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L’Arabia Saudita è pronta a riaprire i confini aerei, marittimi e terresti con il Qatar a partire da lunedì e a porre fine al lungo embargo a cui Doha è sottoposta da tre anni. Ad annunciare il clamoroso ed inatteso sviluppo è stato il ministro degli Esteri del Kuwait, che da tempo si occupava di mediare tra le parti. L’apertura, strategicamente annunciata il giorno prima di un summit che si svolgerà in Arabia Saudita ed a cui prenderanno parte i Paesi del Golfo, consentirà la ripresa degli scambi commerciali e turistici tra Doha e Riyadh. Scambi che erano venuti a mancare nel giugno del 2017, quando Arabia Saudita, Bahrein, Egitto ed Emirati Arabi Uniti avevano scelto di isolare il Qatar e lo avevano accusato di supportare i movimenti terroristi di stampo islamista nella regione e di aver intessuto relazioni troppo strette con l’Iran, acerrimo nemico di Riyadh.

Il ruolo degli Stati Uniti

La riconciliazione tra Qatar e gli Stati promotori dell’embargo è stata fortemente voluta dal presidente americano Donald Trump. Il presidente americano ha insistito a lungo affinché i Paesi della regione mettessero da parte le beghe interne e formassero un fronte unito contro l’Iran. Nel mese di dicembre il genero di Trump Jared Kushner si era recato in visita a Doha e Riyadh, con tutta probabilità per cercare di spingere gli esponenti locali a più miti consigli e fare da mediatore.

L’intesa tra le parti costituisce un involontario regalo d’addio da parte di Trump al suo successore Joe Biden, grato di non dover ereditare una crisi pesante e difficile da gestire. Il presidente Trump è riuscito a forgiare, nel corso della sua presidenza, un rapporto molto stretto con l’erede al trono saudita Mohammad Bin Salman ed a mettere l’Arabia Saudita al centro dei suoi piani politici per il Medio Oriente. L’amicizia è stata condita dall’acquisto saudita di armi americane ma il quadro potrebbe essere destinato a cambiare nei prossimi mesi dato che Biden non ha molta simpatia per questa nazione ed ha annunciato che non supporterà più la guerra saudita in Yemen.

La forza “nascosta” del Qatar

Il piccolo Qatar, popolato da poco più di due milioni di abitanti, è riuscito a resistere all’embargo ed è pronto a rilanciarsi anche sulla scena internazionale dato che nel 2022 ospiterà i campionati mondiali di calcio. Il bilancio dello Stato non è comunque mai stato messo a rischio dagli ultimi sviluppi.

Doha controlla la terza più grande riserva di gas al mondo dopo quella di Russia ed Iran, è il più grande esportatore di gas naturale liquefatto e pensa di potenziare la produzione di questa risorsa nel prossimo futuro. Le riserve di gas naturale, scoperte nel 1971, si trovano in mare e sono in condivisione con l’Iran, nazione con cui le relazioni devono, per forza di cose, essere mantenute cordiali. Il Qatar è tra gli Stati più ricchi del mondo, il suo Prodotto Interno Lordo pro-capite ha sfiorato, nel 2017, i 129 mila dollari mentre il Prodotto Interno Lordo ha conosciuto una forte espansione a partire dal 2000. In quell’anno era di 20 miliardi di dollari mentre nel 2013 aveva raggiunto i 200 miliardi di dollari. Il Qatar ha potuto contare, negli ultimi anni, sull’amicizia della Turchia, che ha una base militare nel Paese e che ha sostenuto l’alleato anche nei momenti più difficili. L’obiettivo di Ankara è stato quello di infastidire Riyadh, con cui i rapporti sono pessimi. Tanti punti di forza hanno dunque consentito al Qatar di resistere, senza troppe difficoltà, all’embargo.

La fine della crisi tra Arabia Saudita e Qatar rischia di provocare un certo scontento negli Emirati Arabi Uniti. Il Principe Ereditario Mohammed bin Zayed, recentemente protagonista del riavvicinamento con Israele, nutre una profonda inimicizia nei confronti di Doha ed è particolarmente preoccupato dal ruolo destabilizzante che i Fratelli Musulmani ed altri gruppi islamisti potrebbero giocare nella regione. L’ascia di guerra tra Emirati Arabi Uniti e Qatar è ancora ben piantata nel suolo e non è escluso che i primi possano dare vita ad una piccola alleanza per cercare di ostacolare, quanto più possibile, Doha.

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