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	<title>guerra del golfo Archives - InsideOver</title>
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	<title>guerra del golfo Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Petrolio USA, con la guerra record di esportazioni verso l’Asia</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/petrolio-usa-con-la-guerra-record-di-esportazioni-verso-lasia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianmaria Vianova]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 05:05:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del golfo]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[trump]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-USA-petrolio-esportazioni-Asia-Stati-Uniti-Oil.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-USA-petrolio-esportazioni-Asia-Stati-Uniti-Oil.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-USA-petrolio-esportazioni-Asia-Stati-Uniti-Oil-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-USA-petrolio-esportazioni-Asia-Stati-Uniti-Oil-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-USA-petrolio-esportazioni-Asia-Stati-Uniti-Oil-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-USA-petrolio-esportazioni-Asia-Stati-Uniti-Oil-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-USA-petrolio-esportazioni-Asia-Stati-Uniti-Oil-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra in Iran ha innescato una corsa globale al petrolio americano. Gli USA, già forti di una produzione record, esportano greggio e prodotti raffinati a livelli storici, riorientando i flussi energetici di Asia ed Europa. È il secondo riallineamento in tre anni, dopo quello europeo post-Ucraina. Ma i prezzi interni corrono, le riserve strategiche si assottigliano e l'elettorato americano è inquieto. Per Trump, la partita energetica si gioca su due fronti: il mondo e le midterm.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/petrolio-usa-con-la-guerra-record-di-esportazioni-verso-lasia.html">Petrolio USA, con la guerra record di esportazioni verso l’Asia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-USA-petrolio-esportazioni-Asia-Stati-Uniti-Oil.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-USA-petrolio-esportazioni-Asia-Stati-Uniti-Oil.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-USA-petrolio-esportazioni-Asia-Stati-Uniti-Oil-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-USA-petrolio-esportazioni-Asia-Stati-Uniti-Oil-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-USA-petrolio-esportazioni-Asia-Stati-Uniti-Oil-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-USA-petrolio-esportazioni-Asia-Stati-Uniti-Oil-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-USA-petrolio-esportazioni-Asia-Stati-Uniti-Oil-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella giornata del 9 aprile 2026, una flotta di 68 petroliere vuote era in rotta verso i porti americani. Un dato straordinario: nella settimana prima dello scoppio del conflitto con l&#8217;Iran, il 28 febbraio scorso, erano 24. La media dell&#8217;anno precedente si fermava a 27. Dietro questo movimento di navi si legge qualcosa di più di una risposta emergenziale a una crisi: <a href="https://it.insideover.com/energia/iran-il-petrolio-limpero-la-vecchia-verita-americana-che-ritorna-con-trump.html" id="https://it.insideover.com/energia/iran-il-petrolio-limpero-la-vecchia-verita-americana-che-ritorna-con-trump.html">è la traiettoria di una potenza che ha trasformato la propria produzione energetica in leva geopolitica</a>. <strong>Gli Stati Uniti si avviano ad aprile verso un record storico nelle esportazioni di greggio, con 5,2 milioni di barili al giorno</strong> stimati dalla società di ricerca Kpler, contro i 3,9 milioni di marzo. La domanda asiatica salirà dell&#8217;82%, a 2,5 milioni di barili al giorno.</p>



<p><strong>Prima l&#8217;Europa, ora l&#8217;Asia: il disegno che avanza</strong></p>



<p>Per capire la portata di quanto sta accadendo, occorre tornare al febbraio 2022, quando l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina scosse il sistema energetico europeo. L&#8217;Europa dipendeva dai gasdotti russi per una quota rilevante del proprio fabbisogno di gas. Nel giro di pochi mesi, quella <strong>dipendenza</strong> si era trasformata in <strong>vulnerabilità</strong> strategica. Gli Stati Uniti avevano già aumentato la propria capacità di esportazione di gas naturale liquefatto (LNG) negli anni precedenti, e si trovarono nella posizione di poter offrire all&#8217;Europa forniture alternative. Il risultato fu uno spostamento strutturale: Mosca perse il suo ruolo di fornitore dominante del continente, Washington ne guadagnò uno nuovo.</p>



<p>Oggi lo schema si ripete, in un contesto diverso e con un attore diverso al centro. Lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale, è di fatto ancora &#8220;chiuso&#8221;. L&#8217;80% degli idrocarburi che vi transitavano era destinato alla Cina e ai Paesi vicini. <strong>L&#8217;Asia si trova</strong> <strong>esposta a uno shock energetico senza precedenti recenti</strong>. E ancora una volta, sono gli USA a offrire una via d&#8217;uscita. La produzione americana di idrocarburi è cresciuta in modo costante nell&#8217;ultimo decennio, trainata dallo Shale Oil. <strong>Gli Stati Uniti sono diventati il primo produttore mondiale di petrolio e gas,</strong> e hanno costruito un&#8217;infrastruttura di export che oggi consente loro di rispondere con rapidità a shock globali.</p>



<p><strong>La Cina davanti al rebus Hormuz</strong></p>



<p>Pechino importava fino a 1,4 milioni di barili al giorno dall&#8217;Iran, circa il 13% della sua domanda totale. Quella fornitura, spesso aggirata dalle sanzioni USA, è oggi interrotta. Ma il problema va oltre l&#8217;Iran: circa 5,4 milioni di barili diretti alla Cina transitano dallo Stretto, provenienti da Arabia Saudita, Iraq, Emirati e Qatar. <strong>La fornitura dei Paesi del Golfo copriva circa metà del fabbisogno di petrolio e un 30% della fornitura di gas liquido di Pechino.</strong> La Cina dispone di riserve strategiche e commerciali stimate tra 1,3 e 1,4 miliardi di barili, sufficienti per circa quattro mesi. Ha aumentato le importazioni da Mosca ma la concorrenza con l&#8217;India, a cui Washington ha concesso una deroga per importare greggio russo, riduce i margini di manovra cinesi. Nel breve periodo, Pechino deve fare i conti con la perdita di forniture a prezzi scontati e con un mercato globale in cui il WTI ha superato i 100 dollari al barile.</p>



<p><strong>Riserve strategiche, prezzi interni e il rebus politico di Trump</strong></p>



