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	<title>Abu Mazen Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 03 Feb 2026 15:05:48 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Abu Mazen Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Il voto in Palestina e il nuovo governo di Gaza: Hamas sotto pressione da due fronti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 15:05:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione per la Liberazione della Palestina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1323" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027115346431_bac49b481ad60e49e5cbd60da0795f1f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027115346431_bac49b481ad60e49e5cbd60da0795f1f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027115346431_bac49b481ad60e49e5cbd60da0795f1f-600x413.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027115346431_bac49b481ad60e49e5cbd60da0795f1f-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027115346431_bac49b481ad60e49e5cbd60da0795f1f-1024x706.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027115346431_bac49b481ad60e49e5cbd60da0795f1f-768x529.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027115346431_bac49b481ad60e49e5cbd60da0795f1f-1536x1058.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La leadership di Hamas sulla Striscia di Gaza postbellica è sfidata da due direttrici: il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha convocato per l&#8217;1 novembre le prime elezioni nello Stato da lui guidato in vent&#8217;anni, poche settimane dopo la nomina del Comitato Nazionale per l&#8217;Amministrazione di Gaza (Ncag) legato al Board of Peace del presidente americanon &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-voto-in-palestina-e-il-nuovo-governo-di-gaza-hamas-sotto-pressione-da-due-fronti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1323" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027115346431_bac49b481ad60e49e5cbd60da0795f1f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027115346431_bac49b481ad60e49e5cbd60da0795f1f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027115346431_bac49b481ad60e49e5cbd60da0795f1f-600x413.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027115346431_bac49b481ad60e49e5cbd60da0795f1f-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027115346431_bac49b481ad60e49e5cbd60da0795f1f-1024x706.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027115346431_bac49b481ad60e49e5cbd60da0795f1f-768x529.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027115346431_bac49b481ad60e49e5cbd60da0795f1f-1536x1058.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La leadership di <strong>Hamas sulla Striscia di Gaza</strong> postbellica è sfidata da due direttrici: il <strong>presidente palestinese Mahmoud Abbas</strong> ha convocato per l&#8217;1 novembre le prime elezioni nello Stato da lui guidato in vent&#8217;anni, poche settimane dopo la nomina del <strong>Comitato Nazionale per l&#8217;Amministrazione di Gaza (Ncag)</strong> legato al Board of Peace del presidente americanon <strong>Donald Trump</strong> che dovrà gestire l&#8217;amministrazione post-bellica della fascia marittima del territorio palestinese. </p>



<p><a href="https://www.timesofisrael.com/palestinian-authoritys-abbas-calls-first-ever-direct-plo-parliament-elections/">A essere convocato sarà il voto</a> per rinnovare il parlamento dell&#8217;Organizzazione per la Liberazione della Palestina, soggetto politico la cui leadership coincide con l&#8217;Autorità Nazionale Palestinese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Togliere il terreno dai piedi di Hamas</h2>



<p>Si creano le premesse per aprire alla sostituzione politica del <strong>potere dei militanti</strong> che oggi controllano oltre il 40% della Striscia e si sono scontrati fino al 10 ottobre scorso con Israele. Hamas ha vinto le ultime elezioni tenutesi in Palestina nel lontano 2006, nel 2007 ha rotto con Fatah, partito dominante dell&#8217;<strong>Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp)</strong> che guida l&#8217;Autorità Nazionale Palestinese (Anp), e ne ha espulso le forze da Gaza. Abbas ha promosso il voto come fattore di distensione interna e in direzione dei partner internazionali, oltre che per alleggerire la pressione di Israele e dei coloni che di fatto<a href="https://it.insideover.com/politica/israele-minaccia-lannessione-della-cisgiordania-lalt-di-rubio-minaccia-il-piano-di-trump.html"> &#8220;assediano&#8221; il residuo territorio dell&#8217;Anp.</a></p>



<p>Risulterà pressoché impossibile per Hamas partecipare al voto, sia perché le autorità stanziate in Cisgiordania non hanno rapporti eccellenti, in questa fase, col gruppo che si è scontrato con Israele dal 2023 al 2025 sia perché le normative interne all&#8217;Anp per l&#8217;elezione del <strong>Consiglio Nazionale Palestinese,</strong> il Parlamento dell&#8217;Olp il cui direttivo esprime i vertici dello Stato palestinese, sostanzialmente ne interdicono l&#8217;iscrizione alle liste. </p>



<p>L&#8217;Anp prevede che per partecipare al voto si debba sottoscrivere il programma dell&#8217;Olp, che unisce i principali partiti storicamente legati alla causa palestinese eccetto Hamas, includente peraltro l&#8217;<strong>impegno al riconoscimento di Israele ai sensi degli Accordi di Oslo del 1993</strong>. Hamas e il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp) di estrema sinistra non accettano il riconoscimento di Tel Aviv, l&#8217;apertura alla soluzione a due Stati, la rinuncia all&#8217;uso della lotta armata come strumento di liberazione e sono ostili al cosiddetto &#8220;programma nazionale&#8221; di Abbas e dei suoi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Abbas contro Hamas</h2>



<p>Si prevede che Abbas replicherà, da qui alla data del voto previsto per l&#8217;1 novembre, il recente provvedimento con cui ha escluso dalle municipali palestinesi di aprile gli <strong>oppositori del programma dell&#8217;Olp, tra cui rientrano anche Hamas e Fplp. </strong>L&#8217;obiettivo è che nel parlamento palestinese che verrà, ammesso che sia un organo più funzionale di quello attuale, si fissi un principio: l&#8217;Olp è l&#8217;unica legittima rappresentante del popolo che rivendica la sua statualità in Terrasanta. Un principio che Hamas ha<a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-la-pace-di-pechino-hamas-non-ha-piu-scuse-per-minare-lunita-dei-palestinesi.html"> accettato firmando nel luglio 2024 gli accordi di Pechino con le altre fazioni palestinesi</a> ma che spesso si è ben guardata dal concretizzare.</p>



<p>Abbas intende ribadirlo e giocare di sponda con la nascita nel Ncag, guidato dall&#8217;ingegnere <strong>Ali Shaath, per spingere a livello internazionale Hamas</strong> a passare la mano e legittimarsi di fronte ai partner arabi garanti del cessate il fuoco come unico credibile attore capace di gestire la fase post-ritiro di Israele da Gaza. Si consolida l&#8217;asimmetria tra le due anime della Palestina e, anche se Abbas ritiene doveroso che Hamas lasci il potere le armi, come ha formalmente accettato di fare a livello politico firmando il cessate il fuoco, i militanti non intendono fare una singola mossa prima del ritiro di Israele. Rivendicando di essersi conquistati la libera rappresentanza dei palestinesi con le armi. Una situazione di impasse che spacca una Palestina che continua a esistere più sulla carta che nella realtà.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-voto-in-palestina-e-il-nuovo-governo-di-gaza-hamas-sotto-pressione-da-due-fronti.html">Il voto in Palestina e il nuovo governo di Gaza: Hamas sotto pressione da due fronti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Barghouti resta in cella: Israele blocca la scarcerazione del leader palestinese</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/barghouti-resta-in-cella-israele-blocca-la-scarcerazione-del-leader-palestinese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Carpinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2025 03:48:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="700" height="467" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/barghouti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marwan Barghouti" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/barghouti.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/barghouti-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/barghouti-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Barghouti escluso dallo scambio di prigionieri. Il leader di Fatah, capace di unire i palestinesi, resta in cella perché Netanyahu lo teme.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/barghouti-resta-in-cella-israele-blocca-la-scarcerazione-del-leader-palestinese.html">Barghouti resta in cella: Israele blocca la scarcerazione del leader palestinese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="467" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/barghouti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marwan Barghouti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/barghouti.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/barghouti-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/barghouti-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Israele ha ribadito che <a href="https://www.newarab.com/news/who-marwan-barghouti-palestinian-mandela-israel-fears">Marwan Barghouti non sarà rilasciato</a>. Il leader di Fatah, simbolo della <strong>resistenza palestinese</strong>, resta fuori dal nuovo accordo sul cessate il fuoco a Gaza e sullo scambio di prigionieri. Hamas lo aveva chiesto a gran voce, anche nei negoziati precedenti, compreso quello del 2024 e quello di gennaio 2025. Ma il suo nome non compare tra i <strong>1.950 prigionieri palestinesi</strong> destinati a tornare a casa.</p>



<p>Nell’<a href="https://it.insideover.com/guerra/trattative-in-egitto-le-proposte-di-hamas-ostaggi-liberi-e-ritiro-dellidf-da-gaza-in-contemporanea.html">intesa</a>, che prevede la liberazione di <strong>20 ostaggi israeliani vivi</strong> e la restituzione dei corpi di 28 israeliani morti, la parte palestinese è ancora in evoluzione. Le liste vengono aggiornate di ora in ora: al momento si parla di 250 ergastolani e di oltre 1.700 palestinesi arrestati dopo il 7 ottobre 2023. E tra questi ultimi, come scrive <em>Middle East Eye</em>, va ricordato che ci sono centinaia tra <strong>donne e bambini </strong>sequestrati a Gaza e detenuti senza accuse formali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è Marwan Barghouti</h2>



