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	<title>Marines Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 27 May 2026 05:16:22 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Marines Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Ieri il Giappone, domani la Cina? Perché gli USA riaprono le piste di atterraggio nel Pacifico Occidentale</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/ieri-il-giappone-domani-la-cina-perche-gli-usa-riaprono-le-piste-di-atterraggio-nel-pacifico-occidentale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 05:16:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Marines]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1208" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Palau-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Palau (La Presse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Palau-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Palau-La-Presse-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Palau-La-Presse-1024x644.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Palau-La-Presse-768x483.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Palau-La-Presse-1536x966.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Palau-La-Presse-2048x1289.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti stanno ripristinando l'insediamento militare a Palau per avere la possibilità di dispersione delle forze in caso di attacco cinese, ma non solo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/ieri-il-giappone-domani-la-cina-perche-gli-usa-riaprono-le-piste-di-atterraggio-nel-pacifico-occidentale.html">Ieri il Giappone, domani la Cina? Perché gli USA riaprono le piste di atterraggio nel Pacifico Occidentale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1208" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Palau-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Palau (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Palau-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Palau-La-Presse-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Palau-La-Presse-1024x644.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Palau-La-Presse-768x483.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Palau-La-Presse-1536x966.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Palau-La-Presse-2048x1289.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Palau </strong>è un arcipelago del Pacifico occidentale situato a Est delle Filippine e a Sud delle Isole Marianne. Qui, nell&#8217;atollo di Peleliu, tra i più meridionali dell&#8217;arcipelago, gli <strong>Stati Uniti</strong> <a href="https://www.dw.com/en/us-rebuilding-wwii-pacific-airfields-amid-china-threat/a-76569562">sono al lavoro</a> per ripristinare una vecchia pista di atterraggio utilizzata durante la Seconda Guerra Mondiale. Proprio quel conflitto ci fornisce la base per avere la chiave di lettura di questa mossa statunitense – per nulla a sorpresa – volta a rafforzare la propria presenza in quella che è nota anche come Seconda Catena di Isole, ovvero la serie di arcipelaghi che vanno dalle Marianne sino alla Nuova Guinea/Indonesia. </p>



<p>Durante la Seconda Guerra Mondiale, l&#8217;espansione nipponica aveva portato le truppe giapponesi a invadere buona parte dei territori del Pacifico occidentale, toccando appunto la Nuova Guinea e arrivando sino alle Salomone. Avamposti giapponesi si trovavano in Micronesia nelle isole Gilbert e nelle Marshall, e il comandante in capo del teatro del Pacifico, l&#8217;ammiraglio <strong>Chester Nimitz</strong>, per vincere il Giappone decise che le forze anfibie e aeronavali Usa non avrebbero intrapreso una lunga e sanguinosa battaglia per liberare tutte le isole occupate, ma avrebbero conquistato punti chiave in un progressivo avanzamento verso l&#8217;arcipelago giapponese. Questa tattica, definita “<strong>salto della rana</strong>”, fu efficace come sappiamo, e Palau fu sede di una di queste battaglie decisive per la vittoria statunitense.</p>



<p>L&#8217;insediamento militare Usa a Palau, tra cui anche la base aerea di Peleliu, perse d&#8217;importanza dopo la guerra: Washington aveva ristabilito la sua presenza nelle Filippine e soprattutto aveva spostato il suo baricentro molto più a Ovest grazie alla capitolazione nipponica, che fece del Giappone un Paese satellite degli Usa.</p>



<p><strong>Questo assetto è rimasto sostanzialmente immutato sino al termine della Guerra Fredda,</strong> quando la fine del blocco sovietico portò gli Usa a rinunciare ad alcune posizioni avanzate – come nelle Filippine – ma l&#8217;evolversi della situazione internazionale che ha portato sul palcoscenico la Cina con le sue aspirazioni a diventare potenza globale e soprattutto egemone nel Pacifico occidentale sta ancora una volta cambiando la postura statunitense.</p>



<p>Le Filippine, davanti all&#8217;aggressività cinese nel Mar Cinese Meridionale, sono tornate a guardare a Washington e oltre a riaprire basi militari che gli Usa avevano abbandonato negli anni Novanta, ne hanno aperte di nuove, praticamente raddoppiandone il numero.</p>



<p>Se il Pentagono sta riuscendo nell&#8217;impresa di riposizionarsi nella <strong>Prima Catena di Isole</strong>, in un processo avviato ormai da più di un lustro, ora è giunto il momento di guardare oltre alla Seconda Catena, che assume un ruolo centrale anche nella strategia cinese in quanto funzionale alla sua proiezione militare (e commerciale) in tutto il Pacifico, e da lì, possibilmente in un futuro non troppo remoto, in tutto il globo. <strong>Palau, e la base di Peleliu, diventano quindi fondamentali per il controllo del mare tra le due catene </strong>– e per il controllo delle linee di navigazione tra Australia e le Hawaii – pertanto i genieri statunitensi hanno avviato il ripristino della pista di atterraggio per farne un avamposto in grado di supportare le operazioni militari. Attualmente, ancora non sono presenti installazioni come radar di scoperta e sistemi di difesa aerea, ma si sta predisponendo tutto il necessario per il loro arrivo.</p>



<p>Il ripristino dell&#8217;insediamento militare a Peleliu non sorprende anche perché <strong>gli Stati Uniti hanno avviato <a href="https://theaviationist.com/2025/10/02/tinian-airfield-rehabilitation-work/">la stessa dinamica a Tinian</a>,</strong> una delle isole Marianne che, come le Palau, sono state importanti per il “salto della rana” dell&#8217;ammiraglio Nimitz.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I vantaggi della dispersione</h2>



<p>L&#8217;ottica generale Usa non è solo quella di ricomporre le maglie del contenimento di una potenza continentale – in questo caso la Cina invece dell&#8217;URSS – ma anche quella di avere più avamposti in cui <strong>disperdere le proprie forze</strong> in caso di conflitto. Al Pentagono sanno che le basi principali del Pacifico occidentale, come Okinawa e quelle nelle Filippine, financo la stessa Guam, <strong>sono dentro il raggio d&#8217;azione dell&#8217;offesa missilistica cinese </strong>ed è quindi necessario disperdere le proprie forze affinché possano sopravvivere a un primo, massiccio attacco in caso di conflitto aperto. La dispersione, se associata a un sistema di difesa aerea adeguato – quindi con capacità antimissili balistici – diventa efficace perché costringe l&#8217;avversario a separare numericamente le proprie salve di missili, che diventando meno numerose, hanno più probabilità di essere intercettate e di ridurre considerevolmente i danni a terra.</p>



<p>La dispersione assume anche una connotazione prettamente strategica sul piano delle <strong>operazioni anfibie</strong> in quanto col riassetto dei Marines – o per meglio dire col ritorno a una forza prettamente anfibia invece di “pesante” &#8211; il Corpo può mettere in atto le <strong>operazioni di “contro-bolla”</strong> con più flessibilità e soprattutto con più capillarità. Avere la possibilità di contare su numerosi avamposti, e quindi di poter disperdere intorno a essi sistemi missilistici di vario tipo (antinave, da attacco terrestre e antiaerei) in piccole unità, o reparti che usano droni kamikaze a lungo e medio raggio “<a href="https://it.insideover.com/difesa/dallucraina-al-golfo-larma-piu-insidiosa-e-nascosta-in-un-container-e-gli-usa.html">containerizzati</a>”, permette di disarticolare le bolle <strong><em>Anti Access/Area Denial</em></strong> cinesi che si stanno espandendo sia grazie all&#8217;ingresso in servizio di nuovi sistemi d&#8217;arma, sia grazie alla progressiva avanzata territoriale nel Mar Cinese Meridionale, dove gli atolli occupati – o costruiti artificialmente – dalla Repubblica Popolare sono stati ampiamente militarizzati con infrastrutture capaci di ospitare velivoli e unità navali di vario tipo. </p>



<p>Chi scrive ritiene anche che gli sforzi cinesi volti a costruire una forza da assalto anfibio credibile, con anche una <a href="https://it.insideover.com/difesa/dalla-turchia-alla-cina-le-navi-porta-droni-come-strumento-di-proiezione-di-potenza.html">nave porta-droni</a> di grosso tonnellaggio, non siano rivolti solo al raggiungimento della superiorità nei mari contigui alla Cina, ma anche a effettuare <strong>operazioni di sbarco proprio in isole atolli chiave oltre la Prima Catena di Isole</strong> in una riedizione del “salto della rana” dell&#8217;ammiraglio Nimitz, dove però, in questo caso, sono gli Stati Uniti a essere al posto del Giappone imperiale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/ieri-il-giappone-domani-la-cina-perche-gli-usa-riaprono-le-piste-di-atterraggio-nel-pacifico-occidentale.html">Ieri il Giappone, domani la Cina? Perché gli USA riaprono le piste di atterraggio nel Pacifico Occidentale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>USA, segnali di Azione anfibia contro l&#8217;Iran. Ecco come e dove potrebbe accadere</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/usa-segnali-di-azione-anfibia-contro-liran-ecco-come-e-dove-potrebbe-accadere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 05:42:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Golfo persico]]></category>
		<category><![CDATA[Marines]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1820" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426.jpg 1820w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 1820px) 100vw, 1820px" /></p>
<p>Marines, paracadutisti e altre truppe terrestri mobilitate dagli Stati Uniti: sono segnali di un possibile sbarco nel Golfo Persico?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-segnali-di-azione-anfibia-contro-liran-ecco-come-e-dove-potrebbe-accadere.html">USA, segnali di Azione anfibia contro l&#8217;Iran. Ecco come e dove potrebbe accadere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1820" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426.jpg 1820w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1820px) 100vw, 1820px" /></p>
<p>Alla vigilia del 30esimo giorno di operazioni belliche nel Golfo Persico, si sono accumulati diversi segnali che potrebbero indicare la volontà statunitense di effettuare un <strong>qualche tipo di azione anfibia</strong> nel conflitto in corso.</p>



