L’attacco israeliano al palazzo dove risiedeva la delegazione dei negoziatori di Hamas a Doha ha dimostrato come Tel Aviv non sia assolutamente interessata a rispettare il diritto internazionale e la sovranità degli altri Stati. Il bombardamento di un edificio nel cuore della capitale del Qatar ha portato il conflitto a un nuovo livello, dove nessun luogo appare al sicuro dagli attacchi dell’aviazione e dell’esercito di Israele. Il primo ministro del Qatar, in una furiosa conferenza stampa, ha definito questo atto come “terrorismo di Stato”. “Questo è un messaggio all’intera regione: c’è un attore canaglia nella regione”, ha dichiarato alla stampa nazionale lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman binJassim Al-Thani.
Il governo qatariota ha indetto una riunione di emergenza della Lega Araba e dell’Organizzazione della Cooperazione Islamica ( OIC) a Doha per affrontare insieme la delicata situazione. Per tutta la giornata di domenica i capi di Stato dei 22 paesi aderenti alla Lega Araba e gli altri 40 che insieme vanno a comporre l’OIC sono arrivati a Doha, i primi ad atterrare all’aeroporto internazionale sono stati il premier della Malesia Anwar Ibrahim ed il presidente della Somalia, Hassan Sheikh Mohamud che hanno incontrato il ministro degli Esteri del Qatar. Nella serata sono sbarcati tutti gli altri compreso il presidente turco Recep Erdogan, il re di Giordania Abdallah II°, il presidente dello Yemen non controllato dagli Houthi Rashad Muhammad al-Alimi ed anche il presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen. Tutti hanno avuto un breve incontro con lo sceicco padrone di casa, che ha anche voluto organizzare un meeting collaterale con tutti i ministri degli Esteri della nazioni coinvolte. Dopo una prima riunione a porte chiuse, molti dei partecipanti si sono concessi alla stampa, ma è stato il Qatar che ha monopolizzato l’attenzione. Majed Al Ansari, portavoce del ministro degli Esteri, ha parlato subito. “Il codardo attacco israeliano ha preso di mira edifici residenziali che ospitano diversi membri dell’ufficio politico di Hamas a Doha, lo stato del Qatar non tollererà questo comportamento sconsiderato e irresponsabile da parte di Tel Aviv. Tutti i fratelli arabi e musulmani sono accorsi qui per questa riunione di emergenza e per dimostrare la loro solidarietà.”
L’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, che ha presieduto questo vertice di emergenza arabo-islamico, ha indetto una sua personale conferenza stampa. “La capitale del mio Paese è stata oggetto di un attacco a tradimento contro una residenza che ospitava le famiglie dei leader di Hamas e la loro delegazione negoziale. Israele non è interessato a porre fine alla guerra a Gaza, poiché sta cercando di ostacolare tutti i negoziati. Se vogliono insistere sulla liberazione degli ostaggi, perché allora assassinano tutti i negoziatori? Come possiamo ospitare nel nostro Paese delegazioni negoziali israeliane mentre loro inviano droni e aerei per un raid aereo contro il Qatar? Netanyahu sogna che l’intera regione araba diventi una sfera di influenza israeliana, ma questa è soltanto una pericolosa illusione. La guerra israeliana contro Gaza si è trasformata in una guerra di sterminio, si vuole rendere Gaza inabitabile come preludio allo sfollamento della sua popolazione. È tempo che la comunità internazionale ritenga Israele responsabile di tutti i crimini commessi, servono misure feroci e ferme:”
Parole fortissime davanti ad un platea che rappresenta oltre 2,1 miliardi di persone, circa il 26% della popolazione mondiale e l’8.5% del PIL globale e che comprende stati africani, asiatici, sudamericani, come la Guyana ed il Suriname e anche l’Albania, unico membro europeo. L’attacco di Israele ha rimesso in discussione gli equilibri geopolitici dell’intera regione e soprattutto del Qatar che ospita la più grande base militare statunitense della Penisola Arabica. Nonostante le rassicurazioni di Donald Trump che una cosa del genere non accadrà più e l’immediato arrivo a Doha del Segretario di Stato Marco Rubio, il Consiglio di cooperazione del Golfo (CCG), di cui il Qatar è membro, si è impegnato ad attivare subito una serie di meccanismi di difesa congiunti. Il CCG, composto da Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, ha affermato che sono già in corso consultazioni urgenti tra gli organi militari, con istruzioni impartite al Comando militare unificato per adottare misure esecutive necessarie per attivare meccanismi di difesa congiunti e capacità di deterrenza.
La dichiarazione conclusiva ha ribadito la volontà di assumere una visione condivisa per la sicurezza, ma la proposta egiziana della creazione di una Nato araba, composta da 20mila uomini e pronta ad intervenire, è stata rinviata alle prossime riunioni. Si è comunque fatto cenno ad opporsi ai piani israeliani di imporre una nuova realtà regionale e di bloccare il sogno di una Grande Israele. Nel documento è prevista anche una più stretta collaborazione tra i paesi arabi per chiedere la sospensione di Israele dalle Nazioni Unite così come impedire l’annessione della Cisgiordania e fermare il genocidio di Gaza.