<p>Ogni palestinese conosce il nome di <strong>Marwan Barghouti</strong>. Che si tratti di un abitante della Cisgiordania occupata, di Gerusalemme Est o di un sopravvissuto al genocidio di Gaza, il suo volto e la sua storia rappresentano da decenni la resistenza e l’unità nazionale.</p>



<p>Arrestato nel 2002 per il suo ruolo di primo piano nella <strong>Seconda Intifada</strong> (2000–2005), fu accusato da Israele di aver ordinato attentati suicidi con vittime civili , accuse che<strong> Barghouti ha sempre respinto</strong>.</p>



<p>Leader carismatico di Fatah, il partito che guida l’Autorità Nazionale Palestinese (ANP), è stato a lungo nel mirino di Israele non solo per il suo passato militante, ma anche per la profonda popolarità di cui gode tra i palestinesi. Non a caso, i sondaggi indicano che Barghouti — oggi 66enne — sarebbe il favorito assoluto in un’ipotetica elezione presidenziale, capace di battere l’attuale presidente <strong>Mahmoud Abbas</strong> &#8211; che pure non gode di grande sostegno a causa della debolezza ormai evidente dell’<a href="https://it.insideover.com/difesa/anp-abu-mazen-purga-lintelligence-palestinese-per-avere-un-ruolo-nel-futuro-di-gaza.html">Autorità Palestinese</a> e della sua età avanzata.</p>



<p>Pur appartenendo a Fatah, Barghouti è considerato una figura unificatrice, capace di parlare a tutto il popolo palestinese, in netto contrasto con l’immagine divisiva e logorata dell’attuale leadership. Nonostante sia dietro le sbarre da oltre vent’anni, la sua popolarità non è mai crollata.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="641" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Barghouti-dipinto-sui-muri-di-Gaza-City-1024x641.jpg" alt="" class="wp-image-489436" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Barghouti-dipinto-sui-muri-di-Gaza-City-1024x641.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Barghouti-dipinto-sui-muri-di-Gaza-City-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Barghouti-dipinto-sui-muri-di-Gaza-City-768x480.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Barghouti-dipinto-sui-muri-di-Gaza-City-1536x961.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Barghouti-dipinto-sui-muri-di-Gaza-City-600x375.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Barghouti-dipinto-sui-muri-di-Gaza-City.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Gaza City, 2017. Un palestinese dipinge un&#8217;immagine raffigurante il leader di Fatah, Marwan Barghouti.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il leader che unisce, e per questo spaventa</h2>



<p>È proprio questa capacità di unire a rendere Marwan Barghouti così scomodo.<br>Secondo Ismat Mansour, analista politico a Ramallah, “Barghouti può riavvicinare Fatah e Hamas e <strong>ricucire lo strappo tra Cisgiordania e Gaza</strong>. Hamas lo considera un simbolo di unità, mentre Abbas [Abu Mazen] è percepito come un divisore.”</p>



<p>Anche per questo Israele non vuole sentir parlare della sua liberazione.<br>Il politologo palestinese Khalil Shikaki spiega che “Israele teme che, una volta libero, Barghouti possa unificare i palestinesi. E Netanyahu non lo permetterà.”&nbsp;</p>



<p>A conferma di quanto la sua figura resti scomoda, lo scorso agosto il ministro dell’ultradestra Itamar Ben Gvir ha pubblicato un video — riportato da <a href="https://www.theguardian.com/world/2025/aug/15/far-right-israel-minister-itamar-ben-gvir-taunts-jailed-palestinian-leader-marwan-barghouti-in-prison-visit"><em>The Guardian</em></a> — in cui sbeffeggiava Barghouti, ancora rinchiuso nel carcere di Ganot. Oggi, l’immagine di Barghouti è molto diversa da quella delle sue foto più note. Non somiglia più al <strong>murale che lo ritrae a Ramallah</strong>, in Cisgiordania. Ma la sua popolarità non è svanita dietro le sbarre — e Israele lo sa.</p>



<p>La motivazione ufficiale, però, è un’altra. Come riporta <a href="https://www.haaretz.com/opinion/editorial/2025-10-09/ty-article-opinion/.premium/a-hostage-deal-now-even-if-barghouti-is-freed/00000199-c55a-d7d2-add9-f5fb9a2b0000">Haaretz</a>, Barghouti è considerato <strong>“un uomo con le mani sporche di sangue israeliano”</strong>, e per molti cittadini israeliani la sua liberazione sarebbe semplicemente inaccettabile.<br>Un argomento che, almeno in apparenza, sembra coerente — se non fosse che tra gli ergastolani che Israele si prepara comunque a liberare figurano anche <a href="https://www.middleeasteye.net/news/six-high-profile-palestinian-prisoners-being-negotiated-over">persone condannate</a> per gli stessi reati imputati a Barghouti.</p>



<p>Per questo, è probabile che il rifiuto netto di Netanyahu abbia <strong>radici politiche</strong> più che giudiziarie: Barghouti rappresenta un pericolo non per ciò che ha fatto, ma per ciò che ancora può fare. Come sottolineano diversi analisti, la sua figura minaccia di ribaltare gli equilibri interni palestinesi e di restituire legittimità a un fronte nazionale che Israele preferisce diviso.</p>



<p>Secondo <a href="https://www.middleeasteye.net/news/marwan-barghouti-will-not-be-released-gaza-deal-says-israeli-spokesperson">Middle East Eye</a>, lo scorso 8 settembre, <strong>Steve Witkoff</strong>, inviato speciale statunitense per il Medio Oriente, aveva già avallato e firmato una lista di prigionieri che includeva il nome di Barghouti. Poche ore dopo, però, il suo nome sarebbe stato rimosso unilateralmente dall’ufficio del primo ministro israeliano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/barghouti-resta-in-cella-israele-blocca-la-scarcerazione-del-leader-palestinese.html">Barghouti resta in cella: Israele blocca la scarcerazione del leader palestinese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>ANP: Abu Mazen &#8220;purga&#8221; l&#8217;intelligence palestinese per avere un ruolo nel futuro di Gaza</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/anp-abu-mazen-purga-lintelligence-palestinese-per-avere-un-ruolo-nel-futuro-di-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 08:49:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="995" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251008104819931_1d4826dc20f62b80460c181d55be5505-e1759913358733.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ABU MAZEN" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251008104819931_1d4826dc20f62b80460c181d55be5505-e1759913358733.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251008104819931_1d4826dc20f62b80460c181d55be5505-e1759913358733-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251008104819931_1d4826dc20f62b80460c181d55be5505-e1759913358733-1024x531.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251008104819931_1d4826dc20f62b80460c181d55be5505-e1759913358733-768x398.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251008104819931_1d4826dc20f62b80460c181d55be5505-e1759913358733-1536x796.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251008104819931_1d4826dc20f62b80460c181d55be5505-e1759913358733-600x311.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A quasi novant'anni, Abu Mazen non rinuncia a giocare un ruolo nel futuro di Gaza. E "purga" l'intelligence palestinese. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/anp-abu-mazen-purga-lintelligence-palestinese-per-avere-un-ruolo-nel-futuro-di-gaza.html">ANP: Abu Mazen &#8220;purga&#8221; l&#8217;intelligence palestinese per avere un ruolo nel futuro di Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>A quasi novant’anni, <strong>Mahmoud Abbas (Abu Mazen)</strong> sa che il tempo gioca contro di lui. La guerra di Gaza ha messo a nudo la debolezza dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP), ormai relegata a un ruolo marginale nel destino del popolo palestinese. Per recuperare credibilità e consolidare il potere in vista di un’inevitabile transizione di leadership, Abbas ha avviato un’ampia ristrutturazione delle forze di sicurezza, l’unico pilastro che ancora controlla.</p>



<p>Le mosse recenti includono <strong>promozioni accelerate, nomine a sorpresa di generali e una riorganizzazione dei vertici dell’intelligence</strong>. A essere sotto i riflettori è soprattutto <strong>Majed Faraj</strong>, capo dell’Intelligence Generale e per anni braccio destro del presidente. Uomo chiave nei rapporti con la CIA, con Israele e con vari attori arabi, Faraj ha accumulato potere e influenza, tanto da diventare figura ingombrante per lo stesso Abbas.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il dissidio con il capo spia Faraj</h2>



<p>Dal 2009, Faraj è il volto operativo della sicurezza palestinese: ha guidato operazioni delicate in Cisgiordania, negoziato con i servizi israeliani e svolto un ruolo essenziale nel contenere Hamas. Ma la sua ascesa ha suscitato sospetti tra le diverse fazioni di Fatah, che lo accusano di coltivare ambizioni personali.</p>



<p>Secondo fonti palestinesi, Abbas starebbe valutando il&nbsp;<strong>licenziamento di Faraj</strong>&nbsp;per ridimensionarne l’influenza e prevenire fratture interne. La possibile rimozione è anche un segnale ai partner internazionali: il presidente vuole dimostrare che può controllare i suoi apparati e reagire alle critiche sull’inefficienza e sulla corruzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Purghe e lotta alla corruzione</h2>



