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	<title>Idriss Deby Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 15 Nov 2024 16:20:05 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Idriss Deby Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>L&#8217;epicentro della lotta al terrorismo si sposta in Ciad</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/l-epicentro-della-lotta-al-terrorismo-si-sposta-in-ciad.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Nov 2024 16:20:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[G-5 Sahel]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Sahel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1441" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-2-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-2-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-2-1024x769.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-2-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-2-1536x1153.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Su un battello militare, al fianco dei suoi soldati e pronto a guidare le battaglie contro l&#8217;Isis lungo le sponde del Lago Ciad: si è presentato così nei giorni scorsi, a favore di telecamera, il presidente ciadiano Mahamat Déby Itno. Una mossa che, senza dubbio, ha un gran valore propagandistico: l&#8217;attuale capo dello Stato infatti, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/l-epicentro-della-lotta-al-terrorismo-si-sposta-in-ciad.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/l-epicentro-della-lotta-al-terrorismo-si-sposta-in-ciad.html">L&#8217;epicentro della lotta al terrorismo si sposta in Ciad</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1441" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-2-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-2-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-2-1024x769.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-2-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-2-1536x1153.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Su un battello militare, al fianco dei suoi soldati e pronto a guidare le battaglie contro l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html">Isis</a> lungo le sponde del Lago Ciad: si è presentato così nei giorni scorsi, a favore di telecamera, il presidente ciadiano <strong>Mahamat Déby Itno</strong>. Una mossa che, senza dubbio, ha un gran valore propagandistico: l&#8217;attuale capo dello Stato infatti, sembra voler ripercorrere le orme del padre, più volte lanciato in prima linea all&#8217;offensiva contro i ribelli quando era lui presidente, tanto da rimanere ucciso nell&#8217;aprile 2021 durante un tentativo di assalto a N&#8217;Djamena. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">In a show of strength and determination in the face of terrorist threats, Chadian President General Mahamat Idriss Déby Itno, personally supervised the “Haskanite” operation in the heart of the Lake Chad region.<a href="https://t.co/lYBOfb9MU8">https://t.co/lYBOfb9MU8</a> <a href="https://t.co/zKWSPIKyOm">pic.twitter.com/zKWSPIKyOm</a></p>&mdash; Mimi Mefo Info (@MimiMefoInfo) <a href="https://twitter.com/MimiMefoInfo/status/1854856619957371357?ref_src=twsrc%5Etfw">November 8, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Dall&#8217;altro lato però, l&#8217;immagine di Déby in trincea appare alquanto significativa su come proprio il Ciad oggi sia diventato <strong>crocevia fondamentale per la lotta al fondamentalismo nel Sahel</strong>. Forse il Paese africano è l&#8217;ultimo baluardo prima della definitiva presa di possesso della regione da parte delle forze integraliste. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;attacco che ha ucciso oltre 50 militari </h2>



<p>Tutto è iniziato lo scorso 27 ottobre, quando a <strong>Ngouboua</strong>, località della regione del Lago Ciad al confine con la Nigeria, un gruppo di terroristi ha attaccato un&#8217;importante base militare. Un assalto in piena regola, durato diverse ore e contro cui i militari presenti hanno potuto fare ben poco. In quel momento, all&#8217;interno delle caserme prese di mira erano presenti almeno 200 soldati, alcuni di loro sono riusciti a rispondere al fuoco mentre altri sono stati colti di sorpresa.</p>



<p>Il bilancio, confermato dallo stesso governo di N&#8217;Djamena,<strong> parla di oltre 50 vittime accertate</strong>. Il Paese ha subito un forte shock e Déby ha promesso subito una rapida risposta. Non si è avuta una vera e propria rivendicazione, tuttavia il governo ha puntato il dito contro<strong> Boko Haram</strong>. Ossia l&#8217;organizzazione terroristica nata in Nigeria e operativa anche nelle aree di confine con il Ciad. </p>



<p>Boko Haram, secondo diversi analisti, è in effetti l&#8217;unico gruppo presente nell&#8217;area in grado di avere armi ed esperienza tali da mettere sotto scacco le forze di sicurezza ciadiane. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La risposta di N&#8217;Djamena</h2>



<p>Si è così arrivati, pochi giorni dopo, alle immagini che ritraggono il presidente Déby assieme ai propri soldati: &#8220;Non potevo restare nel mio ufficio di N&#8217;Djamena sapendo quello che è successo&#8221;, ha dichiarato il capo dello Stato sempre a favore di telecamera. Boko Haram, ridimensionata a livello militare in Nigeria per via sia della risposta dell&#8217;esercito nigeriano e sia per l&#8217;emersione dell&#8217;<strong>Iswap</strong>, un&#8217;altra e ben più potente cellula dell&#8217;Isis africano, è comunque in grado di compiere attacchi in grande stile. </p>



<p>E forse proprio la situazione in Nigeria sta spingendo i miliziani ad operare in Ciad. Il gruppo da almeno un decennio ha posato sul capo dei propri combattenti il cappello dell&#8217;Isis. Un&#8217;espansione in Ciad dei terroristi nigeriani, vorrebbe significare l&#8217;ingresso definitivo dello Stato Islamico nell&#8217;area ciadiana,<strong> chiudendo il cerchio nel Sahel.</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fr" dir="ltr">🇹🇩 Tchad<br>Au Tchad, le président Mahamat Idriss Déby Itno a fait le bilan de l&#39;opération Haskanite en riposte à une attaque du groupe jihadiste Boko Haram contre l&#39;armée tchadienne, près de la frontière nigériane. <a href="https://t.co/R2Et07SXvi">pic.twitter.com/R2Et07SXvi</a></p>&mdash; VOA Afrique (@VOAAfrique) <a href="https://twitter.com/VOAAfrique/status/1855218880475771359?ref_src=twsrc%5Etfw">November 9, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Lo stesso Ciad infatti, è minacciato a nord e a ovest dalle altre cellule dell&#8217;Isis, quelle che controllano larghe fette del Mali, del Burkina Faso e del Niger. Uno sfondamento da queste parti, avrebbe conseguenze deleterie per l&#8217;intera regione e anche per l&#8217;area nordafricana. Déby di questo ne è consapevole e ha scagliato una lotta senza quartiere ai jihadisti. Al momento, secondo le fonti ufficiali dell&#8217;esercito, decine di combattenti sarebbero stati uccisi. Ma la strada per la stabilizzazione dell&#8217;area del lago Ciad <strong>è ancora molto lunga e decisamente impervia.  </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/l-epicentro-della-lotta-al-terrorismo-si-sposta-in-ciad.html">L&#8217;epicentro della lotta al terrorismo si sposta in Ciad</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Lo strano silenzio della Francia sulle violenze in Ciad</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lo-strano-silenzio-della-francia-sulle-violenze-in-ciad.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Mar 2024 13:38:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Macron-sguardo-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Macron La Presse" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Macron-sguardo-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Macron-sguardo-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Macron-sguardo-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Macron-sguardo-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L&#8217;Africa è un continente complesso e nei cui interessi politica e media occidentali manifestano una forma particolare di strabismo. Negli scorsi anni il continente, soprattutto nella zona del Sahel, è stato attraversato da un&#8217;ondata di violenze e colpi di Stato che hanno avuto proporzioni epidemiche in Stati come Mali, Niger, Guinea e Burkina Faso colpendo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lo-strano-silenzio-della-francia-sulle-violenze-in-ciad.