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	<title>Bank of Japan Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Wed, 20 Mar 2024 13:30:30 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Bank of Japan Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La fine dell&#8217;epoca dei tassi negativi in Giappone e la nuova normalità di Tokyo</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-fine-dellepoca-dei-tassi-negativi-in-giappone-e-la-nuova-normalita-di-tokyo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2024 13:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Bank of Japan]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tassi d&#039;interesse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/f71bff99971be97b71d46db74c22741b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/f71bff99971be97b71d46db74c22741b.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/f71bff99971be97b71d46db74c22741b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/f71bff99971be97b71d46db74c22741b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/f71bff99971be97b71d46db74c22741b-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Cambia il vento dell'economia a Tokyo? Il 19 marzo, la Banca del Giappone (BoJ) ha impresso una svolta decisa </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-fine-dellepoca-dei-tassi-negativi-in-giappone-e-la-nuova-normalita-di-tokyo.html">La fine dell&#8217;epoca dei tassi negativi in Giappone e la nuova normalità di Tokyo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/f71bff99971be97b71d46db74c22741b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/f71bff99971be97b71d46db74c22741b.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/f71bff99971be97b71d46db74c22741b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/f71bff99971be97b71d46db74c22741b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/f71bff99971be97b71d46db74c22741b-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Cambia il vento dell&#8217;economia a Tokyo? Il 19 marzo, la <strong>Banca del Giappone (BoJ) </strong>ha impresso una svolta decisa alla gestione monetaria del Paese del Sol Levante, ponendo fine all&#8217;era dei tassi di interesse negativi e a un trend ribassista del costo del denaro che durava dai tempi della Grande Recessione. La BoJ si è mossa aumentando i costi di finanziamento per la prima volta dal 2007. Viene così archiviata, forse definitivamente, la strategia della <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/la-storia-e-il-futuro-delleconomia-del-giappone.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Abenomics</strong> promossa dal leader più iconico del Paese</a>, l&#8217;ex premier <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-shinzo-abe.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Shinzo Abe assassinato a Tokyo due anni fa</a></strong>,.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La svolta della Banca del Giappone</h2>



<p>Il governatore della BoJ, <strong>Kazuo Ueda</strong>, ha deciso di iniziare a far cadere il più simbolico caposaldo di una strategia di politica monetaria ultra-espansiva che Tokyo ha perseguito anche nell&#8217;ultimo biennio di <a href="https://it.insideover.com/economia/gli-usa-stanno-esportando-inflazione-in-europa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>ritorno dell&#8217;inflazione su scala globale</strong> </a>e di aumento dei tassi di interesse. Il tasso d&#8217;interesse sarà ora compreso tra lo 0 e lo 0,1%. Dal 2007 al 2016 il tasso era stato portato dallo 0,5% allo 0 in una serie di tagli, per poi andare in <strong>territorio negativo negli ultimi anni</strong>, al -0,1%. </p>



<p>L&#8217;obiettivo della BoJ e del governo era far sì che <strong>portare a zero il costo del denaro</strong> avrebbe reso forte e competitivo il sistema del credito verso privati e imprese, riportando il Giappone fuori dal <strong>più che ventennale ristagno della sua produttività e della sua crescita</strong> e permettendo a Tokyo di rispondere alle crisi globali. Il gigantesco piano di <strong>ampliamento della base monetaria</strong>, un <a href="https://it.insideover.com/economia/le-banche-centrali-obbligate-al-quantitative-easing-permanente.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;quantitative easing&#8221; <em>à la</em> Draghi su scala temporale di durata doppia</a>, nella speranza di Abe e della BoJ avrebbe dovuto essere la chiave per il ritorno di Tokyo tra i motori dell&#8217;economia globale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I numeri dell&#8217;epoca dei tassi bassi</h2>



<p>Sul tema <em>InsideOver</em> ha raccolto l&#8217;opinione di<strong> Gabriel Debach, Market Analyst di eToro</strong>, che ha ricordato le dinamiche dell&#8217;economia giapponese in questi diciassette anni: &#8220;Durante questo periodo, l&#8217;inflazione complessiva è stata in media dello 0,61%, mentre la crescita del PIL è stata piuttosto modesta, con una media dello 0,13%. Questi tassi di crescita relativamente bassi possono essere interpretati come una sfida per l&#8217;economia giapponese nel generare una crescita sostenibile. Parallelamente, il debito pubblico lordo del Giappone, in rapporto al PIL, è aumentato significativamente, salendo di 90 punti percentuali dal 173% al 263%&#8221;, nota l&#8217;analista. </p>



<p>&#8220;Inoltre, la quota di titoli di Stato detenuti dalla banca centrale è <strong>salita dal 10% al 48% </strong>nel corso di questi anni. Questo indica un maggiore coinvolgimento della Banca del Giappone nell&#8217;acquisto di titoli di stato, come parte delle sue politiche di stimolo monetario volte a sostenere l&#8217;economia e ad aumentare l&#8217;inflazione&#8221;, ragiona Debach.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Crescita quantitativa e crescita qualitativa</h2>



