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Guerra

Armi antinavali dalla Polonia: così l’Ucraina blinda le coste del Mar Nero

I missili antinave hanno rappresentato un pilastro essenziale della strategia A2/AD Ucraina finalizzata a mantenere il controllo Del Mar Nero. Le forze di Kiev sono quindi entrate in trattativa con i vertici polacchi per l’acquisto dei sistemi missilistici antinave NSM, i quali incrementeranno notevolmente le capacità di Kiev di colpire la Flotta russa Del Mar Nero

Il Mar Nero ha rappresentato uno dei principali teatri di scontro durante la guerra tra Russia e Ucraina, in virtù della propria elevata importanza strategica. Kiev ha largamente impiegato sistemi missilistici antinave al fine di impedire alla Federazione russa di acquisire il pieno controllo del dominio marittimo. Le autorità di Kiev hanno pertanto avviato trattative con le controparti polacche finalizzate ad acquisire nuovi sistemi che incrementino le proprie capacità di difesa costiera.

Le trattative

In base ad alcune fonti del giornale Defence24.pl, Kiev e Varsavia sono attualmente in trattative per la fornitura di sistemi di difesa costiera Naval Strike Missile-Coastal Defence System (Nsm-Cds), i quali verranno probabilmente pagati tramite il bilancio della difesa ucraino, o in alternativa attraverso i fondi europei. Attualmente la Polonia dispone di due battaglioni completi di Nsm-Cds acquistati dalla Norvegia, arrivati rispettivamente nel 2012 e nel 2017. Tali battaglioni sono inquadrati nell’unità missilistica costiera. I contratti per l’acquisto dei missili presentavano delle clausole technology transfer finalizzata a rendere le industrie della difesa polacche (quali la Wojskowe Zakłady Elektroniczne) in grado di provvedere alla manutenzione dei sistemi. 

Sin dall’inizio dell’aggressione russa la Polonia è risultata essere uno dei principali sostenitori dell’Ucraina. Come indicato dalla propria strategia di sicurezza nazionale nel 2020, Varsavia aveva indicato come uno dei propri obbiettivi di politica estera fosse il rafforzamento dell’Ucraina, attore la cui indipendenza ed integrità territoriali sono ritenute inestimabili da Varsavia, in quanto Kiev funge da stato cuscinetto nei confronti della Federazione russa 

La scheda tecnica

Il missile è costruito in materiale composito che fornisce ottime capacità stealth, gli Nsm usano una modalità di volo sea skim, la quale gli consente di seguire il percorso designato volando a pelo d’acqua ed eseguendo successivamente manovre casuali nella fase di ingaggio, risultando quindi molto difficile da fermare attraverso contromisure tradizionali. Il missile dispone di un sistema di guida Gps che consenti aggiustamenti di traiettoria durante il percorso, supportato da un sistema a guida inerziale, un altimetro laser, un sistema a infrarossi e un sistema Tercom. La propulsione presenta un sistema a due stadi costituito da un booster propellente solido che accompagna il missile, esauritosi il quale esso viene rilasciato in mare, il secondo stadio vede il missile alimentato da un motore a turbogetto Microturbo TRI-40. L’Nsm raggiunge una velocità di Mach 0,93 e dispone di un range operativo di circa 200 km. Il missile dispone di un sistema di riconoscimento automatico del bersaglio, il quale consente di incrementare notevolmente la precisione del missile, garantendo la massima efficacia della testata a penetrazione incamiciata al titanio da 120 kg dotata di un meccanismo di frammentazione controllata. 

Una batteria costiera Nsm è composta da tre veicoli di lancio missilistico (Mlv), un veicolo di comando della batteria (Bcv), tre veicoli di comando da combattimento (Ccv), un centro di comunicazione mobile (Mcc), un veicolo radar mobile (Mrv) dotato di radar TRS-15C, un veicolo di trasporto e carico (Tlv) e un veicolo da officina mobile (Mwv). Ogni Mlv trasporta un totale di 4 missili e può essere collegato al Ccv tramite fibra ottica o radio fino a 10 km (6,2 mi) di distanza; fino a 6 lanciatori e 24 missili possono essere collegati insieme contemporaneamente. 

L’impatto sulla battaglia del Mar Nero

L’acquisizione del pieno controllo dell’area settentrionale del Mar Nero ha rappresentato uno degli obbiettivi fondamentali della Federazione Russa nell’ambito dell’invasione dell’Ucraina. In virtù della propria inferiorità militare, Kiev ha sviluppato una dottrina navale mirata non al raggiungimento di una condizione di parità militare con la Federazione Russa, bensì allo sviluppo di capacità asimmetriche, in grado di prevenire l’acquisizione del controllo del dominio marittimo da parte di un nemico preponderante. Tale assunto è stato codificato nella Strategy for the Naval Forces Strategy of the Ukrainian Armed Forces of 2035, tale documento indicava infatti come una delle priorità delle forze armate fosse il potenziamento entro il 2025 di capacità sea denial. Tale necessità è stata perseguita da Kiev attraverso la produzione dei ben noti missili anti nave Neptune. A seguito dell’invasione russa le forze ucraine non hanno usato navi di superficie per far fronte all’aggressione di Mosca, impiegando invece una strategia A2/AD, anti access/area denial, il cui pilastro è stati rappresentato dalle batterie Sam S-300 e dai missili anti nave Neptune. I sistemi Sam hanno prevenuto l’ottenimento della superiorità aerea russa, consentendo ai missili anti nave di operare senza particolari problemi. Il 13 aprile 2022 le forze ucraine sono riuscite ad affondare la nave ammiraglia della Flotta Russa del Mar Nero, l’incrociatore missilistico Moskva, proprio attraverso l’impiego di un sistema Neptune. 

I missili anti nave hanno quindi rappresentano un pilastro fondamentale della strategia navale ucraina, l’arrivo dei sistemi Harpoon nel paese ha consentito di rafforzare notevolmente le capacità di difesa costiera ucraine, come dimostrato dall’affondamento del rimorchiatore russo Spasatel Vasily Bekh, evento che ha provocato il ritiro delle forze russe dall’Isola dei Serpenti. Tuttavia le forze di Kiev non dispongono di missili anti nave sufficienti per porre in essere operazioni offensive. I missili Nsm in virtù del proprio avanzato sistema di funzionamento, potranno quindi cambiare tale paradigma, consentendo alle forze ucraine di porre in essere attacchi contro le navi da guerra russe attualmente concentrate nelle loro basi, forse in coordinazione con i droni navali, già largamente impiegati dalle forze di Kiev. Al contempo in virtù della propria elevata versatilità gli Nsm possono essere impiegati anche per colpire obbiettivi terrestri, venendo quindi impiegati come strumento di attacco a lungo raggio. 

L’invasione russa dell’Ucraina rappresenta un conflitto nel quale l’artiglieria e i sistemi missilistici a lungo raggio godono di un grado di importanza estremamente elevato. L’arrivo dei sistemi Nsm (si parla attualmente di un’intera batteria), incrementerà notevolmente le capacità di attacco ucraine a lungo raggio, tanto sul fronte navale, quanto su quello terrestre. 

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