<p>La corsa all&#8217;export americano ha un lato oscuro per Washington. Il WTI resta oltre il 40% più caro rispetto ai livelli pre-guerra, nonostante la tregua di due settimane annunciata martedì tra USA e Iran, immediatamente complicata da nuovi attacchi israeliani in Libano. I prezzi della benzina hanno superato i 4 dollari al gallone per la prima volta in quattro anni. Il diesel si avvicina al record storico di 5,81 dollari al gallone. L&#8217;amministrazione Trump ha già autorizzato il rilascio di oltre 170 milioni di barili dalla Strategic Petroleum Reserve (SPR) e ha allentato alcune norme ambientali per contenere i prezzi. Il segretario all&#8217;Energia <strong>Chris Wright </strong>ha fissato il limite delle estrazioni dalla riserva strategica tra 1 e 1,5 milioni di barili al giorno: un volume insufficiente a compensare i 10-15 milioni sottratti al mercato dalla chiusura del Golfo.</p>



<p>Sul piano politico, <strong>la pressione su Trump si fa intensa</strong>. Un recente sondaggio del Pew Research Center segnala che <strong>il 69% degli americani è preoccupato per il rincaro energetico</strong> prodotto dal conflitto in Iran. I consensi del presidente sono in calo. Le elezioni di midterm si avvicinano, e l&#8217;inflazione energetica è uno dei dossier più caldi per l&#8217;elettorato.</p>



<p><strong>Il nuovo ordine energetico che prende forma</strong></p>



<p>Al netto delle tensioni interne, la guerra in Iran sta <strong>accelerando una transizione già in corso</strong> nella gerarchia energetica globale. Gli USA stanno aprendo rotte commerciali inedite: dal Golfo del Messico all&#8217;Australia, dalla costa Est americana verso l&#8217;Europa. Più a lungo durerà la chiusura di Hormuz, più queste rotte si consolideranno. Le dipendenze energetiche si riscrivono lentamente, ma si riscrivono. E ogni crisi, come quella ucraina prima e quella iraniana ora, lascia tracce permanenti nelle mappe dei flussi globali di energia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/petrolio-usa-con-la-guerra-record-di-esportazioni-verso-lasia.html">Petrolio USA, con la guerra record di esportazioni verso l’Asia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le piccole pillole arancioni per &#8220;drogare&#8221; soldati e piloti: dall&#8217;invasione della Polonia a Iraqi Freedom</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/le-piccole-pillole-arancioni-per-drogare-soldi-e-piloti-dallinvasione-della-polonia-a-iraqi-freedom.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2025 06:47:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Bombardamenti Usa]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del golfo]]></category>
		<category><![CDATA[Us Air Force (Usaf)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1312" height="1046" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-12-alle-13.08.16.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-12-alle-13.08.16.jpeg 1312w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-12-alle-13.08.16-600x478.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-12-alle-13.08.16-300x239.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-12-alle-13.08.16-1024x816.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-12-alle-13.08.16-768x612.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1312px) 100vw, 1312px" /></p>
<p> L'uso in ambito militare di sostanze sintetiche simili alla droga, con principi attivi analoghi alle anfetamine, fa ancora discutere. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/le-piccole-pillole-arancioni-per-drogare-soldi-e-piloti-dallinvasione-della-polonia-a-iraqi-freedom.html">Le piccole pillole arancioni per &#8220;drogare&#8221; soldati e piloti: dall&#8217;invasione della Polonia a Iraqi Freedom</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1312" height="1046" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-12-alle-13.08.16.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-12-alle-13.08.16.jpeg 1312w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-12-alle-13.08.16-600x478.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-12-alle-13.08.16-300x239.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-12-alle-13.08.16-1024x816.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-12-alle-13.08.16-768x612.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1312px) 100vw, 1312px" /></p>
<p>Dalla fortuita scoperta della loro esistenza in seguito all&#8217;abbattimento di un bombardiere tedesco durante la <a href="https://it.insideover.com/guerra/ottanta-anni-fa-la-battaglia-dinghilterra.html">Battaglia d&#8217;Inghilterra</a>, alle inchieste per conoscere il preciso impiego e dosaggio durante le missioni condotte dai piloti da caccia, e durante i lunghi voli dei bombardieri strategici B-2 nella guerra dell&#8217;Iraq, l&#8217;uso in ambito militare e specialmente in combattimento delle <a href="https://www.usni.org/magazines/proceedings/2017/july/go-pills-black-shoes">&#8220;<em>Go-pills</em></a>&#8221; &#8211; o più in generale delle sostanze sintetiche simili alla droga, con principi attivi analoghi a quelli delle anfetamine &#8211; fa ancora discutere. Ma rimane una strana realtà, con sottili confini morali che pesano sulla loro necessità e sulle<strong> controindicazioni</strong>, sul rischio di dipendenza, di adempimento agli ordini e anche di <strong>insubordinazione</strong>.</p>



<p>L&#8217;affaticamento tra i combattenti ha sempre rischiato di compromettere, dall&#8217;alba dei tempi, il successo di una battaglia, o almeno di una singola missione. Per questo i piloti da guerra, che si trovano ad affrontare sia il rischio che un delicato ruolo in battaglia, hanno sempre fatto uso di sostanze che potessero <strong>combattere la stanchezza</strong> e garantire loro lucidità e prontezza nel confrontarsi con il nemico.</p>



<p>È ben noto come già durante l&#8217;invasione della Polonia la Wermacht, l&#8217;esercito tedesco della Germania nazista, avesse somministrato ai suoi soldati pasticche di <strong>Pervitin</strong>, un farmaco contenente metanfetamina cloridrato, un derivato dall&#8217;efedrina appartenente alla categoria delle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Amfetamina">anfetamine</a>, brevettato nel 1937 e prodotto a partire dal 1938 dal gruppo farmaceutico Temmler, per esaltare le prestazioni dei soldati che avrebbero portato la <em>Blitzkrieg</em> in tutta Europa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla Battaglia d&#8217;Inghilterra alla Guerra del Golfo</h2>



