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	<title>crisi del Golfo Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 05 Jan 2021 07:52:49 +0000</lastBuildDate>
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	<title>crisi del Golfo Archives - InsideOver</title>
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		<title>Intesa nel Golfo: finisce l&#8217;isolamento del Qatar</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/intesa-nel-golfo-finisce-lisolamento-del-qatar.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2021 22:31:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="1034" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Crisi-del-Golfo-re-Salman-e-bandiera-del-Qatar-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Crisi del Golfo, re Salman e bandiera del Qatar (La Presse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Crisi-del-Golfo-re-Salman-e-bandiera-del-Qatar-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Crisi-del-Golfo-re-Salman-e-bandiera-del-Qatar-La-Presse-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Crisi-del-Golfo-re-Salman-e-bandiera-del-Qatar-La-Presse-1024x756.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Crisi-del-Golfo-re-Salman-e-bandiera-del-Qatar-La-Presse-768x567.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>L&#8217;Arabia Saudita è pronta a riaprire i confini aerei, marittimi e terresti con il Qatar a partire da lunedì e a porre fine al lungo embargo a cui Doha è sottoposta da tre anni. Ad annunciare il clamoroso ed inatteso sviluppo è stato il ministro degli Esteri del Kuwait, che da tempo si occupava di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/intesa-nel-golfo-finisce-lisolamento-del-qatar.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/intesa-nel-golfo-finisce-lisolamento-del-qatar.html">Intesa nel Golfo: finisce l&#8217;isolamento del Qatar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="1034" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Crisi-del-Golfo-re-Salman-e-bandiera-del-Qatar-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Crisi del Golfo, re Salman e bandiera del Qatar (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Crisi-del-Golfo-re-Salman-e-bandiera-del-Qatar-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Crisi-del-Golfo-re-Salman-e-bandiera-del-Qatar-La-Presse-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Crisi-del-Golfo-re-Salman-e-bandiera-del-Qatar-La-Presse-1024x756.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Crisi-del-Golfo-re-Salman-e-bandiera-del-Qatar-La-Presse-768x567.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>L&#8217;Arabia Saudita è pronta a riaprire i confini aerei, marittimi e terresti con il Qatar a partire da lunedì e a porre fine al lungo <strong>embargo</strong> a cui Doha è sottoposta da tre anni. <a href="https://www.dw.com/en/saudi-arabia-to-lift-qatar-blockade-open-borders-kuwait-minister/a-56128295">Ad annunciare</a> il clamoroso ed inatteso sviluppo è stato il ministro degli Esteri del Kuwait, che da tempo si occupava di mediare tra le parti. L&#8217;apertura, strategicamente annunciata il giorno prima di un summit che si svolgerà in Arabia Saudita ed a cui prenderanno parte i Paesi del Golfo, consentirà la ripresa degli scambi commerciali e turistici tra Doha e Riyadh. Scambi che erano venuti a mancare nel giugno del 2017, quando Arabia Saudita, Bahrein, Egitto ed Emirati Arabi Uniti avevano scelto di <strong>isolare il Qatar</strong> e lo avevano accusato di supportare i movimenti terroristi di stampo islamista nella regione e di aver intessuto relazioni troppo strette con l&#8217;Iran, acerrimo nemico di Riyadh.</p>
<h2>Il ruolo degli Stati Uniti</h2>
<p>La riconciliazione tra Qatar e gli Stati promotori dell&#8217;embargo è stata fortemente voluta dal presidente americano<strong> Donald Trump</strong>. Il presidente americano ha insistito a lungo affinché i Paesi della regione mettessero da parte le beghe interne e formassero un fronte unito contro l&#8217;Iran. Nel mese di dicembre il genero di Trump Jared Kushner si era recato in visita a Doha e Riyadh, con tutta probabilità per cercare di spingere gli esponenti locali a più miti consigli e fare da mediatore.</p>
<p>L&#8217;intesa tra le parti costituisce un involontario regalo d&#8217;addio da parte di Trump al suo successore Joe Biden, grato di non dover ereditare una crisi pesante e difficile da gestire. Il presidente Trump è riuscito a forgiare, nel corso della sua presidenza, un rapporto molto stretto con l&#8217;erede al trono saudita <strong>Mohammad Bin Salman</strong> ed a mettere l&#8217;Arabia Saudita al centro dei suoi piani politici per il Medio Oriente. L&#8217;amicizia è stata condita dall&#8217;acquisto saudita di armi americane ma il quadro potrebbe essere destinato a cambiare nei prossimi mesi dato che Biden non ha molta simpatia per questa nazione ed ha annunciato che non supporterà più la guerra saudita in Yemen.</p>
<h2>La forza &#8220;nascosta&#8221; del Qatar</h2>
<p>Il piccolo Qatar, popolato da poco più di due milioni di abitanti, è riuscito a resistere all&#8217;embargo ed è pronto a rilanciarsi anche sulla scena internazionale dato che nel 2022 ospiterà i campionati mondiali di calcio. Il bilancio dello Stato non è comunque mai stato messo a rischio dagli ultimi sviluppi.</p>
<p>Doha <a href="https://www.statista.com/statistics/265336/natural-gas-production-in-qatar/">controlla</a> la terza più grande riserva di gas al mondo dopo quella di Russia ed Iran, è il più grande esportatore di <strong>gas naturale liquefatto</strong> e pensa di potenziare la produzione di questa risorsa nel prossimo futuro. Le riserve di gas naturale, scoperte nel 1971, si trovano in mare e sono in condivisione con l&#8217;Iran, nazione con cui le relazioni devono, per forza di cose, essere mantenute cordiali. Il Qatar è tra gli Stati più ricchi del mondo, il suo Prodotto Interno Lordo pro-capite ha sfiorato, nel 2017, i 129 mila dollari mentre il Prodotto Interno Lordo ha conosciuto una forte espansione a partire dal 2000. In quell&#8217;anno era di 20 miliardi di dollari mentre nel 2013 aveva raggiunto i 200 miliardi di dollari. Il Qatar ha potuto contare, negli ultimi anni, sull&#8217;amicizia della<strong> Turchia</strong>, che ha una base militare nel Paese e che ha sostenuto l&#8217;alleato anche nei momenti più difficili. L&#8217;obiettivo di Ankara è stato quello di infastidire Riyadh, con cui i rapporti sono pessimi. Tanti punti di forza hanno dunque consentito al Qatar di resistere, senza troppe difficoltà, all&#8217;embargo.</p>
<p>La fine della crisi tra Arabia Saudita e Qatar rischia di provocare un certo scontento negli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>. Il Principe Ereditario Mohammed bin Zayed, recentemente protagonista del riavvicinamento con Israele, nutre una profonda inimicizia nei confronti di Doha ed è particolarmente preoccupato dal ruolo destabilizzante che i Fratelli Musulmani ed altri gruppi islamisti potrebbero giocare nella regione. L&#8217;ascia di guerra tra Emirati Arabi Uniti e Qatar è ancora ben piantata nel suolo e non è escluso che i primi possano dare vita ad una piccola alleanza per cercare di ostacolare, quanto più possibile, Doha.</p>
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		<title>L&#8217;Iran si esercita ad affondare &#8220;portaerei&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/liran-si-esercita-ad-affondare-portaerei.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2020 16:04:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[crisi del Golfo]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei]]></category>
		<category><![CDATA[Programma missilistico iraniano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="733" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9876956-e1578585849696.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9876956-e1578585849696.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9876956-e1578585849696-300x115.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9876956-e1578585849696-768x293.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9876956-e1578585849696-1024x391.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Medio Oriente sembra esserci stata una veloce de-escalation; ma i Pasdaran sono stati sorpresi ancora una volta ad allestire la loro &#8220;finta portaerei&#8221;. Un atto che di solito è il preludio di test atti ad esercitare armi e tattiche per tentare colpire una portaerei vera, e intimidire così il loro nemico giurato: gli Stati Uniti. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-si-esercita-ad-affondare-portaerei.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-si-esercita-ad-affondare-portaerei.html">L&#8217;Iran si esercita ad affondare &#8220;portaerei&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="733" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9876956-e1578585849696.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9876956-e1578585849696.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9876956-e1578585849696-300x115.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9876956-e1578585849696-768x293.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9876956-e1578585849696-1024x391.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In Medio Oriente sembra esserci stata una veloce <strong>de-escalation</strong>; ma i Pasdaran sono stati sorpresi ancora una volta ad allestire la loro &#8220;finta portaerei&#8221;. Un atto che di solito è il preludio di test atti ad esercitare armi e tattiche per tentare colpire una portaerei vera, e intimidire così il loro nemico giurato: gli Stati Uniti.</p>