<p>Dalle colonne di InsideOver <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-portaerei-ford-costretta-a-lasciare-il-golfo-e-intanto-arriva-larg-usa-indizi-di-assalto-anfibio.html">abbiamo monitorato</a>, nelle scorse settimane, i movimenti di truppe USA, in particolare quelli dei due MEU (<em>Marine Expeditionary Unit</em>) imbarcati sui rispettivi gruppi navali da assalto anfibio: quello del “Tripoli” e quello del “Boxer”. Sebbene <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-perche-non-ci-sara-nessuno-sbarco-dei-marines-in-iran.html">inizialmente pensassimo</a> che questi spostamenti degli ARG (<em>Amphibious Ready Group</em>), in particolare quello del “Tripoli”, fossero esclusivamente una forma di pressione politica, o al più un modo di sopperire all&#8217;uscita dalla zona di operazioni della portaerei “Ford”, che come sappiamo in questi giorni si trova a Creta per effettuare le riparazioni di emergenza resesi necessarie dopo l&#8217;incendio a bordo, ora quanto emerso da canali ufficiali e non ci porta a considerare con maggiore probabilità la possibilità che <strong>il Pentagono stia seriamente valutando l&#8217;opzione di uno sbarco anfibio</strong> da qualche parte del Golfo Persico.</p>



<p>Prima di cercare di capire dove gli le forze anfibie potrebbero entrare in azione, ripercorriamo gli eventi che stanno spostando la valutazione verso questa ipotesi.</p>



<p>L&#8217;ARG del “Tripoli”, per ora composto solo dalla LHA (<em>Landing Helicopter Assault</em>) da cui prende il nome e dalla LPD (<em>Landing Platform Dock</em>) “New Orleans” (ancora non è stato osservato il “San Diego”, seconda LPD che trasporta il 31esimo MEU) è stato segnalato a <strong>Diego Garcia</strong>, la base aeronavale britannica utilizzata storicamente dagli USA nel mezzo dell&#8217;Oceano Indiano, il 23 marzo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Following up on the transit into the Indian Ocean&#8230; 👇<br><br>ARG TRANSIT UPDATE: Tripoli ARG at Diego Garcia<br>Imagery from Mar 23 caught the USS Tripoli (LHA-7) moored alongside at the NSF Diego Garcia pier, visible despite heavy cloud cover.<br><br>➡️Just in—AIS data via <a href="https://twitter.com/VesselFinder?ref_src=twsrc%5Etfw">@VesselFinder</a>… <a href="https://t.co/xSSzZXjcJq">https://t.co/xSSzZXjcJq</a> <a href="https://t.co/PySR2SmZaU">pic.twitter.com/PySR2SmZaU</a></p>&mdash; MT Anderson (@MT_Anderson) <a href="https://twitter.com/MT_Anderson/status/2036483449754882403?ref_src=twsrc%5Etfw">March 24, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L&#8217;ARG del “Boxer” ha lasciato molto celermente il porto di San Diego il 19 marzo, dirigendosi verso ovest. Non è ancora chiaro se abbia ricevuto ordini di dispiegamento nella zona di operazioni del CENTCOM oppure sia stato inviato nel Pacifico Occidentale per sostituire l&#8217;ARG del “Tripoli”. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Four officials tell Newsmax the Boxer Amphibious Ready Group (ARG) and the embarked 11th Marine Expeditionary Unit (11th MEU) is deploying ahead of schedule from the West Coast and is expected to sail direct through the Indo-Pacific to the Middle East, after the U.S. Navy was… <a href="https://t.co/jJMnkNBgAH">https://t.co/jJMnkNBgAH</a></p>&mdash; OSINTdefender (@sentdefender) <a href="https://twitter.com/sentdefender/status/2034756851707826495?ref_src=twsrc%5Etfw">March 19, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Marines e l&#8217;82esima aviotrasportata</h2>



<p>Un MEU, imbarcato su tre navi da assalto anfibio (solitamente una LHA/LHD, e due tra LPD e LSD), è composto da circa <strong>2.200/2.500 Marines</strong>, supportato da elicotteri da assalto, da trasporto, convertiplani e una componente aerea imbarcata ad ala fissa costituita da F-35B o AV-8B. Quest&#8217;ultimo velivolo è destinato a essere ritirato dal servizio attivo a giugno di quest&#8217;anno, ma rimane a<a href="https://aerospaceglobalnews.com/news/us-marines-av-8b-harrier-retirement-plans/">ncora attivo nel 22esimo MEU</a>. Considerando le unità navali in movimento, stimiamo che <strong>all&#8217;incirca 5.200 Marines</strong>, comprensivi dei gruppi aerei imbarcati e personale di supporto, siano attualmente in movimento verso il Medio Oriente, con la forza del “Tripoli”, l&#8217;unica diretta sicuramente verso la zona, pari a circa 2300 soldati.</p>



<p>Secondo quanto riportato venerdì dal<em> Wall Street Journal</em>, il Pentagono sta valutando l&#8217;invio di ulteriori <strong><a href="https://www.wsj.com/livecoverage/iran-war-us-israel-news-updates/card/trump-weighs-sending-another-10-000-ground-troops-to-the-middle-east-v1OhoXwv55BiCg7MAmim">10mila soldati delle forze terrestri</a></strong> in Medio Oriente. Se approvato, il contingente includerebbe probabilmente fanteria e veicoli blindati e si unirebbe ai Marines già diretti nella regione e ai circa <strong><a href="https://www.nytimes.com/2026/03/24/us/politics/82nd-airborne-division-iran-troops.html">2mila paracadutisti della 82esima Divisione Aviotrasportata</a></strong> di stanza a Fort Bragg. Tale operazione aumenterebbe significativamente la potenza di fuoco del contingente già inviato in zona di operazioni. </p>



<p>Sebbene non sia chiaro dove tali forze verrebbero dislocate, <strong>alcuni ritengono che il Pentagono stia preparando uno sbarco nell&#8217;isola di Kharg</strong>, una piccola striscia di terra nel Golfo Persico che gestisce il 90% delle esportazioni petrolifere iraniane. L&#8217;isola è stata già pesantemente colpita dai raid aerei statunitensi, è oltre alla infrastrutture petrolifere ospita lavoratori del settore e un numero imprecisato di militari. Un potenziale assalto a Kharg potrebbe prevedere diverse tattiche, dallo sbarco anfibio dei Marines al lancio di paracadutisti direttamente nell&#8217;area, o una combinazione di queste. Il problema di un&#8217;azione di questo tipo è dato dal passaggio delle navi degli ARG dallo Stretto di Hormuz e dalla navigazione nel Golfo Persico, che <strong>potrebbe facilmente esporle alla reazione iraniana </strong>con barchini armati di missili, razzi e con vettori da crociera antinave basati a terra, che non abbiamo ancora visto in azione sebbene l&#8217;<a href="https://www.financialexpress.com/world-news/iran-attacks-uss-abraham-lincoln-but-why-irans-weapons-cannot-damage-it/4184152/">Iran abbia più volte riferito</a> di aver cercato di colpire il Carrier Strike Group della portaerei “Lincoln”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Hormuz al nucleare</h2>



<p>Recenti informazioni diffuse da <a href="https://edition.cnn.com/2026/03/10/politics/iran-begins-laying-mines-in-strait-of-hormuz">alcuni media</a>, riportano anche che gli iraniani avrebbero già posato mine navali nello Stretto a partire da circa il 12 marzo. Sebbene sia scarsamente possibile la posa di mine in modo da ottenere una zona di mare fittamente e ordinatamente minata, è noto che <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/hormuz-e-bab-el-mandeb-la-teoria-dellinaccettabilita-del-rischio.html">basti il sospetto</a></strong> che nella zona ci siano mine per rendere necessaria l&#8217;attività di unità navali per contromisure e quindi rallentare le operazioni di transito. </p>



<p>Le forze statunitensi potrebbero anche tentare di <strong>assumere il controllo di alcuni elementi del programma nucleare iraniano</strong>: la scorsa settimana Reuters ha riferito che funzionari dell&#8217;amministrazione Trump stavano valutando una missione per mettere in sicurezza le scorte di uranio arricchito dell&#8217;Iran per eliminare la capacità dell&#8217;Iran di sviluppare armi nucleari. </p>



<p>Ci sono <strong>altre due opzioni per uno sbarco anfibio</strong> e un&#8217;azione terrestre e/o aviotrasportata statunitense: la presa di alcune isole nello Stretto, e il posizionamento di una <strong>controbolla <em>Anti Access / Area Denial</em></strong> nella penisola omanita di <strong>Musandam</strong>. Lungo lo Stretto, oltre alla grande isole di Qeshm che richiederebbe forze consistenti e una più lunga campagna di interdizione aerea, ci sono altre piccole isole come <strong>Larak</strong> (situata all&#8217;imboccatura in ingresso nel Golfo), e <strong>Siri</strong>, <strong>Abu Musa</strong>, <strong>Tunb al-Kubra</strong> e <strong>Tunb as-Sughra</strong>. Queste ultime 4 sono posizionate all&#8217;incirca al centro del braccio di mare, in uscita dal Golfo, abbastanza lontane dal territorio iraniano e soprattutto tutte dotate di una pista di atterraggio. La geografia delle isole è favorevole per un&#8217;operazione anfibia e aviotrasportata, quindi se le forze aeronavali statunitensi riuscissero a esprimere un&#8217;adeguata scorta l&#8217;operazione sarebbe fattibile. La penisola di Musandam, sebbene sia strategicamente rilevante, non ha coste adatte a uno sbarco anfibio nella sua parte orientale e settentrionale, e data l&#8217;orografia e la scarsa viabilità l&#8217;installazione di una controbolla richiederebbe molto tempo e notevoli sforzi logistici: resterebbe comunque l&#8217;opzione più sicura previa approvazione dell&#8217;Oman. L&#8217;opzione più probabile comunque resta la presa di una qualche isola nello Stretto, considerando l&#8217;invasione di Kharg la possibilità più dispendiosa in termini di assetti e personale considerando il rischio associato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-segnali-di-azione-anfibia-contro-liran-ecco-come-e-dove-potrebbe-accadere.html">USA, segnali di Azione anfibia contro l&#8217;Iran. Ecco come e dove potrebbe accadere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Un secondo gruppo di Marines verso il medio oriente &#124; G550 dell&#8217;AM in volo per sorvegliare il nostro fianco sud</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/un-secondo-gruppo-di-marines-verso-il-medio-oriente-g550-dellam-in-volo-per-sorvegliare-il-nostro-fianco-sud.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 08:21:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica militare italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Marines]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un secondo gruppo anfibio USA sembra far rotta verso il Medio Oriente &#124; La Difesa italiana ha potenziato la sorveglianza aerea dall'inizio della guerra</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-secondo-gruppo-di-marines-verso-il-medio-oriente-g550-dellam-in-volo-per-sorvegliare-il-nostro-fianco-sud.html">Un secondo gruppo di Marines verso il medio oriente | G550 dell&#8217;AM in volo per sorvegliare il nostro fianco sud</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo che un primo gruppo navale da <strong>assalto anfibio</strong> statunitense sta facendo rotta per il Medio Oriente, sembra che un secondo lo stia seguendo. Il 19, da San Diego, un altro <em>Marine Expeditionary Unit</em> a bordo di un ARG è salpato &#8211; un po&#8217; troppo in fretta &#8211; per una destinazione per il momento ignota. <br>Si sta avvicinando uno sbarco in Iran? Dove potrebbe essere?</p>