<p>Lo stesso fecero con la Luftwaffe, l&#8217;aviazione che impiegava una sostanza nota come &#8220;<a href="https://www.theatlantic.com/technology/archive/2013/05/pilots-salt-the-third-reich-kept-its-soldiers-alert-with-meth/276429/">sale del pilota</a>&#8221; per l&#8217;uso generoso che ne veniva fatto. Le intriganti compresse vennero trovate <strong>nella tasca del pilota di un bombardiere che era stato abbattuto sull&#8217;Inghilterra </strong>nell&#8217;estate del 1940 insieme ai resti della sua scorta di metanfetamina. Sebbene<strong> gli alleati già <a href="https://www.google.co.uk/books/edition/Blitzed/t7HkCwAAQBAJ?hl=en&amp;gbpv=1&amp;printsec=frontcover">sospettassero l&#8217;impiego</a> di sostanze psicoattive</strong> su vasta scala, il bottino venne inviato all&#8217;intelligence e, in breve tempo, gli scienziati inglesi iniziarono a lavorare alla loro versione. Fu così che venne prodotto uno stimolante da distribuire agli equipaggi che avrebbero svolto le lunghe missioni notturne nei cieli europei e fu condivisa la ricetta con i piloti americani che li avrebbero seguiti. Ciò portò, nel corso dello sviluppo, a un farmaco direttamente correlato, impiegato in modo equivalente, la <strong>Dextroamphetamine</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="714" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/MsCiiRB-1024x714.png" alt="" class="wp-image-469345" style="width:650px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/MsCiiRB-1024x714.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/MsCiiRB-600x419.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/MsCiiRB-300x209.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/MsCiiRB-768x536.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/MsCiiRB.png 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Durante gran parte della Guerra Fredda, complice la tensione diffusa, l&#8217;impiego di sostanze stimolanti come la Benzedrina, somministrate per vie ufficiali ai piloti è <em>sconosciuta</em> o almeno poco nota. Divenne però di nuovo estremamente popolare durante la prima <a href="https://www.bbc.com/future/article/20240314-the-drug-pilots-take-to-stay-awake">Guerra del Golfo del 1990-91</a>, quando fu assunto regolarmente dalla maggior parte dei piloti di caccia coinvolti nei primi bombardamenti sulle forze irachene in <strong>Kuwait</strong>. </p>



<p>Secondo quanto riportato, tra i piloti che fecero uso di stimolanti c&#8217;erano anche i piloti di <strong>bombardieri strategici B-2 Spirit</strong> impegnati in missioni di combattimento di lunga durata. Gli equipaggi di questi sofisticati bombardieri, allora considerati come i velivoli tecnologicamente più avanzati del mondo (insieme ai caccia da superiorità aerea F-22 Raptor), utilizzavano <em>selettivamente</em> la Dextroamfetamina o altri farmaci stimolanti prescritti dagli ufficiali medici.</p>



<p>Si stima che durante l&#8217;<strong>Operazione Iraqi Freedom</strong> del 2003, i piloti e i comandanti missione addetti alle armi che volavano verso i loro obiettivi in Iraq e Afghanistan sui bombardieri B-2 decollati dalla base <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/caccia-f-15-proteggere-diego-garcia-usa-temono-ritorsioni-2481358.html">Diego Garcia</a>,</strong> una missione della durata di 16 ore, dalle base Whiteman, nell&#8217;<strong>America continentale</strong>, per una missione di 35 ore di durata, assumessero le &#8220;Go-pills&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una piccola pillola arancione</h2>



<p>Le piccole <strong>pillole arancioni</strong>, dette in gergo Go-Pills, sono entrate a far parte dell&#8217;equipaggiamento dei piloti da combattimento per combattere un nemico altrettanto temibile: la <strong><a href="https://books.google.co.uk/books?hl=en&amp;lr=&amp;id=NAVCCwAAQBAJ&amp;oi=fnd&amp;pg=PA263&amp;dq=amphetamines+gulf+war&amp;ots=JfOLLOADtA&amp;sig=nTdoMaCwu7G8qIA70kLHjbzeefc&amp;redir_esc=y#v=onepage&amp;q=amphetamines%20gulf%20war&amp;f=false">stanchezza</a></strong>. Un avversario che, stando almeno alle statistiche, negli ultimi vent&#8217;anni ha causato più morti tra i piloti militari che non durante il combattimento stesso. Secondo un&#8217;analisi retrospettiva condotta da alcuni ricercatori, tuttavia, i <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15152888/">piloti di B-2 impegnati in sortite</a> relativamente brevi utilizzavano la destroamfetamina nel 97% dei casi, mentre quelli impegnati in missioni più lunghe l&#8217;hanno utilizzata solo nel 58%, dal momento che potevano &#8220;riposare&#8221;.</p>



<p>Il loro utilizzo, che si concentrava nelle missioni notturne, era basato su dosi prescritte dai medici di bordo, nel caso dell&#8217;Us Navy, o dai medici della base, nel caso dell&#8217;Us Air Force e dei piloti dei Marines. A queste, poi, venivano aggiunte delle ulteriori pillole, le cosiddette &#8220;No-go&#8221;, ossia <strong>tranquillanti</strong> e sedativi come <strong>Ambien</strong> e <strong>Restoril</strong>, per regolarizzare il sonno dopo la missione. Di norma, le pillole concesse e fortemente volute dai comandanti per assicurarsi che tutte le missioni raggiungessero i target prefissati, quando non impiegate, andavano restituite a catalogate.</p>



<p>Secondo quanto riportato, infatti, i funzionari militari che avevano sospeso il <strong>programma Go-Pill</strong> nel <strong>1992</strong> nelle forze aeree statunitensi, lo ripristinarono nel 1996 &#8211; con protocolli estremamente rigorosi &#8211; quando i piloti statunitensi iniziarono a bombardare regolarmente i Balcani nell&#8217;<strong>Operazione&nbsp;Allied Force</strong>, dal momento che le missioni condotte dai cacciabombardieri, solitamente in notturna, prevedevano lunghi voli per raggiungere i loro obiettivi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Modafinil, Night Eagle e una questione di &#8220;fiducia&#8221;</h2>



<p>Attualmente una delle <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31023409/">soluzioni preferite</a> per &#8220;drogare&#8221; i piloti, è il <strong><a href="https://iari.site/2023/08/29/la-creazione-dei-supersoldati/">Modafinil</a></strong>, un farmaco stimolante prodotto dalla Cephalon, approvato prevalentemente per il trattamento della narcolessia e dei disturbi a essa correlati, associato ai cosiddetti &#8220;<em>supersoldati</em>&#8221; e diventato noto negli anni 2000 per l&#8217;uso, improprio, che ne hanno fatto studenti e professionisti di tutti i settori lavorativi che volevano essere <strong>estremamente performanti</strong>.</p>



<p>Alcune informazioni riportano che anche la Federazione Russa e la Repubblica Popolare Cinese si sono interessate a questo tipo di programmi. La Cina avrebbe infatti sviluppato una sua sostanza, la <strong>Night Eagle</strong>. La Russia si affiderebbe a farmaci come <strong>Noopept </strong>e <strong>Phenotropil</strong>.</p>