<p>Se certamente l&#8217;analisi del lungo periodo mostra che il Giappone ha tassi di crescita non invidiabile, lo stato di salute del <strong>sistema nipponico non appare pregiudicato</strong>. Questo perché negli anni si è sdoganata la ricerca di una crescita qualitativa e una politica di assoluto controllo nazionale del debito che ne ha permesso l&#8217;accumulazione. </p>



<p>Dall&#8217;abbattimento in territorio negativo dei tassi fino al Covid-19 la crescita era tornata ad essere più robusta per quanto, ricordava anni fa<a href="https://www.adb.org/publications/effectiveness-japan-negative-interest-rate-policy"> l&#8217;<strong>Asia Development Bank in un report</strong>,</a> &#8220;la recessione a lungo termine del Giappone sia dovuta a problemi strutturali che non possono essere risolti dall’attuale politica monetaria&#8221;, come l&#8217;incipiente questione del declino demografico.</p>



<p>La politica dei tassi di interesse negativi ha rafforzato il <strong>ruolo dei cittadini </strong>e delle aziende finanziarie giapponesi nel gestire il debito e promuovere lo sviluppo nazionale. Questo, insieme all’agenda economica di Abe e alle politiche tecnologiche incentrate <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/cooperazione-pubblico-privato-la-via-giapponese-allinnovazione.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sull’innovazione aperta</a></strong>, ha permesso al Giappone di resistere al declino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Yen alla patria</h2>



<p>La strategia dei bassi tassi di interesse ha sfruttato<strong> l’elevata propensione al risparmio dei giapponesi e il loro consolidato benessere</strong> per estendere in modo “patriottico” la copertura del debito e delle finanze nazionali attraverso gli investimenti dei cittadini. Questo approccio ha valorizzato nel tempo l’intervento della banca centrale per neutralizzare ogni possibile rischio sistemico relativo a moneta, inflazione e finanza. Tutto ciò mentre l’industria, dall’automobilistica alla tecnologica, non registrava livelli di crescita record come in Paesi come la Cina, ma difendeva le posizioni raggiunte e, quindi, la prosperità nazionale</p>



<p>In quest&#8217;ottica, l&#8217;indebolimento dello <strong>yen andato in scena dal 2023</strong> ha stimolato un meccanismo in cui l&#8217;economia giapponese ha reagito strutturalmente all&#8217;indebolimento del potere d&#8217;acquisto e al passaggio dell&#8217;inflazione in territorio positivo (un modesto 1%, briciole rispetto ai dati europei) con l&#8217;<strong>aumento parallelo di salari</strong> e tassi d&#8217;interesse. <a href="https://asia.nikkei.com/Economy/Bank-of-Japan/BOJ-ends-negative-rates-leaves-questions-over-policy-direction">Il Nikkei ricorda che</a> &#8220;i maggiori datori di lavoro della nazione hanno concordato questo mese un aumento salariale del 5,28% con i principali sindacati, <a href="https://asia.nikkei.com/Economy/Japan-s-unions-win-biggest-wage-hike-since-1991-in-stage-change" target="_blank" rel="noreferrer noopener">segnando il più grande aumento salariale degli ultimi 33 anni</a>&#8220;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Giappone resiste</h2>



<p>Per molti anni, &#8220;sia le aziende che i sindacati avevano evitato di aumentare i salari in modo troppo aggressivo per paura di danneggiare la competitività aziendale&#8221;. Ma ora ci si ricorda che è <strong>doveroso difendere la base nazionale di ricchezza</strong> per alimentare il ciclo dei consumi e degli investimenti. Per un effetto-trascinamento è <strong>arrivato l&#8217;aumento dei tassi d&#8217;interesse e del costo del denaro</strong>. La combo tra salari in crescita e tassi negativi sarebbe stata difficilmente sostenibile in prospettiva, e Tokyo ha mandato un segnale. </p>



<p>Preparandosi, secondo<a href="https://www.ft.com/content/67f51286-4e3f-465e-a780-2fe8ea0f4246"> il <em>Financial Times</em>, </a>a portare i tassi allo 0,25% in autunno e a nuovi aumenti del 2025, nella speranza che <strong>non serva più tenere artificialmente sotto zero il costo del denaro</strong> per sostenere l&#8217;economia del Paese e, che anzi, in contesti di ritorno dell&#8217;inflazione sia necessario affidarsi a valorizzare la qualità della crescita dell&#8217;economia, della produzione industriale e dei redditi piuttosto che su un dato meramente quantitativo. </p>



<p>Per questo la BoJ ridurrà a 6 trilioni di yen (40 miliardi di dollari) le risorse dedicate ogni mese all&#8217;acquisto di titoli di stato giapponesi e interromperà gli investimenti in prodotti legati a fondi privati negoziati in Borsa per fare spazio a cittadini e privati. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I tassi, oggi un parametro come un altro</h2>



<p>Non serve più dopare artificialmente il sistema: <a href="https://it.insideover.com/economia/leconomia-del-giappone-arranca-ma-tokyo-resta-una-potenza-globale.html">il <strong>Giappone forse è un po&#8217; acciaccato ma resta in piedi</strong>. </a>E serviva marcare una svolta per annunciarlo alle altre grandi economie. Il combinato disposto tra aumento dei salari e crescita dei tassi in territorio positivo, nelle scorse settimane, ha segnato il tanto atteso cambiamento. </p>