<p>La ristrutturazione non si limita ai vertici militari. Negli ultimi mesi Abbas ha avviato&nbsp;<strong>purghe mirate contro esponenti accusati di appropriazione indebita e cattiva gestione</strong>: il ministro dei Trasporti Tareq Zu’rob, accusato di frodi milionarie e fuggito in Canada; il capo dell’Autorità per i Confini Nazmi Muhanna, indagato per corruzione e riparato in Albania; e perfino&nbsp;<strong>Riyad Faraj, fratello di Majed</strong>, arrestato per malversazioni.</p>



<p>Queste mosse rispondono alle pressioni di Washington, di Israele e di alcuni Paesi arabi che chiedono al PA maggiore trasparenza e un apparato capace di gestire la sicurezza a Gaza senza alimentare clientelismi. Abbas punta così a&nbsp;<strong>mostrarsi come garante di riforme</strong>&nbsp;in vista di un possibile coinvolgimento dell’ANP nella fase post-bellica della Striscia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fattore Gaza e la successione</h2>



<p>Il vero nodo resta il <a href="https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-si-scusa-col-qatar-e-lestrema-destra-grida-al-tradimento.html">futuro di Gaza. </a>Gli Stati Uniti spingono per un ritorno dell’ANP nella Striscia, ma la leadership di Ramallah è percepita come debole e delegittimata. Faraj, per anni interlocutore privilegiato con Washington e Tel Aviv, era visto come il possibile architetto di una stabilizzazione di Gaza, ma ora la sua posizione vacilla.</p>



<p>Dietro le purghe si intravede anche la&nbsp;<strong>partita della successione ad Abbas</strong>: Faraj, pur fedele, è considerato troppo autonomo e con forti appoggi esterni. Il presidente teme che il suo capo spia possa diventare un candidato naturale alla leadership, sostenuto da servizi segreti stranieri e da segmenti della sicurezza interna.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pressioni regionali e internazionali</h2>



<p>Israele, soprattutto la destra nazionalista rappresentata da Itamar Ben-Gvir, considera l’ANP un’“autorità terroristica” e chiede di limitarne le prerogative. L’Egitto e la Giordania, invece, spingono per una riforma che renda l’ANP un attore credibile per la stabilità della Cisgiordania e di Gaza.</p>



<p>Gli Stati Uniti legano gli aiuti economici a riforme concrete, come l’abolizione del controverso programma&nbsp;<strong>“pay-for-slay”</strong>, ossia i sussidi alle famiglie dei detenuti accusati di terrorismo. La ristrutturazione di Abbas, dunque, non nasce solo da esigenze interne, ma riflette&nbsp;<strong>pressioni esterne e il tentativo di preservare l’ANP da un ulteriore declino politico</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Geopolitica di un apparato fragile</h2>



<p>L’apparato di sicurezza palestinese, circa 80.000 uomini, è diviso in corpi rivali e frammentato da logiche clientelari. Nonostante ciò, rimane l’unico strumento con cui Abbas può esercitare autorità. Una sua crisi o un conflitto aperto con Faraj rischierebbero di&nbsp;<strong>accelerare il collasso dell’ANP</strong>, lasciando campo libero a Hamas o ad altre fazioni armate.</p>



<p>In prospettiva regionale, la debolezza della sicurezza palestinese alimenta l’instabilità e complica i piani di una soluzione a due Stati. Per gli attori esterni, mantenere un apparato funzionante a Ramallah è vitale per evitare che il vuoto di potere generi nuove ondate di violenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una transizione irta di incognite</h2>



<p>Il piano di Abbas appare come un tentativo di&nbsp;<strong>blindare il potere nel breve periodo</strong>&nbsp;e preparare un passaggio di consegne meno traumatico. Ma l’età avanzata del presidente, la frammentazione di Fatah e le tensioni sociali rendono la transizione tutt’altro che sicura.</p>



<p>La possibile caduta di Faraj sarebbe un segnale forte, ma potrebbe innescare lotte intestine e indebolire ulteriormente la catena di comando. Nel frattempo, la popolazione palestinese continua a percepire le riforme come manovre di palazzo lontane dai bisogni concreti di sicurezza, sviluppo e rappresentanza politica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione</h2>



<p>La ristrutturazione dell’apparato di sicurezza voluta da Mahmoud Abbas non è solo una questione amministrativa: è la cartina di tornasole della&nbsp;<strong>crisi di legittimità e di governance dell’ANP</strong>. Sullo sfondo di una guerra mai chiusa, di un’economia in ginocchio e di un futuro politico incerto, la sfida di Ramallah sarà mantenere coesione interna e credibilità esterna senza precipitare in un vuoto di potere che potrebbe destabilizzare l’intera regione.</p>
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		<title>&#8220;Terrorismo di Stato&#8221;. Il mondo arabo (e islamico) si ritrova in Qatar per organizzare la resistenza a Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/terrorismo-di-stato-il-mondo-arabo-e-islamico-si-ritrova-in-qatar-per-organizzare-la-resistenza-a-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 13:55:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="168" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Qatar.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Qatar" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>La riunione della Lega Araba a Doha ha sancito il principi della resistenza all'idea del Grande Israele e al genocidio di Gaza. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="168" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Qatar.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Qatar" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>L’attacco israeliano al palazzo dove risiedeva la delegazione dei negoziatori di Hamas a Doha ha dimostrato come Tel Aviv non sia assolutamente interessata a rispettare il diritto internazionale e la sovranità degli altri Stati. Il bombardamento di un edificio nel cuore della capitale del Qatar ha portato il conflitto a un nuovo livello, dove nessun luogo appare al sicuro dagli attacchi dell’aviazione e dell’esercito di Israele. Il primo ministro del Qatar, in una furiosa conferenza stampa, ha definito questo atto come &#8220;terrorismo di Stato&#8221;. &#8220;Questo è un messaggio all&#8217;intera regione: c&#8217;è un attore canaglia nella regione&#8221;, ha dichiarato alla stampa nazionale lo sceicco <strong>Mohammed bin Abdulrahman binJassim Al-Thani</strong>. </p>



<p>Il governo qatariota ha indetto una riunione di emergenza della Lega Araba e dell’Organizzazione della Cooperazione Islamica ( OIC) a Doha per affrontare insieme la delicata situazione. Per tutta la giornata di domenica i capi di Stato dei 22 paesi aderenti alla Lega Araba e gli altri 40 che insieme vanno a comporre l’OIC sono arrivati a Doha, i primi ad atterrare all’aeroporto internazionale sono stati il premier della Malesia <strong>Anwar Ibrahim </strong>ed il presidente della Somalia, <strong>Hassan Sheikh Mohamud</strong> che hanno incontrato il ministro degli Esteri del Qatar. Nella serata sono sbarcati tutti gli altri compreso il presidente turco <strong>Recep Erdogan</strong>, il re di Giordania Abdallah II°, il presidente dello Yemen non controllato dagli Houthi <strong>Rashad Muhammad al-Alimi </strong>ed anche il presidente dell’Autorità Palestinese <strong>Abu Mazen</strong>. Tutti hanno avuto un breve incontro con lo sceicco padrone di casa, che ha anche voluto organizzare un meeting collaterale con tutti i ministri degli Esteri della nazioni coinvolte. Dopo una prima riunione a porte chiuse, molti dei partecipanti si sono concessi alla stampa, ma è stato il Qatar che ha monopolizzato l’attenzione. Majed Al Ansari, portavoce del ministro degli Esteri, ha parlato subito. <strong>“Il codardo attacco israeliano</strong> ha preso di mira edifici residenziali che ospitano diversi membri dell&#8217;ufficio politico di Hamas a Doha, lo stato del Qatar non tollererà questo comportamento sconsiderato e irresponsabile da parte di Tel Aviv. Tutti i fratelli arabi e musulmani sono accorsi qui per questa riunione di emergenza e per dimostrare la loro solidarietà.” </p>



<p>L&#8217;emiro del Qatar, lo sceicco <strong>Tamim bin Hamad Al Thani</strong>, che ha presieduto questo vertice di emergenza arabo-islamico, ha indetto una sua personale conferenza stampa. “La capitale del mio Paese è stata oggetto di un attacco a tradimento contro una residenza che ospitava le famiglie dei leader di Hamas e la loro delegazione negoziale. Israele non è interessato a porre fine alla guerra a Gaza, poiché sta cercando di ostacolare tutti i negoziati. Se vogliono insistere sulla liberazione degli ostaggi, perché allora assassinano tutti i negoziatori? Come possiamo ospitare nel nostro Paese delegazioni negoziali israeliane mentre loro inviano droni e aerei per un raid aereo contro il Qatar? Netanyahu sogna che l’intera regione araba diventi una sfera di influenza israeliana, ma questa è soltanto una pericolosa illusione. La guerra israeliana contro Gaza si è trasformata in una guerra di sterminio, si vuole rendere Gaza inabitabile come preludio allo sfollamento della sua popolazione. È tempo che la comunità internazionale ritenga Israele responsabile di tutti i crimini commessi, servono misure feroci e ferme:” </p>