<p>L<strong>&#8216;uso delle pillole</strong> è stato in gran parte <strong>sollecitato dai comandanti </strong>che desiderano non solo migliorare le capacità dei loro squadroni, ma garantire la sicurezza dei loro equipaggi senza tenere conto dell&#8217;uso improprio che queste pillole, chiamate anche &#8220;pillole anti-morte&#8221; per via della &#8220;<em>sicurezza</em>&#8221; che viene loro attribuita. Durante la Guerra del Golfo, un comandante che venne interrogato sui rischi e le controindicazioni delle Go-pills, che ovviamente presentano effetti collaterali, confermò il suo sostegno al programma e all&#8217;uso delle piccole pillole arancioni, liquidando il problema con una <strong>semplice riflessione </strong>basata sulla<strong> fiducia</strong>: &#8220;<em>Se non puoi fidarti di loro con i farmaci, allora non puoi fidarti di loro con un aereo da 50 milioni di dollari per cercare di uccidere qualcuno</em>”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/le-piccole-pillole-arancioni-per-drogare-soldi-e-piloti-dallinvasione-della-polonia-a-iraqi-freedom.html">Le piccole pillole arancioni per &#8220;drogare&#8221; soldati e piloti: dall&#8217;invasione della Polonia a Iraqi Freedom</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La guerra che ha stravolto il Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-usa-iraq-che-ha-stravolto-il-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Mar 2023 17:50:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del golfo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Iraq]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Jihadismo]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1203" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184247877_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_100119.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184247877_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_100119.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184247877_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_100119-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184247877_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_100119-1024x642.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184247877_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_100119-768x481.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184247877_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_100119-1536x962.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra in Iraq del 2003 non ha solo cambiato la storia del Paese arabo, ma ha anche modificato i rapporti all'interno dell'intera regione</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-usa-iraq-che-ha-stravolto-il-medio-oriente.html">La guerra che ha stravolto il Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1203" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184247877_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_100119.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184247877_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_100119.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184247877_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_100119-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184247877_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_100119-1024x642.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184247877_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_100119-768x481.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184247877_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_100119-1536x962.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La caduta di <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-storia-di-saddam-hussein.html">Saddam Hussein</a>, avvenuta il 9 aprile 2003 <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-seconda-guerra-del-golfo-il-conflitto-contro-saddam-del-2003.html">con l&#8217;arrivo dei carri armati Usa nel centro di Baghdad</a>, ha avuto molti effetti nella regione mediorientale. Il motivo è essenzialmente basato sul fatto che l&#8217;Iraq, senza più un solido governo al potere, si è trasformato in una potenziale <strong>polveriera</strong>. Il Paese, attraversato storicamente da forti tensioni settarie e da una netta divisione tra sciiti, sunniti e curdi, è diventato terreno di <strong>scontro</strong> sia tra i vari attori interni che tra le potenze regionali. </p>



<p>La guerra del 2003 quindi, è possibile considerarla come un detonatore delle varie turbolenze mediorientali ed è per questo che ha contribuito a cambiare volto non solo all&#8217;Iraq ma anche alla storia dei Paesi circostanti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Baghdad nell&#8217;orbita iraniana</h2>



<p>Durante l&#8217;era di Saddam Hussein, l&#8217;Iraq ha vissuto in una situazione quasi paradossale. Pur essendo il Paese a maggioranza sciita, il <strong>rais</strong> e la sua cerchia di fedelissimi a Baghdad appartenevano alla minoranza sunnita. Circostanza che non ha mancato di creare tensioni nel corso dei 24 anni di regime. Saddam ha spesso visto con diffidenza l&#8217;emergere di gruppi politici e religiosi sciiti, stanziati soprattutto nel sud del Paese. Questo ha portato, tra le altre cose, a un aumento del livello di scontro con l&#8217;<strong>Iran</strong>. </p>



<p>Nello stesso anno in cui il rais ha preso le chiavi del governo iracheno, a Teheran una<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-la-rivoluzione-iraniana-del-1979.html"> rivoluzione islamica</a> portava al potere la<strong> teocrazia sciita</strong> guidata dagli <strong>Ayatollah</strong>. Tra i due Paesi è scoppiata una guerra durata otto anni, al termine della quale le relazioni diplomatiche non sono mai state ristabilite del tutto. </p>



<p>Quando gli Usa hanno detronizzato Saddam, gli sciiti iracheni hanno subito premuto per avere una forte rappresentanza in seno alle nuove autorità. Le prime elezioni del 2005 hanno visto la vittoria dei partiti sciiti, a scapito di quelli sunniti. L&#8217;Iran ha così potuto mettere le mani su Baghdad. Un effetto certamente non voluto e quasi sicuramente non calcolato dagli Usa alla vigilia della guerra. Tra l&#8217;Iraq filo sciita e la teocrazia iraniana, è nata una forte convergenza. In tal modo, gli Ayatollah hanno iniziato ad avere il controllo di larghe fette del nuovo potere iracheno. </p>



<p>Gli effetti di questo repentino cambiamento si sono avuti anche in ambito regionale. Teheran ha iniziato a pianificare la strategia cosiddetta della &#8220;<strong>mezzaluna sciita</strong>&#8220;. Un progetto volto a legare idealmente il proprio governo con il nuovo Iraq post Saddam, con la Siria governata dallo sciita alauita <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html">Bashar Al Assad</a>, estendendo poi la propria sfera di influenza fino a Beirut. Qui infatti l&#8217;Iran ha iniziato a sfruttare maggiormente l&#8217;asse con i movimenti sciiti libanesi e, in particolare, con gli <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/il-partito-di-dio-storia-e-futuro-di-hezbollah.html">Hezbollah</a>. </p>



<p>Si sono così create le basi per confronti molto accesi in tutta la regione. L&#8217;attivismo iraniano ha infatti acuito il braccio di ferro tra Teheran e i suoi storici antagonisti. Tra questi occorre annoverare l&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong> e le <strong>petromonarchie</strong> del Golfo. Le guerre scoppiate nel decennio successivo, <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/punto-la-guerra-nello-yemen.html">a partire da quella nello Yemen</a>, sono ascrivibili al confronto a distanza tra la teocrazia sciita degli Ayatollah e le monarchie sunnite. Importante sottolineare anche la crescita dei timori per la propria sicurezza da parte di <strong>Israele</strong>, altro storico rivale dell&#8217;Iran in medio oriente. </p>


