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	<title>Mar Nero Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 05 Apr 2026 05:01:55 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Mar Nero Archives - InsideOver</title>
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		<title>Cosa sappiamo del misterioso drone navale Usa alla deriva dopo una missione nel Mar Nero</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cosa-sappiamo-del-misterioso-drone-navale-usa-alla-deriva-dopo-una-missione-nel-mar-nero.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 05:01:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[droni navali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="860" height="484" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1.jpg 860w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 860px) 100vw, 860px" /></p>
<p> Il ritrovamento di questo drone navale di produzione Usa alla mercé delle onde, apre una serie di interrogativi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-sappiamo-del-misterioso-drone-navale-usa-alla-deriva-dopo-una-missione-nel-mar-nero.html">Cosa sappiamo del misterioso drone navale Usa alla deriva dopo una missione nel Mar Nero</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="860" height="484" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1.jpg 860w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 860px) 100vw, 860px" /></p>
<p>Un veicolo di superficie senza equipaggio, tra i più silenziosi e letali sistemi d’arma che si possano incrociare nel <strong>Mar Nero</strong>, dove Ucraina e Russia si confrontano in una battaglia navale non convenzionale da quattro lunghi anni, è finito fuori rotta ed è stato individuato alla deriva sulle <strong>coste della Turchia</strong>. Potrebbe provenire da una delle aree più sensibili del conflitto ucraino, se solo non fosse un modello americano classificato come AEGIR-W.</p>



<p>Il <a href="https://www.turkiyetoday.com/nation/us-made-aegir-unmanned-surface-vessel-washes-ashore-in-turkiyes-ordu-3216649">ritrovamento di questo drone navale</a>, comparso il 21 marzo alla mercé delle onde, come se il suo pilota da remoto ne avesse completamente perso il controllo, abbandonandolo al destino delle correnti marine, apre una serie di interrogativi che vanno ben oltre la semplice perdita di un <strong>Uncrewed Surface Vessel</strong> (USV), e riguardano le capacità operative, quali attività di sorveglianza o attacco fossero contemplate dalla sua missione e, soprattutto, se la sua presenza, considerata la provenienza accertata, possa influire sul delicato equilibrio strategico nella regione. </p>



<p>Se non fosse salpato dalle coste ucraine, sono solo due le ipotesi: che esso fosse operato dalle coste controllate dai Paesi della Nato: Turchia o Romania. L&#8217;<strong><a href="https://www.hisutton.com/AEGIR-W-USV.html">AEGIR-W</a></strong> è stato visto in azione raramente e, secondo le informazioni disponibili, le autorità turche lo hanno identificato, recuperato e fatto brillare al largo come precauzione, poiché sembrava armato con una carica esplosiva. Per l’analista H.I. Sutton, <strong>la dinamica dell’incidente lascia supporre che fosse operato dall’Ucraina.</strong> Dunque potremmo pensare a un sistema d’arma prestato a Kiev, che abitualmente opera con <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-droni-navali-ucraini-continuano-la-guerra-asimmetrica-nel-mar-nero.html">droni navali indigeni</a> ed è pioniera delle nuove tattiche navali che ne prevedono l’impiego.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Footage of an unmanned boat discovered washed up on a beach in the Unye district of Ordu Province on Turkey&#39;s Black Sea coast. The unmanned naval boat resembles the AEGIR, a naval drone from the American company Sierra Nevada Corporation. <a href="https://t.co/S925bvFllA">pic.twitter.com/S925bvFllA</a></p>&mdash; Blackrussian (@Blackrussiantv) <a href="https://twitter.com/Blackrussiantv/status/2035410604630896870?ref_src=twsrc%5Etfw">March 21, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Intelligence, sorveglianza e ricognizione</h2>



<p>La famiglia di droni AEGIR, progettata per <strong>operazioni stealth</strong> e dotata di scafo <em>wave-piercing</em>, è costruita dalla Sierra Nevada Corporation, che opera nel Regno Unito tramite SNC Mission Systems UK. Il modello AEGIR-W, di medie dimensioni, è stato testato dai Royal Marines a Chivenor, in Devon, durante l’<em>Exercise Trident Sprint</em>, e ciò aprirebbe un altro interrogativo, legato a un potenziale impiego da parte dei commando delle unità d’élite del Regno Unito – <em>Special Boat Service </em>o <em>Royal Marines Commando</em> – che sono stati spesso “accusati” di operare segretamente nel teatro di scontro che non coinvolge la Nato.</p>



<p>Questi USV sono concepiti per missioni di <strong>intelligence, sorveglianza e ricognizione</strong> (ISR), guerra elettronica, operazioni offensive e rifornimento autonomo. <strong>L’AEGIR-W può trasportare un carico utile di 300 kg per circa 500 miglia nautiche,</strong> rendendolo un asset strategico particolarmente efficace nel Mar Nero. E questo è il punto più delicato della faccenda.</p>



<p>Come abbiamo spesso scritto, negli ultimi anni il Mar Nero, e le coste della <strong>penisola di Crimea </strong>in particolare, è diventato uno dei teatri più sensibili dello scontro indiretto tra Nato e Russia. Dall’inizio della guerra in Ucraina, la regione è attraversata da un’<strong>intensa attività di sorveglianza</strong>, con assetti aerei e navali impegnati nel monitoraggio costante delle forze russe e delle rotte strategiche. In questo contesto, l’impiego di droni navali rappresenta una soluzione ideale: silenziosi, discreti, persistenti e difficili da individuare rispetto alle piattaforme tradizionali, <strong>i droni possono compiere le loro missioni ISR senza rischio, </strong>appellandosi, in ultima istanza, alla perdita di controllo sul sistema che poteva essere impiegato per una missione <em>X</em> in uno spazio aereo o un tratto di mare <em>Y,</em> per poi ritrovarsi fuori rotta in un’area <em>Z</em>. Come i droni Gerbera russi che hanno <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-sagoma-di-un-drone-su-un-f-35-olandese-torna-la-tradizione-dei-kill-score-dei-piloti-da-caccia.html">sconfinato in Polonia</a>, ad esempio. Resta quindi da chiarire quale fosse la missione dell’AEGIR-W e se ci troviamo di fronte a un caso paragonabile. È inoltre lecito domandarsi come mai un drone americano recuperato da un partner della Nato sia stato fatto brillare e non sia stato restituito.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Per HI Sutton il veicolo di superficie senza equipaggio  AEGIR-W che è stato ritrovato in <a href="https://twitter.com/hashtag/Turchia?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Turchia</a> era &quot;probabilmente carico di esplosivo&quot;, poiché è stato fatto &quot;saltare in aria a scopo precauzionale dalle autorità turche&quot;. Proveniva dall&#39;<a href="https://twitter.com/hashtag/Ucraina?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Ucraina</a>? <a href="https://t.co/xDq9nLznZ1">pic.twitter.com/xDq9nLznZ1</a></p>&mdash; Davide B. (@DBinTweet) <a href="https://twitter.com/DBinTweet/status/2039740118664118409?ref_src=twsrc%5Etfw">April 2, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Le domande dopo il ritrovamento</h2>



<p>Questi sistemi possono essere equipaggiati con sensori elettro-ottici, radar e sistemi per la raccolta di segnali elettronici, rendendoli strumenti preziosi per l’intelligence. Possono mappare i fondali, monitorare i movimenti navali o raccogliere dati sulle emissioni radar e radio delle unità avversarie. <strong>In un’area come il Mar Nero, queste capacità assumono un valore strategico enorme,</strong> soprattutto in relazione alle attività della flotta russa e alla protezione delle infrastrutture critiche.<br><br>Il <a href="https://www.turkiyetoday.com/nation/turkiye-destroys-us-made-aegir-unmanned-vessel-that-washed-ashore-on-black-sea-coast-3216667?s=1">ritrovamento del drone</a> solleva anche il tema della vulnerabilità di questi sistemi. Se da un lato offrono vantaggi evidenti in termini di costo e rischio operativo, dall’altro possono essere più esposti a disturbi elettronici, spoofing o azioni di guerra ibrida. La perdita di controllo di un USV potrebbe essere il risultato di un <strong>guasto tecnico</strong> o di un <em>attacco opaco</em>, e il recupero del mezzo da parte di terzi potrebbe rappresentare un’opportunità per analizzare tecnologie sensibili. Non è la prima volta che droni marittimi o aerei finiscono al centro di <strong>episodi ambigui</strong> in aree contese. Tuttavia, ogni incidente contribuisce a evidenziare quanto la competizione tra grandi potenze si stia spostando sempre più verso sistemi autonomi e semi-autonomi, capaci di operare in <strong>zone grigie</strong>.</p>



<p>Il caso dell’AEGIR-W alla deriva&nbsp;si inserisce proprio in questa dinamica: un <strong>episodio apparentemente marginale</strong> che, in realtà, riflette una trasformazione più profonda del modo in cui le potenze militari raccolgono informazioni e proiettano presenza. In un contesto in cui ogni segnale può essere interpretato come una provocazione o una dimostrazione di forza, anche un singolo drone fuori rotta può diventare un elemento di tensione. Resta, infine, una <strong>domanda aperta</strong>: si è trattato di un semplice incidente o di un test finito male in uno dei teatri più osservati del mondo? Forse non avremo mai una vera tesi, ma solo ipotesi. Il Mar Nero continua a essere un laboratorio operativo dove tecnologia, intelligence e strategia si intrecciano ai margini di un conflitto che si è cristallizzato, ma <strong>minaccia di allargarsi</strong>.</p>
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		<item>
		<title>Patriot a segno in Ucraina: cosa succede sull&#8217;Isola dei Serpenti</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/patriot-a-segno-in-ucraina-cosa-succede-sullisola-dei-serpenti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2023 07:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aviazione russa]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa aerea]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[isola dei Serpenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21179374_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21179374_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21179374_large-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21179374_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21179374_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21179374_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21179374_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21179374_large-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un missile Patriot di fabbricazione statunitense sembra aver abbattuto un bombardiere Su-24 russo sul Mar Nero la scorsa settimana. Secondo alcuni analisti potrebbe trattarsi di un &#8220;cambiamento tattico&#8221; da parte della Difesa di Kiev, che potrebbe aver iniziato ad impiegare i sistemi d&#8217;arma forniti dall&#8217;Occidente secondo uno schema differente; forse dettato dalla delicata fase del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/patriot-a-segno-in-ucraina-cosa-succede-sullisola-dei-serpenti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/patriot-a-segno-in-ucraina-cosa-succede-sullisola-dei-serpenti.html">Patriot a segno in Ucraina: cosa succede sull&#8217;Isola dei Serpenti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21179374_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21179374_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21179374_large-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21179374_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21179374_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21179374_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21179374_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21179374_large-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un missile <strong>Patriot</strong> di fabbricazione statunitense sembra aver abbattuto un bombardiere Su-24 russo sul Mar Nero la scorsa settimana. Secondo alcuni analisti potrebbe trattarsi di un &#8220;<strong>cambiamento tattico</strong>&#8221; da parte della Difesa di Kiev, che potrebbe aver iniziato ad impiegare i sistemi d&#8217;arma forniti dall&#8217;Occidente secondo uno schema differente; forse dettato dalla delicata fase del conflitto che non ha mai concesso all&#8217;aggressore, o ristabilito per il difensore, la completa <strong>superiorità aerea</strong> e il <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-superiorita-aerea-in-ucraina-e-ancora-una-chimera-per-mosca.html">predominio nei cieli</a>.</p>