<p>Parole fortissime davanti ad un platea che rappresenta oltre 2,1 miliardi di persone, <strong>circa il 26% della popolazione mondiale e l&#8217;8.5% del PIL globale</strong> e che comprende stati africani, asiatici, sudamericani, come la Guyana ed il Suriname e anche l’Albania, unico membro europeo. L’attacco di Israele ha rimesso in discussione gli equilibri geopolitici dell’intera regione e soprattutto del Qatar che ospita la più grande base militare statunitense della Penisola Arabica. Nonostante le rassicurazioni di <strong>Donald Trump</strong> che una cosa del genere non accadrà più e l’immediato arrivo a Doha del Segretario di Stato<strong> Marco Rubio</strong>, il Consiglio di cooperazione del Golfo (CCG), di cui il Qatar è membro, si è impegnato ad attivare subito una serie di meccanismi di difesa congiunti. Il CCG, composto da Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, ha affermato che sono già in corso consultazioni urgenti tra gli organi militari, con istruzioni impartite al Comando militare unificato per adottare misure esecutive necessarie per attivare meccanismi di difesa congiunti e capacità di deterrenza. </p>



<p>La dichiarazione conclusiva ha ribadito la volontà di assumere una visione condivisa per la sicurezza, ma la proposta egiziana della creazione di una Nato araba, composta da 20mila uomini e pronta ad intervenire, è stata rinviata alle prossime riunioni. Si è comunque fatto cenno ad opporsi ai piani israeliani di imporre una nuova realtà regionale e di <strong>bloccare il sogno di una Grande Israele</strong>. Nel documento è prevista anche una più stretta collaborazione tra i paesi arabi per chiedere la sospensione di Israele dalle Nazioni Unite così come impedire l’annessione della Cisgiordania e fermare il genocidio di Gaza.</p>
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		<item>
		<title>Adesso Abu Mazen prova a lanciare le sue operazioni militari</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/adesso-abu-mazen-prova-a-lanciare-le-sue-operazioni-militari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Dec 2024 15:53:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Autorità Nazionale Palestinese (Anp)]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando un&#8217;autorità fatica a farsi riconoscere come tale, spesso ricorre a un&#8217;operazione militare. Quest&#8217;ultima è un mezzo usato più volte per far percepire la presenza di una determinata forza in un determinato territorio. Una legge non scritta che vale anche per l&#8217;Anp, l&#8217;Autorità Nazionale Palestinese. Fondata con gli accordi di Oslo del 1993 per rappresentare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/adesso-abu-mazen-prova-a-lanciare-le-sue-operazioni-militari.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando un&#8217;autorità fatica a farsi riconoscere come tale, spesso ricorre a un&#8217;operazione militare. Quest&#8217;ultima è un mezzo usato più volte per far percepire la <strong>presenza di una determinata forza in un determinato territorio</strong>. Una legge non scritta che vale anche<a href="https://it.insideover.com/politica/la-repressione-di-jenin-mostra-quanto-lanp-e-distante-dalla-vera-palestina.html"> per l&#8217;<strong>Anp</strong>, l&#8217;Autorità Nazionale Palestinese.</a></p>



<p>Fondata con gli accordi di Oslo del 1993 per rappresentare il primo embrione di un futuro Stato palestinese, negli anni progressivamente il suo peso politico è crollato e oggi gode d<strong>i scarsa considerazione</strong>. Non è quindi un caso se, proprio nei giorni scorsi, l&#8217;Anp ha lanciato una propria operazione con proprie forze <strong>contro i campi profughi di Jenin e Tulkarem</strong>. L&#8217;invio di uomini in uniforme e mezzi blindati, è servito anche, se non soprattutto, per provare a <strong>lanciare un sasso nelle agitate acque del Medio Oriente.  </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ambizioni dell&#8217;Anp per il dopo Hamas a Gaza</h2>



<p>Ma perché le operazioni sono state lanciate proprio adesso? Per rispondere a questa domanda occorre guardare a <strong>Gaza</strong>. Il conflitto sta lasciando la Striscia in macerie, ma anche senza una vera autorità. Un vuoto che potrebbe essere colmato proprio dall&#8217;Anp, cacciata da Hamas nel giugno del 2007. Non è un mistero del resto che <strong>Joe Biden</strong>, presidente Usa uscente, veda in un futuro governo dell&#8217;Anp un&#8217;alternativa concreta ad Hamas e all&#8217;occupazione israeliana. Un&#8217;eventualità però che può avere luogo solo se l&#8217;Anp esce fuori dall&#8217;attuale inerzia.  </p>



<p>Abu Mazen,<a href="https://it.insideover.com/politica/vent-anni-fa-la-morte-di-yasser-arafat.html"> a capo dall&#8217;Anp dalla morte di Yasser Arafat avvenuta nel 2004</a>, è chiamato a dare un segnale di esistenza della propria autorità. Lo scarso peso politico dell&#8217;Anp è del resto risultato ancora più evidente proprio con lo scoppio della guerra a Gaza: dal 7 ottobre 2023, giorno dell&#8217;avvio del conflitto, Abu Mazen non è mai stato chiamato in causa per mediare il cessate il fuoco o il rilascio degli ostaggi. Se vuole avere delle possibilità all&#8217;interno della Striscia, deve prima legittimare il suo governo in Cisgiordania. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le incognite per un futuro governo Anp nella Striscia</h2>



<p>Non mancano comunque ostacoli all&#8217;eventuale piano di legittimazione dell&#8217;Anp. Il primo riguarda la<strong> volontà di Israele</strong>: più volte il premier Netanyahu ha dichiarato a chiare lettere di non voler consegnare la Striscia ad Abu Mazen. Emblematica in tal senso una sua frase di alcuni mesi addietro: &#8220;Non permetterò che Gaza si trasformi da Hamastan ad Al Fathastan&#8221;, alludendo ad Al Fatah, partito che fu di Arafat e ora guidato da Abu Mazen. </p>



<p>Il secondo ingombro invece ha a che fare con le<strong> dinamiche interne al mondo palestinese</strong>. Sparare contro altri palestinesi all&#8217;interno di un campo profughi, potrebbe sì ridare legittimità internazionale all&#8217;Anp ma, al tempo stesso, rischia di far diventare sempre meno popolare il suo governo. Abu Mazen, in poche parole, potrebbe essere visto come un leader complice a capo di un&#8217;autorità corrotta e non come vero rappresentante del popolo palestinese.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/adesso-abu-mazen-prova-a-lanciare-le-sue-operazioni-militari.html">Adesso Abu Mazen prova a lanciare le sue operazioni militari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cisgiordania, la guerra di Israele e lo sprofondo dell&#8217;inutile Abu Mazen</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cisgiordania-la-guerra-di-israele-e-lo-sprofondo-dellinutile-abu-mazen.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Carpinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Sep 2024 08:49:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Continuano senza sosta i raid dell’esercito israeliano in Cisgiordania. Crolla il consenso dei palestinesi per Al-Fatah</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cisgiordania-la-guerra-di-israele-e-lo-sprofondo-dellinutile-abu-mazen.html">Cisgiordania, la guerra di Israele e lo sprofondo dell&#8217;inutile Abu Mazen</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Dopo aver assistito ad 11 mesi di mattanza a Gaza, <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/assalto-in-cisgiordania-israele-non-si-ferma.html">il popolo palestinese della Cisgiordania,</a></strong> oggi più che mai, sta facendo i conti con l’occupazione israeliana che si è trasformata in una guerra a tutti gli effetti. La Cisgiordania è stretta nella morsa di quelle che il governo Netanyahu, e i media occidentali, chiamano “operazioni militari”. Tuttavia questa definizione non restituisce neanche un po’ dell’orrore che è in atto al di là del fiume Giordano. Dalla cronaca riportata da Haaretz, così come da Al Jazeera, da Middle East Eye e dalle migliaia di video online su ogni piattaforma social, la West Bank sembra essere al primo atto di un drammatico spettacolo che il mondo conosce bene, quello che si sta consumando a Gaza da oltre 343 giorni.</p>



<p>In questa parte di terra che i coloni reclamano come loro, per diritto divino, i palestinesi, più che cittadini di serie B, sembrano essere persone private dei diritti fondamentali. Non passa giorno in cui non vi sia un attacco da parte dell’IDF o una violenza messa a segno da qualche suprematista israeliano. Nelle ultime settimane, poi, Netanyahu ha dato il via libera a raid e “uccisioni mirate”, che poi tanto mirate non sono, altrimenti <strong>in Cisgiordania non sarebbero stati ammazzati 141 bambini</strong> in undici mesi. Ebbene, tra queste sedicenti operazioni militari, ufficialmente “volte a contrastare il terrorismo palestinese”, non si sa bene come né tanto meno il perché, rientravano anche lo smantellamento delle strade asfaltate nelle principali città, l’espulsione di centinaia di famiglie dal campo profughi di Tulkarem, abitazioni ed edifici dati alle fiamme, attivisti uccisi durante una manifestazione (come la cittadina americana <strong>Aysenur Ezgi Eyg</strong> freddata da un cecchino israeliano “per errore”) e l’<a href="https://www.middleeasteye.net/news/israel-raids-west-bank-kills-palestinians-detains-medics" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arresto di almeno cinque operatori sanitari</a>&nbsp;dell’organizzazione umanitaria Mezzaluna Rossa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La fragile Autorità Palestinese</h2>



