tutte le principali competizioni, decidendo (vedi Olimpiadi) quali atleti potessero partecipare e in quali condizioni (per esempio, senza la bandiera del proprio Paese). <strong>Inoltre, dal giorno dell&#8217;invasione a fine 2024 l&#8217;Europa ha fornito all&#8217;Ucraina un&#8217;assistenza (finanziaria, umanitaria e militare)</strong> <a href="https://www.ifw-kiel.de/topics/war-against-ukraine/ukraine-support-tracker/">pari a 132 miliardi di euro</a>. Per finire, tutti i Paesi europei si sono impegnati a eseguire il mandato d&#8217;arresto emesso dalla Corte penale internazionale il 17 marzo del 2023 contro Vladimir Putin, accusato di crimini di guerra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ma con Israele tutta un&#8217;altra storia</h2>



<p>Cambiamo scenario, spostiamoci in Medio Oriente. In Siria, per la precisione. Ai primi di dicembre del 2024 la travolgente offensiva da Nord delle milizie jihadiste di Hayat Tahrir al-Shams e di quelle appoggiate dalla Turchia provocano la caduta del regime di <strong>Bashar al-Assad</strong>. In un paio di settimane la Siria ha un nuovo Governo guidato dall&#8217;ex capo jihadista Al-Jolani che, smessa la divisa, indossa la grisaglia del politico e comincia a farsi chiamare Ahmed al-Sharaa. I diplomatici di mezzo mondo corrono a Damasco, festeggiando l&#8217;accaduto come la liberazione e da una dittatura e l&#8217;inizio di una nuova era per la Siria. Che succede, allora? <strong>Israele comincia a bombardare le installazioni militari siriane, senza che il nuovo Governo di Damasco abbia mostrato il minimo segno di ostilità.</strong> Poi allarga la zona di occupazione oltre le alture del Golan siriano che già occupa dal 1967. Adesso Israele occupa 2.500 chilometri quadrati (per fare un confronto: <a href="https://www.analisidifesa.it/2025/01/il-dibattito-sulle-conquiste-territoriali-russe-in-ucraina-nel-2024/">nel 2024 la Russia ha occupato 4.168 chilometri quadrati di territorio ucraino</a>) e le sue truppe sono a poche decine di chilometri dalla capitale Damasco e dalla importante città di Daraa.</p>



<p><strong>Un&#8217;altra invasione di un Paese sovrano, giusto? </strong>E l&#8217;Europa che fa? Sanziona Israele? Manda aiuti finanziari umanitari e militari alla Siria? Apre il becco anche solo per dire&#8221;ma insomma, andiamo, non è così che si fa!&#8221;. No, niente di tutto questo. Al contrario: giustifica, approva, fermamente sostiene, <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-litalia-continua-a-fornire-armi-a-israele-nonostante-gaza.html#google_vignette">fornisce armi all&#8217;invasore</a>, i suoi politici <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-armi-italiane-a-israele-per-colpire-gaza-e-gli-eversivi-del-ministro-crosetto.html">attaccano pesantemente chiunque osi criticare.</a> Dalla Germania all&#8217;Italia è tutto un correre in caccia degli &#8220;antisemiti&#8221;, che sarebbero tutto quelli che non sono d&#8217;accordo nell&#8217;approvare, alla virgola, tutto ciò che il Governo di Israele dedica di fare. Governo che, per bocca del ministro degli Esteri Gideon Sa&#8217;ar, accolto anche in Italia come un benefattore dell&#8217;umanità, spiega che Israele vuole insediarsi nel Sud della Siria (Paese sovrano, ripetiamolo, proprio come l&#8217;Ucraina) <strong>&#8220;a tempo indeterminato&#8221;</strong> e che lo Stato siriano dovrà dotarsi di una struttura federale. Come se il ministro degli Esteri russo Lavrov decidesse quale forma di Governo deve darsi l&#8217;Ucraina.</p>