<p>Non è dunque invecchiata bene la profezia di chi vedeva<a href="https://st.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-11-06/tokyo-sembra-atene-063652.shtml?uuid=AbR71Q0G" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> il <strong>Giappone destinato a un declino simile a quello della Grecia</strong> ai tempi della Grande Recessione</a> europea per le politiche su debito e tassi. Consolidato un modello (risparmio focalizzato sulla tutela delle finanze nazionali, ripresa della crescita dei salari, credito e investimenti avviati e non in affanno) il tasso d&#8217;interesse diventa un parametro come altri. E una svolta presentata come storica la logica conseguenza di un modello che, nonostante tutto, continua a tenere.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-fine-dellepoca-dei-tassi-negativi-in-giappone-e-la-nuova-normalita-di-tokyo.html">La fine dell&#8217;epoca dei tassi negativi in Giappone e la nuova normalità di Tokyo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La lezione del Giappone per il mondo post-pandemico</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-lezione-del-giappone-per-il-mondo-post-pandemico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2020 19:40:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Bank of Japan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Giappone-economia-post-covid-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Giappone economia post covid (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Giappone-economia-post-covid-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Giappone-economia-post-covid-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Giappone-economia-post-covid-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Giappone-economia-post-covid-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Tre decenni &#8220;perduti&#8221; dopo un lungo boom che aveva portato il Paese a puntare al ruolo di prima economia della Terra alla fine degli Anni Ottanta per alcuni; tre decenni di difesa di un tenore di vita elevato e del benessere collettivo e della posizione commerciale e finanziaria della nazione in un mondo sempre più &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-lezione-del-giappone-per-il-mondo-post-pandemico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-lezione-del-giappone-per-il-mondo-post-pandemico.html">La lezione del Giappone per il mondo post-pandemico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Giappone-economia-post-covid-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Giappone economia post covid (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Giappone-economia-post-covid-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Giappone-economia-post-covid-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Giappone-economia-post-covid-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Giappone-economia-post-covid-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Tre decenni &#8220;perduti&#8221; dopo un lungo boom che aveva portato il Paese a puntare al ruolo di prima economia della Terra alla fine degli Anni Ottanta per alcuni; tre decenni di difesa di un tenore di vita elevato e del benessere collettivo e della posizione commerciale e finanziaria della nazione in un mondo sempre più competitivo e in crisi per altri. La storia recente del <strong>Giappone </strong>che, perlomeno fino all&#8217;inizio dell&#8217;epopea politica <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-shinzo-abe.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dell&#8217;ex premier A<strong>be Shinzo, </strong></a>coincide in larga parte con la storia della sua traiettoria economica da tempo divide gli analisti nell&#8217;approccio e nel giudizio.</p>
<p>C&#8217;è del vero in tutte e due le interpretazioni, ma dopo gli anni di interventismo, espansione monetaria e rilancio di un&#8217;attiva politica di governo del sistema economico dell&#8217;era Abe si può dire che il secondo scenario stia prendendo la meglio sul primo. Col senno di poi, si può notare come dopo lo stop al boom economico e all&#8217;espansione commerciale trainata dai colossi dell&#8217;auto e della tecnologia nazionali tutto, negli ultimi decenni, avrebbe fatto in modo, secondo le regole della scienza economica, per consolidare il trend declinista del Giappone: declino demografico, ascesa prepotente di rivali commerciali in Asia (Cina in primis), sostanziale fragilità geopolitica. Eppure negli anni Tokyo è diventato un ammirevole esempio di <strong>resilienza</strong> nel contesto di un mondo sempre più competitivo, che gli anni di leadership di Abe hanno mese dopo mese rafforzato.</p>
<p>A parità di potere d&#8217;acquisto il Giappone è il quarto Paese per <strong>Pil</strong> al mondo, a livello nominale è ancora terzo dopo Cina e Stati Uniti; il Pil pro capite sfiora i 40mila dollari, <a href="https://www.allianz.com/v_1443702256000/media/economic_research/publications/specials/en/AGWR2015_ENG.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">i cittadini nipponici posseggono la terza somma di ricchezza del pianeta</a> e il debito pubblico, che presenta il rapporto col Pil più alto al mondo, è pressoché interamente <a href="https://it.insideover.com/economia/una-svolta-giapponese-per-la-bce-puo-salvare-leuropa.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">detenuto dalla popolazione nazionale.</a></p>
<p><a href="https://www.ft.com/content/da9086f7-bfa5-4d1c-83d0-bea5fe41945d" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il <em>Financial Times </em>segnala</a> che nel periodo post-pandemico le principali economie occidentali potrebbero vedersi aprire di fronte a loro scenari &#8220;giapponesi&#8221;: economie in apparente stagnazione e dall&#8217;elevato debito pubblico che si accompagnerà a bassi tassi di crescita e inflazione ridotta. In cui sarà necessario preservare i livelli di reddito e benessere in un contesto di <strong>evoluzione negativa della piramide intergenerazionale.</strong></p>
<p>Sono spunti interessanti quelli del quotidiano della City di Londra. Che ha consultato <strong>Hiroshi Nakaso</strong>, ex vice governatore della Bank of Japan, secondo cui i problemi che l&#8217;Europa e l&#8217;Occidente vivranno &#8220;sono molto simili alle sfide affrontate dal Giappone&#8221; la cui esperienza &#8220;può fornire suggerimenti e insegnamenti utili&#8221;. I tassi bassi e un&#8217;inflazione grossomodo inesistente sono destinati ad esser la normalità. Così come lo saranno le politiche di stimolo economico che la BoJ ha messo in pratica negli ultimi anni per <a href="https://it.insideover.com/scheda/economia/la-storia-e-il-futuro-delleconomia-del-giappone.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">finanziare i progetti di riforma dell&#8217;Abenomics.</a></p>