<p>Attaccando la Cisgiordania &#8211;&nbsp;<a href="https://thecradle.co/articles-id/26677" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si legge su The Cradle</a>&nbsp;&#8211; “Israele ha chiarito che le sue azioni contro Gaza non erano solo una reazione all’attacco guidato da Hamas il 7 ottobre”. Piuttosto, questa nuova fase del conflitto sembra “far parte di una strategia più ampia per giudaizzare tutta la West Bank, come i gruppi di resistenza palestinesi hanno continuamente affermato sin dallo scoppio della guerra”. A fugare ogni dubbio a tal proposito, ha pensato anche il ministro degli Esteri israeliano, <strong>Israel Katz</strong>, che in concomitanza con le massicce operazioni dell’IDF, aveva dichiarato: “Dobbiamo affrontare la minaccia in Cisgiordania proprio come facciamo nella Striscia”. Insomma, come a dire che la cisgiordania deve trasformarsi in una Gaza 2.0.</p>



<p>Già mesi fa, ancora prima che i raid dell’esercito israeliano si intensificassero nelle principali città palestinesi di Jenin, Ramallah, Nablus, Tulkarem, Hebron e Tubas,&nbsp;<a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2024-08-29/ty-article/.premium/with-terror-on-the-rise-and-israels-right-fanning-the-flames-the-west-bank-could-explode/00000191-9a88-d712-adff-bf9e84640000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz affermava&nbsp;</a>che la situazione “aveva raggiunto il livello di ebollizione”. Sebbene il popolo palestinese ancora non sia coinvolto nella lotta, come avvenne invece durante la Seconda Intifada, il rischio che il quadro degeneri è elevatissimo. In special mondo perché la fragile Autorità Palestinese (AP) sotto <strong>Abu Mazen</strong> potrebbe crollare, “<a href="https://thecradle.co/articles-id/26677" target="_blank" rel="noreferrer noopener">seppellendo definitivamente gli Accordi di Oslo</a>&nbsp;ed erodendo ulteriormente qualsiasi prospettiva per la cosiddetta soluzione a due Stati” &#8211; una visione che, stando ai fatti attuali, sembra essere del tutto utopica in primis per Israele stesso.</p>



<p>Mahmoud Abbas, noto come Abu Mazen, infatti, si trova di fronte a sfide senza precedenti. <strong>È assediato dalla rabbia dei palestinesi in Cisgiordania</strong>, frustrati dalle loro continue sofferenze e da quelle dei loro connazionali a Gaza, dalla morsa finanziaria imposta da Israele e dall&#8217;incessante espansione degli insediamenti dei coloni.</p>



<p>Le critiche ad Abu Mazen sembrano aver raggiunto l’apice, evidenziando una disillusione nei confronti dell&#8217;AP, <strong>ritenuta incapace di proteggere i diritti dei palestinesi</strong> o di fermare le ripetute incursioni israeliane. Dal 7 ottobre, infatti, il leader di Al-Fatah, è stato definito, nella migliore delle ipotesi <strong>“il presidente-fantasma”</strong>, proprio per via della sua poca rilevanza. Da altri, invece, Abbas e il suo gruppo politico sono stati spesso accusati di collaborare, direttamente o indirettamente, con Tel Aviv.&nbsp;</p>



<p>Quel che è certo, è che Abu Mazen non è in grado né di contrastare la feroce occupazione israeliana in Cisgiordania, né di influenzare le formazioni armate a Gaza. E, a proposito del massacro in corso nella Striscia, l’unica nota da evidenziare è stata una dichiarazione che risale ad un mese fa, in cui il leader di Al-Fatah, prometteva di visitare l’enclave palestinese &#8211; fatto che comunque dovrebbe avvenire dopo l’approvazione del primo ministro Benjamin Netanyahu. L&#8217;annuncio si è rivelato del tutto velleitario, danneggiando ulteriormente l&#8217;immagine di Abu Mazen.</p>



<p>Questo immobilismo ha portato&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/politica/palestina-in-calo-hamas-al-crollo-abu-mazen-e-al-fatah.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Al-Fatah</a>&nbsp;allo&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/politica/palestina-in-calo-hamas-al-crollo-abu-mazen-e-al-fatah.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sprofondo</a>, con un consenso ormai ridotto ai minimi storici, rendendo l&#8217;unica alternativa politica ad Hamas una realtà fantasmatica. <strong>Un&#8217;altra vittoria di Netanyahu</strong>, che per continuare la sua guerra, che lo conserva al potere, e realizzare l&#8217;annessione (per ora) di Gaza, deve estremizzare al massimo il confronto, distruggendo ogni possibilità di dialogo, mediazione e compromesso tra israeliani e palestinesi, politica da tempo perseguita da Fatah.</p>
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		<title>Palestina: in calo Hamas, al crollo Abu Mazen e Al Fatah</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/palestina-in-calo-hamas-al-crollo-abu-mazen-e-al-fatah.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Apr 2024 12:58:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240429133620429_ff82d5e39501d062d0cc3d92848d9066.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Palestina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240429133620429_ff82d5e39501d062d0cc3d92848d9066.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240429133620429_ff82d5e39501d062d0cc3d92848d9066-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240429133620429_ff82d5e39501d062d0cc3d92848d9066-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240429133620429_ff82d5e39501d062d0cc3d92848d9066-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240429133620429_ff82d5e39501d062d0cc3d92848d9066-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240429133620429_ff82d5e39501d062d0cc3d92848d9066-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Cisgiordania e nella Striscia cala il sostegno per Hamas e crolla quello per Abu Mazen e Al Fatah. I palestinesi chiedono un Governo di unità nazionale e uno Stato.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240429133620429_ff82d5e39501d062d0cc3d92848d9066.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Palestina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240429133620429_ff82d5e39501d062d0cc3d92848d9066.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240429133620429_ff82d5e39501d062d0cc3d92848d9066-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240429133620429_ff82d5e39501d062d0cc3d92848d9066-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240429133620429_ff82d5e39501d062d0cc3d92848d9066-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240429133620429_ff82d5e39501d062d0cc3d92848d9066-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240429133620429_ff82d5e39501d062d0cc3d92848d9066-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono molti quelli che credono di sapere che cosa desiderano, pensano o vogliono i palestinesi. Per fortuna ogni tanto c&#8217;è anche qualcuno che lo sa davvero. Per esempio il <em>Palestinian Center for Policy and Survey Research</em> (PCPSR), un&#8217;organizzazione nonprofit che s&#8217;incarica di studiare le opinioni dei palestinesi, sia nella Striscia di Gaza (e chiunque entri in contatto con il PCPSR può vedere quali sforzi costi farlo) sia in Cisgiordania. L&#8217;ultimo sondaggio è particolarmente interessante, anche perché smonta alcuni del luoghi comuni più diffusi, soprattutto sulla stampa occidentale.</p>



<p>Per esempio: l&#8217;operazione militare di Israele sta convincendo i palestinesi a rinunciare alla lotta armata? No, al contrario. Alla domanda &#8220;La decisione di Hamas di condurre l&#8217;attacco del 7 ottobre fu giustificata?&#8221;, la risposta è sì nel 71% dei casi, sia nella Striscia sia in Cisgiordania. Da notare che nel dicembre scorso, nella Striscia, alla stessa domanda aveva risposto sì il 57% degli interpellati. E questo nonostante che, nella stessa ricerca, il 60% dei gazawi abbia detto di aver avuto un morto in famiglia e il 68% di aver avuto un ferito e solo il 19% dica di sapere ove rivolgersi in caso di mancanza di cibo o acqua potabile. Altre questioni. Chi vincerò questa guerra? Il 56% dei palestinesi di Gaza risponde Hamas (in dicembre era il 50%), mentre in Cisgiordania la quota è al 69% (ma in calo rispetto a dicembre). E il 59%, sia a Gaza sia in Cisgiordania, si dice convinto che dopo la guerra sarà ancora Hamas a controllare la Striscia.</p>



<p>Questo significa, come ama dire certa stampa, che i palestinesi di Gaza sono per Hamas, fan di Hamas, complici di Hamas? No. Il consenso per il movimento islamista viene espresso solo da un terzo dei palestinesi, con un calo dell&#8221;11% sia nella Striscia sia in Cisgiordania. Calo di cui non beneficiano né Al Fatah né il presidente <strong>Abu Mazen</strong>, il cui consenso è ormai ai minimi termini. Se si andasse oggi a elezioni politiche con gli stessi partiti della contrastatissima elezione dell 2006, Hamas avrebbe il 49% dei consensi ma solo grazie allo sprofondo di Al Fatah, precipitato al 17%, e al 36% dei palestinesi che dichiara di non voler andare a votare. Quando ad Abu Mazen, l&#8217;80% dei palestinesi di ogni provenienza e colore chiede le sue dimissioni. Parlando di elezioni presidenziali: <strong>Mustafà Barghouti</strong> di Al Mudabara la spunterebbe agevolmente sia su Abu Mazen sia su <strong>Ismail Haniyeh</strong>, il leader di Hamas.</p>



<p>Quanto al futuro: il 62% dei palestinesi di Gaza e il 34% di quelli della Cisgiordania crede nella soluzione &#8220;due popoli due Stati&#8221; ma solo il 37% la ritiene ancora praticabile dopo la politica di insediamenti illegali condotta da Israele negli ultimi decenni. E in ogni caso la precondizione per ogni sviluppo futuro viene considerata la riconciliazione tra Al Fatah e Hamas e la formazione di un Governo di unità nazionale gestito da professionisti e tecnici piuttosto che dai soliti politici. </p>