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lo-strano-silenzio-della-francia-sulle-violenze-in-ciad.html">Lo strano silenzio della Francia sulle violenze in Ciad</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Macron-sguardo-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Macron La Presse" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Macron-sguardo-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Macron-sguardo-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Macron-sguardo-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Macron-sguardo-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Africa è un continente complesso</strong> e nei cui interessi politica e media occidentali manifestano una forma particolare di strabismo. Negli scorsi anni il continente, soprattutto nella zona del Sahel, è <strong>stato attraversato da un&#8217;ondata di violenze e colpi di Stato</strong> che hanno avuto proporzioni epidemiche in Stati come <strong>Mali, Niger, Guinea e Burkina Faso</strong> colpendo al cuore, soprattutto, la <strong>posizione della Francia</strong>, ex colonizzatrice e tradizionale riferimento di questi Stati. Ebbene, Parigi si è sempre detta preoccupata e chiamata a seguire in prima persona quanto successo con l&#8217;ascesa delle giunte militari nell&#8217;Africa occidentale. Ma sorprende, al contempo, lo <strong>scottante silenzio</strong> con cui il governo di Emmanuel Macron ha accolto le <strong>recenti violenze in Ciad.</strong></p>



<p>Nella notte tra il <a href="https://it.insideover.com/guerra/ciad-caos-nella-capitale-scoppia-la-violenza-a-pochi-mesi-dalle-presidenziali.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">27 e il 28 febbraio</a>, secondo le accuse del governo, esponenti del Partito socialista senza frontiere (Psf) guidato dall’oppositore Yaya Dillo sono stati indicati dalla giunta militare del presidente della transizione <a href="http://www.osservatoriosullalegalita.org/24/acom/03/03edsonafrica.htm"><strong>Mahamat Deby</strong> come gli autori di un assalto</a> alla sede dell&#8217;Agenzia nazionale per la sicurezza dello Stato, i servizi segreti di N&#8217;Djamena. Il 28 febbraio è stato dunque il giorno della <strong>caccia all&#8217;uomo a N&#8217;Djamena</strong>. Durante la quale Dillo, pronipote dello storico presidente <strong>Idriss Deby</strong>, padre di Mahamat morto nel 2021 combattendo delle formazioni ribelli nel Nord del Paese, è stato secondo diversi report di esperti di Africa ucciso dai militari del Ciad. Un grave problema, a due mesi dalle <strong>prime elezioni presidenziali</strong> dopo la morte di Deby padre, vedere una giornata di guerra civile e un partito d&#8217;opposizione all&#8217;egemonia del governo militare che ora cercherà la conferma alle urne.</p>



<p>E mentre lo zio di Deby, il generale Saleh Deby Itno, passato al Psf, è stato arrestato e le autorità parlano di &#8220;dozzine&#8221; di morti nella giornata di guerra, il <strong>governo di Emmanuel Macron</strong> ha assistito imperturbabile. Troppo importante appare, oggigiorno, difendere con le unghie e con i denti l&#8217;ultimo &#8220;gendarme&#8221; del <strong>G5 Sahel</strong> rimasto al centro della proiezione francese nella regione. Assieme alla fragile Mauritania, il Ciad resta l&#8217;unico Paese filo-francese dell&#8217;associazione di cinque Stati del Sahel. Niger, Mali e Burkina Faso ora guardano per la loro <strong>sicurezza alla Russia e al supporto paramilitare del gruppo Wagner</strong>.</p>



<p>Nella disfida geopolitica per l&#8217;Africa Parigi percepisce l&#8217;assedio della Russia. Non ci sono prove per sapere se il Psf o Dillo avrebbero, in caso di ascesa al governo dopo regolari elezioni, virato lontano dalla storica partnership con la Francia. Ma certamente Deby figlio è una certezza per Macron. E <strong>criticarlo apertamente non è all&#8217;ordine del giorno</strong>. A Parigi si percepisce uno <strong>stato d&#8217;assedio nella ridotta africana della Francia</strong> che Macron prova a rompere con manovre d&#8217;alleggerimento su<a href="https://it.insideover.com/difesa/truppe-europee-a-kiev-la-nuova-grande-strategia-di-macron-tra-ue-e-ucraina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> altri fronti, magari rilanciando il confronto muscolare con la Russia in Europa. </a></p>



<p>&#8220;Dopo il rinnovo degli accordi di cooperazione militare con l’Esercito nazionale libico del generale Khalifa Haftar l’anno scorso, i russi potrebbero aver guadagnato l’accesso a una base aerea (Benina o Al Khadim) e una navale (Bengasi o Tobruk)&#8221;, nota <em>Tempi</em>. Parliamo di <strong>aree che si trovano a nord del Ciad</strong>, Inoltre si <a href="https://www.tempi.it/violenze-in-ciad-il-sahel-e-sempre-piu-russo-e-instabile/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nota nell&#8217;analisi di Leone Grotti</a>, &#8220;i rapporti sempre più stretti con il presidente della Repubblica Centrafricana, Faustin-Archange Touadéra, che ha affidato la sicurezza ai mercenari della Wagner, potrebbero permettere a Mosca di costruire una base militare nel paese a sud del Ciad con tanto di aeroporto internazionale. La base potrebbe ospitare fino a 10 mila soldati e diventare il cuore strategico delle operazioni russe in Africa&#8221;. Tutto questo mentre a Ovest del Ciad c&#8217;è la &#8220;cintura golpista&#8221; del Sahel e a Est si spande la <strong>pericolosa cintura dei due Sudan devastati dai conflitti civili</strong>. </p>



<p>Resta in quest&#8217;ottica, come.fortino filo-francese, proprio solo il Ciad di Deby. Linea del Piave che per Parigi non deve cadere. A qualsiasi costo da difendere. Una <strong>scelta politica che dà l&#8217;idea</strong> della criticità della posizione transalpina, in totale imbarazzo sul Ciad. </p>



<p>&#8220;Costretto a lasciare il Niger dopo il colpo di stato di luglio, l&#8217;esercito francese <a href="https://www.lesechos.fr/monde/afrique-moyen-orient/larmee-francaise-amorce-son-retrait-du-niger-1984798">ha dovuto evacuare 1.400 uomini</a> e il loro equipaggiamento <a href="https://www.lesechos.fr/monde/afrique-moyen-orient/niger-premier-depart-de-soldats-francais-vers-le-tchad-1986363">, principalmente attraverso il Ciad</a>&#8220;, notava a <strong>ottobre </strong><a href="https://www.lesechos.fr/monde/afrique-moyen-orient/emmanuel-macron-et-mahamat-idriss-deby-ont-discute-du-retrait-francais-du-niger-1988163" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><em>Rfi</em></strong> ricordando il valore strategico </a>del Paese per Parigi in occasione del più recente bilaterale Macron-Deby. A febbraio Macron per puntellare la posizione francese in Africa ha poi nominato Jean-Marie Bockel, già viceministro alla Cooperazione Internazionale con Nicolas Sarkozy, suo <strong>inviato personale per l&#8217;Africa</strong> col compito di rafforzare il dialogo con quattro Paesi della fu <strong><em>Françafrique</em> </strong>ritenuti solidi e fedeli: Senegal, Costa d&#8217;Avorio, Gabon e, appunto, Ciad. Dopo l&#8217;incontro avuto a Mosca da Deby con Vladimir Putin la percezione di <strong>poter perdere terreno anche in un Paese</strong> chiave per la proiezione geopolitica di Parigi, la lotta al terrorismo e l&#8217;influenza economica sull&#8217;Africa ha spinto Macron a una mossa diplomatica di avvicinamento all&#8217;Africa. Ma alla prima mossa spericolata di Deby, che di fatto ha ordinato l&#8217;azzeramento dell&#8217;opposizione, tanta diplomazia si è rivelata inutile. Resta il <strong>silenzio necessario</strong> a non perdere un alleato, un amico, un gendarme locale. E un imbarazzato silenzio che molto ci dice dei pericolosi compromessi fatti dall&#8217;Occidente in Africa con gli autocrati di oggi così come quelli di ieri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lo-strano-silenzio-della-francia-sulle-violenze-in-ciad.html">Lo strano silenzio della Francia sulle violenze in Ciad</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;era dei golpe e delle proteste: come cambia l&#8217;ordine mondiale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lera-dei-golpe-e-delle-proteste-come-cambia-lordine-mondiale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jan 2022 06:08:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1163" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-1024x620.