<p>Il presunto abbattimento di un bombardiere tattico supersonico Su-24 (codice identificativo Nato &#8220;Fencer&#8221;), jet biposto con ali a geometria variabile sviluppato in era sovietica, da parte di un missile terra-aria Patriot, è stato riportato nell&#8217;estremità occidentale del Mar Nero. Proprio dove spicca l&#8217;ormai leggendaria<strong> Isola dei Serpenti</strong>. Esso può rappresentare, secondo quanto riportato dalle fonti di <em>The War Zone</em> un &#8220;nuovo sforzo da parte dell’Ucraina per interrompere gli attacchi russi contro obiettivi nella parte occidentale del Paese&#8221;. </p>



<p>La difesa aerea ucraina ha affermato su diversi canali d&#8217;informazione che sebbene distante da una possibile area di impiego, si sarebbe trattato di vettore che &#8220;stava tentando di lanciare un attacco con<strong> bombe-razzo</strong>&#8221; su obiettivi strategici designati nei pressi della portuale di <strong>Odessa</strong>. Il Fencer, sempre secondo fonti ucraine, stava volando con una aereo di scorta: un caccia Su-30sm (codice identificativo Nato &#8220;Flanker&#8221;).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Su-24, bombe &#8220;stupide&#8221; e Patriot</h2>



<p>A confermare un abbattimento nell&#8217;estremità occidentale del Mar Nero, sarebbe la presenza di squadre di ricerca inviate per tentare di individuare e recuperare l&#8217;equipaggio della Fencer, che ricordiamo essere composto da un ufficiale pilota e da un navigatore. </p>



<p>Una delle ragioni per cui l&#8217;abbattimento risulta &#8220;interessante&#8221; alle cronache, mentre tutti sono concentrati sullo sblocco da parte del congresso degli <strong>Stati Uniti</strong> degli indispensabili <a href="https://apnews.com/article/biden-ukraine-congress-aid-military-russia-002fde812843fc1fc0e969b653ce83a8">fondi </a>che dovrebbero continuare a sostenere e sovvenzionare l&#8217;Ucraina nella strenua resistenza, sono gli armamenti coinvolti: da una parte le &#8220;bombe-razzo&#8221; o le &#8220;dumb bomb&#8221;, munizionamento aeronautico dotato di un <em>kit</em> per renderle <strong>bombe plananti</strong>; dall&#8217;altra il sistema di <strong>difesa antiaerea</strong> tattico a cui gli Stati Uniti delegano la sicurezza degli spazi aerei più sensibili, quando si tratta di sopprimere una<a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-la-russia-si-concentrera-sullabbattimento-dei-patriot-ucraini.html"> minaccia aerea</a>. </p>



<p>Ogni tipo di raid aereo russo che abbia prefisso obiettivi nell&#8217;area di Odessa o lungo la costa occidentale nel Mar Nero, deve prevedere munizioni stancabili a distanza, per proteggere il vettore di lancio russo dall&#8217;antiaerea, ma lo schieramento in quest&#8217;area del sistema Patriot, e il presunto abbattimento mostrerebbero una &#8220;misura&#8221; nuova nel confronto, e di conseguenza un cambiamento tattico. Sia da parte delle forze ucraine, che hanno attivato il sistema Patriot a difesa di questo settore. Sia da parte delle Forze Aerospaziali russe, che dovranno fare i conti con un&#8217;arma che nel corso del conflitto è andata a segno su gran parte delle piattaforma impiegate dai russi: dai caccia Su-35 agli elicotteri Mil-Mi-8. Si segnala inoltre che l&#8217;Isola dei Serpenti, tornata <a href="https://it.insideover.com/guerra/occhio-isola-serpenti-perche-putin-russa.html">sotto il controllo ucraino</a>, potrebbe essere un punto di avvistamento ottimale per tracciare e intercettare gli aerei attaccanti in anticipo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Superiorità aerea mancata e stallo del conflitto</h2>



<p>È diventato chiaro già nella prima fase del conflitto come le Forze Aerospaziali russe, nonostante l&#8217;esigua schiera di avversari nel cielo e le inizialmente ridotte difese antiaeree schierate dalle forze di Kiev, non sono state in grado di ottenere la completa superiorità aerea in Ucraina.</p>



<p>L&#8217;ipotesi di una superiorità aerea, mano a mano che le forniture occidentali aumentavano, è diventata una vera e propria <em>chimera</em> per il comando aereo del Cremlino, che ora, tuttavia, sembrano mostrare nuovo interesse per il <strong>settore di Odessa</strong> &#8211; dove si è sempre temuto uno <a href="https://it.insideover.com/guerra/odessa-come-la-normandia-uno-scenario-da-seconda-guerra-mondiale.html">sbarco in forze</a>, mai avvenuto &#8211; tornato nel mirino delle provate forze navali russe come in quello dei cacciabombardieri. Il fine di questi attacchi dovrebbe essere quello di  interrompere i<strong> collegamenti commerciali </strong>principali via mare, per aggravare ulteriormente la <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-tempo-come-arma-la-strategia-di-putin-preoccupa-kiev.html">condizione critica</a> in cui Kiev si sta trovando: lo stallo del confitto che in assenza di progressi tangibili sul campo di battaglia rischia di cristallizzare le posizioni, in vista di un lento susseguirsi di piccole offensive e controffensive da Primo confitto mondiale. </p>



<p>Gli analisti americani hanno identificato nelle navi mercantili in transito nel Mar Nero un obiettivo della Russia fin dall&#8217;inizio dell&#8217;invasione. Annotando che se Mosca è &#8220;costretta&#8221; ad inviare i suoi aerei, data la sfortuna incontrata dalle sue navi, forse le &#8220;<strong>munizioni killer</strong>&#8221; sono finite come determinati sistemi d&#8217;arma con la portata necessaria. Ma sono frasi che abbiamo già letto in passato, per scoprire poi il contrario. Lo schieramento del sistema Patriot dall&#8217;Ucraina, invece, viene visto come un duro segnale di &#8220;avvertimento&#8221; per scoraggiare ulteriori <em>raid</em>. Che sia sufficiente?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/patriot-a-segno-in-ucraina-cosa-succede-sullisola-dei-serpenti.html">Patriot a segno in Ucraina: cosa succede sull&#8217;Isola dei Serpenti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cosa rimane della Flotta Russa nel Mar Nero</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/cosa-rimane-della-flotta-russa-nel-mar-nero</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Sep 2023 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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		<category><![CDATA[Marina russa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-21.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-21.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-21-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-21-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-21-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-21-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-21-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>A partire dall'inizio della guerra, quando è rimasta incompleta con gli stretti d'uscita dal Mar Nero bloccati, la Flotta Russa è stata colpita numerose volte dalle incursioni ucraine con missili e droni navali. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-21.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-21.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-21-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-21-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-21-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-21-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-21-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-21.jpg" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/09/Flotta_russa.mp4"></video></figure>



<p>Non appena la guerra è cominciata, Ankara ha chiuso lo stretto del <strong>Bosforo</strong> e quello dei <strong>Dardanelli</strong>. Prima di lanciare l&#8217;attacco iniziale, la Marina Russa aveva potenziato il proprio organico navale, ma era comunque <strong>incompleta</strong> poiché alcune delle navi maggiori della flotta si trovavano fuori dal Mar Nero, quindi bloccate, e gli <strong>attacchi ucraini</strong> con i missili e i droni navali hanno avuto la meglio in diverse occasioni nei porti russi. L&#8217;ultimo episodio di questa serie risale alla settimana scorsa, ed è costato alla Flotta Russa una nave da sbarco anfibio e un sottomarino.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Scopri di più: </strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/dalla-guerriglia-di-kiev-al-blitz-in-crimea-ecco-cose-rimasto-della-flotta-russa-del-mar-nero.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dalla guerriglia di Kiev al blitz in Crimea: ecco cos’è rimasto della flotta russa del Mar Nero</a></li>
</ul>
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		<title>Il Black Sea Security Act, così gli Usa blindano il Mar Nero</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-black-sea-security-act-cosi-gli-usa-blindano-il-mar-nero.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Chiacchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Sep 2023 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916131819710_59df49bc35572652defde0d0fb16a1dd-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916131819710_59df49bc35572652defde0d0fb16a1dd-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916131819710_59df49bc35572652defde0d0fb16a1dd-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916131819710_59df49bc35572652defde0d0fb16a1dd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916131819710_59df49bc35572652defde0d0fb16a1dd-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916131819710_59df49bc35572652defde0d0fb16a1dd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916131819710_59df49bc35572652defde0d0fb16a1dd-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916131819710_59df49bc35572652defde0d0fb16a1dd-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Congresso degli Stati Uniti ha recentemente approvato il National Defence Authorization Act per l’anno fiscale 2024. Il provvedimento include il Black Sea Security Act, un provvedimento di legge volto a gettare le basi per una strategia a lungo termine volta ad incrementare la stabilità della regione al fine di contrastare l’influenza russa e cinese nell’area. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916131819710_59df49bc35572652defde0d0fb16a1dd-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916131819710_59df49bc35572652defde0d0fb16a1dd-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916131819710_59df49bc35572652defde0d0fb16a1dd-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916131819710_59df49bc35572652defde0d0fb16a1dd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916131819710_59df49bc35572652defde0d0fb16a1dd-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916131819710_59df49bc35572652defde0d0fb16a1dd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916131819710_59df49bc35572652defde0d0fb16a1dd-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916131819710_59df49bc35572652defde0d0fb16a1dd-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Congresso degli Stati Uniti ha recentemente approvato il <strong>National Defence Authorization Act</strong> per l’anno fiscale 2024. Uno degli emendamenti della legge riguarda una legislazione volta a mettere in sicurezza il <strong>Mar Nero</strong>, obbiettivo perseguito senza successo per due anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La strategia di sicurezza del Mar Nero</h2>