<p>L&#8217;<strong>Italia</strong>, silenziosamente, sin dai primi giorni di guerra ha potenziato la sorveglianza aerea sul suo fianco meridionale. L&#8217;Aeronautica Militare effettua voli quotidiani di velivoli <strong>CAEW </strong>per controllare e intercettare le possibili minacce provenienti da levante. Anche la Marina Militare, recentemente, ha dato un forte segnale di partecipazione alla difesa aerea nazionale, e con la nostra presenza navale a Cipro, il nostro Paese ha allungato di molto la portata della sua sorveglianza.</p>



<p>Nel numero 77 di <strong>InsideWar</strong>, la newsletter di InsideOver che vi porta dentro le crisi internazionali dandovene una lettura che nessuno nel panorama giornalistico italiano vi da, vi spieghiamo cosa sta succedendo in questi giorni febbrili, in cui il conflitto in Iran non accenna a diminuire di intensità.</p>



<p>Vi segnaliamo inoltre che sul nostro sito è disponibile il <strong>corso on demand sulla Guerra Ibrida</strong> tenuto da Paolo Mauri. Il corso è della durata di poco più di un’ora e del costo di 60 €. Per maggiori informazioni cliccate su <a href="https://it.insideover.com/course-landing/guerra-ibrida">questo link</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-secondo-gruppo-di-marines-verso-il-medio-oriente-g550-dellam-in-volo-per-sorvegliare-il-nostro-fianco-sud.html">Un secondo gruppo di Marines verso il medio oriente | G550 dell&#8217;AM in volo per sorvegliare il nostro fianco sud</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La portaerei Ford costretta a lasciare il Golfo, e intanto arriva l&#8217;ARG USA: indizi di assalto anfibio</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-portaerei-ford-costretta-a-lasciare-il-golfo-e-intanto-arriva-larg-usa-indizi-di-assalto-anfibio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 06:11:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Marines]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei Gerald Ford]]></category>
		<category><![CDATA[sabotaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1219" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-1024x650.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-768x488.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-1536x975.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-2048x1300.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre la portaerei Ford fa rotta su Creta col sospetto di un sabotaggio, l'ARG si sta ricomponendo. Ci sarà un assalto anfibio? Dove?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-portaerei-ford-costretta-a-lasciare-il-golfo-e-intanto-arriva-larg-usa-indizi-di-assalto-anfibio.html">La portaerei Ford costretta a lasciare il Golfo, e intanto arriva l&#8217;ARG USA: indizi di assalto anfibio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1219" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-1024x650.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-768x488.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-1536x975.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-2048x1300.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-gioiello-della-us-navy-la-portaerei-uss-gerald-r-ford.html">portaerei “Ford”</a></strong> sta lasciando la zona di operazioni del Golfo Persico per raggiungere <strong>Creta</strong>, dove verranno effettuati i lavori di riparazione a seguito dell&#8217;incendio scoppiato nella lavanderia della nave giovedì scorso. <a href="https://www.kathimerini.com.cy/gr/kosmos/nyt-gia-30-wres-ekaige-i-fotia-sto-uss-gerald-r-ford">Secondo quanto riferito</a>, il fuoco è divampato per 30 ore e ha causato il ferimento lieve di due marinai e l&#8217;intossicazione per inalazione da fumo di altri 200, lasciandone anche oltre 600 senza letto e costringendoli quindi a dormire sul pavimento e sui tavoli in altre zone della portaerei. Anonimi ufficiali della U.S. Navy, che <a href="https://www.theguardian.com/us-news/2026/mar/18/onboard-fire-uss-gerald-ford-aircraft-carrier">hanno parlato</a> con <em>Reuters</em>, non hanno specificato per quanto tempo la nave da 13 miliardi di dollari dovrà restare a Creta per le riparazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ombra del sabotaggio</h2>



<p>La nave è in mare da quasi 10 mesi, quindi ben oltre il normale turno operativo di sei, e ha subito anche un&#8217;avaria al sistema di scarico delle acque reflue che ha comportato notevole disagio a bordo. Secondo quanto riferito dagli stessi marinai, questo problema si ripresenta ogni volta che la portaerei prende il mare. L&#8217;umore a bordo quindi non sembra essere dei migliori, al punto che la <strong>U.S. Navy ha aperto un&#8217;inchiesta</strong> per indagare sulla possibilità che l&#8217;incendio fosse di <a href="https://www.msn.com/en-gb/news/other/uss-ford-fire-sparks-sabotage-probe/gm-GM2728F53B">origine dolosa</a>, innescato da qualche marinaio particolarmente sconfortato dall&#8217;idea di prolungare la missione per ulteriori settimane in condizioni non proprio agevoli. </p>



<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-perche-non-ci-sara-nessuno-sbarco-dei-marines-in-iran.html">Come vi abbiamo già raccontato</a>, lo spostamento della LHA (<em>Landing Ship Assault</em>) “Tripoli” dal Mar delle Filippine al Medio Oriente, potrebbe facilmente rispondere all&#8217;esigenza di sostituire la portaerei “Ford” in zona di operazioni, in attesa che il CSG della portaerei “G.H.W. Bush” venga pronto (mancherebbero ancora almeno 10 settimane in condizioni normali, ma riteniamo che vengano accelerati i tempi della JTFEX). </p>



<p>Eravamo giunti a questa conclusione considerando il gruppo di volo imbarcato, costituito da circa 19 F-35B, e soprattutto osservando che il “Tripoli” stava navigando nel Mar Cinese Meridionale con rotta verso lo Stretto della Malacca accompagnato da due cacciatorpediniere e privo delle altre unità navali che compongono il suo ARG (<em>Amphibious Ready Group</em>). </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">THE NAKED SPRINT: Tripoli ARG Transits Malacca Unescorted<br><br>OSINT Update (MAR 17): The USS Tripoli (LHA-7) and USS New Orleans are currently off the coast of Malaysia near Port Klang, pushing NW through the Strait of Malacca completely unescorted.<br><br>If current AIS tracks are to be… <a href="https://t.co/eUvfSHz7pZ">https://t.co/eUvfSHz7pZ</a> <a href="https://t.co/kObU2LPzCi">pic.twitter.com/kObU2LPzCi</a></p>&mdash; MT Anderson (@MT_Anderson) <a href="https://twitter.com/MT_Anderson/status/2034093571117355028?ref_src=twsrc%5Etfw">March 18, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>In realtà, ulteriori evidenze satellitari acquisite il 17 marzo, mostrano che circa 40 chilometri dietro il “Tripoli” sta navigando una LPD (<em>Landing Platform Dock</em>), il “<strong>New Orleans</strong>” della classe San Antonio. Non è invece ancora visibile l&#8217;altra LPD che compone l&#8217;ARG, ovvero il “San Diego”. Ancora più inusuale, la scorta del “Tripoli” ha fatto dietro-front quando la nave ha imboccato il tratto di mare che conduce allo Stretto della Malacca (dopo l&#8217;arcipelago di Riau), aprendo a domande sul perché di una tale decisione in avvicinamento a un collo di bottiglia tra i più trafficati del mondo. Forse dal Mare Arabico sono partiti altri cacciatorpediniere per incontrare le due navi? Per il momento non è possibile saperlo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Se operazione anfibia sarà, non sarà in Iran</h2>



<p>La mossa dell&#8217;U.S. Navy apre però un&#8217;altra questione ancora più problematica: <strong>si sta preparando uno sbarco del MEU (<em>Marines Expeditionary Unit</em>)</strong> imbarcato sull&#8217;ARG? Come vi avevamo anticipato, i mezzi da sbarco anfibi, e i veicoli terrestri utilizzati dai 2200 soldati del MEU sono per la maggior parte imbarcati sulle due LPD che accompagnano il “Tripoli”, e anche gli stessi Marines sono distribuiti sulle tre navi.</p>



<p>Il “San Diego” seguirà le altre due unità navali in quella che sembra essere una mossa per confondere le acque? Lo stesso dispiegamento in Medio Oriente dell&#8217;ARG è una decisione presa per depistare gli iraniani e gli osservatori internazionali? Spostare un gruppo navale da assalto anfibio non è una manovra da poco, sia per quanto riguarda il <strong>costo finanziario</strong> dell&#8217;operazione, sia per quanto riguarda il <strong>costo strategico</strong>: il delicato settore del Pacifico Occidentale ora rimane sostanzialmente sguarnito, con la portaerei “George Washington” in porto a Yokosuka per ultimare lavori di manutenzione. </p>



<p>La decisione di spostare l&#8217;ARG in Medio Oriente risponde a una manovra politica per mettere pressione sull&#8217;Iran? <strong>Difficilmente Teheran cederà a pressioni simili </strong>considerando la sostanziale tenuta del regime nonostante le <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-lancia-meno-droni-e-meno-missili-due-ipotesi-tattica-per-non-esaurire-larsenale-o-scarsita-di-risorse.html">pesanti menomazioni subite</a> al suo apparato militare a seguito della campagna aerea israelo-statunitense in corso.</p>