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-768x465.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-1536x931.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-2048x1241.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 2021 è stato l&#8217;anno dei colpi di Stato, delle proteste, delle grandi incertezze. Tra governi rovesciati, tentativi eversivi, jacquerie di vario tipo si è confermato un trend di crescente instabilità della democrazia e della stabilità amministrativa di diversi Paesi che il 2022, aperto del caos kazako, sembra destinato a confermare. 2021, l&#8217;anno dei golpe Poco più di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lera-dei-golpe-e-delle-proteste-come-cambia-lordine-mondiale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lera-dei-golpe-e-delle-proteste-come-cambia-lordine-mondiale.html">L&#8217;era dei golpe e delle proteste: come cambia l&#8217;ordine mondiale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1163" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-1024x620.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-768x465.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-1536x931.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220111201732540_4c42197fe9a54fbebb78a6d5ba62b62b-2048x1241.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il 2021 è stato l&#8217;anno dei <strong>colpi di Stato</strong>, delle proteste, delle grandi incertezze. Tra governi rovesciati, tentativi eversivi, jacquerie di vario tipo si è confermato un trend di crescente instabilità della democrazia e della stabilità amministrativa di diversi Paesi che <a href="https://it.insideover.com/politica/kazakistan-l-ombra-di-un-golpe-dai-mille-padri.html" target="_blank" rel="noopener">il 2022, aperto del <strong>caos kazako, </strong>sembra destinato a confermare.</a></p>
<h2>2021, l&#8217;anno dei golpe</h2>
<p>Poco più di un anno fa le prime immagini a fare il giro del mondo nel 2021 <a href="https://it.insideover.com/politica/i-pericolosi-dolori-di-una-fragile-superpotenza.html">sono state quelle di <strong>Capitol Hill, </strong>dell&#8217;assalto dei manifestanti</a> che protestavano per i presunti e mai provati brogli a cui imputavano la sconfitta di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> contro <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a> al cuore del potere demoratico statunitense. Il caos della giornata dell&#8217;Epifania è stato uno shock senza precedenti per gli Usa e l&#8217;Occidente, ma ha anche reso palese ovunque che il mondo era attraversato da tensioni latenti destinate a scaricarsi a terra.</p>
<p>E così è stato: il mondo ha conosciuto nel 2021 cinque colpi di Stato di successo. Quattro di questi hanno avuto luogo in Africa: in <strong>Ciad </strong>la morte in battaglia contro i ribelli provenienti dalla Libia dell&#8217;anziano<a href="https://theconversation.com/chads-covert-coup-and-the-implications-for-democratic-governance-in-africa-159725"> presidente <strong>Idriss Deby </strong>ha portato, all&#8217;inizio del maggio scorso, le forze armate a prendere il potere installando un Consiglio Militare di Transizione che</a> ha posto il figlio del defunto presidente, il 37enne Mahamat Deby, a capo per diciotto mesi, esautorando totalmente l&#8217;Assemblea Nazionale. <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-mali-sahel-onu.html" target="_blank" rel="noopener">In <strong>Mali, </strong>invece, alla fine dello stesso mese</a> un regolamento di conti interno alla giunta che aveva preso il potere solo nove mesi prima, dall&#8217;altisonante nome di <strong>Comitato nazionale per la salvezza del popolo, </strong>ha condotto all&#8217;arresto del presidente Bah Ndaw e del primo ministro Moctar Ouane, seguiti dalle loro dimissioni e successivo rilascio, e all&#8217;esautorazione dai rispettivi ruoli. Il vicepresidente <strong>Assimi Goïta</strong> è stato proclamato presidente e <strong>Choguel Kokalla Maïga</strong> nominato primo ministro.</p>
<p>A settembre, in <strong>Guinea,</strong> l&#8217;83enne presidente <strong> Alpha Conde, in carica dal 2010</strong> e al terzo mandato nonostante la Costituzione ne prevedesse un massimo di due, è stato rovesciato. Il capo delle forze speciali Doumbouya, circondato dai suoi, ha annunciato alla tv di Stato di aver catturato il presidente e preso il controllo, e la sostituzione dei governatori con i militari. Infine, a ottobre è stata la volta <a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2021-11/sudan-colpo-di-stato-golpe-news-manifestazioni-morti-africa-onu.html">del <strong>golpe in Sudan, </strong>a due anni di distanza dalla mossa che ha sovvertito Omar al-Bashir per mano degli ex alleati militari.</a></p>
<p>In Asia, invece, a febbraio il generale Min Aung Hlaing, con il supporto dell’ex vicepresidente Myint Swe (ora presidente), <a href="https://it.insideover.com/economia/il-ruolo-del-myanmar-nella-nuova-via-della-seta-cinese.html">ha rovesciato il governo di </a><strong>Aung San Suu Kyi, </strong>controversa ma legittimata dai primi voti democratici nel Paese. Il golpe sanguinoso ha prodotto violenze e centinaia, se non migliaia di morti civili: &#8220;I militari hanno occupato e trasformato in loro basi gli ospedali statali, le pagode e le scuole chiuse per il coronavirus&#8221;, ha scritto l&#8217;Ispi. E da mesi &#8220;sparano in modo indiscriminato, ad altezza-uomo contro chiunque: manifestanti, passanti, bambini che giocano all’aperto. Entrano nelle case degli oppositori politici o di famiglie scelte a caso per diffondere il terrore&#8221;.</p>
<p>Aggiungiamo a questo il &#8220;golpe bianco&#8221; della Tunisia e il caos politico in Libia e il quadro è quasi completo. Va aggiunto l&#8217;ultimo, drammatico tassello: <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-lesercito-afghano-ha-perso-contro-i-talebani.html">il rovesciamento della <strong>Repubblica Islamica dell&#8217;Afghanistan </strong>da parte delle milizie dell&#8217;Emirato Talebano</a> che ad agosto in poche settimane hanno occupato il Paese. Portando al raro caso di un controllo assoluto di un Paese da parte di un&#8217;entità statuale strutturata ma sorta completamente fuori dall&#8217;ordine mondiale westfalico o multilateralista.</p>
<p>Per quanto riguarda le proteste, la Bielorussia a fine 2021 e il Kazakistan a inizio 2022 insegnano che diversi poteri hanno dichiarato un sostanziale &#8220;liberi tutti&#8221; nel concedere agli apparati repressivi mano libera.</p>
<h2>Democrazia in ritirata</h2>
<p>Insomma, la corsa globale alla democrazia si è, da tempo, fermata e ora si assiste a un riflusso graduale. L&#8217;ordine politico costituito nei Paesi più avanzati è in larga misura sfidato, per ora, solo da proteste marginali e legate alla lotta alla pandemia, ma il caso statunitense insegna che i semi di un <strong>conflitto civile latente e a bassa intensità </strong>possono germogliare quando meno un Paese se lo aspetta.</p>