<p>I Senatori Jeanne Shaheen del New Hampshire e Mitt Romney dello Utah hanno introdotto il <a href="https://www.congress.gov/bill/117th-congress/senate-bill/4509/text"><em>Black Sea Security Act of 2022</em></a><em> </em>nel dicembre 2022. La legge prevede il riconoscimento del Mar Nero come regione <strong>fondamentale</strong> per la sicurezza dell’Alleanza Atlantica e il contrasto alla politica estera revisionista della Federazione Russa. Essa includeva inoltre la creazione di una strategia di <strong>lungo termine</strong> volta a creare una presenza militare sul fianco orientale della Nato e rafforzare la resilienza democratica delle nazioni dell’area, la formazione di una <strong>presenza militare </strong>marittima a rotazione e il rafforzamento dei legami economici tra Washington e le nazioni dell’area, il supporto all’iniziativa dei Tre Mari e la stesura entro 180 giorni di una strategia da parte del Consiglio di Sicurezza Nazionale, del dipartimento di Stato, del dipartimento della Difesa e di altre agenzie rilevanti volta ad implementare le priorità della legge.</p>



<p>La strategia in questione prevede a sua volta quattro sezioni, la prima relativa alla sicurezza comprendente un’analisi delle capacità Usa e Nato di creare una presenza militare a rotazione, una revisione dei programmi di assistenza militare statunitensi alla regione e l’incremento di quest’ultima verso Ucraina, Romania, Bulgaria, Moldavia e Georgia. Essa include inoltre una valutazione per la formazione di un <strong>quartier generale</strong> a tre stelle nel Mar Nero che incrementi l’interoperabilità tra gli Stati Uniti ed i propri partner e la prioritizzazione delle operazioni di <em>Intelligence Survellaissance and Reconnaisance(Isr) </em>rivolte nei confronti della Federazione Russa.</p>



<p>La seconda sezione riferita alla prosperità economica risulta invece focalizzata sulla ricerca di opportunità di investimento assieme ai partner regionali, un’analisi delle possibilità di diversificazione energetica e un’analisi di potenziali soluzioni a possibili crisi alimentari nella regione. La terza sezione riguardante la resilienza democratica della regione prevede una strategia volta ad incrementare il numero di media indipendenti e al contrasto della propaganda russa. Infine l’ultima relativa alla connettività regionale è volta ad inviare alti rappresentanti presso forum regionali relativi alle infrastrutture quali la <em>Three Seas Initiative</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il calvario legislativo</h2>



<p>Il provvedimento non venne tuttavia votato dal Congresso, obbligando i Senatori Shaheen e Romney a <a href="https://www.romney.senate.gov/romney-shaheen-renew-bipartisan-push-to-establish-u-s-strategy-toward-black-sea-region/">ripresentare</a> la proposta. La necessità di dotare gli Stati Uniti di una strategia di sicurezza riferita al Mar Nero è stata <a href="https://www.realcleardefense.com/articles/2023/06/07/the_united_states_needs_a_black_sea_strategy_904008.html">sottolineata</a> da diverse fonti. In particolare <em>Barron’s </em>ha asserito la necessità di adottare una strategia di questo tipo, in quanto la preservazione di un ordine di sicurezza stabile nel Mar Nero rappresenta un efficiente <strong>contrappeso</strong> all’influenza della Federazione Russa nella regione, in linea con l’obbiettivo statunitense di <a href="https://www.barrons.com/articles/black-sea-strategy-russia-ukraine-security-51675363906">impedire</a> l’ascesa di una potenza dominante sulla massa Euroasiatica perseguito da Washington sin dalla Prima Guerra Mondiale. </p>



<p>Anche la <em>Heritage Foundation, </em>noto think tank statunitense, <a href="https://www.heritage.org/europe/report/why-new-black-sea-strategy-the-us-interest">ha espresso</a> il proprio appoggio al provvedimento. La Heritage si è in particolare soffermata sui benefici dello sviluppare una strategia coerente volta a contrastare l’influenza russa e cinese nella regione, consentendo contestualmente agli Stati Uniti di agire <strong>liberi</strong> dall’influenza turca. La Turchia mantiene infatti il controllo degli stretti del Mar Nero ai sensi della Convenzione di Montreux, durante l’invasione russa dell’Ucraina Ankara ha sinora <a href="https://news.usni.org/2022/02/28/turkey-closes-bosphorus-dardanelles-straits-to-warships">impiegato</a> tale ruolo per impedire alla Federazione Russa di introdurre navi da guerra nel Mar Nero, limitando in maniera decisiva le capacità di Mosca di rimpiazzare le proprie perdite. Tuttavia la Turchia rimane un alleato estremamente problematico per gli Stati Uniti, i cui interessi non risultano sempre coincidenti con quelli di Washington. Una strategia di sicurezza del Mar Nero consentirebbe pertanto agli Stati Uniti di agire con maggiore libertà nella regione. </p>



<p>Il provvedimento è stato successivamente <a href="https://www.govinfo.gov/content/pkg/BILLS-118hr2670eas/pdf/BILLS-118hr2670eas.pdf">inserito</a> all’interno del Sottotitolo C del Titolo 62 del National Defence Authorization Act (<em>Ndaa</em>) per l’anno fiscale 2024. L’<em>Ndaa </em>è stato <a href="https://mil.in.ua/en/news/the-united-states-is-on-the-verge-of-adopting-the-black-sea-security-act/">recentemente</a> approvato da entrambi i rami del Congresso e si attende ora la firma del Presidente Biden. L’approvazione del <em>Black Sea Security Act</em>testimonia la volontà da parte di Washington di costruire una strategia di lungo termine volta ad incrementare la stabilità della regione al fine di contrastare l’influenza dei competitors degli Stati Uniti sulle nazioni dell’area, incrementando al contempo la libertà d’azione americana in un teatro sempre più rilevante. </p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L&#8217;Ucraina prepara la battaglia del Mar Nero: come sarà la flotta di droni &#8220;Marichka&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/kiev-prepara-la-battaglia-del-mar-nero-come-sara-la-flotta-di-droni-marichka.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Chiacchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[droni navali]]></category>
		<category><![CDATA[esercito ucraino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=408217</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="811" height="535" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/droni-ucraini.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/droni-ucraini.png 811w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/droni-ucraini-600x396.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/droni-ucraini-300x198.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/droni-ucraini-768x507.png 768w" sizes="auto, (max-width: 811px) 100vw, 811px" /></p>
<p>L’invasione russa dell’Ucraina ha visto un impiego senza precedenti dei droni su ogni dominio bellico. L’impiego dei droni navali da parte di Kiev ha rappresentato in particolare un’assoluta novità sul panorama bellico. Il grande successo di tali sistemi ha comportato l’avvio di maggiori sforzi da parte dell’Ucraina atti a svilupparne tipologie sempre più potenti. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/kiev-prepara-la-battaglia-del-mar-nero-come-sara-la-flotta-di-droni-marichka.html">L&#8217;Ucraina prepara la battaglia del Mar Nero: come sarà la flotta di droni &#8220;Marichka&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="811" height="535" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/droni-ucraini.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/droni-ucraini.png 811w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/droni-ucraini-600x396.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/droni-ucraini-300x198.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/droni-ucraini-768x507.png 768w" sizes="auto, (max-width: 811px) 100vw, 811px" /></p>
<p>Sin dall’inizio dell’invasione russa il vasto impiego dei <strong>droni</strong> ha rappresentato uno dei principali punti di forza della strategia militare ucraina. In particolare Kiev è risultata la prima nazione a impiegare su vasta scala i droni navali, intesi come strumento atto a logorare la superiore marina militare russa. Attualmente l’Ucraina sta sviluppando una nuova tipologia di droni in grado di arrivare al bersaglio tramite una navigazione interamente sottomarina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I droni Marichka</h2>



<p>In virtù degli alti costi e dell’impossibilità per l’Ucraina di costruire navi di superficie, se non in&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/difesa/la-nave-segreta-di-kiev-che-fine-ha-fatto-lammiraglia-ivan-mazepa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">porti stranieri</a>, i&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/difesa/droni-navali-larma-subacquea-per-il-dominio-marittimo-dellucraina.html">droni navali</a>&nbsp;hanno rappresentato un’alternativa&nbsp;<strong>funzionale&nbsp;</strong>e a&nbsp;<strong>basso costo</strong>, in grado di eseguire attacchi asimmetrici contro le navi di superficie russe. Tali sistemi d’arma oltre ai bassi costi di costruzione e mantenimento, presentano anche altri vantaggi relativi alla semplicità del processo produttivo e alla grande&nbsp;<strong>versatilità</strong>. I droni navali possono infatti essere impiegati come <em>loitering munition</em>, ma anche per lo svolgimento di funzioni&nbsp;<em>Intelligence Surveillance and Reconnaissance (Isr)&nbsp;</em>e persino come strumenti di artiglieria a lungo raggio&nbsp;<em>de facto,&nbsp;</em>impiegati per colpire le installazioni portuali russe, le strutture logistiche e i terminal petroliferi marittimi. Tale strategia ha sinora visto un certo successo, concretizzatosi in una generale paralisi delle attività della Flotta Russa del Mar Nero. Il successo dei droni navali ha spinto l’Ucraina a investire nello sviluppo di nuove tipologie di tali sistemi d’arma, i quali ormai vengono prodotti&nbsp;<a href="https://en.defence-ua.com/news/unmanned_kamikaze_boats_have_become_a_real_ukrainian_weapon_of_deterrence-7731.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in serie</a>. Al netto dell’elevata funzionalità, tali sistemi d’arma rimangono comunque afflitti da due problematiche principali: la prima consiste nell’elevato tasso di <strong>perdite</strong> derivante dall’impiego di sistemi da guerra elettronica russa e da intercettazioni. Il secondo consiste nel loro effettivo potere distruttivo, certamente rilevante, ma non sufficiente a determinare la distruzione di grosse navi di superficie nemiche.&nbsp;</p>