<p>Foto satellitari ottenute in esclusiva dal sito specializzato in intelligence <a href="https://www.defenseone.com/technology/2020/01/iran-getting-ready-destroy-its-fake-aircraft-carrier-again/162305/?oref=d-topstory&amp;fbclid=IwAR1rhwpI-t0MdeM8Le5YlZOQKa7sGFT9plQ3m5jb3B0W7HyxntyDH_Q08iE"><em>DefenseOne</em></a> hanno infatti sorpreso una &#8220;finta portaerei&#8221; all&#8217;ancora in un porto iraniano del Golfo. Il finto vettore aeronavale &#8211; già avvistato nel 2015 e nel 2017 &#8211; sarebbe proto ad essere il bersaglio perfetto per una nuova simulazione d&#8217;impiego dei &#8220;nuovi&#8221; missili anti-nave della Marina iraniana, o di altre tattiche per colpire una nave da guerra di grande stazza. La <strong>finta portaerei </strong>riparata dagli iraniani è invero una grossa chiatta, lunga 333 metri, e sormontata da una sovrastruttura che mira a ricostruire un vettore aeronavale che ricordi una portaerei americana classe <em>Nimitz</em>. Gravemente danneggiata durante un&#8217;esercitazione nel 2015, la portaerei era riapparsa agli occhi dei satelliti nelle acque della base navale di Bandar Abbas, e ora sembrerebbe quasi pronta per essere impiegata in una nuova complessa esercitazione militare per testate le capacità dei nuovi missili balistici e inviare un messaggio minaccioso a Washington, che in caso di una escalation nel Golfo, si è sempre detta pronta a <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-minacciano-teheran-pronti-a-schierare-portaerei.html">inviare le sue portaerei</a> nel bel mezzo dello <strong>stretto di Hormuz</strong>. La finta nave, potrebbe inoltre essere impiegata per montare ad arte un grande &#8220;bluff&#8221; per motivi propagandistici interni al governo iraniano.</p>
<p>Secondo alcuni analisti, tuttavia, la nave verrà nuovamente &#8220;affondata&#8221; in una nuova e <strong>complessa esercitazione aeronavale</strong> che mira ad intimidire Washington e le sue portaerei, da sempre proiezione di potenza schierata in prima linea in ogni crisi internazionale. Questo porterà la nave a finire sul fondo del Golfo prima dei tempi programmati, data la recente escalation che ha portato ad alla vendetta &#8220;dimostrativa&#8221; in Iraq, e che potrebbe essere rafforzata dal resoconto di uno strike che, almeno sulla carta, dimostrerebbe come i missili di Teheran sarebbero in grado di mettere in pericolo una portaerei americana.</p>
<p>&#8220;La finta portaerei, utilizzata per l&#8217;ultima volta dagli iraniani in una esercitazione navale nel febbraio del 2015, sembra essere stata riparata allo stato visto per l&#8217;ultima volta nelle immagini di Google Earth dal gennaio 2015 (poco prima dell&#8217;uso). Sembra che sia stato caricato con aerei finti sul ponte di volo in una disposizione quasi identica alla sua configurazione precedente prima del test del 2015 &#8221; <span style="font-size: 1rem;">Ha scritto in una mail l&#8217;analista D.Schmerler, proseguendo: </span><span style="font-size: 1rem;">&#8220;È difficile dire se è completamente riparato, non essendo in grado di ottenere immagini di qualcosa sotto il ponte, ma la superficie sembra essere completa&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Ciò che l&#8217;analista ritiene possibile, tuttavia, è che l&#8217;eliminazione del generale </span><strong style="font-size: 1rem;">Qasem Soleimani</strong><span style="font-size: 1rem;"> e la voce grossa fatta da </span><strong style="font-size: 1rem;">Donald Trump</strong><span style="font-size: 1rem;"> potrebbero accelerare l&#8217;affondamento dimostrativo. Sia testando missili da crociera, sia coordinando una flotta di piccole imbarcazione che andrebbe all&#8217;assalto del vettore con l&#8217;appoggio di </span>cacciabombardieri<span style="font-size: 1rem;"> (F-14 Tomcat nel caso) ed elicotteri da combattimento (Mil Mi-171 anch&#8217;essi armabili con missili anti-nave). Tuttavia un altro analista interpellato dalla rivista americana ha dichiarato: &#8220;Non hanno i <strong>missili da crociera</strong> più sofisticati al mondo. Né hanno alcuni abbastanza buoni e quelli combinati con droni e sistemi di guerra elettronica&#8230; Potrebbero essere in grado di sferrare un attacco complesso che potrebbe degradare le difese aeree statunitensi abbastanza da far passare un paio di missili. Potrebbe non affondare una nave, ma certamente causerebbe molti danni e perdite&#8221;, ha affermato B.Clark.</span></p>
<p>Il &#8220;vettore&#8221;, che ha un valore puramente estetico &#8211; non è in grado di lanciare e accogliere velivoli ed è solo manovrabile &#8211; è un prezioso ausilio per i tiratori iraniani, permettendo loro di testare i propri armamenti su obiettivi quanto meno di forma simile a una portaerei, e perfezionare le tattiche &#8211; nonostante non sia possibile verificare alcuna manovra evasiva e l&#8217;impiego di contromisure che ovviamente una portaerei dell&#8217;Us Navy contempla e possiede. L&#8217;ultima volta che l&#8217;affondamento stato messo in scena, e che la portaerei era stata mandato incontro al destino, è stato in procinto dei negoziati per l&#8217;<strong>accordo sul nucleare</strong> iraniano. Sembra di capire dunque che ogni volta che in Iran sta per succedere qualcosa di &#8220;grosso&#8221;, una portaerei &#8220;finta&#8221; viene affondata. &#8220;Fin qui tutto bene&#8221;, se è permessa la citazione con un briciolo di humor.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-si-esercita-ad-affondare-portaerei.html">L&#8217;Iran si esercita ad affondare &#8220;portaerei&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ankara e Doha non sono mai state così vicine</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ankara-e-doha-non-sono-mai-state-cosi-vicine.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2019 08:34:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi del Golfo]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni diplomatiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1005" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Recep-Erdogan-durante-un-discorso-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Recep Tayyip Erdogan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Recep-Erdogan-durante-un-discorso-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Recep-Erdogan-durante-un-discorso-La-Presse-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Recep-Erdogan-durante-un-discorso-La-Presse-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Recep-Erdogan-durante-un-discorso-La-Presse-1024x686.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La Turchia ha recentemente annunciato, nel mese di novembre 2019, che la costruzione della sua seconda base militare in Qatar è stata completata. Questa nuova struttura, che va ad aggiungersi a quella di Al-Rayyan, aperta nel 2015, è un simbolo delle ottime relazioni che intercorrono tra le parti. Turchia e Qatar beneficiano entrambe di questi eccellenti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/ankara-e-doha-non-sono-mai-state-cosi-vicine.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ankara-e-doha-non-sono-mai-state-cosi-vicine.html">Ankara e Doha non sono mai state così vicine</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1005" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Recep-Erdogan-durante-un-discorso-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Recep Tayyip Erdogan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Recep-Erdogan-durante-un-discorso-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Recep-Erdogan-durante-un-discorso-La-Presse-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Recep-Erdogan-durante-un-discorso-La-Presse-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Recep-Erdogan-durante-un-discorso-La-Presse-1024x686.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La <strong>Turchia</strong> ha recentemente annunciato, nel mese di novembre 2019, che la costruzione della sua <strong>seconda base militare</strong> in Qatar è stata completata. Questa nuova struttura, che va ad aggiungersi a quella di Al-Rayyan, aperta nel 2015, è un simbolo delle ottime relazioni che intercorrono tra le parti. Turchia e Qatar beneficiano entrambe di questi eccellenti rapporti: attraverso la costruzione delle basi, infatti, Ankara può proiettare la sua influenza strategica nella regione del Golfo e queste strutture vanno ad aggiungersi a quelle già presenti in Somalia e Sudan, anch&#8217;esse un segno dell&#8217;espansionismo turco. Il Qatar ha inoltre <a href="https://www.jns.org/turkey-qatar-relations-from-bilateral-ties-to-strategic-partnership/">siglato</a> accordi per le forniture di armi con la Turchia, arricchendo questo settore industriale di Ankara ed ha dormito aiuti economici all&#8217;alleato in tempi di crisi: ad esempio i 18 miliardi di dollari erogati nel 2018 per far fronte alle sanzioni americane.</p>