<p>L&#8217;idea di puntare sulla democrazia come vettore geopolitico promossa <a href="https://formiche.net/2022/01/2021-golpe-mali-ciad-sudan-myanmar-guinea/">da Joe Biden, nota </a><em>Formiche, </em>non poteva conoscere tempismo peggiore per essere attuata: &#8220;questa scelta politica che si sintetizza nell’idea del <strong>Summit delle Democrazie</strong> è messa in difficoltà da crepe interne a certi Paesi — crepe che la pandemia ha approfondito, allargato — e da uno scontro tra modelli su cui si confrontano dall’altro lato gli autoritarismi come la Cina, la Russia, l’Iran. Sponda questa allettante per le monarchie del Golfo, per i presidenzialismi estremizzati dell’Asia Centrale, per alcune più traballanti pseudo-democrazie africane i asiatiche e perfino per qualche membro dell’Ue come l’Ungheria&#8221; di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html"><strong>Viktor Orban</strong>.</a></p>
<h2>Il mondo è anarchico</h2>
<p>Parimenti, tensioni, golpe, fibrillazioni politiche vanno accumulandosi aggiungendo caos a caos in un contesto già segnato da diverse crisi strategiche la cui risoluzione definitiva è come cristallizzata dalle grandi potenze: dall&#8217;annosa questione del <strong>Kashmir </strong>al dualismo politico in Venezuela, dalla Siria al Donbass. E non bisogna sottovalutare che tutto questo contribuisce al processo di <strong>centralizzazione delle periferie </strong>in cui si può leggere un riflesso della rivalità tra le grandi potenze. Il golpe maliano e quello sudanese, ad esempio, possono apparire come decisamente favorevoli alla posizione geopolitica della Russia; la morte di Deby ha eliminato un grande alleato della Francia e della Cina nel Sahel; Pechino, invece, guarda con attenzione la partecipazione del Myanmar alla sua Nuova via della Seta e teme un riavvicinamento dei militari agli Stati Uniti in caso di distensione.</p>
<p>Alle periferie estreme del pianeta, in Oceania, nelle <strong>Isole Salomone è in corso un lapalissiano tentativo di desatellizzazione da parte delle potenze occidentali</strong> portando alla nascita di uno Stato a sé nell&#8217;isola di Bougainville con proteste scoppiate al termine del biennio del governo Sogavare, al quale si deve il <a href="https://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/martinica-guadalupa-barbados-salomone-perche-le-periferie-del-mondo-ribollono/">disconoscimento di Taiwan a favore della Repubblica Popolare Cinese.</a> Mentre Pechino può avvantaggiarsi del caos scoppiato nei residui imperiali della Francia, tanto in Oceania (Nuova Caledonia) quanto nelle isole caraibiche, <strong>Guadalupa e Martinica </strong>e nella <strong>Guyana Francese</strong>. Povertà e anti-vaccinismo sono il pretesto, ma il caos scoppia perché le potenze soffiano sul fuoco del conflitto e le periferie si infiammano mentre Paesi e dipendenze diventano territorio conteso. Questa tendenza sarà sempre più incentivata in futuro se l&#8217;ordine globale si farà sempre più anarchico. E casi come quello kazako o le tensioni in Donbass, ove è pure aleggiata la voce di un nuovo tentativo di golpe contro il presidente ucraino Voldymir Zelenski, segnalano che quando l&#8217;incendio dalla periferia si avvicina sempre di più al centro spegnere le fiamme è, giorno dopo giorno, un processo sempre più complicato. Nel caos del mondo &#8220;virato&#8221;, anche questa anarchia internazionale testimonia l&#8217;assenza di riferimenti certi. E un mondo competitivo e senza regole, un vero e proprio Far West geopolitico, non è una buona notizia per nessuna grande potenza.</p>
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		<title>Chi era Hissène Habré, il Pinochet d&#8217;Africa</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/storia/chi-era-hissene-habre-il-pinochet-dafrica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bellocchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Aug 2021 10:58:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[crimini contro l'umanità]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Hisse%CC%80ne-Habre%CC%81-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Hisse%CC%80ne-Habre%CC%81-la-presse-scaled.jpeg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Hisse%CC%80ne-Habre%CC%81-la-presse-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Hisse%CC%80ne-Habre%CC%81-la-presse-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Hisse%CC%80ne-Habre%CC%81-la-presse-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Hisse%CC%80ne-Habre%CC%81-la-presse-1536x1152.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Hisse%CC%80ne-Habre%CC%81-la-presse-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Si è spento ieri in Senegal, all&#8217;età di 79 anni, a causa di un&#8217;infezione legata al Coronavirus, Hissène Habré, l&#8217;ex dittatore del Ciad che ha governato il Paese dal 1982 al 1990. Habré è stato uno dei più sanguinari e spietati dittatori africani, tanto da essere stato ribattezzato il &#8221;Pinochet d&#8217;Africa&#8221; e il &#8221;Charles Taylor &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/chi-era-hissene-habre-il-pinochet-dafrica.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Hisse%CC%80ne-Habre%CC%81-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Hisse%CC%80ne-Habre%CC%81-la-presse-scaled.jpeg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Hisse%CC%80ne-Habre%CC%81-la-presse-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Hisse%CC%80ne-Habre%CC%81-la-presse-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Hisse%CC%80ne-Habre%CC%81-la-presse-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Hisse%CC%80ne-Habre%CC%81-la-presse-1536x1152.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Hisse%CC%80ne-Habre%CC%81-la-presse-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p>Si è spento ieri in <strong>Senegal</strong>, all&#8217;età di 79 anni, a causa di un&#8217;infezione legata al Coronavirus, <strong>Hissène Habré</strong>, l&#8217;ex dittatore del Ciad che ha governato il Paese dal 1982 al 1990. Habré è stato uno dei più sanguinari e spietati dittatori africani, tanto da essere stato ribattezzato il &#8221;Pinochet d&#8217;Africa&#8221; e il &#8221;Charles Taylor francofono&#8221;. L&#8217;ex autocrate è morto a Dakar dove era stato condannato al carcere a vita nel 2016 dopo un processo storico.</p>
<p>Per la prima volta nella storia infatti un tribunale creato dall&#8217;Unione Africana aveva emesso una sentenza di condanna nei confronti un ex leader di un Paese africano colpevole di violazioni dei diritti umani. Una commissione d&#8217;inchiesta costituita in Ciad dopo la caduta del suo regime, nel 1990, aveva infatti appurato che Habré e il suo governo erano responsabili di oltre 40&#8217;000 omicidi politici, 200&#8217;000 casi di tortura, oltre a stupri e riduzione in schiavitù degli oppositori.</p>
<p>Il suo nome tutt&#8217;oggi, in Ciad, rievoca fantasmi e orrori e riporta alla memoria gli anni di un regime paranoico e assolutistico, una miscellanea di brutalità in chiave cilena, sparizioni in veste argentina e occultismo in stile haitiano. E sebbene il suo governo sia caduto trent&#8217;anni fa e cinque anni fa l&#8217;ex dittatore sia stato condannato al carcere a vita, le ferite e le tragedie provocate dal suo regime tutt&#8217;oggi permangono e niente e nessuno potrà mai risarcire le vittime degli orrori di quello che è stato uno dei governi più efferati e repressivi della storia contemporanea africana.</p>