<div id="gallery_389141" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_389141 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230317111539899_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_6619.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230317111539899_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_6619-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>08\/08\/1998. Il presidente Saddam Hussein sorride durante un messaggio televisivo per gli iracheni nel 10\u00b0 anniversario della vittoria della guerra durata 8 anni contro il vicino Iran. Nel messaggio, Saddam si diceva convinto che la nazione avrebbe prevalso sugli Stati Uniti cos\u00ec come aveva fatto con l'Iran. <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320092341826_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_266580.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320092341826_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_266580-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>15\/10\/1995, donne irachene passano di fianco ad un ritratto di Saddam sulla strada verso l'ufficio elettorale. Riguadagnato il diritto di voto proprio con Saddam, le donne si accingevano a votare il referendum per confermare la presidenza del leader Baathista, che dalla presa di potere nel 1979 non era mai stato votato. <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230317111516641_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_285558.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230317111516641_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_285558-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>13\/03\/1998 Saddam prega a Samarra, nel governatorato di Salah al-Din, dopo aver visitato l\u2019area per riaffermare il dominio di Baghdad sulla regione. In seguito alla prima Guerra del Golfo, diverse aree a nord della capitale erano finite sotto il controllo di gruppi curdi che si opponevano al governo di Saddam.<\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230317111528816_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_285561.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230317111528816_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_285561-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>13\/03\/1998 stessa visita a Samarra. Qui Saddam \u00e8 intento a baciare il Corano. Nonostante si debba a lui la secolarizzazione dell'Iraq e l'applicazione di un sistema statale  laico, negli ultimi anni del suo regime, a corto di sostegno interno, Saddam si \u00e8 mostrato sempre pi\u00f9 spesso in atteggiamenti religiosi per rafforzare il consenso. <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320090547835_c695192756511d4f2e5b651d42806235.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320090547835_c695192756511d4f2e5b651d42806235-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>16 marzo 1988, i corpi delle vittime di un bombardamento con agenti chimici nel villaggio iracheno di Halabja, al centro di un aspro confronto tra gli eserciti iraniano ed iracheno. Il bombardamento iracheno che voleva contrastare una massiccia avanzata iraniana caus\u00f2 circa 5000 vittime, in prevalenza kurdi iracheni. La guerra Iran-Iraq fu il teatro bellico col pi\u00f9 ampio impiego di agenti chimici della storia recente.<\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Agenzia_Fotogramma_IPA23756744-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Agenzia_Fotogramma_IPA23756744-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>La campagna al-Anfal, consumata nel Kurdistan iracheno e cos\u00ec chiamata dai suoi perpetratori richiamandosi a una sura coranica, ha mietuto 150.000 vittime tra il 1986 e il 1988 ed \u00e8 stata riconosciuta come genocidio. Insieme al generale al-Majid (\u201cChemical Ali\u201d) Saddam Hussein ha orchestrato la campagna per far pagare ai curdi la loro presunta mancanza di fedelt\u00e0 nella guerra con l\u2019Iran.<\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230317112226685_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_402783.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230317112226685_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_402783-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>8 agosto 2000 Soldati iracheni davanti al mausoleo del Milite Ignoto nell'anniversario della \"grande vittoria\u201d contro l'Iran. <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230317112123494_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_367640.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230317112123494_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_367640-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>17\/01\/2000 Migliaia di iracheni inneggiano slogan di supporto al presidente Saddam Hussein e contro Stati Uniti e Gran Bretagna. La popolazione chiedeva una sospensione delle sanzioni imposte dalle Nazioni Unite. Anni dopo, le stime ONU sveleranno che tali sanzioni sono costate la vita di almeno mezzo milione di bambini iracheni. <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_2023032011262294_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_268168.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_2023032011262294_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_268168-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>26\/11\/97 in un ospedale di Baghdad una donna piange la morte del figlio mentre un'altra donna alle sue spalle si dispera mentre suo figlio lotta per sopravvivere. La situazione a Baghdad era disperata ben prima che arrivasse la guerra, tra la mancanza di cibo e medicine. <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320112925250_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_273016.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320112925250_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_273016-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>19\/01\/1998 processione per i funerali di 62 bambini, delle cui morti gli ufficiali iracheni accusano le sanzioni imposte dalle Nazioni Unite. <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320120027944_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_282370.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320120027944_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_282370-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>09\/03\/1998 L\u2019aeroporto internazionale di Baghdad completamente vuoto dall\u2019embargo del 1991. Le sanzioni, vietando tutti i voli da e per l'Iraq senza specifica approvazione, hanno condannato l\u2019infrastruttura (e in generale il Paese) allo svuotamento e al degrado.  <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320092427132_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_264307.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320092427132_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_264307-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>11\/10\/1997  Donne e famiglie irachene occupano il palazzo presidenziale di Baghdad. Al grido di slogan anti-americani hanno trascinato con s\u00e9 materassi per accamparsi all\u2019interno del palazzo di Saddam e fungere da scudi umani contro eventuali attacchi americani. <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230317130405233_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_422705.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230317130405233_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_422705-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>17\/01\/2001 Nablus, Cisgiordania. Una donna palestinese bacia il ritratto del presidente Saddam Hussein durante una marcia nella citt\u00e0 di Nablus, in cui gli abitanti palestinesi chiedevano al presidente iracheno di bombardare Tel Aviv. <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320092510997_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_318905-1.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320092510997_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_318905-1-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>11\/10\/1998 donne irachene mostrano foto del presidente per mostrare il loro supporto in seguito alla prova di forza con gli ispettori delle armi inviati dalle Nazioni Unite. Gli Stati Uniti avevano incrementato la presenza militare nel Golfo per un eventuale attacco all\u2019Iraq, e lo staff ONU in Iraq era stato invitato a traslocare ad Amman per garantire la loro sicurezza. <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320112016579_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_460315.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320112016579_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_460315-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>27\/01\/2001 Manifestanti bruciano la bandiera americana e israeliana in sostegno dell\u2019intifada palestinese di fronte al quartier generale ONU a Baghdad. Il partito Baath esortava tutti gli Stati arabi a supportare la popolazione palestinese e a serrare i ranghi per impedire \u201ci complotti dei nemici\u201d <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_2023031711234524_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_41388.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_2023031711234524_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_41388-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>17\/01\/2002 Un poliziotto iracheno pesta il ritratto dell\u2019ex presidente americano George Bush e dell\u2019ex premier britannica Margaret Thatcher nella piazza principale di Baghdad per marcare l\u201911\u00b0 anniversario dell\u2019inizio della guerra della prima Guerra del Golfo. <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320104230622_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_32216.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320104230622_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_32216-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>05\/08\/2002 membri del partito Baath sfilano per le strade di Baghdad in mezzo alle crescenti ipotesi di un attacco militare americano. Il partito aveva lanciato una campagna per mobilitare la popolazione contro un possibile tentativo americano di rovesciare Saddam, che Washington accusava di aver sviluppato armi di distruzione di massa. <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320115318595_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_45840.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320115318595_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_45840-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>08\/02\/2002 Membri del partito Baath sventolano fucili, ritratti del presidente e la bandiera irachena durante le celebrazioni dell\u2019anniversario dell\u2019ascesa al potere del partito socialista. <\/p><\/div>"}];</script>



