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	<title>Talebani Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>Talebani Archives - InsideOver</title>
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		<title>Intercettazioni, riconoscimento facciale, furto di dati: la repressione digitale dei talebani</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/intercettazioni-riconoscimento-facciale-furto-di-dati-la-repressione-digitale-dei-talebani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaia Bonomelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2026 01:16:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/afghanistan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Afghanistan" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/afghanistan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/afghanistan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/afghanistan-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/afghanistan-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/afghanistan-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/afghanistan-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Intervista ad Abdullah Ahmadi, direttore di ADDO, sul controllo digitale dei talebani sulle donne e sulla società in Afghanistan.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/intercettazioni-riconoscimento-facciale-furto-di-dati-la-repressione-digitale-dei-talebani.html">Intercettazioni, riconoscimento facciale, furto di dati: la repressione digitale dei talebani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/afghanistan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Afghanistan" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/afghanistan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/afghanistan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/afghanistan-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/afghanistan-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/afghanistan-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/afghanistan-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><em>In Afghanistan, rifiutarsi di sbloccare il telefono può costare un pestaggio, mentre un numero straniero salvato in rubrica può diventare un motivo di detenzione. Per le donne la situazione è più complessa. A raccontarlo a InsideOver è <strong>Abdullah Ahmadi,</strong> direttore esecutivo di ADDO, che descrive i mezzi con cui i talebani controllano la società e il ruolo che alcuni paesi terzi potrebbero avere nel supportare questo sistema.</em><br></p>



<p>Il 5 ottobre la Corte penale internazionale <a href="https://news.un.org/en/story/2026/10/1168521">ha emesso</a> quattro mandati di arresto contro i vertici talebani, tra cui la guida suprema Akhundzada, accusati dai giudici di crimini contro l’umanità per <strong>persecuzione di genere.</strong> Attraverso vari decreti, donne e ragazze sono state private di ogni libertà fondamentale e dell&#8217;accesso all’istruzione. Il pronunciamento arriva <strong>a cinque anni dalla caduta di Kabul</strong>, che ha dato il via a quella che l’ONU definisce <strong>la più grave crisi di diritti delle donne al mondo.</strong></p>



<p>Una repressione che non si limita ai divieti imposti nella vita pubblica, ma si estende anche a telefoni, social network e accesso a Internet. Per capire come funzioni oggi il controllo in questo territorio e su chi si focalizzi, oltre alle donne, InsideOver ha parlato con <strong>Abdullah Ahmadi</strong>, <strong>direttore esecutivo </strong>dell’<em>Afghanistan Democracy and Development Organization </em>(<strong><a href="https://addo.ngo/">ADDO</a></strong>), la cui rete è in contatto con tutte le 34 province del Paese e lavora a Kabul, Bamyan, Kandahar, Balkh, Herat, Nangarhar, Badakhshan, Panjshir, Daikundi, Faryab e Jawzjan.</p>



<p>Nelle testimonianze raccolte dalla sua organizzazione, emerge un sistema che si affida ancora in larga misura a informatori e che controlla la società attraverso intimidazioni e perquisizioni fisiche, ma che si avvale sempre più di strumenti digitali.&nbsp;</p>



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<h2 class="wp-block-heading"><strong>La prima sorveglianza: i telefoni</strong></h2>



<p>Secondo quanto riporta UNAMA (Missione di Assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan), <strong>i telefoni sono stati controllati</strong> a campione <strong>a seguito della protesta di Herat del giugno 2026</strong>, quando decine di persone scesero in piazza contro gli arresti di donne che non indossavano il chador.</p>



<p><strong>Oltre ad Herat, </strong>Abdullah Ahmadi racconta di come la sua organizzazione abbia documentato molti casi anche in altre aree: “La maggior parte a <strong>Kabul e nel Panshir,</strong> ma anche a <strong>Balkh e in diverse altre province”.</strong> Secondo l’esperto, quella sui cellulari è la “forma più evidente di controllo perché <strong>la gente sa che chat, contatti e pagine social possono essere letti a un posto di blocco o per strada</strong>”. Per questo motivo, “<strong>molti attivisti cancellano le chat prima di uscire di casa</strong> o portano con sé un telefono di base invece di uno smartphone”.&nbsp;</p>



<p>Ahmadi riporta anche l’esempio di un’attivista che “ha raccontato di essere stata arrestata dopo che una donna che lavorava per i talebani si era <a href="https://www.telegraph.co.uk/world-news/2024/09/02/taliban-hires-female-spies-to-catch-women-breaking-laws/"><strong>infiltrata nel suo gruppo WhatsApp</strong></a> e aveva condiviso loro gli indirizzi di casa e dell’ufficio”. <strong>Signal</strong> rimane una delle applicazioni di messaggistica più sicure, anche se “<strong>alcuni la nascondono </strong>perché averla sul telefono può portare a un interrogatorio duro”. </p>



<p>Per chi è impegnato nell&#8217;attivismo, nel giornalismo o nella difesa dei diritti umani, la forma più immediata di controllo “non è l’hacking sofisticato ma <strong>l’accesso fisico al dispositivo</strong>”, spiega Ahmadi. Un singolo dispositivo può contenere non soltanto informazioni sul suo proprietario, ma anche i contatti, le conversazioni e le relazioni con altre persone, esponendole. “<strong>Un telefono sequestrato espone chi lo possiede e tutta la sua rete e un post critico può portare a perquisizioni domiciliari e alla detenzione di membri della famiglia”</strong>, chiarisce Ahmadi. </p>



<p>I casi raccolti dalla rete di ADDO mostrano quanto possano essere gravi le <strong>conseguenze di un controllo apparentemente ordinario</strong>: “Una persona è stata <strong>costretta a sbloccare lo smartphone</strong>, ha opposto resistenza ed è stata <strong>picchiata duramente</strong>”. In un altro caso, Ahmadi racconta di come “un numero straniero trovato tra i contatti abbia portato alla <strong>detenzione fino a sera</strong> e il rilascio è arrivato solo grazie alla garanzia di una persona di fiducia”.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le donne rischiano di più</strong></h2>



<p>La situazione peggiora per le donne, alle quali è già “vietato frequentare la scuola secondaria e l’università e che <strong>rischiano problemi se escono di casa senza un mahram</strong> (un accompagnatore maschio)”. <strong>Quelle che hanno un cellulare</strong> (UNWomen parla del 50% delle donne nelle aree urbane e il 28% di quelle rurali, contro il 61% e il 50% degli uomini) <strong>rischiano di essere fermate, picchiate e arrestate. </strong></p>



<p>“<strong>Un’attivista è stata sospettata di aver filmato</strong>, semplicemente perché aveva in mano uno smartphone. <strong>È stata picchiata</strong>, il telefono è stato sbloccato con la forza e la sua pagina Facebook è stata esaminata. <strong>È stata trattenuta</strong> per circa tre giorni e rilasciata dopo la mediazione degli anziani locali e dopo aver firmato un impegno scritto”, racconta Ahmadi. Episodi simili sono confermati anche a livello internazionale: l’UNAMA ha infatti documentato l&#8217;arresto di una donna a Herat nel giugno 2026 con l&#8217;accusa di aver filmato le manifestazioni. “I colleghi segnalano molti altri casi di <strong>fermi e detenzioni di donne e ragazze a Herat, Kabul e Mazar-i-Sharif</strong>, in alcune occasioni accompagnati da sanzioni pecuniarie”, aggiunge il direttore di ADDO.</p>



<p><strong>Per chi non possiede un telefono</strong>, l&#8217;accesso alla rete dipende spesso dalla disponibilità di familiari o vicini a condividere i propri dispositivi. Una possibilità che, secondo Ahmadi, non garantisce necessariamente autonomia né riservatezza poiché “le donne che condividono un dispositivo hanno spesso <strong>bisogno dell&#8217;approvazione di un parente maschio </strong>e non possono mantenere private le proprie comunicazioni. Le donne sono penalizzate due volte: hanno meno accesso ai dispositivi e Internet era la loro ultima possibilità per l&#8217;istruzione, il lavoro e l’assistenza”.&nbsp;</p>



<p>Per tale motivo, “in questo clima <strong>le donne chiudono gli account, smettono di pubblicare foto, lasciano i social media e tengono solo un telefono di base</strong>”. Quelle che restano sui social che, secondo Ahmadi “<strong>nell’ottobre 2025 erano appena il 13,9% delle identità di utenti dei social media in Afghanistan</strong>”, rischiano di essere segnalate. “Alcune donne sono state impiegate per monitorare su Instagram la presenza di volti femminili scoperti” e c&#8217;è il rischio che le attiviste sperimentino molestie e intimidazioni. <strong><a href="https://www.info-res.org/afghan-witness/reports/violence-behind-a-screen-rising-online-abuse-silences-afghan-women/">Afghan Witness</a></strong> ha rilevato che gli abusi online diretti contro le donne afghane politicamente attive sono triplicati tra la seconda metà del 2021 e la seconda metà del 2022.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il sospetto delle intercettazioni</strong></h2>



<p>C’è poi il capitolo delle <strong>intercettazioni, il più difficile da documentare</strong>. Secondo Ahmadi, che lo ricava dai resoconti della rete di ADDO e da altre fonti, <strong>le autorità &#8220;possono accedere alle chiamate e alle conversazioni di quasi chiunque scelgano, attraverso le compagnie telefoniche, e lo hanno già fatto più volte</strong>&#8220;. Non ci sono conferme indipendenti, ma &#8220;poiché lo Stato controlla gli operatori e il registro delle SIM, lo ritengo del tutto credibile&#8221;.</p>



<p>A marzo 2025 il ministero delle Comunicazioni talebano <a href="https://www.afintl.com/en/202503150452">ha dichiarato</a> che <strong>18 milioni di SIM attive su 26 milioni risultavano registrate</strong>, mentre per le altre otto milioni la procedura era ancora in corso. Alcuni cittadini hanno raccontato di aver dovuto registrare di nuovo SIM già registrate in passato, senza spiegazioni da parte delle autorità, e esperti e analisti temono che la schedatura possa servire a monitorare le comunicazioni.</p>



<p>Per chi fa attivismo o giornalismo la conseguenza è concreta: una SIM intestata a una persona e usata per chiamate e SMS è un punto debole. Per questo Ahmadi consiglia di &#8220;non considerare sicure le normali telefonate e gli SMS per le comunicazioni sensibili, di preferire Signal e, per la verifica in due passaggi, di usare un’app di autenticazione e non i codici via SMS&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Telecamere ovunque ma nessun caso documentato contro le donne</strong></h2>



<p>La rete di sorveglianza dei talebani include anche una <strong>tecnologia avanzata di riconoscimento facciale.</strong> Nel febbraio 2025, un&#8217;inchiesta della BBC ha svelato l&#8217;esistenza di una sala di controllo della sicurezza a Kabul dotata di una rete di circa 90.000 telecamere (rispetto alle 850 del periodo pre 2021) equipaggiate con <strong>software di riconoscimento facciale in grado di classificare le persone per fascia d&#8217;età, genere e copertura del volto.&nbsp;</strong></p>



<p>Nonostante i funzionari talebani avessero affermato che il sistema di video-sorveglianza fosse stato progettato per combattere la criminalità, ADDO racconta come i dati biometrici vengano sfruttati in modo mirato. “Sulla base di resoconti inviati da colleghi e delle informazioni di una fonte che conosce il funzionamento di questi sistemi, <strong>i dati biometrici vengono usati per identificare ex funzionari, personale della sicurezza e altre persone specifiche. </strong>Sono stati segnalati anche controlli d’identità alle frontiere dell’Afghanistan”, spiega Ahmadi. &nbsp;</p>



<p>Tuttavia, il direttore di ADDO racconta di <strong>non essere a conoscenza di alcun caso documentato “in cui il riconoscimento facciale delle telecamere sia stato usato per identificare una donna o un’attivista in particolare</strong>”. L’unica segnalazione riguarda “un’app chiamata “National Keyboard” che è stata valutata ad alto rischio dai ricercatori di RaazNet nel maggio 2026, ma la loro analisi non ha dimostrato in modo conclusivo la presenza intenzionale di spyware. E secondo la mia valutazione, <strong>gli account anonimi vengono ancora smascherati soprattutto attraverso telefoni sequestrati, gruppi infiltrati e informatori</strong>”.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’eredità dei database: quali dati sono rimasti?</strong></h2>



<p>La vera &#8220;fortuna&#8221; dei talebani risiede nei <strong>database biometrici ereditati dal passato</strong> e sviluppati prima del 2021 con il sostegno internazionale. Archivi che, come documentato nel 2022 da Human Rights Watch, contengono impronte digitali, scansioni dell’iride e fotografie di milioni di cittadini. “Un ex comandante ha raccontato all’organizzazione che le sue impronte e le sue iridi erano state rilevate durante una detenzione nel novembre 2021”, spiega Ahmadi.&nbsp;</p>