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		<title>La strana connessione tra la guerra in Libia e i disordini in Ciad</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/libia-guerra-ciad-situazione-attuale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2021 18:27:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1253" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/ciad-e-libia-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/ciad-e-libia-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/ciad-e-libia-300x196.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/ciad-e-libia-1024x668.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/ciad-e-libia-768x501.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/ciad-e-libia-1536x1003.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/ciad-e-libia-2048x1337.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Libia e Ciad, due Paesi e due destini che spesso nella storia recente si sono intrecciati. É stato così ad esempio durante l&#8217;era di Gheddafi, quando il colonnello ha attaccato la striscia di Aozou e si è impelagato in un pantano da cui è uscito malconcio sia da un punto di vista politico quanto militare. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-guerra-ciad-situazione-attuale.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1253" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/ciad-e-libia-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/ciad-e-libia-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/ciad-e-libia-300x196.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/ciad-e-libia-1024x668.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/ciad-e-libia-768x501.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/ciad-e-libia-1536x1003.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/ciad-e-libia-2048x1337.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Libia e Ciad, due Paesi e due <strong>destini</strong> che spesso nella storia recente si sono intrecciati. É stato così ad esempio durante l&#8217;era di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-di-muammar-gheddafi.html">Gheddafi</a>, quando il colonnello ha attaccato la striscia di Aozou e si è impelagato in un pantano da cui è uscito malconcio sia da un punto di vista politico quanto militare. In quella guerra, combattuta tra il 1979 e il 1989, a cadere prigioniero è stato il generale <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">Khalifa Haftar</a>. Anni dopo sarà proprio lui a servirsi di miliziani ciadiani per controllate buona parte della Libia. E saranno poi, a loro volta, proprio queste milizie a generare gli scontri che hanno portato, il 20 aprile scorso, <a href="https://it.insideover.com/guerra/colpo-stato-ciad-situazione-attuale.html">alla morte dell&#8217;uomo forte del Ciad</a>, <strong>Idriss Deby</strong>. Incroci segnati dal destino dunque, che hanno nuovamente fatto viaggiare su due binari paralleli le sorti dei due Paesi confinanti.</p>
<h2>L&#8217;arrivo di miliziani dal sud della Libia</h2>
<p>Al momento non è chiaro come Deby abbia perso la vita. La notizia della morte è arrivata martedì 20 aprile, ma il ferimento fatale risalirebbe al sabato procedente. Fonti ufficiali affermano che il presidente, al potere in Ciad dal 1990, sia stato vittima di un conflitto a fuoco lungo il fronte dove l&#8217;esercito stava combattendo contro i miliziani del <strong>Fact</strong>, Fronte per l’alternanza e la concordia del Ciad. Ma sia sulla data del ferimento che sulla dinamica ufficiale ci sono diverse incongruenze. E non è da escludere, <a href="https://www.nova.news/ciad-che-cosa-ce-dietro-la-morte-del-presidente-idriss-deby/">come riportato da <em>AgenziaNova</em></a>, che si sia trattato di fuoco amico o, peggio ancora, di un vero e proprio <strong>omicidio</strong> maturato all&#8217;interno di settori governativi. Ma a prescindere, Deby si trovava sul fronte perché preoccupato dagli scontri con il Fact. Il destino del Ciad ha quindi iniziato a cambiare quando l&#8217;11 aprile, giorno delle elezioni presidenziali, i miliziani sono entrati nel Paese arrivando ben presto alle porte di <strong>N&#8217;Djamena</strong>, la capitale.</p>
<p>Il Fact, secondo fonti della sicurezza riportate da <em>AfricaIntelligence</em>, conterebbe di almeno duemila combattenti, almeno la metà dei quali operanti negli ultimi anni in Libia. Qui, soprattutto nella regione del <strong>Fezzan</strong>, sono stati alleati del <em>Libyan National Army</em> (<strong>Lna</strong>), l&#8217;esercito guidato da Khalifa Haftar. Grazie al loro supporto, l&#8217;uomo forte della Cirenaica ha potuto estendere il controllo anche in molte parti del Sahara libico. Un&#8217;alleanza, quella tra il Fact e l&#8217;Lna, nata poco dopo il 2016 e favorita dalla natura desertica dei confini meridionali della Libia. Vere frontiere qui infatti non ne esistono, la linea di demarcazione è in vigore solo sulle carte geografiche. Tutto questo ha permesso l&#8217;accesso, all&#8217;interno del territorio libico, di centinaia di combattenti ciadiani. L&#8217;11 aprile i militanti del Fact hanno fatto il percorso inverso, entrando in Ciad dalla Libia.</p>
<h2>Casualità o scelta pre ordinata?</h2>
<p>Il nuovo incrocio tra Libia e Ciad è frutto del mero caso? I miliziani del Fact, nei loro comunicati, hanno sempre ribadito come l&#8217;attacco al governo di Deby, ancora in corso e che adesso ha preso di mira contro la leadership del figlio del defunto presidente, è stato fatto volutamente coincidere con il giorno delle <strong>elezioni</strong> presidenziali dell&#8217;11 aprile. Una data quindi tanto simbolica quanto strategica per destabilizzare il tormentato Paese africano. La loro discesa in campo in Ciad ha però comportato conseguenze anche in Libia, ossia l&#8217;allontanamento di un nuovo gruppo straniero all&#8217;interno del Paese nordafricano. Circostanza da non sottovalutare. Proprio la fine della presenza di <strong>mercenari</strong> stranieri in Libia è una delle condizioni sia del cessate il fuoco che del processo politico che ha portato alla nascita del<a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/la-libia-ha-un-nuovo-governo-ecco-cosa-puo-cambiare.html/amp"> nuovo governo di Dbeibah. </a></p>
<p>É possibile quindi ipotizzare che il Fact, prima ancora della ricorrenza elettorale, sia stato spinto in Ciad dallo stesso Khalifa Haftar. Quest&#8217;ultimo ha dato il suo tacito consenso alla nascita del nuovo esecutivo a Tripoli e non sta ponendo ostacoli al processo politico. Da qui, secondo alcune fonti diplomatiche, la sua scelta di appoggiare le velleità dei miliziani ciadiani all&#8217;interno del loro Paese. Il generale, con questa mossa, potrebbe essersi liberato di alleati diventati ingombranti. Questo spiegherebbe anche la &#8220;tiepida&#8221; reazione francese davanti alla morte di Deby, alleato di ferro di Parigi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-guerra-ciad-situazione-attuale.html">La strana connessione tra la guerra in Libia e i disordini in Ciad</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cosa sappiamo degli scontri in corso nel Ciad</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/colpo-stato-ciad-situazione-attuale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Apr 2021 17:50:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Sahel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/colpo-di-stato-ciad-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="colpo di stato ciad" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/colpo-di-stato-ciad-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/colpo-di-stato-ciad-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/colpo-di-stato-ciad-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/colpo-di-stato-ciad-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/colpo-di-stato-ciad-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/colpo-di-stato-ciad-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A partire dallo scorso 11 aprile il Ciad è piombato in uno stato di profonda tensione che potrebbe sfociare anche in una vera e propria guerra civile. Gli scontri stanno coinvolgendo le forze regolari da un lato, fedeli al presidente Idriss Deby, e diverse coalizioni anti governative dall&#8217;altro. Tra queste ultime a spiccare è soprattutto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/colpo-stato-ciad-situazione-attuale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/colpo-di-stato-ciad-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="colpo di stato ciad" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/colpo-di-stato-ciad-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/colpo-di-stato-ciad-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/colpo-di-stato-ciad-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/colpo-di-stato-ciad-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/colpo-di-stato-ciad-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/colpo-di-stato-ciad-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>A partire dallo scorso 11 aprile il <strong>Ciad</strong> è piombato in uno stato di profonda tensione che potrebbe sfociare anche in una vera e propria <strong>guerra civile</strong>. Gli scontri stanno coinvolgendo le forze regolari da un lato, fedeli al presidente<strong> Idriss Deby</strong>, e diverse coalizioni anti governative dall&#8217;altro. Tra queste ultime a spiccare è soprattutto il <strong>Fact</strong>, Fronte per l&#8217;alternanza e la concordia del Ciad. Le ultime notizie sono contraddittorie: il governo ha dichiarato di avere la situazione sotto controllo, il Fact ha annunciato invece di non essere lontano da <strong>N&#8217;Djamena</strong>, la capitale. Il 20 aprile, la radio nazionale ha parlato della morte del presidente Idriss Deby.</p>