<p>E come fa notare il <em>Ft</em>, il Giappone può insegnare il valore della difesa della &#8220;fiducia pubblica nella Banca Centrale e di mettere le sue politiche al servizio di strategie per la crescita&#8221;, oltre a dare un esempio di come una società può coesistere con bassi tassi d&#8217;interesse in un contesto di apparente stagnazione. In cui, per fare un esempio, più che il Pil il dato di riferimento, specie in fase di appiattimento o inversione della curva demografica, diverrà il <strong>Pil pro capite</strong> assieme alle principali misure della ricchezza netta. Il Giappone in 30 anni è cresciuto di circa lo 0,8% medio annuo, ma i suoi cittadini hanno preservato elevati livelli di prosperità.</p>
<p>Il Giappone potrebbe dunque aver tracciato una via, così come può averlo fatto inaugurando la strategia <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/con-il-mega-accordo-commerciale-la-cina-vara-il-mondo-multipolare.html">multipolare</a> </strong>di avvicinamento commerciale ma non politico alla Cina, considerata al contempo un rivale strategico. Segno di un ordine mondiale in cui le filiere economiche si proiettano maggiormente su base regionale e in cui sempre più nazioni sono destinate a <strong>fare quadrato su loro stesse</strong>. Il Giappone, con un uso tutto sommato virtuoso di politiche monetarie, debito e azioni di stimolo fiscale, ha difeso occupazione e produttività in un&#8217;epoca storica segnata da un vento avverso. E molti Paesi occidentali, Europa in testa, saranno chiamati a seguirne la rotta.</p>
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		<title>L&#8217;eredità della pandemia che può condannarci</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/leredita-della-pandemia-che-puo-condannarci.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2020 02:18:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca centrale europea (Bce)]]></category>
		<category><![CDATA[Bank of Japan]]></category>
		<category><![CDATA[debito]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Reserve (Fed)]]></category>
		<category><![CDATA[Quantitative easing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="810" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Fed-Federal-Reserve-Usa-La-Presse-e1586161394533.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fed Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Fed-Federal-Reserve-Usa-La-Presse-e1586161394533.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Fed-Federal-Reserve-Usa-La-Presse-e1586161394533-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Fed-Federal-Reserve-Usa-La-Presse-e1586161394533-768x415.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Fed-Federal-Reserve-Usa-La-Presse-e1586161394533-1024x553.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La crisi del coronavirus ha impedito che il mondo della finanza e della sua governance avviasse una transizione oltre la fase del quantitative easing globale, che per un decennio ha garantito una vera e propria inondazione di liquidità alle borse e ai mercati di tutto il mondo. Quella che doveva essere una risposta emergenziale legata alle problematiche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/leredita-della-pandemia-che-puo-condannarci.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="810" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Fed-Federal-Reserve-Usa-La-Presse-e1586161394533.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fed Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Fed-Federal-Reserve-Usa-La-Presse-e1586161394533.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Fed-Federal-Reserve-Usa-La-Presse-e1586161394533-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Fed-Federal-Reserve-Usa-La-Presse-e1586161394533-768x415.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Fed-Federal-Reserve-Usa-La-Presse-e1586161394533-1024x553.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La crisi del coronavirus ha impedito che il mondo della finanza e della sua governance avviasse una transizione oltre la fase del <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/borse-verso-nuovi-record-di-capitalizzazione-col-qe-globale.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">quantitative easing globale,</a> </strong>che per un decennio ha garantito una vera e propria inondazione di liquidità alle borse e ai mercati di tutto il mondo. Quella che doveva essere una risposta emergenziale legata alle problematiche della Grande Recessione e al fallimento del dogma neoliberista dell&#8217;<strong>autoregolazione dei mercati </strong>si è trasformato in un <em>new normal</em>, in una tendenza consolidata.</p>
<p>Nel corso di dieci anni, da Bernake a <a href="https://it.insideover.com/economia/leredita-di-mario-draghi-alla-bce.html">Draghi</a>, i banchieri centrali di tutto il mondo si sono mobilitati: dal Troubled Assets Relief Programm (Tarp) statunitense del 2008 al quantitative easing della Bce, passando per la Abenomics del governo conservatore giapponese, il solo trio costituito da Bce, Federal Reserve e Bank of Japan ha visto i suoi asset superare a fine 2018 i 15 trilioni di dollari, 3,5 volte la somma registrata nel 2008, come fatto notare in <a href="https://www.yardeni.com/pub/peacockfedecbassets.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un rapporto</a> della società di consulenza <strong>Yardeni Research</strong>.</p>
<p>Liquidità a cascata, tassi d&#8217;interesse bassi, via libera alla sardana delle borse che hanno conosciuto giochi finanziari spericolati e un incremento continuo delle quotazioni, interrotto solo a metà 2018 per pochi mesi, mano a mano che il torrente di denaro si allontanava dall&#8217;economia reale e prendeva le direzioni più prevedibili tra comparto azionario e <strong>strumenti derivati</strong>. Questo ha prodotto capitalizzazioni record, elementi come la <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/decollo-di-wall-street-e-disuguaglianze-i-due-volti-della-trumpnomics.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">corsa record di Wall Street</a> </strong>cavalcata dall&#8217;amministrazione Trump e dividendi azionari senza precedenti alimentati dal fenomeno dei buyback, ma anche una grande instabilità legata principalmente all&#8217;<strong>esplosione del debito privato</strong>.</p>