<p>Oggi questo sistema secondo lui viene impiegato sistematicamente: “prima per tracciare ex funzionari e membri delle forze di sicurezza, e ora per colpire le donne”, come confermano anche i rapporti dell’UNAMA che ha registrato &#8220;almeno 29 arresti arbitrari di ex funzionari e membri delle forze dell&#8217;ordine e almeno otto uccisioni di ex membri delle forze di sicurezza tra aprile e giugno del 2026, senza specificare come queste persone siano state identificate&#8221;. A Kabul, inoltre, in occasione dei rastrellamenti contro chi violava le norme sull’hijab, il familiare di una giovane donna &#8220;ha riferito che le autorità avevano intenzione di raccogliere i suoi dati biometrici e la sua fotografia&#8221;. </p>



<p>Resta tuttavia una grande zona d&#8217;ombra: “<strong>Non mi è chiaro quali di questi database possano consultare i talebani e fino a che punto</strong>”, precisa Ahmadi. <strong>L’Afghanistan non dispone di una legge sulla protezione dei dati personali</strong> e, secondo il direttore di ADDO, “i governi, le agenzie ONU e le istituzioni che hanno finanziato e costruito questi sistemi non hanno mai fornito un resoconto pubblico completo di quali dati siano stati lasciati nei sistemi”.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cina e Iran: cosa sappiamo e cosa resta da verificare</strong></h2>



<p>Durante la <strong>conferenza stampa dello scorso agosto organizzata da Cisda a Roma</strong>, sono state riportate le testimonianze delle attiviste di RAWA (Associazione rivoluzionaria delle donne dell&#8217;Afghanistan), secondo cui i talebani utilizzano le tecnologie più recenti &#8220;anche grazie al sostegno e alla collaborazione di Paesi stranieri&#8221;. <br><br>Di quali Paesi si tratti, Ahmadi si è fatto un&#8217;idea: &#8220;Nel febbraio 2025, nell&#8217;inchiesta della BBC sui sistemi di video-sorveglianza, è emerso come <strong>sui monitor della sala di controllo comparisse il marchio Dahua&#8221;</strong> (azienda cinese produttrice di sistemi di video-sorveglianza). Ma secondo l&#8217;esperto &#8220;la polizia non ha voluto dire da dove provenisse l’attrezzatura”. </p>



<p>Ahmadi racconta anche che &#8220;nel 2023 il ministero dell’Interno ha confermato un <strong>incontro con Huawei</strong>, ma ha dichiarato che non era stato raggiunto alcun accordo. Huawei, a sua volta, ha affermato che non era stato discusso alcun piano”. La presenza di apparecchiature cinesi, tuttavia, secondo lui, non basta come prova regina perché &#8220;<strong>le telecamere cinesi sono vendute in tutto il mondo, quindi un marchio da solo non prova un accordo governativo</strong>&#8220;. </p>



<p>La presenza della Cina in Afghanistan, tra l&#8217;altro, è stata di recente sottolineata anche da <strong>Keith Kellogg,</strong> generale in pensione dell&#8217;esercito statunitense che, in un articolo pubblicato sul <a href="https://www.washingtonpost.com/opinions/2026/10/22/us-is-leaving-afghanistan-china-its-peril/">Washington Post giovedì 22 ottobre</a>, ha avvertito di come &#8220;con il declino della presenza statunitense in Afghanistan, le aziende cinesi stiano cercando di ottenere concessioni minerarie e di stringere legami commerciali più ampi con i talebani&#8221;. <br><br><strong>Un’altra pista di possibile collaborazione è quella iraniana.</strong> Nel maggio 2026, Afghanistan International ha riferito, citando fonti anonime, di una possibile collaborazione tra Teheran e i talebani per <strong>sviluppare un’applicazione in grado di monitorare gli utenti dei telefoni cellulari</strong>. “Non considero questa informazione confermata”, precisa Ahmadi, che afferma di non conoscere neppure il fornitore dei sistemi di filtraggio alla base delle restrizioni imposte ai social network nell’ottobre 2025.<br><br>Il direttore di ADDO riferisce tuttavia di aver raccolto testimonianze, non verificate in modo indipendente, secondo cui “<strong>le autorità avrebbero introdotto nuove apparecchiature e software provenienti dall’Iran.</strong> Diverse persone ci hanno inoltre detto che il blocco nazionale di 48 ore del settembre-ottobre 2025 era legato all’installazione di un <strong>dispositivo capace di dare il controllo centralizzato della rete in fibra ottica</strong>, consentendo di spegnere Internet da un unico punto. Non è mai stata fornita una spiegazione ufficiale del blackout e non ho visto documenti che confermino questa ipotesi&#8221;, sottolinea Ahmadi. “La menziono perché ne ho sentito parlare da più persone e perché sarebbe coerente con il controllo statale sulla dorsale in fibra”.</p>



<p>Il quadro che emerge è quello di un sistema nel quale &#8220;i talebani controllano il regolatore, l’operatore statale e i registri d’identità, e li combinano con telecamere reperibili in commercio. <strong>Se nuove attrezzature straniere abbiano rafforzato questo controllo è la questione che più ha bisogno di un’indagine tecnica indipendente</strong>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Spegnere Internet per isolare il Paese</strong></h2>



<p>“Per gli afghani <strong>Internet significa reddito, istruzione e contatto con la famiglia</strong>, non intrattenimento. Interromperlo colpisce direttamente la vita delle persone”, spiega Ahmadi che racconta di aver ricevuto numerose segnalazioni sulle <strong>conseguenze del blackout del 2025</strong> (tra il 29 settembre e i primi giorni di ottobre 2025, il governo talebano aveva ordinato il blackout totale di internet e delle telecomunicazioni).</p>



<p>In alcuni ospedali, riferisce, “i pazienti non hanno potuto ricevere online i risultati degli esami, con conseguenti <strong>ritardi nelle cure</strong>. Molte persone hanno perso i contatti con i familiari all&#8217;estero, mentre i <strong>trasferimenti di denaro si sono interrotti</strong>, mettendo in difficoltà le famiglie che dipendono dal sostegno economico dei parenti. Anche le <strong>lezioni online sono state sospese</strong> e le attività di piccole imprese, lavoratori autonomi e organizzazioni umanitarie hanno subito interruzioni”.&nbsp;</p>



<p><strong>Il blackout nazionale non è stato un episodio isolato.</strong> Secondo le ricostruzioni disponibili, tra il 15 e il 17 settembre 2025 le autorità hanno interrotto la connessione in fibra ottica nella provincia di Balkh, giustificando la misura con la necessità di “prevenire l’immoralità&#8221;. Tra il 29 settembre e il primo ottobre, Internet e i servizi telefonici sono stati sospesi a livello nazionale per circa 48 ore: secondo NetBlocks, la connettività è scesa a circa l&#8217;1% dei livelli normali. Le autorità non hanno fornito una spiegazione ufficiale del blocco nazionale.</p>



<p>Le restrizioni sono proseguite anche nelle settimane successive. Dal 7 ottobre 2025, Facebook, Instagram e Snapchat sono stati limitati attraverso diversi provider. Nel 2026, secondo le informazioni citate da Ahmadi, si sono verificati “ulteriori episodi di interruzione delle reti mobili e sono state introdotte restrizioni all&#8217;uso degli smartphone per alcuni funzionari. Afghanistan International ha inoltre riferito, alla fine di agosto, di un ordine ministeriale che avrebbe sospeso l&#8217;espansione e la riparazione della rete in fibra ottica&#8221;.&nbsp;</p>



<p>Le segnalazioni di tagli alle connessioni in fibra residenziali nel maggio 2026 sono state invece smentite dal ministero e Ahmadi afferma di “non aver trovato conferme della loro effettiva esecuzione”. TikTok risulta inoltre vietato. Secondo Ahmadi, <strong>il controllo delle comunicazioni “passa attraverso il ministero delle Comunicazioni, l&#8217;autorità di regolamentazione ATRA e la dorsale nazionale in fibra ottica</strong>, infrastruttura dalla quale dipendono anche i provider privati. Non conosco alcuna base giuridica pubblicata per queste misure”.</p>



<p>Le conseguenze sono particolarmente gravi per le organizzazioni guidate da donne. In un rapporto sul blackout del 2025, UN Women ha documentato la perdita dei contatti con il personale e l&#8217;impossibilità di effettuare pagamenti, oltre all&#8217;interruzione di una linea telefonica di assistenza umanitaria. </p>



<p>Le testimonianze raccolte da ADDO si inseriscono in un quadro più ampio di repressione della società civile. Secondo le fonti internazionali citate da Ahmadi, sono stati segnalati “<strong>sequestri di dispositivi negli uffici dei media e delle organizzazioni civili</strong>, convocazioni seguite da detenzioni quando il personale si presenta per recuperarli e infiltrazioni di informatori nei gruppi WhatsApp”. L’<a href="https://afjc.media/english/">Afghanistan Journalists Centre</a> ha inoltre contato <strong>almeno 34 casi di detenzione di giornalisti nel 2025.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;<strong>Dare per scontato che il telefono verrà perquisito</strong>&#8220;</h2>



<p>A rendere il clima ancora più pericoloso contribuisce, secondo Ahmadi, anche il quadro normativo: “<strong>Da gennaio 2026 l’articolo 24 del Codice di procedura penale </strong>per i tribunali prevede <strong>fino a due anni di carcere per chi è a conoscenza di una riunione &#8216;sovversiva&#8217; di oppositori e non la denuncia</strong>. La paura tra gli attivisti è molto alta. La delazione ha ora una base giuridica”.&nbsp;</p>



<p>Le precauzioni digitali per chi si trova in Afghanistan, sottolinea il direttore di ADDO, devono essere adattate alle condizioni locali: una misura utile in un contesto può destare sospetti in un altro. La prima regola è partire dal presupposto che <strong>il telefono possa essere perquisito e quindi è necessario limitare le informazioni sensibili</strong> conservate sul dispositivo. Ahmadi consiglia di <strong>usare, quando opportuno, messaggi a scomparsa</strong>, senza dare per scontato che le normali chiamate e gli SMS siano sicuri per comunicazioni delicate. Tra le altre misure suggerite figurano l&#8217;uso di un codice di sblocco lungo, la disattivazione dello sblocco tramite <strong>impronta digitale o riconoscimento facciale</strong>, che possono essere imposti con la forza, e il controllo periodico dei dispositivi collegati agli account. Per proteggere le comunicazioni, raccomanda inoltre di <strong>attivare il PIN di registrazione e la verifica in due passaggi</strong>, preferendo un&#8217;app di autenticazione ai codici ricevuti via SMS.&nbsp;</p>



<p>È altrettanto importante <strong>separare, quando possibile, l&#8217;attività pubblica dalla vita privata</strong>, usando account e dispositivi distinti; limitare le dimensioni dei gruppi di messaggistica; concordare in anticipo come comportarsi in caso di arresto di un membro; evitare di pubblicare volti, voci e luoghi identificabili e rimuovere i metadati dalle fotografie.</p>



<p>Anche l&#8217;<strong>uso di una VPN richiede cautela</strong> perché può aiutare a proteggere alcune comunicazioni, ma non mette al riparo dall&#8217;ispezione di un telefono sequestrato e la sua presenza può, in determinate circostanze, attirare l&#8217;attenzione delle autorità. Ahmadi suggerisce inoltre di prepararsi alle interruzioni della rete con orari di contatto concordati, di avere a disposizione copie offline dei documenti essenziali e un contatto all&#8217;estero in grado di dare eventuali allarmi. Sconsiglia infine le applicazioni distribuite dallo Stato, come la «National Keyboard».</p>



<p>Per chi ha bisogno di assistenza specialistica, <strong>la <a href="https://www.accessnow.org/help-it/">Digital Security Helpline di Access Now </a>offre supporto gratuito 24 ore su 24</strong>. La responsabilità della protezione, conclude Ahmadi, riguarda anche i <strong>giornalisti che lavorano dall&#8217;estero: “Vi prego di non pubblicare nomi, volti, voci o metadati senza consenso informato”.&nbsp;</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><br>Resistere al buio digitale: le richieste di Abdullah Ahmadi</h2>



<p>Per il direttore di ADDO, <strong>contrastare la repressione digitale in Afghanistan</strong> significa riconoscere che “è parte integrante della persecuzione di genere, già all’esame degli organismi internazionali, e finanziare chi documenta le violazioni”.&nbsp;<br><br><strong>Le richieste della società civile </strong>sono innanzitutto concrete: “vogliono un accesso a Internet e ai social media veloce e senza censura; VPN sicure e gratuite, specie per giornalisti e gruppi della società civile che cercano modi e strumenti che siano sia sicuri da usare sia non sospetti in caso di perquisizione del telefono”.</p>