<h2>La scintilla delle tensioni: le elezioni dell&#8217;11 aprile</h2>
<p>Le tensioni in Ciad non sono scoppiate in una data casuale. Domenica 11 aprile infatti, il più grande Paese della tormentata regione del <strong>Sahel</strong>,<a href="https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2021/04/11/iniziano-le-elezioni-presidenziali-ciad/"> è stato chiamato alle urne</a>. Il presidente uscente Idriss Deby si è candidato per ottenere il sesto mandato consecutivo: al potere dal 1990, quando si è posto alla testa a 37 anni di un colpo di Stato, l&#8217;attuale leader del Ciad già a gennaio ha presentato la sua nuova candidatura. La corsa per la riconferma non dovrebbe presentare per lui particolari ostacoli, specialmente dopo il ritiro del principale candidato dell&#8217;opposizione <strong>Saleh Kebzabo</strong>. Una mossa quest&#8217;ultima che ha avuto il sapore di un vero e proprio boicottaggio, segnale di un profondo malessere all&#8217;interno dell&#8217;opinione pubblica.</p>
<p>Dopo la chiusura delle urne, sono stati annunciati scontri prima nel nord e poi nel sud del Ciad. Il Fact ha rivendicato le prime azioni volte a conquistare N&#8217;Djamena e a scalzare dal palazzo presidenziale Idriss Deby prima ancora della proclamazione dei risultati.</p>
<h2>Quali gruppi stanno attaccando la capitale</h2>
<p>Il Fact è una delle principali fazioni anti governative attive in Ciad. La sua fondazione risale al 2016 ed è stata figlia di una scissione interna all&#8217;<strong>Ufdd</strong>, Unione delle forze per la democrazia e lo sviluppo. Il suo leader è un ciadiano cresciuto a Reims, in Francia, <a href="https://www.africarivista.it/incognita-ciad-guerra-di-comunicati-sugli-scontri/184260/">lì dove si è laureato e militato nel Partito Socialista</a>: si tratta di <strong>Mahamat Mahdi Ali</strong>, appartenente alla comunità delle etnie goriane, ramificate soprattutto nel nord e nell&#8217;ovest del Paese. Per tal motivo il Fact è supportato da queste popolazioni, a cui peraltro apparteneva <strong>Hissene Habrè</strong>, il presidente spodestato nel 1990 da Deby.</p>
<p>Il Fact è noto per le sue attività fuori dal Ciad. Negli ultimi anni è stato presente soprattutto nel sud della <strong>Libia</strong>, lì dove ha supportato le forze fedeli al generale <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">Khalifa Haftar</a>. Ed è proprio dalle regioni meridionali del territorio libico che i miliziani del Fact, circa un migliaio, hanno iniziato l&#8217;incursione verso il cuore del Ciad. A dar manforte al Fact vi è l&#8217;Unione delle Forze di Resistenza (<strong>Ufr</strong>). A comandare questi miliziani è il nipote del presidente Deby, ossia <strong>Timan Erdimi</strong>. Protagonista nel 2008 e nel 2019 di due falliti colpi di Stato, l&#8217;Ufr annovera al suo interno diversi combattenti dell&#8217;etnia zaghawas. Nelle ultime ore alcune note inviate dall&#8217;Ufr hanno confermato l&#8217;appoggio politico e militare alle manovre poste in essere dal Fact.</p>
<h2>Dove sono gli scontri</h2>
<p>Il conflitto si sta rapidamente espandendo verso le regioni occidentali e meridionali del Ciad. <em>Toubou Media</em>, un canale che su <em><a href="https://twitter.com/MediaToubou">Twitter</a></em> dall&#8217;11 aprile scorso riporta i comunicati del Fact, ha riferito che i miliziani hanno conquistato alcune importanti località nella regione del <strong>Kanem</strong>. Si tratta di una zona non lontana dal confine con il Niger e il cui capoluogo <strong>Mao</strong> è a circa 500 km da N&#8217;Djamena. Fonti vicine al Fact hanno rivendicato l&#8217;avanzata nel Kanem, mentre dal canto suo il governo ha fatto sapere di aver decimato diverse colonne formate dai combattenti dell&#8217;opposizione.</p>
<p>A prescindere dal reale esito di queste battaglie, è indubbio che la tensione oramai si è concentrata in province non molto lontane dalla capitale. A N&#8217;Djamena, <a href="https://www.askanews.it/esteri/2021/04/19/ciad-paura-a-ndjamena-dopo-scontri-con-ribelli-arrivati-dalla-libia-pn_20210419_00194/">come sottolineato dall&#8217;agenzia <em>AskaNews</em></a>, diversi cittadini nelle ultime ore si sono riversati in strada per lasciare la città in vista di una possibile battaglia. Il dispiegamento dell&#8217;esercito in molte vie della capitale del Ciad ha aumentato la percezione di un imminente <strong>assedio</strong>. Tuttavia il portavoce del governo,<strong> Chérif Mahamat Zene</strong>, ha smentito le avanzate ribelli ed ha invitato alla calma, sostenendo che la presenza dei militari per le strade è stata decisa per motivi attinenti alla proclamazione dei risultati elettorali.</p>
<h2>Le reazioni internazionali: Parigi spettatrice interessata</h2>
<p>Dalla <strong>Casa Bianca</strong> è stato dato ordine di evacuazione del personale diplomatico non necessario: &#8220;Gruppi armati non governativi nel Ciad settentrionale si sono spostati a sud e sembrano dirigersi verso N&#8217;Djamena&#8221;, <a href="https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/ciad-usa-richiamano-il-personale-diplomatico-non-essenziale_31119744-202102k.shtml">si legge in una nota del dipartimento di Stato</a>. La notizia è stata confermata anche dal <em>Guardian</em>. Non c&#8217;è però al momento una reazione politica da parte degli Usa sulle tensioni in corso nel Paese africano.</p>
<p>Gli obiettivi in queste ore sono puntati dritti su Parigi. Il presidente Deby è sempre stato considerato vicino alla <strong>Francia</strong>, ex madrepatria coloniale. Sia nel 2008 che nel 2019 l&#8217;attuale capo di Stato ciadiano è stato salvato dai tentativi di golpe proprio grazie all&#8217;intervento francese. Come riportato da <em>AgenziaNova</em>, il presidente <strong>Emmanuel Macron</strong> starebbe seguendo con molta attenzione la situazione in Ciad, tuttavia non avrebbe intenzione di intervenire. Il sito <em>AfricaIntelligence</em> ha avanzato l&#8217;ipotesi di una Francia spettatrice delle tensioni ma non parte direttamente in causa.</p>
<h2>La morte di Idriss Deby</h2>
<p>La situazione è precipitata ulteriormente il 20 aprile. Poche ore dopo la proclamazione ufficiale dei risultati elettorali dell&#8217;11 aprile, <a href="https://www.theafricareport.com/81373/chad-president-idriss-deby-dies-says-national-radio/">è stata diffusa la notizia della morte del presidente Idriss Deby</a>. A comunicarlo è stato l&#8217;esercito in un comunicato letto prima sulla radio nazionale e poi sulla Tv di Stato. Dalla prime informazioni, sembra che Deby sia rimasto ucciso a seguito delle ferite riportate nel corso di una battaglia ingaggiata dai militari con i ribelli. Tuttavia sulla dinamica della morte del presidente del Ciad permane ancora molta confusione.</p>
<h2>I poteri al figlio</h2>
<p>Subito dopo la notizia della morte di Idriss Deby, i militari hanno diffuso un comunicato in cui è stata annunciata la costituzione di un <strong>consiglio militare</strong> il quale resterà in carica per almeno 18 mesi. A presiedere il nuovo organismo formato da una giunta dell&#8217;esercito è <strong>Mahamat Idriss Deby Itno</strong>, figlio del defunto presidente. In questo lasso di tempo le leggi nel Ciad saranno ordinate in base a una nuova Carta transitoria, promulgata al posto della Costituzione dichiarata sospesa dai militari.</p>