<h2 class="wp-block-heading">La crescita di Al Qaeda e del terrorismo jihadista</h2>



<p>Il radicale cambiamento ai vertici di Baghdad, ha avuto conseguenze anche all&#8217;interno del mondo sunnita iracheno. In alcune frange è emersa la <strong>preoccupazione</strong> di diventare succubi della maggioranza sciita. Circostanza che ha creato, tra le altre cose, terreno fertile per la propaganda <strong>jihadista</strong>. Già nel 2014 risultavano attivi in Iraq diversi gruppi terroristici. Al loro interno, non solo iracheni ma anche combattenti stranieri. <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/al-qaeda.html">Al Qaeda</a>, il movimento terroristico di<strong> Osama Bin Laden</strong>, ha preso così le redini e ha approfittato della situazione per lanciare la propria guerra santa contro le truppe statunitensi. </p>



<p>Ad emergere in questo contesto è stata la figura del terrorista giordano <strong>Abu Musab Al Zarqawi</strong>. A lui lo stesso Bin Laden ha dato il suo benestare per la nascita di<strong> Al Qaeda in Iraq</strong>. L&#8217;insurrezione jihadista è andata avanti per diversi anni, trovando manforte soprattutto nella provincia di <strong>Al Anbar</strong>, tra Ramadi e Falluja. Particolarmente grave la situazione nel 2007, con il Paese di fatto ostaggio di una guerra civile settaria tra sunniti e sciiti. Al Zarqawi è stato ucciso nel 2006, ma i suoi successori hanno implementato le attività di Al Qaeda in Iraq. </p>



<p>Il gruppo si trasformerà in seguito &#8220;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html">Stato Islamico dell&#8217;Iraq e del Levante</a>&#8221; (Isil) e con il nuovo leader<a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/abu-bakr-al-baghdadi-chi-era.html"> Abu Bakr Al Baghdadi</a> sarà impegnato dal 2011 nella <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html">guerra civile siriana</a>, al fianco di <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-ruolo-di-al-nusra-nel-conflitto-in-siria.html">Al Nusra</a> ed altre sigle islamiste contrarie al governo di Assad. L&#8217;Isil diventerà meglio nota con l&#8217;acronimo di <strong>Isis</strong> e il gruppo darà vita allo <strong>Stato Islamico</strong>, capace di conquistare l&#8217;intero nord dell&#8217;Iraq e vaste porzioni della Siria tra il 2014 e il 2017. Oggi lo Stato Islamico non c&#8217;è più, ma il Paese continua a essere attraversato dalle tensioni jihadiste. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="685" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184610931_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_203650-1024x685.jpg" alt="" class="wp-image-389265" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184610931_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_203650-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184610931_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_203650-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184610931_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_203650-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184610931_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_203650-1536x1028.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184610931_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_203650.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Uan foto del 26 maggio 1998 che ritrae (da sx verso dx) Aiman Al-Zawahiri, il leader di Al-Qaeda Osama Bin Laden e Shaikh Taiseer Abdullah. (Foto: EPA/STRINGER)</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il duello tra Washington e Teheran in territorio iracheno</h2>



<p>Proprio la lotta all&#8217;Isis ha portato in Iraq la presenza di diverse forze internazionali. Da un lato la coalizione a guida Usa, impegnata nell&#8217;est della Siria e nel nord dell&#8217;Iraq contro il califfato. Dall&#8217;altra un&#8217;alleanza tra più gruppi paramilitari sciiti, coadiuvati dall&#8217;Iran. Dietro l&#8217;intento comune di sconfiggere lo Stato Islamico, è emersa anche la lotta per contendersi la propria influenza su Baghdad.</p>



<p>Nel cuore del territorio iracheno quindi, ancora oggi convivono forze di Washington con forze vicine a Teheran. Un&#8217;<strong>incompatibilità</strong> emersa soprattutto nel 2020, quando un raid degli Usa a Baghdad ha ucciso il generale iraniano <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-e-stato-ucciso-soleimani.html">Qassem Soleimaini</a>, architetto del progetto della mezzaluna sciita. Per tutta risposta, l&#8217;Iran ha bombardato basi statunitensi presenti nel Kurdistan iracheno. L&#8217;Iraq si è quindi trasformato nel terreno di scontro tra Stati Uniti e Iran. Un braccio di ferro che ha contribuito ad alimentare le tensioni in tutta l&#8217;area mediorientale e che ha trascinato al suo interno anche le altre potenze regionali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="753" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/mappa-curdi-medio-oriente-1024x753.png" alt="" class="wp-image-235302" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/mappa-curdi-medio-oriente-1024x753.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/mappa-curdi-medio-oriente-300x221.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/mappa-curdi-medio-oriente-768x565.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/mappa-curdi-medio-oriente.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Infografica di Alberto Bellotto</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La mai risolta questione curda </h2>



<p>La guerra del 2003 e la fine del potere di Saddam, hanno dato ai curdi la possibilità di gestire in modo autonomo i propri territori. La nuova costituzione irachena, ha riconosciuto il <strong>Kurdistan</strong> come regione autonoma con capoluogo Erbil. Qui ha sede di fatto uno Stato nello Stato. I curdi iracheni hanno stretto accordi e legami di natura commerciale in modo indipendente rispetto a Baghdad. </p>



<p>Ma al di là delle vicende interne all&#8217;Iraq, l&#8217;autonomia accordata ai curdi ha riacceso la questione anche in tutti gli altri Paesi della regione in cui i curdi costituiscono un&#8217;importante minoranza. A partire dalla <strong>Turchia</strong>. Il presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Erdogan</a>, dopo un&#8217;iniziale apertura al dialogo, ha scelto una linea dura contro tutte le principali organizzazioni curde. Ad Ankara il timore è legato al fatto che i curdi presenti in Turchia possano rivendicare la stessa autonomia raggiunta in Iraq. </p>