<p>La questione riguarda anche la <strong>responsabilità internazionale</strong>. Dopo la pubblicazione, il 5 ottobre 2026, dei quattro mandati di arresto della Corte penale internazionale per persecuzione di genere, Ahmadi chiede agli Stati di impegnarsi a eseguirli. <em>“</em>Il meccanismo investigativo dell’ONU ha bisogno di finanziamenti e di un canale sicuro per ricevere prove digitali”. Anche il procedimento promosso da Australia, Canada, Germania e Paesi Bassi nell&#8217;ambito della Convenzione sull&#8217;eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne (CEDAW) dovrebbe, secondo lui, procedere verso l’arbitrato. “A luglio 2026, 32 organizzazioni hanno sollecitato gli Stati membri dell’ONU a riconoscere l’apartheid di genere come crimine contro l’umanità”.&nbsp;</p>



<p>Amhadi richiama anche la <strong>responsabilità delle “aziende che vendono telecamere, sistemi di filtraggio o attrezzature di rete</strong> alle autorità de facto” che dovrebbero essere <strong>“sottoposte a verifiche di due diligence e a controlli sulle esportazioni</strong>, e gli operatori telefonici dovrebbero rendere noti gli ordini di blocco e le richieste di dati”.&nbsp;</p>



<p>Donatori e agenzie delle Nazioni Unite dovrebbero “chiarire quale sorte abbiano avuto i dati raccolti attraverso i sistemi biometrici realizzati prima del ritorno al potere dei talebani, limitando al minimo nuove raccolte. Alle piattaforme digitali spetta invece rafforzare la moderazione dei discorsi d&#8217;odio in dari e pashto”. Inoltre, i gruppi guidati da donne hanno bisogno “di finanziamenti flessibili, connettività di riserva e formazione sulla sicurezza digitale”; mentre i difensori e i giornalisti a rischio “hanno bisogno di visti e di vie sicure. L’interlocuzione con le autorità dovrebbe essere legata a parametri verificabili, tra cui l’accesso illimitato a internet e la fine dei blocchi”.&nbsp;</p>



<p>La sorveglianza però non si affida soltanto alla tecnologia: “<strong>Informatori, controlli dei telefoni e obblighi di denuncia alimentano la paura e l&#8217;autocensura</strong> anche senza strumenti informatici sofisticati. Il livello digitale rafforza un sistema di controllo già fondato sulle relazioni personali e sulla coercizione fisica”.&nbsp;</p>



<p><strong>Documentare questa repressione diventa, nel frattempo, sempre più difficile.</strong> Dal 22 aprile 2026, riferisce Ahmadi, “<strong>la Corte suprema ha smesso di pubblicare online gli annunci delle pene corporali</strong>, che continuano a essere eseguite; <strong>diversi funzionari hanno inoltre smesso di pubblicare contenuti dopo il divieto di usare gli smartphone. </strong>Questo rende più difficile il monitoraggio”.&nbsp;</p>



<p><strong>Fonti</strong></p>



<p class="has-text-align-left">Unama, <a href="https://unama.unmissions.org/sites/default/files/2026-07/ENGLISH%20-%20Annex%20A%20-%20Hijab%20enforcement%20in%20Herat.pdf">Enforcement of the hijab requirement in Herat city</a>, pagina 4, paragrafo Aftermath of the hijab arrests and protest.<br>Afghanistan International, <a href="https://www.afintl.com/en/202502270538">Taliban Expands Mass Surveillance In Kabul With 90,000 CCTV Cameras</a>, Reports BBC<br>Afghanistan International, <a href="https://www.afintl.com/en/202503150452">Registered 18 Million SIM Cards In Afghanistan, Says Taliban</a><br><a href="https://www.ecoi.net/en/file/local/2135267/af-20250439134-gender-alert_impact-of-telecommunication-shutdown.pdf">Gender Alert: Impact of Telecommunication Shutdown in Afghanistan</a>, pagina 2, paragrafo Background<br>Telegraph, <a href="https://www.telegraph.co.uk/world-news/2024/09/02/taliban-hires-female-spies-to-catch-women-breaking-laws/">Taliban hires female spies to catch women breaking harsh new laws</a>, 2024<br>UN News, 12 agosto 2026, “<a href="https://news.un.org/en/story/2026/08/1168123">Five years after Taliban takeover, Afghan women ‘erased from public life</a>’”</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/intercettazioni-riconoscimento-facciale-furto-di-dati-la-repressione-digitale-dei-talebani.html">Intercettazioni, riconoscimento facciale, furto di dati: la repressione digitale dei talebani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L&#8217;Afghanistan che abbiamo scelto di dimenticare: il caso Fariba e l&#8217;apartheid di genere</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/lafghanistan-che-abbiamo-scelto-di-dimenticare-il-caso-fariba-e-lapartheid-di-genere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[giorgia di gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Aug 2026 00:04:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite (Onu)]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1098" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Afghanistan" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-1024x586.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-1536x878.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-600x343.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il suicidio di Fariba rivela il fallimento della comunità internazionale e l'apartheid di genere in Afghanistan.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/lafghanistan-che-abbiamo-scelto-di-dimenticare-il-caso-fariba-e-lapartheid-di-genere.html">L&#8217;Afghanistan che abbiamo scelto di dimenticare: il caso Fariba e l&#8217;apartheid di genere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1098" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Afghanistan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-1024x586.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-1536x878.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-600x343.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Fariba aveva sedici anni e una sola richiesta</strong>: tornare a scuola. Come migliaia di altre ragazze afghane, da anni viveva in attesa che qualcuno riaprisse quelle porte chiuse dai talebani nel nome della loro idea di società. Un&#8217;attesa diventata sempre più lunga, sempre più silenziosa. Poi, secondo quanto riportato da attivisti e utenti afghani sui social, Fariba avrebbe smesso di aspettare. <strong>Avrebbe deciso di togliersi la vita.</strong> La sua storia non racconta soltanto il destino di una ragazza a cui è stata negata un&#8217;istruzione. Racconta il fallimento di chi ha osservato l&#8217;Afghanistan precipitare nuovamente nell&#8217;oscurità e, con il passare del tempo, ha semplicemente imparato a conviverci.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando Kabul smette di fare notizia</h2>



<p>Mentre l&#8217;Europa torna a dialogare con i talebani, <strong>discutendo a Bruxelles di rimpatri e cooperazione</strong>, in Afghanistan il tempo continua a scorrere in direzione opposta: quella della progressiva cancellazione dei diritti, delle libertà e delle prospettive di un&#8217;intera generazione. A quasi cinque anni dalla restaurazione dell&#8217;Emirato Islamico, il panorama socio-politico afghano presenta una realtà che coincide con le previsioni più pessimistiche formulate dalla comunità internazionale: una regressione generalizzata e un netto peggioramento della qualità della vita. <strong>Eppure, nonostante ciò, il Paese continua a suscitare un interesse internazionale insufficiente</strong>.</p>



<p>Sebbene nel 2021 la reazione <strong>all&#8217;ingresso dei talebani a Kabul</strong> fosse apparsa sincera e preoccupata, poche sono state le azioni concretamente intraprese dagli attori internazionali per contenere la minaccia rappresentata dal movimento talebano per i diritti fondamentali, la partecipazione femminile alla vita pubblica e la convivenza sociale all&#8217;interno dell&#8217;Afghanistan.</p>



<p>Il caso della giovane che, con la sua morte, è riuscita a valicare il muro di indifferenza che avvolge il confine afghano, <strong>rivela alcuni degli elementi strutturali del regime talebano contemporaneo</strong>. La sua è una storia di disperazione, di sconfitta e di abbandono. Non soltanto l&#8217;abbandono della scuola, certamente non per scelta, né quello di una vita che avrebbe voluto vivere. Si tratta piuttosto di un abbandono collettivo, generato dal progressivo disinteresse dell&#8217;Occidente verso una nazione e una società che il mondo ha permesso venissero soffocate, nonostante i luminosi e stridenti segnali d&#8217;allarme.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La storia di Fariba non è un caso isolato</h2>



<p>È sui&nbsp;<a href="https://apnews.com/video/fariba-loved-studying-until-the-taliban-denied-her-access-to-school-with-devastating-consequences-0ff59d3b7987408ea0958fc3dc87fb1e">social che la storia di Fariba prende forma</a>, quando ormai è troppo tardi. Quando la sedicenne, giunta al limite dell&#8217;attesa, avrebbe deciso di togliersi la vita dopo anni trascorsi ad aspettare la riapertura delle scuole per le ragazze, chiuse a partire dal 2022, assistendo alla progressiva privazione delle opportunità più elementari. Tra queste, quella di studiare.</p>



<p>Tuttavia, questa storia non ci è nuova. Non ci sorprende, nonostante possa essere la prima volta che la leggiamo. La storia di Fariba è la storia di centinaia di donne e bambine afghane, delle quali conosciamo già il destino senza averle mai incontrate. Sono storie che finiscono per trasformarsi in dati, statistiche, rapporti elaborati da agenzie internazionali e organizzazioni per i diritti umani. Numeri e annotazioni che le <strong>Nazioni Unite</strong>, nell&#8217;ambito di un&#8217;indagine congiunta a UNAMA dedicata alla salute mentale, descrivono in un quadro allarmante: circa&nbsp;<a href="https://www.unwomen.org/en/news-stories/press-briefing/2025/08/press-briefing-by-un-women-on-the-new-afghanistan-gender-alert?utm">tre quarti delle donne afghane dichiarano infatti di soffrire di una condizione mentale definita &#8220;scarsa&#8221; o &#8220;molto scarsa&#8221;.</a></p>



<p>Altre ricerche sul campo, condotte in oltre venti province del Paese, mostrano una realtà altrettanto drammatica, esponendo livelli estremamente elevati di sofferenza psicologica tra la popolazione femminile. Come <a href="https://www.theguardian.com/world/2023/aug/28/despair-is-settling-in-female-suicides-on-rise-in-talibans-afghanistan">evidenziato da un&#8217;inchiesta del Guardian</a>, <strong>l&#8217;Afghanistan sarebbe oggi uno dei rarissimi Paesi al mondo in cui donne e ragazze rappresentano una quota dei suicidi e dei tentativi di suicidio superiore a quella maschile in numerose province del Paese.</strong></p>



<p>Uno <a href="https://bmjopen.bmj.com/content/13/8/e071939">studio pubblicato su BMJ Open</a> spiega, qualora ve ne fosse bisogno, le ragioni di un malessere tanto diffuso tra le donne afghane: &#8220;I sintomi della depressione tra le donne afghane sono associati all&#8217;età avanzata, a un numero maggiore di figli, a un livello di istruzione più basso, al comportamento scorretto di altre persone, a eventi negativi vissuti nell&#8217;ultimo mese e alla percezione di un cattivo stato di salute fisica.&#8221;</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;apartheid di genere dei talebani</h2>



<p>Il <strong>disagio psichico femminile</strong> rappresenta dunque una conseguenza diretta dell&#8217;apartheid di genere imposta dal regime talebano. Lo stesso regime che, all&#8217;indomani del proprio insediamento, aveva cercato di presentarsi come più pragmatico e moderato rispetto al passato, approfittando anche del vuoto lasciato dal ritiro delle truppe statunitensi.&nbsp;</p>



<p>Trascorsi quasi cinque anni, tuttavia, le promesse di apertura hanno lasciato spazio a una realtà ben diversa. Le rassicurazioni sull&#8217;accesso all&#8217;istruzione, sull&#8217;indipendenza economica e sulla libertà individuale si sono progressivamente sgretolate:<strong> le scuole secondarie e le università sono state precluse alle donne</strong>, attività tradizionalmente femminili, come i saloni di bellezza, sono state chiuse e l&#8217;obbligo di essere accompagnate da un&nbsp;<em>mahram</em>&nbsp;–un parente maschio consanguineo– ha limitato drasticamente la libertà di movimento delle afghane.</p>



<p>Tali divieti nascono dall’esigenza talebana di recludere la donna nell’ambito domestico, confinandola a ruoli di cura che rimangono relegati, per l’appunto, nella casa dove abita con il marito o con il padre. Gli stessi ruoli di cura, infatti, non possono trovare piena espressione al di fuori delle mura domestiche. Allo stesso modo, <strong>le donne devono fare i conti con crescenti limitazioni nell&#8217;accesso alle professioni sanitarie</strong>, in una delle tante contraddizioni di un sistema che, allo stesso tempo, impone loro di essere visitate esclusivamente da personale femminile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La forza della normalizzazione</h2>



<p>La <strong>storia di Fariba non è un racconto di eccezionale natura nell&#8217;Afghanistan contemporaneo</strong>. Al contrario, rappresenta un sistema che continua a generare esclusione, violenza e privazione dei diritti fondamentali. Una realtà sempre più preoccupante e, al tempo stesso, sempre meno contestata, sia a causa della progressiva normalizzazione del fenomeno sia per esigenze di natura politica e diplomatica.&nbsp;</p>