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		<title>Accordo per il Lago Ciad: un patto per rilanciare un Paese</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/accordo-per-il-lago-ciad-un-patto-per-rilanciare-un-paese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2019 14:12:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Lago Ciad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="542" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Lago-Ciad-profughi-La-PressE-e1573222320816.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Lago Ciad" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Lago-Ciad-profughi-La-PressE-e1573222320816.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Lago-Ciad-profughi-La-PressE-e1573222320816-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Lago-Ciad-profughi-La-PressE-e1573222320816-768x416.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Il 31 ottobre i quattro paesi bagnati dal Lago Ciad hanno stipulato l&#8217;omonimo accordo volto alla sviluppo economico, sociale e politico della regione, sconvolta in questi anni sia dagli eventi atmosferici sia dal fenomeno del crescente terrorismo. In questo clima le condizioni medie di vita della popolazione sono peggiorate, attaccando anche l&#8217;embrionale apparato economico, principale &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/accordo-per-il-lago-ciad-un-patto-per-rilanciare-un-paese.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="542" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Lago-Ciad-profughi-La-PressE-e1573222320816.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Lago Ciad" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Lago-Ciad-profughi-La-PressE-e1573222320816.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Lago-Ciad-profughi-La-PressE-e1573222320816-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Lago-Ciad-profughi-La-PressE-e1573222320816-768x416.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p><p>Il 31 ottobre i quattro paesi bagnati dal <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/progetto-lago-ciad.html">Lago Ciad</a> hanno stipulato l&#8217;omonimo accordo volto alla sviluppo economico, sociale e politico della regione, sconvolta in questi anni sia dagli <strong>eventi atmosferici</strong> sia dal fenomeno del crescente <strong>terrorismo</strong>. In questo clima le condizioni medie di vita della popolazione sono peggiorate, attaccando anche l&#8217;embrionale apparato economico, principale obiettivo delle cellule attive nella zona. I termini dell&#8217;accordo, racchiusi in nove obiettivi minimi da raggiungere, spaziano dagli aiuti all&#8217;<strong>agricoltura</strong> agli interventi militari nella zona per metterla in sicurezza dal terrorismo, senza perdere però di vista il concetto fondante: ogni miglioramento delle condizioni di vita passa attraverso la formazione e l&#8217;istruzione, uniche in grado di difendere non solo dagli eventi atmosferici, ma soprattutto dalla profilazione dei gruppi paramilitari.</p>
<h3>Lo stato del Ciad sotto Idriss Déby</h3>
<p>Secondo la rivista &#8220;Forbes&#8221;, il Ciad è uno dei paesi maggiormente corrotti del Mondo, nei massimi vertici dell&#8217;area africana. Nei suoi 29 anni di Governo <strong>Idriss Déby</strong> è stato più volte accusato di corruzione e di brogli elettorali, come è stato bersaglio di innumerevoli colpi di stato, data anche la facilità con cui ha cambiato gli appoggi internazionali con gli Stati limitrofi sulle loro questioni di politica interna.<br />
Nei suoi anni di comando e considerando le disastrose condizioni di partenza del Ciad, non si possono trovare tuttavia delle grandi pecche nella gestione delle crisi del Paese. Molto abile nell&#8217;ottenere molteplici appoggi (si ricordino gli aiuti alla Libia di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-di-muammar-gheddafi.html">Muhammar Gheddafi</a> durante lo scoppio della guerra civile libica mentre con la <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/il-perche-dell-intervento-francese-nel-ciad.html">Francia</a> si batteva nel Sahel contro <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/boko-haram-e-tornato-con-armi-sempre-piu-sofisticate.html">Boko Haram</a>), ha utilizzato il pugno duro contro i colossi del petrolio per questioni di evasione fiscale.</p>
<h3>L&#8217;importanza dell&#8217;Accordo a livello internazionale</h3>
<p>Con la stipulato dell&#8217;Accordo di questi giorni, un altro grande passo è stato compiuto nel sostegno alle politiche agricole ed allo sviluppo delle aree più povere del Paese. La cooperazione con <strong>Niger</strong>, <strong>Nigeria</strong> e <strong>Camerun</strong> è da considerarsi importante anche in qualità di stabilità politica dell&#8217;area, in grado di garantire nel futuro un lungo periodo di pace, che nel continente non è assolutamente scontato, soprattutto quando le forze armate dei vari territori si trovano ad agire con troppa prossimità. Un miglioramento delle <strong>politiche dell&#8217;educazione</strong> e la formazione continua della popolazione che vive tutt&#8217;oggi di agricoltura di sussistenza sono la chiave per gestire i periodi di carestia e permettere di superare in modo migliore le avversità dettate dagli eventi atmosferici. La creazione in futuro di un <strong>mercato comune</strong> dell&#8217;area riguardando i frutti dell&#8217;agricoltura è necessario anche in quest&#8217;ottica, garantendo una miglior fruizione dei beni in caso di necessità per i quattro Paesi.</p>
<p>Come spesso succede, bisognerà vedere se all&#8217;Accordo si succederanno anche le attuazioni dello stesso. Tuttavia, <span style="font-size: 1rem;">data la lungimiranza dei premier soprattutto della Nigeria e del Ciad (<a href="https://it.insideover.com/politica/la-nuova-sfida-del-presidente-buhari.html">Muhammadu Buhari</a> e Idriss Déby), la possibilità che i risultati raggiunti saranno maggiori di quelli attesi è probabile</span><span style="font-size: 1rem;">, arrivando magari un giorno a migliorare significativamente le condizioni di vita del bacino del Lago Ciad.</span></p>
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		<title>Una nuova guerra civile insanguina l’Africa?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/una-nuova-guerra-civile-insanguina-lafrica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Meneghetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Aug 2019 06:44:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Superstiti-Boko-Haram.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Donne sfuggite alla furia dei jihadisti di Boko Haram (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Superstiti-Boko-Haram.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Superstiti-Boko-Haram-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Superstiti-Boko-Haram-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Superstiti-Boko-Haram-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scorso 9 agosto, in occasione delle celebrazioni per il 59esimo anniversario dell&#8217;indipendenza dalla Francia, il presidente ciadiano Idriss Déby ha tenuto un accorato discorso alla nazione, nel quale ha denunciato lo stato di estrema instabilità nelle regioni più a est del Paese: qui, da alcuni giorni, sono in corso intensi combattimenti tra le comunità &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/una-nuova-guerra-civile-insanguina-lafrica.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/una-nuova-guerra-civile-insanguina-lafrica.html">Una nuova guerra civile insanguina l’Africa?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Superstiti-Boko-Haram.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Donne sfuggite alla furia dei jihadisti di Boko Haram (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Superstiti-Boko-Haram.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Superstiti-Boko-Haram-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Superstiti-Boko-Haram-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Superstiti-Boko-Haram-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Lo scorso 9 agosto, in occasione delle celebrazioni per il 59esimo anniversario dell&#8217;indipendenza dalla Francia, il presidente ciadiano <strong>Idriss Déby</strong> ha tenuto un accorato discorso alla nazione, nel quale ha denunciato lo stato di estrema instabilità nelle regioni più a est del Paese: qui, da alcuni giorni, sono in corso intensi combattimenti tra le comunità Zaghawa e Wadai che hanno già provocato decine di morti. Si tratta di una miccia in grado di scatenare un conflitto su più ampia scala in grado di minare il potere dello stesso Déby?</p>