<p>Il Pentagono sta valutando un possibile sbarco anfibio in una delle isole dello Stretto di Hormuz (Qeshm la più grande ma iraniana) o <strong>nell&#8217;estremo nord della penisola di Musandam</strong> (Oman) per instaurare una “contro-bolla” di interdizione capace di proteggere il traffico navale? Plausibile quest&#8217;ultima come ipotesi, soprattutto se viene ottenuto il benestare dell&#8217;Oman: uno sbarco anfibio permette di dispiegare un elevato numero di uomini e mezzi in tempi più brevi rispetto a un ponte aereo, e permette quindi di effettuare un&#8217;azione “imprevedibile” per la reazione avversaria rispetto a un aviosbarco su un aeroporto. </p>



<p>L&#8217;ARG doppierà Hormuz per sbarcare i Marines sull&#8217;isola iraniana di Kharg che è un importante terminal petrolifero? Poco plausibile, considerando i rischi associati al transito per Hormuz e allo sbarco stesso. </p>



<p>Se sbarco anfibio sarà, quindi se vedremo anche la LPD “San Diego” dirigersi verso il Medio Oriente, e se l&#8217;ARG si ricomporrà insieme a un&#8217;adeguata scorta fornita dai cacciatorpediniere e sottomarini già presenti nell&#8217;area, è probabile che sia nella penisola omanita. Un&#8217;azione simile fornirebbe anche ai Marines una preziosa <strong>esperienza di capacità di “contro-bolla”</strong>, per la quale si stanno esercitando da tempo in forza di un importante sovvertimento di dottrine e conseguente acquisizione di nuovi sistemi d&#8217;arma. Un percorso che <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-marines-cambiano-pelle-per-stare-al-passo-della-cina.html">hanno intrapreso dal 2020</a> per recuperare la loro vocazione prettamente anfibia dopo la lunga parentesi afghana, col fine di contrastare le bolle <em>Anti Access / Area Denial</em> cinesi nel Pacifico Occidentale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-portaerei-ford-costretta-a-lasciare-il-golfo-e-intanto-arriva-larg-usa-indizi-di-assalto-anfibio.html">La portaerei Ford costretta a lasciare il Golfo, e intanto arriva l&#8217;ARG USA: indizi di assalto anfibio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La nuova strategia dei Marines per colmare il gap lasciato dai “vecchi” velivoli da guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-nuova-strategia-dei-marines-per-colmare-il-gap-lasciato-dai-vecchi-velivoli-da-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aerei]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Marines]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/US_Navy_100802-N-3852A-035_An_AH-1Z_Cobra_helicopter_assigned_to_Rotary_Wing_Aircraft_Test_Squadron_HX_21_based_in_Patuxent_River_Md._lands_aboard_the_amphibious_assault_ship_USS_Wasp_LHD_1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/US_Navy_100802-N-3852A-035_An_AH-1Z_Cobra_helicopter_assigned_to_Rotary_Wing_Aircraft_Test_Squadron_HX_21_based_in_Patuxent_River_Md._lands_aboard_the_amphibious_assault_ship_USS_Wasp_LHD_1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/US_Navy_100802-N-3852A-035_An_AH-1Z_Cobra_helicopter_assigned_to_Rotary_Wing_Aircraft_Test_Squadron_HX_21_based_in_Patuxent_River_Md._lands_aboard_the_amphibious_assault_ship_USS_Wasp_LHD_1-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/US_Navy_100802-N-3852A-035_An_AH-1Z_Cobra_helicopter_assigned_to_Rotary_Wing_Aircraft_Test_Squadron_HX_21_based_in_Patuxent_River_Md._lands_aboard_the_amphibious_assault_ship_USS_Wasp_LHD_1-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/US_Navy_100802-N-3852A-035_An_AH-1Z_Cobra_helicopter_assigned_to_Rotary_Wing_Aircraft_Test_Squadron_HX_21_based_in_Patuxent_River_Md._lands_aboard_the_amphibious_assault_ship_USS_Wasp_LHD_1-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/US_Navy_100802-N-3852A-035_An_AH-1Z_Cobra_helicopter_assigned_to_Rotary_Wing_Aircraft_Test_Squadron_HX_21_based_in_Patuxent_River_Md._lands_aboard_the_amphibious_assault_ship_USS_Wasp_LHD_1-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/US_Navy_100802-N-3852A-035_An_AH-1Z_Cobra_helicopter_assigned_to_Rotary_Wing_Aircraft_Test_Squadron_HX_21_based_in_Patuxent_River_Md._lands_aboard_the_amphibious_assault_ship_USS_Wasp_LHD_1-1536x1020.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/US_Navy_100802-N-3852A-035_An_AH-1Z_Cobra_helicopter_assigned_to_Rotary_Wing_Aircraft_Test_Squadron_HX_21_based_in_Patuxent_River_Md._lands_aboard_the_amphibious_assault_ship_USS_Wasp_LHD_1-2048x1360.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un’altra caratteristica centrale sarà la capacità di operare in Manned-Unmanned Teaming, cioè in collaborazione con droni da combattimento. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-nuova-strategia-dei-marines-per-colmare-il-gap-lasciato-dai-vecchi-velivoli-da-guerra.html">La nuova strategia dei Marines per colmare il gap lasciato dai “vecchi” velivoli da guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/US_Navy_100802-N-3852A-035_An_AH-1Z_Cobra_helicopter_assigned_to_Rotary_Wing_Aircraft_Test_Squadron_HX_21_based_in_Patuxent_River_Md._lands_aboard_the_amphibious_assault_ship_USS_Wasp_LHD_1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/US_Navy_100802-N-3852A-035_An_AH-1Z_Cobra_helicopter_assigned_to_Rotary_Wing_Aircraft_Test_Squadron_HX_21_based_in_Patuxent_River_Md._lands_aboard_the_amphibious_assault_ship_USS_Wasp_LHD_1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/US_Navy_100802-N-3852A-035_An_AH-1Z_Cobra_helicopter_assigned_to_Rotary_Wing_Aircraft_Test_Squadron_HX_21_based_in_Patuxent_River_Md._lands_aboard_the_amphibious_assault_ship_USS_Wasp_LHD_1-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/US_Navy_100802-N-3852A-035_An_AH-1Z_Cobra_helicopter_assigned_to_Rotary_Wing_Aircraft_Test_Squadron_HX_21_based_in_Patuxent_River_Md._lands_aboard_the_amphibious_assault_ship_USS_Wasp_LHD_1-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/US_Navy_100802-N-3852A-035_An_AH-1Z_Cobra_helicopter_assigned_to_Rotary_Wing_Aircraft_Test_Squadron_HX_21_based_in_Patuxent_River_Md._lands_aboard_the_amphibious_assault_ship_USS_Wasp_LHD_1-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/US_Navy_100802-N-3852A-035_An_AH-1Z_Cobra_helicopter_assigned_to_Rotary_Wing_Aircraft_Test_Squadron_HX_21_based_in_Patuxent_River_Md._lands_aboard_the_amphibious_assault_ship_USS_Wasp_LHD_1-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/US_Navy_100802-N-3852A-035_An_AH-1Z_Cobra_helicopter_assigned_to_Rotary_Wing_Aircraft_Test_Squadron_HX_21_based_in_Patuxent_River_Md._lands_aboard_the_amphibious_assault_ship_USS_Wasp_LHD_1-1536x1020.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/US_Navy_100802-N-3852A-035_An_AH-1Z_Cobra_helicopter_assigned_to_Rotary_Wing_Aircraft_Test_Squadron_HX_21_based_in_Patuxent_River_Md._lands_aboard_the_amphibious_assault_ship_USS_Wasp_LHD_1-2048x1360.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I Marines guardano al loro futuro e presentano la loro &#8220;<em>nuova visione</em>&#8221; per le sfide di domani, un proponimento che mira a colmare le lacune che potrebbero interessare il Corpo dopo <strong>il ritiro dei velivoli da combattimento </strong>che hanno rappresentato il <em>nerbo</em> della loro componente aerea degli ultimi 20-30 anni. Quando gli aerei da attacco al suolo AV-8B Harrier, gli elicotteri d&#8217;attacco AH-1Z Viper e i caccia F-18C/D Hornet andranno in pensione, il <em>Future Attack Strike</em> dovrà essere le risposta alle esigenze che emergeranno, garantendo combattività ed efficienza nell&#8217;<strong>Aviazione del Corpo dei Marine degli Stati Uniti d&#8217;America</strong>.</p>



<p>Il <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/marines-degli-stati-uniti.html">United States Marine Corps</a> guarda oltre la generazione di velivoli che per decenni ha garantito supporto ravvicinato e la capacità d’attacco alle sue forze <em>expeditionary</em>. Con il progressivo ritiro dei velivoli ad ala fissa come gli Harrier e gli Hornet, dei veicoli ad ala rotante come i Viper e longevi utility HU-1Y Venom, il Corpo sta valutando una nuova architettura di capacità operative basata su <strong>Progetto FASt</strong>, o <em>Future Attack Strike</em>, un piano che punta a colmare il vuoto lasciato da queste piattaforme con una soluzione unica o, più probabilmente, con <strong>una nuova famiglia di sistemi integrati.</strong> A rivelarne i primi propositi, è stato il più recente piano annuale dell’aviazione dei Marines, le cui <a href="https://www.twz.com/air/new-vision-to-fill-gaps-after-av-8b-harrier-and-ah-1z-viper-retirements-laid-out-by-marines">informazioni pubblicate</a> da <em>The War Zone</em> ci aiutano a comprendere la rotta.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="888" height="846" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HQMC_Aviation_color.png" alt="" class="wp-image-508422" style="width:457px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HQMC_Aviation_color.png 888w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HQMC_Aviation_color-300x286.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HQMC_Aviation_color-768x732.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HQMC_Aviation_color-600x572.png 600w" sizes="auto, (max-width: 888px) 100vw, 888px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Piattaforme diverse, bersaglio in comune</h2>