<h2>Mutui benefici</h2>
<p>I vantaggi che Ankara trae dai rapporti con il Qatar sono evidenti ma lo stesso vale anche per Doha. La <strong>presenza militare turca</strong> nell&#8217;Emirato, che va ad aggiungersi a quella americana insediata nella base di Al Udeid, rafforza la posizione del Qatar nell&#8217;ambito della controversia in corso con Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti ed Egitto. Queste nazioni, sin dal 2017, hanno tagliato i propri rapporti economici e diplomatici con Doha, hanno chiuso lo spazio aereo ai velivoli della Qatar Airways ed hanno imposto una serie di condizioni all&#8217;Emirato affinché il blocco possa <a href="https://www.google.com/amp/s/www.bbc.com/news/amp/world-middle-east-40173757">terminare</a>: su tutte la fine del presunto supporto della nazione a gruppi legati al terrorismo internazionale. La presenza di truppe americane e turche sul suolo dello Stato ha avuto ed ha anche la funzione di prevenire una possibile degenerazione della crisi diplomatica del Golfo che, peraltro, sembra apparire in via di risoluzione. La partnership strategica tra Ankara e Doha ha inoltre provocato un rafforzamento delle relazioni commerciali tra le parti che sono cresciute in maniera significativa e vanno a fare da corollario agli eccellenti rapporti diplomatici.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>Il Qatar ha inoltre <a href="https://www.google.com/amp/s/www.aljazeera.com/amp/news/2019/11/turkey-erdogan-meet-qatar-emir-discuss-regional-issues-191123084505198.html">supportato</a> le operazioni militari turche nel Nord della Siria e ciò ha costituito un ulteriore segno dell&#8217;alleanza politico diplomatica tra le due nazioni. L&#8217;avvicinamento a Doha, però, non poteva non avere conseguenze sulle relazioni della Turchia con Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti che sono, infatti, peggiorate. Le <strong>divergenze tra le parti,</strong> in merito al contesto siriano, egiziano e palestinese, hanno in parte rafforzato questo sviluppo. Ankara non ha comunque alcun interesse strategico nell&#8217;inimicarsi queste nazioni e deve agire affinché il suo supporto a Doha non implichi una grave crisi dei rapporti diplomatici con Riyadh, Il Cairo e Dubai. Il Qatar, invece, può sfruttare la copertura fornita dalla Turchia ed anche dagli Stati Uniti per cercare di prevenire ad una risoluzione della crisi del Golfo che, comunque si voglia porre la questione, inficia negativamente sulle prospettive di espansione dell&#8217;influenza di Doha nel Golfo. Lo scenario è piuttosto complesso e gli sviluppi saranno strettamente legati alle dinamiche locali ed internazionali che si verranno a creare e che potrebbero influire su un ulteriore rafforzamento oppure indebolimento della partnership tra Ankara e Doha.</p>
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		<title>La fine della crisi del Golfo è davvero vicina?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-fine-della-crisi-del-golfo-e-davvero-vicina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2019 10:26:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="561" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Al-Thani-emiro-Qatar-e1566048763458.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;emiro del Qatar Tamim bin Hamad al-Thani mentre lascia la Casa Bianca (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Al-Thani-emiro-Qatar-e1566048763458.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Al-Thani-emiro-Qatar-e1566048763458-300x88.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Al-Thani-emiro-Qatar-e1566048763458-768x225.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Al-Thani-emiro-Qatar-e1566048763458-1024x299.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;embargo imposto dai membri del Consiglio di cooperazione del Golfo (Gcc) al Qatar a partire da giugno del 2017 sembra stia finalmente arrivando a una fine e l&#8217;occasione per questa ritrovata amicizia potrebbe essere la Arabian Gulf Cup. Il torneo calcistico, che si terrà proprio a Doha, vedrà la partecipazione tra gli altri di Arabia Saudita, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-fine-della-crisi-del-golfo-e-davvero-vicina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="561" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Al-Thani-emiro-Qatar-e1566048763458.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;emiro del Qatar Tamim bin Hamad al-Thani mentre lascia la Casa Bianca (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Al-Thani-emiro-Qatar-e1566048763458.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Al-Thani-emiro-Qatar-e1566048763458-300x88.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Al-Thani-emiro-Qatar-e1566048763458-768x225.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Al-Thani-emiro-Qatar-e1566048763458-1024x299.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;embargo imposto dai membri del <strong>Consiglio di cooperazione del Golfo </strong>(Gcc) al Qatar a partire da giugno del 2017 <a href="https://www.alaraby.co.uk/english/news/2019/11/13/date-set-for-gulf-cup-held-in-qatar" target="_blank" rel="noopener">sembra stia finalmente arrivando a una fine</a> e l&#8217;occasione per questa ritrovata amicizia potrebbe essere la <em>Arabian Gulf Cup</em>. Il torneo calcistico, che si terrà proprio a Doha, vedrà la partecipazione tra gli altri di Arabia Saudita, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti, tutti Paesi che hanno imposto un blocco navale, aereo e terrestre contro il Qatar, accusando la monarchia qatarina di sponsorizzare i <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-sono-i-fratelli-musulmani.html" target="_blank" rel="noopener">Fratelli musulmani</a>, considerati dai membri del Gcc un&#8217;organizzazione terroristica. Lo sport quindi potrebbe essere l&#8217;occasione giusta per ricucire i rapporti tra i Paesi del Golfo a due anni e mezzo dalla rottura tra Doha e il resto del gruppo.</p>
<h2>I segnali di distensione</h2>
<p>Della possibile pace tra il Qatar e il Gcc si vocifera già da tempo, da quando cioè sono emersi alcuni segnali che indicavano un lento riavvicinamento tra le parti e una riduzione del livello di ostilità nei confronti di Doha. L&#8217;annuncio della partecipazione di Saudita, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti è infatti solo l&#8217;ultimo indizio di una possibile riconciliazione con il Qatar, che ha fatto seguito &#8211; per citare un esempio &#8211; a un allentamento della campagna comunicativa contro la monarchia qatarina portata avanti negli ultimi due anni via social dall&#8217;Arabia Saudita. Una &#8220;de-esclation&#8221; abbracciata anche dal Qatar, che aveva ugualmente condotto una campagna diffamatoria in rete contro il nemico saudita. Ma a rendere ancora più evidente un riavvicinamento tra le parti è statala partecipazione del primo ministro del Qatar, Khalifa al Thani, alla riunione di emergenza del Gcc tenutasi alla Mecca e indetta dall&#8217;Arabia Saudita subito dopo gli attacchi alle petroliere nel Golfo dell&#8217;Oman. Era la prima volta dall&#8217;inizio dell&#8217;embargo che un alto funzionario del Qatar prendeva parte a un meeting del Consiglio.</p>
<p>A lanciare un segnale verso la riconciliazione a inizio ottobre era stato anche l&#8217;emiro del Kuwait, che fin dal primo momento ha ricoperto il ruolo di mediatore tra le potenze del Golfo. Lo sceicco al-Sabah ha sottolineato nel suo intervento i danni che questa disputa stava causando e come la mancata collaborazione tra i Paesi avesse indebolito la forza del Gcc. Proprio questo punto insieme all&#8217;attuale situazione in Medio Oriente e al cambio di strategia degli Usa nella regione sono alla base della distensione dei rapporti tra Qatar e Arabia Saudita.</p>
<h2>Il ruolo degli Usa</h2>
<p>A determinare il cambio di passo nelle relazione con il Qatar sono stati gli ultimi sviluppi nella regione, ma soprattutto un particolare evento e le sue dirette conseguenze:<a href="https://it.insideover.com/guerra/rischio-boom-del-petrolio-dopo-lattacco-in-arabia-saudita.html" target="_blank" rel="noopener"> l<span style="font-size: 1rem;">&#8216;attacco del 14 settembre</span></a><span style="font-size: 1rem;"> contro le struttura dell&#8217;Aramco. Un&#8217;operazione la cui responsabilità non è mai stata accertata, anche se il dito è stato presto puntato contro gli houthi yemeniti e l&#8217;Iran loro alleato. L&#8217;attacco ha messo in grave difficoltà Riad, che non è riuscita a prevenire i danni alle sue stazioni petrolifere nonostante l&#8217;acquisto per milioni di dollari del sistema di difesa<em> made in Usa</em>, il <strong>Patriot</strong>. Il 14 settembre l&#8217;Arabia Saudita ha quindi dovuto fare i conti con la propria vulnerabilità e sulla &#8211; in parte &#8211; inaffidabilità della tecnologia americana. Ma non è solo una questione di sistemi di difesa. Ad aver agitato il sonno della monarchia saudita è stato soprattutto il mancato sostegno degli Usa quando Riad ha accusato l&#8217;Iran di essere il vero responsabile dell&#8217;attacco, costringendo l&#8217;Arabia Saudita a fare marcia indietro per evitare un conflitto aperto che sarebbe stato molto probabilmente privo dell&#8217;appoggio americano. In una situazione già così delicata, tra l&#8217;altro, il presidente <strong>Donald Trump</strong> ha pensato solo a presentare ai Saud<strong> il conto delle spese militari</strong> sostenute dagli Usa per il dispiegamento di 3mila soldati americani nel loro Paese in funzione anti-Iran.</span></p>