<h2>Conflitti interetnici e questioni irrisolte</h2>
<p>Déby, lui stesso di etnia zaghawa, è al potere dal 1990. La sua ascesa ha coinciso con il rovesciamento del regime di <strong>Hissène Habré</strong>, sostenuto da Francia e Stati Uniti e attualmente in carcere in Senegal con le accuse di stupro, schiavitù sessuale e omicidio di massa: di fatto, Déby è passato in poco tempo dall&#8217;essere uno dei più promettenti ufficiali fedeli ad Habré (combattendo e vincendo il conflitto contro le forze libiche del generale Haftar nel 1987), a capeggiare un movimento di ribellione che aveva il suo fulcro proprio nei combattenti zaghawa. Questi ultimi, il cui numero è stimato tra le 200mila e le 450mila persone, sono principalmente pastori nomadi che traggono il loro sostentamento dal pascolo di pecore e cammelli in un&#8217;ampia area che copre il Ciad orientale e il Darfur, in Sudan.</p>
<p>La parte ciadiana di questo territorio ricade all&#8217;interno della regione di Ouaddaï, abitata dal popolo wadai (noto anche come birgu o maba), un&#8217;etnia sedentaria arabizzatasi nel corso dei secoli, e dedita alla coltivazione. Le tensioni tra zaghawa e waddai nascono proprio per il difficile controllo delle risorse, che entrambe le parti reclamano per sé, e si sono intensificate a partire dalla fine del 2018 e ancor più in queste settimane: lo scorso 5 agosto, la morte di un giovane allevatore zaghawa nella sottoprefettura di Wadi Hamra ha provocato la risposta della sua comunità, che ha aggredito con violenza i vicini waddai. La lotta ha provocato un bilancio ufficiale di 37 morti, <a href="https://information.tv5monde.com/afrique/tchad-au-moins-37-morts-dans-des-violences-intercommunautaires-315429" target="_blank" rel="noopener">44 secondo fonti ospedaliere citate da <em>AFP </em>e</a><em> TV5Monde,</em> e le forze di sicurezza ciadiane inviate sul posto sarebbero state accolte da colpi di arma da fuoco. L&#8217;ultimo incidente mortale di una simile portata risale al novembre scorso, quando 11 persone rimasero uccise durante uno scontro nella zona di Abéché, il capoluogo della regione.</p>
<h2>Un&#8217;escalation che coinvolge l&#8217;intera regione</h2>
<p>Nel suo intervento, <a href="https://www.jeuneafrique.com/814684/politique/tchad-au-moins-37-personnes-tuees-en-trois-jours-daffrontements-entre-agriculteurs-et-eleveurs/" target="_blank" rel="noopener">Déby ha parlato</a> di una situazione &#8220;tramutatasi in preoccupazione nazionale (&#8230;) una guerra totale nella quale è necessario impegnarsi per fermare coloro che continuano a fornire armi a entrambe le parti. L&#8217;emergenza &#8211; ha proseguito &#8211; si sta estendendo ad altre aree del Paese dove la convivenza interetnica è stata sempre esemplare e pacifica, come nella provincia di Sila, dove abbiamo contato 40 morti da gennaio 2019 a oggi&#8221;<em>. </em></p>
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<p>Il &#8220;j&#8217;accuse&#8221; del 67enne presidente è chiaro: i conflitti e le violenze in corso in Libia, Sudan e Repubblica Centrafricana avrebbero condotto a un massiccio flusso di materiale bellico oltreconfine, che avrebbe alimentato le fila di entrambi gli schieramenti. Un traffico che, sempre a detta di Déby, è letale:<em> &#8220;</em>Facciamo il possibile per arrestarlo grazie alle nostre forze speciali, ma il giorno successivo il problema del disarmo si ripresenta puntualmente&#8221;<em>. </em><a href="https://www.journaldutogo.com/tchad-une-quarantaine-de-morts-dans-des-violences-intercommunautaires/" target="_blank" rel="noopener">Una visione confermata</a> dallo storico <strong>Mahamat Saleh Yacoub</strong>, che ritiene responsabile di questo sinistro contrabbando l&#8217;attuale clima di instabilità politica nel vicino Sudan e in particolare nel Darfur, dove peraltro vivono folte comunità di zaghawa e waddai. Già lo scorso febbraio, Déby si era recato personalmente nella zona, proponendo l&#8217;introduzione della corte marziale per giudicare i responsabili delle violenze: un&#8217;idea radicalmente bocciata dalle opposizioni, secondo le quali il Capo di Stato, che ha nel frattempo annunciato una sua nuova visita nella regione, senza però fornire una data precisa- dovrebbe cercare di attivare un dialogo costruttivo tra le parti.</p>
<h2>Un altro Sudan?</h2>
<p>Gli scontri nella regione di Ouaddaï non sono l&#8217;unica sfida che il presidente ciadiano è costretto ad affrontare in questi mesi: la sua posizione si sarebbe infatti notevolmente aggravata, e <a href="https://www.economist.com/middle-east-and-africa/2019/07/18/idriss-deby-chads-despot-is-struggling-to-stay-in-power">numerosi analisti</a> hanno iniziato a ritenerlo un possibile obiettivo per le frange di opposizione più violente del Paese, come dimostrato dal tentativo di invasione da parte di alcune unità ribelli &#8211; per la maggior parte di etnia zaghawa &#8211; che lo scorso febbraio avevano tentato di raggiungere la capitale N&#8217;Djamena a bordo di una colonna di pickup Toyota equipaggiati con mitragliatrici e artiglieria pesante. L&#8217;exploit, rapidamente stroncato dall&#8217;aeronautica militare francese, costituisce in ogni caso un segnale forte per gli equilibri in campo nel Paese: da una parte l&#8217;esercito ciadiano, costituito per la maggior parte da soldati e ufficiali addestrati dalla Francia e capace fino a poco tempo fa di porre una seria minaccia all&#8217;avanzamento di <strong>Boko Haram</strong> nella regione del lago Ciad; dall&#8217;altro, coloro che si dicono insoddisfatti del governo di Déby (anche a causa della forte <strong>crisi economica</strong> che da tempo infuria nella nazione africana) e contano tra le proprie file numerosi ex militari (e persino familiari) un tempo fedeli al presidente. Proprio questa spaccatura interna tra forze governative e irregolari, che spesso si rifiutano di combattere tra loro per via dei legami che le uniscono, ha provocato un indebolimento della morsa di Déby sul potere interno. Infatti, le continue richieste di aiuto alla Francia e il progressivo rafforzamento delle milizie islamiste dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html" target="_blank" rel="noopener">Isis</a> e di Boko Haram nel nordest del Ciad non sono che la dimostrazione &#8211; e la conseguenza &#8211; del forte malcontento che sta iniziando a serpeggiare anche tra i sostenitori del Capo dello Stato.</p>
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<p>L&#8217;aprirsi di un nuovo fronte, quello del conflitto interetnico tra Waddai e Zaghawa, è un avvenimento destinato a danneggiare ancora di più il già precario equilibrio del regime: un rovesciamento di quest&#8217;ultimo, al quale nonostante la loro stessa instabilità interna potrebbero non essere estranei gli attori regionali circostanti (Sudan, Repubblica Centrafricana e Libia), sarebbe un duro colpo per il Ciad, che di colpo si troverebbe un una situazione di vulnerabilità ancora più estrema della quale potrebbero approfittare i miliziani islamisti nonché le frange più intransigenti delle diverse etnie che compongono il Paese. Una nuova grande guerra è destinata ad avere inizio?</p>
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