<p>L’idea alla base del programma è quella di sviluppare una piattaforma – o una “capacità” operativa, secondo la definizione ufficiale – in grado di combinare <strong>attacchi cinetici e non cinetici</strong>, di guerra elettronica, e che abbia la capacità di integrazione con velivoli senza pilota. Il sistema dovrà operare all’interno di una rete di sensori e tiratori distribuiti – come previsto dai principali programmi avanzati nel campo del terzo dominio &#8211; contribuendo alla cosiddetta <em>kill web</em> della forza congiunta, ossia una rete di ingaggio in cui piattaforme diverse condividono dati e <em>targeting</em> in tempo reale.<br><br>Come possiamo apprendere, il programma è ancora in fase preliminare, ma il lavoro concettuale guidato e illustrato dal team <em>Expeditionary and Maritime Aviation-Advanced Development </em>del <em>Naval Air Systems Command</em>, lascia comunque percepire indirizzi rilevanti. Secondo quanto indicato nel piano dell’aviazione dei Marines per il 2026, l’obiettivo è quello di sviluppare una capacità che possa fornire al Corpo  <strong>fuoco a lunga distanza, supporto aereo ravvicinato e interoperabilità digitale avanzata</strong>, con un’entrata in servizio operativa prevista intorno alla metà del 2040.</p>



<p>Dopo una prima analisi, il progetto potrebbe sembrare &#8220;ridondante&#8221;. I Marines hanno infatti già avviato da anni la transizione verso il caccia di quinta generazione&nbsp;<strong>F-35 Lightning II</strong> nella variante B e C per sostituire gli Harrier e Hornet. Tuttavia, come osservato anche da&nbsp;<em>The War Zone</em>, il FASt potrebbe rappresentare il livello “basso” di una futura combinazione che possa ovviare a scenari ad alta e bassa intensità, contemplando una piattaforma &#8220;<em>meno costosa e più flessibile da impiegare rispetto agli F-35</em>&#8220;, soprattutto in<strong> basi avanzate </strong>o temporanee e piattaforme navali come le portaerei, le navi d&#8217;assalto anfibio e le portaelicotteri.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Con o senza pilota</h2>



<p>Un elemento chiave riguarda le&nbsp;<strong>caratteristiche di decollo e atterraggio</strong>, dato che i Marines sono abituati a operare con caccia imbarcati  e non imbarcati che a decollo verticale ed elicotteri. È infatti probabile che il Corpo cerchi e adotti ancora una volta soluzioni&nbsp;<strong>S/VTOL</strong>, cioè a decollo corto o verticale, per i suoi caccia multiriolo. Non a caso il Corpo osserva con interesse programmi sperimentali come l’HSVTOL del Comando operazioni speciali statunitense e il progetto Sprint della&nbsp;Darpa. Un programma che mira a sviluppare velivoli capaci di volare tra 400 e 450 nodi pur mantenendo capacità verticali.  Tra i concept più avanzati c’è quello proposto da&nbsp;<strong>Bell Textron</strong>, basato su rotori alle estremità alari che si ripiegano durante il volo orizzontale. L’azienda sostiene che il design sia <em>scalabile</em> e possa generare<strong> versioni con o senza pilota</strong>, comprese configurazioni da attacco compatibili con i requisiti emergenti dei Marines.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="667" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/harrier-di-AV-8B-1024x667.jpg" alt="Un harrier di AV-8B durante l'attacco aereo a sostegno dei fanti che combattono sulla terra nelle vie di Fallujah (LaPresse)" class="wp-image-289017" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/harrier-di-AV-8B-1024x667.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/harrier-di-AV-8B-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/harrier-di-AV-8B-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/harrier-di-AV-8B-1536x1001.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/harrier-di-AV-8B-2048x1335.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/harrier-di-AV-8B-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La questione della velocità e dell’autonomia dei velivoli destinati a entrare a far parte della componente aerea dei Marines, non è secondaria. La dottrina operativa del Corpo, sempre più orientata verso <strong>conflitti ad alta intensità nel Pacifico</strong>, dove gli analisti del Pentagono simulano scenari che contemplano contrasti armati con avversari con forze armate tecnologicamente avanzate e convenzionali, come la <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong>, prevede &#8220;<em>dispiegamenti distribuiti su isole e basi avanzate</em>&#8220;. Uno scenario in cui le unità devono necessariamente spostarsi rapidamente tra diversi punti operativi per ridurre la vulnerabilità ai missili a lungo raggio di un avversario pari grado come Pechino, spesso indicata come <strong>riferimento strategico</strong> con il quale confrontarsi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;evoluzione della guerra aerea</h2>



<p>In tale contesto, elicotteri relativamente lenti e con raggio limitato potrebbero risultare sempre meno adatti alle esigenze future. Ciò non significa che siano destinati a scomparire nell’immediato: gli AH-1Z, ad esempio, stanno ricevendo nuove capacità di <strong>attacco stand-off </strong>come il mini missile da crociera Red Wolf, mentre gli UH-1Y vengono già impiegati come piattaforme di <strong>guerra elettronica</strong>. Il FASt, tuttavia, guarda oltre questa fase di transizione.</p>



<p>Un’altra caratteristica centrale sarà la capacità di operare in <strong>Manned-Unmanned Teaming</strong>, cioè in collaborazione con droni da combattimento. I Marines stanno già valutando l’impiego di velivoli senza pilota di nuova generazione, come varianti dell’<a href="https://it.insideover.com/guerra/pentagono-droni-gregari.html">XQ-58 Valkyrie</a> o altri sistemi derivati dai programmi di <em>Collaborative Combat Aircraft</em>. In prospettiva, quindi, il <em>Future Attack Strike </em>potrebbe non essere un singolo velivolo ma un &#8220;<strong>ecosistema operativo</strong>&#8220;, composto da piattaforme con equipaggio, droni e sistemi di guerra elettronica connessi tra loro. Un modello coerente con l’evoluzione della guerra aerea contemporanea, sempre più basata sulla condivisione dei dati e sull’<strong>integrazione tra domini</strong>.</p>



<p>La tempistica, comunque, rimane lontana: l’entrata in servizio è prevista solo nella metà del 2034. Nel frattempo gli Harrier voleranno le loro ultime missioni quest’anno, mentre gli F-18 Hornet, ampiamente utilizzati dall&#8217;Us Navy delle <strong>operazioni</strong> che sono state <strong>condotte nei Caraibi</strong> e in <strong>Medio Oriente</strong>, dovrebbero essere ritirati entro la fine del decennio. Un programma come il FASt riflette perfettamente l’evoluzione della guerra aeronavale e la necessità di adattarsi a uno scenario strategico sempre più competitivo che secondo le analisi e le proiezioni, non può focalizzarsi più, solo ed esclusivamente, su avversari come i <em>non-state armed actors</em> o formazioni armate ingaggiate o coinvolte in conflitti a bassa intensità e non convenzionali, ma deve<strong> contemplare conflitti ad alta intensità</strong> con <strong>avversari convenzionali</strong> con capacità elevate.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il drone Valkyrie, un fedele gregario per i piloti da combattimento dei Marines</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-drone-valkyrie-un-fedele-gregario-per-i-piloti-da-combattimento-dei-marines.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2026 05:58:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia di sesta generazione]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[Droni armati]]></category>
		<category><![CDATA[f-35]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Marines]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1378" height="760" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-13-alle-18.47.57.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-13-alle-18.47.57.jpeg 1378w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-13-alle-18.47.57-300x165.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-13-alle-18.47.57-1024x565.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-13-alle-18.47.57-768x424.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-13-alle-18.47.57-600x331.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1378px) 100vw, 1378px" /></p>
<p>Northrop Grumman ha annunciato di essersi aggiudicata il contratto per sviluppare l’XQ-58A Valkyrie per la Marine Air-Ground Task Force.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1378" height="760" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-13-alle-18.47.57.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-13-alle-18.47.57.jpeg 1378w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-13-alle-18.47.57-300x165.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-13-alle-18.47.57-1024x565.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-13-alle-18.47.57-768x424.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-13-alle-18.47.57-600x331.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1378px) 100vw, 1378px" /></p>
<p>Anche la componente aerea del <strong>Corpo dei Marines degli Stati Uniti</strong> avrà il suo “<strong>gregario fedele</strong>”. Northrop Grumman ha annunciato di essersi <a href="https://news.usni.org/2026/01/12/northrop-grumman-to-advance-kratos-xq-58-valkyrie-drone-for-marines-corps-loyal-wingman-program">aggiudicata il contratto</a> per sviluppare il velivolo da combattimento collaborativo destinato alla Marine Air-Ground Task Force: si tratta dell’<strong>XQ-58A Valkyrie</strong>, drone già noto per il suo impiego sperimentale come&nbsp;<em>loyal wingman</em>&nbsp;e ora destinato a entrare in una nuova fase operativa.</p>



<p>Il <strong>programma</strong>, noto come <strong>Marine Air-Ground Task Force Uncrewed Expeditionary Tactical Aircraft </strong>, punta a rafforzare le capacità dei caccia F-35B dei Marines attraverso l’impiego di piattaforme senza pilota definite “<em>rischiose</em>”: assetti progettati per operare in ambienti altamente contestati, assumendo compiti che sarebbe troppo costoso o pericoloso affidare a velivoli con equipaggio. Sebbene il Valkyrie sia stato originariamente sviluppato da <strong>Kratos</strong>, sarà <a href="https://news.northropgrumman.com/autonomous-systems/Northrop-Grumman-to-Rapidly-Develop-Marine-Corps-CCA-with-Kratos-Valkyrie-UAS">Northrop Grumman</a> a curarne l’evoluzione per le esigenze specifiche del Corpo dei Marines. L’azienda integrerà sensori avanzati, il pacchetto software autonomo <strong>Prism </strong>e amplierà le linee di produzione, adattando il drone al <a href="https://it.insideover.com/guerra/pentagono-droni-gregari.html">concetto</a> di&nbsp;<em>loyal wingman</em>&nbsp;in grado di operare in stretta cooperazione con i caccia di quinta generazione. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">XQ-58 Valkyrie loyal wingman drone rocket assisted take off <a href="https://t.co/uR2wq3jSzN">pic.twitter.com/uR2wq3jSzN</a></p>&mdash; Fighterman_FFRC (@Fighterman_FFRC) <a href="https://twitter.com/Fighterman_FFRC/status/1676756439992508416?ref_src=twsrc%5Etfw">July 6, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L’obiettivo dei droni gregari e dell&#8217;intero piano di sviluppo e schieramento di queste piattaforma nel quadro di una<a href="https://it.insideover.com/difesa/droni-gregari-come-potranno-combattere-entro-dieci-anni-i-robot-dellaria.html"> nuova strategia</a> è quello di fornire e cambiare <strong>sopravvivenza</strong>, <strong>connettività</strong>, <strong>letalità </strong>e <strong>supporto</strong> alle forze aeree imbarcate sulle  sono <strong>navi d&#8217;assalto anfibio</strong> dei Marines e in generale agli aerei da combattimento della <em><strong>United States Marine Corps Aviation</strong></em>, la componente aerea del Corpo dei Marines che vola sugli F-35, sugli F/A-18 e, attualmente, sugli AV-8 Harries II.</p>



