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Guerra

Pakistan all’attacco, nuove bombe sull’Afghanistan in risposta agli attentati del Ttp

Il Pakistan ha bombardato l’Afghanistan nella notte tra il 21 e il 22 febbraio in risposta all’attentato di Bajaur, avvenuro il 16 febbraio scorso nella regione dl Khyber Pakthunkhwa, al confine tra i due Paesi. Islamabad ha preso di mira...

Il Pakistan ha bombardato l’Afghanistan nella notte tra il 21 e il 22 febbraio in risposta all’attentato di Bajaur, avvenuro il 16 febbraio scorso nella regione dl Khyber Pakthunkhwa, al confine tra i due Paesi. Islamabad ha preso di mira le formazioni del movimento Tehreek-e-Taliban Pakistan (Ttp) che ha rivendicato l’attentato, in cui sono morti 11 membri delle forze di sicurezza pakistane e un bambino, bombardando i loro santuari nel Paese governato dai Talebani. Negli attacchi, avvenuti nelle regioni montuose dell’Hindu Kush che separano i due Paesi, sono morte almeno 20 persone e il ministero della Difesa di Kabul accusa il Pakistan di aver colpito diverse aree abitate da civili.

Il Pakistan ha schierato i moderni caccia JF-17 realizzati in sinergia con la Cina e che si sono visti all’opera anche nel conflitto del 2025 contro l’India. Da 4 a 6 velivoli, secondo le fonti Osint, avrebbero condotto molteplici raid di attacchi contro i campi di addestramento del Ttp, movimento spesso presentato come dei “Talebani pakistani” ma che pur essendo alleato ai dominatori dell’Afghanistan mantiene una catena di comando e una struttura operativa indipendente, pur aderendo al medesimo sistema di regole misto di islamismo sunnita radicale e identitarismo pashtun (Pashtunwali) degli Studenti Coranici. Per il Pakistan la presenza del Ttp oltre confine è un enorme problema di sicurezza nazionale, dato che il movimento guidato da Noor Wali Mehsud ha più volte condotto violenti attentati sul suolo pakistano e prodotto una crisi di leadership nelle forze armate di Islamabad.

Diverse fonti riportano che negli attacchi i pakistani avrebbero colpito anche dei civili, bombardando case e centri residenziali, con Al Jazeera che riporta che 17 persone sono state uccise nella sola cittadina di Nangarhar. Il governo pakistano guidato da Shehbaz Sharif e l’esercito comandato dal generale Asim Munir hanno scelto la risposta muscolare.

Fonti di Islamabad hanno detto a Al Jazeera che il Pakistan ” ha ripetutamente sollecitato il governo talebano dell’Afghanistan a intervenire per impedire ai gruppi armati di utilizzare il territorio afghano per lanciare attacchi, ma che Kabul non è riuscita a intraprendere alcuna azione sostanziale”. Islamabad ritiene i Talebani e il Ttp mutualmente responsabili.

Da marzo 2024 continua una strisciante serie di scontri tra Pakistan e Afghanistan, spesso legati alla volontà del primo di sopprimere i gruppi militanti che operano sul suolo afghano. Islamabad ha rivendicato di aver colpito obiettivi individuati grazie all’intelligence, ed è un segnale: l’Inter-Services Intelligence, il potente servizio segreto pakistano, ha per anni plasmato, sostenuto e rafforzato i Talebani e ora il Pakistan dichiara di avere ancora capacità d’azione all’interno del Paese confinante, con cui dopo il ritorno al potere degli Studenti Coranici i rapporti si sono deteriorati pesantemente per le questioni di confine.

I nuovi scontri, i più intensi dalla breve guerra dell’ottobre scorso, riportano al calor bianco la tensione in quello che a lungo è stato ritenuto uno dei punti caldi dell’Asia. E richiamano alla mai chiusa questione afghana, dove il ritorno al potere dei Talebani, dal 2021, ha prodotto sia una sostanziale fine della conflittualità interna che un aumento della porosità del Paese e della strisciante minaccia terroristica nell’Asia profonda.

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