<p>Una nota finale: alla domanda quale sia lo strumento migliore per far finire l&#8217;occupazione israeliana e ottenere la formazione di uno Stato palestinese, il 23% della popolazione di Gaza ha scelto il negoziato, il 27% la resistenza pacifica e il 39% la lotta armata. In Cisgiordania il 27% i negoziati, il 12% la resistenza pacifica e il 51% la lotta armata. Sta anche a noi, americani ed europei, far pendere definitivamente la bilancia da una parte piuttosto che dall&#8217;altra.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/palestina-in-calo-hamas-al-crollo-abu-mazen-e-al-fatah.html">Palestina: in calo Hamas, al crollo Abu Mazen e Al Fatah</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Isis, corruzione, guerra: la nuova sfida di Abu Mazen</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/un-tecnico-per-l-anp-cosi-abu-mazen-prova-a-ripartire.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2024 09:12:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Al Fatah]]></category>
		<category><![CDATA[Autorità Nazionale Palestinese (Anp)]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="790" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/MNB_SRequestManager-11-e1712914064152.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/MNB_SRequestManager-11-e1712914064152.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/MNB_SRequestManager-11-e1712914064152-600x247.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/MNB_SRequestManager-11-e1712914064152-300x123.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/MNB_SRequestManager-11-e1712914064152-1024x421.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/MNB_SRequestManager-11-e1712914064152-768x316.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/MNB_SRequestManager-11-e1712914064152-1536x632.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il presidente palestinese Abu Mazen ha dato il via libera al nuovo governo dell&#8217;Autorità Nazionale Palestinese (Anp), il quale è stato affidato a Mohammad Mustafa. Quest&#8217;ultimo è stato quindi chiamato a porre in essere le riforme dell&#8217;organo di autogoverno dei territori della Cisgiordania, il tutto in una fase in cui lo stesso Abu Mazen sta &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/un-tecnico-per-l-anp-cosi-abu-mazen-prova-a-ripartire.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/un-tecnico-per-l-anp-cosi-abu-mazen-prova-a-ripartire.html">Isis, corruzione, guerra: la nuova sfida di Abu Mazen</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Il presidente palestinese <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-mahmoud-abbas.html">Abu Mazen</a></strong> ha dato il via libera al nuovo governo dell&#8217;Autorità Nazionale Palestinese (<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-lautorita-nazionale-palestinese.html"><strong>Anp</strong>)</a>, il quale è stato affidato a <strong>Mohammad Mustafa</strong>. Quest&#8217;ultimo è stato quindi chiamato a porre in essere le riforme dell&#8217;organo di autogoverno dei territori della <strong>Cisgiordania</strong>, il tutto in una fase in cui lo stesso Abu Mazen sta provando a rilanciare immagine e ruolo dell&#8217;autorità. Mustafa è un <strong>tecnico</strong> e questo costituisce quasi un unicum nel panorama politico palestinese: raramente infatti la scelta del nuovo primo ministro, <a href="https://it.insideover.com/politica/le-dimissioni-a-sorpresa-del-premier-palestinese.html">figura istituita nel 2003 per democratizzare l&#8217;Anp,</a> è caduta su un membro non organico ad<strong> Al Fatah</strong>, il partito fondato da <strong>Yasser Arafat </strong>che per anni ha avuto il ruolo di guida delle istituzioni palestinesi.</p>



<p>Il compito del nuovo capo dell&#8217;esecutivo non sarà però affatto semplice. <strong>Corruzione</strong> e progressivo <strong>indebolimento</strong> della propria autorità, hanno reso l&#8217;Anp molto fragile anche in quei territori della Cisgiordania dove risulta storicamente più radicata. Nell&#8217;attuale conflitto in corso a Gaza, il ruolo di Abu Mazen appare molto defilato e l&#8217;autorità da lui guidata è ben lungi dallo svolgere importanti funzioni di rango politico e diplomatico.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è Mohammed Mustafa</h2>



<p>Del nuovo premier si sa, per l&#8217;appunto, che è un tecnico e che appare come un <strong>economista</strong> di fama internazionale. Nel suo curriculum spiccano incarichi di alto livello operati a Washington all&#8217;interno della <strong>Banca Mondiale</strong>. A questo occorre aggiungere che per diverso tempo è stato a capo del fondo di investimento per la Palestina, organo che gestisce parte degli investimenti e degli aiuti diretti in Cisgiordania. Tuttavia, Mohammed Mustafa non è del tutto avulso dalle dinamiche politiche. Ad esempio, prima della sua nomina come primo ministro per diversi anni è stato consigliere economico dello stesso Abu Mazen. </p>



<p>In molti concordano che la scelta di puntare su Mustafa rappresenta un modo per <strong>ridare definitivo slancio</strong> all&#8217;Anp. Il presidente palestinese confida su Mustafa per <strong>rimettere ordine </strong>all&#8217;interno degli organi di autogoverno della Cisgiordania. In tal senso, sarà importante per il nuovo governo mettere in piedi una decisa lotta contro la corruzione, recepita dai palestinesi della West Bank quale una delle principali piaghe che impediscono di avere migliori condizioni di vita. E che negli anni, di fatto, ha favorito l&#8217;emersione di Hamas e degli altri movimenti palestinesi ostili ad Al Fatah. </p>



<p>La corruzione è solo uno degli aspetti da affrontare. Per Mustafa l&#8217;atra sfida è legata alla necessità di far ritrovare un certo <strong>coordinamento</strong> tra i vari enti dell&#8217;Anp e ridare slancio quantomeno alle azioni di ordinaria amministrazione. Il tutto per due obiettivi ben precisi: far<strong> riaffermare</strong> l&#8217;autorità del governo palestinese almeno in Cisgiordania a provare a riportare l&#8217;Anp nel <strong>novero della diplomazia internazionale</strong>. Il compito del nuovo primo ministro non sarà affatto semplice: le istituzioni da lui guidate hanno avuto negli anni una grave caduta di immagine e soffrono inoltre di un grave <strong>deficit di legittimità</strong>. Abu Mazen infatti ha più di 80 anni e un peso politico molto debole, inoltre il suo mandato è iniziato quasi venti anni fa e, da allora, non ha più convocato elezioni. Non va meglio agli <strong>organi parlamentari</strong>: l&#8217;assemblea attuale è stata eletta nel lontano 2006, nelle elezioni note per aver visto l&#8217;affermazione di Hamas, da allora non è stata più rinnovata e fatica a riunirsi con una certa continuità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Abu Mazen deve vedersela anche con l&#8217;Isis </h2>



<p>C&#8217;è poi un altro elemento destinato a non far dormire sonni tranquilli ai vertici palestinesi: si tratta dello<strong> Stato Islamico</strong>. Il 6 aprile scorso, le forze di sicurezza dell&#8217;Anp hanno condotto un&#8217;operazione anti terrorismo nella città di Jenin che ha portato all&#8217;arresto di presunti soggetti legati all&#8217;Isis. Secondo l&#8217;agenzia <em>Wafa</em>, l&#8217;intelligence palestinese avrebbe scoperto una vera e propria cellula del califfato all&#8217;interno della Cisgiordania. Oltre agli arresti, le forze speciali dell&#8217;Anp hanno operato il sequestro di diverse armi pronte per essere utilizzate. L&#8217;obiettivo, stando sempre alle fonti locali, era colpire alti funzionari di Al Fatah e delle forze di sicurezza. La presenza dell&#8217;Isis all&#8217;interno dei territori direttamente amministrati, rappresenta una notizia decisamente poco lieta per Abu Mazen e il suo entourage. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The General Intelligence Service of the Palestinian Authority conducted an Operation tonight within the City of Jenin in the West Bank which led to the Arrest of several Members of an ISIS Terror Cell who were reportedly preparing to conduct a Bombing Attack against Palestinian… <a href="https://t.co/PMitH3ZsRX">pic.twitter.com/PMitH3ZsRX</a></p>&mdash; OSINTdefender (@sentdefender) <a href="https://twitter.com/sentdefender/status/1776483520094818416?ref_src=twsrc%5Etfw">April 6, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Fino a oggi infatti, veniva ritenuto molto poco probabile il radicamento nella West Bank di gruppi legati allo Stato Islamico. Il luogo della scoperta della cellula non è però casuale: Jenin, sede del più grande campo profughi palestinese, da anni rappresenta una sorta di vero e proprio laboratorio del terrorismo nelle aree palestinesi. Prima dello scoppio della guerra a Gaza, nel 2023 è a Jenin che sono state effettuate le più importanti operazioni anti terrorismo israeliane. </p>
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		<title>Le dimissioni (a sorpresa) del premier palestinese: quale futuro per l&#8217;Anp?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-dimissioni-a-sorpresa-del-premier-palestinese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2024 17:56:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Autorità Nazionale Palestinese (Anp)]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1338" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_10973579.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_10973579.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_10973579-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_10973579-768x535.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_10973579-1024x713.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando serve una scossa all&#8217;interno dell&#8217;Autorità Nazionale Palestinese, ecco che a saltare fuori è una figura spesso in ombra nell&#8217;alveo politico della Cisgiordania: quella del primo ministro. Si tratta formalmente del capo del governo palestinese, ma nella realtà la sua incidenza è ben inferiore a quella (peraltro di suo già molto debole) del presidente. Nelle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-dimissioni-a-sorpresa-del-premier-palestinese.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1338" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_10973579.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_10973579.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_10973579-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_10973579-768x535.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_10973579-1024x713.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando serve una scossa all&#8217;interno dell&#8217;<strong>Autorità Nazionale Palestinese</strong>, ecco che a saltare fuori è una figura spesso in ombra nell&#8217;alveo politico della Cisgiordania: quella del <strong>primo ministro</strong>. Si tratta formalmente del capo del governo palestinese, ma nella realtà la sua incidenza è ben inferiore a quella (peraltro di suo già molto debole) del presidente. </p>