<p>Se questi episodi avevano già minato la credibilità degli Stati Uniti come alleato affidabile per gli Stati del Golfo, la decisione presa da Trump di abbandonare al loro destino i combattenti curdi ha convinto ancora di più Riad della necessità di trovare un&#8217;alternativa. È in questo senario che può quindi essere letto il riavvicinamento con il Qatar, con l&#8217;obiettivo finale di ricompattare i membri del Gcc e aumentare così la forza del Gruppo a livello regionale. Il tempo degli Usa protettori delle monarchie del Golfo sembra aver fatto il suo tempo e gli Stati che fino ad ora avevano fatto affidamento su Washington dovranno trovare un modo per riempire questo vuoto.</p>
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		<title>Tensioni nel Golfo: l&#8217;iniziativa di pace dell&#8217;Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tensioni-nel-golfo-liniziativa-di-pace-delliran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Cianciarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2019 05:10:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi del Golfo]]></category>
		<category><![CDATA[Golfo persico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="965" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Hassan-Rouhani-Onu-La-Presse-e1569341498293.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Rouhani" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Hassan-Rouhani-Onu-La-Presse-e1569341498293.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Hassan-Rouhani-Onu-La-Presse-e1569341498293-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Hassan-Rouhani-Onu-La-Presse-e1569341498293-768x386.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Hassan-Rouhani-Onu-La-Presse-e1569341498293-1024x515.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Iran ha elaborato un piano per la sicurezza del Golfo &#8211; l&#8217; &#8220;Hormuz Peace Endeavour (Hope)&#8221;, che verrà presentato questa settimana all&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La proposta prevede la formazione di una &#8220;coalizione per la speranza&#8221;, formata da tutti i Paesi del Golfo, che escluderebbe invece le forze straniere, in particolare statunitensi. Il presidente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tensioni-nel-golfo-liniziativa-di-pace-delliran.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="965" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Hassan-Rouhani-Onu-La-Presse-e1569341498293.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Rouhani" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Hassan-Rouhani-Onu-La-Presse-e1569341498293.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Hassan-Rouhani-Onu-La-Presse-e1569341498293-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Hassan-Rouhani-Onu-La-Presse-e1569341498293-768x386.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Hassan-Rouhani-Onu-La-Presse-e1569341498293-1024x515.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;Iran ha elaborato un piano per la sicurezza del Golfo &#8211; l&#8217; &#8220;Hormuz Peace Endeavour (Hope)&#8221;, che verrà presentato questa settimana all&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La proposta prevede la formazione di una &#8220;<a href="https://www.tehrantimes.com/news/440388/Iran-ready-to-forgive-neighbors-past-mistakes-and-extend-hand">coalizione per la speranza&#8221;</a>, formata da tutti i Paesi del Golfo, che escluderebbe invece le forze straniere, in particolare statunitensi.</p>
<p>Il presidente iraniano ha annunciato l&#8217;iniziativa durante la <a href="https://www.presstv.com/Detail/2019/09/22/606802/Iran-Armed-Forces-parades-Sacred-Defense-Week">parata militare</a> che si è tenuta domenica scorsa (22 settembre) per celebrare l&#8217;anniversario della guerra con l&#8217;Iraq (1980-88): un&#8217;occasione per mostrare le capacità militari acquisite da Teheran negli ultimi anni.</p>
<h2>La &#8220;coalizione per la speranza&#8221;</h2>
<p>Nel presentare l&#8217;iniziativa di pace, Rouhani ha chiarito la natura della coalizione, affermando che &#8220;la sicurezza del Golfo Persico, dello Stretto di Hormuz e del Golfo di Oman sono una questione locale e la presenza di forze straniere può risultare pericolosa per la regione e per la sicurezza delle rotte marittime ed energetiche&#8221;. Per questo, Teheran si propone di &#8220;<strong>favorire l&#8217;unità</strong> e la cooperazione con i Paesi della regione&#8221;.</p>
<p>Un&#8217;affermazione, in seguito, attenuata dal ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, il quale ha invitato tutti i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a unirsi alla coalizione, specificando che l&#8217;opposizione nei confronti delle forze straniere presenti nel Golfo non costituisce una precondizione per prendere parte al gruppo.</p>
<p>La nuova coalizione, dunque, nel progetto di Rouhani, dovrebbe &#8220;garantire la <a href="https://www.middleeastmonitor.com/20190922-iran-says-to-unveil-plan-for-gulf-security/">sicurezza del Golfo Persico</a> e dello Stretto di Hormuz grazie alla cooperazione degli Stati della regione&#8221;, ai quali Rouhani è disposto a porgere la mano &#8220;perdonando gli errori commessi in passato&#8221;.</p>
<h2>La coalizione a guida Usa</h2>
<p>La &#8220;coalizione per la speranza&#8221; si andrebbe ad aggiungere agli accordi di <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-messaggio-delliran-unesercitazione-congiunta-con-cina-e-russia.html">cooperazione navale</a> che l&#8217;Iran ha già stabilito con Cina, India, Oman, Pakistan e Russia e – in ottica iraniana &#8211; dovrebbe sostituire quella guidata dagli Stati Uniti, incaricata di pattugliare le rotte marittime della regione.</p>
<p>L&#8217;<a href="https://www.centcom.mil/MEDIA/NEWS-ARTICLES/News-Article-View/Article/1963362/international-maritime-security-construct-main-planning-conference-concludes-ab/">International Maritime  Security Construct</a> – formata da Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia, Bahrein, Arabia Saudita – è nata con il compito di salvaguardare la sicurezza della navigazione nelle rotte del Golfo Persico, del Golfo di Oman, del Mar Rosso, dello Stretto di Hormuz e di Bab El-Mandeb, dopo la serie di attacchi che, negli scorsi mesi, ha colpito le imbarcazioni in transito nelle rotte marittime regionali.</p>
<p>La coalizione a guida Usa – il cui quartier generale si trova in Bahrein &#8211; dispone di truppe, aerei e navi che seguono e monitorano le navi che attraversano queste acque. Giovedì scorso, in seguito ai raid che, il 14 settembre, hanno colpito il cuore dell’economia saudita, un nuovo membro si è aggiunto alla coalizione: gli <a href="https://www.npr.org/2019/09/19/762225417/uae-agrees-to-join-u-s-led-maritime-coalition-to-protect-gulf-shipping">Emirati Arabi Uniti</a>.</p>
<h2>Tensioni tra Stati Uniti e Iran</h2>
<p>Il nuovo piano per la sicurezza vuole essere, probabilmente, una <strong>mossa diplomatica</strong>, adottata dall&#8217;Iran <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-libera-petroliera-stena-impero.html">ridurre l&#8217;escalation</a> con gli Stati Uniti, in un momento di enorme tensione internazionale, in cui si affaccia il rischio di uno scontro diretto tra le due parti.</p>
<p>Dopo l&#8217;attacco che lo scorso 14 settembre ha centrato due delle principali <a href="https://it.insideover.com/guerra/rischio-boom-del-petrolio-dopo-lattacco-in-arabia-saudita.html">installazioni petrolifere</a> del Regno saudita – Abqaiq e Khurais -, gli Stati Uniti hanno <a href="https://it.insideover.com/politica/arabia-saudita-attacco-prove-iran.html">puntato il dito</a> contro l&#8217;Iran. Anche se l&#8217;attacco è stato ufficialmente rivendicato dagli Houthi – i ribelli yemeniti sostenuti dall&#8217;Iran – e Teheran ha respinto tutte le accuse, il presidente americano, Donald Trump, ha adottato alcune misure straordinarie nei confronti dell&#8217;Iran.</p>
<p>Il 21 settembre scorso, <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-non-vuole-guerra-iran-pace.html">Trump</a> ha ordinato l&#8217;invio di ulteriori <a href="https://www.reuters.com/article/us-saudi-aramco-usa-pentagon/united-states-sending-troops-to-bolster-saudi-defenses-after-attack-idUSKBN1W52K3">truppe in Arabia Saudita</a>, per potenziare le difese aeree e missilistiche del Regno, e l&#8217;imposizione del &#8220;più elevato livello di <strong><a href="https://www.reuters.com/article/us-saudi-aramco-usa-iran/u-s-sanctions-irans-central-bank-fund-after-saudi-oil-attack-idUSKBN1W51Q4">sanzioni</a></strong>&#8221; contro la Banca centrale iraniana e il Fondo nazionale di sviluppo. Le sanzioni Usa sono parte di una più ampia campagna mirata a mettere sotto pressione Teheran in merito al suo programma nucleare e alle ambizioni di influenza nella regione. È sempre più evidente, infatti, che i proxy iraniani si stiano rafforzando in Siria, Libano, Iraq e Yemen.</p>