<p>Tutto sembrava lasciar presagire l&#8217;inizio del riflusso prima che il cigno nero del coronavirus giungesse a perturbare il sistema finanziario mondiale. &#8220;Per permettere agli Stati di finanziarsi durante questa crisi, le banche centrali si sono spinte ancora più in là, sprofondando un po&#8217; di più in questa nuova era monetaria dove il denaro è quasi gratuito&#8221;, <a href="https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/governi-famiglie-imprese-indebitatevi-ndash-tassi-interesse-non-241451.htm?fbclid=IwAR0FX782h3OOtnTJzgb4EIrDBrI5HEiK5N5kb6bjmKopzFUC4_rhDTqHLd8">ha scritto <em>Le Monde </em>in un articolo tradotto in Italia da <em>Dagospia</em>. </a>Il tema centrale è ora capire quanto la crisi costringerà decisori politici e operatori finanziari ad assecondare le tendenze dell&#8217;ultimo decennio.</p>
<p>La necessità di garantire <strong>liquidità alle imprese</strong>, di mettere in campo vere e proprie campagne di salvataggio di massa (<em>bail-out</em>) dei comparti più a rischio e a quelli paralizzati dalla pandemia, dall&#8217;aeronautica civile al settore alberghiero e del turismo, le misure di sostegno al reddito e l&#8217;<strong>helicopter money </strong>messa in campo in più contesti nel mondo hanno imposto uno sforzo senza precedenti in termini di politica fiscale e di stimolo monetario. L&#8217;abbattimento del costo del denaro che ne è seguito ha spostato di conseguenza il baricentro della convenienza verso l&#8217;<strong>indebitamento, </strong>dato che quest&#8217;ultimo processo ha preso a farsi sempre più conveniente in termini di costo e d&#8217;interesse. <a href="https://www.ft.com/content/c6d2de3a-6ec5-11ea-89df-41bea055720b"><strong>Mario Draghi </strong></a>ha invitato gli Stati a sdoganare la carta del deficit pubblico: ma il rischio è che esso finisca per diventare il paravento per la <strong>socializzazione delle perdite </strong>dei comparti meno performanti, mentre il  processo di privatizzazione degli utili dei vincitori della crisi, principalmente nel comparto tecnologico, prosegue inesorabile.</p>
<p>I tassi negativi sui depositi, il calo dei rendimenti dei titoli di Stato (il Bund è in negativo e a marzo la curva dei Treasury statunitensi è scesa per la prima volta sotto l&#8217;1% di rendimento su tutta la gamma) e le incertezze sugli investimenti invitano consumatori, famiglie e imprese a spingere sulla leva del <strong>debito</strong>. Questo crea problemi di sostenibilità in un contesto già incerto: &#8220;Secondo Invesco, il debito cumulato dagli Stati, dalle famiglie e dalle imprese delle 25 principali economie mondiali è passato dal 150% del prodotto interno lordo (PIL) degli anni &#8217;80 a quasi il 250% di oggi&#8221;. Si rischia, dopo la crisi, un circolo vizioso: le <strong>banche centrali </strong>rimarrebbero vincolate alla necessità di emettere denaro per mantenere questo equilibrio precario, mentre i <a href="https://it.insideover.com/economia/quella-massa-di-debito-che-puo-diventare-spazzatura.html">debiti privati cumulati nel corso dell&#8217;emergenza e della recessione si troverebbero</a> <em>sub judice </em>in caso di esplosione della bolla monetaria o di nuova caduta dell&#8217;economia reale.</p>
<p>In un certo senso il coronavirus ha &#8220;salvato&#8221; temporaneamente la finanza mondiale fornendo la giustificazione per la <strong>ripresa massiccia del circolo vizioso </strong>tassi bassi-liquidità-debito privato: ma in un contesto di tracollo dell&#8217;economia reale questo potrebbe scaricare il bazooka della politica monetaria e depotenziare la leva della politica fiscale. Lo stanno sperimentando gli Stati Uniti, ove il <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-corsa-del-nasdaq-verso-il-livello-record.html">Nasdaq</a> </strong>corre <a href="https://it.insideover.com/economia/il-rischio-choc-per-gli-usa-recessione-senza-precedenti.html">nonostante il tracollo del Pi</a>l e dell&#8217;occupazione: <a href="https://it.insideover.com/economia/borsa-in-rialzo-lavoro-a-picco-la-crisi-spacca-gli-usa.html">la crescita vertiginosa <strong>disuguaglianze </strong>tra Wall Street e Main Street,</a> tra alta finanza e mondo dell&#8217;economia reale, tra coloro che possono sostenere alti livelli di debito anche oltre l&#8217;emergenza e chi senza l&#8217;attuale convergenza si troverebbe gambe all&#8217;aria, rischia di essere insostenibile sul lungo periodo. E di alimentare nuove bolle e nuove instabilità. Rendendo di fatto vano ogni sforzo delle banche centrali portato avanti dopo la Grande Recessione. Se il contagio finanziario dovesse esplodere nei prossimi mesi e anni, al confronto, la botta seguita al tracollo di Lehman Brothers potrebbe sembrare paragonabile a un incidente di percorso.</p>
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		<title>Le banche centrali sfidano il virus, ma temono il debito pubblico</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/le-banche-centrali-sfidano-il-virus-ma-temono-il-debito-pubblico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Battaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2020 14:24:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca centrale europea (Bce)]]></category>
		<category><![CDATA[Bank of England]]></category>