<p>Nelle ultime ore qualcosa sembra muoversi. Il primo ministro in carica, <strong>Mohammed Shtayyeh</strong>, si è dimesso e il presidente dell&#8217;Anp, <strong>Abu Mazen</strong>, ha accettato la fine del suo mandato. Una mossa, a giudicare dalle parole rilasciate dallo stesso Shtayyeh, che potrebbe imprimere una svolta all&#8217;interno dell&#8217;Anp e che potrebbe anticipare una <strong>riforma</strong> dell&#8217;autogoverno palestinese invocata da diversi Stati della regione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa potrebbero voler significare le dimissioni del primo ministro</h2>



<p>La carica di premier non è stata prevista negli<strong> accordi di Oslo</strong> del 1993, quelli cioè dove israeliani e palestinesi hanno sancito la nascita dell&#8217;Anp. Soltanto nel marzo del 2003 si è avuta l&#8217;introduzione, all&#8217;interno dello statuto dell&#8217;organo di autogoverno, della figura del capo del governo. In quel momento la <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-l-intifada-palestinese.html">seconda Intifada</a> non solo è ancora in corso, ma ha anche raggiunto il culmine delle violenze. Il governo israeliano di<strong> Ariel Sharon </strong>non ha visto nell&#8217;allora presidente dell&#8217;Anp, <strong>Yasser Arafat</strong>, un interlocutore affidabile per placare i disordini. </p>



<p>Con la mediazione di Usa ed Egitto, si è quindi raggiunta un&#8217;intesa per l&#8217;istituzione, in seno all&#8217;Anp, della carica di primo ministro. Un modo per trovare, soprattutto in ambito internazionale, una figura di <strong>raccordo politico e diplomatico</strong> con l&#8217;esecutivo palestinese e per dare a Israele un nuovo interlocutore. A prendere per la prima volta l&#8217;incarico di premier, è stato l&#8217;attuale presidente Abu Mazen. Il suo mandato è durato poco: già a settembre a Ramallah, sede dell&#8217;Anp, si è optato per un rimpasto di governo. </p>



<p>L&#8217;introduzione della figura del primo ministro non ha avuto un grande impatto né nell&#8217;amministrazione dei territori e né ovviamente nel percorso di pace. Tuttavia, ogni qualvolta si intravedono novità all&#8217;orizzonte, i primi segnali si scorgono proprio dall&#8217;ufficio del premier. È stato così per l&#8217;appunto in occasione dell&#8217;incarico conferito nel 2003 ad Abu Mazen, quando c&#8217;era l&#8217;esigenza di aprire spiragli per una mediazione con l&#8217;esecutivo di Sharon. Ed è stato così anche nel marzo 2006, quando in veste di presidente dell&#8217;Anp e successore di Arafat, Abu Mazen ha dato il mandato all&#8217;attuale leader politico di Hamas, <strong>Ismail Haniyeh</strong>. In quell&#8217;occasione, si è sancito il riconoscimento della vittoria del movimento islamista nelle elezioni legislative di pochi mesi prima, le ultime effettuate per il rinnovo dei vertici palestinesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le parole di Mohammed Shtayyeh</h2>



<p>Le dimissioni annunciate da Shtayyeh potrebbero dunque aprire spiragli. Nella lettera con cui ha annunciato di aver lasciato l&#8217;incarico, l&#8217;oramai ex premier palestinese ha parlato proprio della possibilità che si arrivi a una <strong>riforma</strong> dell&#8217;Anp: <em>&#8220;Io penso</em> &#8211; si legge nella missiva pubblicata dall&#8217;agenzia <em>Wafa</em> &#8211; <em>che la prossima fase richieda una riorganizzazione nel governo e nella politica che prenda in considerazione la nuova realtà nella Striscia di Gaza, i colloqui di unità nazionale e la necessità del raggiungimento di un consenso inter-palestinese basato sulle fondamenta nazionali, su una vasta partecipazione, sull’unione delle file e sull’estensione della autorità dell’Anp sull’intero territorio’‘.</em></p>



<p>Parole che sembrerebbero andare nella direzione di quanto auspicato da molti attori regionali, i quali nelle varie stanze diplomatiche hanno sottolineato negli ultimi mesi l&#8217;<strong>impotenza</strong> dell&#8217;Anp e la sua scarsa presa sul territorio della Cisgiordania. Il passo indietro di Shtayyeh potrebbe lasciar presagire la formazione di un <strong>governo di unità nazionale </strong>e alla convocazione di <strong>nuove elezioni</strong>. Il tutto per ridare slancio e fiato a un&#8217;autorità palestinese ben lontana dall&#8217;essere parte in causa nella guerra in corso a <strong>Gaza</strong>.</p>



<p>Non è un caso se il premier dimissionario ha citato proprio &#8220;la nuova realtà&#8221; nella Striscia. Subito dopo lo scoppio del conflitto di ottobre tra Hamas e Israele, dagli Stati Uniti è arrivata la proposta di far tornare l&#8217;Anp proprio a Gaza. Qui le autorità di Ramallah hanno perso la presa sul territorio nel 2007, a seguito della sconfitta nello scontro interno con Hamas. Il futuro riordino del governo palestinese, potrebbe quindi essere propedeutico anche a uno<strong> scenario post bellico </strong>su cui starebbe lavorando la diplomazia internazionale.</p>



<p>Presto per dirlo, ma di certo le dimissioni di Shtayyeh non sono arrivate per caso. E hanno avuto come primo effetto quello di tornare quanto meno a far parlare dell&#8217;Anp, la cui leadership da anni appare debole anche sul piano interno. </p>
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		<title>La Cisgiordania al centro delle violenze: cosa sta succedendo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-cisgiordania-al-centro-delle-violenze-cosa-sta-succedendo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2023 17:03:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1371" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYaSdWMPNA_KTnhrTn4v_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYaSdWMPNA_KTnhrTn4v_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYaSdWMPNA_KTnhrTn4v_ANSA-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYaSdWMPNA_KTnhrTn4v_ANSA-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYaSdWMPNA_KTnhrTn4v_ANSA-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYaSdWMPNA_KTnhrTn4v_ANSA-1536x1097.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYaSdWMPNA_KTnhrTn4v_ANSA-2048x1462.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non si placano le violenze in Palestina. Solo la settimana scorsa un raid israeliano nella città di Nablus ha provocato una decina di morti e centinaia di feriti. La risposta palestinese è arrivata domenica 26 febbraio dopo che un uomo palestinese ha aperto il fuoco contro due coloni ebrei uccidendoli. L&#8217;attacco ha provocato la rappresaglia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cisgiordania-al-centro-delle-violenze-cosa-sta-succedendo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1371" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYaSdWMPNA_KTnhrTn4v_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYaSdWMPNA_KTnhrTn4v_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYaSdWMPNA_KTnhrTn4v_ANSA-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYaSdWMPNA_KTnhrTn4v_ANSA-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYaSdWMPNA_KTnhrTn4v_ANSA-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYaSdWMPNA_KTnhrTn4v_ANSA-1536x1097.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYaSdWMPNA_KTnhrTn4v_ANSA-2048x1462.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non si placano le violenze in <strong>Palestina</strong>. Solo la settimana scorsa un raid israeliano nella città di Nablus ha provocato una decina di morti e centinaia di feriti. La risposta palestinese è arrivata domenica 26 febbraio dopo che un uomo palestinese ha aperto il fuoco contro due coloni ebrei uccidendoli. L&#8217;attacco ha provocato la rappresaglia da parte dei coloni causando la morte di un 37enne palestinese. Il 27, invece un colono israeliano con doppia nazionalità israelo-americana, è stato colpito da un&#8217;arma da fuoco vicino Gerico rimanendo gravemente ferito e morendo poco dopo nell&#8217;ospedale universitario Hadassah di Gerusalemme. Da accertare ancora la natura dell&#8217;attacco. </p>



<p>Da inizio anno sono stati tre i raid dell&#8217;esercito israeliano avvenuti nella Cisgiordania occupata e, con quest&#8217;ultimo, cinque gli attentati terroristici palestinesi, segnando così un record mai registrato prima. </p>



<p>Alla luce di questi sanguinosi eventi ha avuto luogo, sempre il 26 febbraio, ad <strong>Aqaba</strong> in Giordania, un incontro tra alti funzionari israeliani e palestinesi che si sono detti pronti a lavorare congiuntamente per preventivare le violenze. Malgrado l&#8217;incontro non sia stato gradito da una parte del governo israeliano, l&#8217;impegno mostrato ad Aqaba rimane l&#8217;unico spiraglio per una reale<strong> de-scalation</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il raid a Nablus</h2>