<p>A tal proposito l’Ucraina ha sviluppato una nuova tipologia di drone navale atta a risolvere tali problematiche, divenuta nota con il nome di&nbsp;Marichka. I droni&nbsp;<a href="https://dev.ua/news/pidvodnyi-dron-marichka-1691475820" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Marichka</a>&nbsp;presentano infatti la capacità di arrivare al bersaglio a seguito di una navigazione interamente&nbsp;sottomarina, ciò rende quindi questi ultimi non solo nettamente più difficili da intercettare, ma anche molto più&nbsp;<a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2023/08/ukraines-new-underwater-drone-marichka-breaks-cover/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pericolosi</a>, in quanto in grado di colpire la parte sommersa delle imbarcazioni e i piloni sottomarini dei ponti. Essi risultano inoltre caratterizzati da dimensioni piuttosto rilevanti, circa 6 metri, le quali consentono di inserire una testata dal peso molto elevato. Infine essi presentano un elevato&nbsp;<strong>range&nbsp;</strong>operativo stimato in circa 1000 km e un sistema propulsivo probabilmente elettrico, il quale riduce quindi al minimo le spese di rifornimento. I droni Marichka potranno quindi essere impiegati per porre in essere attacchi molto più potenti e a distanza molto più elevata contro le navi di superficie russe e le infrastrutture logistiche di Mosca. Tali sistemi rappresentano al contempo piattaforme multifunzionali, in grado di eseguire anche funzioni di ricognizione.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">⚡️According to the authors, the video shows the first footage of testing the 🇺🇦Ukrainian underwater drone &quot;Marichka&quot;<br><br>The drone is designed to attack warships, boats, submarines (?), coastal fortifications and bridge supports<br><br>Length &#8211; 6 m, width &#8211; 1 m<br>Range &#8211; 1000 km<br>The price… <a href="https://t.co/23nihQxSI5">pic.twitter.com/23nihQxSI5</a></p>&mdash; 🇺🇦Ukrainian Front (@front_ukrainian) <a href="https://twitter.com/front_ukrainian/status/1694078941412098462?ref_src=twsrc%5Etfw">August 22, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La brigata dei droni navali</h2>



<p>Il 24 agosto 2023 il Presidente ucraino <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-e-volodymyr-zelensky.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Volodymyr Zelensky</a>&nbsp;ha annunciato&nbsp;la formazione di una nuova unità militare, la 385esima Brigata Separata, la quale si occuperà interamente di gestire i droni navali in dotazione al paese. La creazione di unità militari&nbsp;<a href="https://www.reuters.com/world/europe/ukraine-sets-up-drone-assault-units-2023-01-27/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">specifiche</a>&nbsp;per la gestione dei droni non rappresenta una novità nell’esercito ucraino, il quale ha posto in essere nel presente conflitto un impiego di sistemi senza pilota su scala&nbsp;<strong>senza precedenti</strong>, estesa non solo al dominio terrestre ed aereo, ma anche al dominio marittimo. La formazione della nuova brigata rappresenta non solo un’ulteriore rappresentazione dell’enorme importanza dei droni nell’ambito della strategia navale ucraina, ma anche un atto potenzialmente in grado di avere un&nbsp;<strong>rilevante</strong>&nbsp;impatto operativo. </p>



<p>L’esercito ucraino dispone infatti di ben&nbsp;<a href="https://en.defence-ua.com/industries/ukraine_has_so_many_kamikaze_boats_that_a_specialized_brigade_was_created_in_the_ukrainian_navy-7740.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sei tipologie</a>&nbsp;differenti di droni navali, la formazione di un’unità specifica dotata di personale qualificato consentirà di gestire al meglio le rispettive catene logistiche per il mantenimento e soprattutto consentirà al personale di porre in essere operazioni sempre più complesse, dato l’elevato grado di specializzazione. Al contempo la progressiva integrazione delle&nbsp;<a href="https://mil.in.ua/en/news/second-corvette-for-ukraine-laid-down-in-turkey/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nuove corvette</a>&nbsp;nella marina ucraina consentirà di eseguire operazioni integrate sul modello&nbsp;<em>Man Unmanned Teaming (Mum-T),&nbsp;</em>potenzialmente in grado di recidere nel lungo termine i collegamenti terrestri e aerei tra la Federazione russa e la Crimea, conditio sine qua non per il ripristino della sovranità ucraina sulla penisola.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/kiev-prepara-la-battaglia-del-mar-nero-come-sara-la-flotta-di-droni-marichka.html">L&#8217;Ucraina prepara la battaglia del Mar Nero: come sarà la flotta di droni &#8220;Marichka&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La nave &#8220;segreta&#8221; di Kiev: che fine ha fatto l&#8217;ammiraglia Ivan Mazepa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-nave-segreta-di-kiev-che-fine-ha-fatto-lammiraglia-ivan-mazepa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Chiacchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jul 2023 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[esercito ucraino]]></category>
		<category><![CDATA[Marina ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1001" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/corvetta-ivan-mazepa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/corvetta-ivan-mazepa.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/corvetta-ivan-mazepa-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/corvetta-ivan-mazepa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/corvetta-ivan-mazepa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/corvetta-ivan-mazepa-768x513.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Del tutto inadeguata a difendere l’immensa linea costiera del paese, la flotta di superficie Ucraina è stata distrutta nelle primissime fasi del conflitto. Attualmente essa sta tuttavia rinascendo nei porti turchi, con l’obbiettivo di venire impiegata per porre in essere azioni offensive a danno della Marina russa </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1001" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/corvetta-ivan-mazepa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/corvetta-ivan-mazepa.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/corvetta-ivan-mazepa-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/corvetta-ivan-mazepa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/corvetta-ivan-mazepa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/corvetta-ivan-mazepa-768x513.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La riforma della <strong>marina militare ucraina</strong>, fortemente accelerata dopo il 2018, ha visto nella <strong>Turchia</strong> il proprio principale sponsor. Istanbul ha infatti preso in carico la costruzione della nuova nave ammiraglia della marina di Kiev, la <strong>corvetta Ivan Mazepa</strong>. Questa imbarcazione, varata nel mese di ottobre dello scorso anno, potrebbe svolgere un rilevante ruolo nell’ambito della battaglia ancora in corso per il controllo del <strong>Mar Nero</strong>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il progetto della Ivan Mazepa</h2>



<p>Negli ultimi anni l’Ucraina ha adottato una politica estera finalizzata alla costruzione di iniziative&nbsp;<strong>minilaterali&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>bilaterali</strong>, formate da un ridotto numero di attori caratterizzati da profonde convergenze di interessi con Kiev. Tali iniziative risultavano finalizzate a garantire un supporto economico e militare&nbsp;immediato<strong>&nbsp;</strong>al paese, di fronte alla temporanea impossibilità di aderire alla Nato, motivata dall’occupazione russa della Penisola della Crimea e di alcune zone del Donbass. Una delle più importanti iniziative bilaterali di Kiev è stata rappresentata dall’avvio del forum<em>&nbsp;</em><a href="https://www.atlanticcouncil.org/blogs/ukrainealert/strong-ukraine-turkey-partnership-holds-the-key-to-black-sea-security/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Quadriga</em></a><em>,&nbsp;</em>una serie di incontri quadrilaterali tra le due nazioni, comprendenti i rispettivi ministri degli esteri e della difesa.</p>



<p>La Turchia ha giocato un ruolo chiave nella ricostruzione della marina militare ucraina, quasi interamente distrutta a seguito della prima invasione operata nel 2014. Di fronte alle evidenti difficoltà tecniche di Kiev nel costruire nuove <strong>navi da guerra</strong>, il governo ucraino ha impostato una strategia finalizzata sull’iniziale acquisto di imbarcazioni dall’estero, per poi trasferire gradualmente la produzione nei cantieri ucraini. Tale strategia è stata pienamente perseguita nell’ambito dei successivi&nbsp;<a href="https://defence--ua-com.translate.goog/weapon_and_tech/stav_vidomij_plan_pobudovi_turetskih_korvetiv_klasu_ada_dlja_ukrajini-2846.html?_x_tr_sl=uk&amp;_x_tr_tl=it&amp;_x_tr_hl=it&amp;_x_tr_pto=sc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">accordi</a> siglati tra Kiev e Ankara relativo alla costruzione di nuove corvette classe&nbsp;<em>Ada</em>&nbsp;per la marina ucraina. In particolare il contratto firmato dalle due nazioni prevedeva la costruzione di due corvette, delle quali la prima, alla quale venne assegnato il nome dell’Etmano ucraino “Ivan Mazepa”, sarebbe stata costruita per quattro quinti, in Turchia e il restante 20% nel cantiere navale “Okean” di Mykolayv, mentre nel lungo termine la produzione sarebbe stata interamente spostata in Ucraina.</p>



<p>L’equipaggio selezionato per la Ivan Mazepa è stato <strong>addestrato</strong> su navi turche appartenenti all’omonima classe. La nave è stata ufficialmente varata alla presenza della First Lady ucraina Olena Zelenska il 2 ottobre 2022.&nbsp;In virtù dell’invasione russa dell’Ucraina, si è deciso di ultimare interamente la costruzione della nave in Turchia, a dispetto di quanto affermato nei termini del contratto. Inoltre in virtù dell’autoaffondamento della fregata&nbsp;<strong>Hetman Sahaidachny</strong>, precedente nave ammiraglia della flotta di Kiev, la Ivan Mazepa sarà chiamata a svolgere in futuro tale ruolo.&nbsp;Attualmente la nave sta ultimando il processo di costruzione e di installazione dei sistemi d’arma, svolgendo contestualmente i relativi test marittimi. La Turchia ha altresì&nbsp;<a href="https://www-defenceturk-net.translate.goog/malezya-savunma-bakanindan-lms-batch-2-programi-icin-turkiyeye-ziyaret?_x_tr_sl=tr&amp;_x_tr_tl=it&amp;_x_tr_hl=it&amp;_x_tr_pto=sc">avviato</a>&nbsp;il taglio dell’acciaio per la costruzione della seconda corvetta, indicando come la costruzione della nuova marina ucraina rappresenti un progetto che andrà avanti nel lungo termine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scheda tecnica</h2>



<p>La corvetta Ivan Mazepa appartiene alla classe&nbsp;Ada. Le imbarcazioni Ada sono state sviluppate dalla Turchia a partire dai primi anni Duemila, al fine di dotare la marina di Ankara di una nave avente contemporaneamente capacità di condurre operazioni anti sommergibili e di pattugliamento del litorale costiero. Le corvette presentano al contempo un armamento piuttosto rilevante, nonché caratteristiche&nbsp;<strong>stealth</strong>. La Ivan Mazepa è alimentata da una turbina a gas e due propulsori a diesel, i quali consentono il raggiungimento di una velocità massima di 29 nodi, l’autonomia della nave risulta piuttosto rilevante, quantificata attorno alle 3.500 miglia nautiche. </p>