<p>Non sorprende, allora, che il recente incontro tra una delegazione talebana e funzionari europei a Bruxelles per discutere i rimpatri sia stato accolto da molti osservatori come un ulteriore segnale di questa normalizzazione. Una normalizzazione che procede mentre milioni di ragazze afghane continuano ad aspettare davanti a porte che nessuno sembra intenzionato a riaprire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/lafghanistan-che-abbiamo-scelto-di-dimenticare-il-caso-fariba-e-lapartheid-di-genere.html">L&#8217;Afghanistan che abbiamo scelto di dimenticare: il caso Fariba e l&#8217;apartheid di genere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>India, Israele e Afghanistan: cosa sappiamo della presunta alleanza che strozza il Pakistan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/india-israele-e-afghanistan-cosa-sappiamo-della-presunta-alleanza-che-strozza-il-pakistan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 04:52:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702180051340_a57305dee5ec8fdb3797e768390a1116.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702180051340_a57305dee5ec8fdb3797e768390a1116.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702180051340_a57305dee5ec8fdb3797e768390a1116-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702180051340_a57305dee5ec8fdb3797e768390a1116-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702180051340_a57305dee5ec8fdb3797e768390a1116-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702180051340_a57305dee5ec8fdb3797e768390a1116-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702180051340_a57305dee5ec8fdb3797e768390a1116-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Pakistan cresce la convinzione di una Troika anti-Islamabad formata da India, Israele e Afghanistan. Ecco che cosa sappiamo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/india-israele-e-afghanistan-cosa-sappiamo-della-presunta-alleanza-che-strozza-il-pakistan.html">India, Israele e Afghanistan: cosa sappiamo della presunta alleanza che strozza il Pakistan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702180051340_a57305dee5ec8fdb3797e768390a1116.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702180051340_a57305dee5ec8fdb3797e768390a1116.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702180051340_a57305dee5ec8fdb3797e768390a1116-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702180051340_a57305dee5ec8fdb3797e768390a1116-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702180051340_a57305dee5ec8fdb3797e768390a1116-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702180051340_a57305dee5ec8fdb3797e768390a1116-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702180051340_a57305dee5ec8fdb3797e768390a1116-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi giorni il <strong>Pakistan </strong>ha lanciato massicci raid aerei sull&#8217;<strong>Afghanistan</strong>. I talebani hanno risposto colpendo non meglio specificati obiettivi dislocati lungo il confine che taglia la provincia del <strong>Balochistan</strong>. </p>



<p>Il ministero della Difesa afghano ha confermato di aver effettuato &#8220;attacchi aerei&#8221; nel citato Balochistan e nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, causando, a suo dire, vittime tra i membri del gruppo Stato Islamico. Islamabad ha quindi reagito abbattendo quattro droni nemici, (definiti &#8220;rudimentali&#8221;) e avvertendo che qualsiasi ulteriore provocazione &#8220;riceverà una risposta adeguata&#8221;. </p>



<p>Le tensioni tra i due Paesi limitrofi si è improvvisamente <a href="https://it.insideover.com/guerra/pakistan-e-afghanistan-prove-di-guerra-lungo-la-frontiera-ecco-che-cosa-succede.html">accesa dopo mesi di relativa calma</a> e un <a href="https://it.insideover.com/guerra/pakistan-afghanistan-e-guerra-aperta-per-lasia-centrale.html">cessate il fuoco concordato lo scorso ottobre</a>. Che cosa sta succedendo? Il Pakistan accusa da tempo i <strong>talebani </strong>di dare rifugio ai <strong>terroristi </strong>che compiono attentati sul proprio territorio. Sul fronte opposto, Kabul sostiene che le forze pakistane continuerebbero a compiere attacchi deliberati contro i civili (con la scusa di dare la caccia ai militanti). </p>



<p>Le spiegazioni ufficiali non bastano per tratteggiare un adeguato quadro della situazione. Analisti, esperti e giornalisti pakistani sono convinti che esista una <strong>Troika </strong>formata da <strong>India</strong>, <strong>Israele </strong>e <strong>Afghanistan </strong>intenzionata a soffiare sul fuoco dei movimenti secessionisti così da creare serissimi problemi al <a href="https://it.insideover.com/politica/shehbaz-sharif-primo-ministro-del-pakistan-lavoriamo-per-la-pace-e-combattiamo-il-terrorismo-il-mondo-lo-sa.html">governo guidato da Shehbaz Sharif</a>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702180110920_248d4adb0fc878db6781f05986ec36e8-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-522108" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702180110920_248d4adb0fc878db6781f05986ec36e8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702180110920_248d4adb0fc878db6781f05986ec36e8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702180110920_248d4adb0fc878db6781f05986ec36e8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702180110920_248d4adb0fc878db6781f05986ec36e8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702180110920_248d4adb0fc878db6781f05986ec36e8-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702180110920_248d4adb0fc878db6781f05986ec36e8.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La versione del Pakistan</h2>



<p>Ignorando la buona dose di <strong>propaganda</strong>, è interessante prendere in considerazione la versione di Islamabad e dell&#8217;opinione pubblica locale, secondo cui l&#8217;India avrebbe fornito i <strong>finanziamenti</strong> e la capacità industriale, Israele la <strong>tecnologia </strong>e l&#8217;intelligence, e i talebani avrebbero messo a disposizione i <strong>combattenti </strong>per colpire il il Pakistan. </p>



<p>&#8220;Gli attacchi al Pakistan provenienti dall&#8217;Afghanistan sono iniziati con la visita di Modi in Israele, quindi questi attacchi fanno parte di un <strong>piano </strong>più ampio elaborato da Israele e India in collaborazione con il regime talebano afghano. Secondo tale piano, hanno mantenuto il Pakistan impegnato in rapporti con l&#8217;Afghanistan per poter colpire più facilmente l&#8217;Iran&#8221;, ha dichiarato l&#8217;analista della difesa Dr. Abdullah Gul a <em>Radio Pakistan</em>. Najam Sethi, un noto personaggio dei media pakistani, ha invece affermato in un programma televisivo che i talebani agirebbero per conto di Tel Aviv e Delhi contro Islamabad. </p>



<p>Non solo: il generale di brigata in pensione Ghazanfar Ali Shah è convinto dell&#8217;esistenza di &#8220;un legame tra India e Israele&#8221; e sostiene che &#8220;il <strong>Raw </strong>e il <strong>Mossad</strong>, i loro direttori e interi team sono presenti nell&#8217;ambasciata indiana a Kabul, dove pianificano le loro operazioni e assegnano obiettivi alle rispettive organizzazioni terroristiche&#8221;. </p>



<p>Il canale televisivo pakistano <em>Capital TV</em> ha rincarato la dose trasmettendo un talk show sul tema &#8220;L&#8217;alleanza tra India, Afghanistan e Israele contro il Pakistan&#8221;. Un altro canale televisivo pakistano, <em>Geo News</em>, ha invece mandato in onda un servizio dal titolo: &#8220;Il nesso tra India, Israele e Afghanistan: una minaccia crescente alla pace globale?&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Najam Sethi a senior analyst claims that Taliban are serving as proxy for Israel and India against Pakistan, with the involvement of US ambassador in India. If true, it suggests we aren&#39;t the next target, Israel already initiated a war against us. <a href="https://t.co/0QUx9Hdhh1">https://t.co/0QUx9Hdhh1</a></p>&mdash; Iffat Hasan Rizvi (@IffatHasanRizvi) <a href="https://x.com/IffatHasanRizvi/status/2027699450580259116?ref_src=twsrc%5Etfw">February 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa succede tra Islamabad e Kabul?</h2>



<p>In un <a href="https://www.researchgate.net/publication/401694723_The_India-_Israel-_Afghanistan_Strategic_Nexus_Intelligence_Cooperation_Counter-China_Containment_and_Pakistan's_Security_Dilemma">paper accademico</a> intitolato &#8220;Il nesso strategico India-Israele-Afghanistan: cooperazione in materia di intelligence, contenimento della Cina e il dilemma di sicurezza del Pakistan&#8221;, si fa riferimento alla presunta convergenza tra Delhi, Tel Aviv e Kabul, sottolineando che questi tre Paesi condividono &#8220;aree di interesse comuni nell&#8217;ambito della militanza e dell&#8217;instabilità nella regione&#8221;. </p>



<p>Non mancano voci istituzionali come quella del ministro della Difesa di Islamabad, <strong>Khawaja Asif</strong>, per il quale l&#8217;India starebbe segretamente fornendo droni di fabbricazione israeliana all&#8217;Afghanistan nascosti all&#8217;interno di scatole di aiuti medici, mentre la guerra con l&#8217;Iran farebbe parte di un piano indo-israeliano per accerchiare il Pakistan. &#8220;L&#8217;obiettivo condiviso da Afghanistan, Iran e India sarebbe quello di contrastare il Pakistan, aumentando l&#8217;insicurezza lungo i suoi confini, accerchiandolo con Paesi ostili e relegandolo al ruolo di Stato vassallo&#8221;, ha scritto sui social. </p>



<p>Al di là della propaganda, è evidente come in Pakistan la <strong>narrazione </strong>di una presunta triplice collusione tra India, Israele e Afghanistan ai danni di Islamabad goda di un ampio seguito, trovando spazio tra commentatori, giornalisti, analisti della difesa e persino tra alti funzionari governativi. </p>



<p>Tuttavia, se è vero che la storica rivalità tra India e Pakistan e il recente rafforzamento dei rapporti tra Nuova Delhi e Tel Aviv alimentano tali <strong>sospetti</strong>, allo stato attuale non esistono prove concrete dell&#8217;esistenza di una simile Troika anti pakistana. Nel frattempo i raid tra Pakistan e Afghanistan sono ripresi come e più di prima&#8230;</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">&quot;Pakistani Defence Minister Khawaja Asif claimed that the conflict between US-Israel and Iran was orchestrated by Zionists to reduce Pakistan into a vasal state. He said Israel&#39;s victory would lead to India, Afghanistan and Iran adopting a &#39;joint single point agenda&quot; of enmity… <a href="https://t.co/FcwgnrmrhZ">pic.twitter.com/FcwgnrmrhZ</a></p>&mdash; Derek J. Grossman (@DerekJGrossman) <a href="https://x.com/DerekJGrossman/status/2028882428765585585?ref_src=twsrc%5Etfw">March 3, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/india-israele-e-afghanistan-cosa-sappiamo-della-presunta-alleanza-che-strozza-il-pakistan.html">India, Israele e Afghanistan: cosa sappiamo della presunta alleanza che strozza il Pakistan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Pakistan-Afghanistan, colloqui di pace in Cina: la diplomazia del Dragone colpisce ancora</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/pakistan-afghanistan-colloqui-di-pace-in-cina-la-diplomazia-del-dragone-colpisce-ancora.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 14:53:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[diplomazia]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407171650932_58f95e493d2dacb1ac235e5f899614d2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407171650932_58f95e493d2dacb1ac235e5f899614d2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407171650932_58f95e493d2dacb1ac235e5f899614d2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407171650932_58f95e493d2dacb1ac235e5f899614d2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407171650932_58f95e493d2dacb1ac235e5f899614d2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407171650932_58f95e493d2dacb1ac235e5f899614d2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407171650932_58f95e493d2dacb1ac235e5f899614d2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre Donald Trump minaccia di far sparire la civiltà iraniana dalla faccia della Terra, la Cina sta lavorando dietro le quinte per risolvere le tensioni tra Pakistan e Afghanistan. Non solo: il gigante asiatico, in sponda con il governo pakistano, ha anche presentato un piano di pace per il cessate il fuoco in Medio Oriente. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/pakistan-afghanistan-colloqui-di-pace-in-cina-la-diplomazia-del-dragone-colpisce-ancora.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407171650932_58f95e493d2dacb1ac235e5f899614d2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407171650932_58f95e493d2dacb1ac235e5f899614d2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407171650932_58f95e493d2dacb1ac235e5f899614d2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407171650932_58f95e493d2dacb1ac235e5f899614d2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407171650932_58f95e493d2dacb1ac235e5f899614d2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407171650932_58f95e493d2dacb1ac235e5f899614d2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407171650932_58f95e493d2dacb1ac235e5f899614d2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre Donald Trump minaccia di far sparire la civiltà iraniana dalla faccia della Terra, la <strong>Cina </strong>sta lavorando dietro le quinte per risolvere le <a href="https://it.insideover.com/guerra/pakistan-e-afghanistan-prove-di-guerra-lungo-la-frontiera-ecco-che-cosa-succede.html">tensioni tra Pakistan e Afghanistan</a>. Non solo: il gigante asiatico, in sponda con il governo pakistano, ha anche presentato un piano di pace per il cessate il fuoco in Medio Oriente. La <strong>macchina diplomatica</strong> di Xi Jinping procede insomma a pieno regime dopo settimane di apparente apatia. </p>



<p>Il tema caldissimo coincide con i <strong>negoziati</strong> tra Islamabad a Kabul, colloqui che stanno andando in scena a <strong>Urumqi </strong>e che starebbero facendo registrare importanti progressi. &#8220;Il processo di consultazione procede e avanza costantemente&#8221;, ha dichiarato <strong>Mao Ning</strong>, portavoce del ministero degli Esteri cinese. </p>