<p>L’interesse dei Marines per il Valkyrie nasce all’interno del programma <em>Force Design</em>, che mira a ripensare struttura e capacità del Corpo in funzione di un <strong>confronto ad alta intensità </strong>che contempla avversari dotati di forze militari regolari armati con armi convenzionali di un pari livello tecnologico, come ad esempio la Repubblica Popolare Cinese nel <strong>teatro indo-pacifico</strong>. In uno scenario caratterizzato da grandi distanze, infrastrutture limitate e dalla minaccia dei sistemi d’attacco a lungo raggio dell’Esercito Popolare di Liberazione e della sua Marina, la capacità di operare da piste corte e di coprire fino a 3.000 miglia nautiche renderebbe il <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/usaf-droni-gregari-valkyrie-volo-entro-lanno-1553300.html">XQ-58</a> un &#8220;moltiplicatore di forza ideale&#8221; nel supporto degli <strong>F-35 Lightning II</strong> che opererebbero dalle basi avanzate dei <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/marines-degli-stati-uniti.html">Marines</a>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Meet the future of air dominance. 💪<br><br>Two <a href="https://twitter.com/usairforce?ref_src=twsrc%5Etfw">@usairforce</a> F-35As paired up with an XQ-58A Valkyrie uncrewed combat aerial system for a recent test, showcasing the seamless connectivity of the F-35 with an autonomous platform—creating a team that’s even smarter and faster. <a href="https://t.co/87Rr3cQhel">pic.twitter.com/87Rr3cQhel</a></p>&mdash; F-35 Lightning II (@thef35) <a href="https://twitter.com/thef35/status/1861458782502408215?ref_src=twsrc%5Etfw">November 26, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Lo sviluppo dei &#8220;fedeli gregari&#8221;</h2>



<p><strong>Configurazione convenzional</strong>e, con una fusoliera lunga 8 metri con ali a freccia in posizione centrale e impennaggi a V, il Valkyrie può raggiungere una velocità di 1000 km/h e ha un&#8217;autonomia stimata a poco meno di 4000 chilometri. Nelle due stive ventrali, che consentono di mantenere una bassa osservabilità sui radar insieme alla posizione nel reattore, può trasportare un carico offensivo che attualmente si stima possa comprendere due bombe <strong>Joint Direct Attack Munition</strong> o due bombe GBU-39 Small Diameter Bomb.</p>



<p>Il Corpo dei Marines ha già sperimentato il Valkyrie in diverse esercitazioni. Nel 2022 ha ricevuto due esemplari nell’ambito del programma “<em>Marine Corps Penetrating Affordable Autonomous Collaborative Killer</em>”, che ha contribuito a definire i requisiti del Marine Air-Ground Task Force Uncrewed Expeditionary Tactical Aircraft.  I primi voli operati direttamente dai Marines risalgono al 2023, mentre nel 2024 e nel 2025 l’<strong>integrazione del drone</strong> è proseguita attraverso <strong>esercitazioni congiunte</strong> e dimostrazioni operative. Il piano di aviazione del Corpo per il 2025 ha confermato la priorità assegnata al teaming tra piattaforme con e senza pilota, indicando come obiettivo la consegna di un prodotto minimo vitale pronto all’impiego.</p>



<p>L’ingresso di una piattaforma come Valkyrie nella <strong>dottrina</strong> dei Marines è conferma di una tendenza più ampia, che coinvolge anche Aviazione e Marina degli Stati Uniti, entrambe impegnate in investimenti differenti, ma significativi, nel campo dei <strong>Collaborative Combat Aircraft</strong>. Quelli che abbiamo imparato a definire &#8220;Fedeli Gregari&#8221;. Secondo gli analisti, nel futuro delle forze aeree è sempre più orientato su flotte ibride che comprenderanno velivoli di nuova generazione pilotati da equipaggi umani, e droni autonomi che, con la loro intelligence artificiale e la loro connettività condivideranno dati, obiettivi e sopratutto i rischi delle missioni che saranno svolte in spazi aerei ostili. Segnando un importante passo verso il <strong>combattimento aereo</strong> del <strong>XXI secolo</strong>, di cui anche la componente aerea dei Marines sarà parate.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-drone-valkyrie-un-fedele-gregario-per-i-piloti-da-combattimento-dei-marines.html">Il drone Valkyrie, un fedele gregario per i piloti da combattimento dei Marines</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>È un&#8217;esercitazione ma&#8230; Gli USA schierano per la prima volta i missili Typhon in Giappone</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/e-unesercitazione-ma-gli-usa-schierano-per-la-prima-volta-i-missili-typhon-in-giappone.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Sep 2025 04:50:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Marines]]></category>
		<category><![CDATA[Missili da crociera]]></category>
		<category><![CDATA[Us Army]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="864" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Filippine" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL-334x188.webp 334w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>Gli USA schiereranno il sistema missilistico Typhon in Giappone per un'esercitazione. Proteste da Pechino e da Mosca</p>
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<p><br><br><br>Tra l&#8217;11 e il 25 settembre, in <strong>Giappone</strong>, si terrà un&#8217;esercitazione congiunta che vedrà la partecipazione degli <strong>Stati Uniti</strong>: Resolute Dragon, un&#8217;esercitazione bilaterale annuale tra i Marines degli USA e le forze armate giapponesi intesa a rafforzare le capacità difensive dell&#8217;alleanza tra Stati Uniti e Giappone. L&#8217;esercitazione si concentra sul potenziamento delle capacità di comando e controllo bilaterali, delle manovre multidominio e delle capacità di fuoco e in un ambiente geograficamente distribuito. </p>



<p>L&#8217;esercito statunitense, che parteciperà alle manovre, schiererà in Giappone per la prima volta il sistema “<strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/torna-lo-spettro-degli-euromissili-come-cambia-larsenale-degli-usa.html">Typhon</a></strong>” per il lancio di missili da crociera (e altri vettori) da terra. <a href="https://www.stripes.com/branches/army/2025-08-29/army-typhon-missile-japan-18913386.html">Sappiamo</a> che la terza task force multidominio posizionerà il sistema presso la base aerea del corpo dei Marines di <strong>Iwakuni</strong>, a circa 40 chilometri a sud-est di Hiroshima. </p>



<p>L&#8217;arrivo del “Typhon” in Giappone, per partecipare a Resolute Dragon, riflette una scelta deliberata per aumentare le <strong>capacità di deterrenza</strong> nel teatro asiatico: ad <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/usa-schierano-sistema-terrestre-lancio-missili-crociera-2310165.html">aprile del 2024</a>, il sistema “Typhon” era stato schierato dagli USA nelle Filippine per la prima volta, e proprio Manila ha recentemente richiesto a Washington di vederlo schierato permanentemente nell&#8217;arcipelago. Sappiamo anche che la crisi in continuo aumento nel Mar Cinese Meridionale tra le Filippine e la Repubblica Popolare Cinese (RPC), ha determinato <strong>un notevole riavvicinamento tra Manila e Washington</strong>, con la prima che ha concesso di aumentare la presenza militare statunitense stabile nelle isole.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Obiettivo integrazione</h2>



<p>Gli Stati Uniti, quindi, stanno compiendo sforzi per integrare coi propri alleati le capacità di attacco da terra sfruttando i sistemi a lungo raggio come il “Typhon”, che, utilizzando i missili da crociera Tomahawk, è in grado di colpire bersagli sino a 2.500 chilometri di distanza (a seconda delle versioni). L&#8217;integrazione con le forze militari alleate è fondamentale per esprimere delle capacità di combattimento adeguate ed efficaci, e gli Stati Uniti, secondo la politica che vede lo spostamento dei loro interessi strategici <strong>nel teatro asiatico per via della nascita della potenza cinese</strong>, stanno lavorando alacremente in tal senso, al punto che la stessa Pechino teme la nascita di una NATO asiatica.</p>



<p>La fine del <strong>Trattato INF</strong> che proibiva agli USA (e all&#8217;URSS/Russia) il possesso di missili balistici e da crociera di raggio medio e intermedio basati a terra – e relativi lanciatori – ha determinato sia la corsa statunitense per dotarsi di questi sistemi – come il “Typhon” &#8211; sia la relativa necessità di integrare le unità che lo utilizzano (e utilizzeranno) nelle operazioni multidominio allargate agli alleati. Ovviamente, come detto, la scelta di effettuare i primi schieramenti di un sistema del genere in Asia <strong>risponde a una necessità strategica</strong>, che è quella di esprimere deterrenza nei confronti della RPC, ed è anche per questo che dell&#8217;unico reparto dotato di “Typhon” destinato al teatro europeo per ora non vi è traccia, sebbene la Germania abbia <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-germania-vuole-il-sistema-di-lancio-per-missili-da-crociera-typhon.html">mostrato interesse</a> per l&#8217;acquisto di questa piattaforma e gli stessi Stati Uniti stiano predisponendo una base per un reggimento dell&#8217;U.S. Army dotato di “Typhon” su suolo tedesco (orizzonte previsto 2026, con schieramenti sporadici).</p>