		<category><![CDATA[Bank of Japan]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Reserve (Fed)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Federal-Reserve-Jerome-Powell-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Federal Reserve Chair Jerome Powell" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Federal-Reserve-Jerome-Powell-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Federal-Reserve-Jerome-Powell-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Federal-Reserve-Jerome-Powell-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Federal-Reserve-Jerome-Powell-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Le ultime decisioni in materia di politiche monetarie da parte della Banca Centrale Europea, della Federal Reserve americana, della Bank of England e della Bank of Japan, hanno visto uno sforzo pressoché sincronizzato da parte delle principali banche centrali del mondo per contrastare i pesanti effetti della pandemia di Covid-19 sull’economia globale. Ma, come sottolineano &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/le-banche-centrali-sfidano-il-virus-ma-temono-il-debito-pubblico.html">[...]</a></p>
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<p>Ma, come sottolineano gli esperti, in questo momento di emergenza è vitale la coordinazione tra gli istituti centrali e i governi per far sì che lo shock economico non si trasformi in una vera e propria <strong>crisi del debito pubblico</strong>.</p>
<h2>Le strategie di Bce, Fed, BoE e BoJ a confronto</h2>
<p><a href="https://it.insideover.com/economia/adesso-la-bce-cambia-idea-piano-da-750-miliardi.html">Il “bazooka” da 750 miliardi di euro</a> annunciato dalla <strong>Bce</strong> la scorsa settimana ha visto l’istituto di Francoforte approvare un piano di acquisto straordinario di titoli obbligazionari sia sul mercato pubblico che privato per far fronte alle problematiche economiche e finanziarie causate dall’emergenza legata al virus.</p>
<p>L&#8217;Eurotower, sebbene non abbia toccato i tassi di interesse (il tasso principale rimane allo 0%), ha annunciato che effettuerà gli acquisti di questi asset nel corso del 2020 per poter sostenere il più possibile l’economia dell’Eurozona. Dal canto suo, la Commissione europea ha fatto poi sapere che sospenderà le norme sui deficit pubblici per consentire ai governi dei Paesi membri di stanziare più fondi per affrontare la situazione generata dal coronavirus, una clausola nota come &#8220;general escape&#8221;.</p>
<p>Oltreoceano la <strong>Federal Reserve</strong> americana ha invece tagliato, praticamente “a sorpresa”, i tassi di interesse portandoli in un range compreso fra lo 0% e lo 0,25% al fine di contrastare gli effetti della pandemia sull’economia a stelle e strisce, operando così un secondo decisivo taglio nel giro di appena una settimana. Anche il Federal Open Market Committee della Fed ha poi reso noto che acquisterà titoli del Tesoro e titoli garantiti da ipoteca per aiutare il mercato.</p>
<p>Una mossa simile a quella annunciata dalla <strong>Bank of Japan</strong>, che invece dovrebbe raddoppiare gli acquisti di Etf e fondi di investimento immobiliare in Giappone. Come la Banca centrale europea, anche la BoJ ha lasciato invariato il suo tasso di interesse principale, in questo caso a meno 0,1%. L’istituto centrale con sede a Tokyo ha optato per l’acquisto di asset pubblici e privati per un totale di oltre 12.000 miliardi di yen, corrispondenti a circa 100 miliardi di euro.</p>
<p>Tra le grandi banche centrali che hanno agito per contenere l’impatto del virus sull’economia c’è poi la <strong>Bank of England</strong>, che ha tagliato il tasso di interesse principale ad un minimo storico dello 0,1%, anche in questo caso a pochissima distanza dal taglio precedente che aveva portato l’interest rate dell’istituto britannico dallo 0,50% allo 0,25%. Anche a Londra, il Monetary Policy Committee della BoE ha poi annunciato un aumento del quantitative easing per l’acquisto di bond statali e corporate.</p>
<h2>Perché le banche centrali sono così importanti in questo momento?</h2>
<p>Come ha scritto l’ex numero uno della Bce, <strong>Mario Draghi</strong>,<a href="https://www.ft.com/content/c6d2de3a-6ec5-11ea-89df-41bea055720b"> in un articolo sul Financial Times</a>, il mondo sta affrontando una vera e propria “guerra” e gli Stati dovranno agire di conseguenza con tutti i mezzi e gli strumenti a loro disposizione, specialmente per salvaguardare l’economia.</p>
<p>“La sfida che ci troviamo ad affrontare è come agire con sufficiente forza e velocità per evitare che la recessione si trasformi in una depressione prolungata, resa più profonda da una serie di valori predefiniti che possono lasciare danni irreversibili sull’economia” ha ammonito Draghi.</p>
<p>Per l’economista italiano, noto per la linea del “<strong>whatever it takes</strong>” quando era al timone dell’Eurotower, è chiaro che la risposta al coronavirus dovrà comportare necessariamente un aumento significativo del debito pubblico.<br />
“La perdita di reddito sostenuta dal settore privato &#8211; e qualsiasi debito accumulato per colmare il divario &#8211; deve alla fine essere assorbita, in tutto o in parte, dai bilanci pubblici. Livelli di debito pubblico molto più elevati diventeranno una caratteristica permanente delle nostre economie e saranno accompagnati dalla cancellazione del debito privato” ha spiegato Draghi.</p>
<p>Il ruolo dello Stato dovrà quindi essere quello di distribuire il proprio bilancio per proteggere i cittadini e l&#8217;economia dagli shock che il settore privato non è in grado da solo di assorbire.</p>
<p>Come in passato gli Stati hanno sempre fatto di fronte alle emergenze nazionali, in particolar modo alle guerre, finanziandole attraverso l’aumento del debito pubblico, così oggi la “guerra” alla pandemia e ai suoi effetti devastanti sul tessuto economico dovranno essere combattuti con l’unica arma che i governi hanno a loro disposizione: l’aumento del deficit.</p>
<p>Tuttavia, <a href="https://www.ft.com/content/b8fa16c6-6d11-11ea-89df-41bea055720b">come spiega sullo stesso quotidiano britannico</a>, <strong>Philipp Hildebrand</strong>, vicepresidente del fondo americano BlackRock, la sfida all&#8217;impatto devastante del coronavirus oltre a essere un momento decisivo per l’attuale classe politica e per gli economisti, vedrà anche una sostanziale rivalutazione dei mandati delle banche centrali.<br />