<p>Attualmente alcune informazioni circa le specifiche dell’imbarcazione non sono state ancora rese pubbliche, tuttavia&nbsp;<a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2022/10/turkish-shipyard-launches-hetman-ivan-mazepa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sono noti</a>&nbsp;quelli che probabilmente saranno i sistemi d’arma montati su di essa. In particolare sembra che la corvetta sarà equipaggiata con un cannone anti nave Oto-Melara di fabbricazione italiana, un secondo cannone Aselsan Gokdeniz, due sistemi di difesa ravvicinata Aselsan Stemp, un sistema di difesa aerea Vl Mica-M, due siluri Mu90 e soprattutto ben otto missili anti nave&nbsp;<strong>Harpoon</strong>. La Ivan Mazepa è altresì in grado di trasportare un elicottero S-70B Seahawk.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="684" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/nave-ucraina-corvetta-1024x684.jpeg" alt="" class="wp-image-404334" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/nave-ucraina-corvetta-1024x684.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/nave-ucraina-corvetta-600x401.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/nave-ucraina-corvetta-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/nave-ucraina-corvetta-768x513.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/nave-ucraina-corvetta.jpeg 1041w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">La corvetta Ivan Mazepa durante il varo tecnico in Turchia nell&#8217;ottobre 2022. Foto: Governo Ucraino.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il possibile ruolo nel conflitto</h2>



<p>Il recente <a href="https://it.insideover.com/economia/saltano-gli-accordi-del-grano-torna-la-guerra-psicologica-della-russia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ritiro</a> della Federazione russa dall’accordo sull’export di grano siglato lo scorso anno ha nuovamente riacceso le <a href="https://it.insideover.com/guerra/mosca-e-la-sfida-per-il-mar-nero-ecco-i-tre-scenari-del-cremlino.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tensioni nel Mar Nero</a>. Tuttavia, è fortemente improbabile che la Ivan Mazepa possa giocare nel breve periodo un ruolo decisivo nel cambiare gli equilibri dello scontro navale in corso, o nel proteggere l’export di grano ucraino. Il comandante della Marina Ucraina&nbsp;<em>Olekii Neizhpapa</em>&nbsp;ha infatti dichiarato che la nave dovrebbe entrare in servizio&nbsp;<a href="https://mil.in.ua/en/news/hetman-ivan-mazepa-corvette-will-become-part-of-the-ukrainian-navy-in-2024/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">entro</a>&nbsp;il&nbsp;<strong>2024</strong>. Date le scarse probabilità che il conflitto termini entro quest’anno, come riconosciuto dallo stesso generale Zaluzhny, è tuttavia probabile che essa verrà ugualmente impiegata contro le forze russe.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Ad ogni modo un singolo sistema d’arma non può assolutamente costituire un&nbsp;<em>game changer.&nbsp;</em>L’impatto di ognuno di essi sul conflitto è dato dalla sua corretta integrazione con altri sistemi, nonché dal suo corretto utilizzo modulato sulle proprie funzionalità. L’entrata in servizio della corvetta rappresenterà anzitutto un&nbsp;<strong>peso logistico</strong>&nbsp;non irrilevante per le forze di Kiev, le quali dovranno assicurarne il costante rifornimento e manutenzione, inoltre la Ivan Mazepa diventerà naturalmente il&nbsp;<strong>bersaglio principale</strong>&nbsp;delle forze navali russe, pertanto essa necessiterà di essere costantemente spostata.&nbsp;</p>



<p>Al netto di ciò, essa rappresenterà certamente un importante asset per le forze armate ucraine. Nell’articolo&nbsp;<em>Prepardness for Naval War,&nbsp;</em>Alfred Mahan, uno dei principali teorici del controllo marittimo, riteneva che la difesa navale dovesse essere dotata di capacità&nbsp;<strong>offensive</strong>, costituite da navi leggere e veloci in&nbsp;grado di ostacolare le manovre nemiche e favorire il lavoro delle difese costiere situate a terra. La&nbsp;<a href="https://navy.mil.gov.ua/en/strategiya-vijskovo-morskyh-syl-zbrojnyh-syl-ukrayiny-2035/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">strategia navale ucraina</a> varata nel 2019, è risultata in parte ispirata a tale assunto. In&nbsp;particolare&nbsp;il pilastro centrale del documento risulta essere la creazione di una flotta “leggera e veloce mosquito”, integrata con una possente difesa costiera incentrata sui missili anti nave <strong>Neptune</strong>. A tal proposito, una corvetta pesantemente armata e dotate al contempo di una elevata velocità e di una bassa tracciabilità, quale la Ivan Mazepa, costituisce un sistema d’arma altamente funzionale ad una simile strategia. In particolare essa risulta grado&nbsp;di eseguire&nbsp;rapidissimi&nbsp;attacchi&nbsp;<strong>mordi e fuggi</strong>&nbsp;(eventualmente coordinati con droni navali), contro la flotta russa, la quale a&nbsp;seguito della pesante sconfitta subita presso l’Isola dei Serpenti è rimasta largamente bloccata nella base di Sebastopoli. La rinascita della flotta di superficie Ucraina non si verificherà in tempo per avere un ruolo nella presente crisi derivante dal ritiro russo dall’accordo sul grano, dove invece le&nbsp;<a href="https://carnegieendowment.org/politika/90225">leve negoziali</a>&nbsp;turche sono dotate di un peso decisamente maggiore, ma nel lungo termine potrà rappresentare un significativo incremento delle capacità combattive di Kiev.</p>
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		<title>Mosca e la sfida per il Mar Nero: ecco i tre scenari del Cremlino</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/mosca-e-la-sfida-per-il-mar-nero-ecco-i-tre-scenari-del-cremlino.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jul 2023 08:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Grano]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1092" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720172944100_e72c11907e6ccf5cfa1d1a863bd4e6f9-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720172944100_e72c11907e6ccf5cfa1d1a863bd4e6f9-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720172944100_e72c11907e6ccf5cfa1d1a863bd4e6f9-scaled-600x341.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720172944100_e72c11907e6ccf5cfa1d1a863bd4e6f9-300x171.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720172944100_e72c11907e6ccf5cfa1d1a863bd4e6f9-1024x582.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720172944100_e72c11907e6ccf5cfa1d1a863bd4e6f9-768x437.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720172944100_e72c11907e6ccf5cfa1d1a863bd4e6f9-1536x874.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720172944100_e72c11907e6ccf5cfa1d1a863bd4e6f9-2048x1165.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il fatidico 17 luglio è ormai trascorso e di spiragli per un rinnovo dell&#8217;accordo sul grano fra Russia e Ucraina, mediato da Onu e Turchia nemmeno l&#8217;ombra. Anzi, negli ultimi giorni, probabilmente a causa del west shift compiuto da Recep Erdogan, i rapporti tra Ankara e Mosca sono più tesi che mai. Alcuni giorni fa, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/mosca-e-la-sfida-per-il-mar-nero-ecco-i-tre-scenari-del-cremlino.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1092" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720172944100_e72c11907e6ccf5cfa1d1a863bd4e6f9-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720172944100_e72c11907e6ccf5cfa1d1a863bd4e6f9-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720172944100_e72c11907e6ccf5cfa1d1a863bd4e6f9-scaled-600x341.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720172944100_e72c11907e6ccf5cfa1d1a863bd4e6f9-300x171.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720172944100_e72c11907e6ccf5cfa1d1a863bd4e6f9-1024x582.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720172944100_e72c11907e6ccf5cfa1d1a863bd4e6f9-768x437.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720172944100_e72c11907e6ccf5cfa1d1a863bd4e6f9-1536x874.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720172944100_e72c11907e6ccf5cfa1d1a863bd4e6f9-2048x1165.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il fatidico 17 luglio è ormai trascorso e di spiragli per un rinnovo dell&#8217;<strong>accordo sul grano</strong> fra Russia e Ucraina, mediato da Onu e Turchia nemmeno l&#8217;ombra. Anzi, negli ultimi giorni, probabilmente a causa del <em>west shift</em> compiuto da <strong>Recep Erdogan</strong>, <a href="https://it.insideover.com/politica/si-incrina-lasse-erdogan-putin-le-mosse-della-nato-e-i-dubbi-dei-due-leader.html">i rapporti tra Ankara e Mosca sono più tesi che mai</a>. Alcuni giorni fa, avevamo già sottolineato, a proposito dei corridoi del grano, come la compartecipazione di Putin fosse importante ma non imprescindibile: Erdogan non ha necessariamente bisogno dell&#8217;omologo russo per garantire le esportazioni del grano dall’Ucraina: sia perché qualora Mosca non rinnovi l’accordo, non è detto che imponga il blocco o impedisca la formazione di altri trattati a proposito, ma soprattutto, Ankara potrebbe scegliere di farsi unica garante sul Mar Nero del “corridoio verde”. </p>



<p>La prima di queste due ipotesi sembra saltata del tutto: nel tardo pomeriggio del 19 luglio, infatti, il ministero della Difesa russo ha dichiarato in un comunicato che &#8220;A partire dalle ore 00:00 di Mosca del 20 luglio 2023 (le 23.00 italiane), tutte le navi nel Mar Nero dirette verso i porti ucraini saranno considerate come potenziali vettori di carichi militari&#8221;. </p>



<p>La dose viene poi rincarata dall&#8217;ulteriore annuncio: &#8220;Gli Stati di bandiera di queste navi saranno considerati parte del conflitto ucraino al fianco del regime di Kiev&#8221;. Inoltre, &#8220;alcune aree nelle parti nord-occidentali e sud-orientali delle acque internazionali del Mar Nero sono state dichiarate temporaneamente pericolose per il passaggio&#8221;. Da Mosca, dunque, non solo non giunge alcuno sblocco sull&#8217;accordo, ma si vuole portare scientemente la situazione sull&#8217;orlo del baratro. Ad aggravare il clima di tensione la notizia di un&#8221;&#8221;esercitazione&#8221; militare nell&#8217;area nord-occidentale del Mar Nero, secondo quanto annunciato nelle scorse ore il ministero della Difesa di Mosca, spiegando che sono stati lanciati <strong>missili antinave</strong> per abbattere un bersaglio in mare. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ora della verità per i rapporti Ankara-Kiev</h2>



<p>Ma è soprattutto la volontà di spostare la guerra sul Mar Nero che ora sembra animare le intenzioni del Cremlino. Erdogan, dal canto suo, potrebbe avere il coraggio di farsi scorta dei convogli del grano? Un&#8217;opzione, o meglio una prova di fedeltà, che potrebbe presto giungere da <strong>Volodymyr Zelensky</strong>: Kiev si è detta pronta a continuare le esportazioni di grano attraverso i suoi porti meridionali e l&#8217;assistente presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak ha dichiarato che Kiev sta prendendo in seria considerazione <strong>un pattugliamento militare congiunto tra i Paesi del Mar Nero</strong>. Se questo avvenisse, Putin, alla luce di quando dichiarato dalla sua Difesa, dovrebbe attaccare le navi turche, e dunque scatenare un&#8217;aggressione diretta a un Paese Nato. </p>