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		<title>Il gran rifiuto dell’Europa: la Germania guida il fronte anti Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-rifiuto-europa-germania-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2019 05:46:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi del Golfo]]></category>
		<category><![CDATA[Golfo persico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=222449</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1143" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10103516-e1565051542275.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10103516-e1565051542275.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10103516-e1565051542275-300x179.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10103516-e1565051542275-768x457.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10103516-e1565051542275-1024x609.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra l’Europa e Donald Trump non è mai corso buon sangue. E la crisi con l&#8217;Iran ha riesumato uno scontro che è da sempre una costante dell&#8217;amministrazione del presidente Usa. Per i Paesi europei che hanno partecipato all&#8217;accordo sul programma nucleare di Teheran (ma anche chi non è stato coinvolto, come l&#8217;Italia) è essenziale che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-rifiuto-europa-germania-trump.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-rifiuto-europa-germania-trump.html">Il gran rifiuto dell’Europa: la Germania guida il fronte anti Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1143" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10103516-e1565051542275.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10103516-e1565051542275.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10103516-e1565051542275-300x179.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10103516-e1565051542275-768x457.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10103516-e1565051542275-1024x609.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Tra l’Europa e Donald Trump non è mai corso buon sangue. E la crisi con l&#8217;Iran ha riesumato uno scontro che è da sempre una costante dell&#8217;amministrazione del presidente Usa.</p>
<p>Per i Paesi europei che hanno partecipato all&#8217;accordo sul <strong>programma nucleare</strong> di Teheran (ma anche chi non è stato coinvolto, come l&#8217;Italia) è essenziale che il patto del 2015 resti in vigore. Ma l&#8217;elezioni di Trump ha rimesso tutto in discussione. E adesso, con la fine del patto da parte americana, le sanzioni, le varie crisi in Medio Oriente e la guerra delle petroliere nel Golfo Persico, l&#8217;escalation tra Usa e Iran ha investito inevitabilmente anche la diplomazia europea.</p>
<p>L&#8217;Europa continentale, da quella crisi, vuole tenersene distante. Lo fa sia come Unione europea sia come singole potenze. Ma nessuna sembra essere particolarmente interessata a inserirsi nella contesa. Nessuna potenza europea vuole mettersi contro gli Stati Uniti, ma nessuna vuole mettersi di traverso all&#8217;accordo sul programma nucleare iraniano né a compattare realmente l&#8217;asse atlantico. E l&#8217;impressione è che la spaccatura tra le due sponde dell&#8217;Atlantico sia approfondita anche da questa crisi del <strong>Golfo</strong>. Dove per adesso c&#8217;è una sola certezza: Trump non è riuscito (o non ha voluto) ricompattare l&#8217;asse tra Europa e America. Mentre è sempre più netto il tentativo dei Paesi europei di discostarsi dalla strategia di Washington (di questa amministrazione in particolare) rispetto all&#8217;Iran. E la prova è arrivata proprio in queste ore, con la scelta degli Stati europei di temporeggiare (o di esprimere direttamente il rifiuto) rispetto alla richiesta americana di unirsi nella coalizione per il controllo dello Stretto di Hormuz e di Bab el-Mandeb.</p>
<p>L&#8217;Europa del &#8220;no&#8221; è guidata principalmente dalla Germania. Ieri il ministro degli Esteri, <strong>Heiko Maas</strong>, ha ribadito in conferenza stampa il rifiuto di Berlino a partecipare alla missione voluta dagli Stati Uniti e dal Regno Unito per controllare le acque del Golfo Persico. Il giudizio di Maas è stato netto. Di fronte ai giornalisti, il ministro tedesco ha parlato dell&#8217;idea britannica di unirsi all&#8217;operazione Usa con queste parole: &#8220;Al momento i britannici preferirebbero unirsi a una missione guidata dagli Stati Uniti. Noi non lo faremo&#8221;. Aggiungendo che il desiderio tedesco sarebbe quello di &#8220;una missione europea&#8221;.</p>
<p>Un desiderio che ha un preciso significato strategico: per la Germania è fondamentale che sia l&#8217;Europa a trazione tedesca a guidare questo tipo di missione, non gli Stati Uniti insieme al Regno Unito. Due potenze che ad oggi rappresentano i veri rivali della strategica tedesca in Europa: contraltari atlantici al dominio del continente.</p>
<p>Da questo punto di vista, la crisi del Golfo Persico non è solo una sfida tra Iran e Stati Uniti. È anche un&#8217;altra declinazione tra una frattura che è sempre più netta fra America ed Europa, che vivono in questi anni, specie con l&#8217;ascesa di Trump, una divario incredibile. L&#8217;amministrazione americana ha deciso di dichiarare guerra all&#8217;<strong>Unione europea a trazione tedesca</strong> (più che a quella franco-tedesca) confermando la volontà strategica di Washington di limitare l&#8217;eventuale consolidamento di un potere tedesco sull&#8217;Europa. Trump non può considerarsi l&#8217;artefice di questo scontro: ma sicuramente uno dei migliori interpreti. E l&#8217;attacco degli Stati Uniti all&#8217;Europa germanocentrica si traduce in diverse forme: l&#8217;assalto all&#8217;euro e la possibile guerra valutaria; lo scontro sui dazi; le sanzioni al Nord Stream 2; il sostegno alla Brexit, il favore verso i movimenti critici con l&#8217;Unione europea; lo scontro sui rapporti con Cina e Russia. E infine la questione Iran, con gli Usa a manovrare per spaccare il fronte europeo rispetto al programma nucleare iraniano.</p>
<p>Dal&#8217;altra parte, la Germania resiste e prova a giocare le sue carte. Il rifiuto tedesco di partecipare all&#8217;operazione navale nel Golfo è già un segnale chiarissimo. Così come è chiaro il fatto che sia l&#8217;Italia che la rancia abbiano mostrato tentennamenti rispetto alla richiesta giunta da Washington. Nessuno ha interesse a unirsi in questa missione. Ma è soprattutto chiaro che i Paesi legati a doppio filo alla Germania non riusciranno a dire totalmente sì alle richieste di The Donald. E il rifiuto degli<strong> alleati europei</strong> è solo l&#8217;ultimo di una serie di &#8220;no&#8221; giunti alle orecchie dell&#8217;amministrazione americana da parte dei partner del Vecchio continente. Specialmente nell&#8217;ambito della sicurezza.</p>
<p>Lo scontro, in ogni caso, è sotto gli occhi di tutti. Da una parte c&#8217;è il vento atlantico, che si rafforza con la rinnovata <em>special relationship</em> tra Regno Unito e Stati Uniti confermata dall&#8217;ascesa di<strong> Boris Johnson</strong> alla guida del governo britannico. È L&#8217;asse atlantico per eccellenza, ma anche l&#8217;alleanza che rappresenta la Brexit e la spaccatura nei confronti dell&#8217;Ue. Dall&#8217;altra parte, c&#8217;è l&#8217;Unione europea che prova a muovere i suoi passi chiedendo la guida della missione navale nel Golfo Persico (così come voluto dalla Germania) ma soprattutto con un rifiuto nei confronti di Trump che sa di ennesimo scontro tra le due sponde dell&#8217;Atlantico. Una guerra che è economica e finanziaria, e che adesso ha raggiunto anche il campo politico. La missione di Hormuz è solo l&#8217;ultimo clamoroso esempio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-rifiuto-europa-germania-trump.html">Il gran rifiuto dell’Europa: la Germania guida il fronte anti Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Venti di guerra nel Golfo, la mediazione degli Emirati</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/venti-di-guerra-nel-golfo-la-mediazione-degli-emirati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Cianciarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Aug 2019 13:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="965" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9697161-e1564667535466.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9697161-e1564667535466.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9697161-e1564667535466-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9697161-e1564667535466-768x386.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9697161-e1564667535466-1024x515.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da mesi il Golfo Persico è al centro delle tensioni internazionali. Petroliere in fiamme, droni abbattuti e navi da guerra in posizione di attacco hanno esasperato gli attriti nella regione. Il fulcro della disputa è l&#8217;Iran, accusato di celarsi dietro agli incidenti che hanno infiammato il Golfo negli ultimi mesi. L&#8217;escalation è iniziata più di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/venti-di-guerra-nel-golfo-la-mediazione-degli-emirati.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="965" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9697161-e1564667535466.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9697161-e1564667535466.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9697161-e1564667535466-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9697161-e1564667535466-768x386.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9697161-e1564667535466-1024x515.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Da mesi il Golfo Persico è al centro delle tensioni internazionali. Petroliere in fiamme, droni abbattuti e navi da guerra in posizione di attacco hanno esasperato gli attriti nella regione. Il fulcro della disputa è l&#8217;Iran, accusato di celarsi dietro agli incidenti che hanno infiammato il <strong>Golfo</strong> negli ultimi mesi.</p>