Mentre i governi lanciano misure fiscali e aumentano il debito per combattere gli effetti economici negativi causati dal Covid-19, uno dei rischi che affrontano è inevitabilmente che i rendimenti sul debito pubblico, quindi sui titoli di Stato, inizino a salire vertiginosamente.</p>
<p>“Se ciò dovesse accadere – avverte Hildebrand &#8211; minerebbe l&#8217;intera risposta di politica pubblica al coronavirus rendendo il debito pubblico più costoso”.</p>
<h2>La sfida del debito pubblico</h2>
<p>Va precisato che, anche se la politica monetaria potrà aiutare ad alleviare i problemi di liquidità del mercato, questa non potrà essere così efficace come nella crisi del 2008. Per prima cosa perché con i tassi di interesse già a livelli così bassi, lo spazio per politiche monetarie è pressoché esaurito. Inoltre, anche se così non fosse, la politica monetaria non ha gli strumenti per affrontare la causa principale dell&#8217;attuale crisi che prescinde dalla solidità del sistema economico.</p>
<p>Tuttavia, l’esperto di BlackRock ribadisce anche che “l&#8217;entità della sfida è tale che la politica fiscale non può nemmeno assumersi il compito da sola”.</p>
<p>Lasciata a se stessa, la vasta spesa pubblica alla fine porterà a un aumento dei rendimenti obbligazionari, rendendo più difficile aumentare il debito sovrano e più costoso da finanziare, e ciò rischierebbe anche di creare una grande crisi del debito pubblico in mezzo all’emergenza Covid-19.</p>
<p>Per questo, stando all’analisi di Hildebrand “ciò che è richiesto ora è un approccio coordinato in cui i governi erogano i fondi necessari per fornire un ponte finanziario alle famiglie e alle società”.</p>
<p>In questo frangente, le banche centrali avranno parallelamente il ruolo vitale di garantire che i tassi di interesse non aumentino in modo incontrollato e ciò comporta (come peraltro già accaduto) acquisti di asset su larga scala da parte degli istituti centrali nel mercato obbligazionario.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è quindi quello di tenere sotto controllo i tassi a lungo termine e, allo stesso tempo, garantire la necessaria liquidità in questo momento di emergenza. Una sfida che dovrà vedere per forza di cose uno stretto coordinamento delle banche centrali con le controparti fiscali per far fronte a un tipo di crisi senza precedenti.</p>
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		<title>Le banche centrali frenano la restrizione monetaria: che succede?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-banche-centrali-frenano-la-restrizione-monetaria-e-ora-che-succede.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2019 10:36:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[banca-centrale-europea]]></category>
		<category><![CDATA[Bank of Japan]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Reserve (Fed)]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8976098.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8976098.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8976098-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8976098-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8976098-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le banche centrali sono state negli ultimi mesi gli attori economici fondamentali e i decisori di ultima istanza di numerose scelte di politica monetaria che hanno contribuito a condizionare i cambiamenti nell&#8217;economia globale, ponendo fine alla fase di vacche grasse e di aumento inflazionato degli indici borsistici causato, del resto, dall&#8217;immissione di cascate di denaro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-banche-centrali-frenano-la-restrizione-monetaria-e-ora-che-succede.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8976098.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8976098.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8976098-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8976098-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8976098-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le b<strong>anche centrali</strong> sono state negli ultimi mesi gli attori economici fondamentali e i decisori di ultima istanza di numerose scelte di politica monetaria che hanno contribuito a condizionare i cambiamenti nell&#8217;economia globale, ponendo fine alla fase di vacche grasse e di aumento inflazionato degli indici borsistici causato, del resto, dall&#8217;immissione di cascate di denaro nel sistema finanziario da parte loro in reazione alla Grande Recessione.</p>
<p>Le banche centrali hanno acquisito centralità in mancanza, in diversi casi, di una capacità d&#8217;azione in campo politico. Basti pensare all&#8217;Europa, dove <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/mario-draghi-allultimo-miglio-quale-sara-la-sua-eredita/">Mario Draghi</a> è spiccato, in questi anni, di fronte alla mediocrità generale della Commissione ed ha rappresentato l&#8217;unico spiraglio di novità all&#8217;austerità teutonica propugnata dalla Germania di <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania/">Angela Merkel</a>. E &#8220;se all&#8217;inizio non era chiara quale sarebbe stata l&#8217;istituzione europea in grado di agire in condizioni di crisi, presto divenne evidente che era proprio la Bce&#8221; a doversi sobbarcare l&#8217;onere, come ha scritto di recente <em>Limes</em>.</p>
<p></p>
<p>Per dieci anni, dunque, una politica di bassi tassi, costante espansione dei bilanci delle banche centrali e liquidità facile ha portato a un’espansione pressoché generalizzata degli indici borsistici e a guadagni notevoli in termini assoluti sui vari listini. Dal Troubled Assets Relief Programm (Tarp) statunitense del 2008 al quantitative easing di Mario Draghi, passando per la Abenomics del governo giapponese, tutto ha concorso affinché gli asset detenuti da Bce, Federal Reserve e Bank of Japan arrivassero a superare i 15 trilioni di dollari, 3,5 volte la somma registrata nel 2008, come fa notare <a href="https://www.yardeni.com/pub/peacockfedecbassets.pdf" target="_blank" rel="noopener">un rapporto</a> della società di consulenza <strong>Yardeni Research</strong>. In seguito, la restrizione creditizia guidata, soprattutto, dalla Federal Reserve ha accentuato la caduta degli indici borsistici già palesatasi a partire dalla metà del 2018 e si è inserita nel filone del rallentamento dell&#8217;economia globale.</p>
