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La riforma della marina militare ucraina, fortemente accelerata dopo il 2018, ha visto nella Turchia il proprio principale sponsor. Istanbul ha infatti preso in carico la costruzione della nuova nave ammiraglia della marina di Kiev, la corvetta Ivan Mazepa. Questa imbarcazione, varata nel mese di ottobre dello scorso anno, potrebbe svolgere un rilevante ruolo nell’ambito della battaglia ancora in corso per il controllo del Mar Nero

Il progetto della Ivan Mazepa

Negli ultimi anni l’Ucraina ha adottato una politica estera finalizzata alla costruzione di iniziative minilaterali bilaterali, formate da un ridotto numero di attori caratterizzati da profonde convergenze di interessi con Kiev. Tali iniziative risultavano finalizzate a garantire un supporto economico e militare immediato al paese, di fronte alla temporanea impossibilità di aderire alla Nato, motivata dall’occupazione russa della Penisola della Crimea e di alcune zone del Donbass. Una delle più importanti iniziative bilaterali di Kiev è stata rappresentata dall’avvio del forum Quadrigauna serie di incontri quadrilaterali tra le due nazioni, comprendenti i rispettivi ministri degli esteri e della difesa.

La Turchia ha giocato un ruolo chiave nella ricostruzione della marina militare ucraina, quasi interamente distrutta a seguito della prima invasione operata nel 2014. Di fronte alle evidenti difficoltà tecniche di Kiev nel costruire nuove navi da guerra, il governo ucraino ha impostato una strategia finalizzata sull’iniziale acquisto di imbarcazioni dall’estero, per poi trasferire gradualmente la produzione nei cantieri ucraini. Tale strategia è stata pienamente perseguita nell’ambito dei successivi accordi siglati tra Kiev e Ankara relativo alla costruzione di nuove corvette classe Ada per la marina ucraina. In particolare il contratto firmato dalle due nazioni prevedeva la costruzione di due corvette, delle quali la prima, alla quale venne assegnato il nome dell’Etmano ucraino “Ivan Mazepa”, sarebbe stata costruita per quattro quinti, in Turchia e il restante 20% nel cantiere navale “Okean” di Mykolayv, mentre nel lungo termine la produzione sarebbe stata interamente spostata in Ucraina.

L’equipaggio selezionato per la Ivan Mazepa è stato addestrato su navi turche appartenenti all’omonima classe. La nave è stata ufficialmente varata alla presenza della First Lady ucraina Olena Zelenska il 2 ottobre 2022. In virtù dell’invasione russa dell’Ucraina, si è deciso di ultimare interamente la costruzione della nave in Turchia, a dispetto di quanto affermato nei termini del contratto. Inoltre in virtù dell’autoaffondamento della fregata Hetman Sahaidachny, precedente nave ammiraglia della flotta di Kiev, la Ivan Mazepa sarà chiamata a svolgere in futuro tale ruolo. Attualmente la nave sta ultimando il processo di costruzione e di installazione dei sistemi d’arma, svolgendo contestualmente i relativi test marittimi. La Turchia ha altresì avviato il taglio dell’acciaio per la costruzione della seconda corvetta, indicando come la costruzione della nuova marina ucraina rappresenti un progetto che andrà avanti nel lungo termine.

Scheda tecnica

La corvetta Ivan Mazepa appartiene alla classe Ada. Le imbarcazioni Ada sono state sviluppate dalla Turchia a partire dai primi anni Duemila, al fine di dotare la marina di Ankara di una nave avente contemporaneamente capacità di condurre operazioni anti sommergibili e di pattugliamento del litorale costiero. Le corvette presentano al contempo un armamento piuttosto rilevante, nonché caratteristiche stealth. La Ivan Mazepa è alimentata da una turbina a gas e due propulsori a diesel, i quali consentono il raggiungimento di una velocità massima di 29 nodi, l’autonomia della nave risulta piuttosto rilevante, quantificata attorno alle 3.500 miglia nautiche.

Attualmente alcune informazioni circa le specifiche dell’imbarcazione non sono state ancora rese pubbliche, tuttavia sono noti quelli che probabilmente saranno i sistemi d’arma montati su di essa. In particolare sembra che la corvetta sarà equipaggiata con un cannone anti nave Oto-Melara di fabbricazione italiana, un secondo cannone Aselsan Gokdeniz, due sistemi di difesa ravvicinata Aselsan Stemp, un sistema di difesa aerea Vl Mica-M, due siluri Mu90 e soprattutto ben otto missili anti nave Harpoon. La Ivan Mazepa è altresì in grado di trasportare un elicottero S-70B Seahawk. 

La corvetta Ivan Mazepa durante il varo tecnico in Turchia nell’ottobre 2022. Foto: Governo Ucraino.

Il possibile ruolo nel conflitto

Il recente ritiro della Federazione russa dall’accordo sull’export di grano siglato lo scorso anno ha nuovamente riacceso le tensioni nel Mar Nero. Tuttavia, è fortemente improbabile che la Ivan Mazepa possa giocare nel breve periodo un ruolo decisivo nel cambiare gli equilibri dello scontro navale in corso, o nel proteggere l’export di grano ucraino. Il comandante della Marina Ucraina Olekii Neizhpapa ha infatti dichiarato che la nave dovrebbe entrare in servizio entro il 2024. Date le scarse probabilità che il conflitto termini entro quest’anno, come riconosciuto dallo stesso generale Zaluzhny, è tuttavia probabile che essa verrà ugualmente impiegata contro le forze russe.  

Ad ogni modo un singolo sistema d’arma non può assolutamente costituire un game changer. L’impatto di ognuno di essi sul conflitto è dato dalla sua corretta integrazione con altri sistemi, nonché dal suo corretto utilizzo modulato sulle proprie funzionalità. L’entrata in servizio della corvetta rappresenterà anzitutto un peso logistico non irrilevante per le forze di Kiev, le quali dovranno assicurarne il costante rifornimento e manutenzione, inoltre la Ivan Mazepa diventerà naturalmente il bersaglio principale delle forze navali russe, pertanto essa necessiterà di essere costantemente spostata. 

Al netto di ciò, essa rappresenterà certamente un importante asset per le forze armate ucraine. Nell’articolo Prepardness for Naval War, Alfred Mahan, uno dei principali teorici del controllo marittimo, riteneva che la difesa navale dovesse essere dotata di capacità offensive, costituite da navi leggere e veloci in grado di ostacolare le manovre nemiche e favorire il lavoro delle difese costiere situate a terra. La strategia navale ucraina varata nel 2019, è risultata in parte ispirata a tale assunto. In particolare il pilastro centrale del documento risulta essere la creazione di una flotta “leggera e veloce mosquito”, integrata con una possente difesa costiera incentrata sui missili anti nave Neptune. A tal proposito, una corvetta pesantemente armata e dotate al contempo di una elevata velocità e di una bassa tracciabilità, quale la Ivan Mazepa, costituisce un sistema d’arma altamente funzionale ad una simile strategia. In particolare essa risulta grado di eseguire rapidissimi attacchi mordi e fuggi (eventualmente coordinati con droni navali), contro la flotta russa, la quale a seguito della pesante sconfitta subita presso l’Isola dei Serpenti è rimasta largamente bloccata nella base di Sebastopoli. La rinascita della flotta di superficie Ucraina non si verificherà in tempo per avere un ruolo nella presente crisi derivante dal ritiro russo dall’accordo sul grano, dove invece le leve negoziali turche sono dotate di un peso decisamente maggiore, ma nel lungo termine potrà rappresentare un significativo incremento delle capacità combattive di Kiev.

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