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La Germania intenderebbe migliorare la propria capacità di deterrenza acquisendo dagli Stati Uniti sistemi missilistici basati a terra a lungo raggio. Durante la sua recente visita a Washington, il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha affermato davanti alle telecamere che la Bundeswehr potrebbe vedere arrivare il sistema di lancio di missili da crociera a lungo raggio basati a terra Typhon di fabbricazione statunitense. “Si tratta di lanciatori terrestri in grado di lanciare diversi tipi di missili guidati a diverse distanze”, ha dichiarato ai giornalisti il ministro Pistorius.

L’acquisto non è ancora stato finalizzato: gli Stati Uniti stanno valutando se siano disposti a fornire l’equipaggiamento, ma il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha accolto con favore la richiesta, ha dichiarato ancora Pistorius.

Quindi la Germania potrebbe acquistare i missili da crociera Tomahawk, che vengono utilizzati dal Typhon insieme ad altri vettori (come ad esempio gli SM-3/6 per la difesa aerea), e, previa modifica a bordo, potrebbero anche essere utilizzati dalle quattro fregate della classe Sachsen. Il Typhon, infatti, utilizza le stesse celle di lancio missili del sistema di lancio verticale (VLS – Vertical Launch System) tipo Mk41 che è imbarcato su numerose unità navali statunitensi e alleate.

Coi vettori da crociera Tomahawk, il sistema Typhon permetterà alla Germania di colpire bersagli sino a circa 1.800 km di distanza e la sua mobilità consentirà di poter disporre rapidamente di capacità di interdizione e di attacco di precisione di livello strategico.

Colpire in profondità

Proprio la gittata di questi vettori è il fattore principale in questa possibilità: la Germania diventerebbe l’unico Paese europeo a possedere un sistema in grado di colpire in profondità, proiettando Berlino al massimo livello delle capacità di deterrenza in Europa.

Il Typhon è mutuato strettamente dalla marina statunitense e si vede: il suo sistema di controllo del fuoco è derivato da quello dell’Aegis utilizzato sui cacciatorpediniere Arleigh Burke. La sua mobilità consente poi di poter avere un’alta sopravvivenza in caso di conflitto. Una batteria di Typhon comprende quattro lanciatori ciascuno dotato di 4 celle di lancio, un veicolo centro operativo, e altri veicoli di supporto (generatori, ricaricatori ecc).

L’U.S. Army ha intenzione di impiegare il Typhon nel Long Range Fire Batallion che vede la presenza anche del sistema LRHW (Long Range Hypersonic Weapon) e del ben noto HIMARS. Secondo i piani della precedente amministrazione statunitense, uno di questi battaglioni di fuoco a lungo raggio avrebbe dovuto essere dispiegato proprio in Germania, come forma di deterrenza nei confronti della Russia, mentre altri due nella regione indo-pacifica (e un quarto tenuto in riserva in Patria), ma recentemente la Casa Bianca non sembra più disposta a effettuare questo schieramento in Europa.

Il primo lanciatore Typhon è stato consegnato allo U.S. Army nel 2022 mentre l’ultimo test di fuoco, coronato da successo, è avvenuto a gennaio di quest’anno. Gli Stati Uniti hanno dispiegato temporaneamente questo sistema nelle Filippine nel recente passato, come forma di deterrenza nei confronti della Repubblica Popolare Cinese, e il governo di Manila ha espressamente richiesto che questo dispiegamento diventi permanente.

La valutazione del rischio

La vendita del sistema Typhon alla Germania da parte USA sarà ovviamente soggetta a un’attenta valutazione del rischio strategico, svolta da agenzie e dicasteri statunitensi, quindi non è scontato che Berlino veda arrivare questi vettori, ma bisogna considerare che l’equilibrio strategico sui vettori a raggio medio e intermedio in Europa è stato già alterato con la presenza del sistema russo Iskander-K utilizzante il vettore 9M729 (o SSC-8 in codice NATO), ovvero un GLCM (Ground Launched Cruise Missile) con una gittata stimata di circa 2500 chilometri, che ha violato le clausole dell’ora defunto Trattato INF sulle forze nucleari medie e intermedie. La fabbricazione di questo missile ha provocato, nel 2019, il ritiro statunitense dal Trattato INF anche in considerazione del fatto che esso era ormai obsoleto per gli interessi USA in quanto limitato a controllare i vettori a raggio medio e intermedio di Stati Uniti e Russia ma non della RPC, che da tempo sta aumentando il proprio arsenale missilistico.

Probabilmente, la Casa Bianca valuterà la vendita del Typhon alla Germania più su considerazioni del tutto interne, ovvero sul raggiungimento o meno del completamento dei suoi battaglioni di fuoco a lungo raggio e completamento delle riserve (sia di missili, sia di lanciatori). Chi scrive ritiene, infatti, che difficilmente si vedrà il Typhon dell’U.S. Army in Europa, in considerazione della necessità statunitense di spostare assetti e uomini in quello che è il principale teatro strategico per Washington: l’Indo-Pacifico. Infatti, come riportato dall’agenzia di stampa Reuters, i colloqui tra il ministro Pistorius e il segretario Hegseth hanno affrontato anche il possibile ritiro delle truppe statunitensi dall’Europa, ed Hegseth ha assicurato alla sua controparte tedesca che in tal caso verrà adottato un approccio coordinato.

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