<p>Ha il Cremlino la levatura politica per poterselo permettere? O è proprio il calo di consenso presso il partito della guerra che potrebbe indurre a un atto di forza dimostrativo di tale proporzioni? Per prevenire l&#8217;imponderabile, l&#8217;unica altra soluzione sarebbe quella di cedere alle richieste reiterate dalla Russia, un passo indietro che mette a rischio la reputazione occidentale, ma che può evitare l&#8217;<em>escalation</em>. I punti che la Russia continua a rivendicare restano il reintegro delle banche e delle istituzioni finanziarie russe all&#8217;interno del <strong>sistema internazionale Swift</strong>, lo sblocco delle consegne di grano russo ostacolate dalle sanzioni (stessa cosa dicasi per i ricambi dei mezzi agricoli), nonché lo sblocco del cosiddetto &#8220;oleodotto dell&#8217;ammoniaca&#8221;. Tutte condizioni del precedente accordo del grano che, secondo il Cremlino, non sono state soddisfatte. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Nuovo raid su Odessa, tonnellate di grano in fumo</h2>



<p>Mentre l&#8217;offensiva sul campo sembra non sortire alcuna svolta per le forze russe, <strong>Odessa</strong> ha vissuto una nuova notte di raid: &#8220;I razzi russi hanno colpito un terminal del grano e del petrolio ed è scoppiato un incendio&#8221;, ha accusato Vladyslav Nazarov, portavoce del comando militare ucraino Sud. Secondo Kiev, <strong>60 mila tonnellate di grano sono andate in fumo</strong> nella località di Chornomorsk. Il ministero della Difesa russo ha respinto le accuse di puntare ai depositi di grano, parlando di raid solo su strutture militari, mentre Kiev, attraverso il messaggio serale del presidente Zelensky, rivela che lo stock sarebbe stato destinato proprio alla Cina: questo metterebbe Pechino sulla difensiva, se in ballo ci fosse parte del suo destino alimentare. Ma è proprio sulla catena del grano che Putin sembra insistere, annunciando di esser pronto a sostituire l&#8217;Ucraina nel mercato mondiale.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Today&#39;s 🇷🇺 terrorists&#39; attack on Odesa proves that their target is not only 🇺🇦, and not only the lives of our people. About a million tons of food is stored in the ports that were attacked today. This is the volume that should have been delivered to consumer countries in Africa… <a href="https://t.co/7jbz9TaqKg">pic.twitter.com/7jbz9TaqKg</a></p>&mdash; Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) <a href="https://twitter.com/ZelenskyyUa/status/1681722471098007573?ref_src=twsrc%5Etfw">July 19, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Nel frattempo, sia l&#8217;intelligence Usa che quella britannica alzano il livellodi<strong> allerta sul mar Nero</strong>: secondo il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca, Adam Hodge, lo spostamento del conflitto sul Mar Nero potrebbe indurre Mosca ad attaccare indiscriminatamente <strong>navi civili</strong>, imputando gli attacchi all&#8217;Ucraina. Da Londra, invece, il ministero della Difesa sottolinea che qualsiasi operazione di blocco compiuta dalla Flotta russa nel Mar Nero sarà a rischio per via dei droni e dei missili da crociera per la difesa costiera ucraini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Spostare a sud la linea del fronte</h2>



<p>Alla luce dell&#8217;aumentata virulenza degli attacchi e dalla geografia degli stessi sembra che il Cremlino possa spostare più a sud la linea del fonte: del resto la lingua batte dove il dente duole. Spostare il conflitto sul Mar Nero, che comunque è parte integrante dell&#8217;aggressione di un anno fa, permette al Cremlino di seguire <strong>tre direttrici specifiche</strong>: seguitare l&#8217;assedio di Odessa, con tutto il corollario geopolitico che la città porta con sè; spostare l&#8217;attenzione sulla <strong>Crimea</strong>: se fino a qualche settimana fa il possesso russo della penisola sembrava affatto in discussione, il <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-solo-passaggio-vicino-al-fronte-gli-effetti-dellattacco-al-ponte-di-kerch.html">nuovo attacco ucraino al ponte di Kerch</a> tradisce la volontà di Kiev di riprendersi ciò le appartiene. Anche per la Russia la Crimea è un obiettivo vitale poichè costituisce, assieme al Donbass, il fulcro esistenziale del conflitto da quasi dieci anni. </p>



<p>L&#8217;ultimo obiettivo è quello di rendere il mar Nero quanto più insicuro possibile, facendo leva sui timori degli Stati rivieraschi e agitando lo spauracchio dello scontro navale: e il seme della discordia sembra già aver attecchito, considerando che, in attesa di un segnale occidentale, Polonia, Ungheria, Slovacchia, Romania e Bulgaria si sono appellate alla Commissione Ue affinché lo<strong> stop alle importazioni di grano ucraino </strong>(oltre a mais, colza e semi di girasole) sia prolungato almeno fino al 15 settembre. Ad annunciarlo, il ministro dell&#8217;Agricoltura polacco Robert Telus, sostenuto dagli omologhi degli altri Paesi pronti a mantenere le frontiere chiuse. E questo punto, per Putin, è già una battaglia vinta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/mosca-e-la-sfida-per-il-mar-nero-ecco-i-tre-scenari-del-cremlino.html">Mosca e la sfida per il Mar Nero: ecco i tre scenari del Cremlino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Armi antinavali dalla Polonia: così l’Ucraina blinda le coste del Mar Nero</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/armi-antinavali-dalla-polonia-cosi-lucraina-blinda-le-coste-del-mar-nero.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Chiacchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jun 2023 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[esercito ucraino]]></category>
		<category><![CDATA[missili antinave]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1181" height="712" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Naval_Strike_Missile_launch.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Naval_Strike_Missile_launch.png 1181w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Naval_Strike_Missile_launch-600x362.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Naval_Strike_Missile_launch-300x181.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Naval_Strike_Missile_launch-1024x617.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Naval_Strike_Missile_launch-768x463.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1181px) 100vw, 1181px" /></p>
<p>I missili antinave hanno rappresentato un pilastro essenziale della strategia A2/AD Ucraina finalizzata a mantenere il controllo Del Mar Nero. Le forze di Kiev sono quindi entrate in trattativa con i vertici polacchi per l’acquisto dei sistemi missilistici antinave NSM, i quali incrementeranno notevolmente le capacità di Kiev di colpire la Flotta russa Del Mar Nero</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/armi-antinavali-dalla-polonia-cosi-lucraina-blinda-le-coste-del-mar-nero.html">Armi antinavali dalla Polonia: così l’Ucraina blinda le coste del Mar Nero</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1181" height="712" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Naval_Strike_Missile_launch.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Naval_Strike_Missile_launch.png 1181w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Naval_Strike_Missile_launch-600x362.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Naval_Strike_Missile_launch-300x181.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Naval_Strike_Missile_launch-1024x617.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Naval_Strike_Missile_launch-768x463.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1181px) 100vw, 1181px" /></p>
<p>Il <strong>Mar Nero</strong> ha rappresentato uno dei principali teatri di scontro durante la guerra tra Russia e Ucraina, in virtù della propria elevata importanza strategica. Kiev ha largamente impiegato sistemi missilistici antinave al fine di impedire alla Federazione russa di acquisire il pieno controllo del <strong>dominio marittimo</strong>. Le autorità di Kiev hanno pertanto avviato trattative con le controparti polacche finalizzate ad acquisire nuovi sistemi che incrementino le proprie capacità di difesa costiera.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le trattative</h2>



<p>In base ad alcune fonti del giornale&nbsp;<em>Defence24.pl,&nbsp;</em>Kiev e Varsavia sono attualmente in trattative per la fornitura di sistemi di difesa costiera&nbsp;<em>Naval Strike Missile-Coastal Defence System (Nsm-Cds)</em>, i quali verranno probabilmente pagati tramite il bilancio della difesa ucraino, o in alternativa attraverso i fondi europei. Attualmente la Polonia dispone di due battaglioni completi di Nsm-Cds acquistati dalla Norvegia, arrivati rispettivamente nel 2012 e nel 2017. Tali battaglioni sono inquadrati nell’<strong>unità missilistica costiera</strong>. I contratti per l’acquisto dei missili presentavano delle clausole technology transfer finalizzata a rendere le industrie della difesa polacche (quali la&nbsp;Wojskowe Zakłady Elektroniczne)&nbsp;in grado di provvedere alla manutenzione dei sistemi.&nbsp;</p>



<p>Sin dall’inizio dell’aggressione russa la Polonia è risultata essere uno dei principali sostenitori dell’Ucraina. Come indicato dalla propria strategia di sicurezza nazionale nel 2020, Varsavia aveva indicato come uno dei propri obbiettivi di politica estera fosse il rafforzamento dell’Ucraina, attore la cui indipendenza ed integrità territoriali sono ritenute inestimabili da Varsavia, in quanto Kiev funge da&nbsp;<strong>stato cuscinetto</strong>&nbsp;nei confronti della Federazione russa&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La scheda tecnica</h2>



<p>Il missile è costruito in materiale composito che fornisce ottime capacità&nbsp;<strong>stealth</strong>, gli Nsm usano una modalità di volo sea skim, la quale gli consente di seguire il percorso designato volando a pelo d’acqua ed eseguendo successivamente manovre casuali nella fase di ingaggio, risultando quindi molto difficile da fermare attraverso contromisure tradizionali. Il missile dispone di un sistema di guida Gps che consenti aggiustamenti di traiettoria durante il percorso, supportato da un sistema a guida inerziale, un altimetro laser, un sistema a infrarossi e un sistema Tercom. La propulsione presenta un sistema a due stadi costituito da un booster propellente solido che accompagna il missile, esauritosi il quale esso viene rilasciato in mare, il secondo stadio vede il missile alimentato da un motore a turbogetto&nbsp;<em>Microturbo TRI-40.&nbsp;</em>L’Nsm raggiunge una velocità di Mach 0,93 e dispone di un range operativo di circa 200 km. Il missile dispone di un sistema di riconoscimento automatico del bersaglio, il quale consente di incrementare notevolmente la precisione del missile, garantendo la&nbsp;<strong>massima efficacia</strong>&nbsp;della testata a penetrazione incamiciata al titanio da 120 kg dotata di un meccanismo di frammentazione controllata.&nbsp;</p>



<p>Una batteria costiera Nsm è composta da tre veicoli di lancio missilistico (Mlv), un veicolo di comando della batteria (Bcv), tre veicoli di comando da combattimento (Ccv), un centro di comunicazione mobile (Mcc), un veicolo radar mobile (Mrv) dotato di radar TRS-15C, un veicolo di trasporto e carico (Tlv) e un veicolo da officina mobile (Mwv).&nbsp;Ogni Mlv trasporta un totale di 4 missili e può essere collegato al Ccv tramite fibra ottica o radio fino a 10 km (6,2 mi) di distanza;&nbsp;fino a 6 lanciatori e 24 missili possono essere collegati insieme contemporaneamente.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’impatto sulla battaglia del Mar Nero</h2>