<p>Le banche centrali si sono trovate, dunque, di fronte a un dilemma: la strada battuta in precedenza, ovvero il semplice <strong>abbattimento dei tassi di sconto</strong>, risultava poco praticabile in mancanza di una reale cinghia di trasmissione all&#8217;economia reale, pecca principale della governance economica degli ultimi anni; d&#8217;altro canto, nemmeno la più rigida ortodossia mercatista avrebbe giustificato un repentino incremento dei tassi in una fase che vede l&#8217;economia internazionale in crescente affanno e la <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-volatilita-domina-le-borse-la-finanza-rischia-losso-del-collo/" target="_blank">volatilità dominare i mercati</a>.</p>
<p></p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2019-02-06/perche-il-metodo-giapponese-bce-puo-far-aumentare-5percento-utili-banche-italiane-165311.shtml?uuid=AFf1fIJ" target="_blank">Come scrive </a><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2019-02-06/perche-il-metodo-giapponese-bce-puo-far-aumentare-5percento-utili-banche-italiane-165311.shtml?uuid=AFf1fIJ" target="_blank">Il Sole 24 Ore</a>, </em>&#8220;tra le principali banche centrali al mondo in questo momento tre stanno applicando tassi negativi. Ci riferiamo alla <b><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-banca-nazionale-svizzera-va-in-controtendenza-ma-le-sue-riserve-iniziano-a-calare/" target="_blank">Banca centrale della Svizzera (Bns)</a></b> con il costo del denaro a -0,75%, alla <b>Bank of Japan</b> il cui costo del denaro è a -0,1% e alla Bce che ha fissato dal 2014 il tasso sui depositi a -0,4%. Nel computo andrebbero inserite anche la Banca centrale danese (tassi a -0,65%) e svedese (-0,25%) ma rappresentano economie di minore dimensione e impatti sistemici&#8221;. Al contrario, la Bank of England mantiene tassi di poco inferiore all&#8217;1% mentre la Fed, dopo il braccio di ferro tra Trump e Jerome Powell, ha rallentato una crescita dei tassi che la avrebbe portata, altrimenti, vicina al 3%.</p>
<p>Del resto, la riunione di marzo del board della Bce dovrebbe confermare ciò che circola da tempo nei palazzi di potere comunitari: il rinnovo dei programmi di assistenza e acquisto straordinario di titoli anche al di fuori della cornice del <strong>quantitative easing</strong>, a cui andranno ad aggiungersi nuove aste di rifinanziamento per sanare il tormentato sistema bancario privato dell&#8217;Eurozona. Questo per venire incontro a un trend globale: &#8220;Le tre principali Banche centrali extra-Bce (Bank of Japan, Fed e Pboc cinese) sono infatti già tornate, a modo loro e con modalità differenti, in modalità espansiva&#8221;, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.ilsussidiario.net/news/economia-e-finanza/2019/2/1/spy-finanza-i-guai-seri-in-arrivo-con-il-nuovo-qe-globale/1842390/?fbclid=IwAR2rPb2AZKmhSBVzCY-V3Tqc9hID8xcQfJE_k1wklnm1g5hAbM__opOXFgg" target="_blank">scrive <em>Il Sussidiario</em></a>.</p>
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<p>E se per Giappone e Stati Uniti il rilancio dell&#8217;interventismo si manifesta, di fatto, nella forma di un rallentamento del processo di uscita dal quantitative easing, in Cina è come se si fosse risvegliato un vulcano. &#8220;La Pboc ha infatti annunciato che i <i>primary dealers</i> del Paese potranno operare <i>swaps</i> delle loro detenzioni di <i>perpetual bonds</i> (security ibrida fra azione e obbligazione, praticamente una subordinata di Popolare di Vicenza al cubo e sottoscritta in stato di ebbrezza) con titoli della Banca centrale, utilizzando poi direttamente quei bond come collaterale per ottenere acceso alle operazioni di liquidità della Pboc&#8221;, prosegue <em>Il Sussidiario, </em>indicando poi l&#8217;obiettivo di fondo della mossa di Pechino: abbassare &#8220;a zero – almeno nel breve termine – il profilo di rischio e permettendo così alle banche di creare o aumentare i cuscinetti di capitali e rilassare i criteri di erogazione, i quali già oggi si stanno sostanziando in una contrazione della fornitura di credito all’economia&#8221;, per cavalcare l&#8217;obiettivo di Xi Jinping di rilanciare la crescita economica sopra il 7%, anche a costo di mettere sotto tensione il già delicato profilo di debito privato del Paese.</p>
<p>Nel contesto globale, vedere le banche centrali agire in maniera episodica e non coordinata porta a una notevole presa di consapevolezza dei <strong>rischi</strong> che il sistema corre se la reazione a un drenaggio di denaro poco soddisfacente sarà un semplice ritorno all&#8217;inondazione generale di liquidità, non mirata alla crescita e soprattutto non veicolata con il sostegno dei governi. Con una <a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-finanza-globale-corre-verso-una-nuova-crisi-i-mercati-in-piena-sofferenza/" target="_blank">finanza che rischia ogni giorno l&#8217;osso del collo</a> e una crescente difficoltà a frenare la volatilità dei mercati, servirebbe tanto una crescente coordinazione tra banche centrali quanto un meccanismo di cooperazione tra queste e i governi. La mancanza di entrambi potrebbe pregiudicare qualsiasi politica anticrisi nell&#8217;anno in corso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-banche-centrali-frenano-la-restrizione-monetaria-e-ora-che-succede.html">Le banche centrali frenano la restrizione monetaria: che succede?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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