<p>Non solo. Come si diceva, tutti corrono da Al-Jolani/Al-Sharaa nella speranza di trovarsi in prima fila quando ci sarà da fare affari. Ma nessuno, in Europa, provvede a eliminare almeno alcune delle sanzioni che da quasi quindici anni affamano i siriani, mentre hanno lasciato intatta la cerchia degli Assad. Anzi, <a href="https://it.insideover.com/politica/lue-sempre-piu-schierata-con-israele-e-pronta-a-coprire-crimini-e-deportazioni.html">come ha spiegato bene Paolo Mossetti in queste pagine</a>, ha intensificato gli accordi di partenariato strategico con l&#8217;invasore Israele. Come ha scritto Mossetti: &#8220;Sa’ar del resto è stato chiaro e sfacciato: <strong>“Quella che voi chiamate Cisgiordania si chiama Giudea e Samaria”</strong>, ha dichiarato a due passi da Kaja Kallas, sostenendo l’idea delle deportazioni di massa dalla Striscia di Gaza proposta da Trump, ma chiedendo di usare un termine diverso: “migrazioni”. Kallas, dal canto suo, non ha proferito parola. E che ne pensa della posizione del futuro cancelliere tedesco,<strong> Friedrich Merz</strong>, che ha invitato Netanyahu nonostante il mandato di arresto che incombe sul primo ministro? Kallas ha balbettato: “La Corte internazionale dell’Aja va rispettata, ma le decisioni su questi temi spettano ai singoli Stati”. Di fatto, una dismissione della Corte internazionale&#8221;.</p>



<p><strong>Vladimir Putin</strong>, per giustificare l&#8217;ingiustificabile, ovvero l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina, ha tirato in ballo il diritto del suo Paese a difendersi dall&#8217;espansione verso Est della Nato e dal &#8220;regime nazista&#8221; di Kiev. Anche <strong>Benjamin Netanyahu</strong> tira in ballo il diritto di Israele a difendersi. Ma rispetto alla Siria che è in rovine e ha un Governo nuovo, da che cosa deve difendersi Israele, al punto da invaderla? Ce lo dicessero, perché non è facile capirlo.</p>



<p>Ah già, la famosa Corte penale internazionale. Che è buona e giusta quando emette un mandato di cattura per Putin, mentre <strong>può tranquillamente essere cestinata quando fa la stessa cosa per Benjamin Netanyahu,</strong> responsabile della morte di 120 mila civili a Gaza, per il 59,1% donne, bambini e anziani. In quello che <a href="https://it.insideover.com/guerra/amici-di-israele-basta-alibi-a-gaza-e-genocidio-e-lancet-ci-spiega-perche.html">i più autorevoli osservatori internazionali</a> (ma immaginiamo siano &#8220;antisemiti&#8221; anche loro, come tutti) descrivono con i tratti del genocidio.</p>



<p>Stessa cosa quando entra in scena <strong>Donald Trump</strong>. La sua è un&#8217;amministrazione di vigliacchi aggressori putiniani quando se la prende con Zelensky e l&#8217;Ucraina. Ma guai a dire una parola quando (è storia di oggi) il segretario di Stato Marco Rubio annuncia altri 4,5 miliardi di armi per Israele, ovvero altri strumenti per colpire palestinesi, libanesi o siriani, fate voi.</p>



<p>Per cui, cari amici sempre pronti a dare lezioni di europeismo, sappiate che quando vi trovate a Londra o marciate per le strade di Roma è per questo che marciate. Per perseguire Putin e assolvere Netanyahu, per salvare gli ucraini e far morire i palestinesi, per difendere l&#8217;integrità territoriale dell&#8217;Ucraina e fregarvene di quella della Siria. Non provate nemmeno a dirci che voi vi battete per l&#8217;Europa ideale. Troppo comodo. È sempre la realtà che conta. I sogni vanno bene solo quando si dorme.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/manifestare-per-leuropa-unottima-cosa-basta-sapere-che-cosa-vuol-dire.html">Manifestare per l&#8217;Europa? Un&#8217;ottima cosa, basta sapere che cosa vuol dire</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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