<p>L&#8217;escalation è iniziata più di un anno fa, quando gli Stati Uniti si sono ritirati unilateralmente dall&#8217;accordo sul nucleare (Jcpoa) – stretto nel 2015 da Iran, i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu, Germania e Unione Europea -, ripristinando le sanzioni economiche contro Teheran.</p>
<p>L&#8217;Iran, tuttavia, non è rimasto all&#8217;angolo e ha risposto alla pressione americana innalzando il livello di arricchimento dell’uranio e minacciando la chiusura dello <strong>Stretto di Hormuz</strong>, uno dei principali choke-point del mercato petrolifero mondiale, dal quale transita circa il 24 percento del petrolio prodotto nel mondo e il 60 percento di quello proveniente dal Golfo.</p>
<p>Della gravità di una tale minaccia sono ben consapevoli gli Emirati Arabi, dal momento che il 75 percento delle loro esportazioni passa proprio da questa fondamentale arteria petrolifera. Un&#8217;eventuale chiusura dello Stretto potrebbe avere conseguenze rilevanti non solo per il mercato globale &#8211; i cui equilibri geo-economici si poggiano in gran parte sul flusso di idrocarburi -, ma anche per l&#8217;economia dei singoli Paesi esportatori. Ecco perché oggi gli Emirati si offrono per una mediazione.</p>
<h2>Colloqui tra Emirati e Iran</h2>
<p>Martedì scorso, i funzionari della guardia costiera iraniana ed emiratina si sono riuniti a Teheran per  discutere della <a href="https://uk.reuters.com/article/uk-mideast-iran-emirates/rivals-iran-and-uae-to-hold-maritime-security-talks-idUKKCN1UP18P">sicurezza marittima</a> a livello regionale e internazionale, in quello che è apparso come un tentativo di calmare le tensioni del Golfo.</p>
<p>All&#8217;ordine del giorno della riunione tra le delegazioni dei due Paesi – la prima di questo genere dal 2013 – vi erano le connessioni marittime, la condivisione dei confini, l&#8217;immigrazione illegale e il transito di cittadini da un Paese all&#8217;altro.</p>
<p>Ritenuto da Abu Dhabi &#8220;ordinaria amministrazione e indipendente dalle tensioni del Golfo&#8221;, l&#8217;incontro &#8211; il primo da sei anni a questa parte – ha invece un’importanza fondamentale, considerando la politica seguita fino ad ora dagli Emirati nei confronti di Teheran.</p>
<p>Nel 2016, gli Emirati avevano infatti declassato le relazioni diplomatiche con il Paese, a causa di alcuni <a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/ora-anche-kuwait-chiude-liran-turchia-si-smarca-e-chiede-cal-1210170.html">incidenti</a> tra la Repubblica islamica e l&#8217;Arabia Saudita. Più recentemente, Abu Dhabi aveva sostenuto la decisione di Washington di ripristinare le <strong>sanzioni economiche</strong> contro l&#8217;Iran.</p>
<p>Non solo: a partire dal 2015, gli Emirati, insieme all&#8217;Arabia Saudita, sono entrati nella guerra civile yemenita come membri della coalizione araba che combatte contro gli Houthi. Anche se Teheran ha sempre dichiarato di non essere in alcun modo coinvolto nella guerra civile yemenita, gli Houthi sono considerati proxy di Teheran nella regione.</p>
<h2>Il ruolo degli Emirati nella crisi del Golfo</h2>
<p>La posizione degli Emirati nei confronti dell&#8217;Iran sembra essersi di nuovo ammorbidita nelle ultime settimane.</p>
<p>Di fronte agli incidenti nel Golfo Persico, alcuni dei quali hanno coinvolto anche le petroliere emiratine, Abu Dhabi non ha mai puntato il dito direttamente contro l&#8217;Iran, spingendo invece per ridurre le tensioni attraverso una soluzione diplomatica. Lo scorso giugno, inoltre, Abu Dhabi ha <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-cambia-ruolo-emirati-in-yemen.html">ridotto la propria presenza militare in Yemen</a>, ritirando alcune truppe dal governatorato di <strong>Aden</strong> – situato nel sud del Paese – e dalla zona costiera.</p>
<p>Se non sono ancora chiare le motivazioni dietro il cambio di postura nei confronti di Teheran, è chiaro che gli Emirati vogliono evitare uno scontro militare nel Golfo, propendendo per una soluzione condivisa.</p>
<p>Certamente, gli interessi economici sono alla base del tentativo di mediazione da parte degli Emirati. Dubai, infatti, è sempre stata un centro importante per le società iraniane offshore. Ora però le tensioni nel Golfo, unite alla crisi economica che sta vivendo Teheran, stanno causando una drastica <a href="https://www.ft.com/content/bbe3c99a-aee9-11e9-8030-530adfa879c2">diminuzione dei rapporti commerciali</a> tra i due Paesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/venti-di-guerra-nel-golfo-la-mediazione-degli-emirati.html">Venti di guerra nel Golfo, la mediazione degli Emirati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli Usa rafforzano la presenza militare in Arabia Saudita</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-rafforzano-la-presenza-militare-in-arabia-saudita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Cianciarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jul 2019 07:50:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[crisi del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10041668.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10041668.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10041668-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10041668-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10041668-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti si preparano a rafforzare la loro presenza militare in Arabia Saudita, dispiegando 500 soldati nella base aerea di Prince Sultan, situata in un&#8217;area desertica a est di Riad. I soldati americani andranno a incrementare le forze e il personale di supporto già presenti nella base, in cui verrà installata anche una batteria &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-rafforzano-la-presenza-militare-in-arabia-saudita.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10041668.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10041668.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10041668-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10041668-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10041668-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Gli Stati Uniti si preparano a rafforzare la loro presenza militare in Arabia Saudita, dispiegando <strong>500 soldati</strong> nella base aerea di Prince Sultan, situata in un&#8217;area desertica a est di Riad.</p>
<p>I soldati americani andranno a incrementare le forze e il personale di supporto già presenti nella base, in cui verrà installata anche una batteria di missili Patriot e sarà migliorato l’aeroporto. Secondo la <em><a href="https://edition.cnn.com/2019/07/17/politics/us-military-buildup-saudi-air-base-satellite-images/index.html">Cnn</a></em>, la base è considerata sicura per le forze americane, essendo in un&#8217;area difficilmente raggiungibile da eventuali <strong>missili iraniani</strong>.</p>
<p>Un dispiegamento di forze che fa seguito al continuo deterioramento dei rapporti tra Iran e Stati Uniti, iniziato lo scorso anno, quando l&#8217;amministrazione Trump ha deciso unilateralmente di ritirarsi dall&#8217;accordo sul nucleare (Jcpoa).</p>
<p>Negli scorsi mesi, la situazione è degenerata: Teheran ha innalzato il livello di arricchimento dell&#8217;uranio ed è rimasta coinvolta negli incidenti di sei petroliere in transito nel Golfo di Oman. L&#8217;apice è stato raggiunto quando, in seguito all&#8217;abbattimento di un drone americano, il presidente Trump ha ordinato un attacco aereo contro l&#8217;Iran, ritirandolo soltanto pochi minuti prima del suo inizio.</p>
<p>In ogni caso l&#8217;amministrazione americana si è mossa nella regione, e nel giugno scorso ha stabilito l&#8217;invio di <a href="https://www.reuters.com/article/us-mideast-attacks-usa-pentagon/u-s-to-send-1000-additional-troops-to-the-middle-east-idUSKCN1TI2UO">ulteriori mille soldati in Medio Oriente</a> &#8220;per scopi difensivi&#8221;, non specificando tuttavia i Paesi di destinazione: uno di questi sarebbe proprio l’Arabia Saudita.</p>
<p>Maggiori dettagli sul dislocamento delle truppe verranno forniti soltanto dopo l&#8217;annuncio ufficiale del Congresso americano, atteso per la prossima settimana. Intanto però alcune immagini satellitari – analizzate da Jeffrey Lewis, direttore dell&#8217;East Asia Non proliferation Project del Middlebury Institute of International Studies di Monterey – hanno mostrato che già a metà giugno sarebbe avvenuto un iniziale schieramento di militari e personale di supporto all&#8217;interno della base aerea saudita.</p>