<p>L’acquisizione del pieno controllo dell’area settentrionale del Mar Nero ha rappresentato uno degli obbiettivi fondamentali della Federazione Russa nell’ambito dell’invasione dell’Ucraina. In virtù della propria inferiorità militare, Kiev ha sviluppato una dottrina navale mirata non al raggiungimento di una condizione di parità militare con la Federazione Russa, bensì allo sviluppo di capacità&nbsp;<strong>asimmetriche</strong>, in grado di prevenire l’acquisizione del controllo del dominio marittimo da parte di un nemico preponderante. Tale assunto è stato codificato nella&nbsp;<em>Strategy for the Naval Forces Strategy of the Ukrainian Armed Forces of 2035,&nbsp;</em>tale documento indicava infatti come una delle priorità delle forze armate fosse il potenziamento entro il 2025 di capacità&nbsp;<em>sea denial.&nbsp;</em>Tale necessità è stata perseguita da Kiev attraverso la produzione dei ben noti missili anti nave Neptune. A seguito dell’invasione russa le forze ucraine non hanno usato navi di superficie per far fronte all’aggressione di Mosca, impiegando invece una strategia A2/AD,&nbsp;<em>anti access/area denial,&nbsp;</em>il cui pilastro è stati rappresentato dalle batterie Sam S-300 e dai missili anti nave Neptune. I sistemi Sam hanno prevenuto l’ottenimento della superiorità aerea russa, consentendo ai missili anti nave di operare senza particolari problemi. Il 13 aprile 2022 le forze ucraine sono riuscite ad affondare la nave ammiraglia della Flotta Russa del Mar Nero, l’incrociatore missilistico Moskva, proprio attraverso l’impiego di un sistema Neptune.&nbsp;</p>



<p>I missili anti nave hanno quindi rappresentano un pilastro fondamentale della strategia navale ucraina, l’arrivo dei sistemi Harpoon nel paese ha consentito di rafforzare notevolmente le capacità di difesa costiera ucraine, come dimostrato dall’affondamento del rimorchiatore russo&nbsp;<em>Spasatel Vasily Bekh</em>, evento che ha provocato il ritiro delle forze russe dall’Isola dei Serpenti. Tuttavia le forze di Kiev non dispongono di missili anti nave sufficienti per porre in essere operazioni&nbsp;<strong>offensive</strong>. I missili Nsm in virtù del proprio avanzato sistema di funzionamento, potranno quindi cambiare tale paradigma, consentendo alle forze ucraine di porre in essere attacchi contro le navi da guerra russe attualmente concentrate nelle loro basi, forse in coordinazione con i&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/difesa/droni-navali-larma-subacquea-per-il-dominio-marittimo-dellucraina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">droni navali</a>, già largamente impiegati dalle forze di Kiev. Al contempo in virtù della propria elevata versatilità gli Nsm possono essere impiegati anche per colpire obbiettivi terrestri, venendo quindi impiegati come strumento di attacco a lungo raggio.&nbsp;</p>



<p>L’invasione russa dell’Ucraina rappresenta un conflitto nel quale l’artiglieria e i sistemi missilistici a lungo raggio godono di un grado di importanza estremamente elevato. L’arrivo dei sistemi Nsm (si parla attualmente di un’intera batteria), incrementerà notevolmente le capacità di attacco ucraine a lungo raggio, tanto sul fronte navale, quanto su quello terrestre.&nbsp;</p>
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		<title>Cosa ci dice il video dell&#8217;intercettazione del drone Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/cosa-ci-dice-il-video-dellintercettazione-del-drone-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Mar 2023 15:38:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Drone Mq-9 Reaper]]></category>
		<category><![CDATA[Uav]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella mattina di martedì 14 marzo, uno Uav (Unmanned Air Vehicle) statunitense tipo Mq-9 “Reaper” è stato intercettato da due caccia Sukhoi Su-27 dell&#8217;aviazione russa mentre era in volo sul Mar Nero non molto lontano dalla costa della Crimea. Una serie di eventi succedutisi durante l&#8217;intercettazione ha portato il “Reaper” a precipitare in mare: come &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosa-ci-dice-il-video-dellintercettazione-del-drone-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosa-ci-dice-il-video-dellintercettazione-del-drone-usa.html">Cosa ci dice il video dell&#8217;intercettazione del drone Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella mattina di martedì 14 marzo, uno Uav (<em>Unmanned Air Vehicle</em>) statunitense tipo <strong>Mq-9 “Reaper”</strong> è stato intercettato da due caccia <strong>Sukhoi Su-27</strong> dell&#8217;aviazione russa mentre era in volo sul <strong>Mar Nero</strong> non molto lontano dalla costa della <strong>Crimea</strong>. </p>



<p>Una serie di eventi succedutisi durante l&#8217;intercettazione ha portato il “Reaper” a precipitare in mare: <a href="https://it.insideover.com/difesa/drone-usa-precipitato-scatta-la-corsa-per-il-suo-recupero.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come abbiamo già avuto modo di affermare</a>, i caccia russi hanno effettuato delle manovre non consoni alla normale procedura di intercettazione, al punto tale da determinare una collisione in volo che ha fatto optare l&#8217;operatore del drone a farlo precipitare in mare. </p>



<p>Mosca, martedì, ha dato una <strong>versione diversa</strong> rispetto a quella di Washington: secondo il Ministero della Difesa russo “a seguito di brusche manovre, intorno alle 9:30, il drone Mq-9 è entrato in volo incontrollato con una perdita di quota e si è schiantato in acqua”. </p>



<p>Nella giornata di giovedì 16 marzo, il Pentagono ha rilasciato un <strong>breve video</strong> ripreso dalla telecamera a bordo del “Reaper” che conferma la versione statunitense: i caccia russi si sono avvicinati aggressivamente al drone sino a provocare una collisione che ha determinato la perdita dello Uav. In particolare si vedono i caccia russi <strong>scaricare carburante</strong> addosso al “Reaper”, forse per cercare di ingolfarne il motore a turboelica, o forse molto più semplicemente per intimorire l&#8217;operatore statunitense del drone. Dopo questa azione, la trasmissione video in diretta viene interrotta, ma l&#8217;Mq-9 sembra rimanere integro: le pale del rotore sono intatte. Successivamente si può osservare un Su-27 in un secondo avvicinamento verso il drone, e ancora una volta il caccia russo scarica carburante, ma il passaggio viene effettuato più vicino rispetto allo Uav e immediatamente dopo la registrazione cessa poiché i due aerei sembrano scontrarsi. Quando questa viene ripristinata, si può notare ancora una volta l&#8217;elica del “Reaper” e una pala sembra essere piegata. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Impatto tra drone Usa e jet russo, rilasciato il video" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/f5BGijzXezc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_f5BGijzXezc");</script>
</div></figure>



<p>In sostanza, il video conferma il rapporto sull&#8217;incidente rilasciato dal comando Usa per l&#8217;Europa, che riferiva di un&#8217;intercettazione effettuata in “maniera poco professionale”. </p>



<p>Il video sembra anche suggerire che la collisione <strong>non sia avvenuta intenzionalmente</strong>, ma molto probabilmente è stata causata dal pilota russo che ha giudicato male le distanze e alla fine ha colpito il “Reaper”, mettendo in pericolo anche il proprio velivolo che comunque, come riferisce Mosca, è stato in grado di tornare alla sua base. </p>



<p>Secondo Washington, quindi, <strong>non si è trattato di un atto deliberato</strong>, ma di un incidente dovuto al non rispetto delle regole internazionali di ingaggio di velivoli sconosciuti: l&#8217;Icao (<em>International Civil Aviation Organization</em>) , infatti, <a href="https://www.wing.com.ua/images/stories/library/ovd/9433.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">codifica </a>le procedure di intercettazione dei velivoli civili – va sottolineato – ma che vengono normalmente usate per qualsiasi tipo di “intruso”. </p>



<p>Si potrebbe pensare che le manovre azzardate dei piloti russi siano state effettuate perché il <em>target </em>era rappresentato da un drone, ma in realtà non è così: la storia recente e passata dimostra che i piloti russi sono particolarmente “esuberanti” quando si tratta di intercettare velivoli della parte avversaria, e in parecchi casi hanno effettuato manovre non ortodosse un po&#8217; per dimostrare le proprie abilità di pilota, un po&#8217; per impressionare gli equipaggi dei velivoli intercettati, anche con la speranza di provocare un cambio di rotta. </p>



<p>Proprio la storia, però, ci ricorda che questo genere di manovre può essere molto pericoloso: come già ricordato, il 13 settembre del 1987, quindi in piena Guerra fredda, sempre un caccia Su-27 dell’aviazione sovietica urtò con uno dei due timoni verticali le eliche di uno dei quattro motori di un P-3B “Orion” norvegese impegnato a seguire un’esercitazione navale nel Mare di Barents. In quella occasione entrambi i velivoli, benché danneggiati, poterono rientrare alle proprie basi di partenza, ma si è trattato di un colpo di fortuna, in quanto una collisione in volo può facilmente avere effetti catastrofici. </p>



<p>Tornando a quanto accaduto martedì mattina, il drone statunitense precipitato offre un ghiotta occasione per la Russia di poter <strong>mettere le mani sulla tecnologia occidentale</strong>: il velivolo, infatti, era impegnato in una missione di sorveglianza a lunghissimo raggio (era decollato dalla <em>Naval Air Station</em> di Sigonella, in Sicilia) e quindi carico di strumenti e sensori per poter osservare le mosse russe e captarne i segnali elettronici. </p>



<p>Gli Stati Uniti, ieri sera, hanno affermato che hanno fatto in modo di <strong>distruggere i dati raccolti</strong> dal “Reaper” prima dello schianto in mare, ma non essendo questo dotato di un sistema di autodistruzione, è probabile che qualche tipo di sistema elettronico sia sopravvissuto all&#8217;impatto. </p>