<p>Ovviamente Pechino non è rimasta silente davanti alla decisione statunitense di schierare il “Typhon” in Giappone per l&#8217;esercitazione Resolute Dragon, e così come aveva fatto in occasione degli schieramenti nelle Filippine ha espresso una <strong>vivace protesta</strong> definendola una “grave minaccia alla pace e alla stabilità regionale”. I funzionari cinesi avvertono che il “Typhon” potrebbe colpire direttamente obiettivi nella Cina continentale, e i media statali hanno inquadrato la mossa come un&#8217;ulteriore prova della determinazione di Washington a militarizzare l&#8217;Asia. <strong>Pechino vede il sistema missilistico come una sfida diretta al suo scudo</strong> <strong>A2/AD (<em>Anti Access / Area Denial</em>)</strong>, progettato per tenere le forze statunitensi lontane dalle sue coste e dalle basi strategiche. La mobilità del sistema indebolisce infatti tale scudo, in quanto i lanciatori su camion sono in grado di effettuare attacchi di precisione da posizioni non predefinite e improvvisate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il posizionamento della Russia</h2>



<p>Se la protesta cinese era certamente prevedibile, così non lo è stata quella russa, che rappresenta un inedito per quanto riguarda lo scacchiere asiatico. <a href="https://www.japantimes.co.jp/news/2025/08/30/japan/typhon-missile-japan-drills/">Venerdì</a> scorso il Ministero degli Esteri russo ha dichiarato che il dispiegamento temporaneo rappresenta un altro “passo destabilizzante” da parte di Washington. “Consideriamo questo un ulteriore passo destabilizzante nella politica di Washington volta a potenziare le capacità dei suoi missili a corto e medio raggio basati a terra, al fine di dispiegare tali sistemi in diverse regioni del mondo”, ha dichiarato la portavoce del Ministero <strong>Maria Zakharova</strong>. </p>



<p>Queste dichiarazioni ufficiali rappresentano un nuovo e ben chiaro posizionamento della Russia nella politica asiatica, con <strong>un allineamento agli interessi cinesi</strong> che avrà sicuramente ripercussioni anche per quanto riguarda le rivendicazioni di Pechino su Taiwan e il Mar Cinese Meridionale; soprattutto riteniamo sia un forte segnale – quanto meno di facciata – della <strong>comunità di intenti tra RPC e Russia.</strong> Un segnale molto più forte rispetto alle esercitazioni e ai pattugliamenti aerei e navali congiunti che si sono osservati in questi ultimi 3 anni, i quali, oltre a essere sporadici, rappresentano esclusivamente la continuazione di un processo di ricerca di integrazione tra forze militari cominciato da tempo, e che sino a ora non ha ancora fatto un salto di qualità con la nascita di comandi unificati.</p>
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		<title>Un ex Marine, e uno ancora in servizio, arruolati nel programma F-35</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/un-ex-marine-e-uno-ancora-in-servizio-arruolati-nel-programma-f-35.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2025 04:47:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia F-35]]></category>
		<category><![CDATA[Marines]]></category>
		<category><![CDATA[Programma F-35]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/48th_and_31st_FW_Integration_Training_8208107.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/48th_and_31st_FW_Integration_Training_8208107.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/48th_and_31st_FW_Integration_Training_8208107-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/48th_and_31st_FW_Integration_Training_8208107-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/48th_and_31st_FW_Integration_Training_8208107-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/48th_and_31st_FW_Integration_Training_8208107-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Cambio al vertice del JPO, l'ufficio che gestisce il programma F-35, e arriva un ex pilota del Corpo a fare il collaudatore a Cherry Point</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/48th_and_31st_FW_Integration_Training_8208107.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/48th_and_31st_FW_Integration_Training_8208107.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/48th_and_31st_FW_Integration_Training_8208107-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/48th_and_31st_FW_Integration_Training_8208107-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/48th_and_31st_FW_Integration_Training_8208107-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/48th_and_31st_FW_Integration_Training_8208107-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il <strong>programma JSF</strong> (<em>Joint Strike Fighter</em>), che ha dato vita all&#8217;<strong>F-35</strong> nelle sue tre varianti, è il programma più importante e costoso dell&#8217;industria aeronautica statunitense. I numeri parlano chiaro: a oggi, circa <strong>1.763 F-35 sono stati prodotti</strong> per tutti gli utilizzatori del velivolo, che continuano ad aumentare grazie alle prestazioni della macchina e perché, attualmente e in vista della prossima generazione aeronautica in fase di progettazione, non esistono competitori sul mercato occidentale. </p>



<p>Svizzera, Finlandia, Romania, Polonia, Germania, Portogallo, sono solo gli ultimi Paesi che si sono interessati o hanno richiesto ordinativi del F-35, dimostrando il successo del velivolo, che è andato incontro a una controversa e spesso gratuita campagna diffamatoria, la quale però ha trovato terreno fertile nelle difficoltà di messa a punto del velivolo. </p>



<p>Il “Lightning II”, così è stato battezzato il caccia di quinta generazione prodotto da Lockheed-Martin, è ormai molto prossimo alla maturità, ma il suo programma di sviluppo non si ferma, soprattutto per quanto riguarda gli aggiornamenti del software e relativi collaudi prima delle consegne ai reparti, senza dimenticare la manutenzione ordinaria e straordinaria. </p>



<p>Il <strong>Fleet Readiness Center East</strong>, presso la base dei Marines di Cherry Point (Carolina del Nord), è un centro manutentivo della U.S. Navy per velivoli, dove gli F-35 vengono riparati, modificati, migliorati e testati. </p>



<p>Il <strong>Corpo dei Marines</strong> degli Stati Uniti è uno dei tre rami delle forze armate statunitensi a utilizzare l&#8217;F-35 nelle versioni B (a decollo corto e atterraggio verticale) e C (utilizzabile da portaerei con catapulta), e uno dei suoi ex piloti, <strong>Ross Fearon</strong>, si occuperà dei test di volo sul velivolo di quinta generazione. I Marines hanno fatto sapere che Fearon, da civile, sarà il nuovo pilota collaudatore presso il centro di manutenzione velivoli militari. Fearon ha completato l&#8217;addestramento ufficiali e la scuola di volo ed era precedentemente di stanza a Cherry Point come pilota di AV-8B Harrier II, e successivamente è stato tra il primo gruppo di aviatori dei Marines a passare dall&#8217;Harrier all&#8217;F-35B. “So che può sembrare sorprendente, perché tutti si aspettano che sia il volo”, <a href="https://nationalinterest.org/blog/buzz/two-marine-corps-veterans-will-fly-the-new-f-35-lightning-ii">ha detto Fearon</a> “ma onestamente, l&#8217;aspetto più gratificante è vedere tutti lavorare insieme per superare le sfide che potremmo incontrare per far uscire quegli aerei e riportarli alle unità di origine, che si tratti della disponibilità dei componenti o delle tempistiche ristrette per le unità che devono essere schierate”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Arriva il generale dei Marines</h2>



<p>Il <strong>Pentagono</strong> ha anche annunciato che un altro Marine, il <strong>generale Gregory Masiello</strong> guiderà l&#8217;F-35 Joint Program Office (JPO). Diplomato all&#8217;accademia navale degli Stati Uniti, Masiello ha completato la scuola di volo presso la Naval Air Station di Pensacola e, dopo aver prestato servizio come aviatore, è diventato responsabile del programma V-22, il convertiplano di Bell-Boeing usato anche dai Marines. Il generale Masiello supervisionerà ora <strong>la gestione del ciclo di vita delle tre varianti dell&#8217;F-35 Lightning II</strong> e guiderà lo sviluppo, la consegna e il supporto del velivolo stealth per le forze armate statunitensi e per le vendite militari all&#8217;estero, andando a sostituire il generale Michael Schmidt. Masiello, prima di questa nomina, era direttore della <em>Defense Contract Management Agency</em> (DCMA) dal 2023, un&#8217;agenzia responsabile della gestione dei contratti per il Dipartimento della Difesa e altre agenzie federali autorizzate. Dal 2013 al 2014 è stato vice senior di Frank Kendall, all&#8217;epoca Sottosegretario alla Difesa per le acquisizioni, la tecnologia e la logistica. La DCMA è responsabile della conformità contrattuale e gestisce i test e l&#8217;accettazione, ruoli che includono la supervisione del produttore dell&#8217;F-35 e del suo fornitore di motori, Pratt &amp; Whitney.</p>



<p>Nell&#8217;ambito della struttura del programma JSF, che alterna ruoli per il Dipartimento della Marina e il Dipartimento dell&#8217;Aeronautica Militare, il JPO riferirà ora al responsabile degli acquisti dell&#8217;U.S. Air Force. In passato, anche il vice responsabile del programma apparteneva allo stesso corpo militare del responsabile degli acquisti, ma questa pratica è stata abbandonata diversi anni fa, a favore di un civile che ricopre tale ruolo. <strong>Masiello è il primo ufficiale dei Marines a guidare il programma</strong> dopo diversi anni. Schmidt fu invece il secondo ufficiale consecutivo dell&#8217;U.S. Air Force a dirigere l&#8217;ufficio, succedendo al generale Eric Fick. Fu la prima volta nella storia del programma che ufficiali provenienti dallo stesso corpo si susseguirono in quella carica.</p>