<h2>Rapporti tesi tra Usa e Arabia Saudita</h2>
<p>Se confermata, la decisione di schierare nuove truppe statunitensi in Arabia Saudita giungerebbe in un momento in cui le <a href="https://it.insideover.com/politica/congresso-degli-stati-uniti-mette-nel-mirino-la-relazione-sauditi-war-powers-resolution.html">relazioni</a> tra i due Paesi sono tutt&#8217;altro che distese.</p>
<p>Il 18 luglio la Camera americana ha respinto tre risoluzioni che avrebbero consentito la <a href="https://www.washingtonpost.com/national-security/house-votes-to-block-trumps-arms-sales-to-saudi-arabia-setting-up-likely-veto/2019/07/17/7f329a9c-a8ce-11e9-9214-246e594de5d5_story.html?utm_term=.f9248b6d5330">vendita di armi</a> – per un valore di 8,1 miliardi di dollari &#8211; all&#8217;Arabia Saudita e agli Emirati Arabi Uniti. Si tratta di accordi proposti nel mese di maggio dall&#8217;amministrazione americana come misure di emergenza per &#8220;promuovere la stabilità in Medio Oriente, sostenere gli alleati e aiutarli a difendersi dalla Repubblica islamica dell&#8217;Iran&#8221;, secondo le parole del segretario di Stato, Mike Pompeo.</p>
<p>Il <a href="https://www.nytimes.com/2019/07/18/us/politics/troops-saudi-arabia-iran.html">sostegno militare all&#8217;Arabia Saudita</a> è un tema che divide in profondità il Congresso americano, per almeno due ragioni. Da un lato, c&#8217;è la campagna saudita in Yemen – che ha mietuto numerose vittime civili anche a causa delle armi americane -. Dall&#8217;altro, è ancora troppo recente il giallo sulla morte del giornalista saudita Jamal Khashoggi, con l&#8217;ombra del coinvolgimento del principe ereditario Mohammed bin Salman.</p>
<p>La presenza di truppe americane sul suolo saudita potrebbe risultare non gradita anche a Riad, dopo l&#8217;invasione irachena del Kuwait del 1990. In quel frangente, l&#8217;Iraq aveva lanciato missili sulle basi della coalizione in Arabia Saudita, distruggendo in particolare una caserma americana a Dhahran e provocando 28 morti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-rafforzano-la-presenza-militare-in-arabia-saudita.html">Gli Usa rafforzano la presenza militare in Arabia Saudita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Iraq al bivio tra Stati Uniti e Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iraq-bivio-stati-uniti-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Cianciarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2019 06:56:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="864" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9029046-e1562914606326.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9029046-e1562914606326.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9029046-e1562914606326-300x135.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9029046-e1562914606326-768x346.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9029046-e1562914606326-1024x461.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra Iran e Stati Uniti, i rapporti sono degenerati da quando, lo scorso anno, l&#8217;amministrazione Trump ha deciso di ritirarsi unilateralmente dall&#8217;accordo sul nucleare – il Joint Comprehensive Plan of Action (Jcpoa) &#8211; imponendo a Teheran le sanzioni dalle quali era stato sollevato proprio grazie al patto. Da quel momento, la situazione è andata peggiorando. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/iraq-bivio-stati-uniti-iran.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iraq-bivio-stati-uniti-iran.html">L&#8217;Iraq al bivio tra Stati Uniti e Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="864" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9029046-e1562914606326.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9029046-e1562914606326.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9029046-e1562914606326-300x135.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9029046-e1562914606326-768x346.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9029046-e1562914606326-1024x461.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Tra Iran e Stati Uniti, i rapporti sono degenerati da quando, lo scorso anno, l&#8217;amministrazione Trump ha deciso di ritirarsi unilateralmente dall&#8217;accordo sul nucleare – il Joint Comprehensive Plan of Action (Jcpoa) &#8211; imponendo a Teheran le sanzioni dalle quali era stato sollevato proprio grazie al patto.</p>
<p>Da quel momento, la situazione è andata peggiorando. Trump ha messo sotto pressione i Paesi firmatari del Jcpoa &#8211; intenzionati a tener fede all&#8217;accordo -, inasprendo le sanzioni contro Teheran. L&#8217;Iran ha minacciato di aumentare il livello di arricchimento dell&#8217;uranio e di chiudere lo Stretto di Hormuz &#8211; snodo petrolifero fondamentale a livello mondiale.</p>
<p>Una serie di incidenti ha poi iniziato a turbare le rotte petrolifere. Alcune petroliere sono state colpite, in circostanze non ancora chiarite, nel Golfo Persico, mentre un attacco con droni, <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-sfrutta-iraq-stati-uniti.html">forse lanciato dal territorio iracheno</a>, ha raggiunto due stazioni di pompaggio della East-West Pipeline – oleodotto saudita che offre una via di trasporto alternativa allo Stretto di Hormuz.</p>
<h2>La mano di Teheran sull&#8217;Iraq</h2>
<p>In questo scenario allarmante, in cui il minimo incidente potrebbe accendere la miccia di una nuova guerra nel Golfo, l&#8217;Iraq si muove con prudenza. Da importante alleato regionale di entrambi i Paesi, Baghdad teme che il suo territorio possa trasformarsi nel teatro di uno scontro tra &#8220;vasi di ferro&#8221;, dai quali si tiene equidistante.</p>
<p>I timori sono, d&#8217;altronde, basati su episodi recenti, che potrebbero annunciare il peggio. Lo scorso maggio, un missile è stato sparato contro il <a href="https://www.reuters.com/article/us-iraq-security/as-u-s-iran-tension-simmers-rocket-fired-near-iraqs-u-s-embassy-idUSKCN1SP0NL">compound dell’ambasciata americana</a> a Baghdad. Un mese dopo, alcuni razzi sono stati lanciati anche contro le <a href="https://www.reuters.com/article/us-iraq-security/rockets-hit-iraqi-base-hosting-us-forces-near-baghdad-military-idUSKCN1TI2L2">basi militari di Balad e Taji</a>, a nord della capitale irachena, che ospitano consulenti americani e della coalizione internazionale.</p>
<p>Nulla si sa ancora sui responsabili, ma Washington punta il dito contro la c.d. &#8220;Unità di mobilitazione popolare (Pmf)&#8221;, formata da milizie sciite – finanziate e addestrate dall&#8217;Iran &#8211; che operano sul suolo iracheno.</p>
<p>Formatesi nel giugno 2014 in seguito all&#8217;emissione di una fatwa dell&#8217;ayatollah iracheno Al-Sistani, le Pmf sono intervenute nella guerra contro lo Stato islamico al fianco dell&#8217;esercito di Baghdad e dei peshmerga curdi. Due anni dopo, nel 2016, nel tentativo di limitarne la dipendenza da Teheran, l&#8217;allora primo ministro iracheno, Haider Al-Abadi, aveva formalizzato la loro <a href="https://www.aljazeera.net/news/arabic/2018/3/9/%D8%A7%D9%84%D8%AD%D8%B4%D8%AF-%D8%A7%D9%84%D8%B4%D8%B9%D8%A8%D9%8A-%D9%8A%D8%B1%D8%AA%D8%AF%D9%8A-%D8%B1%D8%B3%D9%85%D9%8A%D8%A7-%D8%B2%D9%8A-%D9%82%D9%88%D8%A7%D8%AA-%D8%A7%D9%84%D8%A3%D9%85%D9%86">inclusione all&#8217;interno delle forze di sicurezza del Paese</a>.</p>
<p>Ma la misura non si è rivelata sufficiente. Per questo, recentemente &#8211; sotto la pressione di Washington -, Baghdad ha stretto la presa sulle milizie sciite indicando il 31 luglio come termine ultimo per <a href="http://www.rudaw.net/english/middleeast/iraq/01072019">l&#8217;inclusione definitiva</a> delle Pmf all&#8217;interno dell&#8217;esercito iracheno. Un provvedimento volto a ricondurre le milizie sotto il controllo esclusivo del governo iracheno.</p>
<h2>L&#8217;Iraq al centro delle tensioni tra Iran e Usa</h2>
<p>L&#8217;Iraq è un importante alleato regionale sia di Teheran che di Washington. Già al centro degli interessi internazionali per la posizione strategica e le sue risorse energetiche, a partire dal 2003 – anno della caduta del governo dell&#8217;ex presidente iracheno, Saddam Hussein – è diventato il teatro di una corsa tra Usa e Iran, determinata dalla necessità di cooperare contro lo Stato islamico prima, e da quella di ricostruire la nazione poi.</p>
<p>Stretto tra due fuochi, il governo iracheno cerca in tutti i modi di mantenere salde le relazioni con entrambe le parti. Da un lato vi è Washington, che conta almeno <a href="https://www.washingtonpost.com/world/2019/02/07/do-us-troops-have-future-iraq/?utm_term=.692d753eabbc">5.200 uomini</a> di stanza nel Paese mediorientale; dall&#8217;altro Teheran, con il quale Baghdad intesse profondi rapporti economici, commerciali e militari.</p>
<p>L&#8217;Iran ha investito molto nel Paese confinante, sia economicamente che politicamente, considerandolo un territorio di collegamento essenziale, soprattutto dopo l&#8217;inasprimento delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti. Negli anni, il legame d&#8217;eccezione tra i due Paesi ha consentito a Teheran di influenzare sempre più la classe politica di Baghdad.</p>
<p>È altrettanto vero, però, che l&#8217;Iraq non si è mai schierato dalla parte dell&#8217;Iran, cercando, al contrario, di mantenersi neutrale, di rafforzare anche le relazioni con Washington e con il fronte arabo, scongiurando così la possibilità di trovarsi nel mezzo di un conflitto tra i due arcinemici.</p>