<p>Mosca, infatti, sembra che si stia <strong>attivando per il recupero</strong> del relitto avendo un grosso vantaggio rispetto agli Stati Uniti: il tratto di mare dove è precipitato il “Reaper” è vicino alle sue coste, benché, a quanto pare, sia molto profondo. Per di più non ci risulta che gli Usa e la Nato abbiano assetti per il recupero in profondità nel Mar Nero, sebbene alcuni cacciamine romeni, turchi o bulgari potrebbero avere dei Rov (Remotely Operated Vehicle) dotati di bracci in grado di prelevare le parti “più sensibili” del drone. Nella corsa al relitto, però, la Russia è decisamente il concorrente favorito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosa-ci-dice-il-video-dellintercettazione-del-drone-usa.html">Cosa ci dice il video dell&#8217;intercettazione del drone Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Se la Russia disturba i “mari cinesi”</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/se-la-russia-disturba-i-mari-cinesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Apr 2022 22:30:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[belt and road initiative]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1289" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416003014410_3d9492c18a6c1ea6e308c6d693ebbe4d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416003014410_3d9492c18a6c1ea6e308c6d693ebbe4d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416003014410_3d9492c18a6c1ea6e308c6d693ebbe4d-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416003014410_3d9492c18a6c1ea6e308c6d693ebbe4d-1024x687.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416003014410_3d9492c18a6c1ea6e308c6d693ebbe4d-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416003014410_3d9492c18a6c1ea6e308c6d693ebbe4d-1536x1031.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416003014410_3d9492c18a6c1ea6e308c6d693ebbe4d-2048x1375.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Allo scoppio del conflitto in Ucraina, l’allineamento di Pechino con Mosca è stato dato immediatamente per scontato. Questa associazione di idee, tuttavia, risiede in un modo piuttosto datato di guardare alle due nazioni, vecchie patrie di comunismi. Se la Cina, infatti, ideologicamente si sta sbilanciando a favore di Mosca, nei fatti si sta comportando da &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/se-la-russia-disturba-i-mari-cinesi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1289" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416003014410_3d9492c18a6c1ea6e308c6d693ebbe4d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416003014410_3d9492c18a6c1ea6e308c6d693ebbe4d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416003014410_3d9492c18a6c1ea6e308c6d693ebbe4d-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416003014410_3d9492c18a6c1ea6e308c6d693ebbe4d-1024x687.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416003014410_3d9492c18a6c1ea6e308c6d693ebbe4d-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416003014410_3d9492c18a6c1ea6e308c6d693ebbe4d-1536x1031.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416003014410_3d9492c18a6c1ea6e308c6d693ebbe4d-2048x1375.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Allo scoppio del conflitto in Ucraina, l’allineamento di Pechino con Mosca è stato dato immediatamente per scontato. Questa associazione di idee, tuttavia, risiede in un modo piuttosto datato di guardare alle due nazioni, vecchie patrie di comunismi. Se la Cina, infatti, ideologicamente si sta sbilanciando a favore di Mosca, nei fatti si sta comportando da funambolo: tagliare con l’Occidente significherebbe evirare gli sforzi fatti dagli anni Settanta in poi e dire addio ad un pezzo di secolo cinese. Poco sappiamo, tra l’altro a che livello la Cina possa essere irritata dalle azioni di <strong>Vladimir Putin</strong>: al di là delle palesi turbative dei traffici via terra, il conflitto in Ucraina sta rendendo più insicuri sia il <strong>Mediterraneo</strong> che il <strong>Mar Nero</strong>, bacini fondamentali per Pechino. Del resto, la nuova <strong>Via della Seta</strong> doveva servire ad abbattere costi e tempi, ma anche ad evitare aree pericolose del Mondo come Suez. La guerra in Ucraina ha rotto quest’incantesimo.</p>
<h2>Il Mediterraneo “cinese”</h2>
<p>Il <em>Mare Nostrum</em> è tornato prepotentemente al centro della scena geopolitica internazionale, essendo oggi il luogo degli inseguimenti e delle provocazioni tra forze Nato e forze russe. Queste ultime, tra l’altro, sembrano stazionare prevalentemente nel <strong>Mediterraneo orientale</strong>, essendo state tagliate fuori degli stretti turchi ma potendo contare sulla base di Tartus in Siria. Andare oltre, in questo momento, significherebbe passare in una sorta di triangolo delle Bermuda Nato. Il Mediterraneo orientale è un luogo strategico poiché rappresenta l&#8217;estremità occidentale della <em>Belt and Road</em>: la Cina, negli ultimi anni, ha messo a ferro e fuoco gli hub di questa zona innovando, costruendo, acquistando. È accaduto in Grecia, Egitto, Algeria, Turchia e Israele, tutti terminali di destinazione delle merci cinesi in Europa.</p>
<p>Allo scoppio della pandemia, il mar Mediterraneo ha acquisito un’importanza ancora maggiore nei piani di Pechino: l’interruzione degli scambi e la chiusura dei confini nel marzo 2020 hanno reso più complesso il funzionamento della Nuova Via della Seta, che ha dovuto riadattare la sua versione “marittima”, ovvero la <strong><em>Maritime Silk Road</em></strong> che già cento anni prima di Cristo dominava gli scambi marittimi fra Occidente e Oriente.</p>
<p>Pechino già domina alcuni porti mediterranei fondamentali grazie al tridente composto da <strong>QPI-CMPort-Cosco</strong> e che è riuscito a farsi largo negli scali di Valencia, Bilbao, Marsiglia -in Europa- per poi toccare Casablanca e Tangeri, Cherchell, Ambarli, Port Said, Haifa e Ashdod. Un anello perfetto che richiama quasi l’espansione dell’Impero Romano e che, proprio in Italia, ha fatto centro in scali come Vado ligure, oggi sede di un hub container hi tech gestito da una società dove coabitano la danese Maersk, Cosco e Qingdao. Un progetto ben definito, dunque, che avrebbe incluso anche <a href="https://it.insideover.com/politica/lallarme-copasir-pechino-mira-al-porto-e-allex-ilva-di-taranto.html"><strong>Taranto</strong></a>, l’hub portuale che è allo stesso tempo la base navale più grande d’Italia. Alla fine dell’estate 2020 il Copasir aveva lanciato un vero e proprio allarme sulle brame di potere di Pechino sul porto jonico: il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica era venuto in possesso di un documento di sintesi da parte dell’intelligence che testimoniava il desiderio di Pechino di mettere le mani sugli impianti siderurgici e sul porto di Taranto.</p>
<p>Due anni dopo, le ambizioni di Pechino trovano più di un intralcio per mare e per terra. Quel lago di prosperità che è il Mediterraneo è diventato il set di una battaglia navale tra est e ovest fatta di tensioni e tallonamenti. Le città sedi di importanti hub portuali strategici sono le stesse che assistono a qualche centinaio di miglia dalle proprie coste alle <a href="https://www.insideover.com/wp-admin/post.php?post=351718&amp;action=edit">schermaglie della nuova Guerra Fredda</a>: e lì dove non c’è pace non ci può essere nemmeno commercio. Lo hanno insegnato bene gli americani del secolo scorso e la loro ossessione per libertà dei mari per difendere il <em>business</em>.</p>
<p>La complessa situazione internazionale ha mandato in stallo anche le sorti degli accordi economici tra Pechino e l’Unione: la recente invasione dell&#8217;Ucraina da parte della Russia e la riluttanza della Cina a condannarla hanno indotto i 27 Stati membri dell&#8217;UE a ripensare i loro legami con Pechino all&#8217;interno di un nuovo contesto globale dopo il disgelo legato all’emergenza Covid-19. Di conseguenza, la ratifica del già tanto acclamato <strong>Accordo globale sugli investimenti</strong> sembra allontanarsi sempre più e probabilmente non avverrà tanto presto. Nel frattempo, Pechino ha rafforzato i legami economici più vicini, in particolare con il <em>Regional Comprehensive Economic Partnership</em>, il più grande accordo di libero scambio nella storia del mondo.</p>
<h2>La Cina nel Mar Nero</h2>
<p>L’altro bacino marittimo trasformatosi in una polveriera è il <strong>Mar Nero</strong>, conteso fra est e ovest, sospeso tra guerra e pace. La Cina è il principale partner commerciale dell’Ucraina, primo importatore di <strong>mais e orzo</strong> ucraino e il secondo di <strong>olio di girasole</strong>. Le tavole dei cinesi, dunque, dipendono largamente dal granaio d’Europa: con i porti bloccati e il rischio di rimanere senza sbocco a mare, nel <em>Black Sea</em> i russi stanno creando non poco disagio ai “fratelli” cinesi. Dall’altro lato, Pechino è il principale esportatore in Ucraina di prodotti di largo consumo.</p>
<p>Gli agricoltori cinesi nella regione più importante del paese per il mais, la soia e il riso stanno affrontando una miriade di sfide all&#8217;inizio della stagione della semina primaverile, mettendo in pericolo la capacità della nazione di assicurarsi abbastanza cereali per quest&#8217;anno. Già colpiti dall&#8217;impennata dei costi di fertilizzanti e carburante, i coltivatori in alcune aree del nord-est hanno dovuto fare i conti con le rigide prescirzioni sul Covid che impedivano loro di arare i campi e seminare. Sebbene sia ancora incerto come la mossa avrà un impatto finale sulla produzione, i timori alimentano maggiori preoccupazioni che la Cina possa affrontare una carenza di produzione nazionale di grano e la necessità di aumentare le importazioni. Ma come se uno dei suoi granai sta colando a picco?</p>
<p>Le difficoltà del mar Nero si fanno sentire anche nei <strong>rapporti petroliferi Russia-Cina</strong>. La Cina, il più grande importatore di petrolio del mondo, è il primo acquirente di greggio russo con 1,6 milioni di barili al giorno, la metà dei quali è fornita tramite oleodotti sotto contratti intergovernativi. Prima dell’invasione dell’Ucraina, la Russia riforniva il 15% del fabbisogno di petrolio della Cina, la metà tramite gli oleodotti della Siberia orientale, il resto tramite petroliere dai suoi porti, alcuni dei quali proprio nel Mar Nero. <strong>Unipec</strong>, il braccio commerciale di Sinopec e uno dei principali acquirenti di petrolio russo, ha lanciato l’allarme nelle scorse settimane ai propri omologhi all’estero: trattare il petrolio russo può essere controproducente. Le imprese statali cinesi stanno onorando i contratti petroliferi preesistenti, ma stanno ne stanno evitando di nuovi, nonostante i forti sconti.</p>
<p>Stesso discorso per il <strong>traffico mercantile</strong>: attraversare il Mar Nero, in questo momento, sarebbe un&#8217;alternativa alle infrastrutture di terra ma ugualmente a rischio: le conseguenze della guerra in Ucraina nel medio e lungo termine stanno dando un colpo fatale alla globalizzazione dei trasporti marittimi e ai commerci internazionali, ed il rischio, paventato dagli spedizionieri è che si torni alle autarchie regionali. Pechino non può permetterselo, c’è in ballo la sua reputazione nei prossimi cento anni.</p>
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