

La distanza tra Kiev, i suoi sponsor e Trump è ormai palese. Il presidente americano, a fronte all’irriducibilità dei suoi interlocutori, ha deciso di forzare la mano, nulla importando della loro resistenza. Meglio, di aggirarla con una mossa del cavallo. Ed è interessante anche la reazione di Trump alle furibonde critiche di Zelensky: interpellato sul tema, si è limitato a rispondere: “Okey”.
L’obiettivo strategico russo di limitare il transito sul fiume non richiede un impegno massiccio di munizionamento di precisione.
Roberto Iannuzzi sostiene che le nuove inchieste di Haaretz e The Atlantic confermano che Netanyahu fu avvertito dell’attacco del 7 ottobre da Emirati ed Egitto, ma che la loro uscita in piena campagna elettorale è tutt’altro che casuale, mentre il Board of Peace per Gaza sarebbe inefficace e Israele, pur sulla difensiva, continuerebbe a combattere la propria “guerra” di propaganda.
A Beirut, la guerra israeliana ha ridotto migliaia di vite in macerie e ricordi, e il cessate il fuoco non potrà restituire né le case né i morti
Con il “Corollario Trump” alla dottrina Monroe, Washington punta a un Emisfero Americano privo di presenze rivali
Il contributo più radicale del Project Meridian risiede nella transizione verso la cosiddetta Prediction-Centric Warfare.