<p>Anche in <strong>Siria</strong> la questione è stata più volte al centro delle discussioni. Il governo di Damasco, prima del 2011, ha visto con sospetto l&#8217;attivismo dei gruppi curdi. Quando nel Paese è divampata la guerra civile, gli stessi curdi hanno approfittato dei problemi del governo centrale per organizzarsi in modo autonomo. Le forze di autodifesa hanno fondato la regione del <strong>Rojava</strong>. Attualmente le sigle che riuniscono i combattenti curdi sono in parte appoggiate dagli Usa e sono stanziate nell&#8217;est della Siria, al di là dell&#8217;<strong>Eufrate</strong>. Anche questo un elemento che sta contribuendo ad alimentare tensioni, con Ankara che dal 2016 in poi ha iniziato a bersagliare le forze curde in territorio siriano. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-usa-iraq-che-ha-stravolto-il-medio-oriente.html">La guerra che ha stravolto il Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il regime di Saddam Hussein</title>
		<link>https://it.insideover.com/gallery/il-regime-di-saddam-hussein.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Mar 2023 15:05:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Armi chimiche]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del golfo]]></category>
		<category><![CDATA[iran-iraq]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1440" height="1802" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230317111910919_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_324513.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230317111910919_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_324513.jpg 1440w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230317111910919_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_324513-240x300.jpg 240w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230317111910919_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_324513-818x1024.jpg 818w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230317111910919_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_324513-768x961.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230317111910919_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_324513-1227x1536.jpg 1227w" sizes="auto, (max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></p>
<p>Fattosi strada all’interno del partito Baath e attraverso cariche di governo, nel 1979 Saddam Hussein diventa presidente dell’Iraq e segretario del partito. Fedele all’ideologia baathista, volta alla creazione di un grande stato arabo, laico e socialista, Saddam si presenta come principale promotore della causa pan-arabista anche grazie anche all’ostracismo esercitato dalle altre nazioni arabe nei confronti dell’Egitto di Sadat (dopo gli accordi di Camp David con Israele). La grande convergenza con la causa palestinese lo porterà a inviare milioni di dollari alle vittime palestinesi dell’intifada per raccogliere in cambio grande sostegno anche fuori dai confini nazionali. La sua ristrutturazione dell’Iraq comincia con la nazionalizzazione dell’economia, dall’agricoltura all’industria petrolifera, e favorisce l’istruzione femminile. </p>
<p>Ma già nel 1980, la pressione politica che Saddam esercita contro il radicalismo sciita e la scusa dell’occupazione della foce del Tigri portano allo scoppio della guerra contro l’Iran di Khomeini. Il conflitto si protrarrà per 8 lunghi anni, producendo un bilancio delle vittime altissimo, ma nessuna significativa variazione territoriale. Saddam tuttavia lo dipingerà sempre come una “grande vittoria”, e scatenerà una campagna genocida contro le popolazioni curde del nord, accusate di infedeltà durante la guerra. </p>
<p>Non potendo ripagare il debito aperto con il Kuwait che aveva finanziato la guerra con Teheran, nel 1990 Saddam invade il piccolo ma ricchissimo emirato, creando una tensione geopolitica esplosiva con le nazioni occidentali ma anche con i vicini Stati arabi. La prima guerra del Golfo vede le truppe irachene ricacciate nel territorio nazionale nel giro di poche settimane dalle operazioni militari guidate dagli Stati Uniti, mentre le sanzioni imposte dalle Nazioni Unite soffocano velocemente la debole economia irachena basata quasi esclusivamente sulle entrate petrolifere. </p>
<p>La parziale apertura del programma Onu oil-for-food del 1995 viene arrestata nel 1998, quando Saddam impedisce l’ispezione esterna dei suoi armamenti definiti non convenzionali. Il nuovo e più rigido embargo a cui è sottoposto l’Iraq determina un rapido deterioramento della situazione alimentare e sanitaria della nazione. L’avvento della Seconda guerra del Golfo trova un Paese prostrato, in cui la popolazione civile è ridotta alla fame da anni di sanzioni e l’opposizione interna è duramente schiacciata dall’apparato repressivo di Saddam, finanziato dalla vendita del petrolio.  </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1440" height="1802" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230317111910919_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_324513.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230317111910919_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_324513.jpg 1440w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230317111910919_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_324513-240x300.jpg 240w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230317111910919_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_324513-818x1024.jpg 818w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230317111910919_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_324513-768x961.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230317111910919_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_324513-1227x1536.jpg 1227w" sizes="auto, (max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></p><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/gallery/il-regime-di-saddam-hussein.html">Il regime di Saddam Hussein</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il mondo a trent&#8217;anni dall&#8217;inizio della Prima guerra del Golfo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-mondo-a-trent-anni-dall-inizio-della-prima-guerra-del-golfo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2021 08:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del golfo]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1798" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Prima-guerra-del-Golfo-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Prima-guerra-del-Golfo-scaled.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Prima-guerra-del-Golfo-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Prima-guerra-del-Golfo-1024x719.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Prima-guerra-del-Golfo-768x540.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Prima-guerra-del-Golfo-1536x1079.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Prima-guerra-del-Golfo-2048x1439.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>In Italia la mezzanotte era passata da poco meno di mezzora. Tutti i principali canali televisivi in quel momento stavano realizzando speciali sulla tensione in corso in medio oriente. Il giorno precedente era scaduto infatti l&#8217;ultimatum dato dall&#8217;Onu all&#8217;Iraq di Saddam Hussein per ritirare le truppe dal Kuwait. Si capiva dunque che la notte del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-mondo-a-trent-anni-dall-inizio-della-prima-guerra-del-golfo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-mondo-a-trent-anni-dall-inizio-della-prima-guerra-del-golfo.html">Il mondo a trent&#8217;anni dall&#8217;inizio della Prima guerra del Golfo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1798" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Prima-guerra-del-Golfo-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Prima-guerra-del-Golfo-scaled.