<p>Il nuovo governo di estrema destra si sta rivelando più duro nei confronti dei palestinesi e dei suoi gruppi armati, portando avanti una linea intransigente e militare con tre raid da inizio anno. Il primo nel <a href="https://it.insideover.com/politica/scontri-israele-palestina-cosa-sta-succedendo-2023.html">campo profughi di Jenin</a>, che ha visto 10 morti, il secondo nella periferia della città palestinese di <a href="https://it.insideover.com/guerra/uomini-donne-esercito-esempio-israele.html">Gerico</a>, provocandone 7 e il terzo mercoledì scorso a Nablus. È proprio quest’ultimo raid ad aver provocato il <strong>maggior numero di morti e feriti.</strong></p>



<p>Verso le 10 di mattina del <strong>22 febbraio</strong>, veicoli militari israeliani hanno fatto irruzione nel centro palestinese di <strong>Nablus</strong>. Il raid è durato quattro ore e si è concentrato su un edificio della città che secondo l&#8217;esercito israeliano ospitava dei combattenti della resistenza palestinese. L&#8217;obiettivo iniziale era quello di arrestare i responsabili dell&#8217;uccisione del soldato Ido Baruch avvenuta il 13 febbraio. Una volta circondato l&#8217;edificio le forze israeliane hanno intimato la resa. Dall&#8217;interno e anche attraverso una presunta registrazione condivisa sui social, uno dei combattenti avrebbe detto che non si sarebbe mai consegnato alle forze di occupazione. A quel punto le forze israeliane hanno lanciato un <strong>missile anticarro </strong>contro l&#8217;edificio.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="iw" dir="rtl">באמצע היום , מרכז שכם, כוחות  נכנסים לבצע מעצרים <a href="https://t.co/ar339miupi">pic.twitter.com/ar339miupi</a></p>&mdash; Jack khoury.جاك خوري (@KhJacki) <a href="https://twitter.com/KhJacki/status/1628307162282995713?ref_src=twsrc%5Etfw">February 22, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>All&#8217;interno della casa erano presenti <strong>11 combattetti palestinesi</strong> appartenenti al gruppo armato<strong> <em>Areen al-Aswad</em> (Fossa dei Leoni)</strong>, due dei quali gli obiettivi principali del raid: <strong>Hussam Bassam Aslim, 24 anni e Mohamed Omar Abu Bakr, 23 anni</strong>. Nello stesso momento gli abitanti della città e membri della Brigata Balata e Brigata Nablus, hanno scatenato un&#8217;offensiva contro i militari israeliani che nel frattempo, guidati da droni ed elicotteri, hanno ucciso altre sette persone. Secondo il ministero della salute palestinese sono rimasti uccisi 10 palestinesi e sarebbero 95 le persone rimaste ferite in tutta la città.</p>



<p><strong>Abu Obaida</strong>, portavoce del braccio armato di <strong>Hamas</strong>, le Brigate <em>Ezzedin al Qassam</em>, ha dichiarato che i ripetuti raid, nonché i crimini compiuti dai coloni israeliani nei territori occupati, sono sotto la lente d&#8217;ingrandimento dell&#8217;organizzazione che sta &#8220;<strong>esaurendo la sua pazienza</strong>&#8220;, lasciando intendere che un intensificarsi di lanci di razzi al confine di Gaza non è da sottovalutare. Ma anche il movimento <strong>Fatah</strong> del <strong>Presidente Abu Mazen</strong>, non incline a rilasciare dichiarazioni di guerra come i gruppi armati, ha lanciato appelli a &#8220;resistere all&#8217;occupazione&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;attentato e le rappresaglie dei coloni</h2>



<p>Come da copione, ad ogni raid corrisponde un attentato palestinese. E così il 27 febbraio, mentre le delegazioni palestinesi e israeliane si trovavano in Giordania per placare le tensioni, un uomo armato ha ucciso due coloni israeliani che viaggiavano nella loro auto a sud di Nablus. A morire sono stati due fratelli, Hillel e Yagal Yaniv, rispettivamente 21 e 22 anni residenti nell&#8217;insediamento di Har Brachà. L&#8217;attentatore non è ancora stato identificato ma si pensa che sia un &#8220;lupo solitario&#8221; e che abbia agito per &#8220;vendicare&#8221; i morti del raid di Nablus.</p>



<p>In risposta, gruppi di coloni hanno attaccato civili palestinesi<strong> </strong>nelle cittadine di <strong>Hawara</strong>, <strong>Burin</strong> e <strong>Qaryut</strong>, provocando la morte di un palestinese di 37 anni e 98 feriti. I coloni avrebbero anche dato fuoco a numerose case tanto da far intervenire l&#8217;esercito israeliano per evacuare alcune famiglie dalle abitazioni date alle fiamme.<strong> </strong>Almeno 15 case sono state bruciate insieme a 20 automobili. </p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Hawara is burning tonight courtesy of <a href="https://twitter.com/IsraeliPM?ref_src=twsrc%5Etfw">@IsraeliPM</a> Netanyahu. <br>In response to these images he bothered to *ask* the perpetrators &quot;not to take the law into their hands&quot;. <a href="https://t.co/FhZqA9DDhC">pic.twitter.com/FhZqA9DDhC</a></p>&mdash; B&#39;Tselem בצלם بتسيلم (@btselem) <a href="https://twitter.com/btselem/status/1629928363929337861?ref_src=twsrc%5Etfw">February 26, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Le reazioni israeliane e statunitensi all&#8217;ombra dell&#8217;incontro di Aqaba</h2>



<p>Il primo ministro israeliano <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-benjamin-netanyahu.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Benjamin Netanyahu</a></strong>, dopo la sparatoria, ha ha rilasciato una dichiarazione annunciando che la Knesset ha approvato una legge che prevede la <strong>pena di morte</strong> per i palestinesi condannati per terrorismo. Nella dichiarazione si legge: &#8220;In questo difficile giorno in cui due cittadini israeliani sono stati uccisi in un attacco terroristico palestinese, non c&#8217;è niente di più simbolico che approvare una legge sulla pena di morte per i terroristi&#8221;. Successivamente in seguito agli attacchi nei confronti dei palestinesi ha invitato i coloni a &#8220;non prendere la legge nelle vostre mani&#8221;. Anche il ministro della difesa Yoav Gallant ha condiviso l&#8217;appello di Netanyahu. Diversa la reazione del ministro della sicurezza nazionale <strong>Itamar Ben-Gvir</strong> che non facendo del tutto riferimento agli attacchi dei coloni ha chiesto una &#8220;<strong>vera guerra al terrorismo</strong>&#8221; soffiando così sul fuoco. </p>



<p><strong>Ned Price</strong>, portavoce del dipartimento di Stato Usa, ha dichiarato che gli<strong> </strong>Stati Uniti condannano sia la violenza in Cisgiordania sia l&#8217;attacco terroristico palestinese. &#8220;Questi sviluppi sottolineano l&#8217;imperativo di ridurre immediatamente le tensioni con parole e fatti&#8221;, ha scritto su Twitter. &#8220;Gli Stati Uniti continueranno a lavorare con israeliani e palestinesi e con i nostri partner regionali per ripristinare la calma&#8221;.</p>



<p>Risale a un mese fa la <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/la-cia-lancia-lallarme-sulla-terza-intifada.html">dichiarazione</a> del direttore della Cia, <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/chi-e-william-burns-il-direttore-della-cia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">William Burns</a></strong>, in cui avvertiva di una nuova possibile Intifada se Israele e Palestina non si fossero impegnate congiuntamente nell&#8217;allentare le tensioni. &#8220;Gli sforzi per prevenire esplosioni di violenza sono una sfida&#8221;, ha dichiarato. Così domenica 26 febbraio ad Aqaba in Giordania, Israele e Palestina si sono prese l&#8217;impegno di ripristinare la calma ed evitare nuovi scontri. Amman ha infatti ospitato un incontro tra le due parti nel tentativo di fermare l&#8217;ondata di violenza che ha caratterizzato gli ultimi mesi.</p>



<p> L&#8217;incontro ha visto la partecipazione anche di rappresentati degli Usa e dell&#8217;Egitto<strong>.</strong> In una dichiarazione congiunta si legge che Israele si impegna a smettere di discutere la creazione di nuove unità di insediamento per quattro mesi e a smettere di approvare nuovi insediamenti per sei mesi. Dopo &#8220;discussioni approfondite e franche&#8221;, continua la dichiarazione, &#8220;le parti palestinese e israeliana hanno riaffermato la necessità di impegnarsi per una de-escalation sul terreno e per prevenire ulteriori violenze&#8221;. Il consigliere della sicurezza nazionale della Casa Bianca, <strong>Jake Sullivan</strong>, ha dichiarato che gli Usa vedono l&#8217;incontro come un punto di partenza e che nei prossimi mesi ci sarà molto lavoro da fare per &#8220;costruire un futuro stabile e prospero sia per gli israeliani che per i palestinesi&#8221;. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cisgiordania-al-centro-delle-violenze-cosa-sta-succedendo.html">La Cisgiordania al centro delle violenze: cosa sta succedendo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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