<p>Il governo cinese, in sostanza, sta mediando tra <strong>Pakistan </strong>e <strong>Afghanistan </strong>nel tentativo di spegnere un insidioso incendio scoppiato <a href="https://it.insideover.com/guerra/pakistan-afghanistan-e-guerra-aperta-per-lasia-centrale.html">nella periferia del “cortile di casa” del Dragone</a>. &#8220;Le tre parti hanno (Pakistan, Afghanistan e Cina ndr) hanno raggiunto un consenso e preso accordi su una specifica modalità operativa, compresa la copertura mediatica&#8221;, ha aggiunto, senza fornire ulteriori dettagli, lo stesso Mao.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Pakistan and Afghanistan Meet in China for First Peace Talks Since Taliban Takeover <br><br>After months of intense cross-border clashes, including Pakistani airstrikes deep into Afghanistan, both nations are negotiating in Urumqi with China acting as mediator marking the first serious… <a href="https://t.co/QLJoh4wo38">pic.twitter.com/QLJoh4wo38</a></p>&mdash; Washington Eye (@washington_EY) <a href="https://twitter.com/washington_EY/status/2039722019462537347?ref_src=twsrc%5Etfw">April 2, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La Cina media tra Pakistan e Afghanistan</h2>



<p>&#8220;Dalla recente <strong>escalation del conflitto</strong> tra Pakistan e Afghanistan, la Cina <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-afghanistan-pakistan-bombe-sulla-mediazione-cinese.html">ha mediato e promosso i colloqui</a> a modo suo, mantenendo una stretta comunicazione con entrambe le parti attraverso molteplici canali e a vari livelli, e creando le condizioni e fornendo <strong>piattaforme per il dialogo</strong>&#8220;, ha proseguito ancora Mao, spiegando che sia Islamabad che Kabul &#8220;attribuiscono importanza agli sforzi di mediazione della Cina e li accolgono con favore, e sono disposti a sedersi nuovamente al tavolo dei colloqui, il che rappresenta uno sviluppo positivo&#8221;. </p>



<p>La situazione resta tuttavia delicatissima, perché mentre i negoziati procedono non si fermano gli <strong>attentati</strong> che scuotono il Pakistan. Un attentatore suicida ha infatti lanciato un veicolo carico di esplosivo contro una stazione di polizia nel distretto di Bannu, nel nord-ovest della nazione pakistana, nella tarda serata di giovedì, uccidendo almeno cinque persone e ferendone diverse altre. </p>



<p>Negli ultimi anni, Islamabad ha assistito a un&#8217;impennata di attacchi &#8211; molti dei quali rivendicati dai <strong>talebani pakistani</strong> &#8211; accusando Kabul di fornire un rifugio sicuro ai suddetti militanti. Sul tavolo dei negoziati organizzati dalla Cina si parlerà appunto anche di questo. Un dossier che interessa da vicino anche Pechino visto che il <strong>radicalismo islamico</strong>, oltre a danneggiare gli affari del Dragone in <strong>Asia centrale</strong>, potrebbero tornare a scuotere l&#8217;<strong>ovest del Paese</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="575" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040717150983_98ab9d033b9d03d2e84c1e3adba7b3a5-1024x575.jpg" alt="" class="wp-image-512343" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040717150983_98ab9d033b9d03d2e84c1e3adba7b3a5-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040717150983_98ab9d033b9d03d2e84c1e3adba7b3a5-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040717150983_98ab9d033b9d03d2e84c1e3adba7b3a5-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040717150983_98ab9d033b9d03d2e84c1e3adba7b3a5-1536x862.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040717150983_98ab9d033b9d03d2e84c1e3adba7b3a5-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040717150983_98ab9d033b9d03d2e84c1e3adba7b3a5-600x337.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040717150983_98ab9d033b9d03d2e84c1e3adba7b3a5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La posta in palio per Pechino</h2>



<p>In una dichiarazione rilasciata dal suo ufficio, il ministro degli esteri ad interim afghano <strong>Amir Khan Muttaqi</strong> ha affermato che &#8220;finora si sono svolte discussioni utili&#8221; e ha espresso la speranza che piccole divergenze interpretative non ostacolino il progresso dei colloqui. </p>



<p>Nel frattempo, però, una riunione dei comandanti dell&#8217;esercito pakistano, guidata dal feldmaresciallo <strong>Asim Munir</strong>, ha stabilito che le operazioni militari sul campo continueranno fino a quando &#8220;non sarà definitivamente eliminata la rete di rifugi sicuri per i terroristi e l&#8217;utilizzo del territorio afghano contro il Pakistan&#8221;. </p>



<p>Ma perché la Cina è così interessata a risolvere la contesa tra Islamabad e Kabul? Per oltre un decennio, Pechino si è adoperata per posizionare Pakistan e Afghanistan come pilastri interconnessi della sua <strong>espansione economica</strong> verso ovest. Ebbene, gli scontri tra le parti hanno rotto l&#8217;<strong>architettura diplomatica </strong>immaginata dal Dragone, desideroso adesso di salvare il salvabile. </p>



<p>Altro particolare da non sottovalutare: aiutare Islamabad a spegnere l&#8217;incendio con Kabul potrebbe liberare il governo pakistano da un peso non da poco, e renderlo così più interessato a mediare nella faccenda iraniana. La diplomazia cinese continua a lavorare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120112144894_f8831cbe7ece3cb61284949b3b336ff4-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-502373" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120112144894_f8831cbe7ece3cb61284949b3b336ff4-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120112144894_f8831cbe7ece3cb61284949b3b336ff4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120112144894_f8831cbe7ece3cb61284949b3b336ff4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120112144894_f8831cbe7ece3cb61284949b3b336ff4-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120112144894_f8831cbe7ece3cb61284949b3b336ff4-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120112144894_f8831cbe7ece3cb61284949b3b336ff4.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Asim Munir</figcaption></figure>
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		<item>
		<title>Pakistan-Afghanistan, è guerra aperta per l&#8217;Asia Centrale</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/pakistan-afghanistan-e-guerra-aperta-per-lasia-centrale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 10:55:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra Pakistan-Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HCHcOFaXsAA953I.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HCHcOFaXsAA953I.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HCHcOFaXsAA953I-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HCHcOFaXsAA953I-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HCHcOFaXsAA953I-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Islamabad attacca Kabul. Il Pakistan ha alzato l'asticella degli attacchi all'Afghanistan guidato dai Talebani e si trova ora in guerra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/pakistan-afghanistan-e-guerra-aperta-per-lasia-centrale.html">Pakistan-Afghanistan, è guerra aperta per l&#8217;Asia Centrale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HCHcOFaXsAA953I.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HCHcOFaXsAA953I.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HCHcOFaXsAA953I-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HCHcOFaXsAA953I-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HCHcOFaXsAA953I-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Il <strong>Pakistan</strong> ha alzato l&#8217;asticella degli <strong>attacchi all&#8217;Afghanistan</strong> guidato dai Talebani e si trova ora in &#8220;guerra aperta&#8221; con il Paese limitrofo. Parola di Khawaja Asif, ministro della Difesa del governo di <strong>Shehbaz Sharif, che a pochi mesi dal breve conflitto di ottobre</strong> ha nuovamente aperto le ostilità con Kabul. </p>



<p>A oltre quattro anni e mezzo dalla <strong>presa di potere dei Talebani stessi, sostenuti dall&#8217;Inter-Service Intelligence (Isi)</strong>, il servizio segreto pakistano, il lungo deterioramento delle relazioni tra gli Stati centroasiatici si è definitivamente consumato dopo i raid di sabato notte da parte di Islamabad in risposta agli attentati del gruppo Tehreek-e-Taliban Pakistan (Ttp), che mantiene santuari in Afghanistan.</p>



<p>Gli attacchi dei <strong>caccia JF-17 sull&#8217;Afghanistan si sono ripetuti a Kabul,</strong> con raid contro dei comandi di brigate e corpi d&#8217;armata dell&#8217;esercito afghano, centri logistici e depositi d&#8217;armi. Attaccata anche Kandahar, dove risiede la Guida Suprema dell&#8217;Emirato Islamico dell&#8217;Afghanistan, <strong>Hibatullah Akhundzada,</strong> mentre le fonti Osint parlano di mobilitazioni delle unità militari pakistane al confine sulla Linea Durand, definito negli Anni Dieci del secolo &#8220;il più pericoloso al mondo&#8221; e in cui nei mesi scorsi si sono registrati scontri che hanno causato almeno 70 morti.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Pakistan state-run media has now confirmed that the Pakistani Air Force carried out a number of strikes tonight against Taliban military sites within the capital of Kabul and several other areas across Afghanistan, as part of Operation Ghazab Lil Haq. Under the operation,… <a href="https://t.co/PCJswbA3WA">pic.twitter.com/PCJswbA3WA</a></p>&mdash; OSINTdefender (@sentdefender) <a href="https://twitter.com/sentdefender/status/2027147477359661341?ref_src=twsrc%5Etfw">February 26, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>In un certo senso, attaccando su larga scala l&#8217;Afghanistan il Pakistan ammette il <strong>fallimento strategico del suo progetto del 2021,</strong> quando pensava di poter utilizzare come cuscinetto un nuovo Afghanistan talebano e di eterodirigere gli Studenti Coranici tornati al potere e attenti a un importante viavai di ufficiali, diplomatici e politici dopo la presa del potere, nel Ferragosto di quell&#8217;anno. </p>



<p>La <strong>dottrina della profondità strategica si è scontrata con l&#8217;oggettiva abilità talebana</strong> di costruire una politica estera ben più accorta della precedente esperienza di governo, andata in scena dal 1996 al 2001, e sostanziatasi nella ricerca di partnership indipendenti con molti attori. </p>



<p>Tra questi<a href="https://it.insideover.com/politica/nel-grande-gioco-dellasia-centrale-lindia-punta-sullafghanistan.html"> c&#8217;è anche l&#8217;<strong>India, avversario strategico per eccellenza del Pakistan</strong></a> che con Nuova Delhi si è scontrato nel breve conflitto del Kashmir di maggio 2025. A ottobre <a href="https://www.chathamhouse.org/2025/10/india-seeking-reset-relations-taliban-can-rapprochement-last">il ministro degli Esteri afghano</a>&nbsp;Amit Khan Muttaqi ha visitato l’India&nbsp;concretizzando la più importante missione diplomatica talebana a Nuova Delhi dal 2021 e aprendo la strada alla cooperazione infrastrutturale e diplomatica e alla possibilità di fare dell&#8217;Afghanistan una porta per il Paese del Subcontinente verso l&#8217;Asia profonda. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Pakistan-Afghan Taliban clashes (Pakistan airstrikes on TTP/ISKP bases in Afghanistan, Taliban border retaliation) raise risks for the US:  Potential spillover of militancy (TTP/ISKP could target US interests); complicates counterterrorism (al-Qaeda/ISKP safe havens persist);… <a href="https://t.co/A8V2daLw7z">pic.twitter.com/A8V2daLw7z</a></p>&mdash; EyoWisdom (@UrEnlightened1) <a href="https://twitter.com/UrEnlightened1/status/2027169174171107334?ref_src=twsrc%5Etfw">February 26, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><a href="https://www.dawn.com/news/1976030">Asif nell&#8217;annunciare la guerra aperta lo ha detto chiaramente</a>: &#8220;I Talebani&#8221; non solo &#8220;hanno radunato terroristi da tutto il mondo in Afghanistan e hanno iniziato a esportarlo&#8221;, ma a suo avviso &#8220;hanno trasformato l&#8217;Afghanistan in una colonia dell&#8217;India&#8221;. </p>



<p><strong>Islamabad percepisce il timore dell&#8217;accerchiamento su due fronti da parte indiana </strong>e con l&#8217;offensiva contro Kabul vede il terzo conflitto in meno di un anno prendere forma, in una dinamica che può <strong>stravolgere l&#8217;Asia centrale</strong> e in un contesto che vede sia Kabul che Islamabad centrali per la connettività infrastrutturale, dalle Nuove Vie della Seta cinesi al <a href="https://it.insideover.com/economy/pakistans-gwadar-port-bridging-east-and-west.html">China-Pakistan Economic Corridor (Cpec)</a> promosso dalla Repubblica Popolare e da Islamabad.<a href="https://www.geopoliticalmonitor.com/pakistans-afghanistan-policy-from-strategic-depth-to-deadlock/"> Scrive <em>Geopolitical Monitor:</em></a></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Le mutevoli dinamiche regionali stanno complicando ulteriormente le relazioni. Il ritiro degli Stati Uniti, la ricerca di legittimità da parte dei talebani e la rinascita dell&#8217;India hanno alterato significativamente gli equilibri di potere nella regione. Anche la questione irrisolta della Linea Durand è fonte di tensione, poiché il rifiuto dei talebani di accettare la Linea Durand alimenta il risentimento nazionalista. </p>