<p>La scorsa settimana, proprio il presidente iracheno, Barham Saleh, è intervenuto sulla questione, dichiarando che Baghdad non ha alcuna intenzione di essere trascinato in un nuovo conflitto in Medio Oriente. Saleh ha  sottolineato che, pur vedendo negli Stati Uniti e nell&#8217;Iran due partner strategici, la <a href="https://www.al-monitor.com/pulse/contents/afp/2019/06/iraq-diplomacy-iran-us-war-britain.html">priorità dell&#8217;Iraq</a> rimane la propria stabilità interna.</p>
<p>Forse un&#8217;utopia, in cui però <a href="https://www.foreignaffairs.com/articles/iran/2019-06-25/stuck-middle-iran">Baghdad</a> mostra di credere, dicendo apertamente di non voler trasformare il proprio territorio nazionale nel teatro di una guerra per procura. E in ogni caso, se messo alle strette, è difficile immaginare al fianco di quale parte si schiererà.</p>
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		<title>Le ragioni dietro la crisi tra Marocco e Arabia Saudita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Feb 2019 08:53:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi del Golfo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[Sahara occidentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1457" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8970675.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8970675.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8970675-300x228.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8970675-768x583.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8970675-1024x777.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Marocco ha richiamato il proprio ambasciatore in Arabia Saudita per consultazioni, incrinando le relazioni diplomatiche con l’alleato mediorientale. La notizia, ancora non confermata ufficialmente dal ministero degli Esteri marocchino, sarebbe stata avvalorata dal diplomatico in questione, Mustapha Mansouri, che, al sito di informazione nazionale Le360, ha parlato di una “crisi passeggera” tra i due &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-ragioni-dietro-la-crisi-tra-marocco-e-arabia-saudita.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-ragioni-dietro-la-crisi-tra-marocco-e-arabia-saudita.html">Le ragioni dietro la crisi tra Marocco e Arabia Saudita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1457" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8970675.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8970675.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8970675-300x228.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8970675-768x583.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8970675-1024x777.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il <strong>Marocco</strong> ha richiamato il proprio ambasciatore in Arabia Saudita per consultazioni, incrinando le relazioni diplomatiche con l’alleato mediorientale.</p>
<p>La notizia, ancora non confermata ufficialmente dal ministero degli Esteri marocchino, sarebbe stata avvalorata dal diplomatico in questione, <strong>Mustapha Mansouri</strong>, che, al sito di informazione nazionale <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://fr.le360.ma/politique/le-maroc-rappelle-son-ambassadeur-en-arabie-saoudite-183677">Le360</a></em>, ha parlato di una “crisi passeggera” tra i due Paesi.</p>
<p>Stando alle informazioni riferite a <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.reuters.com/article/us-morocco-saudi-diplomacy/morocco-recalls-envoy-to-saudi-arabia-for-consultations-morocco-media-idUSKCN1PX17T">Reuters</a></em> da una fonte del governo, l’ambasciatore marocchino si troverebbe in patria già da una settimana. Anche se le ragioni del richiamo non sono state ancora chiarite, potrebbero dipendere dalla diffusione, da parte del canale televisivo saudita <em>Al-Arabiya</em>, di un documentario sulla questione del Sahara occidentale.</p>
<p>La questione del Sahara occidentale</p>
<p>Dal video in questione si evincerebbe un cambio di posizione da parte di Riad, che tradizionalmente ha sempre supportato la sovranità del Marocco sul territorio conteso.</p>
<p>La disputa sulla legittimità del governo all’interno del Sahara occidentale risale agli anni 1975-76, quando il Marocco, in seguito al ritiro del dominio spagnolo, aveva preso il controllo di due terzi dell’area, rivendicandola come parte del Regno. Nello stesso periodo, il <strong>Fronte Polisari</strong>o aveva annunciato la nascita della Sahara Arab Democratic Republic (Sadr), instaurando un governo indipendente.  </p>

<p>Le tensioni tra i due attori della disputa si sono intensificate a partire dall’agosto 2016, in seguito all’invasione, da parte del Marocco, della zona indipendente del Sahara Occidentale. Ad oggi, il territorio è ancora diviso in diverse zone, alcune autonome altre occupate dalle truppe marocchine.</p>
<p>Lo scorso dicembre, tuttavia, Marocco e fronte Polisario, insieme ai ministri degli Esteri di Algeria e Mauritania, che confinano con il Sahara occidentale, hanno dato inizio a trattative per una soluzione della disputa.</p>
<p>Il conflitto in Yemen</p>
<p>La mancata sintonia tra i due Paesi sulla questione del Sahara occidentale, tuttavia, avrebbe un precedente. Lo scorso gennaio, il canale televisivo qatariota <em>Al Jazeera</em> ha trasmesso un’intervista al ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita, il quale ha espresso preoccupazione per l’inasprirsi della crisi umanitaria in Yemen.</p>
<p>La situazione dello Yemen è stata definita dalle Nazioni Unite “<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://news.un.org/en/focus/yemen">la più grave crisi umanitaria a livello mondiale</a>”. Secondo i dati forniti dall’Onu, le vittime del conflitto sarebbero circa 10mila e più del 75% della popolazione yemenita, ovvero 22 milioni di persone, necessitano di aiuti umanitari. Di queste, circa <a style="color: #0000ff" href="https://www.al-monitor.com/pulse/contents/afp/2019/01/yemen-conflict-un-aid.html">10 milioni</a> sarebbero sull’orlo della carestia.</p>
<p>In questa occasione, il politico ha affermato che il Marocco, membro della coalizione araba a guida saudita, che combatte nella guerra civile yemenita, avrebbe <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.nytimes.com/reuters/2019/02/08/world/middleeast/08reuters-morocco-saudi-diplomacy.html">cambiato la modalità di partecipazione</a> alle operazioni nel Paese martoriato dalla guerra. Secondo Bourita, il cambiamento della posizione di Rabat sarebbe dovuto a “una valutazione degli sviluppi in loco”.</p>
<p>La crisi del Golfo</p>
<p>Un ulteriore avvenimento che ha causato tensioni tra Marocco e Arabia Saudita è la posizione assunta da Rabat nella crisi del Golfo.</p>
<p>Il 5 giugno 2017 Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto hanno interrotto i rapporti diplomatici con il Qatar, accusato di sostenere il terrorismo nella regione e di finanziare le organizzazioni terroristiche. </p>
<p>Subito dopo la proclamazione dell’embargo, il Marocco ha adottato ufficialmente una “<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.aljazeera.net/news/reportsandinterviews/2017/6/13/%D8%A7%D9%84%D9%85%D8%BA%D8%B1%D8%A8-%D9%88%D8%A7%D9%84%D8%A3%D8%B2%D9%85%D8%A9-%D8%A7%D9%84%D8%AE%D9%84%D9%8A%D8%AC%D9%8A%D8%A9-%D9%88%D8%B3%D8%A7%D8%B7%D8%A9-%D8%AA%D8%AD%D8%AA%D8%A7%D8%AC-%D9%25">posizione neutrale e costruttiva</a>”. Nella crisi è intervenuto direttamente solo con l’invio di generi alimentari al Qatar.</p>
<p>Le relazioni tra Marocco e Arabia Saudita</p>
<p>Storicamente, i due Paesi intrattengono relazioni solide e durature,  che tuttavia hanno cominciato a mostrare qualche crepa a partire dalla nomina, il 21 giugno 2017, di<strong> Mohammed Bin Salman</strong> quale principe ereditario alla corona saudita.</p>

<p>Nel novembre sorso, il Marocco non ha ricevuto il principe ereditario, mentre questi si trovava in visita nel Nord Africa. La motivazione dietro al <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.alaraby.co.uk/english/news/2018/11/28/moroccan-king-snubs-mohammed-bin-salman-over-khashoggi-affair">rifiuto</a> sarebbe stata la condanna internazionale dell’omicidio del giornalista <strong>Jamal Khashoggi</strong>, avvenuto lo scorso 2 ottobre all’interno dell’ambasciata saudita a Istanbul. Secondo le Nazioni Unite, il delitto sarebbe stato “<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.aljazeera.com/news/2019/02/rapporteur-khashoggi-murder-perpetrated-saudi-officials-190207171824211.html">pianificato e perpetrato dalle autorità saudite</a>”.</p>
<p>Come sottolineato dall’ambasciatore marocchino a Riad, “è normale che tra Paesi sorgano <a href="http://fr.le360.ma/politique/le-maroc-rappelle-son-ambassadeur-en-arabie-saoudite-183677">difficoltà</a>”. Difficile dire, al momento, se si tratti di semplici divergenze o di una frattura più profonda tra case regnanti .</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-ragioni-dietro-la-crisi-tra-marocco-e-arabia-saudita.html">Le ragioni dietro la crisi tra Marocco e Arabia Saudita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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