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Prima-guerra-del-Golfo-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Prima-guerra-del-Golfo-1024x719.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Prima-guerra-del-Golfo-768x540.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Prima-guerra-del-Golfo-1536x1079.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Prima-guerra-del-Golfo-2048x1439.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p>In Italia la mezzanotte era passata da poco meno di mezzora. Tutti i principali canali televisivi in quel momento stavano realizzando speciali sulla tensione in corso in medio oriente. Il giorno precedente era scaduto infatti l&#8217;ultimatum dato dall&#8217;Onu all&#8217;Iraq di <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-storia-di-saddam-hussein.html">Saddam Hussein</a> per ritirare le truppe dal <strong>Kuwait</strong>. Si capiva dunque che la notte del 17 gennaio era quella ideale per l&#8217;attacco che gli <strong>Stati Uniti</strong> di George Bush avevano in mente di lanciare. Alle 00:28 i primi bombardamenti su Baghdad: ad annunciarli in diretta è stato Peter Arnett sulla <em>Cnn</em>. La guerra era cominciata. E, con essa, la grande paura provata dal mondo di cadere nuovamente in un conflitto generale.</p>
<h2>Cosa ha significato quel 17 gennaio del 1991</h2>
<p>Chi a ridosso di quel 1991 c&#8217;è nato è in qualche modo abituato a sentir parlare di guerra in <strong>Iraq</strong>. Oggi il Paese arabo è ancora alle prese con l&#8217;instabilità sorta dopo il conflitto del 2003 e la deposizione di Saddam, le cronache degli ultimi anni hanno soprattutto parlato di un mai domato conflitto contro l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html">Isis</a>. Ma trent&#8217;anni fa la <strong>percezione</strong> del conflitto è stata molto diversa: in tutto il mondo l&#8217;opinione pubblica ha visto nella guerra contro l&#8217;Iraq un&#8217;azione contro uno Stato stabile, ben preparato e pronto a resistere nonostante la supremazia tecnologica e militare degli Usa. Si temeva, in poche parole, che il 17 gennaio 1991 costituisse la data di inizio di un lungo e dispendioso conflitto, forse anche mondiale. Per di più la propaganda avanzata dagli Usa e dal governo in esilio del Kuwait aveva funzionato e Saddam Hussein, dopo l&#8217;invasione del 2 agosto 1990 del piccolo emirato del Golfo, era stato trasformato da leader riformatore a nuovo cruento dittatore pronto a tutto.</p>
<p>Il <strong>braccio di ferro</strong> diretto tra Washington e Baghdad <a href="https://www.youtube.com/watch?v=XOMRPia8NeM">è iniziato alle 00:28</a> (ora italiana) di quel 17 gennaio. Le sirene antiaeree hanno allertato i cittadini della capitale irachena delle imminenti incursioni statunitensi. I riflettori della Cnn si accendevano sull&#8217;Iraq e la guerra, grazie al <strong>satellite</strong>, entrava direttamente nelle case di cittadini divenuti spettatori di un vero e proprio show bellico: &#8220;Sebbene sia la prima guerra in diretta, è anche la prima senza immagini&#8221;, ha commentato anni dopo <strong>Enrico De Angelis</strong> in &#8220;<em>Guerra e Mass Media</em>&#8220;. Il conflitto è diventato improvvisamente elemento della quotidianità, venendo inserito nei palinsesti televisivi come un qualsiasi spettacolo. Ma la guerra non si vedeva, se non nei traccianti dell&#8217;antiaerea irachena e nei bagliori delle bombe cadute su Baghdad. Quasi come se dall&#8217;Iraq, nonostante gli eventi bellici, fosse sparita la morte e la sofferenza.</p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=BF8x6q2iWhg">In quel 17 gennaio tutto il mondo è rimasto incollato alla tv</a>. All&#8217;una di notte tutti oramai sapevano del primo bombardamento in corso, all&#8217;1:06 la Casa Bianca ha confermato l&#8217;inizio delle ostilità, alle 03:00 invece da Washington veniva trasmesso il discorso del presidente Bush. All&#8217;alba dagli Stati Uniti si esprimeva già soddisfazione: con i primi raid l&#8217;aviazione irachena era stata messa in condizione di non rispondere, l&#8217;incubo di una guerra rovinosa e costosa per gli Usa e gli alleati era già diradato. Nel corso della giornata restava da chiedersi dove fosse finito Saddam Hussein. E non sono tardate ad arrivare ipotesi sulla sua morte o sul suo ferimento. Ma poco prima delle 06:00 il rais ha parlato per mezzo della <strong>radio</strong> irachena, esortando la popolazione a resistere. Poi, nel pomeriggio, il capo di Stato iracheno è apparso in tv all&#8217;interno di un piccolo studio intento a pregare poco prima dell&#8217;inizio di una riunione con i principali esponenti del governo. La guerra è andata avanti per poco più di un mese: il 28 febbraio militari statunitensi e della coalizione internazionale sono entrati a <strong>Kuwait City</strong> e questo ha costituito l&#8217;ultimo atto del conflitto.</p>
<h2>L&#8217;attualità di quella guerra</h2>
<p>Tutto era nato il 2 agosto 1990, quando le truppe irachene hanno preso il controllo del Kuwait. Ma forse in realtà le radici di quel conflitto sono ancora più remote: Saddam Hussein, <a href="https://it.insideover.com/politica/leredita-della-guerra-iraq-iran.html">dopo la dispendiosa guerra con l&#8217;Iran terminata nel 1988</a>, aveva bisogno di fondi per ricostruire il Paese. Ma dopo l&#8217;appoggio fornito dagli Usa e dai vicini arabi contro gli ayatollah, si è reso conto di essere stato lasciato solo. E soprattutto che il vicino Kuwait, spinto da altri attori internazionali, rubava il <strong>petrolio</strong> iracheno. Quest&#8217;ultima circostanza ha convinto Baghdad ad annettere il piccolo Stato vicino. Da qui la reazione Usa e la guerra scoppiata 30 anni fa, terminata con una sonora sconfitta irachena. Saddam è riuscito a sopravvivere a quella guerra, rimanendo in sella per altri 12 anni, <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-seconda-guerra-del-golfo-il-conflitto-contro-saddam-del-2003.html">fino a quando cioè George Bush jr. nel 2003 non ha deciso di mandare le truppe Usa direttamente a Baghdad. </a></p>
<p>Entrambe le guerre del golfo oggi appaiono molto attuali. L&#8217;instabilità dell&#8217;Iraq si è trasformata nell&#8217;instabilità dell&#8217;intero medio oriente e il ridimensionamento prima e la fine politica e umana poi di Saddam hanno contribuito all&#8217;attuale scenario di tensione nella regione. Il mondo trent&#8217;anni fa prima si era messo paura e subito dopo ha tirato un sospiro di sollievo quando ha visto la facilità con cui gli Usa riuscivano ad avere ragione sull&#8217;Iraq. Chi in quella notte di gennaio era rimasto sintonizzato alla tv, era ignaro delle conseguenze a lungo termine di guerre solo apparentemente brevi. Il 17 gennaio 1991 stava iniziando a cambiare per sempre sia il medio oriente e sia gli equilibri globali nella loro interezza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-mondo-a-trent-anni-dall-inizio-della-prima-guerra-del-golfo.html">Il mondo a trent&#8217;anni dall&#8217;inizio della Prima guerra del Golfo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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