<p>[&#8230;]</p>



<p>L&#8217;instabilità della Linea Durand rappresenta una minaccia per la&nbsp;<br><a href="https://www.geopoliticalmonitor.com/tag/china-belt-and-road-initiative-bri/">Belt and Road Initiative</a>&nbsp;cinese , in particolare per il Cpec, che attraversa l&#8217;area vicino al confine afghano, con potenziali ripercussioni sulla turbolenta provincia dello Xinjiang.</p>
</blockquote>



<p>Lo scenario è però anche critico<a href="https://mei.edu/publication/the-pakistan-afghanistan-conflict-a-strategic-concern-for-the-us/"> per gli <strong>Stati Uniti, che si trovano di fronte a un aumento del caos regionale</strong></a> e dello scontro a distanza tra due Paesi ritenuti entrambi di valenza strategica, Pakistan e India. <strong>Tutto questo mentre Washington pondera ancora l&#8217;ipotesi di un intervento contro l&#8217;Iran</strong> per risolvere con la forza la questione nucleare qualora i negoziati in corso naufragassero. Il fatto che proprio Teheran si sia presentata come potenziale mediatrice tra Kabul e Islamabad complica ulteriormente la questione. E lascia pensare al fatto che al confine tra Asia Centrale e Grande Medio Oriente le linee di faglia geopolitiche possano produrre scosse telluriche inattese nei prossimi mesi. Con grandi ricadute per la stabilità internazionale di un sistema-mondo che ha proprio nell&#8217;Asia il cuore pulsante.</p>
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		<title>Pakistan all&#8217;attacco, nuove bombe sull&#8217;Afghanistan in risposta agli attentati del Ttp</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/pakistan-allattacco-nuove-bombe-sullafghanistan-in-risposta-agli-attentati-del-ttp.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 08:10:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1628" height="910" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HBn-EfhWQAA254O.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HBn-EfhWQAA254O.jpg 1628w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HBn-EfhWQAA254O-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HBn-EfhWQAA254O-1024x572.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HBn-EfhWQAA254O-768x429.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HBn-EfhWQAA254O-1536x859.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HBn-EfhWQAA254O-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HBn-EfhWQAA254O-600x335.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1628px) 100vw, 1628px" /></p>
<p>Il Pakistan ha bombardato l&#8217;Afghanistan nella notte tra il 21 e il 22 febbraio in risposta all&#8217;attentato di Bajaur, avvenuro il 16 febbraio scorso nella regione dl Khyber Pakthunkhwa, al confine tra i due Paesi. Islamabad ha preso di mira le formazioni del movimento Tehreek-e-Taliban Pakistan (Ttp) che ha rivendicato l&#8217;attentato, in cui sono morti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/pakistan-allattacco-nuove-bombe-sullafghanistan-in-risposta-agli-attentati-del-ttp.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1628" height="910" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HBn-EfhWQAA254O.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HBn-EfhWQAA254O.jpg 1628w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HBn-EfhWQAA254O-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HBn-EfhWQAA254O-1024x572.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HBn-EfhWQAA254O-768x429.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HBn-EfhWQAA254O-1536x859.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HBn-EfhWQAA254O-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/HBn-EfhWQAA254O-600x335.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1628px) 100vw, 1628px" /></p>
<p>Il <strong>Pakistan</strong> ha bombardato l&#8217;<strong>Afghanistan</strong> nella notte tra il 21 e il 22 febbraio in risposta all&#8217;attentato di Bajaur, avvenuro il 16 febbraio scorso nella regione dl Khyber Pakthunkhwa, al confine tra i due Paesi. <strong>Islamabad ha preso di mira le formazioni del movimento Tehreek-e-Taliban Pakistan (Ttp)</strong> che ha rivendicato l&#8217;attentato, in cui sono morti 11 membri delle forze di sicurezza pakistane e un bambino, bombardando i loro santuari nel Paese governato dai Talebani. Negli attacchi, avvenuti nelle regioni montuose dell&#8217;Hindu Kush che separano i due Paesi, <strong>sono morte almeno 20 persone e il ministero della Difesa di Kabul accusa il Pakistan</strong> di aver colpito diverse aree abitate da civili.</p>



<p>Il Pakistan ha schierato i moderni caccia <strong>JF-17</strong> realizzati in sinergia con la Cina e che si sono visti <strong>all&#8217;opera anche nel conflitto del 2025 contro l&#8217;India</strong>. Da 4 a 6 velivoli, secondo le fonti Osint, avrebbero condotto molteplici raid di attacchi contro i <strong>campi di addestramento del Ttp, movimento spesso presentato come dei &#8220;Talebani pakistani&#8221;</strong> ma che pur essendo alleato ai dominatori dell&#8217;Afghanistan mantiene una catena di comando e una struttura operativa indipendente, pur aderendo al medesimo sistema di regole misto di islamismo sunnita radicale e identitarismo pashtun (<strong>Pashtunwali)</strong> degli Studenti Coranici. Per il Pakistan la presenza del <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/non-solo-isis-k-ecco-il-terrorismo-islamico-che-viene-dallasia.html">Ttp oltre confine è un enorme problema di <strong>sicurezza nazionale,</strong> dato che </a>il movimento guidato da Noor Wali Mehsud ha più volte condotto violenti attentati sul suolo pakistano e prodotto una crisi di leadership nelle forze armate di Islamabad.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Pak carried out air operations targeting TTP safe havens in Paktika, Nangarhar, and Khost provinces. The strikes were described as a direct response to recent attacks in Islamabad, Bajaur, &amp; Bannu, reaffirming Pak’s commitment to counterterrorism.<a href="https://twitter.com/hashtag/Kabul?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Kabul</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Afghanistan?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Afghanistan</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/PAFStrikes?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#PAFStrikes</a> <a href="https://t.co/iH9ScmGqyl">pic.twitter.com/iH9ScmGqyl</a></p>&mdash; Markhor🇵🇰 (@Markhor514) <a href="https://twitter.com/Markhor514/status/2025477786782371971?ref_src=twsrc%5Etfw">February 22, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Diverse fonti riportano che negli attacchi i pakistani avrebbero colpito anche dei civili, bombardando <strong>case e centri residenziali,</strong> con Al Jazeera che riporta che 17 persone sono state uccise nella sola cittadina di Nangarhar. Il governo pakistano guidato da Shehbaz Sharif e l&#8217;esercito comandato dal generale <a href="https://it.insideover.com/politica/asim-munir-luomo-forte-e-invisibile-del-pakistan.html">Asim Munir</a> hanno scelto la risposta muscolare. </p>



<p>Fonti di Islamabad <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/2/22/pakistan-carries-out-strikes-in-afghanistan-after-islamabad-suicide-attack">hanno detto a Al Jazeera che il Pakistan </a>&#8221; ha ripetutamente sollecitato il governo talebano dell&#8217;Afghanistan a intervenire per impedire ai gruppi armati di utilizzare il territorio afghano per lanciare attacchi, ma che Kabul non è riuscita a intraprendere alcuna azione sostanziale&#8221;. Islamabad ritiene i Talebani e il Ttp mutualmente responsabili.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🛑 Latest Escalation<br><br>🚨 Pakistan has carried out airstrikes and cross‑border strikes inside eastern Afghanistan- targeting militant hideouts it blames for a surge in deadly attacks, including recent suicide bombings inside Pakistan. Afghan officials say these strikes hit homes,… <a href="https://t.co/ttctlxZ90b">pic.twitter.com/ttctlxZ90b</a></p>&mdash; @FactDropDaily (@Nowthis_X_media) <a href="https://twitter.com/Nowthis_X_media/status/2025472182336585837?ref_src=twsrc%5Etfw">February 22, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Da marzo 2024 continua una strisciante serie di scontri tra Pakistan e Afghanistan, spesso legati alla volontà del primo di sopprimere i gruppi militanti che operano sul suolo afghano. Islamabad ha rivendicato di aver colpito obiettivi individuati <strong>grazie all&#8217;intelligence, ed è un segnale: l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/politica/chi-ce-dietro-agli-studenti-del-bangladesh-che-chiedono-piu-democrazia.html">Inter-Services Intelligence,</a> il potente servizio segreto pakistano,</strong> ha per anni plasmato, sostenuto e rafforzato i Talebani e ora il Pakistan dichiara di avere ancora capacità d&#8217;azione all&#8217;interno del Paese confinante, con cui dopo il ritorno al potere degli Studenti Coranici i rapporti si sono deteriorati pesantemente per le questioni di confine. </p>



<p>I nuovi scontri, i più intensi dalla breve guerra dell&#8217;ottobre scorso, riportano al calor bianco la tensione in quello che a lungo è stato ritenuto uno dei <strong>punti caldi dell&#8217;Asia. E richiamano alla mai chiusa questione afghana,</strong> dove il ritorno al potere dei Talebani, dal 2021, ha prodotto sia una sostanziale fine della conflittualità interna che un aumento della porosità del Paese e della strisciante minaccia terroristica nell&#8217;Asia profonda. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/pakistan-allattacco-nuove-bombe-sullafghanistan-in-risposta-agli-attentati-del-ttp.html">Pakistan all&#8217;attacco, nuove bombe sull&#8217;Afghanistan in risposta agli attentati del Ttp</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Nel grande gioco dell&#8217;Asia centrale l&#8217;India punta sull&#8217;Afghanistan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/nel-grande-gioco-dellasia-centrale-lindia-punta-sullafghanistan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2025 07:36:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Asia Centrale]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=492977</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Nel-grande-gioco-dellAsia-centrale-lIndia-punta-sullAfghanistan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Nel-grande-gioco-dellAsia-centrale-lIndia-punta-sullAfghanistan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Nel-grande-gioco-dellAsia-centrale-lIndia-punta-sullAfghanistan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Nel-grande-gioco-dellAsia-centrale-lIndia-punta-sullAfghanistan-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Nel-grande-gioco-dellAsia-centrale-lIndia-punta-sullAfghanistan-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Nel-grande-gioco-dellAsia-centrale-lIndia-punta-sullAfghanistan-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Nel-grande-gioco-dellAsia-centrale-lIndia-punta-sullAfghanistan-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'India di Narendra Modi e l'Afghanistan governato dall'emirato islamico dei Talebani sono intenti a un riavvicinamento strategico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/nel-grande-gioco-dellasia-centrale-lindia-punta-sullafghanistan.html">Nel grande gioco dell&#8217;Asia centrale l&#8217;India punta sull&#8217;Afghanistan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Nel-grande-gioco-dellAsia-centrale-lIndia-punta-sullAfghanistan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Nel-grande-gioco-dellAsia-centrale-lIndia-punta-sullAfghanistan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Nel-grande-gioco-dellAsia-centrale-lIndia-punta-sullAfghanistan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Nel-grande-gioco-dellAsia-centrale-lIndia-punta-sullAfghanistan-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Nel-grande-gioco-dellAsia-centrale-lIndia-punta-sullAfghanistan-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Nel-grande-gioco-dellAsia-centrale-lIndia-punta-sullAfghanistan-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Nel-grande-gioco-dellAsia-centrale-lIndia-punta-sullAfghanistan-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>India di <a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-narendra-modi.html">Narendra Modi</a></strong> e l&#8217;<strong>Afghanistan</strong> governato dall&#8217;<strong>emirato islamico dei Talebani</strong> sono intenti a un riavvicinamento inatteso solo pochi anni fa e imprevedibile guardando alle semplici determinanti ideologiche. Gli interessi strategici e la geopolitica, in questa fase, pesano più di ogni cautela, e questo può creare l&#8217;avvicinamento tra un <strong>governo ispirato al nazionalismo indù</strong> e i fondamentalisti islamici che governano l&#8217;Afghanistan. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Afghanistan e la nuova corsa all&#8217;Asia Centrale</h2>



<p>La motivazione si cela nella nuova <strong>corsa all&#8217;Asia Centrale,</strong> terreno strategico dove Cina, India, Russia, Stati Uniti cercano di mettere le mani per blindare accordi economici, conquistare risorse produttive e avanzare ambiziose politiche di connettività commerciale. Per l&#8217;India questo implica anche cercare di <strong>rompere la pressione del Pakistan</strong> e mandare un segnale a Islamabad in una fase critica per la <strong>sicurezza dell&#8217;Asia meridionale</strong>. In pochi mesi Islamabad si è prima scontrata con l&#8217;India a aprile-maggio e poi ha visto a ottobre il breve conflitto con l&#8217;ex alleato afghano divampare per rispondere alla <strong>presenza dei Talebani</strong> oltre confine con la loro branca pakistana. In quest&#8217;ottica, l&#8217;India ha silenziosamente rafforzato i suoi rapporti con Kabul. </p>



