Dalla fortuita scoperta della loro esistenza in seguito all’abbattimento di un bombardiere tedesco durante la Battaglia d’Inghilterra, alle inchieste per conoscere il preciso impiego e dosaggio durante le missioni condotte dai piloti da caccia, e durante i lunghi voli dei bombardieri strategici B-2 nella guerra dell’Iraq, l’uso in ambito militare e specialmente in combattimento delle “Go-pills” – o più in generale delle sostanze sintetiche simili alla droga, con principi attivi analoghi a quelli delle anfetamine – fa ancora discutere. Ma rimane una strana realtà, con sottili confini morali che pesano sulla loro necessità e sulle controindicazioni, sul rischio di dipendenza, di adempimento agli ordini e anche di insubordinazione.
L’affaticamento tra i combattenti ha sempre rischiato di compromettere, dall’alba dei tempi, il successo di una battaglia, o almeno di una singola missione. Per questo i piloti da guerra, che si trovano ad affrontare sia il rischio che un delicato ruolo in battaglia, hanno sempre fatto uso di sostanze che potessero combattere la stanchezza e garantire loro lucidità e prontezza nel confrontarsi con il nemico.
È ben noto come già durante l’invasione della Polonia la Wermacht, l’esercito tedesco della Germania nazista, avesse somministrato ai suoi soldati pasticche di Pervitin, un farmaco contenente metanfetamina cloridrato, un derivato dall’efedrina appartenente alla categoria delle anfetamine, brevettato nel 1937 e prodotto a partire dal 1938 dal gruppo farmaceutico Temmler, per esaltare le prestazioni dei soldati che avrebbero portato la Blitzkrieg in tutta Europa.
Dalla Battaglia d’Inghilterra alla Guerra del Golfo
Lo stesso fecero con la Luftwaffe, l’aviazione che impiegava una sostanza nota come “sale del pilota” per l’uso generoso che ne veniva fatto. Le intriganti compresse vennero trovate nella tasca del pilota di un bombardiere che era stato abbattuto sull’Inghilterra nell’estate del 1940 insieme ai resti della sua scorta di metanfetamina. Sebbene gli alleati già sospettassero l’impiego di sostanze psicoattive su vasta scala, il bottino venne inviato all’intelligence e, in breve tempo, gli scienziati inglesi iniziarono a lavorare alla loro versione. Fu così che venne prodotto uno stimolante da distribuire agli equipaggi che avrebbero svolto le lunghe missioni notturne nei cieli europei e fu condivisa la ricetta con i piloti americani che li avrebbero seguiti. Ciò portò, nel corso dello sviluppo, a un farmaco direttamente correlato, impiegato in modo equivalente, la Dextroamphetamine.

Durante gran parte della Guerra Fredda, complice la tensione diffusa, l’impiego di sostanze stimolanti come la Benzedrina, somministrate per vie ufficiali ai piloti è sconosciuta o almeno poco nota. Divenne però di nuovo estremamente popolare durante la prima Guerra del Golfo del 1990-91, quando fu assunto regolarmente dalla maggior parte dei piloti di caccia coinvolti nei primi bombardamenti sulle forze irachene in Kuwait.
Secondo quanto riportato, tra i piloti che fecero uso di stimolanti c’erano anche i piloti di bombardieri strategici B-2 Spirit impegnati in missioni di combattimento di lunga durata. Gli equipaggi di questi sofisticati bombardieri, allora considerati come i velivoli tecnologicamente più avanzati del mondo (insieme ai caccia da superiorità aerea F-22 Raptor), utilizzavano selettivamente la Dextroamfetamina o altri farmaci stimolanti prescritti dagli ufficiali medici.
Si stima che durante l’Operazione Iraqi Freedom del 2003, i piloti e i comandanti missione addetti alle armi che volavano verso i loro obiettivi in Iraq e Afghanistan sui bombardieri B-2 decollati dalla base Diego Garcia, una missione della durata di 16 ore, dalle base Whiteman, nell’America continentale, per una missione di 35 ore di durata, assumessero le “Go-pills”.
Una piccola pillola arancione
Le piccole pillole arancioni, dette in gergo Go-Pills, sono entrate a far parte dell’equipaggiamento dei piloti da combattimento per combattere un nemico altrettanto temibile: la stanchezza. Un avversario che, stando almeno alle statistiche, negli ultimi vent’anni ha causato più morti tra i piloti militari che non durante il combattimento stesso. Secondo un’analisi retrospettiva condotta da alcuni ricercatori, tuttavia, i piloti di B-2 impegnati in sortite relativamente brevi utilizzavano la destroamfetamina nel 97% dei casi, mentre quelli impegnati in missioni più lunghe l’hanno utilizzata solo nel 58%, dal momento che potevano “riposare”.
Il loro utilizzo, che si concentrava nelle missioni notturne, era basato su dosi prescritte dai medici di bordo, nel caso dell’Us Navy, o dai medici della base, nel caso dell’Us Air Force e dei piloti dei Marines. A queste, poi, venivano aggiunte delle ulteriori pillole, le cosiddette “No-go”, ossia tranquillanti e sedativi come Ambien e Restoril, per regolarizzare il sonno dopo la missione. Di norma, le pillole concesse e fortemente volute dai comandanti per assicurarsi che tutte le missioni raggiungessero i target prefissati, quando non impiegate, andavano restituite a catalogate.
Secondo quanto riportato, infatti, i funzionari militari che avevano sospeso il programma Go-Pill nel 1992 nelle forze aeree statunitensi, lo ripristinarono nel 1996 – con protocolli estremamente rigorosi – quando i piloti statunitensi iniziarono a bombardare regolarmente i Balcani nell’Operazione Allied Force, dal momento che le missioni condotte dai cacciabombardieri, solitamente in notturna, prevedevano lunghi voli per raggiungere i loro obiettivi.
Modafinil, Night Eagle e una questione di “fiducia”
Attualmente una delle soluzioni preferite per “drogare” i piloti, è il Modafinil, un farmaco stimolante prodotto dalla Cephalon, approvato prevalentemente per il trattamento della narcolessia e dei disturbi a essa correlati, associato ai cosiddetti “supersoldati” e diventato noto negli anni 2000 per l’uso, improprio, che ne hanno fatto studenti e professionisti di tutti i settori lavorativi che volevano essere estremamente performanti.
Alcune informazioni riportano che anche la Federazione Russa e la Repubblica Popolare Cinese si sono interessate a questo tipo di programmi. La Cina avrebbe infatti sviluppato una sua sostanza, la Night Eagle. La Russia si affiderebbe a farmaci come Noopept e Phenotropil.
L‘uso delle pillole è stato in gran parte sollecitato dai comandanti che desiderano non solo migliorare le capacità dei loro squadroni, ma garantire la sicurezza dei loro equipaggi senza tenere conto dell’uso improprio che queste pillole, chiamate anche “pillole anti-morte” per via della “sicurezza” che viene loro attribuita. Durante la Guerra del Golfo, un comandante che venne interrogato sui rischi e le controindicazioni delle Go-pills, che ovviamente presentano effetti collaterali, confermò il suo sostegno al programma e all’uso delle piccole pillole arancioni, liquidando il problema con una semplice riflessione basata sulla fiducia: “Se non puoi fidarti di loro con i farmaci, allora non puoi fidarti di loro con un aereo da 50 milioni di dollari per cercare di uccidere qualcuno”.
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