<p>Durante il mandato di Schmidt, il programma F-35 affrontò la transizione dal caccia base alle fasi iniziali della versione aggiornata Block 4, e il generale presiedette l&#8217;avvio del programma di aggiornamento del nucleo motore, scelto dopo un lungo dibattito sull&#8217;utilizzo di nuovi motori adattativi, e del Tech Refresh 3 (TR-3), che costituisce la base hardware e software per i circa 80 miglioramenti che arriveranno con il Block 4. Schmidt negoziò anche i contratti dei lotti 18 e 19, non ancora definiti, e gestì il programma durante un anno di sospensione delle consegne, mentre Lockheed Martin e l&#8217;organizzazione dei test lavoravano per approvare il TR-3.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/un-ex-marine-e-uno-ancora-in-servizio-arruolati-nel-programma-f-35.html">Un ex Marine, e uno ancora in servizio, arruolati nel programma F-35</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Le guerre del futuro nel Pacifico e i dubbi dei Marines</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/le-guerre-del-futuro-nel-pacifico-e-i-dubbi-dei-marines.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Chiapparino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jan 2024 16:06:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[houthi]]></category>
		<category><![CDATA[Marines]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/240106-N-JS660-1063-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/240106-N-JS660-1063-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/240106-N-JS660-1063-scaled-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/240106-N-JS660-1063-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/240106-N-JS660-1063-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/240106-N-JS660-1063-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/240106-N-JS660-1063-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/240106-N-JS660-1063-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/240106-N-JS660-1063-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non convince sino in fondo la strategia del Pentagono per il Corpo dei fanti di marina. In dubbio la capacità di reagire alle crisi globali</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-guerre-del-futuro-nel-pacifico-e-i-dubbi-dei-marines.html">Le guerre del futuro nel Pacifico e i dubbi dei Marines</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Non piace a molti Marines la strategia per le guerre del futuro decisa dal <strong>Pentagono</strong> e approvata dagli stessi vertici del Corpo dei fanti di marina. “La <strong>Cina</strong> in termini di capacità militari è la minaccia che avanza. Se non facciamo niente verremo superati” dichiarava nel 2020 l&#8217;allora numero 1 dei &#8220;colli di cuoio&#8221; David H. Berger anticipando quanto contenuto nel <em>“Force Design 2030”</em>, un piano che a suon di tagli di carri armati, cacciabombardieri e armamenti intende preparare i <strong>Marines</strong> ad un “conflitto diffuso” contro Pechino che si svolgerebbe in gran parte su isole e atolli dell’Asia e dell’Oceania. Eppure, il <a href="https://www.wsj.com/politics/national-security/the-marines-transformed-to-take-on-china-will-they-be-ready-for-everything-else-d4ea24c6" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dibattito</a> sulla nuova dottrina tra i ranghi del prestigioso Corpo è più acceso che mai.&nbsp;</p>



<p>A sparare il primo colpo è stato l’ex generale oggi in pensione George Smith il quale nell’aprile del 2022 quando era a capo della Prima <em>Marine Expeditionary Force</em>, un’unità composta da circa 50mila militari, ha redatto un rapporto riservato in cui ha ventilato la possibilità che i tagli predisposti &#8211;&nbsp;si stima un risparmio totale di 16 miliardi di dollari che verrà reinvestito in armamenti più “leggeri” &#8211;&nbsp;possano determinare un <strong>“deterioramento della coesione”</strong> della task force. La preoccupazione di fondo è che l’accento posto su un Corpo militare più snello in vista di uno scontro nell&#8217;<strong>Oceano Pacifico</strong> possa trasformarsi in una vulnerabilità in caso di crisi in contesti differenti. Non è un caso che le riserve alla nuova strategia americana siano state presentate al comandante Berger in un meeting a porte chiuse nel quartier generale di Quantico poche settimane dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Anche se l’incontro non ha provocato un cambio di programmi, gli attacchi di Hamas del 7 ottobre contro Israele e i rischi di un allargamento del conflitto in <strong>Medio Oriente</strong> continuano ad alimentare le perplessità di molti Marines. D’altra parte, migliaia di fanti di marina sono stati inviati nella regione del Golfo nell’estate del 2023 a bordo delle Uss Carter Hall e Uss Bataan per dissuadere l’<strong>Iran</strong> dal compiere manovre contro i mercantili nei pressi dello Stretto di Hormuz. <em>Abc news</em> ha rivelato inoltre che in Bahrain alcuni militari avrebbero ricevuto l’addestramento per essere posizionati anche a bordo delle navi commerciali. La presenza dei Marines nell&#8217;area è stata poi confermata anche con lo scoppio della guerra tra Israele e il movimento islamista e sta giocando un ruolo chiave nel mantenere una funzione di <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/stati-uniti-mostrano-loro-capacit-deterrenza-medio-oriente-2229152.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">deterrenza</a></strong> nei confronti di Teheran e degli <strong>Houthi</strong> in Yemen.&nbsp;</p>



<p>“Come altri Marines in pensione, sostengo alcuni degli sforzi di modernizzazione del Corpo e l’attenzione alla <strong>minaccia nel Pacifico</strong> ma sono anche preoccupato per ciò che essa comporta per la sua capacità di reazione a livello globale” afferma l’ex ufficiale Sam Mundy il quale aggiunge che “le ultime crisi in Medio Oriente evidenziano i rischi di un’iperottimizzazione”. Concordano con Mundy anche gli ex numeri uno dei “colli di cuoio” Joe Dunford e Anthony Zinni e il senatore repubblicano ed ex colonnello Dan Sullivan&nbsp;secondo il quale “trasformeremo i fanti di marina in una forza di nicchia”. Per ora i vertici militari tirano dritto ma anche tra chi appoggia la nuova strategia nasce qualche dubbio. “Forse non ci stiamo muovendo abbastanza velocemente&#8221; per affrontare il pericolo cinese sostiene il deputato democratico Seth Moulton. Gli interrogativi insomma rimangono ma solo la prossima crisi potrà fornire delle risposte.&nbsp;</p>
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		<title>Gli Usa e la guerra nella giungla per prepararsi alla guerra con la Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/gli-usa-e-la-guerra-nella-giungla-per-prepararsi-alla-guerra-con-la-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Dec 2023 11:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito americano]]></category>
		<category><![CDATA[Hawaii]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Marines]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21364006_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21364006_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21364006_large-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21364006_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21364006_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21364006_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21364006_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21364006_large-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'esercito statunitense sta istruendo le proprie truppe alle Hawaii sulle competenze necessarie per poter affrontare, un giorno, un potenziale conflitto con la Cina. Uno scontro che, semmai dovesse verificarsi, si terrà in un ambiente molto particolare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-usa-e-la-guerra-nella-giungla-per-prepararsi-alla-guerra-con-la-cina.html">Gli Usa e la guerra nella giungla per prepararsi alla guerra con la Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21364006_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21364006_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21364006_large-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21364006_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21364006_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21364006_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21364006_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21364006_large-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dai deserti del Medio Oriente alle giungle del sud-est asiatico. L&#8217;<strong>esercito statunitense</strong> sta istruendo le proprie truppe alle <strong>Hawaii </strong>sulle competenze necessarie per poter affrontare, un giorno, un potenziale conflitto con la <strong>Cina</strong>. Uno scontro che, semmai dovesse scoppiare, si svolgerà in una regione morfologicamente diversa rispetto agli scenari nei quali, negli ultimi anni, si sono mosse le forze Usa. Una regione che richiama alla mente il Vietnam, caratterizzata da colline fangose, fiumi, caldo torrido o pioggia incessante a seconda della stagione. </p>



<p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> stanno quindi addestrando decine e decine di soldati a muoversi in uno scenario del genere, a prendere confidenza con la <strong>giungla</strong>, lontana anni luce dall&#8217;Iraq e l&#8217;Afghanistan, in modo tale da renderli pronti ad operare spalla a spalla con i partner regionali. </p>



<p>Secondo quanto riportato dal <em>New York Times</em>, il <strong>Corpo dei Marines</strong> ha assegnato una parte significativa delle sue forze al terreno afoso e piovoso di <strong>Okinawa</strong>, in Giappone, e si è allenato con i suoi partner vicino all&#8217;Equatore. Per l&#8217;esercito Usa, inoltre, le Hawaii sono diventate un <strong>proxy regionale</strong>. I comandanti stanno poi spingendo più militari nelle giungle locali, mentre la 25a divisione di fanteria sta guidando una nuova rotazione di addestramento nel <strong>Pacifico</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida dell&#8217;esercito Usa</h2>



<p>La grande sfida che si trova ad affrontare l&#8217;esercito Usa consiste nel fare i conti con la legge della giungla. Nel far questo, gli Stati Uniti devono lasciarsi alle spalle decenni di sabbiose guerre combattute in Medio Oriente per iniziare ad immaginare una possibile guerra in un <strong>ambiente inedito</strong> per la maggior parte dei suoi soldati. </p>



<p>Alle Hawaii, la preparazione di Washington è ben visibile nei registri del governo che indicano nuovi <strong>centri di comando</strong>, <strong>moli</strong>, <strong>piste </strong>e <strong>caserme</strong> costruite in loco, insieme a un aumento del tempo di <strong>addestramento </strong>delle truppe, nonché all&#8217;invio di più aerei sulle spiagge e navi da guerra nei pressi di Pearl Harbor. </p>



<p>Imparare a convivere con la giungla richiede adattamento, studio, preparazione. La storia, del resto, ha offerto diverse lezioni sulla guerra combattuta in questo scenario: il clima e il terreno, ad esempio, rallentano l’efficienza, separano le unità in piccole squadre, rendono difficile la comunicazione e aumentano il rischio di malattie. E poi, ovviamente, i militari devono apprendere i modi per impermeabilizzare uno zaino, attraversare un fiume, organizzare un’imboscata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conoscere la giungla</h2>



<p>L’istruzione analogica rimane necessaria anche con l’incessante spinta del Pentagono verso l&#8217;utilizzo di <strong>nuove tecnologie</strong>. I comandanti dell’esercito sottolineano che l’intelligenza artificiale e i droni non possono mantenere il territorio o gestire i rifornimenti nei burroni fradici dove l’elettricità e l’acqua pulita scarseggiano. Toccherà quindi ai soldati gestire determinate questioni, ma solo dopo aver accumulato un adeguato livello di <strong>esperienza</strong>. </p>



<p>Anche perché queste stesse questioni potrebbero essere vitali in una battaglia per <strong>Taiwan</strong>, e le Hawaii possono essere considerate un banco di prova. Le tensioni, intanto, sono aumentate sia intorno alla citata Taiwan, la cui capitale si trova nel mezzo di una giungla montuosa, sia nel <strong>Mar Cinese Meridionale</strong>, dove la scorsa settimana la Guardia Costiera cinese ha speronato navi appartenenti alle <strong>Filippine</strong>, un Paese che presenta una fitta vegetazione e cobra reali, e che gli Stati Uniti hanno giurato di difendere in caso di guerra.&nbsp;&nbsp;</p>
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