<p><a href="https://nationalinterest.org/blog/silk-road-rivalries/how-afghanistan-became-indias-gateway-to-central-asia">Lo hanno ben scritto su <em>National Interest</em></a> gli analisti di scenari geopolitici Vlad Paddack e Eldaniz Gusseinov notando che &#8220;quattro anni dopo la chiusura&nbsp;<br><a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/10/10/india-to-reopen-embassy-in-kabul-after-4-year-hiatus-amid-new-taliban-ties">dell&#8217;ambasciata indiana a Kabul</a>&nbsp;in seguito al ritorno dei talebani, il commercio bilaterale è quasi tornato ai livelli precedenti al 2021, nonostante il crollo degli scambi commerciali afghani attraverso il Pakistan&#8221;. &#8220;Entrambe le parti stanno valutando il porto iraniano di Chabahar, sviluppato dall&#8217;India, come mezzo per aggirare il Pakistan. L&#8217;India prevede inoltre di riaprire la sua ambasciata a Kabul ed espandere&nbsp;<a href="https://timesofindia.indiatimes.com/city/chandigarh/amritsar-kabul-flights-to-resume-afghan-minister-amir-khan-muttaqi/articleshow/124535227.cms">i voli diretti&#8221;</a>, aggiungono i due analisti, dando conto di una <strong>relazione sempre più multiforme</strong> e che vede Nuova Delhi cercare nella corsa alla <strong>connettività regionale</strong> e allo sviluppo di network che non la imbriglino nel subcontinente un obiettivo critico. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Pakistan-India e Afghanistan, rovescio di prospettive</h2>



<p>In questa fase l&#8217;India si sente potenzialmente confinata dalla <strong>pressione pakistana ai confini e dalla complementare ombra cinese</strong> che incombe alle sue spalle, dall&#8217;installazione dei grandi progetti geopolitici della Nuova via della seta in Asia centrale e dai freni che bloccano lo sdoganamento di progetti come il corridoio Indo-Mediterraneo via penisola arabica, Golfo e Mar Mediterraneo orientale, e non vuole rimanere inoperosa. </p>



<p>Si crea dunque un contesto indubbiamente inedito in cui l&#8217;India, dopo aver per anni accusato il Pakistan di agire come Stato sponsor del terrorismo citando anche la sua ambigua agenda verso i Talebani, <strong>sceglie la via della realpolitik</strong> e cerca di capire come trarre vantaggio da una relazione concreta con i padroni dell&#8217;Afghanistan mentre Islamabad nel frattempo ha<a href="https://www.geopoliticalmonitor.com/china-india-rapprochement-and-its-strategic-implications-for-afghanistan/">, ricorda <em>Geopolitical Monitor,</em> invitato</a> le anime anti-talebane dell&#8217;opposizione al governo di Kabul all&#8217;evento &#8220;Verso l&#8217;unità e la fiducia&#8221; organizzato nella capitale pakistana <a href="https://8am.media/eng/taliban-opposition-meeting-in-islamabad-between-optimism-and-skepticism/">dal South Asia Strategic Stability Institute (Sassi).</a> Al contrario a metà ottobre,<a href="https://www.chathamhouse.org/2025/10/india-seeking-reset-relations-taliban-can-rapprochement-last"> il ministro degli Esteri afghano</a> Amit Khan Muttaqi (nella foto in apertura) ha visitato l&#8217;India come più alto funzionario del Paese a mettervi piede dall&#8217;agosto 2021.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Distensione aperta alla Cina?</h2>



<p>Lo scenario è in continua evoluzione, e questo riporta sotto i riflettori il governo dei Talebani, tutt&#8217;altro che isolati nello scenario mondiale. L&#8217;Afghanistan resta un crocevia di connettività e un Paese strategico e ricco di risorse. E forse proprio il suo ruolo per la connettività potrebbe potenzialmente creare un <strong>nuovo laboratorio geopolitico in Asia centrale</strong>. Secondo <em>Geopolitical Monitor</em>, in particolare, lo sviluppo dell&#8217;Afghanistan può essere fonte di distensione tra <strong>Cina e India</strong> in nome del comune interesse ad aprire nuove rotte:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p> Se i due Paesi collaborassero più strettamente, l&#8217;importanza strategica del&nbsp; <a href="https://www.geopoliticalmonitor.com/backgrounder-irans-chabahar-port/">porto iraniano di Chabahar</a>&nbsp;aumenterebbe, offrendo all&#8217;Afghanistan un corridoio commerciale alternativo per le merci indiane verso l&#8217;Asia centrale. La geografia dell&#8217;Afghanistan offre inoltre alla Cina la via più breve per il Medio Oriente; con l&#8217;espansione della rete ferroviaria iraniana e&nbsp; <a href="https://www.cacianalyst.org/resources/0307Nargiza_feature.pdf">la potenziale</a>&nbsp;costruzione da parte della Cina della&nbsp; <a href="https://www.geopoliticalmonitor.com/chinas-wakhan-corridor-dilemma-economic-development-or-security/">strada del Wakhan nel Badakhshan</a>&nbsp;, le merci cinesi potrebbero transitare attraverso l&#8217;Afghanistan verso l&#8217;Iran e proseguire verso i mercati mediorientali</p>
</blockquote>



<p>Per l&#8217;India la scommessa è strategica e potenzialmente dirompente per la sua <strong>visione globale</strong>. Per l&#8217;Afghanistan un banco di prova decisivo per capire la volontà dei Talebani di aprirsi &#8211; e venire a patti &#8211; col mondo. Un tassello di complessità ulteriore nel grande gioco di un&#8217;area che non cessa di essere strategica per gli equilibri globali.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/nel-grande-gioco-dellasia-centrale-lindia-punta-sullafghanistan.html">Nel grande gioco dell&#8217;Asia centrale l&#8217;India punta sull&#8217;Afghanistan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L’Onu indaga sugli abusi in Afghanistan, gli Usa non si oppongono. Un passo verso la fine dell’impunità</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lonu-indaga-sugli-abusi-in-afghanistan-gli-usa-non-si-oppongono-un-passo-verso-la-fine-dellimpunita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 14:56:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/afghanistan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Afghanistan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/afghanistan.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/afghanistan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/afghanistan-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/afghanistan-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Promosso dall'Unione Europea, il mandato all'Onu di indagare sugli abusi in Afghanistan non è stato impugnato dagli Usa. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lonu-indaga-sugli-abusi-in-afghanistan-gli-usa-non-si-oppongono-un-passo-verso-la-fine-dellimpunita.html">L’Onu indaga sugli abusi in Afghanistan, gli Usa non si oppongono. Un passo verso la fine dell’impunità</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/afghanistan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Afghanistan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/afghanistan.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/afghanistan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/afghanistan-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/afghanistan-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Il <strong>Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite</strong> ha approvato l’avvio di una nuova indagine sulle violazioni commesse in Afghanistan. Il mandato, promosso dall’Unione Europea e adottato il 6 ottobre senza voto, potrebbe avere conseguenze giudiziarie <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/talebani-data-jihad.html">sia per i <strong>Talebani</strong>, </a>al potere dal 2021, sia per le <strong>forze straniere</strong> che hanno operato nel Paese, comprese quelle statunitensi e della coalizione NATO. Questa decisione riapre un capitolo controverso della guerra ventennale in Afghanistan e potrebbe mettere in discussione non solo le autorità talebane ma anche gli ex protagonisti della presenza militare occidentale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La reazione americana e il peso della politica</h2>



<p>Gli Stati Uniti, che si sono ritirati nel 2021 dopo anni di occupazione, si sono storicamente opposti a indagini internazionali sulle proprie truppe, arrivando nel 2020 a imporre <strong>sanzioni contro la Corte Penale Internazionale (CPI)</strong> durante la presidenza Trump. Il portavoce del Dipartimento di Stato ha ribadito che Washington “non tollererà organizzazioni internazionali che tentano di esercitare giurisdizione illegittima sulle truppe americane”. Tuttavia, l’amministrazione attuale non ha bloccato la mozione UE, limitandosi a sostenere la necessità di indagare sugli abusi dei Talebani, in particolare contro le donne e la libertà di espressione.</p>



<p>La risoluzione affida agli investigatori ONU un mandato <strong>“completo” e privo di scadenze</strong>, simile alle indagini sulle atrocità in <strong>Siria</strong> e <strong>Myanmar</strong>. L’obiettivo è raccogliere prove utilizzabili in eventuali procedimenti per <strong>crimini di guerra</strong> o <strong>crimini contro l’umanità</strong>. La CPI aveva in passato de-prioritizzato i crimini attribuiti alle forze USA a causa delle pressioni politiche, ma l’ONU ora punta a colmare quel vuoto. Paesi come <strong>Regno Unito</strong> e <strong>Australia</strong> hanno condotto inchieste interne, ma con esiti giudiziari marginali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida al ciclo dell’impunità</h2>



<p>Per&nbsp;<strong>Fereshta Abbasi</strong>, ricercatrice di Human Rights Watch per l’Afghanistan, si tratta di “un passo significativo per spezzare un ciclo di impunità durato decenni”.<br>Gruppi locali e internazionali per i diritti umani chiedevano da anni un’azione simile, resa più urgente dal peggioramento delle restrizioni imposte dai Talebani sui diritti delle donne e sul dissenso politico. Le autorità talebane insistono invece sul fatto di rispettare i diritti “in linea con la legge islamica”, rivendicando legittimità sovrana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Geopolitica della giustizia internazionale</h2>



<p>Il via libera all’inchiesta non è privo di controversie. La Cina ha criticato il <strong>costo stimato di 9,2 milioni di dollari in tre anni</strong>, definendolo eccessivo in un momento di crisi di bilancio delle Nazioni Unite e sbilanciato a sfavore di Kabul. L’indagine segna però un tentativo di riaffermare la centralità del diritto internazionale umanitario in un contesto in cui la giustizia globale spesso si piega ai rapporti di forza geopolitici.</p>



<p>L’esito dipenderà dalla reale cooperazione delle parti coinvolte e dalla capacità dell’ONU di garantire protezione ai testimoni in un Paese ancora instabile. Il rischio è che, senza strumenti coercitivi efficaci, l’inchiesta resti un atto simbolico.<br>Ma per le vittime afghane rappresenta una possibilità, finora negata, di vedere riconosciute le responsabilità dei crimini subiti, indipendentemente da chi li abbia commessi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lonu-indaga-sugli-abusi-in-afghanistan-gli-usa-non-si-oppongono-un-passo-verso-la-fine-dellimpunita.html">L’Onu indaga sugli abusi in Afghanistan, gli Usa non si oppongono. Un passo verso la fine dell’impunità</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Mosca apre le porte ai talebani: perché la Russia è la prima a riconoscere il loro Governo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/mosca-apre-le-porte-ai-talebani-perche-la-russia-e-la-prima-a-riconoscere-il-loro-governo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2025 12:30:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni diplomatiche]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1074" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani-1024x687.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Mosca riconosce il Governo dei talebani per costruire un'area di sicurezza comune nell'Asia centrale e sfidare l'Occidente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/mosca-apre-le-porte-ai-talebani-perche-la-russia-e-la-prima-a-riconoscere-il-loro-governo.html">Mosca apre le porte ai talebani: perché la Russia è la prima a riconoscere il loro Governo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="1074" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani-1024x687.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Un atto che scuote la diplomazia internazionale. <strong>La Russia è il primo Paese al mondo a riconoscere formalmente il governo dei <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-i-talebani.html">talebani in Afghanistan</a></strong> scegliendo una cerimonia solenne in cui  l’ambasciatore di Kabul, <strong>Gul Hassan Hassan</strong>, ha consegnato le sue credenziali al viceministro degli Esteri di Mosca, <strong>Andrei Yuryevich Rudenko</strong>. La mossa non è un fulmine a ciel sereno: dallo scorso aprile i talebani non sono più considerati un’organizzazione terroristica da parte della Russia, dopo una graduale <strong>normalizzazione dei rapporti manifestatasi negli ultimi tempi</strong>. ll ministero degli Esteri russo ha benedetto l’iniziativa, parlando di un “impulso alla cooperazione produttiva” in settori strategici come energia, trasporti, agricoltura, infrastrutture, lotta al terrorismo e narcotraffico.</p>



<p>Nelle file dell’opposizione afghana e delle organizzazioni per i <a href="https://it.insideover.com/religioni/donne-senza-finestre-lultimo-degli-80-decreti-dei-talebani-per-lapartheid-di-genere.html">diritti delle donne</a> regna la preoccupazione, temendo che il beneplacito diplomatico al Governo islamista possa alimentare l’azione repressiva nei confronti del mondo femminile, come sostenuto dall’Afghan Women’s Political Participation Network.&nbsp;</p>



<p>Il nuovo corso delle relazioni russo-afghane disegna uno spartiacque nella storia che lega i due Paesi, segnata perlopiù da ingerenze, tensioni e guerre per più di quarant’anni, e che oggi potrebbe aprire a scenari del tutto nuovi per l’Asia centrale e non solo .</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra del ‘79 e la collaborazione tra Russia e Occidente </h2>



<p>Era il <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/linvasione-sovietica-dellafghanistan.html">1979</a> e tra le montagne intorno a Kabul i carri armati sovietici avanzavano per rovesciare il governo di Hafizullah Amin &#8211; reo di una repressione spietata e di un’eccessiva modernizzazione dei costumi che alimentavano, per eterogenesi dei fini, la radicalizzazione islamica &#8211; e porre fine a una cruenta guerra civile che rischiava di minare la Repubblica Democratica dell’Afghanistan d’ispirazione socialista . Quel che doveva essere un intervento “stabilizzatore” si trasformò in una palude militare. <strong>I soldati sovietici si ritrovarono sotto il fuoco dei <em>mujaheddin</em></strong><em>,</em> sostenuti dagli Stati Uniti di Jimmy Carter che tramite le <em>covert operations</em> della Cia hanno fornito risorse a coloro che oggi chiamiamo  talebani. Dopo un decennio di combattimenti, <strong>oltre 15.000 soldati morti e nessun risultato tangibile, Mosca fu costretta a ritirarsi nel 1989</strong>. Quella sconfitta provocò un trauma nella coscienza collettiva russa, dando origine a quella che venne definita “<strong>sindrome afgana</strong>” che portò al tramonto di qualsiasi ambizione geopolitica da parte dell’Orso russo nei decenni a seguire. </p>



<p>Dopo i fatti dell’11 settembre, però, ci fu un cambio di passo inaspettato La Russia decise di collaborare al fianco degli Stati Uniti e della NATO nella <strong>guerra al terrorismo</strong>, offrendo basi militari nei Paesi dell’Asia centrale e supportando la missione ISAF, Forza internazionale di assistenza per la sicurezza, fornendo equipaggiamenti e mezzi logistici. Come mai una collaborazione con il rivale storico della Guerra Fredda? Per Mosca, l’Afghanistan era ai tempi una spina nel fianco piuttosto pungente: <strong>l’enorme afflusso di eroina e oppio</strong> che fa della Russia la principale consumatrice delle droghe afghane; il rischio che <strong>l’ideologia islamista</strong> attecchisse nelle regioni a maggioranza musulmana, accrescendo la possibilità di insurrezioni a sfondo eligioso. Di fronte a questo scenario, il Cremlino ha adottato una strategia di contenimento che facesse sì che fosse presente ma dietro le quinte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nuovo corso delle relazioni centroasiatiche</h2>



<p>Dopo decenni segnati da diffidenza e distacco, il rapporto tra Mosca e Kabul ha imboccato una nuova traiettoria. Già nel 2017 <strong>Vladimir Putin</strong> si era fatto promotore di un dialogo tra l’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai &#8211; entità volta a incentivare la collaborazione in ambito politico, economico e sociale in Asia &#8211; e l’Afghanistan con il tentativo di plasmare un’<strong>architettura di sicurezza comune</strong> per la regione centroasiatica. Un segnale importante della distensione tra Mosca e Kabul è giunto nel 2021, anno del ritorno al potere dei talebani dopo <a href="https://it.insideover.com/guerra/tutti-gli-errori-americani-in-afghanistan.html">il ritiro delle truppe statunitensi</a>. Le nazioni occidentali nell&#8217;estate di quell’anno si affrettavano a fare rimpatriare  il proprio personale diplomatico, <strong>il Cremlino decise di tenere aperta la sua ambasciata e d’interloquire sin da subito con i nuovi governanti dell’Afghanistan</strong>. </p>



<p>Il gesto aveva una forte valenza simbolica poiché sebbene Mosca non volesse ancora legittimare il regime di Kabul, l’intenzione era quella di tenere le porte del dialogo aperte. Non a caso, dal 2021 a oggi le delegazioni afghane sono state più volte ospitate all’ombra del Cremlino in occasione di summit multilaterali per discutere dello sviluppo dell’Asia centrale in cui non solo i russi per bocca del ministro Lavrov, ma anche i rappresentanti di Cina e India hanno rivolto ai talebani l’invito a mostrare una maggiore sensibilità per i diversi gruppi etnici coinvolgendoli nella partecipazione alla vita pubblica e a mantenere una postura più moderata agli occhi dell’opinione pubblica mondiale.</p>



<p>Attenzione, però, che gli interessi politici non sono i soli poiché c’è di mezzo anche lo zampino del dio denaro. Contestualmente all’imposizione di sanzioni economiche da parte degli occidentali per il conflitto con Kiev, <strong>Mosca ha visto nell’Afghanistan dei talebani un’inaspettata sponda con cui fare affari. </strong>A partire dal 2022, Kabul si è dimostrato un mercato molto appetibile per le esportazioni russe tanto che ingenti quantità di petrolio, diesel, gas e grano riforniscono l’industria afghana. Così facendo, russi e afghani hanno trovato un modo per uscire dall’isolazionismo a cui erano stati relegati dall’Occidente, supportandosi a vicenda considerando che l’Afghanistan a sua volta fornisce prodotti agricoli e medicinali all’Orso russo.  </p>



<p>Il nuovo corso tra Mosca e Kabul è dunque il riflesso di un pragmatismo strategico, alimentato dalla memoria del passato e dai timori del presente. L’Afghanistan, un tempo ferita aperta, oggi diventa per il Cremlino una scommessa geopolitica e Mosca è pronta a giocare, consapevole che – in un equilibrio ancora fragile – il suo ruolo non potrà essere ignorato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/mosca-apre-le-porte-ai-talebani-perche-la-russia-e-la-prima-a-riconoscere-il-loro-governo.html">Mosca apre le porte ai talebani: perché la Russia è la prima a riconoscere il loro Governo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Contrordine: gli Usa vogliono tornare in Afghanistan e riprendersi la base di Bagram</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/contrordine-gli-usa-vogliono-tornare-in-afghanistan-e-riprendersi-la-base-di-bagram.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 14:40:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Colloqui Usa-Talebani]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1321" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209092920485_c6e2c052b366459b97f65a308e535597.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209092920485_c6e2c052b366459b97f65a308e535597.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209092920485_c6e2c052b366459b97f65a308e535597-600x413.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209092920485_c6e2c052b366459b97f65a308e535597-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209092920485_c6e2c052b366459b97f65a308e535597-1024x705.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209092920485_c6e2c052b366459b97f65a308e535597-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209092920485_c6e2c052b366459b97f65a308e535597-1536x1057.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Indiscrezioni parlano di un accordo tra Usa e talebani per il ritorno di mezzi e militari statunitensi nella base di Bagram.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/contrordine-gli-usa-vogliono-tornare-in-afghanistan-e-riprendersi-la-base-di-bagram.html">Contrordine: gli Usa vogliono tornare in Afghanistan e riprendersi la base di Bagram</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1321" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209092920485_c6e2c052b366459b97f65a308e535597.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209092920485_c6e2c052b366459b97f65a308e535597.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209092920485_c6e2c052b366459b97f65a308e535597-600x413.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209092920485_c6e2c052b366459b97f65a308e535597-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209092920485_c6e2c052b366459b97f65a308e535597-1024x705.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209092920485_c6e2c052b366459b97f65a308e535597-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241209092920485_c6e2c052b366459b97f65a308e535597-1536x1057.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per Donald Trump <strong>il capitolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/afghanistan-congo-yemen-tre-crisi-da-tenere-docchio-nel-2025.html">Afghanistan </a>è tutt&#8217;altro che chiuso</strong>. Secondo l&#8217;attuale presidente Usa, Washington deve ritornare in possesso dei mezzi e delle attrezzature lasciate nel Paese dopo la fuga del 2021. <strong>Questo sottintende la possibilità di un dialogo, diretto o indiretto, con i talebani</strong>. Ossia con il movimento islamista che ha preso le redini del potere dopo l&#8217;addio statunitense. E che qualcosa si stia muovendo, lo si intuisce anche dalle indiscrezioni trapelate dall&#8217;Afghanistan nelle ultime ore. In particolare, il Governo Usa avrebbe trovato l&#8217;accordo per tornare a utilizzare la s<strong>trategica base militare di Bagram. </strong></p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Reports claim the Taliban has handed over Afghanistan&#39;s strategic Bagram Air Base to United States, with a U.S. C-17 aircraft reportedly landing at the site carrying military equipment and senior intelligence officials, including CIA Deputy Chief—though the Taliban has denied the… <a href="https://t.co/KmEzMBu9Jz">pic.twitter.com/KmEzMBu9Jz</a></p>&mdash; Afghanistan Times (@AfghanistanTime) <a href="https://twitter.com/AfghanistanTime/status/1909273779060068407?ref_src=twsrc%5Etfw">April 7, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza di Bagram</h2>



<p>Per comprendere la portata dell&#8217;indiscrezione, occorre prima sottolineare la centralità della base militare in questione. In primo luogo,<strong> Bagram è un simbolo</strong>: è stata prima il simbolo della presenza Usa in Afghanistan e, successivamente, l&#8217;emblema del disimpegno di Washington quando i militari hanno iniziato a lasciare la base. L&#8217;importanza della struttura è data però dalla sua <strong>centralità strategica</strong>. Bagram è infatti situata poco più a nord di Kabul ed è collegata direttamente con la capitale afghana. Non solo, ma controllare la base vuol dire avere un hub militare e infrastrutturale vitale per <strong>esercitare influenza sia in Afghanistan che in tutta la regione centro-asiatica</strong>. Non è un caso se a Bagram, tra gli anni Settanta e Ottanta, prima ancora degli statunitensi sono stati presenti i sovietici durante il decennio di occupazione di Mosca. Infine, la base è importante anche perché non troppo lontana né dai confini con l&#8217;<strong>Iran</strong> e né da quelli con la <strong>Cina</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le indiscrezioni sul rientro dei soldati Usa</h2>



<p>È per questo che l&#8217;eventuale ritorno di mezzi e militari di Washington a Bagram avrebbe del clamoroso. Le prime indiscrezioni sono apparse nella giornata di lunedì sull&#8217;agenzia afghana<em> Khaama Press</em>. In diversi articoli, in particolare, si è fatto riferimento all&#8217;arrivo nella base di almeno un<strong> aereo C-17 </strong>con a bordo funzionari di alto rango statunitensi. Tra questi, anche uno dei vice direttori della Cia. La natura della missione effettuata dal velivolo non è stata chiarita ma, così come si legge sempre sull&#8217;agenzia afghana, <strong>il semplice atterraggio del C-17</strong> rappresenta il segnale di importanti contatti diplomatici tra statunitensi e talebani. Altre fonti hanno però smentito l&#8217;arrivo dell&#8217;areo Usa a Bagram, evidenziando però che in effetti il 5 aprile scorso un C-17 ha effettivamente sorvolato il territorio afghano prima di dirigersi verso lo spazio aereo tagiko.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🚨A US Air Force C-17, originating from Al Udeid Air Base, descended to around 20,000 feet over Tajikistan on April 5 (DID NOT LAND IN BAGRAM AIRBASE), hovering briefly for about 1-2 hours near the Nurek Dam at a ground speed of 170 knots before re-entering Afghanistan’s airspace… <a href="https://t.co/PnjVsKWVFR">pic.twitter.com/PnjVsKWVFR</a></p>&mdash; Qais Alamdar (@Qaisalamdar) <a href="https://twitter.com/Qaisalamdar/status/1909528965515297212?ref_src=twsrc%5Etfw">April 8, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;incontro negli Emirati Arabi Uniti</h2>



<p>Ma a rilanciare l&#8217;indiscrezione legata a un possibile colloquio diretto tra rappresentanti di Washington e membri dell&#8217;emirato talebano, sono stati i giornalisti di<em> Amu Tv.</em> Si tratta di una tv afghana fondata dopo il rientro degli studenti coranici a Kabul, ma con sede in Virginia. Il network vanta contatti sia con funzionari Usa che con alti ufficiali talebani. E sarebbero stati proprio tre di loro a rivelare <strong>l&#8217;esistenza di un incontro avvenuto nei giorni scorsi negli Emirati Arabi Uniti</strong>. Ossia in uno dei pochi Paesi che riconosce il Governo talebano e che ha stabili contatti diplomatici con gli attuali padroni di Kabul.</p>



<p>Sfruttando la visita ad Abu Dhabi di <strong>Sirajuddin Haqqani</strong>, numero due nella gerarchia talebana, funzionari inviati dalla Casa Bianca avrebbero trovato un accordo per lo sfruttamento di Bagram. L&#8217;intesa prevedrebbe vantaggi per entrambe le parti in questione. I talebani infatti,<strong> riceverebbero soldi da parte degli Usa </strong>e vedrebbero parzialmente ridimensionato il proprio isolamento internazionale. Dal canto suo, <strong>Washington tornerebbe in possesso della base di Bagram</strong>. Una circostanza quest&#8217;ultima che avrebbe importanza soprattutto in chiave anti cinese. Alla base dell&#8217;iniziativa diplomatica infatti, ci sarebbero le preoccupazioni di Washington per la crescente influenza di Pechino in Afghanistan. Occorre comunque precisare che, per il momento, non ci sono state né conferme e né smentite ufficiali da parte dei diretti interessati. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/contrordine-gli-usa-vogliono-tornare-in-afghanistan-e-riprendersi-la-base-di-bagram.html">Contrordine: gli Usa vogliono tornare in Afghanistan e riprendersi la base di Bagram</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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